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sabato 10 ottobre 2009

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Il nuovo "Fame" al cinema: meno tormenti e più High School Musical (cameo di Megan Mullally di "Will&Grace")
(ANSA) - ROMA, 8 OTT - Ventinove anni fa, grazie alle storie di liceali aspiranti artisti talentuosi e problematici, e alle note della colonna sonora di Michael Gore premiata con l'Oscar, come 'Fame', la canzone portante, Saranno Famosi di Alan Parker, e' diventato un cult. Status confermato dall'omonima serie televisiva nata due anni dopo, in onda per cinque stagioni e venduta in tutto il mondo. Oggi in pieno furore di High School Musical e talent show, Fame - Saranno famosi, torna con un remake, opera prima del coreografo di Britney Spears, Kevin
Tancharoen, classe 1984, in uscita domani in circa 300 - 350 copie distribuito da Key Films. ''Non volevamo imitare pedissequamente il film originale, ma che i personaggi fossero nuovi e moderni. Quando Alan Parker ha fatto il primo film il tipo di fama era probabilmente piu' legato al talento di quanto non lo sia oggi - spiega il produttore Tom Rosenberg nelle note di produzione -. Questo e' ancora vero, ma oggi l'idea che si possa diventare una celebrita' senza avere talento e' piuttosto diffusa''. Per Rosenberg ''chiunque abbia una pagina personale o faccia parte di un social network diventa immediatamente 'famoso', e chiunque abbia una telecamera in mano e' un potenziale regista. Quindi, come nel film originale, l'idea centrale e' quella di mostrare come solo dalla costanza e dal talento possa nascere un vero artista''. Il remake paga pegno al film originale e alla serie, annoverando nel cast, nel ruolo di preside della New York City High School of Performing Arts, Debbie Allen, grande coreografa, che nella pellicola di Parker e nelle varie stagioni della fiction, interpretava l'insegnante di ballo Lydia Grant. Tornano poi due delle canzoni simbolo del primo film, Out here on my own, e il brano vincitore dell'Oscar, Fame. Al posto pero' dei personaggi legati a una New York spesso periferica e 'difficile' del film di Parker, come il ballerino di talento ma quasi analfabeta Leroy, il genio del pianoforte povero in canna Bruno Martelli o Montgomery, attore che vive male la propria omosessualita', nel nuovo Fame, ci sono protagonisti meno tormentati e con una gran voglia di divertirsi. Si va dalla ragazza di buona famiglia Denise (Naturi Naughton, doppiata in italiano dalla cantante Karima, ex allieva di Amici), che entra nella scuola come pianista classica e si scopre cantante, al bravo ragazzo e perfetto performer Marco (Asher Book), all'attrice in gonna a pieghe e capello sempre in ordine Jenny (Kay Panabaker) . Nel gruppo di nuovi aspiranti divi ci sono fra gli altri, anche Malik (Collins Pennie') attore e rapper che deve fare i conti con il proprio passato e Neil (Paul Iacono) che sogna di diventare il nuovo Scorsese. I professori hanno i volti, fra gli altri, di alcuni beniamini delle sitcom americane, come Kelsey Grammer e Bebe Neuwirth (che sono stati
protagonisti di Frasier) e Megan Mullaly (Will & Grace). Per le musiche, ai tanti hit recenti, si aggiungono i brani originali di The Matrix, James Poyser e Damon Elliot. Tancharoen che 'e stato anche regista della serie Dancelife rispetto al film originale non ha mantenuto le sottotrame sulla loro difficile realta' dei personaggi, da una gravidanza inattesa, o all'abuso di droga: ''I problemi di cui sia parlava nel primo film oggi non sono piu' cosi' scioccanti'' ha detto il
regista al Los Angeles Times. La formula adottata pero' non ha convinto appieno il pubblico americano. Infatti il film, costato circa 18 milioni di dollari, ha incassato complessivamente nelle prime due settimane, fra Usa e estero, solo circa 20 milioni di dollari.

giovedì 8 ottobre 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
“Dollhouse”, memorabile a metà
“Il punto di partenza di ‘Dollhouse’, la serie creata dal padre di ‘Buffy’ e ‘Angel’, è molto interessante, meno il punto di arrivo. Il punto di partenza è questo: finora non è ancora stata inventata una macchina per dimenticare. Com’è noto esistono tecniche per ricordare (è il vasto territorio della mnemotecnica), ma non esiste un’arte della dimenticanza, non esistono artifici volontari per l’oblio. Ce ne sono alcuni per ricordare male, tipo ubriachezza, droga, lesione cerebrale, amnesia. Per questo è stato istituito un luogo, la casa delle bambole, dove alcune persone consegnano la loro personalità a una società segreta, il cui compito è azzerare le memorie di questi volontari, chiamati ‘attivi’, per noleggiarle a facoltosi clienti bisognosi di azioni speciali. Ogni missione è l’occasione per narrare un’avventura di genere diverso: azione, romanticherie, comicità, thrilling, spy-story, ecc. ‘Dollhouse’ si sviluppa seguendo il risveglio della protagonista Echo (che porta il nome della ninfa rifiutata da Narciso, consumata dall’amore, nascosta nei boschi per restare solo una eco lontana), la rinascita della sua coscienza e dei suoi sentimenti, ed il desiderio di riscoprire la sua vera identità. Proprio questa parte rischia di essere la più debole, un formato ridotto di missioni impossibili”.
(Aldo Grasso, 05.09.2009)

LA STAMPA
Ricompriamoci l’anima
“Fra tutte le generazioni sconfitte del Novecento, la nostra, dei giovani tra Sessantotto e Settantasette - tra Carlo e Groucho Marx, tra Starsky e Hutch - e' la piu' sconfitta, la piu' disperata e ridicola. La Lost Generation andava a Parigi e scriveva Festa mobile, la Beat Generation andava a Frisco e scriveva Urlo: ma la piu' sconfitta delle generazioni sconfitte non ha piu' posti dove andare, ne' libri da scrivere (neppure da leggere, per dirsela tutta); solo una memoria lontana e cattiva. Cosi' la nostra generazione disperata e ridicola s'aggrappa all'unico suo ideale superstite - il denaro - e s'immagina di esorcizzare un futuro che fa paura, e un presente persin peggiore, ricomprandosi l'anima e l'eta' dell'innocenza, quando eravamo realistici, chiedevamo l'impossibile e nell'attesa d'ottenerlo guardavamo Mork & Mindy in tivu'. Poiche' oggi dell'impossibile manco se ne parla, per recuperare la nostra age d'or ci riduciamo a pagare un canale tv che ci fa rivedere quei telefilm deliziosamente idioti. Il commercio delle anime non l'ha inventato Faust, e' florido da sempre. Oggi piu' che mai: nel recente passato molte anime sono state sventatamente svendute, con inevitabili, tardivi rimpianti, e conseguenti smanie di riacquisto. Il Mercato-Mefistofele prospera: al limite, incorre in qualche errore di marketing, come quando la Volkswagen, per lanciare il «nuovo Maggiolino», punto' sullo slogan «Se negli Anni 70 ti sei venduto l'anima, adesso puoi ricomprartela»; ignorando o fingendo d'ignorare che l'anima e' anima solo se originale. Difatti, il «nuovo Maggiolino» Vw non convinse; mentre io mi sono ricomprato il mio Maggiolino, modello '64. Cosi' sia per i telefilm: perche' accontentarsi dei remake, se puoi avere l'originale, e allo stesso prezzo? Siamo sconfitti, ma conserviamo un minimo di dignita': abbiamo abiurato su questioni cruciali, dal Vietnam alla Spiritualita', ma non avremo mai altro Fonzie all'infuori che Henry Winkler. Ehy!”.
(Gabriele Ferraris, 04.08.2009)

DUELLANTI
Una critica …sul campo
“’La nuova squadra’, era fortemente agganciata alla realtà di Napoli che non è mai stata tutta bianca, ma nemmeno tutta nera. Adesso è un campionario di luoghi comuni e incongruenza che difficilmente si poteva riuscire a concentrare in un' opera che, seppur di fantasia, ha (o per meglio dire aveva) la pretesa di ritrarre un ambiente e un territorio complesso come la Napoli odierna».
(Raffaele Marino, procura di Torre Annunziata, 27.08.2009)

TIME OUT (NY)
Le disgrazie della “beautiful life” di Mischa (colpa di mammà)
“Prima delle riprese di ‘The Beautiful Life’ ho subito una terribile operazione ai denti, me ne hanno tolti 4! E’ stato un incubo. Non avevo mai subito alcun intervento chirurgico prima. E’ andato tutto storto e ne ho dovuto subire un altro, che ha posticipato il giorno delle riprese, cosa che mi ha resa nervosa per il fatto di non essere puntuale sul set. I dottori mi hanno detto che sono stata fortunata a non perdere l’uso delle labbra e dei muscoli facciali. E’ stata mia madre a convicermi che l’operazione andava fatta prima delle riprese della serie, ma adesso posso dire che è stata la decisione peggiore. Così con l’angoscia dell’operazione, del viaggio da Los Angeles a New York e di non essere puntuale…è stato un inferno! A volte devi sbattere la testa contro le cose che ti rendono stressata per farti sentire meglio. E’ quello che ho fatto, anche se ho perso il controllo. Ma adesso sto bene. Non so esattamente cosa sia successo, ho un amico che è stato vittima di una crisi nervosa, ma non penso si tratti della stessa cosa. Non è durato molto. Comunque se tutto questo fosse successo a New York, a nessuno sarebbe importato niente…A New York puoi essere quello che sei senza problemi. La gente non ti giudica. E adesso sono così felice di esserci”.
(Mischa Barton, 27.08.2009)

VARIETY
“Mad Men”, giudizio sospeso
“La seconda stagione di ‘Mad Men’ s’illumina solo sporadicamente come la prima. E così l’attesa della terza è diventata gravida di domande. La serie ruota a vari livelli, specialmente sull’aspetto nostalgico di un’America propensa alla cultura della guerra, rivelando anche il punto di vista femminile sul Vietnam, innestando oltremodo il piano dei grandi affari e quello delle vicende familiari. Davvero difficile recensire una serie come questa, se non nella sua interezza. Verrebbe voglia di passare la mano a Don Draper: magari troverebbe uno slogan adatto”.
(Brian Lowry, 07.08.2009)

LIBERO
“Glee”, la tv che prende in giro i talent-show
“Quando è troppo è troppo. Dopo anni di acuti strazianti e piroette convulsive, la tv si fa l’esame di coscienza e prende le distanze dal trash che poco ha a che fare con l’idea di talento. Da questa forma di autocritica, nascono nuovi telefilm che prendono in giro le sedicenti ‘accademie’, esasperandone gli aspetti più comici e isterici. E’ esattamente in questo filone che si colloca ‘Glee’”.
(Giovanni Luca Montanino, 24.08.2009)

mercoledì 7 ottobre 2009


QUIZ - Il trio bikinato di Ferragosto era formato da...
Giusto i primi freschi autunnali per riporre bikini e bermuda negli armadi per scoprire chi fossero le tre bikinate telefilmiche al centro del Quiz ferragostano. Dall'alto in basso, erano la "bombastica" Tiffany Amber-Thiessen, Monica "sorella di Penelope" Cruz e Mena Suvari. Complimenti all'indovinatore (unico) GianLuca e al suo occhio lungo...A breve un nuovo entusiasmante Quiz da...far cascare in ginocchio...

martedì 6 ottobre 2009

TWINS PEAK - JJ Abrams, "sei gradi di separazione" da KD Lang
Sembrano fratello e sorella, oltre che perfetti testimonial di Luxottica, JJ Abrams e KD Lang. Divisi da "sei gradi di separazione" nella culla, la cantante attivista omosex sembra che nel reparto maternità abbia pure fregato il cravattino al fratellino, che ora è costretto ad andare in giro con la magliettina della salute...

lunedì 5 ottobre 2009

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Fermate quel bulimico stakanovista di Abrams: 2 telefilm, il nuovo "Star Trek" e il quarto "Mission Impossible". Se pensasse ad un finale degno di "Lost" sarebbe meglio...
(ANSA) - LOS ANGELES, 5 OTT - JJ Abrams non vuole rimanere senza lavoro dopo la fine di Lost, di cui andra' in onda l'ultima stagione. Il produttore e regista ha infatti due telefilm in lavorazione su due network diversi, una commedia in ambito medico - Anatomy of Hope - che andra' in onda sul canale Fox, facendo concorrenza a Scrubs, e una serie di avventura che e' stata aggiudicata dal canale Nbc. Dopo aver riportato sul grande schermo Star Trek (del quale curerà la seconda trasposizione a suo nome nel 2011), Abrams sara' presto dietro la macchina da presa per il quarto episodio di Mission Impossible.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Lick it or Leave it!

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