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mercoledì 25 settembre 2019

NEWS - Dal 4 ottobre al via "1994" ma nessuno (Sky compresa) accenna a che fine abbia fatto Luca Pastore interpretato da Domenico Diele, condannato a 5 anni per omicidio stradale
Al via dal 4 ottobre in esclusiva su Sky “1994”, l’ultimo capitolo della trilogia Sky Original prodotta da Wildside, parte di Fremantle, che racconta gli anni che hanno cambiato il Paese a cavallo fra Prima e Seconda Repubblica. Gli otto episodi della serie sono ambientati in quello che è un anno cruciale della nostra storia recente, raccontato attraverso gli occhi e le storie di persone comuni, la cui vita si intreccia con quelle dei protagonisti del terremoto politico, civile e di costume che segnò la prima metà degli Anni ’90. Nella serie, diretta da Giuseppe Gagliardi e da Claudio Noce, ritroviamo il cast di protagonisti Stefano Accorsi, Guido Caprino, Miriam Leone, insieme ad Antonio Gerardi, Giovanni Ludeno e Paolo Pierobon. “1994” è in onda dal 4 ottobre ogni venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic e in simulcast su Sky Cinema Uno. Anche in 4k HDR per i clienti Sky Q. Disponibile anche su Sky On Demand, Sky Go e in streaming su NOW TV.
Nel 1994 l’Italia cambia per sempre: è l’anno della restaurazione. Lo sa bene Leonardo Notte (Stefano Accorsi): ha capito che conquistare il potere è difficile, ma mantenerlo è davvero una missione impossibile. Così come sembra impossibile per Pietro Bosco (Guido Caprino) riuscire a cambiare: anche ora che ha un ufficio al Viminale, non riesce ad abbandonare i suoi vecchi difetti, né riesce a dimenticare l’unica donna che ha davvero amato. Veronica Castello (Miriam Leone) deve infatti decidere chi sarà il suo compagno di vita, ma nel frattempo capisce che non vuole più essere solo la donna di uomini potenti e inizia così a giocare in prima persona la partita per il potere, diventando una parlamentare. Ritroveremo anche il PM di Mani Pulite Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi), che continua la sua battaglia, Silvio Berlusconi interpretato da Paolo Pierobon e Dario Scaglia (Giovanni Ludeno). Con loro anche Maurizio Lombardi, già visto in 1992 e 1993 nel ruolo di Paolo Pellegrini, uomo di Berlusconi e neo-onorevole, che vive in adorazione del Cavaliere. "1994" è creata da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo. L’idea del progetto è di Stefano Accorsi, che partecipa allo sviluppo creativo della serie. Beta Film è il distributore internazionale.

giovedì 27 settembre 2018

NEWS - Ultima ora! Mussolini sul serial: "M. Il figlio del secolo" di Scurati diventerà una serie tv per Wildside ("The Young Pope", "Il Miracolo")

News tratta da LaStampa.it
Wildside ha acquisito i diritti del romanzo «M. Il figlio del secolo» di Antonio Scurati (edito da Bompiani), attualmente ai vertici delle classifiche dei libri più venduti in Italia. La casa di produzione di Lorenzo Mieli e Mario Gianani (In Treatment, 1992, 1993, La Mafia uccide solo d’estate, The Young Pope, Il Miracolo, L’amica geniale) trasformerà il libro - che racconta il fascismo come un romanzo, dall’interno, senza filtro politico e ideologico - in una serie televisiva. Si tratta di «un romanzo, sì, ma un romanzo in cui d’inventato non c’è nulla. Al contrario, ogni singolo accadimento, personaggio, dialogo o discorso è storicamente documentato o autorevolmente testimoniato da più di una fonte. È la storia dell’Italia tra il 1919 e il 1925, dalla fondazione dei Fasci italiani di combattimento al delitto Matteotti, la storia di un Paese che si consegna alla dittatura, la storia di un uomo che rinasce molte volte dalle proprie ceneri. La storia della Storia che ci ha resi quello che siamo».  

martedì 12 giugno 2018

NEWS - Ultima ora! Diele di "1992-93" condannato a 7 anni e 8 mesi di carcere per omicidio stradale
L'attore Domenico Diele (Biografia e filmografia), accusato di aver tamponato e ucciso una donna di 48 anni (LA VICENDA), Ilaria Dilillo, la notte del 24 giugno dell'anno scorso, è stato condannato a 7 anni e 8 mesi. E' stata emessa la sentenza del processo, con rito abbreviato, nel quale l'attore era imputato per omicidio stradale. L'incidente si verificò lungo la corsia nord dell'autostrada del Mediterraneo, nei pressi dello svincolo di Montecorvino Pugliano (Salerno). L'attore non era presente all'udienza che si è tenuta al Tribunale di Salerno.

domenica 25 giugno 2017

NEWS - Altro che "Non uccidere", Domenico Diele uccide. Arrestato il protagonista di "1992"-"1993" per omicidio stradale sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e con patente ritirata

News tratta da "Il Fatto Quotidiano"
È l’attore Domenico Diele l’uomo di 32 anni che la notte scorsa ha investito e ucciso una donna di 48 anni all’uscita autostradale di Montecorvino Pugliano, nel Salernitano. L’attore, senese di origini, ma trapiantato da tempo a Roma, si trovava in zona per le riprese del film Una vita spericolata del regista Marco Ponti. Volto emergente del cinema e della fiction, ha recitato in diverse pellicole, tra cui Acab, e in numerose serie di successo della tv, come Don Matteo, 1992, 1993 e Non uccidere. Diele non avrebbe potuto guidare la sua Audi A3, perché gli era stata sospesa la patente per un precedente problema di utilizzo di stupefacenti. Invece era al volante, ancora sotto l’effetto di cannabinoidi e oppiacei. E ha tamponato uno scooter, uccidendo la conducente. È tutto accaduto attorno alle 2 della notte tra venerdì e sabato notte. La macchina ha fatto sbalzare la moto a quasi 200 metri di distanza dal punto dell’impatto. Gli agenti della Polizia stradale di Eboli lo hanno arrestato con l’accusa di omicidio stradale aggravato, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto. L’attore, infatti, portato all’ospedale di Salerno per gli accertamenti di rito, è risultato positivo a diversi stupefacenti. E durante i controlli è appunto emerso che non avrebbe potuto guidare perché la patente gli era stata ritirata, sempre per uso di droghe. La salma della donna, 48 anni, impiegata in uno studio legale salernitano, è stata riconsegnata ai familiari dopo che il medico legale ha effettuato l’esame esterno. La morte è avvenuta quasi nell’immediatezza dell’impatto con l’asfalto. I primi soccorritori giunti sul posto riferiscono di averlo visto sconvolto mentre non si dava pace per l’accaduto. “Che ho fatto, che ho fatto” le sue parole. Sembra che Diele stesse tornando da una festa che si era tenuta a Matera quando, erano circa le 2, con la sua auto ha tamponato lo scooter sulla cui sella c’era Ilaria Dilillo, salernitana di 48 anni, che rientrava a casa dopo aver trascorso una serata con amici.

mercoledì 17 maggio 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Con "1993" la tragedia pubblica diventa spettacolo corale
"'1993' è il secondo capitolo della serie che racconta la storia di Tangentopoli. Come in '1992', le vicende ruotano attorno a sei personaggi: Leonardo Notte, un pubblicitario coinvolto nella nascita di Forza Italia (Stefano Accorsi), la sua compagna (Laura Chiatti), un onorevole leghista (Guido Caprino), una soubrette del Bagaglino (Miriam Leone), un poliziotto del pool Mani pulite (Domenico Diele) e una ricca ereditiera (Tea Falco) (Sky Atlantic, martedì, ore 21.15). La serie, prodotta da Wildside, scritta da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo, e diretta da Giuseppe Gagliardi, vive su due forti idee drammaturgiche. La prima è di rendere quanto più credibili i personaggi di finzione, soprattutto l'inafferrabile Notte, per poter poi liberamente usare i registri dell'eccentrico o del grottesco per rappresentare i personaggi «veri» (Craxi, Berlusconi, Di Pietro e il pool di Mani Pulite, i fratelli Dell'Utri, Costanzo, Biscardi, Marzullo, Lerner...). È come se la tv ci restituisse quanto voracemente hanno inghiottito in quegli anni turbinosi gli occhi di uno spettatore onnivoro. La seconda — riferita dagli sceneggiatori — è quella del «romanzo pop»: «Buttiamoci dentro tutte le nostre passioni di spettatori e le nostre frustrazioni di autori... Assumiamo il punto di vista di personaggi che apparentemente non ci assomigliano, di un campo che la narrativa italiana in genere considera avverso, con il piglio della serialità che amiamo». Ne esce così il ritratto di un Paese apatico e feroce, tragico e ridicolo, dove il «senso civico» ha lasciato il posto al «socialmente utile». Rispetto a 4992», che funzionava per tessere di mosaico (e di montaggio), in «1993» c'è più lavoro di scrittura e maggiore consapevolezza, con il dichiarato tentativo di ispirarsi a «American Tabloid» di James Ellroy. Così la tragedia pubblica si degrada velocemente in uno spettacolo corale. Siamo figli del Bagaglino!". (Aldo Grasso)

venerdì 30 dicembre 2016

NEWS - Achtung, compagni! Ecco le serie tv più attese del 2017 in Italia

Articolo tratto da "La Stampa"
Se il 2015 è stato l'anno del lancio, il 2016 è stato l'anno del successo. Non si conoscono i numeri - non sono stati diffusi - ma Netflix è riuscita a ritagliarsi un posto al sole anche in Italia, stravolgendo il mercato. Ed è solo l'inizio. La produzione e la distribuzione delle serie tv è aumentata. Anche la Rai ha dovuto mettersi al passo: prima, un anno fa, con Non uccidere, esperimento riuscito a metà; poi, quest'inverno, con I Medici, kolossal magari criticabile dal punto di vista qualitativo ma non da quello quantitativo, e Rocco Schiavone. Sky non è rimasta a guardare e ha prodotto una delle «serie tv più attese del 2017» negli Stati Uniti, parola di Time: The Young Pope. Insomma: le serie tv, da futuro sono diventate realtà. Sono il nuovo modo di raccontare storie nell'audiovisivo.
E l'anno prossimo sarà così, ugualmente: si produce tanto, si produce anche con più attenzione. Innanzitutto, portando avanti serie di successo: il 2 gennaio, distribuita da Netflix, arriverà la quarta stagione di Sherlock, un episodio a settimana in contemporanea con il Regno Unito; poi toccherà a Twin Peaks di David Lynch con la nuova stagione, in Italia distribuita in primavera da Sky; e quindi a Il Trono di Spade, a Gomorra 3, arrivo previsto in autunno, alla terza stagione di Fargo e alle nuove puntate di House of Cards, sempre mandate in onda da Sky.
Non mancheranno le novità. Tra le serie più attese, vanno sicuramente segnalate Taboo di e con Tom Hardy, che qui in Italia non ha ancora una data d'uscita né un canale; Roadies, creata da Cameron Crowe e ispirata al suo film Quasi famosi, dal 30 gennaio su Mediaset Premium; Una serie di sfortunati eventi, ispirata ai libri di Lemony Snicket, che farà il suo esordio su Netflix il 13 gennaio; Legion, serie tv sui mutanti della Marvel che andrà in onda a febbraio su Fox; Big Little Lies, con Nicole Kidman, che farà il suo esordio il 13 marzo su Sky Atlantic; Iron Fist, nuova serie originale Netflix su uno dei supereroi di Casa Marvel, il quarto (su quattro) dei «Difensori», rilasciata il 17 marzo; e le due nuove produzioni di Sky Europa: Riviera e Britannia. E questa è solo la prima metà del 2017.
In cantiere ci sono tantissimi progetti, alcuni ancora in corso di scrittura, altri arrivati quasi alla fine della lavorazione. C'è la chiacchierata serie tv ispirata alla saga letteraria de L'amica geniale di Elena Ferrante, che verrà prodotta da Wildside (e di cui, a oggi, ancora non si conosce il broadcaster). C'è 1993, il sequel di 1992, con Stefano Accorsi e Miriam Leone, che dovrebbe andare in onda nella prima metà del 2017; c'è In Treatment, di cui solo pochi giorni fa è stato annunciato il nuovo cast (insieme a Sergio Castellitto, anche Giovanna Mezzogiorno e Giulia Michelini). E poi c'è Suburra, la prima produzione originale di Netflix in Italia: non sarà un sequel del film diretto da Sollima, ma nel cast sono stati confermati alcuni degli attori che abbiamo già visto al cinema, come Alessandro Borghi.
Non bisogna dimenticare che, a partire da dicembre di quest'anno, in Italia è arrivata anche Amazon Video, con le sue serie originali: a oggi, non sono state ancora rese disponibili Crisis in Six Scenes di Woody Allen, o Fleabag. La sensazione, comunque, è che anche il mercato italiano - con tutte le sue limitazioni, e i suoi rallentamenti - si stia sempre più avvicinando a quello internazionale. Buona parte del merito va riconosciuta a Sky, che in questi anni, in una progressione piuttosto veloce, è diventata leader delle produzioni made in Italy di qualità; e pure alla direzione della Rai, che ha stretto più di un accordo con Netflix per la diffusione delle proprie serie.

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