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giovedì 15 marzo 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Solo Netflix può permettersi "Altered Carbon"

"Solo Netflix può permettersi di investire in una serie come Altered Carbon, lanciata dalla piattaforma in tutto il mondo. Si tratta dell'adattamento tv dell'omonimo romanzo di Richard Morgan, genere cyber punk ambientato in un futuro distopico. Nell'anno 2384 la coscienza di ogni essere umano (quindi la sua identità profonda, comprensiva di memorie, percezioni, intelletto, quella che potremmo chiamare anima) può essere salvata su un supporto tecnologico rimovibile dal corpo fisico. Così gli umani hanno la possibilità di sopravvivere alla morte fisica e di venire «rimpiantati» in un nuovo corpo che permette loro di proseguire la propria esistenza sotto nuove sembianze, a volte anche molto lontane da quelle precedenti. In questo sfondo s'innesta una trama crime: Takeshi Kovacs è un violento mercenario che si risveglia in un nuovo corpo (quello dell'attore Joel Kinnaman) trecento anni dopo la sua morte fisica: gli viene data l'opportunità di non passare il resto della vita in prigione se aiuterà a risolvere il mistero dell'apparente suicidio dell'uomo più potente e ricco del pianeta nella città di Bay City. L'immaginario e l'estetica della serie sono molto simili al mondo narrativo di un culto come Blade Runner, senz'altro più valorizzati dall'ambiente immersivo e dal grande schermo del cinema che dagli schermi domestici dedicati a Netflix. Ma solo questo colosso di contenuti può investire in un prodotto del genere che prevede altissimi budget destinati a un pubblico potenziale molto di nicchia (anche se l'esperimento simile di Sense 8 non aveva convinto molto). Curioso come il tema della coscienza umana trasferita in una «memoria» esterna al corpo attraversi da tempo anche le riflessioni di una serie come Black Mirror, a testimonianza di come si tratti di una questione sensibile della cultura contemporanea che la fantascienza rimette in circolo nei suoi immaginari". (Aldo Grasso)

mercoledì 22 marzo 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The OA", serie che non decolla e non arriva
"Nelle ultime settimane si è molto parlato di una serie originale di Netflix intitolata «The OA», creata da Zal Batmanglij e Brit Marling, che ne sono anche rispettivamente regista e attrice protagonista. Prairie Johnson (Marling) è scomparsa da sette anni quando riappare in circostanze poco chiare e riabbraccia finalmente i suoi genitori adottivi: la sorpresa è grande perché prima di sparire era cieca mentre dopo il ritrovamento vede perfettamente. Dove ha passato tutto quel tempo? Chi o cosa le ha procurato le inquietanti cicatrici che ha su tutto il corpo? Perché insiste a farsi chiamare OA? Le stranezze aumentano quando Praire si decide a svelare la sua storia a un gruppo di quattro liceali, ciascuno con un alto livello di problematicità: il suo racconto parte da lontano ed è una storia difficile da credere, che riporta a un'infanzia vissuta in Russia, a incidenti brutali, a fatti paranormali ed esperimenti scientifici estremi. L'episodio pilota dura settanta minuti e lascia lo spettatore con una strana sensazione spiazzante data da continui cambi di piano e di promessa narrativa: quello che inizialmente sembra partire come un crime si trasforma presto in un racconto vicino al filone del paranormale (che Netflix ha già coltivato con produzioni come «Sense 8» e l'acclamata «Stranger Things»), per poi assumere anche i tratti del dramma tipico del cinema indipendente, mondo da cui provengono i creatori della serie. Sicuramente la fiction si presenta con molte pretese e difficilmente potrebbe funzionare fuori dall'ambiente protetto di Netflix, perché la complessità della trama e la sua struttura richiedono necessariamente una visione «a maratona». Il personaggio di Praire è intrigante e i misteri che la circondano tengono alta l'attenzione nell'aspettativa di una spiegazione convincente, che però tra svolte mistiche e altri artifici narrativi (come quello del narratore inaffidabile), purtroppo non arriva". (Aldo Grasso)

lunedì 1 febbraio 2016

NEWS - Netflix, non è tutto oro quel che luccica in Italia. Bene le serie tv in aumento, male i film e la catalogazione tramite algoritmo che ti illude sul totale dei contenuti. Svanita possibilità di poter vedere la programmazione mondiale in contemporanea (SmartFlix)

Articolo tratto da "Corriere Economia"
Lo sbarco italiano di Netflix, avvenuto lo scorso 22 ottobre, ha suscitato reazioni discordanti. Se l'interesse del colosso americano nei confronti dell'Italia ha stimolato il senso di appartenenza alla Rete di una nuova utenza televisiva, più giovane e attenta, telespettatori più tradizionali hanno lamentato un palinsesto quantitativamente limitato e semi-sconosciuto. A tre mesi dal suo arrivo, diradatosi il polverone mediatico, è davvero giunto il momento di affiancare (o sostituire) Netflix ai consueti fornitori di contenuti televisivi? È la domanda a cui Corriere Economia si propone di rispondere attraverso un'analisi concreta del servizio. Quali sono i punti di forza che hanno convinto oltre 75 milioni di persone ad abbonarsi a Netflix (più che raddoppiate da gennaio 2013) in 190 Paesi nel mondo (erano 50 sino allo scorso anno e la Cina è ancora la grande esclusa) con una media di 120 milioni di ore di programmi visti ogni giorno? E quali sono invece i punti deboli? II lato positivo: le serie televisive originali e i documentari (Going Clear;Anonymous) sono i primi punti di forza del canale. Non solo da tre mesi il numero dei telefilm è in costante aumento, ma la qualità delle produzioni esclusive dei creatori del celebre House of Cards (che in Italia è però trasmesso da Sky) è altissima per critica e giudizi. Benché non pubblicizzate come dalla concorrenza, serie come Sense8 dei fratelli Wachowski (già autori di Matrix), DareDevil, Jessica Jones e Orange is the New Black sono gemme da vedere. Inoltre, in Italia per il 2016 sono state annunciate 11 nuove serie esclusive: tra queste Flaked, The Ranch e Marseille con Gerard Depardieu. Eccellenti sono anche le produzioni della Bbc, cedute in gran parte a Netflix, tra cui l'intera epopea di Doctor Who e l'imperdibile Sherlock con Benedict Cumberbatch e Martin Freeman. Nuova e piacevole è anche la fruizione delle serie tv, pubblicate ora in stagioni complete e mai in singole puntate settimanali. Di Netflix, oltre all'accessibile costo degli abbonamenti (da 7,99 euro al mese sino a 11,99 con la qualità Ultra HD di alcune produzioni), ci piace poi la possibilità di poter disdire il servizio in qualunque momento via web, senza tranelli. La qualità dello streaming video è alta, i tempi di attesa mini-mied è davvero comoda la possibilità di poter riprendere la visione dal punto in cui si è interrotta, indipendentemente dalla periferica di accesso. Infine, è da premiare la scelta di fruibilità trasversale voluta da Netflix che permette di aecedere da qualunque piattaforma elettronica disponibile: smartphone, tablet, computer, mediabox, smartTV, Apple TV e console di videogiochi. II Iato negativo. Ed ecco invece che cosa non ci piace di Netflix. Sapere che «i contenuti del palinsesto italiano sono destinati a duplicare ogni anno, esponenzialmente» — come ci ha dichiarato il vicepresidente Joris Evers — ci aiuta a comprendere le potenzialità del servizio, ma il fatto che Netflix non voglia dichiarare il numero dei contenuti offerti tende a confondere. E impossibile sapere quante siano le ore di programmazione incluse nell'abbonamento se non ricorrendo alla consultazione di un sito esterno (uNoGS.com) non riconosciuto da Netflix. La trappola è nel celebre, ma nefasto algoritmo di ricerca usato dall'interfaccia utente di Netflix. È sviluppato per dare l'illusione di offrire molti più contenuti di quanti siano in realtà, inserendo lo stesso programma in categorie differenti. Se, ad esempio in un film di fantascienza (quindi catalogato come tale) due protagonisti avranno una relazione, questo sarà riportato anche nell'elenco dei film romantici, oltre che tra le pellicole di azione, di avventura e nella lista dei programmi più indicati in base al nostro gusto. È questo uno dei motivi per cui includiamo la programmazione cinematografica tra gli aspetti meno apprezzabili di Netflix: i film sono pochi, perlopiù datati, poco conosciuti e neppure organizzati in retrospettive o saghe che ne possano aumentare l'appetibilità. II futuro. È svanita l'illusione di SmartFlix, l'applicazione che permetteva di usufruire di tutta la programmazione mondiale di Netflix, attingendo all'immenso serbatoio dei programmi in lingua originale senza limitazione territoriale. II colosso la sta fermando per le proteste dei detentori dei diritti locali. Ora la speranza di un prossimo (e legale) ampliamento dell'accesso ai contenuti viene dall'Unione Europea. Lo scorso 9 dicembre è stata infatti presentata dalla Commissione per il mercato unico digitale della Ue una proposta per consentire la fruizione di uguali contenuti televisivi digitali in tutti i Paesi membri. Si prevede che diventi realtà entro la fine del 2017.

giovedì 22 ottobre 2015

NEWS - E' giunto il giorno di #ciaoNetflix! Da oggi "la più grande rivoluzione dall'arrivo del colore" 
(ANSA) - MILANO, 22 OTT - Un giorno quelli che oggi pensiamo come canali saranno delle app e i nostri figli ci chiederanno: "ma cosa vuol dire che uno spettacolo inizia alle 20?". Alla presentazione italiana di Netflix i toni di Reed Hastings sono quelli del guru, ma il co-fondatore e ceo della piu' grande rete di internet tv al mondo se li puo' permettere: la sua creatura ha piu' di 69 milioni di abbonati in oltre 50 paesi e in Italia, dove e' disponibile da oggi, conta di raggiungere una famiglia su tre. "Nel primo anno ci dobbiamo concentrare sulla felicita' e non sulle dimensioni, ma alla lunga - dice Hastings, jeans, blazer e aria ispirata - vogliamo avere molto successo anche in Italia. Il nostro target e' di raggiungere una famiglia su tre. In America per farlo ci abbiamo messo 7 anni, dal 2007 al 2014 e - aggiunge - ci stiamo riuscendo anche in altri Paesi europei dove siamo arrivati prima che in Italia". Questo perche' "l'avvento della tv via internet per il mondo della tv e' la piu' grande rivoluzione dal colore. Possiamo vedere su qualsiasi schermo e in qualsiasi momento quello che vogliamo". Questa rivoluzione e' solo all'inizio: "in futuro - profetizza - ogni rete mettera' a disposizione delle app". Questo passaggio epocale non riguardera' solo la fruizione in streaming ma investira' anche i contenuti perche' senza la tv lineare - spiega ancora Hastings - non avra' piu' senso creare serie con puntate da un'ora ciascuna e zeppe di rimandi interni, non piu' necessari visto che su Netflix non vengono proposte una puntata alla volta ma a stagioni intere. Anche a livello di film la novita' e' quella della release mondiale globale, in tutte le lingue dei paesi dove e' attivo il servizio, come e' accaduto lo scorso weekend per 'Beasts of No Nation', il film presentato a Venezia, scritto e diretto da Cary Fukunaga, e prodotto dalla stessa Netflix. Qualcosa di simile e' successo anche per 'Suburra', il film di Stefano Sollima, che e' stato proposto sulla piattaforma Netlix in America, America Latina e Canada: "il cinema italiano puo' essere contento, per un film italiano avere un pubblico potenziale di 50 milioni di abbonati e' fantastico" commenta Pierfrancesco Favino, che non solo e' tra gli interpreti del film 'Suburra' ma lo sara' anche dell'omonima serie realizzata da Cattleya, che sara' la prima produzione originale Netflix in Italia, in onda nel 2017. Favino per Netflix ha gia' lavorato nella serie 'Marco Polo' ideata da John Fusco, che racconta le avventure del giovane Marco Polo, interpretato da un altro italiano, Lorenzo Richelmy, alla corte di Kublai Khan. La serie storica, che ha debuttato il 12 dicembre 2014, da oggi e' disponibile anche in Italia insieme ad altri prodotti originali come 'Narcos', che racconta la storia dei signori della droga degli anni 80, la fantascientifica 'Sense8' di Lana e Andy Wachowski con Daryl Hannah, l'acclamatissima 'Orange is the new black'. E poi 'Grace and Frankie' con Jane Fonda e Lily Tomlin che diventano amiche quando i loro mariti fanno coming out e ammettono di amarsi, 'Unbreakable Kimmy Schmidt' su una giovane che comincia una nuova vita a New York City dopo essere stata salvata da una setta apocalittica in Indiana. Dal 20 novembre arrivera' anche 'Marvel - Jessica Jones', seconda di quattro serie dedicate agli eroi Marvel. L'obiettivo di Netflix e' produrre sempre piu' serie originali: "ne abbiamo 21 in produzione pronte per la release - annuncia Ted Sarandos, chief content officer - mentre nel 2016 ne produrremo 30 e altre 30 circa per bambini". Oltre alle serie, gli abbonati potranno vedere film prodotti da Netflix come 'Crouching Tiger, Hidden Dragon The green legend' di Adam Sandler, il thriller di guerra 'Jadotville' con Jaime Dornan, 'War machine' di Brad Pitt; film hollywoodiani come 'Molto incinta', Transformers', Mission impossible III e italiani come 'Amiche da morire' e 'Reality'. La funzione e' in streaming e quindi bisogna avere un televisore o un device (tv-box, tablet, computer, smartphone console video game, Apple Tv o Chromecast) connessi a Internet, ma non c'e' nessun timore per la banda larga: "le reti stanno crescendo - dice Hastings - non dobbiamo piu' pensare al downdload". Per celebrare l'arrivo in Italia, dove e' disponibile a partire da 7,99 euro al mese, stasera Netflix ha organizzato un party al Palazzo del ghiaccio di Milano: sul tappeto rosso le star Taylor Schilling e Kate Mulgrew di 'Orange is the new black', Daryl Hannah e Miguel Angel Silvestre di 'Sense 8', Carrie Ann Moss e Krysten Ritter di 'Jessica Jones', Stephen DeKnight di 'Daredevil',  Will Arnett di 'Bojack horseman' e il cast di 'Suburra'. 

mercoledì 30 settembre 2015


NEWS - Fiat Netflix! Dal 22 ottobre (non più dal 16) lo sbarco in Italia
(ANSA) - ROMA - Ai 63 milioni di abbonati in 50 paesi dal 22 ottobre si aggiungeranno anche gli spettatori italiani. E' ufficiale da oggi la data del lancio di Netflix, la piattaforma tv via internet che in pochi anni si e' fatta strategicamente largo in tutto il mondo facendo cambiare abitudini al pubblico, prima fra tutta quella di partecipare alle maratone di serie tv, con tutti gli episodi uno di seguito all'altro anziche' aspettare gli appuntamenti settimanali. Lo stesso giorno sara' presentata a Milano nel dettaglio l'offerta e il progetto che basa la propria forza su illimitati programmi da vedere via internet ovunque e in qualsiasi momento. Alcuni contenuti sono noti tra film, serie originali esclusive, documentari e altri programmi provenienti da ogni parte del mondo. L'attesa e' pero' anche sulle produzioni italiane di cui si parla da un po', ad esempio una serie su Mafia Capitale, ma non ancora annunciate. Riuscira' ad affermarsi in Italia, dove peraltro la copertura della banda larga non e' totale? La domanda e' lecita in un mercato, quello italiano, che e' sempre stato definito ristretto e dove finora e' soprattutto sul calcio che ci si e' divisi gli abbonati tra Sky e Mediaset (Premium). La risposta arriva da Netflix stesso che, nel momento in cui ha deciso di puntare sull'Italia, ''e' un'opportunita' - ha detto a luglio a Ischia Global Fest ai produttori mr. Netflix Ted Sarandos incontrandoli per la prima volta - siamo qui non per distruggere il sistema italiano ma per partecipare facendolo crescere e contribuendo alla produzione, il che significa lavoro per gli italiani. Aprire in Italia e' un atto di fiducia''. Gia' chiari i costi: un piano Base con una sessione di streaming alla volta e definizione standard a 7,99 euro al mese, un piano Standard con due sessioni di streaming contemporanee e alta definizione a 9,99 euro al mese e un piano Premium, che consentira' quattro sessioni di streaming alla volta e la visione in Ultra HD 4K a 11,99 euro. Primo mese di lancio gratis per tutti e la promessa iniziale di abbonarsi facilmente con un clic e altrettanto facilmente disdire. Si potra' accedere da Smart TV, tablet e smartphone, computer e da una serie di console per videogiochi e set-top box connessi a Internet, oltre che da Apple TV e Google Chromecast. Due le partnership gia' siglate: con Telecom Italia e con Vodafone. Netflix sara' disponibile anche tramite il set-top box TIMvision e i clienti della compagnia telefonica potranno pagare l'abbonamento Netflix tramite la bolletta TIM, mentre Vodafone offrira' diverse promozioni esclusive che includeranno abbonamenti Netflix con l'acquisto di servizi di fibra ottica o 4G. Vodafone consentira' inoltre agli utenti italiani di semplificare la registrazione e il pagamento dell'abbonamento Netflix, che potra' avvenire tramite il contratto. Ci saranno anche le carte regalo Netflix presso diversi rivenditori autorizzati, tra cui GameStop, Unieuro, MediaWorld, Esselunga, Mondadori ed Euronics. In lingua originale, con sottotitoli o doppiate in italiano, le serie originali di Netflix tra cui quelle con Marvel, Darevil e Jessica Jones (entro la fine dell'anno) e poi la miniserie The Defenders, che riunisce i personaggi delle quattro serie precedenti. E poi ancora le serie Sense8, Grace and Frankie, Unbreakable Kimmy Schmidt, Marco Polo e Narcos, i documentari Virunga e Mission Blue, docu-serie come Chef's Table. Alla prassi di acquisto di titoli da qualche tempo si e' affiancato anche il salto nella produzione: tra i titoli annunciati figurano Crouching Tiger, Hidden Dragon The Green Legend, Jadotville, The Ridiculous 6 e War Machine di Brad Pitt, mentre alla Mostra del cinema di Venezia ha debuttato con successo il primo film originale Beasts of No Nation, sui bambini soldato. Capitolo a parte le serie cult gia' in onda in Italia ossia House of Cards (Sky Atlantic) e Orange is the New Black (Mediaset Premium) che comunque Netflix sta cercando di riprendersi.

lunedì 28 settembre 2015

NEWS - Nel cuore di Netflix! Un salto nel maxi quartier generale dove vigono due parole d'ordine: "libertà e responsabilità". E non manca mai la Nutella...

Articolo di Deborah Ameri su "La Repubblica"
La fucina della tv che verrà si chiama The shu: una stanzetta insonorizzata, nascosta da una porta blindata. Qui si testano gli apparecchi televisivi che non sono ancora sul mercato, per verificarne la purezza del suono. Ce ne sono una trentina in attesa del proprio turno. Li vedremo nei negozi tra uno o due anni. Ma saranno ben diversi dal piccolo schermo come lo conosciamo oggi. Perché la rivoluzione inizia qui, al secondo piano di una palazzina color pastello nel centro della sonnacchiosa Los Gatos, cuore della Silicon Valley. È il quartiere generale di Netflix, gigante dello streaming online che, dopo essere sbarcato in 50 Paesi, arriva in Italia a ottobre. Ha cambiato così radicalmente il gusto dei teledipendenti che le smart tv di nuova generazione cominciano ad avere Netflix incorporato, con tasto dedicato sul telecomando. Ormai molti lo conoscono grazie alle due serie tv più famose: House of Cards e Orange is the new black (non a caso The shu prende il nome dalla cella di isolamento del telefilm). Sono però le uniche che non vedremo su Netflix. «Ma abbiamo molte altre serie originali a disposizione per gli italiani e stiamo negoziando con diverse compagnie di produzione perché vogliamo avere contenuti locali», rassicura Reed Hastings, il fondatore, che incontriamo nel gigantesco quartier generale dove si cambia il modo di guardare la tv. E da quest’anno non ci saranno solo più le serie gioiello (da Marco Polo, a Daredevil a Sense8) ma anche i film originali. Il primo, Beasts of no nation, già al Festival di Venezia, debutta sia nelle sale che online il 16 ottobre. E potrebbe essere proprio questa la data di lancio del servizio streaming in Italia. «Produrremo sempre più film, ci sentiamo abbastanza sicuri per affrontare il mondo del cinema », promette Hastings, che nel 1997, insieme a Marc Randolph, ha fondato quella che all’inizio era una compagnia che noleggiava dvd. Oggi Hastings è l’amministratore delegato di un gigante con oltre 65 milioni di abbonati nel mondo e una quotazione in borsa da 33 miliardi di dollari. Quest’anno il valore delle azioni è più che raddoppiato ma lui precisa: «Non abbiamo un grande profitto, perché lanciare il servizio in altri territori è molto costoso ». Lo incontriamo nella saletta Giungla d’asfalto, perché a Netflix ogni stanza e ufficio portano il titolo di un film o un telefilm. Le scrivanie sono alte, spesso si lavora in piedi. Una gigantesca lavagna invita gli impiegati a scrivere le proprie idee. Tutte vengono vagliate. Sui muri stampe giganti di scene da Breaking bad, Il Gladiatore, House of cards. «Qui lavorano soprattutto ingegneri, 1.400. Mentre nei nostri uffici di Beverly Hills siedono creativi e responsabili del marketing», spiega Marlee Tart, che ci guida in giro per la palazzina. Accanto a questa, altre due costruzioni, nuove di zecca, colonizzate da Netflix. Per girare tra gli uffici si usano piccole golf car. L’edificio è dotato di diverse cucinette con Nutella, frutti di bosco e distributori di popcorn e dove si servono colazione e pranzo. «Non la cena. È meglio andare a casa e stare con la propria famiglia », spiega Hastings. Che riassume la cosiddetta “ Netflix culture” con due parole: libertà e responsabilità. «Ognuno prende le ferie che vuole, non c’è un tetto. Desidero che i miei impiegati si impegnino non per ubbidire al loro capo, ma perché ci tengono. Io, poi, dò il buon esempio e prendo spesso vacanze. Sono appena tornato da Maiorca», sorride increspando l’abbronzatura. I rivali Berlusconi e Murdoch non sembrano impensierirlo: «Costiamo molto meno di Sky e Mediaset. La concorrenza non ci spaventa. So che Berlusconi e Murdoch si sono incontrati per parlare di Netflix, ma io non ho avuto contatti con loro», precisa. E la tv tradizionale, con palinsesti e pubblicità? «Tra vent’anni sarà morta. Sparirà come il telefono fisso. E tutto l’intrattenimento si trasferirà online».

venerdì 13 febbraio 2015

NEWS - Parti-amo bene! In "Sense8" dei fratelli Wachowski anche le riprese in sala parto!
News tratta da "Uproxx"
By now, you might have heard — or not — about the Wachowkis’ d.o.a. Jupiter Ascending, which currently has a Rotten Tomato score of 22 percent and was described by Vince as “nothing if not batsh*t ridiculous.” It’s a shame because I loved Cloud Atlas, but consistency is not the Wachowskis’ forte, which means that their upcoming Netflix show, Sense8, might have a chance at actually being awesome.
The 10-episode Netflix original series will follow eight people — linked mentally and emotionally — who become the targets of a shadowy sect looking to take them out. Each episode will follow a different character. The world-spanning show (Iceland, London, Berlin to name a few locations) is also being helmed by J. Michael Straczynski, which should bring some sort of solace since he wrote Babylon 5 (as well as the Midnight Nation comic book mini-series which you should read right now).
If none of these details are piquing your interest, then perhaps you’ll purchase a ticket for the live births that apparently will be filmed for the series. Nope, not kidding. In a strange piece of news that seems to have flown under the radar, io9 interviewed the auteurs, and they admitted that live births will be included when the show premiers in May.
Lana: We wanted to make a thing that’s about everything. We told Netflix we were like, “We’re only interested in doing this. It’s going to be so hard, it’s not very much money. We’re only interested in it if we can do anything. And I mean anything. Like crazy psychic orgies with all sorts of different bodies.” And they were like, “Yeah sure, cool great.”
Andy: We have live births.
Lana: Live births even.
Andy: Babies coming out of vaginas.
What? No.
Andy: Yes. Tune in. In May, you’ll see.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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