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lunedì 1 febbraio 2016

NEWS - Netflix, non è tutto oro quel che luccica in Italia. Bene le serie tv in aumento, male i film e la catalogazione tramite algoritmo che ti illude sul totale dei contenuti. Svanita possibilità di poter vedere la programmazione mondiale in contemporanea (SmartFlix)

Articolo tratto da "Corriere Economia"
Lo sbarco italiano di Netflix, avvenuto lo scorso 22 ottobre, ha suscitato reazioni discordanti. Se l'interesse del colosso americano nei confronti dell'Italia ha stimolato il senso di appartenenza alla Rete di una nuova utenza televisiva, più giovane e attenta, telespettatori più tradizionali hanno lamentato un palinsesto quantitativamente limitato e semi-sconosciuto. A tre mesi dal suo arrivo, diradatosi il polverone mediatico, è davvero giunto il momento di affiancare (o sostituire) Netflix ai consueti fornitori di contenuti televisivi? È la domanda a cui Corriere Economia si propone di rispondere attraverso un'analisi concreta del servizio. Quali sono i punti di forza che hanno convinto oltre 75 milioni di persone ad abbonarsi a Netflix (più che raddoppiate da gennaio 2013) in 190 Paesi nel mondo (erano 50 sino allo scorso anno e la Cina è ancora la grande esclusa) con una media di 120 milioni di ore di programmi visti ogni giorno? E quali sono invece i punti deboli? II lato positivo: le serie televisive originali e i documentari (Going Clear;Anonymous) sono i primi punti di forza del canale. Non solo da tre mesi il numero dei telefilm è in costante aumento, ma la qualità delle produzioni esclusive dei creatori del celebre House of Cards (che in Italia è però trasmesso da Sky) è altissima per critica e giudizi. Benché non pubblicizzate come dalla concorrenza, serie come Sense8 dei fratelli Wachowski (già autori di Matrix), DareDevil, Jessica Jones e Orange is the New Black sono gemme da vedere. Inoltre, in Italia per il 2016 sono state annunciate 11 nuove serie esclusive: tra queste Flaked, The Ranch e Marseille con Gerard Depardieu. Eccellenti sono anche le produzioni della Bbc, cedute in gran parte a Netflix, tra cui l'intera epopea di Doctor Who e l'imperdibile Sherlock con Benedict Cumberbatch e Martin Freeman. Nuova e piacevole è anche la fruizione delle serie tv, pubblicate ora in stagioni complete e mai in singole puntate settimanali. Di Netflix, oltre all'accessibile costo degli abbonamenti (da 7,99 euro al mese sino a 11,99 con la qualità Ultra HD di alcune produzioni), ci piace poi la possibilità di poter disdire il servizio in qualunque momento via web, senza tranelli. La qualità dello streaming video è alta, i tempi di attesa mini-mied è davvero comoda la possibilità di poter riprendere la visione dal punto in cui si è interrotta, indipendentemente dalla periferica di accesso. Infine, è da premiare la scelta di fruibilità trasversale voluta da Netflix che permette di aecedere da qualunque piattaforma elettronica disponibile: smartphone, tablet, computer, mediabox, smartTV, Apple TV e console di videogiochi. II Iato negativo. Ed ecco invece che cosa non ci piace di Netflix. Sapere che «i contenuti del palinsesto italiano sono destinati a duplicare ogni anno, esponenzialmente» — come ci ha dichiarato il vicepresidente Joris Evers — ci aiuta a comprendere le potenzialità del servizio, ma il fatto che Netflix non voglia dichiarare il numero dei contenuti offerti tende a confondere. E impossibile sapere quante siano le ore di programmazione incluse nell'abbonamento se non ricorrendo alla consultazione di un sito esterno (uNoGS.com) non riconosciuto da Netflix. La trappola è nel celebre, ma nefasto algoritmo di ricerca usato dall'interfaccia utente di Netflix. È sviluppato per dare l'illusione di offrire molti più contenuti di quanti siano in realtà, inserendo lo stesso programma in categorie differenti. Se, ad esempio in un film di fantascienza (quindi catalogato come tale) due protagonisti avranno una relazione, questo sarà riportato anche nell'elenco dei film romantici, oltre che tra le pellicole di azione, di avventura e nella lista dei programmi più indicati in base al nostro gusto. È questo uno dei motivi per cui includiamo la programmazione cinematografica tra gli aspetti meno apprezzabili di Netflix: i film sono pochi, perlopiù datati, poco conosciuti e neppure organizzati in retrospettive o saghe che ne possano aumentare l'appetibilità. II futuro. È svanita l'illusione di SmartFlix, l'applicazione che permetteva di usufruire di tutta la programmazione mondiale di Netflix, attingendo all'immenso serbatoio dei programmi in lingua originale senza limitazione territoriale. II colosso la sta fermando per le proteste dei detentori dei diritti locali. Ora la speranza di un prossimo (e legale) ampliamento dell'accesso ai contenuti viene dall'Unione Europea. Lo scorso 9 dicembre è stata infatti presentata dalla Commissione per il mercato unico digitale della Ue una proposta per consentire la fruizione di uguali contenuti televisivi digitali in tutti i Paesi membri. Si prevede che diventi realtà entro la fine del 2017.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

più pro che contro, secondo me, soprattutto a 7.99 euro!

nanni ha detto...

per me anche se paghi poco vale poco la pena: per ora son tutti titoli che puoi downlodare (gratis) e te li vedi prima. Finchè la fonte non rilascerà le cose in contemporanea, sarà dura che prenda. Il fatto che se ne parli molto meno rispetto all'inizio secondo me indica che molti che hanno usufruito del mese gratis hanno poi mollatto, aldilà che faccia "figo" parlarne o essere follower su twitter. Insomma, secondo me il fenomeno Netflix si sta sgonfiando e finchè non rilascerà i titoli in contemporanea in tutto il mondo non riuscirà a sfonadre o a essere rivoluzionaria come si proponeva.

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