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mercoledì 4 maggio 2016

NEWS - Spazio, ultima frontiera tv! Il nuovo "Star Trek" di Bryan Fuller nei primi mesi del 2017 (inizio riprese in autunno): nuovi personaggi, nuove storie e...un nuovo capitano (o capitana?)

News tratta da Tvline.com
CBS’ new take on Star Trek is about to get beamed up — north of the border, to be specific.
CBS Studios announced via Twitter on Monday that the series — to be executive-produced by Hannibal‘s Bryan Fuller, who launched his career writing for Star Trek: Deep Space Nine and Star Trek: Voyager — will begin shooting in Toronto this fall. As previously announced, the new series will launch on CBS in early 2017, with all subsequent episodes then being available exclusively on CBS All Access, the network’s on demand and live streaming service.
CBS All Access — which already hosts every episode of every previous Trek series — offers thousands of episodes from CBS’ current and past seasons on demand, for $5.99 per month.
Per CBS Television Studios, “The brand-new Star Trek will introduce new characters seeking imaginative new worlds and new civilizations, while exploring the dramatic contemporary themes that have been a signature of the franchise since its inception in 1966.”
The original, William Shatner-fronted Star Trek premiered Sept. 8, 1966.
Nicholas Meyer — who penned The Wrath of Khan film, as well as the fourth and sixth big-screen installments, The Voyage Home and The Undiscovered Country — will serve as a consulting producer/writer on the reboot.
Now that the tribble’s outta the bag regarding CBS/CBS All Access’ new Star Trek series, the captain’s chair is the most coveted piece of real estate in Hollywood the galaxy. But who is really up to the task of following in the bootsteps of predecessors as diverse as William Shatner and Kate Mulgrew?

giovedì 22 ottobre 2015

NEWS - E' giunto il giorno di #ciaoNetflix! Da oggi "la più grande rivoluzione dall'arrivo del colore" 
(ANSA) - MILANO, 22 OTT - Un giorno quelli che oggi pensiamo come canali saranno delle app e i nostri figli ci chiederanno: "ma cosa vuol dire che uno spettacolo inizia alle 20?". Alla presentazione italiana di Netflix i toni di Reed Hastings sono quelli del guru, ma il co-fondatore e ceo della piu' grande rete di internet tv al mondo se li puo' permettere: la sua creatura ha piu' di 69 milioni di abbonati in oltre 50 paesi e in Italia, dove e' disponibile da oggi, conta di raggiungere una famiglia su tre. "Nel primo anno ci dobbiamo concentrare sulla felicita' e non sulle dimensioni, ma alla lunga - dice Hastings, jeans, blazer e aria ispirata - vogliamo avere molto successo anche in Italia. Il nostro target e' di raggiungere una famiglia su tre. In America per farlo ci abbiamo messo 7 anni, dal 2007 al 2014 e - aggiunge - ci stiamo riuscendo anche in altri Paesi europei dove siamo arrivati prima che in Italia". Questo perche' "l'avvento della tv via internet per il mondo della tv e' la piu' grande rivoluzione dal colore. Possiamo vedere su qualsiasi schermo e in qualsiasi momento quello che vogliamo". Questa rivoluzione e' solo all'inizio: "in futuro - profetizza - ogni rete mettera' a disposizione delle app". Questo passaggio epocale non riguardera' solo la fruizione in streaming ma investira' anche i contenuti perche' senza la tv lineare - spiega ancora Hastings - non avra' piu' senso creare serie con puntate da un'ora ciascuna e zeppe di rimandi interni, non piu' necessari visto che su Netflix non vengono proposte una puntata alla volta ma a stagioni intere. Anche a livello di film la novita' e' quella della release mondiale globale, in tutte le lingue dei paesi dove e' attivo il servizio, come e' accaduto lo scorso weekend per 'Beasts of No Nation', il film presentato a Venezia, scritto e diretto da Cary Fukunaga, e prodotto dalla stessa Netflix. Qualcosa di simile e' successo anche per 'Suburra', il film di Stefano Sollima, che e' stato proposto sulla piattaforma Netlix in America, America Latina e Canada: "il cinema italiano puo' essere contento, per un film italiano avere un pubblico potenziale di 50 milioni di abbonati e' fantastico" commenta Pierfrancesco Favino, che non solo e' tra gli interpreti del film 'Suburra' ma lo sara' anche dell'omonima serie realizzata da Cattleya, che sara' la prima produzione originale Netflix in Italia, in onda nel 2017. Favino per Netflix ha gia' lavorato nella serie 'Marco Polo' ideata da John Fusco, che racconta le avventure del giovane Marco Polo, interpretato da un altro italiano, Lorenzo Richelmy, alla corte di Kublai Khan. La serie storica, che ha debuttato il 12 dicembre 2014, da oggi e' disponibile anche in Italia insieme ad altri prodotti originali come 'Narcos', che racconta la storia dei signori della droga degli anni 80, la fantascientifica 'Sense8' di Lana e Andy Wachowski con Daryl Hannah, l'acclamatissima 'Orange is the new black'. E poi 'Grace and Frankie' con Jane Fonda e Lily Tomlin che diventano amiche quando i loro mariti fanno coming out e ammettono di amarsi, 'Unbreakable Kimmy Schmidt' su una giovane che comincia una nuova vita a New York City dopo essere stata salvata da una setta apocalittica in Indiana. Dal 20 novembre arrivera' anche 'Marvel - Jessica Jones', seconda di quattro serie dedicate agli eroi Marvel. L'obiettivo di Netflix e' produrre sempre piu' serie originali: "ne abbiamo 21 in produzione pronte per la release - annuncia Ted Sarandos, chief content officer - mentre nel 2016 ne produrremo 30 e altre 30 circa per bambini". Oltre alle serie, gli abbonati potranno vedere film prodotti da Netflix come 'Crouching Tiger, Hidden Dragon The green legend' di Adam Sandler, il thriller di guerra 'Jadotville' con Jaime Dornan, 'War machine' di Brad Pitt; film hollywoodiani come 'Molto incinta', Transformers', Mission impossible III e italiani come 'Amiche da morire' e 'Reality'. La funzione e' in streaming e quindi bisogna avere un televisore o un device (tv-box, tablet, computer, smartphone console video game, Apple Tv o Chromecast) connessi a Internet, ma non c'e' nessun timore per la banda larga: "le reti stanno crescendo - dice Hastings - non dobbiamo piu' pensare al downdload". Per celebrare l'arrivo in Italia, dove e' disponibile a partire da 7,99 euro al mese, stasera Netflix ha organizzato un party al Palazzo del ghiaccio di Milano: sul tappeto rosso le star Taylor Schilling e Kate Mulgrew di 'Orange is the new black', Daryl Hannah e Miguel Angel Silvestre di 'Sense 8', Carrie Ann Moss e Krysten Ritter di 'Jessica Jones', Stephen DeKnight di 'Daredevil'Will Arnett di 'Bojack horseman' e il cast di 'Suburra'

giovedì 17 settembre 2015

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Mentre "Orange Is the New Black" torna su Premium (Stories) e "tradisce" l'imminente Netflix italiana, le sue protagoniste sbarcano in massa al cinema (due addirittura insieme!) 
Ritorna con l’attesissima 3° stagione inedita la serie stracult “Orange Is The New Black”: dal 17 settembre su Premium Stories, ogni giovedì in prima serata.
Nel frattempo più o meno tutte le protagoniste del serial stanno sfruttando l’enorme popolarità acquisita tentando il grande passo al cinema. 
Uzo Aduba detiene il record di progetti cinematografici in rampa di lancio: nei prossimi mesi sarà in prima fila in “Showing Roots”, storia di integrazione razziale nel 1977 con Maggie Grace di “Lost”, Elisabeth McGovern di “Downton Abbey” (la 5° stagione inedita su La5 dal 18 ottobre) e Adam Brody di “The OC”; nel 2016 la si potrà ammirare nel drammatico “Tallulah” con Allison Janney di “Mom” (la 2° stagione inedita su Joi dal 24 settembre), nonché in “American Pastoral”, esordio alla regia di Ewan McGregor (altresì interprete).
Le contende lo scettro di più attiva, sul grande schermo, Natasha Lyonne: parteciperà al thriller “Yoga Hosers” di Kevin Smith (con Johnny Depp), per poi passare agli horror “Antibirth” con Chloë Sevigny e “Jack goes home” con Rory Culkin. 
Dascha Polanco sfilerà nel restante 2015 nel cast all-star del biopic “Joy”, al fianco di Robert De Niro, Bradley Cooper, Jennifer Lawrence e Isabella Rossellini; nel 2016 sarà impegnata nella commedia sentimentale “The Perfect Match”. 
Samira Wiley ha scelto di essere in “37”, la ricostruzione dell’omicidio shock di Kitty Genovese nel 1964, capace di impressionare l’opinione pubblica e creare letteratura nell’ambito dell’anedottica dei crimini violenti: il titolo si riferisce al presunto numero di testimoni che assistettero direttamente o meno all’assassinio, senza intervenire attivamente o senza lanciare allarmi adeguati al fine di salvare la vita della donna, morta accoltellata a più riprese in strada e violentata prima di spirare. 
Yael Stone è attesa nelle sale con “Falling”, al fianco del sempiterno Paul Sorvino. 
Taylor Schilling ha presentato quest’anno al Sundance Festival l’intrigante commedia a sfondo sessuale “The Overnight”, con Adam Scott di “Parks and Recreation” nel cast. 
Kate Mulgrew ha appena finito di girare “Drawing Home” con Rutger Hauer, ambientato nella Boston degli anni ’20.
Succederà addirittura che due delle interpreti di “OITNB” si incontrino nello stesso film: Taryn Manning e Natasha Lyonne condivideranno il set di “#Horror”, dove un gioco avviato sui social media si trasforma in una notte di sangue. 
E non ci saranno solo presenze cinematografiche in…carne ed ossa: Danielle Brooks sta dando voce ad una dei protagonisti del film di animazione “Angry Birds”, previsto nelle sale nel 2016.

martedì 23 settembre 2014

NEWS - Orange Is The New BANG! Da stasera "OITNB" (Mya) sfida "House of Cards" 2 (Sky Atlantic) in un derby all'insegna di Netflix...
Sono in carcere. Ognuna per un motivo diverso. Ognuna con la propria storia alle spalle. Ognuna con i propri scheletri nell’armadio. Forse, però, non sono mai state così libere. Di guardarsi dentro, di essere se stesse per sopravvivere, di avere relazioni con gli altri. Soprattutto, le altre.
La serie-fenomeno della nuova stagione tv, “Orange Is The New Black”, parte da stasera, 23 settembre, su Mya, ogni martedì in prima serata, sfidando la 2° stagione inedita di "House of Cards" (su Sky Atlantic). 
Per quanto riguarda "OITNB", si tratta di uno dei titoli seriali di cui la stampa americana si è occupata maggiormente nell’ultima stagione – sia per i temi affrontati che per l’alta qualità di messa in scena – non da ultima la recente copertina del prestigioso “Entertainment Weekly” che lo ha definito letteralmente “strangest, kinkiest and most surprising hit on tv”.
In America, il debutto del serial è stato più visto di un altro titolo Netflix come “House of Cards, quest’ultimo battuto anche in termini di popolarità. In una ricerca pubblicata dal prestigioso “Variety” che ha preso in considerazione i dati di Twitter, Facebook e Wikipedia, i followers di “OITNB”” sono risultati 1.400.000 (più del doppio di quelli di “House of Cards”), mentre gli hashtag riguardo le prigioniere in tuta arancione sono arrivati, nei primi tre giorni della 2° stagione, alla cifra di 124.000, 3.5 volte di più rispetto alla serie che ruota attorno alla Casa Bianca (33.000). “Orange” ha battuto “House” anche su Facebook, nettamente in testa sia per numero di “mi piace” che di PTA (People Talking About). I suddetti dati di supremazia popolare della serie in arrivo su Mya con la 1° e 2° stagione una dopo l’altra ha convinto i vertici di Netflix a spostare le fiches della promozione e del marketing su “Orange” rispetto a “House of Cards, fino a qualche tempo fa immagine-simbolo del popolare servizio streaming americano.

Geraldina Neri, channel manager di Mya, spiega: “Il debutto di ‘Orange Is The New Black’ su Mya avviene a settembre poiché, vista l’alta qualità di questa serie, abbiamo deciso di puntare su di essa come opening title della stagione autunnale del canale. Crediamo che il nostro pubblico apprezzerà la scelta poiché proporremo consecutivamente alla prima stagione la seconda a partire dai primi di novembre per una full immersion in quello che è sicuramente uno dei prodotti seriali più interessanti, intelligenti  e divertenti della stagione americana che si sta chiudendo in questi giorni”. 
La serie, ambientata all’interno di un carcere femminile, racconta le vicende di Piper Chapman (Taylor Schilling), una donna del Connecticut che viene condannata a scontare 15 mesi nella prigione federale di Litchfield per aver trasportato una valigia piena di soldi per conto di Alex Vause (Laura Prepon),  una trafficante di droga internazionale un tempo sua amante. Guarda caso quest’ultima finisce nello stesso carcere di Piper… Oltre a Piper e Alex, dietro le sbarre si muovono: Galina “Red” Reznikov (Kate Mulgrew), figura materna addetta alla cucina con un passato legato alla mafia russa; Miss Claudette Pelage (Michelle Hurst), la compagna di stanza di Piper finita dentro per aver ucciso l’uomo che molestava una delle ragazzine dell’impresa di pulizie che gestiva col fine di importare clandestini minorenni negli Stati Uniti; la violenta Suzanne “Occhi Pazzi” Warren (Uzo Aduba), la quale sviluppa una sorta di ossessione per Piper tra una lettura di poesie e l’altra; la ninfomane Nicky Nichols (Natasha Lyonne), ex tossicodipendente e braccio destro di Red; la religiosa Tiffany “Pennsatucky” Doggett (Taryn Manning), la quale ha sparato a un dipendente di una clinica specializzata per averla derisa per i suoi 5 aborti (in prigione ha intrattenuto una relazione controversa con Alex); Tasha “Taystee” Jefferson (Danielle Brooks), incapace di vivere fuori di prigione dopo essere stata rilasciata sulla parola; Sophia Burset (Laverne Cox), transgender divenuta tale con l’appoggio della moglie (è finita in cella per truffa fraudolenta di carte di credito per ottenere i soldi da destinare alla cura degli ormoni); Dayanara “Daya” Diaz (Dascha Polanco), la quale instaura una relazione con la guardia carceraria John Bennett (MattMcGorry); l’italo-americana misteriosa Lorna Morello (Yael Stone), dapprima legata a Nicky; Poussey Washington (Samira Wiley), invaghita di Taystee con ancora 4 anni di detenzione da scontare; Carrie “Big Boo” Black (Lea DeLaria), colei che detiene il record di “mogli” in carcere (spesso in competizione con Nicky); la manipolatrice e pericolosa Yvonne “Vee” Parker (Lorraine Toussaint). Le figure maschili di contorno sono: Larry Bloom (Jason Biggs), il fidanzato scrittore di Piper che cerca di mantenere il legame affettivo dopo la condanna (ha chiesto all’amata di sposarlo alla vigilia del di lei ingresso in carcere); Sam Healy (Michael J. Harney), la guida carceraria di riferimento per Piper, apertamente contrario alle lesbiche; il sorvegliante psicotico George “Pornobaffo” Mendez (Pablo Schreiber), il quale abusa della propria autorità con le detenute (favori sessuali e contrabbando sono all’ordine del giorno); Joe Caputo (Nick Sandow), l’addetto all’amministrazione del carcere che si masturba dopo che le detenute sono uscite dal suo ufficio.Girata col taglio dramedy (a metà strada tra la black comedy e il drama), tratta dal libro di memorie omonimo di Piper Kerman, “OITNB” è stata firmata da Jenji Kohan, già creatrice della serie cult – assai chiaccherata anch’essa – “Weeds”, su una vedova che alla morte del marito si mette a spacciare cannabis per mantenere i due figli.
La serie indaga sull’auto-distruzione e sulla brutalità che si annida anche nell’animo femminile – ha dichiarato l’ideatrice Kohan – la prigione è solo un megafono di questo aspetto”. 

 Tra i premi si contano i 4 recenti Emmy Awards (tra cui uno a Uzo Aduba), il Television Critic Awards (“miglior nuova serie della stagione”), 3 Critics Choice Awards (“miglior comedy dell’anno”, premiate Kate Mulgrew e Uzo Aduba), un People’s Choice Award, un Peabody Award e il GLAAD Award, il riconoscimento più ambito assegnato dalla comunità gay.
Jodie Foster dirige il terzo episodio della prima stagione (intitolato “Lesbian request denied”, in corsa agli ultimi Emmy Awards per la “miglior regia” in una comedy) e il primo della seconda. Le due interpreti principali, la bionda Taylor Schilling e la bruna Laura Prepon, sono diventate in patria icone di stile e idoli della comunità lesbo. Originariamente Prepon ha intrapreso il provino per la parte di Piper (ma è stata giudicata “troppo forte e sexy” da Jenji Kohan). Il tema musicale, “You’ve got Time”, è eseguito da Regina Spektor. Yael Stone è l’unica attrice del cast a indossare biancheria intima sotto la tuta arancione delle carcerate (“so che non è attraente, ma non posso farne a meno!”). Il personaggio di Crazy Eyes è basato su una giovane donna di colore conosciuta da Jenji Kohan in gioventù finita adottata da una famiglia “molto bianca, molto accademica e molto della East Coast”. Quando a Danielle Brooks una fan le ha chiesto di autografarle le mutandine l’attrice ha risposto: “è ancor meglio del giorno che ho conosciuto Dave Matthews!”. La miope Natasha Lyonne ha rinunciato sul set a occhiali e lenti a contatto (“spesso non vedo cosa succede, da lontano sembra una scena fantastica ma poi avvicinandomi noto che è successo qualcosa di tremendo”). Taylor Schilling ha confessato di non aver mai visto una puntata di “OITNB”. Samira Wiley ha studiato per la parte di Poussey con l’amica collega di set Danielle Brooks, sua conoscente dai tempi del liceo. La sceneggiatrice Lauren Morelli, sposatasi prima delle riprese col fidanzato, si è scoperta omosessuale scrivendo i copioni della serie e ha pubblicato un toccante “coming out” su internet. Il fratello gemello di Laverne Cox interpreta Sophia prima dell’operazione nei flashback.  
Il prestigioso “TIME” a maggio 2014 ha dedicato la copertina all’interprete Laverne Cox: prima transgender (vera) ad interpretare una trans ricorrente in una serie tv. "Un anno dopo la sentenza della Corte Suprema che ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, un altro movimento sociale sfida gli stereotipi radicati nella società": così il magazine americano ha presentato, sul suo sito, il servizio sulla Cox. Attrice, produttrice televisiva, sostenitrice (e icona) del movimento LGBT, Cox, originaria dell’Alabama, ha confidato a “TIME”: "Mi sono sentita una donna per la prima volta in terza elementare. La maestra all'epoca disse a mia madre: 'Signora suo figlio finirà a New Orleans vestito da donna'. I tempi sono cambiati. Oggi rispetto a quando sono cresciuta io puoi sentirti meno solo grazie a Internet. E penso che anche sui media le giovani trans possano trovare più modelli a cui accostarsi rispetto al passato". Nel corso della sua carriera, Cox ha interpretato ben 7 “operatrici del sesso”: l’ultima, una prostituta, nel 2011; Sophia Burset è il suo primo personaggio non propriamente legato ad attività sessuali renumerative.
Natasha Lyonne, altro volto-rivelazione di “OITNB”, in prigione c’è stata davvero, come il suo personaggio Nicky Nichols: per guida in stato di ebrezza (nel 2001), per aver creato zizzanie non meglio precisate nell’appartamento dell’attore Michael Rappaport presso il quale era in affitto (2003) e per aver assalito verbalmente e fisicamente una vicina (nel 2004), con tanto di specchio rotto. Non è un caso che, nell’ambiente, Natasha sia etichettata come una “raising underdog”. Eppure grazie a “OITNB”, Lyonne è tra quelle del cast che svetta, perché a volte, sue parole, “essere passata nei traumi dei personaggi che interpreti ti rende più onesta davanti alla telecamera. E poi non ho dovuto fare alcuna ricerca per interpretare la parte!”. Il suo motto è tratto da Albert Camus: “L’unico modo di vivere in un mondo senza libertà è di essere così liberi che la tua esistenza risulti un atto di ribellione”. Perché lei ribelle lo è sempre stata e non rinnega “le cose brutali” che ha vissuto.
Nessun imbarazzo a recitare in un carcere con detenute lesbiche: “sono esseri umani, ognuna è libera di essere gay! Quante volte ancora dobbiamo dirci che nella scala Kinsey la sessualità è fluida? Non riesco a concepire come l’America sia ancora così rigida. E’ un privilegio lavorare con menti aperte. Non penso mai al mio personaggio come omosessuale, ma come a una donna che ha avuto problemi di droga e che cerca di gestire la situazione al meglio”. Sul successo della serie individua il quid: “è divertente e assurda, anche se esistono circostanze drammatiche. E’ una sorta di ‘MASH’ ambientato in prigione: nella serie di Robert Altman si rideva nonostante la Guerra di Corea. In ‘OITNB’ si ride nonostante le sbarre”.a targata
I segnali di culto per “OITNB”, meglio noti come “OITNF” (Orange Is The New Fetishism), prolificano: le illustrazioni ad inchiostro dell’artista Stevie Borbolla ritraenti le protagoniste del serial, in vendita tra i 15 e gli 85 dollari su internet, stanno sbancando: http://society6.com/qeti/oitnb#1=45 il sito di riferimento con le raffigurazioni.

domenica 26 febbraio 2012

TWITTER-JAM - La playlist delle migliori twittate seriali selezionata da AcademyTelefilm e TelefilmCult

I wanted to like NBC's "Awake," but after viewing four episodes all I could think was "Wake me when it's over."


'Xena' Actress Lucy Lawless Climbs Oil-Drilling Ship With Greenpeace Activists


Midnight on the set of glee


Jennifer Aniston nixes "Friends" reunion movie


Ducking? FUCKING!


Citate un telefilm dalla sceneggiatura originale divenuto stracult che non abbia avuto eredità da un predecessore.


Joe Manganiello looks drop dead gorgeous on OUT Magazine cover (PHOTOS)

EXCLUSIVE VIDEO: 'Mad Men' Unzips Christina Hendricks' Season 5 Promo

Telefilm Festival 2006 - Kelly Rowan (The OC)


Telefilm Festival 2006 - Kelly Rowan, Benjamin McKenzie (The OC)


Telefilm Festival 2006 - Kate Mulgrew (Star Trek - Voyager)


Telefilm Festival 2006 - Incontro "Stessa spiaggia, diverso mare: le due isole televisive" ("Lost" e "L'Isola dei

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