martedì 12 settembre 2017
lunedì 16 aprile 2012
NEWS - Ultima ora: la puntata-pilota di "Person of Interest" visibile a tutti su Italia 2, "Rizzoli&Isles" in prima tv free dal 26 aprile su RetequattroLa puntata-pilota di “Person of Interest”, il serial-thriller firmato da J.J. Abrams, andrà in onda visibile a tutti su Mediaset Italia 2 in contemporanea a Premium Crime il 27 aprile (ore 21.15). Su Premium Crime, oltre al pilot, il 27 andrà in onda anche la seconda puntata, e dalla settimana successiva il resto della serie (due puntate ogni venerdì).
"Rizzoli&Isles" debutta in chiaro su Retequattro dal 26 aprile, in prima serata, ogni giovedì alle ore 21.10. Due episodi nel primo appuntamento, così come due sono le protagoniste: le amiche Jane Rizzoli (Angie Harmon), unica detective in gonnella e tacchi a spillo della Omicidi di Boston e il medico legale Maura Isles (Sasha Alexander), la quale sembra trovarsi più a suo agio tra i morti che tra i vivi. Qualche critico americano ha scritto che "si tratta della versione post 'Sex and the City' del serial 'New York New York'". Dalla settimana successiva, dal 3 maggio, dopo le due puntate di "Rizzoli&Isles" andrà ijn onda in seconda serata la terza stagione di "Lie to me". (News tratte dalla Newsletter settimanale di QuiMediaset.it)
domenica 15 gennaio 2012
martedì 6 dicembre 2011
NEWS - Ultima ora (via @telefilmcult): "Nikita" sposta i tacchi al 22 dicembre. Al suo posto dal 12 la seconda di "White Collar"Spostamenti pre-natalizi in casa Mediaset. L'annunciata partenza di "Nikita" il 12 dicembre su Italia 1 è stata spostata al 22 dello stesso mese (sarà felice Babbo Natale!). Al suo posto, il 12, in seconda serata, toccherà alla seconda stagione, inedita in chiaro, di "White Collar". News dal Biscione anche per i fans di "Lie to me": Retequattro trasmetterà la seconda stagione in prima tv in chiaro dal 13 dicembre, in prima serata.
sabato 5 febbraio 2011
NEWS - Tra Bush, Clinton e Obama il più bugiardo è...Tim Roth a tutto campo in un'intervista esclusiva su "Qui Mediaset" per il lancio della II di "Lie to me" (da stasera su R4)lunedì 15 novembre 2010

Ormai esistono due televisioni, sempre più distinte e distanti. Quella di pancia e quella di testa. La prima va in onda sulla tv generalista: è quella delle risse nei talk-show, del voyeurismo da reality, dei bambini spacciati da cantanti adulti, delle fiction "santificate", dei funerali in diretta, dei pacchi scavicchiati con lacrimuccia, delle faccine da circostanza. Quella che fa spippettare Davide Maggio, tanto per intenderci. La seconda è quella che vola alta sul satellite e sul digitale terrestre: programmi tematici e, soprattutto, telefilm. La prima è da pugno nello stomaco, la seconda ti invita a riflettere. Le serie tv, in questo contesto, rimangono un'oasi felice e sempre più solitaria. L'Isola del tesoro. Viene da chiedersi retoricamente se chi guardi "Dexter" o "Mad Men" possa poi abbassarsi a guardare "Grande Fratello" o "Ti lascio una canzone". Se chi ormai guarda in contemporanea con l'America il finale di "Lost" o il lancio di "The Event" possa poi scanalare sulle Miss Italia di Milly Carlucci. In questo inizio di stagione, dati alla mano, sembra di no, guardando la significativa trasfusione di pubblico dalla generalista al satellite. Ancor più, i recenti flop di ascolti sulla generalista di "Lie to me", "The Mentalist", "FlashForward" e "The Big Bang Theory", la dicono lunga. Serie eccellenti rifiutate da un pubblico che si nutre di scazzi e schiamazzi fin dalle prime ore del mattino. E' come se la tv trash avesse generato i suoi anticorpi per rigettare il virus della qualità. Eppure sono i telefilm che tracciano la linea dell'originalità, che t'invitano a riflettere anche dopo il the end di puntata, con i suoi meravigliosi puntini di sospensione. La generalista, tanto per dire, ti incolla due puntate a botta, non lasciandoti il tempo. Il satellite ultimamente ci mette il suo, cambiando la "casa" di serial avviati su altri canali; Cielo, seppure in chiaro, ha scippato a Fox Retro parte dell'egemonia vintage; vengono lanciate in pompa magna anche serie chiuse dopo pochi episodi; è in atto una guerra a colpi di comunicati tra il satellite (Sky) e la generalista (Mediaset e Rai) sull'immobilità del sistema televisivo; la qualità d'Oltreoceano della nuova stagione telefilmica non pare sia eccelsa (a parte "The Boardwalk Empire" e "The Big C"). Nonostante le contingenze, il pueblo unido dei telefilm è più vivo che mai: è rincorso dai pubblicitari (i quali lo definiscono "attivo" rispetto al "passivo" che si nutre dei Pippi Baudi), è il core business delle promozioni dei "pacchetti", è quello che vede gruppi sempre più folti su facebook e twitter. E' quello ignorato dai giornali, che non hanno ancora compreso il suo valore di opinion leader: Natalia Aspesi su "La Repubblica" è arrivata solo oggi a segnalare il sorpasso della tv americana sul cinema - si veda L'Edicola di Lou - quando ormai si è a rischio di ri-sorpasso. Meglio piazzare in pagina le polemiche di Baudo che rifiuta Sanremo o le proteste sui bambini cantanti di Scotti e della Clerici. Nell'opinione pubblica italiana si ragiona ancora di pancia, con i numeri dell'Auditel (anche se non sono più quelli di una volta sulla generalista), con le polemiche create ad arte che si presume attirino lettori-spettatori, con gli orari sballati e i continui cambi di programmazione, con la proposta utopica di Antonio Marano - vicedirettore della Rai - di girare serie tv in inglese (quando la maggior parte degli attori del nostro paese dovrebbe imparare a parlare, perlopiù, in italiano...). Una rivoluzione sotterranea pronta ad esplodere, un bivio davanti al quale occorre prendere una decisione, fare una scelta, schierarsi. La tv di pancia o quella di testa: una scissione che al confronto la separazione di Fini e Berlusconi sembra un neo di Bruno Vespa.
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Novembre)
lunedì 13 settembre 2010
venerdì 3 settembre 2010
NEWS - Rete Quattroooo! Dal 11 settembre scende in pista per tutti "Lie to me"lunedì 15 febbraio 2010
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti dai giornali sui telefilm dai giornali italiani e stranieriLavoro lost, lavoro ritrovato
“Stavo lavorando alla terza stagione di Alias quando Lloyd Braun (a capo della Abc tra il 2002 ed il 2004, ndr) mi chiese di scrivere un pilot su dei sopravvissuti ad un disastro aereo. Nel giro di una settimana ci fu il via libera alle riprese. Mi sono incontrato con Damon Lindelof lunedì, andammo subito d’accordo e preparammo una traccia con gli allora autori e produttori di ‘Alias’ Jesse Alexander e Jeff Pinkner. Sabato, Lloyd ci diede l’ok. Fu uno sforzo assurdo, ed 11 settimane e mezzo dopo avevamo realizzato l’episodio pilota. Durante una delle prime riunioni, ricevetti una chiamata da Steven Spielberg, Tom Cruise e Paula Wagner (patner nelle produzioni di Cruise, ndr.). Dissi ‘Cosa?!?’ Non aveva senso. Mi sembrava di essere in una puntata di ‘Punk’d’. Mi chiesero se avessi voluto scrivere ‘La guerra dei mondi’. Conoscevo Spielberg da qualche anno, ma ogni volta che lo incontravo era come un’esperienza extracorporale, e vederlo seduto su un divano insieme a Cruise lo rendeva più assurdo. Fu un bell’incontro, io Tom ci trovammo subito, ed alla fine il mio assistente gli regalo le prime due stagioni di ‘Alias’. Non ho potuto fare ‘La guerra dei mondi’ perché stavo girando il pilot di ‘Lost’. Mi sentivo come se stessi ammazzando la mia carriera: stavo lavorando ad un pilot di cui non avevo neanche una sceneggiatura, mentre avrei potuto essere con Spielberg e Cruise. Stavamo girando l’ultima scena del pilot, che per noi era quella in cui i naufraghi sentono la trasmissione della Rousseau e Charlie dice “Ragazzi, dove siamo?”. Si stava facendo buio ed avevamo perso la luce, e dovemmo interrompere le riprese. Non potevo sentirmi più frustato quando il mio assistente mi disse ‘J.J., c’è Tom Cruise al telefono’, Mi girai verso gli altri e dissi ‘Scusate. Tom Cruise mi chiama!’. Pare che avesse visto le prime due stagioni di ‘Alias’ e che ne fosse rimasto entusiasta, e mi voleva vedere una volta che fossi tornato a Los Angeles. In quel periodo stava lavorando alla realizzazione di ‘Mission: Impossibile: 3’ e pensavo volesse vedermi per propormi qualcosa, ma non fu così. Mi invitò ad un concerto, ma non potei andare, allora mi chiese di rivederlo. Sembrava volesse chiedermi un appuntamento. Così lo invitai alla mia festa di compleanno, e diventammo amici. Un giorno mi chiamò il mio agente e mi chiese ‘Sei a conoscenza delle voci che girano?’ ed io ‘Quali voci?’ ‘Tom vuole che tu sia il regista di ‘Mission: Impossible 3’. Non aveva senso…”.
(J.J. Abrams, 30.12.2009)
CORRIERE DELLA SERA
Fenomeno "Glee", magico e surreale
"«Glee» è davvero una cosa speciale. Merita di essere seguita. A Natale, Fox (canale 110 di Sky) ha proposto l'episodio pilota della serie diretta da Ryan Murphy. «Glee» è ambientato alla McKinley High School di Lima, Ohio, dove tutto ruota attorno ai giocatori di football e alle cheerleader. Una situazione che non piace all' insegnante di spagnolo Will Schuester (Matthew Morrison) che vuole riportare in auge il Glee Club, un' attività extrascolastica dove si studia canto, ballo e musica, discipline che alla McKinley vengono considerate da sfigati. Tramite un espediente illecito, Schuester obbligherà il quarterback della squadra Finn Hudson (Cory Monteith) a entrare nel Glee Club, assieme alle cantanti Rachel Berry (Lea Michele) e Mercedes Jones (Amber Riley), al soprano Kurt Hummel (Chris Colfer), al chitarrista sulla sedia a rotelle Artie Abrams (Kevin McHale) e alla balbuziente Tina Cohen-Chang (Jenna Ushkovitz). «Glee» ha preso «High school musical» e l' ha trasformato in una storia per adulti, non rinunciando ai «problemi» tipici del liceo (la coscienza di sé, la droga, le incertezze sessuali, etc), ma aggiungendovi un aspetto surreale e magico, lontano dalla quotidianità. La trama è poco realista, come fosse il racconto di un ragazzo che ascolta un iPod «on shuffle» e interiorizza le canzoni legandole per «temi». Per questo i dialoghi sono molto serrati, da musical, costruiti sui cliché della teen comedy e possono anche permettersi il gusto di prendere in giro le questioni razziali o altri temi scottanti, sfuggendo alle regole del politicamente corretto. «Glee» significa «sensazione di gioia», «entusiasmo immotivato», «cieco ottimismo», «abbandono» (proprio quello che manca alle scuole italiane)".
(Aldo Grasso, 27.12.2009)
TV SORRISI E CANZONI
“Kings”, originalità trasposta
“7+ all’originalità del telefilm ‘Kings’ di Joi: la storia del re Davide trasposta ai giorni nostri intrecciando notazioni realistiche e clima da favola, immagini accurate e facce nuove”.
(Mirella Poggialini, 22.12.2009)
IL SOLE 24 ORE
La tv che cambia
“Nel 2009 i possessori di decoder per il digitale terrestre hanno superato quelli con decoder per la tv satellitare, sia free sia pay. Secondo Auditel oggi sono 10,7 milioni le famiglie in grado di sintonizzarsi sul digitale terrestre; 4,5 milioni gli abbonati alla tv satellitare 2,2 milioni le famiglie con parabola satellitare senza abbonamento pay”.
(Francesco Siliato, 04.01.2010)
PRIMA COMUNICAZIONE
Tecniche di programmazione
“Per le serie americane, decidiamo caso per caso se trasmetterle prima sulla pay o sulla free, in base a valutazioni sui risultati, il target, il formato, la disponibilità del prodotto, ma teniamo anche conto di aspetti più generali tipo l’andamento della stagione. Se poi una serie è irrinunciabile per una rete, penso a ‘Dr. House’ per Canale 5, non si discute nemmeno. Insomma, non c’è una regola fissa, cerchiamo di trovare un equilibrio tra le esigenze di tutti”.
(Federico Di Chio, Direttore Mediaset Premium, dicembre 2009)
VARIETY
Il clone che soffia sul…collar
“Non c’è più nulla di nuovo sotto il sole. ’White Collar’ ricicla fin troppo ‘It takes a thief’ (n.d.r.: ‘Operazione Ladro’), accentuando il taglio high-tech e puntando sull’alchimia perfetta tra Matt Bomer e Tim DeKay”.
(Brian Lowry, 19.12.2009)
E’ l’ora dei Psycho-serial
“Nulla è più misterioso ed affascinante della mente umana. Sarà che quasi ogni giorno si ha notizia di qualche scoperta nel campo delle nueroscienze. Sarà che il ricorso alla psicoterapia è sempre più diffuso. Sarà che qualche concetto base della disciplina inventata da Freud (‘complesso di Edipo’, ‘rimozione’, ‘proiezione’) è ormai entrato nella cultura popolare. Fatto sta che in tv proliferano le serie basate sulla psicologia. ‘The Mentalist”, ‘Psych’, ‘Mental’, ‘Lie to me’, ‘In Treatment’ e adesso ‘Nurse Jackie’…”.
(Vincenzo Pricolo, 11.01.2010)
giovedì 10 dicembre 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm tratti dai giornali italiani e stranieri TEMPI
Gossip mother
“Se fino a pochi anni fa le tempeste ormonali e spenderecce di adolescenti televisive piombavano dal sogno alla realtà solo guardando in faccia la propria mamma, come la mettiamo oggi se le madri sono in prima fila ad augurarsi un futuro fatto di sogni da gossip girl?”.
(Annalena Valenti, 28.10.2009)
BALLARO'
Obiezione, Vostro Onore!
“Ma Ghedini ha preso lezioni da Perry Mason?”.
(Maurizio Crozza, 06.10.2009)
IL FATTO QUOTIDIANO
Notizie da Roth...amare
"Non mi perdo una puntata del Tg1 di Minzolini: è meglio di 'Lie to me'".
(Daniele Luttazzi, 13.10.2009)
IL MESSAGGERO
Viva la Pa-Pa-Pa-Pavone...!
"Vorrei cantare con Rita Pavone, ha un carisma incredibile".
(Laura Esquivel, 25.10.2009)
THE OBSERVER
Tutti pazzi per “MM”
“’Mad Men’ è di gran lunga il miglior programma in onda non solo in Inghilterra, ma in tutti gli altri Paesi: siete pazzi se non lo guardate…!”.
(Kathryn Flett, 15.10.2009)
CORRIERE DELLA SERA
La magia del destino di "Flash Forward"
"Gli Stoici avevano risolto il problema con una certa rassegnazione: i fati guidano i volenti e trascinano i nolenti. Ma come si sarebbe comportato lo Stoico di fronte a un' incursione del destino nella quotidianità sotto forma di flash forward? Lacerato il manto mal rattoppato della Ragione, ci troviamo di fronte all' Inaccessibile? Il flash forward è una tecnica narrativa che consente di visualizzare un balzo nel futuro; l' esatto opposto dell' abusato flash back, il salto nel passato. «Flash forward» si ispira al romanzo Avanti nel tempo del canadese Robert J. Stayer e porta la firma dello sceneggiatore e regista David S. Goyer (visionario co-autore di Batman Begins e Il cavaliere oscuro, i due successi cinematografici di Christopher Nolan) e di Brannon Braga («24», «Star Trek: Enterprise»). La serie racconta le conseguenze di un improvviso e misterioso black out planetario che porta l' intera umanità a perdere coscienza nello stesso istante. Per 2 minuti e 17 secondi tutti gli abitanti della terra hanno una visione di cosa accadrà loro sei mesi più tardi e dovranno iniziare a fare i conti con il loro futuro. In realtà non è con il futuro che bisogna fare i conti ma con il nostro destino: impresa ardua anche per un agente FBI come Mark Benford (Joseph Fiennes) incaricato di raccogliere sul web tutte le testimonianze sul futuro in modo da comporre «Il Mosaico Collettivo», il domani sotto forma di puzzle. Ambientato nella Los Angeles di «Crash» di Paul Haggis, erede di molte tematiche di «Lost», «Flash forward» è una lunga interrogazione sul destino, cioè la domanda delle domande cui l' uomo tenta di dare una risposta da quando non subisce come le bestie; da quando Amleto si accorge che «The time is out of joint», è fuori dei cardini: lo dobbiamo accettare il nostro futuro o possiamo eluderlo? E vivere significa subire la magia del destino...".
(Aldo Grasso, 07.10.2009)
lunedì 7 settembre 2009
NEWS - Le bugie hanno le gambe Roth. L'altra faccia di "The Mentalist", da stasera "Lie to me" su Foxvenerdì 28 agosto 2009

NEWS - Anteprima, si riaccende la stagione telefilmica. E già si cade in errore: Tv Sorrisi e Canzoni dà la partenza di "The Mentalist" il 9 settembre (invece è il 2)..."Dollhouse" dal 3 settembrePunta decisamente sulla serialità Italia1. Si inizia il 2 settembre (e non dal 9, come erroneamente segnalato da Tv Sorrisi e Canzoni in edicola nella sezione anticipazioni della nuova stagione!!!) in prime time con The Mentalist, storia di Patrick Jane (Simon Baker), un detective che lavora come consulente per il Bureau investigativo della California. Ex medium, ha affinato le sue abilità di deduzione con cui risolve anche i casi più complessi. Da giovedì 3 settembre serata "medical" con la quinta stagione di Grey's Anatomy e, a seguire, le repliche della prima di Er.
Su Raidue la novità è il thriller Harper's Island, serial Cbs in prima visione dal 6 settembre. In una festa di matrimonio su un'isola, gli invitati cominciano a scomparire e morire uno dopo l'altro. Si scoprirà che l'isola già sette anni prima era stata funestata da delitti. Prima di Harper's Island arriva la sesta stagione di NCIS, ovvero le imprese degli agenti del Naval Criminal Investigative Service. Dall'11 settembre serata crime con Senza traccia (sesta stagione) e Criminal minds (quarta); dal 12 settembre torna anche Cold case (sesta stagione).
Sempre a settembre sono attesi Romanzo criminale, la serie di Stefano Sollima, prodotta da Rai Cinema e Cattleya, già diventata un cult su Sky Cinema, e la seconda stagione di Californication, aspettando (a ottobre) le nuove serie di Csi Miami e New York, The Closer e Saving Grace.
Su Fox (canale 110 di SKY) si segnalano tre prime visioni assolute: Dollhouse (dal 3 settembre), le vicende delle Dolls, persone alle quali viene cancellata la personalità, in modo da poterne riprogrammare la memoria e usarle per diversi scopi; Lie to me (a ottobre), protagonista Tim Roth nei panni del di un ex agente di polizia che riesce a scoprire inganni e menzogne osservando riflessi involontari nel corpo, nel volto o nella voce degli indagati; Fear itself, dal motto 'The only thing we have to fear is fear itself' (l'unica cosa di cui aver paura è la paura stessa), tredici episodi firmati dai maestri dell'orrore - da John Landis a Brad Anderson - chiamati a rinnovare i confini di uno dei più classici tra i generi.
Su Foxlife (canale 112 di SKY) dal 29 settembre arriva in prima visione In plain sight, protagonista Mary McCormack nei panni di un'agente federale della Protezione Testimoni che nasconde il proprio lavoro ad alto rischio alla famiglia. Su Foxcrime (canale 114) in autunno tocca invece al Mostro di Firenze, la serie di Antonello Grimaldi che ripercorre le tappe dell'inquietante caso del serial killer che tra il 1968 e il 1985 uccise otto giovani coppie nelle campagne fiorentine.
Sul digitale terrestre, dal 6 settembre in prima serata Mya (nel pacchetto Gallery di Mediaset Premium) propone Trust me, sulle vicende di due giovani, Mason (Eric McCormack) e Conner (Thomas Cavanagh), che gestiscono un'importante agenzia di pubblicità a Chicago. Su canale Joi si segnalano Royal pains (dal 10 settembre alle 21), storia di un giovane medico del pronto soccorso che mette a rischio la sua carriera a causa di un grave errore, e The Cleaner (dal 10 settembre alle 22), storia di William (Benjamin Bratt), che si disintossica da tutte le sue dipendenze e si dedica ad aiutare chi ne ha bisogno. Su Rai4 dal 4 settembre in prima serata spazio alla fantascienza con Battlestar Galactica: la resistenza di poche decine di migliaia di umani, sopravvissuti all'attacco dei temibili robot cyloni, alla ricerca di un favoleggiato pianeta chiamato Terra, dove stabilirsi e ricominciare a vivere.
martedì 24 marzo 2009

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm
Lick it or Leave it!

