Viewers last month

venerdì 17 ottobre 2014

NEWS - Clamoroso al CEbola! Ridley Scott al lavoro per la serie tv sul virus che sta allarmando il mondo. Sarà tratta dal libro "The Hot Zone" (secondo Stephen King, "una delle cose più terrificanti che abbia mai letto in vita mia")

News tratta da "Uproxx"
With the way that Ebola is dominating headlines right now – despite Shep Smith’s best and most rational efforts – it would have been more surprising if nobody tried to fictionalize it. It is instead Fox TV Studios that will be developing a series based on the work of author Richard Preston with producers Ridley Scott and Lynda Obst. The duo originally wanted to turn Preston’s bestselling book, “The Hot Zone,” into a feature film starring Jodie Foster 20 years ago, but the project obviously didn’t pan out.
The resurgence of Ebola, and especially the reported cases in the United States, has made the topic more relevant than ever, which is why Scott and Obst are back at work.

“I think it’s the speed with which it kills that makes the disease so frightening,” Obst tells The Hollywood Reporter. “People hoped it would stay in some remote part of the world. But that’s a fantasy in the modern world. The modern world makes us one big connected family.”
In regard to just the first chapter of “The Hot Zone,” Stephen King called it “one of the most horrifying things I’ve read in my whole lifeand then it gets worse. That’s what I keep marveling over: it keeps getting worse. What a remarkable piece of work.” Keep in mind that it is a non-fiction thriller. Preston’s work in writing about Ebola isn’t limited to “The Hot Zone,” which examined the origins of this disease and similar viruses. In an article in the New Yorker last month, Preston recapped the “explosive” emergence of Ebola in West Africa, and that information will be included in the series, as will a piece that he has written for next week’s New Yorker that will cover the latest cases in the U.S.
Preston also conducted an AMA on Reddit for his August article in the New Yorker, and he answered a number of questions regarding everything from the experimental serum ZMAPP…
The antibody serum ZMAPP seems to be amazingly effective but we don’t know because it’s only been tried on the two patients. As for aftereffects, i interviewed Dr. Shem Musoke who nearly died of Marburg (close cousin of Ebola) and he told me it took him about a year to recover fully but now he was fine. It’s a crushing disease but if you survive you do recover.
… to how medical workers can avoid being infected while treating the disease.
They haven’t been able to fully protect themselves, doctors and nurses are dying. They’re wearing full protection biohazard suits, but the Ebola wards are just horrifying, 30 Ebola patients with one doctor and one nurse, both in space suits. Conditions are awful in those wards, we need more doctors and nurses – not even a space suit can totally protect you if the ward is really a mess.
According to The Hollywood Reporter, Preston has been working with Scott and Obst in the development of this limited series.
GOSSIP - Tutte Baz-ze per Michiel! Il bel Huisman di "Nashville", "Orphan Black" e "GOT" testimonial del megaspot cult di Chanel diretto da Luhrmann 
Dai mulini olandesi al “Moulin Rouge”, inteso come film simbolo del cineasta fantasioso Baz Luhrmann che l’ha voluto quale protagonista maschile del mini-film di Chanel che da qualche giorno impazza in ogni dove. Michiel Huisman, nato tra i tulipani di Amstelveen, sarà il volto nuovo che affianca la protagonista Tatiana Maslany nella 2° stagione inedita della serie cult “Orphan Black” (su Premium Action dal 15 novembre). Nel frattempo si è concesso il lusso di essere colui che fa battere il cuore alla surfista chic Gisele Bündchen nello spot diretto con maestria da Luhrmann e che racchiude le atmosfere dei suoi più famosi “Moulin Rouge” e “Il Grande Gatsby”. Huisman si è fatto conoscere di recente in tv per aver partecipato a “Nashville” (Fox Life) e “Game of Thrones” (Rai4/Sky Atlantic), mentre al cinema è stato sul set di “Black Book” e “World War Z”. Il grande schermo sembra essersi innamorato del fascino (olandese?) di Michiel, visto che da qui al 2016 è atteso in ben 5 pellicole. In “Wild”, in uscita in Italia il 5 dicembre, affianca Reese Witherspoon; in “American Dream” (attualmente in post-produzione) è davanti alla cinepresa del polacco Janusz Kaminski, il direttore della fotografia preferito di Steven Spielberg; nel 2015 usciranno il thriller paranoico “The Invitation” e “The Age of Adaline” con Harrison Ford e Blake Lively; il 2016 vedrà Huisman protagonista di “The Swimmer”, storia di un nuotatore che sfida le difficili acque di un fiume danese. Se nel poco tempo libero scrive e compone canzoni (per i feticisti del caso, ha già pubblicato un album in olandese), i giornali glam hanno iniziato a cercarlo come modello (vedi la cover di “L’OfficielQUI). Nel frattempo non resta che seguirlo in tv, tra un chan(n)el e l’altro…
 

giovedì 16 ottobre 2014

NEWS - Clamoroso al Cibalix! L'approdo di Netflix in Italia ha una data: nel 2015 se si risolve il problema della banda larga (55% contro il 72% europeo) e l'accordo con Telecom. Altra grana non da poco: in Italia poco abituati alla lingua originale...

Articolo di Giuseppe Bottero per "La Stampa"
La corsa di Netflix non è finita: partito negli Stati Uniti, il servizio che fornisce video online in abbonamento continua a fare rotta sull’Europa e si prepara a fissare la sua bandierina sui Paesi dell’Estremo Oriente. La società, già presente in Gran Bretagna, Paesi Bassi e Scandinavia, a settembre è sbarcata anche in Francia, Germania, Austria e Svizzera. All’appello manca l’Italia, ma il gruppo con sede a Los Gatos, California, sta accelerando: sul sito ufficiale, infatti, è comparso un annuncio per la ricerca di “language specialist” nel nostro Paese. Si tratta di traduttori che hanno il compito di riadattare i film e le serie tv distribuite dal portale, che dal prossimo anno inizierà anche a produrre lungometraggi. Posizioni aperte anche per Spagna, Polonia, Ungheria, Vietnam, Giappone e nell’area araba. La data da cerchiare in rosso non c’è ancora, ma secondo quanto anticipato a inizio settembre da “La Stampa” il colosso dello streaming, che ha oltre 50 milioni di abbonati di cui circa 35 milioni solo negli Usa, dovrebbe presentarsi agli utenti italiani nel 2015, e starebbe lavorando a un’alleanza con Telecom. Restano da sciogliere alcuni nodi: uno è legato all’acquisizione dei diritti sul mercato italiano, particolarmente affollato. Per far breccia nel pubblico di massa, poco avvezzo a guardare film e serie in lingua originale con i sottotitoli, occorrerà inoltre un solido pacchetto di opere doppiate, che richiede un investimento maggiore. Nonostante le rassicurazioni, anche quello della Banda Larga rimane un capitolo complesso: secondo uno studio della “Lombardia Film Commission”, infatti, solo il 55% delle abitazioni nazionali dispone di collegamenti teoricamente adeguati a supportare il carico necessario per fruire di Netflix. La media europea, in base alle rilevazioni Eurostat, è del 72%.
Si tratta, in ogni caso, di dossier che i manager di Reed Hasting, cinquantaquattrenne Ceo di Netflix, stanno studiando da tempo. Prima di uscire dai confini americani la società ha riflettuto a lungo, e finora non ha sbagliato una mossa: per Hasting il duro («Ha un quoziente intellettivo pari a zero, ma è l’amministratore delegato più brillante che abbia mai incontrato», racconta, perfida, la biografa Gina Keating) parlano i numeri. Il gruppo, infatti, ha chiuso il secondo trimestre del 2014 con un utile netto di 71 milioni di dollari a fronte dei 29,5 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso.

mercoledì 15 ottobre 2014

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The Walking Dead", gli zombi delle nostre ossessioni
"«Il mondo sta per finire. La sola ragione per cui potrebbe durare è che esiste». Questa di Charles Baudelaire, in «Razzi», potrebbe essere la perfetta epigrafe di «The Walking Dead», di cui è appena iniziata la quinta stagione (su Fox, lunedì, ore 21, a pochissima distanza dalla trasmissione negli Usa). Più passano le stagioni e più è evidente che il racconto dell’invasione zombie seguita alla diffusione di un misterioso virus, capace di far risvegliare i morti trasformandoli in aggressive creature affamate di carne viva e private di ogni barlume di umanità, non ha solo un’anima horror ma ci parla di molte ossessioni della contemporaneità. In controluce filtrano alcuni dei temi più pressanti dell’agenda internazionale (le armi batteriologiche, la diffusione di grandi epidemie, la brutalità dei tagliagole), ma anche riflessioni profondamente alate: l’apocalisse è una condizione causata dall’uomo stesso, che sfrutta le risorse del pianeta in modo sconsiderato, portandolo verso un inevitabile collasso. L’avvio della quinta stagione è stato maestoso nella sua brutalità: abbiamo ritrovato il piccolo drappello di sopravvissuti guidati dallo sceriffo Rick Grimes dove l’avevamo lasciato, imprigionato a Terminus, un luogo inizialmente scambiato per un santuario e un rifugio protetto, ma presto rivelatosi come una trappola spaventosa. Nella serie le scene d’azione e gli effetti speciali sono altamente spettacolari, ma l’attenzione è tutta per le relazioni tra i vari personaggi di un cast molto corale: la sfida più importante della quinta stagione sarà quella di descrivere l’evoluzione interiore del leader Rick, un «buono» costretto a fare i conti con un mondo alla deriva". (Aldo Grasso, 15.10.2014)
NEWS - Tutto torna, anche i morti! Da stasera su Sky Atlantic la serie francese "Les Revenants", sorta di "j'adore dell'aldilà"
(ANSA) - ROMA - Un universo fatto di suspense, di fiction, di fantasia. Che parla di amore e di morte. Che si interroga sul concetto di comunita' e sul destino del mondo. Sulle esperienze piu' intime. E' cinema di genere rivisitato da un autore. In un paese di montagna nel cuore delle alpi Francesi, dominato da una diga gigantesca, lo stesso giorno, svariate persone di eta' e status differenti, visibilmente disorientate, cercano di tornare nelle proprie case. Non sanno che sono morte gia' da qualche anno, che non sono invecchiate e che nessuno le aspetta. Da stasera arriva in esclusiva alle 21.10 su Sky Atlantic HD Les Revenants, la serie tv francese acclamata in tutto il mondo e vincitrice di numerosi premi nazionali e agli Emmy Awards 2013 come Miglior serie tv drammatica. Ideata da Fabrice Gobert, e' un adattamento dell'omonimo film Quelli che ritornano di Robin Campillo del 2004 (ha richiesto cinque anni di realizzazione, ottenendo l'interesse delle grandi case di distribuzione internazionali). Dopo il successo internazionale della serie, e' ora in lavorazione il remake americano: a curare il rifacimento saranno Carlton Cuse (Bates Motel) e Raelle Tucker (True Blood). Tra i protagonisti di Les Revenants, Camille, un'adolescente morta in un incidente d'autobus durante una gita scolastica; Simon, un giovane deceduto il giorno del suo matrimonio; Victor, un bambino che non parla con un passato oscuro e tanti altri parteciperanno a questa misteriosa riapparizione. Determinate a riprendersi un posto che non esiste piu', le persone che erano scomparse scoprono a poco a poco di non essere gli unici redivivi e che il loro ritorno si accompagna a strani eventi sempre piu' frequenti. Forse e' l'inizio di uno sconvolgimento ancora piu' importante. Nelle note di produzione Caroline Benjo e Jimmy Desmarais spiegano: "Les Revenants era un progetto di un'altra ampiezza, ma i produttori avevano ben compreso che Fabrice (Gobert) avrebbe saputo dare una grande originalita' a delle situazioni quotidiane. La parola "realismo" tornava spesso nel corso delle discussioni e, riferita a un mondo in cui i morti non sono definitivamente tali, poteva sembrare paradossale. Questa parola traduceva le preoccupazioni di Fabrice e dei produttori di rendere il mondo della serie sufficientemente credibile, per quanto possibile che noi, spettatori, credessimo al ritorno in vita di Camille, Victor, Simon. La scommessa e' stata vinta: superato questo punto di partenza, sono stati sviluppati gli intrighi attorno ai personaggi principali. Fabrice ci ha sorpresi, episodio dopo episodio, per la ricchezza di situazioni che ha saputo esplorare, dal respiro che ha dato quel carattere alla serie e quel ritmo con cui essa si avvia verso l'ultimo episodio. Le sorelle gemelle di nuovo riunite, la giovane fidanzata tornata dall'oltretomba, il bambino che non parla piu', il prete che ha abbandonato l'abito talare, l'uomo innamorato e inquieto, l'assassino, quel paesino isolato tra le montagne, quel lago, quella foresta, e altrettanti personaggi, ambientazioni e  tematiche che fanno la ricchezza dell'universo di Les Revenants". "Fabrice Gobert e Fre'de'ric Mermoud - concludono - hanno messo in scena brillantemente gli 8 episodi della prima stagione, creando con Patrick Blossier un universo visivo forte e sorprendente, completato dalla magnifica colonna sonora originale firmata da Mogwai". 

martedì 14 ottobre 2014

TELEFILM ART - Foto, grafica e visioni al confine con la Pop Art
 

NEWS - Saviano fa sul serial! Dopo la serie di "Gomorra", anche l'ultimo libro diventerà telefilm
(ANSA) - ROMA, 14 OTT - Zerozerozero, l'ultimo libro di Roberto Saviano sul mondo della cocaina, diventa serie tv. L'annuncio internazionale arriva da Cattleya e dalla divisione Cre'ation Originale di Canal+. Saranno 8 puntate da 50 minuti. La serie, creata da Saviano, sara' prodotta da Cattleya e diretta da Stefano Sollima

lunedì 13 ottobre 2014

GOSSIP - Alzatevi e camminate! Torna da stasera su Fox "The Walking Dead" e Lauren Cohan si concede per il nuovo "GQ" (Usa) un reportage da far camminare i defunti
Lauren Cohan models a sexy swimsuit for the November 2014 issue of GQ magazine.
Here’s what the 32-year-old The Walking Dead actress had to share with the mag:
On playing Maggie on The Walking Dead: “I’d always fantasized about playing a southern role. I definitely had this idea she’d be soooo southern. I had to dial that in slightly.”
On growing up all over the world: “You could spin the flipping globe and put me anywhere on it and I’d be happy.”
On cursing: “I never realized how much I actually curse until I read a couple of interviews, and I was like: You need to find a different word.”
For more from Lauren, visit GQ.com.

 All pictures at
 www.telefilmcult.tumblr.com
NEWS - Anteprima! Le primi immagini (comic e in carne ed ossa) di "Daredevil" by Netflix!
SGUARDO FETISH - Torna "Twin Peaks" e gli stilisti s'affollano per ricucire il trendy-look della serie di Lynch dal passato al 2016

Articolo di Eric Wilson per "In Style"

The news this week that Twin Peaks, the cult television phenomenon from 25 years ago, will be returning with a nine-episode series on Showtime in 2016, got me thinking about its long and mysterious legacy, especially as it relates to fashion. When it first aired, the show happened to capture the essence of American style as it transitioned from preppy mall clothes and twinsets of the 1980s to more regional grunge and disaffected posing of the Pacific Northwest of the 1990s, just as major changes in technology and communication were beginning to take shape.
For designers, Twin Peaks represented a lost moment. I would not call it a moment of innocence, given the bizarre and sometimes terrifying subject matter of the series, but one before things became so complicated by business demands, information overload and the conquest of instantaneity over suspense. Besides, David Lynch’s vision for the show was so visually arresting that it remains a fashion touchstone, one that has made countless reappearances in collections as sometimes shockingly literal inspiration.
In 2005, more than a decade after the show’s original two-season run and a subsequent movie, Veronique Branquinho, now one of the major stars of Belgian fashion, made one of her first presentations at the Pitti Immagine fashion fair in Florence, Italy, in a set that was inspired by the creepy “red room” from the show. The men’s wear collection, shown on everyday men rather than models, nodded to lumberjacks and hunters, along with duffels and brown and burgundy tuxedos that recreated looks and characters from the memorable dream sequences, a show dug up from the archives this week by the deep memory of the British journalist Charlie Porter.
“I thought the atmosphere in Twin Peaks was the right mood to have in the performance,” Branquinho said at the time in a video interview. “It’s the perfect match for what I wanted to do.”
I’ve seen characters from Twin Peaks on so many designer mood boards and in magazine editorials over the years that it’s hard to remember them all. Camilla Staerk, a Danish designer who came to New York in 2006, showed a first collection here that was inspired by Laura Palmer and Donna Hayward. Odilon, a collection designed by Stacey Clark, had a hit in 2012 with sweaters that carried a message from the show: “The owls are not what they seem” (pictured, above left). And the Kenzo designers, in their fall collection this year, collaborated with David Lynch on their show, prompting numerous references to his work, such as Twin Peaks ponytails on the models, created by the hairstylist Anthony Turner.
There have also been more literal translations of fashion from the series, particularly in Europe, where the Spanish label TitisClothing that dedicated its fall collection to the quirkier aspects of the show (including a model carrying a log, after the “log lady”), and, naturally, in Japan, where the label Black Weirdos is selling a “Killer Bob” parka. You can have a field day looking over the references at the fan site welcometotwinpeaks.com. And as they say in Twin Peaks, it is happening again.

domenica 12 ottobre 2014

GOSSIP - Ashley Benson di "PLL" senza veli! Ecco come farvela (una bella nuotata in piscina con lei...che credevate?)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

Lick it or Leave it!