NEWS - La Bonelli sarà la Marvel italiana e produrrà le serie tv dei propri fumetti: "Dylan Dog", "Martin Mystère" e "Nathan Never" in carne ed ossa...
La Sergio Bonelli Editore ha annunciato la creazione di Bonelli Entertainment, "braccio produttivo" della casa editrice nato con lo scopo di sviluppare progetti cinematografici e televisivi basati sui propri personaggi e sulle proprie storie originali. Alla stregua dell'americana Marvel, editrice degli albi dei supereroi più famosi del mondo, anche la più importante casa editrice di fumetti italiana ha deciso di creare una sua sezione di produzione cinematografica e tv. La nuova unità sta attualmente sviluppando una serie tv horror live-action di dieci episodi basata su Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo, e sono allo studio progetti per cinema e tv che coinvolgeranno "Martin Mystère", "Mister No", "Dampyr", "Dragonero", "II Confine" e l'universo legato a "Nathan Never". Dylan Dog, creato da Tiziano Sclavi, è uno dei nomi di maggior successo nella storia della Sergio Bonelli Editore; fu lanciato nel 1986 e da allora sono stati pubblicati oltre 500 differenti episodi a fumetti. II fumetto è stato distribuito in trenta Paesi e attualmente è venduto in undici nazioni.
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sabato 4 agosto 2018
lunedì 18 dicembre 2017
L'arrivo di #Fantaghirò su @NetflixIT è l'antipasto di come potrebbe diventare la piattaforma (tutte le piattaforme, così come tutte le reti tv sia free che pay) dopo la legge di Franceschini che prevede il 60% delle produzioni italiane dal 2018 (con proroga al 2019).— TelefilmCult (@TelefilmCult) 17 dicembre 2017
Alla corazzata @Disney che si arma di #Fox+#Sky+@hulu+@Marvel e chi più ne ha più ne metta, @NetflixIT controbatte con #Fantaghirò.— Leo Damerini (@LeoDamerini) 16 dicembre 2017
In effetti vederlo in binge-watching è roba da SottoSopra.
venerdì 15 dicembre 2017
NEWS - Topolino è diventato Topolone. Disney si pappa Sky (compresa quella italiana) e rischia di far diventare Nonna Papera Netflix schierando le serie tv dei canali Fox, Hulu, FX, Marvel e chi più ne ha più ne metta...
Articolo tratto dal "Corriere della Sera"
Se fosse andato in porto il tentativo fatto anni fa da Murdoch di acquistare Time-Warner o se, più di recente, il governo Usa non avesse posto il veto all'acquisizione della stessa Time-Warner da parte di ATeT, avremmo assistito a operazioni di integrazione orizzontale o verticale enormi ma, comunque, tradizionali. II passaggio della Fox alla Disney ufficializzato ieri ha, invece, le stimmate di un'operazione diversa: fuori dagli schemi, se non, addirittura, rivoluzionaria. La notizia: la multinazionale californiana di Topolino e delle tv compra per 52 miliardi di dollari la 21st Century Fox con le sue attività cinematografiche e molti canali televisivi negli Usa (da FX a National Geographic), in Asia (l'indiana Star TV) e in Europa dove rileva il 39 per cento di Sky Europe di Murdoch: una società televisiva forte soprattutto in Gran Bretagna, Italia e Germania. Disney avrà anche il 3o per cento di Hulu: diventa, così, padrona di questo gigante dello streaming che controllerà con una quota del 6o per cento. Alla famiglia Murdoch, oltre alla società che fa capo alla NewsCorp nella quale sono confluiti i giornali (dal Wall Street Journal al Times di Londra, alle testate australiane), rimangono le reti Fox americane che trasmettono notizie e sport (Fox News, Fox Business, Fox Broadcasting) che confluiscono in una nuova società. Una soluzione che soddisfa il desiderio del vecchio Rupert di continuare a coltivare la passione della sua vita: l'informazione giornalistica, con l'influenza politica che ne deriva. E che serve anche ad evitare un'eccessiva concentrazioni di diritti sportivi (quelli di Fox più quelli di ESPN che è della Disney) sotto un'unica proprietà: si rischiava un veto dell'Antitrust. Messa così sembra una cessione: il vecchio guerriero stanco che, padrone di un gruppo potente ma che perde colpi davanti ai nuovi giganti digitali che lo surclassano per dimensioni degli investimenti cinematografici e gli tolgono fette del mercato tv con lo streaming, vende lasciando una ricca dote ai figli. Solo che questa, più che una cessione, è una fusione. La famiglia Murdoch non riceve denaro ma azioni Disney, diventando primo azionista industriale della multinazionale californiana. Alla fine dell'operazione dovrebbe arrivare a possedere una quota non molto inferiore al 5,9% detenuto dal fondo Vanguard, primo azionista Disney. E qui il romanzo dei destini personali — James Murdoch che, dopo qualche disaccordo gestionale col padre e col fratello Lachlan lascia il gruppo di famiglia per seguire i destini della 21st Centiry Fox, il 66enne Bob Iger, già quasi in pensione, richiamato per gestire questa complicata integrazione fino al 2021 — si mescola con la «rivoluzione permanente» del mondo dell entertainment che fa da sfondo a una fusione che ha, a sua volta, l'aspetto di un work in progress destinato a durare anni. L'accordo annunciato ieri diventerà operativo a metà del 2018 se supererà l'esame del governo Usa, ma poi ci saranno problemi regolatori anche negli altri continenti, mentre a Londra andrà avanti il takeover a suo tempo lanciato da Murdoch sul rimanente 61% del capitale di Sky: ma la nuova società dovrà forse ripartire da zero nel tentativo di scalata. Insomma, una «fusione dinamica» per curare le debo- lezze dei due gruppi che darà loro più forza nello streaming mentre Disney sarà più presente in Asia e in Europa, con un contatto con gli utenti diretto: non più mediato attraverso le piattaforme di terzi. Ma anche un'operazione di cui oggi nessuno può prevedere con esattezza lo sbocco finale, tra possibili interventi dei regolatori e rapida evoluzione delle tecnologie e del business.
Articolo tratto dal "Corriere della Sera"
Se fosse andato in porto il tentativo fatto anni fa da Murdoch di acquistare Time-Warner o se, più di recente, il governo Usa non avesse posto il veto all'acquisizione della stessa Time-Warner da parte di ATeT, avremmo assistito a operazioni di integrazione orizzontale o verticale enormi ma, comunque, tradizionali. II passaggio della Fox alla Disney ufficializzato ieri ha, invece, le stimmate di un'operazione diversa: fuori dagli schemi, se non, addirittura, rivoluzionaria. La notizia: la multinazionale californiana di Topolino e delle tv compra per 52 miliardi di dollari la 21st Century Fox con le sue attività cinematografiche e molti canali televisivi negli Usa (da FX a National Geographic), in Asia (l'indiana Star TV) e in Europa dove rileva il 39 per cento di Sky Europe di Murdoch: una società televisiva forte soprattutto in Gran Bretagna, Italia e Germania. Disney avrà anche il 3o per cento di Hulu: diventa, così, padrona di questo gigante dello streaming che controllerà con una quota del 6o per cento. Alla famiglia Murdoch, oltre alla società che fa capo alla NewsCorp nella quale sono confluiti i giornali (dal Wall Street Journal al Times di Londra, alle testate australiane), rimangono le reti Fox americane che trasmettono notizie e sport (Fox News, Fox Business, Fox Broadcasting) che confluiscono in una nuova società. Una soluzione che soddisfa il desiderio del vecchio Rupert di continuare a coltivare la passione della sua vita: l'informazione giornalistica, con l'influenza politica che ne deriva. E che serve anche ad evitare un'eccessiva concentrazioni di diritti sportivi (quelli di Fox più quelli di ESPN che è della Disney) sotto un'unica proprietà: si rischiava un veto dell'Antitrust. Messa così sembra una cessione: il vecchio guerriero stanco che, padrone di un gruppo potente ma che perde colpi davanti ai nuovi giganti digitali che lo surclassano per dimensioni degli investimenti cinematografici e gli tolgono fette del mercato tv con lo streaming, vende lasciando una ricca dote ai figli. Solo che questa, più che una cessione, è una fusione. La famiglia Murdoch non riceve denaro ma azioni Disney, diventando primo azionista industriale della multinazionale californiana. Alla fine dell'operazione dovrebbe arrivare a possedere una quota non molto inferiore al 5,9% detenuto dal fondo Vanguard, primo azionista Disney. E qui il romanzo dei destini personali — James Murdoch che, dopo qualche disaccordo gestionale col padre e col fratello Lachlan lascia il gruppo di famiglia per seguire i destini della 21st Centiry Fox, il 66enne Bob Iger, già quasi in pensione, richiamato per gestire questa complicata integrazione fino al 2021 — si mescola con la «rivoluzione permanente» del mondo dell entertainment che fa da sfondo a una fusione che ha, a sua volta, l'aspetto di un work in progress destinato a durare anni. L'accordo annunciato ieri diventerà operativo a metà del 2018 se supererà l'esame del governo Usa, ma poi ci saranno problemi regolatori anche negli altri continenti, mentre a Londra andrà avanti il takeover a suo tempo lanciato da Murdoch sul rimanente 61% del capitale di Sky: ma la nuova società dovrà forse ripartire da zero nel tentativo di scalata. Insomma, una «fusione dinamica» per curare le debo- lezze dei due gruppi che darà loro più forza nello streaming mentre Disney sarà più presente in Asia e in Europa, con un contatto con gli utenti diretto: non più mediato attraverso le piattaforme di terzi. Ma anche un'operazione di cui oggi nessuno può prevedere con esattezza lo sbocco finale, tra possibili interventi dei regolatori e rapida evoluzione delle tecnologie e del business.
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venerdì 10 novembre 2017
NEWS - Clamoroso al Cibali! Disney scippa tutte le serie Marvel a Netflix per il suo debutto in streaming (dal 2019)
News tratta da Slashfilm.com
If you enjoy watching Marvel shows on Netflix, you might want to sit down for this: in the future, new Marvel shows will air on Disney’s in-development streaming service, leaving Netflix in the dust. This is all part of a larger plan Disney has to compete with Netflix, which included their as-of-now dead deal to purchase a large chunk of 21st Century Fox. The bottom line: the era of Marvel Netflix shows is nearing an end. When Disney revealed they were planning on creating a new streaming service of their own, it seemed almost a given that they would start producing their own original content for it – which they later confirmed they would indeed be doing. But what about Disney produced content that already exists on other streaming services? Namely, the Marvel shows that are so popular on Netflix? It looks like Marvel’s Netflix days are numbered. A report in the Wall Street Journal confirms that future Marvel shows will play exclusively on Disney’s streaming service. There’s no word yet if the current Marvel Netflix shows – Daredevil, Luke Cage, Iron Fist, Jessica Jones, The Defenders and the upcoming The Punisher – would make the jump from Netflix to Disney’s service, but at this point I wouldn’t be surprised if that happened.
News tratta da Slashfilm.com
If you enjoy watching Marvel shows on Netflix, you might want to sit down for this: in the future, new Marvel shows will air on Disney’s in-development streaming service, leaving Netflix in the dust. This is all part of a larger plan Disney has to compete with Netflix, which included their as-of-now dead deal to purchase a large chunk of 21st Century Fox. The bottom line: the era of Marvel Netflix shows is nearing an end. When Disney revealed they were planning on creating a new streaming service of their own, it seemed almost a given that they would start producing their own original content for it – which they later confirmed they would indeed be doing. But what about Disney produced content that already exists on other streaming services? Namely, the Marvel shows that are so popular on Netflix? It looks like Marvel’s Netflix days are numbered. A report in the Wall Street Journal confirms that future Marvel shows will play exclusively on Disney’s streaming service. There’s no word yet if the current Marvel Netflix shows – Daredevil, Luke Cage, Iron Fist, Jessica Jones, The Defenders and the upcoming The Punisher – would make the jump from Netflix to Disney’s service, but at this point I wouldn’t be surprised if that happened.
The WSJ story also confirms that Disney’s as-of-now stalled plan to buy a large chunk of 21st Century Fox was tied directly to their goals of trying to compete with Netflix. “[W]e’ve turned our attention to the one platform seeing growth challenges,” Disney Chief Strategy Officer Kevin Mayer says in the article. “That’s the television platform.” The Fox deal would’ve given Disney control of a large portion of Fox’s TV shows, which Disney would’ve then presumably moved over to their upcoming streaming service. Mayer also says to think of the Disney streaming service “not an anti-Netflix move, but a pro-Disney move.” Disney is clearly determined to come out ahead here, but the transition isn’t going to be cheap or easy. In addition to having future Marvel shows premiere on their streaming service, Disney is also planning to pull all of their movies currently on Netflix and bring them over to their own streaming platform. The WSJ states that this movie is going to end up costing Disney $300-million-plus a year, but Disney seems confident their gamble will pay off with fans making the jump over to their new service. Netflix, meanwhile, is continuing on their own quest for entertainment domination, with plans to spend at least $8 billion in creating original content for 2018. That’ll continue the head-start they already have on Disney, who plan to debut their streaming service in 2019.
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