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mercoledì 27 maggio 2020
NEWS - Tutta Netflix anche su TIMVision dopo la partnership con Disney!
Le surreali e folli rapine del Professore dell'amatissima serie spagnola La Casa di Carta. Ma anche l'italianissima teen-soap fresca di stagione Summertime, ambientata nell'agognato (dopo mesi di clausura) mare della riviera adriatica. 0 la complessa vita della regina Elisabetta di The Crown. Ma anche i film di grande richiamo come The Irishman di Scorsese. 0 le prime visioni di cinema come Il giorno più bello del mondo e L'immortale e le serie esclusive come The Handmaid's Tale e Killing Eve. Insomma le migliori produzioni di Netflix insieme a quelle di TIMvision. La più grande tv di streaming rafforza la partnership con la tv del gestore telefonico per offrire contenuti premium aggregati in un'unica piattaforma. L'annuncio di ieri fa seguito all'accordo già siglato a novembre e sarà operativo dal 27 maggio. Si chiama «Mondo Netffix» e offre i cataloghi completi di TIMvision Plus e Netflix (piano standard per la visione in HD su due schermi in contemporanea) ad un prezzo di lancio di 12,99 euro al mese (anziché 19,99) senza vincoli di durata. E compreso anche il decoder TIMvision Box che permette l'accesso dalla tv di casa con un'interfaccia unica. E sarà fruibile anche in mobilità su tutti i device della famiglia, accedendo dalle rispettive applicazioni. Andrea Fabiano, responsabile multimedia di TIM, spiega l'operazione: «Questa nuova partnership conferma la strategia di TIMvision come principale aggregatore televisivo del mercato italiano grazie a una semplice ed innovativa esperienza di visione. Queste iniziative rispondono alla nostra mission di abbinare connettività fissa-mobile e contenuti, sviluppando una convergenza virtuosa: ai consumatori suggeriamo il meglio dell'intrattenimento su scala globale e a partner di eccellenza di estendere potenzialmente il bacino degli spettatori». Roberto Porras, Business Development Director per Italia e Spagna di Netflix, dà la lettura dalle parte del colosso americano: «Grazie a questa partnership, accedere all'esperienza Netflix completa sarà ancora più facile e, grazie all'interfaccia del TIMvision Box, scoprire la varietà delle nostre produzioni originali e dei nostri contenuti esclusivi - serie, film, documentari, programmi per bambini, stand up comedies e molto altro - sarà ancora più immediato». La partnership con Netflix si affianca a quella già siglata con Disney che ha già registrato un consistente numero di attivazioni in coincidenza con il lancio dell'offerta.
Le surreali e folli rapine del Professore dell'amatissima serie spagnola La Casa di Carta. Ma anche l'italianissima teen-soap fresca di stagione Summertime, ambientata nell'agognato (dopo mesi di clausura) mare della riviera adriatica. 0 la complessa vita della regina Elisabetta di The Crown. Ma anche i film di grande richiamo come The Irishman di Scorsese. 0 le prime visioni di cinema come Il giorno più bello del mondo e L'immortale e le serie esclusive come The Handmaid's Tale e Killing Eve. Insomma le migliori produzioni di Netflix insieme a quelle di TIMvision. La più grande tv di streaming rafforza la partnership con la tv del gestore telefonico per offrire contenuti premium aggregati in un'unica piattaforma. L'annuncio di ieri fa seguito all'accordo già siglato a novembre e sarà operativo dal 27 maggio. Si chiama «Mondo Netffix» e offre i cataloghi completi di TIMvision Plus e Netflix (piano standard per la visione in HD su due schermi in contemporanea) ad un prezzo di lancio di 12,99 euro al mese (anziché 19,99) senza vincoli di durata. E compreso anche il decoder TIMvision Box che permette l'accesso dalla tv di casa con un'interfaccia unica. E sarà fruibile anche in mobilità su tutti i device della famiglia, accedendo dalle rispettive applicazioni. Andrea Fabiano, responsabile multimedia di TIM, spiega l'operazione: «Questa nuova partnership conferma la strategia di TIMvision come principale aggregatore televisivo del mercato italiano grazie a una semplice ed innovativa esperienza di visione. Queste iniziative rispondono alla nostra mission di abbinare connettività fissa-mobile e contenuti, sviluppando una convergenza virtuosa: ai consumatori suggeriamo il meglio dell'intrattenimento su scala globale e a partner di eccellenza di estendere potenzialmente il bacino degli spettatori». Roberto Porras, Business Development Director per Italia e Spagna di Netflix, dà la lettura dalle parte del colosso americano: «Grazie a questa partnership, accedere all'esperienza Netflix completa sarà ancora più facile e, grazie all'interfaccia del TIMvision Box, scoprire la varietà delle nostre produzioni originali e dei nostri contenuti esclusivi - serie, film, documentari, programmi per bambini, stand up comedies e molto altro - sarà ancora più immediato». La partnership con Netflix si affianca a quella già siglata con Disney che ha già registrato un consistente numero di attivazioni in coincidenza con il lancio dell'offerta.
mercoledì 1 gennaio 2020
martedì 11 giugno 2019
NEWS - Spielberg is back! Il regista torna a fare sul serial con un telefilm horror "rivoluzionario" che si potrà vedere solo di notte
News tratta da "Uproxxx"
It’s been ages since Steven Spielberg dabbled in horror — unless you found The Post’s depiction of a president trying to silence the press scary — so here’s some good news: The creator of Jaws is working on a revolutionary horror series. The twist: You can only watch it at night. Some explanation: Variety reports that the legendary filmmaker is at work on a “super scary story,” as he put it, for Quibi, the forthcoming mobile-focused streaming service being co-launched by his frequent business partner Jeffrey Katzenberg. Like Netflix’s The Haunting of Hill House, it will be one story divided into chapters, of which Spielberg, Katzenberg says, has already written five or six. One thing that’s exciting is this: Spielberg hasn’t actually written a screenplay — or at least received a screenplay credit — since the original Poltergeist, back in 1982. He mostly tasks others to write the script, such as Tony Kushner, his writer on Munich, Lincoln, and their upcoming West Side Story remake. Indeed, the only time he’s been a writer-director, handling both by himself, is 1977’s Close Encounters of the Third Kind. The other exciting thing is this: Spielberg has requested that they put in place technology that only allows viewers to watch it at night. Phones already know where you are at any given moment, so it follows that phones could also know if it’s light or dark out. Only when it’s the latter will the show work. As per Variety:
News tratta da "Uproxxx"
It’s been ages since Steven Spielberg dabbled in horror — unless you found The Post’s depiction of a president trying to silence the press scary — so here’s some good news: The creator of Jaws is working on a revolutionary horror series. The twist: You can only watch it at night. Some explanation: Variety reports that the legendary filmmaker is at work on a “super scary story,” as he put it, for Quibi, the forthcoming mobile-focused streaming service being co-launched by his frequent business partner Jeffrey Katzenberg. Like Netflix’s The Haunting of Hill House, it will be one story divided into chapters, of which Spielberg, Katzenberg says, has already written five or six. One thing that’s exciting is this: Spielberg hasn’t actually written a screenplay — or at least received a screenplay credit — since the original Poltergeist, back in 1982. He mostly tasks others to write the script, such as Tony Kushner, his writer on Munich, Lincoln, and their upcoming West Side Story remake. Indeed, the only time he’s been a writer-director, handling both by himself, is 1977’s Close Encounters of the Third Kind. The other exciting thing is this: Spielberg has requested that they put in place technology that only allows viewers to watch it at night. Phones already know where you are at any given moment, so it follows that phones could also know if it’s light or dark out. Only when it’s the latter will the show work. As per Variety:
A clock will appear on phones, ticking down until sun sets in wherever that user is, until the sun sets. Then the clock starts ticking again to when the sun comes back up — and the show will disappear until the next night.
Quibi, which is set to launch in April of next year, is being touted as yet another streaming giant angling for your time and money. Part of their lure will be shows that are, Variety reports, of the House of Cards/Handmaid’s Tale variety, as well as shorter “content.” They’re aiming to drop 125 pieces of content a week, or 7,000 in the first year. Already tasked to produce work for them are Guillermo del Toro, Steven Soderbergh, Sam Raimi, Anna Kendrick, and Laurence Fishburne, and that’s on top of the guy who made 1941.
giovedì 18 aprile 2019
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
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venerdì 28 settembre 2018
NEWS - TimVision, con "L'amica geniale" apre alle serie tv autoprodotte dopo gli acquisti deluxe di "The Handmaid's Tale" e "Killing Eve"
Articolo tratto da "Affari&Finanza"
TIMVISION è una delle principali piattaforme di streaming del panorama italiano e offre serie tv in anteprima esclusiva, grandi successi cinematografici, film inediti, cartoni animati, grandi eventi sportivi, documentari, programmi di intrattenimento e news anche grazie ad importanti accordi siglati, tra i più recenti quelli con Vision Distribution, Mediaset, Warner Bros. e Eurosport. Punta a dare la migliore user experience con la migliore offerta di connettività fissa e mobile: l'obiettivo è quello di unire con una unica soluzione connettività e contenuti. Oggi alla base di qualsiasi servizio, in mobilità o a casa, è la disponibilità di una connessione veloce e stabile. E Tim punta a offrire qualità di infrastruttura sempre più orientata alla fruizione dei servizi, un percorso che registra oggi oltre 1,6 milioni di clienti Timvision e che consente alla piattaforma on demand di posizionarsi al centro della rivoluzione digitale promessa al mercato dal piano strategico DigiTIM. Inoltre, per vivere un'esperienza ancora più completa, con il decoder TIM Box e le sue funzionalità rinnovate è possibile l'accesso rapido ai canali, riprendere la visione dall'inizio del programma o rivederlo quando si vuole. Per quanto riguarda lo sport, comprende i grandi appuntamenti sportivi grazie alla partnership con Eurosport per seguire i principal' eventi italiani e internazionali. Dopo gli US Open dello scorso agosto, si prosegue in ottobre con il campionato Serie A di basket, la Coppa del Mondo di sci alpino a Sölden e le classiche di fine stagione del ciclismo. Anche il grande caldo della Serie A TIM è protagonista: per i clienti è infatti disponibile direttamente sul decoder l'app Dazn. Da più di un anno, inoltre, Timvision è impegnata nella realizzazione di progetti di produzione e coproduzione di film e serie TV, in collaborazione con i principali player del mercato nazionale ed internazionale e la stagione autunnale si avvia con molti titoli attesi che rafforzano l'offerta streaming. In questo percorso di crescita si è inserita a 'Venezia 75' con "L'amica geniale", uno dei progetti più attesi della prossima stagione televisiva, tratto dal primo libro della quadrilogia di Elena Ferrante, best seller nel mondo ed edito in Italia da Edizioni E/O. Sono state presentate al festival le prime due puntate della serie diretta da Saverio Costanzo. La serie andrà in onda in autunno nello stesso giorno e nella stessa fascia oraria su Timvision e Rai 1. Timvision punta alla pluralità dei modi di fruizione e nella differenziazione dei pubblici a cui si rivolge con stone sempre diverse ma ognuna con una sua natura innovativa, confermando il proprio impegno produttivo nel valorizzare la creatività italiana e i giovani talenti ma con attenzione anche ai grandi successi internazionali. Ne sono un esempio le esclusive in Italia di "The Handmaid's Tale", "Killing Eve" e "The Good Fight", le serie tv più importanti nel panorama mondiale. A questi titoli si affiancano produzioni di grande successo come "SKAM Italia", coprodotto con Cross Productions perla regia di Ludovico Bessegato. La prima stagione ha raccolto un incredibile successo di pubblico e critica in tutto il mondo, fino a trasformarsi in un vero e proprio fenomeno internazionale testimoniato dalle oltre 8 milioni di views sui social e da un pubblico estremamente giovane - il 65% dell'audience ha meno di 20 anni. Sempre per il pubblico dei giovanissimi ha prodotto la docuserie "Dark Polo Gang - La serie", sul gruppo musicale omonimo, una band che è un vero e proprio fenomeno di popolarità tra i teen, coprodotta con Oplon Film in associazione con Ring Film, e diretta da Tommaso Bertani e Carlo Salsa. "TIM prosegue con determinazione nel percorso di arricchimento dell'offerta di Timvision, puntando su prodotti esclusivi che derivano dalle nostre produzioni o da accordi con i più importanti player del mercato. La nostra offerta è già apprezzata da oltre 1,6 milioni di clienti e stiamo puntando molto sulle nuove produzioni e acquisizioni nazionali ed internazionali. II decoder TIM Box è una finestra aperta che propone le offerte di più player anziché un unico pacchetto di un solo broadcaster" sottolinea Daniela Biscarini, Responsabile Multimedia Entertainment e Consumer Digital Services di TIM.
Articolo tratto da "Affari&Finanza"
TIMVISION è una delle principali piattaforme di streaming del panorama italiano e offre serie tv in anteprima esclusiva, grandi successi cinematografici, film inediti, cartoni animati, grandi eventi sportivi, documentari, programmi di intrattenimento e news anche grazie ad importanti accordi siglati, tra i più recenti quelli con Vision Distribution, Mediaset, Warner Bros. e Eurosport. Punta a dare la migliore user experience con la migliore offerta di connettività fissa e mobile: l'obiettivo è quello di unire con una unica soluzione connettività e contenuti. Oggi alla base di qualsiasi servizio, in mobilità o a casa, è la disponibilità di una connessione veloce e stabile. E Tim punta a offrire qualità di infrastruttura sempre più orientata alla fruizione dei servizi, un percorso che registra oggi oltre 1,6 milioni di clienti Timvision e che consente alla piattaforma on demand di posizionarsi al centro della rivoluzione digitale promessa al mercato dal piano strategico DigiTIM. Inoltre, per vivere un'esperienza ancora più completa, con il decoder TIM Box e le sue funzionalità rinnovate è possibile l'accesso rapido ai canali, riprendere la visione dall'inizio del programma o rivederlo quando si vuole. Per quanto riguarda lo sport, comprende i grandi appuntamenti sportivi grazie alla partnership con Eurosport per seguire i principal' eventi italiani e internazionali. Dopo gli US Open dello scorso agosto, si prosegue in ottobre con il campionato Serie A di basket, la Coppa del Mondo di sci alpino a Sölden e le classiche di fine stagione del ciclismo. Anche il grande caldo della Serie A TIM è protagonista: per i clienti è infatti disponibile direttamente sul decoder l'app Dazn. Da più di un anno, inoltre, Timvision è impegnata nella realizzazione di progetti di produzione e coproduzione di film e serie TV, in collaborazione con i principali player del mercato nazionale ed internazionale e la stagione autunnale si avvia con molti titoli attesi che rafforzano l'offerta streaming. In questo percorso di crescita si è inserita a 'Venezia 75' con "L'amica geniale", uno dei progetti più attesi della prossima stagione televisiva, tratto dal primo libro della quadrilogia di Elena Ferrante, best seller nel mondo ed edito in Italia da Edizioni E/O. Sono state presentate al festival le prime due puntate della serie diretta da Saverio Costanzo. La serie andrà in onda in autunno nello stesso giorno e nella stessa fascia oraria su Timvision e Rai 1. Timvision punta alla pluralità dei modi di fruizione e nella differenziazione dei pubblici a cui si rivolge con stone sempre diverse ma ognuna con una sua natura innovativa, confermando il proprio impegno produttivo nel valorizzare la creatività italiana e i giovani talenti ma con attenzione anche ai grandi successi internazionali. Ne sono un esempio le esclusive in Italia di "The Handmaid's Tale", "Killing Eve" e "The Good Fight", le serie tv più importanti nel panorama mondiale. A questi titoli si affiancano produzioni di grande successo come "SKAM Italia", coprodotto con Cross Productions perla regia di Ludovico Bessegato. La prima stagione ha raccolto un incredibile successo di pubblico e critica in tutto il mondo, fino a trasformarsi in un vero e proprio fenomeno internazionale testimoniato dalle oltre 8 milioni di views sui social e da un pubblico estremamente giovane - il 65% dell'audience ha meno di 20 anni. Sempre per il pubblico dei giovanissimi ha prodotto la docuserie "Dark Polo Gang - La serie", sul gruppo musicale omonimo, una band che è un vero e proprio fenomeno di popolarità tra i teen, coprodotta con Oplon Film in associazione con Ring Film, e diretta da Tommaso Bertani e Carlo Salsa. "TIM prosegue con determinazione nel percorso di arricchimento dell'offerta di Timvision, puntando su prodotti esclusivi che derivano dalle nostre produzioni o da accordi con i più importanti player del mercato. La nostra offerta è già apprezzata da oltre 1,6 milioni di clienti e stiamo puntando molto sulle nuove produzioni e acquisizioni nazionali ed internazionali. II decoder TIM Box è una finestra aperta che propone le offerte di più player anziché un unico pacchetto di un solo broadcaster" sottolinea Daniela Biscarini, Responsabile Multimedia Entertainment e Consumer Digital Services di TIM.
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martedì 31 luglio 2018
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
LA STAMPA
"Killing Eve", partita a scacchi tra le ossessioni femminili
"Killing Eve è una storia di ossessioni. Da una parte c'è Eve Polastri, agente dell'MIS, esperta di assassine; e all'altra c'è Villanelle, incontrollabile (per gli altri), sociopatica, sopra le righe. Una è interpretata da Sandra Oh (l'ex Cristina Yang di Grey's Anatomy), così brava da ricevere una nomination come miglior attrice in una serie drammatica agli Emmy Awards 2018, la prima volta in assoluto per un'asiatica. L'altra è Jodie Comer, venticinquenne inglese. Killing Eve è scritta da Phoebe Waller-Bridge, già autrice e protagonista di Fleabag, ed è basata sulla serie di romanzi Codename Villanelle di Luke Jennings. La notizia è che prossimamente, in autunno, arriverà anche qui in Italia, disponibile sulla piattaforma TimVision, che ha distribuito anche un altro successo e super favorito degli Emmy Awards, The Handmaid's Tale (di cui da poco s'è conclusa la seconda stagione). Killing Eve non è una semplice spy story, o un banalissimo thriller televisivo dai risvolti gialli. In questa serie, c'è tutta la complicatezza di due personaggi straordinari, appassionati e costruiti con attenzione e profondità. Mai banali ma rappresentati in un'intrigante spy story di ossessioni al femminile scrittura e dalle due attrici - nel migliore dei modi. Eve e Villanelle sviluppano una relazione morbosa, fatta di continui tira-e-molla. Una dipende dall'altra e viceversa. Si cercano, si inseguono e si desiderano. Finiscono per conoscersi, prima da lontano, poi sempre più vicino, e per rispettarsi. E un gioco rischioso, senza scrupoli, cerebrale. L'agente che cerca l'assassino, che si lascia incuriosire, che si appassiona e che alla fine, contro tutto e tutti, decide di andarlo a cercare e di confessarsi. Eve e Villanelle cambiano: ognuna a modo suo si trasforma dopo aver conosciuto l'altra, matura; vede qualcosa di cui, fino a poco prima, non sapeva niente. In otto episodi le due attraversano le mille sfumature del loro carattere e tutte le loro convinzioni; si abbandonano alle loro ossessioni e ne diventano quasi schiave. Paradossalmente, sono l'una la salvezza dell'altra". (Gianmaria Tammaro)
LA STAMPA
"Killing Eve", partita a scacchi tra le ossessioni femminili
"Killing Eve è una storia di ossessioni. Da una parte c'è Eve Polastri, agente dell'MIS, esperta di assassine; e all'altra c'è Villanelle, incontrollabile (per gli altri), sociopatica, sopra le righe. Una è interpretata da Sandra Oh (l'ex Cristina Yang di Grey's Anatomy), così brava da ricevere una nomination come miglior attrice in una serie drammatica agli Emmy Awards 2018, la prima volta in assoluto per un'asiatica. L'altra è Jodie Comer, venticinquenne inglese. Killing Eve è scritta da Phoebe Waller-Bridge, già autrice e protagonista di Fleabag, ed è basata sulla serie di romanzi Codename Villanelle di Luke Jennings. La notizia è che prossimamente, in autunno, arriverà anche qui in Italia, disponibile sulla piattaforma TimVision, che ha distribuito anche un altro successo e super favorito degli Emmy Awards, The Handmaid's Tale (di cui da poco s'è conclusa la seconda stagione). Killing Eve non è una semplice spy story, o un banalissimo thriller televisivo dai risvolti gialli. In questa serie, c'è tutta la complicatezza di due personaggi straordinari, appassionati e costruiti con attenzione e profondità. Mai banali ma rappresentati in un'intrigante spy story di ossessioni al femminile scrittura e dalle due attrici - nel migliore dei modi. Eve e Villanelle sviluppano una relazione morbosa, fatta di continui tira-e-molla. Una dipende dall'altra e viceversa. Si cercano, si inseguono e si desiderano. Finiscono per conoscersi, prima da lontano, poi sempre più vicino, e per rispettarsi. E un gioco rischioso, senza scrupoli, cerebrale. L'agente che cerca l'assassino, che si lascia incuriosire, che si appassiona e che alla fine, contro tutto e tutti, decide di andarlo a cercare e di confessarsi. Eve e Villanelle cambiano: ognuna a modo suo si trasforma dopo aver conosciuto l'altra, matura; vede qualcosa di cui, fino a poco prima, non sapeva niente. In otto episodi le due attraversano le mille sfumature del loro carattere e tutte le loro convinzioni; si abbandonano alle loro ossessioni e ne diventano quasi schiave. Paradossalmente, sono l'una la salvezza dell'altra". (Gianmaria Tammaro)
martedì 29 maggio 2018
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venerdì 4 maggio 2018
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
LA STAMPA
In "The Handmaid's Tale" una tragedia che colpisce tutti
"II fatto che spesso le serie tv migliori siano drammi non è casuale. C'è qualcosa di appagante nel raccontare il peggio. Dal punto di vista della scrittura, qualcosa di più semplice. Le commedie sono difficili. Far ridere, soprattutto, è difficile. Le tragedie sono lineari. C'è un inizio, c'è uno svolgimento e c'è una fine. Tra questi tre punti possono accadere mille altre, ma sappiamo già quello che succederà dopo una certa scena o una particolare battuta. In televisione c'è chi riesce a dare vita a un mondo alternativo e disturbante che mette a nudo quello che siamo e che nel profondo abbiamo sempre saputo di essere. Con la seconda stagione di The Handmaid's Tale, disponibile ogni giovedì su TimVision con un nuovo episodio, la tragedia diventa estenuante, terribile; a tratti quasi insopportabile. La distopia di un futuro prossimo schiaccia ogni cosa. Le donne sono oggetti: isolate, accondiscendenti, schiavizzate. In nome della sopravvivenza, non c'è più nessuna libertà. Si subisce. E la speranza, che pure c'è, appare come una luce soffusa alla fine di un tunnel che sembra essere infinito. Tra la prima e la seconda stagione di The Handmaid's Tale, le differenze ci sono. C'è stato un passaggio. Tra prima e dopo, fondamentalmente. E i personaggi - a partire dalla protagonista, interpretata da Elisabeth Moss - sono cambiati. Tema: come le persone, messe davanti all'orrore, reagiscono. C'è un'ambientazione più grande, inedita e diversa. II libro di Margaret Atwood, a cui la serie tv si rifà, rimane alla base di ogni cosa: è il centro nodale del racconto. Ma in nome della tragedia la scrittura e la regia si prendo- no qualche libertà. L'obiettivo è sempre quello: il dramma. Prendere una cosa, un'idea condivisa e accettata, e stravolgerla. Portare all'estremo, a volte anche oltre, una situazione. Giocare con le paure, aizzarle contro lo spettatore. Raccontare una storia possibile, magari impensabile, e cercare un equilibrio tra due estremi. Una terza via, ecco. The Handmaid's Tale è fisico, brutale, assolutamente sconvolgente in alcuni momenti. Non è più solo la storia di una donna che soffre; è una narrazione corale e più ampia di qualcosa che riguarda tutti, della voglia di essere liberi piuttosto che della libertà in sé. E non è un caso che Hulu, la piattaforma streaming dietro questa serie, abbia deciso di rinnovarla per una terza stagione: c'è tanto materiale, qui, e tante cose da dire". (Gianmaria Tammaro)
LA STAMPA
In "The Handmaid's Tale" una tragedia che colpisce tutti
"II fatto che spesso le serie tv migliori siano drammi non è casuale. C'è qualcosa di appagante nel raccontare il peggio. Dal punto di vista della scrittura, qualcosa di più semplice. Le commedie sono difficili. Far ridere, soprattutto, è difficile. Le tragedie sono lineari. C'è un inizio, c'è uno svolgimento e c'è una fine. Tra questi tre punti possono accadere mille altre, ma sappiamo già quello che succederà dopo una certa scena o una particolare battuta. In televisione c'è chi riesce a dare vita a un mondo alternativo e disturbante che mette a nudo quello che siamo e che nel profondo abbiamo sempre saputo di essere. Con la seconda stagione di The Handmaid's Tale, disponibile ogni giovedì su TimVision con un nuovo episodio, la tragedia diventa estenuante, terribile; a tratti quasi insopportabile. La distopia di un futuro prossimo schiaccia ogni cosa. Le donne sono oggetti: isolate, accondiscendenti, schiavizzate. In nome della sopravvivenza, non c'è più nessuna libertà. Si subisce. E la speranza, che pure c'è, appare come una luce soffusa alla fine di un tunnel che sembra essere infinito. Tra la prima e la seconda stagione di The Handmaid's Tale, le differenze ci sono. C'è stato un passaggio. Tra prima e dopo, fondamentalmente. E i personaggi - a partire dalla protagonista, interpretata da Elisabeth Moss - sono cambiati. Tema: come le persone, messe davanti all'orrore, reagiscono. C'è un'ambientazione più grande, inedita e diversa. II libro di Margaret Atwood, a cui la serie tv si rifà, rimane alla base di ogni cosa: è il centro nodale del racconto. Ma in nome della tragedia la scrittura e la regia si prendo- no qualche libertà. L'obiettivo è sempre quello: il dramma. Prendere una cosa, un'idea condivisa e accettata, e stravolgerla. Portare all'estremo, a volte anche oltre, una situazione. Giocare con le paure, aizzarle contro lo spettatore. Raccontare una storia possibile, magari impensabile, e cercare un equilibrio tra due estremi. Una terza via, ecco. The Handmaid's Tale è fisico, brutale, assolutamente sconvolgente in alcuni momenti. Non è più solo la storia di una donna che soffre; è una narrazione corale e più ampia di qualcosa che riguarda tutti, della voglia di essere liberi piuttosto che della libertà in sé. E non è un caso che Hulu, la piattaforma streaming dietro questa serie, abbia deciso di rinnovarla per una terza stagione: c'è tanto materiale, qui, e tante cose da dire". (Gianmaria Tammaro)
lunedì 30 aprile 2018
IL FOGLIO
Se quella serie ritrovata di Fassbinder ricorda "Westworld" e "The Handmaid's Tale"
"Viene voglia di porre un argine ai drammi che stanno per abbattersi sullo spettatore seriale. Questa settimana su Hbo - per noi su Sky Atlantic, in contemporanea o in leggera differita, doppiati o sottotitolati, così si conquista il pubblico abituato al fai da te - è cominciata la seconda stagione di "Westworld", showrunner Jonathan Nolan e Lisa Joy. Ambientazione: un parco giochi per adulti, popolato di androidi da violentare e uccidere. Sennonché gli androidi son sempre a rischio di coscienza, o di qualcosa che alla coscienza somiglia (seguono complicazioni). Questa settimana su Hulu - per noi su TimVision, a 24 ore di distanza dalla messa in onda americana - comincia la seconda stagione di "The Handmaid's Tale", showrunner Bruce Miller. Ambientazione: Gilead, il regime teocratico dove non nascono quasi più bambini, e le poche donne fertili sono schiave e ridotte a fattrici. La stagione non era prevista nel romanzo di Margaret Atwood Il racconto dell'ancella, ma la scrittrice ha supervisionato gli orrori, ora estesi alle colonie. Sono state consultate l'Onu e le organizzazioni umanitarie, per evitare che una serie femminista scivolasse nel torture porn. Pare strano imbattersi, cercando un raggio di sole e un filo di speranza, in una serie girata da Rainer Werner Fassbinder per la Wdr, WestDeutscherRundschau. Il regista aveva appena girato "Le lacrime amare di Petra von Kant": la più amara delle storie lesbiche che sia mai capitato di vedere. Nulla lasciava immaginare una serie familiare e tutto sommato tranquilla come "Acht Stunden sind kein Tag", "Otto ore non fanno un giorno". Girato nel 1972, fu un grande successo popolare. Ma a differenza di "Berlin Alexanderplatz" - altre 14 puntate per la televisione dal romanzo di Alfred Döblin - usci presto dal radar dei critici. Restaurata, la serie si trova in Dvd. Le famiglie raccontate da Rainer Werner Fassbinder sono solitamente un nido di vipere. In "Martha" un marito salta addosso alla moglie che si è appena scottata al sole. In "Il diritto del più forte" l'amore con un giostraio finisce quando il giostraio portato in società non sa da come cavarsela con i cannoncini alla crema (abbiamo scelto apposta le torture più Tight). La famiglia di Colonia fa eccezione. Ci sarebbero gli estremi per un dramma, ma la sceneggiatura vira subito verso la commedia. L'operaio specializzato Jochen corteggia e poi sposa Marion, la segretaria con i ricciolini biondi (lavora in un giornale, quando ancora i piccoli annunci venivano telefonati e battuti a macchina). I mobili di casa, le tende, i completi con i pantaloni appena un po' svasati, oggi fanno l'effetto di un film in costume: sessant'anni sono più che sufficienti per finire in un museo del modernariato. La più simpatica è la nonna, che porta i cappellini a fiori e rimorchia ai giardinetti. La sorella di Jochen ha sposato un uomo ricco che la tratta male, ma anche qui la situazione non precipita. Troverà un altro che la merita e la farà felice. Dopo "Otto ore non sono un giorno", l'infaticabile Fassbinder- una quarantina tra film, testi teatrali, progetti per la tv in appena 37 anni di vita, è morto nel 1982 - girö il fantascientifico "Welt am Draht". Tratto da un romanzo del 1964 intitolato "Simulacron 3", "L'uomo sul filo" racconta un mondo virtuale fabbricato al computer. Gli abitanti non sanno di esserlo, naturalmente. Visto oggi, oltre a qualche ridimentale somiglianza con "Westworld", si godono gli ambienti. Dovrebbero essere futuri, e restano fatalmente anni 70". (Mariarosa Mancuso)
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domenica 22 aprile 2018
giovedì 8 marzo 2018
GOSSIP - Yvonne, c'est bonne! La Strahovski da "Chuck" a "The Handmaid's Tale" con molta...fashion
Yvonne Strahovski strikes a stunning pose on the cover of FASHION Magazine‘s April 2018 issue, set to hit Canadian newsstands on March 12 and select Barnes & Noble stores in the U.S. on March 20.
Here’s what the 35-year-old The Handmaid’s Tale actress had to share with the mag:
On how today’s feminist movement and speaking out is key in surviving the business: “I think I have a pretty good handle on how to survive in this business, so much of it comes down to just being myself. It reminds me of the feminist movement that’s happening right now. It’s about being able to tell your stories and not having to be prim and proper. And it’s probably also because I’m getting older.”
On being “pigeonholed” into typecast roles: “People take one look at you and they put you in a box, whatever your race, culture, look, height, size—all of it. I think my pigeonhole was also specific. When you’re running around with guns, playing a CIA agent, it can be hard to break out of that.”
On connecting to The Handmaid’s Tale’s villain, Serena Joy: “She’s so harsh, but at the same time I want to find the humanity in her. She’s so unrelatable, but I try to make her relatable through what she’s going through emotionally, even though I feel like she resents her own emotions.”
“I had to strip away all the judgments people place on Serena, because she is basically a nasty, awful bitch, I thought about how she was betrayed by her husband. I also thought about how she had had a voice in constructing this society and how her intentions came from a pure place. She was trying to inspire women to go back to their biological destiny to produce babies in this time of dire need. But along the way, she lost her voice, and she lost a lot of her own rights, so there’s this emotional space that she’s in, where she’s lonely and bitter, knowing that she put herself in this spot. But she has to play along. It’s hard because my heart breaks often on the show for what is happening to someone else.”
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sabato 27 gennaio 2018
Scenari TV 2018:
— TelefilmCult (@TelefilmCult) 22 gennaio 2018
- @Disney pigliatutto (#SKy, #Fox, @hulu, @marvel)
- @Apple controbatte: mira a @netflix
- #Mediaset+@vivendi: o accordo o restano al palo
- #Rai: privatizzazione, ora o mai più
- fanta-tv: e se @amazon e @netflix si unissero?https://t.co/L5cAhuNOzD @LeoDamerini
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lunedì 15 gennaio 2018
NEWS - Tv, nel 2018 boom di coalizioni di network: chi non si allea è perduto. Tra Disney e Apple l'incognita Mediaset+Vivendi, tutti a insidiare o a corteggiare Netflix e Amazon. Leggi QUI
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lunedì 8 gennaio 2018
NEWS - I 3 motivi per cui Netflix ha chiuso un 2017 da record e l'attende un 2018 di difficili conferme. Leggi QUI.
martedì 19 settembre 2017
NEWS - Dopo la pioggia di Emmys "Big Little Lies" verso il rinnovo per la 2° stagione!
News tratta da "Decider"
News tratta da "Decider"
At last night’s Emmy Awards, the biggest red carpet question wasn’t “What are you wearing?,” but “Will there be a second season of Big Little Lies?” The HBO limited series took home eight total awards, including wins for Best Actress and Supporting Actress in a Limited Series or Movie and Best Limited Series. The show’s success made a huge statement about what kind of shows viewers want, and the hardware Big Little Lies took home — plus the success of shows like The Handmaid’s Tale and Atlanta — provided executives with tangible proof that investing in diversity is worth it. While the status of Big Little Lies‘ second season has been iffy since the finale in early April, the series’ success last night undoubtedly pushed forward the momentum for another installment. Both before and after the ceremony, BLL actors and producers commented on talks for a second season, and it’s clear that some big things have changed. The largest indicator that BLL will return comes from director Jean-Marc Vallée‘s complete reversal on the topic. Back in April, the Emmy winning director was as clear as possible in an interview with Vulture about the limited series remaining, well, a limited series:
This is the perfect ending. There is no way; there’s no reason to make a season two. That was meant to be a one-time deal, and it’s finishing in a way where it’s for the audience to imagine what can happen. If we do a season two, we’ll break that beautiful thing and spoil it.
However, backstage after the show took home Best Limited Series honors, Vallée changed tact: “It’d be great to reunite the team and to do it… We’ll see.” It’s amazing what eight Emmy Awards can do. Also backstage was author Liane Moriarty, who has been tasked with writing continuing story lines for these characters by HBO Programming President Casey Bloys. When asked whether she’s committed to doing so, Moriarty replied, “I’m thinking about it. It’s a beautiful possibility. That’s all I’ll say.” The general consensus among producers and stars Reese Witherspoon and Nicole Kidman is that they’re “thinking about it, talking about it, discussing it, but nothing definitive yet.” Yes, nothing is definitive, but if every actor is excited to continue pursuing these characters, the network has commissioned the original author to write additional story lines, and the director is on board with creating another season, it seems like all signs point to yes for Big Little Lies season two. All this is not to say that doing another season of BLL is a good thing (I definitely think it’s a no good, very bad idea, and so does Joe Reid). But from a money and awards perspective, it seems like a slam dunk. Our bet is that HBO will go where the money is, and assuming that they’re able to coordinate the very busy schedules of Reese, Nicole, Laura, and co., we’ll be seeing the lovely ladies of Monterey back on our screens in no time.
venerdì 21 luglio 2017
GOSSIP - Queen Elisabeth! La Moss in corsa con 8 Emmy Awards conquista la cover di "THR" e chiosa: "'The Handmaid's Tale' non è una storia femminista!" (toglietele almeno 5 nomination allora...!)
Elisabeth Moss takes the cover of THR‘s latest issue looking so summer chic. Here’s what the 34-year-old Handmaid’s Tale star had to share with the mag:
On being attacked for saying Handmaid’s Tale is “not a feminist story”: “I was asked a question about my character, and I was thinking about my character and about the TV show not that I was speaking for feminists.”
On women’s rights: “I’m such a staunch believer in women’s rights, I don’t really give a shit about anybody who isn’t. It’s like, I don’t need them to watch the show. At a certain point, things are more important than your job.”
On her Emmy nominations: “It’s lucky number eight…But if you’ve been nominated seven times and lost seven times, you learn to be pretty excited about being nominated. You feel this sense of, ‘Well, at least I seem to be doing well consistently.’”
For more from Elisabeth, visit HollywoodReporter.com.
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