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giovedì 8 luglio 2010

NEWS - Evviva! Le nominations ai prossimi Emmy Awards: valanga di candidature per "Glee" e "The Pacific" (meritate), nonchè "Lost" (dovute, più che meritate: basti vedere l'incredibile nomination per Matthew Fox...). Telefilm Cult fa le sue scelte...e voi?
Come ogni anno, anche il 2010 ha le sue belle nominations per i prossimi Emmy Awards. Eccole in sequenza, in rosso le scelte di Telefilm Cult. E le vostre?...

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
Lost
Breaking Bad
Dexter
Mad Men
True Blood
The Good Wife

ATTRICE PROTAGONISTA (DRAMA)
Julianna Margulies (The Good Wife)
Mariska Hargitay (Special Victims Unit)
Glenn Close (Damages)
Kyra Sedgwick (The Closer)
January Jones (Mad Men)
Connie Britton (Friday Night Lights)

ATTORE PROTAGONISTA (DRAMA)
Jon Hamm (Mad Men)
Kyle Chandler (Friday Night Lights)
Bryan Cranston (Breaking Bad)
Hugh Laurie (House M.D.)
Michael C. Hall (Dexter)
Matthew Fox (Lost)

ATTORE NON PROTAGONISTA (DRAMA)
John Slattery (Mad Men)
Aaron Paul (Breaking Bad)
Martin Short (Damages)
Terry O’ Quinn (Lost)
Michael Emerson (Lost)
Andre Braugher (Men of a Certain Age)

ATTRICE NON PROTAGONISTA (DRAMA)
Sharon Gless (Burn Notice)
Christine Baranski (The Good Wife)
Christina Hendricks (Mad Men)
Rose Byrne (Damages)
Archie Panjabi (The Good Wife)
Elisabeth Moss (Mad Men)

GUEST STAR MASCHILE (DRAMA)
Beau Bridges (The Closer)
Ted Danson (Damages)
John Lithgow (Dexter)
Alan Cumming ( The Good Wife)
Dylan Baker (The Good Wife)
Robert Morse (Mad Men)
Gregory Itzin (24)

GUEST STAR FEMMINILE (DRAMA)
Mary Kay Place (Big Love)
Sissy Spacek (Big Love)
Shirley Jones (The Cleaner)
Lily Tomlin (Damages)
Ann-Margret (Law & Order: Special Victims Unit)
Elizabeth Mitchell (Lost)

MIGLIOR SERIE COMMEDIA
Glee
Modern Family
Curb Your Enthusiasm
Nurse Jackie
30 Rock
The Office

ATTRICE PROTAGONISTA (COMEDY)
Lea Michele (Glee)
Tina Fey (30 Rock)
Toni Collette (The United States of Tara)
Julia Louis-Dreyfus (The New Adventures of Old Christine)
Edie Falco (Nurse Jackie)
Amy Poehler (Parks and Recreation)

ATTORE PROTAGONISTA (COMEDY)
Larry David (Curb Your Enthusiasm)
Alec Baldwin (30 Rock)
Matthew Morrison (Glee)
Steve Carell (The Office)
Jim Parsons (The Big Bang Theory)
Tony Shalhoub (Monk)

ATTORE NON PROTAGONISTA (COMEDY)
Chris Colfer (Glee)
Neil Patrick Harris (How I Met Your Mother)
Jesse Tyler Ferguson (Modern Family)
Jon Cryer (Two and A Half Men)
Eric Stonestreet (Modern Family)
Ty Burrell (Modern Family)

ATTRICE NON PROTAGONISTA (COMEDY)
Jane Lynch (Glee)
Kristen Wiig (Saturday Night Live)
Jane Krakowski (30 Rock)
Julie Bowen (Modern Family)
Sofia Vergara (Modern Family)
Holland Taylor (Two and A Half Men)

GUEST STAR MASCHILE (COMEDY)
Mike O’Malley (Glee)
Neil Patrick Harris (Glee)
Fred Willard (Modern Family)
Eli Wallach (Nurse Jackie)
Jon Hamm (30 Rock)
Will Arnett (30 Rock)

GUEST STAR FEMMINILE (COMEDY)
Christine Baranski (The Big Bang Theory)
Kathryn Joosten (Desperate Housewives)
Kristin Chenoweth (Glee)
Tina Fey (Saturday Night Live)
Betty White (Saturday Night Live)
Elaine Stritch (30 Rock)
Jane Lynch (Two and a Half Men)
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

ADN KRONOS
“Lost”, il successo dell’aggregazione via internet

“Certi fenomeni di consacrazione come ‘Lost’ nascono da una forte partecipazione, intesa non come quantita' di persone ma aggregazione di 'tutti quelli che’...Successo dovuto all'aggregazione di tutti quelli che lo seguono, alla coralita' di persone che si incontrano in rete. Perche' e' la rete che contribuisce al 'culto', nel senso che internet consente una forte relazione tra i fan, permettendo loro una costante conversazione e uno scambio di idee. Anni fa la serialita' era gia' da se' un elemento di affezione, assieme alla durata e ai personaggi, con un pubblico affettivamente presente e desideroso di rinnovare il piacere della visione, ma oggi si e' moltiplicato l'effetto per la crossmedialita' di un prodotto che ha altre diramazioni: dalla tv al web fino ai telefonini”.
(Alberto Abruzzese, docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi allo Iulm di Milano, 24.05.2010)

ADN KRONOS
“Lost” e la voglia di conoscere il destino
"L'interesse suscitato dall'ultima puntata di ‘Lost’ e' un interesse che governa gli essere umani dalla notte dei tempi; ovvero cercare disperatamente di conoscere il futuro, il destino. Sapere come le vicende degli altri finiscono e' il bisogno di sapere come finiranno le proprie. Da una puntata conclusiva ci si aspetta di chiarire il futuro in fondo, cercare di capire cosa accade e' un'esigenza degli esseri umani che gia' in passato si affidavano agli auruspici (sacerdoti che interpretavano il destino attraverso la lettura delle viscere, ndr) ai vaticini e agli oroscopi, nonche' alla metafisica. Tutto per placare le angoscie dovute all'indeterminatezza e al rischio affidati al destino. Questa ricerca di conferme e' alla base della diffusione di maghi, fattucchiere e ciarlatani che si possono trovare sul web e nelle televisioni private della provincia italiana, che si approfittano delle persone e del loro bisogno di controllare il futuro. Un bisogno che fa dimenticare di controllare la realta'. Ci si concentra sul futuro pero' si perde di vista la realta"'.
(Massimo Di Giannantonio, docente di psichiatria all'Universita' Gabriele D'Annunzio di Chieti, 24.05.2010)

ANSA
“Lost” e il finale spirituale

“Il finale spirituale di 'Lost' e' in linea con la filosofia di una serie che per 121 ore ha esplorato i confini tra fede e scienza, tra speranza e disperazione. Molti dei misteri dell'isola sono rimasti senza risposta. Gli autori hanno preferito concentrarsi sul messaggio spirituale: la morte e' solo l'inizio di una nuova avventura. La serie, aperta sei anni fa con l'immagine dell'occhio di Jack che si apriva, si e' chiusa con perfetta simmetria con la immagine dell'occhio di Jack che si chiude nella sua morte eroica per salvare l'isola dall'oblio eterno”.
(Cristiano Del Riccio, 24.05.2010)

PARLA CON ME
“Lost”: non per tutti

“’Lost’? Non l’ho mai visto…”.
(Angelo Guglielmi, 21.05.2010)

CORRIERE DELLA SERA
“Lost” e il finale cristologico

“Come sarà la vita dopo Lost? In un inedito rituale collettivo di visione globale si è conclusa la serie culto, che ha cambiato per sempre i canoni del racconto tv. Nessun altro telefilm avrebbe potuto generare un fenomeno simile: nessun altro telefilm ha saputo intrecciare altrettanto bene complessità delle trame e fascino universale dei personaggi e delle loro storie. In occasione dell'episodio conclusivo, i fan aspettavano al varco gli sceneggiatori della serie: tutti i quesiti aperti avrebbero davvero trovato risposta? Nel corso della sesta stagione, molti dei misteri dei naufraghi sono stati effettivamente svelati: in un vago clima «new age» si è scoperto che l'isola ha bisogno di essere protetta perché racchiude un cuore potente e incontrollabile, capace di originare il bene e il male. L'episodio finale ha incorniciato e consacrato per sempre la figura di Jack Shephard, il medico, il personaggio che ha attraversato il più complesso processo di maturazione. Nel sacrificio finale, per il bene dell'isola, per il bene dei suoi compagni, c'è un che di cristologico, c'è l'immagine di un agnello sacrificale che si fa «pastore» della sua comunità («È meglio che un uomo solo muoia per il popolo», Giovanni 18,14). Partito come emblema della ragione, ecco che Jack si fa espressione più compiuta della necessità di avere fede, di assecondare il proprio destino. Ma la cosa più interessante è che la narrazione ha continuato a giocare con il tempo: dopo le parentesi sul passato e quelle sul futuro delle prime stagioni, l' ultimo atto del telefilm ha scelto di dar spazio ai «what if», al racconto di una realtà parallela e alternativa alla vita sull'isola. Ma se i protagonisti fossero morti al momento dell' impatto e il naufragio fosse solo il loro limbo? Ancora una volta, la concretezza del presente è un'astrazione mascherata, è l'indicibile”.
(Aldo Grasso, 26.05.2010)

ENTERTAINMENT WEEKLY
“Lost” e il finale alla “Star Trek”

“Il sacrificio di Jack di fianco al motore radioattivo dell’Isola non vi ricorda la morte di Spock nel secondo capitolo cinematografico di ‘Star Trek’, “L’ira di Khan’? Se John Locke avesse fatto un’elegia ‘Shatneresque’ per ricordare l’amico, avrebbe concluso così: ‘di tutti gli uomini di scienza che ho incontrato nel mio cammino, Jack è stato quello con più…fede’”.
(Jeff Jensen, 25.05.2010)

FACEBOOK
“Lost” e la deludente incoerenza
“Eh no...se mi dicevano alla prima stagione che il serial parlava di un gruppo di persone su un isola deserta con un mostro di fumo, che hanno mille tribolazioni, ma si risolve tutto con l'amore, avrei preferito gli orsetti del cuore. Giuro. Quelli erano coerenti. Non i viaggi nel tempo, i colpi di coda della scienza pazza, le coincidenze assurde... i colpi di scena mozzafiato per poi finirla con lo spiegone nella caverna di luce e l'amore e il volemoce bbene. Per come la vedo io, è meglio considerare Lost finito alla 5° stagione. E che gli sceneggiatori avevano in mente questo finale fin dall'inizio, non ci voglio credere. Ho amato troppo Lost per pensare che il messaggio di fondo sia sempre stato questo. Troppo. E vi giuro che mi scoccia dirlo, parecchio”.
(Francesco Brunella, 24.05.2010)

FACEBOOK
“Lost”, il ragionamento dopo l’ultimo frame

“Piatto e scontato?!?!?! Forse io ho visto un LOST diverso...Non pensi che i personaggi, per tutte le stagioni, ti abbiamo portato, anzi accompagnato, fino alla fine? A dir la verità...anch'io appena scomparso l'ultimo frame mi son sentita delusa...mi aspettavo il "botto"...ma poi ho iniziato a ragionare...ho ripensato a tutto quello che mi aveva più colpito delle serie precedenti..e mi sono resa conto che era qui che volevo arrivare, alla fine "scontata e piatta" di cui tu parli..Ognuno di noi vedrà questo telefilm in maniera diversa ed è giusto così... Non a tutti può sembrare un capolavoro e ci sta. Ma sentir definire questa serie "un classico telefilm: piatto e scontato" mi fa stringere un pò il cuore...sono un'appassionata di cinema e di serie televisive e ne ho viste molte...e mai, mai mi ha sfiorato l'idea che LOST sia un classico telefilm...
(Eva Sampietro, 24.05.2010)

martedì 6 luglio 2010

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Quella doppia presa per il cuLost!
Intendiamoci: “Lost” è stato, è e sarà un Cult. Rivoluzionario come pochi, per certi aspetti. Ma sull’effige di Supercult ho qualche dubbio. Sarà sicuramente oggetto di discussione del prossimo “Dizionario dei Telefilm”, anche se ho idea che Fabrizio “Margò” Margaria sia più drastico di me (in senso negativo). Soprattutto dopo il finalissimo attesissimo/pompatissimo/celebratissimo/criticatissmo della serie di JJ Abrams, che ha diviso in due il pubblico, i fans, i critici. Si veda a tal proposito anche la speciale Edicola di Lou interamente dedicata all’argomento o il sondaggio di Telefilm Cult in cui l’ultimo atto è risultato una “boiata” per il 36% dei votanti (cifra impensabile qualche tempo fa). Non che ci si aspettasse le risposte ai molti quesiti sparsi lungo il racconto, ma il “The End” è il giusto epilogo della peggior stagione del serial (ancor più della seconda!), quella della fatidica “realtà parallela”. Ma aldilà dei meriti qualitativi o meno, ignorando certi fanatici che griderebbero al miracolo anche se, lo ripeto, Bombolo fosse risorto sull’Isola con “tutte le scarpe piene di piedi”, alcuni flash(back) inducono alla riflessione. Vogliamo parlare del fac-simile di Locke (o della forza che lo possiede) che si trasforma in fumo nero devastante? Vogliamo parlare del Tempio, dove si servono in contemporanea pillole al veleno e thè delle cinque? Vogliamo contare quante volte Kate piange nel finalone (sarebbe degna di una bella presa in giro al “Saturday Night Live”)? Vogliamo soffermarci sul turbine di energia dell’Isola tenuto sotto vuoto spinto da un tappo-macigno che potrebbe essere stato brevettato dalla Saclà? E il “tocco” con le mani che permette ai protagonisti di “aprire gli occhi” sul loro legame, sul loro futuro…? Parliamone. Ma non qui. Quel che non va giù, più di tutto, sono due elementi off the record, più legati alla comunicazione (forse) che al contenuto. Innanzitutto che il supposto finale in cui tutti i passeggeri del volo Oceanic si trovino in una sorta di “limbo” – tanto per sintetizzare in mezza riga - era una delle ipotesi che il popolo internettiano aveva formulato agli inizi della serie – pubblicate da “Entertainment Weekly” nel dicembre 2004 - prontamente smentita dagli sceneggiatori al pari di teorie extraterrestri (cavie da studiare per esperimenti alla “Grande Fratello”) o più oniriche (tutto il serial è solo il sogno di uno dei protagonisti). Il secondo misfatto che suona come una presa in giro è che il giorno dopo la trasmissione del finale, si è sparsa la voce che il Dvd della sesta stagione contenesse 20 minuti in più di quello visto in contemporanea mondiale sul piccolo schermo. Al momento di andare in stampa questo “sussurro” non è stato smentito da alcuno della ABC o della Disney o di Buena Vista: ergo, o la voce è stata creata ad arte di marketing, o è tutto vero. Ergo al quadrato: una doppia presa per il cuLost. E se nella prima circostanza sorge quantomeno il leggerissimo dubbio che il finale sia stato “raffazzonato” in corso d’opera (prova ne sia che in quel caso la smentita sia stata fulminea), nel secondo suona l’allarme che la serie – come accennavo qualche numero fa – possa essere protratta, dilatata, prequelizzata, declinata sul grande schermo…Tutto potrebbe succedere, come nella serie. Non c’è Fede che tenga: la Scienza (della Comunicazione e del Marketing) potrebbe distruggere tutto quel che di buono (e ce n’è stato!) “Lost” ha impresso nella nostra memoria. Son sicuro che anche il fans più accanito voglia che il “The End” sia quello del 23 maggio scorso. Punto. Così come ci si mobilita per salvare una serie, bisognerebbe alla stessa stregua attivarsi per boicottare i Dvd del sesto ciclo, se la notizia di un finale extra fosse confermata…Mandate a Buena Vista un chilo di sabbia di Milano Marittima, possibilmente dopo le mareggiate che portano le alghe a riva! Anche i fans più irriducibili meritano rispetto. A meno che non si voglia gridare al miracolo: Ecce Bombolo sull’Isola delle prese per il cuLost! (Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Luglio)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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