PICCOLO GRANDE SCHERMO - Mettete gli Angeli in Banks! Un nuovo reboot di "Charlie's Angels" al cinema diretto da Elisabeth Banks (Charlie ce ne scampi!)
News tratta da "Variety"
Elizabeth Banks is in negotiations to direct a reboot for Sony’s “Charlie’s Angels” franchise.
Banks will also produce via her Universal-based Brownstone production company with her husband and producing partner Max Handelman. “Charlie’s Angels” launched in 1976 on ABC and lasted five seasons
with Farrah Fawcett, Kate Jackson and Jaclyn Smith portraying private
detectives working for a benefactor named Charlie. Cheryl Ladd replaced
Fawcett, with Shelley Hack and Tanya Roberts joining in later years.
Sony produced a 2000 movie with Drew Barrymore, Cameron Diaz and Lucy
Liu, which grossed $264 million worldwide. The 2003 sequel “Charlie’s
Angels: Full Throttle” grossed $259 million.
Banks made her feature directorial debut with “Pitch Perfect 2,”
which grossed $285 million worldwide, in addition to starring and
producing. In June, she became attached to direct fantasy “Red Queen” at Universal.
Banks will be seen in the final Hunger Games film in November. She’s
attached to star in and produce “Pitch Perfect 3,” which Universal has
set for a July 21, 2017 release.
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mercoledì 16 settembre 2015
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venerdì 14 dicembre 2007

NEWS - Le star telefilmiche si schierano in vista delle primarie USA. Ma alcune come Teri Hatcher si defilano e negano l'evidenza..."A tre settimane dalle primarie, anche gli schieramenti politici delle celebrità (attori e cantanti) sono ormai pressoché definiti. Anche se – e questa non è una novità - le dichiarazioni di voto della fauna hollywoodiana sono come sempre una questione interna al Partito Democratico. Sono rari i personaggi del mondo dello spettacolo che ammettono apertamente di votare repubblicano, benché, paradossalmente, gli esempi più clamorosi di ex-attori o cantanti che si sono imposti anche in politica (Reagan, Clint Eastwood, Schwarzenegger, Sonny Bono, adesso Fred Thompson) portano tutti al Grand Old Party.Ma, normalmente, andare controcorrente a Hollywood non è opportuno. E’ sintomatico in questo senso l’esempio della “casalinga disperata” Teri Hatcher. Pur essendo una frequentatrice di casa Bush, ha pensato di rendere pubblico, tramite lettera del proprio avvocato distribuita alla stampa, di non essere repubblicana (ma neppure democratica). Semplicemente, fa sapere, non ritiene di voler utilizzare la propria notorietà e la propria immagine a scopi elettoralistici. Il che, dal mio punto di vista, sarebbe anche l’atteggiamento più serio ed apprezzabile, solo che, nel suo caso, si annusa a miglia di distanza la motivazione opportunistica al contrario. Ossia, in parole povere: la paura che, esponendosi dalla “parte sbagliata”, ci possano essere ripercussioni negative sulla propria carriera. A volerli cercare, se ne trovano anche di attori di cui si conosce la simpatia repubblicana.Qualche nome: Bo Derek, Kevin Costner, Mel Gibson, Paris Hilton, Bruce Willis, Dennis Hopper, Kurt Russell, Danny Aiello, Sylvester Stallone, Joe Pesci, Tom Selleck, Tom Berenger, James Belushi, James Caan, Scott Baio, Britney Spears, Paul Sorvino, Bruce Boxleitner, Leslie Nielsen, Shannen Doherty, James Woods, Hunter Tylo, Heather Locklear, Cheryl Ladd, Jaclyn Smith, Gary Sinise, John Voight, Janine Turner...ma, pur di non dover manifestare pubblicamente la propria idea politica, soprattutto in periodo elettorale, preferiscono eclissarsi.
Tra i pochi “coraggiosi” che hanno scelto di appoggiare i candidati del GOP ci sono Robert Duvall, Adam Sandler (per Rudolph Giuliani), Jim Caviezel e Chuck Norris (per Mike Huckabee). In confronto alla parte democratica è come voler affrontare una squadra che ha insieme Kakà, Messi e Ronaldinho, schierando in risposta Santino Quaranta.
Sulla sponda democratica, invece, a parte il caso clinico di Sean Penn che ha tanta simpatia per Hugo Chavez (al quale l’accomuna la faccia da cretino), c’è solo l’imbarazzo della scelta.E se a sostenere John beautiful hair Edwards ci sono Kevin Bacon, Tim Robbins, Madeleine Stowe, Jean Smart, Bonnie Raitt, Jackson Browne, Angelina Jolie, Neil Young, John Fogerty, Dixie Chicks, Harry Belafonte, l’emergente Dennis Kucinich (quello che ha visto atterrare gli UFO a casa di Shirley MacLaine) può contare su Michael Douglas e Stephen Stills.
Sulla sponda democratica, invece, a parte il caso clinico di Sean Penn che ha tanta simpatia per Hugo Chavez (al quale l’accomuna la faccia da cretino), c’è solo l’imbarazzo della scelta.E se a sostenere John beautiful hair Edwards ci sono Kevin Bacon, Tim Robbins, Madeleine Stowe, Jean Smart, Bonnie Raitt, Jackson Browne, Angelina Jolie, Neil Young, John Fogerty, Dixie Chicks, Harry Belafonte, l’emergente Dennis Kucinich (quello che ha visto atterrare gli UFO a casa di Shirley MacLaine) può contare su Michael Douglas e Stephen Stills.
A fare la parte del leone, per quanto riguarda il sostegno hollywoodiano, è naturalmente Barack Obama. La sua squadra è composta, tra gli altri, da: Oprah Winfrey, Jessica Biel, Scarlett Johansson, Jennifer Esposito, Kate Walsh, Olivia Wilde, George Clooney, Eddie Murphey, Steven Spielberg, David Geffen, Denzel Washington, Ben Stiller, Edward Norton, Will Smith, Laurence Fishburne, Rob Reiner, Matt Damon, Emilio Estevez, Sharon Stone, Halle Berry, Ben Affleck, Oliver Stone, Jennifer Aniston, Tobey Maguire, Morgan Freeman, Brad Pitt, Tyra Banks, Susan Sarandon, Ellen Pompeo, John Cleese, Louis Gossett, Billy Zane, Graham Nash, Bruce Hornsby, Jesse Dylan. Nonché Caroline Giuliani (figlia di), la quale, se tutto andrà come deve andare, tra un anno si ritroverà a pulire i cessi della Casa Bianca, così impara.
Anche Hillary Clinton ha la sua porzione di Hollywood, soprattutto bacucchi rintronati come Barbra Streisand, Elizabeth Taylor, Bette Midler, Tom Hanks, ma l’appassionata discesa in campo di Oprah Winfrey a favore di Obama è stato un brutto colpo per lei. Questo perché, a differenza di tutti i personaggi finora citati, i quali si fanno belli nel loro snobismo chic ma in definitiva non spostano un solo voto, Oprah Winfrey, invece, ha un’incredibile influenza mediatica, in particolare sul mondo femminile.
Per questo motivo la furba Hillary fa spallucce davanti al sostegno mondano e vippaiolo di cui dispone Obama e si rifugia nella sempre rassicurante immagine familiare, tirando fuori dall’armadio la madre e la figlia, da lei convocate in veste di damigelle. Tutti sanno che, in realtà, la fredda Hillary, partita come giovane sostenitrice di Goldwater, ha da sempre una sola cosa in testa e pur di arrivare alla Casa Bianca sarebbe disposta ad impersonare un Abramo ancora più oltranzista e sacrificare la stessa madre e la stessa figlia sull’altare presidenziale.Così come tutti sanno che la sua unione con Bill (con il quale è furente per via di contrasti sulla linea da tenere in campagna elettorale) è da decenni un’alleanza strategica prima ancora che un contratto matrimoniale. Però, nella mentalità americana, l’immagine, anche solo apparente, di una bella famigliola felice è un quadretto che piace sempre. Ne sa qualcosa Giuliani, sulle cui vicende familiari (mogli, divorzi, figli, amicizie gay) vanno quotidianamente a rompergli le balle. Abbastanza stranamente, invece, il clan Clinton ha lasciato cadere il fatto che il sostegno di Oprah Winfrey a Barack Obama, che tutti sottolineano come un grandissimo colpo ad effetto, potrebbe rivelarsi un boomerang per il senatore dell’Illinois. Se c’è una critica, infatti, che gli si muove è quella dell’inesperienza e della non sufficiente personalità a rivestire il massimo incarico istituzionale del paese.Bene, quello che si è visto in questi giorni, su televisioni e giornali, è stato qualcosa tipo: OPRAH WINFREY-Barack Obama. Non so se ho reso l’idea. Naturalmente, alla fine di tutto questo, va anche detto che il sostegno degli attori e dei cantanti porta tradizionalmente sfiga al candidato che se ne fa carico. Il che è pure giusto, dal momento che la maggior parte di loro sono degli snob ipocriti con una capacità intellettuale che non fa il solletico a quella dei ruminanti".
Per questo motivo la furba Hillary fa spallucce davanti al sostegno mondano e vippaiolo di cui dispone Obama e si rifugia nella sempre rassicurante immagine familiare, tirando fuori dall’armadio la madre e la figlia, da lei convocate in veste di damigelle. Tutti sanno che, in realtà, la fredda Hillary, partita come giovane sostenitrice di Goldwater, ha da sempre una sola cosa in testa e pur di arrivare alla Casa Bianca sarebbe disposta ad impersonare un Abramo ancora più oltranzista e sacrificare la stessa madre e la stessa figlia sull’altare presidenziale.Così come tutti sanno che la sua unione con Bill (con il quale è furente per via di contrasti sulla linea da tenere in campagna elettorale) è da decenni un’alleanza strategica prima ancora che un contratto matrimoniale. Però, nella mentalità americana, l’immagine, anche solo apparente, di una bella famigliola felice è un quadretto che piace sempre. Ne sa qualcosa Giuliani, sulle cui vicende familiari (mogli, divorzi, figli, amicizie gay) vanno quotidianamente a rompergli le balle. Abbastanza stranamente, invece, il clan Clinton ha lasciato cadere il fatto che il sostegno di Oprah Winfrey a Barack Obama, che tutti sottolineano come un grandissimo colpo ad effetto, potrebbe rivelarsi un boomerang per il senatore dell’Illinois. Se c’è una critica, infatti, che gli si muove è quella dell’inesperienza e della non sufficiente personalità a rivestire il massimo incarico istituzionale del paese.Bene, quello che si è visto in questi giorni, su televisioni e giornali, è stato qualcosa tipo: OPRAH WINFREY-Barack Obama. Non so se ho reso l’idea. Naturalmente, alla fine di tutto questo, va anche detto che il sostegno degli attori e dei cantanti porta tradizionalmente sfiga al candidato che se ne fa carico. Il che è pure giusto, dal momento che la maggior parte di loro sono degli snob ipocriti con una capacità intellettuale che non fa il solletico a quella dei ruminanti".
(Articolo di Alexandra Amberson tratto da http://alexandra-amberson.blogspot.com/)
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domenica 8 ottobre 2006
NEWS - Un angelo senza ali: Farrah Fawcett operata di tumore(AGI/AFP/EFE) - Los Angeles - Farrah Fawcett, l'angelo biondo della serie televisiva "Charlie's angels", e' stata sottoposta ad un'operazione d'urgenza a causa di un cancro all'intestino. L'attrice, che si sta attualmente sottoponendo a chemioterapia, chiede che venga rispettata la sua "privacy in questo difficile momento". In un comunicato che e' stato letto nel corso di una trasmissione televisiva precisa che il trattamento durera' sei settimane. "Sono decisa a lottare", dice. Lo scorso agosto l'attrice partecipo' a un omaggio ad Aaron Spelling, il produttore di "Charlie's Angels", insieme alle due colleghe della serie televisiva Jaclyn Smith e Kate Jackson che, ironia della sorte, hanno avuto a che fare con la malattia rispettivamente nel 2002 e alla fine degli anni '80. Secondo i giornali l'attrice e il compagno, l'attore Ryan O' Neal, colpito da leucemia nel 2001, si sono ritirati nella loro casa di campagna per affrontare la malattia.
martedì 29 agosto 2006
NEWS - Il dietro le quinte degli Emmy Awards. Le maledizioni e le gaffe della 58esima edizione(ANSA) - Washington, 28 ago - (di Cristiano Del Riccio). Le spie hanno trionfato sui medici e alcune maledizioni sono state infrante domenica sera a Los Angeles alla 58/esima edizione degli Emmy Awards, gli Oscar della Tv. Il thriller '24' ha vinto il premio piu' prestigioso, quello per la miglior serie drammatica, battendo con le sue spie i rivali piu' agguerriti, i medici di 'Grey's Anatomy'. Il protagonista di '24', Kiefer Sutherland, ha vinto l'Emmy per il miglior attore drammatico infrangendo una maledizione che l'aveva visto sconfitto per cinque anni consecutivi. Un altro sortilegio e' stato infranto da Julia Louis-Dreyfus premiata con la statuetta per la miglior attrice comica. La maledizione vuole che tutti gli interpreti del fortunato 'Seinfeld' siano destinati a fallire nei loro tentativi di proseguire la carriera con nuovi personaggi. "Non sono una persona che crede alle maledizioni - ha detto l'attrice raggiante dal palco dello Shrine Auditorium nel suo discorso di ringraziamento - ma in ogni caso stavolta la maledizione non ha funzionato". La cerimonia si era aperta con una gaffe: il presentatore Conan O'Brien, in un segmento filmato alcuni giorni fa, veniva mostrato brindare come passeggero di un aereo che pochi secondi dopo comincia a vibrare e si schianta su un'isola deserta tipo 'Lost'. Poco prima dell'inizio degli Emmy, trasmessi in diretta da Los Angeles, un velivolo della Delta si era schiantato al suolo nel Kentucky, durante la manovra di decollo, provocando la morte di 49 persone. La scenetta ha provocato immediate accuse di 'cattivo gusto'. "Sono rimasto a bocca aperta - ha commentato il responsabile della NBC, la Tv che ha mandato in onda la cerimonia, nel Kentucky - e' stata una colossale manifestazione di ignoranza e di incompetenza". Il presentatore O'Brien, per convincere i premiati a non lanciarsi in discorsi di ringraziamento interminabili, ha avuto una trovata originale: ha chiuso il comico Bob Newhart in una gabbia di vetro, con ossigeno solo per tre ore, la durata prevista dello show. Il prevedibile soffocamento di Newhart e' diventato una delle battute ricorrenti del programma. La serata ha avuto alcuni momenti emotivi come la comparsa sul palco del presentatore Dick Clark, colpito da un ictus, che parlando con difficolta' ha ringraziato il pubblico per il sostegno ricevuto. Clark e' poi scoppiato a piangere tra le braccia del cantante Barry Manilow ma la platea televisiva non ha visto la scena perche' e' avvenuta durante un intervallo pubblicitario. Denso di emozione e' stato anche il tributo reso al produttore televisivo Aaron Spelling, recentemente scomparso, che ha visto una rara apparizione congiunta di Kate Jackson, Farrah Fawcett e Jaclyn Smith, le tre originali Charlie's Angels, una delle numerose serie di successo create da Spelling. Sul fronte dei premi, in campo drammatico, le vittorie di '24' e Sutherland sono state accompagnate dal successo di Mariska Hargitay (Law & Order) in campo femminile. Sul fronte della miglior serie comica ha vinto 'The Office' con Tony Shalhoub (Monk) al terzo successo consecutivo come miglior attore e la Louis-Dreyfus felice per il suo inatteso Emmy (per la nuova serie 'The New Adventure of Old Christine'). La serata e' stata un trionfo anche per il dramma storico 'Elisabetta I' che ha dominato la categoria delal mini-serie ricevendo l'Emmy per il miglior programma e per i migliori attori: Helen Mirren Jeremy Irons. Tra i vincitori sono risultati assenti alcuni abituali dominatori degli Emmy come Edie Falco e James Gandolfini (The Sopranos), le protagoniste di 'Casalinghe Disperate' e gli attori del dramma 'Lost', che aveva vinto l'anno scorso e che quest'anno e' stato clamorosamente ignorato. Da notare che il comico Bob Newhart e' riuscito a scampare al soffocamento: la trasmissione si e' conclusa entro le tre ore previste e tutti hanno tirato un sospiro di sollievo.
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