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martedì 24 novembre 2020

NEWS - Clamoroso al Cibali! Mamma Rai si concede l'incesto...In "Pure" su RaiPlay la protagonista sogna rapporti con la madre e il padre

Articolo tratto da "Libero"

Nel nobile tentativo di tenere il passo con il mercato, la Rai ha di nuovo fatto il passo più lungo della gamba. Perché scriviamo "di nuovo"? Perché quello che vi stiamo per raccontare ricorda una faccenda avvenuta anni fa, che aveva visto Libero e Carlo Freccero protagonisti di uri infuocata polemica. All'epoca si trattava di Rai 4e della serie tv Fisica o chimica. Stavolta in gioco ci sono Rai Play (che, proprio come a suo tempo fece Rai4, sta cercando di innovare l'offerta pubblica) e la nuova serie tv che la piattaforma ha comprato in esclusiva e in prima tv per l'Italia: Pure. Questa serie tv inglese, da non confondere con l'omonimo giallo americano, ha per protagonista Marnie: una 24enne che soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo, chiamato Pure O. Praticamente, la poveretta rivede involontariamente in chiave hot, nella sua mente, tutto quello che le succede. E noi insieme a lei. La serie ci mostra infatti i flash che si susseguono nella sua mente (donne che si trastullano i capezzoli, orge, corpi nudi) e, giusto per fugare ogni dubbio, correda il tutto con svariati discorsi tipo: «Un giorno ho visto una donna con i tacchi alti, ho passato tutto il tempo a chiedermi dove potessi infilare quel tacco e poi ho conduso che il posto migliore fosse la vagina». E fin qui è tutto "solo" morboso e spinto. Il problema inizia a nascere quando le fantasie hard di Marnie coinvolgono lei e... i suoi genitori. Vi risparmiamo i dettagli e ci limitiamo a dire che nei flash assistiamo a un bacio saffico tra mamma e figlia e a un rapporto orale. Capite bene che tutto ciò è molto disturbante ma soprattutto fatica a trovare un posto all'interno della linea editoriale di pubblica utilità Rai. Anticipiamo subito le possibili obiezioni: si, il disturbo di cui si parla è, seppur raro, esistente. La stessa protagonista ne è disgustata e sconvolta. E, si, la serie tv si ispira a una storia vera, a sua volta o?;etto di un libro. Quindi Pure non sarebbe una storia gratuita e dovrebbe avere (non ce ne vogliate per il condizionale...) uno scopo divulgativo e pedagogico. Chissà, forse è lo stesso valore educativo che Freccero invocava per Fisica o chimica e noi di Libero, oggi come allora, non cogliamo. D'altronde qui si entra nel campo delle opinioni, ma lasciateci dire un paio di cose. Primo. Non tutte le storie devono essere necessariamente raccontate. Secondo. Se si decide di affrontare temi così delicati, bisogna usare il giusto tono. Servono tatto, discrezione, intelligenza soprattutto se si parla a una platea teen. In Pure non c'è poesia e men che meno la tanto invocata ironia: è tutto sopra le righe. Non a caso la produzione, pur coinvolgendo la Bbc, è andata in onda su Channel 4, uno dei canali british più estremi, per poi planare sulla piattaforma americana on demand di Hbo. Il problema non è dunque il tema di per sé: esistono flor fior di serie che esplorano le menti psicopatiche, da Dexter a Criminal minds. In questi titoli lo spettatore empatizza con il protagonista, comprende la sua psicosi, ne intuisce le ragioni alla base. Qui no. I morbosi flash rubano la scena a Marnie che si ostina a fare cose senza senso, come provare a vedere se è lesbica per poi flirtare, 30" dopo, con un uomo. Più che entrare nel suo mondo si ha la sensazione di spiare, dalla serratura, le incestuose fantasie della ragazzina. Certo, c'è il cartello «Visione consigliata a un solo pubblico adulto» ma ha lo stesso valore del bollino rosso di Rai4...

martedì 14 maggio 2013

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Grasso che cola sull'AIART per le accuse a "Il Trono di Spade"
"Su Sky Cinema, ha preso il via la terza stagione di «Il trono di spade», la saga ispirata ai libri di George R. R. Martin. Avremo ancora modo di parlarne, per ribadire che raramente si è visto un racconto tv così imponente, un fantasy riveduto e corretto da un drammaturgo shakespeariano, un apologo sul potere, inteso come forza dirompente che regola i destini dell'umanità dai suoi primordi, sull'amore, sul tradimento, sulla fedeltà. Stupisce non poco lo sconsiderato attacco che Luca Borgomeo, presidente dell'Aiart, ha rivolto alla serie e in particolare a Carlo Freccero, direttore di Rai4, la rete che ripropone la prima stagione: «Il programma è volgare, pornografico con insistite scene di violenza e di sesso, quasi gli autori fossero impegnati a ottenere l'oscar della depravazione. È tollerabile che la Rai, servizio pubblico, alle 21 entri con un programma a luci rosse nelle case degli italiani?». Forse di mezzo c'è solo una questione personale. Tempo fa, Borgomeo aveva tentato di bloccare la serie «Fisica e chimica», sempre trasmessa da Rai4, ma è stato clamorosamente sconfessato dall'Agicom. Adesso ci riprova. Borgomeo, nella sua crociata contro la pornografia, sbaglia bersaglio. Intanto perché Rai4 non è una rete generalista e poi perché, per prudenza, alcuni tagli sono stati fatti. Seguendo i criteri di Borgomeo metà delle storie della letteratura, del cinema, del teatro sarebbero finite sul rogo. Ma il problema principale non è questo. Compito di un educatore non è quello di insegnare ai giovani la lettura della banalità (alla scontatezza ci arrivano da soli e i palinsesti ne sono pieni); no, il suo compito è insegnare a leggere il difficile, la grammatica della complessità, la rappresentazione del mistero. Il male non prevarrà finché proseguirà lo sforzo di capire, di interrogare la tenebra". 
(Aldo Grasso, "Corriere della Sera")

venerdì 6 aprile 2012

NEWS - La7-tte-te. Freccero verso la tv di Telecom?

Articolo tratto da Lettera43.it

Ufficialmente è impegnato a far la guerra alla Rai, che lo ha sospeso dall’incarico per dieci giorni, dopo la telefonata al vetriolo con un giornalista di Libero, tanto da aver dato mandato ai propri legali per agire nelle sedi competenti. Ufficiosamente, però, Carlo Freccero starebbe trattando con Giovanni Stella, amministratore delegato de La7, per passare alla tivù controllata da Telecom Italia media. I contatti fra i due risalgono a ben prima del “fattaccio”, la telefonata registrata da Libero con Freccero che parla a ruota libera contro Lorenza Lei e il Vaticano, senza risparmiare invettive al giornalista del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, e avevano come obiettivo il passaggio di Freccero a La7 in qualità di supervisore dei programmi. Gli eventi si sono incaricati di modificare i piani di entrambi, con Stella che avrebbe offerto a Freccero il posto di direttore del palinsesto, visto che il rapporto con Paolo Ruffini si sarebbe definitivamente incrinato, al punto che lo stesso manager starebbe pensando di farsi da parte. Troppi flop, poche certezze e, soprattutto, un’idea di televisione superata dai fatti e dagli eventi.Insomma, l’antiberlusconismo militante non è più un brand che paga, anzi rischia di costare caro. Ma a frenare l’arrivo di Freccero sarebbe stato proprio il fattaccio. L’attuale direttore di Rai4, infatti, non vuol dare l’idea di quello che scappa dal ring gettando la spugna, essendo uno a cui piace combattere. Prima la battaglia, poi l’eventuale resa e l’uscita di scena con l’onore delle armi.

mercoledì 4 aprile 2012

NEWS - Freccero e Ruffini, direttori in tumulto a Rai4 e La7. Il primo sospeso per 10 giorni (ma da chi, dall'arbitro di Barça-Milan?), il secondo esautorato da Stella (che apre alla Parodi)
(AGI) - Carlo Freccero, direttore di Raiquattro, e' stato sospeso per dieci giorni dal ruolo e dalle funzioni. Lo apprende l'Agi. Il provvedimento e' stato adottato dalla Direzione Risorse Umane e Organizzazione (in breve la Direzione del personale, ndr). E' la conseguenza della contestazione disciplinare mossa a Freccero per i contenuti della telefonata intercorsa tra quest'ultimo e il quotidiano 'Libero' durante la quale il direttore di Raiquattro "e' venuto meno - contestava la Direzione del personale Rai - agli obblighi di dirigenza, correttezza e buona fede derivanti dal rapporto di lavoro, determinando sfiducia nel corretto adempimento dei suoi (di Freccero, ndr) obblighi", in violazione di una norma del Codice Civile, oltre che del regolamento di disciplina aziendale e anche del codice etico Rai. Freccero, a quanto ancora apprende l'Agi, e' intenzionato a promuovere ricorso al giudice del lavoro contro il provvedimento disciplinare adottato nei suoi confronti. Il provvedimento non ha immediata efficacia perche' il ricorso al giudice del lavoro di Roma che Freccero ha preannunciato ferma tutto, e quindi bisognera' attendere le decisioni del tribunale per capire come la vicenda si sviluppera'. Per intanto il direttore di Rai 4 resta al suo posto, al timone della rete e quindi della gestione diretta del palinsesto. La telefonata "incriminata" e contestata dal direttore delle Risorse umane e Organizzazione Rai, Luciano flussi, riguardava la trasmisisone 'Fisica e Chimica' inn onda in fasce orarie che secondo il quotidiano Libero sarebe stato invece opportuno spostare ad un orario diverso, ovvero in un momento destinato a un pubblico adulto e non certo quello della fascia protetta della mattina o delle 14, come invece era. Freccero aveva mosso contestazioni al giornalista del quotidiano che aveva innescato il caso. La telefonata era stata registrata (e qui c'e' da dire che Freccero non ne era a conoscenza e nessun organo di tutela giornalistica e' intervenuto, ndr) e l'indomani messa in piazza. Con tutto il suo contenuto, a tratti molto pesanti e quasi, se non proprio, da codice penale, per parole e giudizi espressi dal direttore di Rai 4 nei confronti di persone dentro e fuori l'azienda di viale Mazzini. Parole che avevano spinto il Cda Rai a ritenerle pesanti, tanto da intervenire e chiedere che gli uffici preposti (Risorse umane e Organizzazione, ndr) procedessero subito secondo l'iter previsto per muovere contestazioni disciplinari. Cosa in effetti avvenuta con la lettera firmata da Flussi dove si diceva appunto a Freccero che era "venuto meno agli obblighi di diligenza, correttezza e buona fede derivanti dal rapporto di lavoro, determinando sfiducia nel corretto adempimento dei suoi obblighi", violando in successione il Codice civile, il Regolamento di disciplina aziendale e il codice etico Rai. A Freccero venivano dati i rituali cinque giorni di tempo per replicare, e la risposta del direttore arrivava nei termini di legge, con una puntigliosa spiegazione per ogni passaggio "incriminato" e contestato dal capo dell'Ufficio del personale Rai. Risposta evidentemente non esaustiva o da accolgiere, se poi Flussi ha deciso per la sospensione di 10 giorni.

(ANSA) - ROMA, 4 APR - ''Sto valutando con i miei legali se ci sono gli estremi per citare in giudizio Van Straten'', dice il direttore di Rai4 Carlo Freccero, sospeso oggi dalla Rai per
dieci giorni per la vicenda della telefonata a 'Libero', replicando alle osservazioni del consigliere di amministrazione Rai che - chiamato in causa dallo stesso Freccero - lo ha accusato di ''scarsa lucidita'''. ''Non ho mai avuto rapporti con Van Straten - ribadisce Freccero - e non ho bisogno del suo aiuto. So soltanto che il mio curriculum spiega la mia lucidita', non so se il suo sia altrettanto importante''. Tornando poi sulla sanzione disciplinare a suo carico, Freccero sottolinea che e' ''la riprova che la Rai mi sta perseguitando: per cinque anni non mi ha fatto lavorare, poi mi ha spedito sul satellite, a Rai Sat, dove ho costruito un valore aggiunto al bouquet, tanto da creare una disputa tra l'ex dg Masi e Murdoch; poi mi hanno mandato su Rai4 e anche qui ho costruito un valore aggiunto. Eppure non ho mai avuto un premio e non lo hanno avuto neanche le persone che lavorano con me: anzi, sono state sempre discriminate, malgrado il successo''.



(Dagospia) Il pallido direttore de La7, Paolo Ruffini, deve aver subodorato che - dopo il filotto di flop (dalla Dandini alla Camila Raznovich) - non conta un bel niente. Dopo aver ingoiato l'arrivo della superflua Cristina Parodi e quello probabile di Max Giusti e di Alba Parietti in prima serata ha dovuto mandare giù l'arrivo di due manager parcheggiati di Mtv, uno dei quali è Raffaele Sangiovanni. Come se non bastasse, Giovanni Stella in sordina sta facendo colloqui...

venerdì 3 febbraio 2012

NEWS - Clamoroso al Cibali! L'inglese "Ashes to Ashes", lo spin-off di "Life on Mars", andrà in onda su Rai 4 dal 3 marzo in prima serata
Gran colpo di Rai 4 by Carlo Freccero che si è aggiudicata (finalmente!) la trasmissione in prima tv assoluta di "Ashes to Ashes", lo spin-off di "Life on Mars" ambientato nei fantasmagorici anni '80. La serie è composta da tre stagioni, tutte trasmesse dal canale britannico BBC One (mica Tele Brighton Libera!). "Ashes to Ashes" narra la storia dell'ispettrice capo Alex Drake (Keeley Hawes), agente di polizia della MPS di Londra che dopo essere stata colpita da un proiettile nel 2008, si risveglia nel 1981. La trama ricalca quella della serie "Life on Mars", dove il protagonista Sam Tyler si ritrova nel passato in circostanze simili. Alex Drake è impegnata su due fronti: le indagini pressanti sui crimini londinesi e la ricerca di un modo per ritornare nella sua epoca. Ce la farà?

martedì 4 ottobre 2011

NEWS - Fronda su fronda, la tv dei grandi editori minacciata da internet (Freccero dixit)
Roma, 4 ott. (Adnkronos) - "Si sta creando una frattura tra le tv di una volta, che hanno bisogno di editori, e Internet che va oltre il consumo e diventa produttore". Ne e' sicuro il direttore di Rai4, Carlo Freccero, che in un'intervista al quotidiano 'la Repubblica', spiega che il web "agisce come una fronda contro i grandi editori e YouTube diventa la piu' grande tv del mondo". A questa rivoluzione televisiva, gli editori rispondono con le moderne tecnologie che immergono lo spettatore "in visioni incantate". "Loro reagiscono con la tv in 3D: e' la tv dei grandi padroni delle major americane", spiega Freccero, secondo il quale si profilano anche "innovazioni teconologiche sugli apparecchi televisivi, dalla Smart Tv a Internet Tv". Un processo destinato ad abbattere il digital divide, grazie a internet sui nostri schermi televisivi e alla "possibilita' di gestire tutto con il telecomando". Internet quindi diventa una specie di 'giustiziere' dei cittadini grazie alla sua capacita' di fornire "controinformazione". "L'immagine piu' calzante di Internet per me -afferma Freccero- e' quella della maschera del film 'V per Vendetta'. Vendette piu' o meno grandi anche di fatti televisivi. Serena Dandini, estromessa dalla Rai, la sera stessa su Twitter ha fatto la fronda a chi l'aveva estromessa: il suo pubblico l'ha seguita in diretta. Internet sta dietro tutte le forme di rivolta degli ultimi mesi", conclude.

giovedì 21 luglio 2011

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

TWITTER
Paragoni in punta di...tacchi
"Adoro quando un ragazzo ti dice di camminare più svelta sui tacchi. E' come se io gli dicessi di non venire così in fretta...!".
(Morena Baccarin, 19.05.2011)

il manifesto
Dopo "24", l'assuefazione dell'Occidente
"L'ipotesi del complotto, dopo la negazione di buona parte della storia del Novecento, dai lager nazisti, allo sbarco americano sulla luna, all'evento terroristico di Ground Zero di cui la morte di bin Laden chiude un ciclo, riprende con più vigore. Ma in questo caso ciò che lascia sbigottiti, non è la fantasia dei complottisti, ma la strategia mediatica della presidenza americana, che ha comunicato al mondo un evento di cui erano state preventivamente rimosse tutte le prove. Sembra quasi di trovarsi di fronte ad una ingenuità eccessiva: le foto non vengono mostrate perché «raccapriccianti», il cadavere è stato gettato a mare per evitare che la tomba di bin Laden diventasse oggetto di pellegrinaggio. Nonostante ciò si richiede all'opinione pubblica mondiale un atto di fede, la certezza che l'evento si è consumato, anche in assenza di prove tangibili. In particolare di quella prova suprema che è stata costituita dalla visibilità dei fatti. È difficile pensare a ingenuità comunicativa da parte dello staff dirigenziale del paese che ha fatto dello storytelling l'arma vincente della sua propaganda. La guerra in Iraq è stata presentata all'opinione pubblica internazionale come buona e giusta ricorrendo ai reportage dei giornalisti embedded: la Fox ha aiutato la propaganda con servizi come il salvataggio della soldatessa prigioniera del nemico, che si è rivelato a posteriori una vera e propria fiction. Lo stato americano sa usare le immagini a fini propagandistici e l'avrebbe fatto anche in questa circostanza, se l'immagine fosse stata accettabile. [...] Ci sono immagini insostenibili in determinati contesti culturali. Michel Foucault apre il suo libro 'Sorvegliare e punire' con la descrizione dettagliata del supplizio di Damien. Già la cronaca di quella violenza ci appare insopportabile, ma per uno spettatore illuminista appare insostenibile soprattutto la pratica pubblica del supplizio, la sua esibizione come spettacolo. Con l'illuminismo si passa dal concetto di pena al concetto di rieducazione ed oggetto dell'intervento educativo non sono più i corpi, ma le anime. Tutto ciò resiste fino ad un passato prossimo in cui la globalizzazione reintroduce attraverso la cultura islamica, la visibilità di pratiche punitive cruente, dal taglio della mano alla lapidazione, per arrivare alla strage terroristica. Dopo una reazione iniziale di rifiuto, la risposta culturale dell'Occidente mostra una progressiva assuefazione allo spettacolo della violenza. Pensiamo a telefilm come '24' dove la pratica della violenza e della tortura sono giustificate da motivi di sicurezza nazionale. Pensiamo ad Abu Ghraib. Le immagini che all'epoca del Vietnam avrebbero suscitato scandalo e dimissioni del governo, vengono tutto sommato tollerate da un'opinione pubblica che prima di occuparsi di problemi morali, si preoccupa della propria personale sicurezza".
(Carlo Freccero e Daniela Strumia, 05.05.2011)

TWITTER
Una Rose (piena di spine) per Osama
"Son felice che l'ultima cosa che ha visto Bin Laden prima di morire sia stata la potenza dell'esercito americano. Vorrei solo che avessimo potuto ucciderlo più di una volta! Motherfucker".
(Rose McGowan, 02.05.2011)

VANITY FAIR
Berlusconi come J.R.?
"Mia nonna Rosa diceva sempre che noi Berlusconi siamo "pegg che 'Dallas'...".
(Luna Berlusconi, 06.04.2011)

ALLURE
Orgoglio latino
"'Desperate Housewives' è stato una novità, come una pietra miliare per la comunità latino-americana in televisione, perchè i Solise erano la famiglia più ricca dell’isolato, e loro sono messicani".
(Eva Longoria, Aprile 2011)

EMMY
Orgoglio in action
“Penso che ci sia stata un’evoluzione nel genere dai tempi di 'Buffy' e 'Alias'. Mi ricordo di aver visto parrucche terribili sulle controfigure. Poi tagliano la scena nei primi piani, per ripartire con una ripresa più ampia, e sai benissimo che non è l’attrice che sta recitando. Quando io combatto, la ripresa è fissa sulla mia faccia, in stile Bourne. Questo è quello che ti aspetti da un film di quel calibro, quindi perché non dovresti aspettartelo anche da una serie televisiva?”.
(Maggie Q, Aprile 2011)

martedì 19 luglio 2011

NEWS - Nomine da ombrellone: fuori Liofredi da Raidue, arriva D'Alessandro da Rai5 dove s'accomoda Ferrario. Freccero confermato a Rai4 (olè)
(ANSA) - Il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, ha formalizzato ieri sera le proposte di nomina che domani mattina saranno sul tavolo del consiglio di amministrazione. Per la direzione di Rai2 il nome è quello di Pasquale D'Alessandro, che da Rai5 prenderebbe il posto di Massimo Liofredi, destinato a Rai Ragazzi. A Rai4 la proposta del dg è la conferma di Carlo Freccero, a Rai5 Massimo Ferrario, a Rai Gold Livio Leonardi, a Rai Educazione Silvia Calandrelli, al coordinamento sedi regionali Alessandro Zucca.

giovedì 13 maggio 2010

TELEFILM FESTIVAL 2010 - Crisi dei telefilm: il parere di Carlo Freccero (Rai 4) e Luca Tiraboschi (Italia 1) al TF

domenica 9 maggio 2010

TELEFILM FESTIVAL 2010 - Chiusa con successo l'ottava edizione del TF. Tutto esaurito per "The Pacific", il triplo cross-over di "CSI" e, a sorpresa, "Casa Vianello". Bagni di folla per Zach Levi di "Chuck" e Morena Baccarin di "V". Boom di accessi per la tv del festival e le web series. E nel sondaggio di Sorrisi, "Bones" scalza "Dr.House" ed è il telefilm più amato della stagione
Milano, 9 mag. (Adnkronos) - Tra crisi vera e presunta delle serie tv, al centro dell'ottava edizione del Telefilm Festival di Milano, la manifestazione che chiude oggi dopo aver raccolto 20.000 spettatori nel corso di 3 giorni ricchi di anteprime, dibattiti e ospiti illustri, fornisce gia' un'indicazione dei gusti del sempre piu' folto pubblico dei telefilm. Il genere poliziesco e di detection e' l'unico che attualmente garantisce ascolti continuativi e una fedelta' trasversale indipendentemente dalla piattaforma di trasmissione: dopo che un Workshop coordinato da Aldo Grasso lo ha messo in evidenza alla presenza dei piu' importanti direttori di reti tv (tra gli altri, Carlo Freccero di Rai 4, Luca Tiraboschi di Italia 1, Fabrizio Salini di Fox Channels), spicca il risultato del sondaggio di Tv Sorrisi e Canzoni che vede il serial investigativo "Bones" scalzare, a sorpresa, il medico "Dr. House" dopo 3 anni di dominio assoluto. E se gli ospiti Zach Levi di "Chuck" e Morena Baccarin di "V" sono stati salutati da bagni di folla oceanici, le proiezioni da "tutto esaurito" sono risultate "The Pacific", il triplo cross-over di "CSI" e, altra sorpresa di questo festival, "Casa Vianello": le prime due puntate della serie, omaggio alla memoria di Raimondo Vianello, non andavano piu' in onda dal 1997.
E mentre il piccolo schermo dei telefilm conosce una seppur lieve crisi di ascolti, cresce invece l'attenzione del genere seriale su internet. Con tremila utenti al giorno e circa 70 video realizzati e trasmessi live dall'Apollospazio Cinema di Milano, il Telefilm Festival ha vinto anche la scommessa online di produrre una web tv dedicata agli appassionati delle serie tv. Il canale www.youtube.com/telefilmfestival, curato dalla redazione news di Bonsai.tv, e' stato tra i 20 piu' visitati di YouTube, classificandosi anche come uno dei canali con piu' iscrizioni. I video piu' gettonati sono stati le interviste di Zachary Levy, protagonista della serie tv "Chuck", e quella di Morena Baccarin, volto di punta di "V". Proprio quest'ultima e' stata mandata online in anteprima su Repubblica.tv dove ha realizzato in poche ora ventimila visualizzazioni. Altrettanto seguite con attenzione e curiosita' sono risultate le Web Series e il successo non piu' underground di Flop Tv, con Maccio Capatonda - uno dei protagonisti della web tv, al centro di un incontro affollatissimo.

venerdì 30 aprile 2010

TELEFILM FESTIVAL 2010 - Imperdibile per chi ama (e chi guarda con senso critico) i telefilm: Aldo Grasso e i maggiori direttori di reti tv si chiedono "E' già finita la Golden Age dei telefilm sulle tv italiane?"
Venerdì 7 maggio il Telefilm Festival s'illumina di un Workshop imperdibile per chi ama (e chi segue con occhio anche critico) le serie tv. Alle ore 12.00 è' in programma l'incontro dal titolo “E’ già finita la Golden Age dei telefilm sulle reti italiane?”. Moderati dal Prof. Aldo Grasso, interverrano (in ordine alfabetico): Giorgio Buscaglia (Responsabile Programmazione Cinema e Fiction RaiDue); Laura Corbetta (Amministratore Delegato YAM112003); Carlo Freccero (Direttore Rai4); Marco Leonardi (Direttore contenuti Mediaset Premium); Carlo Panzeri (Vice-Direttore Rete 4); Alberto Rossini (Direttore Editoriale Canali Televisivi Digicast Spa ); Fabrizio Salini (Vice Presidente Fox Channels Italy); Luca Tiraboschi (Direttore Italia 1). Sulla scorta di una ricerca del CERTA (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), in collaborazione con l'Accademia dei Telefilm, sembrerebbe che...

sabato 21 novembre 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm tratti dai giornali italiani e stranieri

LA REPUBBLICA
Morto un Papi...si trasforma in "Angel"
"Al povero telespettatore che paga il canone, può capitare di sintonizzarsi intorno alle 19.30 su Rai 4, la "nuova" rete del servizio pubblico sul digitale terrestre e di imbattersi in un orripilante telefilm americano, intitolato Angel, a base di sesso e violenza, interpretato da personaggi che al momento di entrare in azione cambiano sembianze e si trasformano in vampiri. Sarà pure «una delle serie televisive fantastiche più amate dal pubblico mondiale degli anni Duemila», come recita trionfalmente una locandina pubblicitaria. Ma non ha proprio nulla a che fare con la missione del servizio pubblico. E non c'è neppure bisogno del "Qualitel" per impedire visioni del genere e per di più a quell'ora, nella fascia cosiddetta preserale, mentre i bambini hanno finito i compiti e le mamme stanno trafficando magari in cucina".
(Giovanni Valentini, 19.09.2009)

BLOG RAI4
Una replica coi...Buffy
Giovanni Valentini invoca interventi censori nei confronti di Rai 4. Poche pagine più in là prosegue la raccolta di firme in calce all’appello dei giuristi per la libertà di stampa. Sono stato tra i primi ad aderire e firmare l’appello. Ma mi chiedo: “E’coerente invocare la libertà di stampa ed insieme la censura?”. E’ una censura che chiede di espellere dal servizio pubblico i nuovi telefilm e per estensione anime e fiction non tradizionali. Vuole “normalizzare” la rete imponendole lo stile e la programmazione delle reti generaliste. Possibile che ogni volta che c’è un tentativo di rinnovamento, i benpensanti decidano (fortunatamente sino ad oggi senza successo) di stroncarlo sul nascere? Spiace vedere che sia sempre la parte “progressista” la più conservatrice. Ci interroghiamo perchè i giovani votino a destra e votino Berlusconi. Oggi solo la destra detiene l’immaginario e lo spettacolo, perchè finanzia e produce tutti i prodotti di culto delle nuove generazioni. Non è ora di riflettere? La cultura di oggi, l’immaginario della nostra epoca, deve essere a disposizione di tutti, non solo delle televisioni a pagamento. Oggi la fiction è serie e anime, non biografie di santi e di eroi del passato. Lasciamo questi prodotti a chi non condivide l’immaginario contemporaneo globale. Il servizio pubblico deve comunicare e diffondere ciò che è vivo. Non può continuare ad impersonare solo l’archeologia della comunicazione. Se la sua missione è una missione culturale, bisogna ammettere che accanto alle reti generaliste che ripropongono la cultura di ieri, esistano reti nuove che diffondano la cultura di oggi. La televisione sta vivendo una fase di rinascita e sperimentazione, nei confronti di un cinema che stenta a trovare nuove identità. Oggi le serie si traducono in film e non viceversa. Oggi la fiction americana ricostruisce intrecci narrativi complessi, mentre il cinema, per attirare il grosso pubblico, ha spesso sceneggiature elementari. Siamo in molti a condividere il culto per le serie televisive, per l’animazione giapponese, per i videogiochi, per gli scambi di informazione e di contatti in rete, per la convergenza tra mezzi digitali diversi, per un ruolo attivo dello spettatore. Difendiamo la nostra identità, combattiamo l’immaginal divide. (Se vuoi continuare a vedere le tue serie di culto, l’animazione giapponese e a partecipare coi tuoi suggerimenti all’identità di Rai 4, sottoscrivi questa lettera e inoltrala al sito di “La Repubblica” o scrivi a “La Repubblica” facendo riferimento a questo appello, aggiungendo le tue osservazioni e i tuoi suggerimenti)”.
(Carlo Freccero, 21.09.2009)

TV SORRISI E CANZONI
I telefilm vengono fuori...già con le parole
"E' cambiato il mio modo di guardare la tv. Non riesco più a vedere i film, le cose lunghe e lente. I telefilm americani, invece, sono eccezionali. Penso a 'CSI': i personaggi, i dialoghi, la sceneggiatura, è tutto perfetto. E poi amo i Simpson. Fantastici. Molto meglio di 'Porta a porta'".
(Vasco Rossi, 22.09.2009)

IL SOLE 24 ORE
Numbers&Fiction

“In Rai, nel 2008, la fiction nazionale ha subito un travaso da Raidue, che scende da 104 a 35 prime serate, a Raiuno, che sale da 166 a 191. L’incidenza della fiction sul totale del trasmesso è in calo sulle reti ‘ammiraglie’, dov’è più alta la quota della fiction italiana ed è in crescita nelle altre reti, dove prevale il prodotto d’importazione. Sia Rai che Mediaset hanno i loro produttori di riferimento: solo 4 su 36 lavorano per entrambi. Tra i tre maggiori fornitori di fiction nazionale in prima tv per numero di ore, due sono collegate a Mediaset: Mediavivere e Taodue”.
(Marco Mele, 29.09.2009)

METRO
“The Mentalist” in cattedra
“Niente da fare, la nostra fiction – autori, produttori, dirigenti – deve inchinarsi a quella straniera, di gran lunga superiore anche quando propone plot scivolosi. Penso a ‘The Mentalist’ con il fascinoso Simon Baker. Inaspettatamente avvincente”.
(Mariano Sabatini, 16.09.2009)

CORRIERE DELLA SERA
“Jonas”, un telefilm di formazione
“Al di là delle osservazioni più evidenti (regia, recitazione, sceneggiatura) non è facile cercare di spiegare il successo di prodotti Disney come ‘Jonas’. Si capisce che dietro a ogni prodotto c'è un lavoro di ricerca, c'è una grande attenzione alla psicologia dei più giovani, c'è un' indiscussa capacità professionale. Ma l'aspetto più sorprendente è che, dietro a una patina di normalità (una serie «normale» per ragazzi), s'intravvede uno sguardo rivolto al domani. Mentre la tv generalista è perdutamente rivolta al passato, è una fabbrica della nostalgia per un pubblico che ama più il passato del futuro, questa tv di settore guarda ed esprime un tenace desiderio di modernità. A suo modo, ‘Jonas’ è un telefilm di formazione: legge con molta attenzione la dimensione giovanile, non tanto e non solo nella sfera del quotidiano (le «problematiche») quanto piuttosto in quella dell' eterno confronto fra il materiale e l' immateriale, tra realtà e sogno”.
(Aldo Grasso, 20.09.2009)

sabato 9 maggio 2009

TELEFILM FESTIVAL 2009 - Freccero: "Gli spot restino sulla tv pubblica". Una lezione d'alta scuola del maestro televisivo incanta il pubblico del TF. Su Rai4 arrivano "Battlestar Galactica" e "Angel"
(ANSA) - MILANO, 9 MAG - Il presidente di Raisat e direttore di Rai 4 (canale del digitale terrestre del servizio pubblico), Carlo Freccero non sposa la linea Sarkozy, adottata ieri anche dal governo spagnolo di Zapatero, di togliere la pubblicita' dalle televisioni di stato. ''Guai a togliere la pubblicita' dal servizio pubblico'', ha affermato Freccero, durante la presentazione della sua rete al Telefilm Festival di Milano. Per lo storico autore televisivo, gia' direttore di Raidue, la pubblicita' costringe infatti anche la tv di stato a stare al passo con il mercato e ad essere competitiva. ''Pensate senza pubblicita' - ha affermato ironico Freccero - chi sceglierebbero in Rai... in questo la pubblicita' rappresenta il contropotere allo strapotere della politica''. Dal 2008 direttore di Rai 4, Freccero si e' augurato di poter restare alla guida sulla rete del dt anche dopo le nuove nomine attese a viale Mazzini. ''Mi sono affezionato a questa rete - ha spiegato Freccero - perche' per la prima volta non mi sono dovuto confrontare con le tv generaliste ma ho potuto mirare a SKy, cercando di pormi come sua alternativa''. Nel mese di aprile Rai 4, nella fascia 21-23 e' stata la terza rete per ascolti del bouquet digitale, dopo Sky Cinema 1 e Fox Crime. Parlando a ruota libera di tv e del suo futuro con il pubblico del Telefilm Festival di Milano, Freccero ha colto anche l'occasione per presentare le nuove serie, in gran parte americane, che arricchiranno il palinsesto di Rai 4. Accanto a numerosi fantasy, come "Battlestar Galactica" e "Angel", spicca la prima assoluta di "Swintgtown", che arriva in Italia dopo che le disinibite abitudini sessuali delle tre coppie protagoniste hanno creato grande scandalo negli Usa.

venerdì 13 marzo 2009

NEWS - Tutti in libreria, compagni! E' uscito Link N.7, "Mash-UP Television", sull'arte del riciclo e del remake nel piccolo schermo (telefilm compresi). Interventi, tra gli altri, di Carlo Freccero, Aldo Grasso, Gregorio Paolini, Marco Giusti...
È disponibile in libreria Link n. 7 "Mash-Up Television", dedicato alla televisione del remix, del riuso e del riciclo, il remake dei grandi classici del piccolo schermo, la replica sulle reti vecchie e nuove. Attraverso nuovi studi, ricerche e interviste a professori, giornalisti e professionisti del settore, il nuovo numero di Link racconta la creazione di nuovi significati e la nostalgia della tv del passato in modo inedito. Il tutto corredato da una grafica curatissima, ricca di illustrazioni d'autore. Tra gli argomenti trattati da Link n. 7 "Mash-Up Television":

OBAMA AND THE MEDIA
Usa 2008, una campagna elettorale nell'era della convergenza, di Cristian Vaccai. Everybody loves Obama. Lontano dai fumi della propaganda, ecco il racconto del ruolo giocato dai media, dal web alla televisione, nella grande partita elettorale che lo scorso novembre ha portato alla sua elezione a presidente. "Barack Obama ha rappresentato una "tempesta perfetta", una combinazione riuscita di personalità, messaggio e strategia comunicativa".

SCOPRI COSA È VERO
Le sigle delle serie tv americane di Violetta Bellocchio. La maggior parte delle serie in onda sui canali americani in chiaro non ha una sigla: due o tre minuti di prologo, poi arrivano il titolo e l'episodio vero e proprio. "Cosa si nasconde nella sigla di un telefilm: una porta da attraversare per conoscere luoghi e personaggi, un marchio che si imprime nella memoria dello spettatore. In viaggio tra mondi, possibili e impossibili".
COME CREARE UNA SERIE TV
Manuale di istruzioni per una scrittura davvero televisiva di Denis Mc Grath. Denis Mc Grath, autore televisivo americano, spiega le strategie essenziali per una scrittura seriale di successo. "Creare una serie televisiva è una cosa diversa dallo scrivere un film...Tutto sta nel trovare un motore... Joey, ad esempio, è stata l'arma segreta di Friends".
Arricchiscono Link n. 7 "Mash-Up Television" testi di Carlo Freccero; Fausto Colombo; Aldo Grasso; Gregorio Paolini; Carlo Antonelli; Violetta Bellocchio; Matteo Bittanti; Patrick Mc Grath; Dr Pira; Matthew Weiner; Antonio Dini; Tommaso Tessarolo e interviste a Piero Angela e a Marco Giusti.
Le illustrazioni del volume sono di Marco Corona, Moneyless, Puverille, John Doe (Andrea Facelli), Elena Giavaldi, Valerio Vidali, Luca Falcone. Il progetto grafico è realizzato da Marco Cedron (art director di Rolling Stone Italia). Link, edita da RTI, è la collana di libri dedicata al piccolo schermo ma più in generale ai media, che racconta i meccanismi dell'industria televisiva al di là dei luoghi comuni. Ogni numero approfondisce un argomento specifico dal punto di vista del prodotto, del business, dei mercati e delle tecnologie attraverso un dibattito con docenti universitari, personaggi e addetti ai lavori nazionali e internazionali. Direttore editoriale è Marco Paolini, direttore è Laura Casarotto.
Link / Sito Internet: http://www.link.mediaset.it/
LinkBlog: http://www.linkmagazine.blogspot.com/

martedì 15 luglio 2008

NEWS - Okkio a Rai4, la rete Rai diretta da Carlo Freccero alla ricerca di giovani e amanti del web
(ANSA) - ROMA - E' partita ieri sera con "Elephant", il film di Gus Van Sant, Palma d'oro al Festival di Cannes nel 2003 e vero e proprio cult dai giovani di tutto il mondo, la prima settimana di palinsesto di Rai4, la nuova tv del digitale terrestre free della Rai, che prende il via domani alle 21.00. ''Una rete per un pubblico giovane, che naviga su internet, sensibile alle suggestioni della moderna comunicazione'', spiega Carlo Freccero, presidente di Raisat (indicata dalla Rai come factory di Rai4). ''L'obiettivo - continua Freccero - sara' quello di trasformare, in alcuni casi, gli spettatori in autori, capaci di contribuire a creare alcuni dei programmi che andranno in onda con i materiali che propongono in rete. Il web sara', quindi, per Rai4 una fonte formidabile di raccolta. In questa fase di partenza, Rai4 si alimentera' soprattutto di serie americane cult, film e telefilm, cartoni animati, programmi musicali, oltre ai fuoricampo' di alcuni reality della generalista. Una sorta di riscaldamento dei motori - conclude Carlo Freccero - in attesa di una programmazione piu' completa, che comprenda produzioni di canale, sia di fiction che di programmi''. In prima serata, il palinsesto della prima settimana prevede film d'autore: martedi' 15 'Una canzone per Bobby Long', mercoledi' 'Million dollar baby' di Clint Eastwood, giovedi' 'Final destination', venerdi' 'Frequency-il futuro e' in ascolto', sabato 'Nella morsa del ragno' e domenica 'C'era una volta il West'. La seconda serata propone ogni giorno una serie americana diversa: lunedi' c'e' 'Day Break'; martedi' 'Six Degrees'; mercoledi' 'What about Bryan', giovedi' 'Codice Matrix', venerdi' 'Veritas'. A seguire, quotidianamente, l'appuntamento con 'Alias'. Lunedi' 14, dopo 'Alias', il film 'Last Days', sempre di Gus Van Sant, ispirato alla figura del leader dei Nirvana Kurt Cobain. Dal martedi', invece, dopo 'Alias', tornano i film di prima serata.La programmazione della domenica e' infine concepita come una vetrina, a partire dalle 15 del pomeriggio, delle serie proposte nel corso di tutta la settimana.

venerdì 7 marzo 2008

NEWS - Libreria delle mie brame. Esce l'imperdibile "Mondi Seriali" di Link, una raccolta di saggi su come e perchè la Televisione racconti la contemporaneità
A marzo 2008 arriva nelle principali librerie italiane “Mondi Seriali. Percorsi semiotici nella fiction”, libro edito da Mediaset-RTI per la collana Link Ricerca. La fiction televisiva, italiana o statunitense, si è imposta negli ultimi anni come il genere dominante della programmazione televisiva, sia per la capacità di attrarre grande audience sia per la qualità dei suoi contenuti, specchio o anticipazione dei cambiamenti nella società. Nel volume, che prende spunto dagli interventi presentati a un convegno svoltosi presso l’Università di San Marino nel giugno 2007, si confrontano numerosi studiosi di semiotica e alcuni addetti ai lavori. L’attenzione è duplice, sia alla dimensione teorica sia al contesto produttivo, e riesce a inquadrare l’argomento attraverso differenti punti di vista. Ne emerge un campo molto diversificato di approcci e di tematiche che vanno dall’analisi delle singole serie (da "24" a "Prison Break") e di interi generi (ad esempio i teen drama, la fiction di mafia) alla spiegazione delle modalità di rappresentazione (la suspense, l’happy end), dall’individuazione dei sottili confini tra fiction e realtà a inediti squarci nel “dietro le quinte” della macchina televisiva. In questo modo, telefilm popolari come "Dr. House", "Desperate Housewives" o "CSI" e serial di culto come "Twin Peaks" o, per altri versi, "Elisa di Rivombrosa", costituiscono lo spunto per più ampie riflessioni relative al linguaggio audiovisivo e al modo in cui la televisione riesce a raccontare la contemporaneità. Tra gli interventi pubblicati, si segnalano i contributi di Umberto Eco e di Carlo Freccero, che collocano l’attuale successo del genere telefilm all’interno delle dinamiche storiche della cultura e della comunicazione di massa. Un libro rivolto a tutti gli appassionati spettatori dei telefilm di maggiore successo. “Mondi seriali. Percorsi semiotici nella fiction”, edito da RTI, è distribuito esclusivamente nelle principali librerie italiane da PDE. Direttore editoriale della collana Link Ricerca è Marco Paolini, il coordinamento editoriale è di Laura Casarotto.

I curatori:
Maria Pia Pozzato insegna in numerosi corsi di Semiotica presso l’Università di Bologna ed è presidente dell'Associazione italiana studi semiotici (AISS).
Giorgio Grignaffini è vicedirettore Fiction presso il Gruppo Mediaset e svolge attività didattica e di ricerca presso l’Università Cattolica di Milano.

"Mondi seriali. Percorsi semiotici nella fiction", Link Ricerca, RTI, 352 pagine – 18 euro http://www.link.mediaset.it/, link2link@mediaset.it

martedì 4 marzo 2008

NEWS - "24", 6 la mia vita! Da domani (mercoledì) Jack "Daniel's" Bauer di nuovo on the road
(ANSA) - ROMA, 4 MAR - Arriva domani in seconda serata su Italia 1 l'attesa sesta stagione di "24", il telefilm che, in 'tempo reale', racconta in 24 episodi le 24 ore della vita del rude e violento agente federale Jack Bauer (Kiefer Sutherland). La narrazione riprende dopo 20 mesi dal quinto giorno e la popolazione americana si sveglia sconvolta da una serie di attentati suicidi avvenuti in varie citta' degli Stati Uniti. Attorno all'agente Bauer, una galassia di colleghi spesso doppiogiochisti e nemici spietati che colpiscono i telespettatori con omicidi efferati e imprevedibili. Anche per questo 24 ha fatto scandalo, come spiega Carlo Freccero nel saggio "Contro il tempo, contro lo spazio", contenuto in "Mondi seriali - Percorsi semiotici nella fiction", il libro edito da Mediaset in uscita venerdi' 7 marzo nell'ambito della collana Link Ricerca. ''24 ha creato scandalo - spiega Freccero - per la spregiudicatezza con cui contempla omicidio e violazione delle regole, da parte delle stesse forze dell'ordine, senza censure morali e, anzi, con la giustificazione della necessita'. La legge viene sistematicamente infranta in nome di una superiore necessita' di sicurezza''. E' il terrorismo, infatti, il soggetto del serial: ''Si vuole creare tensione - scrive ancora Freccero -, angoscia, paura. Si vuole lasciare lo spettatore senza fiato. Cosa puo' funzionare meglio del terrorismo? La trama della prima stagione di 24 e' tutta riassunta nella dichiarazione del protagonista che apre la storia: 'in questo momento dei terroristi complottano per assassinare un candidato alla presidenza, mia figlia e' scomparsa e qualcuno del mio ufficio forse e' implicato in tutto questo. Sono l'agente federale Jack Bauer, oggi sara' il giorno piu' lungo della mia vita''.

martedì 30 ottobre 2007

L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri
Pagina a cura di: Leo “Grant” Damerini

ARENA
No Ugly, no Betty

"Non sopporto 'Ugly Betty', quel suo prendere in giro le persone grasse lo trovo rivoltante...".
(Jaime Pressly, Agosto 2007)

ANSA
E' meglio distinguere

"Qui non siamo a 'CSI', dove si risolve tutto in mezz'ora".
(Alfonso Lauro, procuratore di Vigevano sull'omicidio di Garlasco, 18.08.2007)

VANITY FAIR
"'The OC' ha fatto bene a chiudere"

"'The OC' è stata una serie che si è consumata rapidamente, in genere ci vogliono decine di puntate prima che i personaggi si bacino, mentre noi abbiamo fatto in fretta ogni tipo di esperienza e così è stato giusto chiudere. Sexy io? Io avevo appeso il poster di Pamela Anderson. Lei si che è un tipo hot...non io. Non scherziamo".
(Adam Brody, 30.08.2007)

CORRIERE DELLA SERA
Dipietrismi telefilmici

"Le ispezioni d'agosto nei confronti dei magistrati sono inutili, buone tanto per fare qualche telefilm. Bisogna cambiare e fare le leggi che questo Stato si è dato".
(Antonio Di Pietro, 13.08.2007)

LA STAMPA
Quell'abitudine cult

"Un telefilm di richiamo basta per costruire rapidamente un'abitudine d'ascolto, e gli americani sanno ancora come inventarsi dei 'Dr. House' di grande richiamo popolare internazionale. In fondo anche Canale 5, a suo tempo, è nato con un doppio 'Dallas' settimanale".
(Paolo Martini, 06.08.2007)

LA STAMPA
Trucchi e cross-over

"In questo mese si sono intrecciati gli svariati «Law and Order», «Jag», «Ncis», un modo vagamente misterico per mantenere vivo l’interesse non solo verso i telefilm del presente, ma anche verso quelli del passato, e in una prospettiva futura: un futuro di repliche, sulle quasi si basa il palinsesto estivo mica solo della tv generalista. Anche le reti a pagamento si sono scatenate in «déja vu», truccando un po’ le operazioni. Ma i trucchi possono essere fondamentali, nella società dello spettacolo".
(Alessandra Comazzi, 28.08.2007)

VARIETY
"Californication", l'alter ego di "Weeds"
"'Californication' mette in difficoltà il telespettatore, il quale non sa verso chi nutrire simpatia. Il protagonista Hank (David Duchovny) ha la stessa voglia di piacere di Tony Soprano, ma guardandolo nella puntata-pilota - a bere troppo, insultare chiunque, finire a letto con donne tutte inappropriate - sembrerebbe che a nessuno importi che fine faccia. Duchovny ha da sempre doti comiche nascoste, come evidenziato al 'Larry sanders Show', così come la sua attitudine al sesso mostrata nella serie 'Red hoe Diaries', ma il suo recitare distaccato sembra indebolire la vitalità della serie in questione, che si accredita come logica accoppiata con 'Weeds'. Tuttavia, 'Californication' (dal titolo stupidamente azzeccato) non è un brutto posto in cui stare, a patto che gli sceneggiatori sorvolino in futuro sull'autocommiserazione di Hank".
(Brian Lowry, 19.08.2007)

CORRIERE DELLA SERA
"Brothers&Sisters", una storia che ci appartiene

"Uno dei pregiudizi nei confronti di 'Brothers&Sisters' è che racconta una storia che non ci appartiene, come se i rapporti fra i membri di una famiglia non fossero un classico di tutti i tempi e di tutte le latitudini. Troppo americana - si dice - troppi riferimenti che ci sfuggono, troppe situazioni che non ci sono proprie. Con questo criterio si capisce perché l' unica serie italiana che ha avuto successo internazionale è 'La piovra', che racconta storie di mafia. 'Brothers & Sisters' ci riguarda, eccome. Per come affronta i legami parentali, per come lascia entrare la realtà di tutti i giorni nel contesto familiare, per come tratteggia con finezza e profondità le psicologie dei singoli, per come sa catturare l' aria del tempo, per la grazia che la pervade. Un solo rammarico: le labbrone di Calista Flockhart, che quasi le impediscono di recitare e che molto fanno rimpiangere i tratti delicati di 'Ally McBeal' (e anche questa è una storia che ci appartiene...)".
(Aldo Grasso, 03.08.2007)

IL VENERDI
Telefilm, palestra mentale
"La tv intelligente è il nuovo serial americano. L'intelligenza non è nei contenuti ma nella complessità dell'intreccio narrativo: 'Lost', 'Dr.House', '24' hanno sceneggiature di una complessità tale che non ha precedenti nella letteratura e nel cinema. Sono una grande palestra per il nostro cervello".
(Carlo Freccero, 31.08.2007)

venerdì 29 giugno 2007

NEWS - Weekend oltre confine: a San Marino si parla di telefilm con Carlo Freccero e Umberto Eco!
(ANSA) - SAN MARINO - Un convegno all'Universita' di San Marino per studiare il fenomeno 'fiction' si terra' da oggi a domenica, nell'antico monastero Santa Chiara, promosso dal Dipartimento della Comunicazione dell'Ateneo, con la presenza annunciata - tra gli altri - di Umberto Eco, Carlo Freccero e Giorgio Grignaffini, responsabile fiction Mediaset. La 'tre giorni' analizzera' e studiera' un fenomeno tv sempre piu' importante, insieme a docenti e specialisti nel campo delle discipline semiotiche e della comunicazione di massa, giornalisti, sceneggiatori e professionisti della televisione. Negli ultimi vent'anni la tv italiana ha visto l'affermarsi progressivo di film Tv, sit-com, soap opera, serie, miniserie, serial che sono sempre piu' apprezzati dal pubblico e occupano una porzione sempre piu' consistente del palinsesto quotidiano di reti pubbliche e private. Accanto alle serie internazionali si e' assistito a un incremento della produzione nazionale, che in molti casi ha ottenuto successi di pubblico tali da creare veri e propri fenomeni di costume. Se e' indubbio che le storie televisive traggono i loro modelli dalla vita quotidiana, al tempo stesso contribuiscono a introdurre nuove sensibilita' e nuovi modelli di societa'. E la semiotica e' particolarmente adatta ad analizzare questo genere, perche' da sempre si occupa di organizzazioni narrative in tutti i campi, dalla letteratura al cinema ai mass media. Durante il convegno, anticipano i promotori, si parlera' tra l'altro ''del nuovo panorama dei generi di fiction televisiva, che sembrano oggi rinnovarsi e contaminarsi; del ruolo sempre piu' preponderante dei fattori sentimentali e corporei nelle trame, con sconfinamenti che a volte turbano il comune senso del pudore e suscitano proteste e polemiche; dell'introduzione di tematiche interculturali che derivano sia dalle caratteristiche interetniche dei protagonisti, sia dal fatto che i format migrano da un contesto nazionale all'altro; del rapporto fra i nuovi generi e il reality Tv''.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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