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sabato 3 marzo 2007

NEWS - Ascolti, "Lost" cala ancora (di poco, ma cala) in America
Ascolti monitorizzati in America per il "malato" "Lost", che alla sua decima puntata cala ancora (di poco, ma cala) e tocca il più basso risultato di sempre. Ecco nel dettaglio l'elettro cardio gramma dei sopravvissuti sull'isola misteriosa.

Eps. 1 - 4 Oct 06 - 19% di share sui 18-49 anni, 18.8 milioni di individui
Eps. 2 - 11 Oct 06 - 17% di share sui 18-49 anni, 16.9 milioni di individui
Eps. 3 - 18 Oct 06 - 16% di share sui 18-49 anni, 16.3 milioni di individui
Eps. 4 - 25 Oct 06 - 17% di share sui 18-49 anni, 17.1 milioni di individui
Eps. 5 - 1 Nov 06 - 16% di share sui 18-49 anni, 16.1 milioni di individui
Eps. 6 - 8 Nov 06 - 17% di share sui 18-49 anni, 17.1 milioni di individui

Da metà novembre la serie è stata sospesa e sostituita con “Day Break”. Alla ripresa, mercoledì 7 febbraio, ABC ha fatto slittare "Lost" alle 22:00, per smarcarlo da “American Idol” (Fox) e da "Criminal Minds" (CBS). Quest’ultimo, in autunno, aveva spesso battuto "Lost" in valori assoluti sugli individui.

Eps. 7 - 7 Feb 07 - 15% di share sui 18-49 anni, 14.5 milioni di individui
Eps. 8 - 14 Feb 07: 14% di share sui 18-49 anni, 12.8 milioni di individui
Eps. 9 - 21 Feb 07: 15% di share sui 18-49 anni, 12.9 milioni di individui
Eps.10 - 28 Feb 07: 15% di share sui 18-49 anni, 12.7 milioni di individui

venerdì 2 marzo 2007

NEWS - Aggiornamento ultima ora, ancora guerra di dichiarazioni a "Grey's Anatomy". Katherine Heigl su tutte le furie con i produttori del telefilm dopo le notizie uscite sulla sua richiesta d'aumento
Katherine Heigl è su tutte le furie per le notizia trapelata sulla sua richiesta d'aumento ai produttori di "Grey's Anatomy". Con "People" la bella interprete di Izzy nel telefilm ha sfogato oggi la sua rabbia: "Sono imbarazzata che il mio salario sia diventato oggetto di discussione pubblica e sono amareggiata che la Touchstone (la casa di produzione del telefilm, n.d.r.) si sia sentita obbligata a divulgare trattative riservate. Avrei sperato di risolvere la questione privatamente con i responsabili. La rinegoziazione del mio contratto è stata avviata con quel rispetto che loro non hanno avuto nei miei confronti". Bum! Una dichiarazione tranchant che prevede sviluppi ancora più cupi di quello che sembrava. E i toni rassicuranti dei giorni scorsi dell'ABC sul contratto pluriennale firmato dalla Heigl, che ora si connota come capestro nei suoi confronti, vanno a farsi benedire. Pace sempre più armata sul set, dunque, anche se la Heigl rassicura i fans: "continuo ad amare il mio personaggio". Già, ma fino a quando?
NEWS ESCLUSIVA - Katherine Heigl lascia il cast di "Grey's Anatomy"?
I produttori del telefilm più visto d'America le hanno rifiutato un aumento. Ancora tensioni sul set del serial cult dopo gli insulti omofobi di Isaiah Wahington al collega T.R Knight
Katherine Heigl
fuori dal cast del serial medico di culto "Grey's Anatomy"?
L'interprete della bella dottoressa Izzie Stevens sarebbe infatti ai ferri corti con la produzione del telefilm che attualmente è il programma più visto in America e che dal 16 marzo conquisterà tutta la prima serata del venerdì di Italia 1 con il raddoppio di episodi dopo la fine di "Dr.House". Al centro del contendere ci sarebbe soprattutto la richiesta d'aumento del compenso da parte della Heigl, la quale chiede di essere equiparata agli altri membri del cast a livello economico, Sandra Oh e Isaiah Washington in testa. Secondo indiscrezioni, l'attrice se la sarebbe anche presa per la decisione di affidare lo spin-off di "Grey's Anatomy" alla collega Kate Walsh, colei che veste il camice dell'affascinante dottoressa Addison Shepherd, la moglie ritrovata del "Dottor Stranamore" Derek Shepherd (Patrick Dempsey). Una scelta che avrebbe contrariato e colto di sorpresa non solo la Heigl, ma anche, tra gli altri nomi, la protagonista Ellen Pompeo, interprete della dottoressa Meredith Grey. Quest'ultima rivendica il fatto di non essere stata nemmeno avvisata, mentre in realtà la produzione avrebbe scelto di affidare il ruolo da protagonista dello spin-off di "Grey's Anatomy" alla Walsh sulla scorta di alcuni sondaggi interni al network ABC che rivelavano un boom in ascesa di preferenze da parte del pubblico per la figura della dottoressa sexy e un pò cinica Addison, a discapito della più dolce e romantica collega Grey. In pratica, si tratterebbe di una sorta di operazione di salvataggio nei confronti del personaggio a cui dà vita la Pompeo e, nel contempo, un'occasione unica per sfruttare al meglio l'inaspettato successo della figura incarnata dalla Walsh. Sempre ABC ha negato infine la dipartita di Katherine Heigl dal set, pur usando parole ferme e decise, che puntano sui vincoli contrattuali e non negando dissidi a livello economico: "Katherine fa parte integrante del successo di 'Grey's Anatomy' e fortunatamente abbiamo un contratto a lungo termine con lei, che assicura la sua presenza per molti anni. Coniugando il suo strepitoso talento al successo della serie, abbiamo proposto a Katherine una compensazione significativa al suo contratto vigente. I fans stiano tranquilli: vedremo Izzie per molti altri anni". La domanda che striscia tra gli addetti ai lavori è: Katherine Heigl sarà rimasta soddisfatta della "compensazione significativa" accennata da ABC? Il tira-e-molla della Heigl sul contratto giunge comunque dopo una sequela di tensioni sul set di "Grey's Anatomy" che hanno addirittura conquistato le prime pagine dei giornali americani. Su tutte, quella del diverbio tra Isaiah Washington (interprete del dottor Preston Burke) e il resto del cast quando l'attore ha insultato con un epiteto omofobo il collega T.R. Knight, il quale ha scelto in seguito di fare "coming out". Proprio Katherine Heigl, a margine dei recenti Golden Globes, ha fermamente accusato Washington per quanto accaduto, intimandogli di "chiudere la bocca" sull'argomento. Già in precedenza lo aveva criticato aspramente durante il seguitissimo "Ellen DeGeneres Show". La produzione del telefilm e la ABC, per tutta risposta, hanno obbligato Washington a collaborare con le associazioni di attivisti gay: una linea soft che non sembra aver placato le tensioni sul set del serial più visto e chiaccherato in America.

giovedì 1 marzo 2007

GOSSIP - Le ex di "Dawson's Creek" Katie Holmes e Michelle Williams danno un taglio (di capelli) col passato
Le ex protagoniste di "Dawson's Creek", Katie Holmes e Michelle Williams, danno un taglio (di capelli) col passato. Unite da un taglio sbarazzino da campanellino, a dire il vero. Già nelle settimane scorse la Williams, prosimamente nei cinema americani con "The Tourist", si era alleggerita della sua bionda chioma (si dice per esigenze di scena). Oggi la segue a ruota anche la sua ex collega di set Katie Holmes, avvistata in compagnia della sempre più ciuffata Victoria Beckham (sembra uscita dagli Human League!), alla quale l'ex interprete di Joey in "DH" sembra abbia rapito il parrucchiere.
NEWS - Josh Holloway: "Sono perso di Jessica Alba".
Sebbene sia sposato con Yessica dal 2004, Josh Holloway, l'interprete di Sawyer in "Lost", si dichiara "perso" di Jessica Alba. O meglio: è colei che vedrebbe meglio al suo fianco in un articolo di gossip. Il bel Josh, che sta per uscire nei cinema americani con il thriller ""Whisper", in cui veste i panni di un rapitore di bambini, rivela però anche sogni al limite della gerentofilia, ponendo sul podio dei suoi desideri anche Barbra Streisand e Sophia Loren. "Quest'ultima l'ho vista una sera in un ristorante e ho sentito l'impulso di andare al suo tavolo...". Chissà la faccia della consorte Yessica, con la quale condivide "un rapporto libero". Prima del matrimonio, però!

(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "TU")
TELEFILM MON AMOUR - La rubrica in cui voi commentate la vostra serie tv preferita (o quella più detestata, deludente, curiosa...)
Al via da oggi, la rubrica settimanale in cui commentate la vostra serie tv preferita, oppure anche quella più detestata, quella che vi ha più deluso, quella che vi ha incuriosito...Insomma, mano alla tastiera: di qualsiasi serie tv vogliate scrivere o commentare, "Telefilm Cult" è a vostra disposizione: scrivete il vostro articolo-commento a telefilmcult@yahoo.it.

"Weeds": altro che Wisteria Lane e Twin Peaks! Ad Agrestic non ci sono segreti

Articolo di Elena Palin

Little boxes on the hillside, little boxes made of ticky tackyLittle boxes on the hillside, little boxes all the sameThere's a green one and a pink one and a blue one and a yellow oneAnd they're all made out of ticky tacky and they all look just the same.

And the people in the houses all went to the universityWhere they were put in boxes and they came out all the same,And there's doctors and lawyers, and business executivesAnd they're all made out of ticky tacky and they all look just the same
”.

“Scatolette sulla collina, scatolette sincronizzate. Scatolette sulla collina,scatolette tutte uguali. Ce n'è una verde e una rosa, una blu e una gialla. Sono tutte sincronizzate e sembrano tutte uguali. E le persone nelle case sono tutte andate all'università. Dove sono state messe dentro scatole e ne sono uscite tutte uguali. Ci sono dottori e avvocati e dirigenti d'aziendaSono tutti sincronizzati e sembrano tutti uguali”

Non poteva esserci canzone migliore di quella di Malvina Reynolds per aprire uno dei telefilm più politicamente scorretti degli ultimi anni. Su queste note parte "Weeds" (“erbacce”), la serie creata da Jenji Kohan, in America in onda su Showtime già alla seconda stagione, in Italia attualmente in onda su Sky Show, dopo essere stata trasmessa a notte fonda da Raidue.
Personaggio principale è Nancy Botwin, interpretata da una fantastica Mary Louise Parker, casalinga disperata all’ennesima potenza che, dopo la morte del marito, per mantenere l’alto tenore di vita, si ritrova a spacciare marijuana. Personaggio principale, appunto, perché la vera protagonista di questo telefilm è la cittadina di Agrestic con le sue “scatolette tutte uguali”, i suoi “dottori e avvocati e dirigenti d’azienda tutti sincronizzati e tutti uguali”, che nascondono sotto un’apparente facciata di perbenismo, una serie infinita di vizi e tradimenti. A prima vista sembrerebbe un remake di Desperate Housewives, ma come dice Celia (Elizabeth Perkins), uno dei personaggi più controversi della serie, quando davanti ad una Nancy imbarazzata ammette candidamente di essere a conoscenza dei tradimenti del marito: “Lo sanno tutti, non ci sono segreti in questa città”. Ed è proprio questa la differenza con le casalinghe di Marc Cherry: ad Agrestic, tutti, anche se fingono di non sapere, sanno tutto di tutti. L’unico segreto è proprio quello di Nancy, la quale, paradossalmente, si distingue per una grande ingenuità che la porta ad accorgersi sempre in ritardo di tutto ciò che le accade intorno. A causa del suo “lavoro” Nancy vive in bilico tra due mondi: il mondo patinato dei bianchi, lussuoso e fondato unicamente sull’apparenza, in cui le coppie si sfasciano o sopravvivono grazie a massicce dosi di tranquillanti, e la periferia nera, dove risiede la famiglia da cui si rifornisce d’erba, capeggiata da Heylia, la quale, nel 5°episodio, giustamente sentenzia:”in questa casa regna la pace!” ma è subito pronta a lanciarsi sotto il tavolo e ad uscirne armata di mitra nel momento in cui i vetri vengono distrutti da una serie di colpi di pistola provenienti dall’esterno. Ma, nell’immaginario di Jenji Kohan, sono proprio i neri, l’irascibile Heylia, l’avida Vanita, e il sognatore Conrad, a vivere realmente e a rendersi davvero conto di ciò che li circonda, tanto che, nel primo episodio le mamme della scuola elementare osservano la borsa di Nancy con invidia, domandandosi come avrà fatto ad acquistarla, e sono invece i neri a notarne i difetti e le imperfezioni! Oltre a gestire i più assurdi clienti, la protagonista deve confrontarsi con i figli: il piccolo Shane che, traumatizzato dalla morte del padre, si ribella alle regole scolastiche scrivendo rap che inneggiano alla violenza contro i compagni e vendendo t-shirt con la scritta “Chris died for your sins”, e l’adolescente Sailas che viene beccato dalla polizia “strafatto di acido” e non accetta l’autorità della madre perché è a conoscenza della sua attività. Come se non bastasse, per casa girano la tata Lupita e il perdigiorno Andy, cognato di Nancy, forti elementi di comedy con le loro battute al vetriolo e le loro strampalate teorie. Nel 2°episodio, Lupita, messicana di circa sessant’anni, si lamenta per il caldo:”Creo que estoy in menopausa. Prima penso che devo avere altro bambino e piango. Dopo me recuerdo! No, porque estoy in menopausa! Y dico: Gracias a Dios!”. E come definire invece Doug, contabile di Nancy, e suo fedele cliente, che le suggerisce la copertura della pasticceria, e che si dichiara a favore di Bush perché, dice ad Andy, “Mi piace sua moglie. Compravo il fumo da lei quando ero studente!” ? Molto interessante l’elemento metatelevisivo –la tv nella tv- qui ampiamente sfruttato: è una videocamera a permettere il flashback (fiction italiane: prendete esempio!) dei protagonisti, mostrando le immagini di Giuda, ormai defunto, mentre era felice con la moglie e i figli; Lupita e Shane guardano continuamente Telemundo e Wilderness Channel dove va in onda il loro programma preferito “La caccia all’orso”. Il piccolo schermo è in continuazione al centro della sceneggiatura o sulla bocca dei personaggi: Nancy guarda Law & Order, perché trova “il detective Brisco molto confortante”, mentre la sua amica Celia, mentre è in appostamento per scovare il marito con la maestra di tennis, le confida candidamente: “Pensavo di inseguire quella troia di tennista e massacrarla con il cric della mia auto, ma non ho programmato la registrazione di "The Shield", quindi…Credo che me ne andrò a casa…Sai, adoro il protagonista!”. Ricapitolando: personaggi ben delineati nella loro complessità, dialoghi ritmati, battute fulminanti e una colonna sonora talmente perfetta in ogni scena da sfiorare in alcune sequenze quasi la regia del videoclip. Da vedere la fine del 4°episodio, nel quale sulle note di una musica rock che si alza a poco a poco, le scene si susseguono via via più freneticamente, diventando sempre più angoscianti, fino a quando entra in scena un aereo che scarica sulla casa di Celia una serie di casse di coca cola light: il tetto si distrugge, la musica si blocca, e Celia, noncurante della casa devastata, si rivolge al marito senza preamboli: “Ho il cancro”. SIGLA. Per approfondire meglio "Weeds", il canale Showtime ha dedicato al telefilm un ricchissimo sito -www.sho.com/site/weeds/home.do- in cui lo spettatore può immergersi completamente in questo mondo di eccessi, guardando le interviste “viziose” dei protagonisti, leggendo le loro biografie, e osservandoli nel “Behind the Scenes”. E’ inoltre possibile scaricare la colonna sonora di ogni singolo episodio e rivedere le parti che più hanno appassionato; entrare nello Store per acquistare le ultime novità della serie, scaricare podcasts e screensaver e, addirittura, intraprendere un viaggio in Agrestic sponsorizzato dall’Agrestic Tourism Board! Mentre all’epoca di "Twin Peaks" si organizzavano pullman che portassero al Double R Cafè, l’unico luogo reale della serie, poiché la cittadina aveva loco nella mente visionaria di David Lynch, nell’era delle nuove tecnologie basta un clic sul pulsante del mouse ed è possibile visitare, in compagnia del folle contabile Doug Wilson, una cittadina che nemmeno esiste!

mercoledì 28 febbraio 2007

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti dai giornali italiani e stranieri sui telefilm

AFFARI ITALIANI
Le confessioni di Agostino

“Se le serie americane come 'Desperate Housewives' e 'Lost' fanno ascolti il tutto il mondo e su Raidue no, vuol dire che qualcosa non va e bisogna lavorare non tanto sul prodotto quanto sulla piattaforma».
(Agostino Saccà, Direttore RaiFiction, 28.02.2007)
NEWS - Per Sanremo tutti a casa (nel senso di House!): neanche il Festival della canzone scalfisce il pubblico del mitico dottore col bastone
(ANSA) - ROMA, 28 FEB - Si puo' discutere di prime time e medie ponderate e giocare un po' con i numeri, magari giudicando 'apprezzabile' il risultato, ma una cosa e' indiscutibile: il Festival di Sanremo perde costantemente il pubblico 'pregiato', quello dei giovani, quello, per intenderci che segue una rete come Italia 1 e che ieri ha premiato come sempre, come se Sanremo non ci fosse, "Dr. House". E' il dato principale che emerge da un'elaborazione della societa' Barometro per l'ANSA. Il Festival dello scorso anno, condotto da Giorgio Panariello e giudicato unanimamente uno dei piu' brutti (pur avendo recuperato qualcosa nella media della prima serata rispetto a quelli di Baudo del 2003 e della Ventura del 2004), aveva fatto registrare un 41,94% nel pubblico dei giovani 18-34 anni in prime time (fino alle 22:49). Rispetto a quel dato, gia' molto inferiore rispetto a quello dell'anno precedente, col festival di Paolo Bonolis (56,62%), la prima serata dell'edizione di quest'anno ha perso ulteriormente, passando al 39,57%, piu' di due punti percentuali. Ad aver abbandonato il Festival per altri lidi (serie tv, satellite ecc.), sottolinea l'elaborazione di Barometro, sono soprattutto i maschi: la cifra piu' bassa rispetto all media fatta registrare dalla prima parte (43,8%) e' infatti quella dei giovani uomini tra i 15 e i 24 anni (24%); lo stesso target che ha premiato oltremisura "Dr.House" che in quella fascia di eta' e sesso ha raggiunto il maggior pubblico col 33,2%. "Dr. House" ha avuto nella fascia generale 15-24 anni (maschi e femmine) il 30.5% di share e in quello 25-34 anni il 24.6% rispetto ad una media che e' stata di poco piu' del 15%. Stesso successo in quelle fasce per Il Bivio, che ha seguito "Dr. House": 24,2% per i 15-24 anni e 15,8% per i 25-34 anni. Significativamente, al contrario, la percentuale di ascolto piu' alta per la prima serata del Festival di Baudo XII e' quella delle donne over 65 anni (57,03%). Un dato confermato dai numeri generali delle varie fasce che crescono col crescere dell'eta': 36,89% per gli under 18, 39,57% per i 18-34 anni, 40,54% per i 35-54 anni e 48,54% per gli over 55. Il profilo dello spettatore tv d'altra parte riflette abbastanza bene l'identikit di quello che si muove e arriva fino a Sanremo per vedere dal vivo i big della musica: eta' piu' vicina ai 50 che ai 30 e casi come quelli di Salvatore e Lucina, di Pomezia, al quarantesimo Festival o di Genco Russo, partito dalla Sicilia per portare l'anziana mamma a vedere Pippo Baudo dal vivo. E forse no e' un caso che proprio la Sicilia e' tra le regioni che hanno premiato maggiormente Sanremo (57%) anche se la percentuale maggiore e' andata alla Puglia (59,2%). In generale, come spesso succede a Raiuno tranne alcuni casi che riguardano la fiction, questa prima serata del Festival e' stata premiata dal Sud e dalle isole (49,3%) e dagli spettatori con istruzione elementare (51,4%).
NEWS - E' il giorno di Jack Bauer: Kiefer Sutherland fa "outing" a West Point contro la tortura dei prigionieri terroristi
(ANSA) - NEW YORK- Kiefer Sutherland, la star del controverso show televisivo '24', ha accettato l'invito di parlare all'accademia di West Point contro la pratica della tortura nei confronti dei prigionieri della guerra al terrorismo. Sutherland, che in tv ha il ruolo dell'agente della Cia Jack Bauer, ha deciso di parlare ai cadetti dopo che alcuni generali avevano protestato che le scene rappresentate nello show avevano creato un tragico malinteso influenzando i giovani allievi ufficiali. Contro Bauer, che in uno degli ultimi episodi ha addirittura torturato suo fratello, aveva sparato a zero un mese fa contro il generale Patrick Finnegan, preside di West Point, che aveva incontrato i produttori del serial a Los Angeles per contestare la premessa politica del telefilm, che la lettera della legge americana debba essere sacrificata sull'altare della sicurezza del paese. In allarme perche' le torture banalizzate su '24' hanno avuto un impatto negativo sull'addestramento dei cadetti, Finnegan aveva chiesto a Joel Surnow, l'ideatore dello show, di cambiare rotta. Surnow, un creativo di destra, gli aveva risposto picche. Inesistenti prima dell'11 settembre, gli episodi di torture nella fiction tv sono svettati nel 2003, l'anno della guerra in Iraq, per assestarsi a un centinaio ogni anno nella fascia del prime time e una fondamentale differenza rispetto al passato: non sono solo i cattivi che commettono abusi, molto piu' spesso sono gli eroi come Bauer a torturare. La polemica aveva trovato generali e genitori sullo stesso fronte di Human Rights First, l'organizzazione per i diritti umani che ha chiesto al team di '24' di censurare le scene di abusi. '24' e' uno degli show piu' adrenalinici della tv americana: le avventure vengono narrate in tempo reale con episodi che raccontano un'ora nella giornata di Bauer e ciascuna stagione corrisponde ad un giorno solare.
NEWS - Rock e Telefilm: Kiefer Sutherland firma un modello delle mitiche chitarre Gibson
Quando Kiefer Sutherland creò l'ormai celebre personaggio di Jack Bauer nella fortunata serie televisiva "24" aveva al suo attivo oltre 50 film. Considerato uno dei migliori attori della sua generazione, Sutherland si è distinto per la straordinaria capacità di calarsi nella parte. E con la stessa passione si dedica alla chitarra. La relazione tra Sutherland e la sei corde dura ormai da tempo e questo amore per la musica lo ha spinto a sostenere i musicisti che ammira maggiormente. Sutherland ha fondato a Los Angeles gli studi Ironworks, dai quali sono usciti talenti come Rocco DeLuca, Jude Cole, Ron Sexsmith e Mozella. Kiefer adora tutto ciò che ha a che fare con le chitarre e possiede un'incredibile collezione di Gibson vintage. Traendo ispirazione dalle sue chitarre preferite, Kiefer ha lavorato con i liutai del Custom Shop per progettare un fantastico modello Inspired By basato su una Custom CS-336 di cui si era innamorato. Durante l'intero processo Sutherland si è dimostrato umile ed entusiasta di collaborare con Gibson Custom per realizzare una chitarra che avrebbe tratto ispirazione da alcune delle Gibson più belle di tutti tempi, pur restando un prodotto dedicato ai musicisti di qualunque età o livello. Il risultato è la bellissima e inconfondibile KS-336, che va ad impreziosire la serie Inspired By. "Io suono per il piacere di farlo, per divertirmi - afferma Sutherland -. Quando a tarda notte tutti i musicisti professionisti se ne sono andati dallo studio, accendo una luce e rimango lì a suonare per ore. Mi piace da morire".

Com'è nata l'idea di sviluppare la KS-336 insieme al Custom Shop?
"Agli Ironworks abbiamo instaurato una bellissima relazione con Gibson. Per un po' abbiamo addirittura avuto un paio di chitarre che erano state usate sul set di 24. Qualcuno ha scoperto che avevo una collezione e abbiamo cominciato a parlare delle mie chitarre, che sono soprattutto Gibson. Ne ho quasi 60 (ride). Una delle chitarre che Gibson mi ha mandato in prova era la CS-336, che adoro. Una delle cose che trovo incredibili di quella chitarra è che ha un sacco di caratteristiche della Les Paul e altrettante della 335, che a mio avviso sono due chitarre nettamente diverse. Ha il sustain della Les Paul e la gamma dinamica della 335. È leggerissima, mi è arrivata in questo pacchettino. Ho pensato che era una chitarra estremamente versatile. Se uno ha intenzione di comprarsi soltanto una chitarra, questa è la soluzione perfetta perché ti permette di fare tantissime cose. Un'altra cosa che mi fa impazzire è il pickup classico del '57. Avevo una 335 del '68 con una strana patina dorata: era talmente scolorita che in pratica il primo strato di vernice era scomparso. Probabilmente era rimasta al sole nella vetrina di un negozio per 15 anni. Pensai: "La 336 deve avere la stesso fascino". Così cominciai a parlarne con i tizi della Gibson e credo che loro avessero già progettato la chitarra nella loro testa. Ma siccome io li avevo chiamati, hanno lasciato che ci mettessi il mio nome (ride), che è stata una cosa molto carina, molto carina".

Hai una collezione veramente incredibile di Gibson vintage. Quali sono le tue preferite?
"Ho una Les Paul del '59, che ovviamente è la punta di diamante. È una delle Flame più belle che abbia mai visto. Ho delle 335, delle 345, cinque Les Paul Junior degli anni '50 in condizioni eccellenti, qualche TV Yellow e Sunburst, alcune Les Paul Special, una Firebird totalmente originale e un'ampia scelta di SG, un'altra delle mie chitarre preferite. Poi ho una rarissima SG Junior burgundy sparkle dei primi anni '60. È una chitarra da urlo. E sai una cosa? La 336 si difende benissimo. Quella chitarra ha un che di favoloso. Le stavo facendo delle foto insieme a un amico fotografo, che lavora nel settore della musica, e lui mi ha detto che una delle chitarre più belle che abbia mai visto. La patina che sfuma nella vernice color oro ad opera dei ragazzi del Custom Shop è qualcosa di straordinario e sono certo che gli ci è voluto un sacco di tempo per realizzare quell'effetto. Occupa un posto particolare all'interno della collezione e salta subito all'occhio dei musicisti che mettono piede nella stanza. È una delle prime chitarre che prendono in mano".

Cosa ti ha spinto a collezionare chitarre?
"Ho iniziato a collezionarle perché avevo un paio di amici, Jude Cole e Ron Aniello, due musicisti eccellenti che però non avevano un soldo da sbattere contro l'altro. Non avevano i soldi neanche per comprarsi le chitarre con cui andare in tour. Allora presi una Les Paul, una Junior e una vecchia 335 che avevo in casa e gliele prestai. Le collezionavavo così, per sfizio, e gliele prestai volentieri. Loro però erano molto orgogliosi e non volevano accettarle. Ma io insistei: "Ragazzi, non fate complimenti: le usate in tour e poi me le riportate". Se le sono tenute per un po' e ci hanno inciso un paio di ottimi dischi. Jude è stato il primo a richiamarmi dicendo: "Ehi, ho qui le tue chitarre, le rivuoi?". Io risposi di sì e quando anche Ron me le restituì mi resi conto di avere due o tre rack di chitarre! Ma era una collezione disorganizzata. Le aggiunte successive sarebbero state una Explorer, una Les Paul e una 335. Pensai: "Mi bastano altre due Junior per riempire tutto quel rack da sei!". (ride) Le comprai e quando un giorno Jude venne in studio e prese una delle Les Paul Juniors, disse: "Questa è una delle migliori chitarre che abbia mai suonato". Allora cominciai a fare a gara con lui e le sua collezione, dapprima per scherzo, poi mi sono fatto prendere la mano. (ride) Sono sempre in cerca di vecchie Les Paul e Les Paul Junior. Adoro le Les Paul Special, le TV Yellow e le 335. Ho una 335 del '58 con il manico incollato, che è probabilmente uno dei pezzi più pregiati della collezione. È fuori di testa. Sunburst scuro, una vera bomba. Ecco cos'hanno di speciale i PAF. Ho la Les Paul del '59 e la 335 ? sono le uniche due in mio possesso che montano PAF originali ? e il suono è nettamente più corposo e profondo di qualunque altro pickup in circolazione. Hanno qualcosa di veramente unico. I PAF hanno una risposta dinamica eccezionale sia con una hollow-body come la 335 che con una solid body come la Les Paul. Il mio è un tributo a chi ha realizzato quelle chitarre. Sei considerato uno degli attori più popolari della tua generazione".

Come si concilia questo con l'essere un musicista?
"Beh, sai una cosa. Diciamo che sono più un fan dei musicisti più che un musicista vero e proprio. Non arriverò mai ai livelli di un chitarrista come Jude, ma suonare mi piace. Una delle cose più interessanti riguardo alla realizzazione di una chitarra è che ne ho un paio che, per varie ragioni, sarebbero perfette per un musicista serio, mentre per uno che con la chitarra si diletta soltanto risultano abbastanza difficili da suonare. Mi sono chiesto: "Perché Gibson dovrebbe contattare me per progettare una chitarra?". Sono giunto alla conclusione che io sono quello che le chitarre le compra. Io suono per il piacere di farlo, per divertirmi. Quando a tarda notte tutti i musicisti professionisti che sono andati dallo studio accendo una luce e rimango lì a suonare per ore. Mi piace da morire. Non lo faccio perché sto cercando disperatamente di scrivere un brano di successo o perché devo assolutamente finire di registrare un pezzo, ma semplicemente perché mi piace. Quando devo comprare una chitarra presto attenzione a determinate caratteristiche che ai chitarristi professionisti non interessano. Io cerco manici non troppo grossi, tasti di medie dimensioni per riuscire a fare il bending, ma che non facciano scordare la chitarra quando suono molti accordi. Cerco un equilibrio fra tutte queste cose. Ecco cosa intendo per versatile. Abbiamo cercato di realizzare una chitarra versatile che uno può iniziare a suonare a 12 anni e che poi lo accompagnerà per il resto della sua vita. Io cominciai a suonare la chitarra quando avevo più o meno 12 anni. Purtroppo verso i 18 ebbi la sfortuna di conoscere Jude Cole e altri ragazzi e ben presto capii che non sarei mai stato capace di suonare come loro. Ciononostante continuo a provarci. (ride). Per me è motivo di grande soddisfazione aver partecipato alla realizzazione di questa chitarra, perché un oggetto che un professionista può prendere e cominciare a suonare e tirarci fuori un suono eccezionale, ma anche uno come me può suonarla tranquillamente senza il minimo impaccio, cosa che non accade con molte altre chitarre. Ho una Explorer per la quale alcuni musicisti vanno pazzi, ma ha un manico enorme. Sembra una mazza da baseball. Per chi non ci è abituato, è veramente impossibile da suonare. La 336 è un mix equilibrato di tutti questi elementi ed è questa la cosa più importante".

Chi ti ha spinto verso la sei corde?
"Oh, direi Jimmy Page. Avevo un fratello maggiore, per cui quasi tutta la musica che ascoltavo, soprattutto Beatles e Elton John, erano i dischi che mi passava lui. Questo finché non sentii il primo disco dei Led Zeppelin, e 12 anni è l'età perfetta per farlo, ti fa venire voglia di spaccare il mondo (ride). Mi ricordo anche Tom Scholz di Boston. Il suono della sua chitarra mi lasciava assolutamente esterrefatto, era potentissimo. Con queste chitarre la gente creava sonorità uniche e personali. Ero anche un grande fan di Angus Young e dei T. Rex. C'erano un sacco di chitarristi che mi piacevano e avevano tutti un suono sporco, tagliente".

C'è stato un momento preciso in cui ti sei detto: "Ehi, so suonare!"?
"Sì, quando ho imparato una canzone di Jimi Hendrix. Era "Little Wing" o "The Wind Cries Mary"? una delle due. Per un momento riuscii a stupire i miei compagni di classe. Fu la prima volta che suonai qualcosa e pensai: "Caspita, mica male". Ma il problema più grosso, la cosa che mi dava più fastidio - almeno ci avessi provato, ma mi sentivo a disagio - era il fatto di non saper cantare, ma non mi ci dedicai mai seriamente. Imparavo metà canzone e poi mi annoiavo, perché che senso ha suonare la strofa tre volte se non ci canti sopra? (ride) Ecco il mio consiglio a tutti quelli che stanno cercando di imparare. Non importa se siete stonati come una campana, abbassate la chitarra di qualche tono se necessario, ma suonate la canzone dall'inizio alla fine".

Entrambi tuoi genitori sono attori. La musica è qualcosa che senti più intimamente tuo?
"Assolutamente sì. Sono cresciuto in un ambiente molto creativo, ma non volevo dedicarmi alla recitazione. Anche se avevo cominciato ad esibirmi a teatro fin da piccolo, volevo fare qualcosa che fosse mio. Mi piace essere in grado di mettere insieme tre o quattro accordi, creare una canzone e buttare giù un testo. È bellissimo. Ma siccome non cantavo, c'erano dei momenti mentre studiavo la chitarra in cui le cose diventavano veramente difficili ed è quello il momento in cui si vedono i veri chitarristi. Alla fine mi facevo distrarre dalle ragazze e non riuscii mai a centrare il mio obiettivo. Inoltre, quando sento suonare certi mostri sacri della sei corde, capisco che evidentemente Dio non mi ha voluto donare quel talento (ride). La passione invece non è mai mancata. Quando vedo i sacrifici che fanno i grandi chitarristi per poter arrivare a un tale livello di percezione della musica e suonare così bene, provo un rispetto immenso per loro".

Dunque chi preferiresti essere per un giorno, John Lennon o James Dean?
"Naturalmente John Lennon. Senza la minima esitazione. James Dean aveva bisogno di uno staff di 90 persone e di un copione per fare un film. A John Lennon invece per scrivere una canzone bastava una chitarra. E una canzone si può scrivere e registrare in un giorno, mentre per il film ce ne vogliono almeno 50. Quindi se avessi soltanto un giorno, John Lennon. Ok, allora: Beatles o Rolling Stones? Beatles. Per il loro talento compositivo e l'impatto che hanno avuto su tantissimi generi musicali. Comunque mi stai chiedendo di scegliere tra due delle band più importanti di tutti tempi! Il sodalizio Lennon-McCartney aveva qualcosa di magico. Era una cosa entusiasmante, le loro voci erano incredibili e hanno sempre avuto su di me un effetto molto diverso rispetto agli Stones. La musica degli Stones è viscerale. Se sono seduto in un bar - come adesso per esempio (ride)? e sento una canzone degli Stones, non riesco a stare fermo. Assolutamente. Ma potrei viaggiare per tutto il paese ascoltando il White Album e cercando di immaginare cosa diavolo gli stesse frullando in testa quando scrissero quei brani incredibili".

(Notizia tratta dal sito della Gibson - Si ringrazia per la segnalazione l'ultra-mitico Edo di Rock FM: http://edorossi.blogspot.com/)

martedì 27 febbraio 2007


TELEFILM SHIRT - Una maglietta da leccarsi i "Buffy"
Ultime 10 Telefilm Shirt di "Buffy": per averla scrivete a telefilm_shirt@yahoo.it. Chi prima arriva meglio la indossa...! Avere una T-Shirt, anzi, una Telefilm Shirt, significa qualcosa di più che coprirsi o vestirsi. Vuol dire "appartenere" al tuo telefilm del cuore, condividere o sottoscrivere un pensiero, una battuta o un motto di vita del personaggio "in serie" che ami. O anche, senza essere per forza appassionato di questa o quella serie tv, trovare che sia unico e identificativo sposare un claim che arriva dal genere televisivo più in voga del momento: i telefilm. Per questo è nato Telefilm Shirt: per indossare la passione per i telefilm e per i suoi protagonisti.

NEWS/L'EDICOLA DI LOU - Il mistero dei dati di "Lost"
Spostato di giorno per non naufragare contro il Festival di Sanremo, ieri "Lost" ha guadagnato pochissimo (9.06% di share), seppure in una serata dove si è registrato il prevedibile basso ascolto per il difficile film "Cuore sacro" di Ozpetek su Canale 5 (14.26% di share) e l'appena discreto 22.39% di share per "Medicina Generale" su Raiuno (già troppo per il "Grey's Anatomy" della mutua!). Boom di ascolti per le reti satellitari (8.13% di share in prima serata) che contavano sul posticipo di B Modena-Juventus, a riprova che l'Auditel è stato ritarato per rendere più rappresentativi i dati di SKY&Co., a discapito delle reti generaliste che quando trasmettono una serie tv già passata sul satellite devono prevedere una variabile in ribasso nei rilevamenti.

Sul pubblico di "Lost" e delle serie di culto è intervenuto anche Aldo Grasso sul "Corriere della Sera" di ieri (26.02.2007)
"Come nei vecchi circuiti cinematografici, che prevedevano prima, seconda e terza visione, così per la tv di oggi lo spettacolo si articola, talvolta, in tre tempi distinti. E' accaduto per la seconda, attesissima stagione della serie di culto «Lost», approdata dopo ben due anni e mezzo sulla tv generalista. Gli spettatori sono molto calati rispetto alla prima stagione, passando da una media di quasi 4 milioni, a poco meno di due milioni e mezzo. Nel frattempo era accaduto qualcosa: i più appassionati avevano già visto le puntate. Il caso di «Lost» è esemplare di un sistema televisivo multi-piattaforma non ancora compiuto, come è quello italiano. La seconda stagione di «Lost» ha avuto il suo primo impatto con i telespettatori italiani fuori dalla tv. Il «core fandom», i fan duri e puri, hanno «scaricato» la serie da internet e l' hanno vista sullo schermo del pc. Ma quanti sono questi appassionati? La stima non è semplice: si tratta di un fenomeno del tutto underground. Ma, considerato il fatto che le connessioni «a banda larga», ovvero le linee internet super-veloci, hanno raggiunto gli 8 milioni; e valutata la velocità e la frequenza con cui le puntate vengono «richieste» nelle comunità «peer-to-peer», come «eMule», si può fare una stima di qualche decina di migliaia di webspettatori. A questi vanno aggiunti i fan di «secondo grado», che hanno fruito della serie su «Fox» nel pacchetto Sky. Per alcune puntate il barometro Auditel (dati ufficiosi) ha raggiunto i 500mila spettatori. Infine arrivano i «Losties» della tv generalista. Negli Usa questo «consumo multi-piattaforma» è diventato business grazie a siti come iTunes da cui si scaricano le puntate a 1,99 dollari. Sono sufficienti questi numeri, ovvero quelli dei fan più appassionati, per spiegare il calo di «Lost» su Raidue? A ben vedere no, perché la tv raggiunge comunque la platea potenziale più ampia. E, come gli Usa insegnano, il «consumo multi-piattaforma» ingenera per lo più un passaparola che rafforza, invece che indebolire, gli show sulla tv generalista (come per il seguitissimo e «scaricatissimo» «Grey' s anatomy»)".
(Aldo Grasso)

lunedì 26 febbraio 2007

GOSSIP - Alla notte degli Oscar spiccano le "telefilmiche" Portia de Rossi (in DeGeneres), Jessica Biel (in Pivetti) e Sarah Michelle Gellar (in Tussauds). Ma la migliore è "Sua Maestà" Helen Mirren
Nella notte delle stelle di ieri ha brillato un tris di attrici telefilmiche unite da look variopinti, azzardati o austeri. Splendida Portia de Rossi ("Ally McBeal", "Arrested development"), evidentemente emozionata per il ruolo di presentatrice della compagna Ellen DeGeneres agli Oscar. Meno azzeccata la capigliatura stile Irene Pivetti pre-Catwoman di Jessica Biel ("Settimo cielo"). Infine clamorosa comparsa di una parruccata Sarah Michelle Gellar ("Buffy") al party post-Oscar organizzato da Elton John: era lei o è già pronta per il museo di Madame Tussauds? Su tutte ha svettato comunque Helen Mirren ("Prime Suspect"), al motto di "no botox e no party".
QUIZ - Chi è l'attore o attrice telefilmico/a che ravana nell'auto?
Chi è l'attore o attrice telefilmico/a che è piegato/a nell'auto? E soprattutto: cosa diavolo sta facendo? E' forse la domanda che farà concorrenza a "Chi vincerà il festival di Sanremo?". E se non potete andare in riviera, non vi resta che rispondere...
QUIZ - L'attrice telefilmica che esibiva la "stramba" cavigliera era...
Era Michelle Rodriguez l'attrice telefilmica che nel Quiz-Post del 13 febbraio sfoggiava una stramba cavigliera, in realtà un braccialetto da galeotta che ha provocato qualche polemicuccia (si veda il sito dell'attrice: http://www.michelle-rodriguez.com/frommichelle.htm). Complimenti agli indovinatori Fulvio, Lauren e Jason Mars. Tra poco un nuovo entusiasmante Quiz per salvarsi da Sanremo...
NEWS - AAA Cercasi chirurgo urgentemente: dopo "Medicina Generale" ci sono cadute le braccia!
Già è difficile il confronto con i serial medici d'Oltreoceano tipo "Dr. House", "ER", "Grey's Anatomy", "Nip/Tuck", ma dopo il debutto di "Medicina Generale" ieri sera su Raiuno ci sono cadute le braccia (Dottor Troy, può fare qualcosa?). La serie, sorta di "Grey's Anatomy della mutua", vanta il maggior numero di medici, infermieri e pazienti di Trastevere e dintorni (compresa una paziente clone della Sora Lella) ed è forse l'esempio più lontano dal taglio realista dei serial medici americani, anche se la caposala protagonista fa il verso alla dottoressa Grey di "Grey's Anatomy" (con tanto di futura gravidanza inattesa come il suo contraltare americano). Viene voglia di parafrasare il commento del "Sun" al debutto de "L'incredibile Hulk": "Non sembrava possibile che potesse esistere una fiction più stupida de 'L'Uomo di Atlantide', invece...". "Non sembrava possibile che potesse esistere una fiction meno realistica di 'Nati ieri', invece...".
NEWS - Non solo Sanremo: i telefilm vera contro programmazione al Festival di Baudo
L'unico genere televisivo ad andare in trincea contro Sanremo è il telefilm. Mentre saltano o si rimandano di una settimana i programmi più importanti - eccezion fatta per il "GF7" per via della diretta - le serie tv non demordono e in qualche caso, addirittura, raddoppiano. Mentre si scaldano le ugole in riviera, la controprogrammazione scalda i motori e i palinsesti. Già da stasera, visto che su Raidue "ER - Medici in prima linea" salta per una settimana per lasciare spazio ai sopravvissuti d'ascolti di "Lost", che contro la serata inaugurale del Festival rischierebbero di finire in un'altra botola. Chi invece non teme confronti di sorta è "Dr. House", che proprio domani su Italia 1 punta il bastone contro Baudo in una puntata speciale ("Ultimo sacrificio") in prima serata (solo una: a seguire, Enrico Ruggeri al "Bivio"). Sempre House tornerà nel classico appuntamento del venerdì (con il filotto in corsia composto da "Grey's Anatomy", "Nip/Tuck" e "Huff"). Confermato su Italia 1, al giovedì, l'appuntamento con il tris di polizieschi d'autore: "CSI: NY", "The Shield" e "OZ". Su Raitre "Medium" verrà recuperato mercoledì 28 febbraio dopo la cancellazione di settimana scorsa per lasciar spazio allo speciale "Ballarò" sulla crisi di governo.

domenica 25 febbraio 2007

NEWS - Al Festival di Sanremo ospite Munoz (non Sergio de "L'Isola dei famosi" ma Miguel, quello di "Paso Adelante")
(ANSA) - Miguel Angel Munoz sara' l'unico ospite internazionale sul palco dell'Ariston giovedi' 1 marzo, nella serata dedicata ai duetti degli artisti campioni. L'artista madrileno cantera' 'Diras que estoy loco', il singolo di successo estratto dal suo album d'esordio. Continua cosi' la scalata del bello e talentuoso Munoz che, dopo il disco d'oro ed il successo come attore e ballerino nel serial tv 'Paso Adelante', approda all'Ariston dove, accompagnato da 6 ballerini, promette di dar vita ad una scenografica performance.

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Lick it or Leave it!

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