L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Gotham" ammicca ai fans per non deludere
"Una metropoli dalle tinte scure, soffocante, piena di ombre e priva di
luci che non siano artificiali. Un agglomerato caotico di vicoli e
sopraelevate. Questa è Gotham, alter ego immaginario dell'iper-reale New
York, come si è costruita nei fumetti della DC Comics, nei tre film di
Christopher Nolan e ora in una serie tv, «Gotham» appunto, in onda negli
Stati Uniti su Fox e in Italia a poca distanza su Premium Action (ogni
lunedì, alle 21), dopo l'anteprima in chiaro su Italia 1. Il telefilm,
scritto da Bruno Heller (già autore di «Roma» e «The Mentalist»), tiene
Batman fuori dallo schermo e dagli eventi narrati, per concentrarsi su
quanto è avvenuto prima, sulle origini del mito. L'uccisione dei
facoltosi coniugi Wayne di fronte agli occhi del piccolo Bruce, il
futuro Cavaliere Oscuro, e la ricerca del colpevole tra depistaggi e
false piste, ma non solo: il giovane detective James Gordon (Benjamin
McKenzie, già in «The OC» e «Southland»), in coppia con il ben più
scafato e disilluso Harvey Bullock (Donal Logue), si muove in un
sottobosco criminale fatto di degrado e corruzione, in una città allo
sbando e senza punti di riferimento, in mano al boss criminale don
Falcone. L'idea del prequel però da sola non basta: se le scene e la
fotografia sono molto curate, la scrittura e la recitazione non sono
sempre all'altezza. E i richiami costanti alla mitologia di Batman si
affacciano sullo schermo, ancora giovani o bambini, molti dei suoi
futuri nemici: il Pinguino, l'Enigmista, Catwoman sono forse l'indice
più evidente di una narrazione che non trova appieno una sua
originalità, ma è costretta a lanciare continue strizzate d'occhio ai
fan per risultare interessante". (Aldo Grasso, 23.10.2014)
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venerdì 24 ottobre 2014
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giovedì 16 maggio 2013
NEWS - Tutt'altro che "The Fall"! Gillian Anderson manda la BBC2 nell'empireo
Notizia tratta da "The Hollywood Reporter"
The Fall became BBC Two’s biggest drama series launch in eight years on Monday night.
The series dominated its time-slot and opened with an average audience of 3.5 million and 15.4 percent share, peaking at 3.6 million, making it the highest drama series launch on the channel since Rome in 2005. It also beat the BBC Two slot average of 1.79 million (7.4 percent) for the past 12 months.
Starring Gillian Anderson and Jamie Dornan, The Fall is a psychological thriller that examines the lives of two hunters. One is a serial killer who stalks his victims at random in and around Belfast and the other is a talented female Detective Superintendent on secondment from the Metropolitan Police who is brought in to catch him.
Produced by Artists Studio and written by Allan Cubitt (The Runaway, Murphy’s Law, Prime Suspect), the five episodes follow the police investigation uncovering the intricate story of the lives entangled by a series of murders – both the killer's and the victims’ families.
BBC Head of Drama Northern Ireland, Stephen Wright, says: “I am thrilled with the audience’s response to episode one of The Fall and delighted for Allan Cubitt who created the show. It is a testament to the talent and dedication of the cast and crew in Belfast where Line Of Duty, series two is currently shooting.”
Ben Stephenson, Controller, BBC Drama, adds: “In a week that has seen BBC Drama enjoy record success at the BAFTAs, winning 7 out of 8 awards, it’s particularly gratifying to see the audience reaction to the launch of BBC Two’s new original British drama The Fall – an outstandingly imagined piece of series television.”
Notizia tratta da "The Hollywood Reporter"
The Fall became BBC Two’s biggest drama series launch in eight years on Monday night.
The series dominated its time-slot and opened with an average audience of 3.5 million and 15.4 percent share, peaking at 3.6 million, making it the highest drama series launch on the channel since Rome in 2005. It also beat the BBC Two slot average of 1.79 million (7.4 percent) for the past 12 months.
Starring Gillian Anderson and Jamie Dornan, The Fall is a psychological thriller that examines the lives of two hunters. One is a serial killer who stalks his victims at random in and around Belfast and the other is a talented female Detective Superintendent on secondment from the Metropolitan Police who is brought in to catch him.
Produced by Artists Studio and written by Allan Cubitt (The Runaway, Murphy’s Law, Prime Suspect), the five episodes follow the police investigation uncovering the intricate story of the lives entangled by a series of murders – both the killer's and the victims’ families.
BBC Head of Drama Northern Ireland, Stephen Wright, says: “I am thrilled with the audience’s response to episode one of The Fall and delighted for Allan Cubitt who created the show. It is a testament to the talent and dedication of the cast and crew in Belfast where Line Of Duty, series two is currently shooting.”
Ben Stephenson, Controller, BBC Drama, adds: “In a week that has seen BBC Drama enjoy record success at the BAFTAs, winning 7 out of 8 awards, it’s particularly gratifying to see the audience reaction to the launch of BBC Two’s new original British drama The Fall – an outstandingly imagined piece of series television.”
giovedì 5 luglio 2012
NEWS - Frecce(ro) al nostro arco! Da stasera il tris "Rome"+"Band of Brothers"+"Boardwalk Empire" su Rai4
(AGI) - Roma, 4 lug. - Peplum, kolossal bellico, epopea gangster: nella sua eta' dell'oro Hollywood ha celebrato la grandezza dell'America rievocando l'ascesa e la caduta di Roma antica, esaltando la superiorita' di mezzi e d'ideali dimostrata nel secondo conflitto mondiale, raccontando il lato oscuro di una nazione costruita da immigranti e avventurieri. Inaugurata dal canale via cavo HBO, la golden age anni duemila della tv americana passa anche attraverso la rivisitazione di questi tre generi classici e popolari. Dal 5 luglio, ogni giovedi' a partire dalle 21.10 su Rai4, l'eccezionale appuntamento e' con tre pluripremiate produzioni HBO: tre diverse declinazioni di dramma epico-storico ideate o prodotte da altrettanti maestri del grande schermo. Si comincia, in prima serata, con due episodi di Rome (2005-2007), sontuosa coproduzione con BBC e Rai Fiction ambientata sullo sfondo storico della dittatura di Giulio Cesare e delle successive guerre civili e firmata, tra gli altri, da John Milius. A seguire, Band of Brothers (2001) filiazione televisiva del film di Steven Spielberg Salvate il soldato Ryan (1998), non a caso prodotta dallo stesso re Mida di Hollywood assieme alla star Tom Hanks. Chiude il programma Boardwalk Empire (2010-in corso), saga gangsteristica ambientata nella Atlantic City degli anni venti, ideata da Terence Winter - uno degli sceneggiatori di punta dei Sopranos - e coprodotta dal maestro del genere Martin Scorsese.
(AGI) - Roma, 4 lug. - Peplum, kolossal bellico, epopea gangster: nella sua eta' dell'oro Hollywood ha celebrato la grandezza dell'America rievocando l'ascesa e la caduta di Roma antica, esaltando la superiorita' di mezzi e d'ideali dimostrata nel secondo conflitto mondiale, raccontando il lato oscuro di una nazione costruita da immigranti e avventurieri. Inaugurata dal canale via cavo HBO, la golden age anni duemila della tv americana passa anche attraverso la rivisitazione di questi tre generi classici e popolari. Dal 5 luglio, ogni giovedi' a partire dalle 21.10 su Rai4, l'eccezionale appuntamento e' con tre pluripremiate produzioni HBO: tre diverse declinazioni di dramma epico-storico ideate o prodotte da altrettanti maestri del grande schermo. Si comincia, in prima serata, con due episodi di Rome (2005-2007), sontuosa coproduzione con BBC e Rai Fiction ambientata sullo sfondo storico della dittatura di Giulio Cesare e delle successive guerre civili e firmata, tra gli altri, da John Milius. A seguire, Band of Brothers (2001) filiazione televisiva del film di Steven Spielberg Salvate il soldato Ryan (1998), non a caso prodotta dallo stesso re Mida di Hollywood assieme alla star Tom Hanks. Chiude il programma Boardwalk Empire (2010-in corso), saga gangsteristica ambientata nella Atlantic City degli anni venti, ideata da Terence Winter - uno degli sceneggiatori di punta dei Sopranos - e coprodotta dal maestro del genere Martin Scorsese.
mercoledì 24 agosto 2011

NEWS - Toglietevi le infradito e mettetevi i sandali, da domani arriva "Spartacus: gli dei dell'arena"
(di Alessandra Magliaro) - ISCHIA (NA) - Un po' del Gladiatore di Ridley Scott, un po' di 300 di Zack Snyder e molto del televisivo Rome: la serie Spartacus, che toglie la polvere dal peplum storico per aggiornare l'antica Roma in un mix cinema fumetto, horror, sangue e' stata uno dei casi televisivi internazionali, per la paternita' illustre (e' prodotto da Sam Raimi, regista di tre Spiderman) e il successo conseguito negli 80 paesi del mondo in cui e' stato trasmesso. La serie Spartacus: sangue e sabbia e' andata bene anche in Italia tra gli spettatori di Sky Uno e ora dal 25 agosto alle 21,10 arriva il prequel, Spartacus: gli dei dell'arena, che e' stato presentato in anteprima all'Ischia Global Fest. Sono sei episodi che ricostruiscono l'antefatto della storia di Spartaco, il famoso schiavo diventato il gladiatore piu' famoso di Roma e simbolo universale di tutti gli eroi-idealisti, con lo stesso effetto dei 13 della serie 'madre', ossia un impatto visivo ipnotizzante per una storia che fa dell'antica Roma materiale da fumetto per adulti. Le Guerre civili di Appiano di Alessandria o Le vite di Crasso e Pompeo di Plutarco che allo schiavo della Tracia che intorno al 72 a.C. guido' la piu' importante guerra servile hanno dedicato pagine e pagine, sono piu' che altro un pretesto di partenza per raccontare gli eccessi e le provocazioni del sangue e arena del Ludus di Capua con tutta la tecnologia degli anni Duemila. Nella serie c'e' tutto e tutto insieme: amore e tradimento, horror e sesso, amicizia e intrigo politico. Il protagonista e' John Hannah, Batiato, il proprietario dell'arena di Capua in cui si battono i gladiatori. Nei sei episodi ritroviamo quasi tutti i protagonisti della serie originale tra cui Lucy Lawless (Lucrezia), Manu Bennet (Crisso) e Lesley-Ann Brandti, che interpreta l'affascinante Nevia, e una new entry. Dustin Clare interpreta Gannicus, il primo gladiatore che diventa campione del Ludus e la cui fama di abilissimo lottatore e' eguagliata solo da quella di ribelle e vizioso, amante delle donne e del vino. "Mi piaceva l'idea che la serie avesse tutto quello che amo della leggenda di Roma ma anche quello che fa parte della cultura pop di oggi come i Sopranos", ha detto di recente dice Raimi, realizzando un prodotto adatto ad un pubblico adulto, che non si scandalizza, anzi trova che alcune scelte rendano la serie piu' realistica e affascinante. Ma il fatto che ci sia sangue e sesso e' comunque secondario rispetto al racconto, al dramma di Spartacus, che e' ricco e emozionante. "Non volevamo fare una serie horror, volevamo mostrare i gladiatori che si battono nell'arena in una maniera spettacolare e vivida". La vera seconda stagione di Spartacus arrivera' su Sky Uno a inizio 2012.
(di Alessandra Magliaro) - ISCHIA (NA) - Un po' del Gladiatore di Ridley Scott, un po' di 300 di Zack Snyder e molto del televisivo Rome: la serie Spartacus, che toglie la polvere dal peplum storico per aggiornare l'antica Roma in un mix cinema fumetto, horror, sangue e' stata uno dei casi televisivi internazionali, per la paternita' illustre (e' prodotto da Sam Raimi, regista di tre Spiderman) e il successo conseguito negli 80 paesi del mondo in cui e' stato trasmesso. La serie Spartacus: sangue e sabbia e' andata bene anche in Italia tra gli spettatori di Sky Uno e ora dal 25 agosto alle 21,10 arriva il prequel, Spartacus: gli dei dell'arena, che e' stato presentato in anteprima all'Ischia Global Fest. Sono sei episodi che ricostruiscono l'antefatto della storia di Spartaco, il famoso schiavo diventato il gladiatore piu' famoso di Roma e simbolo universale di tutti gli eroi-idealisti, con lo stesso effetto dei 13 della serie 'madre', ossia un impatto visivo ipnotizzante per una storia che fa dell'antica Roma materiale da fumetto per adulti. Le Guerre civili di Appiano di Alessandria o Le vite di Crasso e Pompeo di Plutarco che allo schiavo della Tracia che intorno al 72 a.C. guido' la piu' importante guerra servile hanno dedicato pagine e pagine, sono piu' che altro un pretesto di partenza per raccontare gli eccessi e le provocazioni del sangue e arena del Ludus di Capua con tutta la tecnologia degli anni Duemila. Nella serie c'e' tutto e tutto insieme: amore e tradimento, horror e sesso, amicizia e intrigo politico. Il protagonista e' John Hannah, Batiato, il proprietario dell'arena di Capua in cui si battono i gladiatori. Nei sei episodi ritroviamo quasi tutti i protagonisti della serie originale tra cui Lucy Lawless (Lucrezia), Manu Bennet (Crisso) e Lesley-Ann Brandti, che interpreta l'affascinante Nevia, e una new entry. Dustin Clare interpreta Gannicus, il primo gladiatore che diventa campione del Ludus e la cui fama di abilissimo lottatore e' eguagliata solo da quella di ribelle e vizioso, amante delle donne e del vino. "Mi piaceva l'idea che la serie avesse tutto quello che amo della leggenda di Roma ma anche quello che fa parte della cultura pop di oggi come i Sopranos", ha detto di recente dice Raimi, realizzando un prodotto adatto ad un pubblico adulto, che non si scandalizza, anzi trova che alcune scelte rendano la serie piu' realistica e affascinante. Ma il fatto che ci sia sangue e sesso e' comunque secondario rispetto al racconto, al dramma di Spartacus, che e' ricco e emozionante. "Non volevamo fare una serie horror, volevamo mostrare i gladiatori che si battono nell'arena in una maniera spettacolare e vivida". La vera seconda stagione di Spartacus arrivera' su Sky Uno a inizio 2012.
martedì 15 febbraio 2011

NEWS - Cambiate Canalis: per chi rifiuta Sanremo (e Benigni) debutta giovedì "Spartacus" di Raimi, orgia di sesso e sangue da far sembrare il bunga-bunga una processione di educande (versione "circoncisa" il giovedì, "uncut" la domenica)(ANSA) - Roma, 15 Feb. - Un guerriero solo contro la tirannia dell'impero (e di Sanremo). Combattimenti all'ultima goccia di sangue. E incontri ad altissimo tasso erotico. In piena settimana del Festival, debutta giovedi' 17 (quella sera all'Ariston ci sara' Roberto Benigni) su Sky Uno 'Spartacus: sangue e sabbia', spettacolare serie che ha fatto dell'eccesso la sua forza, raccontando al pubblico americano la storia del piu' grande gladiatore di tutti i tempi. Prodotta dal genio visionario di Sam Raimi (Spiderman) e ideata da Steven Deknight (Smalville e Dollhouse), la serie si ispira alle graphic novel di Frank Miller, soprattutto Sin City e 300, in un universo di passioni primordiali e combattimenti tanto crudi e violenti da spingere Sky a proporne una versione light il giovedi' alle 21.10 e una 'uncut' la domenica alle 23.10. In tutto, 13 episodi con lo statuario Andy Withfield nei panni dello schiavo gladiatore, che sulla rete via cavo Starz ha conquistato 13 milioni di spettatori e gruppi di 950 mila fan su Facebook. ''Negli ultimi dieci anni le serie tv sono il luogo dove piu' si Š sperimentato - racconta Andrea Scrosati, vicepresidente di Sky -. Cosi' come 'Lost' segno' una svolta, ora 'Spartacus' e' uno spartiacque dal punto di vista grafico. Vedremo se sara' il capostipite di un genere''. Quanto di piu' lontano dal film di Kubrick del '60, ''la forza della serie - ribadisce Nils Hartmann, direttore canali cinema Sky - e' proprio nell'unione tra concept visivo e contenuti estremi, tra romanticismo e sangue''. Pur con qualche incongruenza storica, teatro delle gesta e' la Capua del 79 a.C., luogo di perdizione e lussuria, dove per una volta sono gli uomini, in un tripudio di bicipiti e pettorali, gli oggetti sessuali del mondo femminile. Separato dall'amata Sura per essersi ribellato al pretore Claudio Glabro, qui Spartacus viene acquistato da Batiato per diventare il miglior combattente della scuola di gladiatori. Tra teste mozzate, tronconi umani che arrancano e torrenti di sangue, la crudezza dei combattimenti, acrobatici quanto i film orientali, e' talmente accentuata dal ralenti da diventare parossistica, in modo cosi' ''irrealistico da esser molto meno fastidiosa che in altri programmi'', commenta Scrosati, difendendo la scelta di un debutto in pieno Sanremo, per di piu' con un genere che dai tempi di 'Roma', non ha avuto molto successo nella nostra tv. ''Credo che in Italia non piacciano le ricostruzione storiche mal riuscite - dice -. Ma questo e' dichiaratamente un fumetto, senza pretese di messaggi politici e documentazioni storiche, anche se su armi e armature e' stato fatto un gran lavoro''. A giugno Sky proporra' anche il prequel, 'Spartacus: Gods of the arena', sui giorni che portarono alla conquista della Tracia. Ed e' al via anche la seconda serie sulle avventure di Spartacus. A interpretarlo, pero', non sara' Withfield, impegnato con un'altrettanto dura lotta contro il cancro, ma l'australiano Liam McIntyre (The Pacific).
Spartacus : Blood And Sand - Trailer / Bande-Annonce [VO]
mercoledì 17 febbraio 2010
NEWS - Anteprima, Lucy Lawless esce di "Xena" in "Spartacus"Lucy Lawless esce di "Xena" in "Spartacus", già etichettato come il nuovo "Roma" (anche per via del budget), in onda su Starz. Nel serial la Lawless interpreta Lucrezia e si ricongiunge con il produttore esecutivo Sam Raimi, che la volle protagonista di "Xena, Principessa Guerriera" (1995).
martedì 28 novembre 2006

NEWS - Anteprima: i nuovi telefilm (e i ritorni) del 2007 per Rai e MediasetPublitalia, la concessionaria di Mediaset, ha reso noto il palinsesto dei telefilm previsti dal 7 gennaio al 3 marzo 2007 sulle tre reti del gruppo. Appena terminata "CSI - Miami", da gennaio arriverà al giovedì su Italia 1 la seconda stagione di "CSI: NY", seguita in seconda serata dalla quinta nuova stagione di "The Shield". Quest'ultima verrà sostituita, una volta terminata il 15 febbraio, con la seconda stagione inedita di "The Closer". Per la giornata del venerdì altra maratona: si parte alle 21.00 con un episodio del fortunatissimo "Dr. House" in replica, seguito alle 21.50 da un episodio di "Grey's Anatomy"; si continua alle 23.00 con "Nip /Tuck" e alle 24.00 circa con la nuova serie "Huff" con Hank Azaria. Per quanto riguarda "Nip/Tuck" e "Grey's Anatomy" Italia 1 non ha per ora ancora confermato se andranno in onda solo le repliche o le nuove puntate. Su Retequattro è confermato "Bones" da lunedì 4 dicembre. Sempre su Retequattro è prevista anche la partenza da dicembre della quarta serie di "24" e, sempre da dicembre, in prima serata la terza serie inedita di "Monk". Spazio anche alle serie italiane su Canale 5: seppur non sia segnalata la data di partenza, è pronta la seconda stagione inedita dei "R.I.S", ogni lunedì alle 21.05; "Nati ieri", è previsto per ogni mercoledì alle 21.05; "Carabinieri 6", dal 16 gennaio ogni martedì sempre in prima serata. Per quanto riguarda le reti Rai, grande attesa (anche se i veri fan l'hanno già vista su Fox, canale Sky) per la seconda stagione di "Desperate Housewives", martedì 5 dicembre alle 21 su RaiDue. La rete di Antonio Marano proporrà poi da gennaio ogni lunedì in prima serata la dodicesima e inedita serie di "E.R. - Medici in prima linea", da marzo la seconda stagione di "Lost" mentre è attesa appena per l'autunno 2007 la seconda serie di "Roma".
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venerdì 7 luglio 2006
NEWS - Emmy Awards, tutte le nomination: in testa "24" e "Grey's Anatomy"Si arricchisce e si completa la lista delle nomination al gran gala degli Emmy previsto per il 27 agosto. La serie di Kiefer Sutherland 24 si aggiudica la palma di serie più "nominata" con ben 12 candidature (tra cui quella di miglior telefilm drammatico) seguita da "Grey's Anatomy" con 11 e da "Will&Grace" con 10. Il canale vi cavo HBO si conferma la rete con più nomination (ben 95) anche se le sue nuove serie "Roma", "Entourage" e "Big Love" non hanno raccolto sufficiente consenso tra i giurati. Per quanto concerne attori di drama oltre al già citato Sutherland ci saranno Martin Sheen di "West Wing" e Peter Krause di "Six Feet Under", Denis Leary di "Rescue Me" e Christopher Meloni di "Law&Order: Unità Speciale". Sul versante femminile spicca invece la bella Geena Davis, protagonista dello sfortunato "Commander in Chief" oltre a Marsika Hargitay di "Law&Order: Unità Speciale", Kyra Sedgwick di "The Closer", Frances Conroy e Allison Janney dei già citati "Six Feet Under" e "West Wing". Sul versante commedia saranno Steve Carrel ("The Office") Tony Shalhoub ("Monk"), Larry David ("Curb your enthusiasm") Kevin James ("The King of Queens") e Charlie Sheen ("Due uomini e mezzo") a contendersi la palma di miglior attore. Per quel che riguarda signore e signorine la competizione è circoscritta all'oramai ex "Will&Grace" Debra Messing, la ex "Friends" Lisa Kudrow ("Comeback"), Jane Kaczmarek ("Malcolm") Stockard Channing ("Out of Practice") e Julia Louis-Dreyfus ("The new adventures of the old Christine"). Da segnalare la nomination andata al controverso Sleeper Cell (presentato in anteprima allo scorso "Telefilm Festival" di Milano) quale miglior miniserie.
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domenica 30 aprile 2006
NEWS - "Roma" ha chiuso al 5% di share, ma ai tempi di Cesare l'Auditel non esisteva..."Roma" ha chiuso venerdì scorso con il 5.29% di share e Micaela Urbano su "Il Messaggero" di oggi va giù dura: "Prometteva cose mai viste in tv. Ed è stata di parola. Ma, tette e schiene al vento, sesso grugnito a dovere ovunque e comunque, teste mozzate e gole tagliate non hanno conquistato il pubblico. Un flop coerente dall'esordio che ha tenuto il punto fino all'ultima puntata degna di entrare nella storia dell'Auditel: una batosta". Urbano riconosce che la serie ha fatto furore in quell'America che preferisce Val Kilmer a Clint Eastwood e che i giornali a "stelle e strisce" si sono stupiti del fatto che in Italia sia risultata un fiasco: "assomiglia poco alla caput mundi che fu e molto a un western affollato di soldatacci e di velenose messaline". E se a Cinecittà sono già iniziate le riprese della seconda stagione - anche se al momento si sussurra che Raidue la trasmetterà solo dopo aver visto i nuovi episodi - l'articolo de "Il Messaggero" mette in luce che "Roma" è stata un'abile mossa politica di alleanze (con HBO) per esportare i propri prodotti in America (come "Edda") e trovare investimenti per fiction future (tra le altre, il progetto su "Leonardo Da Vinci" caro al direttore di RaiFiction Agostino Saccà e il film-tv "Einstein" firmato, udite udite, da Claudia Mori). Ma se ci liberiamo dalla catena degli ascolti che sono sempre più come una sorta di pollice alzato o verso sui programmi "morituri" nell'arena tv, se tralasciamo i complotti e le alleanze degne dei Cesari, vale probabilmente la massima di Aldo Grasso sul "Corsera": "La 'Roma' della Hbo assomiglia più a una serie tv americana che a uno sceneggiato in costume nostrano (nella tradizione del «peplum»): non solo per come è costruita, ma anche per la tipologia di pubblico che finisce per raccogliere. Si sa che la narrazione in costume fa oggi fatica a raccogliere enormi masse di pubblico, anche quando è spettacolare e di alta qualità".
venerdì 7 aprile 2006
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieriCORRIERE DELLA SERA
"Roma" made in Usa, charme da telefilm
"La Roma della Hbo assomiglia più a una serie tv americana che a uno sceneggiato in costume nostrano (nella tradizione del «peplum»): non solo per come è costruita, ma anche per la tipologia di pubblico che finisce per raccogliere. Si sa che la narrazione in costume fa oggi fatica a raccogliere enormi masse di pubblico, anche quando è spettacolare e di alta qualità. A dicembre, con La maledizione dei Templari, la Rai provò la vetrina della rete ammiraglia: la media fu di 4 milioni di spettatori (16%), non pochi, ma non abbastanza per Raiuno. Più adatta a questo genere di prodotti la più limitata platea di Raidue, abituata alla serialità televisiva made in Usa, che si rivolge a bacini di pubblico compresi fra i 2 milioni e i 4 milioni e mezzo di spettatori (di queste settimane il successo di Lost: oltre 4 milioni di media). E' quanto accade con Roma, che fin' ora ha totalizzato 2.262.000 spettatori, con uno share medio del 8,60%. In questi casi bisognerebbe considerare non la semplice quantità del pubblico, ma la sua qualità (non a caso la serie è prodotta negli Usa). Ebbene, il pubblico che ha seguito fin' ora Roma è analogo all'abituale dei telefilm, con un solo limite. Si tratta di un' audience equilibrata fra donne e uomini, sebbene prevalgano di poco questi ultimi. Si tratta di un' audience con buoni o ottimi livelli d' istruzione e socio-economici. I migliori share per target sono raggiunti fra i laureati (quasi 15%), e nella fascia con ottime risorse economico/sociali (13% di share). Un pubblico esigente. Il solo limite, anche rispetto al consueto appeal della serialità Usa, è dato dalle fasce d' età cui Roma riesce a rivolgersi".
(Aldo Grasso, 03.04.06)
sabato 25 marzo 2006
NEWS - Borsino ascolti settimanali: "Roma" tiene, "Lost" e "The O.C." da boom, minimo scarto tra "C.S.I. - Scena del crimine" e "C.S.I.: New York"A segnare gli ascolti settimanali sono i boom di "Lost" (ormai stabilmente sopra il 15% di share) e di "The O.C.", che con l'ultimo appuntamento stagionale ha registrato il 13.01% nel primo episodio e il 14.21% nel secondo. Nonostante le critiche e gli appelli a spostarlo in seconda serata, "Roma" tiene fondamentalmente il suo pubblico (oltre il 10% di share nel primo appuntamento, il 9.01% ieri sera). "Nip/Tuck" colleziona un buon 8.30% considerando l'episodio "rosso sangue" del disastro aereo con arti troncati, scuoiamenti di pelle e bruciature varie. Da notare altresì lo scarto minimo tra "C.S.I.: New York" (che giovedì scorso aveva ottenuto, nei 3 episodi conclusivi programmati, il 12.60%, l'11.78% e il 13.11%) e le nuove puntate del quinto ciclo di "C.S.I. - Scena del crimine" (questo giovedì, solo il 12.39% e il 12.83% per le due puntate d'apertura): merito del detective Taylor di New York o demertito di Grissom di Las Vegas?
giovedì 23 marzo 2006
NEWS - Piovono pietre su "Roma": chiesto lo spostamento del serial-peplum di Raidue in seconda serata (ANSA) - ROMA, 23 MAR - Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori, chiede "al direttore generale della Rai, Alfredo Meocci, e al direttore di Raidue, Antonio Marano, di prendere seriamente in considerazione la richiesta di far slittare fuori dalla fascia protetta, cioe' dopo le 22:30, la messa in onda della seconda puntata della fiction 'Roma', prevista per il prime time di domani sera". Una richiesta motivata dal fatto che "in questi ultimi giorni - spiega Marziale in una nota - l'Osservatorio ha continuato a ricevere sollecitazioni genitoriali in tal senso". Per Marziale, "la plurima riproposizione di amplessi brutali, la scurrilita' dei dialoghi e la violenza d'insieme della sceneggiatura mal si prestano alla visione di un pubblico in eta' evolutiva, non certo scongiurabile con la mera esposizione di una farfallina rossa. Oltre al rispetto dei Codici e delle leggi che lo hanno recepito esiste una questione morale legata al rapporto tv e minori che, nel tempo, ha finito per generare una sensibilizzazione sociale di massa alla quale, spero vivamente - conclude - la tv di Stato voglia tangibilmente aderire". (ANSA).
martedì 21 marzo 2006
NEWS - Ascolti, "Lost" ancora oltre il 15% di share. E "Roma" non è per ora un flop come sostiene qualcuno...I dispersi trovano il tesoro dell'Auditel sull'isola misteriosa. Al terzo appuntamento, "Lost" colleziona un altro ascolto sopra il 15% di share (15.97%, per la precisione), pari a quasi 4 milioni di spettatori (3.985.000). Sulla stessa Raidue però piovono critiche e prese di posizione sul serial "Roma" che ha debuttato venerdì scorso con il 10.1% di share: non certo un boom, ma neanche un flop come sostiene più di un giornale, anche calcolando l'ambientazione storica e una certa violenza diffusa che sicuramente distoglie il pubblico più familiare. Un quotidiano economico in edicola stamattina arriva addirittura a paragonare le varie fasce d'età dell'audience di "Lost" e "Roma" (che è un pò come mettere sulla stessa bilancia le mele e le angurie), scrivendo che "gli ascolti d'esordio di 'Roma' sono pessimi soprattutto paragonandolo al pubblico di 'Lost', dove il pubblico 'pubblicitario' (25-54 anni) di 'Roma' si dimezza: 19.2% per i naufraghi, 10.5% per i romani". Vorremmo vedere che fosse il contrario! Al di là degli errori storici e gli anacronismi che abbiamo riportato più sotto, verrebbe da concedere a "Roma" almeno l'Appello, non il pollice verso alla Cesare già al primo appuntamento...
domenica 19 marzo 2006
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieriCORRIERE DELLA SERA
Quella "Roma" piena di errori e anacronismi
"Di fronte a un prodotto come 'Roma', lo sceneggiato televisivo, si possono avere due punti di vista. Si può considerare con simpatia il tentativo di mettere in luce il carattere brutale dello stile di vita e della mentalità dell' antica Roma (il telefilm riguarda gli anni 52-49 a.C.). Ovvero manifestare sgomento di fronte alla massa di errori di fatto, anacronismi, confusioni, impostazioni erronee etc. che fanno di questo film un esempio insigne di disinformazione storica. Il primo punto non deve essere sottovalutato. C' è del vero nella resa estremamente realistica di quella brutalità diffusa. Una brutalità che si esprime innanzi tutto nella guerra, che in tanto sussiste ed è così pervasiva in quanto la guerra determina e permea di sé tutta la realtà romana. La guerra è lo strumento dell' arricchimento individuale e collettivo, è il pilastro della società schiavistica. E gli uomini che fanno innanzi tutto e sopra ogni cosa il mestiere delle armi sono animaleschi in ogni loro manifestazione e assassini in ogni loro comportamento. Del resto - come ricorda spesso Hanson nei suoi libri - nessuna guerra quanto la guerra degli antichi era una palestra di assassinio come pratica individuale, culminante nel corpo a corpo col singolo nemico nel corso della battaglia. Questo è reso bene nel film, e si iscrive in una ormai consolidata tradizione cinematografica (archetipo: Il gladiatore). Bene è reso il rapporto animalesco di questi guerrieri, anche di rango elevato (è il caso di Pompeo, nella prima parte di questo film), con il mondo femminile. E del peso - nonostante tutto - del mondo femminile nella vita romana il film cerca di dar conto, anche se, talvolta, in modi ingenui e quasi manualistici. Detto ciò, sorge la domanda: perché una produzione di questo genere, che potrebbe avere il merito di «sbrinare» il mondo «classico», di ricondurlo alle sue dimensioni effettive, di cancellarne l' odiosa monumentalità, deve poi essere macchiata di tante sciocchezze e invenzioni per quel che riguarda i dati di fatto? Perché tanta e così profusa ignoranza? È ridicolo che, sin dalle prime battute, venga detto e ripetuto che la lotta in corso, a Roma, nel 52 a.C., fosse tra patrizi e plebei. Non passa per la testa dell' autore della sceneggiatura, che da almeno due secoli vi era, al comando della Repubblica, una unica nobilitas patrizio-plebea. Tale nobilitas è, nel suo insieme, l' antagonista di quel proletariato militare legato personalmente ai potenti comandanti di legioni che sarà la base sociale del «cesarismo». Nel film la disinformazione storica è grande soprattutto quando si tratta della realtà sociale romana e delle ragioni e della dinamica della guerra civile cesariana. È surreale sentire il giovanissimo Ottaviano preconizzare, a tavola, che Cesare sarà costretto alla guerra civile perché «gli schiavi faticano fino a schiattare» e «i nobili si arricchiscono». Così, con mossa davvero imprevista, la posta in gioco della guerra civile diventa il riscatto degli schiavi! La ben nota controversia giuridico-costituzionale tra Cesare e il Senato viene presentata, contro ogni possibile fonte, in questi termini: Cesare vuole l' Illiria, ma il Senato gli contropropone di «accettare alcuni anni di esilio se non vuole essere proscritto». Siamo dunque di fronte ad un coacervo di sciocchezze. Di Cesare - che è già a Ravenna - viene detto che «passerà le Alpi» e marcerà su Roma. E Cesare, per parte sua, durante il «comizio» a Rimini di fronte alle sue truppe fedelissime, promette di gettare «la feccia pompeiana» «dalla rupe Tarpea»! Cicerone è una vera macchietta, e nel film è quasi un giovane. Egli è addirittura rappresentato mentre, in Senato, implora Marco Antonio di opporre il veto alle decisioni del Senato. Cosa non possibile per varie ragioni: tra l' altro perché in quelle drammatiche sedute senatorie dell' inizio gennaio 49 Cicerone non era nemmeno a Roma. E certo mai avrebbe agito a quel modo. Un' ultima notazione. La presenza di Azia, madre di Ottaviano, è letteralmente ossessiva lungo tutto il film. Non vi è alcun fondamento a sostegno di una tale centralità. Ma è decisamente ridicolo farne, tra l' altro, l' amante infaticabile di Marco Antonio. Divulgare errori è il peggio che si possa fare. È il più grande aiuto che si possa dare al conservatorismo culturale e alla difesa di tipo passatista dello studio degli antichi".
(Luciano Canfora, 18.03.06)
Quella "Roma" piena di errori e anacronismi
"Di fronte a un prodotto come 'Roma', lo sceneggiato televisivo, si possono avere due punti di vista. Si può considerare con simpatia il tentativo di mettere in luce il carattere brutale dello stile di vita e della mentalità dell' antica Roma (il telefilm riguarda gli anni 52-49 a.C.). Ovvero manifestare sgomento di fronte alla massa di errori di fatto, anacronismi, confusioni, impostazioni erronee etc. che fanno di questo film un esempio insigne di disinformazione storica. Il primo punto non deve essere sottovalutato. C' è del vero nella resa estremamente realistica di quella brutalità diffusa. Una brutalità che si esprime innanzi tutto nella guerra, che in tanto sussiste ed è così pervasiva in quanto la guerra determina e permea di sé tutta la realtà romana. La guerra è lo strumento dell' arricchimento individuale e collettivo, è il pilastro della società schiavistica. E gli uomini che fanno innanzi tutto e sopra ogni cosa il mestiere delle armi sono animaleschi in ogni loro manifestazione e assassini in ogni loro comportamento. Del resto - come ricorda spesso Hanson nei suoi libri - nessuna guerra quanto la guerra degli antichi era una palestra di assassinio come pratica individuale, culminante nel corpo a corpo col singolo nemico nel corso della battaglia. Questo è reso bene nel film, e si iscrive in una ormai consolidata tradizione cinematografica (archetipo: Il gladiatore). Bene è reso il rapporto animalesco di questi guerrieri, anche di rango elevato (è il caso di Pompeo, nella prima parte di questo film), con il mondo femminile. E del peso - nonostante tutto - del mondo femminile nella vita romana il film cerca di dar conto, anche se, talvolta, in modi ingenui e quasi manualistici. Detto ciò, sorge la domanda: perché una produzione di questo genere, che potrebbe avere il merito di «sbrinare» il mondo «classico», di ricondurlo alle sue dimensioni effettive, di cancellarne l' odiosa monumentalità, deve poi essere macchiata di tante sciocchezze e invenzioni per quel che riguarda i dati di fatto? Perché tanta e così profusa ignoranza? È ridicolo che, sin dalle prime battute, venga detto e ripetuto che la lotta in corso, a Roma, nel 52 a.C., fosse tra patrizi e plebei. Non passa per la testa dell' autore della sceneggiatura, che da almeno due secoli vi era, al comando della Repubblica, una unica nobilitas patrizio-plebea. Tale nobilitas è, nel suo insieme, l' antagonista di quel proletariato militare legato personalmente ai potenti comandanti di legioni che sarà la base sociale del «cesarismo». Nel film la disinformazione storica è grande soprattutto quando si tratta della realtà sociale romana e delle ragioni e della dinamica della guerra civile cesariana. È surreale sentire il giovanissimo Ottaviano preconizzare, a tavola, che Cesare sarà costretto alla guerra civile perché «gli schiavi faticano fino a schiattare» e «i nobili si arricchiscono». Così, con mossa davvero imprevista, la posta in gioco della guerra civile diventa il riscatto degli schiavi! La ben nota controversia giuridico-costituzionale tra Cesare e il Senato viene presentata, contro ogni possibile fonte, in questi termini: Cesare vuole l' Illiria, ma il Senato gli contropropone di «accettare alcuni anni di esilio se non vuole essere proscritto». Siamo dunque di fronte ad un coacervo di sciocchezze. Di Cesare - che è già a Ravenna - viene detto che «passerà le Alpi» e marcerà su Roma. E Cesare, per parte sua, durante il «comizio» a Rimini di fronte alle sue truppe fedelissime, promette di gettare «la feccia pompeiana» «dalla rupe Tarpea»! Cicerone è una vera macchietta, e nel film è quasi un giovane. Egli è addirittura rappresentato mentre, in Senato, implora Marco Antonio di opporre il veto alle decisioni del Senato. Cosa non possibile per varie ragioni: tra l' altro perché in quelle drammatiche sedute senatorie dell' inizio gennaio 49 Cicerone non era nemmeno a Roma. E certo mai avrebbe agito a quel modo. Un' ultima notazione. La presenza di Azia, madre di Ottaviano, è letteralmente ossessiva lungo tutto il film. Non vi è alcun fondamento a sostegno di una tale centralità. Ma è decisamente ridicolo farne, tra l' altro, l' amante infaticabile di Marco Antonio. Divulgare errori è il peggio che si possa fare. È il più grande aiuto che si possa dare al conservatorismo culturale e alla difesa di tipo passatista dello studio degli antichi".
(Luciano Canfora, 18.03.06)
venerdì 17 marzo 2006
NEWS - Al via stasera su Raidue "Roma", il serial-peplum kolossal che in Italia va in onda senza le scene di nudo e gli incestiColorata, crudele, violenta, caotica, oscena, tutta sensi e sangue nel suo dinamismo senza freni. Questa era la Roma del I secolo avanti Cristo. E la sua atmosfera, nel traumatico momento di passaggio dalla Repubblica all'Impero, viene restituita attraverso il punto di vista dei soldati Lucio Voreno e Tito Pullo, nella fiction storica 'Roma', una grande produzione Hbo e Bbc con Rai Fiction, che dopo il successo in America (sulla tv via cavo americana ha avuto l'ascolto piu' alto degli ultimi due anni) e in Inghilterra su Bbc1 e Bbc2 (Bbc2 ha avuto il 20% a fronte di una media del 14%), arriva sugli schermi di Raidue da stasera, ogni venerdì alle 21, in dodici episodi per sei prime serate, in una versione un po' edulcorata che ha gia' scatenato polemiche. Nella versione italiana non si vedra' la scena incestuosa di sesso fra i due fratelli Ottaviano e Ottavia. Si glissa anche sulle immagini del giovane Ottaviano assalito dai predoni che gli prendono tutto, anche l'innocenza. Qualche ritocco anche e soprattutto sui nudi maschili: modificata la scena in cui Marco Antonio sta uscendo da una tinozza e viene asciugato da un drappo rosso (nella versione Rai il drappo e' attorno ai fianchi) e quella in cui uno schiavo appare nudo frontalmente. Ma sui tagli che hanno acceso le polemiche in questi giorni fa chiarezza il direttore di Rai Fiction, Agostino Sacca': "e' falso dire che la Rai e' stata costretta a censurare un prodotto trasgressivo. 'Roma' ha una presa cruda sulla realta', censurare questo sarebbe stata una baracconata. C'e' stato un intervento di Rai Fiction ma non di tipo censorio. Raidue e' una rete generalista terrestre, la liberta' e' diversa da quella delle tv a pagamento. Abbiamo chiesto di riscrivere alcune scene per il nostro mercato e di girarne due volte alcune. Man mano che si andava avanti il nostro intervento e' stato sempre meno necessario. E' una grande storia popolare e un grande film politico con una cura maniacale dei particolari. Che potesse essere un'americanata era solo un pregiudizio". Anche il direttore di Raidue, Antonio Marano, alla sua prima conferenza stampa dopo il ritorno alla guida della seconda rete, sottolinea: "la verita' della storia non si puo' cambiare. Facciamo vedere come si viveva allora, da dove veniamo nel bene e nel male. La serie sara' presentata con un'anticipazione di circa tre minuti sui contenuti di Roberto Giacobbo. 'Roma', che Sacca' mi propose due anni fa credendoci fino in fondo fin dall'inizio, sembra cinema piu' che fiction, e' il prodotto giusto per Raidue che deve avvicinarsi a un target giovane". Il consulente storico Jonathan Stamp (responsabile di molte produzioni documentaristiche della Bbc), precisa che "la fiction e' autentica nei confronti della vita nell'antica Roma, i costumi, le pettinature, i rapporti fra le persone ma per quanto riguarda il racconto non ci puo' essere un'autenticita' al 100%, e' sempre fiction". Girata a Cinecitta', dove tra poche settimane prenderanno il via le riprese della seconda serie in dodici episodi di 50 minuti (il piano di produzione complessivo prevede 60 episodi da realizzare in 5 anni), 'Roma' e' costata 120 milioni di dollari per i primi 12 episodi (4 milioni e mezzo di euro sborsati dall'Italia) di cui la maggior parte investiti a Cinecitta' e ha visto l'impiego di 350 tra attori e comparse addestrate per essere a tutti gli effetti soldati romani, 600 acrobati ed un numero equivalente di cavallerizzi, ballerini e musicisti, 15 mila figuranti, e quattro registi tra cui Michael Apted per le prime tre puntate e poi Julian Farino, Alan Coulter, Alan Poul e Timothy Van Patten. Negli spazi esterni di Cinecitta' sono stati realizzati 20 mila metri quadrati di scenografie per rappresentare il Foro e i quartieri patrizi e plebei dell'antica Roma. E alla fine della lavorazione, come ha annunciato Sacca', sara' realizzato con tutto il materiale utilizzato un Parco a tema a Roma. Tremila i costumi realizzati utilizzando i tessuti e il metodo di colorazione dell'epoca esposti oggi con riproduzioni di oggetti, monete, foto di scena a Viale Mazzini a Roma. Tra gli attori italiani Chiara Mastalli (nel film 'Notte prima degli esami') nei panni della schiava Irene che dice di "essere onoratissima di far parte di questa squadra", Manfredi Aliquo' e Lidia Biondi. Tra i protagonisti nel ruolo di Voreno, Kevin McKidd ('Le crociate') e in quello di Pullo, Ray Stevenson ('King Arthur'). Ciaran Hinds ('Era mio padre') e' Giulio Cesare, Kenneth Cranham e' Pompeo Magno, Polly Walker e' Atia della gens Giulia, Kerry Condom e' Ottavia e Max Pirkis e' Gaio Ottaviano. Durante le riprese gli attori da Polly Walker a McKidd e Stevenson si sono innamorati di Roma. "Avevo l'immagine di una citta' di rovine e musei mentre Roma - dice Stevenson - e' una citta' in movimento, fluida, come la vita". Andata in onda in vari Paesi fra cui Belgio, Norvegia, Svezia, Israele, Portogallo, Spagna la serie e' stata trasmessa nella versione Hbo su Canal Plus in Francia e nella maggior parte dei paesi con reti commerciali. La versione Rai e' stata utilizzata da quelli con reti generaliste" come ha spiegato Charles Scheger, direttore di Hbo International.
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