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sabato 14 febbraio 2015

venerdì 13 febbraio 2015

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Siamo a Cavill! L'ex Uomo di Acciaio diventa l'Uomo dell'UNCLE nel reboot(tanata?) della celebre serie degli anni '60 con Napoleon Solo
Henry Cavill ditches his Superman suit for a sleek tux in this summer's silver-screen adaptation of the 1960s TV series The Man from U.N.C.L.E. (n.d.r.: in Italia la serie è stata trasmessa con più titoli, "Organizzazione UNCLE" o "L'Uomo dell'UNCLE" tra gli altri).
The Man of Steel actor calls the film, which is directed by Guy Ritchie, "a cool, sexy and especially not heavy Cold War spy thriller." Cavill, 31, stars as CIA agent Napoleon Solo alongside Armie Hammer, who plays KGB agent Illya Kuryakin. The two put aside their longstanding hostilities to stop a mysterious international criminal organization and prevent worldwide catastrophe. Anna Karenina's Alicia Vikander takes the lead female spot as the daughter of a mysteriously vanished German scientist who helps Cavill and Hammer's characters infiltrate the international criminal organization. Elizabeth Debicki (The Great Gatsby) joins the cast as Victoria Vinciguerra, the driving force behind a worldwide shipping company with a questionable past. And Hugh Grant takes on the role of Waverly, the head of the U.N.C.L.E. (United Network Command for Law and Enforcement) organization.
"They're both wonderful people and a pleasure to work with," Cavill says of Hammer and Grant, whom he enjoyed joking around with on set. "Any funny stories I'm going to keep to myself, though. No telling tales out of school." The film displays some of the era's most distinct fashions, designed by Oscar-nominated Joanna Johnston. Cavill says the film's unique style helped him get into character, adding that "it's very defining" to act in costume. Still, his favorite part was working with Ritchie. "He made the whole experience an absolute pleasure," Cavill says. "I'm lucky to have worked with him."
The Man From U.N.C.L.E. hits theaters Aug. 14.
NEWS - Parti-amo bene! In "Sense8" dei fratelli Wachowski anche le riprese in sala parto!
News tratta da "Uproxx"
By now, you might have heard — or not — about the Wachowkis’ d.o.a. Jupiter Ascendingwhich currently has a Rotten Tomato score of 22 percent and was described by Vince as “nothing if not batsh*t ridiculous.” It’s a shame because I loved Cloud Atlas, but consistency is not the Wachowskis’ forte, which means that their upcoming Netflix show, Sense8, might have a chance at actually being awesome.
The 10-episode Netflix original series will follow eight people — linked mentally and emotionally — who become the targets of a shadowy sect looking to take them out. Each episode will follow a different character. The world-spanning show (Iceland, London, Berlin to name a few locations) is also being helmed by J. Michael Straczynski, which should bring some sort of solace since he wrote Babylon 5 (as well as the Midnight Nation comic book mini-series which you should read right now).
If none of these details are piquing your interest, then perhaps you’ll purchase a ticket for the live births that apparently will be filmed for the series. Nope, not kidding. In a strange piece of news that seems to have flown under the radar, io9 interviewed the auteurs, and they admitted that live births will be included when the show premiers in May.
Lana: We wanted to make a thing that’s about everything. We told Netflix we were like, “We’re only interested in doing this. It’s going to be so hard, it’s not very much money. We’re only interested in it if we can do anything. And I mean anything. Like crazy psychic orgies with all sorts of different bodies.” And they were like, “Yeah sure, cool great.”
Andy: We have live births.
Lana: Live births even.
Andy: Babies coming out of vaginas.
What? No.
Andy: Yes. Tune in. In May, you’ll see.

giovedì 12 febbraio 2015

NEWS - Clamoroso al Cibaleaks! "House of Cards" 3 disponibile per sbaglio nella notte su Netflix (ma dopo 10 minuti sparisce!)
Nella notte gli utenti di Netflix hanno avuto l’illusione di poter guardare (magari di fila) tutti i tredici episodi della terza stagione di House of Cards in anticipo rispetto all’annunciata data di uscita del 27 febbraio. Ma si sono illusi: l’azienda di Los Gatos li ha tirati giù in men che non si dica (circa una decina di minuti). Si è trattato di un vero e proprio leak. Netflix ha rilasciato il seguente commento: “A causa di un problema tecnico, alcuni fan di Frank Underwood hanno avuto uno sneak peak. Tornerà su Netflix il 27 febbraio”. Gli episodi sono stati subito rimossi e sull'account ufficiale Twitter di House of Cards e' apparso questo ironico cinguettio: "Questa e' Washington, ci sono sempre fughe dinotizie...".
Firmato Netleaks...
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Se "The Walking Dead" incontra Spinoza
"Colpiti negli affetti più cari, persa anche l'ultima illusione di poter sconfiggere l'epidemia di febbre zombie grazie a uno scienziato rivelatosi un mentitore, ai sopravvissuti di «The Walking Dead» non resta che vagare alla ricerca di un provvisorio riparo dall'aggressività famelica dei «non morti» e dalla follia che sembra essersi impadronita di molti umani. La ripresa della serie dopo la pausa invernale ha spinto molto sul versante dell'emozione: le scene d'azione sono sempre superbe e potenti, da kolossal televisivo dei giorni nostri, ma il nuovo episodio, intitolato «Non è finita», ha rappresentato quasi una pausa riflessiva, pervaso com'era da un afflato di spiritualità (Fox, lunedì, ore 21). Alcuni protagonisti importanti e molto positivi sono usciti di scena in modo tragico, il gruppo guidato da Rick Grimes ha perso alcune delle sue colonne portanti, mentre altri personaggi sono entrati in azione: se resteranno o saranno presto abbandonati al loro destino nessuno può ancora dirlo. Nel procedere del racconto, tra attacchi delle creature guidate da una cieca fame e fughe disperate, a fronteggiarsi sono due sentimenti contrapposti, la tentazione di arrendersi e il desiderio di andare avanti, una sorta di spinoziano «conatus sese conservandi» (la propensione all'autoconservazione) che indirizza i sopravvissuti verso Washington, la capitale, o quel che ne resta. Non si cerca più una terra promessa ma solo un luogo dove sia rimasto qualcosa di intatto. La serie, che è il vero fenomeno tv del momento come testimoniano gli ascolti molto alti negli Usa e nel resto del mondo, è stata oggetto di molte letture simboliche: gli zombie sono stati variamente metaforizzati, l'apocalisse in cui sono immersi i personaggi è stata paragonata alle tragedie della storia umana, recente e passata. La domanda di fondo è sempre una: si può preservare un'umanità nella più cupa tragedia? Cosa resta quando tutto sembra perduto?". (Aldo Grasso, 11.02.2015)

mercoledì 11 febbraio 2015

NEWS - Tutti vogliono Netflix ma l'Italia è taboo (per ora)! Troppe serie tv free e a basso prezzo per imporre la sua library. In futuro la richiesta di contenuti pay a +16% ma ricavi -6% (Netflix o meno). In Francia anche Carrefour lancia video on demand: siamo alla frutta (da grande distribuzione)? 

Articolo tratto da "Affari&Finanza" ("La Repubblica")
"Tutto sta accadendo molto rapidamente. Lunedì scorso Carrefour, il numero uno europeo della grande distribuzione, ha lanciato un suo servizio di video on demand chiamato Nolim Film, realizzato grazie ad un accordo con le major Usa. E' la risposta allo sbarco di Netflix in Francia, si è detto. Ma solo un paio di settimane prima la notizia era di segno opposto: in Gran Bretagna Tesco, altro gigante della gdo, tra i primi ad entrare nel mercato dei film e serie tv online, ha alzato bandiera bianca e ha ceduto il suo servizio Blinkbox, che non è mai riuscito a portare in utile: è la conseguenza dell'incapacità di stare dietro a Netflix. Intanto in Italia, dove Netflix è sempre dato in arrivo ma la data viene sempre spostata più in avanti, si riaffaccia sul mercato dei video online Telecom Italia con l'offerta Tim Vision rivista e rinnovata. E cresce Chili Tv di Stefano Parisi, che ha chiuso il 2014 con 450 mila utenti ed è sbarcata da un paio di settimane in Austria e Polonia. Sky tra poco arriverà nelle case degli italiani con la fibra ottica di Telecom Italia e nuovi pacchetti di offerte legate alle p o t e n z i a l i t à d e l l a banda ultralarga. Il ciclone Netflix ha rivoluzionato completamente il mercato. L'aver raggiunto i 57 milioni di clienti, 16 milioni dei quali fuori dagli Usa, ha fatto salire la febbre. E le conseguenze si vedono: il mercato pay sembra abbia raggiunto un picco, almeno nella forma finora conosciuta. Il dato più fresco è tratto da un report di Analysys Mason citato anche da Daniela Biscarini, responsabile Multimedia Entertainment di Telecom Italia alla presentazione di Tim Vision: in Italia nei prossimi anni il mercato dei contenuti video a pagamento crescerà del 17% ma i ricavi dei servizi di pay tv tradizionale caleranno del 6%. E l'Italia in questo caso non è diversa dagli altri mercati. Ma se Netflix ha scompaginato gli assetti tradizionali della pay tv, ha aperto anche la concorrenza tra modelli di business diversi. «Dentro questo mercato ci sono tanti segmenti che non si sono sviluppati finora qui in Europa. Non c'è solo il modello Netflix - spiega Augusto Preta, direttore di ItMedia Consulting - Non è possibile dire ora quale sarà il modello prevalente. L'unica cosa certa è che si sta passando da un sistema con al centro il broadcast, le tv tradizionali, ad uno con al centro il broadband, la banda larga». Secondo l'ultima rilevazione tv, dell'European Audiovisual Observatory, sono attivi nei diversi mercati nazionali Ue ben 3.088 servizi Vod: 1.104 sono servizi di catch up, ossia offerta on demand di contenuti già passati sui palinsesti tv in chiaro; 711 canali "branded" di broadcaster su piattaforme Web (tipicamente YouTube); 409 piattaforme di offerta di film on demand; il resto sono tipologie diverse. Geograficamente, ce ne sono 682 in Gran Bretagna, 434 in Francia, 330 in Germania, 223 sono operatori Usa che hanno stabilito filiali in uno o più mercati europei. Come si vede un mercato iperframmentato in cui l'arrivo di operatori di grandi dimensioni, strutturati e con marchi forti potrà fare facilmente la differenza. In Italia, secondo le stime di ItMedia Consulting, che ha di recente rilasciato il report "Video Killed the Tv Star - le stime sui ricavi sono impossibili per mancanza di dati. Apple non dà i valori dei singoli paesi. E nemmeno Netflix, per cui i dati che girano tra gli addetti ai lavori, di 250 mila utenti abbonati in Francia tra l'avvio del servizio lo scorso settembre e fine 2014, sono solo ipotesi.
Il test francese sarà però importante per capire come Netflix si muoverà nei mercati dell'Europa continentale. In Gran Bretagna è andata bene ed è accreditata di una quota di mercato del 14% ma è un mercato anglosassone, dove la lingua gioca una parte rilevante e con una buona penetrazione della banda larga. Buone infrastrutture ha trovato il gruppo guidato da Reed Hastings sui tre mercati scandinavi. In Germania, dove le strategie commerciali decise al tempo del dollaro debole hanno fatto sì che l'offerta sia stata lanciata a 7 euro al mese, però potrebbe incontrare già delle difficoltà: quello tedesco è un mercato anomalo per una forte reinventare l'industria audiovisiva" il mercato vale tra i 35 e i 40 milioni, ripartibile per il 60% all'offerta transattiva, il Tvod, e per il restante 40 a quella per abbonamento (Svod) mentre la pubblicità gioca per ora un ruolo molto marginapresenza di pay-per-view via cavo e utenti abituati a pagare ogni singolo prodotto. Con in più il vantaggio che questa tipologia di offerta permette di vendere online i film nella finestra subito successiva all'uscita nelle sale, mentre lo Svod è nella stessa finestra delle pay-tv, ossia intorno ai 20 mesi dopo (varia nei diversi mercati). Il tema dei contenuti è importante ma può non essere decisivo. In Francia, il confronto tra Netflix e Canal Plus ha rilevato come l'offerta della pay francese includa più titoli e più nuovi. E per quanto riguarda l'Italia, diversi analisti sottolineano che siamo il mercato occidentale con la più ampia offerta di film e serie tv in chiaro e con il costo medio più basso di abbonamento alla pay-tv, intorno ai 25 euro, mentre negli Usa i costi delle pay sono molto più alti, sui 70 dollari e questo ha pesato non poco sul boom del modello Netflix: costi bassi e contenuti. Ma non tutti sono d'accordo che la qualità dei contenuti sia il fattore rilevante. Non lo è stato per esempio in Danimarca e Norvegia, dove il catalogo Netflix ha sbaragliato quelli qualitativamente superiori dei concorrenti locali. Per gli analisti la vera competitività di Netflix è infatti nel suo motore di ricerca e di "raccomandazione". Nessun utente passerà mai più di cinque minuti a scorrere interminabili elenchi di titoli quindi è strategico un efficiente motore di ricerca (nomi, titoli, genere) e ancora di più quel sistema che propone agli utenti i titoli in catalogo più vicini ai suoi gusti. Qui è il vero valore aggiunto. Che spiega tra l'altro come l'ingresso degli operatori online, da Netflix stessa ad Amazon, nella produzione diretta di contenuti sia una strategia complementare e non direttamente "core": fa molta immagine, consolida il valore del marchio ma da sola non basta. Un successo come House of Cards non può ripetersi all'infinito, da solo comunque non basta e inoltre innesca dinamiche di costi crescenti. I veri margini qui si fanno ottimizzando al massimo la coda lunga delle library. Ed è proprio sul software che profila gli utenti che si giocherà la concorrenza tra le piattaforme: ci sta lavorando anche Telecom Italia. Sarà pronto tra pochi mesi e in Telecom sperano che possa essere la killer application per far breccia sul mercato italiano: sia tra gli utenti che tra i broadcaster da portare sulla piattaforma Tim Vision. Per ora c'è solo La7 e alcune serie Rai di successo, come Che Dio ci aiuti. Non dovrebbero restare soli a lungo".

martedì 10 febbraio 2015

NEWS - Il promo di "Bloodline", la nuova serie di Netflix in arrivo a marzo (non si parlerà d'altro...)!
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
Con "The Night Shift" il dolore diventa narrazione da trincea 
“Lo confesso, letta la trama, pensavo che «The Night Shift» fosse solo la brutta copia di «E.R.»: il pronto soccorso, i casi disperati, i vissuti personali di medici e infermieri, dolori, speranze, una miniera inesauribile di racconti. E in parte è così: «The Night Shift» è il classico medical drama ambientato nel Pronto Soccorso del San Antonio Medical Center di Albuquerque in New Mexico. La sanità è in crisi, la riforma sanitaria prevista dall'ObamaCare pesa anche sugli ospedali, bisogna procedere a tagli... Non tutti i medici sono disposti a trasferirsi nel New Mexico (Mya, Mediaset Premium, mercoledì, ore 21.10). Il turno di notte del San Antonio è una sorta di avamposto militare: molti dei medici hanno operato in trincea, nei campi di guerra come in operazioni militari ad alto rischio. Hanno combattuto in Afghanistan, hanno visto morire i loro compagni, si portano dietro i traumi di quelle esperienze. Il medico più bravo, TC Callahan (Eoin Macken), non disdegna di ubriacarsi. La serie ideata da Gabe Sachs e Jeff Judah (già rinnovata per la seconda stagione) è per stomaci buoni: delle operazioni più drammatiche non ci viene risparmiato nulla, con quella secchezza narrativa che la nostra fiction non conosce. Poi, come prevede il genere, alle storie del pronto soccorso si mescolano quelle più private (ma anche qui si tratta di pronto soccorso: meno lettighe, più letti). Gli altri personaggi più importanti sono: la bella Jordan Alexander (Jill Flint), a capo dell'emergency room; Michael Ragosa (Freddy Rodriguez), l'amministratore dell'ospedale che ha messo da parte le velleità mediche; Topher Zia (Ken Leung) e Drew Alister (Brendan Fehr), entrambi con esperienza negli ospedali da campo in prima linea dell'esercito. Ancora una volta, il medical drama (insieme con il poliziesco è il genere più serializzato della tv americana) trasforma il dolore in narrazione, nel dolore cerca la sua popolarità”. (Aldo Grasso, 07.02.2015)

lunedì 9 febbraio 2015

NEWS - Achtung, compagni! Il Binge-Watching porta alla depressione e all'obesità!
Articolo tratto da "Variety"
Put down that remote control, binge watchers, and get some fresh air. A new study conducted by the University of Texas at Austin discovered that viewers who gorge on multiple TV episodes in one sitting may be doing so to cope with feelings of depression and loneliness. “Even though some people argue that binge-watching is a harmless addiction, findings from our study suggest that binge-watching should no longer be viewed this way,” said Yoon Hi Sung, author of the study. The study, which included more than 300 people ages 18-29, also linked binge-watching to a lack of self-control, fatigue and obesity. Binge-watching has become a featured functionality of streaming services including Netflix, which struck a chord with original programming like “House of Cards” by offering all episodes of a series at once.
NEWS - Occhio! Il trailer mix di "Daredevil"

domenica 8 febbraio 2015

GOSSIP -  Gina Rodriguez not so virgin! Straborda sexy sulla cover di "Latina" magazine...
Gina Rodriguez takes over the March 2015 cover of Latina magazine.
Here’s what the 30-year-old Jane The Virgin actress had to share:
On how her father inspired her: “My father would make me look in the mirror and say, ‘Today is going to be a great day. I can and I will.’ I started my own production company, I Can and I Will Productions, three years ago. I want to give that inspiration to everyone!”
On when she wants to have a baby: “I’m wearing this pregnancy suit every day and I’m loving it. Ideally, I want to get married first. Maybe I should be dating my boyfriend [actor Henri Esteve of ABC’s Revenge] for more than a year? He’s younger than me, so we can wait. I have to give birth to my career first.”
On the importance of education: “Education was definitely number one, and that’s why acting scared my parents. They were like, ‘What are you going to do with that? How are you going to make money?’ We didn’t grow up with money so they always instilled that education was going to get you to where you needed to be, and it definitely did. The reason I went to N.Y.U. was because it was the only way to get them on board. And it was the best thing that happened to me, because I got the tools and techniques that I’ll never change for anything.”

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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