venerdì 30 dicembre 2016

NEWS - Achtung, compagni! Ecco le serie tv più attese del 2017 in Italia

Articolo tratto da "La Stampa"
Se il 2015 è stato l'anno del lancio, il 2016 è stato l'anno del successo. Non si conoscono i numeri - non sono stati diffusi - ma Netflix è riuscita a ritagliarsi un posto al sole anche in Italia, stravolgendo il mercato. Ed è solo l'inizio. La produzione e la distribuzione delle serie tv è aumentata. Anche la Rai ha dovuto mettersi al passo: prima, un anno fa, con Non uccidere, esperimento riuscito a metà; poi, quest'inverno, con I Medici, kolossal magari criticabile dal punto di vista qualitativo ma non da quello quantitativo, e Rocco Schiavone. Sky non è rimasta a guardare e ha prodotto una delle «serie tv più attese del 2017» negli Stati Uniti, parola di Time: The Young Pope. Insomma: le serie tv, da futuro sono diventate realtà. Sono il nuovo modo di raccontare storie nell'audiovisivo.
E l'anno prossimo sarà così, ugualmente: si produce tanto, si produce anche con più attenzione. Innanzitutto, portando avanti serie di successo: il 2 gennaio, distribuita da Netflix, arriverà la quarta stagione di Sherlock, un episodio a settimana in contemporanea con il Regno Unito; poi toccherà a Twin Peaks di David Lynch con la nuova stagione, in Italia distribuita in primavera da Sky; e quindi a Il Trono di Spade, a Gomorra 3, arrivo previsto in autunno, alla terza stagione di Fargo e alle nuove puntate di House of Cards, sempre mandate in onda da Sky.
Non mancheranno le novità. Tra le serie più attese, vanno sicuramente segnalate Taboo di e con Tom Hardy, che qui in Italia non ha ancora una data d'uscita né un canale; Roadies, creata da Cameron Crowe e ispirata al suo film Quasi famosi, dal 30 gennaio su Mediaset Premium; Una serie di sfortunati eventi, ispirata ai libri di Lemony Snicket, che farà il suo esordio su Netflix il 13 gennaio; Legion, serie tv sui mutanti della Marvel che andrà in onda a febbraio su Fox; Big Little Lies, con Nicole Kidman, che farà il suo esordio il 13 marzo su Sky Atlantic; Iron Fist, nuova serie originale Netflix su uno dei supereroi di Casa Marvel, il quarto (su quattro) dei «Difensori», rilasciata il 17 marzo; e le due nuove produzioni di Sky Europa: Riviera e Britannia. E questa è solo la prima metà del 2017.
In cantiere ci sono tantissimi progetti, alcuni ancora in corso di scrittura, altri arrivati quasi alla fine della lavorazione. C'è la chiacchierata serie tv ispirata alla saga letteraria de L'amica geniale di Elena Ferrante, che verrà prodotta da Wildside (e di cui, a oggi, ancora non si conosce il broadcaster). C'è 1993, il sequel di 1992, con Stefano Accorsi e Miriam Leone, che dovrebbe andare in onda nella prima metà del 2017; c'è In Treatment, di cui solo pochi giorni fa è stato annunciato il nuovo cast (insieme a Sergio Castellitto, anche Giovanna Mezzogiorno e Giulia Michelini). E poi c'è Suburra, la prima produzione originale di Netflix in Italia: non sarà un sequel del film diretto da Sollima, ma nel cast sono stati confermati alcuni degli attori che abbiamo già visto al cinema, come Alessandro Borghi.
Non bisogna dimenticare che, a partire da dicembre di quest'anno, in Italia è arrivata anche Amazon Video, con le sue serie originali: a oggi, non sono state ancora rese disponibili Crisis in Six Scenes di Woody Allen, o Fleabag. La sensazione, comunque, è che anche il mercato italiano - con tutte le sue limitazioni, e i suoi rallentamenti - si stia sempre più avvicinando a quello internazionale. Buona parte del merito va riconosciuta a Sky, che in questi anni, in una progressione piuttosto veloce, è diventata leader delle produzioni made in Italy di qualità; e pure alla direzione della Rai, che ha stretto più di un accordo con Netflix per la diffusione delle proprie serie.

giovedì 29 dicembre 2016

NEWS - Never forget! Quell'episodio di "30 Rock" con Carrie Fisher, tra i capitoli più divertenti della storia tv sul femminismo

News tratta da "Decider"
Tina Fey’s quirky comedy did so many things right, but it was almost always at its best when it was tackling the complexities of feminism. It’s through this lens that the “Rosemary’s Baby” episode of 30 Rock really shines. The Season Two episode marked one of the turning points of the series. After the comedy’s notoriously rough first season, “Rosemary’s Baby” was one of first episodes that cemented the show’s equally quirky and insightful tone. The main plot of Episode Four hinges on Liz Lemon (Tina Fey). When Liz’s idol, the legendary comedy writer Rosemary Howard (Carrie Fisher), comes to the set of The Girlie Show, Liz is faced with the sobering choice that so often defines her character — should she abandon her show and job to stand up for feminism and art, or should she embrace the world she has created? Fisher’s character was the perfect blend of relatable for mainstream audiences and in-the-know for comedy fans, a line 30 Rock walked so well so often. Between jokes about Saturday Night Live’s era of “Not Ready for Primetime Players” to her many Laugh-In references, Rosemary was the perfect mixture of fearless and funny you would expect from a failed 1970s female comedy writer. Fisher played the role beautifully, capturing the character’s natural hilarity — both when audiences were supposed to laugh at and with her — as well as her intensity. However, they say you should never meet your heroes, and that was certainly the case for Liz. In Tina Fey’s always capable hands, this episode put an interesting feminist angle on the argument between embracing corporate America or pure art. Rosemary was the perfect too-wired and idealistic blend you would expect from a fallen comedy idol — just a little too hungry, jaded, and arrogant. The casting of Fisher was also a genius decision for the show, as Fisher’s iconic role as Princess Leia has been established as being one of Liz Lemon’s personal pop culture heroes. Not only that, but casting the actress responsible for one of the most confusing and empowering sci-fi roles in history — a badass rebel princess who was sexualized for years — took a dig at Star Wars’ confusing history with women. It was a smart role that was performed brilliantly by a too-often underrated actor. “Rosemary’s Baby” shows a side of Fisher that was rarely embraced but is unapologetically amazing to watch. The episode gave a just smart enough, meta nod to her cinematic past while highlighting both her comedic and dramatic acting chops. It also gave birth to one of the greatest 30 Rock lines in history, “Never go with a hippie to a second location.” Carrie Fisher’s guest appearance on 30 Rock, which she rightfully received an Emmy nomination for, was one of the funniest episodes of this very funny series as well as one of the first episodes that showed us how special this quirky gem really was. Thank you for your many contributions to pop culture, Carrie Fisher. You will be missed.

mercoledì 28 dicembre 2016

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

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