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lunedì 21 marzo 2011

NEWS - Telefilm Festival dixit. Successo per la serie araba lanciata in anteprima al TF08 (più attuale oggi che mai)
(di Cristiana Missori) (ANSAmed) - FIRENZE, 18 MAR - Nel salotto israeliano si ascolta il dialetto arabo. Miracolo della televisione o, semplicemente, un modo intelligente per fare conoscere agli israeliani vizi e virtu' dei loro concittadini di origini palestinesi. O viceversa, un modo per fare capire ai palestinesi che vivono in Israele, che gli israeliani ''non sono poi cosi' cattivi''. Il tutto in chiave comica. Si chiama 'Arab Labor' (2010) la sit-com, scritta da Sayed Kashua, piu' popolare del momento su la tv israeliana. Protagonista e' Amjad - interpretato da Norman Issa - un giornalista di origine araba, che con la famiglia cerca di integrarsi nella comunita' ebraica borghese di Gerusalemme Ovest. ''A prevalere in Arab Labor - racconta ad ANSAmed Issa - e' il rapporto paradossale di amore-odio che Amjad - che scrive per un quotidiano israeliano - ha con la sua identita' araba, e il suo desiderio di integrarsi al meglio nella societa' israeliana''. Un'integrazione spesso non semplice. ''Difficile cancellare dalla propria mente i pregiudizi. Da un lato, come dall'altro'', rimarca. Non soltanto nella fiction, ma anche nella vita reale, sottolinea Issa, per un arabo israeliano e' complicato inserirsi, essere accettato e sfondare sul piano lavorativo. ''Bisogna lavorare il doppio'', sostiene. ''Ho iniziato a recitare per caso'', ricorda l'attore. ''Avevo 19 anni e avevo bisogno di soldi. Non sapevo nulla della recitazione''. Oggi, invece, Issa lavora nei migliori teatri di Israele, al Beer Shiva Theater e al Haifa Theater, recitando in ebraico e in arabo. La recitazione, prosegue, e' un modo per esorcizzare la propria sofferenza. ''Per me e' terapeutico, e' un modo per tirare fuori quello che
hai dentro. L'essere rifugiati non e' una passeggiata''. Nelle sue parole, pero', c'e' molta fierezza. ''Gli arabi israeliani sono una cosa a parte'', dice. Malvisti dagli 'altri arabi', vengono definiti '48 arabs', ''gli arabi del 1948'', sospira. Una scelta coraggiosa da parte dell'emittente che ha deciso di mandare in prima serata una serie tv in cui gran parte dei dialoghi sono in arabo dialettale. ''Il primo anno di programmazione - spiega Issa - il 30 per cento dei dialoghi era in arabo e il restante in ebraico''. Nella seconda edizione, invece, la percentuale era invertita''. Segno che le cose possono cambiare. ''Ora stiamo girando la terza serie. E non ci sono piu' problemi di lingua'', afferma sorridendo. Ma da una sit-com che tocca tutti i tasti dolenti del rapporto tra arabi ed ebrei, ci si poteva aspettare tanto successo? Paradossalmente, replica Issa, i piu' grandi detrattori di questo programma, il primo anno, furono proprio gli arabi israeliani. ''Per loro rasentava l'insulto. E mi hanno dato del traditore''. La piu' grande soddisfazione di questo attore 43enne ''che ama la sua terra'', Israele, e' quella che gli israeliani di destra e molti coloni lo hanno chiamato o fermato per strada per ringraziarlo ''di avere fatto loro cambiare idea''. Segno che anche grazie a una risata i contrasti possono appianarsi.

mercoledì 8 ottobre 2008

NEWS - Margherite dal Telefilm Festival. Da stasera "Pushing Daisies", anteprima TF08
(Adnkronos) - "Pushing Daisies", la serie Warner Bros che ha sorpreso gli Usa, dove ha incollato ai teleschermi circa 10 milioni in ogni puntata, arriva per la prima volta in Italia su Joi nell'offerta Premium Gallery del digitale terrestre Mediaset da stasera, in prima serata. Il titolo e' un gioco di parole perche' in inglese l'espressione "I don't wanna pushing daisies!" significa "non voglio mica morire!". Il telefilm racconta la storia di Ned (Lee Pace, gia' visto in 'Possession', 'The Good Shepherd' e 'Soldier's Girl'), un giovane pasticcere che da piccolo scopre di avere un dono incredibile: puo' resuscitare i defunti, semplicemente toccandoli. Ma se li sfiora per due volte li uccide per sempre. Realizza anche che per ogni morto che resuscita, uno sconosciuto perde la vita. Ned nasconde i suoi poteri per anni, ma l'investigatore privato Emerson Cod (Chi McBride) scopre il segreto e lo convince a riportare in vita le vittime di omicidio e ad aiutarlo a risolvere i casi piu' difficili, in cambio di lauti guadagni. La storia si complica quando Charlotte "Chuck" Charles (l'attrice Anna Friel che vedremo presto in 'Land of the Lost' e 'Angel Makers') l'amore d'infanzia di Ned, viene uccisa. Il giovane decide di resuscitarla definitivamente, i due diventeranno inseparabili ma da quel momento non potranno mai toccarsi. Questa favola per adulti, che affronta il tema della morte ma anche dell'astinenza sessuale e, piu' in generale, della solitudine con leggerezza e disincanto, ha debuttato con picchi di quasi 13 milioni di telespettatori e ha raggiunto una media di 10 milioni di telespettatori nella prima stagione. La seconda e' prevista, sempre sulla rete ABC, il 1° ottobre prossimo. Ogni episodio intreccia una trama poliziesca con una fantasy tipica del racconto di fiabe. Da una parte vengono affrontati i casi di omicidio che Ned e Emerson risolvono grazie ai poteri del pasticcere e dall'altra vengono raccontate storie che rivelano, attraverso i flash-back, alcuni dettagli sul passato dei personaggi. La voce off (Jim Dale nella versione originale) diventa il filo conduttore del racconto. Il tono comico-grottesco con il quale viene trattato il tema della morte ha fatto associare lo stile della serie tv a quello cinematografico di Tim Burton. Altri elementi accomunano il telefilm allo stile del cineasta americano (il protagonista disadattato, atmosfere macabre, poteri sovrannaturali). Il creatore della serie, Bryan Fuller, ha dichiarato pero' di essersi ispirato soprattutto al film 'Amelie' e al lungometraggio di suspense, 'Kiss Kiss Bang Bang'. Regista delle prime due puntate e produttore creativo e' Barry Sonnenfeld, che ha alle spalle una grande carriera cinematografica con titoli come 'La famiglia Addams' e la saga di 'Men in Black'. A Sonnenfeld, abituato a film dai grandi effetti speciali, si deve l'alta qualita' visiva.

venerdì 19 settembre 2008

NEWS - "Coiffeur Ashwaq", l'ultima perla dell'Arabian Wave
Se in occidente le serie tv dettano la moda, nei Paesi arabi detteranno i valori. Lo abbiamo notato alla proiezione di "Arab Labour" all'ultimo Telefilm Festival e ce ne accorgeremmo sempre di più prossimamente. Per far riflettere le donne egiziane su discriminazione, diritti, violenza domestica e pari opportunita', l'Unione europea ha scelto un telefilm: "Coiffeur Ashwaq". L'intento è quello di mettere il vastissimo pubblico femminile, per venti minuti al giorno, di fronte ai problemi che troppo spesso sottovaluta o ignora. La sit-com e' ambientata nella sala d'aspetto di un salone di bellezza, dove transitano decine di donne dalle storie diverse. Ne è protagonista la proprietaria del salone - interpretata dalla nota attrice egiziana Mimi Gamal - la quale s'imbatte quotidianamente con donne di differenti classi sociali, spunto per le numerose situazioni ironiche. Ma dietro il divertimento, utilizzato come "specchietto per le allodole" per stessa ammissione degli sceneggiatori, si nascondono i temi piu' caldi che riguardano la donna e il suo ruolo nella societa' araba: la violenza domestica, i matrimoni forzati, il sessismo, le molestie, i divorzi. Sono assenti, invece, le questioni politiche e religiose, per evitare che qualche signora spenga la tv sentendo offesa la propria fede. Contemporaneamente alla messa in onda di "Coiffeur Ashwaq", i produttori hanno aperto anche un forum di discussione on line, frequentatissimo dalle appassionate della serie che si scambiano in tempo reale i commenti sulle puntate, fornendo alla community anche esperienze e consigli. Proprio quello che cercava la Commissione Ue quando ha deciso di attingere dal suo budget per produrre i 15 episodi della prima serie: raggiungere il pubblico femminile e creare un'interazione che assicuri un'ampia diffusione del messaggio. L'idea di utilizzare la televisione come veicolo di informazione sociale e' venuta ad un'organizzazione non governativa egiziana, Madev, che da anni realizza spot per le campagne di sensibilizzazione sui diritti delle donne e dei bambini. Stavolta l'intento e' coinvolgere un'audience piu' larga possibile, percio' la scelta e' caduta su un prodotto divertente e familiare. Con il successo dell'operazione non sono mancate tuttavia le polemiche. La squadra di sceneggiatori che ha scritto "Coiffeur Ashwaq" e' composta quasi esclusivamente da uomini, notizia che ha destato piu' di un malumore. Uno degli autori, Mohamed Ismail, ha però gettato acqua sul fuoco: ''E' vero, siamo uomini, ma viviamo in Egitto e quotidianamente assistiamo alla lotta delle donne arabe per affermare e difendere i propri diritti''. Le serie tv sono un fenomeno recente per il Cairo e per i Paesi arabi, che fino a pochi anni fa non avevano mai prodotto alcunchè, ma che da quando le hanno scoperte ne sfornano a raffica. L'apripista e' stato "Tamer e Shawqiya", andato in onda durante il Ramadan negli ultimi due anni con un successo mai visto prima di allora, a cui ha fatto subito seguito "Ragel wa sit Settat", trasmesso su tutte le tv arabe satellitari, mentre e' in arrivo "Abbas wi Inas", sui problemi di coppia durante il primo anno di matrimonio.

martedì 17 giugno 2008

NEWS - Tra "CSI" e "Due uomini e mezzo", un cross-over già cult
Dopo quello tra "CSI" e "Senza traccia", proposto in esclusiva allo scorso Telefilm Festival, è in arrivo un altro cross-over da non perdere. Il 5 maggio la CBS ha proposto una puntata della sit-com "Due uomini e mezzo" in cui muore misteriosamente un attore comico nella casa del protagonista Charlie Harper (Charlie Sheen). La curiosità è che l'episodio è scritto dagli sceneggiatori e produttori di "CSI", serie dalla quale arriva in visita George Eads (ma non nella parte del detective Nick Stokes, però). L'8 maggio è toccato a "CSI" ricambiare il favore nella puntata scritta dagli sceneggiatori di "Due uomini e mezzo": un'attrice di sit-com muore sul set a Las Vegas e i principali sospettati, guarda caso, risultano gli sceneggiatori...(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "TU")

martedì 3 giugno 2008

ANTEPRIMA BOLLETTINO - Giù la maschera, Auditel-Belfagor!
Tra i momenti più indimenticabili del sesto Telefilm Festival spiccano le dichiarazioni di Giorgio Gori durante la prima tavola del Workshop, dedicata alla programmazione e alla produzione delle serie tv. I telefilm, secondo l'Amministratore Delegato di Magnolia, non sono poi questo gran successo in Italia, mentre all'estero prodotti come "CSI" e "Grey's Anatomy" sono cult anche per gli ascolti, oltre che per i critici. La provocazione intelligente di Gori non può cadere nel vuoto e merita una riflessione. E' davvero così? E' assolutamente vero che i telefilm, oltre confine, siano ai vertici degli ascolti (così in Francia, Inghilterra, Germania e Spagna), ma in Italia la situazione non è poi così catastrofica come si dipinge. Il vero punto focale, per alcuni una spina nel fianco intoccabile, è uno solo: l'Auditel. Quest'ultimo, come si sa, ha chiamato a raccolta poco più di 5000 famiglie-campione sulla scorta dei dati ISTAT che ci descrivono come il Paese più vecchio tra gli Stati con più di 10 milioni di abitanti, contando il 25% di popolazione oltre i 60 anni (dei Paesi sopra citati, l'unica che si avvicina a noi è la Germania: 24% oltre i 60 anni; la Francia è "solo" decima, con il 20.5% di over 60). E le previsioni non sono rosee, visto che nel 2025 gli oltre sessantenni saranno in Italia il 34% (saremo secondi soli al Giappone). Di più: secondo gli addetti ai livori l'Auditel non rappresenterebbe efficacemente i reali gusti del Bel Paese spettatore. Si pensi solo al fatto che chi ha la scatoletta dell'Auditel in casa debba avere per forza il telefono fisso per connetterla, lasciando fuori dal panel una gran fetta di pubblico (perlopiù giovane) che ormai vive solo col cellulare. Ancor di più, pochi sanno (e pochi l'hanno mai pubblicata, a dire il vero!) come sia effettivamente sbilanciata la rappresentazione del pubblico televisivo secondo l'Auditel: già solo gli individui oltre i 55 anni sono rappresentati al 32.7% (12.5% nella fascia 55-64 anni, 20.2% quelli oltre i 65 anni); a scendere anagraficamente, la fascia 45-54 anni è presente al 13.7%, i 35-44 anni al 16.7%, i 25-34 anni sono al 15.2%, i 20-24 anni al 5.7%, i 15-19 anni al 5.1%, gli 8-14 anni al 6.9%, i 4-7 anni al 3.8%. Appare perciò evidentissimo che i telefilm, genere prediletto dal pubblico giovane, risentano di un profilo a dir poco penalizzante (la fascia dai 15 ai 24 anni - sommando i 15-19 e i 20-24 anni - non raggiunge quella dei 55-64 anni!). Insomma, se il campione Auditel è formato da anziani e "bamboccioni" - e in un'Italia dove si rendono pubblici i redditi su Internet, stride alquanto che non si possa conoscere l'identità e la composizione specifica del campione Auditel... - si spiegherebbe perchè gli ascolti premino programmi come "Domenica In" e "Ho sposato uno sbirro", mentre "Lost" non riesca a raggiungere il 10% di share o "Desperate Housewives" non raccolga quanto meriterebbe. Un fatto di per sè inconcepibile, se pensiamo che l'Auditel era nato il 3 luglio 1984 con la finalità ultima della "rilevazione oggettiva e imparziale degli indici di ascolto, a fine pubblicitario, delle trasmissioni televisive". Proprio per questo, e soprattutto per venire incontro agli inserzionisti pubblicitari, vista la sua natura commerciale, Mediaset, dal 3 aprile 2006, accanto al totale degli individui ha iniziato a comunicare lo share del cosiddetto pubblico "attivo" (quello nella fascia d'età tra i 15 e i 64 anni, quello che più interessa ai pubblicitari). E così si scopre che le ultime puntate di "Dr. House", senza considerare la contro-programmazione, lo zig-zag nei palinsesti e la filologia-killer, non siano state affatto un flop su Canale 5 come qualche affrettato giornalista ha scritto: il 18% di share sul pubblico totale, ma il 22% nel pubblico attivo, in perfetta media di rete. Una strategia di rilevamento che all'estero è già avviata e condivisa (si pensi alla madrepatria dei telefilm, l'America, dove accanto al totale degli individui si pubblica lo share di una fascia ancora più stretta, quella dai 18 ai 49 anni; o alla Germania, dove le reti commerciali sono rilevate con lo share dai 14 ai 49 anni). In Italia la "mossa" di Mediaset è stata letta come un arrocco strumentale per privilegiare il pubblico giovane, a fronte di quello Rai che per tradizione è più...sedentario. Si aggiunga che l'Ansa, la principale agenzia di stampa nazionale, ha scelto di ignorare la diffusione del cosiddetto "target commerciale", continuando a pubblicare lo share totale, e così a ruota tutti i giornali. Verrebbe da pensare che se in Italia non si produce fiction degna di quella americana, un pò è colpa anche della stampa, sempre più pronta a etichettare come flop un titolo che perde solo 2 punti di share (vedi "Dr. House"), innescando una sorta di filiera castrante (produttori, direttori di rete, registi di grido, sceneggiatori, attori...) verso telefilm che volessero mai allontanarsi dall'immagine del caro vecchio foto-romanzo e del caro vecchio presepe. In realtà, al di fuori delle logiche di convenienza e di concorrenza, uscendo dalle opportunità pubblicitarie, la pubblicazione del "target commerciale" era e sarebbe un'opportunità imperdibile per premiare titoli e programmi innovativi, intelligenti, stimolanti. E se le fonti "ufficiali" nicchiano, si potrebbe iniziare dai siti internet, dai portali telefilmici e dai blog, a dare i...numeri (quelli "veri", quelli del pubblico più dinamico). Pensiamo solo al fatto che ancora oggi programmi che vincono in percentuale nella sola fascia oltre i 54 anni (perdendo in tutte le altre più "giovani") riescono ad aggiudicarsi gli ascolti totali di prime e seconde serate, tanto per dire come l'Auditel attuale sia favorevole nei confronti di un pubblico tradizionalista e anziano. Una sorta di "bolla" (un rover degno de "Il Prigioniero") che ci fa arrabbiare (da telespettatori) per i cambi o le sospensioni di palinsesto, che fa decidere (i programmatori) sulle collocazioni e sulle strategie di trasmissione, che spinge (i produttori e gli sceneggiatori) a mettere in scena storie monodimensionali, che fa scrivere (taluni giornalisti e taluni critici) articoli inneggianti o stroncanti. Riusciremo mai a scoprire chi sia il fatidico "Numero 1"? Chi siano i Belfagor che compongono l'Auditel, soprannominato non a caso "la Casa di vetro" (si legga a tal proposito il saggio "La favola dell'Auditel" di Roberta Gisotti, Editori Riuniti)? A scoprire i confini di un'isola degna di "Lost" e de "Il Prigioniero"? Più passa il tempo e più appare che la nostra salvezza (di telespettatori "attivi") dipenda da quella risposta...(Articolo di Leo Damerini pubblicato sul "Telefilm Magazine" di Giugno)

mercoledì 28 maggio 2008

NEWS - I Gossip (Girl e bionici) del Telefilm Festival
Le leggende sono fatte per essere smentite. Preceduti dalla voce che sul set non si sopportassero, Leighton Meester e Chace Crawford di "Gossip Girl" (Mya) si sono rivelati deliziosi nella loro partecipazione al Telefilm Festival. Dopo le interviste e le conferenze, la coppia è stata avvistata in Piazza Duomo e a Brera, in incognito senza alcuna guardia del corpo, mano nella mano. Le tenerezze tra i due sono continuate in albergo. Anche la nuova "Bionic Woman" (Joi), l'inglese Michelle Ryan, altra ospite del TF, non ha ostentato nulla della donna tutta d'un pezzo che interpreta. Una volta finita la conferenza stampa, ha chiesto dove fosse Via MonteNapoleone per dedicarsi assieme ad un'amica allo shopping...bionico. (Articolo di Leo Damerini pubblicato su "TU")

martedì 13 maggio 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - La Corona del "Tony Soprano d'Italia" va a Fabrizio
Fabrizio Corona è "il Tony Soprano d'Italia". E' quanto emerge dall'ironico sondaggio indetto dal mensile Telefilm Magazine, il primo periodico dedicato alle serie tv. Le votazioni, avvenute sul sito della rivista (www.telefilmagazine.it) e al Telefilm Festival di Milano, hanno decretato la netta vittoria di Fabrizio Corona, capace di superare con il 35% delle preferenze Luciano Moggi (in seconda posizione) e Stefano Ricucci (terzo classificato). Più staccati gli altri 7 della Top Ten: Gigi D'Alessio (quarto), Lele Mora (quinto), Dolce e Gabbana (sesti), Clemente Mastella (settimo), Fabrizio Del Noce (ottavo), Giampiero Fiorani (nono), Antonio Cassano (decimo).


lunedì 12 maggio 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - Il Telefilm Festival chiude edizione record. A sorpresa il pubblico premia le Serie non solo americane. Tutto esaurito per le proiezioni del serial erotico inglese “Secret diary of a call girl”, dell’israeliano “Arab labor”, dello spagnolo “Sin tetas non ay paraiso”.Per gli Usa, al top “Pushing daisies” e “Gossip girl”.“I Cesaroni” contendono ai divi di “Gossip girl” il primato del fanatismo. “Boris” al top dell’originalita’ “made in italy”. "Dr.House" eletto miglior telefilm dai lettori di Sorrisi. Prossimo anno, omaggio ai 20 anni di “Baywatch”.

“I Cesaroni” Alessandra Mastronardi e Ludovico Fremont contro i divi a “stelle e strisce” di “Gossip Girl”. All’insegna del derby telefilmico Italia-Usa si chiude un’altra edizione da record del Telefilm Festival di Milano organizzato dall’Accademia dei Telefilm e da Tv Sorrisi e Canzoni. La kermesse, giunta alla sesta edizione, ha fornito nel corso di una settimana il polso della situazione nazionale ed internazionale dei telefilm, il genere televisivo più in ascesa degli ultimi anni (21.9% dell’intera programmazione generalista). Particolarmente apprezzate dal pubblico, a sorpresa, spiccano le anteprime esclusive di tre serie non americane: il serial erotico inglese “Secret Diary of a Call Girl”, l’israeliano politically uncorrect “Arab Labor” e lo spagnolo “Sin tetas no ay Paraiso”. Per gli Usa, tutto esaurito per la serie surreale alla Tim Burton “Pushing Daisies” (in onda su Joi) e per il già cult generazionale “Gossip Girl” (Mya). Proprio i divi di quest’ultima serie – Chace Crawford e Leighton Meester – hanno infiammato domenica la platea del festival, mentre il giorno precedente il bagno di folla era toccato ai “Cesaroni” Alessandra Mastronardi e Ludovico Fremont, a riprova che la serie di Canale 5 è il fenomeno seriale dell’anno anche all’ombra della Madonnina. Altro riconoscimento alla produzione italiana è stato quello nei confronti di “Boris” (Fox), presente con il cast al gran completo e scelta dagli organizzatori del Telefilm Festival quale unica serie italiana nel programma per via della sua originalità. Sempre seguitissimi gli incontri a tema, dal sesso sempre più esplicito nei telefilm moderni ai teen-cult da “Happy Days” ai giorni nostri, fino al connubio sempre più evidente tra musica e serie tv. E proprio la musica l’ha fatta da padrone nella centrale Piazzetta Liberty, presa d’assalto dai cittadini per le tre giornate nei concerti che hanno caratterizzato il centro di Milano: tra gli altri, quelli dei Baustelle, degli Statuto, della Rock Fm All Stars Band e della reunion dei Bee Hive. Ben 15 Università (5 in più dell’anno scorso) sono state accreditate al Workshop d’apertura che ha visto gli addetti ai lavori confrontarsi sul tema seriale nell’ottica della programmazione, della produzione e dei new media. Sala tutta esaurita anche alla Cattolica di Milano, dove Aldo Grasso ha presentato l’enciclopedia “La vita è un telefilm” (Garzanti) in compagnia di Linus. Molte conferme e qualche sorpresa emergono dai risultati del sondaggio lanciato da Tv Sorrisi e Canzoni in occasione del Telefilm Festival per decretare la serie più amata dell’anno: a trionfare ancora una volta è "Dr. House". Cosi come nel 2007, il burbero medico precede i sopravvissuti di "Lost" e i colleghi di "Grey’s Anatomy". "24", la serie più adrenalinica della tv sale rispetto allo scorso anno e raggiunge il 4 posto in classifica, mentre esce a sorpresa dalla top 20 "CSI - Scena del Crimine". Neanche il tempo di festeggiare la buona riuscita della sesta edizione del Telefilm Festival, che gli organizzatori stanno già pensando alla settima: in vista una celebrazione dei 20 anni del cult “Baywatch”, con l’idea di ricreare un’atmosfera balneare degna di Malibu a due passi dal Duomo. Magari con una Pamela Anderson a fare da madrina…

sabato 10 maggio 2008


TELEFILM FESTIVAL 2008 - Anche a Milano amano "I Cesaroni": folla in delirio per Mastronardi e Fremont. I Baustelle riempiono Piazzetta Liberty. Stasera Michelle Ryan ("Bionic Woman"), domani i divi di "Gossip Girl"
Folla in delirio al sesto Telefilm Festival di Milano per “I Cesaroni”, che evidentemente spopolano in tutta Italia, a vedere l’entusiasmo e il delirio stile Duran Duran dei tempi migliori che ha caratterizzato la loro ospitata alla kermesse milanese. Chiamati a partecipare ad un incontro sulle serie giovanilistiche moderato da Silvia Toffanin insieme a Federico Moccia, Ludovico Fremont e Alessandra Mastronardi sono stati subissati dalle domande del giovane pubblico, che per una volta ha dimenticato la passione per le serie americane.
Se Fremont ha confessato che per il suo personaggio ne “I Cesaroni” si ispira al Will Smith della serie “Willy, il principe di Bel Air”, Mastronardi non esclude sviluppi anche clamorosi nel telefilm più visto d’Italia, la cui forza è quella, a suo dire, di “raccontare la realtà, senza eccessi”.
Dopo il bagno di folla in sala, la coppia Fremont-Mastronardi è stata sommersa dai giovani e giovanissimi fans in cerca di un autografo, con le tipiche grida di delirio che li hanno accompagnati lungo il centrale Corso Vittorio Emanuele.
Folla in piazza – nella centralissima Piazza Liberty – anche per i Baustelle, il gruppo del momento che ha recentemente omaggiato “Colombo” con il loro ultimo singolo. Circa 1000 persone hanno assistito al concerto gratuito offerto dal Telefilm Festival.
Stasera si prevede un’altra ondata di pubblico per l’arrivo di Michelle Ryan, la nuova “Donna Bionica”, mentre domani è già stato d’allerta per l’appuntamento con i divi di “Gossip Girl”, già definito il nuovo cult generazionale dei blogger.

venerdì 9 maggio 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - Raidue, un'estate a go-go con i telefilm
(ANSA) - MILANO, 9 MAG - Su Rai 2 ''sara' un'estate incredibile'': lo promette Giorgio Buscaglia, il responsabile programmazione Cinema e Fiction. Che precisa: ''dopo gli Europei, su sette sere ci saranno cinque seriali americani. In esclusiva su Rai 2. Quindi, senza doversi portare dietro tutto l'armamentario satellitare''. Un'estate ''accesa'', perche' oltre agli appuntamenti calcistici di giugno e alle Olimpiadi ad agosto, che andranno in onda dall'una alle 21, Rai 2 trasmettera' tante esclusive a partire da 'Supernatural' (seconda stagione), che racconta la storia di due bambini (Jared Padalecki e Jensen Ackles) che, dopo aver perso la madre uccisa in maniera violenta da forze soprannaturali, vanno alla ricerca del padre, scomparso improvvisamente. Ci sara' poi 'The nine', la storia di nove persone (Tim Daly, Kim Raver, Chi McBride, Scott Wolf, John Billingsley, Camille Guaty, Owain Yeoman, Dana Davis, Lourdes Benedicton, Jessica Collins), sconosciute le une alle altre, che vengono prese in ostaggio dai due rapinatori di una banca.
Tornera' per la quinta stagione 'Senza traccia', il serial Tv nato dalla penna di Hank Steinberg nel 2002 e prodotto da Jerry Bruckheimer. Si tratta di un avvincente drama incentrato sulle indagini della Squadra Speciale dell'Fbi di New York per il ritrovamento delle persone scomparse (protagonisti: Anthony LaPaglia, Poppy Montgomery, Marianne Jean-Baptiste, Enrique Murciano, Eric Close e Roselyn Sanchez).
E ci saranno puntate nuove di 'Numbers' (luglio-agosto), 'Cobra 11' (luglio), 'Ghost whisperer' (luglio-agosto), 'Brothers&Sisters' (due episodi insieme, a luglio-agosto) e 'The 4.400' (giugno-luglio).
In autunno tornera' 'One tree hill', ormai alla quinta serie, che vede i principali personaggi quattro anni dopo (Chad Michael Murray, James Lafferty, Hilarie Burton, Bethany Joy Galeotti, Paul Johansson, Sophie Bush, Barbara Alyn Woods, Barry Corbin, Craig Sheffer, Moira Kelly, Danneel Harris, Lee Norris, Antwon Tanner, Brett Claywell). E vedremo anche nuovi episodi di 'N.C.I.S.' (quinta serie), 'Criminal Minds' e 'Cold case'.

giovedì 8 maggio 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - Le serie tv italiane? Stanno molto male! “I telefilm made in Italy sono vittime delle ambizioni delle star (Hunziker, De Luigi, Vianello, Scotti, Laurenti….)”: è quanto emerge dal Workshop di oggi
La situazione delle serie tv italiane è drammatica. E’ quanto emerge dalla prima sessione di workshop del Telefilm Festival di Milano che ha visto dibattere tra i protagonisti questa mattina i principali produttori e top manager televisivi italiani.
Giovanni Modina, Vice Direttore Generale Contenuti Rti Mediaset ha spiegato che: “la abbondante programmazione di serie e sit com straniere, oltre al risparmio economico e al raggiungimento del break even, garantisce il grande sollievo della mancanza assoluta di lamentele e intromissioni da parte del cast artistico del management sempre artistico e dei produttori. Cosa che invece non avviene nelle produzioni di casa nostra”. Qui e’ intervenuto Roberto Giovalli, ex Direttore Reti Mediaset, Telepiu’ e La 7 che cha lanciato una forte provocazione:” le sit com non sono un prodotto commerciale. Vengono fatte per accontentare le ambizioni di alcune star (Hunziker, De Luigi, Vianello, Scotti, Laurenti…) che pensano di elevarsi professionalmente interpretando il ruolo dell’attore per il quale molto spesso non sono preparati”.
Modina gli ha risposto per le rime sostenendo che “questa consuetudine e’ la conseguenza di una impostazione televisiva alla quale Giovalli ha fortemente contribuito”.
Molto apprezzato dal pubblico l’intervento di Giorgio Gori, amministratore Delegato di Magnolia S.p.A., che ha fatto notare come in realta’ il successo delle serie in Italia sia molto limitato come per la serie Lost che invece confrontato al mercato piu’ che altro europeo ottiene risultati eccellenti. Gori dice anche che e’ impossibile paragonare la realta’ italiana a quella Usa :” c’e’ una distanza siderale con l’America, e’ diversa la professionalita’ dello star system, l’industrializzazione del sistema produttivo e la lingua. Paragonarci a loro e’ deprimente oltre che impossibile.
Una delle cause di immobilita’ della nostra Tv -prosegue Gori- e’ l’atteggiamento isterico della stampa nel trattare quotidianamente i dati d’ascolto”. Roberto Giovalli, in un secondo intervento risponde a Paolo Bassetti, amministratore Delegato Endemol Italia che sostiene “come sia difficile produrre in Italia senza un pilot che garantisca un riscontro del pubblico e, che spesso, una serie non di successo viene trasmessa per poche puntate e finisce irrimediabilmente in magazzino. Negli USA per produrre una serie di successo vengono proposte 4000 sceneggiature e 200 pilot”.
Chiude l’incontro Paolo Martini , giornalista del quotidiano La Stampa, che alla provocazione di Giorgio Gori risponde: "La stampa ha sempre massacrato la televisione, anche in tempi in cui si faceva televisione vera. Il problema sono le scelte molto politiche e poco strategiche dei Direttori ormai troppo sensibili a quello che scrivono i giornali e poco propensi al rischio”.

mercoledì 7 maggio 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - Aldo Grasso, Linus e Damerini inaugurano il Telefilm Festival con la presentazione di "La vita è un telefilm" alla Cattolica
(ANSA) - MILANO, 7 MAG - Aldo Grasso e Linus hanno inaugurato oggi, all'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Milano, la sesta edizione del Telefilm Festival, dove insieme a Leopoldo Damerini, direttore artistico, hanno ripercorso i motivi del crescente fascino che il genere seriale esercita sul pubblico di ogni eta'. ''Il motivo principale per il quale i telefilm esercitano un fascino particolare sul pubblico - ha spiegato Aldo Grasso - e' legato alla passione: il telefilm emoziona e risarcisce lo spettatore dell'aridita' della vita quotidiana. Il telefilm poi suscita nostalgia per un mondo nel quale, generalmente, i cattivi finiscono in prigione, l'amore trionfa, un malato guarisce anche in ospedale''. Dello stesso avviso anche Leopoldo Damerini, che condensa in una battuta il potere identificatorio che innescano le serie tv: ''La vera Second Life sono i telefilm''. Durante l'incontro dal titolo 'Da Fonzie ai Soprano: quando i telefilm si infiammano' e' stata inoltre presenta l'enciclopedia tematica 'La Vita e' un Telefilm' (ed. Garzanti), raccolta di oltre 2.000 frasi che hanno fatto la storia delle serie tv scritta dallo stesso Damerini e da Chiara Poli. ''Il linguaggio del telefilm - ha commentato Aldo Grasso - e' un gioco di specchi e rimandi intriso di citazioni. Ad esempio quando si pensa ''a un'isola, il richiamo immediato e' a Lost'' . ''Inoltre - ha proseguito - e' indubbio che ormai sono le serie tv e non il cinema a sfornare citazioni e modi di dire che passano subito dal piccolo schermo al parlare quotidiano''. In chiusura dell'incontro e' stata proiettata in anteprima assoluta la puntata pilota de 'La Donna Bionica', remake del telefilm cult anni '70 'Bionic Woman'. L'indimenticabile Jaime Sommers (interpretata all'epoca da Lindsay Wagner) avra' il volto dell'attrice inglese Michelle Ryan, 24 anni, che arrivera' a Milano per incontrare il pubblico del Telefilm Festival sabato sera.
TELEFILM FESTIVAL 2008 - Oggi al via la VI edizione del Telefilm Festival con la presentazione alla Cattolica dell'enciclopedia "La vita è un telefilm" di Damerini-Poli. Con Aldo Grasso, Linus e Damerini
Il VI Telefilm Festival apre oggi dopo il bagno di stampa e articoli seguito alla conferenza di presentazione di ieri. All'Aula Franceschini dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (Largo Gemelli, 1 – Milano), alle ore 16.30, il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo e Garzanti Libri presentano "Da Fonzie ai Soprano - Quando i telefilm si infiammano di passione dibattito" in occasione della pubblicazione di "La vita è un Telefilm". Interverranno: Aldo Grasso (Università Cattolica del Sacro Cuore), Leopoldo Damerini (co-autore del libro insieme a Chiara Poli), Linus (direttore artistico di Radio Dee Jay). A fine dibattito verrà proiettata una puntata inedita de "La Donna Bionica".

martedì 6 maggio 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - Ultima ora! Michelle Ryan di "Bionic Woman" ospite al Telefilm Festival sabato 10 maggio!
La lista degli ospiti del VI Telefilm Festival si allunga: ultima new entry è Michelle Ryan di "Bionic Woman", la quale sarà presente sabato 10 maggio all'Apollo Spazio Cinema. Be there!

lunedì 5 maggio 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - Il VI Telefilm Festival accende i motori domani con la conferenza stampa di apertura. E alla kermesse si aggiungono in corsa il film di "Supercar" e "Lipstick Jungle"!
Domani al via il VI Telefilm Festival. Perlomeno per gli addetti ai lavori, visto che è in programma in mattinata la conferenza stampa di presentazione, con la proiezione riservata ai giornalisti di "Secret Diary of a Call Girl" e "Pushing Daisies". Interverranno: Umberto Brindani (Direttore Responsabile Tv Sorrisi e Canzoni), Leopoldo Damerini (Direttore Artistico TF), Fabrizio Margaria (Direttore Artistico TF), Antonio Visca (Direttore Operativo TF). Interviene l’Assessore al Tempo Libero del Comune di Milano Giovanni Terzi.
Da questo momento trovate il programma aggiornato con alcune new entry molto interessanti. Venerdì saranno proiettati gli episodi inediti di "Battlestar Galactica", avrà luogo un incontro con il Trio Medusa dove potremo vedere le serie animate di All Music Sons of Butcher e Oblongs. Con l'occasione sarà proiettato anche un dietro le quinte sul doppiaggio di Sons of Butcher di cui il Trio più irriverente della tv ha prestato la voce. Sabato alle ore 16 siamo lieti di presentare il pilot di "Lipstick Jungle", mentre domenica abbiamo aggiunto l'attesissimo "Knightrider" e il telefilm retro di cui è il sequel: "Supercar". Clicca qui per accedere al programma, aggiornato ad oggi!

sabato 3 maggio 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - Lo famo o non lo famo? Sesso spregiudicato e astinenza al via della sesta edizione del Telefilm Festival, con le anteprime di "Secret Diary" e "Pushing Daisies"
A pochi giorni dal debutto mondiale del sequel cinematografico, il Telefilm Festival dedica a "Sex and the City", la serie che ha rivoluzionato il modo di parlare di sesso in tv, un tributo speciale con la proiezione del trailer dell’attessisimo film. E sarà proprio il sesso, elemento sempre più centrale dei serial dell’attuale stagione televisiva, il primo grande fil rouge di programmazione e dibattito che aprirà la kermesse milanese.
Inaugura il Telefilm Festival 2008 lo spregiudicato "Secret Diary of a Call Girl" con la proiezione in anteprima del primo episodio della più piccante serie tv inglese (ITV). Tratta dall’omonimo best seller “Diario intimo di una squillo perbene”, scritto dall’anonima blogger londinese Belle De Jour, racconta le avventure sessuali da squillo d'alto bordo per scelta. La serie, non priva di scene forti e di nudi integrali, è interpretata da Billie Piper, appena eletta dai critici inglesi come "il miglior nuovo talento televisivo degli ultimi anni", oltre che ad essere in testa alle classifiche letterarie con la sua autobiografia e ai vertici delle hit-parade come cantante con il CD "Honey to the Bee".
Sull'onda del binomio sesso-telefilm verrà presentato in anteprima il finale di stagione di "Californication", la serie tv rivelazione dell’anno, trasmessa da Jimmy (Sky), interpretata da David Duchovny ("X-Files") nel ruolo di un affermato scrittore in piena crisi creativa ed esistenziale, il quale sfoga la sua frustrazione nel sesso compulsivo.
A fare da contrappeso all’esibizione esasperata di immagini esplicite che accomuna le nuove serie in arrivo, la delicatezza quasi fiabesca di "Pushing Daisies" (Joi, Mediaset Premium) caratterizzato dalla privazione forzata dell’amore carnale. L’attesissimo fantasy thriller creato da Bryan Fuller ("Dead like me"), di cui il TF presenta in anteprima assoluta i primi due episodi girati da Barry Sonnenfeld ("Men in Black", "Wild Wild West"), è immerso in un’atmosfera rarefatta e onirica che ricorda “Il favoloso mondo di Amelie” e le pellicole di Tim Burton. Riconosciuto dalla critica americana come una delle migliori serie della stagione, "Pushing Daisies" racconta la storia di Ned (Lee Pace), un pasticcere che ha ricevuto lo straordinario dono di restituire la vita con un semplice tocco, ma che proprio per questo non riesce a coronare il suo desiderio d’amore per la fidanzata che non può sfiorare neanche con un dito.

mercoledì 30 aprile 2008

ESCLUSIVA - "Lost", forse un film per rivelare tutti i misteri. E intanto una puntata-chiave sarà in anteprima al "Telefilm Festival" di Milano
I misteri di "Lost"? Troppi per essere rivelati nelle prossime puntate della serie tv: meglio un film che spieghi tutti gli enigmi. Secondo alcune voci d'Oltreoceano l'ideatore JJ Abrams, sempre più votato al grande schermo - è stato di recente il regista di "Mission Impossible 3" e firmerà la regia dell'undicesimo capitolo cinematografico della saga di "Star Trek" - starebbe pensando ad un finale col botto al cinema.
Un epilogo in grande stile per scoprire tutte le risposte rimaste insolute, ma anche per svelare aneddoti e particolari inediti della storia. Un'operazione che ricorda in parte quanto fatto da David Lynch - del quale Abrams è un grande fan - con il serial-cult "Twin Peaks", seguito dal film "Fuoco, cammina con me".
Visti i tanti (secondo alcuni, troppi) misteri disseminati lungo 85 episodi e 4 stagioni ricchi di colpi di scena, flashback e forward, gli autori di "Lost" starebbero pensando ad un maxi-capitolo conclusivo al cinema anche per non imbrigliare troppo la sceneggiatura e conservare la specificità di serie "ai confini della realtà".
Perchè, come ha scritto di recente Aldo Grasso, "'Lost' continua a scompaginare la nozione di tempo, a farsi sempre più misterioso entrando nelle pieghe del tempo. Ma compie un passo ancora più coraggioso, molto raro nel cinema e nelle serie tv: costringe gli spettatori a trasformarsi in sopravvissuti, in scampati, così come vuole il racconto".
Nel frattempo, i fans potranno gustare un episodio-chiave della quarta stagione di "Lost" - attualmente in onda su FOX di Sky - in assoluta anteprima al prossimo "Telefilm Festival" di Milano (7-11 maggio), organizzato dall'Accademia dei Telefilm con Tv Sorrisi e Canzoni.

martedì 29 aprile 2008

NEWS - Il video di "Colombo" dei Baustelle, dal vivo al Telefilm Festival sabato 10 maggio!
TELEFILM FESTIVAL 2008 - Oltre agli attesissimi Baustelle, il VI Telefilm Festival pompa a tutta musica con gli Statuto, la Rock FM All Stars Band, Raffaella De Stefano e la reunion dei mitici Bee Hive
Accanto alle serie tv, quest’anno al Telefilm Festival grande spazio alla musica, protagonista indiscussa dei telefilm di tutti i tempi, con un incontro dal titolo “Suonala ancora, Fonzie” dedicato a sigle e tormentoni musicali che si svolgerà venerdì 9 maggio alle ore 16.00 per sottolineare come la musica ha sancito la popolarità di alcune serie, lasciando una traccia indelebile nella memoria degli spettatori di ogni generazione.
Per celebrare l’importante connubio tra musica e telefilm, il Telefilm Festival rinnova la presenza in Piazzetta Liberty, dove nelle giornate di venerdì 9 e sabato 10 maggio si esibiranno gratuitamente alcune tra le band musicali più apprezzate del momento.
Special guests musicali del Telefilm Festival 2008, i BAUSTELLE. Dopo aver conquistato le classifiche italiane con un pop-rock dal gusto decadente e vagamente retrò e sull'onda del successo del loro quarto album “Amen”, Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini, si esibiranno gratuitamente con un mini set live di 30 minuti, sabato 10 maggio alle ore 16.00. La performance include anche il singolo “Colombo”, ispirato al famoso tenente reso celebre da Peter Falk dell'omonima serie tv di culto.
Le esibizioni in Piazzetta Liberty si inaugurano venerdì 9 maggio ore 21.00 con la Rock FM All Star Band, l'unico “gruppo aziendale dell'universo” come amano definirsi, composta da Edo Rossi, Mr Pinguino, Ariel, Mox, Max de Riu; si prosegue sabato 10 maggio alle ore 18.00 con l'esibizione dei Bee Hive, la mitica band resa celebre per aver composto la colonna sonora e aver interpretato la famosa serie anni '80 “Kiss me Licia” che ha scelto proprio il palco del Telefilm Festival per celebrare la loro reunion. Ritroveremo insieme sul palco Manuel De Peppe (il Matt di “Kiss me Licia”), Pasquale Finicelli (“Mirko”), Sebastian Harrison (“Satomi”), Luciano de Marini (“Paul”) e la new entry Tony Amodio. Chiude la serata di sabato alle ore 21.00 l’esibizione degli Statuto, la band torinese che nasce come espressione musicale dei Mods di Piazza Statuto del 1983, primi in Italia a suonare Ska con testi in italiano.
Domenica tocca a Raffaella Destefano, ex Madreblu, interprete del singolo-tormentone radiofonico "Domani", al quale seguirà l'uscita dell'album proprio a maggio.

lunedì 28 aprile 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - Oltre ai divi di "Gossip Girl", al VI Telefilm Festival anche le sirene di "H2O", i ragazzi de "I Cesaroni" e il cast al completo di "Boris"
Grande attesa a Milano per l'arrivo delle star dei telefilm più amati del momento che saranno ospiti alla 6a edizione del Telefilm Festival, la prima e unica manifestazione totalmente dedicata al mondo delle serie tv e dei suoi protagonisti, che si svolgerà dal 7 all'11 maggio presso l'Apollo spazioCinema . Nell'anno del debutto italiano di "Gossip Girl", il Telefilm Festival porta per la prima volta in Italia domenica 11 maggio alle ore 14.00 presso l'Apollo spazioCinema, Leighton Meester e Chace Crawford, i due interpreti della serie icona della blog- generation che ha incollato ai teleschermi milioni di spettatori in USA. Trasmessa in Italia su Mya (Mediaset Premium Gallery), "Gossip Girl" ruota intorno al blog di una misteriosa ragazza che svela le indiscrezioni più scandalose e compromettenti di un gruppo di giovani dell'elite wasp dell'Upper East Side di Manhattan. Dopo aver conquistato le copertine dei più importanti magazine americani, le protagoniste femminili della serie sono considerate a tutti gli effetti le vere eredi del quartetto di "Sex and the City": alla moda, trendy, sofisticate e snob quanto basta, il loro stile è un punto di riferimento non solo per le teenager di tutto il mondo, ma ha conquistato l'apprezzamento delle più prestigiose riviste di moda.

Dalla gioventù ricca e viziata di New York alle spiagge incantate dell'Australia: sabato 10 maggio alle ore 19.00, Cariba Heine e Phoebe Tonkin, le "sirene" di "H20" sbarcano a Milano per incontrare i tanti fan che su Italia 1 che seguono le avventure di Rikki e Cleo nella serie teen che ha affascinato l'Europa. Prodotto e girato interamente in Australia, "H20"; Just Add Water, racconta le vicende delle tre giovani sedicenni, Cleo, Rikki ed Emma che per uno strano prodigio ricevono il potere di trasformasi in sirene. Segue l'incontro la proiezione in anteprima di un episodio inedito della serie.

Ed è proprio allo straordinario fascino che i teen drama esercitano sul pubblico giovanile e non solo che è dedicato l'incontro "Telefilm, la voglia giovane" che si terrà all'Apollo sabato 10 maggio alle ore 14.00. Moderati da Silvia Toffanin, Chicco Sfondrini, l'autore storico di "Amici", Valeria Bilello, Lucilla Agosti, Elena Barolo, Michela Quattrociocche, l'interprete con Rauol Bova di "Scusa ma ti chiamo amore", e i giovani interpreti dei "Cesaroni" Alessandra Mastronardi, Ludovico Fremont e Matteo Branciamore, discuteranno con il pubblico del Telefilm Festival della passione del pubblico giovanile per le serie tv delle nuove e delle passate generazioni.

A seguire, sabato 10 maggio alle ore 17.00, una sferzata d'ironia sul palco dell'Apollo spazioCinema con l'irresistibile cast di "Boris 2°", la divertente serie tv prodotta da Fox Channles Italy che ricostruisce in chiave satirica le travagliate vicende di una troupe intenta a girare il sequel di una improbabile soap opera italiana. Insieme al critico tv di Repubblica Antonio Dipollina, gli interpreti di "Boris": Paolo Calabresi, Antonio Catania, Eugenia Costantini, Caterina Guzzanti, Francesco Pannofino, Karin Proia, Pietro Sermonti, e Alessandro Tiberi, nelle sale con Giovanna Mezzogiorno in "L'Amore non basta" e co-protagonista dell'imminente fiction di SKY "Quo Vadis Baby" tratta dall'omonimo film di Gabriele Salvatores. Gli attori di "Boris" intratterranno il pubblico del Telefilm Festival e offriranno in anteprima assoluta la visione del primo doppio episodio della seconda stagione, in onda su FOX dal 12 maggio.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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