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martedì 3 luglio 2018

NEWS - Tris di Oscar al Vaticano! John Malkovich si unisce a Jude Law e a Sorrentino in "The New Pope"
Il due volte candidato all'Oscar John Malkovich si unisce al cast di "The New Pope", serie creata e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino. Malkovich e il due volte candidato agli Oscar Jude Law saranno sul set delle riprese che inizieranno a novembre in Italia. La sceneggiatura di "The New Pope" è scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises. La nuova serie sul Vaticano di Sorrentino arriva dopo il successo di "The Young Pope", andata in onda su SKY nell’Ottobre 2016, su HBO nel Gennaio 2017 e, in totale, in 150 Paesi. Jude Law, per la sua interpretazione, è stato nominato ai Golden Globe nella categoria Miglior Attore in una Mini Serie o Film per la televisione. 

martedì 22 novembre 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The Young Pope", una anti-serie dal compiacimento fastidioso
"Ho visto anche l'ultima puntata di «The Young Pope», non me ne sono persa una (Sky Cinema). Dovessi però dire il motivo sarei in seria difficoltà. In questi casi si ricorre alla scappatoia del guilty pleasure, quella sorta di attrazione fatale che si prova davanti alle opere sublimemente ridicole. Ma si può liquidare così una serie tanto divisiva? L'aspetto più affascinante è che uno, ogni volta, si chiede dove Paolo Sorrentino voglia andare a parare. Non è una serie, ma un'antiserie (sarà interessante osservare come verrà recepita all'estero). Non è un racconto (non c'è trama o, almeno, è flebile), ma, volutamente un antiracconto. Costruire una narrazione in dieci puntate basandosi solo sui dialoghi («The Young Pope» è un lungo film che non tiene minimamente conto degli espedienti narrativi della serialità) è opera o di un pazzo odi un genio. Per questo, i due aspetti più controversi sono il «realismo magico» di Sorrentino (altrimenti detto «sorrentinismo») e i dialoghi. Indubbiamente, a differenza di molti, Sorrentino ha uno stile raffinato e incontestabile (ci vuole coraggio, se non si è Aldo Busi, a inserire canguri nell'inquadratura o a far fumare il Santo Padre). E, tanto per fare un esempio, la sequenza in cui il Papa e i pochi astanti ascoltano un disco di Nada è un gioiello espressivo di rara efficacia. Ma Sorrentino ama rispecchiarsi in se stesso, con un compiacimento fastidioso ed esagerato che raggiunge punte acuminate di comicità involontaria. Quanto ai dialoghi, sembra che Sorrentino si diverta a creare un universo linguistico dal tepore torbido e ossessivo dove i protagonisti affrontano i massimi sistemi (Dio, l'Anticristo, la teologia, l'eterodossia, la politica, il sesso, il tradimento...) come se fossero venditori ambulanti — logorroici, petulanti e sottilmente sadici — di aforismi o citazioni colte. E vero che non tutti sono abbandonati da genitori yuppie (come Pio XIII), ma non bisogna approfittarsene". (Aldo Grasso, 21.11.2016)

lunedì 24 ottobre 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The Young Pope", girotondo grottesco nella Curia
"'The Young Pope' rappresenta un paradosso capace di scuotere Il mondo dellaantipapa, serie che parla di un antipapa, un Caligola con abito talare, una contraddizione che vuole affermare un'idea (Sky Atlantic, venerdi, 21.15, 10 episodi). E il paradosso si regge su un azzardo linguistico di non poco conto: azzerare, o quasi, la trama e affidare il procedere del racconto ai soli dialoghi. Inutile citare Fellini (troppo espliciti i riferimenti) o Antonioni (si allude a la Notte con la battuta sui capelli che fanno male?). Sorrentino si cita da solo. E lo fa troppo spesso. Il protagonista di «The Young Pope» è Lenny Belardo (Jude Law), viene da New York e ha 47 anni. È diventato Papa grazie agli intrighi del card. Voiello (Silvio Orlando), che desiderava un Pontefice mediatico e manipolabile. Ha preso il nome di Pio XIII e se ne infischia della Curia. Anzi, ha scelto di farsi aiutare da suor Mary (Diane Keaton), la suora americana che l'ha cresciuto quando era in orfanotrofio, dopo l'abbandono da parte di genitori hippies (evidenti i riferimenti a papa Pacelli e a suor Pascalina). Il tradimento è la sua ossessione. II Papa si rivela un personaggio stravagante (per colazione vuole una Cherry Coke e cita Banksy e Mina), inafferrabile (pensa che Il gioco sia l'unica possibilità di sentirsi in armonia con Dio), vendicativo e blasfemo (vuole che Il suo confessore gli riveli i peccati degli altri cardinali). Il bisogno di dominare dispensa dal bisogno di credere. «The Young Pope» procede per illuminazioni che a volte si risolvono in vividi squarci sugli intrighi di Curia e altre volte in cicalecci teologici. C'è un'ironia che muove i personaggi negli antri vaticani e nei labirinti delle dottrine, capace, nei momenti migliori, di trasformarsi in un girotondo grottesco da cui è fuggito lo Spirito. L'Intrigo è conseguenza diretta del Peccato, la materializzazione immediata della Caduta. Di qui parte la storia del giovane Papa". (Aldo Grasso, 22.10.2016)

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