Visualizzazione post con etichetta Giorgio Gori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giorgio Gori. Mostra tutti i post

domenica 4 marzo 2012

TWITTER-JAM - La playlist delle migliori twittate seriali selezionata da AcademyTelefilm e TelefilmCult

Did 'Modern Family' go too far with teen sex plot


I wanted to like NBC's "Awake," but after viewing four episodes all I could think was "Wake me when it's over."


Pilot Season: Minnie Driver to star opposite Andrea Anders in NBC’s Lady Friends comedy


It's comforting to know when I fall asleep on set, I'm well taken care of


Telefilm Festival 2008 - Chace Crawford e Leighton Meester (Gossip Girl)


Telefilm Festival 2007 - Aldo Grasso e Giorgio Gori


Telefilm Festival 2007 - Luca e Paolo


Telefilm Festival 2007 - Jennifer Morrison (Dr. House) incontra il pubblico


Telefilm Festival 2007 - Jennifer Morrison (Dr. House)

twitpic.com/8qlurn

Telefilm Festival 2006 - Benjamin McKenzie (The OC) firma autografi al pubblico


Eva Longoria Targeting Latino and Female Communities With New Obama Campaign Role

martedì 1 marzo 2011

NEWS - Magnolia 10 anni dopo: Ilaria Dallatana nuova AD
(ANSA) - ROMA - Nuovo assetto in Magnolia, la societa' di produzione televisiva: il consiglio di amministrazione ha nominato Ilaria Dallatana nuovo amministratore delegato della societa' conferendole la guida operativa dell'azienda. In questo nuovo assetto Giorgio Gori assume la presidenza di Magnolia Spa, ruolo che si somma alla responsabilita' delle Divisioni Southern Europe e Latin America di Zodiak Media Group, a cui oltre a Magnolia Spa fanno capo le societa' Magnolia Fiction, Magnolia Espana, Milano - Roma, Quadrio e 2BCom. Giorgio Gori e' inoltre presidente di Zodiak Active, denominazione recentemente assunta da Neo Network, con l'obiettivo di favorire la piu' stretta integrazione tra le attivita' ''televisive'' e la Divisione ''digital'' del Gruppo Zodiak. A Francesca Canetta vengono confermate le deleghe nel ruolo di Chief Content Officer, responsabile delle produzioni e dello sviluppo di contenuti originali di Magnolia. ''Questi nuovi ruoli - si legge in una nota - consolidano ulteriormente il legame professionale e di amicizia tra i fondatori di Magnolia, proprio alla vigilia del decennale della creazione della societa'. ''Dopo 10 anni - commenta Gori - e' tempo di cambiamenti, di nuove responsabilita', ma anche di continuita' rispetto allo spirito e ai valori che ci hanno portato a fondare Magnolia e, con l'aiuto di tutti i nostri collaboratori, a farla crescere. Nuove sfide ci aspettano. A Ilaria, oltre al mio affetto, va il mio piu' caloroso 'in bocca al lupo' per il suo nuovo incarico''.

martedì 3 giugno 2008

ANTEPRIMA BOLLETTINO - Giù la maschera, Auditel-Belfagor!
Tra i momenti più indimenticabili del sesto Telefilm Festival spiccano le dichiarazioni di Giorgio Gori durante la prima tavola del Workshop, dedicata alla programmazione e alla produzione delle serie tv. I telefilm, secondo l'Amministratore Delegato di Magnolia, non sono poi questo gran successo in Italia, mentre all'estero prodotti come "CSI" e "Grey's Anatomy" sono cult anche per gli ascolti, oltre che per i critici. La provocazione intelligente di Gori non può cadere nel vuoto e merita una riflessione. E' davvero così? E' assolutamente vero che i telefilm, oltre confine, siano ai vertici degli ascolti (così in Francia, Inghilterra, Germania e Spagna), ma in Italia la situazione non è poi così catastrofica come si dipinge. Il vero punto focale, per alcuni una spina nel fianco intoccabile, è uno solo: l'Auditel. Quest'ultimo, come si sa, ha chiamato a raccolta poco più di 5000 famiglie-campione sulla scorta dei dati ISTAT che ci descrivono come il Paese più vecchio tra gli Stati con più di 10 milioni di abitanti, contando il 25% di popolazione oltre i 60 anni (dei Paesi sopra citati, l'unica che si avvicina a noi è la Germania: 24% oltre i 60 anni; la Francia è "solo" decima, con il 20.5% di over 60). E le previsioni non sono rosee, visto che nel 2025 gli oltre sessantenni saranno in Italia il 34% (saremo secondi soli al Giappone). Di più: secondo gli addetti ai livori l'Auditel non rappresenterebbe efficacemente i reali gusti del Bel Paese spettatore. Si pensi solo al fatto che chi ha la scatoletta dell'Auditel in casa debba avere per forza il telefono fisso per connetterla, lasciando fuori dal panel una gran fetta di pubblico (perlopiù giovane) che ormai vive solo col cellulare. Ancor di più, pochi sanno (e pochi l'hanno mai pubblicata, a dire il vero!) come sia effettivamente sbilanciata la rappresentazione del pubblico televisivo secondo l'Auditel: già solo gli individui oltre i 55 anni sono rappresentati al 32.7% (12.5% nella fascia 55-64 anni, 20.2% quelli oltre i 65 anni); a scendere anagraficamente, la fascia 45-54 anni è presente al 13.7%, i 35-44 anni al 16.7%, i 25-34 anni sono al 15.2%, i 20-24 anni al 5.7%, i 15-19 anni al 5.1%, gli 8-14 anni al 6.9%, i 4-7 anni al 3.8%. Appare perciò evidentissimo che i telefilm, genere prediletto dal pubblico giovane, risentano di un profilo a dir poco penalizzante (la fascia dai 15 ai 24 anni - sommando i 15-19 e i 20-24 anni - non raggiunge quella dei 55-64 anni!). Insomma, se il campione Auditel è formato da anziani e "bamboccioni" - e in un'Italia dove si rendono pubblici i redditi su Internet, stride alquanto che non si possa conoscere l'identità e la composizione specifica del campione Auditel... - si spiegherebbe perchè gli ascolti premino programmi come "Domenica In" e "Ho sposato uno sbirro", mentre "Lost" non riesca a raggiungere il 10% di share o "Desperate Housewives" non raccolga quanto meriterebbe. Un fatto di per sè inconcepibile, se pensiamo che l'Auditel era nato il 3 luglio 1984 con la finalità ultima della "rilevazione oggettiva e imparziale degli indici di ascolto, a fine pubblicitario, delle trasmissioni televisive". Proprio per questo, e soprattutto per venire incontro agli inserzionisti pubblicitari, vista la sua natura commerciale, Mediaset, dal 3 aprile 2006, accanto al totale degli individui ha iniziato a comunicare lo share del cosiddetto pubblico "attivo" (quello nella fascia d'età tra i 15 e i 64 anni, quello che più interessa ai pubblicitari). E così si scopre che le ultime puntate di "Dr. House", senza considerare la contro-programmazione, lo zig-zag nei palinsesti e la filologia-killer, non siano state affatto un flop su Canale 5 come qualche affrettato giornalista ha scritto: il 18% di share sul pubblico totale, ma il 22% nel pubblico attivo, in perfetta media di rete. Una strategia di rilevamento che all'estero è già avviata e condivisa (si pensi alla madrepatria dei telefilm, l'America, dove accanto al totale degli individui si pubblica lo share di una fascia ancora più stretta, quella dai 18 ai 49 anni; o alla Germania, dove le reti commerciali sono rilevate con lo share dai 14 ai 49 anni). In Italia la "mossa" di Mediaset è stata letta come un arrocco strumentale per privilegiare il pubblico giovane, a fronte di quello Rai che per tradizione è più...sedentario. Si aggiunga che l'Ansa, la principale agenzia di stampa nazionale, ha scelto di ignorare la diffusione del cosiddetto "target commerciale", continuando a pubblicare lo share totale, e così a ruota tutti i giornali. Verrebbe da pensare che se in Italia non si produce fiction degna di quella americana, un pò è colpa anche della stampa, sempre più pronta a etichettare come flop un titolo che perde solo 2 punti di share (vedi "Dr. House"), innescando una sorta di filiera castrante (produttori, direttori di rete, registi di grido, sceneggiatori, attori...) verso telefilm che volessero mai allontanarsi dall'immagine del caro vecchio foto-romanzo e del caro vecchio presepe. In realtà, al di fuori delle logiche di convenienza e di concorrenza, uscendo dalle opportunità pubblicitarie, la pubblicazione del "target commerciale" era e sarebbe un'opportunità imperdibile per premiare titoli e programmi innovativi, intelligenti, stimolanti. E se le fonti "ufficiali" nicchiano, si potrebbe iniziare dai siti internet, dai portali telefilmici e dai blog, a dare i...numeri (quelli "veri", quelli del pubblico più dinamico). Pensiamo solo al fatto che ancora oggi programmi che vincono in percentuale nella sola fascia oltre i 54 anni (perdendo in tutte le altre più "giovani") riescono ad aggiudicarsi gli ascolti totali di prime e seconde serate, tanto per dire come l'Auditel attuale sia favorevole nei confronti di un pubblico tradizionalista e anziano. Una sorta di "bolla" (un rover degno de "Il Prigioniero") che ci fa arrabbiare (da telespettatori) per i cambi o le sospensioni di palinsesto, che fa decidere (i programmatori) sulle collocazioni e sulle strategie di trasmissione, che spinge (i produttori e gli sceneggiatori) a mettere in scena storie monodimensionali, che fa scrivere (taluni giornalisti e taluni critici) articoli inneggianti o stroncanti. Riusciremo mai a scoprire chi sia il fatidico "Numero 1"? Chi siano i Belfagor che compongono l'Auditel, soprannominato non a caso "la Casa di vetro" (si legga a tal proposito il saggio "La favola dell'Auditel" di Roberta Gisotti, Editori Riuniti)? A scoprire i confini di un'isola degna di "Lost" e de "Il Prigioniero"? Più passa il tempo e più appare che la nostra salvezza (di telespettatori "attivi") dipenda da quella risposta...(Articolo di Leo Damerini pubblicato sul "Telefilm Magazine" di Giugno)

giovedì 8 maggio 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - Le serie tv italiane? Stanno molto male! “I telefilm made in Italy sono vittime delle ambizioni delle star (Hunziker, De Luigi, Vianello, Scotti, Laurenti….)”: è quanto emerge dal Workshop di oggi
La situazione delle serie tv italiane è drammatica. E’ quanto emerge dalla prima sessione di workshop del Telefilm Festival di Milano che ha visto dibattere tra i protagonisti questa mattina i principali produttori e top manager televisivi italiani.
Giovanni Modina, Vice Direttore Generale Contenuti Rti Mediaset ha spiegato che: “la abbondante programmazione di serie e sit com straniere, oltre al risparmio economico e al raggiungimento del break even, garantisce il grande sollievo della mancanza assoluta di lamentele e intromissioni da parte del cast artistico del management sempre artistico e dei produttori. Cosa che invece non avviene nelle produzioni di casa nostra”. Qui e’ intervenuto Roberto Giovalli, ex Direttore Reti Mediaset, Telepiu’ e La 7 che cha lanciato una forte provocazione:” le sit com non sono un prodotto commerciale. Vengono fatte per accontentare le ambizioni di alcune star (Hunziker, De Luigi, Vianello, Scotti, Laurenti…) che pensano di elevarsi professionalmente interpretando il ruolo dell’attore per il quale molto spesso non sono preparati”.
Modina gli ha risposto per le rime sostenendo che “questa consuetudine e’ la conseguenza di una impostazione televisiva alla quale Giovalli ha fortemente contribuito”.
Molto apprezzato dal pubblico l’intervento di Giorgio Gori, amministratore Delegato di Magnolia S.p.A., che ha fatto notare come in realta’ il successo delle serie in Italia sia molto limitato come per la serie Lost che invece confrontato al mercato piu’ che altro europeo ottiene risultati eccellenti. Gori dice anche che e’ impossibile paragonare la realta’ italiana a quella Usa :” c’e’ una distanza siderale con l’America, e’ diversa la professionalita’ dello star system, l’industrializzazione del sistema produttivo e la lingua. Paragonarci a loro e’ deprimente oltre che impossibile.
Una delle cause di immobilita’ della nostra Tv -prosegue Gori- e’ l’atteggiamento isterico della stampa nel trattare quotidianamente i dati d’ascolto”. Roberto Giovalli, in un secondo intervento risponde a Paolo Bassetti, amministratore Delegato Endemol Italia che sostiene “come sia difficile produrre in Italia senza un pilot che garantisca un riscontro del pubblico e, che spesso, una serie non di successo viene trasmessa per poche puntate e finisce irrimediabilmente in magazzino. Negli USA per produrre una serie di successo vengono proposte 4000 sceneggiature e 200 pilot”.
Chiude l’incontro Paolo Martini , giornalista del quotidiano La Stampa, che alla provocazione di Giorgio Gori risponde: "La stampa ha sempre massacrato la televisione, anche in tempi in cui si faceva televisione vera. Il problema sono le scelte molto politiche e poco strategiche dei Direttori ormai troppo sensibili a quello che scrivono i giornali e poco propensi al rischio”.

sabato 6 maggio 2006

TELEFILM FESTIVAL 2006 – Cronaca della Prima Giornata del IV “Telefilm Festival”. “The O.C.”, “Dr.House”, “Lost” e il dibattito con Aldo Grasso, Giorgio Gori e Simona Ventura fiammeggiano alla partenza
Festival bagnato, festival fortunato. Se vale il famoso detto, il IV “Telefilm Festival” è partito oggi sotto i migliori auspici: il primo giorno dell’unica manifestazione interamente dedicata alle serie tv ha registrato il record di presenze per la prima giornata nonostante la pioggia che cadeva su Milano. L'ampia sede dell’Apollo spazioCinema è diventata la centrale dei telefilm anche grazie ai molti stand sparsi per i corridoi e le entrate dei cinema. Non mancavano i manichini ritraenti il volto di personaggi noti di serial (il più ammirato quello di Angel, accanto al quale più di una ragazza si è fatta fotografare), nonché una lavagna gigante dove poter lasciare commenti e pensieri (i più numerosi riguardavano messaggi d’amore per Benjamin McKenzie).

La mattina alle 11.30, ha aperto le danze la conferenza stampa di Jimmy. Lesbiche di classe, gay americani, documentari sul sesso (anche esplicito), serie canadesi alla “Twin Peaks” e un reality-show con Gene Simmons dei Kiss impegnato a mettere in subbuglio un tranquillo college inglese. Al “Telefilm Festival”, dove ha presentato il nuovo palinsesto, Jimmy (canale 140 di SKY) si accredita come il canale più trasgressivo della tv italiana con un mix di titoli che coniugano qualità e temi forti. Dall’11 maggio parte il terzo ciclo inedito di “The L Word”, ritratto di un gruppo di lesbiche di Los Angeles con a capo l’affascinante Jennifer Beals, l’ex interprete di “Flashdance” al cinema. In accoppiata al serial-lesbo che ha suscitato clamore in America e che inzia ad avere un suo pubblico (anche eterosessuale) in Italia, Jimmy farà seguire – sempre in una serata a tema omosessuale – “Queer as folk”, con protagonisti questa volta uomini gay americani. “Ci orientiamo anche al di fuori dell’America – ha spiegato oggi Giusto Toni, Direttore generale Digicast – come ad esempio con la serie canadese ‘Grand Ourse’, che ricorda per ambientazione ‘Twin Peaks’ e la serie inglese ‘Suburban Shootout’, una sorta di ‘Desperate Housewives’ nella campagna british in cui le casalinghe si combattono a colpi di bazooka e viagra all’ora del the”. Altre serie a sfondo sessuale sono invece “Show me yours” incentrata sulle fantasie sexy di una coppia di scrittori e “G Spot”, la storia autobiografica di un’attrice che dal cinema di serie A è passata alle luci rosse. Spazio anche a un reality come “Rock School”, in cui la rockstar Gene Simmons dei Kiss deve creare una band hard rock cercando i componenti in un rigido conservatorio inglese. Antonella Attenni, Direttore dei programmi di Jimmy, ha poi illustrato i temi anche dei documentari “Real Sex” che faranno da corollario a “The L Word” e “Queer as folk”: nei reportage, luci accese su stranezze sessuali del secolo in corso, dal regista specializzato in porno sott’acqua ai virtuosi che si sono specializzati nella “samba del pene”. Infine Giusto Toni, alla notizia che “Popetown”, lo scandaloso cartoon sul Vaticano che ha creato proteste e polemiche in tutto il mondo è andato in onda su MTV in Germania, il direttore che mesi fa ha deciso di non trasmetterlo dopo le roventi polemiche “da AN alle BR”, ha chiosato: “Ora che MTV in Germania lo ha trasmesso, chissà, potremmo ripensarci…”.

Mentre le puntate inedite del terzo ciclo di “The O.C” registravano già da oggi il pienone di sala in attesa dell’exploit di domenica alla presenza di Benjamin McKenzie (atterrato oggi a Milano con la mamma) e Kelly Rowan, ha attirato grandissima curiosità l’incontro-scontro tra “Lost” (per il quale si è registrato il pienone per l’anteprima della doppia puntata finale) e "L’Isola dei famosi”: ne hanno discusso il critico tv Aldo Grasso, la conduttrice Simona Ventura, il presidente di Magnolia Giorgio Gori e la docente di fiction della Cattolica Stefania Carini. Questo il resoconto dell’Ansa sull’appuntamento seguitissimo dal pubblico.
(ANSA) - MILANO, 5 MAG - E' la grande metafora del naufragio e della conseguente rinascita a nuova vita l'elemento che piu' accomuna prodotti televisivi differenti come il serial 'Lost' e 'L'isola dei famosi'. Questo il punto di partenza di un dibattito tra produttore e conduttrice del reality, Giorgio Gori e Simona Ventura, e il critico Aldo Grasso, che si e' tenuto oggi al Telefilm Festival di Milano. Secondo Ventura, "il concetto alla base dei due prodotti e' simile: da una parte la sopravvivenza, dall'altra l'introspezione perche', come dico spesso, l"Isola' e' psicanalisi collettiva, e se all'inizio si partecipava per tornare alla notorieta' ora vedo che i naufraghi tornano cambiati interiormente, non so se piu' ricchi o piu' poveri, perche' solo qualche raro esempio torna peggiorato e non si riprende". Il piu' lampante, secondo Simona, e' Zequila: "che e' tornato, ma non e' piu' rientrato nel suo corpo". D'altronde, 'Er mutanda' e' entrato nel cast solo in sostituzione di un ritiro, "ed erano tre anni - rivela Ventura - che ci assillava". La scelta del cast, per il reality, e' fondamentale, "almeno quanto la sceneggiatura per 'Lost' perche' - argomenta Gori - i personaggi si fanno portatori di storie e noi dobbiamo individuare nella personalita' dei concorrenti la presenza di alcune cariche esplosive che possano dar vita a qualcosa di interessante per il pubblico". Il fine - precisa la showgirl - non e' la polemica: "le botte tra Antonella Elia e Aida Yespica non erano previste e non sono i litigi a fidelizzare lo spettatore, ma la semplicita' dell'idea". In fondo, riflette Gori, "l'isola e' un gioco moralistico, dove il pubblico e' chiamato a riconoscere chi e' vero e chi e' finto, chi e' subdolo e chi e' sincero e, non a caso, le prime tre edizioni sono state vinte dai 'buoni': Sergio Muniz, Walter Nudo e, a suo modo, anche Lory del Santo". Tra L'Isola e Lost c'e' un altro punto di contatto: "entrambi sono dei punti di arrivo per dei generi: Lost per la fiction, mentre l'Isola e' quello, provvisorio, del reality perche' contiene commedia, dramma, soap, talk show, tanti generi popolari riuniti in tre ore con una densita' che di solito non c'e"'. Gli fa eco la conduttrice: "sui reality si e' speculato in Italia, dove se una cosa va bene si dice che e' trash, spazzatura, da condannare, invece l'Isola e' divertimento, ironia, emozione, una specie di teatro senza pretese educative, che ha anche dato vita a nuovi momenti di aggregazione". Nel successo del reality, dice ventura commentando il flop della trasmissione 'A spasso nel tempo' condotta da Carlo Conti, "conta pero' anche la figura del conduttore". Lei, in particolare, si dice talmente "innamorata dell'Isola" da seguirla anche come spettatrice e da provare un po' di invidia per i concorrenti. Il dibattito, come facilmente immaginabile dagli ospiti, ha riguardato molto piu' il prodotto italiano che quello americano anche perche' "io e la Ventura abbiamo un problema in comune - dice Gori facendo drizzare le orecchie ai cronisti - il lunedi' sera abbiamo le prove di Music Farm e 'Lost' non lo possiamo vedere!". Lui pero' se lo fa registrare, mentre lei gia' sa che recuperera' le puntate perse quest'estate, "visto che Marano (direttore di Rai Due, ndr) riprogrammera' tutta la prima serie".

In serata l’appuntamento clou non ha tradito le attese: “Dr.House” ha praticamente riempito la sala più grande e alla fine dei due episodi è scoppiato l’applauso finale del pubblico.
E mentre in tarda serata si presentava il “CSI” tedesco alla presenza dei dirigenti del network RTL, fuori smetteva di piovere. Una pausa notturna in attesa di un altro diluvio di telefilm domani (o meglio, oggi) e domenica…
A domani (o meglio, tra poche ore)!

mercoledì 26 aprile 2006

TELEFILM FESTIVAL 2006 - Tutti gli incontri della quarta edizione interamente dedicata alle serie tv
Sempre di grande richiamo gli incontri a tema del "Telefilm Festival" per confrontarsi su spunti classici, attuali o futuri del genere seriale.
Tra gli appuntamenti previsti nella quarta edizione della kermesse, emerge il confronto tra "Lost" e "L'Isola dei famosi", dal titolo "Stessa spiaggia, diverso mare: le due isole televisive", ovvero le analogie e le differenze di linguaggio tra il telefilm e il reality-show che usano una stessa cornice "on the beach" ma apparentemente diversi contenuti e svolgimento. All'incontro, in programma venerdì 5 maggio alle ore 15.00, interverranno il critico tv Aldo Grasso, Giorgio Gori (produttore de "L'Isola dei famosi"), Simona Ventura (conduttrice de "L'Isola dei famosi) e Stefania Carini.
Sempre venerdì 5 maggio, alle ore 12.00, il direttore di Italia 1 Luca Tiraboschi presenterà al pubblico (e alla stampa) il suo ultimo libro di culto, "Faccia di cuore - Una spaventosa storia d'amore", in compagnia del serial-profiler Massimo Picozzi e del giallista Andrea G. Pinketts.

Di stretta attualità l'incontro organizzato sabato 6 maggio alle ore 12.00 da Discovery Channel sul confine tra fiction e realtà, ovvero quando la prima si ispira alla seconda o quando la seconda è meglio della prima. Il network in onda sulla piattaforma SKY - canale 420 - non per niente propone nei suoi palinsesti la serie "Scene del crimine" (da giugno, ogni giovedì alle ore 22.00), ovvero tutte storie vere in cui si presentano i crimini così come sono avvenuti e le tecniche scientifiche usate per risolverli anche a distanza di anni. Il tutto al motto che il direttore di Discovery Channel, Claudio Scotto di Carlo, riprende per l'occasione da Mark Twain: "La realtà è più bizzarra della fiction". Intervengono il critico tv Antonio Dipollina, il regista David Grieco, il serial-profiler Massimo Picozzi.
Sempre sabato 6 maggio, alle ore 18.00, si parla delle parenti più o meno vicine di Carrie Bradshaw nell'incontro "Le eredi di Sex and the City". Intervengono, moderati da Petra, il conduttore Fabio Canino, le blogger Lisa e Maela Rosso, la giornalista Alessandra Menzani, la showgirl Gaia Bermani.
Sabato 6 maggio, alle ore 20.00, è previsto l'incontro con i più popolari "Fans Club" di telefilm per confrontarsi sulla passione "a puntate" che scorre trasversale da "Buffy" a "Star Trek", da "Happy Days" a "The O.C.". Un'occasione anche per tastare il polso del cuore pulsante che ha reso i telefilm il genere televisivo più vivo anche oltre il piccolo schermo, facendoli vivere e sopravvivere di tormentoni, modi di fare e di dire, canzoncine che entrano in testa, raduni di gruppo in salotto...All'evento sono naturalemnte invitati tutti i semplici telespettatori che abbiano come minimo requisito la passione "smodata" per almeno una serie tv, qualunque essa sia.

Domenica 7 maggio, alle ore 17.00, in occasione dell'Anteprima Europea di "Everybody hates Chris", si compie un flashback nell'incontro "Gli indimenticabili anni '80", ovvero la cornice temporale in cui si muove il protagonista della sit-com di culto in onda su Paramount Comedy. Un viaggio tra moda, costumi, modi di dire, musica e feticci di un’epoca che sta tornando prepotentemente alla ribalta. Tra i relatori: Fausto Brizzi, il regista del film-evento "Notte prima degli esami"; lo stilista Elio Fiorucci; il deejay-giornalista Luca Dondoni; il critico tv Francesco Specchia; il cantante Ivan Cattaneo; il giornalista esperto di feticismi Alberto D'Amico, il deejay Max Novaresi. Petra è la moderatrice.
L'incontro sarà preceduto, sabato 6 maggio alle 16.00, da un evento musicale coinvolgente con d.j. e animazione - sempre in tema anni '80 - alle Messaggerie Musicali di C.so Vittorio Emanuele, dove sarà possibile ritirare coupon di sconto per l'incontro di Paramount Comedy del giorno successivo.

martedì 11 aprile 2006

NEWS - Ascolti, boom al 20% per "Lost": tra Prodi e Berlusconi è record per i sopravvissuti dell'isola misteriosa
Altro che Prodi e Berlusconi. I veri sopravvissuti delle elezioni politiche sono i protagonisti di "Lost", che ieri sera su Raidue, accerchiati da dibattiti ed exit poll, hanno toccato il record del 20.01% di share, con 5.639.000 spettatori. Un pubblico in crescita dunque puntata dopo puntata, che ieri sera ha anche preferito smarcarsi dalle "torte" elettorali di prima serata. Da segnare sull'agenda che le ultime ed attesissime puntate del primo ciclo di "Lost" saranno trasmesse al prossimo "Telefilm Festival"(dal 5 al 7 maggio, all'Apollo spazioCinema di Milano), con tanto di evento dedicato alle differenze-analogie tra il telefilm cult e "L'Isola dei famosi": all'incontro, previsto per venerdì 5 maggio alle ore 15.00, prenderanno parte il critico tv Aldo Grasso, Stefania Carini, Giorgio Gori e Simona Ventura.

sabato 8 aprile 2006

TELEFILM FESTIVAL 2006 - Previsioni di programma del prossimo "Telefilm Festival"
Mentre è atteso per la prossima settimana il programma definitivo del IV "Telefilm Festival" (dal 5 al 7 maggio all'Apollo spazioCinema di Milano, in pieno centro), s'inizia a prevedere un palinsesto di massima della 3 giorni dedicata interamente alle serie tv.
Venerdì 5 maggio, tra le anteprime previste: "Veronica Mars", "Una mamma per amica", "Dr.House", "My name is Earl", "Stacked", "Angel", "CSI", "Commander in Chief", "Sleeper Cell", "Entourage", "Surface", "Invasion", "Stargate SG-1", "Stargate Atlantis", "Battlestar Galactica"; imperdibile, sempre venerdì, intorno alle 15.00, l'evento-confronto tra "Lost-Isola dei famosi: le due isole della tv", al quale parteciperanno il critico Aldo Grasso, Stefania Carini, Giorgio Gori e Simona Ventura; prima e dopo l'evento saranno proiettate le inedite puntate finali di "Lost" non ancora trasmesse da Raidue; sempre venerdì (intorno alle 12.00), il direttore di Italia 1 Luca Tiraboschi presenta al pubblico e alla stampa il suo ultimo libro, "Faccia di Cuore".
Sabato 6 maggio, anteprime di: "I Simpson", "Alias", "Grey's Anatomy", "Streghe", "ER", "Dr.House", "The OC", "Prison Break", "One Tree Hill", "CSI"; sempre sabato è previsto l'incontro con Kate Mulgrew di "Star Trek Voyager" ed è in via di definizione l'appuntamento con l'ospite/i di "The OC"; tra gli incontri, di notevole interesse il dibattito su "Gli eredi di 'Sex and the City'" e l'appuntamento con "Discovery Channel" sul confine tra realtà e fantasia seriale.
Domenica 7 maggio: "Bones", "Six Feet Under", "Desperate Housewives", "CSI: Miami+CSI: NY", "Medium", "Smallville", "Supernatural", "How I met your mother", "Kitchen Confidential", "Angel", "The L Word", "Queer as folk", "Courting Alex", "Out of practice"; tra gli incontri, quello tra i Fans Club dei telefilm e l'imperdibile "Gli indimenticabili Anni '80" che farà da antipasto all'attesissima anteprima europea della sit-com cult "Everybody hates Chris". Si ricorda che molti dei titoli succitati potranno godere di repliche e quindi si consiglia di prendere comunque visione del programma definitivo anche per gli orari definitivi delle proiezioni e degli incontri: questa è solo un'anticipazione di massima soggetta a cambiamenti dell'ultimo minuto, ma che può fornire un'indicazione generale. Si ricorda altresì che è attivo il Call Center, dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18, per richiedere ulteriori informazioni e news in tempo reale del prossimo "Telefilm Festival": il numero è 02.40709790. Per le prenotazioni è già attivo il numero ad hoc dell'Apollo spazioCinema: 02.780390 (dalle ore 14.30 alle ore 22.30). Qui sopra, la locandina definitiva del prossimo "Telefilm Festival" che potrete anche vedere nelle vetrine delle Messaggerie Musicali di C.so Vittorio Emanuele di Milano a partire dal 2 maggio.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

Lick it or Leave it!