GOSSIP - Lucy Lawless, in vacanza a Lucca, fuori di...Xena! "Italiani, non fate i terroristi!" (forse intendeva razzisti...)
News tratta da Repubblica.it
Vede un episodio di razzismo e lo racconta indignata su Facebook. L'attrice neozelandese Lucy Lawless, protagonista della serie tv 'Xena, principessa guerriera', in vacanza a Lucca, ha postato su Facebook il racconto di un episodio di razzismo di alcuni ragazzi italiani nei confronti di un immigrato a cui avrebbe assistito e di come sia intervenuta. "Stavo camminando per le strade di Lucca dietro a sei ragazzi ben vestiti sui 18-19 anni. Intanto, un giovane di colore era a bordo della sua bicicletta - scrive l'attrice - Uno dei ragazzi italiani ha iniziato a fare il verso dello scimpanzé e a battere le mani forte sopra la sua testa. E a urlare 'Gabon'. Un altro ragazzo si è aggregato e poi un terzo, urlando e applaudendo minacciosamente. Gli altri ragazzi ridevano ma non si sono uniti". "Veramente orribile", racconta la Lawless di aver detto loro in italiano. "Se fossi stata più pronta e se avessi parlato meglio l'italiano - scrive ancora su Facebook - avrei spiegato loro con calma che in passato gli italiani stessi erano stati immigrati in altri paesi e che il loro atteggiamento di stasera è una forma di terrorismo".
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giovedì 6 luglio 2017
venerdì 6 gennaio 2012
NEWS - Post-it della Befana per ricordare i telefilm di gennaio da mettere nella calza (l'altra tenetevela libera per febbraio)Piccola agenda ragionata d'inizio 2012 di telefilm in partenza a gennaio. Da lunedì prossimo, 9 gennaio, in partenza su Fox Life l'ottava stagione di "Grey's Anatomy" (ore.21.00) e la "prima" di "Pan Am"(ore 21.55). Sempre lunedì, in prima tv free su Cielo, inizia "Spartacus - Sangue e rabbia" (ore 22.30).
Il 12 gennaio prende avvio su FoxCrime "Silk"(ore 21.00, ogni giovedì). "C'era una volta", dopo l'anteprima natalizia, promette una partenza da favola il 17 gennaio su Fox (ore 21.00, ogni martedì). "The Event" debutta in chiaro su Italia2 il 18 gennaio (ogni mercoledì alle ore 21.30). L'avvio di "New Girl" è programmato per il 25 gennaio su Fox (ore 22.45, ogni mercoledì). "Dexter 6" è atteso dal 26 gennaio su FoxCrime (ore 22.50, ogni giovedì). "Alcatraz" di JJ Abrams è in rampa di lancio il 30 gennaio su Premium Crime (ogni lunedì in prima serata). Da segnalare due finali di stagione imperdibili: "The Killing" il 26 gennaio (FoxCrime, ore 21.00) e "American Horror Story" il 31 gennaio (Fox, ore 22.45). Che l'Uomo di Lattice sia con voi (più che dentro di voi)!
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lunedì 14 novembre 2011
NEWS - Tg Telefilm, Hannibal Lecter pronto ad addentare il piccolo schermo!
Sessanta minuti da brivido moltiplicati per tredici episodi da incubo. Tg telefilm di Bonsai TV (WWW.YOUTUBE.COM/BONSAITV) celebra il debutto su piccolo schermo del cannibale più terribile del cinema hollywoodiano, Hannibal Lecter. Tra fave, fegato e Chianti, il più intelligente killer seriale saprà inquietare anche la serialità a stelle e strisce?
Altro ritorno, altro bagno di sangue assicurato. Il canale Starz ha annunciato il reboot della serie "Spartacus". Dopo la scomparsa di Andy Whitfield il gladio passerà a Liam McIntyre e la stagione sarà intitolata "Spartacus Vendetta". Confermata la presenza di Lucy Lawless e di tutto il cast della prima serie.
Tempo di pagelle con i ragazzi di Subsfactory: Top di questa settimana è "The Mentalist", mentre il premio Flop viene assegnato a "Grimm", serie di belle speranze, ma spentasi già, pare, alla seconda puntata.
Inoltre, come ogni settimana, curiosità, segreti e retroscena delle serie tv più attese, nel primo telegiornale completamente dedicato ai telefilm, presentato da Manuel Masi e giunto alla seconda stagione.
martedì 25 ottobre 2011

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Andy e Amy, sia fatta loro giustizia stampa!La tragica scomparsa di Andy Whitfield di "Spartacus" induce ad una triplice riflessione a freddo. Innanzitutto: perchè ha destato tanto clamore la scomparsa di questo semisconosciuto attore gallese? Per tre motivi, appunto. Primo: è stata una morte prematura, non aveva neanche quarant'anni. Secondo: è stato colpito da una malattia all'improvviso, mentre girava una serie tv (se fosse rimasto vittima di un incidente stradale - ammettiamolo anche cinicamente - non avrebbe riscosso la stessa commozione popolare). Terzo: in "Spartacus" interpretava un gladiatore pressochè imbattibile, il suo interprete è rimasto invece inerme "nell'arena della vita". Insomma c'erano tutti gli elementi per un grande romanzo popolare, per decifrare il commiato e le migliaia di twitter sul web in suo onore, per leggere in controluce la notizia di cui si parlava al bar verso la metà di settembre. Eppure...Prendiamo il "Corriere della Sera", ad esempio. La news della morte di Whitfield è stata "sparata" in prima pagina, ma la sezione degli Spettacoli veniva aperta, a tutta pagina, da un'intervista a Jovanotti (non ditelo a Fonzie!), in cui Cherubini confessa nel titolo che "Fabri Fibra è più forte di me". L'ex gladiatore - che al contrario di Jovanotti conquistava la prima pagina - era nella pagina seguente (quindi meno in risalto): un pezzo necessario di cronaca in cui si descrivevano i trascorsi d'attore, cos'era "Spartacus", l'insorgere della malattia, l'orgoglio di combatterla, le reazioni alla sua morte; più sotto un collage di colleghi e celebrità che esprimevano il loro dolore su Twitter. Basta. Nessun fondo a trarre le fila, nessun commento sul destino cinico e baro, sui casting della vita che sono così diversi da quelli delle fiction, sui Twitter delle persone comuni - più che dei soliti noti - polso di quanto una scomparsa anomala (in tutti i sensi) abbia così colpito l'immaginario. Segno anche di come i giornali, sempre più, si discostino dal sentire comune, dove basta un taglia&incolla di agenzie stampa per andare in rotativa. In ritardo rispetto ai siti on line, senza l'approfondimento che un quotidiano del giorno dopo potrebbe (dovrebbe?) garantire rispetto alle news che su Internet vengono cotte e mangiate. Mi viene in mente anche un'altra scomparsa clamorosa e assai sentita di recente, quella di Amy Winehouse. Tutti a scrivere che "probabilmente era morta per overdose", che si trattava della "maledizione del club dei 27 (anni)", salvo poi scoprire dai primi esami autoptici che non c'erano tracce di sostanze stupefacenti nel sangue. In Italia, per non smentire le indiscrezioni (fallaci, almeno fino adesso, in attesa della finale chiarificazione delle cause della morte), i giornali italiani - la maggior parte - non hanno riportato la notizia (l'auto-smentita, alias figura di cacca - in gergo giornalistico si dice appunto "pestare una merda" - non è consentita, ancor più nella stampa italiana). Tanto per dire, il popolare e pettegolo "The Sun" - che non è certo il "Times" - ha strillato la retro-marcia in prima pagina, quasi a voler chiedere scusa. Nel frattempo su Internet (Facebook e YouTube in primis), era montato il fronte ingiurioso che, alla luce della presunta dipartita per cause di droga, commentava: "se lo è meritato, quella troia bagascia che ha buttato via il suo talento...". Il vento delle notizie è cambiato da anni, con l'avvento di Internet, dei blog e dei social network, e sembra che la banderuola non sia più saldamente in mano ai giornali neanche quando sono chiamati a far luce e raccontare la realtà, se non in diretta, almeno in corsivo. RIP, è la morte della stampa, bellezza.
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Novembre)
lunedì 19 settembre 2011
NEWS - Esclusiva Tg Telefilm: Heather Morris di "Glee" rischia il posto! In posa con un occhio nero. Scatti violenti, controversi che rischiano di far licenziare la bionda Heather Morris dal cast di "Glee", la teen-drama più seguita del momento. Con questa e altre indiscrezioni si apre la seconda stagione di Tg Telefilm presentato da Manuel Masi e realizzato da Bonsai TV, l’appuntamento più atteso da tutti i veri serial addicted, on air ogni lunedì solo su www.youtube.com/bonsaitv. In questa puntata spazio anche per uno speciale tributo. A pochi giorni dalla scomparsa dell’interprete di "Spartacus", Andy Whitfield, Tg Telefilm dedica all’attore uno speciale focus on. Curiosità e segreti di un astro spentosi troppo presto. Quando il network racconta il network. "More as this develops", è la serie targata HBO con al centro le avventure eticamente corrette di un giornalista (Jeff Daniels) e di una produttrice esecutiva (Emily Mortimer) in lotta contro il mondo delle corporation e degli sponsor televisivi. Nostalgia di "Sex and the City"? Sempre HBO, in tandem con Warner Bros, ha in cantiere una serie incentrata su Carrie e declinata completamente al passato remoto, prima che la bionda protagonista incontrasse le sue tre indimenticabili compagne d’avventura.
Ritorni, novità e riconferme: Laura Innes di ER impegnata nell’avventura bidimensionale e bicolore di "Awake" e la speciale classifica TOP&FLOP, a cura dei ragazzi di Subsfactory, una delle più importanti comunità italiane di creazione e distribuzione di sottotitoli di serie tv. Inoltre, come ogni settimana, curiosità, classifiche, segreti e retroscena delle serie tv più attese, nel primo telegiornale completamente dedicato ai telefilm, giunto alla seconda stagione. Tg Telefilm è realizzato da Bonsai TV. Ogni lunedì solo su www.youtube.com/bonsaitv.
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lunedì 12 settembre 2011
NEWS - L'arena è vuota. La scomparsa del gladiatore Whitfield, "campione nella vita"(ANSA) - ROMA, 12 SET - La produzione della serie tv aveva dato vita a un prequel, in attesa del suo recupero. Ma il cancro non ha aspettato, portandosi via a 36 anni Andy Whitfield, il possente e affascinante protagonista della serie tv Spartacus, morto di linfoma non-Hodgkin. Nato nel Galles e trapiantato in Australia, ha dato l'addio al mondo tra le braccia di sua moglie, Vashti, con la quale aveva avuto due figli. Il cancro gli era stato diagnosticato nel marzo 2010, mentre stata preparando la seconda stagione della fortunata serie americana. Ma, dopo due mesi di trattamenti, ai quali si era sottoposto in Nuova Zelanda, sembrava esserne uscito. La malattia e' tornata nel settembre dello stesso anno, per cui i medici gli avevano suggerito di riprendere il trattamento, ma in modo piu' aggressivo. ''Sara' ricordato come l'uomo ispirato, coraggioso e gentile, padre e marito che era'', ha dichiarato la moglie, che in una nota ha voluto ringraziare i tanti fan che in questi 18 mesi di battaglia hanno sostenuto l'attore. Whitfield era praticamente uno sconosciuto quando e' entrato nei panni del leggendario schiavo che sfido' la Repubblica Romana, in un ruolo reso celebre da Kirk Douglas nel film del 1960 di Stanley Kubrick, tratto dall'omonimo romanzo di Howard Fast (1952). Le sue gesta sono state al centro della prima serie 'Spartacus Blood and Sand', in Italia col titolo 'Spartacus: Sangue e sabbia', trasmessa in esclusiva su Sky Uno tra febbraio e maggio 2011. Confermando, con ottimi risultati sia in termini di ascolti che di critica, un successo globale senza precedenti che la serie ha avuto, appassionando oltre 80 paesi, dall'Estonia all'Iran. Il 25 agosto, sempre su Sky Uno in prime time, e' partita la prima di sei puntate del prequel 'Gods of the Arena' (il giovedi alle 21.10 in versione 'edulcorata' e la domenica alle 23 in versione integrale). Un prequel nato proprio dall'esigenza di dare a Whitfield - che ha recitato nel 2010 nel film 'The Clinic' e nel 2007 nella pellicola 'Gabriel' - il tempo per curarsi. In sostanza, dopo la prima serie e alla luce del successo ottenuto, la produzione aveva deciso di lavorare alla seconda stagione (nella quale alla fine Whitfield e' stato sostituito dall'attore australiano Liam McIntyre). Ma proprio a causa delle condizioni di salute del protagonista, il creatore e produttore esecutivo della serie, Steven S. DeKnight, aveva deciso di temporeggiare e dar vita al prequel. Chris Albrecht, presidente e ceo della Starz, societa' produttrice di 'Spartacus' si e' detto ''profondamente rattristato'' per la morte di Whitfield. ''Siamo stati fortunati ad aver lavorato con Andy in 'Spartacus' - ha detto - . L'uomo che ha rappresentato un campione sullo schermo e' stato un campione anche nella vita''. ''Andy e' stato fonte di ispirazione per tutti noi - ha proseguito - per come ha affrontato questa battaglia molto personale, con coraggio, forza e grazia''.
NEWS - Cenere nella sabbia: è morto a 36 anni lo "Spartacus" Andy WhitfieldNotizia tratta da Corriere.it
Andy Whitfield, attore di «Spartacus: sangue e sabbia», è morto domenica a Sydney, in Australia. Aveva 36 anni (n.d.r: e non 39 come riportano erroneamente alcuni siti) ed è stato ucciso da un linfoma non Hodgkin. «In una bellissima e soleggiata mattina, circondato dalla sua famiglia, tra le braccia della sua innamorata moglie, il nostro bellissimo giovane guerriero Andy Whitfield ha perso la sua battaglia lunga diciotto mesi contro il cancro - si legge in una nota diffusa dalla moglie Vashti -. È morto pacificamente, circondato dall'amore. Grazie a tutti i fan, il cui amore e supporto lo hanno aiutato ad andare avanti fino a questo punto. Sarà ricordato come un uomo, padre e marito esaltante, coraggioso e cortese». Molti i messaggi lasciati sulla pagina di Facebook dell'attore. Come quello di Raquel Sevilla: «Che tragedia. Era un vero eroe. Riposa in pace Andy». Whitfield, nato in Galles e trasferitosi in Australia nel 1999, era diventato famoso grazie al ruolo di protagonista nella serie televisiva «Spartacus». L'attore aveva interpretato tutti i 13 episodi della prima stagione e stava per iniziare la seconda quando si è ammalato. Sperando in una sua guarigione, la produzione scelse di girare un prequel: «Spartacus - Gli dei dell'arena», in cui si sente solo, brevemente, la voce dell'attore. Lo scorso gennaio, però, quando Whitfield si è aggravato, è stata annunciata la sua sostituzione con un altro attore, l'australiano Liam McIntyre. «Siamo profondamente addolorati per la perdita del nostro caro amico e collega - ha detto Chris Albrecht, il presidente di Starz, la rete televisiva di «Spartacus» -. Siamo stati fortunati a lavorare con Andy e sappiamo che l'uomo che ha interpretato un campione sullo schermo, lo era anche nella vita»
mercoledì 24 agosto 2011

NEWS - Toglietevi le infradito e mettetevi i sandali, da domani arriva "Spartacus: gli dei dell'arena"
(di Alessandra Magliaro) - ISCHIA (NA) - Un po' del Gladiatore di Ridley Scott, un po' di 300 di Zack Snyder e molto del televisivo Rome: la serie Spartacus, che toglie la polvere dal peplum storico per aggiornare l'antica Roma in un mix cinema fumetto, horror, sangue e' stata uno dei casi televisivi internazionali, per la paternita' illustre (e' prodotto da Sam Raimi, regista di tre Spiderman) e il successo conseguito negli 80 paesi del mondo in cui e' stato trasmesso. La serie Spartacus: sangue e sabbia e' andata bene anche in Italia tra gli spettatori di Sky Uno e ora dal 25 agosto alle 21,10 arriva il prequel, Spartacus: gli dei dell'arena, che e' stato presentato in anteprima all'Ischia Global Fest. Sono sei episodi che ricostruiscono l'antefatto della storia di Spartaco, il famoso schiavo diventato il gladiatore piu' famoso di Roma e simbolo universale di tutti gli eroi-idealisti, con lo stesso effetto dei 13 della serie 'madre', ossia un impatto visivo ipnotizzante per una storia che fa dell'antica Roma materiale da fumetto per adulti. Le Guerre civili di Appiano di Alessandria o Le vite di Crasso e Pompeo di Plutarco che allo schiavo della Tracia che intorno al 72 a.C. guido' la piu' importante guerra servile hanno dedicato pagine e pagine, sono piu' che altro un pretesto di partenza per raccontare gli eccessi e le provocazioni del sangue e arena del Ludus di Capua con tutta la tecnologia degli anni Duemila. Nella serie c'e' tutto e tutto insieme: amore e tradimento, horror e sesso, amicizia e intrigo politico. Il protagonista e' John Hannah, Batiato, il proprietario dell'arena di Capua in cui si battono i gladiatori. Nei sei episodi ritroviamo quasi tutti i protagonisti della serie originale tra cui Lucy Lawless (Lucrezia), Manu Bennet (Crisso) e Lesley-Ann Brandti, che interpreta l'affascinante Nevia, e una new entry. Dustin Clare interpreta Gannicus, il primo gladiatore che diventa campione del Ludus e la cui fama di abilissimo lottatore e' eguagliata solo da quella di ribelle e vizioso, amante delle donne e del vino. "Mi piaceva l'idea che la serie avesse tutto quello che amo della leggenda di Roma ma anche quello che fa parte della cultura pop di oggi come i Sopranos", ha detto di recente dice Raimi, realizzando un prodotto adatto ad un pubblico adulto, che non si scandalizza, anzi trova che alcune scelte rendano la serie piu' realistica e affascinante. Ma il fatto che ci sia sangue e sesso e' comunque secondario rispetto al racconto, al dramma di Spartacus, che e' ricco e emozionante. "Non volevamo fare una serie horror, volevamo mostrare i gladiatori che si battono nell'arena in una maniera spettacolare e vivida". La vera seconda stagione di Spartacus arrivera' su Sky Uno a inizio 2012.
(di Alessandra Magliaro) - ISCHIA (NA) - Un po' del Gladiatore di Ridley Scott, un po' di 300 di Zack Snyder e molto del televisivo Rome: la serie Spartacus, che toglie la polvere dal peplum storico per aggiornare l'antica Roma in un mix cinema fumetto, horror, sangue e' stata uno dei casi televisivi internazionali, per la paternita' illustre (e' prodotto da Sam Raimi, regista di tre Spiderman) e il successo conseguito negli 80 paesi del mondo in cui e' stato trasmesso. La serie Spartacus: sangue e sabbia e' andata bene anche in Italia tra gli spettatori di Sky Uno e ora dal 25 agosto alle 21,10 arriva il prequel, Spartacus: gli dei dell'arena, che e' stato presentato in anteprima all'Ischia Global Fest. Sono sei episodi che ricostruiscono l'antefatto della storia di Spartaco, il famoso schiavo diventato il gladiatore piu' famoso di Roma e simbolo universale di tutti gli eroi-idealisti, con lo stesso effetto dei 13 della serie 'madre', ossia un impatto visivo ipnotizzante per una storia che fa dell'antica Roma materiale da fumetto per adulti. Le Guerre civili di Appiano di Alessandria o Le vite di Crasso e Pompeo di Plutarco che allo schiavo della Tracia che intorno al 72 a.C. guido' la piu' importante guerra servile hanno dedicato pagine e pagine, sono piu' che altro un pretesto di partenza per raccontare gli eccessi e le provocazioni del sangue e arena del Ludus di Capua con tutta la tecnologia degli anni Duemila. Nella serie c'e' tutto e tutto insieme: amore e tradimento, horror e sesso, amicizia e intrigo politico. Il protagonista e' John Hannah, Batiato, il proprietario dell'arena di Capua in cui si battono i gladiatori. Nei sei episodi ritroviamo quasi tutti i protagonisti della serie originale tra cui Lucy Lawless (Lucrezia), Manu Bennet (Crisso) e Lesley-Ann Brandti, che interpreta l'affascinante Nevia, e una new entry. Dustin Clare interpreta Gannicus, il primo gladiatore che diventa campione del Ludus e la cui fama di abilissimo lottatore e' eguagliata solo da quella di ribelle e vizioso, amante delle donne e del vino. "Mi piaceva l'idea che la serie avesse tutto quello che amo della leggenda di Roma ma anche quello che fa parte della cultura pop di oggi come i Sopranos", ha detto di recente dice Raimi, realizzando un prodotto adatto ad un pubblico adulto, che non si scandalizza, anzi trova che alcune scelte rendano la serie piu' realistica e affascinante. Ma il fatto che ci sia sangue e sesso e' comunque secondario rispetto al racconto, al dramma di Spartacus, che e' ricco e emozionante. "Non volevamo fare una serie horror, volevamo mostrare i gladiatori che si battono nell'arena in una maniera spettacolare e vivida". La vera seconda stagione di Spartacus arrivera' su Sky Uno a inizio 2012.
venerdì 5 agosto 2011
martedì 17 maggio 2011

NEWS - Peplum come se piovessero dal...Sky! A luglio il prequel di "Spartacus"
A luglio arrivera' in esclusiva assoluta su Sky uno il prequel "Spartacus: Gods of the Arena", 6 puntate incentrate sulle gesta del giovane e ambizioso Batiato (John Hannah) prima che diventasse il famigerato Signore di Capua. Nell'antefatto compare ancora lo statuario Andy Whitfield nel ruolo di Spartaco, prima che l'attore gallese fosse costretto ad abbandonare il set per curarsi da un raro linfoma. Nel prequel i gladiatori continueranno a darsi battaglia mentre Batiato si dibatte tra gli equilibri politici instauratisi a Capua e le intemperanze dell'istintivo Gannicus, spesso piu' dedito ai piaceri del Ludus che a seguire con rispetto il suo Signore.
A luglio arrivera' in esclusiva assoluta su Sky uno il prequel "Spartacus: Gods of the Arena", 6 puntate incentrate sulle gesta del giovane e ambizioso Batiato (John Hannah) prima che diventasse il famigerato Signore di Capua. Nell'antefatto compare ancora lo statuario Andy Whitfield nel ruolo di Spartaco, prima che l'attore gallese fosse costretto ad abbandonare il set per curarsi da un raro linfoma. Nel prequel i gladiatori continueranno a darsi battaglia mentre Batiato si dibatte tra gli equilibri politici instauratisi a Capua e le intemperanze dell'istintivo Gannicus, spesso piu' dedito ai piaceri del Ludus che a seguire con rispetto il suo Signore.
martedì 3 maggio 2011
NEWS - Rivoluzione Auditel, compagni! Da oggi pubblicati i dati di ascolto anche dei videoregistratori (e Sky esulta per "Spartacus" al 100% in più!)(ANSA) - MILANO, 3 MAG - Piccola rivoluzione in tv e grande cambiamento per Sky: d'ora in poi Auditel pubblichera' gli ascolti 'differiti', quelli che consentono di calcolare chi vede, non in diretta, un programma registrato. Crescono tutti: Rai, Mediaset, La7 ma gli effetti piu' immediati si vedono gia' per chi guarda il piccolo schermo attraverso il decoder 'MySky'. Il risultato pratico - stando ai numeri indicativi diffusi oggi in workshop a Milano dalla televisione in abbonamento - e' che i canali Sky cinema e dei serial si vedranno riconosciuti un aumento di visione in un range tra il 16 e il 20%. In particolare - sempre precisando che questi sono solo i primi test e riscontri - prendendo a riferimento l'intero universo dei telespettatori della tv a pagamento si calcola che c'e' un aumento del 3,5% medio nella rilevazione degli ascolti e fra il 16 e il 20%, appunto, fra chi usa 'MysKy': un milione e mezzo di famiglie per circa 4,5 milioni di persone. Non si rilevano praticamente piu' telespettatori per lo sport, soprattutto il calcio, e le news o i talent show mentre - fenomeno un po' singolare - quando un film e' un 'evento' c'e' una predilezione comunque a vederlo in diretta (per esempio 'Avatar' dove peraltro chi lo ha visto registrato e' risultato comunque ben il 19% in piu'). Si e' quindi scoperto - hanno sottolineato i manager Sky Andrea Scrosati vice presidente cinema e intrattenimento e Andrea Mezzasalma responsabile ascolti - che in alcuni casi il numero dei telespettatori in differita hanno raggiunto punte del 60% o addirittura del 100% in piu' (ad esempio la serie di SkyUno 'Spartacus'). Altro aspetto definito interessante e' che non sembra che - nonostante si possa passare oltre con il telecomando - la pubblicita' perda significativamente numero di persone che la vedono. Il che vuol dire ''che c'e' una fetta di fruitori della pubblicita' in tv che fino a oggi non era stata misurata''.
martedì 15 febbraio 2011

NEWS - Cambiate Canalis: per chi rifiuta Sanremo (e Benigni) debutta giovedì "Spartacus" di Raimi, orgia di sesso e sangue da far sembrare il bunga-bunga una processione di educande (versione "circoncisa" il giovedì, "uncut" la domenica)(ANSA) - Roma, 15 Feb. - Un guerriero solo contro la tirannia dell'impero (e di Sanremo). Combattimenti all'ultima goccia di sangue. E incontri ad altissimo tasso erotico. In piena settimana del Festival, debutta giovedi' 17 (quella sera all'Ariston ci sara' Roberto Benigni) su Sky Uno 'Spartacus: sangue e sabbia', spettacolare serie che ha fatto dell'eccesso la sua forza, raccontando al pubblico americano la storia del piu' grande gladiatore di tutti i tempi. Prodotta dal genio visionario di Sam Raimi (Spiderman) e ideata da Steven Deknight (Smalville e Dollhouse), la serie si ispira alle graphic novel di Frank Miller, soprattutto Sin City e 300, in un universo di passioni primordiali e combattimenti tanto crudi e violenti da spingere Sky a proporne una versione light il giovedi' alle 21.10 e una 'uncut' la domenica alle 23.10. In tutto, 13 episodi con lo statuario Andy Withfield nei panni dello schiavo gladiatore, che sulla rete via cavo Starz ha conquistato 13 milioni di spettatori e gruppi di 950 mila fan su Facebook. ''Negli ultimi dieci anni le serie tv sono il luogo dove piu' si Š sperimentato - racconta Andrea Scrosati, vicepresidente di Sky -. Cosi' come 'Lost' segno' una svolta, ora 'Spartacus' e' uno spartiacque dal punto di vista grafico. Vedremo se sara' il capostipite di un genere''. Quanto di piu' lontano dal film di Kubrick del '60, ''la forza della serie - ribadisce Nils Hartmann, direttore canali cinema Sky - e' proprio nell'unione tra concept visivo e contenuti estremi, tra romanticismo e sangue''. Pur con qualche incongruenza storica, teatro delle gesta e' la Capua del 79 a.C., luogo di perdizione e lussuria, dove per una volta sono gli uomini, in un tripudio di bicipiti e pettorali, gli oggetti sessuali del mondo femminile. Separato dall'amata Sura per essersi ribellato al pretore Claudio Glabro, qui Spartacus viene acquistato da Batiato per diventare il miglior combattente della scuola di gladiatori. Tra teste mozzate, tronconi umani che arrancano e torrenti di sangue, la crudezza dei combattimenti, acrobatici quanto i film orientali, e' talmente accentuata dal ralenti da diventare parossistica, in modo cosi' ''irrealistico da esser molto meno fastidiosa che in altri programmi'', commenta Scrosati, difendendo la scelta di un debutto in pieno Sanremo, per di piu' con un genere che dai tempi di 'Roma', non ha avuto molto successo nella nostra tv. ''Credo che in Italia non piacciano le ricostruzione storiche mal riuscite - dice -. Ma questo e' dichiaratamente un fumetto, senza pretese di messaggi politici e documentazioni storiche, anche se su armi e armature e' stato fatto un gran lavoro''. A giugno Sky proporra' anche il prequel, 'Spartacus: Gods of the arena', sui giorni che portarono alla conquista della Tracia. Ed e' al via anche la seconda serie sulle avventure di Spartacus. A interpretarlo, pero', non sara' Withfield, impegnato con un'altrettanto dura lotta contro il cancro, ma l'australiano Liam McIntyre (The Pacific).
Spartacus : Blood And Sand - Trailer / Bande-Annonce [VO]
venerdì 17 dicembre 2010

NEWS - Ultima ora, "Call Me Fitz" e "Spartacus" le prime frecce di SkyUno nel 2011'Call Me Fitz' interpretata da Jason Priestley (dal 13 gennaio alle 21) e il durissimo 'Spartacus: sangue e guerra', la serie diretta da Sam Raimi, che andra' in onda dal 17 febbraio alle 22 (un'orario fuori da fascia protetta proprio per la crudezza degli scontri tra gladiatori che fanno scorrere fiumi di sangue): sono alcune delle serie che SkyUno trasmetterà a inizio 2011. Lo ha anticipato in una conferenza stampa stamane Antonio Scrosati, vicepresidente Sky Italia.
martedì 9 marzo 2010

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieriCORRIERE DELLA SERA
“Lost”, una serie a tela di ragno
“Riassunto delle stagioni precedenti: «Un aereo cade su un' isola all'apparenza deserta e i sopravvissuti scoprono che non è abbandonata come sembra, ma che un tempo era il centro di un progetto scientifico denominato Dharma. Gli scienziati legati a questa iniziativa sono stati uccisi dai nativi che si sono impossessati dei loro centri di ricerca. A causa di una misteriosa forza elettromagnetica l'isola si può muovere nel tempo e nello spazio: è stato proprio questo campo magnetico a causare lo schianto dell' aereo. Alcuni tra i sopravvissuti riescono a lasciare l'isola...». Forse è meglio smetterla qui con il riassunto, perché - questo il principio fondamentale di «Lost» - è impossibile riassumere. La sesta stagione della serie più temeraria della storia della tv ripropone i suoi capisaldi teorici sotto forma di sistema narrativo. «Lost» sembra infatti fondarsi su una scrittura circolare, a tela di ragno («Il tempo stesso sembra essere un circolo», Aristotele): le situazioni si ripropongono, i protagonisti ripetono più volte il viaggio, le storie si offrono non solo a più livelli di riscrittura, ma come se fossero riflesse in uno specchio. «Lost» sembra contraddire la linearità del tempo, il pensiero sequenziale basato sul rapporto causa ed effetto. Com'è possibile che una figura misteriosa (Titus Welliver) abbia potuto assumere le sembianze di Locke (Terry O' Quinn), defunto, per convincere così Ben (Micheal Emerson) a uccidere Jacob (Mark Pellegrino)? E perché scopriamo solo ora che Jack (Matthew Fox) ha perso la bara del padre sul famoso volo Oceanic 815? E le figure del flashback e del flashforward sono semplici strumenti della retorica o della redenzione? Il naufragio è un episodio occasionale o è la nostra vera condizione di vita? «Lost» non spiega nulla, complica tutto, in hd”.
(Aldo Grasso, 12.02.2010)
PIG MAGAZINE
“Gossip Girl”, molto rumore per nulla
“La questione certo è spinosa: non sono cose da prendere alla leggera. Ci ho riflettuto lungamente, mi sono consultata con degli specialisti e ho analizzato ogni singola sfaccettatura di quest’insidioso argomento. Le componenti sono molte ed è facile farsi confondere dal potpourri di cose accettabili e turpitudini immonde…i disgustosi cerchietti di Blair o le sue Louboutin; le prodigiose espressioni alla Chuck Bass, i suoi inquietanti pulloverini a rombi e la mitica sciarpetta della prima serie andata a ruba in tutti gli States (e questo miei cari è significativo); gli irritanti outfit sciattoni-bohemienne-sienna-ma-vorrei-kate-che-palle-sparati-con-quella-cravatta-molle-al-collo-sei-una-sfigata della Serena prima serie che nella seconda si trasforma in bomba del sesso tutta strizzata in tubini Herve Leger; la verosimiglianza delle mise impeccabili da Upper East Side di Lily Bass, con tanto di Kelly e collane Van Cleef; quella monnezza di Vanessa; l’insopportabile piccola Jenny conciata fuori e dentro il set come un’handicappata – qual è – col peggior taglio di capelli d’America e quel look cheapettone rock che una non dovrebbe mai sfoggiare (nemmeno a 16 anni e nemmeno per fiction); il gioco delle coppie fuori e dentro il set; le limousine; le fregnacce; il culone di Hillary Duff (Hillary Duff!!??); e il costumista, che credo si faccia di speed ma a cui va di sicuro riconosciuto il merito di aver incollato allo schermo milioni di persone con le sue scelte più o meno discutibili (ma sicuramente interessanti da un punto di vista prettamente scientifico). Fuori dal set…una noia. Molto rumore per nulla direi, ma se Terry Richardson ha fotografato il cast al completo per il servizio di copertina di ‘Rolling Stones’ USA e ‘Arena Homme’ ha messo Ed Westwick in copertina forse un motivo ci sarà (probabilmente solo che Ed Westwick è bono…)”.
(Ilaria Norsa, Gennaio 2010)
IL MESSAGGERO
I telefilm “evaporati” del pomeriggio
“In Italia si registra la lenta e progressiva eliminazione dei telefilm che per anni hanno riempito la programmazione pomeridiana delle reti generaliste: ora sono rimasti appannaggio solo di Italia 1 e di Raitre…”.
(Maurizio Costanzo, 09.02.2010)
CHIAMBRETTI NIGHT
Italians do it better
“Sono single e adoro l’uomo italiano. Ti fa sentire veramente donna!”.
(Sofia Milos, 22.01.2010)
TV OGGI
Italians cook it better
“Dell’Italia penso tutto il bene possibile, la porto nel cuore, ci vengo spessissimo. E devo far attenzione alla linea: si mangia troppo bene. Mia madre è italiana. Mio padre, purtroppo scomparso, era irlandese. Il mio sangue è tutto europeo. Amo Roma: in particolare la Fontana di Trevi, la trovo elegante, fantastica. E poi ho ricordi bellissimi di Raoul Bova, con il quale ho girato ‘Sotto il sole della Toscana’…”.
(Kate Walsh, 17.02.2010)
GRAZIA
La stranezza di “Warehouse 13”
“’Warehouse 13’ rispetta le regole del telefilm investigativo e ci aggiunge un pizzico di stranezza in più. Vorrebbe sembrare ‘X-Files’ ma finisce per assomigliare a ‘Alla ricerca dell’arca perduta’, cosa che in fondo gli giova parecchio”.
(Marta De Cinti, 15.02.2010)
VARIETY
“Spartacus” e i “300” cloni
“Probabilmente il titolo di ‘Spartacus’ è stato scelto dopo aver vagliato, legalmente, che chiamarlo ‘300’ o ‘Il Gladiatore’ non sarebbe stato intelligente. Tuttavia il richiamo è evidente e il taglio e la visuale dark è quella di ‘300’, anche se – a parte lo spargimento diffuso di sangue – il paragone risulta nocivo. Alla fine, sembra che l’unico sopravvissuto si erga e urli con tutto l’orgoglio che ha in gola: ‘Non sono Spartacus! Vi prego, non confondetemi con Spartacus!’”.
(Brian Lowry, 27.01.2010)
IL GIORNALE
Tra House e Cameron, da chi vi fareste curare?
Vorreste essere curati dal Dr. House? Cioè da un genio a tutti gli effetti, il quale però teorizza l’inutilità di incontrarvi, tanto basta il metodo analitico supportato da un numero consistente di test, e quando decide di incontrarvi è solo per smascherare le vostre eventuali menzogne? O preferite la dottoressa Cameron, ex apprendista del Dr. House, che ha scelto il pronto soccorso e la pratica clinica, privilegiando il contatto col paziente? Meglio un approccio tutto scientifico o umanistico alla medicina? Giorgio Israel, docente di Storia della Matematica presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma, non ha dubbi e infatti ha scritto ‘Per una medicina umanistica. Apologia di una medicina che curi i malati come persone’ (Lindau). Scelta di campo chiarissima, anche se l’autore non rifiuta in toto l’approccio di House…”.
(Alessandro Gnocchi, 12.02.2010)
“Lost”, una serie a tela di ragno
“Riassunto delle stagioni precedenti: «Un aereo cade su un' isola all'apparenza deserta e i sopravvissuti scoprono che non è abbandonata come sembra, ma che un tempo era il centro di un progetto scientifico denominato Dharma. Gli scienziati legati a questa iniziativa sono stati uccisi dai nativi che si sono impossessati dei loro centri di ricerca. A causa di una misteriosa forza elettromagnetica l'isola si può muovere nel tempo e nello spazio: è stato proprio questo campo magnetico a causare lo schianto dell' aereo. Alcuni tra i sopravvissuti riescono a lasciare l'isola...». Forse è meglio smetterla qui con il riassunto, perché - questo il principio fondamentale di «Lost» - è impossibile riassumere. La sesta stagione della serie più temeraria della storia della tv ripropone i suoi capisaldi teorici sotto forma di sistema narrativo. «Lost» sembra infatti fondarsi su una scrittura circolare, a tela di ragno («Il tempo stesso sembra essere un circolo», Aristotele): le situazioni si ripropongono, i protagonisti ripetono più volte il viaggio, le storie si offrono non solo a più livelli di riscrittura, ma come se fossero riflesse in uno specchio. «Lost» sembra contraddire la linearità del tempo, il pensiero sequenziale basato sul rapporto causa ed effetto. Com'è possibile che una figura misteriosa (Titus Welliver) abbia potuto assumere le sembianze di Locke (Terry O' Quinn), defunto, per convincere così Ben (Micheal Emerson) a uccidere Jacob (Mark Pellegrino)? E perché scopriamo solo ora che Jack (Matthew Fox) ha perso la bara del padre sul famoso volo Oceanic 815? E le figure del flashback e del flashforward sono semplici strumenti della retorica o della redenzione? Il naufragio è un episodio occasionale o è la nostra vera condizione di vita? «Lost» non spiega nulla, complica tutto, in hd”.
(Aldo Grasso, 12.02.2010)
PIG MAGAZINE
“Gossip Girl”, molto rumore per nulla
“La questione certo è spinosa: non sono cose da prendere alla leggera. Ci ho riflettuto lungamente, mi sono consultata con degli specialisti e ho analizzato ogni singola sfaccettatura di quest’insidioso argomento. Le componenti sono molte ed è facile farsi confondere dal potpourri di cose accettabili e turpitudini immonde…i disgustosi cerchietti di Blair o le sue Louboutin; le prodigiose espressioni alla Chuck Bass, i suoi inquietanti pulloverini a rombi e la mitica sciarpetta della prima serie andata a ruba in tutti gli States (e questo miei cari è significativo); gli irritanti outfit sciattoni-bohemienne-sienna-ma-vorrei-kate-che-palle-sparati-con-quella-cravatta-molle-al-collo-sei-una-sfigata della Serena prima serie che nella seconda si trasforma in bomba del sesso tutta strizzata in tubini Herve Leger; la verosimiglianza delle mise impeccabili da Upper East Side di Lily Bass, con tanto di Kelly e collane Van Cleef; quella monnezza di Vanessa; l’insopportabile piccola Jenny conciata fuori e dentro il set come un’handicappata – qual è – col peggior taglio di capelli d’America e quel look cheapettone rock che una non dovrebbe mai sfoggiare (nemmeno a 16 anni e nemmeno per fiction); il gioco delle coppie fuori e dentro il set; le limousine; le fregnacce; il culone di Hillary Duff (Hillary Duff!!??); e il costumista, che credo si faccia di speed ma a cui va di sicuro riconosciuto il merito di aver incollato allo schermo milioni di persone con le sue scelte più o meno discutibili (ma sicuramente interessanti da un punto di vista prettamente scientifico). Fuori dal set…una noia. Molto rumore per nulla direi, ma se Terry Richardson ha fotografato il cast al completo per il servizio di copertina di ‘Rolling Stones’ USA e ‘Arena Homme’ ha messo Ed Westwick in copertina forse un motivo ci sarà (probabilmente solo che Ed Westwick è bono…)”.
(Ilaria Norsa, Gennaio 2010)
IL MESSAGGERO
I telefilm “evaporati” del pomeriggio
“In Italia si registra la lenta e progressiva eliminazione dei telefilm che per anni hanno riempito la programmazione pomeridiana delle reti generaliste: ora sono rimasti appannaggio solo di Italia 1 e di Raitre…”.
(Maurizio Costanzo, 09.02.2010)
CHIAMBRETTI NIGHT
Italians do it better
“Sono single e adoro l’uomo italiano. Ti fa sentire veramente donna!”.
(Sofia Milos, 22.01.2010)
TV OGGI
Italians cook it better
“Dell’Italia penso tutto il bene possibile, la porto nel cuore, ci vengo spessissimo. E devo far attenzione alla linea: si mangia troppo bene. Mia madre è italiana. Mio padre, purtroppo scomparso, era irlandese. Il mio sangue è tutto europeo. Amo Roma: in particolare la Fontana di Trevi, la trovo elegante, fantastica. E poi ho ricordi bellissimi di Raoul Bova, con il quale ho girato ‘Sotto il sole della Toscana’…”.
(Kate Walsh, 17.02.2010)
GRAZIA
La stranezza di “Warehouse 13”
“’Warehouse 13’ rispetta le regole del telefilm investigativo e ci aggiunge un pizzico di stranezza in più. Vorrebbe sembrare ‘X-Files’ ma finisce per assomigliare a ‘Alla ricerca dell’arca perduta’, cosa che in fondo gli giova parecchio”.
(Marta De Cinti, 15.02.2010)
VARIETY
“Spartacus” e i “300” cloni
“Probabilmente il titolo di ‘Spartacus’ è stato scelto dopo aver vagliato, legalmente, che chiamarlo ‘300’ o ‘Il Gladiatore’ non sarebbe stato intelligente. Tuttavia il richiamo è evidente e il taglio e la visuale dark è quella di ‘300’, anche se – a parte lo spargimento diffuso di sangue – il paragone risulta nocivo. Alla fine, sembra che l’unico sopravvissuto si erga e urli con tutto l’orgoglio che ha in gola: ‘Non sono Spartacus! Vi prego, non confondetemi con Spartacus!’”.
(Brian Lowry, 27.01.2010)
IL GIORNALE
Tra House e Cameron, da chi vi fareste curare?
Vorreste essere curati dal Dr. House? Cioè da un genio a tutti gli effetti, il quale però teorizza l’inutilità di incontrarvi, tanto basta il metodo analitico supportato da un numero consistente di test, e quando decide di incontrarvi è solo per smascherare le vostre eventuali menzogne? O preferite la dottoressa Cameron, ex apprendista del Dr. House, che ha scelto il pronto soccorso e la pratica clinica, privilegiando il contatto col paziente? Meglio un approccio tutto scientifico o umanistico alla medicina? Giorgio Israel, docente di Storia della Matematica presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma, non ha dubbi e infatti ha scritto ‘Per una medicina umanistica. Apologia di una medicina che curi i malati come persone’ (Lindau). Scelta di campo chiarissima, anche se l’autore non rifiuta in toto l’approccio di House…”.
(Alessandro Gnocchi, 12.02.2010)
mercoledì 17 febbraio 2010
NEWS - Anteprima, Lucy Lawless esce di "Xena" in "Spartacus"Lucy Lawless esce di "Xena" in "Spartacus", già etichettato come il nuovo "Roma" (anche per via del budget), in onda su Starz. Nel serial la Lawless interpreta Lucrezia e si ricongiunge con il produttore esecutivo Sam Raimi, che la volle protagonista di "Xena, Principessa Guerriera" (1995).
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