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mercoledì 9 ottobre 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
"Extravergine", finalmente si ride con una serie italiana originale (mica come lo sciatto "Romolo+Giuly"...)
"Correva l'anno 2011. Alla Festa di Roma (allora Festival, per chi tiene alla nomenclatura) arrivò "Hysteria" di Tanya Wexler, una romantica commedia sull'invenzione del vibratore. In sintesi: i dottori vittoriani erano stanchi di curare manualmente le pazienti isteriche che arrivavano in sala d'attesa irritabili e malinconiche, e dopo il trattamento ripartivano con la faccia da "voglio anch'io quel che ha ordinato la signora". Fu così che Joseph Mortimer Granville inventb il suo prototipo vibrante, battezzandolo "Martello di Granville". Per l'occasione, all'anteprima del film, le signore ebbero in dono un vibratore di plastica rosa grande come un rossetto, con testine intercambiabili. "Extravergine" —da stasera su Fox e Fox Life, in prima serata — sfodera i suoi. Parliamo sempre di giocattoli che vibrano. Paperelle bondage, diavoletti, delfini, e su tutto un candelotto che sbuca da due piani di torta rosa confetto, con bordure color panna. Escono già carichi da uno scatolone, nella redazione di "Audrey": testata molto cool dove ogni mattina Dafne arriva dopo aver legato con multiple catene la bicicletta. Siamo a Milano, tra i nuovi grattacieli dove "friggere è vietato dal regolamento condominiale" (copyright Fausto Brizzi in "Poveri ma ricchi", una delle poche battute che nel film faceva ridere) e le case di ringhiera: luoghi e problemi che ai romani sfuggono. La ragazza recensisce libri, quindi si trova al punto più basso della catena alimentare: 646 follower, l'anticamera del licenziamento. Le paperelle e le torte vibranti arrivano dopo che Dafne mascherata da Marge Simpson ha fatto acrobazie erotiche in bagno, e il video è diventato virale, con l'hashtag #hotmarge. Non era lei, ma che importa quando invece di licenziarti ti offrono un sostanzioso aumento di stipendio e una nuova rubrica sul sesso? Anzi, scusate, l'incarico da Sex Columnist, che suona meglio e allontana il sospetto che si tratti di consigli destinati alle casalinghe di provincia. C'è un solo problema: la trentenne Dafne è vergine, a dispetto di una madre che per il difettuccio non si dà pace. I vibratori li fa provare a un'amica, che consiglia sopra ogni cosa il delfino (voto 15 su 10, molto ben messo tra il sommozzatore con tanto di pinne che si dava da fare in un film di Pedro Almodovar, e al coniglietto di "Sex and the City"). Diciamo commedia, e pensiamo alle battute. Ma la regista di "Extravergine" si chiama Roberta Torre, visionaria e fantasiosa nel mafia-musical "Tano da morire" e nel più recente "Riccardo va all'inferno" (uno Shakespeare tra malavita e ospedali psichiatrici, sempre in musica e con Massimo Ranieri). E finalmente abbiamo una serie comica italiana tutta da guardare, attenta ai dettagli, alle luci, ai colori, alla recitazione tra il tenero e il grottesco, alla colonna sonora, perfino agli stacchi tra una scena e l'altra, rosa che più rosa non si può, con bicchieri di latte o ghiaccioli-sirenetta. La vergine Lodovica Comello è bravissima come il resto del cast, e possiamo rifarci gli occhi rovinati da sciatteria e immagini miserelle (pensate a "Romolo+Giuly", per fare un esempio che rimanda agli sketch anni 80). "Cinderella nel regno del sesso" era il titolo di un vecchio film ("scritto da Charles Perrault", osavano i titoli di testa, spudorati a loro modo). Tanto vecchio che il pomo lo si andava ancora a vedere al cinema. In "Extravergine" abbiamo un'Alice nel paese del sesso (che sarà mai quella tana, giù a rincorrere il Bianconiglio, avete mai fatto mente locale?). 0 forse un'Amélie nello stesso fantastico mondo — da una capace di indugiare sulla crosticina frantumata della crème brûlée possiamo aspettarci altre cose stuzzicanti. Attorno a Dafne, la coinquilina in cerca del fidanzato perfetto, disposta a investire parecchio nell'impresa. Scarponi e sci per il montanaro, per esempio, che poi la tradisce lasciandole la pesante attrezzatura ("Come osa tradire me, che so truccarmi nel sonno, mi doveva avvertire prima, così mi organizzavo"). Lavora nel settore eticosociale-umanitario, perché "l'Africa ha bisogno di una nuova narrazione". C'è una madre impicciona, che compare sullo sfondo come ologramma, tra bolle di sapone e altro rosa, stavolta psichedelico e tendente al fucsia. Ci sono i redattori della rivista, che paiono personaggi da fumetto ma ahimè non lo sono troppo — e non ci stupiremmo se davvero qualcuno mettesse in lista la #quinoia, un mix di soia e quinoa. Il direttore sbircia dal suo stanzino, dietro le tapparelle da vecchio film americano, quando i giornalisti avevano il cappello e non riuscivano mai a centrare l'attaccapanni. Sullo schermo piovono hashtag. Entra l'uomo dei sogni, professione fotografo, che accompagna Dafne al gruppo di supporto per maniaci sessuali, dove trovare materiale per il primo articolo. Poi lui le chiede a bruciapelo: "Qual è il tuo libro preferito?", e lei sta per arrossire davvero, mentre era rimasta fredda e impavida davanti alle confessioni a luci rosse". (Mariarosa Mancuso)

lunedì 16 settembre 2019

NEWS - Africa über alles! La rivoluzione femminile del continente africano diventa serial

Articolo tratto da "La Stampa"
La rivoluzione femminile in Africa occidentale passa anche dalle serie tv. Dal Senegal alla Nigeria sono sempre di più le produzioni che vedono protagoniste donne emancipate, indipendenti e libere di affrontare tematiche vietate fino ad oggi come la sessualità femminile. Storie alla Sex and the City in salsa africana, capaci di ribaltare dinamiche secolari di società a maggioranza musulmana fondate sul patriarcato. Tra tradimenti e colpi di fulmine c'è spazio anche per temi profondi e delicati, dato che, in questa zona d'Africa, le donne sono spesso vittime indifese. Dalle violenze sessuali, alla poligamia, agli abusi domestici. Situazioni frequenti per milioni di donne costrette a subire la supremazia di genere a volte tutelata anche dalle leggi dello Stato. Un movimento che sta incollando agli schermi di w e smartphone, per chi assiste su YouTube, milioni di adolescenti africane e che sta destabilizzando le autorità statali garanti del pubblico decoro. In Senegal, uno dei Paesi più progressivi dell'Africa occidentale, il Consiglio Nazionale che regola le trasmissioni televisive (CNRA), ha minacciato di oscurare la diffusione della serie Maitresse d'un homme marié (L'amante di un uomo sposato), i cui contenuti sono ritenuti «una minaccia alla preservazione della cultura e dell'identità nazionale». La serie, in onda due volte a settimana sia su Youtube che sul canale senegalese privato 2STV, è stata scritta da una ex giornalista televisiva, Kalista Sy, e racconta le vicende sentimentali di quattro donne che lavorano in un'impresa edilizia alle porte della capitale Dakar. La protagonista del feuilleton, Marème Dial, intraprende una relazione extra coniugale con Cheikh, un uomo sposato con Lalla, archetipo della sposa tradizionale. «Ero stanca di vedere personaggi femminili ideati da uomini o stranieri - ha detto l'autrice Kalista Sy in un'intervista al New York Times - in Senegal è arrivato il momento di mostrare le donne per quello che sono senza nascondere pregi e difetti». Anche in Ghana, nella fiorente industria cinematografica di Gollywood, grazie all'entrata in scena di numerose registe donne, l'immagine femminile è stata ribaltata. Non più personaggi deboli,o passivi, ma pieni di forza ed autonomia. E il caso di Scorned (Respinta), uno dei film più emblematici di questa rivoluzione culturale, in cui una casalinga tradita, si vendica del marito fino a diventare un'eroina. In Nigeria, la più sviluppata industria cinematografica del Continente e seconda al mondo per numero di film prodotti, stanno emergendo sempre più serie e film in cui si affronta anche il tema dell'omosessualità femminile, pratica condannata per legge nellamaggior parte degli Stati africani di fede musulmana. Anche Netflix, il gigante americano dello streaming online, arrivato in Africa solo nel 2016 e che, con grande difficoltà sta provando a recuperare il terreno perso, ha deciso di puntare su produzioni al femminile.

martedì 9 luglio 2019

GOSSIP - "Sex and the City mi ha salvato la vita!": Kristin Davis fuori dall'alcol grazie alla recitazione

News tratta da "Tgcom 24"
"Grazie a Dio sono viva, sono un'ex alcolista, recitare mi ha salvato". Kristin Davis, famosa per il ruolo di Charlotte in "Sex and the City", esce allo scoperto e racconta il dramma che ha vissuto da giovane. Intervistata al podcast "Origin with James Andrew Miller", l'attrice - che recentemente si è schierata contro Trump - ha raccontato che da giovane alzava il gomito per sentirsi più sicura. Poi è arrivata la serie cult e le cose sono cambiate... "Recitare è l'unica cosa che mi ha spronato ad essere sobria -  prosegue - Non mi sentivo importante, non credevo che sarei arrivata ai 30 anni... ho iniziato a bere molto giovane in California dove vivevo e per fortuna ho smesso quando ero ancora giovane,  prima di ogni conseguenza". Charlotte confessa di essere stata una ragazzina molto timida: "Sentivo di aver bisogno di un qualche aiuto e così ho iniziato a bere". Poi però è arrivata la passione della sua vita, la recitazione, e il successo: "Mi presentavo a lezione dopo una sbornia e ho capito che dovevo fare una scelta. Ed eccomi qui".

lunedì 26 novembre 2018

NEWS - Clamoroso al Cibali! Ecco perché: 1) il sesso nelle serie tv non sarà più lo stesso 2) HBO non sarà più la stessa 3) i tempi di produzione seriali non saranno più gli stessi (forse)
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mercoledì 31 ottobre 2018

giovedì 20 settembre 2018

SGUARDO FETISH - Fuori come un balcone(tte)! Sarah Jessica Parker esce di seno per "Intimissimi" (e per soldi) in stile "Sex and the City": ossia la classe di Carrie Bradshaw trasformata nell'esibizionismo di Samantha Jones. E' l'era di Chiara Ferragni, bellezza!

venerdì 14 settembre 2018

NEWS - Nixon, datti al Netflix! L'ex interprete di Miranda in "Sex and the City" doppiata da Cuomo nelle primarie democratiche 

News tratta dal "Corriere della Sera"
Non ce l’ha fatta l’attrice di «Sex and the City» Cynthia Nixon a detronizzare il potentissimo governatore di New York Andrew Cuomo, 60 anni, che ha vinto con scioltezza le primarie democratiche con il 66% dei voti contro i l 34% ottenuti dalla sua sfidante. Cuomo, che è in carica dal 2011, sarà quasi certamente rieletto il prossimo 6 novembre quando correrà contro il repubblicano Marc Molinaro. L’attrice, 52 anni, universalmente conosciuta per aver impersonato la algida e sofisticata Miranda Hobbes nella famosa serie tv , si era candidata nelle primarie democratiche lo scorso marzo con una clip di un minuto e 45 secondi. Nel video annunciava che «New York deve tornare a muoversi e a guidare la riscossa contro Donald Trump». Apertamente bisessuale e politicamente vicina a Bernie Sanders Nixon aveva sperato di riuscire a sfruttare l’ondata «anti establishment» che agita il partito democratico e che ha visto molti pezzi grossi soccombere alle primarie di fronte a sconosciuti candidati. Una carta giocata dallo stesso Trump per vincere le presidenziali quella di rendere l’inesperienza il punto di forza della proposta politica. Questa volta, però, l’impresa non è riuscita. La campagna elettorale è stata aspra. Cuomo non ha sottovalutato l’avversaria e ha investito quasi 25 milioni di dollari in spot, manifesti pubblicitari e volantinaggio porta a porta. Non sono mancati i colpi bassi. Il governatore ha volutamente evitato di citare Nixon nei suoi discorsi sottolineando l’importanza di avere al comando dello Stato di New York qualcuno con grande esperienza soprattutto quando alla Casa Bianca c’è un repubblicano ostile.

martedì 7 agosto 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
In "Paris Etc." freschezza da Nouvelle Vague
"In «Paris Etc.», la serie tv dramedy al femminile in 12 episodi, c'è freschezza drammaturgica, una caratteristica di molti film francesi, fin dai tempi della Nouvelle Vague: la commedia non prevarica mai sull'esprit de finesse, così come il sociale non determina mai i destini delle protagoniste. La serie, visibile su TimVision, racconta le storie intrecciate di cinque donne parigine molto differenti tra di loro — sia come retroterra culturale che per età e periodo della propria vita — nel corso di un'intera stagione, da settembre con l'inizio del nuovo anno scolastico, fino al tanto atteso periodo natalizio. «Paris Etc.» ricostruisce le loro storie di amore, di fantasie, di nevrosi, seguendole tra risate, pianti, bevute, tra la voglia di crescere e la paura di invecchiare. Le storie sono contrappuntate da inserti in bianco e nero, come se il passato fosse un momento di condivisione conservato nelle teche. Ogni protagonista ha la sua storia, ma qualcosa le accomuna: rapporti di coppia discretamente complicati, figli problematici e una Parigi che ambisce essere la sesta protagonista (un po' come New York lo era per «Sex and the City»). «Parigi è per le macchine, basta con `ste biciclette», sostiene una parisienne. Mentre la voce fuori campo di una radio spiega, appunto, come la donna parigina sia il simbolo di un fascino indiscusso, un'icona di sensualità, Marianne, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, e il «compagno» Fred vengono sorpresi dal figlio Colin di 9 anni, mentre stanno facendo l'amore. E la ventenne Allison (Lou Roy-Lecollinet), arrivata a Parigi da Alsace per specializzarsi nel mondo culinario con uno stage nelle cucine di un luxury hotel, confessa che i suoi genitori hanno votato per il Front National. E Nora (Noidra Ayadi), traduttrice e interprete di origine tunisina, si trova in un periodo non semplice, tra i problemi dei figli e le discussioni con il partner Julien". (Aldo Grasso)

lunedì 11 giugno 2018

venerdì 8 giugno 2018

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Vent'anni di "Sex and the City": ma è ancora vivo il suo mito? Ha retto al passare di due decenni?

Articolo tratto da "La Stampa"
"La domanda più scomoda quando si tratta di prodotti di intrattenimento: ha retto il passare del tempo? Ha lasciato in eredità qualcosa in più dell'aver reso famosi marchi come Manolo Blahnik e Christian Louboutin? Il 6 giugno si sono compiuti 20 anni esatti dalla messa in onda di Sex and The City, la serie che ha raccontato per la prima volta quanto fosse normale per le donne trentenni rimanere single, pensare alla carriera, uscire con le amiche, godersi anni di sano divertimento e di sesso spensierato. Vibratori, incontri a tre, romanticismo, matrimonio, amicizia, cancro al seno, infertilità: non c'è argomento che le quattro protagoniste - Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte - non abbiano affrontato, dettando toni e argomenti che avrebbero occupato gran parte della televisione femminile del futuro. E non c'è dubbio che la serie abbia raccontato le tendenze (non solo sessuali) con un occhio così puntuale per i gusti veloci dei newyorkesi da sembrare profetico: il Meatpacking quartiere in ascesa, la fuga della classe media a Brooklyn, Pastis e Balthazar ristoranti di riferimento.
Un'epoca che non esiste più Sex and The City ha raccontato meglio di chiunque altro un'epoca. Il problema è che quell'epoca non esiste più. Per le femministe di oggi lo show è troppo consumistico (in una famosa puntata Carrie calcola che la sua collezione di scarpe vale 40 mila dollari, il deposito per il mutuo del suo appartamento) e troppo legato a valori effimeri che stonano con la società in crisi in cui viviamo. È anche molto, troppo bianco: a parte l'apparizione di un medico afro americano, fidanzato brevemente con Miranda, c'è una drammatica mancanza di diversità. La stessa Sarah Jessica Parker - oltre che protagonista, produttore esecutivo per tutte e sei le stagioni - in una recente intervista ha ammesso che, oggi, una delle quattro dovrebbe essere per forza afro americana. Cynthia Nixon, che nello show interpreta l'avvocato Miranda, la più femminista delle quattro, e che oggi è candidata al ruolo di Governatore di New York, ha ammesso di essere stata disturbata dal troppo consumismo: «Quando ho rivisto la scena in cui Mr Big fa costruire una gigantesca cabina armadio per fare felice Carrie mi sono chiesta se sia questo il messaggio che vogliamo trasmettere». Persino Candace Bushnell, la giornalista autrice della column da cui è tratta la serie, in un'intervista al Guardian ha dichiarato: «Nella vita reale Carrie e Big non sarebbero tornati insieme». Un sentimento condiviso da quelle fan che nel matrimonio finale hanno visto tradite le premesse iniziali: sei stagioni a dire che alle donne non servono gli uomini per essere felici e realizzate per poi finire con la più disneyana delle favole? A dispetto di queste dissonanze, è però vero che Sex and The City gode ancora di un successo clamoroso, testimoniato all'interesse per un possibile terzo film (i primi due hanno incassato rispettivamente 415 e 294 milioni) e per il numero di account Instagram dedicati alla serie, alle sue frasi famose, agli abiti delle protagoniste, e seguiti da centinaia di migliaia di follower. In uno dei più seguiti le frasi delle protagoniste vengono analizzate secondo la iper sensibilità odierna per cui quando Carrie dice di indossare una collana d'oro «come una del ghetto» le si commenta ironicamente che è una frase che non tiene conto dei suoi privilegi di donna bianca. La fashion editor che lo gestisce, Chelsea Fairless, dice: «È vero, lo show è troppo bianco, troppo materialistico e non abbastanza serio, ma sono stanca anche solo a pensare allo sforzo che mi ci vorrebbe per boicottarlo, e preferisco usare quelle energie per combattere il patriarcato». (Simona Siri)

mercoledì 9 maggio 2018

GOSSIP - Wed and the City! Sarah Jessica Parker diventa stilista per le future spose (nella speranza che trovino il loro Mr. Big e non le induca al..."Divorce")!
Actress turned designer Sarah Jessica Parker teams up with Gilt on an exclusive bridal collection. The SJP by Sarah Jessica Parker line offers up ten pieces ranging from bodysuits to dresses and skirts. Available in white, pink, blue, red and black, prices start at $295 and go up to $2,395. Beading, feathers, bow accents and pleating decorate the elegant designs. See some of our picks from the collaboration below, and shop more at Gilt.com.

martedì 20 marzo 2018

NEWS - Da "Sex and the City" alla Casa Bianca? La Stanza Ovale potrebbe ospitare prossimamente ancora Nixon (Cynthia, stavolta) 

News tratta da "La Stampa"
Cynthia Nixon, l'attrice premio Emmy che nella parte di Miranda Hobbs ha recitato accanto a Sarah Jessica Parker nel serial Sex and the City, sta «esplorando» la possibilità di sfidare il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo nelle primarie democratiche di settembre. Celebre anche per aver fatto coming-out, la Nixon ha avviato contatti con strateghi democratici, un segnale che lascia intendere la decisione imminente di buttarsi nella mischia. Se eletta nelle elezioni di novembre, Cynthia sarebbe la prima donna e la prima persona gay a diventare governatore di New York. Da tempo impegnata sul fronte della scuola, Nixon ha cominciato a interessarsi dei trasporti pubblici che per Cuomo sono un tallone d'Achille, vista la crisi della metropolitana di New York. «Molti newyorchesi incoraggiano Cynthia a candidarsi e lei sta esplorando la sostenibilità della decisione», ha detto la portavoce Rebecca Capellan.

mercoledì 14 febbraio 2018

GOSSIP - Tacchi in fronte! La saga d'odio post "Sex and the City" continua: la Cattrall accetta le condoglianze di Cynthia Nixon dopo aver sfanculato quelle di Sarah Jessica Parker
Kim Cattrall responded to Cynthia Nixon in a very different way than she responded to Sarah Jessica ParkerEarlier this month, Kim‘s brother suddenly passed away and two of her former Sex and the City co-stars, Cynthia and Sarah Jessica wrote comments on Kim‘s Instagram post, expressing condolences.
“Hey Kim, such awful news. So sorry to hear. Sending you love. XO,” Cynthia wrote. Sarah Jessica posted, “Dearest Kim, my love and condolences to you and yours and Godspeed to your beloved brother. Xx.”
Later, Kim thanked Sarah Jessica and Cynthia publicly for their kind words, but then suddenly, Kim lashed out at SJP for “exploiting” her family’s tragedy.
According to Us WeeklyKim wrote in response to Cynthia‘s comment, “Cynthia, hearing your voice meant so much to me. Thank you for reading out. Love Kim.” It appears as of right now, Kim has decided to prohibit commenting on her Instagram posts, so we cannot verify that Kim left the comment at this time.

domenica 11 febbraio 2018

GOSSIP - Volano stracci (firmati) tra le attrici, sul serial! Dopo gli sfanculamenti tra Rose McGowan-Alyssa Milano di "Streghe" e Annalynne McCord-Shenae Grimes di "90210", tocca a Kim Catrall-Sarah Jessica Parker di "Sex and the City". Al motto di #theytoo...?
Kim Cattrall is not interested in Sarah Jessica Parker‘s support. The Sex & The City actress posted a very direct message to her former co-star on her Instagram on Saturday morning (February 10). “My Mom asked me today ‘When will that @sarahjessicaparker, that hypocrite, leave you alone?’ Your continuous reaching out is a painful reminder of how cruel you really were then and now. Let me make this VERY clear. (If I haven’t already) You are not my family. You are not my friend. So I’m writing to tell you one last time to stop exploiting our tragedy in order to restore your ‘nice girl’ persona,” she wrote. Kim recently lost her brother, ChrisShe also included a link to a New York Post article in her post. See the post below.

venerdì 8 dicembre 2017

NEWS - Achtung, compagni! Domenica 10 dicembre una valanga di gadget, cimeli e memorabilia seriali al "Bagagliaio" di Milano (Novegro). Padiglione C, Posto 35. Imperdibile: pezzi unici, occasione unica!
Domenica 10 dicembre c'è un'occasione unica e irripetibile per tutti gli amanti delle serie tv. Al "Bagagliaio" di Milano (Parco Esposizioni di Novegro) c'è una svendita di gadget, cimeli e memorabilia seriali da collezione cult.
Siete fan di "Game Of Thrones", "Breaking Bad", "The Walking Dead", "The Vampire Diaries", "Pretty Little Liars", "The Big Bang Theory", "Doctor Who", "Sex and the City", "Lost", "Blindspot", ""Downton Abbey", "Sons of Anarchy", "Buffy", "Battlestar Galactica", "Desperate Housewives", "Gotham", "Dexter"...e in generale delle serie tv? Bene, allora correte! Troverete pane per i vostri denti affamati! Gadget, cimeli, memorabilia delle vostre serie tv preferite. L'apertura cancelli è dalle ore 8.30 (costo ingresso: 3 euro). Be there!

giovedì 5 ottobre 2017

GOSSIP - C'eravamo tante odiate! Kim Cattrall tira fuori la sincerità di Samantha e rivela i veri motivi del rifiuto di fare il terzo film di "Sex and the City": "tra noi attrici, dopo la serie tv, è diventata una relazione tossica, nessuna si è fatta mai sentire". RIP Carrie... 
More details from Kim Cattrall‘s interview with Piers Morgan about her Sex and the City co-stars have been revealed. If you missed it, it all started when rumors spread that Kim was being extremely demanding over the possibility of doing a third Sex and the City film. It was then revealed that a third movie was not going to happen and the show’s star, Sarah Jessica Parker, said she was disappointed by the news. In her interview with Piers, Kim slammed Sarah Jessica, and now she’s opening up even more about her side of the story with regards to co-stars Cynthia Nixon, Kristin Davis, and Sarah Jessica.
“I’ve moved on, this is what my sixties are about, they’re about me making decisions for me not my career, for me. And that feels frickin fantastic,” Kim said. “But everything comes to an end and in closing one door another door opens and that door has been waiting for a long time.”
“And that’s another thing that’s really disappointing is that nobody ever picks up the phone and tries to contact you and say, ‘how you doing?’ That would have been the way to handle it,” Kim added. “And usually what happens in a healthy relationship is that someone, or a transaction for a job in my business, is that someone says, ‘are you available?’ and you say ‘yes’ and here’s the job and you say ‘yes but thank you very much but I’m sort of over here right now but thank you very much’ and that person turns to you and they say ‘that’s great, good luck to you, I wish you the best.’ That’s not what happened here, this is, it feels like a toxic relationship.”
“They all have children and I am ten years older and since specifically the series ended I have been spending most of my time outside of New York so I don’t see them,” Kim continued. “The common ground that we had was the series and the series is over.”

lunedì 2 ottobre 2017

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Non c'è tre dopo il due. Il terzo film di "Sex and the City" non si farà...(grazie a Kim Cattrall)
A third Sex & the City movie is no longer on the table – and Kim Cattrall is the reason. The movie, which was greenlit by Warner Bros. and due to go into pre-production this month, has been shelved due to Kim‘s demands, according to DailyMailTVSarah Jessica Parker confirmed the cancellation in an interview with Extra on Thursday (September 28): ““It’s over…we’re not doing it. I’m disappointed. We had this beautiful, funny, heartbreaking, joyful, very relatable script and story. It’s not just disappointing that we don’t get to tell the story and have that experience, but more so for that audience that has been so vocal in wanting another movie.”
According to the report, Kim demanded that they produce other movies she was developing or she wouldn’t sign for the project. Warner Bros. refused, and so production was canceled. SarahKristin Davis and Cynthia Nixon were all reportedly on board to film the now-scrapped movie.

mercoledì 6 settembre 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
"The Bold Type", tra "Desperate Housewives" e "Sex and the City" nell'era social
"Problema: come sottoporre a stalking l'ex fidanzato che non sta su Facebook né su altri social media? Segue inchiesta, affidata a una giornalista di Scarlet appena promossa (ha appunto un ex fidanzato non reperibile online, gli articoli vengono meglio con un po' di vita vissuta). La testata è di fantasia, la direttrice no: fuori dalla tv si chiama Joanna Coles, ex direttrice di Cosmopolitan ora nel board di Snapchat. Figura anche tra i produttori della serie "The Bold Type" (sulla tv via cavo Freeform, dieci episodi dall'11 luglio scorso). L'ha scritta Sarah Watson — di "Parenthood", in Italia andò sulle reti Mediaset — con un occhio di riguardo verso la signora. E anche verso Snapchat, viene subito chiarito che non serve solo a mandare scatti smutandati. Inutile aspettarsi "Il Diavolo veste Prada". In "The Bold Type", il magazine è diretto con polso fermo e cortesia, le isterie non hanno cittadinanza, i capricci neppure, le ragazze di talento sono promosse prima di chiederlo, tutti i maschi sono neri. Le prime venti idee — snocciolate il primo giorno del nuovo incarico — sono respinte. Ma tutte le altre sono accettate senza fatica, e tutti gli articoli molto complimentati. "Come sottoporre a stalking l'ex fidanzato che non sta sui social media" vale appunto come una delle idee premiate (il magazine in precedenza si è dichiarato femminista ma discreto, qualsiasi cosa significhi: qui serve per rassicurare un'artista lesbica e mussulmana a non ritirare l'intervista rilasciata). "Alla sua età non stare su Facebook è sospetto", recita la diagnosi, fatta con lo stesso tono con cui le amiche usavano mettere in guardia dai corteggiatori non ragazzini "che mai si erano sposati". Facciamo come le donne facevano nei decenni passati, suggerisce un genietto alla riunione di redazione. Parte il pedinamento, in macchina con l'autista del giornale patinato. Per fare, si faceva benissimo anche senza i social media. Lo certifica l'ultimo film di Francesca Comencini "Amori che non sanno stare al mondo", visto qualche giorno fa al Locarno Festival senza che nessuno avesse da obiettare al personaggio di Lucia Mascino. Una pazza del tipo già satireggiato da Franca Valeri nello sketch "non mi telefona, non mi rivolge la parola, quindi è perdutamente innamorato di me" (anche nella variante: "E' sparito, non riesce a dimenticarmi"). All'inizio sembra un cinismo raro nel cinema italiano, ma non dura: la buona è lei, il personaggio di lui si sono dimenticati di scriverlo. "The Bold Type" sta per "ragazze toste" (nel gergo tipografico sono i caratteri in grassetto). La giornalista Jane, la responsabile dei social media Kit, la perfetta assistente Sutton. Elegantissime e allegre mentre nel board siedono antipatici signori che si scandalizzano alla parola "punami" (sta per "pussy", lo dicono le ragazze asiatiche, era già la parola prediletta da Sacha Baron Cohen con la tuta gialla del suo doppio Ali G.). Già si sprecano i paragoni con "Sex and The City". Si capisce che la serie va venduta al meglio, ma siamo lontanissimi. Siamo invece nel pieno della "peak tv". Il dramma della televisione che dai "Soprano" in poi ha trascinato critici e pubblico. Si moltiplicano le piattaforme che richiedono prodotti sempre nuovi. Sciaguratamente il talento non cresce in proporzione — anche il passaggio dal cinema alla tv ha esaurito la sua forza propulsiva. "The Bold Type" audacemente imita la voce fuori campo delle "Desperate Housewives", ma resta prigioniero delle sue carinerie". (Mariarosa Mancuso)

domenica 16 aprile 2017

GOSSIP - Keep Calm and Carrie on. Sarah Jessica Parker su "Capitol File" rivela come si rilassa...
Sarah Jessica Parker is on the cover of Capitol File‘s new issue!
Here’s what the Divorce star had to share with the mag:
On how she unwinds: “I read a lot. I get in bed after all the little kids are hopefully content and tucked away and perhaps even asleep, and I watch television. But I also go to the theater a lot. And I take a subway there, which I love, because I can read the entire time. I love going to the theater and ballet by myself. I also love to be joined by friends.”
On working with HBO again: “It’s great to be home. It’s familiar, it’s the people you want to please most, it’s challenging, standards are high.”
On Divorce: “It’s so delightful to be back there and telling the story I want to tell and being supported and given the opportunity and the resources to do it and work with the extraordinary actors who I love, who I think are incredible and inspiring. It’s been a total thrill.”

martedì 28 marzo 2017

NEWS - Disney, allarme Netflix! Per combattere il crollo di ascolti dovuto alla concorrenza lancia la comedy-shock "Andi Mack", dove un'adolescente si confida con quella che crede sia sua sorella ma in realtà è sua madre

Articolo tratto da "Il Fatto Quotidiano"

Quando gli indici d'ascolto sono apparsi sullo schermo, Gary Marsh presidente mondiale di Disney Channel, ha fatto un salto sulla sedia. I dati Nielsen di qualche settimana fa indicavano un meno 18 per cento di spettatori tra i bambini dai 2 agli 11 anni rispetto al febbraio del 2016. Un crollo verticale, che racconta di una migrazione in massa dei nuovi teenager, sempre più precoci e sempre più in cerca di prodotti che possano rispecchiarli, verso canali come Netflix - giudicata assai più cool - oppure YouTube. Che Netflix faccia molta paura lo ha ammesso anche Robert A. Iger, amministratore delegato Disney, che durante l'ultima conferenza con gli analisti dell'industria ha ricondotto i bassi indici di ascolto alla proliferazione di canali sulla piattaforma streaming, ma soprattutto all'avvitamento su se stesso di Disney Channel. Per fortuna Gary Marsh ha un asso nella manica, che spera funzioni per invertire la tendenza. Si chiama "Andi Mack", è un comedy drama che esordirà il 7 aprile e la sua trama è decisamente lontana dalle tipiche sit come dei canali Disney, storie di adolescenti maghetti e variopinte famigliole, condite da demenziali risate di sottofondo. Qui, invece, la nonna di Andi - l'esordiente Peyton Elisabeth Lee, un'anticonformista teenager dai tratti asiatici, capelli corti e i denti un po' storti - ha fatto credere alla nipote che Bex sia la sua sorella grande, e non sua madre. Un segreto che tiene viva la suspense, come gli episodi di vita scolastica di Andi, estremamente veri, e le sue storie sentimentali, dove si affaccia, inevitabilmente, il sesso. Ma le novità stanno anche nel modo di girare: basta interni soffocanti e assurde camerette adolescenziali viola e rosa. Le scene sono girate soprattutto in esterno, per dare più spazio al mondo reale. La storia si sviluppa in un'intera stagione e i personaggi sono pensati per essere convincenti e autentici. La nascita di "Andi Mack" l'ha raccontata qualche giorno fa il New York Times. Era il 2015 e Gary Marsh, intuendo la catastrofe incombente, aveva convocato la sceneggiatrice Terri Minsky per un pranzo di lavoro. Già nel 2001 Minsky, autrice tra l'altro di numerosi episodi di "Sex and the City", aveva creato per Disney Channel la sitcom di successo "Lizzie McGuire", 2,3 milioni di spettatori per episodio. Questa volta, però, più di dieci anni dopo, la sfida era più grande, proprio perché i ragazzini, colpa di una pubertà sempre più precoce (age compression), sono radicalmente cambiati e sempre più affamati di autenticità. Così, a sostare di fronte a sit com Disney come "Best Friends Whenever", storia di due teenager che possono viaggiare nel tempo, o "Liv and Maddie", le gemelline una chic l'altra sportiva, sono sempre più bambini piccoli, mentre i teenager veri e propri si sono spostati su altri lidi. Per Disney la soluzione del problema non era facile: horror e sesso sono banditi, ma c'era la necessità, ha spiegato sempre al New York Times Gary Marsh, di "storie che contino, che abbiano a che fare con questioni complesse, che siano emozionanti, ragionate e lunghe, che colpiscano alla pancia". La trama di "Andi Mack", nata - spiega la Minsky - leggendo un articolo sulla vita di Jack Nicholson, che a quarant'anni ha scoperto che la donna che credeva sua sorella era invece sua madre, è una di quelle che può funzionare. Marsh ha sottolineato naturalmente, per rassicurare i genitori, che "Andi Mack" è stato scritto in modo rispettoso dell'età, grazie a consulenti del National Campaign to Prevent Teen and Unplanned Pregnancy. E Minsky ha puntualizzato: "Non spiegheremo certo come nascono i bambini, ma al tempo stesso non possiamo assicurare che il sesso non sarà sfiorato, perché parliamo di parecchie cose".
I commenti alla prima puntata - messa in onda sui canali web Disney e non - sembrano confermare che l'obiettivo del programma, quello di raccontare la "vita vera", è stato centrato. Per molti, però, la serie è giudicata troppo adulta per Disney Channel, mentre alcune mamme raccontano di frastornati bambini dai 6 ai 12 anni, "troppo grandi per Disney Junior com'era, non grandi abbastanza per questo prodotto". Ma allora cosa fare, dare ai ragazzini prematuri prodotti sempre più "adultizzati", magari ben fatti ma pur sempre troppo veri, o lasciarli annoiare davanti a fiction più infantili, banali ma innocue? Per un'azienda che vede gli indici d'ascolto andare in picchiata la soluzione è obbligata. Per i genitori che ogni giorno si trovano d i fronte a questo dilemma, purtroppo, un po' meno.

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