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giovedì 25 maggio 2017

NEWS - SOS, compagni! Tom Hardy di "Taboo" apre una raccolta fondi per le vittime del terrorismo "aberrante" di Manchester
Tom Hardy has reportedly set up a fundraising page after the explosions at the Manchester Arena on Monday (May 22) during the Ariana Grande concert. “What happened last night at the AG concert in Manchester was a tragedy,” the 39-year-old actor wrote on the fundraising page. “Families and children attacked and murdered in a place where they should be safe and enjoying a concert. It is an inconceivable atrocity. There is no bringing back those who have been lost, pointlessly, in such a cowardly and brutal fashion. I am truly saddened by what I have witnessed and there is no doubt that Terrorism is an evil thing.” “I hope between us we can raise some funds as a gesture of goodwill and love to help in some small way towards repairing some if any of the damage done in the wake of last night’s events. There will be much to do and for many, the beginning of a new life without those that they love and also a new life damaged irrevocably by the actions of a crime which has no reason, no heartfelt purpose but was simply a cruel cowardly and barbaric, meaningless act of violence. A road to recovery unimaginable,” Tom continued. “Terrorism is abhorrent, the killing of innocent families and children unacceptable. And it is with those, the innocent victims and the witnesses of this atrocity that my heartfelt concern and deepest sympathy lie. Please help however you can. Thank you,” Tom added. Proceeds will be going to the British Red Cross Society.

giovedì 20 aprile 2017

NEWS - I "Taboo" non si svelano, si guardano. Dal 21 aprile su Sky Atlantic il serial firmato da Ridley Scott e Tom Hardy (quest'ultimo anche protagonista)
Dal 21 aprile arriva su Sky Atlantic HD Taboo, la nuova serie creata da Steven Knight (Locke, Peaky Blinders) che vede Tom Hardy (Mad Max: Fury Road, Il ritorno del Cavaliere oscuro, Revenant - Redivivo) protagonista, sceneggiatore (col padre Edward “Chips” Hardy) e produttore (assieme allo stesso Knight e a Ridley Scott). Lo show, in otto episodi e già rinnovato per altre due stagioni a poche settimane dalla fine della prima, andrà in onda dal 21 aprile, ogni venerdì dalle 21.15 su Sky Atlantic HD. Disponibile anche su Sky On Demand. Ambientata nella Londra del 1814, la serie tv ha ricevuto apprezzamenti generalizzati per la messa in scena meticolosa, per l’affascinante atmosfera gotica e, soprattutto, per la magnetica interpretazione del suo protagonista. Tom Hardy interpreta il redivivo James Keziah Delaney: enigmatico avventuriero, ex marinaio dal passato misterioso creduto morto in Africa, dopo 12 anni James torna a casa per occuparsi dell’eredità del padre defunto e mettere in atto i suoi piani di vendetta. Fin dal primo episodio appare chiaro come Delaney porti con sè segreti indicibili e abbia fatto cose che qualunque gentiluomo dell'epoca avrebbe trovato "sconvenienti", fatte intendere e talora mostrate nelle disturbanti quanto affascinanti visioni che lo tormentano. Per tutti è come un fantasma, sospettato di praticare stregonerie, di aver intrattenuto una relazione incestuosa con la sorellastra e di soffrire della stessa instabilità mentale del padre: James Keziah Delaney è un uomo che desta scandalo, che non conosce tabù e non si fa problemi ad ammetterlo. Dal padre eredita una rocciosa, stretta striscia di terra sulla west coast degli Stati Uniti che diventerà presto ambitissimo oggetto di contesa - si rivelerà la porta d'accesso per i commerci con la Cina - fra l'Impero britannico, gli Usa e la potentissima Compagnia britannica delle Indie Orientali, da Knight e Hardy descritta come una vera e propria lobby dalle smisurate ambizioni geopolitiche, spietata nel reprimere ogni interferenza nei suoi traffici e poco incline a curarsi delle restrizioni governative. A guidarla è Sir Stuart Strange (Jonathan Pryce, l’Alto Passero de Il Trono di Spade), che proverà con tutti i mezzi a costringere il protagonista a rinunciare alla sua eredità e a cedere alla Compagnia Nootka Sound, quel territorio apparentemente inutile che il padre, Horace Delaney, aveva conquistato attraverso "bugie e polvere da sparo" e che aveva lasciato in eredità al figlio redivivo. Oltre a Hardy, nel cast principale anche l'attrice spagnola Oona Chaplin, che interpreta l'amata sorellastra di James, Zilpha Geary, sposata con Thorne Geary, interpretato da Jefferson Hall (Vikings, Star wars - Il risveglio della forza), un facoltoso uomo d'affari fra i tanti a volere Delaney morto; e David Hayman (Macbeth, Il bambino con il pigiama a righe) nei panni di Brace, il fido assistente di Horace Delaney durante gli ultimi anni della sua vita.

martedì 31 gennaio 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
LA STAMPA
"Taboo", cinismo estremo déjà vu
"Nella televisione inglese ci sono alcune storie, alcune idee, che ritornano sempre: l'800 pre-vittoriano, per esempio, oppure un protagonista geniale à la Sherlock Holmes; o anche il tema sempreverde della vendetta. In Taboo, la serie tv creata da Tom Hardy e Steven Knight (Peaky Blinders, Locke), questi elementi ci sono tutti. Il protagonista, James Keziah Delaney, è un ex-caporale della Compagnia delle Indie, figliol prodigo e straordinario avventuriero, interpretato da un Tom Hardy massiccio e tenebroso, i capelli rasati, la barba rada e il viso sfregiato. James torna a casa dopo aver saputo che suo padre sta male. Il viaggio dall'Africa - dove si trovava - al Regno Unito, pero, è più lungo del previsto, e James non riesce a incontrare il genitore prima che sia troppo tardi. Incontra, invece, la sorellastra Zilpha Geary, interpretata da Oona Chaplin, e Stuart Strange, il nuovo comandante della Compagnia delle Indie, faccia e voce di Jonathan Pryce. Di Zilpha, James è chiaramente infatuato: il primo momento in cui sono soli tornano a galla ricordi e antiche passioni. Con Stuart, invece, James ha un altro tipo di rapporto: quando era giovane ed era arruolato nella marina, era il suo comandante. E i colpi di scena non finiscono qui. Alla linearità di una narrazione prevedibile, infatti, in Taboo è stato preferito un racconto più sincopato, con i suoi alti e i suoi bassi, che trova i suoi punti di forza nei lunghi primi piani di Tom Hardy, o nelle inquadrature quasi statiche dei due registi, Kristoffer Nyholm e Anders Engstrom. La sceneggiatura è costruita rigidamente, lasciando poco spazio all'improvvisazione ambientale e alle parole. La recitazione dello stesso Tom Hardy soffre di troppa fisicità: il suo James, benché uomo geniale e molto simile al succitato Sherlock Holmes, o all'Heathcliff di Cime Tempestose, spesso si limita a grugnire, o a irrigidirsi o a minacciare il suo interlocutore. Ecco, se Taboo ha un problema è proprio questo: l'eccessiva arroganza del protagonista, che ricorda troppo, e troppo da vicino, quella di altri personaggi televisivi che in questi anni hanno fatto fortuna con il loro cinismo estremo. Il reparto tecnico, e quindi la messa in scena, la fotografia, le scelte di scenografia e quelle, pure apprezzabilissime, dei costumi (per una volta, è un Ottocento vero, sporco e infangato), è - insieme ad Hardy, protagonista dell'intero show - l'aspetto decisamente più interessante di Taboo". (Gianmaria Tammaro)

venerdì 30 dicembre 2016

NEWS - Achtung, compagni! Ecco le serie tv più attese del 2017 in Italia

Articolo tratto da "La Stampa"
Se il 2015 è stato l'anno del lancio, il 2016 è stato l'anno del successo. Non si conoscono i numeri - non sono stati diffusi - ma Netflix è riuscita a ritagliarsi un posto al sole anche in Italia, stravolgendo il mercato. Ed è solo l'inizio. La produzione e la distribuzione delle serie tv è aumentata. Anche la Rai ha dovuto mettersi al passo: prima, un anno fa, con Non uccidere, esperimento riuscito a metà; poi, quest'inverno, con I Medici, kolossal magari criticabile dal punto di vista qualitativo ma non da quello quantitativo, e Rocco Schiavone. Sky non è rimasta a guardare e ha prodotto una delle «serie tv più attese del 2017» negli Stati Uniti, parola di Time: The Young Pope. Insomma: le serie tv, da futuro sono diventate realtà. Sono il nuovo modo di raccontare storie nell'audiovisivo.
E l'anno prossimo sarà così, ugualmente: si produce tanto, si produce anche con più attenzione. Innanzitutto, portando avanti serie di successo: il 2 gennaio, distribuita da Netflix, arriverà la quarta stagione di Sherlock, un episodio a settimana in contemporanea con il Regno Unito; poi toccherà a Twin Peaks di David Lynch con la nuova stagione, in Italia distribuita in primavera da Sky; e quindi a Il Trono di Spade, a Gomorra 3, arrivo previsto in autunno, alla terza stagione di Fargo e alle nuove puntate di House of Cards, sempre mandate in onda da Sky.
Non mancheranno le novità. Tra le serie più attese, vanno sicuramente segnalate Taboo di e con Tom Hardy, che qui in Italia non ha ancora una data d'uscita né un canale; Roadies, creata da Cameron Crowe e ispirata al suo film Quasi famosi, dal 30 gennaio su Mediaset Premium; Una serie di sfortunati eventi, ispirata ai libri di Lemony Snicket, che farà il suo esordio su Netflix il 13 gennaio; Legion, serie tv sui mutanti della Marvel che andrà in onda a febbraio su Fox; Big Little Lies, con Nicole Kidman, che farà il suo esordio il 13 marzo su Sky Atlantic; Iron Fist, nuova serie originale Netflix su uno dei supereroi di Casa Marvel, il quarto (su quattro) dei «Difensori», rilasciata il 17 marzo; e le due nuove produzioni di Sky Europa: Riviera e Britannia. E questa è solo la prima metà del 2017.
In cantiere ci sono tantissimi progetti, alcuni ancora in corso di scrittura, altri arrivati quasi alla fine della lavorazione. C'è la chiacchierata serie tv ispirata alla saga letteraria de L'amica geniale di Elena Ferrante, che verrà prodotta da Wildside (e di cui, a oggi, ancora non si conosce il broadcaster). C'è 1993, il sequel di 1992, con Stefano Accorsi e Miriam Leone, che dovrebbe andare in onda nella prima metà del 2017; c'è In Treatment, di cui solo pochi giorni fa è stato annunciato il nuovo cast (insieme a Sergio Castellitto, anche Giovanna Mezzogiorno e Giulia Michelini). E poi c'è Suburra, la prima produzione originale di Netflix in Italia: non sarà un sequel del film diretto da Sollima, ma nel cast sono stati confermati alcuni degli attori che abbiamo già visto al cinema, come Alessandro Borghi.
Non bisogna dimenticare che, a partire da dicembre di quest'anno, in Italia è arrivata anche Amazon Video, con le sue serie originali: a oggi, non sono state ancora rese disponibili Crisis in Six Scenes di Woody Allen, o Fleabag. La sensazione, comunque, è che anche il mercato italiano - con tutte le sue limitazioni, e i suoi rallentamenti - si stia sempre più avvicinando a quello internazionale. Buona parte del merito va riconosciuta a Sky, che in questi anni, in una progressione piuttosto veloce, è diventata leader delle produzioni made in Italy di qualità; e pure alla direzione della Rai, che ha stretto più di un accordo con Netflix per la diffusione delle proprie serie.

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