mercoledì 20 dicembre 2006

L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Le "desperate housewives" secondo Almodóvar

"Quando non si sa cosa dire, si fanno confronti. Magari giustificati, come nel caso di «Mujeres», la soap prodotta da Almodóvar per contrastare l' imperialismo femminino di «Desperate Housewives». Così si dice. Così narra la leggenda che ormai circonda il regista spagnolo: Almodóvar avrebbe appunto deciso di produrre «Mujeres» infastidito dal successo spagnolo di Wisteria Lane. Ma come, le donne in crisi le ho inventate io? Come si permettono questi americani? E chi è questo Marc Cherry? Cherry è un grande autore di soap, anche lui gay dichiarato come Almodóvar (curioso il fatto che di donne disperate parlino soltanto i gay). Anche Cherry è ormai circonfuso di leggenda. Anche la sua racconta dell' ispirazione: gli sarebbe venuta guardando il talk show di lacrime e dolore più famoso d' America, l'«Oprah Winfrey Show». Alcune donne raccontavano di non sentirsi affatto soddisfatte del loro ruolo di madre, ma si guardavano bene dal raccontarlo alle proprie amiche per paura di essere giudicate. Poi, certo, Cherry avrà anche visto le donne di Almodóvar, ma il rapporto non sembra così immediato. Anche perché le due serie sono separate dal solco profondo del genere: si può confrontare, ad esempio, «Beautiful» con «Anche i ricchi piangono»? Ecco, forse la parte più interessante di «Mujeres» è il suo essere telenovela. Una telenovela elevata, redenta, impreziosita dal tocco inconfondibile del regista spagnolo che trasforma una «normale» famiglia matriarcale guidata da Irene (Chiqui Fernàndez), vedova, dipendente di una pasticceria alle porte di Madrid, in un caleidoscopio di interpretazioni: donne reali e donne surreali, la cifra dell' ironia e la cifra della fragilità, la famiglia tradizionale e la famiglia onirica. La serialità va giudicata nella ripetizione. Bisogna tornarci".
(Aldo Grasso, 08.10.2006)

TV SORRISI E CANZONI
House: il segreto del successo secondo Laurie

"L'instabilità di House, la sua infelicità e i comportamenti autodistruttivi, sono il motore della serie. Se lui guarisse, non ci sarebbe più 'Dr. House'".
(Hugh Laurie, 16.10.2006)

TG COM
Don Johnson, dopo aver vestito Armani sveste Gucci

"Sotto le lenzuola Don Johnson è bravo! Mica ci sarei stata sennò! E poi è bello, più bello che sul set. Tutto quel trucco lo rovina. Sa cosa mi piace di lui? Ha la pelle morbida come un bambino. E a vederlo dal vero sembra molto più giovane degli anni che ha"
(La pornostar Sofia Gucci, 19.10.2006)

IL VENERDI'
Grissom addio?

"Mi prenderò un periodo sabbatico e poi vorrei trovare un modo aggraziato per far uscire di scena Grissom. Non voglio certo farlo morire. Come scienziato che si occupa di morte, lui ha raggiunto un punto in cui è difficile andare avanti. Quando 'CSI' iniziò, Grissom era interessato al puzzle, a risolvere il crimine, era interessato al come. Adesso, sfortunatamente, è passato a chiedersi il perchè e questo alla lunga lo fa sentire a disagio".
(William Petersen, 20.06.2006)

GLAMOUR
Pornostar coi "Buffy"
"A volte quando cammino per strada sento qualcuno che dice: 'ehi, guarda, è quella pornostar...!', scambiandomi per colei che interpreto nel film "Southland Tales'. E' così ridicolo...".
(Sarah Michelle Gellar, Novembre 2006)

VOGUE
A.A.A. Uomo normale cercasi
"Vorrei uscire con un uomo normale, dotato di senso dell'ironia e sensibilità. Per una volta non un uomo dello spettacolo. Gli uomini dello show-busuness, di solito, tengono più all'immagine di quanto ci tenga io...".
(Mischa Barton, Novembre 2006)

IL RIFORMISTA
Nei telefilm vince chi gioca d'anticipo
"I telefilm americani mettono a nudo la vecchiezza della fiction italiana. 'Lost' è un successo clamoroso in tutto il mondo, primo in classifica negli USA, in Francia e Germania...Da noi invece raccoglie l'appena dignitoso 14.8% di share medio su raidue, e nulla più, danneggiato dalla sconsiderata strategia del secondo canale, autentico trita-telefilm di successo (vedi 'Le casalinghe disperate', 'Criminal Minds', 'Senza traccia', 'Cold case'), ma anche dal fatto che questi prodotti vengono spesso anticipati sulle reti Sky, arrivando quindi 'stanchi' sulle reti generaliste. Vedi ad esempio il successo inaspettato di 'Dr. House' su Italia 1 (16.5% di share medio), dovuto soprattutto al fatto che Mediaset in questo caso ha anticipato la messa in onda rispetto al satellite".
(Remo De Vincenzo, 23.10.2006)

Rubrica a cura di Leo "Grant" Damerini apparsa sul "Telefilm Magazine" di Dicembre

2 commenti:

Anonimo ha detto...

DE Vincenzo ha ragione, chi prima trasmette vince!

Anonimo ha detto...

Petersen, non farlo!!!!!!!!!!!

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