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lunedì 9 maggio 2016

NEWS - Lupo Hulu-lì! Contro Netflix e Amazon, Hulu lancia la tv "ibrida" (canali e contenuti visibili via cavo)

Articolo tratto da "Corriere Economia"
"Personalizzata, di nicchia e su misura. Il futuro della televisione passa da questi tre concetti che segnano il cambio di passo del settore. La «rivoluzione» (se così si può chiamare) arriva, senza sorprese, dagli Stati Uniti, pionieri in molti settori e anticipatori di tendenze che regolarmente vengono poi assorbite anche dal Vecchio Continente, pur con tutti i limiti del caso. E guardando quello che sta succedendo oltreoceano nelle ultime settimane, se non addirittura giorni, sembra proprio questa la tendenza. Finisce l'epoca delle tv generaliste? Dei mille canali a disposizione? Forse è presto per arrivare questo punto (soprattutto nel mercato italiano) ma negli Stati Uniti dove la tv on demand in streaming sta di fatto soppiantando quella lineare la direzione sembra proprio essere questa. E la conferma arriva dalle recenti dichiarazioni di Mike Hopkins, amministratore delegato di Hulu, nomi ancora sconosciuti da noi ma che sono portabandiera di un nuovo modello di fruizione televisiva. Nato nel 2007 con Aol (America on Line), Msn, MySpace e Yahoo! come partner distributivi, Hulu è un servizio Internet di video on demand, per il momento diffuso solo negli Stati Uniti e in Giappone, che offre film e spettacoli televisivi in diretta, soprattutto della rete Nbc, di Fox e di altri network via cavo. Oggi Hulu conta oltre 10 milioni di abbonati. E, come annunciato sulle pagine del Wall Street Journal da Hopkins (nominato amministratore delegato nel 2013), la piattaforma si sta preparando per lanciare nel 2017 un contenitore «ibrido» in grado di offrire in streaming a chi si abbona, canali e contenuti per ora visibili solo via cavo o sulla tv broadcast. Si tratterebbe in sostanza di proporre una selezione studiata sul profilo dell'utente, dei canali più seguiti, dallo sport all'intrattenimento, entrando così in concorrenza non solo con le pay tv tradizionali, ma anche con i protagonisti digitali. La novità nella proposta di Hulu sta proprio nella «selezione» che si contrappone all'offerta opulenta delle altre reti. A spingere verso questa svolta sono (ovviamente) i tre principali proprietari di Hulu: 21st Century Fox, Walt Disney Company e Comcast's NbcUniversal che in questo modo riuscirebbero ad avere nuovi sbocchi per i loro contenuti e i loro programmi. Nulla di ufficiale per quanto riguarda i dettagli: non si sa quali canali saranno coinvolti (verosimilmente qualcuno targato Fox), ma alcune voci sui costi hanno cominciato a girare e secondo alcuni dei vertici della piattaforma, l'abbonamento dovrebbe costare 40 dollari al mese, meno di una pay tv, decisamente di più rispetto a Netflix, arrivata a 9,99 al mese. «Vogliamo intercettare quella parte di pubblico che è stanca della tv lineare e cerca alternative nello streaming» ha spiegato Hopkins sul quotidiano americano. Quanto ai concorrenti, Amazon e Netflix in primis, non si può parlare ancora di una sfida vera e propria, sia per i numeri sia per i contenuti. Si tratta sì dello stesso mercato, ma l'evoluzione è costante e continua «Stiamo vivendo le novita del mercato assieme. Per il momento non li vedo come dei veri e propri rivali» ha commentato Hopkins. Qualità vs quantità Non solo Hulu, anche Vimeo ha deciso di puntare su un pubblico selezionato. La società guidata da Kerry Trainor ha annunciato il 2 maggio scorso di aver acquisito Vhx, piattaforma digitale di distribuzione che permette a registi e artisti indipendenti di vendere contenuti video al pubblico diret. tamente dal loro sito web, mone tizzando con abbonamenti il pro prio lavoro. Un partner perfetto per Vimeo ( sito web su cui gI utenti possono caricare condivide re e guardare video nato nel no vembre del 2004) che con i suo 280 milioni di utenti vuole trovan la sua nicchia di mercato ed emer gere sugli avversari, puntando su video più artistici e impegnati rispetto a quelli di YouTube. E senza pubblicità. Come le trasmissioni televisive via cavo anche i canali streaming si stanno moltiplicando, «ma — ha commentato Trainor— mentre l'universo video continua a frammentarsi, Vimeo offre gli strumenti ideali per la prossima generazione di canali video premium pronti a servire un pubblico globale di appassionati». E il pubblico ci sarà: sempre più gente è disposta a pagare per accedere a contenuti che li interessano veramente, scappando dalle super offerte pay dagli sport di nicchia che le reti televisive non trasmettono a documentari particolari. La risposta Attaccato su più fronti, anche YouTube si sta organizzando e secondo Bloomberg, starebbe lavorando a «Unplu }: ed», un servizio che consentirà di vedere sulla sua piattaforma dei canali televisivi via cavo dopo la sottoscrizione di un abbonamento. II progetto potrebbe già essere operativo all'inizio del 2017. Per il momento la controllata di Google non ha voluto commentare le indiscrezioni, ma secondo alcune fonti, sarebbe in contatto con compagnie come Viacom, e le stesse NbcUniversal e 21st Century Fox ma non avrebbe ancora sottoscritto alcun contratto per i diritti delle trasmissioni. Già lo scorso anno YouTube si era avvicinata ai servizi a pagamento con «Red», che consente di vedere i video senza interruzioni pubblicitarie pagando un abbonamento mensile di 10 dollari, sul modello di Spotify. «Red» è al momento attivo solo negli Stati Uniti ma dovrebbe diventare disponibile in Europa nei prossimi mesi".

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