mercoledì 17 gennaio 2007

NEWS - "Lost", a rischio chiusura prima di perdere la forza creativa?
(ANSA) - 'Lost' perde sempre piu' ascolti e l'epilogo sembra ormai dietro l'angolo. Il telefilm prodotto negli States dalla Abc ha perso ben il 20 per cento di audience rispetto alla stagione precedente: in America va in onda la terza serie e in Italia sta per arrivare su Raidue la seconda dopo essere stata trasmessa in anteprima da Fox. Un problema di ascolti, un'emorragia di pubblico: sembrano lontani i tempi dei record culminati l'anno scorso con l'assegnazione del Golden Globe. E' un anno amaro per un telefilm particolarmente amato tanto da far dire ad uno dei suoi creatori, Damon Lindelof, che "Lost dovrebbe terminare per non perdere la propria forza creativa. E tuttavia chiudere "Lost" non e' una faccenda semplice: c'e' un'enigma da risolvere e questo lascia pensare che la chiusura non sara' improvvisa e che comunque i fan e i telespettatori non potranno essere delusi da un finale non soddisfacente.

martedì 16 gennaio 2007

NEWS - Golden Globes: cinici e brutti è bello! "Ugly Betty", "Dr.House" e "The Closer" al top. Il genere medico tira e vince anche con "Grey's Anatomy". Alec Baldwin ri-rivelazione (la tv è la mecca dei reietti del cinema).
La 64esima premiazione dei Golden Globes, la manifestazione più importante della televisione americana insieme agli Emmy Awards, ha sancito tre aspetti molto evidenti. Il primo è la vittoria dei personaggi "diversi", cinici come House o la detective Brenda Johnson di "The Closer" oppure brutti (ma belli dentro) come "Ugly Betty": tutti però con i loro belli scheletri nell'armadio, così tanto anti-eroi, così tanto vicini a noi. Il secondo aspetto, ormai sotto agli occhi di tutti, è il boom del genere medico (vedi serata a tema di venerdì prossimo su Italia 1), con gli innesti vincenti della soap come nel caso di "Grey's Anatomy". L'ultima valutazione riguarda la televisione con la freccia del sorpasso lampeggiante ormai da anni sulla settima arte. La "New Golden Age" del piccolo schermo americano - come ha intitolato "Entertainment Weekly" qualche mese fa - ha raggiunto il suo climax e permette agli attori emarginati dal cinema di emergere in tutta la loro bravura (vedi Alec Baldwin). Ormai è la settima arte bis, bellezza, e nessuno ci può far niente...

Ecco tutte le nomination e i vincitori (in neretto e in rosso) della 64esima edizione dei Golden Globes.

Miglior serie drammatica:
24 (FOX)Real Time Productions/Imagine Television/Twentieth Century Fox Television; FOX
Big Love (HBO)Anima Sola/Playtone Productions/HBO Entertainment; HBO
Grey's Anatomy (ABC)Touchstone Television; ABC
Heroes (NBC) NBC Universal Television Studio/Tailwind Productions; NBC
Lost (ABC)Touchstone Television; ABC

Miglior serie commedia:
Desperate Housewives (ABC)Touchstone Television; ABC
Entourage (HBO)Leverage/Closest to the Hole/HBO Entertainment; HBO
The Office (NBC)Deedle Dee Productions/Reveille/NBC Universal Television Studio; NBC
Ugly Betty (ABC)Touchstone Television; ABC
Weeds (SHOWTIME)Showtime/Lionsgate Television/Tilted Productions, Inc.; SHOWTIME

Miglior attrice in una serie drammatica:
Patricia Arquette – Medium (NBC)
Edie Falco – The Sopranos (HBO)
Evangeline Lilly – Lost (ABC)
Ellen Pompeo – Grey's Anatomy (ABC)
Kyra Sedgwick – The Closer (TNT)

Miglior attore in una serie drammatica:
Patrick Dempsey – Grey's Anatomy (ABC)
Michael C. Hall – Dexter (SHOWTIME)
Hugh Laurie – House (FOX)
Bill Paxton – Big Love (HBO)
Kiefer Sutherland – 24 (FOX)

Miglior attrice in una serie commedia:
Marcia Cross – Desperate Housewives (ABC)
America Ferrera – Ugly Betty (ABC)
Felicity Huffman – Desperate Housewives (ABC)
Julia Louis-Dreyfus – The New Adventures Of Old Christine (CBS)
Mary-Louise Parker – Weeds (SHOWTIME)

Miglior attore in una serie commedia:
Alec Baldwin – 30 Rock (NBC)
Zach Braff – Scrubs (NBC)
Steve Carell – The Office (NBC)
Jason Lee – My Name Is Earl (NBC)
Tony Shalhoub – Monk (USA)

Miglior attrice non protagonista:
Emily Blunt – Gideon's Daughter (BBC)
Toni Collette – Tsunami, The Aftermath (HBO)
Katherine Heigl – Grey's Anatomy (ABC)
Sarah Paulson – Studio 60 On The Sunset Strip (NBC)
Elizabeth Perkins – Weeds (SHOWTIME)

Miglior attore non protagonista:
Thomas Haden Church – Broken Trail (AMC)
Jeremy Irons – Elizabeth I (HBO)
Justin Kirk – Weeds (SHOWTIME)
Masi Oka – Heroes (NBC)
Jeremy Piven – Entourage (HBO)

(ANSA) - ROMA, 16 GEN - Cicciottella, occhialuta, con l'apparecchio ai denti, non certo una bellezza, eppure 'Ugly Betty', Betty la brutta, ha vinto ai Golden Globe come migliore serie brillante e come migliore attrice (la ventenne America Ferrera) sbaragliando nella sezione tv avversari temibili e favoriti, come 'Desperate Housewives', in gara anche con le attrici Marcia Cross e Felicity Huffman, 'The Office', 'Weeds' (in gara anche con Mary Louise Parker). La popolare serie Abc, adorata dalle donne sotto i 30, prodotta da Disney, e' l'adattamento di una telenovela colombiana di grande successo 'Yo soy Betty, la Fea', realizzata dall'attrice messicana Salma Hayek, e' la sorpresa dei Golden Globe, sezione tv, assegnati stanotte dalla Hollywood Foreign Press Association. Racconta le quotidiane avventure di Betty Suarez (America Ferrera), giovane brillante che viene inaspettatamente assunta in un importante magazine di moda a New York. Trattata inizialmente da brutto anatroccolo in un mondo in cui senza il look giusto si viene emarginati, la ragazza, per le sue idee e la capacita' di restare se stessa in un universo di plastica, si conquista pian piano la fiducia di Daniel e di chi la circonda. In Italia, la Buena Vista International Television la sta doppiando per la messa in onda in primavera ma non si sa ancora su quale emittente, visto che le trattative ad oggi non sono ancora concluse. La notte dei Golden Globe e' stata carica di premi per Helen Mirren. L'attrice inglese oltre a vincere per 'The Queen' su Elisabetta II, torna in patria carica di altre statuette per 'Elizabeth I', la miniserie tv in cui interpreta un'altra regina inglese, Elisabetta I. La produzione Hbo che aveva gia' sbaragliato tutti agli Emmy ha vinto nella categoria migliore miniserie e come migliore attore non protagonista: Jeremy Irons, che interpreta il duca di Leicester. Altro vincitore, annunciato, e' Hugh Laurie, l'attore inglese che interpreta 'Dr. House' (da venerdi' su Italia 1 la terza inedita serie) e che ha vinto nella categoria drama, mentre il collega Alec Baldwin ha avuto il premio per '30 Rock' nella categoria comedy. Migliore serie drammatica e' 'Grey's Anatomy', (in onda da venerdi' su Italia 1 la seconda e inedita stagione). Due premi, al protagonista Bill Nighy e alla non protagonista Emily Blunt sono andati alla miniserie Bbc 'Gideon's Daughter', un dramma familiare sullo sfondo della vittoria elettorale di Tony Blair e della morte di Lady D. Altro premio importante e' andato a Kyra Sedgwick, la tosta detective di Los Angeles della serie 'The Closer', prossimamente in onda su Italia 1 in seconda serata.

lunedì 15 gennaio 2007

NEWS - Stasera (stanotte per noi) la premiazione degli attesissimi Gloden Globes. Il dietro le quinte in attesa dei premi più attesi della tv Usa insieme agli Emmy Awards
Stasera (stanotte per noi italiani fusi di orario) si celebra l'attesissima serata dei Golden Globes, la popolare manifestazione, giunta al 64esimo appuntamento, che fa da antipasto agli Oscar (per il cinema) ma, soprattutto per noi, che elargisce i premi tv a "stelle e strisce" più attesi insieme agli Emmy Awards. Ricco il carnet dei volti noti che premierà i vincitori: Tim Allen, David Arquette, Drew Barrymore, Jessica Biel, Steve Carell, George Clooney, Sean Combs, Dane Cook, Courteney Cox, Geena Davis, Cameron Diaz, Tina Fey, Jamie Foxx, Jennifer Garner, Hugh Grant, Adrian Grenier, Jake Gyllenhaal, Tom Hanks, Salma Hayek, Jennifer Love Hewitt, Dustin Hoffman, Philip Seymour Hoffman, Djimon Hounsou, Terrence Howard, Felicity Huffman, Jeremy Irons, Eva Longoria, Jennifer Lopez, Sienna Miller, Sarah Jessica Parker, Joaquin Phoenix, Charlie Sheen, David Spade, Steven Spielberg, John Stamos, Ben Stiller, Sharon Stone, Hilary Swank, Justin Timberlake, Naomi Watts, Rachel Weisz, Vanessa Williams, Reese Witherspoon, James Woods, Renee Zellweger, l'intero cast di “Heroes” (Ali Larter, Masi Oka, Greg Grunberg, Adrian Pasdar, Hayden Panettiere, Sendhil Ramamurthy and Milo Ventimiglia).

Ecco tutte le Nominations televisive.

Miglior serie drammatica:

24 (FOX)Real Time Productions/Imagine Television/Twentieth Century Fox Television; FOX
Big Love (HBO)Anima Sola/Playtone Productions/HBO Entertainment; HBO
Grey's Anatomy (ABC)Touchstone Television; ABC
Heroes (NBC) NBC Universal Television Studio/Tailwind Productions; NBC
Lost (ABC)Touchstone Television; ABC

Miglior serie commedia:

Desperate Housewives (ABC)Touchstone Television; ABC
Entourage (HBO)Leverage/Closest to the Hole/HBO Entertainment; HBO
The Office (NBC)Deedle Dee Productions/Reveille/NBC Universal Television Studio; NBC
Ugly Betty (ABC)Touchstone Television; ABC
Weeds (SHOWTIME)Showtime/Lionsgate Television/Tilted Productions, Inc.; SHOWTIME

Miglior attrice in una serie drammatica:

Patricia Arquette – Medium (NBC)
Edie Falco – The Sopranos (HBO)
Evangeline Lilly – Lost (ABC)
Ellen Pompeo – Grey's Anatomy (ABC)
Kyra Sedgwick – The Closer (TNT)

Miglior attore in una serie drammatica:

Patrick Dempsey – Grey's Anatomy (ABC)
Michael C. Hall – Dexter (SHOWTIME)
Hugh Laurie – House (FOX)
Bill Paxton – Big Love (HBO)
Kiefer Sutherland – 24 (FOX)

Miglior attrice in una serie commedia:

Marcia Cross – Desperate Housewives (ABC)
America Ferrera – Ugly Betty (ABC)
Felicity Huffman – Desperate Housewives (ABC)
Julia Louis-Dreyfus – The New Adventures Of Old Christine (CBS)
Mary-Louise Parker – Weeds (SHOWTIME)

Miglior attore in una serie commedia:

Alec Baldwin – 30 Rock (NBC)
Zach Braff – Scrubs (NBC)
Steve Carell – The Office (NBC)
Jason Lee – My Name Is Earl (NBC)
Tony Shalhoub – Monk (USA)

Miglior attrice non protagonista:

Emily Blunt – Gideon's Daughter (BBC)
Toni Collette – Tsunami, The Aftermath (HBO)
Katherine Heigl – Grey's Anatomy (ABC)
Sarah Paulson – Studio 60 On The Sunset Strip (NBC)
Elizabeth Perkins – Weeds (SHOWTIME)

Miglior attore non protagonista:

Thomas Haden Church – Broken Trail (AMC)
Jeremy Irons – Elizabeth I (HBO)
Justin Kirk – Weeds (SHOWTIME)
Masi Oka – Heroes (NBC)
Jeremy Piven – Entourage (HBO)

La premiazione andrà in onda in diretta su SKY Cinema 1 a partire dall'una di notte.
NEWS - Like a "rollo" stone: "Weeds" passa da Raidue a Sky!
Con l'annuncio dell'imminente pubblicazione dei dati Auditel dei singoli network satellitari (vedi Post dell'11 gennaio 07), le reti a pagamento corrono al "riarmo" ...
(ANSA) - Su Sky Show sara' possibile seguire in prima serata, dall' 11 febbraio, 'Weeds' il telefilm che ha fatto discutere raccontando le vicende di Nancy Botwin, madre di famiglia che, dopo la morte del marito, decide di spacciare marijuana per sopravvivere. La serie, trasmessa sulla tv via cavo Showtime e proposta sulla Rai a notte fonda, ha conquistato il pubblico americano e domani concorre ai Golden Globe (in diretta esclusiva su SKY Cinema 1) con ben 4 nomination: miglior serie, migliore attrice Mary-Louise Parker, miglior attrice non protagonista Elizabeth Perkins, migliore attore non protagonista Justine Kirk. Lo scorso anno Mary-Louise Parker si era meritata il Golden Globe come miglior attrice in una Comedy attendo tutto il cast di 'Desperate Housewives'.

sabato 13 gennaio 2007

NEWS - Anche William Shatner nell'undicesimo film di "Star Trek" firmato da JJ Abrams
JJ Abrams è entusiasta di come si stia sviluppando il progetto cinematografico di "Star Trek XI". In un'intervista al popolare settimanale "Entertainment Weekly", l'ideatore di "Lost" e "Alias" ha annunciato che la prima stesura della sceneggiatura è già pronta, anche se ha comunque detto di non avere ancora un'idea su quando effettivamente il film potrebbe uscire nelle sale. Nessun dettaglio sulla trama. "Da una parte penso che i fan di Star Trek rimarranno soddisfatti di come abbiamo aggiustato le cose - ha detto Abrams - così come penso che chi non conosce o conosce solo vagamente Star Trek potrà ugualmente apprezzare il film, perché non richiede nessuna particolare conoscenza dell'universo della serie". Ipse dixit. Abrams ha anche affermato di guardare al pubblico "nuovo" con interesse particolare: "anche perché penso che verranno al cinema con una mentalità aperta". Tra le persone che stanno lavorando insieme ad Abrams al progetto cinematografico "stellare" ci sono i suoi collaboratori storici, ovvero Roberto Orci e Alex Kurtzman. Nel frattempo, William Shatner ha detto che Abrams gli ha confermato di volerlo nel film, anche se la parte di sceneggiatura che lo riguarda non è ancora stata scritta. "Devono ancora capire come far incontrare il capitano morto con il capitano giovane: è un problema tecnico un po' complesso, ma sono certo che lo risolveranno", ha chiosato Shatner.

venerdì 12 gennaio 2007

ANTEPRIMA - Jennifer Aniston e Courteney Cox di nuovo insieme: la coppia di "Friends" si riunisce in "Dirt"
La coppia di "Friends" Aniston-Cox è destinata a riunirsi in tv. Se non sarà nella reunion degli "amici" del Central Perk (vedi Post del 12 dicembre), le due attrici calcheranno lo stesso set di "Dirt", la serie che vede protagonista Courteney nei panni di una direttrice di giornale a caccia dell'ultimo scoop e del gossip più clamoroso. La Aniston comparirà da guest-star in un episodio. "Io e Courteney ne parliamo da un sacco di tempo e mi sembra meraviglioso recitare ancora insieme", ha dichiarato Jennifer, che nella serie potrebbe interpretare addirittura se stessa, vittima dei paparazzi come le è successo nella vita reale negli ultimi anni.
NEWS - Mercato telefilmico: affari d'oro con "CSI"
Goldman Sachs e CanWest Global Communication vogliono partecipare al fenomeno globale di "CSI". La banca d'affari Usa e il produttore televisivo canadese, secondo quanto riportato da "Bloomberg News", potrebbero comprare Alliance Atlantis, co-produttore delle fiction tv sulle indagini della polizia scientifica di Las Vegas, Miami e New York. Alliance, con sede a Toronto, cerca acquirenti dallo scorso dicembre e secondo alcune stime potrebbe raccogliere fino a 1,7 miliardi di dollari.
FLASHBACK - Bentornati a "Twin Peaks"!
"Telefilm Cult" compie un viaggio settimanale indietro nel tempo, naturalmente a puntate, nel mito tele-visionario firmato da David Lynch. E su come è stato...venduto.
A cura di Elena Palin

INTRODUZIONE
A partire dagli anni novanta le serie televisive si sono affermate spesso come forme di “testualità di culto”, destinate a generare “consumi di fandom” ovvero forme di fruizione intense, appassionate, addirittura performative. La televisione, soprattutto nella forma dei telefilm di produzione americana, è stata in grado di dare luogo a ”fenomeni di culto”, che potremmo anche definire di telefilia.[1] Il fenomeno della “cultualità “ contemporanea abbraccia ambiti variegati e piuttosto differenti: riguarda oggetti non mediali, secondo un meccanismo di “feticizzazione della merce”[2], ma comprende soprattutto prodotti mediali, e la sua origine è da ricercarsi nel cinema e in alcune sue specifiche modalità di consumo. In particolare, la serialità televisiva americana ha definito forme peculiari di cultualità. Soprattutto a partire dagli anni novanta, la narrazione televisiva di fiction di produzione USA ha assunto la forma della serie serializzata[3]: anche forme seriali costruite per episodi conchiusi (le serie) hanno sviluppato linee narrative di continuità, sulla modalità del serial, incrociando in vario modo chiusura (in episodi) e apertura (in puntate).La televisione seriale di culto si situa all’interno di generi che potremmo definire fantastici: la fantascienza, l’horror o altre forme ibride. Questa caratteristica della cult-testualità televisiva contemporanea è un elemento centrale per la sua stessa definizione, perché essa va ad identificarsi, più che con forme testuali chiuse, con universi diegetici altamente complessi ed infinitamente rimaneggiabili dagli stessi spettatori[4]. La produzione televisiva americana di fiction ha iniziato, soprattutto a partire dagli anni novanta, a prevedere forme di fruizione diversificate, tese ad andare oltre il semplice consumo distratto e, al contrario, a generare modalità di consumo appassionate, affettive, produttive e performative. Si è passati cioè, da una programmazione prevalentemente “di flusso” a una costruzione dei palinsesti per appuntamenti essenziali” ed “eventi imperdibili”.[5] L’emergere di una cult-testualità televisiva interessa soprattutto per le sue caratteristiche simboliche, per i suoi meccanismi linguistici e per la sua relazione con il pubblico. Jankovich e Lyons[6] ne datano l’origine all’inizio degli anni novanta con la distribuzione di due serie televisive rivoluzionarie: Twin Peaks di David Lynch e X-Files di Chris Carter. Queste due serie sono state fondamentali nel ripensare il rapporto con il pubblico e la rigida divisione in generi che fino ad allora veniva teorizzata. Si tratta di particolari forme testuali che scavalcano i confini del testo e prevedono forme di fruizione di fandom, di serie televisive prodotte e distribuite sul mercato per incrementare non semplicemente spettatori regolari ma anche una notevole proporzione di fan.[7] Serie come Twin Peaks e X-Files adottano una varietà di meccanismi testuali e narrativi che attivano pratiche di visione immersive, interpretative e interattive. Di conseguenza, mutano sia le forme testuali sia il loro rapporto con il pubblico, due aspetti strettamente correlati. Ciò a cui la cult-testualità dà risposta non è semplicemente il desiderio di essere intrattenuti, quanto piuttosto la necessità di essere coinvolti in un universo immaginario. Essa cerca di raccogliere un significativo seguito di fan così devoti da non guardare semplicemente ogni episodio, ma da registrarli ed archiviarli tutti, da comprare le pubblicazioni ufficiali di cassette o dvd, da acquistare un’ampia serie di prodotti spin-off e da promuovere e supportare la serie in un numero infinito di modi.[8] La cult-testualità, quindi, non è più limitabile entro i confini del testo ma, piuttosto, si declina in universi immaginari che non si limitano nemmeno a vivere in un unico medium, anzi, si distendono lungo differenti media e differenti testi che non sono connessi tra loro da un unico, lineare racconto principale, ma che contribuiscono a creare mondi possibili, i quali, più che da consumare, sono da attraversare. Da qui, e dalla centralità di una serie come Twin Peaks per la nascita di un fenomeno di questo tipo, intende partire la mia riflessione, tesa ad esemplificare come una fiction televisiva di soli ventinove episodi possa essere presentata come evento imperdibile del palinsesto di rete e arrivare a monopolizzare l’attenzione dei più autorevoli quotidiani ad essa contemporanei.Per quanto destinato ad esaurirsi in breve tempo e a rappresentare una meteora nella storia del tubo catodico, Twin Peaks ha costituito uno degli eventi televisivi di questi ultimissimi anni.[9]Evento, non solo per il notevole successo di pubblico (oltre ai clamorosi ascolti negli Stati Uniti, la serie ha raccolto in Italia oltre 11 milioni di telespettatori per la prima puntata e si è stabilita su una media di 9 milioni per le puntate successive) ma soprattutto per l’eleganza e l’innovazione che lo contraddistingue. Prodotto e distribuito come serial di prime time, la sua realizzazione è risultata allo stesso tempo una ottimizzazione e una decostruzione del genere-programma. Presentato come un giallo basato sulla detection, cioè sull’ìinvestigazione, si è rivelato come un compendio dei generi della fiction televisiva e loro sovversione. [10] Tale operazione sui generi costituisce già una sorta di rivoluzione rispetto a ciò a cui il pubblico televisivo degli anni Novanta era abituato. Se gli anni Settanta segnano il prepotente ritorno dei telefilm polizieschi (The street of San Francisco, Starsky & Hutch, Charlie’s Angel) concludendosi con la parabola di una famiglia ossessionata dal potere (il feulleiton texano Dallas), e gli anni Ottanta iniziano a mettere da parte l’ottimismo made in Usa tramite telefilm di rottura come Hill Street Blues e Miami Vice, gli anni Novanta fanno a pezzi l’unità di genere che comunque permaneva nelle operazioni precedenti. Twin Peaks si caratterizza infatti per un’eterogeneità di generi e di registri discorsivi che comporta da parte del telespettatore l’attivazione di una molteplicità di competenze. Per quanto concerne il consumo televisivo lo spettatore non è per nulla facilitato ma la cospicua richiesta di cooperazione interpretativa a lui richiesta è controbilanciata da un’efficacia di un testo ricco di soluzioni narrative e procedure di patemizzazione ad hoc. Infatti, il principio organizzatore del serial lynchano sono le passioni[11]. La circolazione del sapere si riduce a dispositivo modale al servizio dei programmi passionali (ovvero il fare patemico ha per programma d’uso un fare cognitivo); la predominanza delle procedure di patemizzazione trova la sua attuazione nella produzione di effetti passionali locali specifici dovuti alle procedure di messa in discorso del materiale narrativo. Lynch mette in risalto questi ultimi attraverso specifiche procedure discorsive di accentuazione: servendosi di ruoli patemici sedimentati nella cultura, che istalla nel discorso come stereotipi, sceglie di disseminarli provocatoriamente calcandone i tratti fino al parossismo. La stessa identità attoriale dei personaggi si deflagra nell’assunzione di ruoli patemici stridenti tra loro[12]. Mentre da un lato l’insistenza sulle procedure di petemizzazione implica un non accontentarsi della sensibilizzazione culturalizzata di catene modali, con la conseguenza di un suo potenziamento a livello di sintassi discorsiva, dall’altro arriva a ritrattare tale sensibilizzazione deformandola e sovvertendola.[13] Di conseguenza, da una parte tale centralità delle passioni facilita la nascita di forme di fruizione appassionate, affettive e performative rispondendo alla necessità di immersione in una serie di mondi possibili, e contribuisce ad un debordare del testo lungo differenti media permettendone anche un’ampia opera di discorsivizzazione; dall’altra l’interposizione e l’incassamento dei generi, per mezzo di un gioco di attivazioni e disinneschi delle passioni di genere, provoca una passione del sovvertimento della norma e della continua possibilità di una sua riaffermazione che non permette una precisa definizione del prodotto e che, quindi, difficilmente si presta a poter essere sfruttata a livello di marketing. Se quindi Twin Peaks, all’epoca della sua uscita, non è stata contenuta entro i confini del mezzo televisivo, ma anzi, in quanto evento imperdibile, è stata sottoposta ad una copertura mediatica a tutto tondo, ciò è stato fatto con i dovuti accorgimenti e con le dovute strategie di presentazione a seconda del paese di riferimento, arrivando, in certi casi, perfino ad un parziale snaturamento del prodotto. Dopo una breve descrizione del serial lynchano, il mio studio si focalizzerà, in particolare, sulle modalità di vendita di quest’ultimo al pubblico italiano degli anni Novanta, proprio in virtù del suo essere un prodotto di rottura. Inizierò quindi con un’analisi delle matrici e di alcune scene o scelte stilistiche funzionali a giustificare precise scelte di marketing e modalità di discorsivizzazione da parte della stampa. Passando per la storia della messa in onda in Italia, concluderò con un’analisi dei promo e degli speciali a cura dalla rete emittente così da dare una visione a tutto tondo di quel che è stato un vero e proprio “evento mediale”.
(Continua la prossima settimana)

[1] Massimo Scaglioni, “Nuove forme di serialità e di consumi giovanili: il fandom”, da: “La linea d’ombra della tv: i giovani e i telefilm americani” 3^parte, “Vita e Pensiero1”, 2005
[2] Ibidem
[3] Ibidem
[4] Ibidem
[5] Ibidem
[6] M. Jankovich, J. Lyons, “Quality Popular Television”, London 2003
[7] Sara Gwenllian Jones, “Quality Popular television”, London 2003
[8] Ibidem
[9] Roberto Pastore, “Sulle strade della fiction. Le serie poliziesche americane nella storia della tv”, Lindau 2002
[10] P. L. Basso, O. calabrese, F. Marsciani, O.Mattioli, “Le passioni nel serial televisivo”, VQPT[11] Ibidem
[12] Ibidem
[13] Ibidem

giovedì 11 gennaio 2007

NEWS - Marcia Cross: una "Desperate Housewife" costretta a letto (a rischio la sua gravidanza). Le riprese del telefilm continuano a casa sua!!!
E' davvero "disperata" Marcia Cross: l'interprete di Bree in "Desperate Housewives" è stata obbligata a rimanere a letto dal suo medico in quanto la sua gravidanza (due gemelli attesi per aprile) sarebbe in pericolo. Lo riferisce la Associated Press. "E' solo una misura precauzionale", chiosa la sua P.R., Heidi Slan. La produzione di "DH" tuttavia non ne ha fatto un dramma, anzi. Le riprese del telefilm ambientato a Wisteria Lane sono solo state posticipate di una settimana e dalla prossima si trasferiranno a casa Cross (!!!). Da segnalare che nella sceneggiatura non era ancora stata inserita l'eventuale gravidanza di Bree (anche se era stata annunciata mesi fa).
NEWS - Ultima ora: Retromarsh! Ok all'Auditel per rilevare le singole reti satellitari. E' la fine del Paradiso dei telefilm?
Sentenza storica, quella di oggi, da parte della Corte d'Appello di Milano: Auditel può diffondere gli ascolti dei singoli canali satellitari (contrariamente a quanto deliberato dalle decisioni precedenti). E ora che succederà per i telefili che vedevano nel satellite l'oasi paradisiaca dei telefilm in onda con una consequenzialità pressochè perfetta? L'arrivo degli ascolti, spesso causa di tanti mali nella tv generalista per quanto riguarda i palinsesti "impazziti", pregiudicherà la programmazione satellitare (interruzioni, salti di orari o di giorni, soppressioni...)?. Difficile che resti tutto come prima, anche se si spera che non si crei l'effetto napalm di "Apocalypse Now!".

Milano, 11 gen. - (Adnkronos) - Via libera, da parte dei giudici di Milano, alla diffusione dei dati di ascolto disaggregati delle singole emittenti satellitari, e quindi canale per canale. Accogliendo la richiesta presentata da Sky, la Corte d'Appello del capoluogo lombardo, infatti, ha annullato l'inibitoria che, nell'aprile del 2005 dopo un ricorso presentato dal gruppo Sitcom, vietava la pubblicazioni di dati disaggregati per quanto riguardava i canali satellitari. Nell'ordinanza viene rigettata l'istanza proposta dai ricorrenti che confermava il divieto di pubblicazione delle audiences delle emittenti televisive satellitari, nella loro forma disaggregata, canale per canale, evidenziando dubbi sulla loro attendibilita'. E' compito della Agcom, si legge nelle osservazioni del giudice della Corte d'Appello di Mialno "vigilare sulla correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione rilevati da altri soggetti, effettuando verifiche sulla congruita' delle metodologie utilizzate e riscontri sulla veridicita' dei dati pubblicati". Da parte sua Agcom, si osserva nella sentenza "non ha richiesto alcuna sanzione nei confronti della Auditel e non ha esercitato il potere sostitutivo di rilevazione diretta degli indici di ascolto chiedendo solamente di adottare alcuni accorgimenti tecnici ai fini della attendibilita' dei dati rilevati. Nessuna censura di inaffidabilita' o di inadeguatezza risulta formulata da Agcom delle rilevazioni effettuate da Auditel". "La valutazione del rischio della diffusione di dati di ascolto delle televisioni satellitari -si legge ancora nella sentenza- in relazione ad eventuali profili di inattendibilita' della metodologia utilizzata da Auditel e' riservata alla Agcom che non ha rilevato tale profilo nelle attivita' di indagine doverosamente poste in essere per controllare la qualita' dei dati rilevati con la stessa collaborazione dell'Auditel anche al fine di perfezionare un sistema di ricerca e rilevazione dei dati tecnicamente corretto e condiviso". In pratica, conclude l'ordinanza "Agcom ha espresso una valutazione sostanzialmente positiva dell'operato dell'Auditel e comunque poiche' la stessa Agcom e' in grado di vigilare sulla correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione rilevati dall'Auditel con verifiche sulla congruita' delle metodologie utilizzate e riscontri sulla veridicita' dei dati pubblicati, sono venute meno le ragioni giustificatrici della disposta inibitoria che va conseguentemente revocata".

La Tona (Gruppo Sitcom): "L'iter giudiziario continua, prossima udienza a marzo"
(ANSA) - Milano, 11 gen 07 - "La decisione della Corte d'Appello e' legata alla forte e decisa volonta' da parte di Sky di vedere pubblicati i dati delle singole emittenti satellitari e, nel contesto di un rapporto con Sky, ci siamo impegnati a non ostacolare questo percorso anche alla luce delle mutate condizioni di mercato. Tuttavia nulla cambia nella nostra posizione nei confronti di Auditel, che proseguira' con l'iter giudiziario avviato due anni fa". E' il commento di Valter La Tona, presidente e amministratore delegato del gruppo Sitcom. La Tona ricorda di aver intentato causa all'Auditel "per i danni legati secondo noi alla turbativa di mercato che dati falsi e non corretti di fatto implicano. In base alla nostra istanza, il giudice aveva riconosciuto il provvedimento cautelare che oggi e' stato annullato. Ma la causa continua e la prossima udienza di merito e' fissata a marzo". Contro la societa' di rilevazione dei dati, il gruppo Sitcom e' pronto ad aprire un nuovo fronte: "Abbiamo chiesto qualche tempo fa la sperimentazione per Sitcom 1 sul digitale terrestre, che Auditel si e' rifiutata di rilevare sperimentalmente. In primo luogo - conclude La Tona - chiederemo un intervento istituzionale da parte del ministero delle Comunicazioni e dell'Autorita' per le garanzie nelle Comunicazioni: ritenaimo scorretto che Auditel rilevi sul digitale terrestre i canali Rai e Mediaset, ma non il nostro".

Malgara (Auditel): "Riconosciuta la correttezza del nostro operato"
Milano, 11 gen. (Adnkronos) - "Riconosciuta la correttezza del nostro operato". Cosi Giulio Malgara, presidente dell'Auditel, commenta la sentenza emessa oggi dalla Corte d'Appello di Milano che ha annullato l'inibitoria con la quale nell'aprile del 2005 era stata vietata la pubblicazione dei dati di ascolto delle singole emittenti satellitari. "Con questa decisione -sottolinea Malgara- viene finalmente superata una situazione di stallo che aveva suscitato reazioni preoccupate degli inserzionisti televisivi". "Auditel, Sky ed alcune emittenti satellitari che avevano fatto ricorso contro il blocco dei dati -prosegue Malgara- esprimono oggi la propria soddisfazione per la decisione che restituisce al mercato un essenziale elemento di trasparenza, sia per le analisi editoriali che per la pianificazione pubblicitaria della piattaforma satellitare". Dall'ordinanza pubblicata oggi, sottolinea ancora Malgara "emergono gli sforzi tecnici e metodologici compiuti da Auditel, la valutazione positiva del suo operato e la conferma del ruolo di garanzia dell'Agcom sulla correttezza degli indici di ascolto".
(Su Auditelopoli, si veda anche i Post del 13 luglio, 4 e 26 ottobre, 17 e 30 novembre, 2006)
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti dai giornali italiani e stranieri

LA STAMPA
Un pò Donna, un pò Brenda
"Adoro i telefilm, 'Doctor House', 'Grey's Anatomy, 'Smallville', 'CSI'. Sto facendo la tesi sui teen-drama. Faccio parte della generazione cresciuta con 'Beverly Hills 90210', sono una donna ma sono ancora un pò una ragazzina...".
(Silvia Toffanin, 11.01.2007)
NEWS - "Battlestar Galactica", in arrivo i film per Sci Fi Channel e DVD
Le dinamiche di mercato dei mondo dei telefilm sta cambiando in questi ultimi anni. Se è vero che tutt'ora la maggior fonte di introito per una casa di produzione è la vendita di una serie a un canale, tanto che la produzione stessa continua a dipendere dalle scelte del management del canale televisivo e quindi dai risultati degli ascolti, è anche vero che esistono e sono sempre più importanti altri canali di vendita. Come i download via internet o, più tradizionalmente, i dvd. E' stato clamoroso qualche anno fa il caso di "Firefly", un flop secondo la Fox che interruppe la serie a metà stagione, che poi si rivelò un successo quando fu messo in vendita il dvd, al punto da convincere la Universal a produrre un film per il grande schermo. Di recente c'è stato il caso di "Stargate SG-1", che non è stata rinnovata per una undicesima stagione su Sci Fi Channel e che è stata dirottata al mercato dvd dove usciranno alcuni film appositamente prodotti. E sullo stesso mercato andranno le prossime produzioni ambientate nel mondo di "Babylon 5". Universal non resta indietro con "Battlestar Galactica", e, anche senza mettere in discussione la conferma della serie per una quarta stagione (peraltro non ancora annunciata ufficialmente), si sta preparando a mettere in cantiere uno o più film da vendere su dvd. Alcuni siti americani hanno riportato la notizia, ipotizzando che il film o i film potrebbero andare in onda su Sci Fi Channel e poi essere distribuiti nel mercato home video. Si tratterebbe di storie slegate dalla continuity della serie, anche se potrebbero anche essere trasformati in un escamotage per concludere la storia nel caso in cui la quarta stagione non venisse confermata. La produzione di questi film dovrebbe cominciare già il prossimo marzo. La serie ufficiale invece, che riprenderà con gli episodi finali della terza stagone il 21 gennaio, è stata spostata dal venerdì alla domenica — che in generale non è un buon segno. Una doccia fredda è anche arrivata per chi si aspettava di vedere presto lo spin off "Caprica", che secondo una fonte di Sci Fi Channel "non arriverà prima del 2008". Se arriverà. Non sarebbe la prima volta che Sci Fi Channel annuncia una serie che poi viene annullata (accadde ad esempio con il remake di "Quantum Leap"), ma d'altra parte ci sono anche i precedenti dei molti spin off prodotti per il canale, da "Legend of The Rangers" ("Babylon 5") a "Stargate Atlantis". Vedremo, nel frattempo non trattenete il fiato.
(Articolo tratto da Fantascienza.Com)
NEWS - Addio a Yvonne De Carlo, la moglie di Frankenstein ne "I Mostri"
(ANSA) - Washington, 10 gen - L'attrice Yvonne De Carlo, che recito' nel classico 'I Dieci Comandamenti', e' morta in California. Aveva 84 anni. L'attrice, nata in Canada come Peggy Yvonne Middleton, aveva recitato nella sua lunga carriera soprattutto in film di 'serie B'. Dopo avere studiato come danzatrice e dopo avere vinto un concorso di bellezza (Miss Venice Beach) aveva interpretato nel 1941 il suo primo film (Harvard, Here I Come). Aveva quindi girato una lunga serie di film dove aveva cercato di sfruttare al meglio la sua bellezza esotica, da bruna tempestosa, in pellicole come 'Scheherazade' e 'Salome". Negli anni '50 interpreto' numerosi film di azione ed il classico 'I Dieci Comandamenti' (era la moglie di Mose'). Nel 1963 giro' con John Wayne il western 'Mc Lintock!' (famosa una scena dove si rotola giu' per le scale). Era diventata famosa comunque soprattutto per la sua partecipazione alla serie televisiva 'I Mostri', nel ruolo della moglie di Frankenstein, Lily.

mercoledì 10 gennaio 2007

NEWS - Chi li fa, li accoppia. Da domani Italia 1 lancia i giovedì cult dedidati alla detection moderna: "CSI: New York"+"The Shield"
(AGI) - Roma, 10 gen. - A partire da domani, su Italia 1 la prima e la seconda serata del giovedi' saranno all' insegna delle indagini e del mistero con le nuove stagioni di due telefilm cult: "C.S.I New York" e "The Shield". Arriva infatti la seconda inedita stagione di "C.S.I.:New York", lo spin-off televisivo del primo fortunato "C.S.I-scena del crimine", una delle serie piu' viste al mondo anche per i racconti di indagini con dotte basandosi su innovativi metodi confidando nella forza e nelle potenzialita' dei laboratori scientifici. In onda andrano 24 inediti episodi, con sfondo ancora una volta la "Grande Mela" e come filo conduttore le indagini della squadra anticrimine che ha conquistato tutto il mondo con ascolti recod. Tornano quindi le indagini del detective Mack "Mac" Taylor (Gary Sinise), l'investigatore che crede che ogni evento sia collegato e che per ciascun individuo esista una storia. Insieme alla collega Stella Bonasera, l'uomo condivide la passione per il lavoro. I due guidano un team di esperti: Danny Messer, un detective di Brooklyn; quindi appunto il dottor Sheldon Hawkes, un medico legale che ha abbandonato una promettente carriera come chirurgo in seguito alla perdita di due pazienti. Insieme a loro collabora un giovane detective di nome Don Flack, un impulsivo, ma con un ottima conoscenza del lavoro forense, e Aiden Burn, le cui capacita' camaleontiche le permettono di adattarsi ad ogni situazione, in ogni momento. Il loro campo di indagine e' New York, la loro unica ragione di vita e sembra essere quella di trovare le prove, eliminare ogni dubbio e risolvere i casi per assicurare il colpevole alla giustizia. La seconda serata di Italia 1 prosegue poi con l'inedita quinta stagione di "The shield": le avventure del distretto di polizia del quartiere piu' malfamato di Los Angeles, dove la giustizia deve fare quotidianamente i conti con la violenza e la corruzione. La quinta stagione in prima visione assoluta e' segnata dall'arrivo al distretto del tenente Kavanugh (interpretato da Forest Whitaker) che creera' non pochi problemi al capo della squadra Vic Mackey (Micheal Chiklis). "The Shield" e' il telefilm dai toni molto cupi ideato e prodotto da Shawn Ryan. Sono le avventure di un gruppo di poliziotti che ogni giorno devono confrontarsi con la sottile linea che separa il bene dal male, la corruzione dall'agire secondo solidi principi morali. Il detective Vic Mackey e' il capo della Squadra d'assalto, un gruppo di agenti che opera allo scopo di eliminare il crimine, ma che il piu' delle volte lo fa seguendo le proprie regole, anche quando discutibili ed ambigue.
NEWS - "Tre cuori in affitto" nelle fiamme: brucia la casa di Suzanne Somers (ma anche di Victoria Principal di "Dallas")
(ANSA) - WASHINGTON, 9 GEN - L'attrice Suzanne Somers di "Tre cuori in affitto" e' tra le vittime dell'incendio che ha preso d'assalto le ville dei ricchi e famosi a Malibu (California) distruggendo quattro case e danneggiando gravemente altre quattro. La villa dell'attrice e' stata distrutta dalle fiamme, che hanno colpito un'area dove abitano anche Pamela Anderson, Mel Gibson e Barbra Streisand. "Non e' la morte di nessuno - ha detto la Somers - ricostruiremo la casa". Le fiamme hanno devastato quasi dieci ettari di lussuosa proprieta' immobiliare. Molte ville erano immerse nel verde rendendo piu' difficile l'opera dei vigili del fuoco. Tra le case minacciate c'era anche quella di Victoria Principal, una ex-protagonista della serie Tv 'Dallas', che ha passato alcune ore ad annaffiare il tetto della villa con la pompa dell'acqua per proteggerla dalle fiamme vicine. Solo uno degli abitanti della zona ha riportato danni fisici, per avere respirato troppo fumo, rendendo necessario il trasferimento in ospedale. Ma le sue condizioni non destano preoccupazione. I vigili del fuoco stanno indagando sulle cause dell'incendio per scoprire se e' stato di natura dolosa. Ma tutto lascia pensare che si sia trattato di cause naturali.

martedì 9 gennaio 2007

NEWS - Claire Forlani, S.O.S. al Ground Zero per "CSI: New York"
La bellissima Claire Forlani è stata chiamata a risollevare gli ascolti di "CSI: New York" - il terzo capitolo della famiglia "CSI" - nei panni del medico forense Peyton Driscoll. Ques'ultima è destinata a far battere il cuore del detective protagonista Mac Taylor (Gary Sinise), il quale ha perso la moglie nel crollo delle Torri Gemelle. L'attrice di origini inglesi, divenuta popolare al fianco di Brad Pitt nel film "Vi presento Joe Black", è fidanzata con l'attore belloccio Dougray Scott, tra i nuovi volti di "Desperate Housewives". Entrambe le serie sono girate a Los Angeles e la coincidenza rende felice Claire: "è bellissimo e rarissimo poter passare la notte assieme per due attori impegnati in set differenti".
(Articolo di Leo Damerini apparso su "TU")

lunedì 8 gennaio 2007

L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri
Rubrica a cura di Leo “Grant” Damerini, tratta dal "Telefilm Magazine" di gennaio

XL
Una bambola coi Buffy

"Odio la bambola di Buffy, non mi somiglia affatto, sembra Erik Estrada (il poliziotto bruno della serie 'CHiPs', n.d.r.). Ha quella massa marrone indefinibile in testa e l'abbronzatura perenne".
(Sarah Michelle Gellar, Novembre 2006)

CORRIERE DELLA SERA
In Italia mai più
"Impossibile lavorare in Italia, le fiction uccidono il talento".
(La nuova Bond-girl Caterina Murino, 12.11.2006)

IO DONNA
In Usa dilaga il 'tele-imbarazzo' da serie tv

"La fine della fruizione simultanea ha creato un fenomeno nuovo: il tele-imbarazzo. 'The Wire', 'Grey's Anatomy', 'Desperate Housewives', 'Lost': la 'discussione del mattino dopo' era un classico della vita d'ufficio americana. Ora i colleghi si guardano con sospetto, temendo che i più avanzati raccontino tutto a chi è rimasto indietro. I giornali parlano della fine del 'water cooler shows', i programmi che venivano commentati intorno al distributore dell'acqua che nella salutista e stakanovista America è un punto di ritrovo, come il bar di sotto per gli italiani e il pub dell'angolo per gli inglesi). Esiste addirittura un mercato nero degli episodi non ancora trasmessi, da cui partono raffiche di indiscrezioni su internet: rivelare le novità dei Sopranos significa rovinare il fine-settimana all'amica che intendeva chiudersi in casa a guardarsi tutta la terza serie. Ho sentito di piccoli ricatti, dispetti al capoufficio, allusioni, depistaggi. Perfino nelle email bisogna agire con prudenza: un riferimento di troppo e si può distruggere un'amicizia".
(Beppe Severgnini, 11.11.2006)

FAMIGLIA CRISTIANA
L'utopia di House
"Quella del dottor House è solo utopia trasferita in una clinica a 29 pollici".
(Gigi Vesigna, 19.11.2006)

IL FOGLIO
L'onnipotenza di House
"House piace, come piacciono gli eroi solitari, campioni di una giustizia senza legge, amministrata pistola in pugno e mano in tasca, con disinvoltura di modi e di metodi. House è sexy come tutti i maschi impossibili, quelli che fanno dire a ogni donna: io lo cambierò. Naturalmente non è vero. A lui interessa solo il gioco intellettuale di decifrazione dei sintomi, il malato è la mappa del tesoro, va esplorato da cima a fondo, rivoltato come un guanto, verificando le più audaci ipotesi. I suoi pazienti non lo possono amare come i suoi fans. Il dottor House fa trionfare l'asciuttezza e l'astrazione, pur entrando nel dettaglio dei corpi tagliati ed esaminati, con la telecamera che si confonde con gli strumenti per la visione endoscopica. La medicina con lui diventa una scienza onnipotente che si esercita sui corpi ignorando la persona, la sua identità individuale e la sua interezza. Perciò, guardare House sì, ma farsi curare da lui, mai".
(Eugenia Roccella, 23.11.2006)

MATRIX
Altro che "West Wing"...

"Se facciamo dietrologia politica, allora è un telefilm!".
(Antonio Di Pietro, 28.11.2006)

ENTERTAINMENT WEEKLY
A Wisteria Lane è tornato il sole
"Alla sua terza stagione, 'Desperate Housewives' si è finalmente risollevato e dimostra che ci può essere speranza dopo i cedimenti e i tempi bui. Le protagoniste interagiscono maggiormente tra loro, le sceneggiature sono meno scollate, le interpreti s'impegnano a fondo (basta un mezzo sorriso di Marcia Cross per descrivere le emozioni della sua Bree, mentre Teri Hutcher ha finito finalmente di ruzzolare ovunque adesso che ha iniziato una relazione stabile). Ma soprattutto c'è un vero mistero che coinvolge i telespettatori: chi diavolo è Orson, il nuovo marito di Bree interpretato da Kyle MacLachlan?".
(Henry Goldblatt, 10.11.2006)

AVVENIRE
"Bones", un "Crossing Jordan" ridotto all'osso

"'Bones' segue il successo dei vari 'CSI' e anche di 'Crossing Jordan'. La sbrigativa e ironica anatomopatologa protagonista è interpretata da Emily Deschanel, non un volto particolarmente simpatico, così come non lo è quello del suo compagno, l'agente FBI David Boreanaz. Nei primi due episodi la sceneggiatura indugia nei ritmi, inserisce battute e spiritosaggini che forse mirano a stemperare la tensione, ma sono irritanti. Riusciranno a scalzare Jordan e Grissom, i loro antecedenti ormai popolari?".
(Mirella Poggialini, 06.12.2006)
BOLLETTINO - Sit-com, bye-bye con qualche rimpianto
Ne sono passate di risate finte sotto i ponti televisivi da quel lontano 1997, anno in cui si contavano ben 62 situation-comedy nei palinsesti d'inizio di stagione. Se oggi se ne contano in America solo 20, una ragione ci sarà. Non che dopo l'11 settembre 2001 gli americani abbiano dimostrato, giustamente, una gran voglia di ridere - con la conseguente chiusura di serie-moloch come "Frasier", "Tutti amano Raymond" o "Friends" - ma sospinto da alcune perle come "Arrested Development", "My name is Earl" e "Everybody hates Chris", il genere sit-com sembrava in leggera ripresa. Quest'anno tuttavia, nonostante il boom di ascolti e le critiche entusiastiche per "The New Adventures of Old Christine" con Julia-Louis Dreyfus (icona femminile del filone negli anni '90, esplosa in "Seinfeld" nel ruolo di Elaine Benes) e la conferma di "Due uomini e mezzo" - uniche due sit-com presenti nei 30 programmi più visti del 2005/2006 - si parla già di de profundis. Quando "La Famiglia Partridge" dettava legge e ciuffi a caschetto correva l'anno 1970-1971 e nella Top 30 si contavano già altre 5 sit-com. Nella stagione 1975-76 "Laverne&Shirley" stappavano bottiglie di birra in compagnia di altre 15 serie in cui si rideva per finta. Nel 1980-81, con 11 sit-com nei 30 programmi più visti di stagione, si registrava un boom di spin-off (tra i quali svettava "I Jefferson" nata da "Arcibaldo"), nonchè un'inversione di tendenza che si sarebbe fermato solo nel 1984, con l'avvento de "I Robinson". Nel 1985-86 il genere conosceva anche un lieve impegno politico-sociale con "Casa Keaton" (13 sit-com nella Top 30). Su a salire fino al climax del 1990-91, anno in cui le situation-comedy imperarono con ben 20 presenze su 30, capitanate da "Pappa e ciccia" e "Cin cin". Nel 95-96 si calava a 14 pur annoverando il culto di "Seinfeld". Nel 2000-2001, prima del crollo delle Torri Gemelle e del suo effetto Big Bang sulla tv americana, si contavano 9 sit-com nella Top 30. Oggi siamo alle due succitate. Semplice crisi creativa o c'è di più? "Una volta gli sceneggiatori arrivavano dalla strada, portando con sè tutti i fermenti dell'epoca - ricorda un produttore esecutivo dello star-system americano che vuole rimanere anonimo - oggi escono tutti dall'università e hanno pochissima esperienza di vita e molta voglia di guadagnare. E poi è tutto prestabilito, privo di iniziativa. Ci sono anche i format da vendere: se vuoi una sit-com alla CBS devi trovare un grassone con moglie affascinante della media borghesia, se punti all'NBC trova protagonisti giovani e arrapati, possibilmente newyorkesi, se vai all'ABC è meglio che ci siano un pò di bambini pestiferi. E' chiaro che il pubblico non ne possa più". Tocca ad uno sceneggiatore altrettanto anonimo dire la sua: "dopo 'Seinfeld' e 'Friends' è difficile creare qualcosa che non gli assomigli. Oggi i network badano meno alle storie e più alle riprese. Adesso va di moda la telecamera unica come in 'My name is Earl' e 'The Office'. Si punta molto alla velocità e al montaggio sporco, meno ai contenuti. Ma questa frenesia aiuta solo a risparmiare e non penso sia recepito dal pubblico come un nuovo stile, quanto come una povertà di idee che lascia il tempo che trova".
(Articolo di Leo Damerini tratto dal Bollettino dell'Accademia apparso sul "Telefilm Magazine" di gennaio)
QUIZ - Chi è l'attrice telefilmica che all'inizio del 2007 si è messa il burqua?
Anno nuovo, look nuovo. C'è chi sfoggia il maglioncino fatto a mano regalato dalla nonnetta e chi si è convertita all'anonimato. Chi è dunque l'attrice telefilmica che sfoggia una bandana simil burqua? Questa volta nessuna lista di papabili. Due indizi però, degni di Ellery Queen: le unghie pittate di nero e i teschi sul foulard (da fare invidia a Keith Richards...).
QUIZ - L'attrice telefilmica in short a Natale era...
Con il ritorno, aihmè, dalle ferie festive, spariscono gli Alberi di Natale e i Babbi Natali che si arrampicano sui muri (anche se non tutti!), così come i dubbi che hanno attanagliato taluni per sapere chi fosse l'attrice telefilmica che il 18 dicembre scorso se ne andava in giro in short bianchi incollati come una seconda pelle. Era Evangeline Lilly di "Lost". Nessuno ha indovinato, anche perchè il suo nome non compariva nell'elenco delle papabili...A Natale non tutti sono buoni, evidentemente! Stay tuned per un Quiz d'inizio anno a risposta libera.

venerdì 5 gennaio 2007

NEWS - Addio a "The O.C.": i fans si mobilitano contro la cancellazione. Quella volta che "Star Trek" venne salvato da un milione di lettere di protesta...
Nonostante la decisione shock di chiudere "The O.C.", i fans si mobilitano e studiano una strategia contro la cancellazione del teen-drama (che ora è diventato più drama che mai...). L'ultima opportunità per tentare di salvare il telefilm ambientato ad Orange County ci sarà la prossima settimana, con ben 4 giorni di mobilitazione "in contemporanea mondiale", dal 8 all' 11 gennaio. E' basilare che ci sia una partecipazione da parte di tutti - fanno sapere gli organizzatori del sito "The O.C. Time" (www.telefilmworld.com/octime/) - fate circolare la voce, più siamo meglio è". Il programma è così articolato:

Lunedì 8 gennaio: Bisogna inviare e-mail alla FOX inserendo i vostri pensieri e consigli sul serial, compresa la richiesta di ripensare alla decisione di cancellare "The O.C.". E-mail: askfox@fox.com

Martedì 9 gennaio: In seguito alle voci che girano sul web circa la presunta volontà da parte del network CW di acquistare "The O.C.", mandare al network in questione (CW) una e-mail contenente una sorta di invito/supplica ad acquistare il telefilm, inserendo i vantaggi che ne trarrebbe da un'operazione simile. E-mail : feedback@cwtv.com

Mercoledì 10 gennaio: E' il banner day, per far sapere a tutti che si è arrivati al 5° giorno di attivismo della "SAVE THE OC CAMPAIGN", inserendo le proprie firme nei forum in cui si è iscritti.

Giovedì 11 gennaio: E' l'ultima opportunità per firmare la petizione della FOX. Dopo questo giorno la mobilitazione "a livello mondiale" finirà. E' l'unica occasione per tentare di far arrivare le firme a 300 mila. Indirizzo: www.fox.com/oc/savetheoc/.

Sarà tutto inutile? Probabile, visto che la decisione di chiudere il serial arriva anche dall'ideatore Josh Schwartz (qualche email anche a lui, già che ci si mobilita, non guasterebbe...). Sovviene però in mente quanto accaduto a "Star Trek": quando il 3 giugno del 1969 venne trasmessa l'ultima puntata (per la cronaca, "Inversione di rotta"), un milione di lettere di protesta convinse i vertici della NBC a riprogrammare la serie...Insomma, vale la pena tentare!

giovedì 4 gennaio 2007

NEWS - Ultima ora shock, chiude "The O.C."!!! Addio a Ryan&Co.
(ANSA) - WASHINGTON, 4 GEN - Chiude i battenti la serie televisiva 'O.C.'. Nata quattro anni fa, diventata la serie preferita dagli adolescenti americani (raggiungendo un pubblico affezionato di almeno dieci milioni di spettatori), la saga degli adolescenti ricchi della prospera 'Orange County' in California ha perso gradualmente la sua presa sul pubblico. L'anno scorso la platea televisiva era caduta per 'O.C.' a sei milioni e le puntate della nuova stagione 2006/07 avevano fatto registrare quest'anno un nuovo crollo, precipitando a quattro milioni di spettatori. Cosi' la Fox Tv ha deciso di cancellare la serie. L'ultima puntata andra' in onda il 22 febbraio. "Sara' una chiusura soddisfacente", promettono i responsabili della serie. Il successo della serie ha trasformato in personaggi famosi gli attori protagonisti Benjamin McKenzie (Ryan), Adam Brody (Seth) e Mischa Barton (Marissa).

"The O.C.": ascesa e caduta del teen-cult della IPod Generation (scheda Ansa)
La notizia era nell'aria gia' dai primi di dicembre ma oggi e' arrivata la conferma: 'The O.C.' chiude i battenti e l'ultima puntata andra' in onda il 22 febbraio in America. Pesante il calo di ascolti, principale responsabile nel decretare la morte di questa serie accolta in primo tempo in
maniera entusiastica: negli ultimi tempi si parlava ormai di vero e proprio flop e la crisi di audience (che ha colpito anche Lost) era sempre piu' evidente. 'The O.C' (prodotto da Warner Bros, College Hill, Pictures Inc., Wonderland Sound and Vision), ha debuttato sugli schermi
americani sul canale Fox il 5 agosto del 2003 totalizzando ben 10 milioni di telespettatori a puntata; e' poi arrivato in Italia il 7 settembre 2004 (Italia 1) ed e' stato spostato dal 3 maggio al 26 luglio 2006 su Mediaset Premium. Cosi', per la prima volta, una serie di telefilm e' stata trasmessa in anteprima sul digitale terrestre. Negli Stati Uniti, dal 2 novembre 2006, va in onda la quarta stagione mentre, in Italia, dal lunedi' a venerdi' alle 17,20 e' ancora possibile vedere su Fox gli episodi della seconda stagione. Sfondo della serie sono le spiagge della California, compresa Malibu: protagonista e' Ryan, un ragazzo ribelle ma brillante che porta lo scompiglio a Orange County, paradiso per gente ricca a Newport Beach. Un giorno, Ryan viene arrestato per furto d'auto insieme al fratello Trey. Sara' l'avvocato Sandy Cohen, suo difensore d'ufficio, a tirarlo fuori di prigione e a ospitarlo a casa sua per un week-end a Orange County. E da questo momento la vita della famiglia Cohen e dei loro amici, cambiera' decisamente. Da qui si sviluppa il racconto della serie drammatica ideata da Josh Schwarts e interpretata da Peter Gallagher, Kelly Rowan, Ben McKenzie e soprattutto da Mischa Barton che poi ha dato forfait, uscendo di scena con la morte del suo personaggio Marissa Cooper, nell'ultimo episodio della terza stagione. L'attrice aveva interpretato un ruolo importante nel film 'Il sesto senso' (1999) e ha poi recitato in 'Notting Hill'(1999) e ne 'L'altra meta' dell'amore'(2001). Ha deciso di lasciare 'The O.C' per potersi dedicare maggiormente al cinema nonostante fosse stato proprio questo telefilm a darle popolarita' e successo.
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti dai giornali italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
«Sex and the City», ultimo clone. Ora le amiche abitano a Berlino in "Sex and more"
"Quattro amiche trentenni che parlano di sesso. A New York? Sbagliato. Questa volta siamo a Berlino. È 'Sex and More', la serie made in Germany che racconta la storia di quattro amiche che si dividono tra lavoro, mariti, amanti e carriera. Già visto? Sì, ma la formula di 'Sex and the City' funziona e crea sempre nuovi cloni. Carrie Bradshaw e le sue amiche hanno iniziato a parlare di uomini nel 1998, ma a distanza di anni il cliché non cambia. Territorio tradizionalmente maschile, il sesso (nei telefilm) è in mano alle donne. Conferma Leo Damerini, autore con Fabrizio Margaria, del Dizionario dei Telefilm: «Sex and the City ha rappresentato un vero e proprio big bang. E che siano le donne a parlare di sesso è naturale: tra loro c'è più complicità e intimità. Gli uomini invece misurano tutto in termini di conquiste. Per l'universo maschile le donne di Sex and the City hanno rappresentato uno specchio: gli uomini hanno finalmente capito come le donne vivono il sesso». Altra ragione, non secondaria, del prevalere delle donne, il marketing: «Quando una donna è protagonista di un telefilm, accorre il pubblico femminile ma anche quello maschile. E poi rispetto a un tempo sono aumentate le donne all' interno del cast tecnico: sceneggiatrici, direttrici di produzione, autrici...». In 'Sex and More' (venerdì alle 21 su FoxLife) Minza è una mamma single incasinata che ha tante storielle da una notte. Valerie è romantica e istintiva, ma sprofonda in una crisi nera quando il marito le confessa il suo desiderio di paternità. Edda fa il medico in un ospedale: ama gli uomini, ma fino a quando mantengono una giusta distanza. Frenzy infine vive chiedendosi chi è e che cosa prova: fa la fotografa e quando si trova catapultata nel mondo dei ricchi e famosi le sue insicurezze aumentano. Il filone funziona. C' è la declinazione spagnola ('Mujeres', 2006) e quella lesbo ('The L Word', 2004). Nel primo caso protagonista una famiglia matriarcale: quattro donne normali, più sfigate che glamour, che vivono in un quartiere povero, sono spesso al verde e devono combattere con i piccoli grandi problemi della quotidianità. La risposta mediterranea alle provincialotte Casalinghe disperate (anche loro quattro: il nuovo numero perfetto?). Variopinto il mondo di L Word, tante storie intrecciate per parlare dell' universo omosessuale al femminile: dalla convivenza all' inseminazione artificiale, dal coming out alle relazioni famigliari. Anche la Russia è stata toccata dal successo planetario di 'Sex and the City' e ha avuto la versione moscovita delle quattro amiche che parlano di sesso. Titolo letterario: 'L' età di Balzac'. Sottotitolo inequivocabile: «Tutti gli uomini sono bastardi»".
(Renato Franco, 03.01.2007)




GOSSIP - In esclusiva anteprima per l'Italia, lo strip di Jessica Alba a Miami per l'ultimo dell'anno (ma il fidanzato-gorilla rovina tutto...)
Come si diceva qualche Post fa, c'è chi durante le feste va in giro imbacuccato come per il freddo e chi si può permettere vacanze in luoghi esotici o comunque con un clima estivo. E' il caso della bellissima Jessica Alba, la quale si è recata a Miami e non è certo apparsa "invisibile" come ne "I Fantastici Quattro". Anzi. Nonostante l'ex "Dark Angel" abbia dichiarato che non comparirà mai senza veli in un film per via dell'imbarazzo, quest'ultimo si è sciolto come neve al sole sotto un solleone simil ferragostano. Eccola in sequenza liberarsi da ogni taboo e scampoletto di vestito fino all'arrivo rovina-tutto di quel gorillone del fidanzato Cash, con tanto di mutandoni della nonna che hanno spinto l'Alba a rivestirsi in tutta fretta dietro la minaccia di lui di imitarla nello strip anti-caldo.

mercoledì 3 gennaio 2007

NEWS - Dopo "Dr.House", su Italia 1 arriva "Huff", lo psichiatra che assomiglia a Daniele Luttazzi
(ANSA) - ROMA, 3 GEN - Nuovo medico in tv, a conferma di un filone inesauribile: tra quarantenni d'assalto e casalinghe disperate, il camice bianco (anche quando non si indossa)accende fantasie e soprattutto macina ascolti: dopo Gregory House sbarca in Italia direttamente dall'America 'Huff' a conclusione della serata ospedaliera cult di Italia 1 aperta proprio da House, seguito da 'Grey's Anatomy' e che va avanti coerentemente con il duo 'Nip/Tuck'. Si inizia venerdi' 19 gennaio, con la prima puntata della terza serie di House (lo spot va gia' in onda) e, a tarda notte, i piu' resistenti potranno conoscere la vita e le vicende di Huff che sta per dr. Craig Huffstodt: e' uno psichiatra la cui vita cambia drasticamente quando un paziente quindicenne gay si suicida nel suo studio dopo aver confessato la propria omosessualita' ai genitori. Quindi Huff, come House, e' anche lui alle prese con un trauma, nel suo caso una ferita non del corpo ma dell'anima e potrebbe essere una piccola rivelazione. Negli States i primi test sono piu' che positivi e sembra che queste figure di dottori in prima o in seconda linea buchino davvero lo schermo. Il gusto italiano si adegua e apprezza e, chissa', magari ripensa con un po' di nostalgia alla indimenticabile saga di Guido Tersilli, medico della mutua, interpretato da Alberto Sordi. La prima stagione della serie, interpretata da Hank Azaria, e' composta da 13 episodi ambientati a Los Angeles (primo ciak nel 2004) durante i quali Huff affronta la propria crisi e le nevrosi della sua famiglia composta da moglie, un figlio adolescente, una madre caratteriale e un fratello mentalmente instabile. Nominata due volte ai Golden Globe Awards, la serie si e' aggiudicata gia' due Emmy per l'interpretazione di Blythe Danner, mamma di Gwyneth Paltrow, attrice di lungo corso, che i meno addentro nella materia ricordano soprattutto per il film del 2004 'Mi presenti i tuoi?'. Del cast fa anche parte Oliver Platt, mentre l'ideatore della serie e' Bob Lowry. Psichiatria e problemi familiari, all'insegna di 'medico cura te stesso' per un tema specifico quasi inedito per la televisione. In Italia sono davvero in pochi a ricordare Silvio Orlando, psicologo del servizio pubblico, nella miniserie su Canale 5 'Padri e figli'. Cambia la musica per il grande schermo: psichiatra era Nanni Moretti nella 'Stanza del figlio' (2000) cosi' come Francesco Nuti in 'Caruso Paskoski' (1988). I titoli americani invece non si contano piu' ma i padri nobili della psicanalisi cinematografica sono sicuramente Alfred Hitchcock, Woody Allen e Mark Sandrich, coloro che l'hanno praticamente innalzata a una vera e propria forma d'arte.
(ANSA).
P.S.: Per i lombrosiani, si noti la somiglianza fisica di Azaria con il nostro Daniele Luttazzi
P.S. bis: Si noti nel cast la presenza di Paget Brewster, attrice curiosa e fuori dallo star-system di cui si parlerà nel prossimo Bollettino del "Telefilm Magazine"

martedì 2 gennaio 2007

NEWS - Il 2007 televisivo si apre all'insegna del boom dei telefilm d'autore (ANSA) - ROMA, 2 GEN - (Di Daniela Simonetti) I grandi telefilm d'autore saranno, anche per il 2007, lo zoccolo duro dei palinsesti tv soprattutto delle reti cosiddette giovani e del satellite: vengono dall'America, curati nei particolari, al limite del realismo, popolati di anti-eroi, influenzati dall' 11 settembre, si avviano a sfondare ampiamente la quota del 20% della programmazione della televisione generalista. Insomma, i telefilm vivono in tv una nuova eta' dell'oro, dopo al crisi degli ani '90: perfino Stephen King ne ha confessato una 'dipendenza' quasi assoluta. Stagioni su stagioni, anno dopo anno, in Usa sono diventati fenomeni di culto, riuscendo a scandalizzare e appassionare: 'Desperate Housewives' e' la serie piu' vista (22 milioni di telespettatori in America), la rivelazione e' 'Grey's Anatomy' (21 milioni) che ha battuto il mitico 'CSI' (20 milioni e 800 mila). 'Dr. House' resta un punto fermo, 'Nip/Tuck' ha conquistato il pubblico dei disinibiti, 'E.R.' prosegue senza sosta anche se privo delle star che lo hanno reso grande. Negli States calano 'Lost' e 'The OC', considerati i due flop della stagione. Rai, Mediaset e Sky sono pronte a sfidarsi nuovamente su questo fronte ma e' la piattaforma satellitare a sfoderare il suo atout: Gabriele Salvatores entra nella squadra Sky con la direzione artistica della miniserie 'Quo Vadis Baby' ispirata al suo omonimo film del 2005. Esattamente l'operazione inversa che fece David Lynch con 'Twin Peaks' (ne giro' poi il prequel per il cinema 'Fuoco cammina con me). Fra i primi a cimentarsi con l'antico genere del telefilm anche Steven Spielberg (all'epoca non era ancora un mostro sacro) e John Cassavetes con il tenente Colombo fino ai tempi piu' recenti di Quentin Tarantino che ha diretto una puntata di 'ER' e un'altra di 'CSI'. Ma, se l'affezione non manca, come confermano gli ascolti anche in Italia (anche se non sempre corrispondenti a quelli americani), la vera difficolta' e' districarsi tra repliche e novita'. Ecco lo 'stato dell'arte' delle serie piu' famose:
- 'DESPERATE HOUSEWIVES': la seconda stagione va in onda da oggi su Raidue, in Usa invece e' in trasmissione la terza e si sta girando la quarta.
- 'DR.HOUSE': in onda le repliche della seconda stagione su Italia 1 e quelle della prima su Fox. Il 19 gennaio sara' possibile vedere la prima puntata della terza gia' in onda in America dove si sta girando la quarta.
- 'GREY'S ANATOMY': parte su Italia 1 dal 19 gennaio la seconda e inedita stagione, subito dopo 'Dr.House'.
- 'NIP/TUCK': parte la quarta serie, in cui si scoprira' che uno dei due protagonisti e' bisessuale, dal 19 gennaio subito dopo l'accoppiata House e Greys's Anatomy, a conferma della volonta'
di Italia 1 di costruire una prima e una seconda serata praticamente blindata.
- 'E.R': in onda da ieri la dodicesima stagione su Raidue.
- 'SOPRANO': nuove puntate dell'ottava serie in onda su Raisat Premium.
- '24': in prima visione assoluta su Fox parte a gennaio la quinta stagione. In onda doppio appuntamento ogni venerdi' a partire dal 26.
- 'LOST': arriva su Raidue la seconda stagione, gia' trasmessa da Fox. Negli Stati Uniti e' in programmazione la terza.
- 'SMALLVILLE': in onda il giovedi' su Italia 1 la quinta stagione, serata a tema con ben tre puntate.
- 'CSI-MIAMI': su Fox Crime la terza stagione in onda da oggi ogni martedi' con un doppio appuntamento. In Usa il classico Csi e' arrivato alla settima stagione in onda sulla Cbs. La sesta e' stata trasmessa da Fox a marzo 2006.
- 'CSY NEW-YORK': l'11 gennaio parte la quarta serie su Italia 1; a conclusione del ciclo partira' 'CSI LAS VEGAS' e quindi in autunno 'CSI MIAMI'.

domenica 31 dicembre 2006

BUON 2007...A PUNTATE!
Il personaggio telefilmico del 2006 è Hugh
Mentre il prestigioso "Time" ha deciso di eleggere personaggio dell'anno "You", ovvero tutti coloro che hanno contribuito alla crescita della rete (Google, You Tube...), Telefilm Cult ha scelto di nominare Hugh, ovvero quel gran Laurie che zoppica col bastone di "Dr. House" e che ha permesso anche ai distratti di accorgersi dell'evidentissimo boom dei telefilm...Tanti auguri di un buon 2007 a...puntate!

(Prima di stappare lo Champagnino, scaricatevi la foto esclusiva di Telefilm Cult cliccandoci sopra e mandatela a parenti, amici, colleghi, partner fissi o occasionali, ex di qualcosa, medici, pazienti, infermiere, idraulici del tubo, carrozzieri di specchietti, personaggi ancor troppo famosi per partecipare a qualche reality-show...).
NEWS – I bilanci telefilmici di fine anno
Si chiude un anno, compreso quello del debutto di “Telefilm Cult”. E’ ora di fare un bilancio, tra il serio e il faceto, su una stagione “in serie” che sicuramente è stata esaltante. Se non la migliore degli anni 2000 per quanto riguarda la qualità dei telefilm visti in Italia, sicuramente quella che ha dato maggior visibilità alle serie tv (basta vedere il boom di “Dr.House” negli ascolti e sulla stampa). In attesa di celebrare il genere telefilmico al prossimo “Telefilm Festival” di maggio a Milano, giochiamo (giocate) ai titoli da assegnare…

TELEFILM EVENTO:
“Dr. House”
TELEFILM RIVELAZIONE (INASPETTATA):
"Invasion”
TELEFILM RIVELAZIONE (MERITATA):
"Dr. House" e "CSI: Miami"
TELEFILM FLOP:
"The OC"
TELEFILM PIU’ CASTRATO:
“Medium”
TELEFILM PIU’ SOTTOVALUTATO:
“My name is Earl” e “Weeds” (pari merito)
TELEFILM NOVITA' CULT SUL SATELLITE:
"Big Love"
TELEFILM DA SOGNARE IN ONDA NEL 2007:
“Life on Mars”
TELEFILM DESTINATO A ESPLODERE NEL 2007:
“Criminal minds”
TELEFILM NOVITA’ DEL 2007:
“Heroes”
TELEFILM DA RIVALUTARE:
“Hustle” (e i nuovi telefilm inglesi in genere)
TELEFILM DA OSSERVARE IN EVOLUZIONE:
“Lost”, "Grey's Anatomy" e “Desperate Housewives” (pari merito)
TELEFILM DA DIMENTICARE:
“Nati ieri”

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