venerdì 4 gennaio 2019

NEWS - Tutti pazzi per "La Casa di carta" a Firenze! Folla in delirio a caccia del "Professore" e di "Berlino" in Piazza Duomo
News tratta da "La Nazione"
Un giorno solo di riprese, ma è bastato per mandare in tilt piazza Duomo. Sono centinaia i fan de "La Casa di Carta" che si sono dati appuntamento in centro a Firenze per le riprese della terza stagione della fortunata serie Netflix. Un appuntamento che si svolge in un solo giorno, venerdì 4 gennaio, giornata peraltro freddissima ma che non ha scoraggiato i fan. Chicca per gli appassionati, la presenza di Alvaro Morte, che nella serie interpreta "Il Professore", l'ideatore del colpo alla zecca di Madrid che fa da sfondo all'intera serie. Con lui anche Pedro Alonso, che ne "La Casa di Carta" è Berlino. Proprio la scena che vede protagonisti il Professore e Berlino, scena che si svolge tra Battistero e cattedrale, ha catturato l'attenzione dei fan, che durante i ciak hanno fatto scattare a più riprese i loro smartphone. Per foto che adesso custodiranno gelosamente. La troupe ha iniziato a lavorare da poco dopo l'alba: macchine da presa, luci, teloni, tutto è stato approntato. Poi dalle 9.30 circa le prime riprese. Gli attori hanno cercato di scaldarsi come hanno potuto: tazze di caffé caldo e coperte sono state particolarmente utili nelle pause tra un ciak e l'altro. I fan arrivavano non solo da Firenze ma un po' da tutta Italia. E si erano coordinati attraverso i vari gruppi e pagine su Facebook. Era stato addirittura distribuito un tagliandino speciale che i veri fan si sono appuntati sul petto per riconoscersi tra la folla. La notizia delle riprese e i video dei fan hanno talmente invaso i social che in mattinata l'hashtag #lacasadicarta è prepotentemente entrato tra i trending topic. Nel pomeriggio la troupe si è spostata a piazzale Michelangelo. Anche qui c'era il pubblico delle grandi occasioni. Tanti gli appassionati che hanno seguito le riprese. Sul set anche una gru per le riprese dall'alto. Il meteo ha premiato la troupe: un suggestivo sole invernale baciava infatti Firenze. E dal piazzale gli scorci della città erano davvero suggestivi. 

giovedì 3 gennaio 2019

NEWS - Achtung, compagni! Domani si gira "La Casa di carta" a Firenze (P.zza Duomo e Piazzale Michelangelo)
"La casa di carta" arriva a Firenze. La terza stagione de "La casa di carta" arriva su Netflix nel corso dell'anno e le riprese toccano l'Italia: domani, infatti, il set della serie spagnola sarà a Firenze. In mattinata, location in piazza del Duomo, più tardi in piazzale Michelangelo. "La casa di carta" è la serie non in lingua inglese più vista di sempre sulla piattaforma streaming e la prima produzione spagnola a vincere l'International Emmy Award. Netflix è già passata da Firenze in estate per il set del film d'azione "Six underground".

mercoledì 2 gennaio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
L'importanza di chiamarsi "Soprano"
"Era 20 anni fa, nulla è rimasto uguale. Tony Soprano con l'accappatoio bianco, a bordo piscina con gli anatroccoli, appare sulla Hbo il 10 gennaio 1999. Per un bel po' sarà l'argomento di conversazione: è vero che quella Golden Age, non la prima nella storia della tv americana, aveva già avuto qualche anticipo, ma "I Soprano" fecero il botto. Gli spettatori italiani aspettarono un paio d'anni, fino al 2001, per scarsa convinzione da parte dei responsabili del palinsesto: cinque episodi su Canale 5, poi su Italia 1, in orari notturni. Adesso che le serie sono più numerose delle giornate a disposizione per guardarle - con grave danno per la chiacchiera, non c'è più un "Lost" su cui accapigliarsi "I Soprano" restano in cima alla lista per scrittura, recitazione, invenzioni drammaturgiche. Vorremmo avere il tempo per riguardare le sei stagioni da cima a fondo - invece siamo travolti dalle nuove uscite. Nella lista delle migliori serie del 2018 compilata per il New Yorker da Emily Nussbaum c'è la categoria "serie che avrei voluto vedere perché ne dicono un gran bene, ma non ho avuto il tempo". Qualcuno ha fatto i conti: servono 60 ore per vedere "The Wire", altra serie imperdibile. Serve lo stesso tempo per leggere "Guerra e pace", più "Don Chisciotte", più "Moby Dick", più "Delitto e castigo". "I Soprano" contano : episodi di un'ora, interrotti il 10 giugno 2007 con una dissolvenza: ci sta qualcosa ancora per completare la bibliotechina dei classici. Era la tv di vent'anni fa. Gli attori erano scelti dai responsabili del casting, e poi sarebbero diventati star (il passaggio inverso non era neanche concepibile). I registi non provenivano dal cinema, ma da altre serie televisive (ora fanno la fila per passare dal cinema a misura di blockbuster, con tempi decisionali lunghi, alla televisione che decide in fretta, o alle piattaforme streaming affamate di prodotto e attente alle nicchie). James Gandolfini era un attore non di primissimo piano, uno sceneggiatore come Matthew Weiner aveva già nel cassetto i pubblicitari di "Mad Men" ma nessuno li voleva. Siccome si parlava di mafia, le associazioni che difendono il buon nome degli italoamericani protestarono. Nessuno ha pronunciato una sola parola contro la Napoli ricostruita per "L'amica geniale" di Saverio Costanzo: è l'Italia che piace, miserabile e pittoresca, vociante e sguaiata. I fanatici aspettano "The Soprano Sessions", tutto quel che avreste voluto sapere su "I Soprano" e non avete mai osato chiedere. Lo hanno scritto, per celebrare il ventennale, Matt Zoller Seitz e Alan Sepinwall (suo il saggio "The Revolution Was Relevised", da Rizzoli con il titolo "Telerivoluzione"). Finalmente avremo certezze su chi pronunciò la frase "il cunnilingus e la psicoanalisi ci hanno portato alla rovina". Sintomo inequivocabile, per la famiglia mafiosa, che il meglio era passato, l'avevano goduto i padri e i nonni. Nelle situazioni complicate, Tony Soprano si chiede: "Cosa avrebbe fatto Don Vito Corleone al posto mio?". Mai si era visto un mafioso con il Prozac nel taschino ("lavoro nel settore rifiuti" dice Tony Soprano alla dottoressa Melfi, mentre vediamo il cadavere di un nemico smaltito in discarica). Dicono a Hollywood che la buona idea per un film deve poter essere sintetizzata in poche parole. Vale anche per le serie, e David Chase ha avuto quella giusta: mettere insieme l'omertà del "negare sempre" con la regola di Freud che impone di dire tutto, ma proprio tutto, quel che passa per la testa". (Mariarosa Mancuso)

venerdì 28 dicembre 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
In "AHS: Apocalypse" tutto ritorna
"Nelle serie tv, come nel cinema, la fine del mondo è forse il migliore espediente per raccontare la selezione naturale dell'umanità, per vedere da vicino chi riuscirà a salvarsi e chi sarà costretto a soccombere e scomparire. E su questa cinica frattura che si colloca American Horror Story — The Apocalypse, l'ottava stagione della serie antologica che ha riscritto, almeno in parte, i canoni dell'horror di matrice americana (Fox). Un missile nucleare distrugge il pianeta Terra; una miliardaria di nome Coco St. Pierre Vanderbilt scappa dalla distruzione di Los Angeles insieme a poche altre persone fidate. Contemporaneamente, una misteriosa organizzazione seleziona giovani adulti destinati a sopravvivere. Una serie antologica, per definizione, si compone di stagioni diverse, slegate tra loro dal punto di vista narrativo e tenute insieme dall'adesione a un filo rosso, a un'idea; così, la fortuna di AHS è stata proprio quella di cambiare continuamente storia, ma di mantenere saldo lo schema di fondo, spesso anche i volti del cast. The Apocalypse rappresenta un cross-over tra la prima e la terza stagione (rispettivamente Murder House e Coven), di cui riprende alcuni dei personaggi più noti e riusciti. Con il pretesto dell'apocalisse, la serie ci mette di fronte all'antico dilemma delle disuguaglianze, dell'ingiustizia sociale; compito della severa Miss Venable è proprio quello di ristabilire un nuovo ordine fondato sulla gerarchia del denaro, su una distinzione, anche estetica, di classe. I viola, cioè le élite, da una parte, e i grigi, le «formiche operaie disposte a servire», dall'altra. «La tecnologia ha distrutto il mondo. I social media hanno dato l'illusione alle persone di essere uguali, ma questo non esiste più», sentenzia Miss Venable, decisa a perseguire un micro-cosmo sociale semplice nella sua brutalità. È il denaro che seleziona e divide, non le capacità o l'intelligenza. Tutto ritorna". (Aldo Grasso)

giovedì 27 dicembre 2018

NEWS - Fermi tutti! L'eterosessualissimo Darren Criss ha deciso che non interpreterà più omosessuali: "non sarò un altro attore etero a interpretare gay!"
News tratta da Deadline.com
Darren Criss has played numerous characters on TV, film, and stage, but he is best known for his roles as Blaine in Glee and his recent turn as the real-life Andrew Cunanan in The Assassination Of Gianni Versace: American Crime Story for which he has won an Emmy and, most recently, a Golden Globe nomination. In addition, he played the titular character in Broadway’s Hedwig and the Angry Inch. The characters are members of the LGBTQ community and Criss, who identifies as heterosexual, said that those will be the last queer characters he will play. During a recent event for Clorox’s What Comes Next in New York, Criss said that the gay roles that he has played are wonderful. He followed that up with saying, “But I want to make sure I won’t be another straight boy taking a gay man’s role.” Hollywood is currently in transition when it comes to authentic representation of LGBTQ characters, people of color and other members from marginalized communities — and Criss is very cognizant of that. He admits that he no longer feels comfortable playing these roles and that it is “unfortunate.” “The reason I say that is because getting to play those characters is inherently a wonderful dramatic experience,” he said. “It has made for very, very compelling and interesting people.”

martedì 25 dicembre 2018

GOSSIP - Svestiti, è Natale! Laverne Cox di "OITNB" si spoglia sotto le Feste prima di diventare una medium nella nuova serie "Spirited"
Laverne Cox is looking so glamorous! The 46-year-old Orange Is The New Black star was spotted posing for cameras outside of Catch LA on Saturday night (December 22) in West Hollywood, Calif. Laverne looked chic in a sheer black lace dress as she exited Sean “Diddy” Combs‘s Ciroc Vodka Christmas party. Laverne is set to star in the upcoming TV series Spirited, about a phony psychic who discovers she can communicate with the dead. She is also starring in the upcoming horror-comedy, Bad Hair.

lunedì 24 dicembre 2018

GOSSIP - Silenzio, parla Jameela di "The Good Place"! "Chi usa Photoshop è una stronza insicura!"
Jameela Jamil poses for the cover of Nylon‘s December 2018/January 2019 issue.
The 32-year-old The Good Place actress, who recently criticized celebs who get paid to endorse detox teas, spoke out against people who use Photoshop on their social media photos.
“When you’re Photoshopped you’re setting yourself up for a fall, because you can’t live up to a digitized image… Stop Photoshopping your images. I really think it’s so gross,” Jameela said. 
“I think it’s a disgusting crime to Photoshop your images and put them out there in the world without announcing that’s what you’ve done,” Jameela said. “It’s a lie, you’re lying to your fans, and your followers, and people who look up to you. You’re an asshole. I really believe that. You’re an asshole. You’re allowing the insecurity that ruined your life to pour back out into other people. You are recycling that self-hatred. You are recycling that insecurity, and you should stop.”
After letting out a laugh, Jameela told the mag, “I know I’m really severe about that. But I didn’t eat as a teenager for three years because of people elongating their legs and thinning out their images… We have to rebel against this, we have to see flaws.”
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sabato 22 dicembre 2018

NEWS - 2019? No, 90210! Nel nuovo tornerà "Beverly Hills" con gli stessi interpreti del cult degli anni '90 (tranne i non pervenuti Shannen Doherty e Luke Perry...)
Gioirà la generazione anni '90: il telefilm cult Beverly Hills 90210 tornerà in tv. Andata in onda dal 1990 al 2000, la serie ha visto crescere coloro che oggi hanno tra i 30 e i 40 anni. Insieme a Brenda, Brendon, Dylan e Kelly milioni di giovanissimi hanno pianto, riso. Negli anni il programma ha affrontato temi importanti come l'Aids, le droghe, la violenza sulle donne e i disturbi alimentari. A dare la notizia è stato il sito Deadline. Pare che nel cast ci saranno quasi tutti i personaggi originali. Jennie Garth (Kelly), Tori Spelling (Donna), Jason Priestley (Brendon), Ian Ziering (Steve), Brian Austin Green (David) e Gabrielle Carteris (Andrea). Il progetto è stato messo sul mercato e sarebbero diverse le reti tv e le piattaforme streaming interessate. Il nuovo Beverly Hills 90210 sarebbe stato scritto e produtto da Mike Chessler e Chris Alberghini. La prima a parlare di un ritorno della serie era stata Tori Spelling, interprete di Donna e figlia del produttore originale Aaron.

giovedì 20 dicembre 2018

GOSSIP - Giù le mani (anzi, i piedi) dalla Carlton Dance! Il ballo reso celebre dal personaggio di "Willy, il Principe di Bel Air" copiato dal videogioco "Fortnite" (in realtà anche George Michael ballava così negli anni '80...)

News tratta da Tgcom24
Continuano le polemiche attorno al fenomeno videoludico del momento, quel Fortnite: Battle Royale di Epic Games che trova sempre un modo per far parlare di sé, nel bene e nel male. Così, dopo la denuncia di Donald Faison, il Turk di Scrubs che aveva accusato Epic di aver utilizzato senza il suo consenso la popolare danza del personaggio, nelle scorse ore è arrivata una nuova querela agli sviluppatori da parte di Alfonso Ribeiro, noto per aver interpretato il personaggio di Carlton nella serie TV Willy, il Principe di Bel Air con protagonista Will SmithIn particolare, stando a un report di TMZ, Ribeiro avrebbe accusato Epic di aver introdotto nel gioco una emote (una danza attivabile a piacimento dal giocatore durante le partite multiplayer, acquistabile tramite denaro reale) che emula in tutto e per tutto la sua popolare Carlton Dance, il ballo che ha reso celebre il suo personaggio nella serie televisiva degli anni '90. Come nel caso di Donald Faison, il problema non sarebbe tanto l'uso della danza in sé, quanto la monetizzazione sulla stessa senza tuttavia prevedere il benché minimo compenso o riconoscimento a chi questa danza l'ha inventata e resa così popolare. Il legale di Ribeiro, David Hecht, ha reso noto che il suo assistito avrebbe sporto denuncia anche contro Take-Two Interactive e 2K Games, probabilmente a causa dell'utilizzo improprio della stessa movenza in uno dei suoi titoli sportivi, NBA 2K18. Non è chiaro se la causa di Ribeiro proseguirà oltre e andrà a toccare tutti i videogiochi che, negli anni, hanno omaggiato la Carlton Dance, dal momento che anche il primo episodio di Destiny includeva il popolare balletto come emote a pagamento. Di seguito potete dare un'occhiata a un video comparativo che mostra come Epic Games abbia emulato completamente il balletto di Ribeiro all'interno del suo popolare Fortnite.

mercoledì 19 dicembre 2018

GOSSIP - Nina Dobrev più in forma che mai rivela su "Women's Health": "ho lasciato 'The Vampire Diaries' per essere più felice..." (ergo: sul set non lo era più)
Nina Dobrev is on the cover of Women’s Health‘s January/February 2019 issue, out now.
Here’s what the 29-year-old Vampire Diaries actress had to say…
On eating more than she used to, every two hours, to keep her metabolism stable:“I feel healthier. You’re happier when your body is full, your brain functions better, and you’re a nicer person. I would get hangry, I think, because I was so busy running around that I wasn’t the best version of myself.”
On the pressure to start a family: “I can and will definitely have both [career and family]. I’m still working on me. When I do have a family, I can focus my full energy on that, but I’m not ready for it yet. In 10 years, hopefully, I will be – for my mom’s sake. My mom wanted me to have a baby 10 years ago. She gets me baby clothes for Christmas every year. She’s like ‘Hint, hint, nudge, nudge!’”
On leaving hit supernatural show The Vampire Diaries in 2015: “I was like, ‘Why am I here? What am I doing? Is it making me happy? What can I do to make me happier?’”

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martedì 18 dicembre 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
Le due novità light di "New Amsterdam"
"La serie «New Amsterdam» è ispirata alla storia del Bellevue Hospital di New York City (462 ist Ave, btwn 26th e 28th St), il più vecchio ospedale pubblico degli USA, e alla vita del suo direttore sanitario Eric Manheimer, raccolta in un libro: Twelve Patients: Life and Death at Bellevue Hospital (Canale 5, domenica, ore 21.34). Il Bellevue Hospital è stato aperto nel 1736 come ospizio desolato, la77aretto per persone affette da colera, peste e malattie contagiose, e poi è diventato anche braccio della morte. Sin dall'inizio ha ospitato anche malati mentali e derelitti vari. Nell'ospedale pubblico si parlavano oltre cento lingue, tutte tradotte dallo staff e il primo a raccontare le vicende che si sono svolte fra quelle mura è stato David Oshinsky, premio Pulitzer, nel libro Bellevue. L'ospedale ha sempre rappresentato un orgoglio nazionale, in grado di fornire cure gratis a chiunque, senza privilegi. Anche ora che è arrivato il dottor Max Goodwin (Ryan Eggold) il protagonista della serie. La narrazione ruota attorno a lui, il nuovo direttore sanitario dell'ospedale che ha l'obiettivo di riformare e migliorare il sistema ospedaliero, a tratti corrotto, affinché i pazienti possano accedere più facilmente al servizio. «New Amsterdam», creato da David Schulner, è il classico medical drama. Anche qui, come in «The Good Doctor», si tenta di coinvolgere il pubblico della tv generalista, richiamando alla mente i fasti di «E.R.» e di «Grey's Anatomy»: la vita di corsia, con tutti i casi drammatici che l'emergenza propone, s'intreccia con la vita privata. Le principali novità che la serie porta con sé sono due. L'una riguarda il dottor Goodwin, cui è stato diagnosticato un cancro, con le conseguenze che possiamo immaginare. L'altra è il carattere di denuncia nei confronti della sanità americana, che però ha tutta l'aria di un alibi, così com'è nella realtà il Bellevue Hospital". (Aldo Grasso)

lunedì 17 dicembre 2018

NEWS - Achtung, compagni! Mancano le coperture per la legge di bilancio? Il governo vuol tassare Netflix e Amazon Prime (web tax), che poi a loro volta tasseranno gli abbonamenti si presume...
News tratta da "Il Messaggero"
Un po' ormai assomiglia alla tela di Penelope. La web tax italiana, la tassa che, almeno nelle intenzioni dovrebbe colpire i colossi della rete, viene fatta e disfatta a cadenza costante. L'ultima versione del prelievo è stata inserita nella legge di bilancio dello scorso anno. Secondo i conteggi fatti allora dalla Ragioneria generale dello Stato, avrebbe dovuto portare nelle casse pubbliche 190 milioni di euro il prossimo anno attraverso una tassazione del 3% sulle fatture emesse dai vari Google, Amazon, ebay. Nonostante la norma scritta nero su bianco non se ne è fatto niente. Entro il 30 aprile scorso avrebbe dovuto essere emanato un decreto ministeriale per spiegare quali servizi on line avrebbero dovuto essere colpiti dalla web tax e quali invece no. A settembre, quando ha presentato l'aggiornamento del documento di economia e finanza, il governo ci ha messo una pietra sopra. Quei soldi, ha detto, non arriveranno più nel 2019, meglio cancellare la previsione di entrata. Un po' anche perché Palazzo Chigi e Tesoro speravano che a togliere le castagne dal fuoco fosse la Commissione europea con la Dst, la digital service tax, che in tanti spettavano (speravano) arrivasse per gli inizi di questo mese. Niente da fare nemmeno a Bruxelles. Così, nella disperata caccia alle risorse per ridurre il deficit pubblico attorno al 2% come chiesto proprio dalla Commissione, sul tavolo di Palazzo Chigi è arrivata una nuova proposta di tassazione dei giganti del web. La norma scritta, al momento, appare ancora molto generica. Ancora una volta si fa riferimento, per i dettagli, ad un decreto ministeriale da adottare entro i primi mesi del 2019. La differenza rispetto alla web tax dello scorso anno è soprattutto nei numeri. Questa volta il governo vorrebbe ricavare poco più del doppio di quanto immaginato nemmeno 12 mesi fa: 500 milioni di euro. Tra le Big tech hanno iniziato a fare qualche ragionamento. Una cifra del genere sarebbe difficile da raggiungere agendo soltanto sul «business to business», ossia con il prelievo fiscale sulle fatture fatte agli artigiani e ai commercianti che vendono on line i loro prodotti. Insomma, questa volta nel mirino ci sarebbe il «business to consumer», ossia direttamente i servizi venduti al consumatore finale, come Spotify, Netflix o Amazon Prime. L'altra strada sarebbe quella di raddoppiare il prelievo dal 3% al 6% previsto dalla vecchia web tax, come previsto da un emendamento presentato (e poi ritirato) dal leghista Giulio Centemero. Ma se la Lega spinge su questo fronte, i Cinque Stelle frenano. Solo qualche giorno fa il vicepremier Luigi Di Maio è andato in Commissione di Vigilanza Rai e ha detto che secondo lui la web tax non andrebbe fatta perché distorce il mercato.

domenica 16 dicembre 2018

NEWS - Arriva "The First" col debutto seriale di Sean Penn: nei cinema (il 18 dicembre) e poi su TimVision (dal 19)
Dopo il successo di pubblico e critica internazionale arriva in Italia in esclusiva dal 19 dicembre su Timvision la serie The First creata dallo showrunner di House of Cards Beau Willimon. I primi due episodi di The First, prodotto da Westword Productions, verranno proiettati in anteprima martedì 18 dicembre dalle ore 20 in 30 cinema italiani grazie a Timvision in collaborazione con Nexo Digital. La serie in 8 episodi è ambientata nel 2030 e racconta la preparazione di un team di astronauti alla prima missione su Marte guidata dal capitano Tom Hagerty, interpretato dal 2 volte premio Oscar Sean Penn per la prima volta protagonista di una serie tv.
Ecco l'elenco dei cinema dove poterlo vedere gratuitamente: LINK

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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