venerdì 16 novembre 2012

NEWS - Clamoroso al Cibali! Non solo Erin Moran fatta a "sottilette"...Gary Dourdan di "CSI" rischia la bancarotta! Quando essere una star telefilmica porta alla deriva...
Articolo tratto dall'Huffington Post
Gary Dourdan was once a star on the most popular show on television, but now the "CSI" actor claims he is bankrupt.Dourdan, who starred on "CSI: Crime Scene Investigation," filed for bankruptcy in August, TMZ reported on Monday. According to documents, the 45-year-old actor has $1.8 million in assets, but owes $1.73 million. A large chunk, specifically $1,689,704, is owed to various banks, one of which holds his mortgage.
Despite having starred on eight seasons of CBS' Emmy Award-winning "CSI," Dourdan claims his monthly disposable income is just $321, according to TMZ. He allegedly makes $14,883 per month, but $14,562 goes to bills. He "anticipates major acting roles" in the future, however, which will help him pay off his debt.
The bankrupt Dourdan filed an injunction on Aug. 30 to prevent Wells Fargo from putting his Venice, Calif., home up for auction, CBS 42 reported. That same day, he filed bankruptcy papers.
His financial issues first surfaced in 2010 when he was sued over credit card debt, according to CBS 42.
Bankruptcy is not Dourdan's only run-in with the legal system.
Last November, the former "CSI" star was arrested on felony battery charges for allegedly breaking his girlfriend's nose. He pled not guilty.
In June 2011, Dourdan was arrested for drug possession after getting into a major car accident, TMZ previously reported. The charges were eventually dropped. His involvement with drugs stems back to 2008, when he was arrested for possession of cocaine, heroin, ecstasy, miscellaneous prescription drugs and paraphernalia, according to the Associated Press.

mercoledì 14 novembre 2012

NEWS - Ma dai! L'Auditel è tutta un pacco (bomba)...Ennesime critiche sul sistema di rilevamento degli ascolti (e chi l'avrebbe detto?)
F. Me. per il "Corriere delle Comunicazioni"
Riscoppia la polemica sull'indipendenza dell'Auditel. Durante il Cda di stamani è stato consegnato a tutti i consiglieri un documento in cui si evidenziano alcune criticità sulle modalità di rilevazione dei meter e sulla neutralità della società rispetto ai broadcaster, soprattutto i più grandi. Il primo punto critico: Rai e Mediaset potrebbero essere a conoscenza delle città dove i meter sono ubicati. A sostegno dell'ipotesi il fatto che nel corso nel 2011, nelle fasi di switch off, Rai e Mediaset sono riuscite a garantire una risintonizzazione quasi immediata dei ricevitori delle "famiglie Auditel" rispetto agli altri player che hanno invece impiegato tempi più lunghi.I n Lombardia, ad esempio, è stata molto alta la percentuale di famiglie che si è rapidamente sintonizzata su Canale 5 (61,7%) e su Rai 1 (72.5%) già dal primo giorno, con un differenziale verso La 7 rispettivamente di -26,7% e -37,5%. Si tratta di numeri che portano a pensare che la copertura Auditel non sia basata solo sulla popolosità del bacino di utenza, ma anche sulla conoscenza dell'ubicazione dei rilevatori. Per questo viene richiesto, all'interno del documento, l'intervento urgente di un istituto terzo indipendente che verifichi la ricevibilità dei canali diversi da Rai e Mediaset da parte del panel campione nonché il comportamento del fornitore Nielsen Tam per accertare eventuali comportamenti discriminatori nei confronti dei broadcaster minori.
A non convincere è anche il cosiddetto criterio di stratificazione del panel che dovrebbe rappresentare l'universo delle famiglie italiane scelte in base a una serie standard di caratteristiche socio-demografiche. Secondo il documento le modalità di scelta del campione non rispondono più alle esigenze di un mercato sempre più caratterizzato da forti cambiamenti tecnologici - aumenta il numero di chi fruisce dei contenuti tv sul web o su altre piattaforme - determinando una "sottorappresentazione" della tipologia di utenti a favore dei nuclei cosiddetti tradizionali che incidono fortemente sulle rilevazioni: il 7,5% dei casi diventa responsabile del 22% degli ascolti.
Un simile modello, dunque, introduce pesanti distorsioni sulla rappresentatività del campione - quindi sulla sua efficacia - attestando una sorta di "premio" a chi consuma più tv in modo tradizionale, in genere anziani a bassa scolarità affezionati ai canali tv collocati ai primi posti del telecomando. Anche in questo caso nel testo consegnato ai membri del Cda si chiede l'intervento di un soggetto terzo che approfondisca la situazione.
Il documento propone quindi di cambiare la composizione del panel, passando dalle famiglie ai singoli individui e incentrare le rilevazioni su apparecchi diversi rispetto alla televisione, quali smartphone e tablet.

martedì 13 novembre 2012

 
NEWS - Clamoroso al Cibali, anche i Ricky piangono! Erin "Sottiletta" Moran di "Happy Days" è diventata una senzatetto ubriacona...(Fonzie o Gano, pensateci voi!)
Articolo tratto dall'Huffington Post
Former "Happy Days" star Erin Moran has had a rough year.
The actress, who shot to stardom as Joanie Cunningham, was kicked out of the trailer park where she lived in September, and has now become a recluse holed up in an Indiana hotel room where she's writing a book about her life, reports RadarOnline.
Sources tell the website that the 52-year-old has been staying in various hotels after being bounced from the trailer park she was forced to move into after reportedly going broke and being evicted from her California home in June. Moran was living in a trailer with her husband, Steve Fleischmann, and his 72-year-old mother -- who she allegedly got into a drunken brawl with in early October.
"Erin thinks the best thing for her at the moment is to just stay in," a source told the website of her new reclusive lifestyle.
"She’s working on an autobiography, which she hopes will help her settle some debts she has. Every time she ventures out, whether it’s to a bar to grab a drink or even to the supermarket for some groceries, Erin seems to land in hot water," the source explained to RadarOnline.
The actress is reportedly still broke despite the fact that she and her "Happy Days" castmates reached a settlement with CBS over licensing and merchandising revenue in July. The lawsuit originally asked for $10 million, but the final decision was reportedly a $65,000 payment for each of the four original stars, plus future royalties.
Most recently, Moran appeared on "Celebrity Fit Club" in 2008, but has had few acting gigs since the 1980s, when she appeared in the "Happy Days" spinoff, "Joanie Loves Chachi," and had small walk-on roles in series like "The Love Boat" and "Murder, She Wrote."

lunedì 12 novembre 2012


Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl

Settembre ha portato una ventata di freschezza in casa NBC grazie a Go On, la nuova dramedy di Scott Silveri, sceneggiatore e produttore di alcuni episodi di Friends, creatore e showrunner dello spin-off Joey nonché co-creatore di Perfect Couples    
Al centro della serie Ryan King, giornalista sportivo rimasto vedovo all’improvviso e costretto a frequentare un bizzarro gruppo di supporto per dimostrare di essere psicologicamente in grado di tornare al lavoro.
Matthew Perry, l’indimenticabile Chandler Bing in Friends, torna finalmente sul piccolo schermo con un ruolo da protagonista dopo varie comparsate qua e là nel corso degli ultimi anni (la più recente in The Good Wife).
Ironico, spesso cinico e per nulla superficiale, Go On è lo stracult di questa settimana: il punto di forza dello show è l’innata verve comica di Perry, capace di discostarsi pienamente dal personaggio che la reso famoso in tv, Chandler appunto, per dare piena vita a quello di Ryan King, presentatore radiofonico impertinente, testardo e un pizzico arrogante.
Il Go On del titolo si riallaccia alla volontà del protagonista “di andare avanti” appunto, dopo il lutto che l’ha investito, senza autocommiserarsi o piangersi addosso più del dovuto.
Il variegato gruppetto di personaggi che circonda Ryan è composto da individui afflitti da piccole o grandi tragedie quotidiane: dalla difficoltà a relazionarsi agli altri, al superamento di un lutto o a un trauma psicologico così grave da condizionare una vita intera.
Go On ci insegna così che l’ironia a volte non basta, anche se all’apparenza può sembrare la miglior arma, non è sufficiente da sola per ricominciare a vivere.
Non c’è retorica nello show, nonostante possa apparire vagamente scontato o banale, ma c’è invece uno humour dal sapore amaro, talvolta così vero però, da farci venire gli occhi lucidi. 


Pollice verso per Scandal di Shonda Rhimes, serie di cui avevamo già parlato qui mesi fa, relegandola nel girone degli stracotti dopo i primi episodi della season 1. 
Nonostante i numerosi colpi di scena, i chili di carne messa al fuoco, gli intrighi e gli scandali sempre più audaci, l’opinione non cambia, e lo show firmato dalla Rhimes resta la serie flop di questa settimana. 
A dispetto della decisione della Abc, che dopo una prima stagione di 7 episodi, ha rinnovato la serie per un altro anno e il 29 ottobre ha commissionato 9 nuove puntate in aggiunta alle 13 già pianificati, Scandal continua a non convincermi.
Sarà perché la protagonista Olivia Pope (ma anche il resto del cast, Henry Ian Cusick, compreso) non riesce proprio a guadagnarsi la mia simpatia, o perché le storie diventano via via sempre meno plausibili e ammissibili, sarà che la credibilità in Shonda, viste anche le ultime scelte adottate in Grey’s Anatomy, fa acqua ormai da tutte le parti.
La regia si conferma fin troppo sincopata, la quantità di dialoghi estremamente eccessiva, e la qualità dello script non sempre all’altezza delle aspettative. 
Gusti personali a parte, chi volesse comunque dare un’occhiata e perché no, una chance a Scandal, può farlo su Fox Life, dal 13 novembre.

sabato 10 novembre 2012



IL GIOCO DEI TELEFILM - Più di un gioco: è un tour! Dopo Lucca e Milano, tocca a Roma e Torino! Preparate le carte e avvisate gli amici, si gioca...
IL GIOCO DEI TELEFILM invade l'Italia!
Dopo la presentazione a Lucca Comics e l'appuntamento milanese della prossima settimana alla Fiera "G! come Giocare" (dal 16 al 18 novembre - Porta Teodorico), si aggiungono altre due tappe da non mancare.
A Roma, dal 23 al 25 novembre, alla kermesse "Ludica Roma" presso la Fiera, sarà possibile giocare e provare IL GIOCO DEI TELEFILM presso lo stand Ghenos Games, oltre che acquistarlo al prezzo speciale di 25 euro. Maggiori info sulla fiera qui.
Stessa prassi a Torino, il 24 e 25 novembre, all'interno della manifestazione "Gioca Torino" al Lingotto. Maggiori info sulla fiera qui.
Nel frattempo a Milano, è notizia dell'ultima ora che SILVER presenzierà domenica 18 novembre a "G! come Giocare" alla firma degli autografi sulla scatola del gioco per il quale ha realizzato tutti i disegni originali a partire dalle ore 14.30 (seguirà maxi-partita a squadre). Dalla prossima settimana, inoltre, sempre a Milano, IL GIOCO DEI TELEFILM sarà in vendita anche alla Mondadori (Piazza Duomo, C.so Vittorio Emanuele, Via Marghera e Vimercate).

Nel resto d'Italia lo trovate negli store della Città del Sole e da oggi anche on line sul sito della stessa catena (qui).

mercoledì 7 novembre 2012

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

LINKIESTA
Elezioni Usa e getta in serie...
"Mi emozionano. Non so dire razionalmente perché. Ma lo fanno più delle elezioni italiane. Le elezioni americane mi commuovono, mi fanno sentire partecipe, mi travolgono. E’ tutta pancia, lo so. Non c’è nulla di testa. Non sono una di quelle che crede che un uomo possa cambiare il mondo. So che non esiste una persona con questo potere, nemmeno il presidente degli USA, questa figura così affascinante da riempire il mio (e il nostro) immaginario televisivo e cinematografico. Non sono una fanatica del mondo americano, anzi alle volte mi trovo a ridere e irridere della semplicità della gente che vive negli States, che non mette piede fuori dal loro immenso territorio e che pensa che la vita sia tutta lì. Non sono nemmeno una di quelle che pensa che Obama sia Dio e Romney il diavolo. Certo, non nascondo la mia felicità per il risultato di queste elezioni, però so che Obama non farà tutto quello che mi “aspetto” che faccia, che ci saranno decisioni di politica estera che non approverò, che rimarrò delusa dai “compromessi” a cui immancabilmente scenderà. Ne sono conscia, già da ora. E’ un po’ la croce della Politica, questa. La consapevolezza che ci deluderà, in fondo ogni volta (continuo a pensare che la migliore metafora della Politica attuale ce la fornisca Veep, con quell’immagine del presidente ombra che non chiama mai e non si vede mai).
Eppure dalle elezioni americane vengo puntualmente travolta. Affascinata da quell’ondata di nazionalismo che io, ad esempio, per l’Italia (pur votando SEMPRE) non sento. Quel nazionalismo positivo, intendo. Quello spirito di sentirsi parte di un tutto, come quello che si respira durante un concerto, quando il coro del pubblico estasiato si innalza con il dolce suono della stessa canzone.
La Tv seriale in questo mio coinvolgimento ha senza dubbio un forte peso. Sentire Eva Longoria, la casalinga disperata Gabrielle Solis, parlare apertamente a sostegno di Obama durante la Convention Democratica, mi ha stupito: lei con la presidenza Romney risparmierebbe in tasse. Ma la Eva Longoria che lavora a Hollywood non ha bisogno di pagare meno tasse – ha detto – la Eva Longoria ragazzina che faceva fatica a pagarsi gli studi, quella sì aveva bisogno di meno tasse.
E ancora le parole, i tweet, la presa di posizione di Kate Walsh, Ian Somerhalder, Lena Dunham, Sophia Bush e di una lunga serie di eroi del piccolo schermo (che ho amato, televisivamente) mi hanno permesso di avvicinarmi alla politica americana, di sognare e sperare per i loro piccolo successi sociali, di parteggiare per le loro cause (che poi, in termini di politica sociale, sono anche le nostre).
Obama e serialità televisiva: il rapporto è stretto più che mai. Nel mio libro (Settimo Potere – Come le serie TV influenzano la vita sociale e politica) ne ho parlato approfonditamente. E questo sarà anche il tema della mia prossima puntata-radio di Fuoriserie sul Serialclub su Radiophonica, in onda domani alle 15.15 e, in replica, alle 19.30 (caricherò, in seguito, il podcast per tutti gli interessati)".
(Alessia Barbiero, 07.11.2012)

lunedì 5 novembre 2012


Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl


Stracult di questa settimana (nonché migliore novità di questo autunno) Last Resort, la nuova serie della Abc. Protagonista dello show, il capitano Marcus Chaplin (Andre Braugher) e la truppa del Colorado, sottomarino della marina militare americana in missione nelle acque dell’Oceano Indiano per recuperare una squadra.
La storia inizia quando, dopo aver ricevuto l’ordine di attaccare il Pakistan, il capitano, spalleggiato dal suo vice Sam Kendal (Scott Speedman), si rifiuta di obbedire al governo USA e, scampato all’attacco di un altro sommergibile, si rifugia con la sua flotta su un’isola limitrofa che sceglie come “base” da “occupare” con la forza.
Gli showrunner Shawn Ryan (The Shield) e Karl Gajdusek (Oblivion), hanno tra le mani una bella gatta da pelare visto il ritmo sincopato della regia (Martin CampbellKevin Hooks), quadro chiaro e fedele del caos che regna all’interno del sottomarino.
I dialoghi, ben strutturati seppur a tratti leggermente confusi, spesso si accavallano e per non perdere il filo della storia, non sono ammesse distrazioni e allo spettatore non è concesso di abbassare la guardia neanche per un minuto se non vuol perdere il filo della storia.
Un’ottima serie insomma, intensa e intricata, con delle potenzialità incredibili, difficile da seguire e altrettanto complicata da descrivere, e il bello sta proprio qui, perché per lo spettatore stesso diventa una vera e propria sfida.
Lo show di Campbell ricorda per certi versi i romanzi di Tom Clancy e ha come punto di forza un cast di altissimo livello, a partire dal protagonista, Braugher (SaltPassengersThe Mist), passando per il suo vice interpretato da uno strepitoso Speedman, che molti ricorderanno come il Ben di Felicityfino ad arrivare a Robert Patrick (The Unit, Burn Notice, True Blood), COB tenuto prigioniero da Chaplin perché contrario a occupare l’isola.
Last Resort è un’avventura epica, corale, dove non manca nulla: è una serie densa di pathos, emozione, hype, azione.
Tra intrighi politici e conflitti morali su un’isola che ricorda inevitabilmente quella di Lost e che anche stavolta, nasconde moltissimi misteri, iniziano così le avventure di un leader e del suo gruppo di seguaci, soldati all’apparenza fedeli e valorosi tra i quali però, si nascondono non pochi traditori.


Pollice verso questa settimana per Partners, comedy della CBS che ha per protagonista Sophia Bush (One Tree Hill), ideata da David Kohan e Max Mutchnick, creatori di Will&Grace.
Partners si avvale di un cast molto noto sul piccolo schermo seppur, alla fine dei conti, per nulla convincente: la Bush interpreta Ali, fidanzato dell’architetto Joe, cui presta il volto David Krumholtz, protagonista di Numb3rs e recentemente apparso in The Newsroom
Nei panni di Louis, il migliore amico di Joe sin dai tempi dell’asilo, Michael Urie (celebre per il ruolo del civettuolo Mark nell’indimenticabile Ugly Betty), anche lui architetto e fidanzato con Wyatt, Brandon Routh che interpretò il cattivo Daniel Shaw in Chuck
Il primo limite, la comedy lo riscontra laddove non riesce minimamente a discostarsi da Will&Grace in alcun passaggio: sin dai primi minuti, ricorda inevitabilmente la serie con Debra Messingdal punto di vista dei personaggi, dei dialoghi, dello humour e delle situazioni nelle quali i protagonisti si ritrovano.
Non fa ridere, non comunica nulla, non convince e se proprio dobbiamo dirla tutta, alla lunga (e su 20 minuti di durata è alquanto grave) annoia anche. Routh è inespressivo e piatto come suo solito (Dylan Dog ancora ringrazia) la Bush e Urie troppo, troppo simili ai personaggi interpretati nelle serie che li han resi famosi.
L’unico che vediamo rapportarsi con una situazione “nuova” a tutti gli effetti, è Krumholtz, ma da solo di certo non basta a dar spessore a una sitcom della quale il palinsesto televisivo avrebbe potuto tranquillamente fare a meno.

giovedì 1 novembre 2012

IL GIOCO DEI TELEFILM - A Novembre esce “Il Gioco dei Telefilm” di Leo Damerini e Fabrizio Margaria, il primo gioco in scatola sulle serie tv prodotto da Ghenos Games.
Presentazione a Lucca Comics sabato 3 novembre con gli ideatori e Silver, autore di tutti i disegni originali.
Ecco il comunicato stampa.

Per tutti gli amanti delle serie tv, è già scattato il count-down.
A Novembre esce “IL GIOCO DEI TELEFILM”, il primo gioco in scatola sulle serie tv di tutti i tempi lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà.


Ideato e curato da Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria – già autori del “Dizionario dei Telefilm” (Garzanti), fondatori dell’Accademia dei Telefilm e direttori del Telefilm Festival – il gioco è prodotto da Ghenos Games e vanta i disegni originali d’impatto e in esclusiva di Silver, nonchè il regolamento alla larga dalla banalità di Luca Borsa.
Tutti loro, Silver in testa, saranno presenti a Lucca Comics (1-4 novembre) sabato 3 novembre alla presentazione ufficiale presso lo stand Ghenos Games (B602), dove si potrà acquistare per tutta la kermesse "IL GIOCO DEI TELEFILM" al prezzo speciale di 25.00 Euro.
Dopo la conferenza stampa di presentazione alle 10.45 alla Sala Ingellis (presenti Silver e gli ideatori), Silver stesso autograferà le copie del gioco alle ore 14.00 (Stand Ghenos Games, Padiglione Carducci). Seguirà una partita-dimostrativa in cui si eleggerà il primo Telefilm Master (omaggiato con una copia de "IL GIOCO DEI TELEFILM").
Lo sdoganamento dei telefilm al quale abbiamo in parte contribuito dal primo ‘Dizionario dei Telefilm’ del 2001 – spiegano Damerini e Margariaaveva bisogno di un ultimo tassello. La possibilità, tra una puntata e l'altra, in attesa della trasmissione della serie del cuore, di riunirsi e giocare all'insegna dei telefilm. Quella forza aggregatrice che abbiamo testato dalle librerie alle edicole, dalle sale cinematografiche ai social network: una nuova declinazione per divertirsi con le serie tv, in compagnia o in coppia (i più perversi, anche da soli!), su tutti i telefilm della storia”.
Al motto dei due ideatori “Giochiamo con la Settima Arte Bis!”, “IL GIOCO DEI TELEFILM” mette alla prova la conoscenza seriale dei partecipanti e ruota attorno ad un meccanismo di “puntate” sia sulla propria capacità a rispondere che su quella degli avversari, in modo che non possano ottenere troppi punti, adottando la tattica più congeniale.
Lungo 750 domande di diversi generi e difficoltà, il regolamento contempla la scelta di poter selezionare l'epoca in cui ambientare il Gioco, oppure di mischiare tutte le carte con le relative domande e viaggiare senza confini temporali come il Doctor Who.
Qual è il soprannome della sorella di Richie Cunningham in "Happy Days"? Di che colore è la macchina con la quale sgommano "Starsky&Hutch"? Qual è il nome di Locke di "Lost"? Quale mestiere svolge la moglie di "Colombo"? Qual è il pianeta originario del "Doctor Who"? Come si chiama la cittadina al centro di "True Blood"? Qual è stata la prima serie drammatica tratta da una sit-com?...

IL GIOCO DEI TELEFILM” riunisce amici, parenti, partner, coniugi ed amanti per un divertente ed entusiasmante viaggio a 360 gradi nelle serie tv sulla scorta di domande storiche, curiose, indiscrete, sul cast e sulle trame, sulle location, i numeri e i primati, sui nomi e i cognomi che hanno reso il piccolo schermo sempre più grande.

Nel nostro immaginario – spiegano Damerini e Margaria - "IL GIOCO DEI TELEFILM" nasce con l'intento di riunire più generazioni, formando squadre equilibrate composte da genitori, figli e nipoti, ciascuno preparato (chi più, chi meno) sulla propria epoca seriale. E' solo una suggestione, per carità. Nulla vieta di mettere da parte il tabellone e giocare solo con le carte a domanda-risposta seduti in circolo, sotto l'Albero di Natale come sotto l'ombrellone...”.
Altra chiave di lettura, è quella di accendere i riflettori su serie tv dimenticate o misconosciute, magari appartenenti ad altre epoche televisive rispetto alla propria, suscitando la curiosità di andarle a (ri)scoprire. Magari verificando qual è stato il telefilm antesignano di "Six Feet Under" o il serial-padre, tutto al maschile, di "Charlie's Angels" (firmato dallo stesso Aaron Spelling), nonchè la serie di John Landis del 1999 che in qualche modo, seppure in parte, ha ispirato J.J. Abrams per "Lost".
E non si pensi che sapere tutto sui telefilm possa essere assai determinante per la vittoria finale e per aggiudicarsi il titolo di Telefilm Master. “IL GIOCO DEI TELEFILM” prevede anche una buona parte di tattica in cui le "puntate" per andare a rimorchio del concorrente più preparato o la possibilità di "murarlo" possano favorire anche chi non è propriamente un sapientone seriale. La fortuna e gli imprevisti, come in ogni gioco, fanno poi il resto.
Con “IL GIOCO DEI TELEFILM” ogni partita sarà diversa. Volta dopo volta, puntata dopo puntata. Come una serie tv.

"Un gioco destinato a diventare il Trivial Game più divertente dell'anno!". (Dal comunicato stampa di "Lucca Comics")


Vista la forte richiesta e la spasmodica attesa per "IL GIOCO DEI TELEFILM", in attesa della presentazione ufficiale a Lucca Comics (1-4 Novembre), Ghenos Games ha aperto la vendita on line del gioco sul proprio sito (qui).
Se nell'arco dei prossimi giorni il gioco sarà disponibile nei punti vendita della Città del Sole (qui la mappa) e nei canali abituali, "IL GIOCO DEI TELEFILM" si può già trovare a Milano in più punti vendita:

- "Fantamagus" (Viale Romagna 50)
- "La Foglia Blu" (Piazzale Siena 4)
-  "Caminadella" (Via Caminadella 2)
- "Tofy Toys" (Via Ruffini 9)
- "Cerchio Magico" (Via Vincenzo Monti 41/Corso Porta Vittoria 50)
- "Plastici e Dintorni" (Corso Garibaldi 16)
- "Fortura Giocattoli" (Via Olmetto 10)

Ghenos Games, presente sul mercato dal 2005, è una brillante casa editrice e distributrice di giochi da tavolo, con sede a Milano. La visione di Ghenos è basata sulla certezza che nella nostra era tecnologica i giochi definiti non-tecnologici possiedano innata la capacità di provocare e stabilire relazioni tra i partecipanti, educare i giocatori alla sfida e quindi alla crescita ed al miglioramento continuo, stimolare la propensione ad osservare e studiare l’altro, promuovendo il rispetto delle idee diverse dalle nostre, generare emozioni trasmettendo felicità nel condividerle.
Il core business di Ghenos è incentrato sulla produzione, pubblicazione e distribuzione di giochi da tavolo non tecnologici e la sua strategia si fonda sulla crescita, sulla trasformazione e sulla costruzione di questo business. La missione di Ghenos è diventare una società leader in questo settore.

martedì 30 ottobre 2012

IL GIOCO DEI TELEFILM - L'Introduzione di Damerini e Margaria a "Il Gioco dei Telefilm" 

INTRODUZIONE

Giochiamo con la Settima Arte Bis.

Negli ultimi dieci anni i telefilm sono stati vivisezionati come sul tavolo dell'autopsia di Quincy. O in tempi più recenti, su quelli di Bones e Grissom.
Si è passati dalla sottovalutazione all'esaltazione complice un'ultima decade di capolavori che ha fatto gridare ad una nuova "Golden Age" televisiva dopo quella estesa dal finire degli anni '40 ai primi '60 in America. Da tappabuchi a cult assoluti della tv di qualità, capaci di sorpassare il cinema, riunire le masse, attrarre i pubblicitari. La Settima Arte Bis.
Uno sdoganamento al quale abbiamo in piccola parte contribuito con il "Dizionario dei Telefilm" (Garzanti), pubblicato dal 2001 lungo 3 edizioni e una quarta in preparazione; con l'Accademia dei Telefilm, associazione culturale che vuole promuovere e difendere dal 2002 il valore pop (nel senso di popular) delle serie tv; con il Telefilm Festival, la prima e unica kermesse internazionale interamente dedicata all'immaginario seriale e al suo pubblico a partire dal 2003.
Ci siamo però accorti che mancava ancora qualcosa.
La possibilità, tra una puntata e l'altra, in attesa della trasmissione della serie del cuore, di riunirsi e giocare all'insegna dei telefilm. Quella forza aggregatrice che abbiamo testato dalle librerie alle edicole, dalle sale cinematografiche ai social network: una nuova declinazione per divertirsi con le serie tv, in compagnia o in coppia (i più perversi, anche da soli!), su tutti i telefilm della storia. Lungo quasi 750 domande di diversi generi e difficoltà, il regolamento contempla la scelta di poter selezionare l'epoca in cui ambientare il Gioco, oppure di mischiare tutte le carte con le relative domande e viaggiare senza confini temporali come il Doctor Who.
Ecco, nel nostro immaginario, "Il Gioco dei Telefilm" nasce con l'intento di riunire più generazioni, formando squadre equilibrate composte da genitori, figli e nipoti, ciascuno preparato (chi più, chi meno) sulla propria epoca seriale. E' solo una suggestione, per carità. Nulla vieta di mettere da parte il tabellone e giocare solo con le carte a domanda-risposta seduti in circolo, sotto l'Albero di Natale come sotto l'ombrellone...
Altra chiave di lettura, è quella di accendere i riflettori su serie tv dimenticate o misconosciute, magari appartenenti ad altre epoche televisive rispetto alla propria, suscitando la curiosità di andarle a (ri)scoprire. Magari verificando qual è stato il telefilm antesignano di "Six Feet Under" o il serial-padre, tutto al maschile, di "Charlie's Angels" (firmato dallo stesso Aaron Spelling), nonchè la serie di John Landis del 1999 che in qualche modo, seppure in parte, ha ispirato J.J. Abrams per "Lost".
E non si pensi che sapere tutto sui telefilm possa essere assai determinante per la vittoria finale. Il Gioco prevede anche una buona parte di tattica in cui le "puntate" per andare a rimorchio del concorrente più preparato o la possibilità di "murarlo" possano favorire anche chi non è propriamente un sapientone seriale. La fortuna e gli imprevisti, come in ogni gioco, fanno poi il resto.

Un particolare ringraziamento va ai ragazzi di Ghenos Games, Ari Emdin e Alfredo Genovese, i quali hanno creduto fin da subito nel progetto (unire i rispettivi entusiasmi di coppia è stato emozionante), nonchè a Luca Borsa, deus ex machina del regolamento e degli incastri degni del Signor Spock.
Dulcis in fundo, la collaborazione e l'amicizia con Silver hanno reso possibile una grafica da collezione, che ha saputo linkare volti telefilmici classici e moderni in punta di matita.

Adesso non vi resta che aprire il Gioco e iniziare a divertirvi. Volta dopo volta, puntata dopo puntata...

Leopoldo Damerini
Fabrizio Margaria
 
LD e FB intendono ringraziare per l'aiuto e la collaborazione: Barbara Gamberale; gli iscritti dell'Accademia dei Telefilm per le serate-test e i preziosi consigli; i Volontari del Telefilm Festival; Chiara Poli; Giorgia "Stargirl" Di Stefano.

lunedì 29 ottobre 2012

TWITTER-JAM - SPECIALE "IL GIOCO DEI TELEFILM"

sabato 27 ottobre 2012

Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl

Per inaugurare il ritorno della rubrica  Stracult & Stracotti, non ho avuto il minimo dubbio a eleggere The Walking Dead come la miglior serie della settimana. La premiere di stagione ha segnato un record incredibile per la AMC: oltre 10 milioni di spettatori con un rating nella fascia 18-49 del 5,8 e il secondo episodio non è stato certo da meno.
Non c’è più una democrazia, questo è poco ma sicuro. E ora più che mai, non sembra esserci scampo alla fine. Un Rick più agguerrito e deciso che mai ha preso in mano le redini della situazione, seppur con fatica, guidando i suoi, dopo la dipartita di Dale e Shane, in un labirinto di zombie e disperazione.
I protagonisti di The Walking Dead sono feriti, sfiniti, disperati: una prigione infestata dagli zombie è la loro unica salvezza, e sono disposti a dormire nelle celle, come animali in gabbia, tra schizzi di sangue e cadaveri, pur di trovare qualche ora di riposo.
Sono una squadra, un plotone, sono assassini efferati ed esseri umani così disperati da risultare credibili come non mai. Due episodi ricchi di azione, pathos e intensità hanno aperto la terza stagione che, se riuscirà a mantenere questi ritmi, non avrà precedenti.
Rick ora è il leader, nonostante mai avremmo immaginato che sarebbe riuscito a vestire così bene un ruolo simile, scendendo a compromessi, dimostrandosi disposto a tradire i suoi ideali e i suoi principi per il bene del gruppo.
Spietato, forse anche troppo. Staremo a vedere. Per ora, TWD è senza dubbio lo Stracult della settimana.


Nulla toglie a Revolution il titolo di Stracotto a tutti gli effetti, seppur dopo una manciata di episodi. La serie si J.J. Abrams e Erik Kipke è un miscuglio banale e noioso delle serie che l’hanno preceduta: da Flash Forward a Jericho, da Terra Nova a The Walking Dead, l’impressione generale è che gli autori abbiamo preso idee qua e là e le abbiano buttate dentro l’ennesimo telefilm scifi poco riuscito e per nulla convincente.
È un guazzabuglio d’idee caotico e confuso, infarcito di personaggi e situazioni prevedibili, caratterizzato da una trama esile e da dialoghi così superficiali da risultare incredibilmente prevedibili.
I personaggi, per nulla accattivanti, a tratti diventano addirittura irritanti, dalla protagonista Tracy Spiridakos (Charlie), espressiva quanto una statua di cera o se vogliamo quanto Kristen Stewart in Twilight, a Billy Burke (non per niente padre della Stewart nella saga) che dovrebbe in teoria interpretare il “duro” della serie, ma che in pratica è credibile quanto Paris Hilton nei panni di uno scienziato.
A poco serve la presenza di un attore fenomenale come Giancarlo Esposito (Gus in Breaking Bad) nel ruolo del capitano della milizia, che finisce ingabbiato dalla mediocrità e dall'inconsistenza nello script.
Abrams capitombola ancora una volta, e dopo Undercovers e Alcatraz, aggiunge ai suoi ultimi flop anche Revolution, restando lì, aggrappato a Fringe e Person of Interest, rischiando ahimè, di compromettere il prestigio di attori come Giancarlo Esposito e Elizabeth Mitchell (reduce da un altro flop, V), coinvolgendoli in progetti tanto ambiziosi quanto effimeri.

venerdì 26 ottobre 2012

GIOCO DEI TELEFILM - CLAMOROSO AL CIBALI! "IL GIOCO DEI TELEFILM" IN VENDITA ON LINE DA OGGI 
Vista la forte richiesta e la spasmodica attesa per "IL GIOCO DEI TELEFILM", in attesa della presentazione ufficiale a Lucca Comics (1-4 Novembre), Ghenos Games ha aperto da oggi la vendita on line del gioco sul proprio sito (QUI). 
Se nell'arco della prossima settimana il gioco sarà disponibile nei punti vendita della Città del Sole e nei canali abituali, già da oggi "IL GIOCO DEI TELEFILM" si può trovare "fisicamente" a Milano da "Fantamagus" (Viale Romagna 50) e "La Foglia Blu" (Piazzale Siena 4).

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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