venerdì 16 novembre 2012
Articolo tratto dall'Huffington Post
Gary Dourdan was once a star on the most popular show on television, but now the "CSI" actor claims he is bankrupt.Dourdan, who starred on "CSI: Crime Scene Investigation," filed for bankruptcy in August, TMZ reported on Monday. According to documents, the 45-year-old actor has $1.8 million in assets, but owes $1.73 million. A large chunk, specifically $1,689,704, is owed to various banks, one of which holds his mortgage.
Despite having starred on eight seasons of CBS' Emmy Award-winning "CSI," Dourdan claims his monthly disposable income is just $321, according to TMZ. He allegedly makes $14,883 per month, but $14,562 goes to bills. He "anticipates major acting roles" in the future, however, which will help him pay off his debt.
The bankrupt Dourdan filed an injunction on Aug. 30 to prevent Wells Fargo from putting his Venice, Calif., home up for auction, CBS 42 reported. That same day, he filed bankruptcy papers.
His financial issues first surfaced in 2010 when he was sued over credit card debt, according to CBS 42.
Bankruptcy is not Dourdan's only run-in with the legal system.
Last November, the former "CSI" star was arrested on felony battery charges for allegedly breaking his girlfriend's nose. He pled not guilty.
In June 2011, Dourdan was arrested for drug possession after getting into a major car accident, TMZ previously reported. The charges were eventually dropped. His involvement with drugs stems back to 2008, when he was arrested for possession of cocaine, heroin, ecstasy, miscellaneous prescription drugs and paraphernalia, according to the Associated Press.
mercoledì 14 novembre 2012
NEWS - Ma dai! L'Auditel è tutta un pacco (bomba)...Ennesime critiche sul sistema di rilevamento degli ascolti (e chi l'avrebbe detto?)F. Me. per il "Corriere delle Comunicazioni"
Riscoppia la polemica sull'indipendenza dell'Auditel. Durante il Cda di stamani è stato consegnato a tutti i consiglieri un documento in cui si evidenziano alcune criticità sulle modalità di rilevazione dei meter e sulla neutralità della società rispetto ai broadcaster, soprattutto i più grandi. Il primo punto critico: Rai e Mediaset potrebbero essere a conoscenza delle città dove i meter sono ubicati. A sostegno dell'ipotesi il fatto che nel corso nel 2011, nelle fasi di switch off, Rai e Mediaset sono riuscite a garantire una risintonizzazione quasi immediata dei ricevitori delle "famiglie Auditel" rispetto agli altri player che hanno invece impiegato tempi più lunghi.I n Lombardia, ad esempio, è stata molto alta la percentuale di famiglie che si è rapidamente sintonizzata su Canale 5 (61,7%) e su Rai 1 (72.5%) già dal primo giorno, con un differenziale verso La 7 rispettivamente di -26,7% e -37,5%. Si tratta di numeri che portano a pensare che la copertura Auditel non sia basata solo sulla popolosità del bacino di utenza, ma anche sulla conoscenza dell'ubicazione dei rilevatori. Per questo viene richiesto, all'interno del documento, l'intervento urgente di un istituto terzo indipendente che verifichi la ricevibilità dei canali diversi da Rai e Mediaset da parte del panel campione nonché il comportamento del fornitore Nielsen Tam per accertare eventuali comportamenti discriminatori nei confronti dei broadcaster minori.
A non convincere è anche il cosiddetto criterio di stratificazione del panel che dovrebbe rappresentare l'universo delle famiglie italiane scelte in base a una serie standard di caratteristiche socio-demografiche. Secondo il documento le modalità di scelta del campione non rispondono più alle esigenze di un mercato sempre più caratterizzato da forti cambiamenti tecnologici - aumenta il numero di chi fruisce dei contenuti tv sul web o su altre piattaforme - determinando una "sottorappresentazione" della tipologia di utenti a favore dei nuclei cosiddetti tradizionali che incidono fortemente sulle rilevazioni: il 7,5% dei casi diventa responsabile del 22% degli ascolti.
Un simile modello, dunque, introduce pesanti distorsioni sulla rappresentatività del campione - quindi sulla sua efficacia - attestando una sorta di "premio" a chi consuma più tv in modo tradizionale, in genere anziani a bassa scolarità affezionati ai canali tv collocati ai primi posti del telecomando. Anche in questo caso nel testo consegnato ai membri del Cda si chiede l'intervento di un soggetto terzo che approfondisca la situazione.
Il documento propone quindi di cambiare la composizione del panel, passando dalle famiglie ai singoli individui e incentrare le rilevazioni su apparecchi diversi rispetto alla televisione, quali smartphone e tablet.
martedì 13 novembre 2012
Articolo tratto dall'Huffington Post
Former "Happy Days" star Erin Moran has had a rough year.
The actress, who shot to stardom as Joanie Cunningham, was kicked out of the trailer park where she lived in September, and has now become a recluse holed up in an Indiana hotel room where she's writing a book about her life, reports RadarOnline.
Sources tell the website that the 52-year-old has been staying in various hotels after being bounced from the trailer park she was forced to move into after reportedly going broke and being evicted from her California home in June. Moran was living in a trailer with her husband, Steve Fleischmann, and his 72-year-old mother -- who she allegedly got into a drunken brawl with in early October.
"Erin thinks the best thing for her at the moment is to just stay in," a source told the website of her new reclusive lifestyle.
"She’s working on an autobiography, which she hopes will help her
settle some debts she has. Every time she ventures out, whether it’s to a
bar to grab a drink or even to the supermarket for some groceries, Erin
seems to land in hot water," the source explained to RadarOnline.The actress is reportedly still broke despite the fact that she and her "Happy Days" castmates reached a settlement with CBS over licensing and merchandising revenue in July. The lawsuit originally asked for $10 million, but the final decision was reportedly a $65,000 payment for each of the four original stars, plus future royalties.
Most recently, Moran appeared on "Celebrity Fit Club" in 2008, but has had few acting gigs since the 1980s, when she appeared in the "Happy Days" spinoff, "Joanie Loves Chachi," and had small walk-on roles in series like "The Love Boat" and "Murder, She Wrote."
lunedì 12 novembre 2012
Sarà perché la protagonista Olivia Pope (ma anche il resto del cast, Henry Ian Cusick, compreso) non riesce proprio a guadagnarsi la mia simpatia, o perché le storie diventano via via sempre meno plausibili e ammissibili, sarà che la credibilità in Shonda, viste anche le ultime scelte adottate in Grey’s Anatomy, fa acqua ormai da tutte le parti.
La regia si conferma fin troppo sincopata, la quantità di dialoghi estremamente eccessiva, e la qualità dello script non sempre all’altezza delle aspettative.
sabato 10 novembre 2012
mercoledì 7 novembre 2012
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieriLINKIESTA
Elezioni Usa e getta in serie...
"Mi emozionano. Non so dire razionalmente perché. Ma lo fanno più delle elezioni italiane. Le elezioni americane mi commuovono, mi fanno sentire partecipe, mi travolgono. E’ tutta pancia, lo so. Non c’è nulla di testa. Non sono una di quelle che crede che un uomo possa cambiare il mondo. So che non esiste una persona con questo potere, nemmeno il presidente degli USA, questa figura così affascinante da riempire il mio (e il nostro) immaginario televisivo e cinematografico. Non sono una fanatica del mondo americano, anzi alle volte mi trovo a ridere e irridere della semplicità della gente che vive negli States, che non mette piede fuori dal loro immenso territorio e che pensa che la vita sia tutta lì. Non sono nemmeno una di quelle che pensa che Obama sia Dio e Romney il diavolo. Certo, non nascondo la mia felicità per il risultato di queste elezioni, però so che Obama non farà tutto quello che mi “aspetto” che faccia, che ci saranno decisioni di politica estera che non approverò, che rimarrò delusa dai “compromessi” a cui immancabilmente scenderà. Ne sono conscia, già da ora. E’ un po’ la croce della Politica, questa. La consapevolezza che ci deluderà, in fondo ogni volta (continuo a pensare che la migliore metafora della Politica attuale ce la fornisca Veep, con quell’immagine del presidente ombra che non chiama mai e non si vede mai).
Eppure dalle elezioni americane vengo puntualmente travolta. Affascinata da quell’ondata di nazionalismo che io, ad esempio, per l’Italia (pur votando SEMPRE) non sento. Quel nazionalismo positivo, intendo. Quello spirito di sentirsi parte di un tutto, come quello che si respira durante un concerto, quando il coro del pubblico estasiato si innalza con il dolce suono della stessa canzone.
La Tv seriale in questo mio coinvolgimento ha senza dubbio un forte peso. Sentire Eva Longoria, la casalinga disperata Gabrielle Solis, parlare apertamente a sostegno di Obama durante la Convention Democratica, mi ha stupito: lei con la presidenza Romney risparmierebbe in tasse. Ma la Eva Longoria che lavora a Hollywood non ha bisogno di pagare meno tasse – ha detto – la Eva Longoria ragazzina che faceva fatica a pagarsi gli studi, quella sì aveva bisogno di meno tasse.
E ancora le parole, i tweet, la presa di posizione di Kate Walsh, Ian Somerhalder, Lena Dunham, Sophia Bush e di una lunga serie di eroi del piccolo schermo (che ho amato, televisivamente) mi hanno permesso di avvicinarmi alla politica americana, di sognare e sperare per i loro piccolo successi sociali, di parteggiare per le loro cause (che poi, in termini di politica sociale, sono anche le nostre).
Obama e serialità televisiva: il rapporto è stretto più che mai. Nel mio libro (Settimo Potere – Come le serie TV influenzano la vita sociale e politica) ne ho parlato approfonditamente. E questo sarà anche il tema della mia prossima puntata-radio di Fuoriserie sul Serialclub su Radiophonica, in onda domani alle 15.15 e, in replica, alle 19.30 (caricherò, in seguito, il podcast per tutti gli interessati)".
(Alessia Barbiero, 07.11.2012)
lunedì 5 novembre 2012
I dialoghi, ben strutturati seppur a tratti leggermente confusi, spesso si accavallano e per non perdere il filo della storia, non sono ammesse distrazioni e allo spettatore non è concesso di abbassare la guardia neanche per un minuto se non vuol perdere il filo della storia.
Un’ottima serie insomma, intensa e intricata, con delle potenzialità incredibili, difficile da seguire e altrettanto complicata da descrivere, e il bello sta proprio qui, perché per lo spettatore stesso diventa una vera e propria sfida.
Lo show di Campbell ricorda per certi versi i romanzi di Tom Clancy e ha come punto di forza un cast di altissimo livello, a partire dal protagonista, Braugher (Salt, Passengers, The Mist), passando per il suo vice interpretato da uno strepitoso Speedman, che molti ricorderanno come il Ben di Felicity, fino ad arrivare a Robert Patrick (The Unit, Burn Notice, True Blood), COB tenuto prigioniero da Chaplin perché contrario a occupare l’isola.
Tra intrighi politici e conflitti morali su un’isola che ricorda inevitabilmente quella di Lost e che anche stavolta, nasconde moltissimi misteri, iniziano così le avventure di un leader e del suo gruppo di seguaci, soldati all’apparenza fedeli e valorosi tra i quali però, si nascondono non pochi traditori.
Pollice verso questa settimana per Partners, comedy della CBS che ha per protagonista Sophia Bush (One Tree Hill), ideata da David Kohan e Max Mutchnick, creatori di Will&Grace.
Partners si avvale di un cast molto noto sul piccolo schermo seppur, alla fine dei conti, per nulla convincente: la Bush interpreta Ali, fidanzato dell’architetto Joe, cui presta il volto David Krumholtz, protagonista di Numb3rs e recentemente apparso in The Newsroom.
Nei panni di Louis, il migliore amico di Joe sin dai tempi dell’asilo, Michael Urie (celebre per il ruolo del civettuolo Mark nell’indimenticabile Ugly Betty), anche lui architetto e fidanzato con Wyatt, Brandon Routh che interpretò il cattivo Daniel Shaw in Chuck.
Il primo limite, la comedy lo riscontra laddove non riesce minimamente a discostarsi da Will&Grace in alcun passaggio: sin dai primi minuti, ricorda inevitabilmente la serie con Debra Messing, dal punto di vista dei personaggi, dei dialoghi, dello humour e delle situazioni nelle quali i protagonisti si ritrovano.
Non fa ridere, non comunica nulla, non convince e se proprio dobbiamo dirla tutta, alla lunga (e su 20 minuti di durata è alquanto grave) annoia anche. Routh è inespressivo e piatto come suo solito (Dylan Dog ancora ringrazia) la Bush e Urie troppo, troppo simili ai personaggi interpretati nelle serie che li han resi famosi.
L’unico che vediamo rapportarsi con una situazione “nuova” a tutti gli effetti, è Krumholtz, ma da solo di certo non basta a dar spessore a una sitcom della quale il palinsesto televisivo avrebbe potuto tranquillamente fare a meno.
giovedì 1 novembre 2012
Ghenos
Games,
presente sul mercato dal 2005, è una brillante casa editrice e distributrice di
giochi da tavolo, con sede a Milano. La visione di Ghenos è basata sulla
certezza che nella nostra era tecnologica i giochi definiti non-tecnologici
possiedano innata la capacità di provocare e stabilire relazioni tra i
partecipanti, educare i giocatori alla sfida e quindi alla crescita ed al
miglioramento continuo, stimolare la propensione ad osservare e studiare
l’altro, promuovendo il rispetto delle idee diverse dalle nostre, generare
emozioni trasmettendo felicità nel condividerle. martedì 30 ottobre 2012
lunedì 29 ottobre 2012
Il link per avere il #GIOCODEITELEFILM prima di tutti è questo: ghenosgames.com/component/page…
— Leo Damerini (@LeoDamerini) Ottobre 27, 2012
Il Gioco dei Telefilm: da oggi in vendita online!giovanecarinaedisoccupata.blogspot.com/2012/10/il-gio… #serietv #GiocodeiTelefilm @academytelefilm @giocotelefilm
— Stargirl (@StarGrrrl) Ottobre 26, 2012
Consiglio: vista la forte richiesta, assicuratevi il #GiocodeiTelefilm subito on line qui ghenosgames.com/component/page…
— Gioco dei Telefilm (@GiocoTelefilm) Ottobre 27, 2012
Eccolo finalmente! Oggi è uscito il @giocotelefilm di @leodamerini. Imperdibile. ghenosgames.com/component/page… twitter.com/LauraFerrato/s…
— Laura Ferrato (@LauraFerrato) Ottobre 26, 2012
Finalmente! Il #GIOCODEITELEFILM è IN VENDITA ON LINE (prox settimana nei negozi)... telefilmcult.blogspot.com/2012/10/gioco-… @giocotelefilm @ghenosgames
— TelefilmCult (@TelefilmCult) Ottobre 26, 2012
I primi di novembre. Il gioco dei telefilm. Sarà mio. E da quel momento potete dire addio alla mia già precaria sanità mentale
— Laura Pendeggia (@laura_pendeggia) Ottobre 19, 2012
Bramare il @giocotelefilm sempre di più, soprattutto dopo aver sentito la recensione di sua Altezza la Maniaca Seriale @chiarapoli
— Silvio Maccarrone (@SilvioMacca) Ottobre 22, 2012
Appena letto sul sito il regolamento de @giocotelefilm Mi stra-piace!!!!!!!! *_*
— Maria Rammacca (@MariaShutTFDoor) Ottobre 26, 2012
Il recap con tutti gli appuntamenti del #GiocodeiTelefilm a #LuccaComics (1-4 Nov.) li trovi qui: facebook.com/events/2224780…
— Gioco dei Telefilm (@GiocoTelefilm) Ottobre 24, 2012
Segui l'arrivo dell'imprescindibile #GiocodeiTelefilm, a novembre nei migliori negozi di giochi, qui: facebook.com/GiocoDeiTelefi… @giocotelefilm
— Telefilm Festival (@TelefilmFest) Ottobre 24, 2012
Arriva Il Gioco dei Telefilm (e con TvBlog puoi partecipare alla prima partita al Lucca Comics) bit.ly/XsUMvx
— Tvblog.it(@tvblogit) Ottobre 26, 2012
@francychicca65 questo fa al caso!!! ;) vinceresti di sicuro!!! tuo tvblog.it/post/98831/gio…
— Milena Malaguti (@millymilluz) Ottobre 26, 2012
sabato 27 ottobre 2012
I protagonisti di The Walking Dead sono feriti, sfiniti, disperati: una prigione infestata dagli zombie è la loro unica salvezza, e sono disposti a dormire nelle celle, come animali in gabbia, tra schizzi di sangue e cadaveri, pur di trovare qualche ora di riposo.
Sono una squadra, un plotone, sono assassini efferati ed esseri umani così disperati da risultare credibili come non mai. Due episodi ricchi di azione, pathos e intensità hanno aperto la terza stagione che, se riuscirà a mantenere questi ritmi, non avrà precedenti.
Rick ora è il leader, nonostante mai avremmo immaginato che sarebbe riuscito a vestire così bene un ruolo simile, scendendo a compromessi, dimostrandosi disposto a tradire i suoi ideali e i suoi principi per il bene del gruppo.
Spietato, forse anche troppo. Staremo a vedere. Per ora, TWD è senza dubbio lo Stracult della settimana.
È un guazzabuglio d’idee caotico e confuso, infarcito di personaggi e situazioni prevedibili, caratterizzato da una trama esile e da dialoghi così superficiali da risultare incredibilmente prevedibili.
I personaggi, per nulla accattivanti, a tratti diventano addirittura irritanti, dalla protagonista Tracy Spiridakos (Charlie), espressiva quanto una statua di cera o se vogliamo quanto Kristen Stewart in Twilight, a Billy Burke (non per niente padre della Stewart nella saga) che dovrebbe in teoria interpretare il “duro” della serie, ma che in pratica è credibile quanto Paris Hilton nei panni di uno scienziato.
venerdì 26 ottobre 2012
Se nell'arco della prossima settimana il gioco sarà disponibile nei punti vendita della Città del Sole e nei canali abituali, già da oggi "IL GIOCO DEI TELEFILM" si può trovare "fisicamente" a Milano da "Fantamagus" (Viale Romagna 50) e "La Foglia Blu" (Piazzale Siena 4).
"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm
Lick it or Leave it!










