mercoledì 16 gennaio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
In "Deutschland 86" le contraddizioni tedesche senza giudizi
"La vita ai tempi della guerra fredda è al centro di Deutschland 86, secondo capitolo di un'ideale trilogia iniziata con Deutschland 83, di cui rappresenta appunto il sequeL E una storia di spionaggio in cui le trame dei servizi segreti e le intime vicende personali dei personaggi convergono restituendo l'affresco di un'epoca (Sky Atlantic). Martin Rauch (Jonas Nay), giovane ufficiale della Ddr, è di nuovo al centro di una delicata missione. Dopo che, sul finire della prima stagione, la sua azione d'infiltrato presso la Germania Ovest era stata scoperta, si trova ora sotto copertura in Angola; qui viene raggiunto dalla zia Lenora (Maria Schrader), potente agente della polizia segreta. Rispetto alla stagione precedente, Deutschland 86 mette in luce il progressivo incrinarsi della struttura economica e militare di una Ddr sull'orlo del collasso. Dietro le (presunte) granitiche convinzioni ideali, si cela in realtà la consapevolezza di un mondo in frantumi, tentato — nemmeno troppo velatamente — dalle opportunità dell'«odiato» sistema occidentale. L'imperturbabile Lenora, nella speranza di salvare quel che resta dello Stato, non rinuncia a trafficare armi come intermediario tra la Germania Ovest e il Sudafrica trovando nell'idealismo del nipote Martin un ostacolo al suo disegno. E persino il freddo commissario della Stasi Walter Schweppenstette è immortalato mentre, nella solitudine del suo appartamento, guarda Das Traumschiff, soap opera della Germania occidentale (di fatto, la versione locale di Love Boat). II risultato è una serie intelligente che non sembra voler esprimere giudizi, ma ricostruire le contraddizioni e le angosce di un periodo della storia nazionale ancora vivo nei ricordi della popolazione; i dettagli delle ambientazioni, dei paesaggi urbani, dei riferimenti socio-culturali di vita quotidiana, inoltre, sopperiscono a scene d'azione non sempre credibili". (Aldo Grasso)

martedì 15 gennaio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Il deragliamento di senso della "Dottoressa Giò"
"Sono anni che l'Italia s'interroga sulla Dottoressa Giò: che fine ha fatto? Perché non torna? Esiste l'ostetricia senza la dottoressa Giò? La dottoressa Giò è tornata ed è come se non fosse mai andata via, perché questa fiction è la prosecuzione del talk con altre armi. Da questo punto di vista, l'esperimento è molto interessante: è come se Barbara d'Urso sentisse il bisogno di mettere in bella copia e sublimare tutti i temi che quotidianamente tratta nel daytime, a cominciare dalle donne vittime di violenze. La sceneggiatura della terza edizione della Dottoressa Giò contiene tutti i temi che Barbara tratta a Pomeriggio 5 (cronaca nera, soprusi sulle donne, battaglie civili, ruolo del giornalismo...) con un significativo deragliamento di senso. La prima vittima è lei, che è stata sospesa dal suo lavoro, accusata di inadempienza su una sua paziente, e poi riabilitata dal tribunale. Nel frattempo il suo posto è stato occupato da un uomo (il primario Zampelli, interpretato da Marco Bonini), ma Giò non demorde e combatte per creare all'interno dell'ospedale un Centro antiviolenza per le donne. L'ospedale vuol investire nella robotica? Giò è convinta che nessun robot possa sostituire l'intuizione umana perché «dietro ogni malattia c'è una storia». Barbara (potentissima donna di tv) assume il ruolo di vittima sacrificale per potersi elevare a «levatrice della parola». Grazie a Giò, Barbara ci fa sapere che il suo talk giornaliero non è chiacchiera ma un esercizio di maieutica, aiuta i suoi interlocutori a giungere alla verità, semplicemente soccorrendoli a partorirla. Un colpo di genio! Tutto il resto — recitazione, battute, persino la regia di Antonello Grimaldi, quello di Caos calmo con Nanni Moretti — non conta. Canale 5 è ormai una guerra di occupazione di spazi fra due donne, Barbara e Maria. Che non si devono amare troppo". (Aldo Grasso)

lunedì 14 gennaio 2019

NEWS - Si gioca a "Breaking Bad"! A breve esce il mobile game per conquistarsi il mercato della droga con Walter White!

News tratta da "Variety"
Breaking Bad” is getting its own mobile game later this year, according to a press release. Breaking Bad: Criminal Elements” will be a free to play, mobile game with strategy elements based on the universe of the television series. In the original AMC series, high school chemistry teacher Walter White (Bryan Cranston) and former student Jesse Pinkman (Aaron Paul) start producing crystal meth together. The show ran from 2008 until 2013, and was critically acclaimed, winning multiple Emmys and Peabody awards, as well as spawning a successful spin-off series, “Better Call Saul.”
Plamee is developing the game, and it will be published by FTX GamesPlamee is the developer behind “Narcos: Cartel Wars,” a mobile game in which players run a cartel, based on the Netflix series “Narcos,” so the developer has some experience with this sort of game. The App Store version of the game has a score of 4.7/5 as of publication time. The “Breaking Bad” mobile game will allow players to experience the complex moral decisions explored in the show, and the strategy elements will come from navigating those decisions while still running the drug operation successfully. Think like the “Rollercoaster Tycoon” series, except instead of running a successful theme park, you’re running a meth empire. Players will assume the role of an “associate” of the famous duo of Walt and Jesse, according to the press release. Popular characters Gus, Saul, and Mike will also make appearances in the mobile game.
Series creator Vince Gilligan commented on the upcoming game and his impression on how faithful the story will be to the original television series.
“We’ve had a great time working with FTX Games,” Gilligan said. “They care as much about the details as our creative team, and I have been very impressed with their commitment to building an authentic extension of the series’ story universe. think this will be a fun experience for fans, to interact with characters from ‘Breaking Bad’ in a completely new way.”
Breaking Bad: Criminal Elements” is planned for release for Android and Apple devices sometime in 2019.

venerdì 11 gennaio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
Le "Derry Girls" senza tempo di Netflix
"Cattive ragazze, come le "bitches" salutate da Olivia Colman dopo aver conquistato il Golden Globe come migliore attrice comica. Altro svarione perpetrato dai giornalisti della stampa estera a Los Angeles: parrebbe più drammatico regnare sull'Inghilterra di inizio 700, tra guerre e congiure di palazzo, che badare a un marito che si fa bello con gli scritti tuoi, come capita a Glenn Close in "The Wife". E alzi la mano chi, mentre l'attrice avvolta in una cappa nera afferrava il premio come attrice drammatica, non ha pensato a "Attrazione fatale" e alla pazza che bolliva il coniglietto pur di strappare Michael Douglas alla legittima consorte. Ai Golden Globes, sezione serie tv, Douglas figlio (Kirk ha compiuto 102 anni a dicembre) è stato premiato come miglior attore attore comico per il "Metodo Kominsky": così finisce la scappatella coniugale più famosa degli anni Ottanta. Cattive ragazze, come le "Derry Girls" nella serie scritta da Lisa McGee. Sta su Netflix, ma si capisce lontano un miglio che l'algoritmo c'entra poco, è un prodotto a denominazione d'origine controllata. Siamo in Irlanda del nord, negli anni Novanta: il ponte che devi percorrere per andare a scuola potrebbe saltare per aria ogni momento. Le ragazze, in divisa, frequentano un istituto cattolico. Quasi tutto femminile. Il "quasi" riguarda James, un cugino con il difetto di essere cresciuto fuori dall'Irlanda - quindi è l'unico che parla Cattive ragazze Le "bitches" salutate dalla Colman ai Golden Globe e le "Derry girls" irlandesi della nuova serie Netflix un inglese comprensibile senza sottotitoli: alla scuola per maschi sarebbe tartassato dai bulli. Naturalmente dalle suore non è previsto per lui neppure un bagno, il contrario di quel che accadeva alla Nasa per le matematiche nere che contribuirono a mandare in orbita le prime navicelle (fa testo il film di Theodor Melfi "Il diritto di contare"). Le attrici sono un po' grandicelle, stentano a sembrare sedicenni. Parlano sporco, con smorfie adolescenziali un po' caricate, e spaventano le suore - una muore sul posto di lavoro, novantenne, mentre sorveglia le ragazze (e il giovanotto) in punizione. Tra una pisciata nel cestino della carta, un rossetto rubato (intascato dalla sorvegliante), una ragazza che scavalca la finestra per andare al concerto del ragazzo che le piace (cotta unilaterale, si intende, l'invito era collettivo), all'apertura della porta lo spettacolo è raccapricciante. Il resto è working class irlandese, tante patate fritte e tanto merluzzo in pastella. Dove non ci sono i soldi per andare a Parigi in gita scolastica ("i vostri genitori hanno sicuramente soldi da parte per la vostra educazione", suggerisce una suora, pia illusione sfatata al rientro in casa). La più grassottella digiuna per l'Africa - da un momento all'altro ci aspettiamo la raccolta di carta stagnola per "i bambini meno fortunati". Sei puntate per la prima stagione, durano mezz'ora come si conviene a una sit-com (siccome siamo in Irlanda, il format non prevede le risate registrate). Sembra passato un secolo, da quando la novità tecnologica era il cordless: "Mi stava chiamando dal bagno" urla la zia che invidia la modernità". (Mariarosa Mancuso)

giovedì 10 gennaio 2019

martedì 8 gennaio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Das Boot", racconto classico ante bingewatching
"Perché i film o le serie ambientate in un sottomarino mettono così tanta angoscia? Forse perché tutti siamo un po' claustrofobici, perché il mezzo assomiglia a un'enorme bara d'acciaio, perché l'ossigeno scarseggia sempre e gli spazi sono angusti... Per questo, fin dalle prime inquadrature, «Das Boot», la nuova serie prodotta da Sky Deutschland con Bavaria Fiction e Sonar Entertainment e diretta da Andreas Prochaska, propone una tensione emotiva cui è difficile resistere (Sky Atlantic). La serie in otto episodi è ispirata all'omonimo romanzo di Lothar-Günther Buchheim e al film di grandissimo successo del 1981 diretto da Wolfgang Petersen (uscito in Italia con il titolo di U-Boot 96). L'U-96 era un sottomarino di classe VII-C comandato dal capitano Willenbrock, che nella sua carriera affondò oltre ventotto navi per un totale di centonovantamila tonnellate, prima di essere distrutto da un attacco aereo nel porto di Wilhelmshaven. È il 1942 e il nuovo sommergibile, prodigio dell'ingegneria tedesca dell'epoca, è pronto a salpare dalle coste francesi occupate dai nazisti per una missione nell'Atlantico. II nuovo comandante, Klaus Hoffmann (Rick Okon), figlio di un leggendario comandante di U-Boot, dovrà convincere il suo scettico e giovane equipaggio di essere l'uomo giusto per guidarlo in battaglia.All'azione bellica, si affianca una spy story di grande intensità. Simone Strasser (Vicky Krieps) arriva a La Rochelle come traduttrice per la Marina tedesca: è originaria dell'Alsazia, territorio storicamente conteso tra Francia e Germania, ed è quindi vista come un'estranea da entrambe le nazioni, specie quando entra in contatto con la Resistenza. La struttura di «Das Boot» è classica, come fosse un film lungo più di otto ore. Motivo per cui va gustato settimana per settimana, come si faceva una volta, prima del bingewatching". (Aldo Grasso)

lunedì 7 gennaio 2019

NEWS - Golden Globes 2019, tutti i vincitori e vinti. Una sempre più equa spartizione tra network non generalisti/piattaforme

Miglior serie drammatica

The Americans - FX
Bodyguard - BBC One
Homecoming - Prime Video
Killing Eve - BBC America
Pose - FX

Miglior serie comedy o musical
Barry - HBO
The Good Place - NBC
Kidding - Showtime
The Kominsky Method - Netflix
The Marvelous Mrs. Maisel - Prime Video


Miglior miniserie o film per la tv
The Alienist - TNT
The Assassination of Gianni Versace - FX
Escape at Dannemora - Showtime
Sharp Objects - HBO
A Very English Scandal - Prime Video

Miglior attore in una serie drammatica
Jason Bateman - Ozark
Stephan James - Homecoming
Richard Madden - Bodyguard
Billy Porter - Pose
Matthew Rhys - The Americans

Miglior attrice in una serie drammatica
Caitriona Balfe - Outlander
Elisabeth Moss - The Handmaid's Tale
Sandra Oh - Killig Eve
Julia Roberts - Homecoming
Keri Russell - The Americans

Miglior attore in una serie comedy o in un musical
Sacha Baron Cohen - Who is America?
Jim Carrey - Kidding
Michael Douglas - The Kominsky Method
Donald Glove - Atlanta
Bill Hader - Barry

Miglior attrice in una serie comedy o in un musical
Kristen Bell - The Good Place
Candice Bergen - Murphy Brown
Alison Brie - GLOW
Rachel Brosnahan - The Marvelous Mrs. Maisel
Debra Messing - Will & Grace

Miglior attore in una miniserie o film tv
Antonio Banderas - Genius: Picasso
Daniel Bruhl - The Alienist
Darren Criss - The Assassination of Gianni Versace
Benedict Cumberbatch - Patrick Melrose
Hugh Grant - A Very English Scandal

Miglior attrice in una miniserie o film tv
Amy Adams - Sharp Objects
Patricia Arquette - Escape at Dannemora
Connie Britton - Dirty John
Laura Dern - The Tale
Regina King - Seven Seconds

Miglior attore non protagonista in una miniserie o film tv
Alan Arkin - The Kominsky Method
Kieran Culkin - Succession
Edgar Ramirez - The Assassination of Gianni Versace
Ben Whishaw - A Very English Scandal
Henry Winkler - Barry

Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film tv
Alex Boenstein - The Marvelous Mrs. Maisel
Patricia Clarkson - Sharp Objects
Penelope Cruz - The Assassination of Gianni Versace
Thandie Newton - Westworld
Yvonne Strahovski - The Handmaid's Tale

venerdì 4 gennaio 2019

NEWS - Tutti pazzi per "La Casa di carta" a Firenze! Folla in delirio a caccia del "Professore" e di "Berlino" in Piazza Duomo
News tratta da "La Nazione"
Un giorno solo di riprese, ma è bastato per mandare in tilt piazza Duomo. Sono centinaia i fan de "La Casa di Carta" che si sono dati appuntamento in centro a Firenze per le riprese della terza stagione della fortunata serie Netflix. Un appuntamento che si svolge in un solo giorno, venerdì 4 gennaio, giornata peraltro freddissima ma che non ha scoraggiato i fan. Chicca per gli appassionati, la presenza di Alvaro Morte, che nella serie interpreta "Il Professore", l'ideatore del colpo alla zecca di Madrid che fa da sfondo all'intera serie. Con lui anche Pedro Alonso, che ne "La Casa di Carta" è Berlino. Proprio la scena che vede protagonisti il Professore e Berlino, scena che si svolge tra Battistero e cattedrale, ha catturato l'attenzione dei fan, che durante i ciak hanno fatto scattare a più riprese i loro smartphone. Per foto che adesso custodiranno gelosamente. La troupe ha iniziato a lavorare da poco dopo l'alba: macchine da presa, luci, teloni, tutto è stato approntato. Poi dalle 9.30 circa le prime riprese. Gli attori hanno cercato di scaldarsi come hanno potuto: tazze di caffé caldo e coperte sono state particolarmente utili nelle pause tra un ciak e l'altro. I fan arrivavano non solo da Firenze ma un po' da tutta Italia. E si erano coordinati attraverso i vari gruppi e pagine su Facebook. Era stato addirittura distribuito un tagliandino speciale che i veri fan si sono appuntati sul petto per riconoscersi tra la folla. La notizia delle riprese e i video dei fan hanno talmente invaso i social che in mattinata l'hashtag #lacasadicarta è prepotentemente entrato tra i trending topic. Nel pomeriggio la troupe si è spostata a piazzale Michelangelo. Anche qui c'era il pubblico delle grandi occasioni. Tanti gli appassionati che hanno seguito le riprese. Sul set anche una gru per le riprese dall'alto. Il meteo ha premiato la troupe: un suggestivo sole invernale baciava infatti Firenze. E dal piazzale gli scorci della città erano davvero suggestivi. 

giovedì 3 gennaio 2019

NEWS - Achtung, compagni! Domani si gira "La Casa di carta" a Firenze (P.zza Duomo e Piazzale Michelangelo)
"La casa di carta" arriva a Firenze. La terza stagione de "La casa di carta" arriva su Netflix nel corso dell'anno e le riprese toccano l'Italia: domani, infatti, il set della serie spagnola sarà a Firenze. In mattinata, location in piazza del Duomo, più tardi in piazzale Michelangelo. "La casa di carta" è la serie non in lingua inglese più vista di sempre sulla piattaforma streaming e la prima produzione spagnola a vincere l'International Emmy Award. Netflix è già passata da Firenze in estate per il set del film d'azione "Six underground".

mercoledì 2 gennaio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
L'importanza di chiamarsi "Soprano"
"Era 20 anni fa, nulla è rimasto uguale. Tony Soprano con l'accappatoio bianco, a bordo piscina con gli anatroccoli, appare sulla Hbo il 10 gennaio 1999. Per un bel po' sarà l'argomento di conversazione: è vero che quella Golden Age, non la prima nella storia della tv americana, aveva già avuto qualche anticipo, ma "I Soprano" fecero il botto. Gli spettatori italiani aspettarono un paio d'anni, fino al 2001, per scarsa convinzione da parte dei responsabili del palinsesto: cinque episodi su Canale 5, poi su Italia 1, in orari notturni. Adesso che le serie sono più numerose delle giornate a disposizione per guardarle - con grave danno per la chiacchiera, non c'è più un "Lost" su cui accapigliarsi "I Soprano" restano in cima alla lista per scrittura, recitazione, invenzioni drammaturgiche. Vorremmo avere il tempo per riguardare le sei stagioni da cima a fondo - invece siamo travolti dalle nuove uscite. Nella lista delle migliori serie del 2018 compilata per il New Yorker da Emily Nussbaum c'è la categoria "serie che avrei voluto vedere perché ne dicono un gran bene, ma non ho avuto il tempo". Qualcuno ha fatto i conti: servono 60 ore per vedere "The Wire", altra serie imperdibile. Serve lo stesso tempo per leggere "Guerra e pace", più "Don Chisciotte", più "Moby Dick", più "Delitto e castigo". "I Soprano" contano : episodi di un'ora, interrotti il 10 giugno 2007 con una dissolvenza: ci sta qualcosa ancora per completare la bibliotechina dei classici. Era la tv di vent'anni fa. Gli attori erano scelti dai responsabili del casting, e poi sarebbero diventati star (il passaggio inverso non era neanche concepibile). I registi non provenivano dal cinema, ma da altre serie televisive (ora fanno la fila per passare dal cinema a misura di blockbuster, con tempi decisionali lunghi, alla televisione che decide in fretta, o alle piattaforme streaming affamate di prodotto e attente alle nicchie). James Gandolfini era un attore non di primissimo piano, uno sceneggiatore come Matthew Weiner aveva già nel cassetto i pubblicitari di "Mad Men" ma nessuno li voleva. Siccome si parlava di mafia, le associazioni che difendono il buon nome degli italoamericani protestarono. Nessuno ha pronunciato una sola parola contro la Napoli ricostruita per "L'amica geniale" di Saverio Costanzo: è l'Italia che piace, miserabile e pittoresca, vociante e sguaiata. I fanatici aspettano "The Soprano Sessions", tutto quel che avreste voluto sapere su "I Soprano" e non avete mai osato chiedere. Lo hanno scritto, per celebrare il ventennale, Matt Zoller Seitz e Alan Sepinwall (suo il saggio "The Revolution Was Relevised", da Rizzoli con il titolo "Telerivoluzione"). Finalmente avremo certezze su chi pronunciò la frase "il cunnilingus e la psicoanalisi ci hanno portato alla rovina". Sintomo inequivocabile, per la famiglia mafiosa, che il meglio era passato, l'avevano goduto i padri e i nonni. Nelle situazioni complicate, Tony Soprano si chiede: "Cosa avrebbe fatto Don Vito Corleone al posto mio?". Mai si era visto un mafioso con il Prozac nel taschino ("lavoro nel settore rifiuti" dice Tony Soprano alla dottoressa Melfi, mentre vediamo il cadavere di un nemico smaltito in discarica). Dicono a Hollywood che la buona idea per un film deve poter essere sintetizzata in poche parole. Vale anche per le serie, e David Chase ha avuto quella giusta: mettere insieme l'omertà del "negare sempre" con la regola di Freud che impone di dire tutto, ma proprio tutto, quel che passa per la testa". (Mariarosa Mancuso)

venerdì 28 dicembre 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
In "AHS: Apocalypse" tutto ritorna
"Nelle serie tv, come nel cinema, la fine del mondo è forse il migliore espediente per raccontare la selezione naturale dell'umanità, per vedere da vicino chi riuscirà a salvarsi e chi sarà costretto a soccombere e scomparire. E su questa cinica frattura che si colloca American Horror Story — The Apocalypse, l'ottava stagione della serie antologica che ha riscritto, almeno in parte, i canoni dell'horror di matrice americana (Fox). Un missile nucleare distrugge il pianeta Terra; una miliardaria di nome Coco St. Pierre Vanderbilt scappa dalla distruzione di Los Angeles insieme a poche altre persone fidate. Contemporaneamente, una misteriosa organizzazione seleziona giovani adulti destinati a sopravvivere. Una serie antologica, per definizione, si compone di stagioni diverse, slegate tra loro dal punto di vista narrativo e tenute insieme dall'adesione a un filo rosso, a un'idea; così, la fortuna di AHS è stata proprio quella di cambiare continuamente storia, ma di mantenere saldo lo schema di fondo, spesso anche i volti del cast. The Apocalypse rappresenta un cross-over tra la prima e la terza stagione (rispettivamente Murder House e Coven), di cui riprende alcuni dei personaggi più noti e riusciti. Con il pretesto dell'apocalisse, la serie ci mette di fronte all'antico dilemma delle disuguaglianze, dell'ingiustizia sociale; compito della severa Miss Venable è proprio quello di ristabilire un nuovo ordine fondato sulla gerarchia del denaro, su una distinzione, anche estetica, di classe. I viola, cioè le élite, da una parte, e i grigi, le «formiche operaie disposte a servire», dall'altra. «La tecnologia ha distrutto il mondo. I social media hanno dato l'illusione alle persone di essere uguali, ma questo non esiste più», sentenzia Miss Venable, decisa a perseguire un micro-cosmo sociale semplice nella sua brutalità. È il denaro che seleziona e divide, non le capacità o l'intelligenza. Tutto ritorna". (Aldo Grasso)

giovedì 27 dicembre 2018

NEWS - Fermi tutti! L'eterosessualissimo Darren Criss ha deciso che non interpreterà più omosessuali: "non sarò un altro attore etero a interpretare gay!"
News tratta da Deadline.com
Darren Criss has played numerous characters on TV, film, and stage, but he is best known for his roles as Blaine in Glee and his recent turn as the real-life Andrew Cunanan in The Assassination Of Gianni Versace: American Crime Story for which he has won an Emmy and, most recently, a Golden Globe nomination. In addition, he played the titular character in Broadway’s Hedwig and the Angry Inch. The characters are members of the LGBTQ community and Criss, who identifies as heterosexual, said that those will be the last queer characters he will play. During a recent event for Clorox’s What Comes Next in New York, Criss said that the gay roles that he has played are wonderful. He followed that up with saying, “But I want to make sure I won’t be another straight boy taking a gay man’s role.” Hollywood is currently in transition when it comes to authentic representation of LGBTQ characters, people of color and other members from marginalized communities — and Criss is very cognizant of that. He admits that he no longer feels comfortable playing these roles and that it is “unfortunate.” “The reason I say that is because getting to play those characters is inherently a wonderful dramatic experience,” he said. “It has made for very, very compelling and interesting people.”

martedì 25 dicembre 2018

GOSSIP - Svestiti, è Natale! Laverne Cox di "OITNB" si spoglia sotto le Feste prima di diventare una medium nella nuova serie "Spirited"
Laverne Cox is looking so glamorous! The 46-year-old Orange Is The New Black star was spotted posing for cameras outside of Catch LA on Saturday night (December 22) in West Hollywood, Calif. Laverne looked chic in a sheer black lace dress as she exited Sean “Diddy” Combs‘s Ciroc Vodka Christmas party. Laverne is set to star in the upcoming TV series Spirited, about a phony psychic who discovers she can communicate with the dead. She is also starring in the upcoming horror-comedy, Bad Hair.

lunedì 24 dicembre 2018

GOSSIP - Silenzio, parla Jameela di "The Good Place"! "Chi usa Photoshop è una stronza insicura!"
Jameela Jamil poses for the cover of Nylon‘s December 2018/January 2019 issue.
The 32-year-old The Good Place actress, who recently criticized celebs who get paid to endorse detox teas, spoke out against people who use Photoshop on their social media photos.
“When you’re Photoshopped you’re setting yourself up for a fall, because you can’t live up to a digitized image… Stop Photoshopping your images. I really think it’s so gross,” Jameela said. 
“I think it’s a disgusting crime to Photoshop your images and put them out there in the world without announcing that’s what you’ve done,” Jameela said. “It’s a lie, you’re lying to your fans, and your followers, and people who look up to you. You’re an asshole. I really believe that. You’re an asshole. You’re allowing the insecurity that ruined your life to pour back out into other people. You are recycling that self-hatred. You are recycling that insecurity, and you should stop.”
After letting out a laugh, Jameela told the mag, “I know I’m really severe about that. But I didn’t eat as a teenager for three years because of people elongating their legs and thinning out their images… We have to rebel against this, we have to see flaws.”
Guarda la gallery completa su

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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