NEWS - Metal Thrones!
venerdì 23 novembre 2012
giovedì 22 novembre 2012
NEWS - Chevy Chase, quella è la porta! L'attore di "Community" lascia il set dopo l'ideatore
Articolo tratto da Deadline Hollywood
We may laugh at the on-camera antics of the Greendale Community College, but off-camera, the place is cursed. Cursed, I tell you! Chevy Chase, he of the angry phone call full of profanities and stubborn foot-dragging, is leaving Community and won't be returning, according to Deadline Hollywood. The decision was mutual, with both parties (Chase and Sony, the show's studio) agreeing that his departure was the best form of action.
No more Pierce Hawthorne. No more curmudgeonly racism. No more secret flasks inside of pens—Chase is leaving the show immediately. Luckily, most of Season 4 has already been filmed, meaning Pierce will only miss the last few episodes of the season.
I've always been more accepting of Pierce Hawthorne than most Community fans, so I'm bummed. I was also raised on Chevy Chase, growing up with movies like Fletch and Caddyshack. Heck, I even liked Funny Farm. However, I can't defend the allegations about his behavior behind the scenes, and if the show is better off with him leaving, that's the most important thing.
But can we all agree that even though Community is one of the most inventive comedies to hit television in the last decade, it's an utter mess, production-wise? Series creator Dan Harmon was fired at the end of last season, something that rarely happens in television. I'm sure the nuisance of Chase's disgruntled outbursts caused nothing but turmoil. The Community set must be one of the most bipolar places in Hollywood, if people are getting fired and arguing one minute and manifesting genius in episodes like "Remedial Chaos Theory" the next. What an absolute shame. And as much as it pains me to say this, there's no way NBC will renew Community for a fifth season or order more episodes beyond the 13 slated for Season 4. I just don't see it happening. I'M BUMMED, GUYS!
One more thing: How convenient that this news comes just as most people are in airport hell on their way to Thanksgiving dinner. Now, I'm not saying NBC and Sony TV are trying to bury it while Americans are busy spending time with their families, but okay yes that's exactly what I'm saying.
Articolo tratto da Deadline Hollywood
We may laugh at the on-camera antics of the Greendale Community College, but off-camera, the place is cursed. Cursed, I tell you! Chevy Chase, he of the angry phone call full of profanities and stubborn foot-dragging, is leaving Community and won't be returning, according to Deadline Hollywood. The decision was mutual, with both parties (Chase and Sony, the show's studio) agreeing that his departure was the best form of action.
No more Pierce Hawthorne. No more curmudgeonly racism. No more secret flasks inside of pens—Chase is leaving the show immediately. Luckily, most of Season 4 has already been filmed, meaning Pierce will only miss the last few episodes of the season.
I've always been more accepting of Pierce Hawthorne than most Community fans, so I'm bummed. I was also raised on Chevy Chase, growing up with movies like Fletch and Caddyshack. Heck, I even liked Funny Farm. However, I can't defend the allegations about his behavior behind the scenes, and if the show is better off with him leaving, that's the most important thing.
But can we all agree that even though Community is one of the most inventive comedies to hit television in the last decade, it's an utter mess, production-wise? Series creator Dan Harmon was fired at the end of last season, something that rarely happens in television. I'm sure the nuisance of Chase's disgruntled outbursts caused nothing but turmoil. The Community set must be one of the most bipolar places in Hollywood, if people are getting fired and arguing one minute and manifesting genius in episodes like "Remedial Chaos Theory" the next. What an absolute shame. And as much as it pains me to say this, there's no way NBC will renew Community for a fifth season or order more episodes beyond the 13 slated for Season 4. I just don't see it happening. I'M BUMMED, GUYS!
One more thing: How convenient that this news comes just as most people are in airport hell on their way to Thanksgiving dinner. Now, I'm not saying NBC and Sony TV are trying to bury it while Americans are busy spending time with their families, but okay yes that's exactly what I'm saying.
martedì 20 novembre 2012
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Anteprima JJ Abrams: al cinema si lancia sulle tracce dei nazisti (oltre ai sequel di "Star Trek" e Cloverfield"). In tv visioni poco rassicuranti con "Revolution" e "Person of Interest"
E'
notizia di queste ore che colui che i critici hanno designato quale
"l'unico vero erede di Steven Spielberg" sia al lavoro su un film
ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale: in "Wunderkind",
atteso nelle sale nel 2013, due cacciatori di taglie uniscono le forze per far
giustizia sui crimini di guerra perpetrati dai nazisti, gettandosi sulle tracce
dei colpevoli. Ancora nessun nome per il cast.
Altro
titolo in flashback firmato da Abrams, seppur nuovo di zecca, è il prossimo
capitolo cinematografico di "Star Trek" (in uscita nel 2013) -
sottotitolato "Into Darkness" - che segue il successo di "Il
futuro ha inizio" che ha riacceso l'entusiasmo per la fanta-saga
dell'Enterprise nel 2009.
E
mentre al cinema Abrams firmerà sul finire del 2013 anche il sequel del
terrorifico low-budget "Cloverfield" dopo il primo capitolo del 2008,
sul piccolo schermo sembra cavalcare a briglie sciolte su un futuro prossimo
venturo non proprio rassicurante.lunedì 19 novembre 2012
Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!
Alcune serie tv riescono a toccare le corde giuste, a emozionarci
e coinvolgerci a tal punto, da far sì che i personaggi diventino parte del nostro
mondo.
Altre serie tv hanno un ulteriore pregio: la capacità di spingersi oltre e
raggiungere i punti più intimi e profondi dello spettatore e instaurare con
esso un rapporto unico, destinato a durare nel tempo.
È il caso di Parenthood, la serie di Jason Katims in onda da quattro anni
sulla Nbc e stracult di questa settimana.
Non è la prima volta che parliamo dello show che ha per protagonista la famiglia Braverman, composta da attori del calibro di Lauren Graham, Peter Krause e Monica Potter, solo per citarne alcuni.
Perché sì, i protagonisti di questo family drama, meriterebbero di essere citati uno a uno, dal più piccolo Tyree Brown, al più attempato, Craig T. Nelson, passando per i giovanissimi Mae Whitman e Miles Heizer, fino a Erika Christensen o Bonnie Bedelia.
Partendo sin dall’inizio con un potenziale da far invidia ad altre pietre miliari del drama familiare, come Brothers & Sisters o Desperate Housewives per certi versi, Parenthood in questi anni è riuscito se possibile, anche a superarsi.
Ha saputo andare aldilà del romanzo narrativo corale, dando spazio gradualmente e senza mai annoiare, alle storie dei singoli, scandagliando e approfondendo la psicologia di ciascun personaggio, senza trascurarne nessuno e focalizzando l’attenzione su particolari mai banali o trascurabili, ma ogni volta fondamentali e significativi ai fini della storyline generale.
Ed è proprio questa l’arma vincente della serie di Katims, la capacità di portare in scena il quotidiano di ogni piccolo ramo della famiglia Braverman, che episodio dopo episodio, contribuisce a creare un albero solido e robusto, rappresentato da una famiglia alla quale ognuno di noi, tutto sommato, vorrebbe appartenere.
Non è la prima volta che parliamo dello show che ha per protagonista la famiglia Braverman, composta da attori del calibro di Lauren Graham, Peter Krause e Monica Potter, solo per citarne alcuni.
Perché sì, i protagonisti di questo family drama, meriterebbero di essere citati uno a uno, dal più piccolo Tyree Brown, al più attempato, Craig T. Nelson, passando per i giovanissimi Mae Whitman e Miles Heizer, fino a Erika Christensen o Bonnie Bedelia.
Partendo sin dall’inizio con un potenziale da far invidia ad altre pietre miliari del drama familiare, come Brothers & Sisters o Desperate Housewives per certi versi, Parenthood in questi anni è riuscito se possibile, anche a superarsi.
Ha saputo andare aldilà del romanzo narrativo corale, dando spazio gradualmente e senza mai annoiare, alle storie dei singoli, scandagliando e approfondendo la psicologia di ciascun personaggio, senza trascurarne nessuno e focalizzando l’attenzione su particolari mai banali o trascurabili, ma ogni volta fondamentali e significativi ai fini della storyline generale.
Ed è proprio questa l’arma vincente della serie di Katims, la capacità di portare in scena il quotidiano di ogni piccolo ramo della famiglia Braverman, che episodio dopo episodio, contribuisce a creare un albero solido e robusto, rappresentato da una famiglia alla quale ognuno di noi, tutto sommato, vorrebbe appartenere.
Ci sono poi altre serie tv che, dopo molti anni, riescono sì
ancora a emozionare, ma non come una volta.
Alcuni telefilm, nel corso degli anni, hanno perso il brio che avevano all’inizio, le storie hanno cominciato a farsi via via ripetitive e prevedibili, e le lacrime, quelle vere e sincere, riaffiorano sul volto dello spettatore solo di fronte a una delle innumerevoli tragedie nel plot.
È il caso per esempio di Grey’s Anatomy che ha inaugurato la
Alcuni telefilm, nel corso degli anni, hanno perso il brio che avevano all’inizio, le storie hanno cominciato a farsi via via ripetitive e prevedibili, e le lacrime, quelle vere e sincere, riaffiorano sul volto dello spettatore solo di fronte a una delle innumerevoli tragedie nel plot.
È il caso per esempio di Grey’s Anatomy che ha inaugurato la
la nona (e onestamente si spera ultima) stagione con una serie di
episodi dolorosi e difficili, che spesso ci hanno lasciato con un sapore amaro
in bocca e fiumi di lacrime da asciugare.
Questa prima parte di stagione ha convinto meno del solito tanto
il pubblico quanto la critica, e le scelte di Shonda Rhimes appaiono ormai
azzardate e in alcuni passaggi troppo forzate.
Troppo dolore, troppa sofferenza, così troppa da trasformarsi,
paradossalmente, in banalità.
Ciascun personaggio ha una cicatrice più o meno profonda da
rimarginare, ognuno una tragedia da superare (l’ennesima), e le lacrime, sotto
alcuni punti di vista, iniziano a diventare troppe. Siamo pur sempre di fronte
a una serie tv, e non per forza dobbiamo ridurre tutto a un cumulo di kleenex
accanto al divano. Alcune serie, dovrebbero aver la capacità di commuovere ed
emozionare non soltanto per la dipartita di un personaggio, quanto piuttosto per
quei piccoli dettagli riscontrabili anche nel nostro quotidiano, ed è proprio
qui che la Rhimes cade, dove invece Katims, riesce a meraviglia.
sabato 17 novembre 2012
IL GIOCO DEI TELEFILM - Dopo Lucca, tutti a Milano! In Fiera dal 16 al 18 novembre con tanto di maxi-partitona a gruppi domenica 18...Iscrivetevi!
Dopo il successo del lancio a Lucca Comics, si replica! IL GIOCO DEI TELEFILM approda in Fiera Milano (Porta Teodorico, ingresso gratis) a "G! come Giocare", fiera internazionale del giocattolo, dal 16 al 18 novembre. Allo Stand Ghenos Games sarà possibile, come per Lucca, acquistare il gioco al prezzo speciale di 25 euro.
Domenica 18 novembre, a partire dalle ore 14.30, si svolgerà una maxi-partita dimostrativa a squadre al termine della quale sarà messo in palio il gioco per i vincitori.
Scopri di più sulla fiera e come arrivare qui: http://gcomegiocare.it/come-arrivare/
Per iscriverti (con i tuoi amici o da solo/a) vai qui http://www.facebook.com/events/490486807639654/
venerdì 16 novembre 2012
NEWS - Clamoroso al Cibali! Non solo Erin Moran fatta a "sottilette"...Gary Dourdan di "CSI" rischia la bancarotta! Quando essere una star telefilmica porta alla deriva...
Articolo tratto dall'Huffington Post
Gary Dourdan was once a star on the most popular show on television, but now the "CSI" actor claims he is bankrupt.Dourdan, who starred on "CSI: Crime Scene Investigation," filed for bankruptcy in August, TMZ reported on Monday. According to documents, the 45-year-old actor has $1.8 million in assets, but owes $1.73 million. A large chunk, specifically $1,689,704, is owed to various banks, one of which holds his mortgage.
Despite having starred on eight seasons of CBS' Emmy Award-winning "CSI," Dourdan claims his monthly disposable income is just $321, according to TMZ. He allegedly makes $14,883 per month, but $14,562 goes to bills. He "anticipates major acting roles" in the future, however, which will help him pay off his debt.
The bankrupt Dourdan filed an injunction on Aug. 30 to prevent Wells Fargo from putting his Venice, Calif., home up for auction, CBS 42 reported. That same day, he filed bankruptcy papers.
His financial issues first surfaced in 2010 when he was sued over credit card debt, according to CBS 42.
Bankruptcy is not Dourdan's only run-in with the legal system.
Last November, the former "CSI" star was arrested on felony battery charges for allegedly breaking his girlfriend's nose. He pled not guilty.
In June 2011, Dourdan was arrested for drug possession after getting into a major car accident, TMZ previously reported. The charges were eventually dropped. His involvement with drugs stems back to 2008, when he was arrested for possession of cocaine, heroin, ecstasy, miscellaneous prescription drugs and paraphernalia, according to the Associated Press.
Articolo tratto dall'Huffington Post
Gary Dourdan was once a star on the most popular show on television, but now the "CSI" actor claims he is bankrupt.Dourdan, who starred on "CSI: Crime Scene Investigation," filed for bankruptcy in August, TMZ reported on Monday. According to documents, the 45-year-old actor has $1.8 million in assets, but owes $1.73 million. A large chunk, specifically $1,689,704, is owed to various banks, one of which holds his mortgage.
Despite having starred on eight seasons of CBS' Emmy Award-winning "CSI," Dourdan claims his monthly disposable income is just $321, according to TMZ. He allegedly makes $14,883 per month, but $14,562 goes to bills. He "anticipates major acting roles" in the future, however, which will help him pay off his debt.
The bankrupt Dourdan filed an injunction on Aug. 30 to prevent Wells Fargo from putting his Venice, Calif., home up for auction, CBS 42 reported. That same day, he filed bankruptcy papers.
His financial issues first surfaced in 2010 when he was sued over credit card debt, according to CBS 42.
Bankruptcy is not Dourdan's only run-in with the legal system.
Last November, the former "CSI" star was arrested on felony battery charges for allegedly breaking his girlfriend's nose. He pled not guilty.
In June 2011, Dourdan was arrested for drug possession after getting into a major car accident, TMZ previously reported. The charges were eventually dropped. His involvement with drugs stems back to 2008, when he was arrested for possession of cocaine, heroin, ecstasy, miscellaneous prescription drugs and paraphernalia, according to the Associated Press.
mercoledì 14 novembre 2012
NEWS - Ma dai! L'Auditel è tutta un pacco (bomba)...Ennesime critiche sul sistema di rilevamento degli ascolti (e chi l'avrebbe detto?)F. Me. per il "Corriere delle Comunicazioni"
Riscoppia la polemica sull'indipendenza dell'Auditel. Durante il Cda di stamani è stato consegnato a tutti i consiglieri un documento in cui si evidenziano alcune criticità sulle modalità di rilevazione dei meter e sulla neutralità della società rispetto ai broadcaster, soprattutto i più grandi. Il primo punto critico: Rai e Mediaset potrebbero essere a conoscenza delle città dove i meter sono ubicati. A sostegno dell'ipotesi il fatto che nel corso nel 2011, nelle fasi di switch off, Rai e Mediaset sono riuscite a garantire una risintonizzazione quasi immediata dei ricevitori delle "famiglie Auditel" rispetto agli altri player che hanno invece impiegato tempi più lunghi.I n Lombardia, ad esempio, è stata molto alta la percentuale di famiglie che si è rapidamente sintonizzata su Canale 5 (61,7%) e su Rai 1 (72.5%) già dal primo giorno, con un differenziale verso La 7 rispettivamente di -26,7% e -37,5%. Si tratta di numeri che portano a pensare che la copertura Auditel non sia basata solo sulla popolosità del bacino di utenza, ma anche sulla conoscenza dell'ubicazione dei rilevatori. Per questo viene richiesto, all'interno del documento, l'intervento urgente di un istituto terzo indipendente che verifichi la ricevibilità dei canali diversi da Rai e Mediaset da parte del panel campione nonché il comportamento del fornitore Nielsen Tam per accertare eventuali comportamenti discriminatori nei confronti dei broadcaster minori.
A non convincere è anche il cosiddetto criterio di stratificazione del panel che dovrebbe rappresentare l'universo delle famiglie italiane scelte in base a una serie standard di caratteristiche socio-demografiche. Secondo il documento le modalità di scelta del campione non rispondono più alle esigenze di un mercato sempre più caratterizzato da forti cambiamenti tecnologici - aumenta il numero di chi fruisce dei contenuti tv sul web o su altre piattaforme - determinando una "sottorappresentazione" della tipologia di utenti a favore dei nuclei cosiddetti tradizionali che incidono fortemente sulle rilevazioni: il 7,5% dei casi diventa responsabile del 22% degli ascolti.
Un simile modello, dunque, introduce pesanti distorsioni sulla rappresentatività del campione - quindi sulla sua efficacia - attestando una sorta di "premio" a chi consuma più tv in modo tradizionale, in genere anziani a bassa scolarità affezionati ai canali tv collocati ai primi posti del telecomando. Anche in questo caso nel testo consegnato ai membri del Cda si chiede l'intervento di un soggetto terzo che approfondisca la situazione.
Il documento propone quindi di cambiare la composizione del panel, passando dalle famiglie ai singoli individui e incentrare le rilevazioni su apparecchi diversi rispetto alla televisione, quali smartphone e tablet.
martedì 13 novembre 2012
NEWS - Clamoroso al Cibali, anche i Ricky piangono! Erin "Sottiletta" Moran di "Happy Days" è diventata una senzatetto ubriacona...(Fonzie o Gano, pensateci voi!)
Articolo tratto dall'Huffington Post
Former "Happy Days" star Erin Moran has had a rough year.
The actress, who shot to stardom as Joanie Cunningham, was kicked out of the trailer park where she lived in September, and has now become a recluse holed up in an Indiana hotel room where she's writing a book about her life, reports RadarOnline.
Sources tell the website that the 52-year-old has been staying in various hotels after being bounced from the trailer park she was forced to move into after reportedly going broke and being evicted from her California home in June. Moran was living in a trailer with her husband, Steve Fleischmann, and his 72-year-old mother -- who she allegedly got into a drunken brawl with in early October.
"Erin thinks the best thing for her at the moment is to just stay in," a source told the website of her new reclusive lifestyle.
"She’s working on an autobiography, which she hopes will help her
settle some debts she has. Every time she ventures out, whether it’s to a
bar to grab a drink or even to the supermarket for some groceries, Erin
seems to land in hot water," the source explained to RadarOnline.
The actress is reportedly still broke despite the fact that she and her "Happy Days" castmates reached a settlement with CBS over licensing and merchandising revenue in July. The lawsuit originally asked for $10 million, but the final decision was reportedly a $65,000 payment for each of the four original stars, plus future royalties.
Most recently, Moran appeared on "Celebrity Fit Club" in 2008, but has had few acting gigs since the 1980s, when she appeared in the "Happy Days" spinoff, "Joanie Loves Chachi," and had small walk-on roles in series like "The Love Boat" and "Murder, She Wrote."
Articolo tratto dall'Huffington Post
Former "Happy Days" star Erin Moran has had a rough year.
The actress, who shot to stardom as Joanie Cunningham, was kicked out of the trailer park where she lived in September, and has now become a recluse holed up in an Indiana hotel room where she's writing a book about her life, reports RadarOnline.
Sources tell the website that the 52-year-old has been staying in various hotels after being bounced from the trailer park she was forced to move into after reportedly going broke and being evicted from her California home in June. Moran was living in a trailer with her husband, Steve Fleischmann, and his 72-year-old mother -- who she allegedly got into a drunken brawl with in early October.
"Erin thinks the best thing for her at the moment is to just stay in," a source told the website of her new reclusive lifestyle.
"She’s working on an autobiography, which she hopes will help her
settle some debts she has. Every time she ventures out, whether it’s to a
bar to grab a drink or even to the supermarket for some groceries, Erin
seems to land in hot water," the source explained to RadarOnline.The actress is reportedly still broke despite the fact that she and her "Happy Days" castmates reached a settlement with CBS over licensing and merchandising revenue in July. The lawsuit originally asked for $10 million, but the final decision was reportedly a $65,000 payment for each of the four original stars, plus future royalties.
Most recently, Moran appeared on "Celebrity Fit Club" in 2008, but has had few acting gigs since the 1980s, when she appeared in the "Happy Days" spinoff, "Joanie Loves Chachi," and had small walk-on roles in series like "The Love Boat" and "Murder, She Wrote."
lunedì 12 novembre 2012
Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!
Settembre ha portato una ventata di freschezza in
casa NBC grazie a Go On, la nuova
dramedy di Scott
Silveri, sceneggiatore e produttore di alcuni episodi di Friends, creatore e showrunner dello spin-off Joey nonché co-creatore di Perfect Couples
Al centro della serie Ryan King, giornalista
sportivo rimasto vedovo all’improvviso e costretto a frequentare un bizzarro
gruppo di supporto per dimostrare di essere psicologicamente in grado di
tornare al lavoro.
Matthew Perry, l’indimenticabile
Chandler Bing in Friends, torna finalmente sul piccolo schermo con un ruolo
da protagonista dopo varie comparsate qua e là nel corso degli ultimi anni (la
più recente in The Good Wife).
Ironico, spesso cinico e per nulla superficiale, Go
On è lo stracult di questa settimana: il punto di forza dello show è l’innata verve comica di Perry, capace di discostarsi pienamente
dal personaggio che la reso famoso in tv, Chandler appunto, per dare piena vita
a quello di Ryan King, presentatore radiofonico impertinente, testardo e un
pizzico arrogante.
Il Go On del titolo si riallaccia alla
volontà del protagonista “di andare avanti” appunto, dopo il lutto che l’ha
investito, senza autocommiserarsi o piangersi addosso più del dovuto.
Il variegato gruppetto di personaggi che circonda Ryan è composto da individui afflitti da
piccole o grandi tragedie quotidiane: dalla difficoltà a relazionarsi agli
altri, al superamento di un lutto o a un trauma psicologico così grave da
condizionare una vita intera.
Go
On ci insegna così che l’ironia a volte non basta, anche se all’apparenza può sembrare la
miglior arma, non è sufficiente da sola per ricominciare a vivere.
Non c’è retorica nello show, nonostante possa
apparire vagamente scontato o banale, ma c’è invece uno humour dal sapore
amaro, talvolta così vero però, da farci venire gli occhi lucidi.
Pollice
verso per Scandal
di Shonda
Rhimes, serie di cui avevamo già parlato qui mesi fa, relegandola nel
girone degli stracotti dopo i primi episodi della season 1.
Nonostante i numerosi colpi di scena, i chili di carne messa al fuoco, gli
intrighi e gli scandali sempre più audaci, l’opinione non cambia, e lo show
firmato dalla Rhimes resta la serie flop di questa settimana.
A dispetto della
decisione della Abc, che dopo una prima stagione di 7 episodi, ha rinnovato la
serie per un altro anno e il 29 ottobre ha commissionato 9 nuove puntate in
aggiunta alle 13 già pianificati, Scandal
continua a non convincermi.
Sarà perché la protagonista Olivia Pope (ma anche il resto del cast, Henry Ian Cusick, compreso) non riesce proprio a guadagnarsi la mia simpatia, o perché le storie diventano via via sempre meno plausibili e ammissibili, sarà che la credibilità in Shonda, viste anche le ultime scelte adottate in Grey’s Anatomy, fa acqua ormai da tutte le parti.
La regia si conferma fin troppo sincopata, la quantità di dialoghi estremamente eccessiva, e la qualità dello script non sempre all’altezza delle aspettative.
Sarà perché la protagonista Olivia Pope (ma anche il resto del cast, Henry Ian Cusick, compreso) non riesce proprio a guadagnarsi la mia simpatia, o perché le storie diventano via via sempre meno plausibili e ammissibili, sarà che la credibilità in Shonda, viste anche le ultime scelte adottate in Grey’s Anatomy, fa acqua ormai da tutte le parti.
La regia si conferma fin troppo sincopata, la quantità di dialoghi estremamente eccessiva, e la qualità dello script non sempre all’altezza delle aspettative.
Gusti
personali a parte, chi volesse comunque dare un’occhiata e perché no, una chance a Scandal, può farlo su Fox Life, dal 13 novembre.
sabato 10 novembre 2012
IL GIOCO DEI TELEFILM - Più di un gioco: è un tour! Dopo Lucca e Milano, tocca a Roma e Torino! Preparate le carte e avvisate gli amici, si gioca...
IL
GIOCO DEI TELEFILM invade l'Italia!
Dopo
la presentazione a Lucca Comics e l'appuntamento milanese della prossima
settimana alla Fiera "G! come Giocare" (dal 16 al 18 novembre - Porta
Teodorico), si aggiungono altre due tappe da non mancare.
A
Roma, dal 23 al 25 novembre, alla kermesse "Ludica Roma" presso la
Fiera, sarà possibile giocare e provare IL GIOCO DEI TELEFILM presso lo stand
Ghenos Games, oltre che acquistarlo al prezzo speciale di 25 euro. Maggiori
info sulla fiera qui.
Stessa
prassi a Torino, il 24 e 25 novembre, all'interno della manifestazione
"Gioca Torino" al Lingotto. Maggiori info sulla fiera qui.
Nel
frattempo a Milano, è notizia dell'ultima ora che SILVER presenzierà domenica
18 novembre a "G! come Giocare" alla firma degli autografi sulla scatola del gioco per il quale ha
realizzato tutti i disegni originali a partire dalle ore 14.30 (seguirà
maxi-partita a squadre). Dalla prossima settimana, inoltre, sempre a Milano, IL
GIOCO DEI TELEFILM sarà in vendita anche alla Mondadori (Piazza Duomo, C.so
Vittorio Emanuele, Via Marghera e Vimercate).
Nel
resto d'Italia lo trovate negli store della Città del Sole e da oggi anche on
line sul sito della stessa catena (qui).
mercoledì 7 novembre 2012
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieriLINKIESTA
Elezioni Usa e getta in serie...
"Mi emozionano. Non so dire razionalmente perché. Ma lo fanno più delle elezioni italiane. Le elezioni americane mi commuovono, mi fanno sentire partecipe, mi travolgono. E’ tutta pancia, lo so. Non c’è nulla di testa. Non sono una di quelle che crede che un uomo possa cambiare il mondo. So che non esiste una persona con questo potere, nemmeno il presidente degli USA, questa figura così affascinante da riempire il mio (e il nostro) immaginario televisivo e cinematografico. Non sono una fanatica del mondo americano, anzi alle volte mi trovo a ridere e irridere della semplicità della gente che vive negli States, che non mette piede fuori dal loro immenso territorio e che pensa che la vita sia tutta lì. Non sono nemmeno una di quelle che pensa che Obama sia Dio e Romney il diavolo. Certo, non nascondo la mia felicità per il risultato di queste elezioni, però so che Obama non farà tutto quello che mi “aspetto” che faccia, che ci saranno decisioni di politica estera che non approverò, che rimarrò delusa dai “compromessi” a cui immancabilmente scenderà. Ne sono conscia, già da ora. E’ un po’ la croce della Politica, questa. La consapevolezza che ci deluderà, in fondo ogni volta (continuo a pensare che la migliore metafora della Politica attuale ce la fornisca Veep, con quell’immagine del presidente ombra che non chiama mai e non si vede mai).
Eppure dalle elezioni americane vengo puntualmente travolta. Affascinata da quell’ondata di nazionalismo che io, ad esempio, per l’Italia (pur votando SEMPRE) non sento. Quel nazionalismo positivo, intendo. Quello spirito di sentirsi parte di un tutto, come quello che si respira durante un concerto, quando il coro del pubblico estasiato si innalza con il dolce suono della stessa canzone.
La Tv seriale in questo mio coinvolgimento ha senza dubbio un forte peso. Sentire Eva Longoria, la casalinga disperata Gabrielle Solis, parlare apertamente a sostegno di Obama durante la Convention Democratica, mi ha stupito: lei con la presidenza Romney risparmierebbe in tasse. Ma la Eva Longoria che lavora a Hollywood non ha bisogno di pagare meno tasse – ha detto – la Eva Longoria ragazzina che faceva fatica a pagarsi gli studi, quella sì aveva bisogno di meno tasse.
E ancora le parole, i tweet, la presa di posizione di Kate Walsh, Ian Somerhalder, Lena Dunham, Sophia Bush e di una lunga serie di eroi del piccolo schermo (che ho amato, televisivamente) mi hanno permesso di avvicinarmi alla politica americana, di sognare e sperare per i loro piccolo successi sociali, di parteggiare per le loro cause (che poi, in termini di politica sociale, sono anche le nostre).
Obama e serialità televisiva: il rapporto è stretto più che mai. Nel mio libro (Settimo Potere – Come le serie TV influenzano la vita sociale e politica) ne ho parlato approfonditamente. E questo sarà anche il tema della mia prossima puntata-radio di Fuoriserie sul Serialclub su Radiophonica, in onda domani alle 15.15 e, in replica, alle 19.30 (caricherò, in seguito, il podcast per tutti gli interessati)".
(Alessia Barbiero, 07.11.2012)
lunedì 5 novembre 2012
Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!
Stracult di questa settimana (nonché migliore novità di questo autunno) Last Resort, la nuova serie della Abc. Protagonista dello show, il capitano Marcus Chaplin (Andre Braugher) e la truppa del Colorado, sottomarino della marina militare americana in missione nelle acque dell’Oceano Indiano per recuperare una squadra.
La storia inizia quando, dopo aver ricevuto l’ordine di attaccare il Pakistan, il capitano, spalleggiato dal suo vice Sam Kendal (Scott Speedman), si rifiuta di obbedire al governo USA e, scampato all’attacco di un altro sommergibile, si rifugia con la sua flotta su un’isola limitrofa che sceglie come “base” da “occupare” con la forza.
Gli showrunner Shawn Ryan (The Shield) e Karl Gajdusek (Oblivion), hanno tra le mani una bella gatta da pelare visto il ritmo sincopato della regia (Martin Campbell, Kevin Hooks), quadro chiaro e fedele del caos che regna all’interno del sottomarino.
I dialoghi, ben strutturati seppur a tratti leggermente confusi, spesso si accavallano e per non perdere il filo della storia, non sono ammesse distrazioni e allo spettatore non è concesso di abbassare la guardia neanche per un minuto se non vuol perdere il filo della storia.
Un’ottima serie insomma, intensa e intricata, con delle potenzialità incredibili, difficile da seguire e altrettanto complicata da descrivere, e il bello sta proprio qui, perché per lo spettatore stesso diventa una vera e propria sfida.
Lo show di Campbell ricorda per certi versi i romanzi di Tom Clancy e ha come punto di forza un cast di altissimo livello, a partire dal protagonista, Braugher (Salt, Passengers, The Mist), passando per il suo vice interpretato da uno strepitoso Speedman, che molti ricorderanno come il Ben di Felicity, fino ad arrivare a Robert Patrick (The Unit, Burn Notice, True Blood), COB tenuto prigioniero da Chaplin perché contrario a occupare l’isola.
I dialoghi, ben strutturati seppur a tratti leggermente confusi, spesso si accavallano e per non perdere il filo della storia, non sono ammesse distrazioni e allo spettatore non è concesso di abbassare la guardia neanche per un minuto se non vuol perdere il filo della storia.
Un’ottima serie insomma, intensa e intricata, con delle potenzialità incredibili, difficile da seguire e altrettanto complicata da descrivere, e il bello sta proprio qui, perché per lo spettatore stesso diventa una vera e propria sfida.
Lo show di Campbell ricorda per certi versi i romanzi di Tom Clancy e ha come punto di forza un cast di altissimo livello, a partire dal protagonista, Braugher (Salt, Passengers, The Mist), passando per il suo vice interpretato da uno strepitoso Speedman, che molti ricorderanno come il Ben di Felicity, fino ad arrivare a Robert Patrick (The Unit, Burn Notice, True Blood), COB tenuto prigioniero da Chaplin perché contrario a occupare l’isola.
Last Resort è un’avventura epica, corale, dove non manca nulla: è una serie densa di pathos, emozione, hype, azione.
Tra intrighi politici e conflitti morali su un’isola che ricorda inevitabilmente quella di Lost e che anche stavolta, nasconde moltissimi misteri, iniziano così le avventure di un leader e del suo gruppo di seguaci, soldati all’apparenza fedeli e valorosi tra i quali però, si nascondono non pochi traditori.
Tra intrighi politici e conflitti morali su un’isola che ricorda inevitabilmente quella di Lost e che anche stavolta, nasconde moltissimi misteri, iniziano così le avventure di un leader e del suo gruppo di seguaci, soldati all’apparenza fedeli e valorosi tra i quali però, si nascondono non pochi traditori.
Pollice verso questa settimana per Partners, comedy della CBS che ha per protagonista Sophia Bush (One Tree Hill), ideata da David Kohan e Max Mutchnick, creatori di Will&Grace.
Partners si avvale di un cast molto noto sul piccolo schermo seppur, alla fine dei conti, per nulla convincente: la Bush interpreta Ali, fidanzato dell’architetto Joe, cui presta il volto David Krumholtz, protagonista di Numb3rs e recentemente apparso in The Newsroom.
Nei panni di Louis, il migliore amico di Joe sin dai tempi dell’asilo, Michael Urie (celebre per il ruolo del civettuolo Mark nell’indimenticabile Ugly Betty), anche lui architetto e fidanzato con Wyatt, Brandon Routh che interpretò il cattivo Daniel Shaw in Chuck.
Il primo limite, la comedy lo riscontra laddove non riesce minimamente a discostarsi da Will&Grace in alcun passaggio: sin dai primi minuti, ricorda inevitabilmente la serie con Debra Messing, dal punto di vista dei personaggi, dei dialoghi, dello humour e delle situazioni nelle quali i protagonisti si ritrovano.
Non fa ridere, non comunica nulla, non convince e se proprio dobbiamo dirla tutta, alla lunga (e su 20 minuti di durata è alquanto grave) annoia anche. Routh è inespressivo e piatto come suo solito (Dylan Dog ancora ringrazia) la Bush e Urie troppo, troppo simili ai personaggi interpretati nelle serie che li han resi famosi.
L’unico che vediamo rapportarsi con una situazione “nuova” a tutti gli effetti, è Krumholtz, ma da solo di certo non basta a dar spessore a una sitcom della quale il palinsesto televisivo avrebbe potuto tranquillamente fare a meno.
giovedì 1 novembre 2012
IL GIOCO DEI TELEFILM - A Novembre esce “Il
Gioco dei Telefilm” di Leo
Damerini e Fabrizio
Margaria, il primo gioco in scatola sulle serie tv prodotto da
Ghenos Games.
Presentazione a Lucca
Comics sabato 3 novembre con gli ideatori e Silver, autore di tutti i disegni
originali.
Ecco il comunicato stampa.
Per tutti gli amanti delle serie tv, è già
scattato il count-down.
A Novembre esce “IL GIOCO DEI TELEFILM”, il primo gioco in
scatola sulle serie tv di tutti i tempi lungo 750 domande divise per epoche e
difficoltà.
Ideato e curato da Leopoldo Damerini e Fabrizio
Margaria – già autori del “Dizionario dei Telefilm”
(Garzanti), fondatori dell’Accademia dei Telefilm e direttori del Telefilm
Festival – il gioco è prodotto da Ghenos
Games e vanta i disegni originali d’impatto e in esclusiva di
Silver, nonchè il regolamento alla
larga dalla banalità di Luca
Borsa.
Tutti loro, Silver in testa, saranno presenti a
Lucca Comics (1-4 novembre)
sabato 3 novembre alla
presentazione ufficiale presso lo stand
Ghenos Games (B602), dove si potrà acquistare per tutta la kermesse
"IL GIOCO DEI TELEFILM" al prezzo
speciale di 25.00 Euro.
Dopo la conferenza stampa di presentazione alle 10.45 alla
Sala Ingellis (presenti Silver e gli ideatori), Silver stesso autograferà le copie del
gioco alle ore 14.00 (Stand Ghenos
Games, Padiglione Carducci). Seguirà una partita-dimostrativa in cui si eleggerà
il primo Telefilm Master
(omaggiato con una copia de "IL GIOCO DEI
TELEFILM").
Al motto dei due ideatori “Giochiamo con la Settima Arte
Bis!”, “IL GIOCO DEI
TELEFILM” mette alla prova la conoscenza seriale dei partecipanti e
ruota attorno ad un meccanismo di “puntate” sia sulla propria capacità a
rispondere che su quella degli avversari, in modo che non possano ottenere
troppi punti, adottando la tattica più congeniale.
Lungo 750 domande di diversi generi e difficoltà,
il regolamento contempla la scelta di poter selezionare l'epoca in cui
ambientare il Gioco, oppure di mischiare tutte le carte con le relative domande
e viaggiare senza confini temporali come il Doctor Who.
Qual è il soprannome della sorella di
Richie Cunningham in "Happy Days"? Di che colore è la macchina con la quale
sgommano "Starsky&Hutch"? Qual è il nome di Locke di "Lost"? Quale mestiere
svolge la moglie di "Colombo"? Qual è il pianeta originario del "Doctor Who"?
Come si chiama la cittadina al centro di "True Blood"? Qual è stata la prima
serie drammatica tratta da una sit-com?...
“IL
GIOCO DEI TELEFILM” riunisce amici, parenti, partner, coniugi ed
amanti per un divertente ed entusiasmante viaggio a 360 gradi nelle serie tv sulla
scorta di domande storiche, curiose, indiscrete, sul cast e sulle trame, sulle
location, i numeri e i primati, sui nomi e i cognomi che hanno reso il piccolo
schermo sempre più grande.
“Nel
nostro immaginario – spiegano
Damerini e Margaria -
"IL GIOCO
DEI TELEFILM" nasce con l'intento
di riunire più generazioni, formando squadre equilibrate composte da
genitori, figli e nipoti, ciascuno preparato (chi più, chi meno) sulla propria
epoca seriale. E' solo una suggestione, per carità. Nulla vieta di mettere da
parte il tabellone e giocare solo con le carte a domanda-risposta seduti in
circolo, sotto l'Albero di Natale come sotto
l'ombrellone...”.
Altra chiave di lettura, è quella di
accendere i riflettori su serie tv
dimenticate o misconosciute, magari appartenenti ad altre epoche
televisive rispetto alla propria, suscitando la curiosità di andarle a
(ri)scoprire. Magari verificando qual è stato il telefilm antesignano di "Six
Feet Under" o il serial-padre, tutto al maschile, di "Charlie's Angels" (firmato
dallo stesso Aaron Spelling), nonchè la serie di John Landis del 1999 che in
qualche modo, seppure in parte, ha ispirato J.J. Abrams per
"Lost".
E non si pensi che sapere tutto sui
telefilm possa essere assai determinante per la vittoria finale e per
aggiudicarsi il titolo di Telefilm Master. “IL GIOCO DEI TELEFILM” prevede anche
una buona parte di tattica in cui
le "puntate" per andare a rimorchio del concorrente più preparato o la
possibilità di "murarlo" possano favorire anche chi non è propriamente un
sapientone seriale. La fortuna e gli imprevisti, come in ogni gioco, fanno poi
il resto.
Con “IL
GIOCO DEI TELEFILM” ogni partita sarà diversa. Volta dopo volta,
puntata dopo puntata. Come una serie tv.
"Un
gioco destinato a
diventare il Trivial Game più
divertente dell'anno!". (Dal comunicato stampa di "Lucca
Comics")
Pagina
Facebook: http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm
Twitter: https://twitter.com/GiocoTelefilm
Ghenos
Games:
www.ghenosgames.com; info@ghenosgames.com
Vista la forte richiesta e la spasmodica
attesa per "IL GIOCO DEI TELEFILM", in attesa della presentazione ufficiale a
Lucca Comics (1-4 Novembre), Ghenos Games ha aperto la vendita on line del gioco sul proprio
sito (qui).
Se nell'arco dei prossimi giorni il gioco
sarà disponibile nei punti vendita della Città del Sole (qui
la mappa) e nei canali abituali, "IL GIOCO DEI TELEFILM" si può già trovare a
Milano in più punti vendita:
- "Fantamagus" (Viale Romagna
50)
- "La Foglia Blu" (Piazzale Siena
4)
- "Caminadella" (Via Caminadella
2)
- "Tofy Toys" (Via Ruffini
9)
- "Cerchio Magico" (Via Vincenzo Monti 41/Corso Porta
Vittoria 50)
- "Plastici e Dintorni" (Corso Garibaldi
16)
- "Fortura Giocattoli" (Via Olmetto
10)
Ghenos
Games,
presente sul mercato dal 2005, è una brillante casa editrice e distributrice di
giochi da tavolo, con sede a Milano. La visione di Ghenos è basata sulla
certezza che nella nostra era tecnologica i giochi definiti non-tecnologici
possiedano innata la capacità di provocare e stabilire relazioni tra i
partecipanti, educare i giocatori alla sfida e quindi alla crescita ed al
miglioramento continuo, stimolare la propensione ad osservare e studiare
l’altro, promuovendo il rispetto delle idee diverse dalle nostre, generare
emozioni trasmettendo felicità nel condividerle.
Il core
business di Ghenos è incentrato sulla produzione, pubblicazione e
distribuzione di giochi da tavolo non tecnologici e la sua strategia si fonda
sulla crescita, sulla trasformazione e sulla costruzione di questo business. La
missione di Ghenos è diventare una società leader in questo
settore.
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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm
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