venerdì 24 luglio 2009


GOSSIP - A mò! E' un'estate di topless(ate) telefilmiche: dopo ML Parker, Anna Friel e Hayden Panettiere anche Lake Bell esce di seno!
Ormai è una tendenza, un pò come quella dei tg che ogni estate, all'arrivo del caldo insopportabile, mandano in onda gli stessi identici servizi dalle città sulla gente che "cerca refrigerio" mostrando le immagini delle fontane circondate da poveri sfigati che passavano di lì per caso (al refrigerio bisognerebbe mandare certi giornalisti con la sedia al culo). Ma quella delle topless(ate) telefilmiche è una moda che mai come quest'estate divampa al pari dell'invasione delle zanzare. Dopo Mary Louise Parker ("Weeds"), Anna Friel ("Pushing Daisies") e Hayden Panettiere ("Heroes"), tocca ora a Lake Bell ("Boston Legal", "Surface", "How to make it in America"), messa a nudo dall'obiettivo di Scott Caan, che in realtà sarebbe un attore ma si è inventato fotografo (probabilmente dopo aver scoperto di essere un Caan a recitare). E il bell'imbusto zozzone ha esordito con un libro di foto mica di paesaggi o di cesti di frutta, ma di attrici messe "al naturale". Ergo: nude. Per i feticisti del caso, il book è in vendita su Amazon, mentre la schiera delle topless(ate) telefilmiche è destinata ad allungarsi. Un'ex interprete di "Angel" è tra le prossime ad entrare nel club "refrigerante"...Stay tuned (a meno che non vogliate seguire qualche tg per pensionati in canotta)!

mercoledì 22 luglio 2009

NEWS - Ultima ora, Mischa Barton ricoverata dopo una coca-maratona di 3 giorni (pistaaaaa!). "E' diventata irriconoscibile e disturbata, non ha più un soldo e non trova il partner giusto". L'ipotesi del tentato suicidio prende piede...Ancora in ospedale secondo la legge che ha obbligato Britney Spears a curarsi prima di uscire (e far danni)
Articolo di Lachlan Cartwright pubblicato sul "New York Post"
She went from "The O.C." to an OD. Mischa Barton was so high on coke following a marathon three-day bender that friends called cops afraid she would kill herself, sources have told The Post. Barton, 23, was taken away from her LA home by police and placed under an involuntary psychiatric hold on Wednesday. The party-loving former "O.C" star was due to fly to New York for the premiere of her movie "Homecoming," which has been slammed by critics. A source close to Barton said, "She's in very bad shape. "She's running out of money and can't find love, so now she is looking for a good time to escape her misery. She is on a downward spiral. "She is a mess. She is a suicidal, uninsurable mess." Photographed Tuesday at an LA hotel, the once-skinny Barton (above) looked bloated and almost unrecognizable. A guest at the hotel said Barton seemed to be stumbling around poolside and at one point was topless.
Two weeks ago she hit the headlines after being kicked out of the ladies' room at an exclusive London nightclub for trying to bring a gal pal into one of the stalls. Barton told Life and Style magazine only days ago that she was "happy and healthy." She said: "It does get cumbersome to have to address the same non-issues on a repeated basis. Fortunately, I'm healthy and comfortable in my own skin. "I'm happy. I wouldn't change my body, and I couldn't anyway. The only way to be happy and be a more enjoyable person is to embrace what you've got."
Her publicist, Craig Schneider, released a statement yesterday confirming that the actress remains in the hospital under doctor's orders. Under Section 5150 of the California Welfare and Institutions Code, authorities can hold a person for up to 72 hours if they present a danger to themselves or others. It is the same law used to hospitalize Britney Spears last year. A source believes it will take some time before Barton bounces back, saying: "She is a tortured and troubled person. You can survive a bad review, but when you don't show up for the premiere of your new film, it's not a good sign of where your career is heading."

martedì 21 luglio 2009


GOSSIP - Altro che influenza, la vera epidemia è la corsa estiva al topless delle dive telefilmiche. Dopo ML Parker e Anna Friel tocca a quella Panettiere di Hayden
Sarà un virus, sarà il caldo, saranno le zanzare, sarà quel che sarà, ma l'estate in corso sta facendo uscire fuori di seno le dive telefilmiche come mai in passato. Dopo i topless di Mary Louise Parker di "Weeds" (vedi Post del 13 luglio) e di Anna Friel di "Pushing Daisies" (Post del 18 luglio), tocca a Hayden Panettiere di "Heroes". Per non farsi mancare niente, oltre all'uscita di seno nella foto più alto, nel film "I love you Beth Cooper", la Panettiere sforna un altro desaibillè nel libro fotografico di Diana Jenkins e Deborah Anderson "Room 23", fresco di stampa. Non è chiaro che razza di stanza sia la 23, come non è altrettanto palese che cavolo di vestito indossi Hayden (foto sopra il titolo). Sembra che le abbiano appiccicato i resti dei finestrini trovati nei bidoni della Carglass dopo un incidente in Viale Zara. E soprattutto non è lapalissiano come lo straccetto vetrato sia sostenuto, dove finiscano le spalline e comincino gli slip...mah. Anche l'espressione della Panettiere sembra dubitativa e ri"specchia" il suo stato d'animo (al pari del suo vestito).

lunedì 20 luglio 2009

QUIZ - Chi è la Miss Ragna anti-zanzare dei telefilm?
Vista l'invasione di zanzare ed altri insetti che ogni sera si frappongono tra noi distesi sul divano e il piccolo schermo dove assaporiamo telefilm come ghiaccioli rinfrescanti Sansone, cade a pennello l'entrata in scena di una super-eroina che quegli esseri disturbanti li può calamitare su di sè. La Miss Ragna dei telefilm al centro del Quiz, infatti, possiede una membrana attillata che funge da rete moschicida (e zanzaricida) dove gli odiosi insetti rimangono avvinghiati mortalmente, vieppiù soffocati dalla secrezione killer che la donna-arac(n)hide sbava voluttuosamente dai suoi pori una volta intrappolate le malcapitate creature. Per attuare questo ulteriore super-potere, alla nostra basta toccarsi le chiappe come nella foto in alto, immagine dove compare anche a sorpresa, alle sue terga, la sosia di Noemi Letizia, apprendista Donna Invisibile dello show-business. La Miss Ragna denota anche un certo sadismo: al termine della cattura torturante, finisce le sue vittime non più volanti e tramortite dai suoi succhi corporei con dei tacchi appositamente disegnati da Stan Lee per martoriare peggio di una bomboletta di Raid scaduta da 10 anni tutti quegli inutili insetti che finiscono nella sua rete. Uomini masochisti compresi.

sabato 18 luglio 2009


GOSSIP - Pushing topless! Dopo Mary Louise Parker anche Anna Friel esce fuori di seno...(sarà il caldo?)
Sarà il caldo afoso, saranno le zanzare tigre, ma ultimamente tra le attrici telefilmiche c'è una gran voglia di uscire fuori di seno. Dopo Mary Louise Parker di "Weeds" (vedi Post del 13 luglio), tocca ad un'altra "inaspettata" senofoba qual è Anna Friel di "Pushing Daisies" in un servizio fotografico, con tanto di copertina, su "Vanity Fair" USA. Lo shooting che ritrae la Friel in realtà è di gran classe, con abiti di seta e parure di perle da favola, con acconciature ricercate sixties...Roba da rapina a mano armata: soprattutto per come si confeziona un servizio fotografico.

venerdì 17 luglio 2009

NEWS - Ultima ora! Mischa Barton ricoverata a forza in una clinica psichiatrica...!
Sembra la sceneggiatura di una puntata di "The O.C.", ma è drammatica realtà. Anche se non sono ancora noti i particolari, Mischa Barton è stata ricoverata a forza in una clinica psichiatrica di Los Angeles dopo che una chiamata al 911 aveva fatto accorrere le forze dell'ordine al suo appartamento. E’ stata proprio la polizia a predisporre un trattamento sanitario obbligatorio per l’attrice, nella clinica Cedar-Sinai Medical Center. Il provvedimento viene attuato quando si crede che la persona in questione possa essere pericolosa per gli altri o per sè stessa o sia affetta da gravi disturbi mentali. Secondo quanto dichiarato dal suo portavoce “Mischa è entrata in ospedale su consiglio del suo medico curante”. Mentre sul web si rincorrono le voci (drammatiche) e non confermate di un tentato suicidio, tra poche ore si potrebbe sapere di più su quanto è successo, visto che il ricovero forzato può durare al massimo 72 ore. Forza Mischa, siamo tutti con te (come faremmo senza i tuoi improbabili look...?)!
NEWS - Le Nominations agli Emmy: le scelte di Telefilm Cult. E le vostre?
Una volta rese note le nominations degli Emmy Awards 2009 non resta che dire la vostra. Telefilm Cult si lancia per primo e segnala le proprie (in corsivo). Voi che ne pensate? Commentate, commentate e...votate...

MIGLIOR SERIE COMEDY
30 Rock
Entourage
How I Met Your Mother
I Griffin
The Flight of the Conchords
The Office
Weeds

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
Big Love
Breaking Bad
Damages
Dexter
Dr. House: Medical Division
Lost

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY
Alec Baldwin per 30 Rock
Tony Shalhoub per Detective Monk
Charlie Sheen per Due uomini e mezzo
Jim Parsons per The Big Bang Theory
Jemaine Clement per The Flight of the Conchords
Steve Carell per The Office

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA
Bryan Cranston per Breaking Bad
Michael C. Hall per Dexter
Hugh Laurie per Dr House: Medical Division
Gabriel Byrne per In Treatment
Jon Hamm per Mad Men
Simon Baker per The Mentalist

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY
Tina Fey per 30 Rock
Julia Louis-Dreyfus per La complicata vita di Christine
Christina Applegate per Samantha chi?
Sarah Silverman per The Sarah Silverman Program
Toni Collette per The United States of Tara
Mary-Louise Parker per Weeds

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMMATICA
Sally Field per Brothers & Sisters
Glenn Close per Damages
Mariska Hargitay per Law & Order: SVU
Elisabeth Moss per Mad Men
Holly Hunter per Saving Grace
Kyra Sedgwick per The Closer

giovedì 16 luglio 2009

NEWS - Emmy Rock! La sit-com con Baldwin-Fey stabilisce il record di nominations (22!) agli Oscar tv
(AGI) - Los Angeles, 16 lug. - La serie tv comica "30 Rock" ha ottenuto 22 nomination agli Emmy Awards, gli Oscar della tv americana. Si tratta del maggior numero di candidature ottenute da una commedia nella storia del premio. Tra le nomination come migliori attori i protagonisti della serie, Alec Baldwin e Tina Fey. La storica rivalita' tra le emittenti Hbo e Nbc vede prevalere la prima, con 99 nomination contro 67. Nel sestetto delle migliori serie drammatiche figurano "Big Love", "Breaking Bad", "Damages", "Dexter", "Dr. House" e "Lost". Tra candidati a vincere la statuetta di miglior attore drammatico ci sono anche l'interprete di "Dexter", Michael C. Hall e il famoso Dr. House, Hugh Laurie. Assente dalle nomination femminili Katherine Heigl, star di "Grey's anatomy". La cerimonia di premiazione della sessantunesima edizione degli Emmy si terra' il 20 settembre al teatro Nokia di Los Angeles e sara' presentata dall'attore Neil Patrick Harris.

Vedi tutte le nominations degli Emmy Awards 2009 qui: http://cdn.emmys.tv/awards/2009ptemmys/61stemmys_nomswin.php
NEWS - Clamoroso al CibaLost! La serie cult di JJ Abrams avrebbe un altro "padre"? L'idea, del 1977, apparterrebbe a Anthony Spinner che ha denunciato ABC per plagio...
Articolo tratto da Corriere.it
Ai viaggi nel tempo gli spettatori di "Lost" sono abituati. Questa volta però le vicende dei naufraghi della serie televisiva non c'entrano. Sull'isola deserta, tra i tanti misteri, adesso aleggia anche quello di un possibile plagio. Anthony Spinner, 78 anni, ex produttore televisivo ha infatti citato in giudizio Abc e Touchstone Television con un'accusa ben precisa: «Lost è stato copiato. L'idea originale è mia, l'ho scritta nel 1977 ricevendo un compenso di 30 mila dollari». Per più di trent'anni il soggetto del serial sarebbe rimasto chiuso in un cassetto fino alla sua realizzazione e al successo mondiale. «Stesso titolo, stessa trama e stessi personaggi ma con nomi diversi», denuncia Spinner, che ora vorrebbe vedere risarciti da un tribunale i danni per i mancati guadagni. Non mancano perplessità tra i fan di "Lost", prima fra tutte la tempistica: perché protestare adesso, a distanza di cinque anni dalla messa in onda della prima serie? Pare che già in passato Spinner abbia tentato un'azione legale, respinta per «motivi procedurali». Ma tra gli appassionati, abituati dagli sceneggiatori alle scelte più imprevedibili, c'è anche chi nota la strana coincidenza. Alcune puntate dell'ultima serie sono ambientate in parte nel 1977, proprio nell'anno in cui il produttore sostiene di aver scritto la puntata pilota del serial . Insomma, potremmo trovarci davanti all'ennesima trovata dei creatori di "Lost". Il sito Tmz ha pubblicato un file in pdf contenente le somiglianze tra il presunto soggetto originale e quello reale. Le coincidenze non mancano, a partire dal primo punto: «Un aereo diretto a Los Angeles si schianta in un ambiente simile a una jungla». Anche i personaggi rispecchiano quelli della serie creata da J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber (a cui poi si è aggiunto Carlton Cuse). Al posto del dottor Jack Shephard c'è il dottor Boreman; al posto di John Locke c'è Hagan, che invita i superstiti ad accettare la vita sull'isola. E non mancano anche i corrispettivi personaggi per Sawyer e Kate. Nell'attesa di risolvere l'ennesimo mistero di "Lost" alcuni fan vorrebbero approfittarne e chiedere a Spinner: «Se sa come è iniziato, ci dica al più presto anche come andrà a finire».
QUIZ - La Miss RestaFuori dei telefilm era...
Era quella pazza squinternata sulla terrazza di Lindsay Lohan, la Miss RestaFuori del Quiz del 28 giugno scorso. Evidentemente il tira e molla con la maschiaccia Samantha Ronson ha provocato il primo dissesto: una notte fuori di casa per la povera Lindsay (anche se la borsa-tenda canadese poteva coprirla dalle più tragiche intemperie). Quasi una sorta di punizione, tanto per far vedere chi in casa porta i pantaloni...mentre chi indossa i pantacollant e gli occhiali da sole anche alle 4 di mattina è evidente, così come sembra spuntare dalla borsa di 27 chili una confezione esclusivissima di Autan per le VIP abbandonate on the road. Complimenti agli indovinatori Flavia e piviere. A breve un nuovo travolgente Quiz scaccia-zanzare...

mercoledì 15 luglio 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

FAMIGLIA CRISTIANA
La futilità intelligente delle serie USA
"Si tratti di crimine o tematica esistenziale, la morte è una presenza costante nella fiction americana. Potrebbe essere il derivato di una tradizione di violenza, in un Paese che al proprio interno ha sterminato popolazioni intere e, verso l'estero, si è arrogato un ruolo da polizia mondiale. Fenomeno da analisi storica e sociologica: ma in questa sede, terra terra, accontentiamoci dei dettagli che ogni giorno ci fornisce la tv. Naturalmente si contano a dozzine i cadaveri dei serial polizieschi, solo in minima parte compensati dalle guarigioni prodigiose del dottor House. Qui e là tuttavia, malgrado la bravura degli sceneggiatori, la meccanica narrativa è in genere a schema fisso. Dove l'inventiva maggiormente si libera è in prodotti di eccellenza come 'ER - Medici in prima linea' e 'Desperate Housewives', che sanno svariare di anno in anno, alternando tensione e routine, normalità ed evento eccezionale. Prendiamo gli episodi più recenti. Nel pronto soccorso di Chicago un vecchio preso dalla strada, ormai senza più voce, ha la forza di scrivere su un foglio due lettere, 'Tb'. Vuol dire che una pazienti agli estremi non ha il cancro, come credono tutti i medici, ma una forma aggressiva di tubercolosi. Come ha fatto? Qualcuno lo riconosce: è lui che, mezzo secolo prima, ha creato in città la medicina d'urgenza. E' un duplice richiamo sociale, a Hillary Clinton, cui non riuscì una riforma sanitaria, e a Barack Obama che adesso ci riprova. Appresso. Fra le casalinghe di Wisteria Lane, si ammazza in auto la perfida Edie Britt: ma le quattro amiche, scambiandosi confidenze davanti alle ceneri, scoprono che anche quella donna inquietante aveva fatto del bene. Come il vecchio dottore, aveva salvato vite e rimediato a squilibri mentali. Dietro i pettegolezzi, di quartiere la realtà, il dolore, la psicologia, la riflessione metafisica. Tutto con l'aria di fare, come si dice, tv commerciale. Ma qui altro che 'i Cesaroni'...".
(Giorgio Vecchiato, 07.06.2009)

TV SORRISI E CANZONI
"Crash", viaggio nell'animo cupo(tto)
"8 al cast di 'Crash', nato dal cinema e interpretato con grande incisività da attori che rendono con cruda verosimiglianza gli aspetti più cupi dell'animo, l'aridità e le tensioni in cui si riflette una Los Angeles bella e amarissima".
(Mirella Poggialini, 06.06.2009)

LA STAMPA
"The Wire", il vero telefilm di sinistra (e il "GF" scivola a destra)
"'The Wire', la serie americana piu' bella dopo 'I Soprano', e' girata come una docu-fiction: camera a mano, luce naturale, suono in presa diretta. Molte parti minori sono affidate a non-attori, che nella vita fanno quello che impersonano nella serie. La psicologia e le relazioni tra i personaggi prevalgono di gran lunga sull'azione vera e propria, che anzi - e questo e' straordinario, perche' e' una serie poliziesca - e' confinata ai margini, e' commentata e quasi mai mostrata. Infine, una parte essenziale del materiale narrativo e' acquisito attraverso telecamere di sorveglianza, microspie e intercettazioni telefoniche. Insomma, 'The Wire' e' un reality. E puo' dirsi un telefilm di «sinistra» non tanto perche' e' la serie preferita da Obama, quanto soprattutto perche', nel raccontare la «realta'» senza filtri ne' abbellimenti narrativi, ne denuncia implicitamente, e con tanto maggior forza, le incongruenze e le malefatte. La Baltimora di 'The Wire' e' un misto di inefficienza e di corruzione, dove ciascuno ha le proprie buone ragioni per dedicarsi esclusivamente a salvare se stesso. Somiglia molto all'Italia di oggi, non e' vero? Al contrario, 'Grande Fratello', madre e archetipo di tutti i reality, da diversi anni sceglie per il suo cast personaggi strampalati e altamente irrealistici, e certo statisticamente ininfluenti (quest'anno, tra gli altri, una supermaggiorata, una hostess rivoluzionaria, un cieco e un rom), il cui unico scopo e' catturare la fantasia del telespettatore. 'Grande Fratello' ambiva a raccontare la vita quotidiana di alcuni ragazzi comuni, mescolando spettacolo e ricerca sociologica, voyeurismo e poetica del quotidiano. Nel tempo e' divenuto, come del resto gli altri reality, una fabbrica di mostri: anziche' raccontare un frammento di realta', ne costruisce un'altra completamente fasulla. Nato a «sinistra» - ammesso che alla sinistra si possa attribuire l'istanza realista -, il 'Grande Fratello' e' dunque scivolato a «destra», diventando, come quasi tutta la tv generalista, un paradiso artificiale costruito per il puro intrattenimento dello spettatore. Al contrario, i paradisi artificiali di Beautiful si sono evoluti negli inferni metropolitani di The Wire, nelle spire esistenziali di Lost o nella deriva allucinata di Breaking Bad: e in questo modo le serie americane sono diventate il racconto iperrealista del disagio della civilta'. Da questo disagio cercano appunto di sollevarci i reality: che non per caso fanno molto piu' ascolto".
(Fabrizio Rondolino, 09.05.2009)

CORRIERE DELLA SERA
Tra Sky e Mediaset Premium, emerge la tv semi-generalista

"Uno dei punti di forza del satellite a pagamento, accanto ai contenuti premium legati a cinema e calcio, è da sempre costituito dall' offerta di serialità americana di qualità: anche Sky si è inserita in questo filone, proponendo in anteprima titoli come «Lost» e «Desperate Housewives», «Mad Men» e «In Treatment». Da qualche mese, però, la concorrenza con le nuove offerte pay su digitale terrestre, come i canali di Mediaset Premium, ha costretto Sky a rinunciare ad alcune serie di punta, come «Gossip Girl», «Fringe» o «Pushing Daisies». Ne è derivata la necessità di diversificare l' offerta, puntando su prodotti di altra origine, ma di qualità affine, come le serie inglesi, canadesi, francesi: ne sono esempio il recente lancio su Fox, in contemporanea mondiale, di «The Listener», o la programmazione su FoxCrime del poliziesco inglese «Life on Mars» e di «Paris Enquetes Criminelles», ennesimo spin-off (di produzione francese) di «Law and Order». Accanto alla messa in onda del meglio della produzione di telefilm mondiale, Sky e Fox hanno deciso di puntare sulla fiction italiana, con nuovi prodotti capaci di ricalcare le formule della lunga serialità americana. «Non pensarci», commedia familiare tratta dal piccolo film di Gianni Zanasi e con gli stessi attori del lavoro originale, è solo l' ultima tappa di percorso iniziato con 'Boris', e proseguito con la svolta «crime» di «Quo vadis baby» e del culto «Romanzo criminale». In attesa di «Moana» e de «Il mostro di Firenze». Negli ultimi mesi, Sky ha cercato di rivolgersi a un pubblico più ampio: in questo senso si è mossa con la campagna acquisti di alcuni volti familiari della tv generalista come Mike Bongiorno, Lorella Cuccarini e Fiorello e con il riposizionamento di SkyVivo, diventato SkyUno. La creazione di una rete di taglio semi-generalista, che contiene il meglio dell' offerta di intrattenimento, e l' annuncio di possibili altre reti simili, vanno nella direzione di mettere a disposizione alcuni canali «civetta», di grande richiamo. Canali che possano almeno in parte colmare il possibile abbandono di Sky da parte delle reti Rai e che, pensando al 2012, quando scadranno i vincoli comunitari che impediscono l' espansione di Murdoch su altre piattaforme, possano essere distribuiti gratuitamente anche su digitale terrestre, seguendo l' esempio di SkyOne in Gran Bretagna o di CanalPlus in Francia".
(Aldo Grasso, 25.05.2009)
NEWS - Tutti pazzi per Patty: il serial conquista anche l'altro schermo (quello di internet)
(ANSA) - ROMA, 14 LUG - Trecentomila visite nel solo mese di giugno, 160.000 utenti unici, oltre 10.000 visitatori al giorno, piu' di 2.000.000 di pagine visitate e migliaia di messaggi dei fan: sono solo alcuni dei numeri che testimoniano il successo del sito http://www.ilmondodipatty.it/. Dopo aver conquistato il pubblico della tv satellitare su Disney Channel e poi quello della tv in chiaro su Italia 1, "Il mondo di Patty", serie culto per i ragazzi tra gli 8 e i 14 anni lanciata in Italia da Elastic Rights, ora fa centro anche tra gli internauti con il sito www.ilmondodipatty.it, on air dal 5 maggio 2009 e da subito preso d'assalto dai fan. www.ilmondodipatty.it ha molti contenuti: interviste agli attori della serie, video esclusivi, come quello realizzato con Laura Esquivel durante la visita in Italia per il Telefilm Festival di Milano, karaoke di tutte le piu' belle canzoni andate in onda. Novita' e' Kika, la redattrice ufficiale del sito che viaggia nella rete per portare ai fan servizi speciali e notizie sempre aggiornate. Di lei si sa solo che e' una ragazza sui 20 anni. I fan a giugno hanno lasciato oltre 11.500 commenti sul blog. A scrivere sono i giovanissimi ma anche i loro genitori, e molto attiva nell'intervenire sul blog e' anche la stessa Patty (Laura Esquivel). Il ciclone Patty impazza sempre piu' sul Web: su Msn intrattenimento e' disponibile un canale dedicato che conta oltre 500.000 video visti e su YouTube "Il Mondo di Patty" risulta costantemente nella top 30 dei canali piu' sottoscritti e nella top 100 dei canali piu' visti con oltre 250.000 riproduzioni video.

lunedì 13 luglio 2009



GOSSIP - Per tutte le canne! Mary Louise Parker di "Weeds" nuda (e pizzaiola) su "Esquire"!
Che sotto sotto, sotto la cenere (di canna) bruciasse un fuoco, lo si era intuito in "Weeds". Ma adesso Mary Louise Parker ha rotto gli indugi mostrandosi come mamma l'ha fatta nell'ultimo numero di "Esquire" USA. Come se non bastasse, dietro un grembiulino da vedo-e-che-vedo, la nostra si è messa in posa da brava pizzaiola (o panettiera) in lingerie nera, tipica divisa per chi sforna pagnotte o margherite. Intese come pizze, ovviamente...
NEWS - Gli spoiler? Ci vorrebbero punizioni corporali per un delitto che non cade mai in prescrizione...
Articolo di Guia Soncini su "Gioia"
"Circa un anno fa, ho pensato che al Corriere della Sera meritassero punizioni corporali. Sex and the city stava per uscire nei cinema ditutto il mondo, la trama era un mistero, certo c'erano in giro le foto di Carrie vestita da sposa, ma si sapeva che la cerimonia andava arotoli, e insomma chissà come finiva. Organizzarono una visione in anteprima del film, riservata alla stampa, e – prima che anche quellecosì fanatiche da andare al primo spettacolo nel giorno dell'uscita potessero vedere e sorprendersi e commuoversi – il Corriere dedicò alla storia tra Carrie e Big una pagina. Alla quinta riga, si riferiva che, dopo l'andata a monte della gran cerimonia nuziale, i due si sposavano infine in Comune, da soli, senza sfarzi. Gli americani, che le cose di spettacolo le prendono abbastanza sul serio da disturbarsi a creare peresse delle specifiche linguistiche, lo chiamano spoiler. È il gesto di rovinare la sorpresa svelando il finale alle poverine che vorrebberogoderselo. Su un giornale americano un articolo così non sarebbe mai uscito, prima dell'uscita del film; qualche settimana dopo, a film ancora nelle sale, magari sì, ma preceduto dall'avviso «segue spoiler», partendo dal principio che la maggioranza l'abbia ormai visto, e per gli altri basti un avvertimento che li inviti a voltarsi dall'altra parte. Eppure, almeno lì, non basta. Un paio d'anni fa, il settimanale Entertainment weekly dedicò un titolo in copertina a due personaggi che erano morti nella puntata di Lost andata in onda la settimana prima sulla Abc. Le lettere di protesta erano indignate: non era forse degnodi rispetto chi, quella puntata, l'aveva registrata e doveva ancoravederla? In Italia, per i prodotti importati, il problema dei diversi tempi di fruizione si moltiplica: quando si può parlare degli sviluppidi trama di Desperate Housewives? Il lunedì, quando noi altre teppiste vediamo la puntata andata in onda la domenica negli Usa e scaricata daInternet? Un mese dopo, quando la stessa puntata va in onda su FoxLife e la vedono le italiane abbonate a Sky? Sei mesi o un anno dopo, quando infine la trasmette Rai2? Mai? Me lo chiedo perché l'altro giorno mi sono ritrovata a discutere della gravità dello svelare gli snodi di trama di West Wing, una serie chiusa nel 2006, e che ormai è andata in onda su Sky, e sul digitale terrestre, e su Rete4 e insomma se una West Wing non l'ha visto fin qui evidentemente non le interessa, no? No. Comunque, svelare i colpi discena è un atto degno di punizioni corporali. Mi è venuto il sospetto che lo spoiler sui telefilm non cada mai in prescrizione, e che quindi ci siano regole diverse, per la tv, da quelle valide per i film. Almeno:che io ricordi, ai tempi di Francamente me ne infischio, nessuno accusò Celentano di avere spoilerato, a chi non l'avesse ancora visto, il finale di Via col vento".

sabato 11 luglio 2009

NEWS - Il flop di "90210", senza l'aura di "Beverly Hills". Il parere di Aldo Grasso
"Il più celebre codice postale della serialità americana, «90210», è diventato il terzo spin off tratto da «Beverly Hills, 90210» dopo «Melrose Place» e «Models Inc.». Ideato da Rob Thomas racconta le vicende quotidiane della famiglia Wilson (padre, madre, figlia e figlio adottivo), trasferitasi da poco a Beverly Hills, California, dopo che il capofamiglia, Harrison, ha accettato l' incarico di preside del West Beverly High. Accanto a loro, della vecchia serie ritroveremo Kelly Taylor (Jenny Garth) ora consulente scolastico della West Beverly High, Brenda Walsh (una Shannen Doherty ormai donna fatta) divenuta nel frattempo attrice di teatro e Nat, il proprietario del Pich Pit. Anche «Beverly Hills 90210», creato da Darren Star, raccontava le vicende di un' altra famiglia, la Walsh, trasferitasi per il lavoro del padre dalla provinciale Minneapolis in uno dei quartieri più prestigiosi di Los Angeles (Joi, Mediaset Premium, striscia quotidiana). La visione comparata delle due serie, resa possibile dalla convergenza dell' attuale offerta televisiva, è piena di sorprese. Dopo circa vent' anni, la prima cosa che colpisce è il cambio di ritmo: sequenze più brevi, dialoghi più serrati. Il classico «teen», sull' esempio di «Gossip girl» strizza l' occhio alla soap. La qualità fotografica è più accurata, però... Però manca quell' aura che faceva di «Beverly Hills» il luogo ideale della riflessione adolescenziale. Manca la figurazione del «gruppo», la cui coesione è basata su un profondo legame di amicizia e un forte senso di appartenenza generazionale. Perciò, pur esistendo dei personaggi principali, era il gruppo dei pari, con dinamiche interne, il centro della rappresentazione, e costituiva una vera famiglia parallela rispetto al nucleo familiare. Solo così si spiega lo scarso successo ottenuto da «90210»".
(Aldo Grasso, "Corriere della Sera")

venerdì 10 luglio 2009

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Aiuto, lasciatelo affogare! L'idea di portare "Baywatch" al cinema prende forma ma la scrive uno che non ha mai visto la serie e vuol farla diventare una commedia tipo "Scuola di polizia"...
Articolo tratto da Corriere.it
Due settimane fa ci sono stati dei cambi nei vertici della Paramount, John Lesher e Brad Weston, rispettivamente il capo del gruppo e il presidente della produzione sono stati rimossi dai rispettivi incarichi. La motivazione risiede nell'andamento dei cinque film prodotti nel 2008 dalla Paramount: "Star Trek", "Il curioso caso di Benjamin Button", "The love guru", "Dance flick" ed "Immagina" che, solo il primo è stato un blockbuster, il secondo ha fatto un piccolo incasso ma gli ultimi tre sono stati dei flop per la società. Uno dei primi progetti che, Adam Goodman, il nuovo capo della produzione, ha deciso di accelerare la realizzazione, è il film per il grande schermo di "Baywatch", che si è portato con se dalla Dreamworks. La Paramount ha assunto Jeremy Garelich ("Ti odio, ti lascio, ti...") per riscrivere la sceneggiatura e per dirigere la pellicola. Nel 2005 la Dreamworks aveva acquistato i diritti della serie ed era stato realizzato uno script scritto da Jay Scherick e David Ronn, ma era risultato troppo ricco di scene d'azione. Garelick, che ha fatto una scrittura non accreditata in "Una notte da Leoni", ha avuto il compito di riscrivere la sceneggiatura e, sebbene non abbia mai visto lo show di "Baywatch", ha pensato che ci fosse la possibilità per trasformarlo in una commedia. "Penso di modellare il film su pellicole simili a 'Scuola di polizia' o 'Stripes', un plotone di svitati, delle commedie che ho amato crescendo. Invece di provare a rifarne il tono, ho pensato che sarebbe stato più facile scrivere il primo atto per spiegare chi sono questi personaggi". La storia racconterà di due improbabili candidati come bagnini di salvataggio che cercheranno di essere ammessi, circondati da molte ragazze in costume, numerose tanto quanto erano nella serie televisiva".

giovedì 9 luglio 2009


GOSSIP/PICCOLO GRANDE SCHERMO - Che Bell bikini! L'ex interprete di "Veronica Mars" si candida ad essere la Miss 2 pezzi dell'estate con "Couples Retreat"
Non passa giorno che quell'olimpionica di Kristen Bell ("Veronica Mars", "Heroes") appaia sui siti specializzati con tanto di bikini incorporato (foto sopra il titolo). Ma non solo: l'attrice lo sfoggia anche nel suo prossimo film "Couples Retreat" (foto in alto), insieme a Kristin Davis ("Sex and the City") e Malin Ackerman ("The Comeback"), anche se in quel caso sembra più un due pezzi di lingerie che un bikini a tutti gli effetti. Che si stia preparando per la prossima edizione de "L'Isola dei famosi"? O delle Olimpiadi di nuoto? O che stia mettendosi in forma per interpretare "Buffy" al cinema, visto l'esito parziale del Sondaggio di Telefilm Cult che la vede nettamente in testa tra le possibili candidate?

Vedi il trailer di "Couples Retreat"

mercoledì 8 luglio 2009

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Carradine, il cyber-funerale di Facebook manda ko i media
Ci sono notizie e notizie. Quelle che colpiscono nel profondo l'immaginario collettivo, quelle da prima pagina "per forza", quelle da insabbiare. Tra le prime, la morte di David Carradine in un hotel a Bangkok, dove l'ex indimenticato interprete di "Kung Fu" e icona rilanciata da "Kill Bill" di Tarantino si trovava per girare un (ultimo) film. Personalmente sono cresciuto con gli insegnamenti televisivi del monaco shaolin Chang Caine in un orecchio e Deejay Television nell'altro. Prima di Caine avevo avuto modo di apprezzare il piccolo schermo dagli occhi a mandorla in un'altra serie - ancora più pulp - qual era "Samurai", dove il protagonista e il figlio carrozzellato a rimorchio massacravano senza pietà chiunque gli si parasse di fronte, senza quasi proferir verbo. Un pò quello che facevo io appena presa la patente, a chi mi tagliava la strada alla guida del mio maggiolone cabriolet. Con Caine s'insidiava un principio di morale zen che struggeva il protagonista - più che altro con i flashback dei suoi trascorsi glabri nel ritiro shaolin - dopo aver consumato vendetta (o giustizia) di spada. Carradine, era perfetto. Imperturbabile ma espressivo. Non come Eastwood, che "sa recitare i due modi: col cappello e senza". Bucava lo schermo. Così come lo ha bucato nel bianco e nero sgranato di "Kill Bill", quando irrompe nella scena madre (madre in tutti i sensi!) in cui Bill incontra la sposa incinta interpretata da Uma Thurman fuori dalla chiesa dove la futura vendicatrice in tuta gialla si sta per sposare (con un altro). Quella sequenza prima del massacro è a mio avviso un capolavoro, con tanto di omaggio alla filosofia di "Kung Fu" (Carradine-Bill soffia nello stesso flauto della serie tv del 1972). Il tutto per dire che la scomparsa dell'attore ha scioccato più d'uno - oltre che per il mistero dell'accaduto nelle prime ore riguardo al suicidio - e Facebook, più che i portali di grande informazione, ne è stato la prova. Nel giro di poche ore la notizia si è impossessata dello status-casella "a cosa stai pensando?", mentre le agenzie di stampa e le home-page dei grandi quotidiani si affannavano di capire come si erano svolti i fatti, rimandando al giorno successivo (sulla copia cartacea) o in tarda serata il commento sulla scomparsa dell'attore. Il TG5 della sera stessa, tanto per dire, evitava clamorosamente di dare la notizia (ma annunciava in pompa magna il contratto in esclusiva di Bonolis fino al 2011!). Tuttavia il "vuoto" lasciato da Carradine negli animi di molti si respirava già dal social network, che ormai è la vera Piazza mediatica che fa da termometro degli umori, gioie e delusioni della società, civile o incivile che sia. E che in questo caso ha celebrato un cyber-funerale sentito, da prima pagina se si dovessero misurare i "contatti" e i commenti personali. Sembrava che fosse scomparso un parente, in taluni casi. E' emerso un humus popolare che si smarca dalle scalette dei telegiornali, che viene prima del discorso sull'Islam di Obama, degli appelli politici prima delle elezioni europee, dell'emergenza inquinamento a Ischia (con tutto il rispetto per gli ischitani). E' un battito emozionale, talvolta poco politically correct, senza ipocrisia, ancor più forte quando tocca qualcuno dei personaggi (ancor prima delle persone) che ti hanno accompagnato giorno dopo giorno, puntata dopo puntata. Sono cresciuti con te. Personalmente ho raggiunto l'apice con la scomparsa di Leroy Johnson (pardon, Gene Anthony Ray) di "Saranno Famosi", finito male qualche anno fa: prima di morire, era stato arrestato per aver rubato una bottiglia di vino alla SMA di Via Padova a Milano. Prima che la sete, l'aveva tradito la "Fame" che lo ha reso popolare e immortale ai nostri occhi. Prima dell'avvento di Facebook e dell'Esselunga. (Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Luglio)

sabato 4 luglio 2009

NEWS - I titoli su cui puntare per la prossima stagione? "Glee" di Murphy per la qualità, "The Mentalist" come chiave di (s)volta

Intervista a Leo Damerini realizzata da Martina Pennisi per Quo Media

Che l’universo dei telefilm stia vivendo un periodo di transizione è stato detto e ridetto. Che l’immediatezza del web, lo sciopero degli sceneggiatori Usa lo scorso anno, le scelte più o meno errate di collocazione nei palinsesti generalisti e la pluralità dell’offerta data da digitale e satellite abbiano messo sotto pressione un genere, quello delle serie tv appunto, che è tradizionalmente specchio delle generazioni alle quali si rivolge e, in quanto tale, destinato ad accompagnarne l’evoluzione è stato lampante durante questa stagione. Per provare a dare una risposta ai numerosi interrogativi che circondano l’andamento altalenante del formato, in termini di ascolti e popolarità, abbiamo chiamato in causa l’esperto italiano per eccellenza in materia: Leopoldo Damerini, fondatore con Fabrizio Margaria dell’Accademia dei Telefilm, autore del Dizionario dei Telefilm, mente pensante e organizzatrice del Telefilm Festival meneghino e di recente sugli scaffali delle librerie con La vita è un telefilm con Chiara Poli (Garzanti editore). In merito alle scarse soddisfazioni della stagione televisiva che si sta per concludere Leopoldo Damerini ha affermato che “lo scorso anno si è raggiunto il climax della presenza dei telefilm nei palinsesti generalisti, 22%. Quest’anno il dato è sceso al 20%, facendo registrare una flessione prevedibile se si pensa allo sciopero degli sceneggiatori e al ritorno in auge dei reality. Quello che preoccupa è la crisi di idee. Ci sono state poche novità. Perciò sono alte le aspettative per il prossimo anno, si dovrebbero vedere importanti novità, grandi sceneggiature, forti, con personaggi strutturati”.A proposito del calo degli ascolti degli ultimi mesi, ha tenuto a specificare che “con la bella stagione è normale. Sarebbe meglio posticipare l’uscita di alcuni titoli”. L’atmosfera estiva e la scarsa presenza dei giovani davanti al piccolo schermo potrebbe essere uno dei problemi, ha ipotizzato Damerini, incontrati da 90210, spin-off del cult degli anni ‘90 trasmesso da Raidue: “90210 è un ibrido fra la serie originale e Gossip Girl (Italia 1), riadatta un raccolto cult e riprende qualcosa anche da The O.C. Purtroppo non riprende molto da Dawson’s Creek, miglior teen drama degli ultimi anni a mio parere. Ha smarrito qualche spettatore a causa del passaggio al digitale di Raidue, che ha comportato lo perdita del 3% di share, e probabilmente sarebbe stato meglio lanciarlo in autunno”, ha affermato e alla richiesta di lumi sul flop di Gossip Girl, ha risposto: “G.G. è arrivato in Italia già ‘vecchio’. Racconta storie precedenti alla crisi economica, adolescenti che spendono e fanno shopping sfrenato. E’ troppo edonistico e irreale. I telefilm sono ancorati alla realtà, basta poco perché diventino vecchi e falliscano nell’intento di rappresentare la realtà circostante”.

E’ anche vero che “l’iPhone generation sa perfettamente cos’è Gossip Girl anche se non è andato bene in termini di auditel”, ha proseguito, facendo notare che “l’auditel premia un pubblico anziano”, un pubblico che non rispecchia lo spettatore medio dei telefilm. A contribuire alla fama extra-televisiva di Gossip Girl è stata indubbiamente la rete internet che “è positiva per l’utenza ma toglie spettatori alla tv. La vittima reale del web è tuttavia il mercato dei dvd, molti titoli non vengono più prodotti ed è concreto il rischio di veder scomparire i cofanetti”. E se il satellite “è positivo per la diffusione dei telefilm, ma ultimamente è diventato troppo dispersivo e ha perso la sua inclinazione a fidelizzare gli spettatori verso un determinato canale”, il digitale terrestre “garantisce continuità e ha raccolto l’eredità del satellite entrando nel metabolismo di chi ama i telefilm”. Tornando alla tv generalista, Leo Damerini ha elogiato le serate a tema proposte dai palinsesti nostrani (serata Doc, serata Sci-fi, ecc.): “E’ una tecnica vincente. Fa gioco alle reti che preservano il prodotto per l’intera stagione ed è interessante per il pubblico perché garantisce la presenza di un contenitore sempre uguale all’interno del quale si possono addirittura mutare i titoli”. Un titolo per la prossima stagione? Glee di Ryan Murphy, che potrebbe rappresentare l’eccellenza dal punto di vista qualitativo, e The Mentalist, vero simbolo della nuova stagione in quanto segna il ritorno definitivo all’indagine basata sull’intuizione.

Chi rischia il flop? Fringe, che si perde un po’ fra una puntata e l’altra. Questo non esclude tuttavia la possibilità che incontri i favori del pubblico. Glee debutterà mercoledì 16 settembre su Fox.

The Mentalist inizierà a settembre 2009 su Italia 1 ed è in onda in prima visione dal 28 aprile su Joy di Premium Gallery. Fringe, ideato dal creatore di Lost, è andato in onda su Steel dal 31 gennaio 2009 e debutterà nei prossimi mesi su Italia 1.
Vedi il promo di "Glee"

venerdì 3 luglio 2009

GOSSIP - Diavolessa di una Mischa: si fa sbattere fuori da un locale di Londra per rientrare in un altro (era nella capitale per promuovere i saldi estivi dei magazzini Harrods: quale miglior spot...?)
Torniamo ad occuparci della suprema Mischa "cotiche" Barton, sempre prodiga di sussurri e gossip quando non deve girare film che in Italia non arrivano quasi mai (a dire il vero, neanche negli altri paesi, visto che escono direttamente in dvd). Tra un ciak e l'altro del suo prossimo ed attesissimo ritorno telefilmico dopo "The OC" - "The Beautiful Life" - la Mischissima ha fatto parlare di sè pochi giorni fa per essere stata sbattuta fuori dal locale londinese Whiskey Mist, nel district di Mayfair: nello specifico è stata cacciata dal bagno delle donne. Non si conosce il motivo, anche se le indiscrezioni navigano come la fantasia. Comunque siano andate le cose, la nostra non si è persa d'animo ed insieme all'inseparabile amichetta Harley Viera-Newton, si è fiondata con un maglioncino a righe bianche e nere degne de "Il Prigioniero" al Bungalow 8, dove è stata accolta a braccia aperte e bicchieri già ricolmi. L'attrice si trovava a Londra per fare da testimonial vivente (più o meno sobria) dei saldi estivi di Harrods, dove per comprare la cosa meno cara ci vuole un mutuo...

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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