giovedì 13 febbraio 2014
mercoledì 12 febbraio 2014
GOSSIP - The Killing Couple! La coppia telefilmica dell'anno è quella formata da Joel Kinnaman di "The Killing" e Olivia Munn di "The Newsroom"La coppia d'assi dei telefilm è al momento questa: Joel Kinnaman di "The Killing" (pronto a invadere i cinema nei panni robotici di "Robocop") e Olivia Munn di "The Newsroom". Sono ovunque insieme, meglio se alle prime in giro per il mondo del film di lui. Chi crede che stiano insieme per interesse o per promozione sbaglia. O comunque è già stato eliminato dalla circolazione da un poliziotto di latta...
'How I Met Your Mother' spinoff casts lead role
http://t.co/usR6d1D5cA #HIMYM
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 12 Febbraio 2014
Original TV #Flash to Guest on #CW’s #Flash’ Reboot
http://t.co/adGI7BygGp via @Variety
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 12 Febbraio 2014
martedì 11 febbraio 2014
NEWS - Non solo Usa: da oggi su laeffe la francese scandalosa e imperdibile "Xanadu" (anteprima tra le polemiche al "Telefilm Festival") e la scandinava "The Spiral"
laeffe (canale 50 del digitale terrestre) lancia, a partire da oggi, martedì 11 febbraio ore 21.10, un doppio appuntamento con le serie europee. Ad aprire la serata The Spiral – Attacco al mondo dell’arte, nuova serie tv scandinava in 5 puntate che mescola, in un intreccio appassionante, arte, poteri forti e crimine. A seguire, dalle 23.20, Xanadu – Una famiglia a luci rosse, la più discussa, erotica, controversa serie, in prima assoluta in Italia, con 8 episodi per seguire le vicende della famiglia Valadine e del loro impero cinematografico a luci rosse.
Scritta da Sévérine Bosschem, Xanadu – Una famiglia a luci rosse unisce con tocco d’autore, il filone erotico alla serialità d’alta caratura, tanto da essere apprezzata in patria anche dal conservatore Le Figaro che ne ha decantato le lodi per le tematiche importanti che porta in primo piano, come quella dell’emancipazione, dell’eredità famigliare, della maternità e della morte. Una Serie comunque tanto attesa e dibattuta, anche in Italia dove, il suo arrivo in anteprima al Telefilm Festival di Milano a cura del canale francese Artè, sollevò un confronto tra gli addetti ai lavori per l’accostamento tra il tema familiare e il mondo dell’erotismo e della pornografia, nonchè lo sdegno della Regione Lombardia che per la scelta di proiettarla decise di togliere il patrocinio dopo il rifiuto degli organizzatori di eliminare la parola "porno" dai cominicati stampa.
laeffe (canale 50 del digitale terrestre) lancia, a partire da oggi, martedì 11 febbraio ore 21.10, un doppio appuntamento con le serie europee. Ad aprire la serata The Spiral – Attacco al mondo dell’arte, nuova serie tv scandinava in 5 puntate che mescola, in un intreccio appassionante, arte, poteri forti e crimine. A seguire, dalle 23.20, Xanadu – Una famiglia a luci rosse, la più discussa, erotica, controversa serie, in prima assoluta in Italia, con 8 episodi per seguire le vicende della famiglia Valadine e del loro impero cinematografico a luci rosse.
Scritta da Sévérine Bosschem, Xanadu – Una famiglia a luci rosse unisce con tocco d’autore, il filone erotico alla serialità d’alta caratura, tanto da essere apprezzata in patria anche dal conservatore Le Figaro che ne ha decantato le lodi per le tematiche importanti che porta in primo piano, come quella dell’emancipazione, dell’eredità famigliare, della maternità e della morte. Una Serie comunque tanto attesa e dibattuta, anche in Italia dove, il suo arrivo in anteprima al Telefilm Festival di Milano a cura del canale francese Artè, sollevò un confronto tra gli addetti ai lavori per l’accostamento tra il tema familiare e il mondo dell’erotismo e della pornografia, nonchè lo sdegno della Regione Lombardia che per la scelta di proiettarla decise di togliere il patrocinio dopo il rifiuto degli organizzatori di eliminare la parola "porno" dai cominicati stampa.
A
fugare ogni dubbio sulla natura della serie la stessa Bosschem che
spiega: “Non ho fatto una serie sul porno, quello che volevo era raccontare
la storia di una pornostar, il suo amore con un produttore e le conseguenze di
questa relazione. Xanadu parla di una storia d’amore”.
Interpretata da Jean-Baptiste Malartre, nei panni di Alex, patriarca e fondatore negli anni ‘70 dell’impero Xanadu, e da Gaia Bermani Amaral, l’amata moglie Elise morta in giovane età, la serie ruota intorno alla famiglia Valadine e ai giochi di potere in atto per conquistare il controllo della casa di produzione. Un impero, di certo colpito dalla crisi economica, ma ancora ricco e che presto potrebbe passare di mano… il tutto si svolge in un mondo perennemente schiacciato tra lotte di potere, intrighi e lacerato da gelosie tra attori ed attrici che vorrebbero guadagnare fama e ricchezza, a tutti i costi. A complicare ulteriormente la situazione un ricordo ingombrante che dal passato torna costantemente a far capolino nella vita dei figli di Alex.
Interpretata da Jean-Baptiste Malartre, nei panni di Alex, patriarca e fondatore negli anni ‘70 dell’impero Xanadu, e da Gaia Bermani Amaral, l’amata moglie Elise morta in giovane età, la serie ruota intorno alla famiglia Valadine e ai giochi di potere in atto per conquistare il controllo della casa di produzione. Un impero, di certo colpito dalla crisi economica, ma ancora ricco e che presto potrebbe passare di mano… il tutto si svolge in un mondo perennemente schiacciato tra lotte di potere, intrighi e lacerato da gelosie tra attori ed attrici che vorrebbero guadagnare fama e ricchezza, a tutti i costi. A complicare ulteriormente la situazione un ricordo ingombrante che dal passato torna costantemente a far capolino nella vita dei figli di Alex.
Un
artista pronto a sfidare le multinazionali, 6 opere d’arte scomparse, 6 giovani
assistenti coinvolti in un gioco molto più grande di loro… sono, invece, al
centro di The Spiral – Attacco al mondo dell’arte, per la prima
volta in chiaro su laeffe. A muovere i fili della storia è Arturo,
artista enigmatico e dal grande carisma, ricercato dall’Europol per alcune sue
performance di dubbia legalità. Grazie all’aiuto dei suoi collaboratori, Max, Ella, Fransis, Sigrid, Oskar e
Jacob, Arturo
decide di mettere a segno una performance memorabile che prevede il furto di
sei opere di grande valore da altrettanti musei europei. Questi capolavori
verranno poi affidati al servizio postale per dare così il via ad una vera e
propria caccia al tesoro continentale che disorienterà non poco gli agenti
della sezione Arte chiamati a risolvere questo intricato mistero.
Tutto si svolge sotto il segno della ‘spirale’ che è la firma artistica di Arturo, ma presto diventa anche il simbolo del vicolo cieco in cui lui stesso è caduto, divenendo parte di quel sistema che si era riproposto di scardinare. Vittima del proprio gioco, l’uomo viene misteriosamente ucciso. La performance artistica prende così una piega “criminale” sempre più cruenta dove buoni e cattivi si mescolano senza soluzione di continuità, lasciando lo spettatore costantemente con il fiato sospeso.
Tutto si svolge sotto il segno della ‘spirale’ che è la firma artistica di Arturo, ma presto diventa anche il simbolo del vicolo cieco in cui lui stesso è caduto, divenendo parte di quel sistema che si era riproposto di scardinare. Vittima del proprio gioco, l’uomo viene misteriosamente ucciso. La performance artistica prende così una piega “criminale” sempre più cruenta dove buoni e cattivi si mescolano senza soluzione di continuità, lasciando lo spettatore costantemente con il fiato sospeso.
The
Spiral – Attacco al mondo dell’arte, diretta da Hans Herbots, ha
debuttato nell’agosto del 2012 in contemporanea in diversi paesi europei,
Francia, Germania, Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia, dando vita sul web
ad un vero e proprio “alternate reality game” in cui gli internauti si sono
sfidati in una grande caccia al tesoro virtuale… ripercorrendo in prima persona
storia e vicende della serie.
lunedì 10 febbraio 2014
GOSSIP - Kutcher-Sheen, due uomini contro! I due attori allo scontro frontale, con insulti, per la sit-com che ha segnato la loro staffetta forzata
Che Charlie Sheen non avesse mai ben digerito il licenziamento dal set di “Due uomini e mezzo”, sit-com tra le più longeve e premiate del recente panorama americano in onda su Joi (la 10° stagione inedita in arrivo a settembre), era cosa nota. Così come è sempre stato leggendario il suo modo di esprimersi senza peli sulla lingua e, ultimamente, senza peli sulla tastiera. Qualche giorno fa i suoi strali internettiani hanno colpito colui che l’ha sostituito proprio a “Due uomini e mezzo”, Ashton Kutcher. Sheen ha twittato una foto del collega in compagnia della co-star di sit-com Jon Cryer, con la seguente didascalia: “Ehi Jon!!! Sei un genio!!! Ti voglio un mondo di bene e mi manchi, amico caro! Chi è il tuo collega noioso?”. Al messaggio seguivano gli hashtag #NiceTryCanonBoy - apparentemente un riferimento errato a uno spot di Ashton per Nikon, e #CH, iniziali di Charlie Harper, il suo personaggio in “Due uomini e mezzo”. Un tweet che ha scatenato il popolo web che ha replicato a Sheen di piantarla. Al che, l’iroso Martin ha specificato così: “Ehi, calmatevi tutti. Leggete l’hashtag. E Jon, sono molto dispiaciuto di aver insultato il tuo amico, che in realtà trovo DAVVERO noioso”. Poi, rivolgendosi direttamente a Kutcher, ha scritto: “Ehi Ashton. Mi dispiace, fratello. Niente di male. Ora smettila di vomitare sul mio brillante, vecchio show. Ricordi ‘Punk’d’ [lo show condotto da Kutcher su MTV]? Come ci si sente?”. La risposta di Kutcher non si è fatta attendere, dagli schermi del “Jimmy Kimmel Live”, chiedendo “pubbliche scuse” per i tweet del collega e intimandogli, letteralmente, un “shut the f--k up!". Per poi aggiungere: “seriamente, basta! Son passati 3 anni (dal cambio di guardia) e mi insulti ancora su Twitter? Dai amico, davvero?”. Alla domanda provocatoria di Kimmel se sul set lo ringrazino per non essere Sheen, Kutcher ha risposto signorilmente: “cerco di proseguire dove Charlie ha lasciato, di andare nella direzione da lui tracciata”. Inevitabile la contro-repilica di Sheen, sempre via Twitter: “messaggio ricevuto, Ashton! Ma dicendomi ‘shut the f--k up!’ sembri me! Mi dispiace tanto! Spero tu stia bene. Ma più che chiuderla io, la bocca, sarò io che ti porterò in una clinica che ti metta a dieta per un anno…!”. Per la serie: Due uomini in mezzo alla lite perenne.
Che Charlie Sheen non avesse mai ben digerito il licenziamento dal set di “Due uomini e mezzo”, sit-com tra le più longeve e premiate del recente panorama americano in onda su Joi (la 10° stagione inedita in arrivo a settembre), era cosa nota. Così come è sempre stato leggendario il suo modo di esprimersi senza peli sulla lingua e, ultimamente, senza peli sulla tastiera. Qualche giorno fa i suoi strali internettiani hanno colpito colui che l’ha sostituito proprio a “Due uomini e mezzo”, Ashton Kutcher. Sheen ha twittato una foto del collega in compagnia della co-star di sit-com Jon Cryer, con la seguente didascalia: “Ehi Jon!!! Sei un genio!!! Ti voglio un mondo di bene e mi manchi, amico caro! Chi è il tuo collega noioso?”. Al messaggio seguivano gli hashtag #NiceTryCanonBoy - apparentemente un riferimento errato a uno spot di Ashton per Nikon, e #CH, iniziali di Charlie Harper, il suo personaggio in “Due uomini e mezzo”. Un tweet che ha scatenato il popolo web che ha replicato a Sheen di piantarla. Al che, l’iroso Martin ha specificato così: “Ehi, calmatevi tutti. Leggete l’hashtag. E Jon, sono molto dispiaciuto di aver insultato il tuo amico, che in realtà trovo DAVVERO noioso”. Poi, rivolgendosi direttamente a Kutcher, ha scritto: “Ehi Ashton. Mi dispiace, fratello. Niente di male. Ora smettila di vomitare sul mio brillante, vecchio show. Ricordi ‘Punk’d’ [lo show condotto da Kutcher su MTV]? Come ci si sente?”. La risposta di Kutcher non si è fatta attendere, dagli schermi del “Jimmy Kimmel Live”, chiedendo “pubbliche scuse” per i tweet del collega e intimandogli, letteralmente, un “shut the f--k up!". Per poi aggiungere: “seriamente, basta! Son passati 3 anni (dal cambio di guardia) e mi insulti ancora su Twitter? Dai amico, davvero?”. Alla domanda provocatoria di Kimmel se sul set lo ringrazino per non essere Sheen, Kutcher ha risposto signorilmente: “cerco di proseguire dove Charlie ha lasciato, di andare nella direzione da lui tracciata”. Inevitabile la contro-repilica di Sheen, sempre via Twitter: “messaggio ricevuto, Ashton! Ma dicendomi ‘shut the f--k up!’ sembri me! Mi dispiace tanto! Spero tu stia bene. Ma più che chiuderla io, la bocca, sarò io che ti porterò in una clinica che ti metta a dieta per un anno…!”. Per la serie: Due uomini in mezzo alla lite perenne.
domenica 9 febbraio 2014
GOSSIP - Lea, la brunetta dei ricchi e poveGlee!
Lea Michele di "Glee" va in libreria con il suo fresco tomo "Brunette Ambition", annunciato dal suo account Twitter. Ecco come viene descritto il libro in originale: "Lea Michele is one of the hardest working performers in show business and she knows better than anyone that it is difficult to be your best self and keep things in perspective when your to-do list is overflowing and you are faced with challenges. A practical and inspirational guide to harnessing tenacity and passion, “Brunette Ambition” is about living the fullest life, no matter what obstacles life puts in your way".
Il volume è già in pre-vendita e sarà disponibile nelle librerie dal 13 maggio.
Nel frattempo Lea ha conquistato anche la cover di "Teen Vogue".
oltre a fare la sinuosa in pose charmant...
Lea Michele di "Glee" va in libreria con il suo fresco tomo "Brunette Ambition", annunciato dal suo account Twitter. Ecco come viene descritto il libro in originale: "Lea Michele is one of the hardest working performers in show business and she knows better than anyone that it is difficult to be your best self and keep things in perspective when your to-do list is overflowing and you are faced with challenges. A practical and inspirational guide to harnessing tenacity and passion, “Brunette Ambition” is about living the fullest life, no matter what obstacles life puts in your way".
Il volume è già in pre-vendita e sarà disponibile nelle librerie dal 13 maggio.
Nel frattempo Lea ha conquistato anche la cover di "Teen Vogue".
💗💝💗“@ReasonsCory: @msleamichele BOUGHT MINE TODAY! DEFINITELY A FAVORITE OF MINE! pic.twitter.com/wbiAWuTZmu”
— Lea Michele (@msleamichele) 5 Febbraio 2014
E ha postato la foto di una cena col cast di "Glee" (Ryan Murphy compreso).oltre a fare la sinuosa in pose charmant...
#LOUDER ⚡️⚡️⚡️⚡️⚡️⚡️ pic.twitter.com/aIoRTNqMdK
— Lea Michele (@msleamichele) 10 Febbraio 2014
#Disco #Glee pic.twitter.com/AnF3JavffX
— Lea Michele (@msleamichele) 30 Gennaio 2014
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Tacchi
giovedì 6 febbraio 2014
TWITTER-JAM - Le migliori twittate seriali
#USA cancels #Psych, series ends next month
http://t.co/WhMgqmu0LB
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 6 Febbraio 2014
#ABC Orders Stephanie Savage’s ‘Astronaut Wives Club’ to Series http://t.co/jc0n2yng1U via @Variety #tvseries #serietv #telefilm
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 6 Febbraio 2014
Evangeline Lilly Eyed For Female Lead in Marvel’s ‘Ant-Man’ (EXCLUSIVE) http://t.co/i4ukTHr8hN via @Variety
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 6 Febbraio 2014
#NBC cancels ‘The Michael J. Fox Show’
http://t.co/aOytFotbda via @Variety
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 6 Febbraio 2014
Scott Bakula To Topline #CBS’ #NCIS’ Spinoff
http://t.co/FlAb84vS4b via @deadline
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 4 Febbraio 2014
Laura Prepon Returning for Most of Orange Is the New Black's 2 Season, Creator Jenji Kohan Says http://t.co/45UvlUmFif via @usweekly #OITNB
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 4 Febbraio 2014
No ma davvero esiste il #giocodeitelefilm??? Ma io lo voglio... #telefilmaddicted @GiocoTelefilm
— Mariateresa Corbo (@maitecorbo) 1 Febbraio 2014
E se il #TelefilmFestival si trasferisse di città, dove lo vorreste?
@TelefilmFest @AcademyTelefilm
— Telefilm Festival (@TelefilmFest) 1 Febbraio 2014
#CW picks up #VeronicaMars' creator's #iZombie,' plus #Supernatural' spinoff
http://t.co/5QnoNcZMHr via @HitFix
— Leo Damerini (@LeoDamerini) 30 Gennaio 2014
Nuovo #Dracula @PremiumMya non x tutti, da leggere in filigrana, linkato ai giorni nostri e vs. i padroni del progresso e multinazionali.
— Leo Damerini (@LeoDamerini) 5 Febbraio 2014
Il nuovo #Dracula in arrivo su @PremiumMya è una sorta di grillino travestito da @SpandauBallet contro i poteri forti http://t.co/ZBXxEScuwf
— Leo Damerini (@LeoDamerini) 5 Febbraio 2014
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TWITTER-JAM
mercoledì 5 febbraio 2014
NEWS - Mediaset-te-te! "Orphan Black", "Mom", "Almost Human", "The Originals", "Dracula", le
nuove stagioni di "Shameless", "Suits", "Person of Interest",
"Parks&Rec"...chi più ne ha più ha Premium!
Se è vera la tesi che la serie televisive siano diventate uno specchio fedele della realtà, se non addirittura nuova letteratura che rilegge classici e capaci di anticipare il futuro, dando una scorsa ai titoli seriali del 2014 di Mediaset Premium non ci sono più dubbi. L’offerta delle tv digitali a pagamento di Mediaset è quanto mai varia e appetitosa di temi e spunti ancorati alla realtà anche quando si tratta di grandi classici o ci si proietta in racconti ai confini della realtà.
“DRACULA”, che MYA programma dal 15 marzo
in anteprima assoluta. Il cult di Bram Stoker, firmato dalla stessa produzione
di “Downton Abbey”, assume un taglio
inedito nonostante le molteplici riletture divise tra grande e piccolo
schermo. L’ultima in ordine temporale vede Jonathan
Rhys Meyers nei panni di Vlad Tepes che, fingendosi un imprenditore
americano, si reca nella Londra vittoriana per introdurre la scienza moderna.
La conoscenza della bella Mina Murray (Jessica
De Gouw), apparente reincarnazione della defunta moglie Ilona, sconvolgerà
i suoi piani. L’aspetto new-romantic
e di amor fou prende il sopravvento
su una trama che nella consuetudine ha calcato la mano (e i canini) sul tema
vampiresco, qui inserendo oltremodo il concetto del demone interiore – Dracula,
per l’appunto – che alberga dentro l’animo di un protagonista con la sete, più
che di sangue, di vendetta.
“MOM”, in scaletta su JOI dal 28 marzo in prima tv. Anna Faris, regina delle parodie americane al cinema, debutta in una sit-com su misura confezionata
da Chuck Lorre, ideatore dell’ipercult
“The Big Bang Theory” (altro titolo fiore
all’occhiello di JOI). La
protagonista, Christy, è una madre single di due figli con un passato di abusi
di alcol e droghe che tenta di rifarsi una vita come cameriera. Vista la crisi
economica, la nostra si vede costretta, per dividere le spese, a ospitare la
madre Bonnie (Allison Janney),
anch’essa con un passato turbolento. Le risate in sottofondo sono ispirate da
una scrittura a tratti cinica che sfocia nello sferzante all’interno di un
microcosmo familiare non del tutto anomalo ai giorni nostri.
Il
futuro immaginato da J.J. Abrams nel
nuovo “ALMOST HUMAN” (in partenza su
PREMIUM ACTION dal 1 marzo) è in
qualche modo alle porte di una società che cambia. Nel 2048 la scienza ha
permesso di affiancare ai poliziotti di Los Angeles una serie di androidi del
tutto simili agli esseri umani. John Kennex (Karl Urban), detective del dipartimento che si è appena risvegliato
dal coma dopo un attentato, si ritrova a pattugliare la città con il collega androide
Dorian (Michael Ealy), dalle
inaspettate reazioni emotive. Secondo più di un critico, il fatto che il
protagonista-robot sia di colore – in piena presidenza Obama – rappresenta una
sorta di tacito manifesto dell’integrazione contro il razzismo della diversità.
Se Abrams firma la produzione, l’ideazione appartiene a J.H. Wyman, già esperto di “scienza di confine” in “Fringe”.
Così come sono ormai coppie d’indagine assodate quelle formate da
Patrick Jane (Simon Baker) e Teresa
Lisbon (Robin Tunney) di “THE MENTALIST” (la 6° stagione inedita
su PREMIUM CRIME dal 1 aprile) e da
Jane Rizzoli (Angie Harmon) e Maura
Isles (Sasha Alexander) in “RIZZOLI&ISLES” (4° stagione inedita
su PREMIUM CRIME dal 26 febbraio). O
il duo composto dalla protagonista di “NIKITA”
(Maggie Q) e Michael (Shane West) nei complotti al centro
della serie in onda con la 4° stagione inedita su PREMIUM ACTION ogni lunedì. La detective Sharon Raydor (Mary
McDonnell) di “MAJOR CRIMES” (la 2°
stagione inedita su PREMIUM CRIME dal 6
marzo) deve invece vedersela con il fantasma di Brenda Johnson di “The
Closer”, del quale la serie è spin-off.
Se è vera la tesi che la serie televisive siano diventate uno specchio fedele della realtà, se non addirittura nuova letteratura che rilegge classici e capaci di anticipare il futuro, dando una scorsa ai titoli seriali del 2014 di Mediaset Premium non ci sono più dubbi. L’offerta delle tv digitali a pagamento di Mediaset è quanto mai varia e appetitosa di temi e spunti ancorati alla realtà anche quando si tratta di grandi classici o ci si proietta in racconti ai confini della realtà.
“DRACULA”, che MYA programma dal 15 marzo
in anteprima assoluta. Il cult di Bram Stoker, firmato dalla stessa produzione
di “Downton Abbey”, assume un taglio
inedito nonostante le molteplici riletture divise tra grande e piccolo
schermo. L’ultima in ordine temporale vede Jonathan
Rhys Meyers nei panni di Vlad Tepes che, fingendosi un imprenditore
americano, si reca nella Londra vittoriana per introdurre la scienza moderna.
La conoscenza della bella Mina Murray (Jessica
De Gouw), apparente reincarnazione della defunta moglie Ilona, sconvolgerà
i suoi piani. L’aspetto new-romantic
e di amor fou prende il sopravvento
su una trama che nella consuetudine ha calcato la mano (e i canini) sul tema
vampiresco, qui inserendo oltremodo il concetto del demone interiore – Dracula,
per l’appunto – che alberga dentro l’animo di un protagonista con la sete, più
che di sangue, di vendetta.
Altro
titolo già da Top-Tweet ancor prima di partire è “THE ORIGINALS”, in arrivo in prima
tv su MYA dal 9 febbraio. Lo spin-off di “The Vampire Diaries”, con
le firme DOC di Kevin Williamson e Julie Plec della serie-madre, è
ambientato nel quartiere francese di New Orleans e segue le vicende di Klaus (Joseph Morgan), l’ibrido della stirpe
dei Vampiri Originali che scopre di aspettare un figlio dalla licantropa Hayley
(Phoebe Tonkin). I genitori si
rassegnino: i classici teen-drama son
quasi estinti come i vampiri all’alba e le storie adolescenziali si innestano
su trame che utilizzano i confini della realtà per suggerire che essere
“diversi” (vampiri, licantropi o super-eroi che siano) può non solo essere
disdicevole ma addirittura cool.
I PROSEGUIMENTI DI CULTO IN PRIMA TV
Una famiglia (allargata) da tener
d’occhio è quella dei Braverman di “PARENTHOOD”
(5° stagione inedita su MYA dal 17
febbraio) con al centro la madre single Sarah (Lauren Graham). Produce Ron
Howard, già regista del film del 1989 dal quale è tratta la serie.
Se
si vuole avere un’istantanea della generazione tablet già impressa in “PRETTY LITTLE LIARS” (la 4° stagione
inedita su MYA dal 23 aprile) e “THE VAMPIRE DIARIES” (la 5° stagione
inedita su MYA dal 13 febbraio, il
100° episodio in onda il 20 marzo).
Le questioni di cuore unite alla
voglia di cambiar vita sono al centro della 2° stagione inedita di “HART OF DIXIE” con Rachel Bilson (su MYA dal 4
agosto).
“MOM”, in scaletta su JOI dal 28 marzo in prima tv. Anna Faris, regina delle parodie americane al cinema, debutta in una sit-com su misura confezionata
da Chuck Lorre, ideatore dell’ipercult
“The Big Bang Theory” (altro titolo fiore
all’occhiello di JOI). La
protagonista, Christy, è una madre single di due figli con un passato di abusi
di alcol e droghe che tenta di rifarsi una vita come cameriera. Vista la crisi
economica, la nostra si vede costretta, per dividere le spese, a ospitare la
madre Bonnie (Allison Janney),
anch’essa con un passato turbolento. Le risate in sottofondo sono ispirate da
una scrittura a tratti cinica che sfocia nello sferzante all’interno di un
microcosmo familiare non del tutto anomalo ai giorni nostri.
I PROSEGUIMENTI DI CULTO IN PRIMA TV
Coppie anomale o di fatto sono quelle
portate in scena da “MIKE&MOLLY”
(4° stagione inedita su JOI dal 22
febbraio) e “2 BROKE GIRLS” (la
3° stagione inedita su JOI ogni
martedì), dove le disgrazie in salotto o in una tavola calda si scontrano con
temi caldi, se non bollenti, quali la crisi economica, la politica o la
società.
Il miglior legal drama degli ultimi anni, quello che “Variety” ha definito “un Vesuvio in eruzione sul genere legale”,
è “SUITS”, con la 3° stagione
inedita in partenza su JOI dal 20 marzo.
“SHAMELESS” (4° stagione inedita su JOI dal 7 aprile), capeggia le famiglie
sui generis alle prese con i problemi
di tutti i giorni (crisi economica, tradimenti, figli degeneri, genitori da
cattivi esempi). Basta guardare la locandina della nuova stagione, con la
famiglia protagonista a capo di una rivolta di strada con in mano le molotov e nell’atto
di gridare tutto il proprio scontento per far impallidire anche il più
irriducibile dei Forconi. Nel frattempo la protagonista Emmy Rossum conquista in America una copertina dopo l’altra ed è
sempre più seguita dallo showbiz.
Dulcis
in fundo, le tre
sit-com più premiate e acclamate d’America, in onda tutte su JOI. “THE BIG BANG THEORY”, manifesto della generazione nerd (e non solo)
al grido di “Bazinga!”, è attesa con la 7° stagione inedita dal 1 aprile con la bacheca colma di 7
Emmy Awards, 1 Golden Globe e 2 People’s Choice Awards.
“PARKS&RECREATION”,
fresca vincitrice del Golden Globe assegnato alla protagonista Amy Poehler, è attualmente in onda con
la 6° stagione inedita ogni martedì.
“DUE
UOMINI E MEZZO” con Ashton Kutcher,
forte di 9 Emmy Awards e 4 People’s Choice Awards, è pronta a battere altri
record con la 10° stagione inedita dal 9
settembre.
Infine, il “consulente sensitivo”
Shawn Spencer (James Roday) ha
sempre più bisogno della spalla amica di Gus (Dulé Hill) in “PSYCH”
(8° stagione inedita su JOI da agosto).
Il
futuro immaginato da J.J. Abrams nel
nuovo “ALMOST HUMAN” (in partenza su
PREMIUM ACTION dal 1 marzo) è in
qualche modo alle porte di una società che cambia. Nel 2048 la scienza ha
permesso di affiancare ai poliziotti di Los Angeles una serie di androidi del
tutto simili agli esseri umani. John Kennex (Karl Urban), detective del dipartimento che si è appena risvegliato
dal coma dopo un attentato, si ritrova a pattugliare la città con il collega androide
Dorian (Michael Ealy), dalle
inaspettate reazioni emotive. Secondo più di un critico, il fatto che il
protagonista-robot sia di colore – in piena presidenza Obama – rappresenta una
sorta di tacito manifesto dell’integrazione contro il razzismo della diversità.
Se Abrams firma la produzione, l’ideazione appartiene a J.H. Wyman, già esperto di “scienza di confine” in “Fringe”.
Che
il progresso della scienza sia uno dei nuovi trend seriali lo prova anche
l’arrivo in prima tv della serie-evento “ORPHAN
BLACK”, in onda su PREMIUM ACTION
dal 20 maggio e già inserita dal prestigioso “Entertainment Weekly” tra le “3 miglior serie della stagione”.
La storia è quella di Sarah Manning (interpretata dall’astro nascente Tatiana Maslany), una ragazza orfana
che, dopo avere assunto l’identità di una persona a lei straordinariamente
somigliante, scopre di essere frutto di un esperimento scientifico.
Thriller
politico ad alta tensione ambientato alla Casa Bianca è l’inedito “HOSTAGES”, in prima tv su PREMIUM ACTION
dall’8 giugno. La dottoressa Ellen
Sanders (Toni Collette) è il
chirurgo prescelto per operare il Presidente degli Stati Uniti. Prima
dell’operazione, la dottoressa e la sua famiglia vengono presi in ostaggio da
un agente del FBI che intima alla donna di uccidere il Presidente se vuole
salvare i suoi cari. Prodotto da Jerry
Bruckheimer, firma DOC di “CSI” e dei procedural
più di successo dell’ultima decade.
E
il tutto in attesa degli arrivi settembrini di “BELIEVE” altra produzione di J.J.
Abrams sugli sviluppi genetici incontrollati della scienza, in arrivo su PREMIUM ACTION.
I PROSEGUIMENTI DI CULTO IN PRIMA TV
Un
futuro che scorre in parallelo e fa riflettere anche nella 2° stagione inedita
di “REVOLUTION” (su PREMIUM ACTION ogni mercoledì) dello stesso Abrams, dove un black-out
misterioso ha gettato l’umanità agli antipodi della civiltà e dei rapporti
umani.
A
tener alta la bandiera dei super-eroi ci pensa invece “ARROW”, la serie tv più
vista in Italia nel 2013 e nei primi mesi del 2014 che torna con gli ultimi
episodi inediti su PREMIUM ACTION
dall’11 febbraio, in onda a pochi giorni dalla trasmissione americana in
lingua originale con i sottotitoli.
La
3° stagione inedita di “GRIMM” (su PREMIUM ACTION dal 3 marzo), in cui il
detective Nick Burkhardt (David Giuntoli)
vede il lato oscuro delle persone, le "bestie selvagge" che si
nascondono nelle persone che lo circondano. Il più delle volte con cattive
intenzioni.
Curiosità: nell’era Obama, “IRONSIDE”, remake della celebre serie
del 1967 con Raymond Burr, vede il detective protagonista costretto su una
sedia a rotelle assumere origini afro-americane, interpretato da Blair Underwood. Al via su PREMIUM CRIME dal 1 maggio.
Nella schiera dei detective a puntate
entra in squadra anche l’ispettore inglese Alan Banks (Stephen Tompkinson) di “DCI
BANKS”, tratto dalla saga best-seller omonima. In prima tv dal 27 agosto su PREMIUM CRIME. E il poliziesco “CHICAGO PD” (su PREMIUM
CRIME), nuova e attesissima creatura di Dick Wolf di “Law&Order”…
I PROSEGUIMENTI DI CULTO IN PRIMA TV
Anche nel genere crime e nelle sue
derivazioni le “strane coppie” funzionano.
Sono due facce della stessa medaglia
dark quelle di Ryan Hardy (Kevin Bacon)
e Joe Carroll (James Purefoy) lungo
la 2° stagione inedita di “THE FOLLOWING”,
in anteprima assoluta su PREMIUM CRIME
ogni lunedì.
Ci
sono titoli poi che la realtà addirittura la anticipano. E’ il caso clamoroso
di “PERSON OF INTEREST” – altra
produzione di J.J. Abrams, in
collaborazione con l’ideatore Jonathan
Nolan – capace di prevedere la vicende del Datagate fin dal 2011. Nella
serie che va in onda con la 3° stagione inedita su PREMIUM CRIME dal 16 febbraio ogni singolo cittadino risulta
'person of interest', soggetto sotto controllo ed intercettazione per prevenire
crimini e, originariamente, atti terroristici
Un
classico riletto alla stessa stregua di “SHERLOCK”,
pluripremiato adattamento contemporaneo dei romanzi di Sir Arthur Conan Doyle
con l’ormai divo consacrato Benedict
Cumberbatch. La 3° stagione inedita della serie vincitrice di ben 7 BAFTA
Awards (gli Oscar inglesi) sarà su PREMIUM
CRIME dal 5 aprile.
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martedì 4 febbraio 2014
GOSSIP - Shameless, Supernatural o coniglietto? Padalecki twitta sulla morte di Seymour Hoffman dicendo che è "stupido" (poi cancella il tweet dopo le polemiche...)
Articolo tratto dall'Huffington Post
"Supernatural" actor Jared Padalecki caused a stir when he tweeted that Philip Seymour Hoffman's death was "stupid" and "senseless" as opposed to sad.
Hoffman, 46, was found dead on the bathroom floor of his New York City apartment Sunday (Feb. 2) of an apparent drug overdose, law enforcement sources told CNN. He was reportedly found with a needle in his arm and empty glassine-type bags, typically used to hold heroin.
After news of the Oscar winner's death broke, celebrities like Ricky Gervais, Aaron Paul, Jim Carrey and Mia Farrow tweeted their condolences for the beloved actor. But Padalecki had a different take on Hoffman's tragic passing.
"'Sad' isn't the word I'd use to describe a 46-year-old man throwing his life away to drugs. 'Senseless' is more like it. 'Stupid,'" he wrote in the since-deleted tweet, according to Jezebel.
After some pushback, Padalecki clarified his stance.
Hoffman's drug addiction dated back to his early twenties. In 2006, he told CBS he entered rehab when he was just 22 years old because he feared for his life.
"I have so much empathy for these young actors that are 19 and all of a sudden they're beautiful and famous and rich," he told CBS. "I'm like, 'Oh my God. I'd be dead.' You know what I mean? I'd be 19, beautiful, famous and rich. That would be it," he told Steve Kroft. "I think back at that time. I think if I had the money, that kind of money and stuff. So, yeah [I would have died]."
Last May, Hoffman checked into a drug detox facility for 10 days after falling off the wagon. A year prior to that, he began using prescription drugs and eventually turned to using heroin.
He is survived by his longtime partner, Mimi O'Donnell, and his three children: Tallulah, 7; Willa, 5; and Cooper, 10.
Articolo tratto dall'Huffington Post
"Supernatural" actor Jared Padalecki caused a stir when he tweeted that Philip Seymour Hoffman's death was "stupid" and "senseless" as opposed to sad.
Hoffman, 46, was found dead on the bathroom floor of his New York City apartment Sunday (Feb. 2) of an apparent drug overdose, law enforcement sources told CNN. He was reportedly found with a needle in his arm and empty glassine-type bags, typically used to hold heroin.
After news of the Oscar winner's death broke, celebrities like Ricky Gervais, Aaron Paul, Jim Carrey and Mia Farrow tweeted their condolences for the beloved actor. But Padalecki had a different take on Hoffman's tragic passing.
"'Sad' isn't the word I'd use to describe a 46-year-old man throwing his life away to drugs. 'Senseless' is more like it. 'Stupid,'" he wrote in the since-deleted tweet, according to Jezebel.
After some pushback, Padalecki clarified his stance.
Hoffman's drug addiction dated back to his early twenties. In 2006, he told CBS he entered rehab when he was just 22 years old because he feared for his life.
"I have so much empathy for these young actors that are 19 and all of a sudden they're beautiful and famous and rich," he told CBS. "I'm like, 'Oh my God. I'd be dead.' You know what I mean? I'd be 19, beautiful, famous and rich. That would be it," he told Steve Kroft. "I think back at that time. I think if I had the money, that kind of money and stuff. So, yeah [I would have died]."
Last May, Hoffman checked into a drug detox facility for 10 days after falling off the wagon. A year prior to that, he began using prescription drugs and eventually turned to using heroin.
He is survived by his longtime partner, Mimi O'Donnell, and his three children: Tallulah, 7; Willa, 5; and Cooper, 10.
I didnt mean PSH is stupid or that addiction isnt a reality. I simply meant I have a different definition of "tragedy".
— Jared Padalecki (@jarpad) 2 Febbraio 2014
When I think "tragedy", I think of St Judes, of genocide, of articles I read in the paper. But, yes, either way, a death, is sad.
— Jared Padalecki (@jarpad) 2 Febbraio 2014
lunedì 3 febbraio 2014
NEWS - Jessica Stroup, da "90210" a ago della bilancia di "The Following" 2 (stasera anteprima Premium Crime)
Jessica Stroup è il volto nuovo, dagli occhi azzurri, da tener d’occhio nella seconda stagione di “The Following”, in onda in anteprima assoluta da stasera su Premium Crime (ogni lunedì in prima serata). L’ex protagonista di “90210” interpreterà Max, la nipote del detective (ormai ex) dell’FBI Ryan Hardy (Kevin Bacon), anch’essa nelle forze dell’ordine e, soprattutto, capace di donare serenità al tormentato zio tra una seduta all’alcolisti anonimi e l’altra. Essendo la serie firmata da Kevin Williamson, c’è da aspettarsi, naturalmente, che non sarà tutto rosa e fiori…Già modella della Carolina e testimonial della “Honda”, Jessica è passata dalle comparsate in “Grey’s Anatomy” e “True Blood” alla notorietà per il ruolo ricorrente di Erin Silver in “90210” (durante le riprese è stata accusata dai media di divulgare insieme alle altre protagoniste un’immagine distorta “pro-anoressia”, prontamente smentita). Fanatica di film horror (al cinema ha recitato in due pellicole del genere come “Le colline hanno gli occhi 2” e “Che la fine abbia inizio”), la potete sfidare a pallavolo o beach-volley, suo passatempo preferito che nell’adolescenza sfiorò i livelli agonistici.
Jessica Stroup è il volto nuovo, dagli occhi azzurri, da tener d’occhio nella seconda stagione di “The Following”, in onda in anteprima assoluta da stasera su Premium Crime (ogni lunedì in prima serata). L’ex protagonista di “90210” interpreterà Max, la nipote del detective (ormai ex) dell’FBI Ryan Hardy (Kevin Bacon), anch’essa nelle forze dell’ordine e, soprattutto, capace di donare serenità al tormentato zio tra una seduta all’alcolisti anonimi e l’altra. Essendo la serie firmata da Kevin Williamson, c’è da aspettarsi, naturalmente, che non sarà tutto rosa e fiori…Già modella della Carolina e testimonial della “Honda”, Jessica è passata dalle comparsate in “Grey’s Anatomy” e “True Blood” alla notorietà per il ruolo ricorrente di Erin Silver in “90210” (durante le riprese è stata accusata dai media di divulgare insieme alle altre protagoniste un’immagine distorta “pro-anoressia”, prontamente smentita). Fanatica di film horror (al cinema ha recitato in due pellicole del genere come “Le colline hanno gli occhi 2” e “Che la fine abbia inizio”), la potete sfidare a pallavolo o beach-volley, suo passatempo preferito che nell’adolescenza sfiorò i livelli agonistici.
sabato 1 febbraio 2014
NEWS - I 10 comandamenti di Netflix! Bigino pronto all'uso della piattaforma dello streaming che sta tramortendo HBO e le altre pay Usa (in attesa dell'arrivo in Italia)
Articolo tratto da Uproxx.com
We talk a lot about Netflix around here, and for good reason: It’s become, for many of us, a huge part of our lives. Most of the discussion, however, revolves around the best TV shows on the streaming service, the latest additions to its library, or even the threat of price hikes. What we don’t discuss as often, however, are the origins of Netflix, and how it maintains its competitive edge over rivals like Amazon Prime and Hulu, and even HBO.
Netflix CEO Reed Hastings hasn’t been shy about his rivalry with HBO. In fact, he announced last February that his goal is to “become HBO faster than HBO becomes us,” and even kidded last week that HBO CEO Richard Plepler’s HBO Go password was “Netflix bitch.” Netflix has 33 million subscribers now, and the service hopes to double that number in the near future, as we all move away from our traditional TV sets and toward Internet streaming. My guess is that, though it has occasionally suffered setbacks in the past, Netflix will accomplish this goal. Sooner, rather than later.
But before they accomplish 66 million subscribers, let’s take a quick look back at 10 interesting facts about Netflix, and how it got to where it is today.
1. Reed Hastings was inspired to start Netflix after racking up a $40 late charge on a VHS copy of Apollo 13. So, uh, thanks Ron Howard! (Wikipedia)
2. In order to determine what television series it should be purchasing — especially for the European markets — Netflix monitors Bittorent and other pirating sites to see what is popular before making decisions. (Forbes)
3. Netflix, which had purchased the licensing rights to House of Cards, brought in David Fincher to run the show, and Kevin Spacey to star in it because Fincher and Spacey movies were very popular on Netflix. (Fincher, actually, had originally wanted Eric Roth in the title role). (Wikipedia)
4. In 2000, CEO and co-founder Reed Hastings approaching Blockbuster about a partnership, and the Blockbuster CEO laughed in their face. In fact, Blockbuster even had a chance to purchase Netflix for $50 million. I don’t know how much Netflix is worth now, but its third quarter earnings in 2013 were $1.1 billion, while Blockbuster is bankrupt. (CNet)
5. As of 2009, Netflix had around 58 warehouses nationwide, but most were hidden, disguised, and could not be found on a map. Likewise, Netflix delivery trucks are also disguised. (The reason is because of the number of discs being held in warehouses, and because Netflix doesn’t want anyone to drop their discs off at the warehouse locations). (Chicago Tribune)
6. Netflix chief content officer Ted Sarandos believes that the broadband caps that Canadian ISPs put on their subscribers is as bad as in third-world countries, and should be considered “almost a human rights violation.” As a result of the caps, the default streaming option for Canadian Netflix subscribers is for non-HD streams. (Gigaom)
7. During peak times — between 9 p.m. and midnight — Netflix accounts for 33 percent of North American’s downstream traffic. (CNet)
8. In 2008, Netflix stated that Napoleon Dynamite was the hardest movie to recommend to viewers based on their previous likes and dislikes. (NYTimes)
9. The reason why Netflix envelopes are rectangular instead of square is because the USPS charges more for square envelopes, enough more than in 2011, postage would’ve cost Netflix more than $225 million in additional charges. (Quora)
10. Netflix uses huge teams of people to watch films and tag every aspect of each movie from director to actor to genre to what kind of ending, to how sexually suggestive, gory, or romantic each film is, and even how moral the lead character is. They categorize each “quanta” — or element of the movie — using a document they call Netflix Quantum Theory, which has allowed them to basically reverse engineer Hollywood. In doing so, Netflix has created a whopping 76,897 genres (at least), designed to best recommend movies to its viewers. Why? Because the better Netflix knows you, the better it can tailor to your likes and dislikes, and the more likely you’ll stick around. (The Atlantic)
Articolo tratto da Uproxx.com
We talk a lot about Netflix around here, and for good reason: It’s become, for many of us, a huge part of our lives. Most of the discussion, however, revolves around the best TV shows on the streaming service, the latest additions to its library, or even the threat of price hikes. What we don’t discuss as often, however, are the origins of Netflix, and how it maintains its competitive edge over rivals like Amazon Prime and Hulu, and even HBO.
Netflix CEO Reed Hastings hasn’t been shy about his rivalry with HBO. In fact, he announced last February that his goal is to “become HBO faster than HBO becomes us,” and even kidded last week that HBO CEO Richard Plepler’s HBO Go password was “Netflix bitch.” Netflix has 33 million subscribers now, and the service hopes to double that number in the near future, as we all move away from our traditional TV sets and toward Internet streaming. My guess is that, though it has occasionally suffered setbacks in the past, Netflix will accomplish this goal. Sooner, rather than later.
But before they accomplish 66 million subscribers, let’s take a quick look back at 10 interesting facts about Netflix, and how it got to where it is today.
1. Reed Hastings was inspired to start Netflix after racking up a $40 late charge on a VHS copy of Apollo 13. So, uh, thanks Ron Howard! (Wikipedia)
2. In order to determine what television series it should be purchasing — especially for the European markets — Netflix monitors Bittorent and other pirating sites to see what is popular before making decisions. (Forbes)
3. Netflix, which had purchased the licensing rights to House of Cards, brought in David Fincher to run the show, and Kevin Spacey to star in it because Fincher and Spacey movies were very popular on Netflix. (Fincher, actually, had originally wanted Eric Roth in the title role). (Wikipedia)
4. In 2000, CEO and co-founder Reed Hastings approaching Blockbuster about a partnership, and the Blockbuster CEO laughed in their face. In fact, Blockbuster even had a chance to purchase Netflix for $50 million. I don’t know how much Netflix is worth now, but its third quarter earnings in 2013 were $1.1 billion, while Blockbuster is bankrupt. (CNet)
5. As of 2009, Netflix had around 58 warehouses nationwide, but most were hidden, disguised, and could not be found on a map. Likewise, Netflix delivery trucks are also disguised. (The reason is because of the number of discs being held in warehouses, and because Netflix doesn’t want anyone to drop their discs off at the warehouse locations). (Chicago Tribune)
6. Netflix chief content officer Ted Sarandos believes that the broadband caps that Canadian ISPs put on their subscribers is as bad as in third-world countries, and should be considered “almost a human rights violation.” As a result of the caps, the default streaming option for Canadian Netflix subscribers is for non-HD streams. (Gigaom)
7. During peak times — between 9 p.m. and midnight — Netflix accounts for 33 percent of North American’s downstream traffic. (CNet)
8. In 2008, Netflix stated that Napoleon Dynamite was the hardest movie to recommend to viewers based on their previous likes and dislikes. (NYTimes)
9. The reason why Netflix envelopes are rectangular instead of square is because the USPS charges more for square envelopes, enough more than in 2011, postage would’ve cost Netflix more than $225 million in additional charges. (Quora)
10. Netflix uses huge teams of people to watch films and tag every aspect of each movie from director to actor to genre to what kind of ending, to how sexually suggestive, gory, or romantic each film is, and even how moral the lead character is. They categorize each “quanta” — or element of the movie — using a document they call Netflix Quantum Theory, which has allowed them to basically reverse engineer Hollywood. In doing so, Netflix has created a whopping 76,897 genres (at least), designed to best recommend movies to its viewers. Why? Because the better Netflix knows you, the better it can tailor to your likes and dislikes, and the more likely you’ll stick around. (The Atlantic)
venerdì 31 gennaio 2014
GOSSIP - Manganiello chi? Barry Sloan di "Revenge" a petto nudo su "Cosmo" UK in concorrenza col bi-torso(lo) di "True Blood"
Barry Sloane shows off his chiseled shirtless torso in the brand new issue of British Cosmopolitan.
Here’s what the 32-year-old Revenge actor, who posed for the mag to raise awareness of male cancer for Cancer Research UK, had to share:
On checking himself for cancer: “I always check myself every couple of weeks after a shower – if guys are honest they know what it’s supposed to feel like.”
On working with Russell Crowe in Noah: “It’s only a small part but if you’d have told me five years ago I’d be working with Russell I wouldn’t have believed you. He’s fantastic he gave me some good tips.”
On his life before becoming famous: “I finished on Hollyoaks then I did The Bill and Holby City which was fun. I knew my next job had to be something cutting edge because of the stigma that unfairly is tied to soaps. I did a theatre production of Jerusalem and it was so successful it went to the West End and then Broadway. It was like a golden ticket.”
To see Barry in all his naked glory, check out the digital edition of British Cosmopolitan!
giovedì 30 gennaio 2014
NEWS - Guai a chi scarica (e a chi viene scaricato)! La pirateria mette a rischio 20 mila posti di lavoro (e non si contano i tagli del settore dei dvd...). Italia leader d'Europa dei pirati tv
(ANSA) - ROMA, 29 GEN - Un danno per tre miliardi di euro e 20mila posti a rischio in tre anni. Sono solo proiezioni quelle rese note da Confindustria Radio Tv sulla base di dati Siae, ma danno la misura dell'impatto sul mondo del lavoro di comportamenti che spesso vengono considerati leciti o tutt'al piu' peccati veniali. Invece le conseguenze sull'industria dell'audiovisivo sono notevoli, al punto che il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, non usa mezzi termini: "Se non si rispetta il copyright saltiamo tutti. Senza tutela rischiamo di chiudere". Al primo convegno organizzato dalla giovane associazione degli operatori radio televisivi, anche il viceministro Antonio Catricala' che ha approfittato dell'occasione per annunciare per la prossima settimana la pubblicazione del bando per l'asta per le frequenze tv, in dirittura d'arrivo dopo alcune modifiche
chieste dall'Ue. E' la fase finale di un lungo iter, passato attraverso l'abolizione del contestatissimo beauty contest e il varo delle regole Agcom che hanno escluso "big" come Rai, Mediaset e Telecom. Esclusione che e' alla base dei dubbi dello stesso Catricala' sulla riuscita dell'asta: "L'ideale sarebbe
avere molta partecipazione, anche se la situazione del mercato attualmente non e' favorevole". I grandi broadcaster, piu' che all'acquisto di nuovi spazi trasmissivi, sembrano concentrati sulla difesa dei propri contenuti. Servono nuove regole - e' il messaggio che lanciano -, sulla linea di quelle recentemente varate dall'Agcom con il regolamento sul copyright, serve promuovere l'educazione degli utenti e serve che l'industria faccia la sua parte. Per dirla con il presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani, occorre favorire un'offerta legale a basso prezzo, come quella che con Spotify e simili ha consentito alla musica di registrare nel 2013 dati positivi dopo molti anni. Occorre ad esempio ridurre le finestre per la distribuzione dei film, togliendo una delle giustificazioni che usa chi scarica illegalmente i contenuti. E ben un terzo degli studenti italiani pensa che la pirateria
non provochi alcun danno. "In Italia - ha spiegato il presidente di Confindustria Radio Tv, Rodolfo De Laurentiis - il tasso di pirateria e' del 48% contro una media europea del 33% ed una mondiale del 45%". Nel mirino finiscono i motori di ricerca e Google in particolare, che veicolano buona parte di quei contenuti illegali e - ha aggiunto De Laurentiis - "non hanno fatto abbastanza per eliminare i file pirata dalle indicizzazioni". "Io - gli ha fatto eco Confalonieri - rimpiango la pirateria dei guappi napoletani, perche' ora abbiamo signori che non pagano nulla, impiegano pochissima gente e ci prendono in giro. Noi abbiamo una marea di regole e di la', su Internet, non c'e' nulla".
Anche il presidente Rai, Anna Maria Tarantola, ha chiesto interventi a tutela del copyright, sottolineando che "sarebbe necessario un quadro organico di regole piu' ampio". Una linea
condivisa da Cardani che, pur difendendo il regolamento sul copyright come "una sintesi equilibrata degli interessi in gioco", ha precisato che il provvedimento, a dispetto delle accuse di parlamentari e non solo, "non ha compromesso la possibilita' del Parlamento di svolgere la sua azione
legislativa". Anche per il presidente Antitrust, Giovanni Pitruzzella, il regolamento "rappresenta un sicuro passo avanti", pur nascondendo rischi per la concorrenza nelle possibili intese tra gli operatori chiamati a far parte del Comitato per la tutela delle opere digitali previsto dal testo. "La marginalita' decrescente del mercato tv negli ultimi anni - ha sostenuto Eric Gerritsen di Sky Italia - dimostra che bisogna guardare sempre piu' ad un mercato unico dove competono tutti gli operatori, incluso il mondo Ott. Ben venga quindi la regolamentazione del copyright, perche' tutela del contenuto e
centralita' del cliente sono i due pilastri su cui costruire crescita e valore".
(ANSA) - ROMA, 29 GEN - Un danno per tre miliardi di euro e 20mila posti a rischio in tre anni. Sono solo proiezioni quelle rese note da Confindustria Radio Tv sulla base di dati Siae, ma danno la misura dell'impatto sul mondo del lavoro di comportamenti che spesso vengono considerati leciti o tutt'al piu' peccati veniali. Invece le conseguenze sull'industria dell'audiovisivo sono notevoli, al punto che il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, non usa mezzi termini: "Se non si rispetta il copyright saltiamo tutti. Senza tutela rischiamo di chiudere". Al primo convegno organizzato dalla giovane associazione degli operatori radio televisivi, anche il viceministro Antonio Catricala' che ha approfittato dell'occasione per annunciare per la prossima settimana la pubblicazione del bando per l'asta per le frequenze tv, in dirittura d'arrivo dopo alcune modifiche
chieste dall'Ue. E' la fase finale di un lungo iter, passato attraverso l'abolizione del contestatissimo beauty contest e il varo delle regole Agcom che hanno escluso "big" come Rai, Mediaset e Telecom. Esclusione che e' alla base dei dubbi dello stesso Catricala' sulla riuscita dell'asta: "L'ideale sarebbe
avere molta partecipazione, anche se la situazione del mercato attualmente non e' favorevole". I grandi broadcaster, piu' che all'acquisto di nuovi spazi trasmissivi, sembrano concentrati sulla difesa dei propri contenuti. Servono nuove regole - e' il messaggio che lanciano -, sulla linea di quelle recentemente varate dall'Agcom con il regolamento sul copyright, serve promuovere l'educazione degli utenti e serve che l'industria faccia la sua parte. Per dirla con il presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani, occorre favorire un'offerta legale a basso prezzo, come quella che con Spotify e simili ha consentito alla musica di registrare nel 2013 dati positivi dopo molti anni. Occorre ad esempio ridurre le finestre per la distribuzione dei film, togliendo una delle giustificazioni che usa chi scarica illegalmente i contenuti. E ben un terzo degli studenti italiani pensa che la pirateria
non provochi alcun danno. "In Italia - ha spiegato il presidente di Confindustria Radio Tv, Rodolfo De Laurentiis - il tasso di pirateria e' del 48% contro una media europea del 33% ed una mondiale del 45%". Nel mirino finiscono i motori di ricerca e Google in particolare, che veicolano buona parte di quei contenuti illegali e - ha aggiunto De Laurentiis - "non hanno fatto abbastanza per eliminare i file pirata dalle indicizzazioni". "Io - gli ha fatto eco Confalonieri - rimpiango la pirateria dei guappi napoletani, perche' ora abbiamo signori che non pagano nulla, impiegano pochissima gente e ci prendono in giro. Noi abbiamo una marea di regole e di la', su Internet, non c'e' nulla".
Anche il presidente Rai, Anna Maria Tarantola, ha chiesto interventi a tutela del copyright, sottolineando che "sarebbe necessario un quadro organico di regole piu' ampio". Una linea
condivisa da Cardani che, pur difendendo il regolamento sul copyright come "una sintesi equilibrata degli interessi in gioco", ha precisato che il provvedimento, a dispetto delle accuse di parlamentari e non solo, "non ha compromesso la possibilita' del Parlamento di svolgere la sua azione
legislativa". Anche per il presidente Antitrust, Giovanni Pitruzzella, il regolamento "rappresenta un sicuro passo avanti", pur nascondendo rischi per la concorrenza nelle possibili intese tra gli operatori chiamati a far parte del Comitato per la tutela delle opere digitali previsto dal testo. "La marginalita' decrescente del mercato tv negli ultimi anni - ha sostenuto Eric Gerritsen di Sky Italia - dimostra che bisogna guardare sempre piu' ad un mercato unico dove competono tutti gli operatori, incluso il mondo Ott. Ben venga quindi la regolamentazione del copyright, perche' tutela del contenuto e
centralita' del cliente sono i due pilastri su cui costruire crescita e valore".
mercoledì 29 gennaio 2014
NEWS - Clamoroso al Cibali! Solo in America: al via corso universitario su "Breaking Bad" (7 posti disponibili)! In Italia al massimo si può organizzarne uno su "Don Matteo" per seminaristi
Articolo tratto da Syracuse.com
Up to seven students returning to classes Monday at the state University at Buffalo will learn about narrative storytelling, the drug trade and related topics through the exploits of fictional chemistry teacher turned meth kingpin Walter White and his TV show, "Breaking Bad."
"Breaking Down 'Breaking Bad,'" a graduate seminar being offered this semester, will analyze the acclaimed AMC television series' storyline, development and execution, according to the UB Reporter.
Six of of the seven seats available for the three credit-hour seminar were taken as of this morning, according to the university academic schedule.
The course was developed by Bruce Jackson, James Agee Professor of American Culture at the university's Department of English.
Jackson and his wife, Diane Christian, who also teaches English at the university, were teaching a films class when one of the students recommended they watch "Breaking Bad." They soon were hooked, the Daily Orange reported. When he told some students who also were devotees that someone should teach a seminar based on the show, they encouraged him to do it.
The show's "epic narrative" intrigued him, Jackson said.
The series, which ended Sept. 29 after five seasons, follows White as he turns to making meth to finance his cancer treatments and support his family, then becomes addicted to the thrills of the trade.
"This is not just an interesting TV program," Jackson told UB Reporter. "'Breaking Bad' goes into narrative and human and social complexity as no TV program has before. It is not like 'The Sopranos,' which was episodic; it is not like 'The Wire,' which was segmented. And it is not like 'Homeland,' which has had to direct itself into a new narrative. It is one epic narrative 60 hours long. We've never had that before, in any medium."
Guest speakers will include representatives from the Drug Enforcement Agency and Jim Milles, who teaches legal ethics at the university's law school.
The course is listed under the Department of Visual Studies and cross-listed by Media Study, Theater and Dance and the university law school. It's limited to 16 students who are required to have watched the entire series before they enroll.
"Breaking Down 'Breaking Bad'" isn't the only college course inspired by an AMC television series, the Huffington Post said. Students at the University of California-Irvine can take an online course based on "The Walking Dead," and the University of California-Berkeley has offered a course spun off of "Mad Men."
Articolo tratto da Syracuse.com
Up to seven students returning to classes Monday at the state University at Buffalo will learn about narrative storytelling, the drug trade and related topics through the exploits of fictional chemistry teacher turned meth kingpin Walter White and his TV show, "Breaking Bad."
"Breaking Down 'Breaking Bad,'" a graduate seminar being offered this semester, will analyze the acclaimed AMC television series' storyline, development and execution, according to the UB Reporter.
Six of of the seven seats available for the three credit-hour seminar were taken as of this morning, according to the university academic schedule.
The course was developed by Bruce Jackson, James Agee Professor of American Culture at the university's Department of English.
Jackson and his wife, Diane Christian, who also teaches English at the university, were teaching a films class when one of the students recommended they watch "Breaking Bad." They soon were hooked, the Daily Orange reported. When he told some students who also were devotees that someone should teach a seminar based on the show, they encouraged him to do it.
The show's "epic narrative" intrigued him, Jackson said.
The series, which ended Sept. 29 after five seasons, follows White as he turns to making meth to finance his cancer treatments and support his family, then becomes addicted to the thrills of the trade.
"This is not just an interesting TV program," Jackson told UB Reporter. "'Breaking Bad' goes into narrative and human and social complexity as no TV program has before. It is not like 'The Sopranos,' which was episodic; it is not like 'The Wire,' which was segmented. And it is not like 'Homeland,' which has had to direct itself into a new narrative. It is one epic narrative 60 hours long. We've never had that before, in any medium."
Guest speakers will include representatives from the Drug Enforcement Agency and Jim Milles, who teaches legal ethics at the university's law school.
The course is listed under the Department of Visual Studies and cross-listed by Media Study, Theater and Dance and the university law school. It's limited to 16 students who are required to have watched the entire series before they enroll.
"Breaking Down 'Breaking Bad'" isn't the only college course inspired by an AMC television series, the Huffington Post said. Students at the University of California-Irvine can take an online course based on "The Walking Dead," and the University of California-Berkeley has offered a course spun off of "Mad Men."
GOSSIP - Benson goes Cosmo! La Benson di "PLL" conquista la prestigiosa cover di "Cosmopolitan"Ashley Benson looks super sexy on the cover of Cosmopolitan‘s March 2014 issue, on newsstands February 4. Here is what the 24-year-old Pretty Little Liars had to share with the mag:
On dealing with nudity on camera: “I never want to do nudity that’s gratuitous. Girls look so much better in lingerie or a t-shirt and leave the rest up to the imagination. I make it clear that I have a line. Everyone tries to push you, and it’s easy to get talked into doing those things. I’ll just walk off-set. But not everyone realizes they can do that.”
On steering clear of drugs while growing up in Hollywood:
“There are drugs and alcohol in my family on both sides, so I’ve seen
lives ruined, going to jail and all that. Once you start with any drug,
it can be an addiction – that’s why I never want to start and am not
even tempted, because that chain is relentless. And if it runs in your
family, you see how unglamorous it is. I would never want to be out of
control with my body.”On her on-and-off-again boyfriend Ryan Good: “Ryan is one of the strongest people I’ve met, so grounded and such a positive influence on people. We took a break because it was so hard. I work 20 hour days, so I’m always gone. So a lot of your relationship is on the phone and iChatting and trying to catch up.”
For more from Ashley, visit Cosmopolitan.com!
martedì 28 gennaio 2014
NEWS - La vergogna si pesa in Grammy! Agli Awards musicali sbagliato il cognome di Cory Monteith!
FYI: Monteith was nominated for three Grammys for his work on Glee
– Best Compilation Soundtrack Album for a Motion Picture, Television or
Other Visual Media in both 2011 and 2012, as well as Best Pop
Performance by a Duo or Group with Vocals for “Don’t Stop Believin’
(Regionals Version)” in 2011.
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"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm
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