mercoledì 19 luglio 2006

NEWS - Le "Desperate housewives" rifiutano la sfilata agli Emmy Awards per gli scarsi riconoscimenti
(Agi) - Il tappeto rosso degli Emmy Awards, i premi televisivi statunitensi, questa volta non e' un'occasione allettante per le 'casalinghe disperate' protagoniste dell'omonima serie: almeno fino a quando non saranno loro a essere premiate. Pur notissima al grande pubblico, 'Desperate Housewives' ha ricevuto quest'anno una sola nomination, mentre nel 2005 fece man bassa e conquisto' quindici statuette: sicche', ha spiegato al quotidiano 'The Los Angeles Times' una fonte bene informata vicina alle indignate attrici, "prepararsi per un evento simile, vestirsi e truccarsi e' un lavoro impegnativo, da esaurimento"; un gioco che, visti gli scarsi riconoscimenti, non vale la candela. "E' possibile che ci sia Felicity Huffman, in qualita' di vincitrice della scorsa edizione come attrice protagonista. Potrebbe presentare la serata, ma senz'altro le altre non ci saranno", ha spiegato la fonte. Teri Hatcher, Eva Longoria, Marcia Cross e Nicolette Sheridan presenzierebbero solo per sostenere la nomination a migliore attrice non protagonista di Alfre Woodard, da 22 anni presente agli Emmy, da cui e' stata contraddistinta la sua ricca carriera televisiva. Lo smacco appare pero' troppo grande perche' le quattro stelle della tv americana facciano buon viso.

martedì 18 luglio 2006


GOSSIP - Alyson Hannigan, la Willow di "Buffy", è diventata nera (di capelli)
Clamoroso al Cibali, come si diceva un tempo. Alyson Hannigan, la mitica Willow di "Buffy" attualmente in testa ai box office cinematografici con "Hot Movie", è diventata nera. Ma non per malumore: di capelli. Divenuta popolare per la sua capigliatura rosso fuoco, Alyson ha stupito tutti presentandosi corvina al recente "CBS 2006 Summer TCA Party". In attesa di vederla prossimamente nella serie "How I met your mother" sulle reti Mediaset, la domanda sorge spontanea: "meglio rossa o nera?".
COMMENTO - Jennifer Aniston: cosa si nasconde dietro la voglia di riabbracciare i "Friends"?
Non per essere tacciato di essere un veggente, ma già nel Bollettino pubblicato il 13 maggio scorso intravedevo un ritorno di Jennifer Aniston sul piccolo schermo. Di certo non si poteva prevedere un rientro dalla porta principale - "Friends" - ma dopo i mezzi flop cinematografici, l'attrice non aveva praticamente altra strada. Già il 15 maggio Jennifer negava fermamente ("Mai più tv"), ma neanche il successo (per ora solo americano) di "The Break Up" poteva bastarle dopo che la stampa anglofona l'ha massacrata trasversalmente nella sua carriera post-Rachel. Il legame sentimental-lavorativo con Vince Vaughn - che qualcuno addita come una mossa pubblicitaria alla Cruise-Cruz o Cruz-McCounaghey per incassare al botteghino e poi annunciare la rottura quando anche le vendite dei DVD del film girato in coppia saranno sfruttate fino all'ultimo cent - non può durare per sempre. Un indizio della sua voglia di ritornare alla ribalta si è colto quando, ospite del David Letterman Show di qualche settimana fa, Jennifer si è presentata con una vertiginosa minigonna, lei cosi' sempre pudica e perbene anche nei vestiti. Quindi meglio sfruttare il temporaneo successo per tornare in tv da vincitrice, piuttosto che come ultima spiaggia, meglio far tornare a scrivere che lei è "la migliore attrice da sit-com degli ultimi anni" - come ha scritto "The Observer" - piuttosto che una modesta attrice di cinema (come hanno commentato molti giornali anglo-americani). Meglio riabbracciare i vecchi "Friends" al motto di "casa dolce casa": al Central Perk c'è sempre un posto sul divano per lei (e per noi tutti).
Si veda anche Post del 13 e 15 maggio
L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri
A cura di: Leo “Grant” Damerini (Rubrica tratta dal "Telefilm Magazine" di Luglio)

THE OBSERVER MAGAZINE
"Lost" è il nuovo oppio dei popoli
"E' possibile diventare fobici per una serie tv? 'Lost' ci ha provocato questa sensazione rendendoci, appunto, 'perduti'. Perdiamo il senso del tempo e tutto quello che ci interessa è lasciarci cadere nel vortice di quanto c'è di selvaggio e irritante nel diventare pazzi a seguire le vicende dei protagonisti che ci lasciano ogni volta insoddisfatti, tanto da cercare le anticipazioni a tarda notte sul satellite. 'Lost', per questo, non è un telefilm: è un lavoro a tempo pieno! Per qualcuno è anche diventato il motivo per cui, il lavoro, non ce l'ha più. Ma ci sono altre ragioni per cui la serie ci rende sottomessi e, nello stesso tempo, ci fa battere il cuore. Guardare 'Lost' è come invitare un uomo sposato a casa tua. Tutte quelle parole dolci e quelle promesse: 'Non ti è piaciuto, dolcezza? Se solo potessi capirmi...'. E prima che tu te ne possa rendere conto, sei di nuovo al punto di partenza. Così tante domande, così poche risposte, così tanto struggersi e così tanto tempo perso. Il vero mistero di 'Lost' non è quello scritto dagli sceneggiatori. Non ci importa dei numeri della lotteria di Hurley, di perchè l'aereo è caduto, della tossicodipendenza di Charlie...a noi interessa capire che 'Lost' è il simbolo della televisione moderna: sempre a promettere, mai a risolvere, così attraente da non poterci allontanare. E' il nuovo oppio dei popoli, così distraente e nello stesso tempo al passo coi tempi che non ti sorprenderesti se nei credits della sceneggiatura comparisse George Bush ("Non vi preoccupate di tutto quel casino sull'Iraq, gente, beccatevi questo!"). Ma non bisogna diventare paranoici. Dopo tutto 'Lost' è solo un programma tv. Siamo tutti adulti, abbiamo la facoltà di vedere una trasmissione o meno. Una flebile voce dentro mi dice: 'Non farlo, la tua vita non sarà più la stessa per milioni di puntate'. Poi sapete com'è: lui mi dice che questa volta sarà diverso, che è dispiaciuto, che si prenderà cura di me. E io immagino che questa volta faccia sul serio...".
(Barbara Ellen, 07.05.2006)

ANNA
Quando il fanatismo diventa serial
"Si comincia così per scherzo, tanto per provare. Tanto per capire cosa ci trovino i ragazzi. Accendi e la prima volta non ti piace. La seconda sghignazzi. la terza fai commenti caustici e schiamazzi. ma intanto è troppo tardi. Sei anche tu un telefilm-addicted. Ognuno ha la sua droga: c'è quella leggera, da prima serata, socialmente accettabile (tipo 'Lost'), e quella pesante, inconfessabile, che ti aggancia tra un aperitivo e due spaghetti e ti trascina nel tunnel delle repliche a tarda notte. C'è chi dice: tutta colpa dei figli. All'ora X scippano il telecomando e anche tu prendi il vizio. Ma più che altro è il meccanismo perverso della ripetizione, dell'appuntamento fisso, a creare dipendenza. E più la storia è trash, più ti riduce a un tele-junkie".
(Nicoletta Melone, 11.05.2006)

FAMIGLIA CRISTIANA
"Veronica Mars", soap debole in prime-time
"Le vicende giallo-rosa dell'agenzia di Veronica Mars sono leggere ed evanescenti. Troppo per proporne 3 episodi consecutivi pur di coprire un'intera prima serata. Ci vogliono thriller tosti come 'CSI' o '24', o fantascienza pura come in 'Star Trek'. Questa è soap".
(Maurizio Turrioni, 14.05.2006)

CORRIERE DELLA SERA MAGAZINE
"Cold Case": troppo freddi quei casi
"Il serial 'Cold Case' piace al pubblico. Eppure è una fiction fredda, senz'anima. Il ritmo è un vortice che dà il capogiro, se si distoglie lo sguardo per un attimo si perde un tassello importante della trama investigativa. I rapporti umani tra gli agenti sono solo accennati, non creano empatia. I famigliari delle vittime che hanno atteso per anni, talvolta decenni, per ottenere giustizia, sembrano muoversi in un sogno, non c'è pathos. Le motivazioni dei criminali sono pretestuose. Eppure piace. E suppongo per due motivi. Il primo, la bravura e il rigore morale dei due protagonisti, Lilly e Scotty, trasformano l'impossibile in possibile, vincono là dove i colleghi avevano fallito. Il secondo. Scovando l'assassino, riescono ad appagare due archetipi che gli spettatori custodiscono nel profondo e desiderano che siano oggettivati nella realtà quotidiana: la sete di giustizia e la voglia di pulizia morale".
(Rosa Alberoni, 11.05.2006)

TV TALK
"C.S.I." deve il successo a "R.I.S."!
"Non è vero che 'R.I.S.' è una brutta copia di 'C.S.I.'. Diciamo che 'C.S.I.' è cresciuto molto nella nostra televisione da quando è comparso 'R.I.S.'".
(Pietro Valsecchi, 13.05.2006)

GRAZIA
McKenzie in corsa per la Casa Bianca?
"Mi piacerebbe essere uno dei giovani consiglieri del Presidente degli Stati Uniti".
(Benjamin McKenzie, 17.05.2006)

lunedì 17 luglio 2006


GOSSIP - Sarah Michelle Gellar in disco con Freddie Prinze, Eva Longoria alla prima con abbronzatura
Meglio farsi vedere in forma e felici. Nell'estate 2006, quella dove se non compari e ti fai vedere sembra che sei caduto in disgrazia, il diktat scorre trasversalmente da New York a Los Angeles. Nella Grande Mela sono stati avvistati insieme mercoledì scorso, nel noto locale Plumm, Sarah Michelle Gellar e consorte Freddie Prinze - notoriamente restii ai paparazzi - mano nella mano in vista dei 4 anni di felice matrimonio e in attesa della fine delle riprese del film dell'ex eroina di "Buffy", ovvero "The Girl's Guide to Hunting & Fishing". A L.A., alla prima del film "The Groomsmen", tutti gli occhi e i flash erano puntati su Eva Longoria, apparsa in splendida forma, abbronzata e truccata, forse in vista dell'annunciata carta straccia del contratto che L'Oreal aveva firmato con lei quale testimonial di bellezza. La Longoria si era infatti presentata di recente in pubblico senza un filo di trucco, in un'insolita veste più "desperate" che sexy (vedi Post dell'11 luglio).
NEWS - Jennifer Aniston sogna una reunion di "Friends". Forse una puntata-speciale per il Giorno del Ringraziamento
Londra, 17 lug. - (Adnkronos) - L'attrice Jennifer Aniston non nasconde la voglia di tornare a lavorare, almeno per una volta ancora, con i suoi colleghi di 'Friends'. Intervistata dall'emittente televisiva britannica Channel 4 mentre sta promuovendo in Gran Bretagna il suo ultimo film 'The break Up', con l'attuale fidanzato Vince Vaughn, l'ex signora Pitt ha avvalorato i rumors che negli ultimi tempi avevano ipotizzato un ritorno della celebre sit-com ambientata a New York, per l'episodio del 'Thanksgiving', una divertente puntata in cui si riuniscono tutti per festeggiare il 'Giorno del Ringraziamento' e parlare dell'evolversi delle loro vite. "L'unica cosa che mi viene in mente potrebbe essere girare, piu' che altro per divertimento, un episodio del 'Ringraziamento'", ha riferito nell'intervista. Oltre il divertimento trattasi anche di un lavoretto ben retribuito. Secondo il quotidiano britannico 'The Daily Mail', infatti, per questa puntata speciale il gruppo di amici di Manhattan, riceverebbero un compenso di circa 2.900.000 euro ognuno. La sit com, conclusasi nel maggio del 2004, e' diventata un cult del genere anche grazie all'alchimia creatasi tra gli interpreti Jennifer Aniston (Rachel), Courtney Cox (Monica), Lisa Kudrow (Phoebe), Matthew Perry (Chandler), David Schwimmer (Ross), e Matt Le Blanc (Joey). Quest'ultimo ha interpretato lo stesso ruolo che aveva in 'Friends', in una serie tutta sua, 'Joey', ove racconta le sue esperienze di stralunato gigolo'.
NEWS - I telefilm trainano la tv d'estate
Sono i telefilm a trainare la tv estiva. E' infatti il genere seriale quello a non chiudere assolutamente "per ferie". Anzi. L'estate è ormai diventata la stagione di eccellenza per chi ama le serie tv, le quali diventano regine assolute dei palinsesti "in chiaro" dall'alba a notte fonda. La settimana scorsa è stata segnata da partenze e graditi ritorni che hanno premiato anche in ascolti la scelta dei programmatori di affidare ai telefilm le redini del piccolo schermo estivo. "Alias" è tornato con un eccellente 12.8% di share; "Blind Justice" sta ottenendo una media del 10.1%; "Streghe" continua la sua marcia trionfale con un buon 11% di media (dall'esordio del 15 giugno) ma con l'ultimo appuntamento del 13 giugno in ascesa (il terzo episodio ha toccato il 13.4%); per "Invasion" si parla già di serial-rivelazione estivo con una media del 23.8% di share per i due appuntamenti dell'11 e 12 giugno; "JAG - Avvocati in divisa" raggiunge una media dell'11.9%; boom per le repliche di "Dr.House" al 16.8%; "NCIS" è volato oltre il 13% e oltre il 15% di share con i due episodi di ieri sera; benissimo l'avvio di "Deadwood" che ha toccato il 2.4% di share su La7.

domenica 16 luglio 2006

NEWS - Al via da stasera su La7 "Deadwood", il western alla "Soprano"
(ANSA) - ROMA, 15 lug - 'Deadwood' arriva su La7. L'acclamata serie statunitense, vincitrice di tre Emmy Awards, andra' in onda, per la prima volta in chiaro, da stasera alle 22:50 ogni domenica. 'Deadwood' racconta il selvaggio west, una cittadina senza legge, un pistolero leggendario. Nato da un'idea di David Milch, il western drama 'Deadwood' si svolge nel periodo immediatamente successivo alla sconfitta del Generale Custer contro i Sioux a Little Big Horn. La citta' di Deadwood si trova nei territori che il Governo Americano intende cedere agli indiani, nei pressi delle Black Hills. Si tratta di un insediamento illegale, popolato da persone violente, che nel tempo ha attirato ogni sorta di personaggio in cerca di fortuna, dai fuorilegge alle spogliarelliste, da ex-soldati a lavoratori cinesi, dalle prostitute ai pistoleri di ogni eta' e di ogni genere. Protagonisti della serie sono: l'ex sceriffo Seth Bullock (Timothy Olyphant) e il suo amico Sol Star (John Hawkes), il corrotto e brutale proprietario del saloon e del bordello Al Swearengen (Ian McShane), il leggendario pistolero Wild Bill Hickok (Keith Carradine) insieme ai suoi fidati amici Charlie Utter (Dayton Callie) e l'irruenta Calamity Jane Canary (Robin Weigert) e Alma Garret (Molly Parker), moglie del newyorkse Brom Garret (Timothy Omundson), giunto a Deadwood in cerca di ricchezza.

sabato 15 luglio 2006

NEWS - Il finale de "I Soprano" rimandato per operazione al ginocchio a Gandolfini
(ANSA) - WASHINGTON, 14 LUG - Gli appassionati della serie Tv 'I Soprano' dovranno avere pazienza: gli otto episodi finali della serie, destinata a chiudere i battenti, sono slittati di due mesi a causa della operazione ad un ginocchio subita dal protagonista James Galdonfini. Il gran finale della serie doveva cominciare su HBO nel gennaio prossimo l'intervento chirurgico ha fatto slittare adesso l'inizio della fine dei 'Soprano' al marzo 2007. Nell'annunciare il rinvio il presidente di HBO Chris Albrecht non ha dato dettagli sulla natura dell'incidente a Gandolfini. L'attore era stato colpito da un taxi tempo fa mentre andava in motocicletta ma non sembrava essersi infortunato gravemente. Gli appassionati delle avventure della famiglia mafiosa Soprano hanno gia' dovuto esercitare pazienza in passato: la stagione finale e' cominciata nel marzo scorso dopo quasi due anni di intervallo dalla stagione precedente. Alcuni fans si sono lamentati per la mancanza di colpi di scena nelle ultime puntate: "il numero delle persone uccise e' diminuito - ha ammesso Albrecht - ma le ultime puntate saranno sensazionali e la gente non restera' delusa, ve lo garantisco".
NEWS - Paul Haggis: dopo gli Oscar di "Crash" pensa alle malefatte di Bush. L'ideatore di "Walker Texas Ranger" e sceneggiatore di serial storici come "Arnold" e "Love Boat" svela i nuovi progetti a Ischia
(ANSA) - ISCHIA (NA), 14 LUG - Il suo nome figura nei credits di sceneggiature tv come 'Love Boat', 'Arnold' e 'Walker Texas Rangers', ormai considerati quasi peccati di gioventu'. Ma oggi Paul Haggis, nato in Canada 53 anni fa, dopo due Oscar vinti per 'Crash', film mosaico sul razzismo in America, puo' finalmente fare i film che gli piacciono, film denuncia, per niente concilianti con l'America di oggi. Con 'Crash' ha esordito nella regia. L'anno prima aveva sfiorato l'Oscar come sceneggiatore di 'Million dollar baby' che se non altro gli ha fatto vincere un rapporto piu' che solido con Clint Eastwood. "Abbiamo appena finito due film - ha detto Haggis oggi al Kimbo Cinema Forum dell'Ischia Global Fest - che solo Eastwood poteva riuscire a fare. Si tratta di 'Flags of our fathers' e 'Red Sun Black Sands' che raccontano lo stesso celebre tragico episodio della Seconda Guerra Mondiale ma da due punti di vista opposti. Il primo racconta l'eroismo dei sei soldati americani che piantarono la bandiera americana durante la cruentissima battaglia di Iwo Jima, immortalati in una foto divenuta celebre. Il secondo, quello che accadde sul versante giapponese. Clint mi ha chiamato a scrivere la sceneggiatura, Steven Spielberg si e' associato alla produzione e l'idea e' di fare uscire entrambi i film, ora al montaggio, in contemporanea nei due Paesi". "Non mi considero certo un nuovo re di Hollywood, non avrei mai scommesso sull'Oscar a 'Crash' e mi ritengo molto fortunato. Certo il premio ha portato molti cambiamenti nel mio lavoro, anche nel mio rapporto con le major. Ho scelto di utilizzare questa mia celebrita' per realizzare i progetti che piu' sento di amare", ha annunciato a Ischia Paul Haggis. "Come 'La valle di Allah', un film che racconta la scomparsa tragica di un reduce dalla guerra in Iraq. Suo padre, un veterano della guerra in Vietnam, lo ha cresciuto ritenendo di valore la politica bellica americana, ma la realta' con cui dovra' fare i conti e' ben altra. Una storia che non e' certo il tipico film che le major non vedono l'ora di realizzare. O ancora di piu' come 'Against all enemies' (contro tutti i nemici) tratto dal best seller dell'ex capo dell'antiterrorismo in America, Richard Clarke diventato atto di accusa contro quello che avrebbe potuto fare e non ha fatto l'amministrazione Bush prima e dopo l'11 settembre e come abbia organizzato la guerra prima dell'attacco alle Torri". Per questo political drama, Haggis ha gia' inserito nel cast Vince Vaughn e ne ha parlato con Sean Penn, come ha annunciato oggi". Poi, la regia di 'Honewymoon with Harry', che definisce una storia d'amore non convenzionale, "dove, come nei miei film, nulla e' come sembra". Paul Haggis che dice di essere cresciuto con i film italiani di De Sica e di Antonioni e di amare in generale il cinema europeo "che e' fatto di domande, mentre quello americano cerca sempre di fornire risposte". Progetti impegnativi che non hanno comunque impedito a Paul Haggis di affrontare, da sceneggiatore, due film di tutt'altro registro. Il remake americano dell"Ultimo bacio' di Gabriele Muccino, 'The Last Kiss' e il nuovo 007 'Casino Royale' tratto dal primo libro di Ian Fleming. "Per 'The Last Kiss' ho fatto ben poco, semplicemente tradurre per il pubblico americano, e quindi senza le sfumature italiane, la bella storia del bel film di Muccino. Lo ha diretto Tony Goldwyn e ora e' al montaggio. Quanto a 'Casino Royale' innanzitutto ho chiesto ai produttori e al regista Martin Campbell se erano veramente sicuri di volermi affidare 007 con la licenza di trasformare a modo mio l'agente segreto. Hanno risposto si' e il risultato e' che o ho distrutto per sempre quel personaggio interpretato da Daniel Craig o gli ho dato nuovo vigore". E con la tv discorso chiuso? Affatto. Grazie alla sua popolarita', Haggis ha potuto vendere al network Nbc una serie scritta 10 anni fa, girandone solo la prima puntata pilota, 'The Black Donnellys', storia di quattro giovani fratelli irlandesi che formano una piccola gang a New York per organizzare furti d'auto.

venerdì 14 luglio 2006

SGUARDO FETISH - Stregati da Kaley Cuoco, la nuova Emma Peel
La nuova protagonista di "Streghe" strizza l'occhio (e non solo quello) a Diana Rigg, l'indimenticabile interprete di "Agente Speciale". E anche un pò ad Anna Tatangelo...

La foto è arrivata a tradimento. Stavamo sorseggiando il the delle 5 mescolato in senso antiorario con il nostro bel plaid scozzese sulle ginocchia in pieno giugno che eccoti squillare il campanellino delle nuove email arrivate. L'oggetto della mail suonava come uno di quegli inviti che non puoi rifiutare: "Foto zozza per voi". Dapprima abbiamo pensato allo scherzo di un buontempone, poi la didascalia ha lanciato perentoriamente il guanto della sfida: "Ispiratevi per la prossima rubrica sul Fetish!". Il tempo di aprire la foto che vedete in questa pagina e trasecolare chiedendoci chi fosse quella sosia di Anna Tatangelo finita in uno scantinato probabilmente maleodorante. Il buontempone Joker ci lasciava anche un indizio sul quale arrovellarci: "è Kaley Cuoco". Il primo sospiro di sollievo dopo l'infarto: Gigi D'Alessio non c'entrava nulla. Questa Cuoco che ci ha "cucinato" al dente è la biondissima e sexyssima interprete di Bridget in "8 semplici regole", ora trasferitasi a "Streghe" nei panni di Billie Jenkins. Solo che (Kill) Billie appare bionda e il caschetto di extension nero corvino della foto sembra davvero strappato all'Anna di tanti Sanremo. A uno sguardo d'insieme però, al nostalgico più irriducibile, appare come l'aspirante erede di colei che negli anni '60 era il simbolo della trasgressione e dello sdoganamento sado-maso: Diana Rigg, alias la mitica Emma Peel di "Agente Speciale". L'icona sexy per eccellenza della tv - non solo telefilmica - colei che "sulla scena si muoveva come un gatto che fa le fusa" con i vestiti aderenti, denominati "emmapeelers", che ne esaltavano le doti feline-seduttrici. L'eroina che nel mitico episodio "Un pizzico di zolfo" dapprima subiva le angherie di un sadico e poi si vendicava vestita con un body nero di pelle e collare con spuntoni di metallo, frustando il suo tiranno come un'ossessa in un tunnel sotterraneo che ricorda molto quello in cui è stata ritratta Kaley. Anche gli stivali erano più o meno gli stessi: forse quelli di Emma erano senza fibbia e il tacco era meno pronunciato, ma molto simili, soprattutto con quella punta che ucciderebbe una zanzara nell'angolo di una stanza buia. Tanto per non fissarci con un unico paragone, sovviene alla mente anche il personaggio di Cathy Gale (Honor Blackman), colei che aveva preceduto la Peel al fianco di John Steed: quasi sempre di pelle nera vestita, sfoggiava però capelli biondi vaporosi e il parallelo svanisce con un colpo di phon. No, è Emma la madrina di Kaley. Così come Gigi D'Alessio è il padrino di Anna Tatangelo. Un altro irriducibile della redazione (lui si, vero fissato) trova una somiglianza pazzesca tra Kaley e una delle due addette stampa del primo Telefilm Festival. Solo che lei era bionda, era di Napoli e amava come una pazza scatenata Gigi D'Alessio...Ehi, calma: che ci fosse un nesso? "Essere una donna non vuol dire riempire solo una minigonna, non vuol dire credere a chiunque se ti inganna...", cantava la Tatangelo all'ultimo Sanremo indossando gli stessi identici stivali a punta di Kaley e Emma. Incredibile. Per poco ci cascavamo e non coglievamo il poker da fil rouge: Emma, Kaley, Anna, Ersilia. Il buontempone credeva di farci fessi, ma è stato servito (con i biscotti del the ormai freddo). Per un pelo. Anzi, per un...Peel.
(Articolo di John Ruby McSexon apparso nella rubrica "Sguardo fetish" sul numero di Luglio del "Telefilm Magazine").

giovedì 13 luglio 2006

GOSSIP - Dopo "The O.C." Mischa Barton va a scuola di recitazione a Londra
Dopo la fine delle riprese di "The O.C." e del film "Closing the ring", ambientato in Canada, Mischa Barton si è trasferita a Londra per perfezionare la sua recitazione presso la rinomata Royal Academy of Dramatic Art, che frequenterà per tutta l'estate. Eccola martedì scorso ad un galà londinese alla Serpentine Gallery. Naturalmente dopo aver passato tutto il pomeriggio a scuola, non c'è da dubitarne...! tanto per farsi ben accogliere nel jet set di Sua Maestà, Mischa ha scelto un vestitino-palandrana viola, colore che nel mondo dello spettacolo è notoriamente indice di porta-sfiga.
DOSSIER - AUDITEL: LA GRANDE ILLUSIONE?
E se il metodo di rilevamento degli ascolti fosse "drogato"?
Viaggio tra dubbi, proteste e sentenze sull'Auditel, il vero "Grande Fratello" della tv.

Immaginatevi di vivere in una società da "Grande Fratello" (non quello del reality-show di Canale 5 ma quello originale di Orwell in "1984", che tutto controlla e tutto governa). Protagonisti di una società effimera che si basa su certezze che un giorno si scopre siano illusioni, come in "Brazil" di Terry Gilliam, "The Truman Show" di Peter Weir o, se siete giovanissimi, come in "The Island" con la coppia di fuggitivi Ewan McGregor-Scarlett Johansson. Oppure, visto che siamo un giornale di telefilm, immaginate di essere il Numero 6 de "Il Prigioniero", il quale per essere libero dall'isola che lo tiene segregato, deve scoprire chi sia il Numero 1. In effetti quest'ultimo esempio calza a pennello, visto che proprio di numeri si tratta. Nel "Telefilm Magazine" di novembre l'avevamo buttata un pò sull'ironico col pezzo intitolato "Noi, i Rex dei palinsesti", dove si prefigurava che i continui spostamenti o tagli dei telefilm sulle tv in chiaro fosse solo un metodo "per metterci alla prova", per verificare la nostra fedeltà da telefilmaniaci. Ora però, anche alla luce ad esempio della valanga di proteste per lo spostamento di "Veronica Mars", s'impone un'analisi più critica, alla radice del problema. Cos'è che provoca nella maggior parte dei casi lo spostamento (slittamento, soppressione) di una serie tv? La risposta, sempre nella maggior parte dei casi, sono gli ascolti troppo bassi. Tanto vero quanto il fatto che la tv satellitare - non ancora monitorizzata negli ascolti rete per rete - rispetto a quella generalista in chiaro che invece lo è, permette una filologia pressochè perfetta. La domanda successiva, che in realtà è un dubbio legittimo e guai se periodicamente non venisse posto, è: ma i rilevamenti degli ascolti sono attendibili? Sono lo specchio fedele di quello che guarda il pubblico italiano? Attorno a questa domanda ruotano i destini non solo dei telefilm, ma di tutta la televisione. Attori, registi, pubblicitari, direttori di reti, presentatori, giornalisti, addetti stampa, fiction e reality-show, quiz e partite di calcio, tv in chiaro e via satellite. Tutti in coda, alle 10 del mattino a scrutare le "pagelle" e i "verdetti" degli ascolti dai quali dipendono giubilo o sconforto, comunicati stampa entusiastici, analisi delle sovrapposizioni tra due programmi (quando le trasmissioni vanno in onda nello stesso periodo), profili d'ascolto (il pubblico "sezionato" per sesso, fasce d'età, regioni, scolarità), curve e picchi (le salite e le discese dell'audience, i momenti più visti), i contatti (quante persone si sono collegate per almeno un minuto sul tale programma), la penetrazione (che non è l'atto preferito da Rocco Siffredi ma si riferisce all'ascolto percentuale del target di riferimento della rete tv). Insomma, un gruppo di "feticisti", un club di maniaci del "minuto per minuto" che visto da fuori fa lo stesso effetto dei guardoni che s'infrattano nei club privè: non fanno del male a nessuno ma farebbero bene a trovarsi un partner prima o poi...Eppure da tutto questo - più in generale dagli ascolti - dipende sempre più la programmazione televisiva e, di riflesso, la sua qualità. Se i reality-show vanno forte, porte aperte ai reality show; se la musica fa poco audience, trasmettiamola a mezzanotte, non in prima serata. Se fa boom di ascolti un concorrente che s'ingolla un occhio di bue, la prossima puntata proviamo con la testa di una rana...Se una rete televisiva ha già raggiunto i propri obiettivi d'ascolto, perchè dovrebbe "sprecare" il telefilm attesissimo e già annunciato nella prima parte della stagione? Meglio tenerselo per la primavera. Scelte che non intendiamo giudicare in quanto a noi interessa il ragionamento successivo (o antecedente, dipende dai punti di vista). Qual è il campione scelto per rispecchiare tutto il pubblico italiano davanti al piccolo schermo? E' davvero rappresentativo? Davvero impazziscono tutti per la lite Zequila-Pappalardo o s'appassionano all'infinita telenovela Albano-Lecciso? Domande che negli ultimi tempi vengono poste sempre più spesso - non solo tra gli addetti ai lavori - che hanno portato a proteste, provvedimenti, richieste di soppressione, prese di posizione dell'Authority per le Telecomunicazioni e, addirittura, sentenze giuridiche clamorose. Nato il 3 luglio 1984 con l'intenzione manifesta di essere "la sola fonte riconosciuta dei dati d' ascolto televisivi in Italia" e avente come scopo ultimo "la rilevazione oggettiva e imparziale degli indici di ascolto, a fine pubblicitario, delle trasmissioni televisive", Auditel si è sempre tirata dietro critiche e dissensi. Se possiamo fare un paragone quantomai attuale, come gli arbitri di calcio. Solo che ultimamente, forse a causa dell'utilizzo sempre più schizofrenico e spregiudicato dei dati d'ascolto da parte dei media tout court (in sede analitica, critica e politica) - non più come originariamente erano concepiti "a fine pubblicitario" - si è passati dai dubbi alle ordinanze giudiziarie. Fa ridere la confessione del signore che faceva parte del campione Auditel il quale per barare inseriva il codice della nonna ottuagenaria e si collegava con gli spot hard alle 3 del mattino. Fa meno ridere la presa di posizione del 10 novembre 2004 dell'Autorita' per le garanzie nelle Comunicazioni che ha chiesto modifiche al sistema di rilevazione degli ascolti tv Auditel: ''Dopo un'approfondita analisi compiuta con l'apporto dei tecnici dell'Istat, l'Autorita' ha rilevato delle criticita' sulla composizione del campione e sulla modalita' di estrazione dei componenti del panel ed ha convocato i responsabili dell'Auditel per un incontro per chiarire gli aspetti delle criticita' individuate e predisporre successivamente una delibera di indirizzo che riguardi le eventuali modifiche da proporre. Cambieranno anche le modalita' nella diffusione dei dati di ascolto televisivo che non si limiteranno soltanto alla quantita' ma anche a dati di comportamento a garanzia dei cittadini". Una prima picconata (passata quasi sotto silenzio della stampa: non fate dietrologie, il fatto che la Federazione editori dei giornali abbia firmato la lettera di varo dell'Auditel non c'entra affatto), alla quale è seguita la seconda. Il 14 luglio 2005 l'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduta da Corrado Calabro', ha adottato ''un atto di indirizzo di portata generale che individui regole di governance rivolte ad assicurare l'indipendenza e la neutralita' delle rilevazioni'' dell'Auditel. E visto che non c'è 2 senza 3, ha fatto scalpore ad aprile 2005, un'ordinanza della Corte d'Appello di Milano, su istanza di un gruppo di televisioni, che ha inibito la diffusione di tutti idati di ascolto relativi al mercato tv satellitare definendoli "non congrui e non rappresentativi della realtà". I detrattori dell'Auditel hanno cantato vittoria per una sentenza "storica". In pratica, sempre se ci permettete il paragone, è come se si fosse sottoscritta la promessa di avere due arbitri in campo invece di uno solo (a patto che non siano corrotti, ovviamente). Ultimo capitolo recente e lampante: il 16 maggio 2006, l'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni presieduta da Corrado Calabro', ha ufficialmente "giudicato il sistema dell'Auditel inadeguato alle esigenze attuali del mercato e ha dettato principi generali che riguardano in particolare la governance delle societa' di rilevazione e i criteri metodologici d'indagine basati sui 'campioni statistici' e sulla rappresentativita' dei risultati". In pratica, una sorta di ristrutturazione annunciata. Ma al di là degli iter giuridici, appare evidente che l'Auditel, basandosi fedelmente sul rapporto Istat che denuncia un' Italia sempre più anziana, registri il suo campione di conseguenza. Un pubblico rappresentativo (virtuale) in gran parte anziano che ha sempre più premiato show come "Ballando con le stelle" e fiction di santi e papi, che elegge Pippo Baudo e la sua classicissima "Domenica In" come re della domenica, ma che non aspettiamoci innalzi in vetta telefilm piuttosto sovversivi e destabilizzanti come "Nip/Tuck" o "Desperate Housewives". Il telefilm delle casalinghe disperate ha sfiorato una media del 13% di share sul totale degli individui, ma ha segnato il 16% di media nella fascia d'età compresa tra i 15 e i 64 anni. Un'audience contestatissima se si pensa che tempo fa "Affari Tuoi" era in testa nella sua fascia oraria vincendo solamente nel target d'età over 65 anni, mentre perdeva sistematicamente in tutte quelle comprese tra i 15 e i 64 anni in entrambi i sessi: bastava attirare gli anziani per aggiudicarsi la partita. Appare più facile incontrare persone che ti chiedano chi sia il Macellaio di "Nip/Tuck" che i fans di Terence Hill in "Don Matteo"; si parla di più delle imitazioni dei concorrenti del "Grande Fratello" presentate dalla Gialappa's Band che degli originali del reality-show di Canale 5. Emerge una società "fantasma", parallela, sotterranea; "Compagni di Baal"* che emergono ogni mattina alle 10 e poi scompaiono, si rintanano in casa di fianco all'infermiera che gli tiene il catetere - come ha immaginato Gianni Boncompagni - rischiano la vita ad ogni soprassalto di novità. Tra l'altro, ai pubblicitari per i quali Auditel era stato inizialmente concepito, interessa per gli investimenti solo la fascia d'oro 15-64 anni, quella del cosiddetto "pubblico attivo" che la Rai ha aspramente contestato recentemente quando è stata accolta da Auditel la richiesta di Mediaset di rendere pubblica anche questa fascia (salvo poi fare marcia indietro sommersa dalle polemiche, anche politiche, pochi giorni prima delle elezioni). In soldoni: lo spot dell'ultimo modello di auto extra-lusso o di cellulare, secondo voi, troverà più aspiranti acquirenti tra il pubblico di "Dr. House" e "Lost" oppure tra quello che non perde una puntata de "I raccomandati"? Forse è brutto parlare di vil denaro, di numeri, di percentuali e di share, ma finchè vale il detto inglese "money is the root of all evil", bisogna tenerne conto.

Accademia dei Telefilm
(Articolo tratto dal "Telefilm Magazine" di Luglio)

* "I Compagni di Baal": telefilm cult francese del 1968 che raccontava di una società segreta fondata da Nostradamus verso il 1550. Si veda il Nuovo "Dizionario dei Telefilm" (Garzanti), pag. 195.

mercoledì 12 luglio 2006


NEWS - Ultima ora, Courteney Cox - la Monica di "Friends" - ricorre alla inseminazione artificiale
Los Angeles, 12 lug. - (Adnkronos) - L'attrice Courtney Cox, meglio nota come la Monica di 'Friends', si sta sottoponendo all'inseminazione artificiale per riuscire ad avere il secondo figlio. Lo ha riferito in un'intervista al mensile statunitense 'Marie Claire', in cui ha confessato che se il trattamento non andra' a buon fine, lei e il marito adotteranno un bambino. L'attrice ha inoltre dichiarato di cominciare a notare i segni del tempo che passa. "E' duro diventare vecchie, vedere il proprio viso e la propria pelle cambiare e non giudicare. Io voglio smettere di giudicare me stessa cosi' tanto", ha riferito la Cox alla giornalista di 'Marie Claire'. La 42enne star della serie, insieme a Jennifer Aniston, nel corso del suo matrimonio con David Arquette, celebrato nel 1999, non ha mai fatto mistero del suo desiderio di avere figli, ma la fortuna non e' stata dalla sua parte. Oltre alle difficolta' incontrate per rimanere incinta, l'attrice ha anche avuto diversi aborti spontanei. Ma due anni fa la Cox ha dato alla luce una bambina, Coco, una nascita a cui e' seguita una forte depressione post parto che stava mettendo in pericolo la sua vita coniugale.
ANTEPRIMA - Le partenze e i ritorni dei telefilm Mediaset in autunno
Dopo avervi rivelato in anteprima le date di (ri)partenza di 3 telefilm-gioielli di Italia 1 (vedi Post 29 giugno 06), ecco una lista più o meno definitva dell'autunno "a puntate" delle Reti Mediaset. I nuovi palinsesti delle reti del Biscione sono stati presentati lunedì scorso: quasi nessun giornale riporta però le news sui telefilm, preferendo puntare invece su reality-show, game-show, Valeria Marini...
Su Italia 1, in prima serata: "The O.C.", da mercoledì 6 settembre; al termine del nuovo ciclo di "The O.C.", toccherà a "Smallville"; "Dr.House", da domenica 3 settembre, anticipate dalle repliche tanto per ricordare fino a dove eravanmo arrivati. "C.S.I.: Miami", dall'8 settembre, ogni venerdì. In seconda serata da settembre: "The Shield" al giovedì, "Prison Break" al venerdì, "The Closer"(da definire il giorno). "Grey's Anatomy" a dicembre in prima serata.
Su Canale 5: "Codice Rosso", con Alessandro Gassman e Pietro Taricone, da settembre per 6 puntate; "Distretto di polizia 6", dall'11 settembre, per 13 puntate.
Su Retequattro: in prima serata "Law&Order: Unità Speciale" (il sabato), "Il Commissario Cordier", "Dolmen"; in seconda serata "24" (il martedì) e "Bones".

martedì 11 luglio 2006

NEWS - Eva Longoria, il trucco non c'è e si vede! La protagonista di "Desperate Housewives" a rischio di licenziamento da testimonial di bellezza dopo foto pubbliche senza make-up
I responsabili di "L'Oreal" sono su tutte le furie. Quando hanno visto le foto dell'ultima uscita dell'attrice Eva Longoria - interprete di Gabrielle in "Desperate Housewives" - si sono messi le mani nei...capelli. La testimonial del colosso francese di cosmetici, ingaggiata con un contratto di 2 milioni di dollari, è apparsa senza trucco in pubblico, fotografata dai paparazzi di molti giornali americani. I vertici de "L'Oreal" starebbero seriamente pensando di 'interrompere la collaborazione per danno d'immagine'. A vedere le foto non hanno tutti i torti, ma se fosse una mossa della comunque affascinante Eva per entrare ancor di più nella parte e apparire assolutamente "desperate"? Oppure tutta una tattica per venir scelta in ruoli impegnati per il cinema - come quello di Charlize Theron in "Monster" - dopo aver dichiarato di volersi sganciare dal piccolo schermo? Chi vivrà vedrà, con o senza trucco.



NEWS - Stasera derby tra l'avvio di "Invasion" (Canale 5) e il ritorno di "Alias" (Raidue)
Serata da derby telefilmico stasera con lo scontro stellare in prima serata tra la partenza di "Invasion" su Canale 5 e il grande ritorno di "Alias" su Raidue con la quinta e ultima stagione. Chi vincerà, secondo il tanto criticato Auditel? Chi se ne frega, verrebbe da dire, tenendo in mano il telecomando e azionando il videoregistratore...E mentre sull'agente Sydney Bristow si sa (quasi) tutto, ancora poco si conosce del serial del "terzo tipo" presentato in anteprima allo scorso "Telefilm Festival": ecco quindi la presentazione pubblicata dall'Ansa ieri. "Successo americano da 16 milioni di telespettatori, arriva domani e dopodomani (e poi tutti i mercoledi' dell'estate) su Canale 5 il serial ad alta tensione 'Invasion', realizzato dalla Warner Bros e ideato da Shaun Cassidy, che ha gia' creato serie tv come 'Cold Case' e 'American Gothic'. 'Invasion' e' ambientanto in Florida, a Homestead, cittadina su cui si e' abbattuto un terribile quanto misterioso uragano. Ma la sciagura e' soltanto l'inizio di un lungo viaggio nell'ignoto per Russell Varon (Eddie Cibrian, 'The Cave'), guardia forestale, padre di due bambini, divorziato e in attesa di un terzo figlio dalla nuova moglie Larkin (Lisa Sheridan, 'CSI'), una giornalista televisiva. Da sempre uno scettico, a differenza di suo cognato Dave (Tyler Labine, 'Dark Angel'), Russell e' ora e' costretto a rivedere alcune sue posizioni perche' una serie di bizzarri eventi si verificano nella sua piccola comunita'. Sua figlia Rose (Ariel Gade, 'Dark Water'), dice di aver visto durante la tempesta centinaia di luci fluttuare sull'acqua; la sua ex moglie Mariel (Kari Matchett, 'Wonderfalls'), scomparsa durante la tempesta, e' stata ritrovata il giorno dopo nell'acqua, senza alcun ricordo dell'accaduto. Mentre la cittadina di Homestead tenta faticosamente di ricostruire tutto cio' che e' stato distrutto dall'uragano, lo sceriffo Tom Underlay (William Fichtner, 'Ultraviolet', 'Contact') - un uomo schivo sposato con l'ex moglie di Russell e padre di una bambina avuta da un precedente matrimonio - mette l'intera area in quarantena. Russell, nel frattempo, investiga sui nuovi fatti inspiegabili, come lo strano comportamento di alcuni cittadini. Per lui e' iniziata una battaglia per la sopravvivenza della sua famiglia, della comunita' e, probabilmente, dell'intera razza umana. Oltre a Shaun Cassidy, che ne' e' l'ideatore e produttore esecutivo, nel cast tecnico di 'Invasion' figurano anche Lawrence Trilling ('Alias', 'Nip/Tuck') e Thomas Schlamme ('The West Wing', 'ER')". (ANSA).

lunedì 10 luglio 2006

NEWS - Per Shannen Doherty il futuro è a metà tra il talk-show e il reality
(ANSA) - LOS ANGELES, 10 LUG - Shannen Doherty torna a lavorare a tempo pieno in televisione. L'attrice di 'Streghe' e 'Beverly Hills 90210' sara' la conduttrice del talk show 'The View' per due giorni, il 31 luglio e il 1 agosto. La Doherty si aggiunge cosi' a una lunga serie di guest star che hanno rimpiazzato la conduttrice Star Jones Reynolds. Piu' importante e' il suo impegno con il reality show 'Breaking Up With Shannen Doherty', al via il mese prossimo, in cui Doherty aiutera' uomini e donne a chiudere una relazione finita. (ANSA).
NEWS - Le "Desperate Housewives" si sdoppiano: Raidue le replica da stasera, FoxLife trasmette la fine del secondo ciclo
(ANSA) - ROMA, 10 lug - Per le casalinghe piu' famose del mondo e' arrivata l'ora del gran finale della seconda stagione. Con un doppio episodio stasera e il 17 luglio, alle 21 su FoxLife si conclude infatti la seconda serie di "Desperate Housewives": si tireranno le fila, con nuovi e inediti dettagli, di tutto cio' che e' successo in questi due anni a Wisteria Lane e si scopriranno ovviamente molte verita'. Non tutte pero': la terza serie e' infatti alle porte. Dopo decine di copertine, centinaia di interviste, migliaia di articoli e persino qualche libro dedicato al fenomeno, vedremo in Italia l' ultimo episodio, trasmesso a maggio negli Usa su ABC e visto da oltre 24 milioni di spettatori. "Desperate Housewives" e' trasmesso in piu' di 30 paesi e ha collezionato una lunga lista nomination, premi e riconoscimenti: 42 nomination in varie categorie solo nei principali awards statunitensi, 2 Golden Globe (uno nel 2005 per Teri Hatcher, miglior attrice protagonista in una serie TV, e uno nel 2006 come miglior serie TV), 1 Emmy Award e 2 SAG (entrambi per il miglior cast in una serie TV). "Ho trascorso la mia giornata come tutte le altre, lustrando in silenzio la routine della mia vita, affinche' brillasse di perfezione": e' passata parecchia acqua sotto i ponti di Wisteria Lane da quando la voce narrante della serie, quella di Mary Alice, pronuncia questa parole prima di suicidarsi e commentare poi 'da morta' tutte le avventure delle sua amiche: Susan (Teri Hatcher), Bree (Marcia Cross), Gabrielle (Eva Longoria) e Lynette (la Felicity Huffman che poi ha anche vinto un Golden Globe per il suo ruolo in Transamerica). Meta' Peyton Place e meta' Twin Peaks, 'Desperate Housewives' ha per protagoniste delle casalinghe (non cosi' disperate, per la verita') ma, come ha scritto Aldo Grasso, "non parla necessariamente di casalinghitudine cosi' come 'I Soprano' non parla necessariamente di mafia". Questa seconda serie in autunno verra' trasmessa in chiaro da Raidue (che quest'anno ha proposto la prima serie e da stasera la manda in replica ogni lunedì) mentre Fox Life mostrera', sempre in autunno, la terza serie che va in onda in America. In questo finale, si fara' luce sul mistero della famiglia Applewhite e si scoprira' quanto la morte di Melanie Foster vi sia legata. Si scoprira' che che Tom Scavo, marito di Lynette, forse non e' stato un irreprensibile padre di famiglia e marito devoto come credevamo e Bree ricevera' una inquietante notizia. Il primo episodio di questa seconda stagione, andato in onda in Usa su ABC nel settembre scorso, e' stato visto da 28.2 milioni di spettatori, ben 6.6 milioni in piu' del debutto dell'anno scorso. E durante le settimane successive di programmazione ha avuto una media di oltre 25 milioni di spettatori. Da segnalare, in questa seconda stagione, tre nuovi ingressi nel cast. Shirley Knight, nel ruolo di Phyllis Van Der Kamp, ossessiva madre di Rex. Knight ha debuttato nel 1959 e nella sua carriera ha lavorato in oltre 40 film e tantissime rappresentazioni teatrali. Poi Alfre Woodard, nel ruolo di Betty Applewithe. Protagonista di moltissimi film e vincitrice 4 Emmy, l'ultimo dei quali risale al 2003 come guest-star in 'The Practice'. Infine Mehcad Brooks , nel ruolo di Matthew Applewhite, un attore inserito nella lista dei 'Ten Young Actors to watch' del Daily Variety. (ANSA)
BOLLETTINO - "I Soprano" in coma di ascolti senza Tony
Nonostante sia sempre il programma più visto della tv via cavo, "I Soprano" ha via via perso ascolti. La media della sesta stagione del telefilm, fino a marzo, si aggirava intorno a 9 milioni e mezzo di spettatori: 21.5% in meno rispetto al ciclo d'esordio. Sebbene la qualità sia sempre suprema, gli analisti e gli esperti hanno trovato un poker di ragioni per il calo di pubblico. 1) L'attesa di due (lunghi) anni per vedere un nuovo ciclo non è stata la mossa migliore del HBO. Chi si ricordava la ragione per cui Tony veniva cacciato di casa da Carmela alzi la mano. 2) La forte concorrenza. Nel 2004 "I Soprano" non avevano problemi a scontrarsi con "Law&Order: Criminal Intent" (NBC) e "Alias" (ABC), ma oggi i competitor hanno fatto scendere in strada le "Desperate Housewives" (ABC) che raccolgono oltre 22 milioni di spettatori a puntata. 3) Senza svelarvi il motivo e le circostanze, nel sesto ciclo della serie ideata da David Chase, Tony Soprano cade in coma, fermo a letto, per ben 2 puntate. E la sua assenza (come quella di Gandolfini) si è fatta senza dubbio sentire. 4) A difesa del clan familiare italo-americano, la HBO sfodera gli ascolti della rete sorella HBO2 (dove vengono replicati "I Soprano") e fa notare che mancano all'appello i dati della tv-on-demand e coloro che registrano la serie (guardando probabilmente "Desperate Housewives"). In totale, gli spettatori (virtuali) sarebbero 13 milioni. Tony, alzati e cammina: falli diventare reali, che altrimenti Carmela ti chiude la porta in faccia per sempre!
(Articolo di Leo Damerini tratto dal Bollettino dell'Accademia sul numero di Luglio del "Telefilm Magazine")

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