mercoledì 4 novembre 2015

NEWS - Quella ragazza ha cervello. E non è solo il suo...Da stasera al via "iZombie" (Premium Action), ovvero quando "Veronica Mars" (stesso ideatore) incontra "Tru calling", rilettura ironica del filone "morti viventi" 
iZombie” è l’attesa serie tv che rilegge con ironia e black comedy il genere dei “morti viventi” che Premium Action trasmette in anteprima esclusiva dal 4 novembre, ogni mercoled’ in prima serata. La serie che vanta la firma di Rob Thomas, già dietro il successo del cult “Veronica Mars”, è tratta liberamente dal fumetto omonimo best-seller di Chris Roberson e Michael Allred, pubblicato da Vertigo della DC Comics dal 2010. Olivia - detta “Liv” - Moore è una studentessa di medicina diventata una zombie che lavora come assistente in un obitorio e aiuta la polizia a risolvere casi di omicidio grazie alla sua particolarissima dote: assorbe i ricordi dei cervelli di cui si nutre con fame atavica, oltre che adottare le abilità dei defunti. Per ingannare i viventi del suo aspetto spettrale, la famelica Liv spiega di essere seguace del filone dark/goth, mentre per la sua capacità di “nutrirsi” delle memorie professa di essere una sensitiva. Ad interpretare la protagonista è la neozelandese Rose McIver, uno dei volti più emergenti del piccolo schermo americano (già vista in “Masters of sex” e “Once Upon a Time” in tv, mentre al cinema era nel cast di “Amabili resti” di Peter Jackson ed è apparsa in “Lezioni di piano” di Jane Campion nei panni di un angelo…). In patria la serie è già stata rinnovata dopo le critiche positive e gli ottimi ascolti. Diane Ruggero-Wright è co-ideatrice/adattatrice del serial insieme a Thomas, già al suo fianco in “Veronica Mars”: entrambi sono anche produttori esecutivi (Thomas dirige anche la puntata-pilota). Nel fumetto originale la protagonista si chiamava Gwen Dylan e la storia si svolgeva a Eugene in Oregon (nel serial a Seattle). Il tema musicale, “Stop, I'm Already Dead”, è eseguito dai Deadboy & the Elephantmen. La sigla iniziale è disegnata da Michael Allred del fumetto-padre. Il critico di “VarietyBrian Lowry ha così commentato l’avvento del serial: “dopo il boom dei vampiri tocca a quello dei morti viventi, ma con ‘iZombie’ ci si discosta dal classico clichè grazie a Rob Thomas che mette in scena una sorta di ‘Veronica Mars’ dall’aria pallida in volto e qualche reminiscenza del non dimenticato ‘Tru calling’, dando vita – espressione strana, visto il genere – a un ‘walking show’ capace di camminare sulle proprie gambe. Anche rispetto al fumetto originale…”. 

martedì 3 novembre 2015

NEWS - Tutto cambia, tranne l'Auditel. Ovvero: non per gli ascolti ma per denaro. Praticamente impossibile rinnovare i rilevamenti di ascolti (di pensionati) visto il giro di affari di 3 miliardi e mezzo di euro annui (del resto un Presidente che resiste da 31 anni la dice lunga...)
Articolo di Massimo Sideri per il "Corriere Economia"
Ripartono (con un sistema di sorveglianza), le misurazioni dell’Auditel. Il panel delle famiglie dovrebbe essere rivisto entro maggio. Ma la vera sfida, misurare la vita dei programmi che vengono visti tramite pc, tablet e telefonini, non è stata ancora raccolta. Negli Stati Uniti, invece, il software c’è già. Auditel è tornato. Ma da sorvegliato speciale. Alla fine le due settimane di riflessione hanno portato a questo compromesso: il panel delle 5.600 famiglie, «inquinato», come si dice in gergo, per il 75%, non poteva certamente essere cambiato in così poco tempo. Anzi: c’è da domandarsi se si riuscirà a rinnovarlo completamente entro la fine di maggio, deadline data dalla stessa società dopo il consiglio di amministrazione che si è tenuto la scorsa settimana. E non è una sfida da poco se si pensa che, anche dalle rilevazioni dell’Auditel, dipende la suddivisione del mercato pubblicitario televisivo che vale circa 3,5 miliardi l’anno, il 47% di un business totale di 7,6 miliardi. Due conti della serva aiutano: una volta le famiglie venivano estratte dalle Pagine Gialle. Era il più completo schedario della popolazione italiana quando esisteva una cosa chiamata telefono fisso. Oggi tra maggiore sensibilità alla privacy, estinzione del fisso e morte delle Pagine Gialle, le liste di persone si comprano. Avete presente quella volta in cui avete dato sciattamente il consenso per avere qualche tesserina premio o sconto? Ecco, siete finiti in qualche lista cedibile per altri fini.
Dunque, una volta costruito il panel rappresentativo della «nuova Italia davanti al televisore» a quel punto il delicato file con la mappa di coloro che dovrebbero essere contattati viene trasferito a Nielsen che fa scattare l’operazione convincimento. Telefonata, domande di rito, valutazioni. Mettiamo che senza esitare le persone dicano subito di sì. Scatta la seconda operazione: il montaggio del «meter» in casa. A questa fase lavorano un centinaio di tecnici, a meno che, vista la criticità della situazione attuale che aveva portato all’oscuramento dell’indice Auditel per due settimane, non si stia decidendo di usare le forze speciali. Comunque il grosso problema è l’appuntamento: i tecnici lavorano in orari d’ufficio, dal lunedì al venerdì. Dunque, riuscire a entrare fisicamente in casa per collegare gli apparati dell’Auditel richiede tempo. Una volta ottenuto l’appuntamento, poi, servono anche 4 ore di lavoro a seconda della complessità di cavi, televisioni, console e home theater.
Per chiudere il cerchio bisogna sapere che per diverse settimane le nuove famiglie devono restare sotto osservazione per vedere «se fanno le furbe». Insomma, cambiare l’intero panel è un’operazione «monstre» per niente facile. Ed è per questo che bisogna procedere continuando ad usare quello «inquinato», salvo richiedere a Kpmg la certificazione dello «share». E poi? «Sono curioso di vedere cosa accadrà dopo che l’Auditel avrà, come annunciato, modificato o ampliato il suo campione. Se è vero che le famiglie diventeranno 15mila, avremo risultati sconvolgenti perché ci si accorgerà di quello che sostengo da tempo: la tv generalista è vista da un pubblico di persone dai 55 anni in su» ha detto un decano del piccolo schermo come Maurizio Costanzo durante i giorni di silenzio Auditel. Appunto: a guardare quel dato che ancora oggi regola gli investimenti pubblicitari in media gli italiani dai quattro anni in su passano 4 ore al giorno davanti alla televisione intesa come monolitico schermo da salotto c’è da rimanere di stucco. Sembra il risultato di una rilevazione su un esercito di pensionati (e peraltro non possiamo non ricordare che in effetti la demografia italiana va in questa direzione). Però il numero tondo sembra confliggere apertamente con quella che è la nostra osservazione quotidiana che, non può avere un peso statistico. Bisognerà fare come consiglia Costanzo: aspettare e vedere. L’allargamento del panel a 15mila persone, peraltro, è più un affiancamento di due panel visto che, da quanto è emerso da un contatto del Corriere con una delle nuove famiglie, per il cosiddetto «superpanel» non è previsto il prezioso telecomando con il quale va segnalato chi si trova davanti all’apparecchio televisivo. Dal punto di vista statistico per misurare l’attendibilità del panel Auditel bisognerebbe conoscere il margine di errore con il quale la società lavora: questo dato come si evince dal sito dell’Agcom non è noto. È considerato una sorta di segreto industriale. E si capisce perché. Teoricamente dovrebbe rimanere all’interno del 2%, ma già le trasformazioni demografiche in corso negli ultimi anni in Italia rendono questo limite difficile da garantire. Pensiamo all’immigrazione. Quanto è rappresentata nel panel? Un altro aspetto è quello della rotazione delle famiglie all’interno del nucleo di rilevazione: ogni quanto avviene? Tra le voci del settore senza conferme c’è quella dei cosiddetti highlander, famiglie che rimangono a lungo nel panel. In realtà sembra che ci siano delle famiglie affidabili pronte ad essere chiamate in caso di problemi, per esempio quando un terremoto o un altro evento grave fa saltare per diversi giorni il collegamento con alcuni componenti. Insomma, è una dura vita quella dell’Auditel. Ma quella che si paventa nei prossimi mesi potrebbe essere ancora più dura. Anche perché rimane un’incognita la reazione che potrebbero avere le famiglie la cui privacy è stata violata.

domenica 1 novembre 2015

GOSSIP - 100 di questi morti viventi! L'ascesa di Alycia Debnam-Carey, da guerriera lesbo in "The 100" a "FTWD" saltando al cinema nel 2016

Alycia Debnam-Carey è il nome più social della 2° stagione inedita di “The 100” in onda su Premium Action: con il volto truccato da guerriera tribale della comandante Lexa, ha fatto il giro del web più delle più accreditate protagoniste di prima linea. Anche perché il suo personaggio rivendica la propria omosessualità con orgoglio (combattivo), innamorata di Costia finita rapita. L’attrice australiana, diplomata percussionista in patria con tanto di esperienza e collaborazione con la Berlin Philarmonic, sbarcherà al cinema da protagonista nel 2016 nel thriller “Friend Request”, dove una studentessa che rifiuta un’amicizia su un social network si ritrova la vita sconvolta e i conoscenti uccisi. Il successo ottenuto con “The 100”, dove resterà quale co-protagonista anche nella 3° stagione, ha aperto le porte a Debnam-Carey per entrare nel cast di “Fear The Walking Dead”, serial attualmente in onda in Usa.

venerdì 30 ottobre 2015

NEWS - Tutti a Monsterland ad Halloween! C'è l'anteprima di "iZombie" al festival italiano più importante delle zucche vuote (rigorosamente senza cervello...)

Monsterland è il più importante Halloween Festival italiano. E per i veri appassionati del genere, Monsterland regala a tutti i presenti una vera chicca: la proiezione in anteprima assoluta dei primi due episodi di iZombie, la serie che rilegge con ironia il genere dei morti viventi, che Premium Action trasmetterà in esclusiva dal 4 novembre, ogni mercoledì in prima serata. Un motivo in più per vivere con Monsterland un Halloween indimenticabile. Come se non bastasse, Monserland rivela la sua line-up completa: oltre 50 artisti italiani e internazionali pronti ad esibirsi al gran finale dell’Estathé Market Sound di Milano, il festival di musica, street food & smart entertainment durato sei mesi. Sette gli stage in tutto, quattro indoor e tre outdoor, dislocati su un’area di oltre 30mila metri quadrati, senza dimenticare  tendoni da circo, diversi punti di ristoro, la presenza del Red Bull Tourbus, e un’apposita area dove una squadra di trenta truccatori professionisti sarà a disposizione tutta la notte per chi voglia trasformarsi nel proprio personaggio horror preferito. Costumi e make-up tematici dovranno essere il più terrificanti possibili, in una delle notti più lunghe dell’anno, alla quale è obbligatorio presentarsi in maschera e aver compiuto sedici anni d’età. Monsterland deve essere una festa per tutti quanti; per questo motivo la sua proposta musicale è all’insegna della trasversalità più assoluta, con una serie di deejay e performer assolutamente di livello. Qualche nome e i rispettivi generi? Don Joe dei Club Dogo (hip-hop), Lush&Simon, Merk&Kremont, Marnik e Blasterz (EDM); Eiffel 65 e Datura (We Love 90’s); Carl Ewart, Max Cioffi, Simon Spencer (Fashion Clubbers / Il Milanese  Imbruttito); Max Brigante e Andrea Pellizzari (one-night Mamacita, musica Urban, Hip Hop, Reggaeton, Moombahton); Reset (electro), Paul Ritch e Sossa (techno); Reneè La Bulgara, Chiara Robiony e Alberto Remondini (radio m2o). Sonorità complementari e antitetiche, pronte a convivere più o meno pacificamente alla stregua di zombie, streghe, fantasmi, tutti uniti da un’unica missione: rendere Monsterland un evento sempre più incredibile. Sabato 31 ottobre 2015 (dalle ore 20:00)



Monsterland Halloween Festival, The Zombie Circus @ Esthatè Market Sound Milano

Via Cesare Lombroso 54 – infoline 329.8335974 / 392.0853164

www.estathemarketsound.it
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giovedì 29 ottobre 2015

NEWS - Netflix allo studio: rischi e chance per l'Italia. Secondo una ricerca c'è un "pericolo per identita' culturale". Opportunità o minaccia di colonizzazione?
(ANSA) - ROMA - Tutela delle identita' culturali, innovazione tecnologica e apertura di nuovi mercati nell'era di Netflix: a una settimana dal suo sbarco in Italia, e' stata la nuova piattaforma la protagonista del dibattito svoltosi al festival Eurovisioni, al Palazzetto del Burcardo di Roma. Partendo da un focus sulla Convenzione Unesco 2005, che promuove e protegge la diversita' culturale e linguistica e della quale si celebra il decennale, e' apparso evidente il duplice ruolo di opportunita' e minaccia che il colosso digitale puo' rappresentare nell'ambito dell'industria culturale. Soprattutto per l'Italia, che si appresta (insieme a Spagna e Portogallo) a fare i conti con questo nuovo servizio in un mercato audiovisivo diviso tra Rai, Mediaset e Sky e nel quale la copertura della banda larga ancora non e' totale. Che Netflix possa essere pero' una vera "rivoluzione" lo dicono i numeri non trascurabili dell'azienda (che entro il 2016 ha intenzione di essere presente su scala globale): circa 62 milioni di abbonati in 54 Paesi, 5,5 miliardi di dollari incassati e 300 milioni di dollari di investimenti per nuovi contenuti nel 2014 (dal 2015 anche produzioni di comedy show, documentari e film per il cinema), 2 miliardi di ore al mese di consumo di film e programmi tv. Se e' naturale pensare a un ampliamento dell'offerta, sorge spontaneo il timore per noi europei di essere "colonizzati" da questo gigante digitale, con il rischio di perdere la nostra specificita' culturale: "In realta' rapporto all'eccezione culturale probabilmente non ci sara' un grande cambiamento. Per il 90% la piattaforma offrira' contenuti americani, il resto saranno contenuti locali", ha spiegato Giacomo Mazzone, segretario generale di Eurovisioni, che ha presentato uno studio su Netflix. "Il lancio di nuove serie tv locali e' lo strumento usato da Netflix al posto delle normali campagne pubblicitarie per promuovere l'avvio del servizio in uno specifico Paese: e' stato cosi' in Francia con Marseille, in Colombia con Narcos, e anche in Italia con la serie poliziesca Suburra", ha spiegato, "ma poi la spinta produttiva si interrompe, perche' questa realta' e' uno strumento in primo luogo di distribuzione. Basti pensare che i dipendenti dell'azienda sono quasi tutti informatici". Dalla ricerca emerge che le performance di Netflix in Europa nel 2014 hanno avuto uno slancio iniziale ma poi si sono attestate su percentuali piu' o meno stabili: in Belgio il 5% della popolazione di lingua fiamminga e la stessa percentuale anche in Olanda, dove il 47% conosce sia il brand che il servizio. Piu' alto il numero di utenti in Danimarca: qui nel 2014, a un anno dal lancio, a guardare i programmi della piattaforma e' stato il 19% del telespettatori. Va aggiunto comunque che Netflix in alcuni Paesi ha rappresentato uno stimolo per lo sviluppo di nuove produzioni. E' accaduto per esempio in Inghilterra, dove la BBC per contrastare il competitor digitale ha ripensato e ampliato la propria offerta per i giovani. "Una scelta che si e' rivelata vincente", ha detto Mazzone, "perche' il pubblico ha premiato la BBC, privilegiando contenuti gratuiti a quelli a pagamento". Sul seguito che la piattaforma avra' in Italia e' ancora prematuro pronunciarsi: "Il problema e' sempre la capacita' di fidelizzazione del cliente. Le serie tv sono utilissime a questo scopo. Ma bisogna vedere cosa accadra' dopo il primo mese di fruizione gratuita".

mercoledì 28 ottobre 2015

NEWS - FarsA(uditel)! Ritorna la rilevazione degli ascolti dove tutte le famiglie campione si conoscono (e quindi sono influenzabili). Lo stop di 15 giorni era solo una pantomima (il campione non può essere cambiato prima del 30 maggio)...

Commento di Massimo Sideri sul "Corriere della Sera"
Da domani mattina l’Auditel ritorna in chiaro dopo le due settimane di «riflessione». È evidente che in un arco di tempo così ristretto la Nielsen non ha potuto fare alcunché riguardo al panel inquinato: i tecnici che si dedicano al montaggio dei meter sono un centinaio. Ogni appuntamento dura circa 4 ore. E le persone vanno prima trovate e poi convinte. Dunque il caso Auditel richiederà molto più tempo per essere sanato (ieri il board ha comunicato la data del 30 maggio). Ma l’auspicio è che le due se ttimane non siano passate invano. L’«Audi-gate», anzi, potrebbe essere un’opportunità per risolvere tre nodi: 1) il dipendente Nielsen che ha commesso l’errore è stato sospeso. Per paradosso dovrebbe essere «premiato»: se l’errore è stato umano, non lo è la procedura che ha permesso l’errore. I file con gli indirizzi e i nume ri delle famiglie non so no criptati. La comunicazione dal meter avviene con una rete Gprs (quella dei primi cellulari). Un hacker alle prime armi saprebbe come portarsi via tutto. È mai stato fatto un audit sulla sicurezza informatica? 2) Il ministro Franceschini ha richiamato l’attenzione sui Tg che non dovrebbero essere rilevati dall’Auditel come un talent show qualunque. Il tema più in generale è la qualità. Un indice monolitico è limitato. 3) Chi aveva accesso ai dati del panel? Questa è la domanda chiave a cui rispondere. Altrimenti lo sforzo per il rinnovo delle 5.600 famiglie potrebbe non servire a nulla.

martedì 27 ottobre 2015

NEWS - Superboom! "Supergirl" fa il botto ed è la serie più vista al debutto della stagione...
CBS’ Supergirl took flight on Monday night with 12.9 million total viewers and a 3.2 rating leading out of The Big Bang Theory — thus revealing its secret identity as the fall’s No. 1 series debut, in both audience and in the coveted 18-49 demo.
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domenica 25 ottobre 2015

venerdì 23 ottobre 2015

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Ro-Cox Horror Picture Show! La trans di "OITNB" sarà il mitico Dr. Frank-N-Furter nel remake di "Rocky Horror"

La trans Laverne Cox di “Orange Is The New Black” – attualmente in onda su Premium Stories con la 3° stagione inedita – interpreterà il mitico ed ambiguo Dottor Frank-N-Furter nel remake del cult “Rocky Horror Picture Show”. Lo scienziato pazzo è stato portato alla popolarità da Tim Curry nel film del 1975, di cui ricorrono i 40 anni dalla distribuzione e detentore del record quale pellicola più trasmessa ininterrottamente dalla data di uscita nei circuiti cinematografici. Il progetto del remake di “Rocky Horror” è un film della Fox diretto e coreografato da Kenny Ortega. L’uscita è prevista per l’autunno del 2016.Laverne Cox è stata la prima trans ad avere un ruolo ricorrente in una serie tv (“OITNB”) ed è diventata paladina dei diritti LGBT conquistando la prestigiosa copertina di “Time” alcuni mesi fa.

giovedì 22 ottobre 2015

NEWS - E' giunto il giorno di #ciaoNetflix! Da oggi "la più grande rivoluzione dall'arrivo del colore" 
(ANSA) - MILANO, 22 OTT - Un giorno quelli che oggi pensiamo come canali saranno delle app e i nostri figli ci chiederanno: "ma cosa vuol dire che uno spettacolo inizia alle 20?". Alla presentazione italiana di Netflix i toni di Reed Hastings sono quelli del guru, ma il co-fondatore e ceo della piu' grande rete di internet tv al mondo se li puo' permettere: la sua creatura ha piu' di 69 milioni di abbonati in oltre 50 paesi e in Italia, dove e' disponibile da oggi, conta di raggiungere una famiglia su tre. "Nel primo anno ci dobbiamo concentrare sulla felicita' e non sulle dimensioni, ma alla lunga - dice Hastings, jeans, blazer e aria ispirata - vogliamo avere molto successo anche in Italia. Il nostro target e' di raggiungere una famiglia su tre. In America per farlo ci abbiamo messo 7 anni, dal 2007 al 2014 e - aggiunge - ci stiamo riuscendo anche in altri Paesi europei dove siamo arrivati prima che in Italia". Questo perche' "l'avvento della tv via internet per il mondo della tv e' la piu' grande rivoluzione dal colore. Possiamo vedere su qualsiasi schermo e in qualsiasi momento quello che vogliamo". Questa rivoluzione e' solo all'inizio: "in futuro - profetizza - ogni rete mettera' a disposizione delle app". Questo passaggio epocale non riguardera' solo la fruizione in streaming ma investira' anche i contenuti perche' senza la tv lineare - spiega ancora Hastings - non avra' piu' senso creare serie con puntate da un'ora ciascuna e zeppe di rimandi interni, non piu' necessari visto che su Netflix non vengono proposte una puntata alla volta ma a stagioni intere. Anche a livello di film la novita' e' quella della release mondiale globale, in tutte le lingue dei paesi dove e' attivo il servizio, come e' accaduto lo scorso weekend per 'Beasts of No Nation', il film presentato a Venezia, scritto e diretto da Cary Fukunaga, e prodotto dalla stessa Netflix. Qualcosa di simile e' successo anche per 'Suburra', il film di Stefano Sollima, che e' stato proposto sulla piattaforma Netlix in America, America Latina e Canada: "il cinema italiano puo' essere contento, per un film italiano avere un pubblico potenziale di 50 milioni di abbonati e' fantastico" commenta Pierfrancesco Favino, che non solo e' tra gli interpreti del film 'Suburra' ma lo sara' anche dell'omonima serie realizzata da Cattleya, che sara' la prima produzione originale Netflix in Italia, in onda nel 2017. Favino per Netflix ha gia' lavorato nella serie 'Marco Polo' ideata da John Fusco, che racconta le avventure del giovane Marco Polo, interpretato da un altro italiano, Lorenzo Richelmy, alla corte di Kublai Khan. La serie storica, che ha debuttato il 12 dicembre 2014, da oggi e' disponibile anche in Italia insieme ad altri prodotti originali come 'Narcos', che racconta la storia dei signori della droga degli anni 80, la fantascientifica 'Sense8' di Lana e Andy Wachowski con Daryl Hannah, l'acclamatissima 'Orange is the new black'. E poi 'Grace and Frankie' con Jane Fonda e Lily Tomlin che diventano amiche quando i loro mariti fanno coming out e ammettono di amarsi, 'Unbreakable Kimmy Schmidt' su una giovane che comincia una nuova vita a New York City dopo essere stata salvata da una setta apocalittica in Indiana. Dal 20 novembre arrivera' anche 'Marvel - Jessica Jones', seconda di quattro serie dedicate agli eroi Marvel. L'obiettivo di Netflix e' produrre sempre piu' serie originali: "ne abbiamo 21 in produzione pronte per la release - annuncia Ted Sarandos, chief content officer - mentre nel 2016 ne produrremo 30 e altre 30 circa per bambini". Oltre alle serie, gli abbonati potranno vedere film prodotti da Netflix come 'Crouching Tiger, Hidden Dragon The green legend' di Adam Sandler, il thriller di guerra 'Jadotville' con Jaime Dornan, 'War machine' di Brad Pitt; film hollywoodiani come 'Molto incinta', Transformers', Mission impossible III e italiani come 'Amiche da morire' e 'Reality'. La funzione e' in streaming e quindi bisogna avere un televisore o un device (tv-box, tablet, computer, smartphone console video game, Apple Tv o Chromecast) connessi a Internet, ma non c'e' nessun timore per la banda larga: "le reti stanno crescendo - dice Hastings - non dobbiamo piu' pensare al downdload". Per celebrare l'arrivo in Italia, dove e' disponibile a partire da 7,99 euro al mese, stasera Netflix ha organizzato un party al Palazzo del ghiaccio di Milano: sul tappeto rosso le star Taylor Schilling e Kate Mulgrew di 'Orange is the new black', Daryl Hannah e Miguel Angel Silvestre di 'Sense 8', Carrie Ann Moss e Krysten Ritter di 'Jessica Jones', Stephen DeKnight di 'Daredevil'Will Arnett di 'Bojack horseman' e il cast di 'Suburra'

mercoledì 21 ottobre 2015

GOSSIP - Rose (Ruby) is the new black! Arriva a Milano (MTV Awards) la star transformer di "OITNB"

L’australiana Ruby Rose ha infiammato ancor di più – se ce ne fosse bisogno – “Orange Is The New Black”, con il suo ingresso in scena nella 3° stagione (inedita su Premium Stories ogni giovedì sera). Una sorta di innesto di ulteriore strava-gay-anza nel gruppo femminile più sui generis che la tv americana ci ha regalato di recente. Ruby vestirà la tenuta da carcerata di Stella Carlin, destinata a far batter il cuore a Piper Chapman (Taylor Schilling). Difficile identificarla in ruolo di show-business (oltre ad attice, è dj, modella, conduttrice…) nonché sessuale (si definisce “gender fluid” o “gender neutral”), Ruby Rose è tra le testimonial più “in” della moda – non solo underground – degli ultimi anni, caratterizzata com’è da vari tatuaggi e look talvolta androgino e tomboy. Lanciata da MTV dopo la vittoria di un concorso per Vj grazie a un filmato dove beve 100 bicchierini di birra in 100 minuti, nel 2009 finisce ricoverata per disidratazione in Kenia, dove si è recata per insegnare
l’inglese ai bambini. Alternando l’attività di modella a flirt con le colleghe di passerella (Lindsey Anne McMillan e Catherine McNeil tra quelle più celebri), Rose è stata più volte eletta tra le personalità gay-lesbiche più influenti del mondo. Un’omosessualità dichiarata alla madre-single dall’età di 12 anni, con a corollario episodi di bullismo a scuola: “Ho sempre saputo di essere lesbica – ha confessato -  anche alla scuola primaria. Sapevo di non essere interessata ai ragazzi, mentre provavo qualcosa per le donne. Quando ho iniziato le superiori e l'ho detto a mia madre, lei ha semplicemente risposto 'Lo so, l'ho sempre saputo'. In realtà prima ho fatto coming out con un paio di amici, poi la notizia si è diffusa e a 15 anni tutti sapevano del mio orientamento sessuale, anche le insegnanti”. Nel 2014 è stata protagonista del cortometraggio “Break Free”, dove interpreta la transizione da donna assai femminile e conturbante a uomo tatuato. “Rappresenta me stessa – ha dichiarato Ruby alla presentazione dell’opera – alla mattina mi sveglio e non so chi sarò!”.

martedì 20 ottobre 2015

NEWS - Clamoroso al Cibali! Il Moige Usa condanna "AHS: Hotel": "è il contenuto più vile e scioccante di sempre!"

Articolo tratto da "Uproxx"
The moralistic finger-waggers over at the Parents Television Council are the prudish kings and queens of hyperbole. Last year, they complained that an episode of Sons of Anarchy “opened with the most sexually explicit content we’ve ever seen on basic cable.” American Horror Story: Hotel creator Ryan Murphy sees Kurt Sutter’s sex scenes, and raises him “the most vile and shocking content I’ve ever seen on TV.” Ever? “Ever.”
[PTC], led by president Tim Winter, singled out the season premiere of American Horror Story: Hotel for featuring what he called an “unbelievably explicit combination of sex and violence.”
“This is the most vile and shocking content I’ve ever seen on TV. Ever,” Winter wrote in an email to subscribers calling for an advertiser boycott the series. “Most Americans have no idea this is primetime fare on advertiser-supported basic cable. And everyone is paying for it as part of their program bundle.” (Via the Hollywood Reporter)
No, I’m guessing “most Americans” know exactly what to expect from a show called American Horror Story starring Lady Gaga (Murphy’s Scream Queens was also criticized for featuring “graphic decapitations and discussions of necrophilia in the family hour”). I’d be curious to read what the PTC thinks about The Americans, except even they don’t watch it.

lunedì 19 ottobre 2015

NEWS - Clamoroso al Cibali! Ryan Murphy rivela a "THR" - con tanto di bebè in braccio sulla cover - di aver avuto per primo in mano i diritti di "Orange Is The New Black"!

Ryan Murphy clutches a baby on this week’s cover of The Hollywood Reporter.
Here’s what the 49-year-old TV showrunner shared with the mag:
On backstage problems on Glee: “To this day, I’m devastated by everything that happened with that show.”
On his relationship with the cast: “I was there with them all day long, and then we’d finish work and we’d go out and have fun all night, and I guess in a weird, twisted way, I was trying to relive the childhood I never had. I thought they wanted a parent, and they didn’t. They didn’t want me to tell them what to f—ing do. They didn’t want me to tell them how to treat each other or what the world was like at the end of the day. I wish I could go back and do that differently with a lot of those actors. Some of them I’m still very close to: Lea Michele, Chord Overstreet, Darren Criss — but there were some that didn’t work out well, and I regret that. I guess I just wish I had been able to let them figure it out for themselves.”
On originally having the rights to Orange is the New Black: “I just could never figure out how to do it. And then the option lapsed, and it became this great big thing.”
For more on Ryan, visit HollywoodReporter.com.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Lick it or Leave it!

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