venerdì 15 maggio 2015

NEWS - Netflix, achtung! Sempre più voci di alleanza tra Sky e Mediaset in vista dello sbarco ("rischiamo di essere spazzati via in 5 anni")
(ANSA) - Le indiscrezioni sul recente incontro ad Arcore tra Rupert Murdoch e Silvio Berlusconi riferiscono che l'argomento all'ordine del giorno e' stata la possibile vendita di Premium, la pay tv del gruppo Mediaset, a Sky, la tv satellitare del magnate australiano. E certamente il confronto e' in corso, con possibilita' di alleanze sui contenuti. Ma la trasferta di Murdoch ha una motivazione di fondo. La volonta' e' di verificare la possibilita' di fare fronte comune contro il vero nemico di entrambi: Netflix, la public company americana che in pochi anni e' diventata un vero colosso puntando sulla televisione on demand, su richiesta, un mercato in continua espansione molto diverso dai palinsesti tradizionali, basato anche sull'offerta di produzioni originali. Tra quelle di maggior successo, per esempio, e' House of cards, che accende i riflettori sulle lotte dietro le quinte alla Casa Bianca. Netflix e' gia' sbarcata nel Regno Unito e in buona parte dei Paesi europei, con piani di forte crescita. L'allarme di Murdoch a Berlusconi e' stato senza giri di parole: attenzione, e' stato il senso del suo pensiero, perche' il rischio, tra cinque anni, e' di essere spazzati via. Un allarme, quello di Murdoch, che per Berlusconi e' stato soltanto l'ultima conferma. In Italia, per il momento, il gruppo americano non e' ancora entrato, anche se le sue serie televisive stanno acquistando notorieta'. Soprattutto tra i giovani e nelle grandi citta' i canali televisivi generalisti sono in netto calo di ascolti, mentre cresce l'abitudine alla tv on demand. Ma la crescita di Netflix sul mercato italiano, a partire dall'esordio previsto per fine anno e su cui sono in corso trattative con l'amministratore delegato di Telecom Italia, Marco Patuano, e' condizionato alla costruzione di una rete nazionale in cavi di fibra ottica superveloce, che ancora manca. Per questo lo scontro in corso tra Cdp (Cassa depositi e prestiti), d'intesa con il governo, e Telecom Italia va letto tenendo conto della variabile televisiva. Cdp punta a recuperare i ritardi dell'Italia rispetto agli obiettivi europei della banda larga rendendola disponibile ad oltre meta' degli italiani, come spiega il documento sulle "linee guida del progetto nazionale della fibra", presentato nel marzo scorso a Telecom Italia. La proposta di piano lascia alla societa' un ruolo chiave ma non esclusivo e, soprattutto, condizionato agli investimenti che verranno effettivamente realizzati. Il progetto, in aprile, e' stato bocciato da Telecom, che ha controproposto la firma di una lettera d'intenti con accordi diversi. Le principali differenze sono tre: il controllo da subito delle operazioni arrivando poi al 100% di proprieta' della nuova rete, una copertura del territorio molto meno estesa, la previsione di arrivare con la fibra ottica soltanto alla base degli stabili e non nei singoli appartamenti (mantenendo cosi' l'ultimo tratto della rete in rame, di cui Telecom ha l'esclusiva e che ha tutto l'interesse a valorizzare per piu' tempo possibile). La rottura e' stata inevitabile, con il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, e la maggioranza del consiglio di amministrazione che hanno isolato la posizione di Patuano, piu' disponibile alla trattativa con Cdp e con il governo. In consiglio il confronto sulla linea da seguire nei negoziati con Cdp, tenuto strettamente riservato, risulta avere avuto toni serrati. Da segnalare il pieno appoggio a Patuano del consigliere francese Jean Paul Fitoussi, mentre altri hanno sostenuto la linea dura. Spicca, tra loro, Tarak Ben Ammar, l'imprenditore tunisino che, per una volta, e' venuto meno al ruolo che ama di piu', quello di mediatore. Proprio Tarak va tenuto d'occhio perche' ha un ruolo determinante nei rapporti con il finanziere bretone Vincent Bollore', presidente di Vivendi, leader nei media e nei contenuti, che sta subentrando agli spagnoli di Telefonica come azionista di riferimento dell'azionariato di Telecom Italia. Patuano ha scommesso su un assetto azionario da public company. La realta' e' che Vivendi e i francesi si annunciano come protagonisti. Il passo successivo e' che, nel nome della convergenza tra contenuti e tlc, potrebbero favorire la grande alleanza tra Telecom e un gruppo molto vicino da sempre a Tarak: Mediaset e le sue televisioni. Tarak, che si divide tra Parigi, Roma e Milano, e' un grande amico di Silvio Berlusconi ed e' stato anche consigliere di amministrazione Mediaset. Netflix, con massima soddisfazione per Murdoch, puo' aspettare.

giovedì 14 maggio 2015

NEWS - Fox attack! Possibilità: "i titoli di Fox Crime e Fox Life su Mediaset Premium come 2° finestra". Progetto: "al via autoproduzioni italiane seriali". Netflix: "non fa paura e spinge all'on demand". Parla il CEO di Fox International Channels

Articolo tratto da "Il Sole 24 ore"
«In Italia affrontiamo quotidianamente la concorrenza di oltre 70 canali in chiaro. Che diventino settanta più Netflix deve preoccuparmi?». Argentino, Hernan Lopez come numero uno mondiale di Fox International Channels siede su un business di 3 miliardi di dollari grazie a canali che raggiungono una platea di 2 miliardi di spettatori nel mondo. Il presidente e ceo di Fox International Channels nei giorni scorsi è stato in Italia, a Roma, per l'anteprima mondiale della serie tv targata Fox, Wayward Pines. «Da oggi, giovedì sarà trasmesso in contemporanea in 126 Paesi. E questo la dice lunga sulla forza e la capacità di un'azienda come la nostra». In Italia il gruppo- di proprietà di quella 21st Century Fox nata dallo split delle attività di intrattenimento della galassia Murdoch - ha un business che «sul fatturato totale pesa a una cifra percentuale, ma significativa» e ha 11 canali televisivi satellitari distribuiti da Sky Italia con Fox Sports distribuito anche in Mediaset Premium. Ma dalla prossima stagione il canale sarà in esclusiva sulla piattaforma Sky. È la prova che Fox è parte in causa nella battaglia fra Sky e quella Mediaset colpevole di avere vinto i diritti della Champions league per il 2015-18? È solo il risultato di trattative di mercato. Sky è nostro partner per quanto riguarda la distribuzione di contenuti ed è stato il nostro partner in esclusiva per molti anni. Fino a quando non abbiamo deciso di lanciare Fox Sports. Questo tipo di contratto andava verso la scadenza (a giugno, ndr.) e la controparte Sky ci ha fatto una proposta economica che ci ha portato a optare per un'offerta in esclusiva. È possibile la distribuzione attraverso Mediaset Premium di vostri canali come FoxLife o FoxCrime? I canali sono e restano esclusiva Sky. I prodotti, non i canali, potrebbero essere eventualmente disponibile in una seconda finestra. In Italia sta per sbarcare Netflix. Che impatto avrà sulle vostre scelte strategiche? Il lancio di Netflix ha avuto un effetto molto importante su aziende come la nostra soprattutto nella misura in cui ci ha spinti verso l'on demand per una maggiore offerta di nostri contenuti. Siamo però pronti a competere. Quindi avete intenzione di potenziare l'on demand, magari con una vostra piattaforma? In molti Paesi noi abbiamo una nostra piattaforma: Fox Play. Non in Italia, dal momento che operiamo in esclusiva con Sky che ha una sua piattaforma. E se una delle motivazioni alla base della creazione di Fox Play è stata quella di avere un unico punto di accesso ai contenuti Fox, la presenza di una piattaforma Sky in questo senso riduce la nostra esigenza. Nel mondo siete presenti nel free-to-air in Finlandia e Turchia. Avete intenzione di replicare in altri mercati europei? Siamo alla ricerca di opportunità, ma anche rigorosi nelle nostre scelte. Per potere avere successo nel free-to-air devi avere la scala necessaria in termini di vendita di contenuti pubblicitari, di produzione di contenuti e titolarità dei diritti. Quindi una nostra scelta nel free-to-air potrebbe avvenire solo considerando questi fattori.
C'è grande fermento negli Usa nel settore televisivo. Voi puntate a qualche acquisizione? Come dicevo, siamo alla ricerca di opportunità. Ma non vedo grandi opportunità in giro. Tendenzialmente però siamo soprattutto costruttori dei nostri asset in termini di contenuti. Oggi peraltro siamo arrivati a una situazione, in termini dimensionali e di struttura, tale da consentirci di fare produzioni in casa, come avviene in Usa, Messico e Colombia. Ma proprio sul fronte delle produzioni vogliamo aumentare il nostro impegno nel vostro Paese. Quindi un centro di produzione vostro in Italia? Non dico questo. Però l'italiano è una delle sei lingue che riteniamo strategiche insieme con inglese, spagnolo, portoghese, mandarino e turco. E quindi produrremo di più, puntando su contenuti originali, appoggiandoci su case di produzione locali. E abbiamo anche un altro progetto. Quale? Vogliamo espanderci nel licensing e nel merchandising. Quale messaggio si sentirebbe di lanciare al mercato televisivo italiano? Gli operatori dovrebbero lavorare di più insieme per riaccendere l'interesse da parte della comunità degli inserzionisti. Dall'esterno si percepisce abbastanza l'anomalia di un mercato pubblicitario in calo pur a fronte di una tv che in Italia è viva, presente, vegeta.
GOSSIP - (S)coppia col bacio! In attesa del reboot di "X-Files", Duchovny e Anderson si baciano sul palco di NY, cantando in duetto Neil Young
The "X-Files" reboot is happening next January, so David Duchovny and Gillian Anderson will be spending a lot of time together. But we didn't expect them to sing and kiss on stage.
On Tuesday night, Duchovny played a show in New York City to celebrate the release of his debut album, "Hell or Highwater." The actor-singer-songwriter-author-director was joined on stage by Anderson in what may be the most adorable reunion ever.
Per Anderson's request, the two sang Neil Young's "Helpless" for the encore. Agent Mulder whispered into Agent Scully's ear during the performance, then kissed her at the end, imploding "X-Files" hearts across the galaxy.
SGUARDO FETISH - Oh my GOT (1)! Emilia Clarke svela che Jay Z ha regalato a Beyonce un uovo originale di "Game Of Thrones"
News tratta da "Uproxx"
The gift-buying process is so integral to a relationship that screwing it up can end a union just like that. In fact, when you’re together long enough that you just aren’t breaking up no matter what, most folks put a cap on gifts so when we do screw it up it’s just stupid, and not expensive as well.
I’m guessing it doesn’t work like that for the billion-dollar Carters, because Jay Z and Beyonce have enough money to buy each other just about anything, and judging by this story they do just that.
Everybody’s favorite mother of dragons, Emilia Clarke, covers the June/July issue of Harper’s Bazaar, and in it she lets go a juicy nugget about Hov and B: they’re Game Of Thrones dorks just like the rest of us. So much so that Jay actually purchased one of the original and official dragon eggs from the show for Bey, eggs that Clarke says are “really, really, really expensive and they are really f*cking heavy and serious works of art”. So, if you’re ever fortunate enough to set foot in Jay Z and Beyonce’s home, and are bold enough to kick your feet up on their coffee table, that might be a dragon egg sitting next to your shoes. Like, the real deal.

mercoledì 13 maggio 2015

GOSSIP - Social is the new fuck! Taylor Schilling di "OITNB" si ribella al presenzialismo narcisistico on line
Taylor Schilling does double denim on the cover of Elle Canada‘s June 2015 issue.
Here’s what the 30-year-old Orange is the New Black actress had to share with the mag:
On the state of online culture: “There is something so sad about going online and seeing almost everyone shouting ‘Notice me, notice me!’ Which is such a human desire—to be acknowledged. But me responding to that with some sort of ‘You’re noticed, you’re seen’ only perpetuates the loneliness. Because I’m not seeing you; I’m not noticing you. And whoever you are, you so deserve to be noticed and valued. I feel lucky to have not grown up with the Internet because it forced me to get out, struggle and be so messy.”
On feeling pressures to share more on social media: “It has almost become a defiant thing at this point because I do not believe this celebrity Kim Kardashian culture is what I signed up for. I’d rather create something honest than try to create something for a social-media account. Besides, my brain is just way too fragile for both. [Laughs] I am susceptible to what people think; I think we all are. So it’s just easier for me to not engage with it too much.”
On when life hands you what you needs: “Right before Orange happened, I was in a period of fully questioning myself, and I came to the conclusion that either I’m going to like what I do or I’d be happy doing low-rent theatre in New York City. That bone-deep acceptance of your life – whatever it looks like – is when doors start to open and an opportunity presents itself.”
For more from Taylor, visit ElleCanada.com.

martedì 12 maggio 2015

NEWS - Netflix sotto l'Albero! A Natale 2015 il possibile sbarco in Italia (a 7,99 euro mensili). Accordi con Telecom (per la fibra) e produttori (per serie tv italiane stile "Orange" o "House")
Articolo tratto da DailyNet
Una giornata come tante altre. Errore: è il 25 dicembre, ti svegli e subito vai a curiosare sotto l'albero. E cosa trovi? Netflix. L'ormai mitico servizio di streaming agognato dagli internauti aprirà la versione italiana del suo catalogo di film e serie tv a 7,99 euro al mese proprio durante il periodo delle festività natalizie. La febbre, già innalzatasi a livelli esagerati qualche settimana orsono, quando si era parlato di un debutto autunnale, pare stia raggiungendo livelli oltre la classica guardia. I contatti con Telecom Italia sono stati confermati e si parla di accordi con i produttori italiani. Tutto questo mentre in Francia, dove Netflix ha aperto appena lo scorso settembre, fanno scalpore gli 8 milioni che il gruppo Usa ha impegnato per produrre con Gaumont la serie "Marseille", una fiction politica sulla linea di House of Cards e che sarà messa online entro l'anno con quello che è ormai il classico stile Netflix, cioè tutte le puntate assieme contemporaneamente. Un accordo analogo potrebbe arrivare presto con un altro produttore. Netflix esalta ma fa anche paura. A terrorizzare è l'uso di banda. "Negli Usa Netflix consuma più di un terzo del traffico internet in download nelle ore di picco, e fa registrare il più alto volume tra tutti i servizi video a banda larga. I suoi più diretti concorrenti, ITunes e Amazon, sono molto lontani, con quote rispettivamente di 2,8 e 2,6%, mentre YouTube consuma il 14% della banda disponibile", ha spiegato ad Affari e Finanza Augusto Preta, direttore di It Media Consulting che, a fine mese, pubblicherà il rapporto Il video on demand in Europa. Netflix ha portato benefici alle major e alle telco, da cui la società compra traffico. A pagare il conto, almeno a prima vista, sono state le pay tv: Netflix erode la cassa delle grandi piattaforme, ovvero Hbo di Warner, Fox di News Corp negli Usa e poi, attraversando l'Atlantico, Sky e man mano che entra nei vari mercati tutti gli altri, Canal Plus di Vivendi, Premium di Mediaset, Movistar di Telefonica.

lunedì 11 maggio 2015

ESCLUSIVA - Donal Logue intervistato da "Telefilm Cult" per la ripresa di "Gotham" su Premium Action stasera: "Io, da 'Sons of Anarchy' a Batman, duro per forza..."
In occasione della trasmissione degli episodi inediti di "Gotham", dal 11 maggio su Premium Action (ogni lunedì in prima serata), Telefilm Cult ha intervistato in esclusiva Donal Logue, interprete del detective Harvey Bullock. 

How does it feel to be part of the DC Universe?
For me, it’s massive. To get a thumbprint on a world that’s very important to a lot of people is huge. Prior to Gotham, my only experience of Harvey Bullock was in Batman: The Animated Series. My kids would watch that show as we drove up to our house in Oregon, so I was familiar with that version of the character – but I wanted to make it my own. It’s exciting to take your place on the shelf among all the other people who have had a play in this world. It’s really exciting.

What’s the atmosphere like on the set of Gotham?
It’s fantastic. Right now, we’re in the middle of production, so we’re finding the rhythms and strides of the show. Every episode has been a blast. So far, I feel like it’s a really, really strong series.

Has the show been strong since the very first episode?
It’s interesting because if you watch the pilot for a series – for example, The Sopranos – it takes a while to find a rhythm for a show. I think we found a rhythm pretty quickly. To be honest, we always thought the pilot was strong.

Most people know about Batman and Gotham City, but how difficult is it to describe the show without giving away any spoilers?
I’ve never been on a show before where you didn’t have to pitch the idea to the audience. When you work on something like [Donal’s previous television show] Terriers, where the title isn’t really implicit of what the show is about, you have to generate all of that information and you pitch it in interviews. You don’t have to pitch Gotham. It’s in the nomenclature.

What attracted you to the show?
For me, I was always drawn by it – but not because I’m necessarily into fantasy and the super hero aspect of the show; I’ve always liked it because it has a Raymond Chandler and James Ellroy quality to it. I always like the noir-ish part of American society, the American urban underbelly. It feels like Gotham can be used as a descriptive term for the seedier side of any big metropolitan centre. That’s what drew me to the show, and that’s what we’re playing up with the show. It feels a bit like the movie Chinatown. It feels like my character is Jake Gittes in that movie. Jim Gordon comes along and he’s really idealistic, but he’s partnered with Harvey Bullock, a guy who’s been through it all. Maybe he’s got one bit of goodness left in him, though. It takes a guy like Jim Gordon to bring that back out in Harvey Bullock.

You’ve played a lot of tough characters on a variety of shows including Vikings and Sons Of Anarchy. Are you looking forward to being the tough guy again in Gotham?
Yes, I am. Lee Toric in Sons Of Anarchy was probably a little tougher than Harvey Bullock in Gotham – but it’s great. It’s interesting because a television critic explained that our new show is really violent and not for young fans. I replied, “Violent? Compared to what? Vikings and Sons Of Anarchy? Come on!” To be honest, my kids watched The Lord Of The Rings when they were two years old and they loved it.
How would you describe Harvey Bullock?
Harvey is an old school detective who’s been around the block a lot. He’s a legend. I think he’s well liked among the police department because he’ll defend the blue line. I wouldn’t say that he’s unethical; I just say that he’s the willow and not the oak. He’s pragmatic. Just like with police work in general, sometimes you have to cut a scumbag a break to be a confidential informant to get bigger bad people. He’s actually crossed that line a bit. He actually has relationships with people in the criminal underworld, but he’s trying to survive – and maybe he’s trying to get to his pension. When a guy like Jim Gordon shows up and starts saying, “No, there’s a right and there’s a wrong.” Harvey thinks, ‘Good luck!’ However, Jim Gordon wakes something up inside of Harvey Bullock. I think it maybe makes Harvey want to be the cop that he once was.

Will the show delve into the back-story of Harvey Bullock?
Absolutely. In fact, I just found out some little tidbits about his back-story. We’re getting to that pretty soon in the show, which is exciting.

How much did you know about the back-story of Harvey when you signed up for the role?
I had a good long talk with [Gotham creator] Bruno Heller about the character when we first met. Bruno is brilliant. I can’t articulate the show the way that he can, but he made it so plain and clear to me. Sometimes you don’t have to try that hard to work out a character. When you have to work really hard to try and figure out a character, it’s not always necessarily the best thing. Harvey Bullock was a much easier cloak to put on than Donovan in Copper or King Horik in Vikings. It felt pretty easy and it felt like it made sense.

Vikings, Copper and Gotham are three very specific and different time periods. Are you suffering from whiplash from all these different characters and ideas?

No. As an actor, you get used to change. When you’re doing summer repertoire theatre and you have a Joe Orton comedy in rep but you’re also rehearsing a Sam Sheppard play during the day, you have to get used to it. It was much more intense when I was doing Copper and Sons Of Anarchy at the same time, which is where I was literally travelling between two cities for work. I’d spend one day on Copper, and the next day on Sons Of Anarchy. That was tough. During the shooting of the Gotham pilot, I was doing two massive episodes of Law & Order. That was a challenge, too. However, I think that if you need something done, give it to a busy man. You’re more on point when it’s challenging. I seem to thrive in that environment more than one where there isn’t much pressure at all.

What’s the strength of doing a prequel series as opposed to diving right into the middle of the mythology of Batman?
I’ll mention the work of Don DeLillo to answer this question. Don DeLillo’s fiction was always strongest when he took an event where we know what happened, but he invents possible scenarios that lead up to the event. Take the Kennedy assassination as an example. We all know what happened there. We know the events of that day, but Don DeLillo’s novel brings up new ideas. You already have tent pole moments to hang from, which is what we have on the show. We know that at some point Batman is Batman. The Penguin doesn’t fight the moniker of The Penguin. He learns to embrace it and become it. We know we’re going to get to that point in the show, but how do you build any suspense when you know the outcomes? You create moments where the audience thinks, ‘If only for that, we wouldn’t have had all of this. What if?’ If Hitler had been accepted to art school in Vienna, what if? That’s part of the fun of it.

What do you think of Oswald Cobblepot [aka The Penguin] in Gotham?
We have to start strong, and the critical piece of the puzzle was who was going to play Oswald Cobblepot. That’s the actor Robin Lord Taylor, who I’ve known for a long time, since he was very young. He’s perfect. If he wasn’t fantastic, I think maybe the whole show wouldn’t work, but we got the right man for the job. He’s amazing. It seems like we’re very Oswald Cobblepot heavy right now, which is a good thing.

There’s been a recent explosion of DC adaptations on television in 2014. Do you think that’s helpful to Gotham?
Absolutely. I think high tide floats all boats. I think comics in general have always been the most natural fit for television because they are constantly evolving storylines. They are literally storyboarded the way a Director Of Photography would storyboard them; they are all drawn out with bits of dialogue attached to them. It’s harder to adapt novels because there’s so much internal dialogue, but comics are really cinematic. I think there’s room for everybody.

domenica 10 maggio 2015

GOSSIP - Po(r)ker! E sono 4: dopo Laverne Cox ("OITNB"), Katheryn Winnick ("Vikings") e Nicole Beharie ("Sleepy Hollow") tocca a Jordan Brewster di "Dallas" su "Allure"
"There's a strength to the portrait that I'm really proud of," says the Furious 7 and "Dallas" star. No kidding. Brewster, 35, runs six days a week, meditates twice a day, and mixes in "some weird Cirque du Soleil–type acrobatic work," she says. "Having to wear those tight outfits in the [Fast and Furious] franchise has helped me keep fitness a part of my life."
Have those Fast and Furious workouts changed your body?
"My legs used to be my least-favorite body part, but now they're really strong and muscular."
Did you tell your husband that you'd be posing nude?
"I asked if he had any reservations. He said, 'Just don't do full frontal.' He'll be pleasantly surprised."
Why now?
"I'm having more fun posing nude or being in a bikini or doing love scenes than I ever did before because it hit me: This is fleeting, and in a couple of years I won't be able to do this, so just enjoy it."
Do you walk differently when naked?
"It depends whether someone is watching."
Were you raised in a household where nudity was no big deal?
"I was raised in Brazil for part of my life, where people are pretty open about their bodies, so yeah. The bikinis are kind of nonexistent, so you might as well be naked."

giovedì 7 maggio 2015

GOSSIP - (T)umorismo on line! Kaley Cuoco di "TBBT" contatta malata terminale di cancro tredicenne: "un onore condividere un momento con lei"
Ha da poco ricevuto la “stella” sulla Walk of Fame per la popolarità raggiunta con la sit-com sbanca-ascolti “The Big Bang Theory” (in onda su Joi con le puntate inedite dell’8° stagione dal 19 maggio), ma forse nessun riconoscimento vale come quello realizzato ieri. Kaley Cuoco si è collegata tramite FaceTime con Nicole, malata terminale di cancro tredicenne da sempre fan dell’attrice e della sit-com. Venuta a conoscenza su Instagram della passione di Nicole, Cuoco ha contattato la famiglia per raggiungere la ragazza. Una volta avuto l’entusiastico assenso, l’attrice è rimasta in piedi fino a tardi in quanto si trovava in Gran Bretagna, riuscendo a connettersi in video e voce con la fan. "Sono davvero io!", ha esordito Cuoco riferendosi alla leggera sfumatura rosa dei suoi capelli solitamente biondi. Appena ho sentito la storia di Nicole e la sua passione per ‘The Big Bang Theory’ ho voluto contattarla – ha spiegato Cuoco a ‘US Weekly’ - Se posso aiutare in qualche modo non mi sottraggo. Mi sento onorata di aver condiviso questo meraviglioso momento”. Un momento che potrebbe addirittura ripetersi, in quanto Cuoco si è fatta promotrice della storia di Nicole sul set della sit-com e adesso anche gli altri membri del cast potrebbero videochiamare la ragazza nei prossimi giorni.

mercoledì 6 maggio 2015

NEWS - Mediaset-te-te! Accordo da Big Bang con Warner (fino al 2020) e Universal (2018) per l'esclusiva delle serie tv su tutte le piattaforme

Articolo tratto da "Il Sole 24 Ore"
Mediaset lancia la sua sfida sui contenuti grazie a due accordi in esclusiva per l'Italia con due major: Warner Bros e NbcUniversal. Ad annunciarlo è stato l'amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, ieri durante l'edizione serale del Tg5. Un annuncio che arriva dopo che il neo ad unico del gruppo tv di Cologno aveva anticipato - la settimana scorsa a margine dell'assemblea dei soci- che erano in corso manovre sul tema dei contenutie che risultati di rilievo sarebbero stati comunicatia breve. Ieri dunque l'annuncio che in fondo rispondea un'esigenza evidenziata dalle stesse perplessità di chi, a ragione, riteneva i diritti della Champions League - che Mediaset avrà in esclusiva per il 2015-2018 - non sufficienti a sostenere da soli il nuovo corso di Premium. «L'accordo che oggi abbiamo comunicato- afferma Pier Silvio Berlusconi, contattato dal Sole 24 Ore - ha un'importante innovazione visto che l'esclusiva riguarda anche tutte le modalità di visione e le piattaforme: canali free, canali pay, ma anche on-demand e streaming». Insomma, «parliamo di un accordo strategico della massima importanza e che riconosce la nostra centralità per due delle più importanti major al mondo». Bocche cucite sulla parte economica, Mediaset ha reso noto che l'accordo con Warner è fino al 2020 e con Universal fino al 2018. In ballo ci sono circa 1000 ore annue di prodotto inedito, oltre a 2.500 ore di film che non saranno compresi in nessun'altra offerta né televisiva né via web. Cinema e serie tv, dunque, con contenuti che annoverano per esempio "American Sniper", "Interstellar", "Cinquanta sfumature di grigio", per stare ai titoli citati ieri nel servizio del Tg5. Tra le serie televisive, le due major detengono invece titoli come "The Big Bang Theory", "The Mentalist", "The Flash", "Arrow", "Suits", "Chicago Fire"...«Dal nostro punto di vista - aggiunge Pier Silvio Berlusconi - gli elementi importanti sono due. Da una parte il fatto che questo accordo ha evidenziato una centralità di Mediaset. Dall'altra c'è il rafforzamento di Premium, ma non solo, visto che Mediaset avrà contenuti in esclusiva per tutte le piattaforme». Fra queste c'è da considerare anche il satellite. E qui si aprono inevitabilmente due scenari. O la rivendita alla pay tv satellitare (leggi Sky), oppure il lancio di un'offerta satellitare diretta da parte di Premium (porta, questa, lasciata aperta dallo stesso Pier Silvio Berlusconi al termine dell'assemblea degli azionisti). A ogni modo, l'accordo in esclusiva per on demand e streamingè un punto distintivo dell'accordo che in altri termini esisteva già fra Mediaset e le due major. Dall'altra parte, con lo step annunciato ieri Mediaset sembra lanciare un messaggio anche ai partner, che si tratti di eventuali soci in Premium (per ora c'è solo Telefonica all'11%), o di telco alle quali l'ad Mediaset ha chiarito di volere un accordo "non solo commerciale".
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Due "Suits" al cinema. Film in arrivo per la coppia Adams-Markle
Patrick J. Adams di “Suits” (4° stagione inedita su Joi ogni mercoledì) sarà protagonista del film dramedy “Car Dogs”, in uscita a breve in America. L’attore interpreta un concessionario di automobili che deve vendere 35 macchine in un giorno solo. Sempre dal cast di “Suits”, spicca il volo sul grande schermo anche la bella Meghan Markle, al cinema dal 1 maggio con il film di stretta attualità “Anti-Social”. L’attrice sarà al centro di un triangolo isoscele con due fratelli votati alla ribellione e all’anarchia, nonché alle rapine, per le strade di Londra. La critica è arrivata a scrivere che si tratta del “miglior gangster-movie inglese dell’ultima decade”. Non resta che verificare…

martedì 5 maggio 2015

GOSSIP -  Beata lei! "Voglio lavorare solo dove mi diverto": Emilia Clarke dixit su "Vogue" UK 
Emilia Clarke shines bright on the cover of British Vogue magazine’s May 2015 issue.
Here’s what the 28-year-old Game of Thrones star had to share with the mag:
On returning for another season of GoT: “I went back to Game of Thrones and it was like coming home. Just the smell of the hotel in Belfast made me feel safe. I told myself, forget the big game plan; all I want is to do jobs that make me happy.”
On her first reaction to Game of Thrones: “When I first read the scripts, I was on holiday with my family. I told my dad, you’re not going to be able to watch the first five episodes.”
For more from Emilia, visit Vogue.co.uk.

lunedì 4 maggio 2015

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Murder in the first", il prestigio della firma
"C'è una firma prestigiosa dietro la nuova serie in onda su Premium Crime, «Murder in the first»: è quella di Steven Bochco, uno dei maestri della televisione americana (giovedì, 21.15).
Negli anni Ottanta, Bochco si è inventato un telefilm poliziesco come «Hill Street Blues» (in Italia è andato in onda con il titolo «Hill Street giorno e notte»), che ha rivoluzionato il racconto seriale televisivo all'insegna di nuove logiche, come il realismo, l'approfondimento psicologico dei personaggi, lo sviluppo di trame complesse e spesso anche crude. Con lui, il poliziesco televisivo ha smesso di essere semplice risoluzione di casi investigativi per vibrare di nuovi significati, con molti riferimenti alla società contemporanea e alle questioni aperte delle grandi metropoli. Ha seguito la stessa strada con «NYPD», un ritratto veritiero delle difficoltà che ogni giorno deve affrontare la polizia di una grande città come New York. «NYPD» è stata anche una delle prime serie a fare entrare nel racconto della fiction tv la tragedia dell'11 settembre, dedicando un episodio all'eroismo dei primi soccorritori e non dimenticando mai i traumi anche psicologici che seguirono a quei drammatici eventi. Con «Murder in the first», Bochco torna a fare quello che gli riesce meglio: è un poliziesco piuttosto tradizionale, che non propone un caso diverso in ogni episodio, ma segue alcune grosse indagini lungo tutto il corso della serie. Per ora abbiamo fatto conoscenza con la coppia di detective Terry English (Taye Diggs) e Hildy Mulligan (Kathleen Robertson), che investigano su due omicidi, tra loro legati e misteriosamente connessi a un giovane prodigio della Silicon Valley. Tra gli snodi dei casi investigativi fanno capolino le vite private dei due, che ovviamente sono molto incasinate: Mulligan deve gestire tutte le complicazioni legate al divorzio e la moglie di English è malata terminale. Difficile non distrarsi dalle indagini". (Aldo Grasso, 01.05.2015)
TELEFILM ART - Foto, grafica e visioni al confine con la Pop Art

sabato 2 maggio 2015

GOSSIP - Non c'è due senza tre! Anche Nicole Beharie di "Sleepy Hollow" nuda su "Allure" (dopo Laverne Cox di "OITNB" e Katheryn Winnick di "Vikings")
Nicole Beharie, 30, has experience being physical onscreen, whether in bed with Michael Fassbender in Shame or "fighting demons in the woods" in Sleepy Hollow. As for the latter: "It requires athleticism. As a woman, it's good to be able to handle your own shit."
How do you stay in shape for Sleepy Hollow?
"I run; I do a lot of dance classes; I swim; I really love lifting weights. I'll make myself do something every day, even when my heart's not in it."
What was the best part of the shoot?
"I just turned 30, and I was really nervous [about posing].... But I wanted to celebrate and accept my body in an artistic way."
Do you have a favorite body part?
"I love my bum. I have a good bum."

venerdì 1 maggio 2015

GOSSIP - La neo-single Hilary Duff di "Younger" (e "Lizzie McGuire") incontra al buio su Tinder come una sfigata qualsiasi! "Anche 9 ragazzi insieme!". E intanto conquista la cover di "Shape"... 
Hilary Duff ("Lizzie McGuire", "Younger") just told the world that she’s on Tinder – and going on her first date tonight! “It’s true. I’m on Tinder,” the 27-year-old actress said on the radio earlier April 28. “I was sitting with my friends one night at the house and we were joking around. In my life, I have always had really serious boyfriends. I’ve always met people through work and I have never been on a blind date. What’s the worst that could happen?”. “The whole process is wildly addicting….[I'm] talking to probably about nine guys right now,” Hilary said.
“I have my first date tonight and I’m really, really nervous,” Hilary continued. “I think some people know. You only have your first name. Some people don’t know. I think some people act like they don’t know but they do. And a lot of people are like, ‘This is a joke, right?’”. She explained what she’s attracted to in a guy. “I think the first thing is obviously looks, which sounds super vain, but that is what you first go for: natural chemistry. Also what they say in their profile has to be funny. I don’t want to see a shirtless, mirror selfie. That is instantly a left. I don’t know. Someone who looks like they like to do fun things and someone who can make you laugh in their profile. My profile says: Let’s eat pizza. I’ve had a lot of convos because of that.”
And if the date goes south, she said, “Hopefully the bathroom window will be big enough to crawl out.” In all seriousness, she said, “I’m too nice…I’ll stick around.”
“We’re going bowling, so it can’t be too expensive. I like that. I’ve never dated just a total normie,” Hilary added.

giovedì 30 aprile 2015

NEWS - Tutti contro Netflix! Voci (attualmente smentite) di un fronte comune Sky+Mediaset in vista dell'avvento in autunno
Articolo tratto da "La Repubblica"
C'era un convitato di pietra a Villa San Martino che aleggiava sopra le teste dei due tycoon ritrovati, i sorridenti Rupert Murdoch e Silvio Berlusconi: si chiama Netflix. La società americana di produzione e distribuzione via internet di tv a pagamento, co-fondata nel 1997 da Reed Hastings, dichiara già oggi 62 milioni di abbonati nel mondo e sta aggredendo il mercato europeo. Nei prossimi tre anni vuole arrivare a 150 milioni di clienti ed è facile prevedere che i primi a farne le spese saranno proprio le pay tv esistenti, satellitari o sul digitale terrestre, di Murdoch e Berlusconi. I due sanno bene che negli Stati Uniti Netflix ha distrutto i business model delle pay tv, con prezzi nettamente più bassi e la possibilità di veicolare le serie in streaming su internet con costi di distribuzione bassissimi. È uno scenario inquietante ed è da questa consapevolezza che nasce l'incontro di Arcore, facilitato dai buoni uffici di Tarak Ben Ammar, l'imprenditore franco tunisino presente all'incontro, grande amico sia di Murdoch che di Berlusconi e da poco entrato anche nel cda di Vivendi su indicazione del maggiore azionista Vincent Bollorè. Murdoch è arrivato a Villa San Martino insieme al primogenito Lachlan, cioè colui che dovrà raccogliere le redini del colosso News Corp quando il padre (oggi 84 enne) non ci sarà più. A Villa San Martino, dopo due anni di assenza, ha trovato Berlusconi insieme al figlio Pier Silvio, già buon amico di Lachlan, ma senza i fratelli e senza il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Si è discusso della possibilità di far confluire Mediaset Premium, la pay tv del Biscione in perdita ma con due milioni di abbonati, sotto l'ombrello del colosso europeo Sky che ha recentemente inglobato le attività di Gran Bretagna, Germania e Italia all'interno di un unico contenitore con sede a Londra. Il ragionamento di Murdoch è molto semplice: l'unico modo per contrastare l'avanzata di Netflix in Europa è quello di consolidare le posizioni in anticipo.
Un gruppo Sky più grosso, diciamo da 30 milioni di abbonati (con Premium ne aggiungerebbe 2 ai 20 milioni già in casa) potrebbe avere le risorse per comprare più contenuti e produrre più serie televisive in modo da contrastare il nemico sul nascere. Perché una cosa è certa: la battaglia è sui contenuti, non sulle piattaforme di distribuzione. Murdoch lo sa da almeno due anni e non a caso con la sua News Corp voleva comprare Time Warner, proprio per competere ad ampio raggio sul terreno dei contenuti. L'affondo nonè riuscito ma nel frattempo con il riassetto di Sky ha portato parecchie risorse in capo alla Fox che verranno impiegate per produrre contenuti da veicolare sulle piattaforme "pay" del gruppo. A Bruxelles la Commissione Ue è consapevole di questi sviluppi e ora rende più facili le aggregazioni tra operatori dello stesso settore. Telefonica in Spagna con l'acquisto di Digital Plus è diventato l'unico operatore pay tv del paesee la stessa Sky ha avuto disco verde in breve tempo alla sua concentrazione. Dunque un acquisto di Mediaset Premium da parte di Sky con il Biscione che resta con una quota di minoranza è un'operazione che s'ha da fare e che a questo punto entrerà nel vivo con le discussioni tra Lachlan e Pier Silvio. D'altronde il tempo stringe, Netflix ha già un protocollo d'intenti firmato con Telecom Italia che sta cercando di espandere il più possibile la sua rete in banda larga e dunque l'ingresso ufficiale del colosso americano in terra italiana è questione di mesi. E sullo sfondo, con un portafoglio gonfio di cassa, si aggira la francese Vivendi, che sta studiando come muoversi al meglio in Europa ed entro giugno diventerà il socio di riferimento nella stessa Telecom Italia. Uno scenario in grande movimento che il pranzo di Arcore potrebbe aver accelerato ancora di più.

mercoledì 29 aprile 2015

NEWS - Fermi Tutti! "House of Cards" giù dal trono (di spade)! Non è più la serie più scaricata di Netflix: battuta da "Unbreakable Kimmy Schmidt" e, soprattutto, "Daredevil" (prima!)
News tratta da "Variety"
One of the media business’s best-kept secrets isn’t entirely confidential after all: Netflix audience ratings. Select content companies have been turning to San Diego-based Luth Research, which has assembled a sizable panel of Netflix subscribers in the U.S. as a means of determining the most popular programs on the streaming service. An analysis shared exclusively with Variety revealed the numbers for many of Netflix’s most recently launched original series — including which new shows already seem to be challenging “House of Cards” in popularity. “Daredevil,” the first of multiple superhero dramas coming to Netflix as part of a deal with Marvel, premiered April 10, and is seeing strong sampling, with an estimated 10.7% of subscribers watching at least one episode in its first 11 days on the streaming service.
By way of comparison, the third season of “House of Cards,” which premiered Feb. 27, attracted 6.5% of subs over its first 30 days of availability. New comedy “Unbreakable Kimmy Schmidt” also bettered “Cards” in its first month (7.3%), while new drama “Bloodline” appears to be a slow starter (2.4%).
Still, any way you look at it, “House of Cards” is clearly a big attraction for Netflix. When all three seasons of the show are taken into account, the program has been the most popular series on all of Netflix in March (6.4%). Its third season was also binge-viewed more than any of the other aforementioned originals, with nearly half of subs having watched at least three episodes in a single day in the first 30 days after release.
The data was drawn from a sample of 2,500 Netflix subscribers watching via computers, tablets or smartphones. There’s one caveat: Luth Research does not yet track Netflix viewing on TVs, whether Internet-connected sets or those linked to streaming-media players or gaming consoles. Because Netflix hasn’t offered much recent insight into its audience composition across devices, it’s not easy to conclude whether TV viewers watch different programming than those watching via other platforms.
But the data provides a rare glimpse into viewing patterns on Netflix, which has frustrated many in its refusal to divulge audience data. That’s proved problematic for producers creating original programming for Netflix and for the studios that pocket billions of dollars in licensing fees from the company.
Netflix declined comment regarding the Luth findings. While the streaming giant’s execs have credited the sophistication of their extensive user data with helping inform everything from their content-acquisition strategies to audience-recommendation-engine algorithms, the company has also long held firm on its disinclination to publicize any measurement findings. Because Netflix does not carry any advertising, the company professes not to care when a subscriber watches content.
Luth Research captured the viewing behavior with its ZQ Intelligence tool, which the company bills as an “industry-first” solution capable of extracting encrypted data within Netflix’s apps. Luth can drill down to viewing patterns on an episode by episode basis including audience demographics cross-indexed with user behaviors outside of Netflix.
ZQ Intelligence hasn’t been the only third-party research source to shed light on Netflix viewing patterns. Companies tracking broadband usage like Procera Networks have been able to calculate the consumption of specific programs, but Netflix has made adjustments to thwart such efforts.
With its focus on device-based Netflix consumption, Luth Research could prove a good complement for industry research giant Nielsen, which has pledged to offer measurement of subscription VOD services over connected TVs. However, that data isn’t expected to extend to Netflix original programming.
As with Nielsen data, the Luth numbers can provide an approximation of the audience size for a given series. For instance, if 10.7% of the 40.9 million domestic subs Netflix has watched at least one episode of “Daredevil,” that would mean nearly 4.4 million tuned in over the first 11 days. The 2.3% who tuned in first day of release? 940,000 viewers.
That’s far from an exact comparison to Nielsen ratings for particular episodes, but they can provide a ballpark sense of just how many are watching top shows on Netflix on a given night or over a given period.
Luth expects to add Amazon Prime–which also doesn’t disclose its audience data–to ZQ Intelligence later this year, according to Becky Wu, senior executive VP at the company. Luth began offering ZQ Intelligence in March and has data going back to the third quarter of 2013.
NEWS - La BBC non ci sta! Il network inglese combatte il boom di Netflix e Amazon on line
(ANSA) - LONDRA - La BBC diventa sempre piu' digitale, con l'aspirazione ad essere un "broadcaster internet-centrico", visto che sempre piu' persone nel Regno Unito e all'estero ne seguono i programmi online e non piu' attraverso le tradizionali televisioni e radio. "Dobbiamo adattare la nostra produzione e la nostra trasmissione al nostro pubblico giovane, che ci segue sempre piu' online e su dispositivi portatili", dice Matthew Postgate, Chief technology officer dell'azienda radiotelevisiva britannica, che lancia una sfida a providers come Netfix ed Amazon. "Nei prossimi cinque anni la mia policy sara' 'Internet first'", dice in un'intervista al 'Financial Times'. Uno dei tre canali in chiaro della Bbc, il terzo, quello dedicato ai giovani, lascera' la programmazione in chiaro per essere visibile solo on line, proprio per venire incontro al fatto che i giovani non guardano piu' la televisione in modo tradizionale ma lo fanno attraverso i pc ed i tablet.

martedì 28 aprile 2015

TELEFILM ART - Foto, grafica e visioni al confine con la Pop Art

GOSSIP - Brrrrrr, January in May! La Jones di "Mad Men" illumina la cover di "Marie Claire" UK confessando la sua "insicurezza d'attrice"
January Jones dons a red lip on the cover of Marie Claire UK‘s May 2015 issue, out on newsstands now!
Here is what the Mad Men actress had to share with the mag:
On marriage: “I mean, if someone came along and was obsessed with marrying me, I would think about that. But growing up, all my family was married and never really got divorced, so marriage was a big deal, it was something you definitely did, so it’s not that I’m afraid of it.” she said before adding with a laugh, “I just don’t need the tax write-off.”
On the entertainment business: “I have yet to feel I can make a living from this. I still feel like they are going to find me out and I won’t be able to support my family in five or ten years. There is this insecurity, because this is the job where you put yourself out there to be judged, so we kind of ask for that insecurity.”
On taking placenta pills combat post-partum depression: “Whenever I felt down, I would take a placenta vitamin and feel better. I didn’t have a fork and knife and eat it like a steak, I took it with my vitamin C and B12. I don’t know if they were a placebo, but they made me feel better. People act like I’m doing some kind of witchcraft.”
For more on January, visit Marieclare.co.uk!

lunedì 27 aprile 2015

NEWS - Fiat Netflix! In attesa dello sbarco in Italia in autunno, il brand streaming rivoluziona il piccolo schermo: chi ha Netflix non guarda più la tv e batte ogni pirateria (una rivoluzione culturale che affonderà anche i pirati italiani?)
Articolo tratto da "Il Foglio"
Mercoledì sera Netflix, la compagnia americana che fornisce su abbonamento e via streaming film, serie tv e altri contenuti, ha presentato i suoi risultati trimestrali, e il numero dei nuovi abbonati ha superato tutte le aspettative. Quasi cinque milioni di nuovi utenti, che portano il totale degli abbonati a 62,3 milioni, un dato record sia per il mercato statunitense sia per quello internazionale. Subito dopo la notizia, Netflix ha avuto un boom di oltre il 12 per cento alla Borsa di New York, e l'entusiasmo degli investitori è segno che anche loro stanno iniziando a vedere nei dati di crescita un trend, e nel trend una speranza per il futuro di un mercato che sembrava in difficoltà: i numeri di Netflix e dei suoi molti concorrenti non sono più esperimenti isolati o episodi virtuosi, i dati sono consistenti, la gente sta davvero ricominciando a pagare per avere quello che negli ultimi dieci anni ha piratato. Dopo la trimestrale eccellente, ha notato Quartz, oggi Netflix ha un valore di mercato superiore a Cbs, una delle reti televisive americane con il numero totale di spettatori più alto (Netflix però è ancora lontanissima dai grandi conglomerati mediatici come Fox), e il report presentato agli investitori dice che nel primo trimestre del 2015 gli abbonati hanno guardato in totale 10 miliardi di ore di contenuti video. Sono quasi due ore al giorno per ciascun spettatore: chi ha Netflix non guarda più la televisione. I grandi gruppi dei media lo sanno, e negli ultimi mesi in America, in Europa e in parte anche in Italia il settore dei contenuti in streaming on demand si è affollato. I dominatori del mercato dello streaming americano, Netflix, Amazon e Hulu, oggi sono insidiati da nuovi player e da alcuni campioni tradizionali, come Hbo - che ha lanciato da poco un nuovo servizio di streaming - Sony e Dish. Apple, che secondo i rumors da tempo sta contrattando con le case di produzione, ha appena annunciato che farà un keynote a giugno, e molti indizi fanno pensare che Tim Cook punterà moltissimo su una nuova versione della sua Apple Tv. In Italia, oltre ai servizi di Mediaset e Sky, la Rai ha lanciato da poco una partnership con Google per proporre alcuni suoi programmi in streaming a pagamento. Così tra il boom di abbonati, i ricavi che soddisfano le aspettative e la concorrenza che aumenta, ormai ci sono molti dati per dire che il modello Netflix dello streaming su abbonamento è un successo anche a livello di tenuta economica - e che come molti dei servizi "disruptive", da Uber ad Airbnb, è un fattore fondamentale nella lotta alla pirateria, nell'emersione dell'economia sommersa, nella riduzione del mercato illegale. E' un cambiamento anzitutto culturale, l'idea che un servizio online possa essere pagato non è più vista come un'eresia, ma è anche un cambiamento di impostazione da parte di chi i servizi li eroga: Netflix è più comodo, completo e facile da usare (oltre che sicuro e legale) di qualsiasi contenuto piratato. E' un trend che si nota bene nel mercato musicale, dove da alcuni anni il successo dei servizi di streaming musicale come Spotify si accompagna a una diminuzione della pirateria. Il mercato illegale si sconfigge quando il servizio a pagamento è migliore di quello pirata. Pagare pochi euro al mese a Spotify o a Netflix è meglio che affogare il proprio computer con gigabyte di file illegali e rischiare multe esorbitanti. I consumatori se ne sono accorti. Per questo la situazione italiana è in parte preoccupante. In Italia il mercato dello streaming video è molto frammentato, i diritti dei contenuti più popolari sono già stati concessi ai player locali, e Netflix, per esempio, continua a rimandare il suo esordio italiano proprio per il timore che la sua offerta non sia sufficiente a battere, tra gli altri, anche la pirateria. (n.d.r.: anche se si vocifera di un imminente sbarco di Netflix in Italia in autunno)
TELEFILM ART - Foto, grafica e visioni al confine con la Pop Art

domenica 26 aprile 2015

GOSSIP - "Senza vestiti mi sento più forte!". Oltre alla Cox di "OITNB", anche Katheryn Winnick di "Vikings" nuda su "Allure"
"I walked in nervous and vulnerable," says Katheryn Winnick, 37. And that's not a familiar feeling for the Vikings star, a third-degree black belt in Tae Kwon Do and licensed bodyguard. "There's a confidence that comes from knowing you can defend yourself," she says. In the end, "posing nude made me feel more free and empowered."
How did you prep for the shoot?
"I called my girlfriends and asked them to pose naked to show me what positions look good. I have a few crazy photos on my phone."
What's your nude comfort level at home?
"I'll do the dishes naked, learn my lines naked, walk around my house naked."
Have you ever been to a strip club?
"I used to go. There are incredible dancers there, and if it's in a classy way...I appreciated a woman's body when I was there."
Any parting words?
"Everybody should do this, in their home, hopefully with their significant other. If you can feel good in your own skin, why hide it?"

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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