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giovedì 14 maggio 2015

NEWS - Fox attack! Possibilità: "i titoli di Fox Crime e Fox Life su Mediaset Premium come 2° finestra". Progetto: "al via autoproduzioni italiane seriali". Netflix: "non fa paura e spinge all'on demand". Parla il CEO di Fox International Channels

Articolo tratto da "Il Sole 24 ore"
«In Italia affrontiamo quotidianamente la concorrenza di oltre 70 canali in chiaro. Che diventino settanta più Netflix deve preoccuparmi?». Argentino, Hernan Lopez come numero uno mondiale di Fox International Channels siede su un business di 3 miliardi di dollari grazie a canali che raggiungono una platea di 2 miliardi di spettatori nel mondo. Il presidente e ceo di Fox International Channels nei giorni scorsi è stato in Italia, a Roma, per l'anteprima mondiale della serie tv targata Fox, Wayward Pines. «Da oggi, giovedì sarà trasmesso in contemporanea in 126 Paesi. E questo la dice lunga sulla forza e la capacità di un'azienda come la nostra». In Italia il gruppo- di proprietà di quella 21st Century Fox nata dallo split delle attività di intrattenimento della galassia Murdoch - ha un business che «sul fatturato totale pesa a una cifra percentuale, ma significativa» e ha 11 canali televisivi satellitari distribuiti da Sky Italia con Fox Sports distribuito anche in Mediaset Premium. Ma dalla prossima stagione il canale sarà in esclusiva sulla piattaforma Sky. È la prova che Fox è parte in causa nella battaglia fra Sky e quella Mediaset colpevole di avere vinto i diritti della Champions league per il 2015-18? È solo il risultato di trattative di mercato. Sky è nostro partner per quanto riguarda la distribuzione di contenuti ed è stato il nostro partner in esclusiva per molti anni. Fino a quando non abbiamo deciso di lanciare Fox Sports. Questo tipo di contratto andava verso la scadenza (a giugno, ndr.) e la controparte Sky ci ha fatto una proposta economica che ci ha portato a optare per un'offerta in esclusiva. È possibile la distribuzione attraverso Mediaset Premium di vostri canali come FoxLife o FoxCrime? I canali sono e restano esclusiva Sky. I prodotti, non i canali, potrebbero essere eventualmente disponibile in una seconda finestra. In Italia sta per sbarcare Netflix. Che impatto avrà sulle vostre scelte strategiche? Il lancio di Netflix ha avuto un effetto molto importante su aziende come la nostra soprattutto nella misura in cui ci ha spinti verso l'on demand per una maggiore offerta di nostri contenuti. Siamo però pronti a competere. Quindi avete intenzione di potenziare l'on demand, magari con una vostra piattaforma? In molti Paesi noi abbiamo una nostra piattaforma: Fox Play. Non in Italia, dal momento che operiamo in esclusiva con Sky che ha una sua piattaforma. E se una delle motivazioni alla base della creazione di Fox Play è stata quella di avere un unico punto di accesso ai contenuti Fox, la presenza di una piattaforma Sky in questo senso riduce la nostra esigenza. Nel mondo siete presenti nel free-to-air in Finlandia e Turchia. Avete intenzione di replicare in altri mercati europei? Siamo alla ricerca di opportunità, ma anche rigorosi nelle nostre scelte. Per potere avere successo nel free-to-air devi avere la scala necessaria in termini di vendita di contenuti pubblicitari, di produzione di contenuti e titolarità dei diritti. Quindi una nostra scelta nel free-to-air potrebbe avvenire solo considerando questi fattori.
C'è grande fermento negli Usa nel settore televisivo. Voi puntate a qualche acquisizione? Come dicevo, siamo alla ricerca di opportunità. Ma non vedo grandi opportunità in giro. Tendenzialmente però siamo soprattutto costruttori dei nostri asset in termini di contenuti. Oggi peraltro siamo arrivati a una situazione, in termini dimensionali e di struttura, tale da consentirci di fare produzioni in casa, come avviene in Usa, Messico e Colombia. Ma proprio sul fronte delle produzioni vogliamo aumentare il nostro impegno nel vostro Paese. Quindi un centro di produzione vostro in Italia? Non dico questo. Però l'italiano è una delle sei lingue che riteniamo strategiche insieme con inglese, spagnolo, portoghese, mandarino e turco. E quindi produrremo di più, puntando su contenuti originali, appoggiandoci su case di produzione locali. E abbiamo anche un altro progetto. Quale? Vogliamo espanderci nel licensing e nel merchandising. Quale messaggio si sentirebbe di lanciare al mercato televisivo italiano? Gli operatori dovrebbero lavorare di più insieme per riaccendere l'interesse da parte della comunità degli inserzionisti. Dall'esterno si percepisce abbastanza l'anomalia di un mercato pubblicitario in calo pur a fronte di una tv che in Italia è viva, presente, vegeta.

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