mercoledì 16 settembre 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

LATE SHOW
E' più facile che un cammello...
"State seguendo le elezioni iraniane? La vittoria di Mahmoud Ahmadinejad ha sollevato pesanti proteste. Milioni di persone sono scese in piazza a Teheran in segno di dissenso...La situazione era talmente critica, che il leader supremo iraniano è intervenuto in diretta televisiva, oscurando la serie TV più seguita in Iran: "How I Met Your Camel" (Come ho conosciuto il tuo cammello)".
(David Letterman, 22.06.2009)

CORRIERE DELLA SERA
Flop "90210", senza l'aura "Beverly Hills"
"Il più celebre codice postale della serialità americana, «90210», è diventato il terzo spin off tratto da «Beverly Hills, 90210» dopo «Melrose Place» e «Models Inc.». Ideato da Rob Thomas racconta le vicende quotidiane della famiglia Wilson (padre, madre, figlia e figlio adottivo), trasferitasi da poco a Beverly Hills, California, dopo che il capofamiglia, Harrison, ha accettato l' incarico di preside del West Beverly High. Accanto a loro, della vecchia serie ritroveremo Kelly Taylor (Jenny Garth) ora consulente scolastico della West Beverly High, Brenda Walsh (una Shannen Doherty ormai donna fatta) divenuta nel frattempo attrice di teatro e Nat, il proprietario del Pich Pit. Anche «Beverly Hills 90210», creato da Darren Star, raccontava le vicende di un' altra famiglia, la Walsh, trasferitasi per il lavoro del padre dalla provinciale Minneapolis in uno dei quartieri più prestigiosi di Los Angeles (Joi, Mediaset Premium, striscia quotidiana). La visione comparata delle due serie, resa possibile dalla convergenza dell' attuale offerta televisiva, è piena di sorprese. Dopo circa vent' anni, la prima cosa che colpisce è il cambio di ritmo: sequenze più brevi, dialoghi più serrati. Il classico «teen», sull' esempio di «Gossip girl» strizza l' occhio alla soap. La qualità fotografica è più accurata, però... Però manca quell'aura che faceva di «Beverly Hills» il luogo ideale della riflessione adolescenziale. Manca la figurazione del «gruppo», la cui coesione è basata su un profondo legame di amicizia e un forte senso di appartenenza generazionale. Perciò, pur esistendo dei personaggi principali, era il gruppo dei pari, con dinamiche interne, il centro della rappresentazione, e costituiva una vera famiglia parallela rispetto al nucleo familiare. Solo così si spiega lo scarso successo ottenuto da «90210»".
(Aldo Grasso, 18.06.2009)

IL GIORNALE
Dynasty politica: la lezione di Alexis

"Noi americani siamo molto più easy nel dire le cose come stanno. Non capisco i vostri conflitti politici interni. Da noi una volta che vince un presidente, anche se tu non lo hai votato, ogni singolo americano lo appoggia e ci crede. Non tutti certo, ma la maggior parte. Il vostro Paese mi affascina per altre ragioni. Capri, Portofino e Venezia".
(Jackie Collins, 09.07.2009)

LA REPUBBLICA
Obama, l'America che cambia
"Obama rappresenta l'America in modo differente e ha sopperito agli otto anni precedenti. Ha aperto le braccia a culture diverse. Obama ha un grande onere e, anche se non sempre sono d'accordo con lui, trovo che sia intelligente e affascinante".
(Justin Chambers, 09.07.2009)

LA REPUBBLICA
Clooney, onore al merito tv
"Tutti dobbiamo qualcosa a George Clooney. E' stato uno dei primi a fare il grande salto dalla tv al cinema. Merito del suo talento, ma una cosa è certa: ha migliorato enormemente la qualità della tv negli ultimi 15 anni".
(Eric Dane, 09.07.2009)

LA STAMPA
Castelli in aria
"Che in una fiction ci sia un personaggio bergamasco, altoatesino, tedesco, comunque lo sentiremo parlare in romanesco. E' una cosa insopportabile. Dà fastidio, non tanto per una questione localistica o campanilistica, ma è chiaro che il linguaggio è parte essenziale dei personaggi".
(Roberto Castelli, 14.07.2009)

ANSA
Castelli di sabbia
"L'accento romano? Castelli se ne faccia una ragione".
(Gianni Alemanno, 15.07.2009)

GIOIA
Gli spoiler? Degni di punizioni corporali
"Gli americani, che le cose di spettacolo le prendono abbastanza sul serio da disturbarsi a creare per esse delle specifiche linguistiche, lo chiamano spoiler. È il gesto di rovinare la sorpresa svelando il finale alle poverine che vorrebbero goderselo. Su un giornale americano un articolo così non sarebbe mai uscito, prima dell'uscita del film; qualche settimana dopo, a film ancora nelle sale, magari sì, ma preceduto dall'avviso «segue spoiler», partendo dal principio che la maggioranza l'abbia ormai visto, e per gli altri basti un avvertimento che li inviti a voltarsi dall'altra parte. Eppure, almeno lì, non basta. Un paio d'anni fa, il settimanale Entertainment weekly dedicò un titolo in copertina a due personaggi che erano morti nella puntata di Lost andata in onda la settimana prima sulla Abc. Le lettere di protesta erano indignate: non era forse degnodi rispetto chi, quella puntata, l'aveva registrata e doveva ancoravederla? In Italia, per i prodotti importati, il problema dei diversi tempi di fruizione si moltiplica: quando si può parlare degli sviluppidi trama di Desperate Housewives? Il lunedì, quando noi altre teppiste vediamo la puntata andata in onda la domenica negli Usa e scaricata da Internet? Un mese dopo, quando la stessa puntata va in onda su FoxLife e la vedono le italiane abbonate a Sky? Sei mesi o un anno dopo, quando infine la trasmette Rai2? Mai? Me lo chiedo perché l'altro giorno mi sono ritrovata a discutere della gravità dello svelare gli snodi di trama di West Wing, una serie chiusa nel 2006, e che ormai è andata in onda su Sky, e sul digitale terrestre, e su Rete4 e insomma se una West Wing non l'ha visto fin qui evidentemente non le interessa, no? No. Comunque, svelare i colpi discena è un atto degno di punizioni corporali. Mi è venuto il sospetto che lo spoiler sui telefilm non cada mai in prescrizione, e che quindi ci siano regole diverse, per la tv, da quelle valide per i film. Almeno:che io ricordi, ai tempi di Francamente me ne infischio, nessuno accusò Celentano di avere spoilerato, a chi non l'avesse ancora visto, il finale di Via col vento".
(Guia Soncini, 18.07.2009)

martedì 15 settembre 2009

NEWS - Ultima ora, addio a Patrick Swayze, sconfitto da "The Beast" inside
LOS ANGELES- Un altro lutto colpisce Hollywood. Patrick Swayze è morto a 57 anni. Il protagonista, tra l'altro, di Dirty dancing, Ghost, Point Break aveva un cancro al pancreas diagnosticato nel gennaio del 2008. L'attore ha sempre cercato di lavorare, nonostante la malattia, interpretando negli ultimi mesi il telefilm "The Beast".

lunedì 14 settembre 2009

NEWS - Tina Fey vince l'Emmy per l'imitazione di Sarah Palin...in attesa dei trofei per "30 Rock"
(ANSA) - Los Angeles - Tina Fey ha vinto un Emmy, l'oscar della tv, per la sua imitazione di Sarah Palin, candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati Uniti nelle scorse elezioni. La Fey ha impersonato l'ex governatrice dell'Alaska al Saturday Night Live e l'interpretazione le e' vasta il prestigioso premio televisivo nella cagegoria 'guest star', arrivato in anticipo rispetto alla serata di assegnazione dei premi, domenica prossima, 20 settembre. Una settimana prima della cerimonia ufficiale infatti, vengono assegnati alcuni dei premi, in tutto 72 statuette, soprattutto per meriti tecnici. La Fey e' al suo sesto premio Emmy ed e' candidata ad altre due statuette, inclusa quella per la migliore attrice brillante. Anche Justin Timberlake e' stato premiato, come migliore guest star maschile, per la sua partecipazione al Saturday Night Live. E' il suo secondo Emmy. Per le categorie drammatiche invece gli analoghi premi sono andati a Ellen Burstyn per la sua partecipazione a Law & Order: Special Victims Unit (e' il suo primo Emmy dopo quattro nomination) e a Michael J. Fox per il suo ruolo di un pompiere paraplegico nel dramma ispirato alla vita dei vigili del fuoco, Rescue Me. Fox, al suo quinto Emmy, non era presente alla cerimonia. Anche la first lady della California Maria Shriver ha vinto in anticipo due Emmy come produttrice esecutiva di una serie di documentari sull'Alzheimer. Domenica prossima, lunedi mattina in Italia, al Nokia Theater di Los Angeles si svolgera' la 61ma edizione degli Emmy's Awards.
TWINS PEAK - Per tutti i "Kyle XY"! Matt Dallas si trasforma in Patrick Dempsey
Sarà l'influenza (A) di "Kyle XY", ma Matt Dallas si è trasformato nel clone di Patrick Dempsey di "Grey's Anatomy"...Stessa barbetta incolta, stessa capigliatura, stessi occhi...la trasformazione è in atto, anche se Dallas potrebbe essere suo figlio (legittimo?).

giovedì 10 settembre 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

CORSERA
Dollhouse, la memoria azzerata della Casa delle Bambole
"Il punto di partenza di «Dollhouse», la serie creata da Joss Whedon, il padre di «Buffy» e «Angel» è molto interessante; meno il punto d' arrivo (Fox, giovedì, ore 21.10). Il punto di partenza è questo: finora non è ancora stata inventata una macchina per dimenticare. Com' è noto esistono tecniche per ricordare (è il vasto territorio della mnemotecnica) ma non esiste un arte della dimenticanza, non esistono artifici volontari per l' oblio. Ce ne sono alcuni per ricordare male, tipo ubriachezza, droga, lesione cerebrale, amnesia. Per questo è stato istituito un luogo, la casa delle bambole, dove alcune persone consegnano la loro personalità a una società segreta, il cui compito è di azzerare le memorie di questi volontari, chiamati «attivi», per noleggiarle a facoltosi clienti bisognosi di azioni speciali. Ogni missione è l' occasione per narrare un' avventura di genere diverso: azione, romanticherie, comicità, thrilling, spy story, ecc. La serie racconta le vicende di Echo (Eliza Dushku) un' «attiva» che inizia la sua seconda vita con la liberazione di una bambina rapita. La memoria di Echo (che porta il nome della ninfa rifiutata da Narciso, consumata dall' amore, nascosta nei boschi per restare solo una eco lontana) non è stata però del tutto azzerata, ripulita, e a un certo punto viene scossa da bagliori di ricordi che le consentiranno di mettere insieme i pezzi del suo passato. Il tutto sotto la lente indagatrice dell' agente dell' FBI Paul Ballard (Tahmoh Penikett) molto vicino a scoprire l' attività occulta di Dollhouse. «Dollhouse» si sviluppa seguendo il risveglio della protagonista, la rinascita della sua coscienza e dei suoi sentimenti, ed il desiderio di riscoprire la sua vera identità. Proprio questa parte rischia di essere la più debole, un formato ridotto di missioni impossibili".
(Aldo Grasso, 05.09.2009)

lunedì 7 settembre 2009

TWINS PEAK - Gary Dourdan prima e dopo? Ci vorrebbe la prova del DNA...
Chi è dei due Gary Dourdan? Potrebbe essere il giochino d'inizio settimana, visto che uno dei due qui sopra è l'ex interprete di Warrick Brown in "CSI - Scena del crimine" e l'altro è tal Demitris Hirsch, arrestato per droga a Los Angeles. Oddio, anche Dourdan è stato arrestato per lo stesso motivo, tempo fa...Che la polizia, quella poco scientifica, sia caduta in errore e abbia arrestato il "gemello" sbagliato?
NEWS - Le bugie hanno le gambe Roth. L'altra faccia di "The Mentalist", da stasera "Lie to me" su Fox
In media, ogni persona mente tre volte ogni dieci minuti. Davanti a Cal Lightman (Tim Roth), però, meglio non farlo: per lui la natura umana non ha segreti. "Lie to me"", una delle serie più promettenti della prossima stagione tv, è in onda in anteprima assoluta in Italia a partire dal 7 settembre ogni lunedì alle 21.10 su FOX (canale 110 di SKY). Creata da Samuel Baum (The Evidence) ed ispirata agli specialisti che supportano le varie unità investigative della polizia americana analizzando riflessi involontari nel corpo, nel volto o nella voce degli indagati, la serie racconta le vicende del Dr. Lightman (Tim Roth, Le Iene, Pulp Fiction, Funny Games), ex agente di polizia che ha un dono speciale: è un rilevatore infallibile di inganni e menzogne: grattarsi il mento, torcere le mani, arricciare il naso o deglutire troppo, sono tutti segnali che svelano molto più di quello che saremmo disposti ad ammettere a parole e Lightman, è in grado di decifrarli, “leggendo” le espressioni del volto e i movimenti involontari del corpo, che per lui non hanno segreti e svelano molto più di tante parole. Abbandonato il distintivo, il Dr. Lightman si mette in proprio, e coadiuvato da un’abile psicologa clinica, Gillian Foster (Kelli Williams, Scrubs, The Practice), fonda un’agenzia privata che offre consulenze a FBI, polizia, studi legali, aziende o privati cittadini, chiunque abbia bisogno di una consulenza per scoprire la verità. Grazie al talento e alle straordinarie doti di osservazione di Cal e alla bravura e la guida di Gillian, i due possono sfidare i casi più difficili. Nel loro team anche Eli Loker (Brendan Hines, The Middleman, Terminator: The Sarah Connor Chronicles) il ricercatore capo e Ria Torres (Monica Raymund, Law & Order), la più giovane del gruppo in grado di leggere il corpo umano fiutando indizi che persino Cal ha mancato. La serie, creata da Samuel Baum, è prodotta da Imagine Television e Twentieth Century Fox Television ed ha come produttori esecutivi Brian Grazer, David Nevins e Steve Maeda (24, Arrested Development). La prima stagione è stata trasmessa in USA dal network FOX ottenendo ottimi ascolti ed è già stata confermata per una seconda stagione.

venerdì 4 settembre 2009

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - La peggiore estate telefilmica della nostra vita
Diciamocelo, quella che sta per concludersi è un’estate da dimenticare. Invasione delle zanzare a parte, telefilmicamente è stata la peggiore degli ultimi anni. La degna conclusione, del resto, di una stagione seriale ai minimi livelli. Con l’alibi trino dei riflessi dello sciopero degli sceneggiatori, della crisi economica e dell’attesa del post elezione di Obama, il mercato – soprattutto statunitense – non ha prodotto grandi titoli e idee folgoranti. “True Blood” e qualche altra insegna accesa mentre tutti erano in ferie sono l’eccezione che confermano la regola. Di solito un’annata particolarmente negativa nel raccolto, così come per le vendemmie, ne prefigura una seguente ai massimi livelli, anche nei telefilm. Lo si è visto nel 2001, con il Big Bang del genere seriale coincidente con l’11 settembre. E così il piccolo schermo generalista estivo ha vivacchiato di serie che se sono andate bene hanno galleggiato sulla media di rete (“Mystère”, “Ghost Whisperer”, “Criminal Intent”), contando più mezze delusioni (“Brothers&Sisters”, “Lost”, “Eli Stone”) e flop illustri (“90210” su tutti, ma anche “Alice Nevers”). Le attenuanti di un sistema Auditel che premia il pubblico più anziano – mentre i giovani erano in spiaggia a giocare a beach volley – nonché l’avvento obbligatorio del digitale terrestre in alcune regioni – secondo un’indagine ha abbassato gli ascolti di Raidue e Retequattro del 3% nel primo periodo di assestamento – non sono sufficienti per spiegare una debacle più morale che di…numbers. Un’estate tra l’altro funestata da tre perdite illustri per i fans dei telefilm della prima ora: David Carradine (“Kung Fu”), Farrah Fawcett (“Charlie’s Angels”) e Karl Malden (“Le strade di San Francisco”) ci hanno lasciato col primo caldo afoso, in un critico presente “a puntate” che ci ha fatto guardare indietro un po’ con nostalgia. Ammettiamolo. A girare il coltello ancor più nella piaga ci si è messa poi l’inaugurazione di Fox Retro, una rete-droga che dovrebbe essere somministrata a piccole dosi per non indurre alla totale dipendenza, con la controindicazione di occhi cerchiati alla mattina che nei colleghi suscitano ipotesi di autoerotismo selvaggio o sedute – o meglio, sdraiate – di sesso alla Rocco Siffredi/Jenna Jameson. C’è chi ha deciso di non partire per le vacanze e imbarcarsi, invece, sulla Pacific Princess di “Love Boat”. C’è chi tornava a casa dopo una giornata di lavoro e urlava come George Jefferson “Wizzieeeee” alla moglie prona sui fornelli (che in realtà si chiamava Gelsomina). O chi sgommava alla Starsky quando usciva dalla sauna del lavoro…Come già evidenziato ne “La vita è un telefilm” (Garzanti), gli antenati dei telefilm moderni potevano sembrare monodimensionali, al ricordo, ma rivedendoli e gustandoli come un ghiacciolo rinfrescante in riva al mare, eccoti Florence – la cameriera di casa Jefferson – che ti esclama profetica in finale di puntata: “se andiamo avanti di questo passo, avremo un Presidente negro”. “Negro” ai tempi non era così disdicevole come oggi: correva l’anno 1979 per lo spin-off del serial più simil-razzista della storia, quell’Arcibaldo (1971) dove il protagonista ce l’aveva con tutti i “diversi”, fossero essi gay, polacchi, neri o tedeschi d’origine come Kissinger. E a proposito di regionalismo, se non di razzismo, l’estate ci ha consegnato anche la succosa diatriba tra il Ministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli e il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il primo, all’apertura del Polo della Cinemotografia a Milano, ha lanciato strali sulle fiction nostrane, adducendo che “parlano tutti in romanesco, è una cosa insopportabile”; il secondo ha replicato che “Castelli deve farsene una ragione”. Ma ragione de che? A vedere quattro “Amiche mie” a Milano con accento romano? Distretti e ospedali con poliziotti, dottori e infermiere nati sotto il cupolone? Per una volta, non erano tanto Castelli…in aria. E alla fine dell’estate non ci resta che mettere Florence nei nostri cannoni e sperare che la vendemmia di quest’anno non ci porti solo il vino dei Cesaroni. Anche le viti sono una cosa serial…
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Settembre)

mercoledì 2 settembre 2009

NEWS - Al via da stasera il già cult "The Mentalist". Simon Baker: "il mio personaggio è come Charlot, un clown con le lacrime"
Articolo di Chiara Maffioletti per il "Corriere della Sera"
L' America ha un nuovo eroe. Controverso, fuori dagli schemi e smodatamente fascinoso. Professione: investigatore. Ufficialmente. In realtà, qualcosa di molto simile ad un sensitivo. Negli Usa, venti milioni di telespettatori sono già stati stregati da Patrick Jane, il detective protagonista di The Mentalist, programma in assoluto più visto nella scorsa stagione. In Italia, dopo un passaggio sul digitale terrestre, la serie partirà in chiaro su Italia 1, dal 2 settembre, in prima serata. Il volto dell' investigatore è di Simon Baker. A detta di molti, a lui e al suo charme la serie deve tanto successo. Australiano, ex muratore, occhi azzurri e penetranti e un sorriso sui cui è stato aperto più di un forum, in Internet. Per il New York Times «Baker fa bene agli occhi e alla mente» mentre Tv Guide l' ha incoronato l' uomo più sexy della tv, detronizzando dopo due anni Patrick Dempsey (Grey' s Anatomy). Bruno Heller, l' ideatore della serie, che al momento dei casting cercava «qualcuno come Cary Grant», ha ammesso: «Simon è perfetto». E non sono pochi quelli convinti che Baker sia il nuovo George Clooney. Ma nonostante tutto questo e nonostante le sempre più nutrite schiere di fan adoranti, lui (che è sposato da anni con Rebecca Rigg e che ha tre figli, l' ultimo dei quali ha avuto per madrina Nicole Kidman), da bravo sex symbol, si schermisce: «Ho appena compiuto 40 anni, non so che dire...». Diventa più loquace parlando della serie. Si aspettava un successo così clamoroso? «No, per niente. Uno lo spera sempre quando fa qualcosa che ama così tanto. Ma si può solo sperare e augurarsi che le persone apprezzino. Fortunatamente, hanno apprezzato. Ora sono davvero emozionato per la partenza della serie in Italia». The Mentalist e il personaggio di Baker in particolare, segnano in realtà una clamorosa inversione di tendenza nelle fiction investigative: dopo anni in cui i numeri, i calcoli, le analisi al microscopio portavano a risolvere i casi, con Patrick Jane la figura del detective dal famigerato «fiuto» torna prepotentemente al centro. I misteri vengono risolti grazie all' intuito, alla capacità di osservazione. È la rivincita dell' Uomo sulla Scienza, come si è scritto in America; dell' indagine deduttiva su quella scientifica. Non sembra dunque un caso che The Mentalist sia riuscito nell' impresa di spodestare, dopo anni, il primato di CSI. A differenza del matematico Grissom, Jane è un eroe umano, che basa il suo lavoro sulle sue impressionanti doti di osservazione, tali da proiettarlo nella mente degli altri. L' intuito che vince sul calcolo. «Per costruire il personaggio mi sono ispirato soprattutto a vecchi sceneggiati. A Colombo, in particolare. Ma Patrick Jane è una figura tragica, come un clown con le lacrime: una sorta di Charlot». Il dolore che il detective porta con se è da ricercare nel suo passato, quando si faceva credere un medium in tv: dopo avere sbeffeggiato nel suo show un serial killer, Red John, questi uccide sua moglie e sua figlia. Per reagire alla tragedia, Patrick sceglie di impiegare il suo talento per aiutare gli investigatori del California Bureau of Investigation. Come è comprensibile, i compagni di squadra lo guardano con circospezione dividendosi tra chi lo apprezza per le sue capacità e chi non riesce a tollerare il suo comportamento così poco ortodosso. Insomma, Patrick Jane è un Dr. House del poliziesco. «Credo che qualche similitudine tra i due personaggi ci sia. Sono entrambe due figure non convenzionali. Ma recitiamo in modo molto diverso...». E di più non aggiunge. Parlando del particolare talento del suo personaggio, della sua capacità di intercettare ogni sfuggevole dettaglio e di analizzarlo fino a comprendere il comportamento umano, Baker precisa: «Si tratta di abilità, non di poteri. Negli Usa spesso questo viene frainteso: la serie non ha nulla a che vedere con la magia». Come è cambiata la sua vita da quando è diventato Patrick Jane? «Sono molto più impegnato». Se a questo ruolo, Baker deve sicuramente la grande popolarità, nel suo curriculum però ci sono anche diversi film, tra cui L.A. Confidential e Il diavolo veste Prada. Come è ovvio, non crede alla distinzione (forse più propriamente italiana), tra attori di cinema e di tv. «Mi sembra che le cose stiano cambiando. Che non ci sia più una separazione così netta. Un attore dovrebbe essere capace di lavorare sia per il cinema che per la tv. Io non preferisco niente a priori: sono due mezzi per certi versi simili e per altri assolutamente diversi. La tv è più veloce, più immediata. Il cinema deve raccontare una storia e esaurirla tutta in una volta. Non saprei scegliere, davvero». Ama il cinema italiano? «Sì, ma non sono molto aggiornato su quello contemporaneo. Amo i classici. De Sica. Le mie due star preferite italiane sono Marcello Mastroianni e Sophia Loren. E in generale amo l' Italia». E c' è da credere che, a breve, diventerà un amore ricambiato.

martedì 1 settembre 2009

NEWS - La serie più rivoluzionaria degli ultimi anni. Il programma più visto in America. Il telefilm che ha detronizzato CSI. Il serial che riporta in auge l’intuito. Da mercoledì 2 settembre, al via "The Mentalist" su Italia 1.
Nonostante riporti in auge l’intuito alla Colombo o alla Ellery Queen, è la serie più rivoluzionaria” degli ultimi anni. Quella che fa vincere l’indagine deduttiva su quella scientifica. Non per niente la serie ha detronizzato, dopo anni di egemonia, il primato di “CSI”, spingendo i critici americani a decretare che si tratti della rivincita dell’Uomo sulla Scienza. Con i suoi 19 milioni di spettatori, è stato il programma – non solo tra le serie tv – più visto della scorsa stagione a “stelle e strisce”. Ma è anche stata indicata come la serie del nuovo corso, del nuovo millennio, del post-elezione di Obama: il ritorno ad un racconto più “umano”, più sensibile e meno caratterizzato dalla scientifica e dai…numbers.
"THE MENTALIST", la serie-evento della stagione, arriva su Italia 1 dal 2 settembre, ogni mercoledì in prima serata.
Patrick Jane (Baker), forte del suo spirito di osservazione fuori dal comune, in passato si faceva passare per medium. La sua vita cambia radicalmente quando un serial killer, Red John, stermina la sua famiglia, moglie e figlioletto, dopo che Jane lo sbeffeggia pubblicamente in tv. Jane viene ingaggiato come consulente presso il California Bureau of Investigation di Sacramento, in California, per risolvere i casi più intricati, quelli in cui neanche le piastrine del DNA riescono a far luce. I compagni di squadra lo guardano dapprima con circospezione, così strambo e fuori dalle regole, talvolta fastidioso, rude e un tantino aggressivo…
Teresa Lisbon (Robin Tunney - Law and Order, Prison Break) ha 36 anni ed è a capo della squadra di investigatori che dirige con serietà e distacco. In molte occasioni è esasperata dal comportamento di Jane anche se riconosce le sue abilità nel risolvere i casi e oltre alla stima professionale prova anche una certa attrazione nei suoi confronti.
Grace Van Pelt (Amanda Righetti – The O.C., North Shore) ha solo 25 anni ed è la neofita del gruppo: nei confronti del protagonista nutre molta curiosità, perché crede nei medium. Kimball Cho (Tim Kang – I Soprano, The Office, Monk, Ghost Whisperer, Law and Order) e Wayne Rigsby (Owain Yeoman – The Nine, Terminator: The Sarah Connor Chronicle) completano il team; il primo appoggia Patrick dichiaratamente, il secondo subisce il fascino della giovane Van Pelt.
Red John, che non si vede praticamente mai, diventa il fil rouge del telefilm, "parte integrante del lato oscuro di Patrick Jane", secondo l'ideatore Bruno Heller.

“Watch closely” (Guarda da vicino), questo è lo slogan con cui il marketing della CBS ha promosso The Mentalist negli Usa. Ma “guarda da vicino” è anche un gioco di parole per introdurre l’attore che interpreta il ruolo del protagonista: Simon Baker, uomo dall’indubbio fascino che ha già conquistato le platee femminili d’oltreoceano e ora si appresta a riscuotere consensi in Italia.
Biondo, sguardo intenso e penetrante, fascino dell’australiano emigrato a cercar fortuna in America. E proprio qui, dopo passaggi in ruoli minori (nel film "L.A. Confidential") e il debutto da protagonista nella serie The Guardian, l’ha effettivamente trovata con l’exploit nel film "Il diavolo veste Prada". L’ideatore della serie, Bruno Heller (già mente della coproduzione Rome, firmata Hbo-Bbc), al momento dei casting cercava “qualcuno come Cary Grant, qualcuno che si muovesse e sembrasse grazioso perché la gente in realtà diffida delle persone troppo cerimoniose e serviva una caratteristica del genere: e Simon è ed ha tutte queste cose”. E gran parte del successo della serie, che in America ha raggiunto picchi di 19 milioni di telespettatori, attestandosi attorno ad una media di 16 milioni, è dovuto proprio a Simon Baker che è per The Mentalist quello che Gorge Clooney è stato per E.R.
Solo che è biondo…

Il canale CBS, dopo alcuni esperimenti fallimentari con le ultime serie tv, ha voluto puntare sul sicuro con The Mentalist, che segna un ritorno alle origini del genere poliziesco. Infatti l’ideatore Bruno Heller ha delineato un carattere alla Colombo piuttosto che alla Sherlock Holmes e a differenza dei drammi polizieschi di ultima generazione, in stile CSI, le indagini si risolvono con l'intuito e non più attraverso le analisi al microscopio. Che sia una nuova svolta? Se l’è chiesto anche il New York Times che ha scritto: “Quando CSI ha preso il via nel 2000 ha mitizzato la medicina legale e ha profondamente influenzato molti telefilm rivali. Ha anche cambiato il modo in cui il pubblico percepiva il lavoro della polizia, accrescendo enormemente irrealistiche aspettative”. Così la serie ha inaugurato un cambio di trend al grido di “meno dna e più intuizione!”

La serie si è aggiudicata un People's Choice Award nel 2009. Heller firma altresì da produttore esecutivo, in quest'ultima veste con David Nutter. La colonna sonora è composta da Blake Neely. Leslie Hope e Jaime Murray compaiono da guest-stars. Le riprese sono state effettuate a Glendale, in California.

Tutti d’accordo i consensi per il protagonista della serie e per il resto del cast. Hollywood Reporter ha sentenziato “Questo ruolo è cucito addosso a Baker che ha un talento naturale per interpretare con charme ruoli irriverenti!”. Usa Today ha sostenuto che “Baker: è sicuramente nata una stella”. E ancora The New York Times: “Baker fa bene agli occhi e alla mente”.

Ma chi è Simon Baker? Nasce il 30 luglio 1969 a Launceston, Tasmania, Australia. Biondo, sorriso disarmante, è sposato con la collega Rebecca Rigg (già vista nel film Jerry McGuire al fianco di Tom Cruise) e ha tre figli : Stella Breeze (classe 1993), Claude Blue (classe 1998) e Harry Friday (classe 2001). I coniugi Baker sono molto amici di Nicole Kidman che Rebecca ha conosciuto ai primi provini per tentare la carriera cinematografica in Australia. Nicole infatti è anche la madrina dell’ultimo genito di Baker, Harry.
La bibbia americana del piccolo schermo, Tv Guide, lo ha appena incoronato “uomo più sexy della tv”, detronizzando Patrick Dempsey di Grey’s Anatomy che si era aggiudicato il titolo per ben due anni consecutivi. E non è finita qui, nel 2002, People Magazine lo ha segnalato tra le 50 persone più affascinanti del mondo.
Il suo motto? “Se non sei fiero di quello che fai, cambia mestiere: vendi scarpe piuttosto!”. E se lo dice lui che prima di sfondare nel cinema faceva il muratore…
Del suo personaggio in The Mentalist dice “Il detective Jane è un tipo non convenzionale, fuori dalle regole. Ha un passato tragico ma non ne è sopraffatto anzi è capace di reagire con umorismo”. Sul telefilm invece aggiunge “Noi non troviamo la verità sotto la lente del microscopio, la scopriamo indagando la natura umana”.

“La verità è mia” (Patrick Jane)

lunedì 31 agosto 2009

Al via da oggi TWINS PEAK, una nuova rubrica che propone i "separati dalla nascita" (i gemelli persi e ritrovati) di alcuni volti telefilmici. Una mostra di mostri che vi dà appuntamento, a partire da oggi, ogni lunedì. Tenetevi forte: la nuova stagione è appena cominciata!
TWINS PEAK - Angela Lansbury e Yoda, chi ha più di 900 anni?
A vedere l'incrocio di rughe, si rimane sbigottiti dalla somiglianza dei due highlander in questione. La "Signora in giallo" Angela Lansbury a furia di repliche estive dimostra ormai 950 anni (ruga più, ruga meno); al confronto Yoda sembra quasi suo figlio...e come dice quest'ultimo in "Guerre Stellari": con Twins Peak, "cominciata, la guerra dei cloni è".
GOSSIP - Mischa Barton parla per la prima volta del suo collasso nervoso: "colpa di un'operazione riuscita male e dello stress..."
As part of its Fall Fashion issue, on stands September 10, Time Out New York met with Mischa Barton for her first in-depth interview since being placed under alleged “involuntary psychiatric hold” at Cedars-Sinai Medical Center in July. Other medical issues nearly delayed filming of her New York–set TV series, The Beautiful Life: TBL. Barton, 23, plays model Sonja Stone, a drugged-up diva trying to get her career back on track (real life, meet show!). Yet during our talk—on the couch in a Tribeca photo studio—the O.C. starlet looks healthy, sits tall and comes off as self-aware and self-deprecating …

A lot of people are watching you now, speculating you were in rehab back in July.
Here’s what happened: Before the show started, I was traveling abroad for contract stuff and I went through a terrible surgery—a wisdom tooth surgery, all four removed. It was a nightmare. I’ve never had surgery before—it all went wrong and I had to have a second surgery and it almost delayed shooting because it was a nightmare to me, because I couldn’t deal with the thought of not getting there on time. So with the travel, and surgery and prep for the show—it was hell.

Is this when you were checked into Cedars?
Yeah, I went through a tough spot where everything compounded on me, and it was like a perfect storm, like everything was happening to me at once. The show, travel and then this fairly routine surgery that went wrong—it’s still just healing. But I had to get through it without proper painkillers because I couldn’t take those during work. So it’s been a nightmare.
How did you end up in a psychiatric hospital?I was down in the dumps about everything there for a while. Sometimes you have to hit rock bottom about things and have to get the most stressed-out just to feel better again. I got completely stressed-out and couldn’t handle everything, and now I feel really in control.

Was it an official nervous breakdown? Drugs?
I don’t know. I don’t know. I had a friend who had a quasi–nervous breakdown, but I’m not sure it’s the same thing. I’m not sure I’m capable of a full-on nervous breakdown, but it was pretty bad. It didn’t last that long. It was more about the pain. I have a newfound respect for people who have chronic pain. I started getting migraines.

How long were you in Cedars?
They don’t keep you in the hospital. I wasn’t there very long.
Did you sit around sharing feelings and making mosaics—that kind of thing actually helped someone I know who was in an institution.Not really.

Did they teach you how to deal with the pain?
Not really. I just wanted to get back to work. The doctor told me I was lucky I didn’t lose feeling in my lips and face, which would have been horrifying and couldn’t act properly. My mom was like, “Now’s a good time to get it done, before the show.” And it was the worst time to do it.
What was it like for your mom?[Rolls eyes] I don’t know. [Looks away] It was miserable for everyone. But I really don’t know.

Is your mom the one who admitted you into the hospital involuntarily?
[Nods yes and rolls eyes again] I’ll tell you that story but not the whole world. The funny thing is, if all this happened in New York, no one would care.

People would be like, “Nervous breakdown? I had one yesterday too. Where are we going to brunch?
”[Laughs] Yes, exactly, New York lets you be who you are, and people aren’t as judgmental. I’m so glad to be back here.

venerdì 28 agosto 2009

NEWS - Anteprima, si riaccende la stagione telefilmica. E già si cade in errore: Tv Sorrisi e Canzoni dà la partenza di "The Mentalist" il 9 settembre (invece è il 2)..."Dollhouse" dal 3 settembre
Autunno tv sempre più declinato nel genere "crime" con molteplici varianti. I più gettonati restano i detective, ipertecnologici alla Csi o anche vecchio stampo, che puntano sul fiuto più che sul Dna o perfino su capacità paranormali per risolvere i casi, come nei serial The mentalist e Lie to me. Su Italia 1 approderà Romanzo criminale e FoxCrime proporrà Il mostro, sul serial killer di Firenze.
Punta decisamente sulla serialità Italia1. Si inizia il 2 settembre (e non dal 9, come erroneamente segnalato da Tv Sorrisi e Canzoni in edicola nella sezione anticipazioni della nuova stagione!!!) in prime time con The Mentalist, storia di Patrick Jane (Simon Baker), un detective che lavora come consulente per il Bureau investigativo della California. Ex medium, ha affinato le sue abilità di deduzione con cui risolve anche i casi più complessi. Da giovedì 3 settembre serata "medical" con la quinta stagione di Grey's Anatomy e, a seguire, le repliche della prima di Er.
Su Raidue la novità è il thriller Harper's Island, serial Cbs in prima visione dal 6 settembre. In una festa di matrimonio su un'isola, gli invitati cominciano a scomparire e morire uno dopo l'altro. Si scoprirà che l'isola già sette anni prima era stata funestata da delitti. Prima di Harper's Island arriva la sesta stagione di NCIS, ovvero le imprese degli agenti del Naval Criminal Investigative Service. Dall'11 settembre serata crime con Senza traccia (sesta stagione) e Criminal minds (quarta); dal 12 settembre torna anche Cold case (sesta stagione).
Sempre a settembre sono attesi Romanzo criminale, la serie di Stefano Sollima, prodotta da Rai Cinema e Cattleya, già diventata un cult su Sky Cinema, e la seconda stagione di Californication, aspettando (a ottobre) le nuove serie di Csi Miami e New York, The Closer e Saving Grace.
Su LA7 parte a ottobre Leverage, protagonista Timothy Hutton (Oscar per il film Gente comune). Furti ai danni di ricchi criminali, di uomini d'affari corrotti, di politici senza scrupoli sono le missioni di un gruppo di Robin Hood del terzo millennio che mettono la loro abilità al servizio dei deboli e degli innocenti. Da gennaio arriverà poi Non pensarci, con Valerio Mastrandrea, tratta dall'omonimo film di Gianni Zanasi.
Su Fox (canale 110 di SKY) si segnalano tre prime visioni assolute: Dollhouse (dal 3 settembre), le vicende delle Dolls, persone alle quali viene cancellata la personalità, in modo da poterne riprogrammare la memoria e usarle per diversi scopi; Lie to me (a ottobre), protagonista Tim Roth nei panni del di un ex agente di polizia che riesce a scoprire inganni e menzogne osservando riflessi involontari nel corpo, nel volto o nella voce degli indagati; Fear itself, dal motto 'The only thing we have to fear is fear itself' (l'unica cosa di cui aver paura è la paura stessa), tredici episodi firmati dai maestri dell'orrore - da John Landis a Brad Anderson - chiamati a rinnovare i confini di uno dei più classici tra i generi.
Su Foxlife (canale 112 di SKY) dal 29 settembre arriva in prima visione In plain sight, protagonista Mary McCormack nei panni di un'agente federale della Protezione Testimoni che nasconde il proprio lavoro ad alto rischio alla famiglia. Su Foxcrime (canale 114) in autunno tocca invece al Mostro di Firenze, la serie di Antonello Grimaldi che ripercorre le tappe dell'inquietante caso del serial killer che tra il 1968 e il 1985 uccise otto giovani coppie nelle campagne fiorentine.
Sul digitale terrestre, dal 6 settembre in prima serata Mya (nel pacchetto Gallery di Mediaset Premium) propone Trust me, sulle vicende di due giovani, Mason (Eric McCormack) e Conner (Thomas Cavanagh), che gestiscono un'importante agenzia di pubblicità a Chicago. Su canale Joi si segnalano Royal pains (dal 10 settembre alle 21), storia di un giovane medico del pronto soccorso che mette a rischio la sua carriera a causa di un grave errore, e The Cleaner (dal 10 settembre alle 22), storia di William (Benjamin Bratt), che si disintossica da tutte le sue dipendenze e si dedica ad aiutare chi ne ha bisogno. Su Rai4 dal 4 settembre in prima serata spazio alla fantascienza con Battlestar Galactica: la resistenza di poche decine di migliaia di umani, sopravvissuti all'attacco dei temibili robot cyloni, alla ricerca di un favoleggiato pianeta chiamato Terra, dove stabilirsi e ricominciare a vivere.

mercoledì 26 agosto 2009

GOSSIP - Stroup Tease! Le compagne di AnnaLynne McCord sul set di "90210" si scanottano per strapparle la corona di più sexy ed entrano nel club delle topless(ate) telefilmiche
Jessica Stroup (sopra) e Shenae Grimes (a lato) si scanottano per rubare lo scettro di regina più sexy di "90210" ad AnnaLynne McCord. Ed entrano di diritto nel club sempre più folto delle topless(ate) telefilmiche. Se Shenae viene colta dal paparazzo mentre sale in auto e la canotta extra-large giallo limone rivela che essa non indossa alcun reggiseno, Jessica si mette in posa per un servizio fotografico con una t-shirt che artatamente mette in evidenza il seno...di poi. AnnaLynne è avvisata, ha ancora qualche settimana per riconfermarsi l'erede più sexy di Brenda...

lunedì 24 agosto 2009

GOSSIP - Smash Whisperer! Jenni(fer) la tennista scende in campo e detta la moda
Da oggi Maria Sharapova è avvertita. La celebre bionda tennista che ha imposto negli ultimi anni, oltre che il suo gioco anche la sua moda, ha una temibile rivale in Jennifer Love Hewitt. La protagonista di "Ghost Whisperer" è infatti scesa in campo, racchettone alla mano quasi più grande di lei, con zeppe da 10-12 centimetri e bikini nero super avvolgente. Sarà questa la tenuta delle tenniste la prossima stagione? Di sicuro le comode scarpette potrebbero devastare il già malridotto centralone di Wimbledon, ma sulla terra battuta potrebbero diventare un must del prossimo Roland Garros. Roba da far tornare dall'aldilà Renè Lacoste...

giovedì 20 agosto 2009

GOSSIP - Clamoroso al CibaliXXX! Tre's Anatomy: spunta il sex-tape di Eric "Bollore" Dane e compagna Rebecca Gayheart con amichetta...
Eric Dane, il dottor Bollore di "Grey's Anatomy", nudo come mamma l'ha fatto, con la compagna altrettanto desnuda Rebecca Gayheart (dal passato telefilmico anch'essa, da "Beverly Hills" a "Nip/Tuck"), nello stesso letto con l'amichetta senza veli Kari-Ann Peniche, ex playmate di "Playboy" e, secondo i bene informati, escort di lusso dei Vip. Il sex-tape più bollente (anzi, da bollore) dell'estate 2009 è quello che ritrae il trio nell'intimità, biascicare frase sconnesse magari dopo una bevuta (?) in compagnia o una gara di strip-poker...A guardare il video, sembra che abbiano perso tutti e tre...

mercoledì 19 agosto 2009

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Abbiamo ancora...Fame? Il 9 ottobre esce il remake del film (e della serie tv) di straculto
(ANSA) - ROMA - Negli anni Ottanta segno' una generazione e divenne un film cult. Il 9 ottobre esce nelle sale italiane l'atteso remake di Fame, diretto da Kevin Tancharoen, versione aggiornata del celebre film di Alan Parker. Premio Oscar per la colonna sonora a Michael Gore, il film usci' nel 1980 e narrava le vicende di un gruppo di giovani di belle speranze, tutti studenti alla prestigiosa School of Arts di New York, in cerca di fama, successo e riscatto sociale. Il film ha poi dato origine a un telefilm che dall''82 all''87 ha appassionato i telespettatori con le storie di Leroy, Danny, Doris, Julie, Bruno e Coco, e a un musical off-Broadway. All'epoca era impossibile non ballare sulle note della trascinante title-track e non restare colpiti dalla struggente Out Here On My Own, entrambe cantate da Irene Cara. Scritto da Allison Burnett ed Aline Brosh McKenna, Fame e' prodotto da Mark Canton, Gary Lucchesi e Tom Rosenberg. Il cast non e' molto noto in Italia, tranne Debbie Allen, che nella serie tv vestiva i panni della grintosa insegnante di danza Lydia Grant e curava anche le coreografie. Stavolta avra' un ruolo piu' importante: sara' la preside della scuola. La Allen, 59 anni, e' ora un'affermata regista e produttrice televisiva: nel 2003 ha ideato un nuovo format per la rete americana Nbc ispirato proprio a Fame, un reality show per promuovere giovani talenti attraverso la danza, che pero' non ha avuto grande successo. Gli altri protagonisti sono Naturi Naughton, cantante professionista (corista per le Destiny's Child e attrice in Notorius), che veste i panni di Denise, pianista di grandi capacita' che ancora non ha scoperto di avere un altro grande talento. Walter Perez (gia' in CSI Miami e The Closer) e' Victor, un solista e allo stesso tempo grande musicista esperto in Latino hip-hop, mentre Asher Book e' Marco, ragazzo italo-americano di umili origini, carismatico e con una voce morbida e raffinata, incredibile arma di seduzione. Kay Panabaker (CSI e Ghost Whisperer) e' Jenny, attrice determinata che dovra' lottare con se stessa per superare i propri limiti e raggiungere il successo; Paul McGill (Man of Fire) interpreta Kevin, ballerino eclettico tenace e determinato; Kristy Flores e' Rosy, ballerina ostinata che nonostante i suoi difetti riuscira' a scoprire il suo talento; Kherington Payne (finalista al programma So you think you can dance) e' Alice, una ballerina bella e motivata, curiosa di sperimentare tutte le nuove discipline della danza e coinvolta in un amore clandestino. Infine, Collins Pennie' (Law&Order) e' Malik, artista abile e preparato che per scoprire il suo talento vocale dovra' prima riconciliarsi con il suo difficile passato. La regia e' stata affidata a Kevin Tancharoen, 25 anni. Nato e cresciuto a Los Angeles ma di origini tailandesi, ha lavorato con popstar del calibro di Britney Spears, Christina Aguilera e Justin Timberlake, ed e' anche stato direttore artistico della cerimonia per i 45 anni di Michael Jackson. Artista poliedrico, esordisce nella regia con questo film affidandosi alla sua esperienza di produttore, sceneggiatore, coreografo e montatore. Chissa' se, a quasi 30 anni di distanza, il remake avra' lo stesso successo dell'originale.
Vedi il trailer: http://www.youtube.com/watch?v=fRPca0Lvp1w

lunedì 17 agosto 2009


QUIZ - Chi sono le 3 Miss Bikinate di Ferragosto?
Tra un gavettone e l'altro, quale miglior Quiz che indovinare chi sia la triade di Miss Bikinate dei telefilm...Il caldo avanza, le zanzare sibilano e allora mettersi in bikini diventa "refrigerante"...Oltre che una gioia per gli occhi dei bagnanti vicini d'ombrellone, che per un attimo si distrarranno dalla lettura degli ultimi gossip sulla coppia dell'estate: George Clooney-Elisabetta Canalis, fotografati mentre giocano a gavettonarsi, a mangiare una piadina, a grattare l'Ecopass insieme (anche se ad agosto, Dio voglia e Moratti idem, siamo salvi da sta mannaiata sulle palle!), a pedalare su un pedalone, a giocare a ping-pong, a bere una bibita...ops, come se la loro relazione fosse tutta una finta per poi vederli insieme in una pubblicità?...noooo! Per questo le tre Miss Bikinate sono la migliore distrazione del Post Ferragosto: votatele iscrivendo i loro nomi dall'alto in basso, in ordine di apparizione...E che apparizione!

domenica 16 agosto 2009

NEWS - Anteprima: "The Mentalist" dal 2 settembre su Italia 1, "Grey's" V dal 3 con "ER". Su Sky continuano i traslochi: "24" e "Dexter" su FX.
Si riaccende la stagione telefilmica e il titolo più atteso, in chiaro, è "The Mentalist", che esordirà in prima serata il 2 settembre su Italia 1. A seguire, in seconda serata, "Prison Break", che si sposta quindi dal giovedì al mercoledì. Sempre sulla rete diretta da Luca Tiraboschi, il giorno seguente, il 3, partirà la V stagione di "Grey's Anatomy", seguito alle 23.00 dalle repliche di "ER" fin dalla prima puntata della prima stagione con Clooney (avvisate la Canalis!). Su SKY continuano invece gli (odiosi) spostamenti di assestamento che non permettono di identificare una serie con la rete che lo trasmette (o viceversa): "24" e "Dexter", rispettivamente con le inedite settima e terza stagione, traslocano su FX dal 18 settembre.

venerdì 14 agosto 2009

QUIZ - La Miss Ragna anti-zanzare dei telefilm era...
Era Hayden Panettiere la Miss Ragna anti-zanzare del Quiz del 20 luglio scorso. Complimenti agli indovinatori Makula e GianLuca. Sotto Ferragosto, c'è stata una corsa all'acquisto del vestito ragnatelato di Hayden, visti gli sciami di zanzare che imperversano di giorno e di notte. Sulle bancarelle dei mercatini di Riccione, poi, si registra il boom di vendite viste le proprietà del completino che sembra "stimolare il refrigerio" (capito giornalisti di Tg repertoriati?) e per far bella figura al Cocoricò, possibilmente con le scarpe disegnate da Stan Lee...A breve un nuovo e "refrigerante" Quiz ferragostano, preparate i gavettoni!

mercoledì 12 agosto 2009

GOSSIP - Mischa Barton sempre più devastata, per ironia della sorte sul set di "The Beautiful Life"...
Il destino cinico e baro vuole che Mischa Barton sia sul set della serie "The Beautiful Life": anche se le foto che arrivano di lei da New York, proprio tra un ciak e l'altro, ci dicono che la sua vita non è propriamente beautiful...Forza, Mischa, ti rivogliamo in forma! (e in produttori della serie anche!)...

lunedì 10 agosto 2009

GOSSIP - Leighton Meester parla per la prima volta del presunto sex tape di giugno...Ma più che una smentita, è un'amnesia...
Leighton Meester di "Gossip Girl" esce allo scoperto per la prima volta sul presunto sex tape che la vedrebbe protagonista (vedi Post del 23 giugno scorso). In un'intervista a "Harper's Bazaar" ha dichiarato che "Il video non è reale. La gente pensa che lo sia solo perchè qualcuno lo afferma...non penso proprio di essere io" ("I don't believe I was"). Più che una smentita, un'amnesia...Leggi l'intervista qui: http://www.harpersbazaar.com/magazine/cover/leighton-meester-interview-0909

sabato 8 agosto 2009

NEWS - Sacra Corona Televisiva: allo studio una serie italiana sui torbidi dietro le quinte del piccolo schermo
Notizia tratta da Tv Blog
"Una serie sul dietro le quinte del mondo dello spettacolo che si intreccia con l’attualità: potrebbe essere una proposta televisiva che farebbe parlare molto. A quanto apprende TvBlog, sarebbe infatti allo studio una fiction per il piccolo schermo sui retroscena del mondo dello spettacolo, tra raccomandazioni e giochi di potere. L’idea, in fase di studio e che deve ancora intraprendere quell’iter che spetta ad ogni prodotto seriale per essere trasmesso, interesserebbe trasversalmente Rai, Mediaset e, perchè no, anche Sky, che indubbiamente si troverebbero nei propri palinsesti qualcosa di davvero eclatante: gli eventi da cui prendere spunto non mancherebbero, ed i “riferimenti a fatti e persone” potrebbero infine non essere così casuali come si suol dire. Un mix, insomma, tra i dietro le quinte raccontati da "Boris" (ma senza la sua comicità), gli scheletri nell’armadio scoperti dagli scoop di "Dirt" e il rovescio della medaglia catodica raccontato in "Studio 60".Il mondo dello showbusiness e l’ampia gamma di personaggi che lo abitano recentemente hanno interessato il cinema, con quel “Ricordati di me” di Gabriele Muccino in cui una esordiente Nicoletta Romanoff interpretava una ragazza disposta a tutto pur di trovare il suo posto al sole. Più recentemente, è stato il film di Alessandro D’Alatri “Commediasexi” a toccare lo stesso tema, osando un po’ di più, dal momento che tra i protagonisti coinvolti in una storia leggera ma polemica c’era anche un onorevole. Toccherebbe, poi, a Matteo Garrone, potenzialmente interessato a girare una pellicola tratta dalle vicende giudiziarie (e non) del mattatore della stessa Vallettopoli, ovvero Fabrizio Corona. Ed ora, forse, toccherà alla tv: se l’idea di una fiction su Vallettopoli dovesse veramente arrivare sui nostri piccoli schermi, siamo sicuri che le idee non mancherebbero. Per raccontare una storia fatta di gossip, basterebbe ispirarsi alla realtà. E lo scoop sarebbe servito.

venerdì 7 agosto 2009

GOSSIP - Bella ed insopportabile: Katherine Heigl, l'attrice più impossibile di Hollywood
Articolo di Renato Franco sul "Corriere della Sera" di oggi
"«Perché odio Katheri­ne Heigl»: se l’antipatia è un indice del tasso di popolarità, Katherine Heigl può stare tranquilla. Commen­ti così se ne leggono a cascata su In­ternet. Due risposte per cominciare. Perché è tanto antipatica? Primo: per il suo desiderio di protagonismo. Se­condo: perché è ipocrita. Terzo: per­ché fuma. Ma soprattutto: chi è Ka­therine Heigl? Il nome dice poco, il suo (bel) viso lo riconoscono in tan­ti. Diventata famosa con la serie di fantascienza per teenager Roswell, ora è da 101 episodi (ossia dall'inizio, cinque stagioni) nel cast di un altro serial che raccoglie milioni di tele­spettatori. In Grey's Anatomy inter­preta la dottoressa Izzie Stevens: nel feuilleton televisivo, tra alti e bassi escogitati dagli sceneggiatori per te­ner desta l'attenzione, ora sono tutti in apprensione per lei perché il tu­more che aveva sconfitto, si è rifatto vivo e le cose si mettono male.Ma non è questo il motivo per cui tutti la odiano. La lista di ragioni è lunga come la coda al Passante di Mestre. La sua ul­tima uscita fuori posto è stata nel talk show di David Letterman, qual­che giorno fa, dove si è lamentata del primo giorno di riprese sul set della sesta stagione di Grey’s Anato­my: «Abbiamo lavorato — lo conti­nuo a dire perché spero che si imba­razzino — per 17 ore in un giorno, cosa che credo sia crudele». Una la­mentela giudicata da molti media fuori luogo, visto il tasso di disoccu­pazione crescente negli Usa. Patrick Goldstein sul Los Angeles Times ha rilanciato le parole del produttore te­levisivo e blogger Ken Levine, che in un articolo intitolato «Perché odio Katherine Heigl... di nuovo» aveva stigmatizzato le sue richieste e i suoi atteggiamenti da diva: altro che 17 ore, i produttori avevano concentra­to le riprese per poterle permettere di fare la promozione del suo nuovo film in uscita, con aggravio di costi di produzione proprio per gli straor­dinari pagati alla troupe.
Non le è bastato nemmeno pren­dere le difese di T.R. Knight, suo col­lega in Grey’s Anatomy, per suscita­re un minimo sindacale di simpatia. L'attore, omosessuale, ha avuto più di un problema con un altro compa­gno di set, Isaiah Washington, che alla fine è stato allontanato dal tele­film per aver dato in due occasioni (sul set e in un’intervista) del «fro­cio» a Knight. È successo due anni fa, ma la Heigl non perde occasione di tornare a parlare dell'accaduto e la stampa americana ha iniziato a in­terpretare le sue frasi come voglia di mettersi in mostra. Anche recente­mente ha spiegato: «Non sono inter­venuta per ragioni politiche, ma in difesa dei sentimenti delle persone. È molto semplice nella mia testa: non devi ferire i sentimenti delle persone. Non mi interessano le loro preferenze sessuali o razza o sesso. Non lo fai e basta. Siamo tutti esse­ri umani, parte della razza umana e dobbiamo essere comprensivi e ge­nerosi e gentili l'uno con l’altro. Ba­sta con Michael Richards. Basta con Mel Gibson. È disgustoso. Il mondo è ancora molto bigotto. Andate a vede­re Borat. Non ho riso durante quel film. Ho pianto. Ero disgustata». C'è anche la questione del fumo. Nell'America salutista, ostentare la dipendenza dalla nicotina viene con­siderato un gesto insopportabile. Le foto di Katherine, classe 1978, sposa­ta con il cantante Jo­sh Kelley, con una sigaretta in bocca, passano su decine di siti, con com­menti al vetriolo co­me «Rieccola con un bastoncino di cancro tra le dita» o «Continua così e ti verrà la pelle di un coccodrillo». Mica finita. Non la sopportano nemmeno i produttori e gli autori di Grey's Anatomy. L'attrice non perde l'occasione di criticare, direttamen­te o indirettamente, la serie. L'anno scorso, la decisione di tirarsi fuori dalla corsa all’Emmy (l'Oscar della tv, vinto nel 2007 proprio per il suo ruolo) sostenendo di non aver forni­to interpretazioni «degne di una no­mination», non ha fatto felice chi la­vora con lei. Il gesto è stato interpre­tato come il tentativo di colpire auto­ri e produttori del telefilm, con cui non condivideva lo sviluppo che avevano dato al suo personag­gio. Del resto sui giornali e in tv, la storia del tumore la liquida come «una mossa strategica acchiappa ascolti». Prima ancora aveva avuto da ridire sul suo stipendio, giudica­to troppo basso rispetto ad altri. E che dire di questa dichiarazione? «Non sopporto gli show con dottori per protagonisti. Guardo solo Scru­bs, ma quelli non comici, come Er, mi mettono l’ansia». Come Grey’s Anatomy — vien subito da pensare — che di ER in fondo è il clone per più giovani.
Non sta simpatica nemmeno a Seth Rogen e Judd Apatow, rispetti­vamente protagonista (con la Heigl) e regista di Molto incinta (2007). Ro­gen ha accusato Katherine di ipocri­sia, per aver detto che Molto incinta era un film «sessista» che «dipinge le donne come frustate e senza un minimo di humour, mentre gli uo­mini sono buffi e amanti del diverti­mento». Ora però fa finta di niente e recita in una commedia come La du­ra verità, giudicata da molti critici maschilista e scontata. L’ultima prova della sua attrattiva al contrario? Met­tendo sui motori di ricerca il suo nome e la parola «hate», odio, vengono fuo­ri circa 500.000 pa­gine. Qualcuno però la difende. Ken Tucker, sul sito di En­tertainment Weekly, ha scritto che la sua performance al Letterman è stata «brillante e divertente» e che la frase sulle 17 ore di lavoro era solo «una punzecchiatura ai propri capi, di quelle che facciamo un po’ tutti». Per Tucker, comunque la Heigl «de­ve trovare migliori film e migliori re­gisti perché lei sta cercando di non essere solo un sex symbol e per una donna a Hollywood è un risultato difficile da ottenere». Con qualche sorriso in più e qualche battuta aci­da in meno magari ci riesce".

giovedì 6 agosto 2009

GOSSIP - Clamoroso al Cibali: più che beautiful, la vita (di Mischa) si allarga! Barton ciccia-bomba irrompe per le vie di New York e i produttori di "The Beautiful Life" si mettono le mani nei capelli (e nascondono i sandwich)
Una quasi irriconoscibile Mischa Barton è stata fotografata questa settimana per le vie di New York, città dove si registra "The Beautiful Life", la serie che segna il suo ritorno al piccolo schermo dopo l'exploit di "The O.C.". L'attrice inglese, fresca scampata ad un collasso "nervoso" e una degenza obbligatoria in una clinica psichiatrica, è stata immortalata con una capigliatura più sul castano e con almeno una decina di chili in più - probabile conseguenza delle medicine assunte - oltre che con un abitino da spider-woman nero che di certo non sfila la sua figura. Ciliegina sulla torta Mischa-foglie, le calzettine rosa-shocking che fanno capoccella su sandali da tacchi 10 centrimetri griffatissimi. Peccato che l'arci-mitica non si accorga, distratta dal paparazzo, che una signorina l'ha preceduta quatta quatta sul taxi e, se Mischa non si gira in tempo, rischi una capocciata sul tettino della vettura in stile Leslie Nielsen in "Una pallottola spuntata".

martedì 4 agosto 2009

NEWS - La vita è un telefilm...vintage. Fox Retro rispolvera i miti a puntate del passato e allaccia i legami con i cult del presente
Articolo di Stefano Priarone su "La Stampa" di oggi
"Prendiamo l’ultimo grido del «gioco aperitivo», un classico del ceto medio in vacanza nei villaggi turistici. Scordatevi il karaoke, la musica è roba superata. Il massimo quest’anno è indovinare al primo colpo sigle e citazioni dei telefilm Anni 70-80, con medici affermati che si sgolano a cantare «nano nano» da Mork e Mindy, e cauti commercialisti che ribattono colpo su colpo con «Che cavolo stai dicendo Willis?» dal Mio amico Arnold. E’ un momento d’oro per le vecchie serie americane, con cui sono cresciute le generazioni dei quaranta cinquantenni: dal 1° agosto gli appassionati hanno addirittura un canale tutto per loro, Fox Retro, sul bouquet di Sky, dove possono vedersi a ripetizione Charlie's Angels, Baywatch, Miami Vice, I Jefferson, Love Boat. Serie magari stilisticamente un po’ così, ma che hanno indubbiamente influenzato l'immaginario collettivo, e di cui molti personaggi dello spettacolo non hanno mai fatto mistero di essere fan (dal dj Linus a Paola Cortellesi, da Gianni Boncompagni a Valerio Mastrandrea). Una passione che li accomuna a molti insospettabili: nella sua autobiografia I'm Not Serious l'ex campione di tennis americano John McEnroe racconta che quando nel 1984 ha iniziato a uscire con l'attrice Tatum O'Neal (che in seguito avrebbe sposato) era eccitatissimo dall'idea di fare sesso nella casa dove abitava la compagna del padre di Tatum, Farrah Fawcett (recentemente scomparsa per un tumore), sua fantasia erotica adolescenziale quando era una delle Charlie's Angels. D’altronde, come sostiene il saggio di Chiara Poli e Leopoldo Damerini (instancabile organizzatore del Telefilm Festival milanese) recentemente uscito per Garzanti, La vita è un telefilm. La saggezza del nuovo millennio nelle 2020 migliori battute delle grandi serie televisive, «da decenni il senso della vita - più che la famiglia, la scuola, le chiese o i partiti - ce lo insegnano i telefilm, attraverso le loro storie, i loro protagonisti, le loro battute memorabili». Così a guardare Fox Retro non sono solo gli inguaribili nostalgici che rivedendo vecchie serie cercano di ritornare all’età d’oro della loro infanzia e adolescenza. Gli stessi che leggono ristampe di vecchi fumetti (Tex, i supereroi della Marvel), che giocano ai primissimi videogame per Commodore 64 e sospirano davanti agli incontri di tennis di Bjorn Borg. Ci sono anche quelli chee, un po' traumatizzati da serie «per iniziati» come Lost e Heroes (spesso incomprensibili per lo spettatore casuale e anche piuttosto pessimiste), le vedranno per l'ironia, la solarità, la scrittura felice e le trame lineari, le apprezzeranno quindi più per il loro valore intrinseco che per «l'effetto nostalgia».Non pochi infine rivedranno le vecchie serie pur amando molto anche quelle attuali. Guardare Fox Retro è anche un modo per rendersi conto di come la serialità attuale sia «figlia» di quella degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Le Charlie's Angels, così glamour e segretamente innamorate del capo (il ricco Charlie, che non appare mai) possono magari sembrare «sessiste» agli spettatori attuali, ma in realtà sono state un modello di donne vincenti per più generazioni di ragazzine (che spesso giocando si ribattezzavano con i nomi degli Angeli). Inoltre probabilmente non avremmo avuto eroine «al femminile» come Buffy l'ammazzavampiri interpretata da Sarah Michelle Gellar) o come le Streghe della serie omonima (le attrici Alyssa Milano, Holly Marie Combs, Shannen Doherty e Rose McGowan) senza gli Angeli di Charlie a fare da apripista. Lo stesso Lost, come ha dichiarato uno dei suoi creatori Damon Lindelof, è stato fortemente influenzato, nello stile narrativo (allusivo e contorto) e nei temi (fantastici) da serie Anni Novanta come Twin Peaks di David Lynch e X-Files di Chris Carter. Il Tony DiNozzo eroico agente e tombeur des femmes del serial NCIS è senz'altro «figlio» di Tom Selleck-Magnum P.I., il detective privato delle Hawaii (del resto le serie condividono lo stesso creatore, Donald P. Bellisario), anche se Di Nozzo è preso meno sul serio dalle donne (i tempi sono cambiati). Le bagnine di Baywatch (in testa un'icona sexy come Pamela Anderson) possono essere considerate delle «protoveline»: nella serie la trama contava poco, tutti volevano vedere i pezzi in stile video in cui le ragazze erano inquadrate mentre nuotavano o posavano per servizi di moda, erano un po' come gli «stacchetti» delle veline. Non dimentichiamo poi che molti divi di oggi si sono fatti le ossa con quei telefilm: in un episodio di Charlie’s Angels esordisce una giovanissima Kim Basinger, Michelle Pfeiffer recita nel ruolo di Jobina in Chips 3, mentre un Sylvester Stallone ragazzo indossa i panni del detective Rick Daley in Kojak 3. Per non parlare dell'effetto che questi telefilm hanno avuto sulla sfera sociale e politica. La sitcom degli Anni Settanta I Jefferson parlava della vita di due afroamericani arricchiti, testimoniava che l'America stava cambiando e che i neri non erano poi così diversi dai bianchi (il ricco George Jefferson era razzista nei confronti dei «visi pallidi» come e più di questi nei suoi confronti). E forse è anche grazie a questa serie se adesso il presidente degli States è Barack Obama".

lunedì 3 agosto 2009

GOSSIP - Pushing Topless 2 (la ventetta)! La reci-diva Anna Friel di nuovo colta sul fatto, stavolta on the beach: sarà lei la topless(ata) telefilmica dell'estate?
Dopo il Post del 18 luglio scorso dove compariva su "Vanity Fair" a seno nudo ma molto glamour, Anna Friel di "Pushing Daisies", forse vedendo su Telefilm Cult l'agguerrita concorrenza delle altre topless(ate) telefilmiche, ha deciso di replicare col seno di poi mostrando le sue grazie on the beach. In attesa delle ri-repliche delle altre concorrenti o di nuove entrate, la Friel si stacca dal gruppone e si candida a regina del no bikini-no party estivo...

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