venerdì 27 dicembre 2013
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Downton Abbey", la congiunzione perfetta
"Non ci stancheremo mai di parlare di «Downton Abbey», giunto intanto in Italia alla terza edizione, una felice congiunzione di sceneggiatura, recitazione e ambientazione (Rete4, giovedì, ore 21.20). Con una successione di piccoli colpi di scena (l'ultimo è che Lord Grantham ha avuto un tracollo finanziario per una speculazione in Borsa avventata e probabilmente dovrà vendere il castello), mirabilmente graduati dai flutti del tempo e della narrazione, lo showrunner Julian Fellowes scompone il quadro di una supposta normalità tardo-vittoriana e la ricompone in un labirinto di complicazioni e di pregiudizi. Siamo nella primavera del 1920. La madre di Cora (Shirley MacLaine) arriva a Downton per il matrimonio di Lady Mary e Matthew, e crea non poche tensioni, con la sua spigliatezza americana resa ancora più vivida dagli stanchi rituali della campagna inglese. Il gioco verticale tra il «sopra» e il «sotto» (upstairs and downstairs), tra l'aristocrazia che celebra i suoi ultimi fasti e la servitù che sta prendendo coscienza (il capolavoro assoluto di riferimento è La Règle du jeu di Jean Renoir), tra codici comportamentali (a Downton Abbey anche le sguattere ne hanno uno) e codici linguistici. Le parole che più ricorrono sono «decoro», «indole», «tradizione». I giovani tentano di trovare una loro identità, rivelando furori ideologici e grettezze finanziarie, ma tutto ruota ancora attorno alle due grandi vecchie, Martha e Lady Violet, così lontane e così vicine (è di Lady Violet l'aforisma da tenere a mente: «Niente garantisce il successo come l'eccesso»).«Downton Abbey» (in Inghilterra siamo già alla quarta stagione) ci viene incontro come un imponente maniero che respira, desidera, abbandonato alle sue cerimonie, ai suoi capricci, ai suoi rancori, finché tutti le storie si sciolgono nelle regole del gioco". (Aldo Grasso, 21.12.2013)
CORRIERE DELLA SERA
"Downton Abbey", la congiunzione perfetta
"Non ci stancheremo mai di parlare di «Downton Abbey», giunto intanto in Italia alla terza edizione, una felice congiunzione di sceneggiatura, recitazione e ambientazione (Rete4, giovedì, ore 21.20). Con una successione di piccoli colpi di scena (l'ultimo è che Lord Grantham ha avuto un tracollo finanziario per una speculazione in Borsa avventata e probabilmente dovrà vendere il castello), mirabilmente graduati dai flutti del tempo e della narrazione, lo showrunner Julian Fellowes scompone il quadro di una supposta normalità tardo-vittoriana e la ricompone in un labirinto di complicazioni e di pregiudizi. Siamo nella primavera del 1920. La madre di Cora (Shirley MacLaine) arriva a Downton per il matrimonio di Lady Mary e Matthew, e crea non poche tensioni, con la sua spigliatezza americana resa ancora più vivida dagli stanchi rituali della campagna inglese. Il gioco verticale tra il «sopra» e il «sotto» (upstairs and downstairs), tra l'aristocrazia che celebra i suoi ultimi fasti e la servitù che sta prendendo coscienza (il capolavoro assoluto di riferimento è La Règle du jeu di Jean Renoir), tra codici comportamentali (a Downton Abbey anche le sguattere ne hanno uno) e codici linguistici. Le parole che più ricorrono sono «decoro», «indole», «tradizione». I giovani tentano di trovare una loro identità, rivelando furori ideologici e grettezze finanziarie, ma tutto ruota ancora attorno alle due grandi vecchie, Martha e Lady Violet, così lontane e così vicine (è di Lady Violet l'aforisma da tenere a mente: «Niente garantisce il successo come l'eccesso»).«Downton Abbey» (in Inghilterra siamo già alla quarta stagione) ci viene incontro come un imponente maniero che respira, desidera, abbandonato alle sue cerimonie, ai suoi capricci, ai suoi rancori, finché tutti le storie si sciolgono nelle regole del gioco". (Aldo Grasso, 21.12.2013)
mercoledì 25 dicembre 2013
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venerdì 20 dicembre 2013
Secondo l'#Auditel ieri #DowntonAbbey è stato visto più dai bambini 4/14 anni che dalle fasce 15/19 e 25/34 anni messe insieme.
— Leo Damerini (@LeoDamerini) 20 Dicembre 2013
Altrove i fans noti di #DowntonAbbey sono Mick Jagger, Harrison Ford, Michelle Obama, Bette Midler, Tom Hanks...In Italia Caterina Balivo.
— Leo Damerini (@LeoDamerini) 20 Dicembre 2013
giovedì 19 dicembre 2013
GOSSIP - Fuori i pettorali, è Natale! Manganiello sempre più nel culto. Del bicipiteQualcuno lo fermi. Joe Manganiello ("True Blood") è sempre più a petto in fuori nello show-business e non passa mese che si faccia ritrarre da qualche rivista specializzata di bicipiti in copertina. Possibilmente a petto nudo in vista. Eccolo sull'ultimo numero dell'imperdibile "Muscle&Fitness", dalla copertina all'ampio servizio interno per la gioia delle sue fans e dei palestrati a tutti i costi.
On being focused on his body as an actor: “There’s the triangle – the mind, body, and spirit. And all too often I see actors really work the mental and spiritual side but not put anything into the physical side, they just kind of ignore it. I don’t come from that school. I come at it in ancient Greek sense, in that their culture was built on athletics and on philosophers.
On his mentality in the gym: “My training is obviously about weightlifting and building muscle, but it’s also about remaining athletic. It’s about building the body, but it’s also about teaching your body to adjust to its own weight, especially as you get bigger. And it’s practical. I come from Pittsburgh, and the people in the gym in Pittsburgh aren’t working out to look good because they’ve got a shoot coming up. They’re working out because they want to be stronger, because it helps them in life.”
www.telefilmcult.tumblr.com
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Kat Dennings, dopo "Thor" la "broke girl" incontra il mitologico John Waters
Carriera in ascesa e petto in fuori per Kat Dennings di "2 Broke Girls" (la terza stagione inedita su Joi dal 7 gennaio). Attualmente nei cinema di tutto il mondo con "Thor: The Dark World", l'attrice sarà nel 2014 sul grande schermo nel film "Suburban Gothic", pellicola già epocale in quanto segna il ritorno in scena, da attore, di John Waters, idolo incontrastato della cultura trash-pop (suo uno dei primi esperimenti cinematografici in "odorama" con "Polyester", del 1981). Dennings sarà circondata altresì da Ray Wise (che dopo "Twin Peaks" sembra non essersi più ripreso), Matthew Gray Gubler ("Criminal Minds") nonché Shanola Hampton di "Shameless" (la quarta stagione inedita su Joi dal 7 aprile). (News tratta dalla Newsletter 73 di Qui Mediaset)
Carriera in ascesa e petto in fuori per Kat Dennings di "2 Broke Girls" (la terza stagione inedita su Joi dal 7 gennaio). Attualmente nei cinema di tutto il mondo con "Thor: The Dark World", l'attrice sarà nel 2014 sul grande schermo nel film "Suburban Gothic", pellicola già epocale in quanto segna il ritorno in scena, da attore, di John Waters, idolo incontrastato della cultura trash-pop (suo uno dei primi esperimenti cinematografici in "odorama" con "Polyester", del 1981). Dennings sarà circondata altresì da Ray Wise (che dopo "Twin Peaks" sembra non essersi più ripreso), Matthew Gray Gubler ("Criminal Minds") nonché Shanola Hampton di "Shameless" (la quarta stagione inedita su Joi dal 7 aprile). (News tratta dalla Newsletter 73 di Qui Mediaset)
mercoledì 18 dicembre 2013
@MatthewPerry alla Vita in Diretta è come Bruce Willis alle Frontiere dello spirito. Eppure...http://t.co/Iw6DyEzMUr
@tvblogit @PaoloSutera
— Leo Damerini (@LeoDamerini) 18 Dicembre 2013
NEWS - Ultima ora! Darabont da orbi: l'ex ideatore di "The Walking Dead" ha denunciato AMC per i profitti di licenza del "suo" serial
Notizia tratta da "Variety"
“The Walking Dead” creator Frank Darabont and his agent CAA have filed suit against AMC Networks, claiming that they are owed tens of millions of dollars for the runaway hit, one that the cabler claims is running a deficit.
The suit, filed on Tuesday in the Supreme Court of the State of New York, contends that AMC has been engaged in “the improper and abusive practice of ‘self-dealing.’”
“One AMC affiliate produces ‘The Walking Dead’ and then licenses the show for an artificially low fee to another AMC affiliate that televises the show to the public,” the suit states. “The sole goal of this sham transaction is to enhance profits of the parent company by minimizing the revenues that go into the ‘pool’ of funds for the show’s profit participants.”
The suit states that Darabont is entitled to profits based on the success of the show under a formula in which he receives a percentage from a ‘pool’ of modified adjusted gross receipts. CAA, which packaged the series, also is a profit participant, the suit states.
Their suit claims that the biggest source of gross receipts, the license fees, are being “manipulated” as AMC controls the entity producing the show and shows it on its AMC channel.
But rather than pay “fair market value,” as Darabont’s contract required, he and CAA contend that the AMC created a “license fee formula” that “guarantees that the series will remain grossly in deficit.” The suit states that the formula “imputes” a license fee “millions of dollars lower” than what AMC would have to pay a non-affiliated studio like Lionsgate or Warner Bros. Darab0nt’s suit also says that he “has not received and may never receive one dollar in profits for developing the series.” The series, his attorneys contend, had a $49 million deficit as of September 2012.
Darabont was dismissed from the series in 2011.
AMC declined to comment.
Stu Segall Prods. also is named as a defendant, which Darabont and CAA claim was “simply used” as a signatory to the network’s agreement with Darabont to comply with guild requirements.
Dale Kinsella, one of Darabont’s representatives, said that the suit is distinctive in part because “the success of this particular series is somewhat unprecedented because it has obliterated the distinction between cable and network TV.”
The suit contents that under AMC’s imputed license fee formula, the license fee for the show is 65% of the costs of producing the series or $1.45 million per episode, whichever is lower. That means there “would be a significant deficit on every episode” during the life of the series. The formula provided for a 5% bump in the license fee for each season, regardless of how successful it was. That means that the license fee for season five of the show was capped at $1.76 million per episode, and $2.2 million in season 10. By contrast, the suit points out, AMC paid Lionsgate “at least” $3 million per episode for season five of “Mad Men, even though it gets “less than 25% of ‘The Walking Dead’s’ viewership.”
The suit also notes that while the term of licensing deals between unaffiliated networks and studios is typically four years, AMC’s imputed license fee is a perpetual one.
Darabont and CAA also contend that AMC has not properly accounted for the 30% tax credits they received for filming in Georgia. In September 2012, AMC listed production costs at $100 million, but with the 30% tax credit, the profit pool was “improperly deflated by more than $30 million,” according to the suit.
The litigation also claims that Darabont was dismissed from the series in the summer of 2011 without cause, even though he brought it in on time and within budget. The suit contends that AMC did so to avoid paying him increased compensation, as well as to avoid his right of first negotiation to serve as showrunner in the series’ third season.
Notizia tratta da "Variety"
“The Walking Dead” creator Frank Darabont and his agent CAA have filed suit against AMC Networks, claiming that they are owed tens of millions of dollars for the runaway hit, one that the cabler claims is running a deficit.
The suit, filed on Tuesday in the Supreme Court of the State of New York, contends that AMC has been engaged in “the improper and abusive practice of ‘self-dealing.’”
“One AMC affiliate produces ‘The Walking Dead’ and then licenses the show for an artificially low fee to another AMC affiliate that televises the show to the public,” the suit states. “The sole goal of this sham transaction is to enhance profits of the parent company by minimizing the revenues that go into the ‘pool’ of funds for the show’s profit participants.”
The suit states that Darabont is entitled to profits based on the success of the show under a formula in which he receives a percentage from a ‘pool’ of modified adjusted gross receipts. CAA, which packaged the series, also is a profit participant, the suit states.
Their suit claims that the biggest source of gross receipts, the license fees, are being “manipulated” as AMC controls the entity producing the show and shows it on its AMC channel.
But rather than pay “fair market value,” as Darabont’s contract required, he and CAA contend that the AMC created a “license fee formula” that “guarantees that the series will remain grossly in deficit.” The suit states that the formula “imputes” a license fee “millions of dollars lower” than what AMC would have to pay a non-affiliated studio like Lionsgate or Warner Bros. Darab0nt’s suit also says that he “has not received and may never receive one dollar in profits for developing the series.” The series, his attorneys contend, had a $49 million deficit as of September 2012.
Darabont was dismissed from the series in 2011.
AMC declined to comment.
Stu Segall Prods. also is named as a defendant, which Darabont and CAA claim was “simply used” as a signatory to the network’s agreement with Darabont to comply with guild requirements.
Dale Kinsella, one of Darabont’s representatives, said that the suit is distinctive in part because “the success of this particular series is somewhat unprecedented because it has obliterated the distinction between cable and network TV.”
The suit contents that under AMC’s imputed license fee formula, the license fee for the show is 65% of the costs of producing the series or $1.45 million per episode, whichever is lower. That means there “would be a significant deficit on every episode” during the life of the series. The formula provided for a 5% bump in the license fee for each season, regardless of how successful it was. That means that the license fee for season five of the show was capped at $1.76 million per episode, and $2.2 million in season 10. By contrast, the suit points out, AMC paid Lionsgate “at least” $3 million per episode for season five of “Mad Men, even though it gets “less than 25% of ‘The Walking Dead’s’ viewership.”
The suit also notes that while the term of licensing deals between unaffiliated networks and studios is typically four years, AMC’s imputed license fee is a perpetual one.
Darabont and CAA also contend that AMC has not properly accounted for the 30% tax credits they received for filming in Georgia. In September 2012, AMC listed production costs at $100 million, but with the 30% tax credit, the profit pool was “improperly deflated by more than $30 million,” according to the suit.
The litigation also claims that Darabont was dismissed from the series in the summer of 2011 without cause, even though he brought it in on time and within budget. The suit contends that AMC did so to avoid paying him increased compensation, as well as to avoid his right of first negotiation to serve as showrunner in the series’ third season.
martedì 17 dicembre 2013
NEWS - "Arrow" è la serie tv più vista in Italia del 2013 (e nel 2014 torna dal 10 gennaio con la serie-cugina "The Tomorrow People")
Si
avvicina la fine dell’anno e “Arrow”
risulta la serie tv più vista del 2013
in Italia. Proprio a inizio 2014, il serial con protagonista Stephen Amell tornerà con la seconda
stagione inedita su Italia 1 in prima tv free, dal 10 gennaio ogni venerdì in prima serata alle ore 21.10. Per l’occasione, la rete
diretta da Luca Tiraboschi lancerà
l’accoppiata super-eroica con l’anteprima esclusiva di “The Tomorrow People” (stesso giorno alle ore 22.10), dove compare il cugino di Stephen Amell, Robbie
Amell).
Questa
la Top Ten del 2013 delle serie tv più
viste in Italia.
1.
“Arrow” – Italia 1 – 3.491.000
spettatori
2. “NCIS – Unità Anticrimine” –
Raidue – 3.280.000 spettatori
3. “Elementary” – Raidue –
2.799.000 spettatori
4. “Inga Lindstrom” – Canale 5 –
2.689.000 spettatori
5. “Transporter – The Series” –
Italia 1 – 2.682.000 spettatori
6. “NCIS-Los Angeles” – Raidue –
2.587.000 spettatori
7. “Castle” – Raidue – 2.580.000
spettatori
8. “Criminal Minds” – Raidue – 2.533.000
spettatori
9. “Hawaii Five-O” – Raidue –
2.472.000 spettatori
10. “CSI-Crime
Scene Investigation” – Italia 1 - 2.313.000 spettatori
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lunedì 16 dicembre 2013
NEWS - Twitter inforcona l'Auditel: dall'autunno prossimo anche in Italia il monitoraggio sul social network dei programmi tv abbinato al vetusto sistema di rilevazione con le prese nei muri
Articolo tratto da "Prima Comunicazione"
Dall’autunno 2014 sarà disponibile anche in Italia Nielsen Twitter Tv Ratings, il primo strumento di misurazione dell’attività e della reach delle conversazioni su Twitter relative ai programmi televisivi, nato in seguito all’accordo esclusivo siglato tra Nielsen e Twitter a dicembre 2012 e già attivo negli Usa. Lo strumento consente a broadcaster, agenzie e inserzionisti di misurare e comprendere le conversazioni relative ai programmi televisivi e sviluppare di conseguenza le proprie strategie commerciali.
“Nielsen Twitter Tv Ratings offre nuove opportunità a editori,
agenzie e inserzionisti”, dichiara Luca Bordin, general manager, sales
& media solutions di Nielsen Italia. “Questo innovativo strumento,
oltre a consentire la misurazione dei tweet relativi ai programmi
televisivi, permette anche e soprattutto di rilevarne l’audience, cioè
quante persone sono state esposte a questi stessi tweet. I broadcaster
potranno quindi comprendere pienamente l’efficacia delle proprie
strategie di audience engagement mentre agenzie e inserzionisti avranno a
disposizione un tool strategico per la pianificazione pubblicitaria”.
Le conversazioni su Twitter durante le trasmissioni televisive hanno creato un nuovo appassionante fenomeno – spiega una nota diffusa oggi da Nielsen. I consumatori utilizzano infatti i social media per commentare e condividere opinioni su programmi e personaggi televisivi preferiti. Oltre 70 clienti negli Stati Uniti utilizzano già le soluzioni Nielsen Twitter Tv per analizzare le conversazioni in tempo reale su Twitter relative a tutti i programmi in onda su oltre 250 tra i più popolari canali televisivi statunitensi.
“In uno scenario televisivo in cui il coinvolgimento diretto degli spettatori diviene sempre più centrale, desta grande interesse l’iniziativa di Nielsen verso una currency che misuri trasversalmente i tweet legati a ciascun programma tv e la loro audience effettiva”, dice Andrea Mezzasalma, head of audience research & insights di Sky Italia.
Nielsen Twitter Tv Ratings – continua la nota – supporterà inoltre le agenzie e gli inserzionisti fornendo dati strategici per la pianificazione delle campagne pubblicitarie e per mettere a punto strategie commerciali che tengano conto di questa nuova opportunità rappresentata dalla social tv.
“I social network sono un labirinto di opportunità nel cui ambito la social tv riveste già oggi un ruolo importante. Si tratta dunque di un ecosistema in cui è complesso muoversi ma che, una volta trovati gli snodi, rappresenta un sicuro acceleratore di notorietà per aziende e prodotti”, commenta Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente Upa.
Lo strumento fornisce misurazioni separate e complementari alle tradizionali metriche Auditel. “Da tempo Auditel è attenta a come cambia la tv con l’estensione dei contenuti televisivi oltre al tradizionale schermo. Soltanto metriche affidabili permetteranno a broadcaster, agenzie e inserzionisti di elaborare nuove strategie editoriali e pubblicitarie capaci di tener conto anche dell’engagement generato dal fenomeno della social tv. In questo senso guardiamo con interesse a questa nuova soluzione che Nielsen renderà presto disponibile sul mercato italiano”, aggiunge Giulio Malgara, presidente Auditel.
Articolo tratto da "Prima Comunicazione"
Dall’autunno 2014 sarà disponibile anche in Italia Nielsen Twitter Tv Ratings, il primo strumento di misurazione dell’attività e della reach delle conversazioni su Twitter relative ai programmi televisivi, nato in seguito all’accordo esclusivo siglato tra Nielsen e Twitter a dicembre 2012 e già attivo negli Usa. Lo strumento consente a broadcaster, agenzie e inserzionisti di misurare e comprendere le conversazioni relative ai programmi televisivi e sviluppare di conseguenza le proprie strategie commerciali.
Le conversazioni su Twitter durante le trasmissioni televisive hanno creato un nuovo appassionante fenomeno – spiega una nota diffusa oggi da Nielsen. I consumatori utilizzano infatti i social media per commentare e condividere opinioni su programmi e personaggi televisivi preferiti. Oltre 70 clienti negli Stati Uniti utilizzano già le soluzioni Nielsen Twitter Tv per analizzare le conversazioni in tempo reale su Twitter relative a tutti i programmi in onda su oltre 250 tra i più popolari canali televisivi statunitensi.
“In uno scenario televisivo in cui il coinvolgimento diretto degli spettatori diviene sempre più centrale, desta grande interesse l’iniziativa di Nielsen verso una currency che misuri trasversalmente i tweet legati a ciascun programma tv e la loro audience effettiva”, dice Andrea Mezzasalma, head of audience research & insights di Sky Italia.
Nielsen Twitter Tv Ratings – continua la nota – supporterà inoltre le agenzie e gli inserzionisti fornendo dati strategici per la pianificazione delle campagne pubblicitarie e per mettere a punto strategie commerciali che tengano conto di questa nuova opportunità rappresentata dalla social tv.
“I social network sono un labirinto di opportunità nel cui ambito la social tv riveste già oggi un ruolo importante. Si tratta dunque di un ecosistema in cui è complesso muoversi ma che, una volta trovati gli snodi, rappresenta un sicuro acceleratore di notorietà per aziende e prodotti”, commenta Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente Upa.
Lo strumento fornisce misurazioni separate e complementari alle tradizionali metriche Auditel. “Da tempo Auditel è attenta a come cambia la tv con l’estensione dei contenuti televisivi oltre al tradizionale schermo. Soltanto metriche affidabili permetteranno a broadcaster, agenzie e inserzionisti di elaborare nuove strategie editoriali e pubblicitarie capaci di tener conto anche dell’engagement generato dal fenomeno della social tv. In questo senso guardiamo con interesse a questa nuova soluzione che Nielsen renderà presto disponibile sul mercato italiano”, aggiunge Giulio Malgara, presidente Auditel.
GOSSIP - Muy Galore!!! Dianna Agron si fa ritrarre da Ellen Von Unwerth (mica cotiche!)
Copertina antologica per Dianna Agron ("Glee") che si è fatta ritrarre dalla nota fotografa tedesca Ellen Von Unwerth, specializzata in ritratti erotici di Vip. Tant'è che la rivista "Galore" ha dedicato alla Agron (e alla Unwerth) la cover e una lunga intervista. Qui scatti e passi più significativi.
"Hmmmm…..there are definitely moments where you’d love to beat the shit out of someone. Sure. People can be cruel, take advantage of young girls, you name it. But, my best tennis racket is the ability to use my words. Just have to be confident and remember to use them. Standing up for yourself, and putting someone in their place with wit is a truly admirable skill".
"I’ve had the chance to sing on Glee. I’m lucky really. I grew up watching old musicals, which is what made me want to act. It’s come full circle and I am the happier for it. As for what my album would be called…..Not sure, definitely not Dianna Agron. Something fun. I’m trying to think of something on the spot. It’s not working. Instead random words are coming to mind. Bats, Night, Dark, Blue…..".
"Maybe 2014 will be the year I also try something I am terrified of. Like scuba diving. Probably not, but maybe. Never say never".
Copertina antologica per Dianna Agron ("Glee") che si è fatta ritrarre dalla nota fotografa tedesca Ellen Von Unwerth, specializzata in ritratti erotici di Vip. Tant'è che la rivista "Galore" ha dedicato alla Agron (e alla Unwerth) la cover e una lunga intervista. Qui scatti e passi più significativi.
"Hmmmm…..there are definitely moments where you’d love to beat the shit out of someone. Sure. People can be cruel, take advantage of young girls, you name it. But, my best tennis racket is the ability to use my words. Just have to be confident and remember to use them. Standing up for yourself, and putting someone in their place with wit is a truly admirable skill".
"I’ve had the chance to sing on Glee. I’m lucky really. I grew up watching old musicals, which is what made me want to act. It’s come full circle and I am the happier for it. As for what my album would be called…..Not sure, definitely not Dianna Agron. Something fun. I’m trying to think of something on the spot. It’s not working. Instead random words are coming to mind. Bats, Night, Dark, Blue…..".
"Maybe 2014 will be the year I also try something I am terrified of. Like scuba diving. Probably not, but maybe. Never say never".
venerdì 13 dicembre 2013
GOSSIP - La furia di Ashley! Benson instagramma al muro chi ha ideato la nuova locandina di "PLL"
Ashley Benson furiosa per l'uscita della nuova locandina di "Pretty Little Liars". L'attrice ha lanciato i suo strali da Instagram senza mezze parole: “Saw this floating around….hope it’s not the poster. Our faces in this were from 4 years ago…..and we all look ridiculous. Way too much photo shop. We all have flaws. No one looks like this. It’s not attractive 🙈🙈” . Dire che ha ragione è dir poco...
Ashley Benson furiosa per l'uscita della nuova locandina di "Pretty Little Liars". L'attrice ha lanciato i suo strali da Instagram senza mezze parole: “Saw this floating around….hope it’s not the poster. Our faces in this were from 4 years ago…..and we all look ridiculous. Way too much photo shop. We all have flaws. No one looks like this. It’s not attractive 🙈🙈” . Dire che ha ragione è dir poco...
GOSSIP - Potete dirlo forte, anzi "Louder": già su iTunes il disco di Lea Michele
(ANSA) - ROMA, 12 DIC - Lea Michele, la star della celebre serie televisiva Glee nel ruolo di Rachel Berry, pubblichera' il 4 marzo il suo album di debutto, intitolato Louder. Il disco, registrato nell'ultimo anno e' composto da 11 brani ed e' caratterizzato da intense ballate, interpretate da una voce unica come quella di Lea Michele. L'album e' gia' disponibile su iTunes, preordinandolo e' possibile ottenere l'immediato download del primo singolo "Cannonball", una ballata romantica scritta dell'australiana Sia. "Louder racchiude tutte le esperienze che ho vissuto in quest'ultimo anno ed il mio viaggio che mi ha portato fino a qui come artista - ha dichiarato Lea Michele -. E' intriso di
emozioni parla del non lasciarsi andare e vivere la propria vita in modo sempre piu' intenso. Sono eccitata all'idea di condividere con i fan questo mio nuovo lato". Le canzoni che spiccano in Louder includono il singolo Cannonball, l'inno pop/rock On My Way e Battlefield, un'accorata ballata anch'essa composta in collaborazione con Sia. Altri brani destinati ad entrare tra i preferiti dei fan sono la tagliente pop song Burn With You e la title track Louder che rappresenta il culmine di questo album eclettico.
(ANSA) - ROMA, 12 DIC - Lea Michele, la star della celebre serie televisiva Glee nel ruolo di Rachel Berry, pubblichera' il 4 marzo il suo album di debutto, intitolato Louder. Il disco, registrato nell'ultimo anno e' composto da 11 brani ed e' caratterizzato da intense ballate, interpretate da una voce unica come quella di Lea Michele. L'album e' gia' disponibile su iTunes, preordinandolo e' possibile ottenere l'immediato download del primo singolo "Cannonball", una ballata romantica scritta dell'australiana Sia. "Louder racchiude tutte le esperienze che ho vissuto in quest'ultimo anno ed il mio viaggio che mi ha portato fino a qui come artista - ha dichiarato Lea Michele -. E' intriso di
emozioni parla del non lasciarsi andare e vivere la propria vita in modo sempre piu' intenso. Sono eccitata all'idea di condividere con i fan questo mio nuovo lato". Le canzoni che spiccano in Louder includono il singolo Cannonball, l'inno pop/rock On My Way e Battlefield, un'accorata ballata anch'essa composta in collaborazione con Sia. Altri brani destinati ad entrare tra i preferiti dei fan sono la tagliente pop song Burn With You e la title track Louder che rappresenta il culmine di questo album eclettico.
giovedì 12 dicembre 2013
LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Forconi come i Gallagher! La nuova locandina di "Shameless" inneggia alla rivolta...
Il movimento e la protesta dei “Forconi” non sono una realtà solo italiana.
Il movimento e la protesta dei “Forconi” non sono una realtà solo italiana.
Sfocerà presto in America nella nuova
stagione della serie tv “Shameless”,
in onda dal 10 gennaio Oltreoceano e dal 7
aprile su Joi di Mediaset Premium.
Già la
locandina della quarta stagione parla chiaro.
La famiglia
protagonista, i Gallagher, è a capo di una protesta dove campeggiano sullo
sfondo due bandiere americane. La protagonista Fiona (Emmy Rossum) sfoga la sua rabbia in un urlo che appare liberatorio.
Lo slogan che sovrasta l’immagine è oltremodo emblematico: “This
ain’t Tea Party” (“Questo non è un Tea Party”).
Il riferimento è al movimento nato negli
Usa nel 2009 che ha raccolto le proteste contro la legge di stabilità del 2008 di
Bush e la legge di recupero e reinvestimento del 2009, oltre che contro la
riforma sanitaria di Obama. Lo stesso acronimo del movimento –TEA – significa Taxed
Enough Already (Già Abbastanza Tassati).
Nella locandina di “Shameless”
si notano altresì due molotov pronte al lancio. Che la protesta diventi una
rivolta? La nuova stagione di una delle serie tv che meglio ha raccontato la
crisi economica all’interno di un nucleo familiare già di per sé borderline,
saprà dare la risposta. Almeno quanto la realtà.
mercoledì 11 dicembre 2013
GOSSIP/L'EDICOLA DI LOU - Luci Rossum di rabbia! La protagonista di "Shameless" sempre più sexy e bellicosa
Nuova
svolta sexy per Emmy Rossum di “Shameless”, ultimamente passata dalle
atmosfere retrò del suo ultimo disco a scatti più audaci. Gli ultimi sono
apparsi qualche giorno fa sulla nuova edizione messicana di “Esquire”, che non per niente ha
dedicato all’affascinante attrice la
copertina. Intanto parte in America a inizio 2014 la quarta stagione di “Shameless” (su Joi dal 7 aprile), che a giudicare dalla nuova locandina promette
di essere ancor più legata all’attualità extra-familiare, con i riflettori
puntati su quanto avviene nella società al tempo della crisi economica e della
crescente insoddisfazione sociale. Nel nuovo poster, si vedono tutti i
protagonisti – Emmy Rossum in testa
– a capo di una rivolta dove campeggiano bandiere americane sullo sfondo, ma
anche molotov e grida minacciose al motto di “Non sarà un Tea Party”!.
Più attuali e bellicosi di così si muore…(Notizia tratta dalla Newsletter #72 di QuiMediaset)
martedì 10 dicembre 2013
NEWS - Da domani (in realtà da aprile) le serie tv si consumano all'"Infinity". Al via il video on demand di Mediaset
COS'E'
E' un servizio di video on demand online con film, fiction e serie tv.
Consente di vedere subito il contenuto via streaming o di scaricarlo per vederlo in un secondo momento anche senza essere connessi a Internet.
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5.000 titoli tra film, fiction (da subito), serie tv (da aprile).
I titoli, ovviamente, si rinnovano di continuo.
COME FUNZIONA
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1. avere un device connesso a Internet (pc, mac, tablet, console per videogiochi, smart tv, decoder hd per il digitale terrestre o il satellite; presto anche su smartphone)
2. registrarsi sul sito di Infinity (www.infinitytv.it) fornendo il numero della propria carta di credito o prepagata
3. scegliere tra la sottoscrizione mensile senza alcun vincolo di rinnovo e il consumo di un singolo contenuto.
Il servizio può essere provato gratuitamente per 15 giorni.
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QUANTO COSTA
La sottoscrizione mensile senza alcun vincolo di rinnovo costa 9.99 euro.
Il consumo di un singolo contenuto, senza sottoscrizione, costa 3 o 5 euro.
I film appena usciti nelle sale costano 3 o 5 euro per chi non è titolare di una sottoscrizione, fino al 50% in meno per chi invece ha una sottoscrizione.
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INOLTRE...
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- con la funzione "Cofanetto" si potrà accedere a tutti gli episodi di una serie tv o fiction, tutti i film di un regista, tutti i titoli di una saga
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L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieriCORRIERE DELLA SERA
"The Blacklist", poco in comune con le serie raffinate
"Su Fox Crime è iniziata «The Blacklist», una serie che negli Stati Uniti ha ottenuto buoni ascolti ed è diventata uno dei casi più interessanti di quest’ultima stagione (venerdì, ore 21.00). La serie racconta di Raymond «Red» Reddington (James Spader), pericoloso ricercato dalla polizia statunitense e dall’Interpol, un cittadino americano che molti anni prima aveva fatto perdere le sue tracce, abbandonando moglie e figlia per diventare un pericoloso boss del crimine internazionale. Quando Reddington si consegna spontaneamente all’FBI e si offre di aiutare gli agenti a rintracciare e neutralizzare un elenco di terroristi che complottano contro gli USA (la «blacklist», appunto), gli interrogativi sulle sue vere intenzioni si moltiplicano. Tanto più che pone come condizione vincolante che a seguire il suo caso sia solo Elizabeth Keen, una giovane agente esperta nel tracciare i profili psicologici dei criminali, al suo primo giorno di lavoro nell’FBI (una situazione simile al Silenzio degli innocenti , ma c’è anche qualche riferimento a «Homeland» e ci sono abbondanti richiami alle atmosfere di «24»). La serie negli Usa è stata un successo di pubblico, anche se ha ben poco in comune con le serie più raffinate, che puntano tutto sulla complessità psicologica e sulla perfezione delle trame. «The Blacklist» è in fondo un tradizionale telefilm investigativo, che però mette a capo delle indagini un pericoloso criminale, un personaggio interessante: Reddington è una specie di genio del male, all’apparenza spietato, capace di manipolare a suo piacimento le personalità più deboli. Il racconto è spesso sovraccarico nei toni, persino eccessivo nel delineare buoni e cattivi, ma il tutto è impreziosito dall’eccellente prova di recitazione di James Spader (già visto in Crash e Lincoln )".
(Aldo Grasso, 09.12.2013)
lunedì 9 dicembre 2013
NEWS - Fish-Files! Gillian Anderson nuda con pesce-sciarpa per salvare i fondali britannici
Nudi, avvolti da un pesce, protestano per la distruzione dei fondali marini delle acque britanniche. Testimonial d'eccellenza: Gillian Anderson, la Dana Scully di X-Files. Il messaggio, lanciato dalla campagna "Fishlove" del fotografo francese Denis Rouvre, è il seguente: "I soldi dei contribuenti inglesi sono stati dati ai pescherecci francesi per distruggere i fondali marini delle acque britanniche". Per maggiori info: http://www.fishlove.co.uk/contact.
Nudi, avvolti da un pesce, protestano per la distruzione dei fondali marini delle acque britanniche. Testimonial d'eccellenza: Gillian Anderson, la Dana Scully di X-Files. Il messaggio, lanciato dalla campagna "Fishlove" del fotografo francese Denis Rouvre, è il seguente: "I soldi dei contribuenti inglesi sono stati dati ai pescherecci francesi per distruggere i fondali marini delle acque britanniche". Per maggiori info: http://www.fishlove.co.uk/contact.
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Sorbo-le! L'interprete di "Hercules" in tv non farà parte del film in lavorazione
Kevin Sorbo -- I Got Screwed Out of BOTH New #Hercules' Movies! http://t.co/2UbZBsFrQQ via @TMZ
— TelefilmCult (@TelefilmCult) 8 Dicembre 2013
venerdì 6 dicembre 2013
PICCOLO GRANDE SCHERMO - "Terminator" sulla via Emilia! La Clarke di "GOT" in corsa per essere Sarah Connor nel reboot del 2015
News tratta da "Entertainment Weekly"
EXCLUSIVE: hearing that Paramount and director Alan Taylor are looking closely at Emilia Clarke and Brie Larson ("United States of Tara") to play the role of Sarah Connor in the Terminator reboot that is being assembled for a July, 2015 release. Both actresses have tested for the producers, and they are the frontrunners. I have heard that Clarke has an edge, and that would not be surprising. Before Taylor helmed Thor: The Dark World, he directed Clarke in HBO’s Game Of Thrones. She, of course, plays the unforgettable dragon-commanding heroine Daenerys Targaryen in that massive HBO series, and has demonstrated the mettle to capably play one of the screen’s most formidable heroines as originated by Linda Hamilton in James Cameron’s first two films in the series. The completion of this franchise is expected to span at least two films. They are casting the Sarah Connor role before Reese and John Connor. Arnold Schwarzenegger is booked for a return as the title character. Stay tuned.
News tratta da "Entertainment Weekly"
EXCLUSIVE: hearing that Paramount and director Alan Taylor are looking closely at Emilia Clarke and Brie Larson ("United States of Tara") to play the role of Sarah Connor in the Terminator reboot that is being assembled for a July, 2015 release. Both actresses have tested for the producers, and they are the frontrunners. I have heard that Clarke has an edge, and that would not be surprising. Before Taylor helmed Thor: The Dark World, he directed Clarke in HBO’s Game Of Thrones. She, of course, plays the unforgettable dragon-commanding heroine Daenerys Targaryen in that massive HBO series, and has demonstrated the mettle to capably play one of the screen’s most formidable heroines as originated by Linda Hamilton in James Cameron’s first two films in the series. The completion of this franchise is expected to span at least two films. They are casting the Sarah Connor role before Reese and John Connor. Arnold Schwarzenegger is booked for a return as the title character. Stay tuned.
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