giovedì 13 agosto 2015

NEWS - C'é pure il "Serpico" bulgaro tra i 15 titoli inediti di settembre su Premium Mediaset... 
“Undercover”, la serie bulgara di detection che Premium Action trasmette in anteprima assoluta dal 3 settembre, apre la nuova stagione di Premium Mediaset all’insegna della serialità “non solo Usa”. La storia è una sorta di “Serpico” dalle parti di Sofia ai giorni nostri. L’agente speciale Martin Hristov (Ivaylo Zahariev) ha il compito d’infiltrarsi “undercover” nella gang mafiosa del boss Djaro (Mihail Bilalov). La missione non è facile: nel corso degli eventi il poliziotto deve condividere azioni criminali per non farsi smascherare e, soprattutto, deve combattere l’attrazione per Sunny (Irena Miliankova), la figlia del boss. Più Martin si dimostra violento e spietato, più diventa credibile agli occhi dei malavitosi. Più ha chance per sopravvivere. La serie, giunta in patria alla 4° stagione, si ispira a fatti di cronaca nera odierna, dalle inchieste sulla corruzione alle rapine in banca e al traffico di droga, riproducendo una realistica scala gerarchica delle gang mafiose vigenti in Bulgaria.

mercoledì 12 agosto 2015

GOSSIP - Jane Krakowski di "Ally McBeal", "30 Rock" e "UKS" sulla cover di "Hamptons"
Jane Krakowski of Ally McBeal and 30 Rock is radiant on the cover of Hamptons magazine’s latest issue. Here’s what the 46-year-old Pixels star had to share with the mag:
On her first time on the Unbreakable Kimmy Schmidt set: “It was lovely for me. It was a bit of a homecoming. I’d never arrived on a set where 95 percent of the people were family [from 30 Rock], so it was like getting the band back together.
On snuggling with Ellie Kemper: “I also love that our first scene was when I asked you to snuggle with me in bed, because I find with every job I do, your sex scene, or your make-out scene with somebody is always the first scene scheduled. We got in bed together on our first scene and just spooned each other—from the get go!”
For more from Jane, visit Hamptons-Magazine.com.

martedì 11 agosto 2015

SGUARDO FETISH - Gli zombie di "The Walking Dead" sempre più decomposti: nella 6° stagione i maghi del make up han fatto i salti...mortali! (2 immagini in anteprima)

News tratta da "Vulture"
The zombies of The Walking Dead aren't immune to time or the elements, and each season they have gotten progressively more decomposed, or as zombie maestro and executive producer Greg Nicotero says, the walkers are like "pumpkins [that have] rotted into a puddle of goo because of the sun." Basically this means that the walkers for the upcoming sixth season will be the gnarliest, most wretched-looking members of the undead yet. Makeup artists, feast your eyes on these two lookers from the new season, which returns October 11:

lunedì 10 agosto 2015

GOSSIP - Kat-amorphosy! La Dennings si trasforma nella Hepburn (e non solo) per gioco
Kat Dennings di "2 Broke Girls" per il sito di bellezza "Byrdie".

sabato 8 agosto 2015

GOSSIP - Dall'anarchia alla monarchia, ormonaute in giubilo per Charlie Hunnam di "Sons of Anarchy" versione King Arthur! (la gallery completa)

venerdì 7 agosto 2015

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
La forza vitale di Tony Soprano, boss depresso da rivedere 
Sky Atlantic sta riproponendo un classico della serialità: «I Soprano» di David Chase. Nonostante siano passati 14 anni dalla prima messa in onda italiana (16 da quella americana), i personaggi conservano una forza vitale quasi inscalfibile, a dimostrazione che anche la serialità televisiva sa raccontare la realtà più del cinema e della letteratura (e comunque ha perso ogni complesso di inferiorità nei loro confronti, facendo sfoggio di invidiabili modalità narrative) e il protagonista, un mafioso di terza generazione, si è magicamente identificato nel suo interprete, James Gandolfini. Ai personaggi famosi della letteratura possiamo dare tanti volti, a Tony Soprano no. L'epopea di Ibny Soprano è anche il più grande affresco su una delle grandi malattie della modernità, la depressione. Un boss mafioso, l'ultimo erede delle famiglie che spadroneggiano nel New Jersey, diventa un caso clinico, un fragile depresso che ogni settimana deve incontrare una psicoterapeuta. L'impero del male si sta sfaldando, i padri storici rincoglioniscono in qualche casa di riposo, la polizia ha in mano elementi per incastrare la «famiglia», altre bande si fanno avanti... È complesso il mondo di Tony: una moglie comificata, vampate di rimorsi, amici traditori, figli ribelli, figliocci con scarse capacità malavitose, madri possessive, soldi sporchi, omicidi e furti, regolamenti di conti, doppie e triple morali, sensi di colpa, riavvicinamenti e rotture. Gandolfini è stato bravissimo a caricarsi sulle spalle questo universo in decomposizione e restituircelo con ironia e consapevolezza. Il fenomeno «Soprano» è stato un evento mediatico che ha marcato quasi un decennio di storia della tv. Amato, anche criticato (in America è stato citato in giudizio perché avrebbe offeso l'immagine degli italo-americani) ha fatto discutere per il suo impatto sociale, fornendo a molti studiosi prezioso materiale d'indagine. Merita di essere rivisto". (Aldo Grasso) 

giovedì 6 agosto 2015

GOSSIP - Clamoroso al Cibali! "Nina Dobrev potrebbe tornare a 'TVD' dal mondo dei morti...": Candice Accola dixit su "Fashionisima"
Candice Accola of "The Vampire Diaries" is ready for her endless summer adventures in this cute shot from the new issue of Fashionisima magazine. Here’s what the 28-year-old TVD actress had to share:
On Nina Dobrev leaving TVD: “We’re used of people leaving the show and then coming back from the dead. You never know what will happen.”
On singing backup for Miley Cyrus on the Hannah Montana tour: “She was extremely confident, directing all the crew. I wish I had had her confidence when I was 14 years old.”

lunedì 3 agosto 2015

NEWS - Oh là là! Netflix delude in Francia. La campagna di lancio del servizio ha creato grosse aspettative non supportate da una significativa library. Molte sottoscrizioni gratuite, poche conferme a pagamento

Articolo di Emilio Pucci* su "Prima Comunicazione"
Il 15 settembre 2014 Netflix ha lanciato il servizio in Francia con un'imponente campagna di comunicazione e in diretta competizione con i servizi già esistenti, in un mercato in cui il Video on Demand (VoD) era ampiamente diffuso già a partire dal decennio scorso grazie ai numerosi abbonati alle offerte Iptv, mai decollate in Italia. Le aspettative erano assai elevate ma in realtà il leader mondiale delle offerte basate su un abbonamento fisso mensile (Subscription Video on Demand, SVoD) non ha avuto grandi risultati. Con contenuti limitati e, come molti osservatori hanno notato, al di sotto delle aspettative, l'offerta di Netflix non ha cambiato il mercato francese e pare sia stata contrastata bene dalla capacità competitiva degli altri player storici. Importante per il ridimensionamento dell'impatto di Netflix sul mercato francese è stata la capacità dei player televisivi di acquisire in anticipo i contenuti pregiati. Il caso francese può essere utile a comprendere cosa potrà accadere in Italia con il prossimo lancio di Netflix. Infatti, i due mercati sono, per certi versi, simili e soprattutto hanno visto gli operatori nazionali attrezzarsi preventivamente con presidi forti (Mediaset con Infinity e Sky con Sky Online) e con strategie di acquisto di diritti pregiati. In Gran Bretagna invece lo sbarco di Netflix aveva colto i broadcaster impreparati. Qui Netflix ha costruito una library con una significativa ampiezza di assortimento e ha conquistato la leadership di mercato. L'operazione di contrasto di Sky (con il lancio del servizio on line Now Tv) era partita in ritardo. Ma torniamo alla Francia. Quale è stato il principale handicap del lancio di Netflix? Perché a dieci mesi dal lancio il numero degli utenti paganti è largamente al di sotto delle aspettative? Semplice: Netflix è vittima delle stesse aspettative che crea. Prima del suo arrivo molti francesi, non essendo a conoscenza delle dinamiche di acquisto dei diritti e dei meccanismi di formazione di una library SVoD, erano convinti che al prezzo di pochi euro al mese avrebbero trovato un assortimento quasi illimitato di film e serie. Si sono così precipitati a sottoscrivere il periodo di prova gratuita del servizio per scoprire che l'offerta era limitata e comunque ben più limitata di quella presente in servizi concorrenti ma dotati di minor forza di brand. "Netflix a été victime d'un fantasme qui a duré jusqu'à son lancement. Et puis on s'est aperçu que c'était banal" ("Netflix è stato vittima del suo stesso fantasma che ha avuto effetto fino al giorno del suo lancio. Poi tutti si sono accorti che non era nulla di così speciale"), ha dichiarato a Le Figaro un operatore SVoD francese. L'offerta di Netflix in Francia è dunque ancora limitata con meno di 1.700 titoli in catalogo a febbraio 2015, mentre alla stessa data il catalogo Usa ne offriva circa 8.500. Secondo alcune fonti a marzo del 2015, cioè a sei mesi dal lancio, Netflix avrebbe raggiunto in Francia i 500mila abbonati, tuttavia ancora lontani da quelli di Canal-Play che a dicembre 2014 dichiarava 600mila utenti paganti. Secondo altre fonti, alla partenza, in soli 15 giorni, Netflix avrebbe segnato 100mila abbonati ma avrebbe poi raggiunto i 200mila a gennaio 2014 e cioè quattro mesi dopo. In Italia sta per determinarsi una situazione molto simile. La stragrande maggioranza di coloro che sanno dell'arrivo di Netflix sono convinti che stia per arrivare una sorta di tivù via Internet che offre "tutto a pochi euro" al mese. Una sorta di cornucopia video televisiva. Invece, per forza di cose la library di Netflix sarà quella di un servizio SVoD che arriva sul mercato dopo altri, e che dovrà lottare per la conquista dei diritti migliori. Netflix farebbe forse meglio a cambiare strategia di comunicazione per evitare un forte effetto di rimbalzo: grande corsa alla prima sottoscrizione gratuita, delusione e poche conferme dell'abbonamento. Questo è un rischio concreto. (* direttore e-Media Institute)

sabato 1 agosto 2015

venerdì 31 luglio 2015

NEWS - Non c'è 2 senza 3! Dopo Sky e Netflix, anche Mediaset si accorda con Telecom: Mediaset Premium visibile su Timvision

Articolo tratto da "la Repubblica" 
Non c'è il due senza il tre nel mercato, ormai sempre più trafficato, dove le telecomunicazioni incrociano i contenuti. E cosi Telecom Italia, dopo accordi analoghi con Sky e Netflix, ora è sul punto di siglare un'intesa commerciale anche con la Mediaset della famiglia Berlusconi. Negli ultimi tempi, le due controparti non avevano certo tenuto segreta la trattativa incorso, ma ieri il direttore finanziario di Mediaset, Marco Giordani, ha dichiarato che manca ormai pochissimo alla firma definitiva: «Siamo molto vicini, lo annunceremo presto. E' un accordo molto importante per i media, per l'immagine, per l'innovazione e per i prodotti» anche se «non avrà un impatto rilevante sui nostri conti». L'accordo è simile a quello che la società della telefonia ha appena siglato con Netflix, e prevede di portare Mediaset Premium, cioè i canali a pagamento del digitale terrestre, su Timvision, che è il servizio di tv su richiesta in fibra ottica di Telecom. Quest'ultima, oltre che con il gruppo californiano noto per le serie televisive che sbarcherà in Italia in autunno, ad aprile aveva siglato un analogo accordo commerciale la tv satellitare Sky. Non solo. Da Mediaset non è arrivata una secca smentita nemmeno alle indiscrezioni secondo cui l'intesa commerciale con Telecom potrebbe un domani aprire la strada a una vera e proprio integrazione tra i due gruppi, per sfruttare al massimo le sinergie tra telecomunicazioni e media. «Oggi - ha dichiarato la società guidata da Pier Silvio-Berlusconi - Mediaset gioca sul campo dei media, Telecom Italia su quello delle connessioni. Poi tutto può sempre cambiare». Come a dire che l'attuale assetto potrebbe poi non essere cosi definitivo.
NEWS - Clamoroso al Cibali! Un prequel per "Game of Thrones (e 8 stagioni posson bastare)...
Articolo tratto da "TvLine"
Winter is coming — and so is the end of Game of Thrones.
“I think seven seasons and out has never been the conversation; the question is how much beyond the seventh season are we going to do,” Michael Lombardo, President of HBO Programming told reporters Thursday at the Television Critics Association summer press tour in Beverly Hills.
“[The producers are] feeling like there’s probably two more years after six,” Lombardo added. “I would love for them to change their minds, but that’s what we’re looking at right now.”
As for whether or not HBO might follow up Thrones‘ run with a prequel series, Lombardo said, “I would be open to anything [the producers] want to do. There’s enormous storytelling to be mined in a prequel. … At this point, all the focus is on figuring out the next few years with this show.” Thrones fans, would you be OK with the series ending after Season 8? And what about this hypothetical prequel being bandied about

giovedì 30 luglio 2015

NEWS - Fiat Netflix! In Italia si parte con "Daredevil", "Sense8", "Bloodline"...(doppiate o coi sottotitoli) 
Dal comunicato stampa Netflix
In occasione del lancio, l'offerta Netflix comprenderà le esclusive serie originali, tra cui Marvel's Daredevil, Sense8, Bloodline, Grace and Frankie, Unbreakable Kimmy Schmidt e Marco Polo, i famosi documentari Virunga, Mission Blue e Chef's Table, una speciale selezione distand-up comedy, oltre ad una sezione interamente dedicata ai più giovani. La programmazione si arricchirà continuamente, includendo anche i primi film originali Netflix, con titoli attesissimi quali Beasts of No Nation, Crouching Tiger, Hidden Dragon: The Green Legend, Jadotville e The Ridiculous 6. 
L’offerta Netflix sarà valorizzata per il pubblico italiano, grazie ai sottotitoli e al doppiaggio.

mercoledì 29 luglio 2015

NEWS - Ultima ora! Netflix sigla accordo con Telecom per farsi vedere in tv (con decoder Timvision)
(ANSA) - MILANO, 29 LUG - Telecom ha raggiunto un accordo con Netflix per portare l'internet tv americana sulla propria piattaforma Timvision. I clienti potranno cosi' accedere ai programmi Netflix dal televisore di casa. L'intesa, sottolinea il gruppo italiano in una nota, da' un contributo importante alla diffusione della banda ultra larga in Italia. I clienti dell'azienda italiana potranno accedere in modalita' on demand, attraverso il decoder Timvision, ai contenuti di Netflix, che offre un'amplia selezione di film e serie televisive e una sezione dedicata ai piu' piccoli. Tim e Netflix prevedono di introdurre una modalita' di sottoscrizione e accesso semplificata per fornire lo streaming di alta qualita'. L'offerta della tv Usa sara' proposta al pubblico italiano con sottotitoli e doppiaggio. "La partnership con Netflix conferma la nostra strategia industriale e ci vede in Italia come l'unica piattaforma aperta di distribuzione di contenuti premium che integra le migliori offerte disponibili sul mercato", dichiara Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom. ''Questo accordo dimostra ancora una volta come i grandi player premino la qualita' delle nostre reti - aggiunge -. Con Netflix proseguiamo nel percorso di collaborazione tra le telco e le media companies che ci consente di proporci al mercato con un'offerta pienamente convergente, rafforzando un nuovo modello di business centrato sulla video strategy". "Siamo felici di presentare Netflix al pubblico italiano" afferma Bill Holmes, responsabile generale Business Development dell'azienda americana.  "La partnership con Telecom Italia rendera' ancora piu' semplice agli italiani scoprire Netflix e, con esso, un nuovo modo di guardare la Tv, che consente agli spettatori di decidere quando e come godersi lo spettacolo".
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Per la Corona di Sua Maestà! Damian Lewis di "Homeland" è il favorito a sostituire Daniel Craig per il prossimo 007!
Damian Lewis is reportedly one of the favorites to succeed Daniel Craig in the role of James Bond, at least according to UK bookies.It has been reported that the 44-year-old Homeland actor’s price has been dropped way down from outsider odds of 25/1 to being a near-favorite with odds of 3/1. Other actors that have great odds right now are Idris Elba with 5/2, Tom Hardy with 4/1, Henry Cavill with 5/1, and Michael Fassbender with 7/1. “This is an unprecedented gamble, as for no apparent reason we have seen bets of up to £200 [$312] on Damian Lewis being named as the next Bond. This could well be significant and might herald the end of Daniel Craig as the world’s most famous spy,” a William Hill spokesperson told THR.

martedì 28 luglio 2015

NEWS - Che...Stories! Quindici titoli inediti solo a settembre posson bastare per la nuova Premium Mediaset... 
Saranno ben 15 i titoli nuovi – serie inedite e new season – che la nuova Premium Mediaset ha messo in cartellone a settembre, considerato il primo mese della nuova stagione tv. Praticamente un titolo nuovo ogni due giorni. Si va dalla sorprendente serie bulgara poliziesca “Undercover” (Premium Action dal 3 settembre) al drama “Chasing Life” (Premium Stories dal 4 settembre), storia di una giornalista che scopre di avere il tumore al grido di “cancer sucks”; dal poliziesco dramedy “Mysteries of Laura” (Premium Stories dal 5 settembre) che vede il ritorno di Debra Messing di “Will&Grace” nel trench della protagonista, alle spies-stories ai vertici del potere di “Allegiance” e “State of Affairs” (serata a tema su Premium Stories dal 7 settembre). Fino all’avvio di “Satisfacion” (Premium Stories dall’11 settembre), riguardante gli eventi che inducono un tranquillo investitore finanziario a diventare un gigolò dopo aver scoperto la moglie a letto con uno di loro. Senza contare, sempre a settembre, le nuove stagioni in anteprima di “The Musketeers” (la 2°, su Premium Action dal 13 settembre), “Murder in the First” (la 2°, su Premium Crime dal 16 settembre), “Orange Is The New Black” (la 3°, su Premium Stories dal 17 settembre) in accoppiata con “Shameless” (la 5°, sempre su Premium Stories dal 17 settembre subito dopo “OITNB”); “The Following” (la 3° e conclusiva, su Premium Crime dal 21 settembre), “Chicago Fire” (la 3°, su Premium Action dal 22 settembre), “Mom” (la 2°, su Joi dal 24 settembre), “Undateable” (la 2°, su Joi dal 29 settembre) e “The 100” (la 2°, su Premium Action dal 30 settembre).

lunedì 27 luglio 2015

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
I clichè di "Rush", alla larga da "House" e "The Knick"
"E' arrivato un nuovo personaggio ad arricchire la galleria di medici che le serie televisive americane hanno raccontato lungo il corso degli anni, a partire dal mitico dottor Kildare in avanti. È il protagonista della serie «Rush»: un giovane medico, il primo del suo corso alla scuola di medicina di Harvard, dotato di una mente brillante a servizio di una personalità particolare (Fox, lunedì, ore 21.00). William Rush è un narciso a cui piacciono moltc gli eccessi di ogni tipo, ha un debole neanche troppo nascosto per il lusso, per le belle donne, per i drink e le droghe che esaltano o calmano, a seconda della smania del momento. Dato che il carattere di un uomo è il suo destino, Rush interrompe presto la carriera di medico ospedaliero al pronto soccorso, poco coerente con il suo stile di vita, per dedicarsi a un'attività tanto più redditizia quanto più moralmente ambigua. Inizia infatti a fornire consulenza medica privata, a domicilio, per aiutare clienti molto danarosi che si trovano In situazioni parecchio equivoche, che richiedono particolare discrezione. Di norma, l'hanno combinata grossa e non vogliono che la cosa riceva pubblicità. Nella nuova attività di Rush, 11 giuramento di Ippocrate viene sostituito da altri, molto più pragmatici voti: «Curo chi paga, in contanti, in anticipo». L'atto terapeutico, di solito ispirato agli alti ideali dell'aiutare e guarire, si trasforma in mero strumento per fare cassa. La serie presenta non pochi cliché ed è lontana anni luce dalla complessità di esempi che hanno cambiato profondamente il modo di rappresentare la medicina, diventato molto più cinico e spregiudicato, da «House» al recente «The Knick». Ma è testimonianza di un'evoluzione nel genere del «medical drama», di una tendenza a ragionare con insistenza sulla figura dell'antieroe che rappresenta uno dei filoni più interessanti della televisione americana contemporanea". (Aldo Grasso, 27.07.2015)

venerdì 24 luglio 2015

NEWS - Tutti a Como sabato sera! C'é la maratona "Twin Peaks", brividi cult per sfuggire dal caldo. "Fu la prima serie a unire marketing e sostanza"

Articolo tratto da "La Repubblica"
Alberi mossi dal vento, una provincia torbida e dalla natura selvaggia, omicidi misteriosi, personaggi con segreti indicibili resi ancor più mostruosi da inquadrature sghembe e luci seppia, lunghi silenzi, forse la cosa più angosciante. Quando uscì I segreti di Twin Peaks, serie tv di David Lynch, fu una bomba: il cinema irrompeva nellatv e modificava per sempre il linguaggio della fiction, con effetti che si possono vedere ancora adesso. Parliamo di un quarto di secolo fa (primo episodio 8 gennaio 1991), ma le vicende di Twin Peaks, cittadina al confine col Canada simile a mille altre non solo degli Usa, sono ancora ben conosciute. Non solo da chi le vide allora su Canale 5, ma anche da chi si è poi affidato a cofanetti dvd e file scaricati da Internet. Un'alternativa c'è però domani sera: al Lake Como Film Festival gli 8 episodi cruciali della serie (cornposta di 30 puntate) sono proiettati di fila, in una maratona notturna che parte alle 21.30. «Ottima idea, resta una visione geniale e che ci racconta molto della tv attuale. Però qualcosa chi non c'era allora non potrà capirlo», dice Leo Damerini, autore con Fabrizio Margaria del Dizionario dei telefilm, edito da Garzanti, e direttore del Telefilm Festival ( «che presto ripartirà, ma lontano da Milano e dalla Lombardia»). Cosa sfuggirà allo spettatore di questa maratona? Semplice, il clima di allora. «I segreti di Twin Peaks fu il primo grande esempio di marketing applicato alla tv. Il battage pubblicitario diventò un tormentone, con le famosa domanda-slogan "chi ha ucciso Laura Palmer?". E - in epoca ben lontana da chat, internet e social network - si creò un evento: una serie tv diventava qualcosa di intrigante e curioso, il prodotto in sé contava ancor più del fatto che il regista fosse famoso, anche perché ai tempi Lynch lo era relativamente. Per cui ogni dettaglio fu studiato con attenzione, penso alle videocassette che arrivavano dagli Stati Uniti solo pochi giorni prima della messa in onda, o il diario di Laura Palmer allegato a puntate da Tv Sorrisi e canzoni». Naturalmente non fu solo questione di marketing. Il telefilm aveva grandissima sostanza, «solo che non era la sostanza che ci si aspettava. Era un mistery, ma in fondo chi avesse davvero ucciso la giovane Laura diventava man mano meno importante nella narrazione. Anzi, era forse il punto debole della trama. E col tempo venivano fuori dettagli, bozzetti umani, sottotrame, storie di società segrete, sesso clandestino, droga, e molto altro. La scommessa vinta di Lynch fu prendere il pubblico dei Peccatori di Peyton Place, delle serie tv poliziesche e del cinema. E ci riuscì. Al punto che il secondo ciclo è un puro antipasto del suo cinema, penso a un titolo come Mullholland drive di anni dopo: nel cinema non bisogna entrare nella trama, ma nel senso della visione, che è tutta un'altra cosa». E quanto a senso della visione, il telefilm offriva di tutto: «Citazioni continue, inquadrature deformanti, colori che colpivano l'occhio. Più una colonna sonora che, a parte l'indimenticabile tema di Angelo Badalamenti, miscelava un tema diverso per ogni personaggio e silenzi che diventavano un filo narrativo. Tutte cose in teoria antitelevisive e che invece erano uno spettacolo perfetto». Una filosofia che è percolata anche in tante altre serie tv, «e in questo senso I segreti di Twin peaks ha fatto scuola: si parla di qualcosa di specifico, ma in realtà si racconta tutt'altro fra sotto-trame, citazioni e pretesti. Penso ai Soprano, E.R. e West Wing, che solo in apparenza trattano di mafia, sanità e politica. Anche se, dovendo indicare gli eredi più diretti di questa fiction, direi Fargo, True detective e The Killing, tutte serie di pay e non a caso, perché sono quelle che si possono concedere sperimentazioni. Mentre allora Lynch produsse per la Abc, una tv gratuita e generalista, e anche in questo fu dirompente». Ma proprio per tutto quello che è restato da allora, un ragazzino di adesso riuscirebbe ancora a essere sorpreso dai Segreti di Twin peaks? «Io penso di sì. Proprio perché se ne è parlato molto negli anni, i giovani ci si accostano come una cosa di culto. E che parla ancora il linguaggio di oggi».

DOVE E QUANDO: Como, Arena teatro sociale, sabato 25 luglio, ore 21.30 . Ingresso 8 euro (spaghettata notturna a 5 euro). Tel. 031.303492
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Da Re della Strada a Re Artù! Hunnam tira fuori lo spadone su "EW" 
Charlie Hunnam of Sons of Anarchy is smoldering in this first look at his character King Arthur on the cover of EW magazine’s latest issue! “He’s a little bit rough around the edges, but he’s basically a survivor. He’s a hustler,” the 35-year-old actor told the mag. “He’s a street kid. There’s definitely a harder edge to him than people would imagine. It’s sort of classic Guy Ritchie stuff”. “I think where the pitfall has often been is trying to make King Arthur bland and nice, and nice and bland,” director Guy Ritchie added. “The two qualities make rather compatible bed companions. Unfortunately, they’re not interesting to watch. Luke Skywalker was always the most uninteresting character in Star Wars because he’s the good guy. Good guys are boring.”
Knights of the Roundtable: King Arthur will hit theaters on July 22, 2016. For more from King Arthur, visit EW.com.

giovedì 23 luglio 2015

NEWS - Telecom una e trina. Ecco gli accordi che l'azienda interseca con Sky, Mediaset e Netflix: monopolio tecnologico pressochè totale sui prossimi contenuti tv

Articolo di Edoardo Segantini per "Corriere Economia"
Piano di sviluppo, quotazione di Inwit, accordi per l'offerta di contenuti pregiati. Telecom Italia, secondo le «voci di dentro», sta provando a rialzare la testa. Nei prossimi tre anni, secondo i piani, l'azienda investirà quattro miliardi di euro in Brasile e dieci in Italia, tre dei quali per lo sviluppo della rete in fibra ottica. II tema è stato ed è al centro di polemiche, in parte scaturite dal piano governativo per la banda ultralarga che, in una prima versione, sottovalutava le alternative tecnologiche alla fibra, basate sul potenziamento del cavo coassiale di rame. Non si tratta di una polemica «tecnica» ma di una critica più profonda, che sembra mettere in discussione la stessa logica aziendale — investire dove conviene — e auspicare il ritorno dello Stato nell'azionariato dell'operatore storico. Dietro la cortina delle dichiarazioni, il dibattito verte insomma sul fatto se la Cassa depositi e prestiti (Cdp) debba diventare socia e con quale ruolo. L'ex presidente Franco Bassanini accusa Telecom di investire troppo poco nella rete ottica fino alle case, il presidente di Telecom Giuseppe Recchi e l'amministratore delegato Marco Patuano replicano che gli investimenti stanziati sono più che sufficienti per rispondere alla domanda di mercato. L'interrogativo, comunque, rimane: è giusto che lo Stato, via Cdp, rientri nella società ex monopolista, da cui uscì (malamente) nel 1997? Per fare che cosa? E con quali poteri? Quesiti non irrilevanti, visto che, con una quota di capitale ipotizzabile nel 10 per Previsti 4 miliardi di investimenti in Brasile e 10 in Italia, 3 per la fibra ottica cento, la Cassa non avrebbe comunque il peso sufficiente per obbligare la società a investire in iniziative senza un prevedibile, adeguato ritorno. Altre domande ruotano intorno alla figura del nuovo azionista di riferimento con il 15 per cento, Vincent Bolloré, il cui avvento mette fine a un altro sogno telecomiano (secondo i più cattivi «telecomico»): il sogno della public compam. Convergenza francese l I patron di Vivendi — potente nella natia Francia ma, diversamente dagli spagnoli di Telefonica, molto ben piazzato anche nel sistema di potere made in Italy — sta muovendo le sue pedine per accreditarsi come socio industriale e di lungo periodo. Secondo il top management di Tele-com, Bolloré apportera un'esperienza mediatica preziosa e del tutto coerente con il disegno di trasformare l'azienda in un hub per la distribuzione dei contenuti televisivi premium. Intervenendo alla presentazione di un tempestivo ebook sul finanziere bretone («II nuovo re dei media europei», di Fiorina Capozzi), il massmediologo Augusto Preta, che di Vivendi è stato a lungo consulente, dice che la sua principale abilità è quella di prendere in mano progetti mal combinati e di trasformarli in imprese vincenti. Vedremo. Di certo Vivendi ha una sua pay tv, Canal Plus, una major musicale, Universal, e una piattaforma di video, Daily-motion e potrà alimentare l'offerta di Telecom Italia. Quest'ultima, peraltro, sulla strada dei contenuti è già avviata: nell'aprile scorso ha firmato un contratto con Sky e si appresta a chiudere con Mediaset entro l'estate e con Netflix in autunno. Tutte offerte destinate a clienti con banda ultralarga, cioè superiore ai 30 mega. Diversamente da Sky, che ha sviluppato un proprio decoder, l'azienda del Biscione si appoggerà alla piattaforma TimVision. Così, prevedibilmente, farà anche Netflix, con cui sono in corso trattative sul catalogo delle serie tv (tipo House of Cards). L'avvicinamento al mondo dei contenuti, che vede impegnati anche altri operatori come Vodafone, rappresenta il vero contrattacco delle telco nella ricerca di nuove fonti di valore. La famosa «convergenza». Da tempo gli operatori televisivi e di telecomunicazioni la preparano, ma oggi è una realtà, spinta dalla più forte delle motivazioni: la paura. II timore di perdere nuovo terreno a favore di Google e degli Over the top, i nuovi monopoli del web. Se la rivoluzione non è un pranzo di gala, neppure la convergenza lo sarà. Sarà un fenomeno dirompente. Da cui derivano nuove sfide per tutti, regolatori compresi. È giusto, ad esempio, mantenere la cosiddetta «asimmetria regolatoria» che, fino a ora, ha favorito gli Over the top rispetto agli operatori telefonici? Bisogna togliere vincoli ai secondi o aggiungerne ai primi? Fermandosi al presente, gli accordi come quelli di Telecom e di Vodafone non sono in esclusiva, e non dovrebbero creare problemi di concorrenza e danneggiare i clienti, che semmai vedranno aumentare le possibilità di scelta. Le stesse Authority dovranno probabilmente adeguarsi, da un punto di vista organizzativo, al nuovo mercato convergente: quello che qualcuno chiama il «mercato dell'attenzione».

mercoledì 22 luglio 2015

martedì 21 luglio 2015

NEWS - Fermi tutti! Kirkman ha bene in mente come finirà "The Walking Dead" (è già una notizia, viste le ultime stagioni...): "non ci sarà un cataclisma, ma si andrà avanti fino a che gli zombie saranno spazzati via".  "Potrebbe non esserci una spiegazione di come tutto ha avuto inizio" (altrimenti "Fear TWD" che lo faceva a fare?). Poi la minaccia peggiore di qualsiasi virus: "la serie potrebbe durare 10 o 12 stagioni!" 

Post tratto da "Uproxx"
Fans of zombie films are no doubt familiar with the standard zombie film ending, popularized in George Romero’s Night of the Living Dead trilogy: Eventually, the zombies overrun the planet and everyone dies. Sometimes, in zombie films, the zombies are wiped out, there are a few survivors, and they ride off into the sunset.
Robert Kirkman’s original conception for The Walking Dead, in fact, was in response to how zombie films typically ended, as he told Marc Maron in a recent WTF podcast. “They never solve it. At the end of every movie, they’re like ‘The world is covered in zombies, and we’re out of time, so see ya later!”.
George Romero famously doesn’t care for The Walking Dead, saying of it that “it’s a soap opera with a zombie occasionally.” Conversely, Kirkman created The Walking Dead in response to the disappointment he felt at the end of Romero’s zombie flicks. He wanted to know what happens after the end. “How do you continue to find food and shelter and protect loved ones for years and years and deal with the fall of civilization?” Kirkman wanted to know. “How does that affect you? The weak people get strong, and the strong people get weak, and people become insane.”
But The Walking Dead eventually has to end. It may not be anytime soon — Kirkman has suggested the series could run 10 or 12 or more seasons — but the show eventually has to come to a close. And how would Robert Kirkman like The Walking Dead to end?

Not in a cataclysmic event, as we’ve come to expect from the zombie genre. Rather, he’d like it to continue until the walkers are wiped out. “The goal… I hope The Walking Dead goes on long enough that at the end, everyone is like, ‘Good thing we took care of those zombies!'”
“People talk about how The Walking Dead is bleak, and if you take a certain cross-section of the story, then yeah. Horrible. People have their loved ones eaten and they have a horrible time. But I see the story from beginning to end, over many many years about humanity overcoming this insurmountable apocalyptic situation.”
Kirkman may never reveal the origins of the zombie virus, as he’s mentioned in the past, but it’s good to know that he does have an ending in mind, and even better to know that it is a hopeful one in which some of his characters — LIKE DARYL DIXON, RIGHT? — endure and survive.
Don’t expect that to come anytime soon, although Kirkman doesn’t want the series to run forever. “Let’s all be honest. season 16? I’m not even going to be watching this show. I’ll be on a boat. Oh, [season 17]? I don’t care! I’ve transcended television.”
He also joked that more spin-offs aren’t out of the question. “We’re doing [Fear the Walking Dead], and I’m sure that, if it does well, we’ll do The Walking Dead: China eventually. [And then] The Walking Dead: SVU.”

lunedì 20 luglio 2015

NEWS - Netflix si getta nella (m)Ischia! Lo sbarco in Italia parte dall'isola partenopea: "le nostre prime due serie saranno una messicana e una brasiliana. House of Cards e Orange? Puntiamo a riprendercele!" 
(ANSA) - ISCHIA (NA) - Cominciare con un dvd in una busta rossa da recapitare porta a porta agli abbonati americani, era il 1999, e arrivare oggi a coprire con un servizio di streaming di serie e documentari 60 paesi nel mondo con investimenti produttivi in 17 paesi, avendo quasi 66 milioni di utenti e 5 miliardi di dollari di budget per il 2016 con un 20% da investire nelle produzioni locali: una parabola velocissima e gia' premiata, come testimonia l'ultim'ora delle 34 nomination agli Emmy. A raccontare questo nuovo che avanza e' Mr. Netflix, Ted Sarandos che ha scelto Ischia Global Fest per la prima uscita pubblica in Italia, particolarmente importante poiche' il 16 ottobre il servizio arrivera' anche nel nostro paese. Alla villa La Colombaia, che fu di Luchino Visconti, ad ascoltarlo sono arrivati in tanti, il presidente dei produttori Apt Marco Follini, Stefano Balassone dell'Anica, il dg cinema del Mibact Nicola Borrelli e altri produttori come Matilde Bernabei della Lux Vide, Marco Chimenz di Cattleya e soprattutto Iginio Straffi della Rainbow, unico italiano ad avere da tempo un rapporto consolidato con Netflix per le sue Winx ed altro. Quanto costera' abbonarsi? "L'equivalente in euro di 7-9 dollari - sotto i 7 euro - come accade in tutti gli altri paesi in cui siamo presenti", risponde all'ANSA il capo di un'impresa che sta rivoluzionando il sistema. C'e' attesa, curiosita' e anche qualche apprensione, cosa risponde a chi teme l'invasione? "La domanda e' ricorrente in ogni paese in cui attiviamo il servizio, la prima reazione e' di terrore o meglio di confusione. Netflix e' un'opportunita', siamo qui non per distruggere il sistema italiano ma per partecipare facendolo crescere e contribuendo alla produzione, il che significa lavoro per gli italiani. Questi i numeri: gli abbonati guardano Netflix in media due ore al giorno per 10 miliardi di ore prodotte guardate nel mondo. All'inizio si pensa che il pubblico abbandoni la tv ma non accade questo, Netflix e' altro. A cambiare e' solo la quantita' e varieta' dell'offerta", spiega. Qual e' il modello Netflix? "Prevede l'acquisizione di diritti di trasmissione di contenuti audiovisivi di produzione locale e avere e proprie co-produzioni. Percentuali e tempi variano e dipendono dalla risposta di ciascun paese. In Francia dopo due mesi abbiamo subito attivato una co-produzione, Marsiglia, ad alto budget e con Depardieu nel cast, in altri paesi invece solo dopo 3 anni e' capitato di attivare le coproduzioni. Ad agosto debuttiamo con due serie nuove: la prima serie in lingua spagnola, la messicana Club de Cuervos sul calcio, e la brasiliana Narcos su Pablo Escobar. In Italia abbiamo l'accordo con Rainbow e vorremmo avere ulteriori licenze prima del debutto di ottobre", ha risposto senza dare titoli (la serie Cattleya su Mafia Capitale e' una proposta di cui si parla). In Italia si attendeva Netflix da tempo, ma l'infrastruttura e' la nota dolente, cos'e' cambiato ora? "Diciamo che e' un atto di fiducia. L'Italia ha un potenziale narrativo enorme e pensiamo che il problema della banda larga si possa risolvere in tempi brevi", dice all'ANSA Sarandos, senza accennare all'eventuale accordo con Telecom che pure potrebbe essere imminente. Due delle serie che hanno fatto la fortuna di Netflix nel mondo, House of Cards e Orange is the new black, sono trasmesse con successo, la prima su Sky la seconda su Mediaset Premium. Si vedranno sulla nuova piattaforma on demand? "In 2-3 settimane contiamo di fare il punto. E' chiaro che puntiamo a riprenderci i nostri prodotti come e' ovvio una volta arrivati in Italia".  Quali generi e quali formati per il mercato italiano? "A noi interessano i contenuti e la massima qualita' senza rigidita' di generi e formati. Abbiamo documentari, come Chef Table che va in onda in tutto il mondo ed e' il programma di cucina a piu' alto budget mai prodotto, e poi commedie, dramma, animazione". Il local con Netflix diventa global e magari va in onda in contemporanea mondiale, con quali regole? "A noi interessano proposte che raccontino i territori superando le barriere linguistiche. Siamo diffidenti rispetto alle produzioni cosiddette internazionali girate magari in lingua inglese per accontentare il mercato estero. E' la potenza della narrazione che deve fare la differenza e diventare brand. Prendiamo Gomorra, italiano anzi napoletano, brand affermatissimo anche all'estero grazie a qualita' eccellente e  alto livello narrativo. Ma ci sono anche eccezioni: Marco Polo, di cui stiamo cominciando la seconda stagione, una produzione da 800 persone, girata tra Venezia, Malesia, Kazakistan in 27 lingue". Aprirete societa' in Italia? "Netflix e' una societa' americana. In Europa con sede ad Amsterdam c'e' una nostra entita' europea. Localmente invece usiamo piccoli uffici per marketing e pubbliche relazioni. I nostri contatti sono solo con i produttori indipendenti locali, non chiederemo ad esempio accesso agli incentivi ministeriali. Quanto agli investimenti non c'e' una cifra precisa destinata all'Italia: dipendera' dal numero degli abbonati che faremo qui e dall'audience globale che i contenuti italiani riusciranno a fare".
NEWS - Cosby-gate, "basta che dormano"! L'ex "Robinson" ammise già in passato le relazioni e i pagamenti per coprire tutto: sedava le vittime e poi ne abusava mentre ronfavano
(ANSA) - NEW YORK - Bill Cosby in passato ammise di aver avuto relazioni sessuali con almeno cinque donne che aveva sedato e che poi pago' per cercare di nascondere i fatti alla moglie e al mondo intero. Lo scandalo dell'attore afroamericano - che ha finito per indignare anche il presidente americano Barack Obama - si arricchisce dunque di nuovi particolari. Quelli svelati dal New York Times che e' venuto in possesso di una deposizione rilasciata da Cosby dieci anni fa. L'attore - 78 anni, famosissimo nel mondo per sitcom "I Robinson" e considerato uno dei padri delle moderne serie tv - fu ascoltato nell'ambito di una causa intentata nei suoi confronti da Andrea Constand, una dipendente della Temple University di Philadelphia ed una delle decine di donne che hanno accusato il comico di abusi e violenza sessuali. Cosby - secondo quanto riporta il Times - nel corso della sua deposizione ammise di aver ottenuto almeno sette ricette mediche per poter acquistare le confezioni di un potente sedativo. Ricette prescritte da un medico di Los Angeles e apparentemente motivate dalla necessita' di lenire i dolori provocati dal mal di schiena. In realta' quei sedativi servivano per addormentare la donne con cui poi Cosby aveva rapporti sessuali. Rapporti che - si difendeva gia' allora l'attore - erano comunque del tutto consensuali, con le sue partner che avrebbero accettato quello che nelle carte viene definito il "sex and drug-taking". Furono almeno cinque le donne menzionate nella deposizione di Cosby, con cui ammise di aver avuto rapporti in cinque citta' diverse degli Stati Uniti, consumati o in alberghi o in alcune delle residenze dell'attore.    Complessivamente sono piu' di 25 le donne che hanno denunciato di essere state violentate da Cosby negli ultimi 40 anni. Ultimamente a chi gli chiedeva di commentare la vicenda, il presidente Obama ha risposto amareggiato: "Se dai della droga di nascosto a qualcuno e poi abusi sessualmente su di lui o di lei senza il suo consenso, questo e' stupro. E in America e in nessun altro Paese civilizzato - ha aggiunto - si puo' tollerare la violenza sessuale".

venerdì 17 luglio 2015

NEWS - Emmy Awards 67°: le scelte di Telefilm Cult (in rosso)

Serie Comedy
Louie
Modern Family
Parks & Recreation
Silicon Valley
Transparent
Unbreakable Kimmy Schmidt
Veep

Serie Drama
Better Call Saul
Downton Abbey
Game of Thrones
Homeland
House of Cards
Mad Men
Orange Is The New Black

Mini-serie
American Crime
American Horror Story: Freak Show
Olive Kitteridge
The Honorable Woman
Wolf Hall

Attore protagonista in una serie Comedy
Anthony Anderson, Black-ish
Louis C.K., Louie
Don Cheadle, House of Lies
Will Forte, The Last Man on Earth
Matt LeBlanc, Episodes
William H. Macy, Shameless
Jeffrey Tambor, Transparent

Attrice protagonista in una serie Comedy
Edie Falco, Nurse Jackie
Lisa Kudrow, The Comeback
Julia Louis Dreyfuss, Veep
Amy Poehler, Parks and Recreation
Amy Schumer, Inside Amy Schumer
Lily Tomlin, Grace and Frankie

Attore protagonista in una serie Drama
Kyle Chandler, Bloodline
Jeff Daniels, The Newsroom
Jon Hamm, Mad Men
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Liev Schreiber, Ray Donovan
Kevin Spacey, House of Cards

Attrice protagonista in una serie Drama
Claire Danes, Homeland
Viola Davis, How To Get Away With Murder
Taraji P. Henson, Empire
Tatania Maslany, Orphan Black
Elisabeth Moss, Mad Men
Robin Wright, House of Cards

Miglior attore non protagonista in una serie Drama
Jonathan Banks, Better Call Saul
Ben Mendelsohn, Bloodline
Jim Carter, Downton Abbey
Peter Dinklage, Game of Thrones
Alan Cumming, The Good Wife
Michael Kelly, House of Cards

Miglior attrice non protagonista in una serie Drama
Joanne Froggatt, Downton Abbey
Lena Headey, Game of Thrones
Emilia Clarke, Game of Thrones
Christine Baranski, The Good Wife
Christina Hendricks, Mad Men
Uzo Aduba, Orange is the New Black

Miglior attore non protagonista in una serie Comedy
Andre Braugher, Brooklyn Nine-Nine
Adam Driver, Girls
Keegan-Michael Key, Key and Peele
Ty Burrell, Modern Family
Tituss Burgess, Unbreakable Kimmy Schmidt
Tony Hale, Veep

Miglior attrice non protagonista in una serie Drama
Mayim Bialik, The Big Bang Theory
Niecy Nash, Getting On
Julie Bowen, Modern Family
Allison Janney, Mom
Kate McKinnon, Saturday Night Live
Gaby Hoffmann, Transparent
Jane Krakowski, Unbreakable Kimmy Schmidt
Anna Chlumsky, Veep

giovedì 16 luglio 2015

NEWS - Clamoroso al Cibali! Un cross-over tra "Bones" e "Sleepy Hollow"!
News tratta da "Uproxx"
Sleepy Hollow is a pretty strange show in a lot of ways, what with the time travel and the conspiracies between the Founding Fathers and all that. Bones, the forensics procedural featuring a bunch of nerds with zero social skills, would seem to be the audience rather than a show it crosses over with. But, apparently, Fox will be doing exactly that. The two shows are airing back to back on Thursdays this season, so the crossover episodes will air back-to-back, according to EW. And at least the beginning incident of any crossover makes sense: Ichabod and Abbie spend a lot of time messing with dusty old skeletons, the Bones crew spend a lot of time messing with dusty old skeletons, all you need is an intriguing-enough dusty old skeleton. Although considering some of the stunts the Headless Horseman pulls, we could also see the Bones crew coming to figure who he’s turned into a Jack O’Lantern or something this week. That said, you’ve got to wonder how a show that’s ostensibly about science is going to mesh with a show featuring zombies, ghosts, hell dimensions, and whatever Katrina’s plotline was supposed to be. At least Ichabod will blend in with the various weirdos on Temperance Brennan’s staff; we’ll find out how well sometime this season.
TELEFILM ART - Foto, grafica e visioni al confine con la Pop Art

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

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