venerdì 31 ottobre 2014
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giovedì 30 ottobre 2014
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Gira e ri-Gere, sono sempre remake, reboot, spin-off...Arriva anche la serie tv di "American Gigolò" prodotta da Jerry "CSI" Bruckheimer (già firma del film del 1980) e seguita da Paul Schrader (regista della pellicola)
News tratta da "Variety"
Paramount Television is again reaching into the studio archives, announcing that it is partnering with Jerry Bruckheimer on a television adaptation of the 1980 Richard Gere-Lauren Hutton film “American Gigolo.”
Bruckheimer, who was a producer on that crime drama centered around a superficial male escort in Los Angeles, will exec produce the project. Paul Schrader, the film’s director and writer, will serve as exec consultant.
Bruckheimer TV’s Jonathan Littman, KristieAnne Reed and Michael Azzolino will exec produce, co-exec produce and produce, respectively. “American Gigolo” will be a Paramount Television production.
“With its signature noir aesthetic, ‘American Gigolo’ has remained a deeply entertaining, psychological thriller and I’m thrilled to partner with [Paramount's] Brad [Grey] and Amy [Powell] on remaking it into a television series,” said Bruckheimer on behalf of Jerry Bruckheimer Television.
Bruckheimer signed a first-look film deal with Paramount last year, where he is developing film sequels to his “Beverly Hills Cop” and “Top Gun.” Among other TV deals, Bruckheimer TV and Michael Bay also recently partnered with TNT on a pilot based on the 1970s Florida drug trade that is penned by “Masters of Sex’s” Michelle Ashford.
“When it comes to making great television entertainment, Jerry Bruckheimer Television is in a league unto themselves and we take enormous pride in collaborating with Jerry, Jonathan and KristieAnne on developing a drama series that is every bit as cinematic, suspenseful and stylish as the film,” said Paramount TV prexy Amy Powell.
Paramount TV has also announced plans for a TV adaptation of “Ghost” and is partnering with Fox on a live stage version of “Grease!.”
News tratta da "Variety"
Paramount Television is again reaching into the studio archives, announcing that it is partnering with Jerry Bruckheimer on a television adaptation of the 1980 Richard Gere-Lauren Hutton film “American Gigolo.”
Bruckheimer, who was a producer on that crime drama centered around a superficial male escort in Los Angeles, will exec produce the project. Paul Schrader, the film’s director and writer, will serve as exec consultant.
Bruckheimer TV’s Jonathan Littman, KristieAnne Reed and Michael Azzolino will exec produce, co-exec produce and produce, respectively. “American Gigolo” will be a Paramount Television production.
“With its signature noir aesthetic, ‘American Gigolo’ has remained a deeply entertaining, psychological thriller and I’m thrilled to partner with [Paramount's] Brad [Grey] and Amy [Powell] on remaking it into a television series,” said Bruckheimer on behalf of Jerry Bruckheimer Television.
Bruckheimer signed a first-look film deal with Paramount last year, where he is developing film sequels to his “Beverly Hills Cop” and “Top Gun.” Among other TV deals, Bruckheimer TV and Michael Bay also recently partnered with TNT on a pilot based on the 1970s Florida drug trade that is penned by “Masters of Sex’s” Michelle Ashford.
“When it comes to making great television entertainment, Jerry Bruckheimer Television is in a league unto themselves and we take enormous pride in collaborating with Jerry, Jonathan and KristieAnne on developing a drama series that is every bit as cinematic, suspenseful and stylish as the film,” said Paramount TV prexy Amy Powell.
Paramount TV has also announced plans for a TV adaptation of “Ghost” and is partnering with Fox on a live stage version of “Grease!.”
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NEWS - E sempre sia laudata la Lodovini: "La tv italiana in mano a 8 persone, ci hanno rotto il cazzo! Impariamo da 'True Detective"...In Italia sembra di essere a "Boris"...Lontanissimi da pensare una serie come "Shameless". Dopo di che, standing ovation per l'attrice!
Dichiarazioni di Valentina Lodovini rilasciate a "Il Fatto Quotidiano"
"Dovremmo clonare gli Scarpelli, reinventare gli sceneggiatori, analizzare capolavori diversissimi come Zoolander o True Detective e procedere a un indispensabile ricambio generazionale. Con tutto il rispetto per professionisti che ci hanno donato anche qualche bel film, la scrittura del cinema italiano, anche in tv, non può essere affidata a otto persone. Perché hanno rotto il cazzo. Le storie sono conformiste e finiscono per somigliarsi tra loro. Sembrano fotocopiate, non c’è rischio, varietà né differenza di registro. Si guarda, per tornare a Boris e a Occhi del cuore, alla quantità e non alla qualità. L’importante è fare, accumulare. Il come è un dettaglio. Una fotografia spietata e divertita di una famiglia allo sbando come quella che balla tra padri ubriaconi ed espedienti in Shameless, la tv italiana è lontanissima non solo dal produrla, ma anche dal pensarla".
Dichiarazioni di Valentina Lodovini rilasciate a "Il Fatto Quotidiano""Dovremmo clonare gli Scarpelli, reinventare gli sceneggiatori, analizzare capolavori diversissimi come Zoolander o True Detective e procedere a un indispensabile ricambio generazionale. Con tutto il rispetto per professionisti che ci hanno donato anche qualche bel film, la scrittura del cinema italiano, anche in tv, non può essere affidata a otto persone. Perché hanno rotto il cazzo. Le storie sono conformiste e finiscono per somigliarsi tra loro. Sembrano fotocopiate, non c’è rischio, varietà né differenza di registro. Si guarda, per tornare a Boris e a Occhi del cuore, alla quantità e non alla qualità. L’importante è fare, accumulare. Il come è un dettaglio. Una fotografia spietata e divertita di una famiglia allo sbando come quella che balla tra padri ubriaconi ed espedienti in Shameless, la tv italiana è lontanissima non solo dal produrla, ma anche dal pensarla".
mercoledì 29 ottobre 2014
NEWS - Clamoroso Al Cibali! Bill "Robinson" Cosby accusato di essere uno stupratore seriale. Una delle 13 vittime che hanno sporto denuncia rivela: "mi diceva di fidarmi come fosse mio padre"
News tratta da "Corriere.it"
Bowman è nata e cresciuta a Denver, Colorado, e fin
da bambina ha studiato per diventare attrice. A 13 anni faceva già parte
dell’agenzia J.F. Images, nota nell’ambiente. Nel 1985 ha ottenuto un
provino privato con Bill Cosby. «Quando mi ha vista mi ha chiesto di
andare in bagno e bagnarmi i capelli. Poi ha voluto che facessi il
provino ubriaca mentre lui mi prendeva il collo da dietro». Cosby
non si è spinto oltre in quell’occasione. In poco tempo l’attore
sembrava voler passare sempre più tempo con Barbara. Le dava lezioni per
migliorare la voce e la sua presenza scenica. Poi ha cominciato a
pagarle i voli quando lui era in trasferta. «Diceva che faceva parte
della sua valutazione e voleva capire se valeva la pena che lui mi
aiutasse con la mia carriera». Per poi dirle: «Se vuoi avere successo
come attrice devi abbassare le barriere, essere vulnerabile». A quel punto Barbara aveva capito che c’era qualcosa di sbagliato,
soprattutto perché Cosby le continuava a ripetere: «Fidati come se fossi
tuo padre», sapendo che la ragazza non l’aveva. In Nevada, nel 1986,
Cosby l’ha fatta sdraiare sul divano e ha cominciata ad accarezzarla. «È
stato così invadente, umiliante. Mi ha preso la mano e l’ha messa sul
suo pene. Non potevo dirlo a mia madre e non lo potevo ammettere a me
stessa. Ho persino provato a cancellarlo dalla mia mente. Mi sono
convinta che era la prima volta e non ci sarebbe stata una seconda
occasione».
Si sbagliava. «Mi ha invitata a cena a casa sua a New York. C’era tutto
il suo staff. Mi ha offerto un bicchiere di vino. Poi il buio». Barbara
ha raccontato che non si ricorda nulla. Il primo ricordo dopo il vino è
lei che vomita in bagno con Cosby che le tiene i capelli. Addosso
mutande e una maglietta da uomo. «Sono sicura che mi abbia drogata e
stuprata». Ma lei si è sentita obbligata a continuare a vederlo e ogni
volta che prendeva un aereo sperava che quelle circostanze non si
ripetessero. Intanto lei ha cominciato ad avere successo. Quindi a 19
anni si è trasferita a New York.
News tratta da "Corriere.it"
Poche settimane fa il comico americano Hannibal
Buress lo aveva attaccato dal palco della sua città natale, Filadelfia.
«Sei uno stupratore seriale», aveva detto davanti a decine di
spettatori, uno dei quali lo ha ripreso in un video diventato virale sui
social media. Bill Cosby, 77 anni è diventato famoso con I Robinson, è
stato accusato da 13 donne di violenze sessuali e oggi deve affrontare
nuove accuse.
«Mi
ha drogata e stuprata, quell’uomo è un mostro», ha raccontato l’attrice
Barbara Bowman, 47 anni, al Daily Mail. Al tempo delle violenze la
donna aveva solo 17 anni e si era affidata a Cosby per la sua carriera
di attrice. Ha deciso di raccontare i dettagli della sua storia per
aiutare altre vittime, nonostante siano passati oltre 25 anni. «La mia
speranza è che chiunque abbia subito abusi sessuali non sia intimidita e
spinta a stare in silenzio perché è stata abusata da un uomo ricco,
famoso e potente. Se posso aiutare anche solo una persona con le mie
parole allora ho fatto il mio dovere».
Bowman è nata e cresciuta a Denver, Colorado, e fin
da bambina ha studiato per diventare attrice. A 13 anni faceva già parte
dell’agenzia J.F. Images, nota nell’ambiente. Nel 1985 ha ottenuto un
provino privato con Bill Cosby. «Quando mi ha vista mi ha chiesto di
andare in bagno e bagnarmi i capelli. Poi ha voluto che facessi il
provino ubriaca mentre lui mi prendeva il collo da dietro». Cosby
non si è spinto oltre in quell’occasione. In poco tempo l’attore
sembrava voler passare sempre più tempo con Barbara. Le dava lezioni per
migliorare la voce e la sua presenza scenica. Poi ha cominciato a
pagarle i voli quando lui era in trasferta. «Diceva che faceva parte
della sua valutazione e voleva capire se valeva la pena che lui mi
aiutasse con la mia carriera». Per poi dirle: «Se vuoi avere successo
come attrice devi abbassare le barriere, essere vulnerabile». A quel punto Barbara aveva capito che c’era qualcosa di sbagliato,
soprattutto perché Cosby le continuava a ripetere: «Fidati come se fossi
tuo padre», sapendo che la ragazza non l’aveva. In Nevada, nel 1986,
Cosby l’ha fatta sdraiare sul divano e ha cominciata ad accarezzarla. «È
stato così invadente, umiliante. Mi ha preso la mano e l’ha messa sul
suo pene. Non potevo dirlo a mia madre e non lo potevo ammettere a me
stessa. Ho persino provato a cancellarlo dalla mia mente. Mi sono
convinta che era la prima volta e non ci sarebbe stata una seconda
occasione».
Si sbagliava. «Mi ha invitata a cena a casa sua a New York. C’era tutto
il suo staff. Mi ha offerto un bicchiere di vino. Poi il buio». Barbara
ha raccontato che non si ricorda nulla. Il primo ricordo dopo il vino è
lei che vomita in bagno con Cosby che le tiene i capelli. Addosso
mutande e una maglietta da uomo. «Sono sicura che mi abbia drogata e
stuprata». Ma lei si è sentita obbligata a continuare a vederlo e ogni
volta che prendeva un aereo sperava che quelle circostanze non si
ripetessero. Intanto lei ha cominciato ad avere successo. Quindi a 19
anni si è trasferita a New York.
L’ultima volta che ha visto Cosby è stata ad Atlantic
City, quando l’attore avrebbe cercato di stuprarla, tenendola ferma nel
letto. Ma lei ha urlato talmente tanto che alla fine si è fermato. Da
quel momento Cosby, dice Bowman, ha cercato di fargliela pagare. L’ha
fatta buttare fuori di casa e perdere il lavoro. Anni dopo Bowman ha
cercato di andare da un avvocato, «mi ha riso in faccia».
Dal
2004 le vittime di Cosby hanno cominciato a parlare. Almeno 13 donne lo
hanno accusato di violenze sessuali. Insieme gli hanno fatto una causa
collettiva. Al contrario di altre donne, Barbara non ha preso soldi e
non ha firmato contratti. Sono state le parole di Hannibal Buress a
spingerla a parlare. «Nonostante le minacce dell’ambiente lui ha
continuato a dire la verità. E per questo lo ringrazio».
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martedì 28 ottobre 2014
Naya Rivera isn’t afraid to poke fun at herself while dressing up as a mail order bride for Halloween! The 27-year-old actress went all out in a white wedding dress and veil, while her husband Ryan Dorsey played the role of the mailman. “Mail order…Happy Halloween!!” she captioned the Instagram pics. “Once a bride…Always a Dorsey.” This is seemingly in reference to Naya and Ryan‘s rather quick and surprising wedding that took place in Cabo San Lucas, Mexico over the summer.
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lunedì 27 ottobre 2014
NEWS - Achtung! Il telefilm più amato al mondo del momento è "The Big Bang Theory": indagine internet in 18 Paesi mette la sit-com al vertice dell'entusiasmo social (a ruota "Modern Family" e "Sons of Anarchy"). In Italia batte "GOT" e "TWD"
Il telefilm più amato del mondo è “The Big Bang
Theory”. La sit-com attualmente in onda su Italia 1 e Joi tutti i giorni in
attesa dell’8° stagione inedita (su Joi dal 6 gennaio 2015) è risultata al
vertice dei titoli seriali che generano entusiasmo sul web e tra i social di
ben 18 Paesi, Italia compresa.
Il telefilm più amato del mondo è “The Big Bang
Theory”. La sit-com attualmente in onda su Italia 1 e Joi tutti i giorni in
attesa dell’8° stagione inedita (su Joi dal 6 gennaio 2015) è risultata al
vertice dei titoli seriali che generano entusiasmo sul web e tra i social di
ben 18 Paesi, Italia compresa.
Uno studio effettuato da Outbrain, realtà internazionale che si occupa di distribuzione di
contenuti digitali di grandi gruppi editoriali quali CNN, nel mese di settembre,
ha analizzato 14 serie televisive in 18 paesi di tutto il mondo per
scoprire qual è la serie che genera maggior interesse ed entusiasmo in rete e
spinge alla scoperta di contenuti di approfondimento.
I titoli sotto esame sono stati: “True Detective”, “House
of Cards”, “The Walking Dead”, “Game of Thrones”, “Scandal”, “Sons of
Anarchy”, “Modern Family”, , “24”, “The Good Wife”, “Homeland”, “The Big Bang
Theory”, “Ray Donovan”, “Orange is the New Black”, “Grey’s Anatomy”.
I Paesi sotto osservazione sono stati: Italia, UK, Germania,
Francia, Spagna, Stati Uniti, Giappone, Israele, India, Singapore, Malesia,
Indonesia, Filippine, Hong Kong, Tailandia, Australia, Nuova Zelanda.
Outbrain ha analizzato il proprio network per scoprire i telefilm
più popolari per i quali gli spettatori si rivolgono alla rete per consultare
contenuti di approfondimento, informazioni e news misurando volumi e page view per articolo pubblicato per ogni
serie presa in esame. L’autunno televisivo è iniziato e ha lanciato la nuova
stagione delle serie televisive in tanti paesi del mondo, Italia inclusa. Vere
e proprie manie, le serie tv oggi creano incalliti gruppi di sostenitori che
diventano i massimi esperti del genere: quindi, per i veri fan è iniziata la
caccia a news, articoli di approfondimento e storie. Gli appassionati non si
accontentano più della visione dei singoli episodi in TV: sono curiosi di
scoprire novità dei propri personaggi preferiti, di quello che succede in altre
nazioni, della sceneggiatura, del regista e così via. La rete in questo, con
siti web, blog dedicati e i social network, è di grande aiuto ed è regolarmente
presa d’assalto all’inizio della trasmissione dei nuovi cicli, generando quello
che, con un inglesismo, viene chiamato content consumption e che
permette di individuare il grado di interesse verso uno specifico argomento
attraverso il numero di pagine viste e consultate (page view) in
Internet.
“The Big Bang Theory” è la
serie che ha suscitato maggior curiosità tra gli spettatori di tutto il mondo generando una media di 9559 pagine viste per
ogni articolo pubblicato, seguito da “Modern Family” (4232) e “Sons of
Anarchy” (4197). “True
Detective“ si posiziona nella parte bassa della
classifica con 440 page view per articolo,
seguito da “24” (472) e “Homeland”
(534).
In Italia, “The Big Bang Theory” genera il maggior numero di page view d’inizio stagione,
a cui seguono le storie su “Game of Thrones” e “The Walking Dead”.
“The Big Bang Theory” trionfa anche, in quanto a popolarità, in Germania
e Stati Uniti, mentre in Francia, Giappone e Singapore
gli utenti sono catturati dagli intrighi di “House of Cards”. Per gli spagnoli
“Grey’s Anatomy” è al primo posto tra le serie che generano più
interesse in rete; nel Regno Unito invece si preferisce “Modern
Family”; in India prevale “Game of Thrones”; in Australia
“Orange is The New Black”.
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domenica 26 ottobre 2014
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
“Masters of Sex” star Lizzy Caplan seduces in black for the November 2014 cover story from Elle Canada. Posing poolside and in the outdoors, the actress impresses in designer looks including Louis Vuitton. In the interview, she talks about wanting to get married and have kids, but does not want people to assume that she would be the one to stay at home. She says, “Now, I could have kids and want to do that, I have no idea—but from where I sit now, that does not sound all that appealing to me. I really want kids, and I want to be fully involved in their lives, but I don’t want to sacrifice my own goals to be a mother.”
See a preview of the shoot below and read the full article on ElleCanada.com.
venerdì 24 ottobre 2014
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Gotham" ammicca ai fans per non deludere
"Una metropoli dalle tinte scure, soffocante, piena di ombre e priva di luci che non siano artificiali. Un agglomerato caotico di vicoli e sopraelevate. Questa è Gotham, alter ego immaginario dell'iper-reale New York, come si è costruita nei fumetti della DC Comics, nei tre film di Christopher Nolan e ora in una serie tv, «Gotham» appunto, in onda negli Stati Uniti su Fox e in Italia a poca distanza su Premium Action (ogni lunedì, alle 21), dopo l'anteprima in chiaro su Italia 1. Il telefilm, scritto da Bruno Heller (già autore di «Roma» e «The Mentalist»), tiene Batman fuori dallo schermo e dagli eventi narrati, per concentrarsi su quanto è avvenuto prima, sulle origini del mito. L'uccisione dei facoltosi coniugi Wayne di fronte agli occhi del piccolo Bruce, il futuro Cavaliere Oscuro, e la ricerca del colpevole tra depistaggi e false piste, ma non solo: il giovane detective James Gordon (Benjamin McKenzie, già in «The OC» e «Southland»), in coppia con il ben più scafato e disilluso Harvey Bullock (Donal Logue), si muove in un sottobosco criminale fatto di degrado e corruzione, in una città allo sbando e senza punti di riferimento, in mano al boss criminale don Falcone. L'idea del prequel però da sola non basta: se le scene e la fotografia sono molto curate, la scrittura e la recitazione non sono sempre all'altezza. E i richiami costanti alla mitologia di Batman si affacciano sullo schermo, ancora giovani o bambini, molti dei suoi futuri nemici: il Pinguino, l'Enigmista, Catwoman sono forse l'indice più evidente di una narrazione che non trova appieno una sua originalità, ma è costretta a lanciare continue strizzate d'occhio ai fan per risultare interessante". (Aldo Grasso, 23.10.2014)
CORRIERE DELLA SERA
"Gotham" ammicca ai fans per non deludere
"Una metropoli dalle tinte scure, soffocante, piena di ombre e priva di luci che non siano artificiali. Un agglomerato caotico di vicoli e sopraelevate. Questa è Gotham, alter ego immaginario dell'iper-reale New York, come si è costruita nei fumetti della DC Comics, nei tre film di Christopher Nolan e ora in una serie tv, «Gotham» appunto, in onda negli Stati Uniti su Fox e in Italia a poca distanza su Premium Action (ogni lunedì, alle 21), dopo l'anteprima in chiaro su Italia 1. Il telefilm, scritto da Bruno Heller (già autore di «Roma» e «The Mentalist»), tiene Batman fuori dallo schermo e dagli eventi narrati, per concentrarsi su quanto è avvenuto prima, sulle origini del mito. L'uccisione dei facoltosi coniugi Wayne di fronte agli occhi del piccolo Bruce, il futuro Cavaliere Oscuro, e la ricerca del colpevole tra depistaggi e false piste, ma non solo: il giovane detective James Gordon (Benjamin McKenzie, già in «The OC» e «Southland»), in coppia con il ben più scafato e disilluso Harvey Bullock (Donal Logue), si muove in un sottobosco criminale fatto di degrado e corruzione, in una città allo sbando e senza punti di riferimento, in mano al boss criminale don Falcone. L'idea del prequel però da sola non basta: se le scene e la fotografia sono molto curate, la scrittura e la recitazione non sono sempre all'altezza. E i richiami costanti alla mitologia di Batman si affacciano sullo schermo, ancora giovani o bambini, molti dei suoi futuri nemici: il Pinguino, l'Enigmista, Catwoman sono forse l'indice più evidente di una narrazione che non trova appieno una sua originalità, ma è costretta a lanciare continue strizzate d'occhio ai fan per risultare interessante". (Aldo Grasso, 23.10.2014)
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giovedì 23 ottobre 2014
NEWS - Fermi tutti! Da marzo 2015 scoppia "Bloodline" su Netflix (e solo lì!)
News tratta da "Variety"
Netflix announced that original drama “Bloodline,” from the team that created “Damages,” will premiere in March 2015 with all 13 episodes available in all the streamer’s territories.
“Bloodline” is created, written and executive produced by Todd A. Kessler, Daniel Zelman and Glenn Kessler, the creators of legal thriller “Damages” starring Glenn Close. “Bloodline” is produced by Sony Pictures Television. Set in the Florida Keys, series centers on a close-knit family of four adult siblings whose secrets and scars are revealed when their black sheep brother returns home.
The series stars: Kyle Chandler (“Friday Night Lights”), Ben Mendelsohn (“The Dark Knight Rises”), Linda Cardellini (“Mad Men”), Sam Shepard (“The Right Stuff”), Sissy Spacek (“Carrie”), Norbert Leo Butz (“Dan in Real Life”), Jamie McShane (“Sons of Anarchy”), Jacinda Barrett (“Suits”) and Enrique Murciano (“Without a Trace”).
News tratta da "Variety"
Netflix announced that original drama “Bloodline,” from the team that created “Damages,” will premiere in March 2015 with all 13 episodes available in all the streamer’s territories.
“Bloodline” is created, written and executive produced by Todd A. Kessler, Daniel Zelman and Glenn Kessler, the creators of legal thriller “Damages” starring Glenn Close. “Bloodline” is produced by Sony Pictures Television. Set in the Florida Keys, series centers on a close-knit family of four adult siblings whose secrets and scars are revealed when their black sheep brother returns home.
The series stars: Kyle Chandler (“Friday Night Lights”), Ben Mendelsohn (“The Dark Knight Rises”), Linda Cardellini (“Mad Men”), Sam Shepard (“The Right Stuff”), Sissy Spacek (“Carrie”), Norbert Leo Butz (“Dan in Real Life”), Jamie McShane (“Sons of Anarchy”), Jacinda Barrett (“Suits”) and Enrique Murciano (“Without a Trace”).
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Ufficialissimo al Cibalissimo! Shatner-Capitan Kirk a un passo dal terzo film di JJ Abrams di "Star Trek"
NEW YORK (AP) — "Star Trek" may be the next frontier for William Shatner — again. Shatner, who played the original James T. Kirk, says he's meeting soon with Roberto Orci, who's directing "Star Trek 3," to discuss reprising his Kirk in the rebooted franchise.
"I had a talk with him the other day," says Shatner. "So there's talk — simply talk — about the next movie." Shatner has said J.J. Abrams, who produced and directed the 2009 "Star Trek" film and 2013 sequel, recently called to say Orci had an idea about how Shatner might be in the next film of the new franchise, which stars Chris Pine as Capt. Kirk. Shatner says he would do the movie if it's a meaningful part, "a role that had something to do with the turning of the plot." Still, the 83-year-old actor says he's not sure how they'd bring him back now — 20 years after his character was killed off in "Star Trek: The Next Generation". "That was so long ago. How do they bring me back physically like this? I don't know," he says.
Shatner isn't waiting around to find out. He stars in and produces the home renovation series "The Shatner Project," which premieres on the DIY Network on Thursday (10 p.m. EDT). The six-episode series follows Shatner and his wife, Elizabeth, as they revamp the Southern California home he bought 50 years ago.
He says allowing cameras into their home was a "terrible" experience, but he's happy with the result.
Shatner is also designing a motorcycle, a clothing line, a new kind of comic book, continuing his priceline.com ads and his "Brown Bag Wine Tasting" webisodes — and has three films due out.
Ask him about retirement and he says, "What does retiring mean? It means you want to step back from what you're doing and do something else that's more interesting." With a smile, Shatner adds, "I'm in the middle of such a fertile, febrile fantasy that anybody would wish for what I'm doing."
NEW YORK (AP) — "Star Trek" may be the next frontier for William Shatner — again. Shatner, who played the original James T. Kirk, says he's meeting soon with Roberto Orci, who's directing "Star Trek 3," to discuss reprising his Kirk in the rebooted franchise.
"I had a talk with him the other day," says Shatner. "So there's talk — simply talk — about the next movie." Shatner has said J.J. Abrams, who produced and directed the 2009 "Star Trek" film and 2013 sequel, recently called to say Orci had an idea about how Shatner might be in the next film of the new franchise, which stars Chris Pine as Capt. Kirk. Shatner says he would do the movie if it's a meaningful part, "a role that had something to do with the turning of the plot." Still, the 83-year-old actor says he's not sure how they'd bring him back now — 20 years after his character was killed off in "Star Trek: The Next Generation". "That was so long ago. How do they bring me back physically like this? I don't know," he says.
Shatner isn't waiting around to find out. He stars in and produces the home renovation series "The Shatner Project," which premieres on the DIY Network on Thursday (10 p.m. EDT). The six-episode series follows Shatner and his wife, Elizabeth, as they revamp the Southern California home he bought 50 years ago.
He says allowing cameras into their home was a "terrible" experience, but he's happy with the result.
Shatner is also designing a motorcycle, a clothing line, a new kind of comic book, continuing his priceline.com ads and his "Brown Bag Wine Tasting" webisodes — and has three films due out.
Ask him about retirement and he says, "What does retiring mean? It means you want to step back from what you're doing and do something else that's more interesting." With a smile, Shatner adds, "I'm in the middle of such a fertile, febrile fantasy that anybody would wish for what I'm doing."
GOSSIP/L'EDICOLA DI LOU - Patrick a cavallo! Dempsey chic&shock rivela il suo lato umano (e country): "pensavo che Shonda Rhimes mi odiasse...!"
Patrick Dempsey has a new sophisticated and relaxed look.
On the upcoming cover of Manhattan magazine he looks like a silver fox in a smart suit. The
48-year-old Grey's Anatomy leading man dives deep into his personal
life, revealing his thoughts on plenty of topics, including audition
nerves, his dangerous and expensive hobby... and his mother's legacy
after a courageous battle with cancer.On the
cover, Dempsey is decked out in a snowy gray blazer covering a classy
and unassuming sweater. The conservative look is highlighted nicely by a
bright blue handkerchief. Inside
pages show him wearing a light bomber leather coat, a jeans-and-blazer
combination and seated behind the wheel of a vintage convertible. Relaxed
and ready for fall, the actor reveals the mind games that went on
during his audition for Grey's Anatomy many years ago. 'At
first I thought (show creator) Shonda Rhimes hated me, but she was
calculating in her head where to put me and what I'd be right for. 'They
liked me, but they wanted me to do a chemistry read with lead actress
Ellen Pompeo. I had an immediate connection with her because she has a
Boston accent, and I'm from Maine, so that disarmed me.'
The
show has made Dempsey a bona fide star, but as it enters its twilight
in season 11, he's had other things keeping him busy lately. His
mother recently died from ovarian cancer after a 17-year battle, and
Dempsey has since turned even more of his attention to his passion
project - the Patrick Dempsey Center for Cancer, Hope & Healing
based in his hometown of Lewiston, Maine.
'The
human touch is so healing, and when people come into the center,
they're greeted usually by cancer survivors themselves who already know
what's going on and are compassionate. I think that's really important,
and sometimes you don't get that.'
mercoledì 22 ottobre 2014
GOSSIP - Sofia Vergara è molto in "Shape" (e si merita la cover)!
Sofia Vergara is 42 and absolutely fabulous.
The "Modern Family" actress stuns in Shape magazine's November issue as she rocks a black bikini with a plunging top and, of course, her famous smile. Vergara opens up about feeling comfortable in her skin and embracing her figure.
"I was always very happy with what I have. I mean, like any woman I'd complain that my thighs were too big or whatever, but I felt comfortable with my curves –- people expected me to have them," she tells Shape. "Then I hit 40 and started seeing a softness everywhere on my body… I knew it was time to do something.”
Vergara has been using the Megaformer machine, which is based on Pilates and the Strengthen, Lengthen and Tone philosophy. She also lifts free weights and drinks vegetable juices. Her motto? "No pain, no cake!"
For more with Sofia Vergara, head over to Shape.com and pick up the November issue on Thursday.
Sofia Vergara is 42 and absolutely fabulous.
The "Modern Family" actress stuns in Shape magazine's November issue as she rocks a black bikini with a plunging top and, of course, her famous smile. Vergara opens up about feeling comfortable in her skin and embracing her figure.
"I was always very happy with what I have. I mean, like any woman I'd complain that my thighs were too big or whatever, but I felt comfortable with my curves –- people expected me to have them," she tells Shape. "Then I hit 40 and started seeing a softness everywhere on my body… I knew it was time to do something.”
Vergara has been using the Megaformer machine, which is based on Pilates and the Strengthen, Lengthen and Tone philosophy. She also lifts free weights and drinks vegetable juices. Her motto? "No pain, no cake!"
For more with Sofia Vergara, head over to Shape.com and pick up the November issue on Thursday.
martedì 21 ottobre 2014
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Les Revenants" rammenda le vite di chi è rimasto vivo
CORRIERE DELLA SERA
"Les Revenants" rammenda le vite di chi è rimasto vivo
"Tutto inizia da una teca entomologica che
va in frantumi e da una farfalla che prende il volo: la morte si
rianima. La normalità di un paesino di montagna nel cuore della Francia,
dominato da una diga gigantesca, è scossa il giorno in cui un pullman
con a bordo 40 ragazzini precipita in un burrone: le famiglie colpite
dal lutto sono sconvolte, cercano faticosamente di suturare la ferita
che ha lacerato i loro animi. Un bel giorno, però, Camille, una delle
ragazze del torpedone, torna a casa. E con lei altri morti. Hanno
smarrito la nozione di tempo perché loro, fisicamente, non sono
invecchiati, non sanno di tornare dalla terra desolata. Ideata da Fabrice Gobert, scritta da Gobert, Fabien Adda e Emmanuel Carrère (L’avversario, Limonov , La settimana bianca ), la serie francese «Les Revenants» è un adattamento dell’omonimo film Quelli che ritornano di Robin Campillo del 2004 (Sky Atlantic, mercoledì, 21.10; prima stagione 8 puntate). Sbaglierebbe chi pensasse all’ennesima riproposta degli zombi.
I morti che tornano in vita non fanno altro che lacerare o rammendare
le esistenze di chi è rimasto. La straordinarietà della situazione nasce
proprio dall’eccesso di realismo, dalle minuzie, dai dettagli, dalle
introspezioni con cui viene raccontata la storia. Come se la morte non
fosse altro che l’incontro spietato con se stessi. Come se i morti non
fossero altro che vivi, appartati in qualche recesso, per minare le
nostre certezze. «Les Revenants» è opera di grande spessore,
diretta e interpretata con invidiabile professionalità, che intreccia
una furia complessa (la resurrezione è sconvolgimento) a un pacato
ritratto provinciale, colto nella sua miseria e nella sua grandezza". (Aldo Grasso, 17.10.2014)
lunedì 20 ottobre 2014
NEWS - Clamoroso al Cibali! "Carrie Bradshaw era una troia!": firmato Mr. Big
(ANSA) - WASHINGTON - Mister 'Big' prende le distanze da 'Sex and the City'. Anni dopo la fine delle riprese della celebre serie televisiva, e dai due film, l'attore Chris Noth che ha interpretato l'unico vero amore della protagonista Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker), torna a parlare della storia tormentata tra i due, senza risparmiare critiche. "Una delle cose che dico ai fan e' che non ho mai preteso di essere quello che non sono. Era Carrie che cercava di far finta di essere quella che non era. Lui, 'Big', e' sempre stato onesto, non l'ha mai tradita", ha detto Noth, 59 anni, al sito Australia News.com. "Il rapporto semplicemente non ha funzionato e lui si e' sposato. Quanti fidanzati ha invece avuto Carrie? Era proprio una p...!", ha aggiunto. "C'e' sempre stato un equivoco e cioe' che lei era una sua vittima. Non e' cosi' - ha aggiunto Noth -. Carrie era una donna intelligente e forte". Noth, il cui personaggio finisce per sposare Carrie nel primo film dopo la fine della serie, ha ammesso che sta cercando di far 'plasmare' il nuovo personaggio che interpreta nella serie tv, 'The Good wife'. L'attore ha poi cercato di spiegare cosa sia andato storto con il secondo film sulla serie che non ha avuto molto successo di pubblico e critica. "Sono stati avidi, volevano far soldi e non ci sono riusciti. Credo perche' il film fosse uscito proprio nel mezzo della recessione. Il pubblico non ha gradito che le quattro protagoniste andassero a Dubai, mentre in Usa si affrontava il problema di come pagare il mutuo della casa". "Credo anche - ha aggiunto - che lasciare New York, per ambientare il film a Dubai, sia stato un errore perche' la citta' e' una parte integrante dello show".
(ANSA) - WASHINGTON - Mister 'Big' prende le distanze da 'Sex and the City'. Anni dopo la fine delle riprese della celebre serie televisiva, e dai due film, l'attore Chris Noth che ha interpretato l'unico vero amore della protagonista Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker), torna a parlare della storia tormentata tra i due, senza risparmiare critiche. "Una delle cose che dico ai fan e' che non ho mai preteso di essere quello che non sono. Era Carrie che cercava di far finta di essere quella che non era. Lui, 'Big', e' sempre stato onesto, non l'ha mai tradita", ha detto Noth, 59 anni, al sito Australia News.com. "Il rapporto semplicemente non ha funzionato e lui si e' sposato. Quanti fidanzati ha invece avuto Carrie? Era proprio una p...!", ha aggiunto. "C'e' sempre stato un equivoco e cioe' che lei era una sua vittima. Non e' cosi' - ha aggiunto Noth -. Carrie era una donna intelligente e forte". Noth, il cui personaggio finisce per sposare Carrie nel primo film dopo la fine della serie, ha ammesso che sta cercando di far 'plasmare' il nuovo personaggio che interpreta nella serie tv, 'The Good wife'. L'attore ha poi cercato di spiegare cosa sia andato storto con il secondo film sulla serie che non ha avuto molto successo di pubblico e critica. "Sono stati avidi, volevano far soldi e non ci sono riusciti. Credo perche' il film fosse uscito proprio nel mezzo della recessione. Il pubblico non ha gradito che le quattro protagoniste andassero a Dubai, mentre in Usa si affrontava il problema di come pagare il mutuo della casa". "Credo anche - ha aggiunto - che lasciare New York, per ambientare il film a Dubai, sia stato un errore perche' la citta' e' una parte integrante dello show".
domenica 19 ottobre 2014
venerdì 17 ottobre 2014
NEWS - Clamoroso al CEbola! Ridley Scott al lavoro per la serie tv sul virus che sta allarmando il mondo. Sarà tratta dal libro "The Hot Zone" (secondo Stephen King, "una delle cose più terrificanti che abbia mai letto in vita mia")
News tratta da "Uproxx"
With the way that Ebola is dominating headlines right now – despite Shep Smith’s best and most rational efforts – it would have been more surprising if nobody tried to fictionalize it. It is instead Fox TV Studios that will be developing a series
based on the work of author Richard Preston with producers Ridley Scott
and Lynda Obst. The duo originally wanted to turn Preston’s bestselling
book, “The Hot Zone,” into a feature film starring Jodie Foster 20
years ago, but the project obviously didn’t pan out.
The resurgence of Ebola, and especially the reported cases in the United States, has made the topic more relevant than ever, which is why Scott and Obst are back at work.
Preston also conducted an AMA on Reddit for his August article in the New Yorker, and he answered a number of questions regarding everything from the experimental serum ZMAPP…
News tratta da "Uproxx"
With the way that Ebola is dominating headlines right now – despite Shep Smith’s best and most rational efforts – it would have been more surprising if nobody tried to fictionalize it. It is instead Fox TV Studios that will be developing a series
based on the work of author Richard Preston with producers Ridley Scott
and Lynda Obst. The duo originally wanted to turn Preston’s bestselling
book, “The Hot Zone,” into a feature film starring Jodie Foster 20
years ago, but the project obviously didn’t pan out. The resurgence of Ebola, and especially the reported cases in the United States, has made the topic more relevant than ever, which is why Scott and Obst are back at work.
“I think it’s the speed with which it kills that makes the disease so frightening,” Obst tells The Hollywood Reporter. “People hoped it would stay in some remote part of the world. But that’s a fantasy in the modern world. The modern world makes us one big connected family.”In regard to just the first chapter of “The Hot Zone,” Stephen King called it “one of the most horrifying things I’ve read in my whole life – and then it gets worse. That’s what I keep marveling over: it keeps getting worse. What a remarkable piece of work.” Keep in mind that it is a non-fiction thriller. Preston’s work in writing about Ebola isn’t limited to “The Hot Zone,” which examined the origins of this disease and similar viruses. In an article in the New Yorker last month, Preston recapped the “explosive” emergence of Ebola in West Africa, and that information will be included in the series, as will a piece that he has written for next week’s New Yorker that will cover the latest cases in the U.S.
Preston also conducted an AMA on Reddit for his August article in the New Yorker, and he answered a number of questions regarding everything from the experimental serum ZMAPP…
The antibody serum ZMAPP seems to be amazingly effective but we don’t know because it’s only been tried on the two patients. As for aftereffects, i interviewed Dr. Shem Musoke who nearly died of Marburg (close cousin of Ebola) and he told me it took him about a year to recover fully but now he was fine. It’s a crushing disease but if you survive you do recover.… to how medical workers can avoid being infected while treating the disease.
They haven’t been able to fully protect themselves, doctors and nurses are dying. They’re wearing full protection biohazard suits, but the Ebola wards are just horrifying, 30 Ebola patients with one doctor and one nurse, both in space suits. Conditions are awful in those wards, we need more doctors and nurses – not even a space suit can totally protect you if the ward is really a mess.According to The Hollywood Reporter, Preston has been working with Scott and Obst in the development of this limited series.
GOSSIP - Tutte Baz-ze per Michiel! Il bel Huisman di "Nashville", "Orphan Black" e "GOT" testimonial del megaspot cult di Chanel diretto da Luhrmann
Dai mulini olandesi al “Moulin Rouge”, inteso come film simbolo del cineasta fantasioso Baz Luhrmann che l’ha voluto quale protagonista maschile del mini-film di Chanel che da qualche giorno impazza in ogni dove. Michiel Huisman, nato tra i tulipani di Amstelveen, sarà il volto nuovo che affianca la protagonista Tatiana Maslany nella 2° stagione inedita della serie cult “Orphan Black” (su Premium Action dal 15 novembre). Nel frattempo si è concesso il lusso di essere colui che fa battere il cuore alla surfista chic Gisele Bündchen nello spot diretto con maestria da Luhrmann e che racchiude le atmosfere dei suoi più famosi “Moulin Rouge” e “Il Grande Gatsby”. Huisman si è fatto conoscere di recente in tv per aver partecipato a “Nashville” (Fox Life) e “Game of Thrones” (Rai4/Sky Atlantic), mentre al cinema è stato sul set di “Black Book” e “World War Z”. Il grande schermo sembra essersi innamorato del fascino (olandese?) di Michiel, visto che da qui al 2016 è atteso in ben 5 pellicole. In “Wild”, in uscita in Italia il 5 dicembre, affianca Reese Witherspoon; in “American Dream” (attualmente in post-produzione) è davanti alla cinepresa del polacco Janusz Kaminski, il direttore della fotografia preferito di Steven Spielberg; nel 2015 usciranno il thriller paranoico “The Invitation” e “The Age of Adaline” con Harrison Ford e Blake Lively; il 2016 vedrà Huisman protagonista di “The Swimmer”, storia di un nuotatore che sfida le difficili acque di un fiume danese. Se nel poco tempo libero scrive e compone canzoni (per i feticisti del caso, ha già pubblicato un album in olandese), i giornali glam hanno iniziato a cercarlo come modello (vedi la cover di “L’Officiel” QUI). Nel frattempo non resta che seguirlo in tv, tra un chan(n)el e l’altro…
Dai mulini olandesi al “Moulin Rouge”, inteso come film simbolo del cineasta fantasioso Baz Luhrmann che l’ha voluto quale protagonista maschile del mini-film di Chanel che da qualche giorno impazza in ogni dove. Michiel Huisman, nato tra i tulipani di Amstelveen, sarà il volto nuovo che affianca la protagonista Tatiana Maslany nella 2° stagione inedita della serie cult “Orphan Black” (su Premium Action dal 15 novembre). Nel frattempo si è concesso il lusso di essere colui che fa battere il cuore alla surfista chic Gisele Bündchen nello spot diretto con maestria da Luhrmann e che racchiude le atmosfere dei suoi più famosi “Moulin Rouge” e “Il Grande Gatsby”. Huisman si è fatto conoscere di recente in tv per aver partecipato a “Nashville” (Fox Life) e “Game of Thrones” (Rai4/Sky Atlantic), mentre al cinema è stato sul set di “Black Book” e “World War Z”. Il grande schermo sembra essersi innamorato del fascino (olandese?) di Michiel, visto che da qui al 2016 è atteso in ben 5 pellicole. In “Wild”, in uscita in Italia il 5 dicembre, affianca Reese Witherspoon; in “American Dream” (attualmente in post-produzione) è davanti alla cinepresa del polacco Janusz Kaminski, il direttore della fotografia preferito di Steven Spielberg; nel 2015 usciranno il thriller paranoico “The Invitation” e “The Age of Adaline” con Harrison Ford e Blake Lively; il 2016 vedrà Huisman protagonista di “The Swimmer”, storia di un nuotatore che sfida le difficili acque di un fiume danese. Se nel poco tempo libero scrive e compone canzoni (per i feticisti del caso, ha già pubblicato un album in olandese), i giornali glam hanno iniziato a cercarlo come modello (vedi la cover di “L’Officiel” QUI). Nel frattempo non resta che seguirlo in tv, tra un chan(n)el e l’altro…
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giovedì 16 ottobre 2014
NEWS - Clamoroso al Cibalix! L'approdo di Netflix in Italia ha una data: nel 2015 se si risolve il problema della banda larga (55% contro il 72% europeo) e l'accordo con Telecom. Altra grana non da poco: in Italia poco abituati alla lingua originale...
Articolo di Giuseppe Bottero per "La Stampa"
Articolo di Giuseppe Bottero per "La Stampa"
La corsa di Netflix non è finita: partito negli Stati
Uniti, il servizio che fornisce video online in abbonamento continua a
fare rotta sull’Europa e si prepara a fissare la sua bandierina sui
Paesi dell’Estremo Oriente. La
società, già presente in Gran Bretagna, Paesi Bassi e Scandinavia, a
settembre è sbarcata anche in Francia, Germania, Austria e Svizzera.
All’appello manca l’Italia, ma il gruppo con sede a Los Gatos,
California, sta accelerando: sul sito ufficiale, infatti, è comparso un
annuncio per la ricerca di “language specialist” nel nostro Paese. Si
tratta di traduttori che hanno il compito di riadattare i film e le
serie tv distribuite dal portale, che dal prossimo anno inizierà anche a
produrre lungometraggi. Posizioni aperte anche per Spagna, Polonia,
Ungheria, Vietnam, Giappone e nell’area araba. La data da cerchiare in rosso non c’è ancora, ma
secondo quanto anticipato a inizio settembre da “La Stampa” il colosso
dello streaming, che ha oltre 50 milioni di abbonati di cui circa 35
milioni solo negli Usa, dovrebbe presentarsi agli utenti italiani nel
2015, e starebbe lavorando a un’alleanza con Telecom. Restano
da sciogliere alcuni nodi: uno è legato all’acquisizione dei diritti
sul mercato italiano, particolarmente affollato. Per far breccia nel
pubblico di massa, poco avvezzo a guardare film e serie in lingua
originale con i sottotitoli, occorrerà inoltre un solido pacchetto di
opere doppiate, che richiede un investimento maggiore. Nonostante
le rassicurazioni, anche quello della Banda Larga rimane un capitolo
complesso: secondo uno studio della “Lombardia Film Commission”,
infatti, solo il 55% delle abitazioni nazionali dispone di collegamenti
teoricamente adeguati a supportare il carico necessario per fruire di
Netflix. La media europea, in base alle rilevazioni Eurostat, è del 72%.
Si tratta, in ogni caso, di dossier che i manager di Reed Hasting,
cinquantaquattrenne Ceo di Netflix, stanno studiando da tempo. Prima di
uscire dai confini americani la società ha riflettuto a lungo, e finora
non ha sbagliato una mossa: per Hasting il duro («Ha un quoziente
intellettivo pari a zero, ma è l’amministratore delegato più brillante
che abbia mai incontrato», racconta, perfida, la biografa Gina Keating)
parlano i numeri. Il gruppo, infatti, ha chiuso il secondo trimestre del
2014 con un utile netto di 71 milioni di dollari a fronte dei 29,5
milioni dello stesso periodo dell’anno scorso.
mercoledì 15 ottobre 2014
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"The Walking Dead", gli zombi delle nostre ossessioni
CORRIERE DELLA SERA"The Walking Dead", gli zombi delle nostre ossessioni
"«Il mondo sta per finire. La sola ragione
per cui potrebbe durare è che esiste». Questa di Charles Baudelaire, in
«Razzi», potrebbe essere la perfetta epigrafe di «The Walking Dead», di
cui è appena iniziata la quinta stagione (su Fox, lunedì, ore 21, a
pochissima distanza dalla trasmissione negli Usa). Più passano le stagioni e più è
evidente che il racconto dell’invasione zombie seguita alla diffusione
di un misterioso virus, capace di far risvegliare i morti trasformandoli
in aggressive creature affamate di carne viva e private di ogni barlume
di umanità, non ha solo un’anima horror ma ci parla di molte ossessioni
della contemporaneità. In controluce filtrano alcuni dei temi più
pressanti dell’agenda internazionale (le armi batteriologiche, la
diffusione di grandi epidemie, la brutalità dei tagliagole), ma anche
riflessioni profondamente alate: l’apocalisse è una condizione causata
dall’uomo stesso, che sfrutta le risorse del pianeta in modo
sconsiderato, portandolo verso un inevitabile collasso. L’avvio della quinta stagione è
stato maestoso nella sua brutalità: abbiamo ritrovato il piccolo
drappello di sopravvissuti guidati dallo sceriffo Rick Grimes dove
l’avevamo lasciato, imprigionato a Terminus, un luogo inizialmente
scambiato per un santuario e un rifugio protetto, ma presto rivelatosi
come una trappola spaventosa. Nella serie le scene d’azione e gli effetti speciali
sono altamente spettacolari, ma l’attenzione è tutta per le relazioni
tra i vari personaggi di un cast molto corale: la sfida più importante
della quinta stagione sarà quella di descrivere l’evoluzione interiore
del leader Rick, un «buono» costretto a fare i conti con un mondo alla
deriva". (Aldo Grasso, 15.10.2014)
NEWS - Tutto torna, anche i morti! Da stasera su Sky Atlantic la serie francese "Les Revenants", sorta di "j'adore dell'aldilà"
(ANSA) - ROMA - Un universo fatto di suspense, di fiction, di fantasia. Che parla di amore e di morte. Che si interroga sul concetto di comunita' e sul destino del mondo. Sulle esperienze piu' intime. E' cinema di genere rivisitato da un autore. In un paese di montagna nel cuore delle alpi Francesi, dominato da una diga gigantesca, lo stesso giorno, svariate persone di eta' e status differenti, visibilmente disorientate, cercano di tornare nelle proprie case. Non sanno che sono morte gia' da qualche anno, che non sono invecchiate e che nessuno le aspetta. Da stasera arriva in esclusiva alle 21.10 su Sky Atlantic HD Les Revenants, la serie tv francese acclamata in tutto il mondo e vincitrice di numerosi premi nazionali e agli Emmy Awards 2013 come Miglior serie tv drammatica. Ideata da Fabrice Gobert, e' un adattamento dell'omonimo film Quelli che ritornano di Robin Campillo del 2004 (ha richiesto cinque anni di realizzazione, ottenendo l'interesse delle grandi case di distribuzione internazionali). Dopo il successo internazionale della serie, e' ora in lavorazione il remake americano: a curare il rifacimento saranno Carlton Cuse (Bates Motel) e Raelle Tucker (True Blood). Tra i protagonisti di Les Revenants, Camille, un'adolescente morta in un incidente d'autobus durante una gita scolastica; Simon, un giovane deceduto il giorno del suo matrimonio; Victor, un bambino che non parla con un passato oscuro e tanti altri parteciperanno a questa misteriosa riapparizione. Determinate a riprendersi un posto che non esiste piu', le persone che erano scomparse scoprono a poco a poco di non essere gli unici redivivi e che il loro ritorno si accompagna a strani eventi sempre piu' frequenti. Forse e' l'inizio di uno sconvolgimento ancora piu' importante. Nelle note di produzione Caroline Benjo e Jimmy Desmarais spiegano: "Les Revenants era un progetto di un'altra ampiezza, ma i produttori avevano ben compreso che Fabrice (Gobert) avrebbe saputo dare una grande originalita' a delle situazioni quotidiane. La parola "realismo" tornava spesso nel corso delle discussioni e, riferita a un mondo in cui i morti non sono definitivamente tali, poteva sembrare paradossale. Questa parola traduceva le preoccupazioni di Fabrice e dei produttori di rendere il mondo della serie sufficientemente credibile, per quanto possibile che noi, spettatori, credessimo al ritorno in vita di Camille, Victor, Simon. La scommessa e' stata vinta: superato questo punto di partenza, sono stati sviluppati gli intrighi attorno ai personaggi principali. Fabrice ci ha sorpresi, episodio dopo episodio, per la ricchezza di situazioni che ha saputo esplorare, dal respiro che ha dato quel carattere alla serie e quel ritmo con cui essa si avvia verso l'ultimo episodio. Le sorelle gemelle di nuovo riunite, la giovane fidanzata tornata dall'oltretomba, il bambino che non parla piu', il prete che ha abbandonato l'abito talare, l'uomo innamorato e inquieto, l'assassino, quel paesino isolato tra le montagne, quel lago, quella foresta, e altrettanti personaggi, ambientazioni e tematiche che fanno la ricchezza dell'universo di Les Revenants". "Fabrice Gobert e Fre'de'ric Mermoud - concludono - hanno messo in scena brillantemente gli 8 episodi della prima stagione, creando con Patrick Blossier un universo visivo forte e sorprendente, completato dalla magnifica colonna sonora originale firmata da Mogwai".
(ANSA) - ROMA - Un universo fatto di suspense, di fiction, di fantasia. Che parla di amore e di morte. Che si interroga sul concetto di comunita' e sul destino del mondo. Sulle esperienze piu' intime. E' cinema di genere rivisitato da un autore. In un paese di montagna nel cuore delle alpi Francesi, dominato da una diga gigantesca, lo stesso giorno, svariate persone di eta' e status differenti, visibilmente disorientate, cercano di tornare nelle proprie case. Non sanno che sono morte gia' da qualche anno, che non sono invecchiate e che nessuno le aspetta. Da stasera arriva in esclusiva alle 21.10 su Sky Atlantic HD Les Revenants, la serie tv francese acclamata in tutto il mondo e vincitrice di numerosi premi nazionali e agli Emmy Awards 2013 come Miglior serie tv drammatica. Ideata da Fabrice Gobert, e' un adattamento dell'omonimo film Quelli che ritornano di Robin Campillo del 2004 (ha richiesto cinque anni di realizzazione, ottenendo l'interesse delle grandi case di distribuzione internazionali). Dopo il successo internazionale della serie, e' ora in lavorazione il remake americano: a curare il rifacimento saranno Carlton Cuse (Bates Motel) e Raelle Tucker (True Blood). Tra i protagonisti di Les Revenants, Camille, un'adolescente morta in un incidente d'autobus durante una gita scolastica; Simon, un giovane deceduto il giorno del suo matrimonio; Victor, un bambino che non parla con un passato oscuro e tanti altri parteciperanno a questa misteriosa riapparizione. Determinate a riprendersi un posto che non esiste piu', le persone che erano scomparse scoprono a poco a poco di non essere gli unici redivivi e che il loro ritorno si accompagna a strani eventi sempre piu' frequenti. Forse e' l'inizio di uno sconvolgimento ancora piu' importante. Nelle note di produzione Caroline Benjo e Jimmy Desmarais spiegano: "Les Revenants era un progetto di un'altra ampiezza, ma i produttori avevano ben compreso che Fabrice (Gobert) avrebbe saputo dare una grande originalita' a delle situazioni quotidiane. La parola "realismo" tornava spesso nel corso delle discussioni e, riferita a un mondo in cui i morti non sono definitivamente tali, poteva sembrare paradossale. Questa parola traduceva le preoccupazioni di Fabrice e dei produttori di rendere il mondo della serie sufficientemente credibile, per quanto possibile che noi, spettatori, credessimo al ritorno in vita di Camille, Victor, Simon. La scommessa e' stata vinta: superato questo punto di partenza, sono stati sviluppati gli intrighi attorno ai personaggi principali. Fabrice ci ha sorpresi, episodio dopo episodio, per la ricchezza di situazioni che ha saputo esplorare, dal respiro che ha dato quel carattere alla serie e quel ritmo con cui essa si avvia verso l'ultimo episodio. Le sorelle gemelle di nuovo riunite, la giovane fidanzata tornata dall'oltretomba, il bambino che non parla piu', il prete che ha abbandonato l'abito talare, l'uomo innamorato e inquieto, l'assassino, quel paesino isolato tra le montagne, quel lago, quella foresta, e altrettanti personaggi, ambientazioni e tematiche che fanno la ricchezza dell'universo di Les Revenants". "Fabrice Gobert e Fre'de'ric Mermoud - concludono - hanno messo in scena brillantemente gli 8 episodi della prima stagione, creando con Patrick Blossier un universo visivo forte e sorprendente, completato dalla magnifica colonna sonora originale firmata da Mogwai".
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martedì 14 ottobre 2014

NEWS - Saviano fa sul serial! Dopo la serie di "Gomorra", anche l'ultimo libro diventerà telefilm
(ANSA) - ROMA, 14 OTT - Zerozerozero, l'ultimo libro di Roberto Saviano sul mondo della cocaina, diventa serie tv. L'annuncio internazionale arriva da Cattleya e dalla divisione Cre'ation Originale di Canal+. Saranno 8 puntate da 50 minuti. La serie, creata da Saviano, sara' prodotta da Cattleya e diretta da Stefano Sollima.
Adesso che #Gotham è stato prolungato a 22 episodi, la presenza/assenza di #Joker diventa indispensabile/immanente.
http://t.co/GYMGKkdkho
— Leo Damerini (@LeoDamerini) 14 Ottobre 2014
Il ritorno di #FoxTheWalkingDead, tanta azione, qualche sfilacciatura e il rischio dell'inverosimile a discapito dell'introspezione. 6-
— Leo Damerini (@LeoDamerini) 13 Ottobre 2014
lunedì 13 ottobre 2014
Lauren Cohan models a sexy swimsuit for the November 2014 issue of GQ magazine.
Here’s what the 32-year-old The Walking Dead actress had to share with the mag:
On playing Maggie on The Walking Dead: “I’d always fantasized about playing a southern role. I definitely had this idea she’d be soooo southern. I had to dial that in slightly.”
On growing up all over the world: “You could spin the flipping globe and put me anywhere on it and I’d be happy.”
On cursing: “I never realized how much I actually curse until I read a couple of interviews, and I was like: You need to find a different word.”
For more from Lauren, visit GQ.com.
Articolo di Eric Wilson per "In Style"
The news this week that Twin Peaks, the cult television phenomenon from 25 years ago, will be returning with a nine-episode series on Showtime in 2016, got me thinking about its long and mysterious legacy, especially as it relates to fashion. When it first aired, the show happened to capture the essence of American style as it transitioned from preppy mall clothes and twinsets of the 1980s to more regional grunge and disaffected posing of the Pacific Northwest of the 1990s, just as major changes in technology and communication were beginning to take shape.
For designers, Twin Peaks represented a lost moment. I would not call it a moment of innocence, given the bizarre and sometimes terrifying subject matter of the series, but one before things became so complicated by business demands, information overload and the conquest of instantaneity over suspense. Besides, David Lynch’s vision for the show was so visually arresting that it remains a fashion touchstone, one that has made countless reappearances in collections as sometimes shockingly literal inspiration.
In 2005, more than a decade after the show’s original two-season run and a subsequent movie, Veronique Branquinho, now one of the major stars of Belgian fashion, made one of her first presentations at the Pitti Immagine fashion fair in Florence, Italy, in a set that was inspired by the creepy “red room” from the show. The men’s wear collection, shown on everyday men rather than models, nodded to lumberjacks and hunters, along with duffels and brown and burgundy tuxedos that recreated looks and characters from the memorable dream sequences, a show dug up from the archives this week by the deep memory of the British journalist Charlie Porter.
“I thought the atmosphere in Twin Peaks was the right mood to have in the performance,” Branquinho said at the time in a video interview. “It’s the perfect match for what I wanted to do.”I’ve seen characters from Twin Peaks on so many designer mood boards and in magazine editorials over the years that it’s hard to remember them all. Camilla Staerk, a Danish designer who came to New York in 2006, showed a first collection here that was inspired by Laura Palmer and Donna Hayward. Odilon, a collection designed by Stacey Clark, had a hit in 2012 with sweaters that carried a message from the show: “The owls are not what they seem” (pictured, above left). And the Kenzo designers, in their fall collection this year, collaborated with David Lynch on their show, prompting numerous references to his work, such as Twin Peaks ponytails on the models, created by the hairstylist Anthony Turner.
There have also been more literal translations of fashion from the series, particularly in Europe, where the Spanish label TitisClothing that dedicated its fall collection to the quirkier aspects of the show (including a model carrying a log, after the “log lady”), and, naturally, in Japan, where the label Black Weirdos is selling a “Killer Bob” parka. You can have a field day looking over the references at the fan site welcometotwinpeaks.com. And as they say in Twin Peaks, it is happening again.
domenica 12 ottobre 2014
Don’t miss the Italy premiere of @GOTHAM on Sunday 12thOctober at 9.15PM on #ITALIA1 @Premium_Action @QuiMediaset_it
— Camren Bicondova (@camrenbicondova) 11 Ottobre 2014
ITALIA! Premiere of GOTHAM happening Sunday 12th October at 9.15PM on #ITALIA1 @Premium_Action @QuiMediaset_it - hope you enjoy! #Gotham
— Erin Richards (@ErinRRichards) 11 Ottobre 2014
Italian friends! #Gotham premieres Sunday October 12th at 9.15pm on #ITALIA1. Don't miss it! @Premium_Action @QuiMediaset_it
— Robin Lord Taylor (@robinlordtaylor) 12 Ottobre 2014
Dear Italian friends and Gothamites ! #Gotham premieres Sunday October 12th at 9.15pm on #ITALIA1. We hope you enjoy the show
— Sean Pertwee (@seanpertwee) 12 Ottobre 2014
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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm
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