sabato 10 novembre 2012



IL GIOCO DEI TELEFILM - Più di un gioco: è un tour! Dopo Lucca e Milano, tocca a Roma e Torino! Preparate le carte e avvisate gli amici, si gioca...
IL GIOCO DEI TELEFILM invade l'Italia!
Dopo la presentazione a Lucca Comics e l'appuntamento milanese della prossima settimana alla Fiera "G! come Giocare" (dal 16 al 18 novembre - Porta Teodorico), si aggiungono altre due tappe da non mancare.
A Roma, dal 23 al 25 novembre, alla kermesse "Ludica Roma" presso la Fiera, sarà possibile giocare e provare IL GIOCO DEI TELEFILM presso lo stand Ghenos Games, oltre che acquistarlo al prezzo speciale di 25 euro. Maggiori info sulla fiera qui.
Stessa prassi a Torino, il 24 e 25 novembre, all'interno della manifestazione "Gioca Torino" al Lingotto. Maggiori info sulla fiera qui.
Nel frattempo a Milano, è notizia dell'ultima ora che SILVER presenzierà domenica 18 novembre a "G! come Giocare" alla firma degli autografi sulla scatola del gioco per il quale ha realizzato tutti i disegni originali a partire dalle ore 14.30 (seguirà maxi-partita a squadre). Dalla prossima settimana, inoltre, sempre a Milano, IL GIOCO DEI TELEFILM sarà in vendita anche alla Mondadori (Piazza Duomo, C.so Vittorio Emanuele, Via Marghera e Vimercate).

Nel resto d'Italia lo trovate negli store della Città del Sole e da oggi anche on line sul sito della stessa catena (qui).

mercoledì 7 novembre 2012

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

LINKIESTA
Elezioni Usa e getta in serie...
"Mi emozionano. Non so dire razionalmente perché. Ma lo fanno più delle elezioni italiane. Le elezioni americane mi commuovono, mi fanno sentire partecipe, mi travolgono. E’ tutta pancia, lo so. Non c’è nulla di testa. Non sono una di quelle che crede che un uomo possa cambiare il mondo. So che non esiste una persona con questo potere, nemmeno il presidente degli USA, questa figura così affascinante da riempire il mio (e il nostro) immaginario televisivo e cinematografico. Non sono una fanatica del mondo americano, anzi alle volte mi trovo a ridere e irridere della semplicità della gente che vive negli States, che non mette piede fuori dal loro immenso territorio e che pensa che la vita sia tutta lì. Non sono nemmeno una di quelle che pensa che Obama sia Dio e Romney il diavolo. Certo, non nascondo la mia felicità per il risultato di queste elezioni, però so che Obama non farà tutto quello che mi “aspetto” che faccia, che ci saranno decisioni di politica estera che non approverò, che rimarrò delusa dai “compromessi” a cui immancabilmente scenderà. Ne sono conscia, già da ora. E’ un po’ la croce della Politica, questa. La consapevolezza che ci deluderà, in fondo ogni volta (continuo a pensare che la migliore metafora della Politica attuale ce la fornisca Veep, con quell’immagine del presidente ombra che non chiama mai e non si vede mai).
Eppure dalle elezioni americane vengo puntualmente travolta. Affascinata da quell’ondata di nazionalismo che io, ad esempio, per l’Italia (pur votando SEMPRE) non sento. Quel nazionalismo positivo, intendo. Quello spirito di sentirsi parte di un tutto, come quello che si respira durante un concerto, quando il coro del pubblico estasiato si innalza con il dolce suono della stessa canzone.
La Tv seriale in questo mio coinvolgimento ha senza dubbio un forte peso. Sentire Eva Longoria, la casalinga disperata Gabrielle Solis, parlare apertamente a sostegno di Obama durante la Convention Democratica, mi ha stupito: lei con la presidenza Romney risparmierebbe in tasse. Ma la Eva Longoria che lavora a Hollywood non ha bisogno di pagare meno tasse – ha detto – la Eva Longoria ragazzina che faceva fatica a pagarsi gli studi, quella sì aveva bisogno di meno tasse.
E ancora le parole, i tweet, la presa di posizione di Kate Walsh, Ian Somerhalder, Lena Dunham, Sophia Bush e di una lunga serie di eroi del piccolo schermo (che ho amato, televisivamente) mi hanno permesso di avvicinarmi alla politica americana, di sognare e sperare per i loro piccolo successi sociali, di parteggiare per le loro cause (che poi, in termini di politica sociale, sono anche le nostre).
Obama e serialità televisiva: il rapporto è stretto più che mai. Nel mio libro (Settimo Potere – Come le serie TV influenzano la vita sociale e politica) ne ho parlato approfonditamente. E questo sarà anche il tema della mia prossima puntata-radio di Fuoriserie sul Serialclub su Radiophonica, in onda domani alle 15.15 e, in replica, alle 19.30 (caricherò, in seguito, il podcast per tutti gli interessati)".
(Alessia Barbiero, 07.11.2012)

lunedì 5 novembre 2012


Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl


Stracult di questa settimana (nonché migliore novità di questo autunno) Last Resort, la nuova serie della Abc. Protagonista dello show, il capitano Marcus Chaplin (Andre Braugher) e la truppa del Colorado, sottomarino della marina militare americana in missione nelle acque dell’Oceano Indiano per recuperare una squadra.
La storia inizia quando, dopo aver ricevuto l’ordine di attaccare il Pakistan, il capitano, spalleggiato dal suo vice Sam Kendal (Scott Speedman), si rifiuta di obbedire al governo USA e, scampato all’attacco di un altro sommergibile, si rifugia con la sua flotta su un’isola limitrofa che sceglie come “base” da “occupare” con la forza.
Gli showrunner Shawn Ryan (The Shield) e Karl Gajdusek (Oblivion), hanno tra le mani una bella gatta da pelare visto il ritmo sincopato della regia (Martin CampbellKevin Hooks), quadro chiaro e fedele del caos che regna all’interno del sottomarino.
I dialoghi, ben strutturati seppur a tratti leggermente confusi, spesso si accavallano e per non perdere il filo della storia, non sono ammesse distrazioni e allo spettatore non è concesso di abbassare la guardia neanche per un minuto se non vuol perdere il filo della storia.
Un’ottima serie insomma, intensa e intricata, con delle potenzialità incredibili, difficile da seguire e altrettanto complicata da descrivere, e il bello sta proprio qui, perché per lo spettatore stesso diventa una vera e propria sfida.
Lo show di Campbell ricorda per certi versi i romanzi di Tom Clancy e ha come punto di forza un cast di altissimo livello, a partire dal protagonista, Braugher (SaltPassengersThe Mist), passando per il suo vice interpretato da uno strepitoso Speedman, che molti ricorderanno come il Ben di Felicityfino ad arrivare a Robert Patrick (The Unit, Burn Notice, True Blood), COB tenuto prigioniero da Chaplin perché contrario a occupare l’isola.
Last Resort è un’avventura epica, corale, dove non manca nulla: è una serie densa di pathos, emozione, hype, azione.
Tra intrighi politici e conflitti morali su un’isola che ricorda inevitabilmente quella di Lost e che anche stavolta, nasconde moltissimi misteri, iniziano così le avventure di un leader e del suo gruppo di seguaci, soldati all’apparenza fedeli e valorosi tra i quali però, si nascondono non pochi traditori.


Pollice verso questa settimana per Partners, comedy della CBS che ha per protagonista Sophia Bush (One Tree Hill), ideata da David Kohan e Max Mutchnick, creatori di Will&Grace.
Partners si avvale di un cast molto noto sul piccolo schermo seppur, alla fine dei conti, per nulla convincente: la Bush interpreta Ali, fidanzato dell’architetto Joe, cui presta il volto David Krumholtz, protagonista di Numb3rs e recentemente apparso in The Newsroom
Nei panni di Louis, il migliore amico di Joe sin dai tempi dell’asilo, Michael Urie (celebre per il ruolo del civettuolo Mark nell’indimenticabile Ugly Betty), anche lui architetto e fidanzato con Wyatt, Brandon Routh che interpretò il cattivo Daniel Shaw in Chuck
Il primo limite, la comedy lo riscontra laddove non riesce minimamente a discostarsi da Will&Grace in alcun passaggio: sin dai primi minuti, ricorda inevitabilmente la serie con Debra Messingdal punto di vista dei personaggi, dei dialoghi, dello humour e delle situazioni nelle quali i protagonisti si ritrovano.
Non fa ridere, non comunica nulla, non convince e se proprio dobbiamo dirla tutta, alla lunga (e su 20 minuti di durata è alquanto grave) annoia anche. Routh è inespressivo e piatto come suo solito (Dylan Dog ancora ringrazia) la Bush e Urie troppo, troppo simili ai personaggi interpretati nelle serie che li han resi famosi.
L’unico che vediamo rapportarsi con una situazione “nuova” a tutti gli effetti, è Krumholtz, ma da solo di certo non basta a dar spessore a una sitcom della quale il palinsesto televisivo avrebbe potuto tranquillamente fare a meno.

giovedì 1 novembre 2012

IL GIOCO DEI TELEFILM - A Novembre esce “Il Gioco dei Telefilm” di Leo Damerini e Fabrizio Margaria, il primo gioco in scatola sulle serie tv prodotto da Ghenos Games.
Presentazione a Lucca Comics sabato 3 novembre con gli ideatori e Silver, autore di tutti i disegni originali.
Ecco il comunicato stampa.

Per tutti gli amanti delle serie tv, è già scattato il count-down.
A Novembre esce “IL GIOCO DEI TELEFILM”, il primo gioco in scatola sulle serie tv di tutti i tempi lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà.


Ideato e curato da Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria – già autori del “Dizionario dei Telefilm” (Garzanti), fondatori dell’Accademia dei Telefilm e direttori del Telefilm Festival – il gioco è prodotto da Ghenos Games e vanta i disegni originali d’impatto e in esclusiva di Silver, nonchè il regolamento alla larga dalla banalità di Luca Borsa.
Tutti loro, Silver in testa, saranno presenti a Lucca Comics (1-4 novembre) sabato 3 novembre alla presentazione ufficiale presso lo stand Ghenos Games (B602), dove si potrà acquistare per tutta la kermesse "IL GIOCO DEI TELEFILM" al prezzo speciale di 25.00 Euro.
Dopo la conferenza stampa di presentazione alle 10.45 alla Sala Ingellis (presenti Silver e gli ideatori), Silver stesso autograferà le copie del gioco alle ore 14.00 (Stand Ghenos Games, Padiglione Carducci). Seguirà una partita-dimostrativa in cui si eleggerà il primo Telefilm Master (omaggiato con una copia de "IL GIOCO DEI TELEFILM").
Lo sdoganamento dei telefilm al quale abbiamo in parte contribuito dal primo ‘Dizionario dei Telefilm’ del 2001 – spiegano Damerini e Margariaaveva bisogno di un ultimo tassello. La possibilità, tra una puntata e l'altra, in attesa della trasmissione della serie del cuore, di riunirsi e giocare all'insegna dei telefilm. Quella forza aggregatrice che abbiamo testato dalle librerie alle edicole, dalle sale cinematografiche ai social network: una nuova declinazione per divertirsi con le serie tv, in compagnia o in coppia (i più perversi, anche da soli!), su tutti i telefilm della storia”.
Al motto dei due ideatori “Giochiamo con la Settima Arte Bis!”, “IL GIOCO DEI TELEFILM” mette alla prova la conoscenza seriale dei partecipanti e ruota attorno ad un meccanismo di “puntate” sia sulla propria capacità a rispondere che su quella degli avversari, in modo che non possano ottenere troppi punti, adottando la tattica più congeniale.
Lungo 750 domande di diversi generi e difficoltà, il regolamento contempla la scelta di poter selezionare l'epoca in cui ambientare il Gioco, oppure di mischiare tutte le carte con le relative domande e viaggiare senza confini temporali come il Doctor Who.
Qual è il soprannome della sorella di Richie Cunningham in "Happy Days"? Di che colore è la macchina con la quale sgommano "Starsky&Hutch"? Qual è il nome di Locke di "Lost"? Quale mestiere svolge la moglie di "Colombo"? Qual è il pianeta originario del "Doctor Who"? Come si chiama la cittadina al centro di "True Blood"? Qual è stata la prima serie drammatica tratta da una sit-com?...

IL GIOCO DEI TELEFILM” riunisce amici, parenti, partner, coniugi ed amanti per un divertente ed entusiasmante viaggio a 360 gradi nelle serie tv sulla scorta di domande storiche, curiose, indiscrete, sul cast e sulle trame, sulle location, i numeri e i primati, sui nomi e i cognomi che hanno reso il piccolo schermo sempre più grande.

Nel nostro immaginario – spiegano Damerini e Margaria - "IL GIOCO DEI TELEFILM" nasce con l'intento di riunire più generazioni, formando squadre equilibrate composte da genitori, figli e nipoti, ciascuno preparato (chi più, chi meno) sulla propria epoca seriale. E' solo una suggestione, per carità. Nulla vieta di mettere da parte il tabellone e giocare solo con le carte a domanda-risposta seduti in circolo, sotto l'Albero di Natale come sotto l'ombrellone...”.
Altra chiave di lettura, è quella di accendere i riflettori su serie tv dimenticate o misconosciute, magari appartenenti ad altre epoche televisive rispetto alla propria, suscitando la curiosità di andarle a (ri)scoprire. Magari verificando qual è stato il telefilm antesignano di "Six Feet Under" o il serial-padre, tutto al maschile, di "Charlie's Angels" (firmato dallo stesso Aaron Spelling), nonchè la serie di John Landis del 1999 che in qualche modo, seppure in parte, ha ispirato J.J. Abrams per "Lost".
E non si pensi che sapere tutto sui telefilm possa essere assai determinante per la vittoria finale e per aggiudicarsi il titolo di Telefilm Master. “IL GIOCO DEI TELEFILM” prevede anche una buona parte di tattica in cui le "puntate" per andare a rimorchio del concorrente più preparato o la possibilità di "murarlo" possano favorire anche chi non è propriamente un sapientone seriale. La fortuna e gli imprevisti, come in ogni gioco, fanno poi il resto.
Con “IL GIOCO DEI TELEFILM” ogni partita sarà diversa. Volta dopo volta, puntata dopo puntata. Come una serie tv.

"Un gioco destinato a diventare il Trivial Game più divertente dell'anno!". (Dal comunicato stampa di "Lucca Comics")


Vista la forte richiesta e la spasmodica attesa per "IL GIOCO DEI TELEFILM", in attesa della presentazione ufficiale a Lucca Comics (1-4 Novembre), Ghenos Games ha aperto la vendita on line del gioco sul proprio sito (qui).
Se nell'arco dei prossimi giorni il gioco sarà disponibile nei punti vendita della Città del Sole (qui la mappa) e nei canali abituali, "IL GIOCO DEI TELEFILM" si può già trovare a Milano in più punti vendita:

- "Fantamagus" (Viale Romagna 50)
- "La Foglia Blu" (Piazzale Siena 4)
-  "Caminadella" (Via Caminadella 2)
- "Tofy Toys" (Via Ruffini 9)
- "Cerchio Magico" (Via Vincenzo Monti 41/Corso Porta Vittoria 50)
- "Plastici e Dintorni" (Corso Garibaldi 16)
- "Fortura Giocattoli" (Via Olmetto 10)

Ghenos Games, presente sul mercato dal 2005, è una brillante casa editrice e distributrice di giochi da tavolo, con sede a Milano. La visione di Ghenos è basata sulla certezza che nella nostra era tecnologica i giochi definiti non-tecnologici possiedano innata la capacità di provocare e stabilire relazioni tra i partecipanti, educare i giocatori alla sfida e quindi alla crescita ed al miglioramento continuo, stimolare la propensione ad osservare e studiare l’altro, promuovendo il rispetto delle idee diverse dalle nostre, generare emozioni trasmettendo felicità nel condividerle.
Il core business di Ghenos è incentrato sulla produzione, pubblicazione e distribuzione di giochi da tavolo non tecnologici e la sua strategia si fonda sulla crescita, sulla trasformazione e sulla costruzione di questo business. La missione di Ghenos è diventare una società leader in questo settore.

martedì 30 ottobre 2012

IL GIOCO DEI TELEFILM - L'Introduzione di Damerini e Margaria a "Il Gioco dei Telefilm" 

INTRODUZIONE

Giochiamo con la Settima Arte Bis.

Negli ultimi dieci anni i telefilm sono stati vivisezionati come sul tavolo dell'autopsia di Quincy. O in tempi più recenti, su quelli di Bones e Grissom.
Si è passati dalla sottovalutazione all'esaltazione complice un'ultima decade di capolavori che ha fatto gridare ad una nuova "Golden Age" televisiva dopo quella estesa dal finire degli anni '40 ai primi '60 in America. Da tappabuchi a cult assoluti della tv di qualità, capaci di sorpassare il cinema, riunire le masse, attrarre i pubblicitari. La Settima Arte Bis.
Uno sdoganamento al quale abbiamo in piccola parte contribuito con il "Dizionario dei Telefilm" (Garzanti), pubblicato dal 2001 lungo 3 edizioni e una quarta in preparazione; con l'Accademia dei Telefilm, associazione culturale che vuole promuovere e difendere dal 2002 il valore pop (nel senso di popular) delle serie tv; con il Telefilm Festival, la prima e unica kermesse internazionale interamente dedicata all'immaginario seriale e al suo pubblico a partire dal 2003.
Ci siamo però accorti che mancava ancora qualcosa.
La possibilità, tra una puntata e l'altra, in attesa della trasmissione della serie del cuore, di riunirsi e giocare all'insegna dei telefilm. Quella forza aggregatrice che abbiamo testato dalle librerie alle edicole, dalle sale cinematografiche ai social network: una nuova declinazione per divertirsi con le serie tv, in compagnia o in coppia (i più perversi, anche da soli!), su tutti i telefilm della storia. Lungo quasi 750 domande di diversi generi e difficoltà, il regolamento contempla la scelta di poter selezionare l'epoca in cui ambientare il Gioco, oppure di mischiare tutte le carte con le relative domande e viaggiare senza confini temporali come il Doctor Who.
Ecco, nel nostro immaginario, "Il Gioco dei Telefilm" nasce con l'intento di riunire più generazioni, formando squadre equilibrate composte da genitori, figli e nipoti, ciascuno preparato (chi più, chi meno) sulla propria epoca seriale. E' solo una suggestione, per carità. Nulla vieta di mettere da parte il tabellone e giocare solo con le carte a domanda-risposta seduti in circolo, sotto l'Albero di Natale come sotto l'ombrellone...
Altra chiave di lettura, è quella di accendere i riflettori su serie tv dimenticate o misconosciute, magari appartenenti ad altre epoche televisive rispetto alla propria, suscitando la curiosità di andarle a (ri)scoprire. Magari verificando qual è stato il telefilm antesignano di "Six Feet Under" o il serial-padre, tutto al maschile, di "Charlie's Angels" (firmato dallo stesso Aaron Spelling), nonchè la serie di John Landis del 1999 che in qualche modo, seppure in parte, ha ispirato J.J. Abrams per "Lost".
E non si pensi che sapere tutto sui telefilm possa essere assai determinante per la vittoria finale. Il Gioco prevede anche una buona parte di tattica in cui le "puntate" per andare a rimorchio del concorrente più preparato o la possibilità di "murarlo" possano favorire anche chi non è propriamente un sapientone seriale. La fortuna e gli imprevisti, come in ogni gioco, fanno poi il resto.

Un particolare ringraziamento va ai ragazzi di Ghenos Games, Ari Emdin e Alfredo Genovese, i quali hanno creduto fin da subito nel progetto (unire i rispettivi entusiasmi di coppia è stato emozionante), nonchè a Luca Borsa, deus ex machina del regolamento e degli incastri degni del Signor Spock.
Dulcis in fundo, la collaborazione e l'amicizia con Silver hanno reso possibile una grafica da collezione, che ha saputo linkare volti telefilmici classici e moderni in punta di matita.

Adesso non vi resta che aprire il Gioco e iniziare a divertirvi. Volta dopo volta, puntata dopo puntata...

Leopoldo Damerini
Fabrizio Margaria
 
LD e FB intendono ringraziare per l'aiuto e la collaborazione: Barbara Gamberale; gli iscritti dell'Accademia dei Telefilm per le serate-test e i preziosi consigli; i Volontari del Telefilm Festival; Chiara Poli; Giorgia "Stargirl" Di Stefano.

lunedì 29 ottobre 2012

TWITTER-JAM - SPECIALE "IL GIOCO DEI TELEFILM"

sabato 27 ottobre 2012

Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl

Per inaugurare il ritorno della rubrica  Stracult & Stracotti, non ho avuto il minimo dubbio a eleggere The Walking Dead come la miglior serie della settimana. La premiere di stagione ha segnato un record incredibile per la AMC: oltre 10 milioni di spettatori con un rating nella fascia 18-49 del 5,8 e il secondo episodio non è stato certo da meno.
Non c’è più una democrazia, questo è poco ma sicuro. E ora più che mai, non sembra esserci scampo alla fine. Un Rick più agguerrito e deciso che mai ha preso in mano le redini della situazione, seppur con fatica, guidando i suoi, dopo la dipartita di Dale e Shane, in un labirinto di zombie e disperazione.
I protagonisti di The Walking Dead sono feriti, sfiniti, disperati: una prigione infestata dagli zombie è la loro unica salvezza, e sono disposti a dormire nelle celle, come animali in gabbia, tra schizzi di sangue e cadaveri, pur di trovare qualche ora di riposo.
Sono una squadra, un plotone, sono assassini efferati ed esseri umani così disperati da risultare credibili come non mai. Due episodi ricchi di azione, pathos e intensità hanno aperto la terza stagione che, se riuscirà a mantenere questi ritmi, non avrà precedenti.
Rick ora è il leader, nonostante mai avremmo immaginato che sarebbe riuscito a vestire così bene un ruolo simile, scendendo a compromessi, dimostrandosi disposto a tradire i suoi ideali e i suoi principi per il bene del gruppo.
Spietato, forse anche troppo. Staremo a vedere. Per ora, TWD è senza dubbio lo Stracult della settimana.


Nulla toglie a Revolution il titolo di Stracotto a tutti gli effetti, seppur dopo una manciata di episodi. La serie si J.J. Abrams e Erik Kipke è un miscuglio banale e noioso delle serie che l’hanno preceduta: da Flash Forward a Jericho, da Terra Nova a The Walking Dead, l’impressione generale è che gli autori abbiamo preso idee qua e là e le abbiano buttate dentro l’ennesimo telefilm scifi poco riuscito e per nulla convincente.
È un guazzabuglio d’idee caotico e confuso, infarcito di personaggi e situazioni prevedibili, caratterizzato da una trama esile e da dialoghi così superficiali da risultare incredibilmente prevedibili.
I personaggi, per nulla accattivanti, a tratti diventano addirittura irritanti, dalla protagonista Tracy Spiridakos (Charlie), espressiva quanto una statua di cera o se vogliamo quanto Kristen Stewart in Twilight, a Billy Burke (non per niente padre della Stewart nella saga) che dovrebbe in teoria interpretare il “duro” della serie, ma che in pratica è credibile quanto Paris Hilton nei panni di uno scienziato.
A poco serve la presenza di un attore fenomenale come Giancarlo Esposito (Gus in Breaking Bad) nel ruolo del capitano della milizia, che finisce ingabbiato dalla mediocrità e dall'inconsistenza nello script.
Abrams capitombola ancora una volta, e dopo Undercovers e Alcatraz, aggiunge ai suoi ultimi flop anche Revolution, restando lì, aggrappato a Fringe e Person of Interest, rischiando ahimè, di compromettere il prestigio di attori come Giancarlo Esposito e Elizabeth Mitchell (reduce da un altro flop, V), coinvolgendoli in progetti tanto ambiziosi quanto effimeri.

venerdì 26 ottobre 2012

GIOCO DEI TELEFILM - CLAMOROSO AL CIBALI! "IL GIOCO DEI TELEFILM" IN VENDITA ON LINE DA OGGI 
Vista la forte richiesta e la spasmodica attesa per "IL GIOCO DEI TELEFILM", in attesa della presentazione ufficiale a Lucca Comics (1-4 Novembre), Ghenos Games ha aperto da oggi la vendita on line del gioco sul proprio sito (QUI). 
Se nell'arco della prossima settimana il gioco sarà disponibile nei punti vendita della Città del Sole e nei canali abituali, già da oggi "IL GIOCO DEI TELEFILM" si può trovare "fisicamente" a Milano da "Fantamagus" (Viale Romagna 50) e "La Foglia Blu" (Piazzale Siena 4).

mercoledì 24 ottobre 2012

NEWS - RevenGQ! L'Emily VanCamp mai vista e inaspettata si confessa

Foto e intervista tratte da "GQ" Usa di Novembre
Talk to Emily VanCamp for ten minutes, and she'll try her hardest to persuade you she's just a nice, sweet girl from Ontario. You'd be a fool to believe her. Yes, she has the kind of sugary sweet disposition that only comes from growing up in a small town, but she's not just a nice, sweet girl. She regularly pulls off Bourne-grade maneuvers, lights people's houses on fire, and roundhouses killing machines with ease. And that's just as her femme fatale character on ABC's frothy camp hit Revenge. Here, she talks about her hockey skills, swimming with sharks, and her die-hard affections for brain-nomming zombie attacks. Sweet, and badass.
GQ: You were recently in the Hamptons for the first time. Did the real thing exceed your expectations?
VanCamp: I guess it's sort of what you expect: massive homes, so much money.
GQ: It seems like the exact opposite of Canada. Or do you guys have some sort of Canuck equivalent?
VanCamp: Probably the cottage scene in Muskoka. You don't have the same glitz and glamour as the Hamptons, but it's definitely on the higher end. And it gets rowdy—but in a Canadian way. They're drinking Moosehead instead of champagne, which is more my style anyways. I mean, I grew up playing hockey.
GQ: You pull off the salty-sweet thing on Revenge really well. Which comes easier?
VanCamp: Yeah, I always feel like I'm playing a character when I'm in a beautiful dress, with my hair coiffed. I like getting down and dirty. It's really fun. There's nothing better than setting an asshole's house on fire. It's those moments when I think "I love my job!"
GQ: Would you consider yourself more of a tomboy, then?
VanCamp: Definitely. I did ballet, which taught me how to be poised and graceful, but still, to this day I'd rather be fishing than going to some glamorous party. It's so therapeutic.
GQ: What's the biggest thing you've caught?
VanCamp: I think a barracuda—quite a big one—in the Caribbean.
GQ: What?! That's so badass.
VanCamp: It wasn't! It was on one of those industrial lines.
GQ: Where else have you vacationed recently?
VanCamp: Well, I went to Bora Bora and swam with sharks. Just reef sharks and lemon sharks.
GQ: That's the most Canadian thing, to qualify the sharks you swam with. An American would have made that story so much more salacious. Do you consider yourself a good liar?
VanCamp: [Laughs] I think anyone who says they don't tell little white lies at all is a liar. We all have that occasional event or engagement that we don't really want to go to. I don't think I'm a good liar at all, though. The people who know me best will tell you that. I think you'll see a little more honesty out of my character on Revenge this season though.
GQ: Does it surprise you how many guys are into the show, given the fact it's a nighttime soap that takes place in one of the bougiest zip codes in America?
VanCamp: At first I thought the show was going to be so female-oriented. I think it's one of those shows that the girlfriend turns on and the guy ends up liking more though. I've had so many lovely encounters with guy fans. Then you have the crazy ones, too—the ones that come up to you on the street and don't realize you aren't your character.
GQ: Speaking of the streets, you constantly get photographed by paparazzi. And, I gotta say, I seriously commend you because you are not afraid in the slightest of a little PDA. There is a literal motherload of photos where you are sucking face with your co-star boyfriend, Josh Bowman.
VanCamp: [Laughs] I don't really ever talk about that part of my life, but I'm also not going to stop living my life. I want to live happily. And if I love a person, I'm not going to be ashamed and hide it.
GQ: It must get frustrating being followed by cameras constantly.
VanCamp: The thing is, I never know when paparazzi are taking pictures! They hide in weird places and make it look like you can see them but you can't. It's just so odd. I don't have any respect for them. Sometimes I just want to go for a walk in my sweats, you know?
GQ: Does it make you miss Canada?
VanCamp: Yeah, I miss it a lot. It's so quaint, and there's never some weird person hiding in the bushes in my hometown. I could see myself moving back. It's just so mellow.
GQ: Have you been star-struck, coming from small-town Ontario to Hollywood?
VanCamp: Once. I met Meryl Streep at an Oscar party. She was just so graceful, beautiful, and kind. I couldn't not say hello. But I was so anxious.
GQ: Do you get anxious a lot?
VanCamp: Um, I actually get anxious a lot. I can be really socially awkward. You never want to be the weird, introverted girl in the corner shaking. I feel like that though. I can be a bit standoffish when I'm meeting new people. I like to take a second and figure out who I'm dealing with.
GQ: What do you do when you have downtime?
VanCamp: I have a really weird thing for zombie movies. An ex-boyfriend actually got me into them because I would always watch 28 Days Later. We went through a three-month binge where I saw, I think, every zombie movie ever made.
GQ: Important question: slow- or fast-ambulating zombies?
VanCamp: I think the stakes are higher with the fast ones, but I have to say there's something more eerie about the slow ones. They're creepier.
GQ: Can I assume you're a Walking Dead fan?
VanCamp: OMG, obsessed! But then I also love watching The Bachelor, too. Don't ask me why! I guess I believe in "The One" to an extent, but I think you have several "Ones" out there. It just depends on who you find. I hate to say it, but I more watch it for the train wreck of it all.
GQ: Spoken like a true tomboy.

Watch the video of Emily VanCamp shooting


lunedì 22 ottobre 2012

NEWS - Mediasett-te-te! Occhio al doppio Jeremy Irons in "SVU"; last "Gossip Girl" dal 5 febbraio, "Suits" 2 dal 25 ottobre, "Fringe" 3 e "Smallville" 10 in prima tv chiara il 7 e 8 novembre
  • Ted Shackelford e Joan Van Ark vestiranno nuovamente i panni di Gary e Valene Ewing nella seconda stagione del sequel di “Dallas” (la prima stagione inedita in onda su Canale 5, ogni martedì, prima serata). I loro personaggi, reduci dalla serie storica del 1978, si vedranno per tre episodi nella seconda stagione attualmente in lavorazione.
  • Mentre la seconda stagione inedita di “Suits” approderà su Joi dal 25 ottobre, ogni giovedì in prima serata, Usa Network ha rinnovato la serie legale per una terza stagione di sedici episodi.
  • Amy Meredith Poehler, interprete dell’ambiziosa Leslie Knope di “Parks and Recreation(su Joi la terza stagione inedita ogni venerdì alle ore 22.05), è stata scelta, insieme a Tina Fey, per condurre la prestigiosa cerimonia dei Golden Globes 2013.
  • Il premio Oscar Jeremy Irons irrompe nel cast della dodicesima stagione di “Law&Order: Special Victims Unit”. L’attore britannico, al suo esordio in una serie tv americana, farà la sua comparsa nel 13° e 20° episodio (su Retequattro, in prima tv in chiaro sabato 27 ottobre e 17 novembre, ore 21.15) nei panni del capitano Jackson, un ambiguo sessuologo dal torbido passato.
  • Taylor Momsen, resa celebre dal personaggio di Jenny Humphrey in "Gossip Girl" che tornerà ad interpretare nella sesta e conclusiva stagione in onda su Mya dal 5 febbraio 2013, è apparsa di recente ‘come mamma l’ha fatta’ nel video-spot che lancia l’ultimo singolo del gruppo del quale è front-woman, “The Pretty Reckless”.
  • La terza stagione di “Fringe” debutta in prima tv in chiaro su Italia 1, da mercoledì 7 novembre,dal lunedì al venerdì alle ore 15.00.
  • La decima stagione di “Smallville” parte in prima tv in chiaro su Italia 1, da giovedì 8 novembre, dal lunedì al venerdì alle ore 16.00.
(Notizie tratte dalla Newsletter di Mediaset)

domenica 21 ottobre 2012

TWITTER-JAM - La playlist delle migliori twittate seriali selezionata da AcademyTelefilm e TelefilmCult


"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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