martedì 28 settembre 2010

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Boardwalk Empire", gli antenati dei Soprano conquistano l'America
"E' stata la première più seguita sul canale via cavo HBO dai tempi di Deadwood, la pluripremiata serie televisiva western ambientata nel 1870 nella omonima cittadina del South Dakota. Oltre sette milioni di spettatori si sono sintonizzati su HBO per seguire l' episodio pilota di Boardwalk Empire diretto da Martin Scorsese (secondo Variety costato intorno ai 20 milioni di dollari) tanto da indurre il network a confermare già una seconda stagione della serie. Per l' America orfana dei Sopranos - che ha chiuso i battenti nel 2007, dopo nove anni in cima alle classifiche degli ascolti - la trepidazione della vigilia è stata premiata. La storia, ambientata nell' America proibizionista del 1920, è stata scritta da Terrence Winter, uno degli autori della popolarissima serie dedicata ai mafiosi del New Jersey, che si è ispirato all' omonimo bestseller di Nelson Johnson. Il protagonista è Steve Buscemi (che nei Soprano interpretava il ruolo di Tony Blundetto, un cugino di Tony Soprano, che poi lo elimina). Buscemi veste i panni di Enoch «Nucky» Thompson, il tesoriere scaltro e corrotto della città che dietro la facciata di uomo retto e grande sostenitore della Women' s Temperance League (il comitato di donne patrocinatore della legge anti-alcol) mira al controllo totale del traffico illegale di alcol negli Stati Uniti. L' altro protagonista di Boardwalk Empire è Michael Pitt, il biondino lanciato da Bernardo Bertolucci con The Dreamers. Nel nuovo serial Pitt è Jimmy Darmody, uno studente di Princeton che abbandona gli studi per arruolarsi volontario nella prima guerra mondiale ma torna ferito e traumatizzato dal fronte per poi finire nella cerchia di Al Capone, allora poco più che ventenne, dando filo da torcere al suo mentore «Nucky». La tensione generazionale tra i due uomini è uno degli elementi portanti della serie. «Non sono i Soprano, ma certamente i loro antenati», ha scritto un critico. La chiave del successo, secondo gli addetti ai lavori, viene dal contributo fondamentale di Martin Scorsese. Oltre a dirigere il pilot, il regista italo-americano avrebbe deciso, in veste di direttore esecutivo, ogni aspetto delle altre puntate dello show. Influenzando i registi che hanno diretto dopo di lui, dal look al cast e dalle musiche al montaggio. «Crescendo negli anni 50 in America, anch' io ero affascinato dai ruggenti anni 20», ha dichiarato Scorsese, lamentandosi che quando lui era bambino, «gli unici protagonisti di innumerevoli film tv e per il grande schermo sulla criminalità organizzata erano sempre e solo Chicago e Las Vegas», mentre Atlantic City era stata «del tutto dimenticata». Il suo scopo, con Boardwalk Empire è proprio quello di rendere giustizia alla cittadina del New Jersey, ispiratrice nel 1980 dell' omonimo film di Louis Malle con Burt Lancaster. «Atlantic City era la capitale del gioco d' azzardo e una mecca dello showbiz - spiega Terrence Winter - Era Las Vegas, prima che Las Vegas fosse inventata». «E' una storia straordinaria, questa, che volevo assolutamente raccontare - gli fa eco Scorsese - e con dovizia di particolari». Il suo perfezionismo ha fatto ancora una volta centro tra i critici americani. L' 88 per cento si è detto entusiasta del serial, secondo Metacritic, l' influente sito web che misura il gradimento dello showbiz tra le maggiori testate Usa. «Dopo I Soprano, HBO ha tra le mani un altro hit che lo conferma padrone assoluto della domenica sera», affermano gli addetti ai lavori che definiscono la serie «indimenticabile» (Chicago Sun-Times) e «unico» (San Francisco Chronicle) o «storicamente impeccabile» (Los Angeles Times). E la catena di negozi Bloomingdale' s ha dedicato le vetrine alla saga. Ma non tutti applaudono. «I personaggi della serie non interagiscono con la stessa sfaccettata intensità che motivava gli eroi dei Soprano e The Wire, punta il dito la critica televisiva del New York Times Alessandra Stanley, «lo stile cinematografico di Scorsese nel primo episodio è efficace e unico come lo era in Quei bravi ragazzi e The Departed», notando però che «la violenza è scioccante e brutale». Nella prima puntata colpisce la scena di un uomo ucciso mentre un disco di Caruso gira sul grammofono insanguinato. Ma Scorsese difende le sue scelte artistiche. «L' America è da sempre affascinata alla figura del gangster come eroe tragico», teorizza il regista, 68 anni il prossimo 17 novembre. «Amiamo questi malviventi proprio perché fanno tutto ciò che non si deve fare. Anche se alla fine facciamo il tifo perché paghino il loro conto alla giustizia».
(Alessandra Farkas, 24.09.2010)

lunedì 27 settembre 2010

NEWS - Clamoroso al Cibali! Rachel Bilson bacia una ragazza nella puntata di "E alla fine arriva mamma!" (USA)
Rachel Bilson ("The OC") ha baciato una ragazza nella puntata in onda in America di "E alla fine arriva mamma!" (How I met your mother). Per la cronaca, l'altra attrice era Kaylee Defer. Per i menefreghisti degli SPOILER, eccovi la scena:

sabato 25 settembre 2010

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

CORSERA
"Happy Town", la copia sbiadita di "Twin Peaks"
"Una piccola cittadina sperduta tra boschi e laghi ghiacciati. Una fabbrica che dà lavoro a gran parte degli abitanti. Un diner dove bere caffè americano. Un liceo in cui due innamorati si incontrano di nascosto, all' insaputa di famiglie e amici. Un efferato omicidio che sconvolge la quiete del posto, e riporta alla luce torbidi segreti a lungo nascosti. A molti queste righe ricorderanno qualcosa. Però, purtroppo, non stiamo parlando di «Twin Peaks»: sono invece i presupposti di «Happy Town» (su Fox, canale 110 di Sky, lunedì, alle 21.10), copia parecchio sbiadita del grande successo dei primi anni Novanta. La ridente Haplin, nel Minnesota, detta anche «Happy Town», si affanna a dimenticare un trauma collettivo: la scomparsa, anni prima, di alcune persone, anche bambini, per colpa di un non meglio identificato «uomo magico». Il nuovo delitto riapre antiche inquietudini e, in una comunità in cui tutti sembrano avere qualcosa da nascondere, porta con sé altri eventi funesti: tra questi, lo sceriffo che perde il senno ed è sostituito dal figlio, giovanotto dalla famiglia modello e dai sani principi. Chloe, una ragazza appena giunta in città, cerca segreti - quando parla al telefono con un misterioso interlocutore capita di rimpiangere l' agente Cooper e il suo registratore. E un altro straniero, un maturo rubacuori con un negozio di cimeli cinematografici, osserva con malcelato interesse. La grande quantità di eventi sopperisce alla mancanza non solo di originalità, ma di uno sguardo «d' autore» che dia credibilità al soprannaturale: non c' è costruzione dei personaggi, solo il muoversi di marionette sballottate in colpi di scena che sfiorano il ridicolo (il taglio della mano! il corvo! lo sguardo inquietante!). La colonna sonora sembra quella di un procedural qualsiasi. E la tensione stempera nella noia. Intanto su Joi (Mediaset Premium) è iniziata «The Event» una serie che, a giudicare dall' esordio, promette ben altre emozioni. Ne riparleremo presto".
(Aldo Grasso, 23.09.2010)

venerdì 24 settembre 2010

NEWS - MTV(amp): da stasera accoppiata dai canini facili con "Valemont" e "True Blood"
(ANSA) - ROMA - Da stasera arrivano su Mtv Italia Valemont e True Blood, due attese nuove serie tv, ambientate nel mondo dei vampiri. Si inizia dunque alle ore 22.00 con Valemont, la nuova frontiera delle serie tv, un mix tra Lost e Twilights. La serie, che in Italia ha debuttato ad agosto solo sul sito di Mtv, www.mtv.it/valemont, con 35 mini episodi di 2-3 minuti ciascuno, arriva dunque ora su Mtv Italia nella sua forma classica, ovvero con 5 episodi di 30 minuti ciascuno. Selezionato con sei nomination agli Atreamy Awards come Original Web Video, Valemont ha gia' riscosso un notevole successo di pubblico e critica in America tanto da essere definito da Variety come ''Uno dei migliori serial mai visti per scrittura e struttura drammatica, arrivanndo ad essere accostato a serie cult americane come The Bannen Way and The Guild.
True Blood, alle 22.30, non e' solo una serie di vampiri. Non e' solo una commedia romantica. Non e' solo un'avventura nel mondo del sovrannaturale. True Blood e' una grande storia sulle difficolta' di persone di estrazione culturale e sociale diversa a convivere in armonia. Come moderni e sovrannaturali Giulietta e Romeo, anche i due protagonisti di True Blood, Sookie e Bill, incontrano infatti molte difficolta' nel far accettare la loro storia d'amore, e le loro problematiche sono le stesse di quelle affrontate dai ragazzi di oggi quotidianamente. Una storia, dunque, quella di True Blood, che parte dai vampiri per mostrare poi tutte le contraddizioni proprie della societa' moderna.

giovedì 23 settembre 2010

NEWS - Volemo fà "Gossip Girl" all'amatriciana! Del Nox apre alla possibilità di serie tv autoprodotte su Raidue, ma con pochi soldi (non vi conviene risparmiarli, piuttosto che fare un aborto annunciato???)
(AGI) - Torino, 23 set. - La fiction su Raidue dovrebbe esserci, non sarebbe affatto sbagliato, e magari per un pubblico giovanile con temi ad esso adeguati, "ma e' il direttore di rete che deve richiederla, e se lo facesse noi saremmo molto lieti di portarla avanti". Ma con una premessa ben evidente: "Costi decisamente diversi da quelli per Raiuno, penso che i costi dovrebbero esere dimezzati rispetto alla rete ammiraglia". Lo ha detto Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction, durante la conferenza stampa tenuta oggi al Prix Italia di Torino con il direttore di Raiuno Mauro Mazza e il responsabile della fiction della rete ammiraglia, Ivan Carlei, per la presentazione de 'Le ragazze dello swing', fiction dedicata al Trio Lescano e in onda lunedi' e martedi' prossimo su Raiuno. Del Noce e' stato sollecitato sull'argomento in quanto nei giorni scorsi proprio il direttore di Raidue, Massimo Liofredi, in conferenza stampa sempre al Prix Italia aveva lamentato l'assenza di fiction sulla rete, definendo tale assenza un punto di carenza nella strategia aziendale in fatto di programmazione, e citava gli esempi de 'Ispettore Coliandro', 'Crimini'. Del Noce ha sostenuto che occorre comunque tener conto che quei progetti di fiction riguardanti Raidue e poi annullati "appartenevano a una fase precedente la crisi economica", e ad ogni modo "e' un discorso aziendale, lo affronteremo". Secondo Del Noce si potrebbe pensare ad una fiction con temi giovanili con destinatario un pubblico giovanile.

mercoledì 22 settembre 2010

NEWS ESCLUSIVA - Michelle Ryan, da "Bionic Woman" a lap dancer. L'attrice inglese scottata dalla partecipazione al telefilm simil-remake della "Donna Bionica": "troppa fretta, ho dovuto rinunciare ad un ruolo importante al cinema"
Sta lavorando in Inghilterra alla versione teatrale di "The talented Mr. Ripley" dopo un'esperienza, quella di protagonista in "Bionic Woman", cancellato dopo una sola stagione, che oggi definisce "troppo affrettata". L'inglese Michelle Ryan ricorda l'ingaggio nel serial americano: "non ero sicura di volerlo fare. Volevano farmi firmare il contratto ancor prima che prendessi l'aereo! Mi cercarono di convincere dicendo che si trattava di una grande occasione, ma io pensai: 'calmi un secondo, ho fatto un'audizione, ma non conosco neppure le persone con le quali dovrei lavorare...!". "Dopo averle conosciute - prosegue Ryan - ero eccitata dal progetto, ma non ho mai pensato di farlo per molto tempo. Come detto ero eccitata, ma c'è una bella differenza tra l'eccitazione e la disperazione. Ho visto l'esperienza come un'avventura. Di solito non ho mai paura, ma quando ho firmato il contratto sono quasi svenuta all'idea di dover recitare lo stesso ruolo per 7 anni! Avevo solo 22 anni. Ho passato 5 anni a recitare in una soap e so cosa voglia dire. E' un sacrificio. La mia intenzione era quella di farmi conoscere e semmai tentare la carta del cinema...ma poi lo sciopero degli sceneggiatori ha bloccato tutto. Mi sono state offerte parti cinematografiche anche importanti, in America, ma il telefilm veniva prima di tutto e ho dovuto rinunciare. Si trattava di un film d'azione di cui non rivelerò il titolo...". Sull'affetto dei fans alla serie, nonostante il flop, Michelle rivela: "adoro l'interazione con il pubblico, anche se nella lavorazione della serie, devo essere sincera, c'erano persone più entusiaste di me. Quando sono andata ospite dei festival (n.d.r.: compreso il Telefilm Festival!), mi urlavano le frasi più disparate: 'Go Michelle!', 'Go Zoe!', 'Go Bionic Woman!', anche 'Go Wonder Woman!'. Il suo futuro d'attrice, comunque sia, sarà ancora americano: "farò la parte di una spogliarellista di lap dance nel film 'Girl Walks Into a bar': una donna depressa che per questo motivo perde il lavoro. Credo che la mia conoscenza delle arti marziali mi aiuteranno nei balletti sexy che dovrò interpretare...".
NEWS - Knox on wood! Hayden Panettiere interpreterà Amanda nel film tv sul delitto Kercher (suggerimento: vogliamo Gary Dourdan nella parte di Rudy Guede)
Notizia tratta da Corriere.it
Hayden Panettiere sarà Amanda Knox. Secondo quanto scrive la rivista Variety, la 21enne attrice americana sarebbe stata scelta per impersonare la ragazza accusata di aver ucciso Meredith Kercher. Il film The Amanda Knox Story. La 21enne attrice americana, diventata famosa per il ruolo della cheerleader Claire Bennet nella serie tv Heroes è il primo e unico nome reso noto del cast del film che uscirà il prossimo anno sul canale americano Lifetime TV e che sarà diretto da Robert Dornhelm, regista austriaco di origini rumene, autore della miniserie tv Anna Frank: The Whole Story, che ottenne una nomination agli Emmy Awards nel 2002. A quanto si legge, la pellicola sarà incentrata sull’omicidio della Kercher e sul successivo processo, che ha visto alla sbarra la Knox, il fidanzato Raffaele Sollecito e l’amico Rudy Guede, tutti condannati per il barbaro assassinio (la Knox a 26 anni, Sollecito a 25 e Guede a 30, diventati poi 16 in appello). A detta di Wendy Battles, che ha firmato molti episodi di CSI New York e Law and Order e che ha scritto la sceneggiatura di The Amanda Knox Story, la tragica vicenda si presta perfettamente a essere trasformata in film perché contiene gli ingredienti giusti per colpire l’opinione pubblica. Una convinzione che, però, non appartiene alla famiglia Kercher che ha preso malissimo la notizia della prossima uscita della pellicola, considerandola un insulto alla memoria della figlia morta, come ha detto la mamma di Meredith, Arlene, mentre gli stessi genitori di Amanda hanno spiegato di non essere a conoscenza del progetto. E mentre negli Usa continua la campagna a favore dell’innocenza della Knox, con la senatrice dello stato di Washington, Maria Cantwell, che ha criticato il verdetto, sollevando seri dubbi «sulla giustizia italiana e sull’antiamericanismo della sentenza», il londinese Daily Mail ha scoperto che Amanda parteciperà al concerto di Natale organizzato nella prigione di Capanne dove è detenuta e dove, a quanto pare, starebbe perfezionando lo studio di canto e chitarra.

martedì 21 settembre 2010

NEWS - Basta serial italioti! In futuro la Rai punta a format esportabili di 30/60 minuti recitati in inglese (avvisate Garko e la Arcuri!)
(ASCA) - Torino - La Rai dovra' puntare su nuovi format, per fiction e programmi di intrattenimento, piu' compatibili con la realta' europea e quindi piu' esportabili. E' quanto ha sostenuto il vicedirettore generale della Rai Antonio Marano che in occasione del Prix Italia in svolgimento a Torino ha indicato la nuova offerta dell'azienda radiotelevisiva. "E' inutile produrre una grande opera se poi non puo' essere trasmessa televisivamente negli altri paesi". La durata media dei programmi stranieri, ha spiegato, e' compresa tra i 30 e 60 minuti, mentre in Italia sono molto piu' lunghi. Secondo Marano occorre cominciare a girare fiction in inglese e raggiungere quote di coproduzione internazionale comprese tra il 20 e il 30%. Tra le novita' Marano ha confermato che il nuovo canale cultura della Rai, Rai 5, partira' entro la fine di novembre e avra' come sede di riferimento Milano. Fara' cultura intesa in senso moderno, ha sottolineato Marano, ed e' una risposta a chi sostiene che la Rai fa poca cultura.
NEWS - La poca concorrenza uccide la tv, sempre uguale a se stessa: così parlò Tom "Bellavista" Mockridge di SKY (detto da uno che aveva ingaggiato il povero Mike Bongiorno non è male...)
(AGI) - Roma - L'Italia delle tv e' "un paese con scarsa concorrenza", e questo ricade inevitabilmente sulla qualita' dell'offerta televisiva, che ripropone "sempre gli stessi conduttori e gli stessi programmi": "Ci vuole piu' liberta' nel settore televisivo per promuovere una maggiore concorrenza". E' l'analisi di Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, in una lettera al Corriere della Sera in cui elenca quattro punti per "un cambiamento radicale". Anzitutto "garantire che la maggior parte delle nuove frequenze rese disponibili dal passaggio al digitale vada a nuovi entranti nel mercato", anche aziende straniere, che portino risorse e "idee innovative". Inoltre, secondo Mockridge, occorre "rimuovere in modo piu' rapido le regole introdotte nel 2003 che impediscono a Sky di essere competitiva nel campo del digitale terrestre, ed evitare di introdurre nuove norme finalizzate a penalizzare Sky" (e' il caso, sottolinea Mockridge, del decreto Romani che limita la possibilita' per Sky di vendere spazi pubblicitari". E poi l'Auditel: va spezzato "il controllo duopolistico" di Rai e Mediaset, "affinche' le aziende che decidono di investire in nuove televisioni possano da subito fare affidamento su dati di ascolto accurati, fonte dei propri ricavi". Infine, secondo l'ad di Sky Italia, occorre "liberare la Rai dal controllo da parte della politica". Il panorama televisivo, denuncia Mockridge, e' viziato alla radice dal fatto che "il sistema italiano ha permesso ad un'unica azienda, Mediaset, di ricoprire una posizione di tale dominanza nel settore televisivo nazionale da raccogliere il 65% delle entrate pubblicitarie". E nel campo della pay tv "Mediaset opera senza alcun tipo di limitazione, mentre Sky e' soggetta ad un lungo elenco di restrizioni normative". L'obiettivo, insomma, e' "liberare il sistema", contro "l'approccio restrittivo" scelto dall'Italia "verso una reale concorrenza nella televisione", il che "ha portato il paese ad avere un settore di dimensioni ridotte rispetto agli standard europei, generando meno posti di lavoro e meno innovazione".

lunedì 20 settembre 2010

GOSSIP - Clamoroso al CibaLea! La Michele di "Glee" presto nuda su "Playboy"?
L'offerta non è da buttar via ai giorni nostri: 500.000 dollari per comparire senza veli su "Playboy". Sarà per il nuovo look (più sexy e meno acqua e sapone: tipo Olivia Newton John sul finale di "Grease"), sarà perchè "Glee" è il telefilm del momento, fatto sta che la proposta è stata fatta a Lea Michele. Lo riferisce "In Touch" riportando l'indiscrezione proveniente da un amico di Lea. "Lei è onorata dalla proposta - riferisce la 'gola profonda' - è orgogliosa del suo nuovo look e potrebbe accettare se pensasse che la scelta potrebbe avvantaggiare la sua carriera". Anche se il portavoce dell'attrice smentisce seccamente la proposta di "Playboy", di certo non sarebbe la "prima volta" della Michele in topless: è già comparsa a seno nudo nella piece teatrale di Broadway "Spring Awakening" (nella foto sopra una scena), più di un anno fa.

domenica 19 settembre 2010

NEWS - "Dr. House" ha perso la voce. E' scomparso il doppiatore Sergio Di Stefano
E’ scomparso ieri a Roma per un infarto all’età di 71 anni l’attore e doppiatore Sergio Di Stefano (nato a Roma il 5 luglio 1939). Di Stefano vanta una vastissima carriera come doppiatore: oltre che una lunga sequela di doppiaggi al cinema, ha dato voce a Hugh Laurie nelle sei stagioni finora trasmesse della serie "Dr. House – Medical Division", ma anche di Fred Dryer nelle serie poliziesche "Hunter" e "Mike Land: professione detective", di Richard Dean Anderson a lungo protagonista della saga fantascientifica "Stargate SG-1", di Jonathan Frakes nella serie "Star Trek: The Next Generation" (compresi i suoi approdi cinematografici), di Michael Gross come padre di Michael J. Fox nella sit-com "Casa Keaton", di Peter Kremer primo protagonista della serie poliziesca tedesca "Siska".

venerdì 17 settembre 2010

NEWS - Anteprima: domenica parte in America "Boardwalk Empire", sorta di Big Bang (in theory) del nuovo genere seriale. O sarà un successo o sarà la fine di un'epoca...(d'oro)
(di Emanuele Riccardi) (ANSA) - NEW YORK, 15 set - Non sono i Soprano, i mafiosi italo-americani del New Jersey, ma in un certo senso ne sono gli antenati. Non trafficano i rifiuti, ma tentano di fare soldi - e il piu' possibile - con gli alcolici durante la proibizione in una delle capitali americane del gioco d'azzardo. Esordisce domenica prossima, tra grandissime attese, la serie televisiva 'Boardwalk Empire', una saga dedicata al proibizionismo tra le due guerre ad Atlantic City, la Las Vegas dei poveri del New Jersey. A dirigere il primo episodio, in onda sulla Hbo, e' nientemeno che Martin Scorsese, il principe di Little Italy del cinema americano, l'uomo di Taxi Driver, di Raging Bull, ma anche di Goodfellas e Gangs of New York. Accanto a Scorsese c'e' come primo protagonista Steve Buscemi (che era presente anche nei Sopranos come Tony Blundetto, un cugino di Tony Soprano, che poi lo 'elimina'). Buscemi e' Enoch 'Nucky' Thompson, il tesoriere della citta', che lui punta a trasformare nella ''Bootleg Capital'' degli Stati Uniti, cioe' in capitale americana dell'alcol sotto la proibizione. 'Nucky' e' un personaggio un po' viscido ed ambiguo, duro in affari, ma seduttore con le signore (specie quelle anti-alcol), e si ispira ai veri boss mafiosi di Atlantic City negli anni Venti. L'altro protagonista di 'Boardwalk Empire' e' Michael Pitt: il biondino di The Dreamers di Bernardo Bertolucci e di Last Days di Gus Van Sant, dove impersonifica Kurt Cobain, il leader dei Nirvana. Nel nuovo serial Pitt e' un ex studente di Princeton appena tornato dalla prima guerra mondiale, che finisce tra i traffici di 'Nucky' Thompson. Un'altra presenza proveniente dai Sopranos e' quella di Terrence Winter, uno degli autori della popolarissima serie dedicata ai mafiosi del New Jersey, uno dei maggiori successi della tv americana insieme con Sex and The City e le Casalinghe Disperate di Wisteria Lane. L'episodio pilota girato da Scorsese e' stato concepito come una super-cartolina di lusso, un affresco per illustrare la cittadina in riva al mare del New Jersey, e la sua famosa passeggiata in assi di legno, sotto i grandi alberghi e le attrazioni. Solo alla fine, dopo che tutti i personaggi sono stati presentati, si entra nel vivo ed inizia la suspence.

Vedi il promo:

giovedì 16 settembre 2010

NEWS ESCLUSIVA - Clamoroso al Cibaleandro! Lady Gaga in trattative per comparire in "CSI: Miami"
Quella "poker face" di Lady Gaga non finisce di stupire. L'icona più pop dei giorni nostri è in trattativa con la produzione di "CSI: Miami" per comparire in un ruolo ad hoc nel telefilm. Anzi, a quanto si apprende, si tratterebbe di "un ruolo speciale". Eva La Rue, nel cast del telefilm nei panni della detective Natalia Boa, ha già commentato che "sarebbe fantastico". Proprio La Rue avrebbe svelato che "Lady Gaga non vorrebbe interpretare se stessa ma un personaggio vero e proprio". In passato la cantante di "Bad Romance" aveva già fatto capolino in un telefilm - "Gossip Girl" - nei panni di se stessa, mentre un omaggio al suo mito è stato realizzato di recente in "Glee".

mercoledì 15 settembre 2010

GOSSIP - Porchixxxima Montana! La figlia strappo(r)na di Laurence Fishburne ricoverata per disturbi mentali e attacchi d'ira
Porno subito. La figlia esagitata di quel poveraccio di Laurence Fisburne ("CSI") è stata ricoverata per essere curata dagli attacchi d'ira che la contraddistinguono e per vagliare il suo equilibrio mentale. In pratica, sarebbe una pazza. Già il fatto che avesse scelto le luci rosse per diventare famosa (come la Kardashian) avrebbe dovuto far insospettire i suoi cari, ma evidentemente le cose son peggiorate. A quanto si apprende, Montana è stata ricoverata nel sud della California e ne avrà per un mesetto.
GOSSIP - Col seno di poi, Sofia Vergara confessa: "devo dire grazie alle mie tette"
Non capita spesso si leggere interviste sincere nello star-system, ma Sofia Vergara ("Modern Family") ha fatto un'eccezione sull'ultimo numero di "Self", che non per niente le dedica la copertina. L'attrice non si tira indietro ammettendo che "sono grata ai miei seni, mi hanno aiutato nella mia carriera". "Mi sono sempre sentita sexy - confida la tettonica Sofia - anche se nell'adolescenza il mio corpo non mi piaceva. Dicevo a mia mamma che appena avrei raggiunto la maturità avrei fatto un'operazione per 'togliermi di torno' queste tette. E mia mamma mi rispondeva che quando avrei compiuto 18 anni avrei visto la questione in maniera differente. Aveva ragione. Anche se è difficile vestirsi, ho una 34 DD, qualunque cosa indossi sembro una spogliarellista!".

martedì 14 settembre 2010

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Cameron con vista. Il regista di "Avatar" al lavoro per portare "True Lies" in tv
(ITALPRESS) - James Cameron produrra' una nuova serie basata sul suo film del '94, "True Lies", come riporta Deadline.com. Il film vedeva protagonisti Arnold Schwarzenegger nei panni di una superspia internazionale e Jamie Lee Curtis nel ruolo della moglie, che scopre casualmente la doppia vita del marito. Ancora da decidere il cast. Cameron sara' produttore esecutivo della serie.
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sulle serie tv dai giornali italiani e stranieri

LA REPUBBLICA
"Mad Men"&Co.: quando la tv supera il cinema
"Fabbrica di disinformazione e omologazione, maestra di maleducazione e cattivo gusto, impegnata a trascinare sempre più in basso un pubblico che si vuole ipnotizzato e passivo, la televisione ha eccitato all' improvviso i colti, gli snob, i filosofi, gli storici, gli architetti, i sociologi, gli studiosi di comunicazione, gli antitelevisivi, i sapienti di ogni genere, con un serial memorabile arrivato alla sua quarta stagione e appena premiato con l'Emmy Award per la miglior serie drammatica: Mad Men scritto da Matthew Weiner, il genio autore dei Soprano. Epoca fine anni ' 50-' 60, città New York, luogo un ufficio di Madison Avenue, la strada delle agenzie pubblicitarie, storie quelle dei suoi dirigenti e impiegati e segretarie e mogli e amanti e figli; carriere, rivalità, campagne riuscite e perdute, ambizioni, frustrazioni, nevrosi, corna, divorzi, riconciliazioni, infarti, passato inconfessabile, segreti, perdizioni, tradimenti. Presidenti americani Eisenhower, Kennedy, Nixon. elegante e siderale mensile francese Cahiers du cinéma ha dedicato alla serie definita "magnifica", un editoriale firmato dal direttore Stéphane Delorme, più un lungo articolo elogiativo e la copertina con il volto della protagonista, l' attrice January Jones di incantevole bellezza, una specie di nuova Grace Kelly, più torbida che solare, con quella sigaretta tra le dita, in un gesto di provocante, muta femminilità, che le donne di oggi hanno dimenticato. Scrive Delorme che Hollywood sta vivendo una crisi di ispirazione senza precedenti dopo aver prodotto affreschi ambiziosi come Il padrino: «Oggi è la televisione a raccontare l' America contemporanea, è un serial come Mad Men, che presenta sotto le immagini anni ' 60 il riflesso mascherato della nostra epoca». Il cinema d' autore arranca nelle difficoltà finanziarie, di creatività e di mercato, sta invece nascendo finalmente una travolgente televisione d' autore; non la soap opera, non il drammone storico, non il santino biografico, non la trasposizione letteraria, non la buffonata: ma un prodotto nuovo, originale, strettamente televisivo, che non ha più bisogno di ispirarsi al cinema o di esserne gregario, ma ha trovato tempi, contenuti, scrittura ed estetica tutti suoi. Negli Stati Uniti naturalmente, non in Italia, dove l' asservimento Rai-Mediaset alla politica, alla pubblicità, ai raccomandati, ai labbroni rifatti delle show-girls, e la sparizione dei tanti talenti che l' abitavano, condannano la nostra televisione all' horror della banalità quotidiana e alla fuga dell' audience. È da anni che le serie americane hanno cominciato a puntare sull' intelligenza, l' originalità, la ricerca, soprattutto il rischio, creando nuovi sceneggiatori geniali e attori dallo speciale talento televisivo, diversi da quelli del cinema; da Lost a Six Feet Under, da I Soprano a The Wire, da In Treatment a 24. Sex and the city, nato dalla televisione e poi sfruttato anche dal cinema, mettendo a confronto i due mezzi, ha dimostrato l' assoluta superiorità della travolgente serie rispetto ai due brutti film. Per ora, Mad Men resta una serie insuperata per umanità, profondità, estetica, colpi di scena: in Italia, trasmesse fino ad ora solo su Sky, dal canale Cult, ne abbiamo viste tre serie in 39 puntate, in autunno dovrebbe cominciare la quarta, adesso in onda negli Stati Uniti. L' incanto che colpisce tutti, soprattutto gli spettatori italiani, è che quando si evocano gli anni ' 60, si pensa soprattutto al ' 68, alla rivolta giovanile, al femminismo, alle scuole occupate, ai cortei, ai gonnelloni, agli zoccoli, alla kefia, all' autocoscienza, agli scontri con la polizia. Mad Men ci parla degli altri anni ' 60, i primi del decennio, quando negli Stati Uniti imperava ancora la mistica della femminilità, l' omosessualità era reato quindi clandestina, i neri erano ancora del tutto discriminati. E sono proprio quegli anni ' 60, reazionari, crudeli, oppressivi e ipocriti, che oggi paiono invidiabili, un tempo di eleganza e ordine, di donne cotonate e imbustate e sottomesse, di uomini di successo sempre col cappello, di classi sociali separate tra privilegio ed esclusione. In nessun film recente, neppure in quelli più riusciti come Revolutionary Road di Sam Mendes o A single man di Tom Ford, quegli anni sono così vivi come in Mad Men, non solo negli ambienti, negli oggetti, nel trucco, negli abiti, nei luoghi e nei gesti, ma anche nei sentimenti, nei comportamenti, nei rapporti tra le persone. Negli uffici le donne sono dattilografe e segretarie, una sola riesce a farsi strada come dirigente, mai presa sul serio e rinunciando a una vita privata: gli unici neri che si vedono sono cameriere o inservienti, i mariti vincenti hanno mogli che escono da università prestigiose ma relegate in casa, nel paradiso dei lavori domestici secondo quella mistica della femminilità che verrà poi denunciata da Betty Friedan. Tutti bevono aperitivi o whisky ad ogni occasione, tutti fumano continuamente, tutti, in ufficio o altrove, appena possono scopano. Pare un tempo invidiabile per libertà, nessuno si pone limiti che non siano di ipocrisia moralistica, nessuno pensa al colesterolo, all' ambiente, e mai come in quegli anni la femminilità è esplosiva, vistosa eppure casta: come quella di Joan, la rossa tuttofare dell' ufficio, con i fianchi larghi, la vita sottilee il seno a punta come quello di Lana Turner, che il suo capo sposato si prende sul divano. Betty (January Jones) è invece la bellissima elegantissima, fortunata moglie di gran classe di Don Draper, il creativo dell' azienda: nella sua bella casa, coi suoi bei bambini che le danno fastidioe nulla da fare se non aspettare truccata il ritorno del marito e ribellarsi alla sua inquietudine e disperazione innamorandosi di un altro. Don, il protagonista (un nuovo straordinario Cary Grant, l' affascinante Jon Hamm, poliziotto in The Town di Ben Affleck), ha un torbido passato che deve nascondere, come nasconde tutta la sua vita erotica sino alla perversione, di amante in amante, come occulta la sua depressione e infelicità in tempi in cui solo il successo era accettabile, in cui un uomo fragile era impensabile. L' accuratezza dell' immagine in Mad Men è esemplare, mai caricaturale, mai esasperata: i completi da uomo di buon taglio ma non aderenti, il fazzoletto nel taschino, il nodo stretto alla cravatta, i guanti per guidare l' automobile, il portasigarette piatto, i graziosi abiti a corolla delle signore, i guantini bianchi immancabili, il tennis come simbolo di emancipazione, l' equitazione per esibire ricchezza; arredamenti oggi orridi, tendaggi con le frange, portaceneri di cristallo colorato, poltrone di velluto, cucine texane, enormi frigoriferi. Se esiste ancora un pubblico, anche in Italia, per l' archeologico Beautiful, sempre più dissennato e polveroso, cresce ormai la necessità, per la televisione, di conquistare quei milioni di persone che la rifiutano pretendendo un intrattenimento che risponda alle loro curiosità culturali. I film che si sono visti alla Mostra del cinema di Venezia che chiude stasera, sono per la maggior parte di buon livello, ma non si è visto un solo capolavoro: toccherà alla televisione, alla fiction, dopo Mad Men, riempire quel vuoto?".
(Natalia Aspesi, 12.09.2010)

lunedì 13 settembre 2010

NEWS - Eraserhead! I telefilm "di testa" non reggono sulle generaliste: vanno male "The Mentalist", "Lie to me" e "FlashForward". Che sia un rigetto delle serie che si basano sull'intuizione?
I telefilm mentali (o "di testa") non reggono sulle tv generaliste. Il primo dato di quest'autunno televisivo è piuttosto intrigante. Lasciando stare i classici e ritriti discorsi (legittimi) che ormai le serie tv si guardano "scaricate" o successivamente sul satellite/digitale, dal punto di vista dei contenuti emerge l'ipotesi che le serie che si basano sull'intuizione ("The Mentalist", "Lie to me", "FlashForward") e non sulla scienza ("CSI", "Criminal Minds", "Cold Case"...), abbiano meno appeal...Almeno sul pubblico generalista. O che forse il "nuovo corso" intuitivo - che in realtà è un corso "classico", da "Ellery Queen" a "Colombo" - non sia stato ancora metabolizzato...

Insomma, tante pippe, per dire che Italia 1 ha rivoluzionato il palinsesto dopo le prime 2 puntate della seconda stagione di "The Mentalist" e il debutto di "FlashForward". La prima, con un ascolto di 1.740.000 telespettatori nel primo episodio e di 1.977.000 nel secondo, non ha raggiunto i risultati sperati dalla rete, e per questo è stato spostato sia di giorno che di orario: dal 20 settembre, ogni lunedì alle 22.05, preceduto da un episodio di "CSI: Miami" (il meccanismo che la scientifica faccia da traino all'intuizione è seducente...!). Stesso destino (avverso, è il caso di dirlo: come nel telefilm!) per "FlashForward", anch'esso al lunedì dal 20 settembre, ma alle 23.55 con ben due puntate. Confermato - al momento - il doppio appuntamento di giovedì 16 settembre in prima e seconda serata.

Così come ad oggi è confermato per sabato prossimo su Retequattro "Lie to me" dopo il 5% dell'esordio...

Chi vivrà forward, vedrà...!

venerdì 10 settembre 2010

NEWS - Heyyyyy! Da stasera il debutto di Henry "Fonzie" Winkler in "Royal Pains"
In anteprima assoluta approda stasera alle 21.00 su JOI “Royal Pains 2”, il medical-drama che ha per protagonista un “medico per ricchi”. Finalmente si rivela in carne ed ossa, nelle vesti di Eddie Lawson, l’ambigua ed evanescente figura paterna dei due fratelli Hans (Mark Feuerstein) ed Evan (Paulo Costazno). E, sorpresa, si tratta di Henry Winkler, il mitico Fonzie di "Happy Days". Questa grande novità, ne introduce un’altra. Nella seconda stagione, infatti, la frequente e ricorrente presenza del padre di Hans e Evan, provoca nuove dinamiche e incomprensioni nella trama del telefilm tanto che la famiglia diventerà un tema portante di questa stagione. Da una parte, Eddie prova a cancellare i 20 anni che lo hanno separato dai suoi figli, trovando un riscontro positivo solo con Evan, dall’altra, Hank non riesce a fidarsi dell’uomo che lo ha abbandonato poco prima che la madre morisse.

giovedì 9 settembre 2010

GOSSIP - Ok, il numero di cellulare di Annalynne McCord è 001619...Disavventura, con incidente, per l'attrice di "90210" che per consolarsi diventa dj a Dublino
Disavventura auto-telefonica per la bella Annalynne McCord. L'attrice di "90210" ha avuto un incidente automobilistico nei giorni scorsi. Niente di grave, a parte il fatto che l'auto che guidava apparteneva alla sorella Angel. Quest'ultima, saputo l'accaduto, è andata su tutte le furie, chiamando l'uomo che guidava l'altra vettura invalcandolo di improperi indicibili. Costui, non ci ha pensato un attimo, postando sul suo profilo di facebook il numero di cellulare di Annalynne, avuto dalla constatazione amichevole dell'incidente, "per far sapere a tutti di che pasta è fatta la McCord". Inutile dire che l'attrice è stata sommersa di sms e telefonate di ogni tipo...Nel frattempo Annalynne ha cercato di dimenticare l'inconveniente volando a Dublino, dove si è improvvisata dj al trendissimo Wright Venue Nightclub al motto di "beat goes on"...

mercoledì 8 settembre 2010

NEWS - "I Cesaroni" nella bufera! "La Padania" li attacca ("non sono lo specchio di nessuno"), Branciamore replica ("tutta l'Italia è un pò borgatara")
"'I Cesaroni' non sono lo specchio di nessuno". Firmato 'La Padania', che nella pagina degli Spettacoli dedica un articolo alla serie televisiva che "puntuale come le tasse" torna domani su Canale 5. "Alla quarta serie -scrive il quotidiano della Lega-le enciclopediche puntate ricalcano il solito cliche' dei buoni borgatari che tra un bianchetto dei Castelli e un amorazzo finito male, si barcamenano in un Paese dove il furbetto del quartierino vale sempre un pizzico in piu' degli altri". "In molti hanno spiegato che 'I Cesaroni' hanno il pregio di rappresentare la famiglia media di questo Paese. Che le loro storie sono un po' le storie di tutti. Ma da qui a dire che 'I Cesaroni' sono lo specchio degli italiani ce ne corre. La disoccupazione che colpisce i giovani? Solo un fantasma che vaga sullo sfondo della vineria romana. La disperazione di molte famiglie erose dagli odi tra marito e moglie? Tutte rose e viole. Un giardino in cui gli amori svolazzanti si rincorrono senza drammi. Senza lacrime. Senza un reale pathos". "Il resto della fiction -scrive ancora il giornale del Carroccio- e' solo un collegamento tra un innamoramento e l'altro: tutto in perfetta salsa romanesca, compreso, ovviamente, quello dei linguaggio declinato in ogni spessore semantico dai vari personaggi e protagonisti. Abbiamo cercato di trovare anche un solo vocabolo in lingua toscana nel trailer, ma e' stato veramente difficile. Una ricerca inefficace anche con un qualsiasi lanternino verbale. Tutto rigorosamente in dialetto romanesco". "In se' la cosa potrebbe anche non essere del tutto negativa nel rispetto della parlata di quella citta'. Quello che stride -conclude 'La Padania'- e' che si cerca di far passare quelle vicende per storie comuni. No, quella e' una fiction, non rappresenta nessuno. Solo fantasie per una serata da passare sul comodo divano di casa".
"La fiction dei 'Cesaroni' e' una delle piu' viste in Italia. Se la gente continua a vederci vuol dire
che ci accetta per come siamo. Oppure vuol dire che tutta Italia e' un po' borgatara". Risponde cosi', all'ADNKRONOS, Matteo Branciamore, il Marco dei 'Cesaroni', alle accuse lanciate alla fiction targata Mediaset dalle colonne della 'Padania' secondo la quale "le puntate ricalcano il cliche' dei buoni borgatari che si barcamenano in un paese dove il furbetto del quartierino vale sempre piu' degli altri". "Il fatto che il quotidiano del Carroccio parli di noi - aggiunge- vuol dire che facciamo qualcosa di importante che interessa molta gente. D'altra parte, il solito luogo comune di 'Roma ladrona' non sembra mai finire. Non capisco le critiche alla Capitale, la citta' piu' bella del mondo. Critiche gratuite e inutili anche perche' Roma e' molto amata ovunque e non solo da noi romani. Quando vado al Nord, infatti, le persone che incontro apprezzano la nostra citta' e la cultura che esprime: una cultura ricca di calore ed umanita'".

NEWS - Achtung, compagni! E' partita la guerrilla marketing di "The Event": fogli di agenda e cartelline CIA per gonfiare l'attesa
E’ partita l’operazione di guerriglia marketing per promuovere la nuova serie "The Event", in onda il prossimo 21 settembre su joi (canale pay del digitale terrestre Mediaset Premium) in prima serata e in contemporanea con gli USA. Migliaia di pagine di agenda con la data fatidica sono state sparse in giro per Milano e Roma con tre messaggi diversi che alleghiamo. Prossimamente, sempre a Milano e Roma, verranno distribuite delle cartelline TOP SECRET contenenti documenti della CIA. Se ne occuperanno degli agenti, tipo “Men in Black”, posizionati alle uscite della metropolitana delle due città. Non allarmatevi, nel caso, non sono controllori...
NEWS - "Lost" ha tracciato il segno e non si può più tornare indietro (aka flashback). "The Event" debutta in contemporanea con l'America su Joi/Mediaset Premium (esclusiva per l’Italia)
In contemporanea con gli Usa
e in esclusiva per l’Italia, Joi, il canale pay del digitale terrestre Mediaset, trasmetterà la nuova serie di culto americana della Nbc, dal titolo “The Event”. La serie che debutterà il prossimo 20 settembre negli Stati Uniti, andrà in onda con il pilot sottotitolato su Joi a partire da martedì 21 settembre, in prima serata. Dalla settimana successiva, i telespettatori del digitale terrestre potranno vedere l’episodio della settimana precedente doppiato e quello nuovo, sempre in contemporanea con la messa in onda americana, sottotitolato.
Com’è possibile che un ragazzo comune sia coinvolto in una cospirazione che cambierà le sorti dell’intera umanità? Questo è l’interrogativo che emerge nella prima puntata della serie, nella quale Sean (Jason Ritter), un ragazzo come tanti, è alle prese con la scomparsa della sua fidanzata Leila (Sarah Roemer), ma non solo. Nel frattempo il neoeletto presidente degli Stati Uniti d’America, Elias Martinez (Blair Underwood, in “Dirty sexy money”), è pronto a rivelare al mondo una verità sconvolgente. Ovviamente, sarà ostacolato da una serie di fatti che lo porteranno a conoscenza di verità “più ampie” e che coinvolgeranno anche le persone a lui care, come Sophia (Laura Innes, la Dr.sa Weaver di “ER”), a capo di una misteriosa organizzazione, o Blake (Zeljko Ivanek, “Damages”), a capo della Cia. Nel seguire queste due vicende, verrà spontaneo chiedersi quale sia in realtà l’Evento, chi trama contro il Presidente e cosa c’entra con tutto questo Sean, il classico ragazzo della porta accanto…che, per la cronaca, è interpretato dal giovane attore emergente Jason Ritter, figlio dello scomparso John Ritter che i telespettatori italiani ricordano come protagonista della serie “Tre cuori in affitto”. La serie è firmata e prodotta da Nick Wauters. E’ stata definita un thriller cospirativo e la critica americana l’ha subito paragonata a “Lost”, per due motivi essenziali: il primo per il continuo ricorso ai flashback, il secondo, per la trama fitta di intrighi e misteri. Anche se nell’intenzione degli autori e, a differenza di "Lost", molti di questi complotti non rimarranno irrisolti. La curiosità sta anche nella distribuzione del prodotto, perché quella che si annuncia già una serie di culto partirà in America e, in contemporanea, anche in Italia sul canale Joi di Mediaset Premium e dopo arriverà negli altri paesi europei.

martedì 7 settembre 2010

NEWS - Big Bang (Theory)! Dal 20 settembre su Italia 1 debutta in chiaro una delle sit-com più divertenti (e premiate) degli ultimi anni
Dal 20 settembre, dal lunedì al venerdì alle ore 19.30, debutta finalmente in chiaro su Italia 1 "Big Bang Theory", una delle sit-com più divertenti (secondo alcuni è l'erede di "Friends" e "Seinfeld") e premiate degli ultimi anni (tra gli altri riconoscimenti, si contano un Emmy Award - vinto quest'anno dall'interprete Jim Parsons - un People's Choice Award e un Television Critics Association Award). E' il caso di dirlo: stay tuned!

lunedì 6 settembre 2010

GOSSIP/SONDAGGIO - Gli alieni preferiscono le bionde. Morena Baccarin cambia colore dei capelli (e sembra che abbia 101 anni!)
Colpo di testa! Cambio di look "del terzo tipo" - nel senso che dalla lunga chioma è passata al taglio corto scuro, ora al biondo platino - per Morena Baccarin di "V". L'attrice di origini venete-brasiliane si è presentata nei giorni scorsi al Comic Con e al party di HBO con una capigliatura degna di Belouise Some o del cantatnte degli Erasure: più biondo di così non si può. Gli esperti di criniera notano i segni della ricrescita e omaggiano l'attrice, comunque, per il coraggio, mentre i lookkologi s'interrogano se essa dimostri più o meno di 100 anni! Che abbia visto un topolino sull'astronave e sia rimasta terrorizzata? (al Telefilm Festival, Morena si è detta pronta al "grande passo" dell'ingoio - del topolino - ma preferirebbe evitarlo...). Chissà...E voi come la preferite, bionda o mora? Votate nel Sondaggio ad hoc a sinistra, dopo l'effige de "La vita è un telefilm".

venerdì 3 settembre 2010

NEWS - Tutti a letto con House! Foto promozionale "orgiastica" per il lancio della nuova stagione
Non solo a letto con Cuddy, ma con tutti i co-protagonisti della serie. "Dr. House" punta (sempre più) all'estremo e per lanciare la nuova stagione ha escogitato una foto promozionale quasi...orgiastica. Di certo non c'è quasi più spazio, sul lettone a due piazze occupato da House e colleghi...manco per Amber Tamblyn ("Joan of Arcadia"), attesa per un ciclo di puntate al fianco (o al posto) di Numero 13 (Olivia Wilde).
NEWS - Rete Quattroooo! Dal 11 settembre scende in pista per tutti "Lie to me"
Dopo Italia 1, tocca a Retequattro sguinzagliare i suoi detective: e lo fa sganciando Tim Roth di "Lie to me", per la prima volta visibile a tutti dal 11 settembre in prima serata (2 episodi). Attenti ad alzare il sopracciglio in segno di goduria, potreste risultare colpevoli...!

giovedì 2 settembre 2010

NEWS - Italia Unooooooo! Accoppiata da urlo dal 9 settembre con "Mentalist" (seconda stagione) in prima serata e "FlashForward" in seconda. Dal 20 tocca a "CSI: Miami" (inedita) più "Forgotten". In arrivo imminente anche "Ugly Betty" (inedita) e "Big Bang Theory" (finalmente!)
Achtung, compagni! Italia 1 accende i motori delle serie tv puntando su un settembre degno di vendemmia. Dopo l'esordio di "Samurai Girl", si parte il 9 settembre con la seconda stagione inedita di "The Mentalist" in prima serata (2 episodi) e, a seguire, la partenza, in chiaro, di "FlashForward" (2 puntate). Il 20 settembre tocca, sul sidecar, a "CSI: Miami" (puntate inedite, due a botta) più "Forgotten" (2 puntate). E per chi non ne avesse abbastanza, sono anche in arrivo imminente, in data da decidere, la IV serie inedita di "Ugly Betty" (dal lunedì al venerdì alle ore 15.15) e, finally, "The Big Bang Theory" (sempre dal lunedì al venerdì, alle ore 19.15).

mercoledì 1 settembre 2010

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

Emmy, distanti anni luce dalla nostra tv
"Basta seguire gli Emmy Awards (in diretta su SkyUno) per provare una rabbia infinita; meglio, un misto d' invidia e d' impotenza. Per non essere lì, a Los Angeles, per non occuparsi quotidianamente di quella televisione. Intanto, già la cerimonia di premiazione è uno spettacolo che noi ci sogniamo, cui partecipano tutti i protagonisti della stagione televisiva con invenzioni, trovate (strepitosa una canzone di Bruce Springsteen interpretata secondo lo stile di «Glee»), spreco di umorismo e professionalità. Al confronto i nostri «Telegatti» o i Premi tv (ex Oscar tv) paiono feste dopolavoristiche, l' esatta espressione della nostra tv. Hanno vinto programmi come «The Pacific», la rivelazione televisiva dell' anno firmata Spielberg e Hanks, «Mad Men» (l' epopea dei pubblicitari di Madison Avenue della cui esistenza si sono accorti persino i «Cahiers du Cinéma») impostosi su contendenti del calibro di «Dexter», «Breaking Bad» o «Lost», «Modern Family» (una sitcom che esplora tre nuclei familiari con leggerezza, in una quotidianità anche ordinaria, il tutto filtrato da uno sguardo insieme tenero e distaccato, impietoso ma ottimista, come nei «Simpson»), «Temple Grandin», «Glee», «24», «CSI», l' inossidabile «Saturday Night Live». Insomma ha vinto la buona tv, quella che da noi viene ancora giudicata «di nicchia», una gentile profilassi per dire che non è di grana grossa, «verace». Gli Emmy Awards di quest' anno sanciscono l' esistenza di una tv viva, ben fatta, intelligente, quando da noi parole come preparazione, qualità, scrittura suonano ancora straniere e dove il peggio ha sempre il sopravvento sul meglio. Negli Usa c' è Tina Fey, noi dobbiamo accontentarci di Serena Dandini o di Antonella Clerici. Recenti cronache si sono tristemente soffermate sulla distribuzione degli appalti in Rai. Con questi sistemi familistici com' è possibile sperare di fare un salto di qualità? Tuttavia, per camuffare il risentimento che innerva le nostre coscienze, come la volpe della celebre favola di Fedro che non riesce a mangiare l' uva, ci convinciamo che non vale la pena di fare buona tv.
(Aldo Grasso, 30.08.2010)

martedì 31 agosto 2010


NEWS - Porchissima Montana! La figlia strappona di Fishburne, alias "Chippy D", prima di debuttare nel porno sulle orme della Kardashian ed essere stata arrestata per prostituzione e per aver menato l'ex del suo fidanzato, aveva posato in alcuni provini per "Playboy"...(che ora ricciciano fuori)
As Laurence Fishburne celebrates his 49th birthday today, the famed actor's name is also making headlines within the adult film industry. The Academy Award-nominated actor's daughter, Montana, has announced her debut in the forthcoming adult movie, aptly titled 'Montana Fishburne.' Judging from the film's description of Montana tapping into her more sensual, erotic side while visiting a mall and a hotel, it's a it's a safe bet that the 19-year-old (who also goes by the name "Chippy-D") won't nail any accolades from the film academy. Surprisingly, Fishburne's decision to release the hour-plus-long Vivid Entertainment DVD stems from another sex tape star."I view making this movie as an important first step in my career," she revealed. "I've watched how successful Kim Kardashian became, and I think a lot of it was due to the release of her sex tape by Vivid. I'm hoping the same magic will work for me. I'm impatient about getting well known and having more opportunities and this seemed like a great way to get started on it." The adult film company's founder and co-chairman, Steven Hirsch, added to Fishburne's comment, stating her performance is "scorching." "Montana made up her mind to make this DVD before we met her," he said. "She grew up in the entertainment business and was well aware of our company. In looking at the careers of many current leading female personalities, she saw a path to success and hopes to follow it." "When we first met, we were impressed with not just her beauty, but how self-possessed she is," he continued. "Her performance in the movie is scorching, and we think that she will bring that same passion to all of her endeavors – whether in adult or the mainstream."Preparing for the new career move wasn't difficult for Fishburne's eldest daughter, who credits her "at-home" skills with getting the job done."The first time is really nerve racking, like you're on camera but, I have a lot of at-home experience," she said in an interview with CarltonJordan.com. "So I feel really comfortable with the camera. I love the camera; the camera loves me back."'Montana Fishburne' will be released nationwide and available online Aug. 18.

Vedi intervista a Montana su "People": http://www.people.com/people/article/0,,20408252,00.html

Vedi news di Montana arrestata per violenze:

Vedi Montana nelle foto dei provini per "Playboy":

lunedì 30 agosto 2010

NEWS - Emmy, vincono i soliti ignoti in Italia (secondo la giornalista dell'Ansa)
(di Francesca Scorcucchi) (ANSA) - ROMA, 30 AGO - Per un normale telespettatore italiano questa edizione degli Emmy Awards ha molto poco senso. Modern Family, Breaking Bad, The Big Bang Theory, Jim Parsons, Eric Stonestreet, Bryan Cranston. Sono questi i titoli e gli attori che hanno vinto alla sessantaduesima edizione degli Oscar della tv, domenica sera a Hollywood. Novità per l'America, emeriti sconosciuti per l'Italia. Bryan Cranston per Breaking bad ha vinto l'Emmy per il migliore attore in una serie drammatica, surclassando attori come Hugh Laurie di House, Jon Hamm di Mad Men e Matthew Fox di Lost, Kyra Sedgwick per The Closer ha vinto l'analoga categoria femminile. Jim Parsons, protagonista di The big bang theory (in arrivo su Italia Uno) è il migliore attore protagonista per una commedia, mentre fra le donne ha vinto Edie Falco per Nurse Jackie, forse l'unico volto noto, per aver interpretato la signora Soprano nell'omonima serie sulla mafia italiana a New York. Anche la serie che ha ottenuto il premio più importante, quello per il miglior dramma, Mad Men, in Italia è relativamente poco conosciuta (fra poco partirà la quarta stagione su FX, canale di Sky), e certo è meno popolare di Lost, Desperate Housewives, Grey's Anatomy o House, che non hanno vinto nulla o addirittura erano fuori dai giochi per non avere neppure ottenuto una candidatura. Un andamento che la dice lunga sulle scelte di programmazione delle tv italiane, ancorate al passato e decisamente poco portate ad osare qualcosa di nuovo. Eppure Mad Men, che racconta gli inizi dell'industria pubblicitaria nella New York degli anni Sessanta, è un successo consolidato negli States. Quella di quest'anno è la terza vittoria consecutiva agli Emmy. Modern Family, che ha vinto la statuetta per la migliore commedia e che racconta le avventure di una contemporanea famiglia allargata è invece una novità anche negli Stati Uniti (in Italia verrà trasmessa da Fox, Sky). Il nome più noto al pubblico italiano pronunciato durante la cerimonia è stato quello di George Clooney, ormai quasi adottato dal Bel Paese, per via della villa sul lago di Como e della fidanzata italiana Elisabetta Canalis, presente alla cerimonia ma sempre defilata. Sul palco Juliana Margulies, sua collega ai tempi di E.R., il serial che l'ha reso famoso, gli ha consegnato il Bob Hope Humanitarian Award per il suo impegno nelle maratone televisive organizzate per raccogliere fondi a favore dei meno fortunati. Riconoscendo a Clooney il ruolo di filantropo il pubblico degli Emmy gli ha tributato un lungo applauso in piedi, che l'attore ha accolto con una battuta: "Non fate così altimenti penso di esser molto malato e di non saperne nulla". Negli anni Clooney ha aiutato ad organizzare tutti i maggiori eventi televisivi benefici: America: A Tribute to Heroes, dopo la tragedia dell'11 settembre, Tsunami Aid: A Concert of Hope nel 2005, dopo la tragedia dello Tsunami, A Shelter From the Storm, dopo l'uragano Katrina e recentemente the Hope For Haiti Now, per aiutare i terremotati del paese caraibico. "Quando succede qualcosa nel mondo tutti, noi vogliamo aiutare. Piu' difficile è riuscire a farlo dopo sei mesi, dopo cinque anni, quando la luce delle telecamere si è spenta in quei luoghi. E' allora che generalmente si fallisce. Non dobbiamo farlo, in Pakistan, in Sudan la gente continua a soffrire". Elisabetta Canalis, fasciata in un elegante abito bianco non è stata mai inquadrata dalle telecamere dello show e si è vista solo in sala stampa, nelle interviste che hanno seguito la premiazione. Per ritrovare qualche altro nome famoso è stato necessario attendere la fine della cerimonia quando, premiati ormai tutti i serial, si è passati ai riconoscimenti ai film per per la tv e delle miniserie: Al Pacino, protagonista di You don't know Jack, che racconta la storia del "Dottor Morte", Jack Kevorkian, condannato per aver praticato l'eutanasia su centinaia di pazienti, ha vinto la statuetta per il miglior protagonista maschile. Tom Hanks e Steven Spielberg hanno poi vinto in qualità di produttori per The Pacific, trasmessa in Italia da Sky cinema. Alla serie, che racconta il fronte orientale della Seconda Guerra Mondiale, è andata la statuetta per la miglior miniserie e Tom Hanks ha ringraziato anche a nome del collega regista, assente perchè impegnato sul set, in Inghilterra. Divertente la conduzione di Jimmy Fallon, che ha intrattenuto il pubblico cantando, suonando e imitando Elton John, Bruce Springsteen e Billie Joe Armstrong dei Green Day.
NEWS- Emmy Awards, vincono "Modern Family", "Mad Men" e "Glee". Nessun premio per "Lost" (che voglia dire qualcosa?)

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
Lost
Breaking Bad
Dexter
Mad Men
True Blood
The Good Wife

ATTRICE PROTAGONISTA (DRAMA)
Julianna Margulies (The Good Wife)
Mariska Hargitay (Special Victims Unit)
Glenn Close (Damages)
Kyra Sedgwick (The Closer)
January Jones (Mad Men)
Connie Britton (Friday Night Lights)

ATTORE PROTAGONISTA (DRAMA)
Jon Hamm (Mad Men)
Kyle Chandler (Friday Night Lights)
Bryan Cranston (Breaking Bad)
Hugh Laurie (House M.D.)
Michael C. Hall (Dexter)
Matthew Fox (Lost)

ATTORE NON PROTAGONISTA (DRAMA)
John Slattery (Mad Men)
Aaron Paul (Breaking Bad)
Martin Short (Damages)
Terry O’ Quinn (Lost)
Michael Emerson (Lost)
Andre Braugher (Men of a Certain Age)

ATTRICE NON PROTAGONISTA (DRAMA)
Sharon Gless (Burn Notice)
Christine Baranski (The Good Wife)
Christina Hendricks (Mad Men)
Rose Byrne (Damages)
Archie Panjabi (The Good Wife)
Elisabeth Moss (Mad Men)

GUEST STAR MASCHILE (DRAMA)
Beau Bridges (The Closer)
Ted Danson (Damages)
John Lithgow (Dexter)
Alan Cumming ( The Good Wife)
Dylan Baker (The Good Wife)
Robert Morse (Mad Men)
Gregory Itzin (24)

GUEST STAR FEMMINILE (DRAMA)
Mary Kay Place (Big Love)
Sissy Spacek (Big Love)
Shirley Jones (The Cleaner)
Lily Tomlin (Damages)
Ann-Margret (Law & Order: Special Victims Unit)
Elizabeth Mitchell (Lost)

MIGLIOR SERIE COMMEDIA
Glee
Modern Family
Curb Your Enthusiasm
Nurse Jackie
30 Rock
The Office

ATTRICE PROTAGONISTA (COMEDY)
Lea Michele (Glee)
Tina Fey (30 Rock)
Toni Collette (The United States of Tara)
Julia Louis-Dreyfus (The New Adventures of Old Christine)
Edie Falco (Nurse Jackie)
Amy Poehler (Parks and Recreation)

ATTORE PROTAGONISTA (COMEDY)
Larry David (Curb Your Enthusiasm)
Alec Baldwin (30 Rock)
Matthew Morrison (Glee)
Steve Carell (The Office)
Jim Parsons (The Big Bang Theory)
Tony Shalhoub (Monk)

ATTORE NON PROTAGONISTA (COMEDY)
Chris Colfer (Glee)
Neil Patrick Harris (How I Met Your Mother)
Jesse Tyler Ferguson (Modern Family)
Jon Cryer (Two and A Half Men)
Eric Stonestreet (Modern Family)
Ty Burrell (Modern Family)

ATTRICE NON PROTAGONISTA (COMEDY)
Jane Lynch (Glee)
Kristen Wiig (Saturday Night Live)
Jane Krakowski (30 Rock)
Julie Bowen (Modern Family)
Sofia Vergara (Modern Family)
Holland Taylor (Two and A Half Men)

GUEST STAR MASCHILE (COMEDY)
Mike O’Malley (Glee)
Neil Patrick Harris (Glee)
Fred Willard (Modern Family)
Eli Wallach (Nurse Jackie)
Jon Hamm (30 Rock)
Will Arnett (30 Rock)

GUEST STAR FEMMINILE (COMEDY)
Christine Baranski (The Big Bang Theory)
Kathryn Joosten (Desperate Housewives)
Kristin Chenoweth (Glee)
Tina Fey (Saturday Night Live)
Betty White (Saturday Night Live)
Elaine Stritch (30 Rock)
Jane Lynch (Two and a Half Men)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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