venerdì 27 marzo 2009

NEWS - E' la cRISi, bellezza! Tagli sulla fiction targata Taodue
(ANSA) - ROMA - ''C'e' una crisi enorme e noi ci siamo dentro. Quest'anno con la Taodue faremo tagli per il 30% sui costi delle nostre produzioni'': il produttore Pietro Valsecchi, presentando la nuova fiction 'Squadra Antimafia' in onda su Canale 5 dal 31 marzo, lancia l'allarme. ''Diamo lavoro a 19 mila persone e siamo dentro la crisi globale. Cercheremo di fare gli stessi prodotti con la stessa qualita' di sempre, ma non possiamo fare a meno di tagliare i costi''. Giancarlo Scheri, responsabile delle produzioni fiction Mediaset, non nega il problema ma ribadisce ''la fiction continuera' ad avere il ruolo strategico che ha per noi. I tagli non riguarderanno il numero delle serate, ne' la cura, ne' la qualita'. Bisognera' trovare il modo per risparmiare e non escludiamo un ritorno alle coproduzioni internazionali''. Intanto in Spagna si produrra' una versione locale della serie tv 'I liceali'.

mercoledì 25 marzo 2009

GOSSIP - Boyfriend storditi. Jennifer Aniston scarica John Mayer (la trascurava per colpa di internet!)
(AGI) - Londra - Jennifer Aniston ha scaricato John Mayer perche' il fidanzato e' ossessionato da Twitter. E cosi', nonostante i rumor secondo cui la coppia sarebbe arrivata all'altare, la 'fidanzata d'America' e' di nuovo 'single'. Secondo il "Daily Telegraph", amici dell'attrice statunitense hanno rivelato alla rivista 'Star' che Mayer (31 anni) trascorreva ore collegato alla rete sociale; e contemporaneamente raccontava all'ex moglie di Brad Pitt che era troppo occupato con il lavoro per poter stare con lei. Apparsi inseparabili la notte degli Oscar, la coppia sembrava vivere un buon momento, tanto che erano circolate voci di nozze imminenti. La Aniston ha scoperto la verita' perche' Mayer aggiornava i messaggi "ogni poche ore, a volte minuti", il che ha fatto infurentire la bella attrice quarantenne. "E' come se lei avesse pensato: 'ma come, ha tutto questo tempo per Twitter, ma non ce l'ha per inviarmi un messaggio, una e-mail o anche per chiamarmi?'". Lui non si e' giustificato, "sapeva che la stava evitando. E quando lei lo ha chiamato per dirgli 'addio', si e' limitato ad incassare". Pochi minuti dopo la telefonata della Aniston, Mayer aveva pero' gia' aggiornato Twitter: "Questo cuore non arriva con le istruzioni...".

martedì 24 marzo 2009

NEWS - E' la crisi, bellezza. I serial metabolizzano la recessione e la fanno diventare central-plot
(ANSA) - New York - La crisi approda a casa di Homer Simpson, che rischia di perderla in un pignoramento; e a Wisteria Lane, l'elegante via suburbana della "Casalinghe Disperate" nel sud della California. Susan Mayer deve lavorare part time per pagare la scuola privata del figlio e la pizzeria della famiglia Scavo continua a perdere clienti. La crisi e' diventata uno dei temi dei principali serial americani, accanto ad amore, lavoro e famiglia, coinvolgendo quasi tutti i i titoli piu' conosciuti: da "Ugly Betty" a "Flashpoint", passando per "30 Rock" o "Lie to Me". Il mondo della fiction tv raccontata ad episodi ha sempre tentato di seguire l'attualita' piu' o meno da vicino, ma non e' mai stato facile. Tra la prima sceneggiatura e la messa in onda spesso passa quasi un anno, e l'attualita' puo' modificarsi radicalmente. Questa volta e' diverso: la crisi puo' durare a lungo, e i rischi di invecchiamento precoce di un sceneggiatura sono decisamente inferiori alla norma. Forse per questo gli sceneggiatori si stanno scatenando. Tre esempi tra tutti: In uno degli ultimi episodi di "Flashpoint" il responsabile di una banca specializzata in mutui, responsabile indiretto di centinaia di pignoramenti, viene sequestrato da tre ex clienti che hanno appena saputo del suo bonus annuale da 22 milioni di dollari. In uno dei prossimi episodi di "Lie to Me", il serial della Fox dedicato alla bugia (grazie a nuovi studi sulle espressioni del viso e' possibile capire se uno mente), c'e' un personaggio alla Bernard Madoff, il super truffatore da 65 miliardi di dollari che proprio oggi ha ammesso la propria colpevolezza finendo in carcere a New York. In un altro episodio un costruttore edile colpito dalla crisi decide di costruire palazzine con materiale piu' scadente. Peccato che poi crollino. Wall Street poi. In un episodio di "30 Rock" (il serial di Tina Fey, l'imitatrice di Sarah Palin, ex candidata alla vicepresidenza Usa) un gruppo di banchieri disoccupati della Lehman Brothers, la banca d'affari fallita clamorosamente l'anno scorso, fanno gli stagisti alla Nbc. I serial del futuro, infine, concentrati esclusivamente sulla recessione. La Fox sta pensando a lanciare 'Two-Dollar Beer', la storia di un gruppo di amici che tenta di sbarcare il lunario in una Detroit, la citta' dell'auto, colpita pesantemente dalla crisi.

venerdì 20 marzo 2009

NEWS - Ma pensa! "Non pensarci" diventa una serie tv con Mastandrea e Littizzetto
(ANSA) - ROMA, 20 MAR - Diventa una serie tv in 12 episodi la commedia rivelazione di Venezia 64, "Non pensarci" di Gianni Zanasi. Le riprese sono appena cominciate tra Rimini e Vignola con lo stesso cast del film: Valerio Mastandrea, Anita Caprioli e Giuseppe Battiston, tre fratelli di una famiglia surreale sempre sull'orlo di una crisi di nervi. A loro si e' aggiunta per la fiction Luciana Littizzetto che avra' il ruolo della parrucchiera Marta. Diretta da Gianni Zanasi e Lucio Pellegrini la serie sui Nardini, ex facoltosi imprenditori di provincia oggi sull'orlo della bancarotta andra' in onda da maggio su Fox (Sky canale 110) e da gennaio 2010 su La7. Per la tv generalista di Telecom Media Italia si tratta del primo ingresso nel mondo della fiction seriale. Non pensarci e' una produzione Wilder con Itc Movie e Pupkin per Fox e La7.

mercoledì 18 marzo 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

L'ESPRESSO
Maria in the Sky (with diamonds)
"Su Italia 1 e Raidue vanno in onda tutti telefilm che io ho gia' visto e stravisto su Sky. Se i telespettatori iniziano a comportarsi come me, la preoccupazione ci deve essere eccome!".
(Maria De Filippi, 13.02.2009)

D - LA REPUBBLICA DELLE DONNE
Un fantastico mondo, se c'è Alicia
"Messa così sembra una rubrica di Maurizio Milani. Invece è per dire che le passioni virtuali sono cose serie, e che a ripetere lo stesso concetto per Nicole Kidman o Charlize Theron sono capaci tutti. Invece Alicia Coppola. Nulla in comune con Francis Ford, è un'attrice di serie tv, livello medio-basso. La prima volta fu in un episodio di 'CSI', era l'assassina che uccideva per bere il sangue di cui aveva bisogno per una rara malattia. Poi un ruolo importante nella serie 'Jericho' passata su Raidue con scarse fortune - ma sono usciti da poco i dvd. Per noi fu folgorante la presenza in un solo episodio del bellissimo 'Huff', su Italia 1: la scena in cui sta quasi combinando con il mastodontico Oliver Platt è da antologia (sul più bello, la cena al ristorante di lusso, lui crolla di schianto, paga il conto e se ne va). Ha 40 anni, una bambina di 6, vive a Manhattan. Non vogliamo saperne di più. Ognuno sostituisca Alicia con un'altra scelta (vietate quelle famose, ripetiamo), sono passioni così, che alleviano l'esistenza".
(Antonio Dipollina, 31.01.2009)

IL GIORNALE
Er boccone dei Cesaroni
"Forse il segreto principale del perdurante successo de 'I Cesaroni' sta nell'aver fatto digerire quell'intonazione romanesca che in molte altre fiction gran parte del pubblico sopporta mal volentieri".
(Roberto Levi, 10.02.2009)

TV SORRISI E CANZONI
Lancio del...Pietro
"Ho chiesto io di uscire dalla 'Squadra', perchè non ero d'accordo con le scelte del direttore creativo: la serie era diventata troppo buonista: non faceva più per me".
(Pietro Taricone, 02.02.2009)

IL MATTINO
Salvate 'La Nuova Squadra'!
"E' folle pensare di cancellare 'La Nuova Squadra'. Questa fiction fa lavorare tanta gente di Napoli a Napoli. E' un esperimento unico di coproduzione tra Rai e privati (Grundy), è girata non in appalto ma solo con troupe interne Rai e in dieci anni ha permesso di costruire professionalità altissime".
(Rolando Ravello, 01.02.2009)

CORRIERE DELLA SERA
"30 Rock", il (terzo) calore del cult

"Il segreto di un programma comico tv consiste nello sprigionare il «terzo calore». Difficile spiegare cosa sia, anche perché il suo teorizzatore è un produttore di forni elettrici, dotati appunto di «terzo calore». Sta di fatto che quando al comando della Nbc, dove si produce lo show 'The Girlie Show' (Tgs), arriva Jack Donaghy (uno strepitoso Alec Baldwin) che è anche manager della General Electric (Ge), tutti sono costretti ad accettare questa teoria. '30 Rock' (indirizzo del Rockefeller Center di New York dove hanno sede gli studi televisivi della Nbc) è la storia di uno show chiamato inizialmente Tgs e che assomiglia molto al 'Saturday Night Live' (Snl). Alla guida del programma c’è Liz Lemon (la bravissima Tina Fey, autrice storica del Snl) costretta, per salvare Tgs e i suoi amici, ad accettare la teoria del «terzo calore» imposta dal marketing e che consisterebbe nell’arruolare dalla prima puntata una star della tv trash, un divo di colore che ha fama di essere cretino e psicopatico, tale Tracy Jordan (Tracy Morgan). Che però in video funziona, eccome. '30 Rock' è una delle più sottili e straordinarie prese in giro del mondo della tv. L’intelligenza più sofisticata (Tina Fey) si mette in discussione, confrontandosi con il «calore» della tv più popolare e dozzinale. In Italia, 30 Rock dovrebbe diventare un testo obbligatorio per le Università che si occupano di comunicazione e marketing, per master sulle sceneggiature, per autori comici televisivi, specie per quelli che si esercitano nel difficile compito di mettere in scena la tv sulla tv. Questa serie pluripremiata ha un solo difetto: è troppo raffinata. Molte battute sono intraducibili, molte situazioni sono riferite a circoli di New York. Persino la pezzatura, 25 minuti, non è da standard italiano. Eppure, anche nella traduzione, '30 Rock' resta un piccolo gioiello di intelligenza e di spirito".
(Aldo Grasso, 31.01.2009)

LA STAMPA
Telefilm italiani: la tragedia di un genere ridicolo
"Se Scorsese produce una serie su Lucky Luciano, Spielberg ha prodotto il telefilm 'Taken', Tom Hanks 'Big Love' sui mormoni poligami e i fratelli Scott la rivoluzione dei 'Numbers'. L'industria tv americana non ha tra i suoi difetti la paura dei delitti nazionali, della storia e del presente. E i finanziatori li trova. E noi? Commissari a volontà: il bello, il comico e il nevrotico occhieggiano in contemporanea sui nostri teleschermi. Molto amore, mamme che si sacrificano, balli in costume, i capitoli della Bibbia, la comica finale. Alla famiglia allargata si arriva, ma con l'obbligo di buttarla in commedia".
(Alessandra Comazzi, 02.02.2009)

lunedì 16 marzo 2009

NEWS - Da stasera al via "The Wire", la serie preferita di Obama
(ANSA) - MILANO - Arriva su Cult, da stasera (16 marzo), la serie preferita dal presidente americano Barack Obama, 'The Wire'. Scritta da Simon David, giornalista di cronaca nera e apprezzato autore televisivo, prende il titolo dalle cimici elettroniche e dagli strumenti di sorveglianza usati dalla polizia per indagare sulle organizzazioni criminali dedite al narcotraffico. Ogni stagione racconta un aspetto diverso della citta' di Baltimora, tristemente famosa per il suo alto tasso di violenza e criminalita'. Dal traffico di droga ai sobborghi cittadini, dagli apparati burocratici al sistema scolastico e ai mezzi di comunicazione, la serie propone un affresco denso e realistico della lotta violenta e senza tregua tra ordine e crimine, ma anche tra cittadini e istituzioni. I personaggi sono molteplici e le loro storie si intrecciano, ma fra i principali emergono Bubbles, un tossicodipendente che conosce tutti nell'ambiente, e Jimmy McNulty, un poliziotto con una vita privata burrascosa, ma dalle grandi doti di detective. La serie andra' in onda dal lunedi' al venerdi' alle 19.

sabato 14 marzo 2009

NEWS - Ultima ora! L'uragano Maya (Veronica) si abbatte sulla tv! Dopo la soppressione di "Incredibile" su Raiuno modificati tutti i palinsesti
Dopo la soppressione di quella cagata "Incredibile" del programma di Raiuno condotto da Miss Flop Veronica Maya, un uragano di variazioni si è abbattuto sulla tv italiana. Innanzitutto, al posto dello show che visse una sola puntata è stato piazzato "Il Commissario Rex": come dire, al posto di una cagna, un altro cane (ma almeno questo è più espressivo e ha un pedigree di tutto rispetto). Poi, nella catena di spostamenti ("X Factor" e "Amici" al martedì, su tutti), spicca la serata "CSI" di Italia 1 al giovedì, mentre i cugini italiani dei "RIS" si spostano al mercoledì. Avremo modo di parlarne meglio in seguito, di questo domino da record, ma intanto mano alle agende...

venerdì 13 marzo 2009

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Restyling, il brivido del braille per le guide tv
Ho un diavolo per capello. E non sto parlando del Milan, nè dell'allenatore della Nazionale di calcio di Sua Maestà. Mi sto riferendo a quello che i lettori di un giornale più temono dopo l'aumento del prezzo di copertina: il famigerato restyling. Ormai fa più paura dell'assassino nello specchio di Profondo Rosso. Forse per questo non esiste un termine italiano abbastanza indovinato che possa tradurre questa operazione del terrore. Quando un giornale annuncia il temutissimo restyling - eccezion fatta per QUESTO giornale, obviously - lo si inserisce automaticamente nelle preghiere della sera. "Fai che per una volta renda il giornale più leggibile", si recita col rosario in una mano e l'ultima copia pre-restyling nell'altra. Solo che generalmente le litanie rimangono più a terra che la hostess dell'Alitalia del Grande Fratello. Se va bene, i caratteri diminuiscono a vista d'occhio, a un passo dal braille (non basta manco la lente d'ingrandimento di Ellery Queen!); al posto di 6 servizi più o meno interessanti, si preferisce metterne in sommario 12 assolutamente dimenticabili; si cerca di abbracciare tutto lo scibile umano per perdere di vista - te credo, con quei caratteri microscopici! - il cuore del giornale; si strilla in copertina esclusive che il più delle volte fanno sbottare il lettore in un fatidico e fragoroso "me cojoni!". Un piccolissimo preambolo per chiedersi: ma le guide televisive hanno ancora senso? Nell'epoca di Internet, in un periodo in cui le variazioni (di telefilm) fioccano come la neve dello scorso dicembre, che senso ha comprare un giornale che non sta al passo coi tempi? Si cerca di compensare allestendo siti internet che informino in tempo reale: ma allora non sarebbe meglio abbandonare la versione cartacea? Per non parlare dei palinsesti televisivi. Devo conservare tutto il mio amplomb alla Simon Templar per non diventare il Nerone delle case editrici di guide tv. Innanzitutto: ci fosse mai non dico un genio, ma un illuminato che capisse che il telespettatore non sceglie i programmi da vedere in base alla rete televisiva, ma all'orario. Così è impostato ad esempio "Tv Guide", il settimanale tv americano più popolare. In Italia uno torna a casa la sera stanco morto e che dovrebbe fare? Leggersi rete per rete cosa va in onda! In realtà si tratta di una metodologia vecchia come il cucco: quando nel Bel Paese esisteva solo il Programma Nazionale (l'attuale Raiuno), affiancato in seguito dal Secondo Canale (la Raidue di oggi). Siamo rimasti al tempo in cui quando partiva il programma sul Secondo c'era la freccetta bianca che lo indicava! Un fair-play che non esiste più, nella guerra a tutto campo tra Rai, Mediaset e Sky. E' come se avessimo compiuto un flashback alla "Journeyman". Per non parlare dei cosiddetti, in gergo, "tamburini". Che non è una banda di percussionisti di paese, ma la griglia(ta) dei programmi giornalieri: illeggibili, indecifrabili, indistinti. Tutti schiacciati, adesso che oltre alle reti generaliste e quelle satellitari ci si sono messe anche quelle del digitale terrestre. Una compilazione senza criterio (lo dico per buona pace di noi poveri autori di dizionari!). Bisogna sapere che tutte le fiction in onda dopo la mezzanotte diventano per le guide tv, automaticamente, telefilm: siano esse mini-serie, film-tv o sceneggiati, non c'è un cane che si premuri di verificare la durata degli episodi e quanti siano. L'altro scempio ormai in uso è etichettare come sit-com quelle che in realtà sono - in tutto il mondo - sketch comedy (così succede, ad esempio, per "Mr. Bean" o "Camera Cafè"). Roba da far girare nella tomba il povero Benny Hill. Ma qui il problema è più di fondo, in quanto il più delle volte è la produzione stessa, alla fonte, ad ammantare di sit-com quella che in realtà è una compilation di sketch. Come se ci si vergognasse di un termine in realtà nobilissimo: è nato in Inghilterra sul finire del 1880 con i primi teatranti da strada interpreti del vaudeville e del burlesque. Riuniti per la prima volta in un unico teatro, divennero a rotazione gli attori di brevi scenette ironiche. Gli antenati del "Flying Circus" dei Monty Python. Vallo a spiegare ai ragionieri dei "tamburini": più che una compilation di sketch, si meriterebbero una compilation di schiaffazzi! Wild Boys!
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Marzo)
NEWS - Tutti in libreria, compagni! E' uscito Link N.7, "Mash-UP Television", sull'arte del riciclo e del remake nel piccolo schermo (telefilm compresi). Interventi, tra gli altri, di Carlo Freccero, Aldo Grasso, Gregorio Paolini, Marco Giusti...
È disponibile in libreria Link n. 7 "Mash-Up Television", dedicato alla televisione del remix, del riuso e del riciclo, il remake dei grandi classici del piccolo schermo, la replica sulle reti vecchie e nuove. Attraverso nuovi studi, ricerche e interviste a professori, giornalisti e professionisti del settore, il nuovo numero di Link racconta la creazione di nuovi significati e la nostalgia della tv del passato in modo inedito. Il tutto corredato da una grafica curatissima, ricca di illustrazioni d'autore. Tra gli argomenti trattati da Link n. 7 "Mash-Up Television":

OBAMA AND THE MEDIA
Usa 2008, una campagna elettorale nell'era della convergenza, di Cristian Vaccai. Everybody loves Obama. Lontano dai fumi della propaganda, ecco il racconto del ruolo giocato dai media, dal web alla televisione, nella grande partita elettorale che lo scorso novembre ha portato alla sua elezione a presidente. "Barack Obama ha rappresentato una "tempesta perfetta", una combinazione riuscita di personalità, messaggio e strategia comunicativa".

SCOPRI COSA È VERO
Le sigle delle serie tv americane di Violetta Bellocchio. La maggior parte delle serie in onda sui canali americani in chiaro non ha una sigla: due o tre minuti di prologo, poi arrivano il titolo e l'episodio vero e proprio. "Cosa si nasconde nella sigla di un telefilm: una porta da attraversare per conoscere luoghi e personaggi, un marchio che si imprime nella memoria dello spettatore. In viaggio tra mondi, possibili e impossibili".
COME CREARE UNA SERIE TV
Manuale di istruzioni per una scrittura davvero televisiva di Denis Mc Grath. Denis Mc Grath, autore televisivo americano, spiega le strategie essenziali per una scrittura seriale di successo. "Creare una serie televisiva è una cosa diversa dallo scrivere un film...Tutto sta nel trovare un motore... Joey, ad esempio, è stata l'arma segreta di Friends".
Arricchiscono Link n. 7 "Mash-Up Television" testi di Carlo Freccero; Fausto Colombo; Aldo Grasso; Gregorio Paolini; Carlo Antonelli; Violetta Bellocchio; Matteo Bittanti; Patrick Mc Grath; Dr Pira; Matthew Weiner; Antonio Dini; Tommaso Tessarolo e interviste a Piero Angela e a Marco Giusti.
Le illustrazioni del volume sono di Marco Corona, Moneyless, Puverille, John Doe (Andrea Facelli), Elena Giavaldi, Valerio Vidali, Luca Falcone. Il progetto grafico è realizzato da Marco Cedron (art director di Rolling Stone Italia). Link, edita da RTI, è la collana di libri dedicata al piccolo schermo ma più in generale ai media, che racconta i meccanismi dell'industria televisiva al di là dei luoghi comuni. Ogni numero approfondisce un argomento specifico dal punto di vista del prodotto, del business, dei mercati e delle tecnologie attraverso un dibattito con docenti universitari, personaggi e addetti ai lavori nazionali e internazionali. Direttore editoriale è Marco Paolini, direttore è Laura Casarotto.
Link / Sito Internet: http://www.link.mediaset.it/
LinkBlog: http://www.linkmagazine.blogspot.com/

giovedì 12 marzo 2009

NEWS - Che c'azzecca Fiorello con "Lost" e "Desperate Housewives"? C'entra, c'entra...
Articolo tratto da "Il Sole 24 ore"
Se per Sky il debutto di Fiorello il 2 aprile è una sorta di esperimento, per il mercato della pubblicità potrebbe essere un'ottima occasione per fare affari a buon prezzo. «Non sappiamo ancora che tipo di offerte economiche farà Sky, ma qualitativamente quello dello show sarà un buon pubblico », dice Marco Fontana, amministratore delegato di Piano!, il centro media del network Brand Portal. Insomma per chi pianifica i break resta ancora da sciogliere il nodo del costo per contatto, ma ai prezzi di listino di Sky Vivo (il canale satellitare che da aprile si chiamerà Sky 1) scommettere su Fiorello potrebbe essere una scelta vincente. La rete d'intrattenimento del gruppo guidato da Tom Mockridge viaggia con un'audience media in prima serata di 15mila persone con contatti che arrivano fino a 245mila telespettatori (elaborazioni Studio Frasi su dati Auditel). I programmi più visti hanno invece ascolti di circa 100mila persone e a questi numeri il costo contatto (1.250 euro il prezzo di uno spot da 30 secondi) è nell'ordine 12,5 centesimi per mille persone. Una cifra alta rispetto a un programma della tv generalista (che ha un costo contatto di 8-10 centesimi), che però potrebbe dimezzarsi con l'arrivo di Fiorello. Da Sky nessuno parla, ma la speranza è che lo showman siciliano incrementi almeno del 50-60% il seguito delle serate di successo. Secondo gli esperti, però, potrebbe andare anche meglio: in molti scommettono che Fiorello attrarrà almeno 200mila persone, soprattutto nelle prime puntate. Se la previsione si avverasse il costo contatto per uno spot scenderebbe a 6,25 centesimi. «Una pianificazione sul satellite, e sul programma di Fiorello - continua Fontana - non è adatta a un prodotto di massa, ma piuttosto a chi deve fare investimenti mirati. In quel caso sarei disposto a pagare un costo contatto più alto».
Insomma nessuno stress da audience. Come a dire che comunque vada, almeno per la pubblicità, il programma sarà un successo, «perché chi lo guarderà non lo farà in modo passivo», aggiunge Fontana. Di certo non sono preoccupati i vertici di Sky. Il gruppo punta piuttosto su un crescita lenta, ma costante che porti gli ascolti ai livelli di serie televisive come "Lost" o "Desperate Housewives", partite in sordina e che oggi attraggono circa 400mila spettatori. Come tutti i canali del gruppo che nel 2003 avevano uno share medio complessivo del 2,3% salito oggi all'8,3 per cento. Intanto lo sbarco di Fiorello servirà a migliorare l'intrattenimento puntando sul rafforzamento di Sky 1, con un nuovo palinsesto, più generalista, che sarà pronto per l'autunno quando Rai e Mediaset potrebbero aver abbandonato la piattaforma per trasferirsi su Tivu (la loro nuova piattaforma satellitare).

martedì 10 marzo 2009

GOSSIP - Forever Pam! La Anderson sfila a Parigi ed esce fuori di...seno
Arci-mitica Pamela Anderson, che alle ultime sfilate di Parigi ha sfilato per la "Queen" Vivienne Westwood. Ma più che sfilare in passerella ha lasciato sfilare l'abito, lasciando intravedere buona parte del seno. Nulla di clamoroso, visto il soggetto, ma qualcuno insinua che la mossa sia stata studiata ad arte per far parlare di sè, della collezione, della Westwood. Del resto non ci sarebbe nulla di male visto l'abito: roba che neanche a Carnevale vale la pena mettersi, con quei foularini gitani che fanno tanto gitana alla Corrida. Di certo noi non ci sottraiamo dal darne notizia, fedeli al motto "prima informare, poi decidere".

lunedì 9 marzo 2009

GOSSIP - Jessica Biel? No, Jessica Rabbit! L'attrice fa diventare di carne ed ossa la sexy-diva cartoon sotto gli occhi del nerd Justin Timberlake
Jessica Biel-Rabbit e il nerd Justin Timberlake sono stati al centro di uno sketch all'ultimo "Saturday Night Live"(quello americano, mica quello italiano dove al massimo va ospite Cristina Chiabotto). Fatevi 4 risate per cominciare bene la settimana...


Guarda il video:

sabato 7 marzo 2009

QUIZ - Chi è la Miss Pecorina dei telefilm?
La tv accesa sullo sfondo non tragga in inganno: non è una partita del Campionato di calcio italiano, ormai più noioso di un telescopio (eccezion fatta per Bologna-Sampdoria di oggi). I due che si stan da fare sul divano non sono in realtà due collaudatori di Chateaux d'Ax, ma una focosa coppia per niente pecoreccia ma molto...pecorina. In particolare, ci si concentri sulla pulzella che travia il tifoso alle terga in ben altro pressing, conducendolo verso la zona...B. Chi è colei? Chi è la Miss Pecorina dei telefilm? Quanto meno sarebbe da ammonire l'hooligan delle "retrovie" per fallo di mano. Nonchè per il colore delle pareti e l'abbinamento con le tende funeree: dopo la "divanata" davanti alla tv, che ne dite di chiamare un arredatore di fiducia? E soprattutto disdite l'abbonamento a SKY: per quello che la vedete...

giovedì 5 marzo 2009


NEWS ESCLUSIVA - E alla fine Gary Dourdan si mette a ballare (sorvegliato dalla fidanzata spagnola) al "Chiambretti Night"
Tampinato dalla (gelosissima) fidanzata spagnola Maria - del tutto simile a Elisabetta Gregoraci - Gary Dourdan di "CSI: Scena del crimine" si è presentato al "Chiambretti Night" di Italia 1 con un cappelletto da gansta-rapper di gran classe, nero vestito forse per mettere in risalto gli occhi verdi che hanno mandato in visibilio il folto pubblico femminile presente in studio. Se nel retro-palco il bel Gary fingeva di non riconoscere - anche per via della fidanzata Maria incollata alle terga - una sua vecchia conoscenza femminile con il quale aveva passato delle amabili ore al Telefilm Festival del 2001, in scena Gary si è dimostrato ancora una volta alla mano e cordiale: ha risposto con ironia alle domande di Piero Chiambretti (comprese quelle sulla ex fiamma Lisa Snowdon, a sua volta ex di Clooney), ha giocato con la Signora Maionchi (alias Aldo Piazza), ha abbracciato Jonathan, ha improvvisato al piano...E soprattutto è riuscito a resistere al fascino di Danah Matthews in un balletto super-sexy (mentre la fidanzata-colla Maria lanciava occhiate di fuoco poco distante) per poi prodursi egli stesso in un balletto soul senza fine, anch'esso improvvisato, in compagnia di Bill Goodson (ex coreografo di Michael Jackson) e Piero Chiambretti. Una scena che presto, c'è da scommetterci, farà il giro del mondo su YouTube...E che annienterà in un attimo le immagini di quando si è inc..... con i paparazzi che gli stavano alle calcagna. Ora ha solo Maria, ed è molto meglio. Forse.
GOSSIP - Jennifer, che cosa ti sei messa in testa? Altro che recessione: la Aniston spende 50.000 dollari per farsi la riga dei capelli
(AGI) - Londra, 4 mar. - Negli Stati Uniti c'e' chi non si e' accorto della crisi economica. Si tratta di Jennifer Aniston che nella trasferta londinese per presentare il suo ultimo film ha speso 50.000 dollari per la messa in piega. L'accusa e' stata lanciata dai principali tabloid britannici che hanno rivelato come tanto sia costato all'ex fidanzata di Brad Pitt portarsi appresso il suo parrucchiere personale, Chris McMillan. La stampa sottolinea tra l'altro che il taglio della Aniston, capelli biondi lunghi divisi da una riga in mezzo, sia quanto di piu' semplice si possa immaginare.

mercoledì 4 marzo 2009

NEWS - Ultima ora! Clamoroso al Cibali: Gary Dourdan ospite stasera a "Chiambretti Night" su Italia 1!
Ultima ora clamorosissima: Gary Dourdan, l'ex indimenticato interprete di Warrick Brown in "CSI: Scena del crimine", sarà ospite questa sera (mercoledì) di "Chiambretti Night" su Italia 1 (ore 23.45 circa). Tra i pochi attori di colore presenti nel prime-time americano prima dell'avvento di Obama, Dourdan ha fatto parlare di sè anche fuori dal set, tra gossip (un tira-e-molla con la modella inglese Lisa Snowdon, ex di George Clooney) e cronaca (risse con i paparazzi e arresti per possesso di droga compresi). Ma pochi sanno che Gary è anche un fine intenditore musicale e si diletta da produttore...e l'ambiente soul del "Chiambretti Night" dovrebbe metterlo senz'altro a suo agio.

martedì 3 marzo 2009

GOSSIP - The L Word Power! Lindsay Lohan verso l'ebraismo per amor della fidanzata Ronson
New York - (Adnkronos) - L'attrice Lindsay Lohan starebbe pensando di convertirsi all'ebraismo per dimostrare il suo amore alla fidanzata, D.J. Samantha Ronson, di religione ebraica. Lo scrive il Daily Mail sul suo sito, secondo cui sarebbe stata la stessa Lohan, 22 anni, a rivelare su facebook l'intenzione di abbandonare la religione cattolica e poi di volare a Londra per partecipae al bar mitzvah del fratellastro della sua fidanzata, Joshua. "Al momento sta esplorando il giudaismo - ha detto, scettico, al tabloid britannico il fratello dell'attrice, Michael, che e' un cristiano rinato - Ha esplorato la Chiesa di Scientology, ha provato la kabbala e ora questo. Penso sia solo un'altra fase".

domenica 1 marzo 2009

GOSSIP - Clamoroso al Cibali! Katie Holmes piange come una fontana (le hanno recapitato il conto dei divani fatti a pezzi dal marito?)
E' una scena che non avremmo mai voluto vedere. Katie Holmes che piange come una neonata per le strade di New York incurante degli sguardi dei passanti e dei paparazzi increduli. Ma qual è il motivo di tante lacrime e di un'espressione degna de "L'Urlo" di Munch? Le hanno recapitato la parcella dei danni causati da quel saltadivani di Tom Cruise? Ha scoperto che la figlia Suri è affetta da una rara malattia che la fa crescere di un anno ogni dieci minuti? Che la Nasa ha rapito la figlia per studiare scientificamente come possa avere i capelli di Little Tony (con tanto di tinta nera come la pece!)? Che Albano le ha chiesto di prendere il posto di Romina al prossimo Festival di Sanremo? Che anche Giusy Ferreri e Marco Carta fanno parte di Scientology? Che Jen di "Dawson's Creek" è ancora viva? Che Kevin Williamson le ha chiesto di stare dietro la maschera del serial-killer di "Scream 4" e lei si sta allenando per la parte? Qualunque sia il motivo, si noti il cappellino-elmetto un pò nazi degno di "Valkyrie": adesso capiamo perchè quel poveraccio di Cruise aveva una benda sull'occhio nei panni del colonnello protagonista. Fossimo in lui faremmo un salto a Camden Town a procurarcene un'altra...please!

giovedì 26 febbraio 2009

TELEFILM FESTIVAL 2009 - Ciak, gira il tuo telefilm! La prox edizione del Telefilm Festival (7-10 maggio) accende i motori con un'iniziativa aperta a tutti
In occasione del prossimo Telefilm Festival di Milano (7-10 maggio 2009), l'Accademia dei Telefilm è lieta di annunciare il lancio dell'iniziativa "GIRA IL TUO TELEFILM". Girate il vostro telefilm, secondo le modalità che vi proponiamo qui di seguito, e mostrate a tutti quanto potete essere creativi. Non servono grandi mezzi, servono idee. "Gira il tuo telefilm" è un concorso organizzato da Telefilm Festival in collaborazione con TV Blog, aperto a tutti gli appassionati che gireranno il mini-pilot di una serie originale oppure la parodia o il remake di un telefilm conosciuto. Durata: Dal 01/03 al 17/04/2009. Modalità: Girare un video di massimo 3 minuti, con qualsiasi mezzo (amatoriale o professionale). Caricare il video su YouTube e inviare il link a tvblog@telefilmfestival.it. I video verranno caricati sui siti www.telefilmfestival.it e TvBlog e saranno votati dagli utenti e da una giuria di qualità. I finalisti riceveranno, tra gli altri premi, un abbonamento gratuito alla prossima edizione del TF.

martedì 24 febbraio 2009

PICCOLO GRANDE SCHERMO - La crisi è una cosa serial! "Sex and the City" torna nel 2010 al cinema con meno tacchi e più austerity
(ANSA) - Le quattro ragazze di "Sex and the city" torneranno nel 2010 in un nuovo film che affrontera' il tema della crisi finanziaria globale. Ad annunciarlo e' stata una di loro, Sarah Jessica Parker, in una recente intervista ripresa sul web dal sito stile.it. ''Certamente e' una grande sfida - ha detto l'attrice - ma si tratta di una sfida molto interessante. Come inseriamo la crisi finanziaria in una storia che ha moltissimo a che fare con il lusso? Come faremo a realizzare una cosa intelligente? C'e' tanto a cui dobbiamo pensare, perche' in questo momento i tempi sono cambiati. L'ultima volta vi abbiamo raccontato una storia intelligente e sofisticata sui cuori spezzati. Questa volta vogliamo che i nostri spettatori rimangano davvero colpiti''. Il primo adattamento cinematografico della serie piu' amata degli ultimi 20 anni ha incassato 400 milioni di dollari.

venerdì 20 febbraio 2009

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Gli heroes del Quarto Potere
Avercene di "Entertainment Weekly" in Italia. Avercene di settimanali che dedicano il maggior numero di copertine alle serie tv, invece che sbattere in prima pagina personaggi poco reality che fingono tresche fra le frasche, collera on the beach, bestemmie che fanno tremare i muri della Casa. Avercene, soprattutto, di analisi critiche approfondite sull'insuccesso, tali da spingere la produzione di un telefilm a fare il mea culpa e cambiare rotta. In questo senso, il numero di "EW" di ottobre che recava in copertina il titolo "Fallen Heroes", il quale richiamava ad un lungo articolo interno ricco di spunti, critiche e possibili soluzioni per la serie di Tim Kring in declino d'ascolti (meno 20% di pubblico rispetto all'anno scorso), andrebbe conservato in archivio. Quelle stesse pagine, si è detto, avrebbero provocato dopo pochi giorni il licenziamento dei due produttori-autori Jeph Loeb e Jesse Alexander, rei di aver complicato la sceneggiatura - secondo "EW" - con troppi personaggi poco approfonditi che si perdevano negli sviluppi della storia. Insomma, la goccia che ha fatto traboccare il Vaso di Pand-Heroes! Nello stesso periodo, Guia Soncini, sulle pagine di "Gioia", sferzava senza pietà, con la sagacia a lei abituale, la serie made in Italy-ma volemo fà Sex&The City "Amiche mie" (si veda "L'Edicola di Lou" del mese scorso). Era tra le ultime critiche al serial che mettevano in evidenza il malcelato e malriuscito scimmiottamento di Carrie e compagne, sdegnosamente rifiutato, con una punta di arroganza, dal team autoriale. Di lì a poco, per sfrondare qualsiasi dubbio, veniva annunciato con le mani avanti che la seconda stagione del serial era in cantiere, alla facciaccia di tutte le critiche che Rusic...avano. Ho sempre in mente quella proposta provocatoria di Aldo Grasso di istituire una "patente a punti" per gli autori. Un'idea caduta immeritatamente nel vuoto. Una volta, nel nostro Paese, se un prodotto televisivo criticato negativamente dalla stampa riscontrava un buon ascolto si faceva spallucce, sventolando lo share. Oggi se si floppa anche nel pur contestato Auditel, i team produttivi e autoriali ingranano la quarta, oltre che verso i critici, anche contro il pubblico "che non ha capito il prodotto". Soprattutto per i titoli seriali italiani, i quali poi sono così terra-terra (se non six feet under) che sfido chiunque a non capirli (o a capire che il più delle volte sono c..ate pazzesche). Prendete il fin troppo piacione "Commissario Manara", per esempio, che meglio avrebbero fatto a chiamarlo "Mannaro", vista la trasformazione italiota dell'inglese "Eddie Shoestring, detective privato" (1979). Si tratta dell'unico telefilm al mondo in cui il labiale è fuori sincrono rispetto alle basette del protagonista Caprino (che non è una qualifica casearia ma, nomen omen, è il cognome dell'attore basettato). Ecco, se in Italia ci fosse un settimanale lontanamente equiparabile a "EW", ci potremmo aspettare di leggere qualche illuminante rasoiata (alle basette) di certe serie tv italiane, qualche critica in più e qualche articolo-zerbino di lancio in meno, senza aspettare mesi e mesi un articolo di fondo di Ernesto Galli Della Loggia o dello stesso Grasso sul "Corsera" a proposito della condizione disastrata della nostra fiction. E non ci sarebbe neanche bisogno dello sforzo di suggerire cambi di rotta, se non quello di indicare a Manara un barbiere che sa andar di scalpello, più che di capello. Basterebbe una domandina, che so, sul motivo per cui si parli prevalentemente in romanesco, anche in serie ambientate a Milano, Parma, Torino. E invece niente. Meglio intervistare i protagonisti caprini per sapere quale piatto preferiscano, come ci si senta ad interpretare un protagonista con due chili di basette, quali siano i modelli di riferimento (!). E' la stampa bellezza, e annamo avanti così.
(Articolo di Leo Damerini pubblicato sul "Telefilm Magazine" di Febbraio)

giovedì 19 febbraio 2009

NEWS - Fast, fast, web, web! Accordo tra Sony e Fastweb per vedere telefilm nuovi e vintage
(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Fastweb ha concluso un nuovo accordo con Sony Pictures Television International per ampliare la sua offerta di programmi 'on demand' via Internet, con film, telefilm e classici della televisione americana. In passato la divisione di Sony ha gia' fornito film a Fastweb per il suo servizio di tv on-demand, ma il nuovo accordo allarga la collaborazione ai telefilm, dai classici come ''Charlie's Angels'', ''Starsky & Hutch'' e ''I Jeffersons'' fino alle serie piu' recenti, quali ''The Shield'' e ''Strong Medicine''.
QUIZ - La Miss Stampa dei telefilm era...
Per tutti coloro che sono rimasti in apnea dal 25 novembre scorso, giorno del Quiz per scoprire chi fosse la Miss Stampa dei telefilm, colei che leggeva un giornale tanto avidamente da finirci dentro col muso, o forse per ripararsi dagli scatti di un paparazzo troppo pressante, che voleva far finire la poverella sullo stesso giornale, ma del giorno dopo, con la sua foto ben pagata, tanto per consentirgli di arrivare alla fine del mese...Insomma, dopo una delle frasi più lunghe della storia dei blog, la Miss Stampa dei telefilm era Jessica Alba. Forse grazie alle frequenti letture, l'ex "Dark Angel" ha tratto le informazioni che le hanno permesso di recente di sfoggiare una cultura storico-geografica da Nobel (sicuramente più di quella di tal Miguel D'Escoto, il fantomatico Presidente dell'Assemblea Generale dell'Onu intervistato da Bonolis durante Sanremo che ha sparato a zero contro gli USA: uno con quella cravatta gialla Stabilo Boss dovrebbe essere punito con una doccia insieme ad Albano quando lancia gli acuti di prima mattina sotto gli scrosci prima di andare a mietere l'amato vino nei campi)...A breve un nuovo elettrizzante Quiz che farà cantare dalla gioia tutti i lettori di Telefilm Cult.

martedì 17 febbraio 2009

NEWS - La Ghostbuster con la quarta. Jennifer Love Hewitt fa il poker "fantasma" su FoxLife dal 11 marzo
Il suo dono è spesso difficile da gestire, ma la gioia di ogni persona che ha aiutato è la più grande ricompensa. Lei è Melinda (Jennifer Love Hewitt), protagonista di "Ghost Whisperer", che torna con la 4ª stagione su FoxLife (canale 112 di SKY), in onda ogni mercoledì con doppio appuntamento alle 21.00 e alle 21.55 a partire dall’11 marzo in prima visione assoluta in Italia. La terza serie si era conclusa con incredibili rivelazioni sul padre di Melinda e sul motivo del suo ritorno a casa. La quarta promette grandi novità nella trama e nel cast. Si comincia con un nuovo ingresso già dal primo episodio, in cui Melinda accorre dal professor Rick Payne (Jay Mohr), quando un incendio scoppia alla Rockland University. Jim (David Conrad) è insieme a lei e salva Eli James (Jamie Kennedy), un professore di psicologia che, dopo essere rimasto senza vita per dieci minuti, viene rianimato e acquisisce la capacità di sentire le voci dei fantasmi delle persone morte. Un dono molto simile a quello di Melinda, che li unirà e cementerà il loro rapporto di amicizia. Intanto Melinda e Jim tentano di avere un figlio ma per la giovane coppia non è facile concentrarsi sulla vita privata. Al loro fianco c’è sempre Delia Banks (Camryn Manheim), amica e collega di Melinda, sua confidente nei momenti più duri e mamma di un bimbo di undici anni.

venerdì 13 febbraio 2009

NEWS - Ahi, Ahi! Adesso spostano i telefilm anche a SKY: "The L Word" trasloca da Jimmy a Sky Vivo
(ANSA) - ROMA - Approda a Sky Vivo (canale 109 di Mondo Sky), dopo esser transitata negli anni scorsi su Jimmy, la scandalosa serie americana sull'omosessualita' femminile, in onda da oggi, venerdi' 13 febbraio, tutti i venerdi' e sabato alle 22.00. Ambientata a Los Angeles, "The L word" ruota intorno a un gruppo di donne, lesbiche e non, tutte con storie e caratteristiche diverse l'una dall'altra. Queste storie si intrecciano tra di loro, e raccontano senza ambiguita' quello che e' l'universo omosessuale al femminile: dalla convivenza all'inseminazione artificiale, dalla dichiarazione della propria omosessualita' alle relazioni familiari. La prima delle sei serie, prodotte e trasmesse con grande successo negli Stati Uniti, vede protagoniste Bette (Jennifer Beals, nota al grande pubblico per il suo ruolo di protagonista in Flashdance), la sua compagna Tina (Laurel Holloman), e le loro amiche Shane (Katherine Moennig), Alice (Leisha Hailey), Dana (Erin Daniels), Marina (Karina Lombard), la sorella di Bette, Kit (Pam Grier) e la scrittrice, appena trasferitasi a Los Angeles, Jennifer (Mia Kirshner).

giovedì 12 febbraio 2009

NEWS - Clamoroso al Cibali! Nicollette Sheridan lascia a sorpresa le "Desperate Housewives"
Non si conosce ancora la ragione della scelta, ma la soffiata arriva da fonti autorevoli, i boss della Abc: Nicollette Sheridan non farà più parte del cast di "Desperate Housewives".Il personaggio della sensuale e disinibita Edie Britt lascerà Wisteria Lane e le altre casalinghe disperate. Top secret, al momento, i particolari che decreteranno l'uscita di scena della bionda."Nicollette ha avuto grande successo in questa serie - ha detto il portavoce dell'attrice - Ora attende con impazienza il suo prossimo progetto professionale". Quel che non è chiaro, però, è se è stata la Sheridan a voler lasciare, preoccupata di rimanere troppo legata al ruolo, oppure se sono stati i produttori a decidere la cacciata. Certo, i fan si dispiaceranno della scelta: le 'bad girls' hanno il loro fascino e, per ripettare gli equilibri interni del microcosmo di Wisteria Lane, sicuramente arriverà qualche altra 'Crudelia' tutta curve a rimpiazzarla. Si attendono novità. (Notizia tratta da Gossipnews)

lunedì 9 febbraio 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti dai giornali italiani ed esteri sui telefilm

CORRIERE DELLA SERA
"Lipstick Jungle": il clone di "SATC" non riesce
"Le opere migliori hanno questo piccolo difetto: non si possono clonare. Puoi mettere all' opera gli stessi autori, ricreare le stesse situazioni, chiedere a New York un ultimo sforzo ma... Ma «Lipstick Jungle» non è «Sex and The City», punto e basta. La serie, basata sul bestseller omonimo di Candace Bushnell, l' autrice di «Sex and the City», è stata creata da Heline DeAnn e Eileen Heisler. Assente Darren Star, incaricato nel frattempo di creare un altro clone della griffe, «Cashmere Mafia», storia di quattro amiche molto fashion e molto in carriera, che si danno una mano fin dai tempi dell' Università (come in «Sorority Forever»)... La giungla di rossetto è ancora una volta New York: Nico, Wendy e Victory sono 3 amiche di successo. Nico (Kim Raver) è direttrice di una rivista di moda ad alta tiratura e mira a rimpiazzare il suo capo; Wendy (Brooke Shields) è presidente di una casa cinematografica, sposata e con figli, cerca di conciliare carriera e famiglia; infine Victory (Lindsay Price), famosa stilista si trova ad affrontare un periodo duro della sua carriera perché le sue collezioni non incontrano più il favore della critica. «Lipstick Jungle» è pieno di «women in charge», di battute brillanti (rovistando in una bancarella di Central Park: «non indossare quella sciarpa verde, fa molto Shrek»), di situazioni spiritose (Wendy è capace di comandare a bacchetta, con una semplice telefonata, Leonardo Di Caprio), di vestiti, di cocktail, di mariti, di amanti, di upper class, di strade di Manhattan, di scarpe di lusso ma... Ma non è «Sex and The City». Nei suoi dialoghi troppe persone dicono: «rilassati», e troppe sono le situazioni già viste. La serie non è andata molto bene, girano voci di una sua chiusura, nonostante numerosi fans abbiano spedito tubetti di rossetto al presidente e al Ceo della NBC Universal Jeff Zucker e a Ben Silverman, per protestare contro la cancellazione".
(Aldo Grasso, 07.02.2009)

sabato 7 febbraio 2009

GOSSIP - Mutande pazze! Mischa Barton non delude manco a Parigi: alle sfilate di moda lei fa sfilare gli slip trasparenti
Sensuale ed elegante più che mai, Mischa Burton è stata una delle protagoniste delle sfilate di alta moda a Parigi. Invitata dagli stilisti e coccolata dai media, l'attrice 23enne si è comportata da vera diva. Peccato però che ancora deve imparare qualcosa dalle star. Come sedersi in maniera elegante, senza mostrare ai flash i suoi slip. I quali, puntualmente, hanno fatto il giro del mondo. In abitino nero asimmetrico, capelli mossi e sciolti sulle spalle, Mischa ha seguito un po’ annoiata la passerella. Irrequieta e distratta, ha chiacchierato con una vicina e poi, senza accorgersene, si è lasciata andare a un movimento poco consono a una signora. E sono spuntati inevitabilmente gli slip. Azzurri, in velo, con riprese di pizzo. Tanto trasparenti da fare intravvedere la ceretta alla brasiliana, tanto in voga tra le vip. La prossima volta la bella attrice de “Il sesto senso” dovrebbe essere più attenta. Certe distrazioni si pagano…. (Articolo tratto da TgCom)

martedì 3 febbraio 2009

NEWS - Orgoglio "Cesarone": Amendola, "a noi Sanremo ci fa un baffo!". Da venerdì le nuove puntate della serie italiana più vista
Roma, 3 feb. - (Adnkronos) - Sara' una terza serie "come sempre all'insegna del divertimento e del buon umore" quella che da venerdi' in prime time sbarchera' sugli schermi di Canale 5 con le nuove avventura de "I Cesaroni", la famiglia 'allargata' piu' famosa d'Italia. Ad assicurarlo Claudio Amendola, protagonista insieme ad Elena Sofia Ricci della fortunatissima serie televisiva che "lo scorso anno ha raggiunto il 36,90% di share -spiega il produttore Carlo Bixio presentandola- con oltre 8 milioni di spettatori". E, complice il successo delle passate stagioni, Amendola non teme neanche il festival di Sanremo di Bonolis che si 'scontrera" con "I Cesaroni" il 20 febbraio prossimo. "A noi Sanremo ci fa un baffo -scherza Amendola- non presenterei il Festival anche perche' ho un contratto Mediaset per altri tre anni". A puntare molto sulla fiction anche il direttore della fiction Mediaset Giancarlo Scheri: "'I Cesaroni' e' tra le serie piu' lunghe della televisione italiana. Per questa terza stagione abbiamo deciso di estendere le puntate a 28 episodi da cinquanta minuti, per la quarta, che gireremo in autunno, gli appuntamenti saranno ancora di piu' a dimostrazione di quanto la rete creda nella forza di questo prodotto". Tra le novita' di questa nuove edizione de "I Cesaroni" l'arrivo della piccola Matilde che assicura Amendola"scombinera' letteralmente la vita di Cesare (Antonello Fassari)". Cosi' l'uomo piu' scontroso e taccagno della famiglia Cesaroni si trovera' nella veste inedita di papa' di una piccola peste, un po' snob appena uscita da un collegio svizzero. Ma i due all'apparenza tanto diversi, si scopriranno piu' simili di quanto pensassero.

lunedì 2 febbraio 2009

NEWS - Ce ne faremo una ragione. Taricone salta dalla "Squadra" che affonda...
(ANSA) - ROMA - ''Ho chiesto io di uscire da La Squadra perche' non ero d'accordo con le scelte del direttore creativo: la serie era diventata troppo buonista, non faceva piu' per me''. Pietro Taricone spiega cosi', in un'intervista esclusiva pubblicata nel numero di Tv Sorrisi e Canzoni in edicola, le ragioni per cui lascera' la serie poliziesca nella quale interpretava il corrotto Vito Sorrentino. Prima di vedere su Raitre l'episodio con l'addio al suo personaggio, l'attore sara' al cinema, ad aprile, nel film a episodi ''Feisbum! ResisteRete?'' sul fenomeno Facebook. Ma l'ex ''guerriero'' della prima edizione del Grande Fratello non lascera' il mondo delle fiction di successo. Quasi certamente fara' ancora parte del cast di ''Tutti pazzi per amore 2'', dopo la partecipazione da ''guest star'' alla prima fortunata serie ancora in onda su Raiuno.
NEWS - Una "Squadra" senza futuro. La serie di Rai3, una delle poche degne della tv italiana (nonostante non parli dei rifiuti di Napoli!), rischia la chiusura (250 posti di lavoro a rischio)
(ANSA) - NAPOLI, 2 FEB - L'ipotesi di chiusura della serie tv 'La Squadra' mette a rischio 250 posti di lavoro. L'allarme viene lanciato oggi dalle Rsu del Centro di Produzione Rai TV di Napoli che informa in una nota di aver appreso dall'azienda che ''sarebbe intendimento della Rai chiudere la serie televisiva La Squadra''. ''La serie - spiegano in una nota congiunta CGIL, UGL, CISL E UIL - e' uno dei pochi esempi in Rai di ciclo produttivo di prima serata interamente eseguito con risorse interne in tutte le sue fasi lavorative''. i sindacati esprimono ''preoccupazione, disagio ma soprattutto rabbia per una decisione che di fatto oltre che, ridimensionare il centro di produzione, penalizza l'impegno,la professionalita', la disponibilita' dei lavoratori di Napoli''. ''La RAI di fatto, tagliando i budget destinati alla fiction, ferma le riprese di una produzione che da un decennio e' realizzata nel quartiere di Piscinola, sito produttivo nella periferia est di Napoli; abbandonare tale realta' segnera' una vera e propria ritirata della Rai da un quartiere difficile dove l'Azienda ha rappresentato un punto di riferimento sociale di straordinaria importanza. Denunciamo che la contrazione produttiva comportera' sull'indotto una gravissima crisi occupazionale (si parla di circa 250 posti di lavoro a rischio) che, in una citta' priva di altre opportunita' di questo tipo, sara' seria e grave'', prosegue la nota. ''La scelta di produrre Un Posto al Sole e La Squadra - proseguono i sindacati - fiction di lunga serialita', e' stata forza dei lavoratori e del sindacato napoletano, ne rivendichiamo la paternita'. Furono avviate una serie di trattative con la RAI per realizzare nuovi modelli produttivi, concertando riconversioni professionali e nuove tecnologie volte al raggiungimento degli obiettivi affidatoci dall'azienda. La grande qualita' presente nella realizzazione della produzione radio televisiva, le professionalita' altissime riconosciute da tutti e racchiuse in un' esperienza consolidata, sono un grande patrimonio, che non vogliamo ne' possiamo accettare di perdere, troviamo incomprensibile, che mentre si apre una riflessione necessaria e profonda sugli appalti si chiude l'unica esperienza di produzione interna''. ''La definitiva sospensione delle riprese e' fonte di grosso dissenso, si prende atto che la Rai su Napoli arretra dal punto di vista produttivo e soprattutto non investe sul nostro Centro con altri titoli o altra fiction, anche se il CP (centro di produzione) di Napoli era stato individuato come riferimento per la produzione di fiction nel mercato interno RAI. La RSU non vuole fermarsi alla sola protesta e in caso del permanere di risposte negative sui destini industriali del Centro avviera' tutte le forme di protesta e lotta anche quelle piu' radicale e visibile fuori e dentro l'Azienda'' concludono i sindacati lancia anche un ''forte richiamo alle Istituzioni cittadine e regionali sia del mondo politico-sindacale che di quello culturale''.

venerdì 30 gennaio 2009

NEWS - Jessica Alba, lezione da Nobel alle malelingue
Elmar Burchia per "Corriere.it"
Bella e pure intelligente: Jessica Alba sa il fatto suo, più di molti giornalisti affermati e di qualche intellettuale. La 27enne è in questi giorni al centro di vivaci discussioni su molti blog e il video di una sua recente intervista tv, tra i più cliccati della Rete. La Svizzera non è l'unico paese rimasto neutrale durante la Seconda Guerra Mondiale, ha affermato la splendida protagonista di Sin City. E aveva ragione. Ma andiamo con ordine: il 20 gennaio scorso durante un party per l'Inauguration Day di Obama a Washington, l'attrice ha avuto uno scambio molto acceso con un reporter della Fox. Invertendo i ruoli Jessica ha chiesto al cronista quale fosse secondo lui la caratteristica più grande del presidente Barack Obama? E davanti all'ostinato silenzio del giornalista l'attrice ha esclamato: «Ohh, ho capito, fai il neutrale. Fai come gli svedesi». «La Svezia neutrale? Jessica era la Svizzera il Paese neutrale nella Seconda Guerra Mondiale», ha commentato ironicamente il noto (e spesso controverso) anchorman della Fox, Bill O'Reilly, che ha ripreso l'intervista trasmettendola nel suo show serale sulla Fox. La giovane mamma è stata bollata come «la sciocca di turno» anche dal popolare portale di gossip Tmz.com. Dal suo blog su Myspace l'attrice ha però prontamente risposto alla burla pubblicando un video: «La settimana scorsa, il signor Bill O'Reilly e aluni siti di grande spessore hanno insinuato che io abbia fatto la figura della tonta affermando che la Svezia fosse stato un Paese neutrale. Apprezzo molto il fatto che il suddetto sia un conduttore e che i siti di gossip siano pieni di giornalisti intelligenti, ma seriamente..., è così deprimente che pensiate che durante la Seconda Guerra Mondiale l'unico Paese neutrale fosse stata solo la Svizzera». In quel periodo storico la Svezia era, di fatto, neutrale assieme anche alla Svizzera. E dopo aver consultato i libri di storia TMZ.com non ha potuto far altro che pubblicare le proprie scuse nei confronti di Jessica Alba. Insomma, la "fantastica" Jessica è stata promossa a pieni voti, sia in storia che sul web.
NEWS - Da domani tutti con la Fringetta. Partono gli "X-Files" di JJ Abrams
(ANSA) - ROMA - In attesa che "Star Trek" atterri l'8 maggio al cinema, il geniale J.J. Abrams, autore tra l'altro di "Alias" e "Lost", torna in tv con "Fringe". Sci Fi presenta in anteprima assoluta il nuovo serial televisivo statunitense ideato e co-prodotto da Abrams, in onda nello spazio dedicato alla fantascienza e all'ignoto su Steel (Premium Gallery sul digitale terrestre) a partire dal 31 gennaio alle 21.00 con l'episodio pilota di due ore e poi ogni sabato con un episodio in prima serata. Un volo internazionale che atterra misteriosamente con tutti i passeggeri e l'equipaggio morti. Un agente dell'FBI che indaga. Una sconvolgente verita' che sta per essere scoperta: questo il plot di "Fringe" che ha esordito negli Stati Uniti lo scorso settembre, guadagnando l'attenzione di oltre 9 milioni di telespettatori. Creato dal team che ha realizzato "Star Trek", "Mission Impossibile: III", "Alias" e "Lost" - J.J. Abrams, Roberto Orci e Alex Kurtzman - e prodotto da Jeff Pinkner e Bryan Burk, "Fringe" esplora la sottile linea che separa la realta' dal mondo dell'ignoto. Un'operazione di marketing sul sito www.scifichannel.it accompagna il lancio della serie: il quiz di Fringe, on line a partire dal 31 gennaio. Basta iscriversi alla community di Sci Fi per partecipare al gioco Questo l'avvio: quando il volo internazionale 627 atterra all'aeroporto di Boston con tutti i passeggeri e i componenti dell'equipaggio morti, l'agente speciale dell'Fbi Olivia Dunham (Anna Torv) e' chiamata per risolvere il caso. La ricerca la portera' a chiedere l'aiuto del Dott. Walter Bishop (John Noble). C'e' solo un problema: il Dott. Bishop e' rinchiuso da 20 anni in un istituto di igiene mentale e l'unica possibilita' per farlo uscire e' chiedere l'aiuto del figlio dello scienziato, Peter Bishop (Joshua Jackson). Con l'appoggio dell'agente Phillip Broyles (Lance Reddick), il trio scoprira' che cio' che e' accaduto in quel fatale volo e' solo un piccolo tassello di una piu' grande e sconvolgente verita'.

giovedì 29 gennaio 2009

NEWS - ER finalone cor botto! Non solo Clooney: anche Susan Sarandon nel serial medico stracult!
LOS ANGELES - Non solo George Clooney apparira' nella stagione che segna la fine di 'ER'. Secondo E! Online, che cita fonti riservate, anche Susan Saranadon avrebbe acconsentito a un cameo e l'episodio nel quale apparira' a fianco al Dr. Ross sarebbe gia' stato girato. Clooney ha deciso di tornare nel ruolo che gli diede tanto successo per celebrare la serie tv, la 15esima stagione sara' l'ultima di 'ER'. La Sarandon e' gia' apparsa in passato in 'Friends'. (Agr)

mercoledì 28 gennaio 2009

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Che Sberla! Il film di "A Team" si farà: nuovo regista, i fratelli Ridley e Tony Scott alla produzione (gasp!), il team reduce dall'Iraq (non del Vietnam)
Roma, 28 gen. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - Annunciato dalla 20th Century Fox per il prossimo giugno l'inizio riprese dell'adattamento cinematografico della popolare serie tv anni '80
'A-Team', che inizialmente avrebbe dovuto dirigere John Singleton. Sfumati gli accordi, che avevano portato ad una prima stesura dello script da parte di Skip Woods, il film passa ora nelle mani di Joe Carnahan (regista del recente 'Pride and Glory', momentaneamente bloccato con la produzione di 'Killing Pablo', film sul narcotrafficante colombiano Escobar), che revisionera' la sceneggiatura insieme a Brian Bloom. In produzione i fratelli Ridley e Tony Scott, con Jules Daly e Stephen J. Cannell. Ancora da definire il cast, mentre sembra sicuro che a differenza della serie i quattro protagonisti non saranno veterani del Vietnam, bensi' reduci della guerra in Iraq.

martedì 27 gennaio 2009

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Big Bang Obama: i telefilm del 2009 verso la nuova frontiera
La domanda è fatalmente fondamentale: quale sarà l'America post-Obama dei telefilm? Dopo un anno di "stagnazione" dovuta in gran parte allo sciopero degli sceneggiatori, il 2009 si profila come l'anno più interessante per le serie tv a "stelle e strisce", di gran lunga lo specchio più fedele delle tendenze socio-culturali di un paese che vive una rivoluzione senza traumi apparenti, anche se sempre di rivuluzione si tratta. Saprà il piccolo schermo - come ha sempre fatto in passato - tastare il polso del cambiamento? O addirittura anticipare il vento? Se non altro la percentuale più bassa degli ultimi 10 anni di afroamericani presenti nel prime-time seriale è destinata a risalire. Così come la recessione segna già i primi tagli: le serie di midseason della ABC come "Castle" con Nathan Fillion e "The Unusuals" con Amber Tamblyn, hanno ridotto la produzione da 13 a 10 episodi. Ma è dal punto di vista dei contenuti che si gioca la posta più alta. Dopo le elezioni del primo Presidente di colore - successivo comunque al David Palmer di "24" - gli scenari a puntate sembrano conoscere una nuova frontiera in cui le serie tv di oggi o dell'altro ieri sembrano roba vecchia da mettere in soffitta. In quest'ottica, la trasposizione sul piccolo schermo di "Crash" di Paul Haggis, sebbene scritta qualche mese fa, appare quantomeno anacronistica: ha ancora senso parlare di razzismo alla vigilia di un New Deal che rischia di far ricordare Bush come il nome di un detersivo vintage? Se lo stesso rischio corrono le prime stagioni di "30 Rock", non è così per le ultime (anche grazie all'imitazione inimitabile di Sarah Palin da parte di Tina Fey, la quale ha donato nuova linfa alla sit-com). "Gossip Girl" potrebbe assurgere a modello per eccellenza di telefilm pre-Barack: dall'alto dei grattacieli di Manhattan si fa fatica a scorgere la nuova America arrancante della crisi economica, più alla moda di qualsiasi griffe all'ultimo grido. Sarah Connors che cita le Torri Gemelle nella puntata pilota di "Terminator" è straniante: combatte per il futuro, fugge dal passato ma si scorda di vivere il presente. Anche "Journeyman", nei suoi flashback vissuti in carne ed ossa, evita accuratamente qualsiasi indizio di attualità (già si barcamena tra due donne sospese tra presente e passato, figuriamoci se si può occupare di un "terzo incomodo" accomodato da poco nella Stanza Ovale!). Ci si chiede se vedremo mai più serie pro-edonismo come "Cashmere Mafia" o "Lipstick Jungle", mentre "Sex and the City" - che si apriva nel telefilm citando Rudolph Giuliani - può sopravvivere al nuovo corso nei suoi aggiornamenti cinematografici (un amante di colore per Carrie farebbe più scalpore di uno stallone afro-americano per Samantha...). Probabile un giro di boa anche per i seguitissimi procedural dagli acronimi altisonanti: l'arrivo di Laurence Fishburne al posto di Petersen-Grissom a "CSI: Scena del crimine" è un indizio...Se Wisteria Lane è forse oggi la strada dove nessun americano si stupirebbe di veder passeggiare Obama, non trova conferma al momento la notizia di una possibile partecipazione delle figlie del neo-presidente all'amata serie "Hannah Montana" (a meno che la White House, già declinata in "casino bianco" da Clinton, non voglia diventare la nuova Disneyland). I veri "Mad Men" non vivono negli anni '60, ma alla Lehman Brothers. Suggerisco sommessamente il titolo per una serie al "brucio" dell'attualità: "Lehman Brothers&Sisters". Basta che non lo facciate sapere a qualche produttore italiano: la intitolerebbe "La Famiglia Lemanno", la ambienterebbe in Corso Como e direbbe che non ha alcun riferimento con la realtà americana. Salvo un Presidente della Repubblica abbronzato interpretato da Carlo Conti. (Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Gennaio)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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