mercoledì 14 gennaio 2009

NEWS - Ultima ora, telefilm in lutto! E' morto Patrick MacGoohan, l'interprete dello stracult "Il Prigioniero" (e Bond mancato al posto di Connery)
Los Angeles, 14 gen. - (Adnkronos) - L'attore Patrick McGoohan e' morto a Los Angeles dopo una breve malattia, all'eta' di 80 anni. La popolarità di McGoohan era esplosa negli anni '60 grazie alla sua interpretazione del 'Prigioniero', serie cult televisiva che segno' una vera innovazione rispetto ai telefilm ai quali il pubblico era abituato fino a quel momento. L'attore era nato a New York il 19 marzo del 1928. Dopo essersi trasferito in Irlanda con i genitori, si sposto' a Sheffield dove partecipo' ad attivita' teatrali cittadine. Sempre a Sheffield conobbe la futura moglie Joan Drummond, durante la sua attivita' di direttore di scena allo Sheffield Repertory Theatre. Tra le partecipazioni degne di nota, nella sua attivita' teatrale, e' da menzionare la sua partecipazione come attore alla riduzione per il palcoscenico del 'Moby Dick' di Orson Welles. Dopo qualche parte di secondo piano, viene scritturato ne 'I piloti dell'inferno' (1958) al fianco di Sean Connery. La fama pero' arriva con la sua interpretazione di John Drake, agente segreto della Nato, nella serie 'Gioco Pericoloso' ('Danger Man'). Questa interpretazione gli vale la proposta di interpretare James Bond in 'Agente 007 - Licenza di uccidere', ma McGoohan rifiuta l'offerta. Poi arrivo ' il successo de 'Il Prigioniero', in seguito al quale giro' numerosi film tra i quali Base Artica Zebra (1968) al fianco di Rock Hudson, Fuga da Alcatraz (1979) con Clint Eastwood, Braveheart - Cuore impavido (1995) con Mel Gibson che ne cura anche la regia, Il momento di uccidere (1999) per la regia di Joel Schumacher, con Sandra Bullock, Samuel L. Jackson, Kevin Spacey e Ashley Judd. Ha preso parte a piu' riprese alla fortunata serie televisiva "Colombo", come interprete prima, poi come regista, sceneggiatore e infine produttore.
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Niente sesso, siamo sull'Enterprise! Escluse scene hot nell'11esimo "Star Trek" al cine
(AGI) - Los Angeles, 14 gen. - Niente scene di sesso nel nuovo capitolo di "Star Trek" firmato da J.J. Abrahams. A smentire le voci di una pellicola molto piu' provocatoria delle precedenti e' stato Chris Pine, che vestira' i panni del capitano Kirk, nel ruolo che fu negli anni '60 e in sette film di William Shatner. In realta' le indiscrezioni erano partite proprio da una sua dichiarazione, nel quale affermava che "Star Trek" era stato "aggiornato, anche in chiave sessuale" per le nuove generazioni. Una battuta che ha scatenato il nutrito popolo di fan della saga, fino a farlo ipotizzare di scene di sesso selvaggio a bordo dell'Enterprise. Il capitano Kirk ha pero' spento gli ardori: "Si trattera' di uno 'Star Trek' differente - ha affermato Pine in un'intervista ad E News - ma niente sesso. Magari ci sara' qualche scollatura ma sapete... e' passato un po' di tempo da quando e' stato inventato il bikini. Non penso che offenderemo nessuno".
NEWS - Drizzate le orecchie: "The Listener" dal 5 marzo su Fox
(AGI) - Los Angeles, 14 gen. - Fox International Channels ha annunciato oggi il primo lancio in contemporanea mondiale di una serie televisiva, "The Listener", che i canali Fox trasmetteranno dalla prima settimana di marzo, in anteprima rispetto alla messa in onda negli Usa su Nbc e in Canada su Ctv. "The Listener" e' una serie drammatica prodotta da Shaftesbury Films in tredici episodi di un'ora ciascuno, il cui protagonista e' un giovane paramedico dotato dell'incredibile potere di leggere la mente. La serie debuttera' sui canali d'intrattenimento Fox in 180 paesi in tutto il mondo, tra cui Regno Unito, Italia, Spagna, Portogallo, Argentina, Messico, Giappone, Corea, Polonia, Brasile e Turchia. In Italia la prima puntata andra' in onda il 5 marzo sul canale Fox (Sky, canale 110). "Abbiamo adottato la stessa tecnica di lancio che viene usata nel cinema - spiega Sharon Tal Yguado, vice president development di Fic -. In tutti i 180 paesi del mondo in cui siamo presenti, stiamo lavorando al debutto internazionale, che avverra' la prima settimana di marzo. Shine-Reveille, nostro partner su questo progetto, ha venduto i diritti della serie dove noi non siamo presenti. In questi paesi, la messa in onda avverra' successivamente alla nostra".

martedì 13 gennaio 2009

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Dawson's Scream! Kevin Williamson attende l'ok di Wes Craven per girare il quarto capitolo di "Scream". Reclutate anche Neve Campbell e Courteney Cox
(AGI) - Los Angeles, 13 gen. - Neve Campbell, Courteney Cox e David Arquette potrebbero tornare a recitare insieme nel quarto capitolo della saga horror di "Scream". Secondo quanto riferisce il sito 'Bloody Disgusting', le star che fecero del primo capitolo diretto da Wes Craven un grande successo hanno ricevuto un'interessante offerta dalla produzione per la quarta pellicola. La Campbell ha vestito i panni della protagonista, Sidney Prescott, in tutti e tre i capitoli gia' realizzati, mentre la Cox era l'ambiziosa reporter Gale Weathers e Arquette il poliziotto Dewey Riley. Il quarto capitolo di "Scream" e' stato annunciato dalla Weinstein Company lo scorso luglio. Nonostante il ritorno di tutti i personaggi originali, comunque, lo sceneggiatore Kevin Williamson avrebbe inserito nuovi ruoli, nell'attesa di sapere se ci sara' il ritorno di Wes Craven dietro la macchina da presa.

lunedì 12 gennaio 2009

NEWS - Come non detto. Non si fa tempo a lanciare un SOS che viene subito raccolto: "30 Rock" dal 25 gennaio su LEI (nuovo canale di SKY-Rcs). La parabola di Tina Fey, l'anti-Belushi
Articolo di Alessandra Farkas su Corriere.it
«Lo scorso settembre, quando Mary Tyler Moore e Betty White salirono sul podio per annunciare il vincitore dell' Emmy per la migliore serie tv comica — racconta Tina Fey — desiderai visceralmente essere io la fortunata». Alcuni istanti più tardi il suo sogno si avverò non una, bensì sette volte, consegnando il suo serial '30 Rock' al Guinness dei Primati. Accanto a All in the Family: l'unica altra serie comica a portare a casa un simile record di statuette, nel 1972. Dal 25 gennaio prossimo la sitcom creata e interpretata dalla 38enne Fey — la prima donna capo degli sceneggiatori in 34 anni di Saturday Night Live (Snl) — sbarca anche in Italia, su Lei, il nuovo canale di Sky tutto al femminile prodotto da Digicast (Rcs Media Group). L'autobiografica serie, trasmessa in Usa dalla Nbc, racconta il dietro le quinte di uno show comico in stile Snl. La Fey veste i panni di Liz Lemon, capo di un team di sceneggiatori e del loro boss Jack Donaghy (Alec Baldwin). Video - Tina Fey imita Sarah Palin
Il nome "30 Rock" si riferisce al luogo in cui si trova il palazzo della General Electric, sede degli studi Nbc, al 30 Rockefeller Plaza di Manhattan. Oltre ad essere stato osannato dai critici e aver fatto razzia di premi (dal Golden Globe allo Screen Actors Guild Award), lo show ha catapultato l'ex Cenerentola nel ruolo che l'ha resa internazionalmente famosa. Quello di Sarah Palin nell'ormai mitica imitazione della candidata repubblicana alla vicepresidenza Usa con cui nel settembre 2008 la Fey è tornata a Snl, cui aveva dato l'addio nel 2006. «A Nonpartisan Message from Governor Sarah Palin & Senator Hillary Clinton» (nei panni dell'ex first lady c'era Amy Poehler) divenne ben presto il video più visto di nbc.com, con 5,7 milioni di visite in pochi giorni. «Credo che gli dei ci abbiano sorriso mandandoci in terra la Palin», scherzò più tardi il produttore esecutivo di Snl. Spiegando che «grazie a Fay-Palin, l'audience è aumentata del 50% nella 34a stagione». Il 18 ottobre scorso la Fey ebbe un faccia a faccia con la vera Palin, ospite speciale della puntata. Una trovata che le costò gli anatemi della sinistra ortodossa (l'Huffington Post arrivò a paragonarla al leader del Ku Klux Klan David Duke) ma che, a detta del New York Times, «minò la credibilità della Palin, contribuendo alla sua sconfitta». Una bella rivincita per Elizabeth Stamatina Fey, nata a Upper Darby, un sobborgo di Filadelfia, da una broker greco-americana e un artista di origine tedesca. «Ero Tina Fey nei panni di Sarah Palin e la vera Sarah Palin durante la famosa puntata di «Saturday Night Live» brutta, coi piedi piatti e il sedere troppo grosso e al liceo e università non battevo un chiodo », spiega autoironica in una lunga intervista a Vanity Fair, dove rivela di essere stata vergine «sino ai 25 anni».
«Quando arrivò qui aveva un' aria goffa", ricorda Lorne Michaels, l'impresario dietro Snl e 30 Rock, «ma tutti se ne innamorarono per il suo senso dell'humour perfido e insieme irresistibile». Come ha fatto, il brutto anatroccolo, a trasformarsi in ciò che il New Yorker ha definito «il sex symbol di ogni intellettuale»? «Con la sua forza di volontà teutonica, ereditata dal padre», replica Michaels, «e un'etica del lavoro da stakanovista ». La sua metamorfosi a Hollywood è leggendaria. La superagente Sue Mengers aveva messo in guardia l'amico Lorne: «Non farla uscire dall'ufficio scrittori: non possiede il look dell'attrice». «Mi ero convinta — spiega la Mengers — che Lorne la sponsorizzava perché erano amanti». Si sbagliava. «La Fey è un'inflessibile monogama, allergica all'adulterio e sposata da sette anni con un uomo con cui sta da 14», scrive Vanity Fair. Jeff Richmond, compositore del Snl, suo partner di lavoro e padre della piccola Alice Zenobia, tre anni, conferma. «E' monastica — conferma Amy Poehler —. Il tipo che siede ai bordi della piscina dove tutti si tuffano nudi e poi ci scrive sopra una gag». Secondo i veterani di Snl è l'anti- Belushi: «La mia unica debolezza sono i pasticcini alla crema — confessa la Fey — non ho mai preso droghe e il fumo mi fa schifo ». Eppure anche lei ha un tallone d'Achille. «Sono finita dallo strizzacervelli perché, dopo gli attentati all'antrace dell'11 settembre, fui assalita da attacchi di panico. L'idea di un pericolo che scaturisce dal nulla mi sconvolge». Forse perché lei stessa ne fu vittima, a 5 anni, quando un folle sbucò da dietro un cespuglio e la sfregiò con un coltello, lasciandole una cicatrice ancora visibile sulla guancia sinistra. Un'esperienza traumatica che lei ha trasformato in comicità. «Non so cosa sia successo nella tua vita che ti ha trasformato in una macchina comica», fa dire a Baldwin (rivolto alla Lemon) in «30 Rock». «Magari è stato un busto antiscoliosi o un gambaletto correttivo che hai indossato da piccola. Comunque sia, sono contento di averti nella mia squadra».
NEWS - Fate vedere i Golden Globes ai dirigenti tv italiani: "30 Rock" stravince ancora (ma in Italia nessuno l'ha ancora acquistato!). Premi anche a "Mad Men", "True Blood" e "In Treatment"
Guardando i responsi dei Golden Globes, aldilà delle facili previsioni e delle conferme, sorge spontanea una domanda: com'è possibile che "30 Rock", vincitrice di un tris di statuette, non sia ancora stata acquistata da alcuna emittente italiana?
Ecco l'elenco dei vincitori (in grassetto), categoria per categoria.

MIGLIOR DRAMA
Mad Men
Dexter
Dr. House Medical Division
In Treatment
True Blood
MIGLIOR COMEDY
30 Rock
Californication
Entourage
The Office
Weeds

MIGLIOR ATTORE DRAMA
Gabriel Byrne (In Treatment)
Michael C. Hall (Dexter)
Jon Hamm (Mad Men)
Hugh Laurie (Dr. House Medical Division)
Jonathan Rhys Meyers (I Tudor - Scandali a corte)

MIGLIOR ATTRICE DRAMA
Anna Paquin (True Blood)
Sally Field (Brothers & Sisters - Segreti di famiglia)
Mariska Hargitay (Law & Order: Unità speciale)
January Jones (Mad Men)
Kyra Sedgwick (The Closer)

MIGLIOR ATTORE COMEDY
Alec Baldwin (30 Rock)
Steve Carell (The Office)
Kevin Connolly (Entourage)
David Duchovny (Californication)
Tony Shalhoub (Monk)

MIGLIOR ATTRICE COMEDY
Tina Fey (30 Rock)
Christina Applegate (Samantha chi?)
America Ferrera (Ugly Betty)
Debra Messing (The Starter Wife)
Mary-Louise Parker (Weeds)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Tom Wilkinson (John Adams)
Neil Patrick Harris (E alla fine arriva mamma!)
Denis Leary (Recount)
Jeremy Piven (Entourage)
Blair Underwood (In Treatment)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Laura Dern (Recount)
Eileen Atkins (Cranford)
Melissa George (In Treatment)
Rachel Griffiths (Brothers & Sisters - Segreti di famiglia)
Dianne Wiest (In Treatment)
NEWS - Un brindisi al 2009 con il vino de "I Soprano"
Se in cantina avete una bottiglia di vino dei "Cesaroni", questa notizia non fa per voi. Con i primi giorni del 2009, in America si è brindato con le bottiglie dei "Soprano". L'idea è venuta al prolifico Tony Sirico, colui che nel serial-cult conclusosi lo scorso giugno interpretava Paulie Gualtieri. Il pokerissimo di bottiglie con il logo della serie è formato da quattro rossi (3 Chianti e un Pinot Nero) e un bianco (Pinot Grigio): i prezzi variano dai 15 ai 29 dollari, mentre è già in produzione il Prosecco. Sirico non è nuovo a queste operazioni di marketing che...non si possono rifiutare: qualche mese fa, sull'onda del successo del suo personaggio, ha lanciato sul mercato la colonia "Paolo per Uomo", capace di vincere il Perfumers Choice Award di Tribeca. Il che, forse, giustifica il prezzo di 64 dollari! (Articolo di Leo Damerini pubblicato su "TU"- Nella foto, Tony Sirico è il primo a sinistra)

sabato 10 gennaio 2009

NEWS - Achtung, variazionen! Gossip Flop: il teen drama di Italia 1 spostato in seconda serata dopo le medie da temperature invernali
I ragazzi di "Gossip Girl" non hanno trovato la rete wireless per collegarsi all'Auditel e così vengono spostati nella seconda serata di Italia 1, sempre al giovedì. Giovedì prossimo, al posto del teen-drama, andrà in onda il film “Io, Robot”, seguito da due puntate di "GG" (ma da giovedì 22 gennaio un episodio a settimana). Già ci si interroga sulla cause del flop: come suggerisce TvBlog, è stato sbagliato trasmettere una serie come questa dopo più di un anno dalla sua partenza (e metterlo sul digitale terrestre prima certo non ha aiutato, soprattutto per uno show con un target pc-addicted come quello che ha la serie); ma vale anche il parere che vedere ragazzi altolocati spendere e spandere in tempi recentissimi di crisi economica (scoppiata dopo l'avvio del telefilm in patria), non abbia giovato all'immedesimazione totale...A voi ulteriori pareri.
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm tratti dai giornali italiani e stranieri
A cura di Leo "Grant" Damerini

CORRIERE DELLA SERA
La vita è un lampo a Wisteria Lane
"Alla quinta stagione incombe la disperazione, sotto forma di tempo che fugge. «Perché il tempo vola?», si chiede Susan. «Perché i bambini che un tempo cullavo crescono così velocemente?», si chiede Lynette. «Perché la vita che sognavo si è trasformata in un lavoro che non mi sarei mai aspettato?», si chiede Bree, la mia adorata Bree che adesso gestisce un catering. «E perché quella donna che guardavo ogni giorno allo specchio è diventata qualcuno che neanche riesco a riconoscere?», si chiede con sconforto la sempre più casalinga Gabrielle, due figlie obese a carico, più il marito Carlos. Il tempo passa a Wisteria Lane e la vita è breve. Lo sapeva già Virgilio quando scolpì lo slogan dell' ora che fugge e non torna più indietro: «Fugit interea, fugit irreparabile tempus», fugge intanto, fugge irreparabile il tempo. Come fermarlo? Bree (Marcia Cross), sta per pubblicare il suo libro di cucina e questo manda su tutte le furie la sua socia Katherine (Dana Delaney) che si sente derubata di non poche ricette. Gabrielle (Eva Longoria Parker), inaspettatamente trasandata non sa come allevare le figlie mentre Susan (Teri Hatcher) cerca di nascondere la sua nuova relazione con Jackson (Gale Harold), dopo che ha lasciato l' idraulico. Problemi in vista invece per Lynette (Felicity Huffman) che scopre che i suoi gemelli hanno trasformato la pizzeria di famiglia in una bisca clandestina: "Desperate Housewives" (FoxLife, mercoledì, ore 21). È tornata a Westeria Lane anche la reietta Edie, accompagnata da un tipaccio caratteriale. Il tempo è denaro, il tempo è testimone, il tempo corre via, il tempo divora ogni cosa, il tempo è il prezzo dell' eternità: «In un lampo la vita che conoscevamo se n' è andata per sempre... Ecco perché ci sono persone determinate a ottenere quello che vogliono prima che sia troppo tardi». (Aldo Grasso, 28.11.2008)

DAILY MAIL
Le adolescenti inglesi più disponibili per colpa di Carrie...
"Da un recente studio, le ragazze inglesi che guardano telefilm americani come 'Sex and the City' o 'Friends' sono più disponibili al sesso. I dati informano che una ragazza di meno di 20 anni ha già avuto, in media, almeno 7 storie a base di sesso, 3 meno dei coetanei maschi. La ragione va ricercata nella modalità con la quale queste serie tv raccontano il sesso, promuovendolo come 'glamourous', così come si fa come un bel paio di sandali dal tacco alto, una crema anti-rughe o una borsa di color viola. Quello che i telefilm in questione dimenticano nelle sceneggiature sono i rischi del sesso occasionale: non c'è mai traccia di aborti o di malattie sessuali, per esempio".
(Paul Sims, 09.12.2008)

FAMIGLIA CRISTIANA
La cultura in tv? E' dietro le sbarre delle serie USA

"Ci sono serial di risonanza mondiale come 'Close to home', 'Cold Case' e 'Law&Order', per non parlare dello storico 'CSI' e di 'NCIS', il cui successo non dipende solo dalla robustezza degli intrecci e della sceneggiatura. Ogni episodio contiene infatti uno spaccato della società americana, con un sapore di verità ignoto ai nostri, chiamiamoli così, autori. Oltre ai poliziotti tecnologici, sono protagoniste le Procure: e se l'happy end vuole che il reo sia sempre punito, abbondano anche le sconfitte giudiziarie. Da noi i processi durano anni, grazie a procedure punitive per i deboli. E se uno dei tormentoni nazionali riguarda l'esigenza di più cultura in tv, intendendo chissà cosa, bene: in quella fiction aliena che la Rai indossa come roba vecchia si trova, per scelta di temi e bravura di confezione, la vera cultura tv".
(Giorgio Vecchiato, 14.12.2008)

FOX NEWS
I Robinson sono gli antenati degli Obama
"Per molti anni abbiamo già avuto una 'first-family' afro-americana. Quando andava in onda 'The Cosby Show' (n.d.r.: 'I Robinson'), quella era la 'first family' americana. Non era una famiglia di colore. Era la famiglia d'America".
(Karl Rove, stratega amministrazione Bush, 05.11.2008)

ENTERTAINMENT WEEKLY
I telefilm, meglio se cotti e mangiati

"Non ho mai visto una serie tv in dvd. Ho sempre (ri)guardato 'I Soprano' a casa mia, alle 9 di sera su HBO. Io sono cresciuto così. E' così che la mia famiglia guardava Jackie Gleason in 'The Honeymooners'. E' come la pizza: la devi mangiare finchè e calda, dopo diventa immangiabile. Non vado avanti o indietro. Se fermassi la trasmissione per rivederla, mi criticherei da solo: 'Mio Dio, qui doveva essere più veloce. Oppure: qui più lento!'. Sarebbe una pena".
(David Chase, 14.11.2008)

CORRIERE DELLA SERA
Altro che realismo, meglio Disney!
"C'è bisogno di belle storie, che non siano ansiogene e che riscoprano i valori dimenticati nella nostra vita dominata dallo stress. Noi abbiamo pensato di tornare a una favola disneyana...".
(Giancarlo Scheri, Direttore Fiction Mediaset, 01.12.2008)

GIOIA
"Amiche mie", la versione "brasata" di "SATC"
"All’inizio dei titoli di testa di 'Amiche mie', serie di Canale 5 purtroppo in finire, c’è scritto: «Da un’idea di Rita Rusic e Cristiana Farina». Molto bene, ho pensato. Quindi c’è un’idea, ho pensato. Poi mi sono messa lì, per quattro puntate, a cercare di capire quale fosse. Forse l’idea era la voce fuori campo, vi ricordate Carrie nelle primissime puntate di 'Sex and the city', quando poneva grandi temi scrivendo al computer? Certo, lei faceva la scrittrice, aveva una scusa. Qui c’è Margherita Buy la cui voce dice: «In mezzo al mare della vita il vento gira e io mi chiedo: sarò pronta a tenergli testa?» Oppure: «I sentimenti sono come le ombre: a volte si incontrano, a volte si scontrano» - e sono settimane che mi chiedo: avrò sentito male? Sarà “onde”, non “ombre”? Con “onde” ha un senso? Poi ce n’era anche una sul fatto che tutti abbiamo le ali ma solo chi sogna può volare che purtroppo ho trascurato di appuntarmi e quindi non posso riferirvi con la precisione che meriterebbe, ma sicuramente era da un’idea di Paulo Coehlo, come minimo. Il punto centrale di Amiche mie è la sua milanesità, un po’ come per Carrie e le amiche era la newyorchesità, tant’è che poi i ristoranti in cui andavano han fatto fortuna, i locali scelta ancora ospitano turisti in visita, eccetera. Se volevi sapere cos’era di moda a New York, guardavi Sex and the city: funzionava meglio della proloco. In 'Amiche mie' le quattro svernano da Corso Como 10, locale fighetto di quelli dove trovi tè con foglie di menta, vestiti costosi e commesse antipatiche. Loro ordinano dei brasati, lì, tipo trattoria di Trastevere. Il che ha anche un senso, visto che due terzi degli attori parlano in romanesco (gli attori italiani considerano un limite alla loro arte l’ipotesi di parlare con una cadenza appropriata al luogo in cui è ambientato ciò che recitano). Nelle scene in cui arrivano a casa, le quattro entrano da ballatoi di case di ringhiera. Se siete mai state in una casa di ringhiera, ma anche se siete mai state a Milano, ma anche solo se sapete che è in Lombardia, non vi sfuggirà che al massimo sono bilocali. Le loro, di case di ringhiera, sono giganteschi loft. Da un’idea del sindaco di Milano, Francesco Totti. È solo cambiando canale, però, che si capisce l’idea. Perché – mentre su Canale 5 Luisa Ranieri dice quattro volte che ha mangiato troppo, e le amiche le dicono quattro volte che la deve piantare di mollarle appena vede l’amante, e imprevedibilissimamente arriva l’amante, e lei finge di non aver mangiato, e ripranza con lui, e si sente male (nonostante la leggendaria leggerezza dei brasati di Corso Como10) – FoxLife ha la crudeltà di mandare la quinta e magnifica stagione di 'Desperate Housewives'. C’è una voce fuori campo anche lì, e anche lì quarantenni senza un amore, mogli con problemi, relazioni più o meno clandestine, ma mancano le ali. E le onde. E il vento della vita. (Guia Soncini, 04.12.2008)

giovedì 8 gennaio 2009

NEWS - Wentworth Miller, il nuovo 007 dopo Craig?
Voci di corridoio accreditate vorrebbero Wentworth Miller quale successore ideale di David Craig nel ruolo di James Bond nella cine-saga di 007. L'interprete di Michael Scofield nel serial "Prison Break" sarebbe entrato nella lista dei papabili dopo le dichiarazioni di Craig di voler appendere la "licenza d'uccidere" al chiodo a breve. Due gli indizi che portano a Miller: vanta passaporto inglese (è nato nell'inglesissimo Oxfordshire, a Chipping Norton) e nessun progetto in ballo dopo "Prison Break": che abbia già firmato una clausola di contratto? Come nella migliore tradizione di Bond, al momento è ancora tutto "Top Secret"...(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "TU")
FRECCE - "Qualcuno di voi ha visto il film "Io & Marley" ? E' in testa alle classifiche. Con l'incantevole Jennifer Aniston. L'ho visto e vi avverto, il finale è straziante. Alla fine il cane scappa con Angelina Jolie". (David Letterman)

mercoledì 7 gennaio 2009

NEWS - Shonda li fa e poi FoxLife li accoppia! "Grey's Anatomy" e "Private Practice" in esclusiva dal 26 gennaio
Medicina e amore tornano da protagonisti in prima visione assoluta in Italia su FoxLife (canale 112 di SKY) dal 26 gennaio ogni lunedì alle 21.00 con la 5ª stagione di "Grey's Anatomy", e con la 2ª stagione del suo spin-off "Private Practice", in onda ogni lunedì alle 21.55 sempre dal 26 gennaio. Mentre a Seattle continuano le avventure dei medici del Seattle Grace, a Santa Monica l’equipe di professionisti dell’Oceanside ha i suoi guai da risolvere. Al Seattle Grace arriva un nuovo medico, il Maggiore Owen Hunt (Kevin McKidd), medico dell'esercito americano in Iraq, ora in permesso. La sua esperienza nella medicina d’emergenza e la sua intraprendenza stupiscono tutti e in particolare Christina (Sandra Oh), che forse dimenticherà l’amato e odiato dottor Burke. Anche Izzie (Katherine Heigl, vincitrice di un Emmy come miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in "Grey's Anatomy"), che ancora non ha raggiunto il suo equilibrio sentimentale, avrà delle vere e proprie apparizioni in cui vedrà il suo vecchio amore. E mentre Meredith (Ellen Pompeo) e Derek (Patrick Dempsey) sembrano essere finalmente felici insieme, l’ex moglie di lui, Addison (Kate Walsh), continua a costruirsi una nuova vita a Santa Monica, narrata nella seconda stagione di "Private Practice". Nei nuovi episodi, i medici della Oceanside scoprono che la clinica è piena di debiti e devono rimboccarsi le maniche per evitare che questa chiuda. Alle vicende professionali si affiancano quelle private: Sam (Taye Diggs) e Naomi (Audra McDonald) si riconciliano, anche se per poco, mentre inizia una relazione tra Addison e il poliziotto Kevin Nelson (David Sutcliffe); inoltre, il receptionist-ostetrico Dell (Chris Lowell) lascia temporaneamente la clinica e la relazione tra il pediatra Cooper (Paul Adelstein) e la perfida Charlotte (Kadee Strickland), primario dell’ospedale rivale St. Ambrose, prosegue.
Negli Stati Uniti, "Grey's Anatomy" quinta stagione è stato il programma più visto sul target 18-49 anni per 3 settimane di fila nel suo giorno di programmazione. Il grande successo di "Grey's Anatomy", serie vincitrice di 2 Golden Globe e 2 Emmy Award, e del suo spin-off "Private Practice" è dovuto soprattutto alla scrittura brillante, alle storie toccanti e al ritmo sostenuto oltre che all'originale fusione tra medical drama con ritmi da soap opera. Non a caso, la direttrice esecutiva e la produttrice è una donna, Shonda Rhimes che dopo la vincita del Golden Globe lo scorso anno è stata inserita nella rivista Time tra le 100 persone più influenti del mondo.
NEWS - Buon anno senza spot! La Francia inaugura la tv pubblica senza pubblicità e - indovinate un pò! - vince un telefilm. Sarkozy è se vi pare...
(ANSA) - PARIGI - I francesi non hanno proprio voluto perdersi ieri la prima serata senza spot della tv pubblica e si sono riuniti in massa davanti al piccolo schermo. C'erano
infatti tre milioni di telespettatori in piu' del solito perche', alle 20, scoccava lo storico stop alla pubblicita' che riporta in qualche modo alla situazione di 40 anni fa. In molti lo hanno vissuto come un evento storico, con un misto di curiosita' e di diffidenza perche' ormai bisognera' cambiare le abitudini. Cosi', forse per poter dire ''c'ero anch'io'', i francesi non hanno mancato l'appuntamento: secondo l'Istituto Mediametrix, sono state 3,1 milioni le persone in piu' ad aver scelto di accendere la tv ieri con un picco massimo di audience registrato durante il meteo alle 20.26. Anche questo anticipato perche' di solito l'Auditel si impenna attorno alle 21.15.
Insomma, tutto cambia nelle serate dei francesi che, in un recente sondaggio, si erano detti in grande maggioranza favorevoli alla soppressione della pubblicita'. Ma, come succede spesso, ogni riforma comporta tempi di adattamento. Alcuni rimpiangono gia' i buoni vecchi 15 minuti di pubblicita' che precedevano il film: ''ne approfittavamo per spegnere la tv e parlare un po' in famiglia'', racconta Ondine di 23 anni. Ora per parlare non c'e' piu' tempo: il prime time comincia alle 20.35 e non piu' alle 20.50. Altri hanno dovuto adattare l'ora di cena per non perdere l'inizio dei programmi, come Patrice e Helene, 39 e 37 anni: ''abbiamo anticipato la cena con l'idea di mettere a letto i bimbi entro le 20.30, un quarto d'ora prima del solito, ma alla fine abbiamo perso l'inizio del tg''. Si', perche' ormai il tg di France 2, principale rete pubblica, comincia anche lui prima, di due minuti (alle 19.58), e finisce alle 20.30 spaccate. Nella lotta per l'audience, a uscire vincitrice ieri sera e' stata comunque la tv privata Tf1, la piu' seguita in Francia, che temeva migrazioni verso la concorrenza ed invece ha riunito davanti ad un telefilm (n.d.r.: "Avalanche"), iniziato a sua volta due minuti prima, 7,8 milioni di telespettatori. Erano 5,8 milioni a seguire il programma di reportage di France 2 e 3,3 il quiz di France 3. Ma l'appuntamento che i francesi non hanno saltato e' stato quello con la loro fiction piu' amata, ''Plus belle la vie'', in onda su France 3: i suoi fedelissimi 6 milioni di spettatori quotidiani hanno fatto zapping al momento giusto, cioe' dieci minuti prima del solito, alle 20.10 precise, rinunciando pero' a seguire il tg delle 20 su France 2.

martedì 30 dicembre 2008

NEWS - In attesa di "Gossip Girl" (7-8 gennaio su Italia 1), il concorrente-cugino "90210" lievita tra le polemiche (e l'anoressia). Annunciato su Raidue per l'estate (ma lo vedremo mai?)
Articolo di Renato Franco sul "Corriere della Sera"
Liti sul set e accuse di spingere all'anoressia: se cercava pubblicità il nuovo telefilm 90210 l'ha trovata. Perché non basta essere il nuovo Beverly Hills, "90210". Poi qualcuno ti deve anche guardare. L'allarme lanciato da un'associazione americana per i disturbi dell'alimentazione aveva come obbiettivo le scheletriche protagoniste del serial — Shenae Grimes, AnnaLynne McCord, Jessica Stroup — a cui la produzione stessa ha chiesto di acquistare almeno una taglia in più per riempire le loro minigonne non solo di ossa. Shenae Grimes però si è ribellata: «Non ho disturbi alimentari. Se la gente dice che sono magra non significa che io non stia bene: questa sono io, questo è il mio corpo e io lo accetto».Si parla di razzismo, ci si confronta su sesso e droga, si discute di adozione e figli illegittimi. I temi del telefilm, ovvio, sono aggiornati ai nostri tempi. Del resto se nell'originale — quasi 300 episodi nel decennio tra il 1990 e il 2000 — compariva un solo ragazzo di colore, ora il nero Tristan Wilds è tra i protagonisti principali. Jeff Judah, Gabe Sachs e Rob Thomas — i creatori di 90210 — sperano di ripetere il successo che 18 anni fa fu di Darren Star (ora fuori dal progetto). Ecco la chiave: «Il segreto dell'originale? È stato uno dei primi show a essere focalizzato sugli adolescenti, guardandolo potevi diventare amico dei protagonisti. Dobbiamo andare in quella direzione, chi ci segue deve sentire un feeling, deve sentirsi parte di una famiglia», ha spiegato in un'intervista Jeff Judah. Che ha anche assicurato che i telespettatori si trovano davanti a un prodotto nuovo: «È un omaggio, non è un remake, è qualcosa di completamente diverso e originale. Cerchiamo di raccontare storie vere, emozionanti e anche divertenti». Gabe Sachs ha confermato: «90210 è una versione contemporanea e cool dell'originale, sarà un po' più sexy e non sarà quello che la gente si aspetta, ma sono convinto che ne sarà ugualmente attratta. Racconta le storie dei ragazzi di oggi. Ci saranno molte sorprese perché in ogni personaggio le cose non sono come sembrano e le loro storie si evolveranno durante la stagione». Per Shenae Grimes «in tv ci sono un sacco di show glamour e anche molto divertenti ma molto lontani dalla realtà. In 90210 i ragazzi possono confrontarsi con i personaggi e hanno l'opportunità di dire: oh yeah, è successo anche a me». "Beverly Hills, 90210" fu un successo mondiale, trasmesso in 65 Paesi. Milioni di teenager hanno passato i pomeriggi a vivere la vita di questi ragazzi belli e ricchi, ma con i problemi della generazione X: il sesso, il rapporto con i genitori, la scuola... E allora è normale che la tv ci riprovi: "90210", questa volta solo il codice postale del quartiere più glamour di Los Angeles. Nel 1990 i Walsh, causa trasferimento del padre, si spostano da Minneapolis alla California. Nel 2008 la storia si ripete: i Wilson dal Kansas si muovono a Beverly Hills perché il padre è stato scelto come preside del West Beverly High, uno dei più luccicanti istituti di L.A. (lo stesso, ovvio, della serie madre). Se i sedicenni gemelli Brenda e Brandon Walsh (Shannen Doherty e Jason Priestley) hanno conquistato i telespettatori di Italia 1 (che trasmetteva "Beverly Hills, 90210"), ora tocca a Annie e Dixon Wilson (Shenae Grimes e Tristan Wilds) entrare nei cuori dei teenager di Raidue (che dall'estate 2009 manderà in onda il serial). L'operazione nostalgia è partita in America sul network in crisi Cw — quello di "Gossip Girl" — e il debutto (record per il canale) non è andato male: cinque milioni di spettatori poi scesi a tre nelle puntate successive. Del cast storico per ora sono state coinvolte soprattutto le donne: la bizzosa Shannen Doherty (classe 1971, celebri i suoi ritardi e le sue pretese da primadonna, all'origine dell'abbandono del telefilm) si è rimessa la frangetta di Brenda e si è ritagliata il ruolo di insegnante di recitazione al Beverly High per alcuni episodi. La biondina Jennie Garth (classe 1972) è tornata a fare Kelly Taylor, ora consulente scolastico dell'istituto. Degli uomini nessuna traccia: ci sono trattative con Luke Perry (era il ribelle Dylan Mckay e fu additato come il James Dean degli anni 90), mentre Jason Priestley potrebbe firmare la regia di qualche puntata. Accanto ai due nuovi protagonisti ci sono la ragazza ribelle e fanatica di YouTube; la classica ricca, bella e viziata; quella che fa leva sul suo corpo per ottenere ciò che vuole; il professore che dà ripetizioni (non di letteratura) alle sue studentesse; l'aspirante reporter; il genere «faccio sport». I temi sono aggiornati al nuovo millennio. Se una volta si facevano le canne, ora vanno in overdose da coca.

P.S.: ma siamo sicuri di vederlo su Raidue, che ha oscurato "Weeds" anche se andava a notte fonda?
NEWS - "Terminator" e "Bionic Woman" senza futuro nel 2008: sospesi! (le puntate ancora inedite in estate...?)
Vignetta tratta da Tv Blog

lunedì 29 dicembre 2008

NEWS - Sit-com fai da te! Il caso "The Guild" conquista anche Microsoft: finanziata dai fans, prossimo lo sbarco in tv
(ANSA) - ROMA, 28 DIC - Una sitcom auto-prodotta e poi lanciata sul web, che ha avuto oltre 9 milioni di contatti, ha vinto premi di You Tube, Yahoo e SXWS: "The Guild", serie di otto puntate ispirata al gaming di ruolo online, ideata e prodotta da Felicia Day e finanziata dai suoi stessi fan, ha avuto un tale successo da aver attirato gli interessi della Microsoft. Il colosso statunitense ha deciso di acquistare i diritti e finanziare la seconda serie, "The Guild 2". E forse potrebbe sbarcare anche in tv. Nato come produzione indipendente da un'idea di Felicia Day, un'attrice che ha lavorato nell'ultima stagione di "Buffy" e poi in "Dr. Horrible", "The Guild" e' diventato in breve tempo un fenomeno cult. Dopo vari tentativi di farsi spazio nell'immenso e variegato universo del web, ha avuto un tale riscontro da farsi notare dal colosso di Bill Gates. Nato in sordina e con pochi fondi - i primi due episodi sono stati auto-finanziati e girati in due giorni e mezzo - "The Guild" e' riuscito a sopravvivere e a svilupparsi con i finanziamenti dei fan tramite Paypal. L'attrice, lei stessa 'vittima' del videogioco World of Warcraft, ha voluto mettere in discussione lo stereotipo del giocatore accanito, narrando le vicende di un gruppo di player che passano ore e ore davanti al pc per portare avanti un universo virtuale abitato da maghi, gnomi, elfi, dame e cavalieri. In ogni episodio della sit-com, tutti della durata minima di 3 minuti e massima di 6, vengono mostrati vari tipi di giocatori: dallo scapolo alla madre di famiglia annoiata, all'adolescente con l'ormone in prima fila alla ragazza in cerca di relazioni sociali sicure. Quest'ultima e' interpretata proprio dalla Day, interprete di Codex (questo il suo nickname), disoccupata, scaricata dalla sua psicologa e rintanata nel mondo parallelo di un videogioco. Senza dimenticare lo humor - con l'arrivo, ad esempio, in casa di Codex di un suo eccentrico compagno di gioco - "The Guild" riesce a mostrare come reale e virtuale oggi siano vissuti da milioni di persone, cercando di capire i motivi per cui molti di noi si rintanano fino a notte fonda in un mondo che di reale non ha proprio nulla. La stessa Day prova a dare una spiegazione, attraverso le pagine del Guardian: ''World of Warcraft ha molto da insegnarci: oggi mancano relazioni sociali, non sappiamo neppure chi sono i nostri vicini di casa. Non abbiamo delle vere comunita', cosi' ne creiamo altre attraverso la rete, che dimostrano anche una certa solidita'''. La prima stagione si trova su Youtube, la seconda e' disponibile su Msn Video, Zune e Xbox, ma presto uscira' in dvd. Ma non e' escluso che arrivi anche in tv.
Guarda la prima puntata

sabato 27 dicembre 2008

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Un topless coi...buffy! Anche Eliza Dushku esce di seno: nel thriller "The Alphabet Killer"
Articolo tratto da Tg.Com
In Italia è un volto noto soprattutto per gli appassionati di serie tv. Da "Buffy l'ammazzavampiri" che l'ha rivelata a "Angel" e all'ultima "Tru Calling", di grande successo. Ma Eliza Dushku ha alle sue spalle anche numerosi film di cassetta. Nei quali non si era mai mostrata nuda. Il velo è caduto con l'ultimo "The alphabet killer", un thriller a tinte forti presentato in Italia all'ultimo Ravenna Nightmare Film Festival. Un film tratto da una storia vera in cui Eliza recita la parte di un'agente di polizia, Megan Paige, specializzata nel fotografare le scene del crimine. La Paige ha però un "problema": viene infatti perseguitata dagli spiriti delle vittime dell'assassino e non la lasceranno in pace finché il loro uccisore non verrà smascherato. La Dushku insomma continua ad aggirarsi dalle parti dell'horror. Tanto che questo personaggio ricorda molto quello che interpreta in "Tru Calling", dove è una laureata in medicina impiegata presso l'obitorio che ha uno strano potere: parlare con i cadaveri e poter rivivere il loro ultimo giorno per impedirne la morte. Ma nel curriculum di Eliza ci sono anche film come "True Lies" con Arnold Schwarzenegger e l'horror "Wrong Turn". Proprio quest'ultimo era stato diretto da Rob Schmidt, lo stesso di "The alphabet street" a cui i fan di Eliza saranno grati per sempre. E' stato lui a far cadere infatti i pudori dell'attrice che fino a oggi le avevano impedito di osare un topless. Questo è fugace, non ostentato, ma sufficiente a mettere in risalto le doti della Dushku. I brividi insomma non sono solo di paura.

Vedi il trailer del film

mercoledì 24 dicembre 2008

SONDAGGIO - Oh Bej, oh Bej? No, Oh Bond, oh Bond! Vota il Sondaggio per scegliere chi vedresti, tra gli attori telefilmici, al posto di Daniel Craig! Si vota, si vota! Altro che code all'Esselunga per l'ultimo cappone o zompi sugli scaffali per il panetùn Motta. Tutti a casa a votare al più grande Sondaggio "con licenza d'uccidere" mai tentato. Il vostro Telefilm Cult ne ha pensata una delle sue dopo le recenti dichiarazioni di quel "terminator" di Daniel Craig di voler appendere la sua Aston Martin al chiodo...Chi, tra gli attori telefilmici, potrebbe succedergli nel ruolo di James Bond, alias 007?
Telefilm Cult ha stilato una Top 30 che troverete nella stringa a sinistra, dopo la foto di "La vita è un telefilm" (a proposito, già che ci siamo: il miglior regalo di Natale e anche, visti i tempi, il più economico: 15 euro!). Basta che indichiate il vostro preferito: un solo voto a testa. Chiusura del sondaggio: il 9 gennaio 2009.

I 30 possibili e futuri interpreti di James Bond in lizza sono:

1. Julian MacMahon (Nip/Tuck)
2. Will Smith (Il Principe di Bel-Air)
3. Michael Chiklis (The Shield)
4. David Duchovny (X-Files/Californication)
5. Hugh Laurie (Dr. House)
6. Patrick Dempsey (Grey's Anatomy)
7. Adam Brody (The O.C.)
8. Damien Lewis (Life)
9. Rob Lowe (Brothers and sisters)
10. James Spader (Boston Legal)
11. Chris Noth (Sex and the City)
12. Kiefer Sutherland (24)
13. Wentworth Miller (Prison Break)
14. Matthew Fox (Lost)
15. Josh Holloway (Lost)
16. Milo Ventimiglia (Heroes)
17. Zachary Quinto (Heroes)
18. William Petersen (CSI - Scena del crimine)
19. Jamie Bamber (Battlestar Galactica)
20. James Callis (Battlestar Galactica)
21. Jensen Ackles (Supernatural)
22. David Boreanaz (Buffy/Angel)
23. James Marsters (Buffy)
24. Simon Baker (The Mentalist)
25. Michael C. Hall (Dexter)
26. James Denton (Desperate Housewives)
27. David Caruso (CSI: Miami)
28. Taye Diggs (Day Break/Private Practice)
29. Dylan McDermott (Big Shots/The Practice)
30. Jon Hamm (Mad Men)

martedì 23 dicembre 2008

NEWS - Drizzate le orecchie! Arriva "The Listener", il primo telefilm prodotto per tutto il mondo (ma è un mix di già visto)
(ANSA) TORONTO - In un mondo in cui comunicare e' sempre piu' complicato, Toby Logan va oltre: lui riesce a leggere nella mente dei suoi interlocutori. Toby Logan e' il protagonista di "The Listener", una nuova serie tv che andra' in onda dalla prossima primavera su Fox, e che ha una particolarita' che lo rende unico e sperimentale: si tratta del primo telefilm prodotto per il pubblico e le televisioni di tutto il mondo. Un particolare che lo smarca dalla consueta soggezione nei confronti degli Stati Uniti, dove nasce la maggior parte delle produzioni televisive che poi vengono esportate in tutto il mondo. "The Listener" invece, e' cittadino del mondo. Prodotto dalla canadese Shaftesbury Films in collaborazione con Ctv (il piu' importante network televisivo canadese) e con l'americana Nbc, sara' trasmesso da Fox International il prossimo marzo, in 180 paesi Italia compresa, attraverso Sky. ''Per questo abbiamo voluto ambientare questa storia a Toronto e non in una citta' americana. - racconta Christina Jennings, produttore esecutivo della serie.- Numerosi sono i film e telefilm che vengono girati in Canada e in particolare in questa citta', ma mai in modo che questa sia riconoscibile. In "The Listener" invece la citta' fa in qualche modo parte dello show''. Anche i protagonisti in carne ed ossa sono tutti canadesi (anche se le loro origini rispecchiano la multietnicita' di una citta' che ospita una delle maggiori concentrazioni di immigrati). Craig Olejnick, radici polacche, e' nato in Nuova Scozia ma vive a Toronto e interpreta il protagonista, Toby, giovane paramedico in servizio su un'ambulanza. Toby ha il dono di leggere nella mente delle persone che gli stanno accanto, intuirne il bisogno d'aiuto e attraverso il suo potere, aiutare loro e la polizia. ''Credo nella telepatia - dice Craig - il pensiero e' energia e l'energia puo' essere captata. Avete mai sentito parlare dei 'bambini Indigo'? Il nostro cervello si evolve costantemente, e questi bambini sono nati prima del tempo, con un cervello gia' evoluto. Secondo molti studi sono in grado leggere nella mente. Naturalmente non vengono capiti e a scuola viene loro diagnosticata la sindrome da deficit di attenzione. Il fatto e' che sono troppo intelligenti per stare attenti alle cose che si studiano oggi a scuola''. Il telepata Toby e' affiancato, in "The Listener", dal collega ed amico Oz, interpretato da Ennis Esmer che, scoperto il potere dell'amico, tenta di trarne vantaggio, con le ragazze soprattutto. A completare il cast sono Mylene Dinh-Robic, ovvero la dottoressa Olivia Fawcett, ex fidanzata di Toby, e Lisa Marcos, nei panni dell'affascinante poliziotto Charlene Marks, che prima con un certo fastidio, poi con sempre maggiore fiducia, si lascia aiutare da questo ragazzo che riesce a capire il prossimo molto meglio di chiunque altro. ''La forza di questo telefilm sta nella capacita' di mescolare tutti i piu' popolari generi televisivi. E' un po' come mettere insieme 'CSI' e 'E.R.' - spiega il regista Clement Virgo che non si dice affatto preoccupato della possibilita' di creare confusione - Il pubblico di oggi e' abituato ai video musicali. Ha bisogno di velocita' e continui cambiamenti di scena per non annoiarsi. Noi siamo in grado di offrire tutto questo: c'e' l'aspetto poliziesco, quello medico e c'e' un giovane uomo dotato di un dono che lo rende quasi un supereroe. Toby e' un moderno buon samaritano''. "The Listener", d'altra parte, anche grazie all'eta' di tutti i protagonisti, nessuno dei quali raggiunge i trent'anni, e' dedicato ad un pubblico giovane, quello dei video musicali appunto.

lunedì 22 dicembre 2008

GOSSIP - Vive Vivienne! Pamela Anderson nuova testimonial della Westwood
(ANSA) - Pamela Anderson e' la nuova testimonial di Vivienne Westwood. L'ex bagnina e' protagonista della campagna pubblicitaria del marchio per la prossima primavera-estate insieme alla stessa stilista e a suo marito, nonche' direttore creativo della maison, Andreas Kronthaler. I tre sono stati ritratti da Juergen Teller in casa della Anderson, a Malibu'. Pam e Viv si sono conosciute alla Sfilata Red Label durante la settimana della moda londinese, lo scorso settembre, dove pare che la stilista sia rimasta incantata dall'ex star di 'Baywatch'. Le fotografie della campagna saranno raccolte in un libro pubblicato da Steidl e appariranno sulla stampa il prossimo febbraio.

venerdì 19 dicembre 2008

NEWS - Achtung, variazionen! "Terminator" e "Bionic Woman" traslocano armi e arti biomeccanici alla domenica (dal prossimo 21 dicembre). "Merlin", come per magia, prende il loro posto al martedì (dal 23), seguito da "Journeyman" che contravvenendo alla sua natura non viaggia nel tempo ma rimane al suo posto!
BOLLETTINO - Al peggio non c'è fine: dopo l'Auditel arriva il Qualitel
La minaccia incombe. Al momento di andare in stampa, la notizia è confermata: il famigerato e temutissimo Qualitel entrerà in funzione dal prossimo mese. Si tratta di una sorta di indice di gradimento dei programmi tv della Rai. Fortemente voluto dall'ex ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, il sistema di rilevamento che affiancherà il già discusso Auditel è al centro di polemiche e dubbi. Di costi (altissimi) e di (scarsa) efficacia. Giancarlo Leone, vicedirettore generale della Rai, ha messo le mani avanti: «Come Rai non siamo i motori di questa iniziativa, ma facciamo nostra una richiesta del ministero. Ero tra i più freddi e continuo a esserlo: sono scettico sul fatto che questo sistema di valutazione migliori la qualità del servizio erogato. La qualità percepita non modificherà più di tanto le nostre strategie. Credo che si tratti più di un' operazione di immagine che di sostanza». In senso pratico, ogni giorno sarà intervistato un campione di persone (circa 5.000) che esprimerà un giudizio sui programmi tramite una scala di gradimento articolata. Con un costo non indifferente: quattro/cinque milioni di euro l'anno. Soldi ben spesi? «Io quei soldi li spenderei sul prodotto - ha commentato Leone sul "Corriere della Sera" - La qualità sta nelle persone che si scelgono, nel lavoro sui progetti, in un piano editoriale che è stato giudicato da tutti innovativo». Sempre sul "Corriere della Sera", Antonio Ricci è stato tranchant: «Mi sembra un' inutile baracconata. Vedo in tv molte cose che sono spacciate per essere di qualità e non lo sono. Il telecomando è il tuo qualitel. E poi trovo che vadano in onda programmi obbrobriosi che però sono di stimolo. Prendiamo Sanremo, un prodotto pazzesco: alimenta commenti, discussioni, il divertimento è nel chiacchiericcio che genera». Il punto per Ricci, e non solo per lui, è un altro: «Andrebbero resi noti i risultati dell'Auditel solo per le fasce di spettatori fino a 50 anni: è l'unico modo per far sì che non vengano inseguiti modelli stantii di televisione. Così come è ora invece si va a alla ricerca di un pubblico troppo anziano, scacciando i giovani dalla tv». Se Pippo Baudo applaude il Qualitel («Lo invoco da anni, per una tv di servizio pubblico come la Rai è un imperativo categorico. Non è vero che il pubblico vuole il trash"), il direttore di Raidue Antonio Marano, dà ragione a Ricci: «Per me la qualità è determinata da un sola cosa: il telecomando. Ben venga uno strumento che aiuta a capire cosa pensa il telespettatore, un aiuto a come migliorare l'offerta dei programmi. Ma poi la qualità è anche soggettiva. Se chiedo a chi guarda 'Palcoscenico' un giudizio sull'opera che hanno visto, la risposta sarà positiva per l' 80 per cento dei telespettatori, ma non per questo il giorno dopo metto in prima serata Palcoscenico. Saranno rilevazioni che non incidono direttamente sul palinsesto». Tra i favorevoli al Qualitel, si è espresso Renzo Arbore («Lo aspetto da anni. Il Qualitel non serve soltanto per individuare se un programma è di qualità o no, ma anche a capire se è amato o no"). Maria De Filippi avverte: «Non ho niente in contrario purché non venga utilizzato in modo ipocrita. Ogni volta che un programma non ha raggiunto un buon risultato di Auditel, subito conduttori e produttori si affrettano a dire che però lo guardano i laureati e che quindi è un programma di qualità. Invece io dico che quando uno show fa sei milioni di spettatori vuol dire che prende tutto il bacino televisivo, dai laureati a chi ha studiato di meno. Quando intervistano la gente per strada tutti a dire che guardano Raitre e i documentari, poi leggi il dato di ascolto e viene fuori che la realtà è un' altra. Il concetto di qualità troppo spesso serve da giustificazione a chi non fa ascolti». A margine, sempre sul "Corsera", Aldo Grasso ha commentato: "Ma è quantificabile la qualità? È possibile misurare la nozione più sfuggente che ci sia? L' unica certezza sulla qualità è che non esiste una ricetta per produrla. Questo non significa che bisogna rassegnarsi a una tv senza qualità o riconoscerci solo nel peggio. Significa che la qualità è semplicemente un modo di fare bene le cose. Quando la qualità c' è, si vede. Non c' è bisogno di certificarla: una serie prodotta dalla Hbo ha quasi sempre le stigmate della qualità, in una serie prodotta da RaiFiction è più difficile scorgerle. Quello che si certifica, infatti, non è la qualità ma la qualità messa tra virgolette, una sorta di burocratico «apprezzamento percepito dall' utente», di consumer satisfaction, di luogo comune sulla qualità. È un costoso obbligo istituzionale che la Rai ha nei confronti del contratto di servizio, capace solo di soddisfare i più ingenui. Ci sono persone che amano parlare male della tv perché considerano il mezzo incompatibile con qualsiasi discorso alto: basta però chiedere loro il nome di un programma che possa guidare la riscossa e inesorabilmente parlano di documentari. Inutile spiegare loro che la qualità è qualcosa di più sottile, di più complesso. L' idea poi che la misurazione della qualità possa invertire la programmazione della Rai è semplicemente ridicola. Per invertirla basterebbe una decisa scelta editoriale. Ma la nostra tv generalista, per scelte politiche, è incapace di produrre qualità perché non applica più il fondamento stesso della qualità: la finezza". Ecco, buona tv di qualità a tutti, anche nel 2009!
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Dicembre - Vignetta tratta da TvBlog)

mercoledì 17 dicembre 2008

NEWS - Ultima ora! Detective col fiuto in via d'estinzione: dopo Derrick, a rischio anche Colombo. Peter Falk ha l'Alzheimer
(AGI/REUTERS) - Los Angeles, 16 dic. - Il "tenente Colombo" ha l'Alzheimer. La star del celebre telefilm, Peter Falk, 81 anni, e' malato da tempo e la figlia Catherine ha chiesto a un tribunale di Los Angeles l'autorizzazione a gestirne gli affari. Nei documenti presentati alla corte, Catherine spiega che il padre non e' piu' padrone di se' e potrebbe essere "truffato e costretto a vendere le sue proprieta'". Un'udienza e' stata fissata per il mese prossimo. Falk, divenuto famoso per la serie tv degli anni Settanta, era stato trovato nell'aprile scorso mentre vagava in stato confusione per le vie di Beverly Hills.
NEWS - Kudrow-Janssen, una "strana coppia" sul web
La web-tv impazza in America. Il nuovo portale LStudio.com lancia "Web Therapy", la mini-serie (dove per mini s'intende la durata degli episodi inferiori ai 5 minuti) con Lisa Kudrow. L'ex interprete di Phoebe in "Friends" veste i panni di un'improbabile analista che svolge la sua attività sul web, via cam, confrontandosi con pazienti che nel migliore dei casi sono maniaci, feticisti, isterici, depressi senza scampo. Sullo stesso sito Amy Harris - già dietro le quinte di "Sex and the City" - firma la mini-serie "Puppy Love", incentrata su quanto i cagnolini ci condizionino la vita. Nella prima puntata il personaggio interpretato da Famke Janssen ("Nip/Tuck") cambia i fidanzati che non sopportano le turbolemze intestinali del suo "Cicci". (Articolo di Leo Damerini pubblicato su "TU")

martedì 16 dicembre 2008

NEWS - Kyle Minogue c'ha preso gusto! Dopo "Dr. Who" continuerà la carriera d'attrice
(AGI) - Los Angeles, 15 dic. - Kylie Minogue di nuovo attrice. Potrebbe succedere a breve, soprattutto perche' la cantante ha dichiarato che la sua vita sarebbe stata meno 'piatta' se non
avesse abbandonato la recitazione. Prima di diventare una 'voce', nel 1980 la Minogue aveva conquistato la notorieta' interpretando una soap opera australiana e solo lo scorso anno ci ha 'riprovato', accettando un cameo nella famosa fiction britannica che va in onda sulla Bbc, il "Doctor Who".
NEWS - Panna Montana! Tutti pazzi per «iCarly», la serie tv sul mondo web: la star 15enne Miranda Cosgrove nuovo idolo dei ragazzi (unico neo, la vista: è rimasta affascinata da Jovanotti...!)
Miranda Cosgrove è la star di un mondo che a Hollywood (e non solo) ha ormai un potere superiore a quello messo in discussione di una Nicole Kidman o di tanti altri «veterani» che non salvano i film al box office e non alzano più l'audience se vanno ospiti di qualche talk show. A Hollywood li chiamano «showbiz kids» e rappresentano davvero un salvadanaio, un vero business: il «giro» dei ragazzini crea i nuovi talenti di cinema, televisione e musica. E poi lancia anche le cosiddette tendenze «trendy», alimenta giornali specializzati e siti internet, riempie Los Angeles di Premi e manifestazioni (Teen Awards, People Teen Choice Awards, Kid Choice Awards — tutti con edizioni estere che coinvolgono anche l'Italia). Insomma, è la generazione di "High School Musical", dei network Disney e dei canali Nickelodeon o Mtv. Miranda, che adesso ha 15 anni ed è stata eletta rivelazione del 2008, si era già fatta un po' di nome interpretando "School of Rock" accanto a Jack Black. A vederla sembra una ragazzina simile a tante altre — qualche vaga somiglianza con le sue due attrici preferite, Anne Hathaway e Rachel McAdams — e dichiara di essere una fan di Gwen Stefani e Avril Lavigne. In tutto il mondo anglosassone ha già avuto un enorme successo la serie "iCarly" di cui è protagonista e che è stata da poco lanciata in Italia (Nickelodeon dal lunedì al venerdì). Nella serie, la Cosgrove «conduce » una trasmissione sul web, dove i ragazzi possano esprimersi liberamente inviando via internet i loro filmati: una sorta di show dentro lo show in cui si stringono il mondo della televisione e quello del web. E non è un caso se la stessa popolarità di Nickelodeon e di Disney Channel nasce ed è nutrita proprio dal connubio tra tv e web, che riesce ad avvicinare i due canali ai loro giovanissimi telespettatori. Sempre più spesso i ragazzi partecipano ai programmi con idee e contenuti da loro creati. Tutte le teen sit-com di successo hanno anche un sito dove si rivedono gli episodi, si leggono i blog dei protagonisti e dove i ragazzi possono mandare video e filmati.
Miranda — che nella vita ha come attori preferiti Jack Black, Orlando Bloom e Shia LaBeouf, ma che, dopo aver conosciuto a Milano Jovanotti afferma: «È grande e più affascinante di tanti attori» — nella serie è dunque Carly Shay, ha 13 anni vive con il fratello Spencer, 26 anni, in un loft a Seattle, perché i loro genitori sono sempre via per lavoro e non aspira a diventare una celebrità, ma... «Ci pensa il destino, come è successo a me — ride Miranda, scarpe da ginnastica, jeans e t-shirt con scritto il nome della sua protagonista (ed è una maglietta esaurita ovunque la si cerchi) —. Avevo tre anni quando ho cominciato a cantare e ballare, anche intorno ai tavoli dei ristoranti dove andavo con i miei genitori. Fu un agente, che subito mi propose un contratto, a farmi girare i primi spot pubblicitari, proprio come Jodie Foster, ma nel mio caso per Burger King e Mc Donald's. Dopo alcuni anni e audizioni, approdai alla serie tv "Drake & Josh", cominciai a prestare la voce ai film, a fare video musicali e a pensare ai miei primi singoli. Ho composto quattro canzoni per iCarly e il successo di "Stay My Baby" anche come video musicale mi ha proprio gratificato». Progetti futuri di Miranda e della masnada di altre teen star? Sentendole parlare sembrano più o meno gli stessi: «Girare qualche buon film, ma anche impegnarmi nella salvaguardia dell'ambiente e in opere di volontariato per i ragazzi poveri». Il che può tranquillizzare i genitori: la corsa al successo e i buoni propositi sociali vanno di pari passo per le nuove generazioni dello «showbiz kids».
(Articolo tratto dal "Corriere della Sera", 16.12.2008)
NEWS - Anteprima esclusiva! Le nuove puntate del "Dr. House" anticipate al 4 gennaio su Canale 5. "Gossip Girl" in onda anche il 7 (oltre l'8) gennaio su Italia 1. "True Blood" previsto a marzo su Fox.
NEWS - Da stasera la seconda stagione di "Dexter" su FoxCrime. Michael C. Hall: "è una riflessione sulle ombre che abbiamo tutti"...
(ANSA) - LOS ANGELES - Sta per arrivare in Italia, oggi su Fox Crime, la seconda stagione del telefilm "Dexter" mentre negli Stati Uniti e' appena terminata la terza. Interpretato da Michael C. Hall, il serial killer con un codice morale e' di giorno un impeccabile consulente della polizia, che studia le macchie di sangue sul luogo di un omicidio, ama la sorella e la fidanzata Rita. Di notte, utilizza le tecniche insegnategli dal padre poliziotto per coprire le sue tracce dopo aver ucciso, con precisione chirurgica, la sua vittima. Il segreto di Dexter e', infatti, una pulsione omicida e una mancanza di rimorso e di sentimenti umani che il padre, adottivo, ha scoperto quando era piccolo. Per placarlo ha stabilito un codice a cui Dexter si attiene per tutta la vita:
oltre a insegnargli come non farsi scoprire, indirizza questo impulso facendo diventare Dexter una sorta di giustiziere, che uccide solo chi ha commesso un crimine. ''Il fatto che siano a parte del segreto, grazie alla mia voce fuori campo che spiega cosa sto pensando, permette di simpatizzare con Dexter. Ci si puo' rapportare a qualcuno che si sente di vivere una bugia, di essere poco autentico. Non credo, pero', che questo telefilm giustifichi l'omicidio, la pena di morte o la giustizia 'fai da te', dice il protagonista Michael C. Hall. ''Penso - prosegue - sia piu' che altro una riflessione sui segreti, sulle ombre che abbiamo tutti. E' uno show che parla a livello metaforico. Per questo, forse, non ha sollevato tante polemiche, non quante mi sarei aspettato''. Lo stesso amore che prova per la fidanzata e' falso: Rita, una donna con un figlio che ha subito le violenze del primo marito, e' la scelta ideale per un uomo che non puo' amare e non e' costretto, grazie alla fragilita' della donna, a esporsi troppo. Anche nella seconda stagione Dexter scoprira' qualcosa di se stesso, ma rischiera' anche di venire scoperto: ''C'e' un elemento fantastico in questo telefilm, e' innegabile - ha spiegato Hall - quest'uomo ha delle capacita' oltre natura. Nella seconda serie finisce nei guai, qualcuno sospetta la sua altra identita' e tutto il
suo mondo rischia di crollare''.

lunedì 15 dicembre 2008

NEWS - Ultima ora. Giù il toupè, è morto Horst Tappert: addio all'"Ispettore Derrick"!
(ANSA) - BERLINO, 15 DIC - L'attore tedesco Horst Tappert, protagonista della serie televisiva 'L'ispettore Derrick', e' morto sabato scorso in una clinica di Monaco di Baviera, all'eta' di 85 anni. Lo rende noto un'anticipazione del settimanale Bunte.
Horst Tappert era nato a Elberfeld (Wuppertal) il 26 maggio 1923. Celebre per aver interpretato il ruolo di Stephan Derrick nell'omonimo telefilm "L'ispettore Derrick" (semplicemente Derrick nell'originale tedesco), e' stato anche attore di cinema e soprattutto teatro. Figlio di un portalettere e di una casalinga fu cresciuto
dalla severa madre Ewaldine cosi' rigidamente che nel suo libro autobiografico 'Teatro, che passione!' Tappert ricordo' di lei il senso di disciplina e di obbedienza. Studio' da contabile e si alleno' anche come pugile. Reduce dal fronte, dopo essere stato prigioniero dei russi, cerco' un nuovo lavoro. Per caso viene a sapere che, dalle sue parti, avevano messo in piedi una piccola compagnia teatrale, in cerca di un ragioniere. Tappert si presento' per quel posto e invece gli venne offerta una parte come attore teatrale: accetto' per necessita' dando inizio ad una carriera di successi nel mondo dello spettacolo. Da quel giorno, infatti, non smise piu' di recitare. Il suo debutto teatrale risale al 1945 nel ruolo del Dr. Striebel nella pie'ce di Helwig 'Die Flitterwochen'. Lo stesso anno e per il biennio successivo segui' un corso di recitazione. Tra le sue interpretazioni piu' famose Aspettando Godot di Samuel Beckett, ma anche testi di Shakespeare, Balzac, Molière. Prese parte anche al primo musical tedesco, con l'avvento del varieta' post-bellico, dal titolo Lady in the Dark. il 1956 quando un regista lo nota a teatro e lo scrittura per una piccola parte in tv. L'anno della svolta e' il 1973 quando viene chiamato a interpretare il personaggio dell'ispettore Derrick. Stephan Derrick e' diventato negli anni una figura di culto in tutto il mondo. Grazie ai suoi modi gentili, pacati e al suo lato fortemente umano ha incarnato un nuovo genere di ispettore di polizia, divenuto un'icona per tutti i suoi appassionati, principalmente il pubblico familiare della tv generalista. L'ispettore, che Tappert defini' il Don Chisciotte della tv, e' il personaggio tedesco piu' conosciuto ed apprezzato nel mondo. La serie, infatti, viene tuttora seguita in centoventi Paesi. Grazie a Derrick, Horst Tappert e' stato il primo attore tedesco ad aver avuto fan club all'estero. E siccome questi club si trovano anche in Italia, Olanda e Francia si puo' dire Tappert, insieme al suo ruolo in televisione, sia diventato un ambasciatore non ufficiale della Repubblica Federale di Germania. Tappert, che ha interpretato Derrick per quasi un quarto di secolo (1974-1998: oltre 280 episodi), ha proseguito fino al limite di eta' che si era imposto. L'attore si e' ritirato definitivamente dalle scene nel 2003 subito dopo la presentazione del suo ultimo film-tv Herz ohne Krone (Un cuore senza corona). L'allora Presidente della Repubblica Federale Tedesca, Roman Herzog, gli conferi' nel 1997 la Croce al Merito. Dopo aver divorziato per due volte, dal 1957 viveva poco fuori Monaco, a Grfelfing, con la terza moglie, Ursula Pistor. Era padre di tre figli: Karin, Ralph e Gary. Possedeva anche una casa in Norvegia, sull'isola di Hamaroy. Costruita su un terreno donatogli dal sindaco, e' situata oltre il circolo polare artico: l'attore vi si recava per due mesi l'anno, godendo la solitudine ed il silenzio dei ghiacci.
NEWS - Attenti ai canini! E' vampiro-mania: dopo "Twilight" al cinema, la tv si prepara al post-"Buffy". "True Blood" in arrivo su Fox, Burton prepara "Dark Shadow" per il cinema
(ANSA) - ROMA - E' tempo di vampiri al cinema e in tv. Dopo "Twilight", terzo incasso della stagione cinematografica in Italia e ancora al primo posto con oltre 10 milioni di euro, il 9 gennaio arrivera' dalla Svezia la vampiretta esistenzialista di 'Lasciami entrare' di Tomas Alfredson tratto dall'omonimo best-seller di John Lindqvist. E non finisce qui. Un mese dopo, a febbraio, sara' la volta del prequel "Underworld 3" con Rhona Mitra al posto di Kate Beckinsale nei panni della sexy vampira Selene. 'Underworld: The Rise Of The Lycans' (questo il titolo ufficiale) raccontera' le origini del primo lupo mannaro e di suo fratello vampiro e sembra ci sara' pure spazio per una storia d'amore. In estate partiranno poi le riprese di 'Dark Shadow' a firma dell'eclettico e geniale Tim Burton. Si tratta di una trasposizione cinematografica di una singolare soap opera degli anni '60, la prima a unire i temi tipici di queste serie tv con elementi soprannaturali come mostri, fantasmi e vampiri. Il film vedra' Johnny Depp nella parte del vampiro patriarca interpretato nella serie originale da Jonathan Frid. A fine 2009 e' prevista invece l'uscita del secondo capitolo di 'Twilight', dopo che in Usa il primo film ha raggiunto i 140 milioni di dollari e la Summit ha ufficializzato la produzione del sequel, dal titolo "New Moon", come quello del libro da cui sara' tratto. Nel secondo episodio tratto dalla saga della Meyer (c'e' chi dice che New Moon potrebbe essere girato contemporaneamente, back-to-back, insieme al terzo, "Eclipse"), la novita' riguarda il regista: la societa' di produzione ha annunciato che Catherine Hardwicke sara' sostituita. La Summit sta effettuando le ricerche per il nuovo regista. Restano confermati Kristen Stewart (Bella) e Robert Pattinson (Edward), gia' impegnati in altri progetti (Pattinson sara' Salvador Dali' nel biopic Little Ashes diretto da Paul Morrison). Infine, anche la tv ha da dire la sua: dopo "Buffy-L'AmmazzaVampiri" e il suo spin-off, "Angel", e dopo il detective vampiro di "Moonlight" (sulla rete digitale Steel), Fox portera' in Italia 'True Blood'. Ovvero, sulla falsariga di "Twilight" e "Lasciami entrare", quando vampiri e umani riescono a vivere insieme e anche ad innamorarsi.

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