venerdì 18 ottobre 2019
NEWS - Al via le riprese di "Anna", la nuova serie di Ammaniti per Sky
Sono cominciate nella campagna romana per spostarsi poi in Sicilia le riprese di «Anna», la nuova serie originale Sky creata e diretta da Niccolò Ammaniti, al suo secondo progetto perla tv dopo il successo dello scorso anno con «Il Miracolo». Tratta dal suo omonimo romanzo edito da Einaudi, la storia racconta di una ragazzina cocciuta e coraggiosa che parte alla ricerca del fratellino rapito.
Sono cominciate nella campagna romana per spostarsi poi in Sicilia le riprese di «Anna», la nuova serie originale Sky creata e diretta da Niccolò Ammaniti, al suo secondo progetto perla tv dopo il successo dello scorso anno con «Il Miracolo». Tratta dal suo omonimo romanzo edito da Einaudi, la storia racconta di una ragazzina cocciuta e coraggiosa che parte alla ricerca del fratellino rapito.
giovedì 17 ottobre 2019
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mercoledì 16 ottobre 2019
NEWS - La visione del Saba: "Fox punta sempre più e solo alle serie originali" (ma se sono come "Romolo+Giuly" e "Extravergine" meglio Shonda Rhimes all day long!)
Articolo+intervista tratta da "Italia Oggi"
Un deciso cambio di passo per il gruppo televisivo Fox in Italia. Ci si prende una pausa dai programmi di intrattenimento alla Contadino cerca moglie, e ci si concentra invece sulle produzioni originali cosiddette scripted sia di commedie sia di drama. E tutte, come spiega a ItaliaOggi Alessandro Saba, vice president e responsabile dei canali di intrattenimento, dell'area research e delle produzioni di Fox networks group Italy, «puntano a sviluppare progetti locali ma con un respiro internazionale. Fino ad ora Fox, in Italia, proponeva o prodotti globali, o localissimi, tipo Boris. Vogliamo, invece, intercettare quella zona di mezzo, così come ha fatto Sky che è stata pioniera con Gomorra, una serie che più locale non si potrebbe, ma esportata poi in tutto il mondo». Dopo la fusione a livello internazionale tra Fox e Disney, quelli di Sky (che appartiene invece a Comcast) non sono più parenti, «ma siamo rimasti amici», mentre con Disney, anche in Italia, «per ora rimaniamo due società distinte» nonostante nella prossima primavera inizierà il grande trasloco di Fox dalla sede romana al quartier generale milanese di Disney. E comunque «già da tempo», sottolinea Saba, «la metà del palinsesto di Fox è fatta da prodotti Disney, a partire da Grey's anatomy e da tutta la library legata a Shonda Rhimes». Insomma, il gruppo televisivo Fox, che dal 1° ottobre ha perso i canali Fox animation, Fox comedy e Nat Geo people, cui Sky non ha rinnovato il contratto, prova a trovare una nuova primavera nelle produzioni originali in Italia: e dopo la seconda stagione di Romolo+Giuly (la prima ha avuto gli ascolti più alti di ogni altro contenuto su Fox negli ultimi due anni), adesso arriva Extravergine, una commedia da 10 episodi di 30 minuti ciascuno diretta da Roberta Torre, co-prodotta da Publispei e in palinsesto su FoxLife (quindi target femminile 20-55 anni) dal 9 ottobre alle 21,15. Di qui in poi, aggiunge Saba, si andrà avanti in parallelo con produzioni originali di genere comedy (partiti i lavori su una nuova commedia al maschile), e si debutterà, invece, nel genere drama: «Stiamo collaborando con Ferzan Ozpetek a una serie ispirata al film Le fate ignoranti, e sarà pure una co-produzione turca con un episodio girato a Istanbul». Allo studio, quindi, ci sono 5-6 progetti nuovi per sviluppare una serialità di Fox made in Italy, ma che possa attraversare i confini. E anche sul genere factual, con i canali National Geographic, si punta molto a produzioni originali italiane ma di respiro internazionale: «Dopo i prodotti su Totò Riina e su Maradona, molto apprezzati all'estero, nel 2019 abbiamo realizzato il docufilm Where are you, dedicato alle storie degli immigrati sul barcone fotografato da Massimo Sestini, e il documentario sul crollo del ponte Morandi a Genova. Al momento, invece, stiamo lavorando a Ocean's breath, il respiro dell'oceano, con il tema della deforestazione in Amazzonia ma pure della morte dei coralli, partendo dal fatto che le Dolomiti, in origine, stavano sotto il mare e altro non erano che enormi montagne di coralli. Tutti progetti italiani che poi, grazie al network National Geographic, andranno nel mondo». Tornando a Extravergine, dove protagonista è Lodovica Comello, bisogna evidenziare come la nuova serie tv sia una operazione piuttosto originale nel panorama italiano: dal punto di vista visivo ricorda molto il mondo dei social, si fa un largo utilizzo degli hashtag, c'è tanto colore, i formati sono piuttosto brevi e di agevole consumo pure sui device digitali (dove Auditel ora rileva gli ascolti). Inoltre esce in tv il 9 ottobre dopo che, lo scorso 19 settembre, è già andato in libreria Extravergine, un libro-prequel sulle avventure di Dafne (il personaggio interpretato dalla Comello). E per il lancio della serie tv si sono realizzati pure appositi fumetti veicolati sul web: «Quando lavoriamo ai prodotti scripted», conclude Saba, «partiamo ovviamente dalla idea, dal quid. Poi, per?), sviluppiamo un progetto circolare: ovviamente il nostro modello di business resta la pay tv, e quindi Extravergine deve piacere in primis agli abbonati di Sky. Ma pub avere una sua vita sul digitale, è diventato un libro, potrà diventare un film. Di sicuro Extravergine ha già un suo piglio internazionale: lo vedo vicino al mondo di Almodovar, esportabile in Spagna e nei mercati latinoamericani dove peraltro la Comello è una star (per la serie Violetta di Disney channel, ndr)»
Articolo+intervista tratta da "Italia Oggi"
Un deciso cambio di passo per il gruppo televisivo Fox in Italia. Ci si prende una pausa dai programmi di intrattenimento alla Contadino cerca moglie, e ci si concentra invece sulle produzioni originali cosiddette scripted sia di commedie sia di drama. E tutte, come spiega a ItaliaOggi Alessandro Saba, vice president e responsabile dei canali di intrattenimento, dell'area research e delle produzioni di Fox networks group Italy, «puntano a sviluppare progetti locali ma con un respiro internazionale. Fino ad ora Fox, in Italia, proponeva o prodotti globali, o localissimi, tipo Boris. Vogliamo, invece, intercettare quella zona di mezzo, così come ha fatto Sky che è stata pioniera con Gomorra, una serie che più locale non si potrebbe, ma esportata poi in tutto il mondo». Dopo la fusione a livello internazionale tra Fox e Disney, quelli di Sky (che appartiene invece a Comcast) non sono più parenti, «ma siamo rimasti amici», mentre con Disney, anche in Italia, «per ora rimaniamo due società distinte» nonostante nella prossima primavera inizierà il grande trasloco di Fox dalla sede romana al quartier generale milanese di Disney. E comunque «già da tempo», sottolinea Saba, «la metà del palinsesto di Fox è fatta da prodotti Disney, a partire da Grey's anatomy e da tutta la library legata a Shonda Rhimes». Insomma, il gruppo televisivo Fox, che dal 1° ottobre ha perso i canali Fox animation, Fox comedy e Nat Geo people, cui Sky non ha rinnovato il contratto, prova a trovare una nuova primavera nelle produzioni originali in Italia: e dopo la seconda stagione di Romolo+Giuly (la prima ha avuto gli ascolti più alti di ogni altro contenuto su Fox negli ultimi due anni), adesso arriva Extravergine, una commedia da 10 episodi di 30 minuti ciascuno diretta da Roberta Torre, co-prodotta da Publispei e in palinsesto su FoxLife (quindi target femminile 20-55 anni) dal 9 ottobre alle 21,15. Di qui in poi, aggiunge Saba, si andrà avanti in parallelo con produzioni originali di genere comedy (partiti i lavori su una nuova commedia al maschile), e si debutterà, invece, nel genere drama: «Stiamo collaborando con Ferzan Ozpetek a una serie ispirata al film Le fate ignoranti, e sarà pure una co-produzione turca con un episodio girato a Istanbul». Allo studio, quindi, ci sono 5-6 progetti nuovi per sviluppare una serialità di Fox made in Italy, ma che possa attraversare i confini. E anche sul genere factual, con i canali National Geographic, si punta molto a produzioni originali italiane ma di respiro internazionale: «Dopo i prodotti su Totò Riina e su Maradona, molto apprezzati all'estero, nel 2019 abbiamo realizzato il docufilm Where are you, dedicato alle storie degli immigrati sul barcone fotografato da Massimo Sestini, e il documentario sul crollo del ponte Morandi a Genova. Al momento, invece, stiamo lavorando a Ocean's breath, il respiro dell'oceano, con il tema della deforestazione in Amazzonia ma pure della morte dei coralli, partendo dal fatto che le Dolomiti, in origine, stavano sotto il mare e altro non erano che enormi montagne di coralli. Tutti progetti italiani che poi, grazie al network National Geographic, andranno nel mondo». Tornando a Extravergine, dove protagonista è Lodovica Comello, bisogna evidenziare come la nuova serie tv sia una operazione piuttosto originale nel panorama italiano: dal punto di vista visivo ricorda molto il mondo dei social, si fa un largo utilizzo degli hashtag, c'è tanto colore, i formati sono piuttosto brevi e di agevole consumo pure sui device digitali (dove Auditel ora rileva gli ascolti). Inoltre esce in tv il 9 ottobre dopo che, lo scorso 19 settembre, è già andato in libreria Extravergine, un libro-prequel sulle avventure di Dafne (il personaggio interpretato dalla Comello). E per il lancio della serie tv si sono realizzati pure appositi fumetti veicolati sul web: «Quando lavoriamo ai prodotti scripted», conclude Saba, «partiamo ovviamente dalla idea, dal quid. Poi, per?), sviluppiamo un progetto circolare: ovviamente il nostro modello di business resta la pay tv, e quindi Extravergine deve piacere in primis agli abbonati di Sky. Ma pub avere una sua vita sul digitale, è diventato un libro, potrà diventare un film. Di sicuro Extravergine ha già un suo piglio internazionale: lo vedo vicino al mondo di Almodovar, esportabile in Spagna e nei mercati latinoamericani dove peraltro la Comello è una star (per la serie Violetta di Disney channel, ndr)»
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lunedì 14 ottobre 2019
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
La bellissima idea di "Made in Italy"
"Una bella idea, una bellissima idea: raccontare la nascita della grande moda italiana nella Milano degli anni Settanta, quando si passava dall'haute couture francese al pret-à-porter italiano, descrivere i primi passi dei grandi stilisti italiani che hanno influenzato in tutto il mondo la moda, il gusto e la cultura. La serie Made in Italy nasce dalla ferma volontà di Camilla Nesbitt, è diretta a quattro mani dai registi Ago Panini e Luca Lucivi e si snoda in otto puntate visibili su Amazon Prime Video. Tutto inizia a Milano, nel 1974, quando Irene (la brava Greta Ferro), figlia di un operaio metalmeccanico, ottiene un posto come assistente redattrice nella prestigiosa rivista di moda Appeal (su di lei aleggia il fantasma di Franca Sozzani). Se Good Girls Revolt è l'inevitabile binario narrativo su cui scorre la vita redazionale, dove svetta la tormentata capo servizio Pasini (Margherita Buy), è altrettanto vero che la period comedy ricostruisce a pieno il clima e la colonna sonora di quegli anni in cui tutto pareva possibile e i «sogni d'oro» si mescolavano torbidamente con gli «anni di piombo», i fermenti con le contraddizioni. Più delle linee narrative (la redazione, le vicende personali spesso drammatiche, l'emergere dei marchi), a tratti venate da una fragilità di sceneggiatura, è molto interessante la mistura fra fmzione e repertorio che compone i medaglioni dei vari stilisti: Armani, Versace, Krizia, Missoni, Ferré, Fiorucci, solo per citarne alcuni. E un riuscito tentativo di biografare non solo le persone ma anche la bellezza di un mestiere, sospeso tra alto artigianato e artisticità. Se la felicità edenica ci è negata per sempre, attraverso un'eleganza a portata di molti, la moda ci restituisce un'immagine non del tutto infedele del paradiso perduto. In Made in Italy (non solo mafia, finalmente!) trama e ordito sono snodi narrativi ma anche destini d'incoercibile e sfuggente incanto". (Aldo Grasso)
CORRIERE DELLA SERA
La bellissima idea di "Made in Italy"
"Una bella idea, una bellissima idea: raccontare la nascita della grande moda italiana nella Milano degli anni Settanta, quando si passava dall'haute couture francese al pret-à-porter italiano, descrivere i primi passi dei grandi stilisti italiani che hanno influenzato in tutto il mondo la moda, il gusto e la cultura. La serie Made in Italy nasce dalla ferma volontà di Camilla Nesbitt, è diretta a quattro mani dai registi Ago Panini e Luca Lucivi e si snoda in otto puntate visibili su Amazon Prime Video. Tutto inizia a Milano, nel 1974, quando Irene (la brava Greta Ferro), figlia di un operaio metalmeccanico, ottiene un posto come assistente redattrice nella prestigiosa rivista di moda Appeal (su di lei aleggia il fantasma di Franca Sozzani). Se Good Girls Revolt è l'inevitabile binario narrativo su cui scorre la vita redazionale, dove svetta la tormentata capo servizio Pasini (Margherita Buy), è altrettanto vero che la period comedy ricostruisce a pieno il clima e la colonna sonora di quegli anni in cui tutto pareva possibile e i «sogni d'oro» si mescolavano torbidamente con gli «anni di piombo», i fermenti con le contraddizioni. Più delle linee narrative (la redazione, le vicende personali spesso drammatiche, l'emergere dei marchi), a tratti venate da una fragilità di sceneggiatura, è molto interessante la mistura fra fmzione e repertorio che compone i medaglioni dei vari stilisti: Armani, Versace, Krizia, Missoni, Ferré, Fiorucci, solo per citarne alcuni. E un riuscito tentativo di biografare non solo le persone ma anche la bellezza di un mestiere, sospeso tra alto artigianato e artisticità. Se la felicità edenica ci è negata per sempre, attraverso un'eleganza a portata di molti, la moda ci restituisce un'immagine non del tutto infedele del paradiso perduto. In Made in Italy (non solo mafia, finalmente!) trama e ordito sono snodi narrativi ma anche destini d'incoercibile e sfuggente incanto". (Aldo Grasso)
venerdì 11 ottobre 2019
mercoledì 9 ottobre 2019
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
"Extravergine", finalmente si ride con una serie italiana originale (mica come lo sciatto "Romolo+Giuly"...)
"Correva l'anno 2011. Alla Festa di Roma (allora Festival, per chi tiene alla nomenclatura) arrivò "Hysteria" di Tanya Wexler, una romantica commedia sull'invenzione del vibratore. In sintesi: i dottori vittoriani erano stanchi di curare manualmente le pazienti isteriche che arrivavano in sala d'attesa irritabili e malinconiche, e dopo il trattamento ripartivano con la faccia da "voglio anch'io quel che ha ordinato la signora". Fu così che Joseph Mortimer Granville inventb il suo prototipo vibrante, battezzandolo "Martello di Granville". Per l'occasione, all'anteprima del film, le signore ebbero in dono un vibratore di plastica rosa grande come un rossetto, con testine intercambiabili. "Extravergine" —da stasera su Fox e Fox Life, in prima serata — sfodera i suoi. Parliamo sempre di giocattoli che vibrano. Paperelle bondage, diavoletti, delfini, e su tutto un candelotto che sbuca da due piani di torta rosa confetto, con bordure color panna. Escono già carichi da uno scatolone, nella redazione di "Audrey": testata molto cool dove ogni mattina Dafne arriva dopo aver legato con multiple catene la bicicletta. Siamo a Milano, tra i nuovi grattacieli dove "friggere è vietato dal regolamento condominiale" (copyright Fausto Brizzi in "Poveri ma ricchi", una delle poche battute che nel film faceva ridere) e le case di ringhiera: luoghi e problemi che ai romani sfuggono. La ragazza recensisce libri, quindi si trova al punto più basso della catena alimentare: 646 follower, l'anticamera del licenziamento. Le paperelle e le torte vibranti arrivano dopo che Dafne mascherata da Marge Simpson ha fatto acrobazie erotiche in bagno, e il video è diventato virale, con l'hashtag #hotmarge. Non era lei, ma che importa quando invece di licenziarti ti offrono un sostanzioso aumento di stipendio e una nuova rubrica sul sesso? Anzi, scusate, l'incarico da Sex Columnist, che suona meglio e allontana il sospetto che si tratti di consigli destinati alle casalinghe di provincia. C'è un solo problema: la trentenne Dafne è vergine, a dispetto di una madre che per il difettuccio non si dà pace. I vibratori li fa provare a un'amica, che consiglia sopra ogni cosa il delfino (voto 15 su 10, molto ben messo tra il sommozzatore con tanto di pinne che si dava da fare in un film di Pedro Almodovar, e al coniglietto di "Sex and the City"). Diciamo commedia, e pensiamo alle battute. Ma la regista di "Extravergine" si chiama Roberta Torre, visionaria e fantasiosa nel mafia-musical "Tano da morire" e nel più recente "Riccardo va all'inferno" (uno Shakespeare tra malavita e ospedali psichiatrici, sempre in musica e con Massimo Ranieri). E finalmente abbiamo una serie comica italiana tutta da guardare, attenta ai dettagli, alle luci, ai colori, alla recitazione tra il tenero e il grottesco, alla colonna sonora, perfino agli stacchi tra una scena e l'altra, rosa che più rosa non si può, con bicchieri di latte o ghiaccioli-sirenetta. La vergine Lodovica Comello è bravissima come il resto del cast, e possiamo rifarci gli occhi rovinati da sciatteria e immagini miserelle (pensate a "Romolo+Giuly", per fare un esempio che rimanda agli sketch anni 80). "Cinderella nel regno del sesso" era il titolo di un vecchio film ("scritto da Charles Perrault", osavano i titoli di testa, spudorati a loro modo). Tanto vecchio che il pomo lo si andava ancora a vedere al cinema. In "Extravergine" abbiamo un'Alice nel paese del sesso (che sarà mai quella tana, giù a rincorrere il Bianconiglio, avete mai fatto mente locale?). 0 forse un'Amélie nello stesso fantastico mondo — da una capace di indugiare sulla crosticina frantumata della crème brûlée possiamo aspettarci altre cose stuzzicanti. Attorno a Dafne, la coinquilina in cerca del fidanzato perfetto, disposta a investire parecchio nell'impresa. Scarponi e sci per il montanaro, per esempio, che poi la tradisce lasciandole la pesante attrezzatura ("Come osa tradire me, che so truccarmi nel sonno, mi doveva avvertire prima, così mi organizzavo"). Lavora nel settore eticosociale-umanitario, perché "l'Africa ha bisogno di una nuova narrazione". C'è una madre impicciona, che compare sullo sfondo come ologramma, tra bolle di sapone e altro rosa, stavolta psichedelico e tendente al fucsia. Ci sono i redattori della rivista, che paiono personaggi da fumetto ma ahimè non lo sono troppo — e non ci stupiremmo se davvero qualcuno mettesse in lista la #quinoia, un mix di soia e quinoa. Il direttore sbircia dal suo stanzino, dietro le tapparelle da vecchio film americano, quando i giornalisti avevano il cappello e non riuscivano mai a centrare l'attaccapanni. Sullo schermo piovono hashtag. Entra l'uomo dei sogni, professione fotografo, che accompagna Dafne al gruppo di supporto per maniaci sessuali, dove trovare materiale per il primo articolo. Poi lui le chiede a bruciapelo: "Qual è il tuo libro preferito?", e lei sta per arrossire davvero, mentre era rimasta fredda e impavida davanti alle confessioni a luci rosse". (Mariarosa Mancuso)
IL FOGLIO"Extravergine", finalmente si ride con una serie italiana originale (mica come lo sciatto "Romolo+Giuly"...)
"Correva l'anno 2011. Alla Festa di Roma (allora Festival, per chi tiene alla nomenclatura) arrivò "Hysteria" di Tanya Wexler, una romantica commedia sull'invenzione del vibratore. In sintesi: i dottori vittoriani erano stanchi di curare manualmente le pazienti isteriche che arrivavano in sala d'attesa irritabili e malinconiche, e dopo il trattamento ripartivano con la faccia da "voglio anch'io quel che ha ordinato la signora". Fu così che Joseph Mortimer Granville inventb il suo prototipo vibrante, battezzandolo "Martello di Granville". Per l'occasione, all'anteprima del film, le signore ebbero in dono un vibratore di plastica rosa grande come un rossetto, con testine intercambiabili. "Extravergine" —da stasera su Fox e Fox Life, in prima serata — sfodera i suoi. Parliamo sempre di giocattoli che vibrano. Paperelle bondage, diavoletti, delfini, e su tutto un candelotto che sbuca da due piani di torta rosa confetto, con bordure color panna. Escono già carichi da uno scatolone, nella redazione di "Audrey": testata molto cool dove ogni mattina Dafne arriva dopo aver legato con multiple catene la bicicletta. Siamo a Milano, tra i nuovi grattacieli dove "friggere è vietato dal regolamento condominiale" (copyright Fausto Brizzi in "Poveri ma ricchi", una delle poche battute che nel film faceva ridere) e le case di ringhiera: luoghi e problemi che ai romani sfuggono. La ragazza recensisce libri, quindi si trova al punto più basso della catena alimentare: 646 follower, l'anticamera del licenziamento. Le paperelle e le torte vibranti arrivano dopo che Dafne mascherata da Marge Simpson ha fatto acrobazie erotiche in bagno, e il video è diventato virale, con l'hashtag #hotmarge. Non era lei, ma che importa quando invece di licenziarti ti offrono un sostanzioso aumento di stipendio e una nuova rubrica sul sesso? Anzi, scusate, l'incarico da Sex Columnist, che suona meglio e allontana il sospetto che si tratti di consigli destinati alle casalinghe di provincia. C'è un solo problema: la trentenne Dafne è vergine, a dispetto di una madre che per il difettuccio non si dà pace. I vibratori li fa provare a un'amica, che consiglia sopra ogni cosa il delfino (voto 15 su 10, molto ben messo tra il sommozzatore con tanto di pinne che si dava da fare in un film di Pedro Almodovar, e al coniglietto di "Sex and the City"). Diciamo commedia, e pensiamo alle battute. Ma la regista di "Extravergine" si chiama Roberta Torre, visionaria e fantasiosa nel mafia-musical "Tano da morire" e nel più recente "Riccardo va all'inferno" (uno Shakespeare tra malavita e ospedali psichiatrici, sempre in musica e con Massimo Ranieri). E finalmente abbiamo una serie comica italiana tutta da guardare, attenta ai dettagli, alle luci, ai colori, alla recitazione tra il tenero e il grottesco, alla colonna sonora, perfino agli stacchi tra una scena e l'altra, rosa che più rosa non si può, con bicchieri di latte o ghiaccioli-sirenetta. La vergine Lodovica Comello è bravissima come il resto del cast, e possiamo rifarci gli occhi rovinati da sciatteria e immagini miserelle (pensate a "Romolo+Giuly", per fare un esempio che rimanda agli sketch anni 80). "Cinderella nel regno del sesso" era il titolo di un vecchio film ("scritto da Charles Perrault", osavano i titoli di testa, spudorati a loro modo). Tanto vecchio che il pomo lo si andava ancora a vedere al cinema. In "Extravergine" abbiamo un'Alice nel paese del sesso (che sarà mai quella tana, giù a rincorrere il Bianconiglio, avete mai fatto mente locale?). 0 forse un'Amélie nello stesso fantastico mondo — da una capace di indugiare sulla crosticina frantumata della crème brûlée possiamo aspettarci altre cose stuzzicanti. Attorno a Dafne, la coinquilina in cerca del fidanzato perfetto, disposta a investire parecchio nell'impresa. Scarponi e sci per il montanaro, per esempio, che poi la tradisce lasciandole la pesante attrezzatura ("Come osa tradire me, che so truccarmi nel sonno, mi doveva avvertire prima, così mi organizzavo"). Lavora nel settore eticosociale-umanitario, perché "l'Africa ha bisogno di una nuova narrazione". C'è una madre impicciona, che compare sullo sfondo come ologramma, tra bolle di sapone e altro rosa, stavolta psichedelico e tendente al fucsia. Ci sono i redattori della rivista, che paiono personaggi da fumetto ma ahimè non lo sono troppo — e non ci stupiremmo se davvero qualcuno mettesse in lista la #quinoia, un mix di soia e quinoa. Il direttore sbircia dal suo stanzino, dietro le tapparelle da vecchio film americano, quando i giornalisti avevano il cappello e non riuscivano mai a centrare l'attaccapanni. Sullo schermo piovono hashtag. Entra l'uomo dei sogni, professione fotografo, che accompagna Dafne al gruppo di supporto per maniaci sessuali, dove trovare materiale per il primo articolo. Poi lui le chiede a bruciapelo: "Qual è il tuo libro preferito?", e lei sta per arrossire davvero, mentre era rimasta fredda e impavida davanti alle confessioni a luci rosse". (Mariarosa Mancuso)
lunedì 7 ottobre 2019
NEWS - Alla fine, come previsto, ha vinto Netflix! Per non essere travolte, Sky e Mediaset costrette a allearsi: dal 9 ottobre la library un tempo solo on line visibile anche su Sky (frenate gli applausi: si paga come sul web!), mentre domani Mediaset annuncerà la co-produzione di contenuti con l'azienda di Los Gatos
News tratte da "Il Messaggero"+"Il Sole 24 ore"
Un'avvisaglia di tempesta, un'altra piccola scossa tellurica che precede lo sconvolgimento che sta per abbattersi nel mondo dell'intrattenimento. Sky e Netflix uniranno le forze convogliando i loro prodotti in un unico "aggregatore" di contenuti: «Annunciamo l'inserimento di Netflix nell'offerta di Sky Q perché aggregare è fondamentale - ha detto, dall'EY Digital Summit in corso a Capri, il responsabile di Sky Europe Andrea Zappia - di fronte a un'offerta gigantesca un aggregatore è importantissimo per semplificare la vita agli utenti». Come già accade in Inghilterra e Germania, un solo clic sulla app di Netflix dal decoder di Sky (da cui è già possibile accedere anche a YouTube, DAZN e Spotify) sarà sufficiente per accedere ai contenuti delle due piattaforme. Comodo per lo spettatore, se si considera che solo l'offerta di serie tv dai cosiddetti OTT (operatori come Amazon, Hulu e Netflix) nel 2018 è arrivata a circa 300 nuovi prodotti, di cui più della metà licenze originali Netflix. Saltare da un operatore all'altro, e navigare tra pacchetti e listini diversi, per il consumatore di streaming, nato in epoca post zapping, è un "fastidio" facilmente aggirabile aggregando. Ma la tattica messa in campo, più che per il consumatore, è pensata come una sorta di salvagente - o arma segreta - per i due giganti dell'entertainment minacciati dall'arrivò dei competitor Usa. Se da un lato Sky arricchisce il suo palinsesto, offrendo un nuovo servizio ed evitando una guerra di prezzi contro Netflix (capace di politiche molto aggressive), dall'altra Netflix si allea con un operatore capace di garantirgli ricavi sicuri.
News tratte da "Il Messaggero"+"Il Sole 24 ore"
Un'avvisaglia di tempesta, un'altra piccola scossa tellurica che precede lo sconvolgimento che sta per abbattersi nel mondo dell'intrattenimento. Sky e Netflix uniranno le forze convogliando i loro prodotti in un unico "aggregatore" di contenuti: «Annunciamo l'inserimento di Netflix nell'offerta di Sky Q perché aggregare è fondamentale - ha detto, dall'EY Digital Summit in corso a Capri, il responsabile di Sky Europe Andrea Zappia - di fronte a un'offerta gigantesca un aggregatore è importantissimo per semplificare la vita agli utenti». Come già accade in Inghilterra e Germania, un solo clic sulla app di Netflix dal decoder di Sky (da cui è già possibile accedere anche a YouTube, DAZN e Spotify) sarà sufficiente per accedere ai contenuti delle due piattaforme. Comodo per lo spettatore, se si considera che solo l'offerta di serie tv dai cosiddetti OTT (operatori come Amazon, Hulu e Netflix) nel 2018 è arrivata a circa 300 nuovi prodotti, di cui più della metà licenze originali Netflix. Saltare da un operatore all'altro, e navigare tra pacchetti e listini diversi, per il consumatore di streaming, nato in epoca post zapping, è un "fastidio" facilmente aggirabile aggregando. Ma la tattica messa in campo, più che per il consumatore, è pensata come una sorta di salvagente - o arma segreta - per i due giganti dell'entertainment minacciati dall'arrivò dei competitor Usa. Se da un lato Sky arricchisce il suo palinsesto, offrendo un nuovo servizio ed evitando una guerra di prezzi contro Netflix (capace di politiche molto aggressive), dall'altra Netflix si allea con un operatore capace di garantirgli ricavi sicuri.
Dal 9 ottobre i clienti Sky Q con Sky TV e Sky Famiglia potranno già sottoscrivere l'offerta al prezzo di €9,99 in più al mese nella fattura Sky. Per chi non ha ancora sottoscritto il pacchetto Sky Famiglia, aggiungere Intrattenimento plus costerà 15,39 €. L'offerta Intrattenimento plus sarà inoltre disponibile entro dicembre anche per tutti i nuovi clienti Sky, che potranno attivarla al momento dell'acquisto del proprio abbonamento Sky.
Chi ha già un abbonamento Netflix potrà decidere di sottoscrivere Intrattenimento plus, anche mantenendo il proprio profilo Netflix, per beneficiare dell'esperienza di visione di Sky Q e dei vantaggi di prezzo di questa offerta. Oppure potrà vedere Netflix direttamente attraverso l'app disponibile su Sky Q. L'offerta include il piano Netflix Standard (visione in HD e su 2 schermi in contemporanea, del valore di €11,99). I clienti Sky Q Platinum che già vedono Sky su tutte le Tv di casa, invece, allo stesso prezzo avranno il piano Netflix Premium (visione in 4K e su 4 schermi in contemporanea, del valore di €15,99). Prossimamente l'app Netflix sarà anche disponibile su Now Tv Smart Stick e Now Tv Box.
Un'alleanza che è segno dei tempi moderni, quelli in cui, pur di andare incontro alle nuove abitudini dello spettatore 2.0, si è disposti a rompere anche barriere e inimicizie un tempo insormontabili (vedi alla voce House of Cards, originale Netflix la cui licenza, prima che Netflix arrivasse in Italia, apparteneva proprio a Sky). Ma l'accordo tra Sky e Netflix è solo una delle mosse, e certo non l'unica, che le nuove piattaforme e gli operatori tradizionali stanno mettendo in campo in attesa dell'irruzione sui (piccoli) schermi di Apple, Google e Disney +, colossi assai aggressivi dalla disponibilità economica molto elevata.
Alleanze strategiche e joint venture come quella, da siglare ufficialmente martedì prossimo, tra Netflix e Mediaset. Ovvero il più grande accordo del genere in Italia, nato per affrontare la concorrenza futura e aumentare la redditività: sette film in coproduzione (e la probabile distribuzione della serie cult Stranger Things in chiaro) in cambio del lancio in anteprima su Netflix per un periodo di tempo terminato. Un'operazione fotocopia rispetto a quella che Mediaset ha già realizzato con Amazon, coproducendo la serie Made in Italy e concedendola in anteprima in streaming agli abbonati della piattaforma. «Con Netflix e Amazon abbiamo conversazioni e un buon rapporto», aveva detto a luglio Piersilvio Berlusconi. Con la guerra alle porte, e le corazzate in arrivo, i media sul campo si affidano al vecchio adagio: il nemico del mio nemico è sempre più il mio amico.
Chi ha già un abbonamento Netflix potrà decidere di sottoscrivere Intrattenimento plus, anche mantenendo il proprio profilo Netflix, per beneficiare dell'esperienza di visione di Sky Q e dei vantaggi di prezzo di questa offerta. Oppure potrà vedere Netflix direttamente attraverso l'app disponibile su Sky Q. L'offerta include il piano Netflix Standard (visione in HD e su 2 schermi in contemporanea, del valore di €11,99). I clienti Sky Q Platinum che già vedono Sky su tutte le Tv di casa, invece, allo stesso prezzo avranno il piano Netflix Premium (visione in 4K e su 4 schermi in contemporanea, del valore di €15,99). Prossimamente l'app Netflix sarà anche disponibile su Now Tv Smart Stick e Now Tv Box.
Un'alleanza che è segno dei tempi moderni, quelli in cui, pur di andare incontro alle nuove abitudini dello spettatore 2.0, si è disposti a rompere anche barriere e inimicizie un tempo insormontabili (vedi alla voce House of Cards, originale Netflix la cui licenza, prima che Netflix arrivasse in Italia, apparteneva proprio a Sky). Ma l'accordo tra Sky e Netflix è solo una delle mosse, e certo non l'unica, che le nuove piattaforme e gli operatori tradizionali stanno mettendo in campo in attesa dell'irruzione sui (piccoli) schermi di Apple, Google e Disney +, colossi assai aggressivi dalla disponibilità economica molto elevata.
Alleanze strategiche e joint venture come quella, da siglare ufficialmente martedì prossimo, tra Netflix e Mediaset. Ovvero il più grande accordo del genere in Italia, nato per affrontare la concorrenza futura e aumentare la redditività: sette film in coproduzione (e la probabile distribuzione della serie cult Stranger Things in chiaro) in cambio del lancio in anteprima su Netflix per un periodo di tempo terminato. Un'operazione fotocopia rispetto a quella che Mediaset ha già realizzato con Amazon, coproducendo la serie Made in Italy e concedendola in anteprima in streaming agli abbonati della piattaforma. «Con Netflix e Amazon abbiamo conversazioni e un buon rapporto», aveva detto a luglio Piersilvio Berlusconi. Con la guerra alle porte, e le corazzate in arrivo, i media sul campo si affidano al vecchio adagio: il nemico del mio nemico è sempre più il mio amico.domenica 6 ottobre 2019
GOSSIP - Un futuro del cazzo! Maitland Ward di "Crescere che fatica", "Quell'uragano di papà" e "Usa High" si è data al porno! "Volevo liberarmi del passato e esprimermi come non avevo mai fatto prima". E per farlo ha debuttato dalla porta principale: la serie a luci rosse "Blacked", nota per i pistoni di colore extra-large...
News tratta da Serial.everyeye.it
Nel corso di una nuova intervista con In Touch Weekly Maitland Ward, attrice televisiva della Disney nota per la serie Crescere, Che Fatica!, ha spiegato la decisione di intraprendere una carriera nel mondo del porno. Dopo anni di ruoli guest e parti ricorrenti in altre serie tv statunitensi, la Ward ha debuttato in una serie di spettacoli di intrattenimento per adulti e recentemente anche nel film porno integrale Drive. "Volevo davvero liberarmi del passato e iniziare ad esprimermi in un modo che non avevo mai fatto prima" ha detto l'attrice. "Non penso che i miei fan mi abbiano mai visto così prima d'ora, davvero non l'hanno fatto. È solo una sensualità molto profonda, e penso che sia un modo davvero divertente per interpretare un esploratore, e devo fare cose che non avrei mai pensato di fare in passato. Proprio queste situazioni sessuali che sono una specie di tabù". L'ex star della Disney ha anche spiegato che è stato il suo background nel cosplay alle convention dei fan che l'ha portata ad esplorare maggiormente la comunità porno. "Ho iniziato a fare questo tipo di film, roba professionale, non molto tempo fa - solo un paio di mesi fa", ha detto. "Mi sentivo pronta. Non è stato come se stessi dicendo, 'Oh, voglio fare tutto questo da sempre', ma ho sentito il bisogno di provarci. Spero che il mio passato nell'industria possa aggiungere qualsiasi tipo di legittimità a questo grande progetto, così da attirare l'attenzione del pubblico e convincerli a guardare e dire: 'Oh, però, è davvero bello".
News tratta da Serial.everyeye.itNel corso di una nuova intervista con In Touch Weekly Maitland Ward, attrice televisiva della Disney nota per la serie Crescere, Che Fatica!, ha spiegato la decisione di intraprendere una carriera nel mondo del porno. Dopo anni di ruoli guest e parti ricorrenti in altre serie tv statunitensi, la Ward ha debuttato in una serie di spettacoli di intrattenimento per adulti e recentemente anche nel film porno integrale Drive. "Volevo davvero liberarmi del passato e iniziare ad esprimermi in un modo che non avevo mai fatto prima" ha detto l'attrice. "Non penso che i miei fan mi abbiano mai visto così prima d'ora, davvero non l'hanno fatto. È solo una sensualità molto profonda, e penso che sia un modo davvero divertente per interpretare un esploratore, e devo fare cose che non avrei mai pensato di fare in passato. Proprio queste situazioni sessuali che sono una specie di tabù". L'ex star della Disney ha anche spiegato che è stato il suo background nel cosplay alle convention dei fan che l'ha portata ad esplorare maggiormente la comunità porno. "Ho iniziato a fare questo tipo di film, roba professionale, non molto tempo fa - solo un paio di mesi fa", ha detto. "Mi sentivo pronta. Non è stato come se stessi dicendo, 'Oh, voglio fare tutto questo da sempre', ma ho sentito il bisogno di provarci. Spero che il mio passato nell'industria possa aggiungere qualsiasi tipo di legittimità a questo grande progetto, così da attirare l'attenzione del pubblico e convincerli a guardare e dire: 'Oh, però, è davvero bello".
mercoledì 2 ottobre 2019
NEWS - Un altro fumetto seriale! Anche "DMZ" della DC Comics diventa serie tv per HBO
News tratta da "Slashfilm"
Director Ava DuVernay is already preparing to head into the world of comic books with an adaptation of the DC Comics property New Gods, and things must be going well on the project in development because she just struck a deal to adapt another title from DC Comics. HBO Max has ordered a pilot directed and executive produced by Ava DuVernay that will adapt the comic book DMZ, originally created by writer Brian Wood and artist Riccardo Burchielli. The high concept story imagines a second Civil War splitting the United States, which unfortunately doesn’t sound as much like a sci-fi plot as it used to. And that’s probably why HBO Max chose to announce it today. Deadline has word on the DMZ TV series that would be available on HBO Max, but that’s only if the forthcoming streaming services like what they see from the pilot episode. Ava DuVernay will be directing it along with showrunner and fellow executive producer Roberto Patino (Westworld), the latter also tasked with writing the script for the pilot.
News tratta da "Slashfilm"
Director Ava DuVernay is already preparing to head into the world of comic books with an adaptation of the DC Comics property New Gods, and things must be going well on the project in development because she just struck a deal to adapt another title from DC Comics. HBO Max has ordered a pilot directed and executive produced by Ava DuVernay that will adapt the comic book DMZ, originally created by writer Brian Wood and artist Riccardo Burchielli. The high concept story imagines a second Civil War splitting the United States, which unfortunately doesn’t sound as much like a sci-fi plot as it used to. And that’s probably why HBO Max chose to announce it today. Deadline has word on the DMZ TV series that would be available on HBO Max, but that’s only if the forthcoming streaming services like what they see from the pilot episode. Ava DuVernay will be directing it along with showrunner and fellow executive producer Roberto Patino (Westworld), the latter also tasked with writing the script for the pilot.
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In #Euphoria ennesimo ritratto di una generazione lost, sballata, confusa e poco felice (se non artificialmente).
— Leo Damerini (@LeoDamerini) September 30, 2019
Tra loro e #GretaThurnberg c'è voglia di mettersi le mani, più che nei capelli, sulle palle: meglio usare il preservativo.
Voto: 5⃣@euphoriaHBO @SkyAtlanticIT
lunedì 30 settembre 2019
NEWS - Clamoroso al Cibali! Anche Jim Parsons nella "Hollywood" di Ryan Murphy!
News tratta da "TvLine"
Ryan Murphy has amassed a roster of names befitting the title of his latest Netflix project, Hollywood. In addition to those cast members previously announced — Darren Criss (American Crime Story) as Raymond, David Corenswet (The Politician) as Jack, Jeremy Pope as Archie and Patti LuPone (Pose) as Avis — the following have also been confirmed as series regulars: Jim Parsons (The Big Bang Theory) as talent agent Henry Willson, Dylan McDermott (American Horror Story) as Ernie, Joe Mantello (The Normal Heart) as Dick, Holland Taylor (Two and a Half Men) as Ellen Kincaid, Samara Weaving (SMILF) as Claire, Maude Apatow (Euphoria) as Henrietta, Jake Picking (Chasing Life) as Rock Hudson and Laura Harrier (One Life to Live) as Camille.
Described by Murphy as “a love letter to the Golden Age of Tinseltown,” the period drama will cover “several narratives from 1940s Hollywood.” And Hollywood is just one of several Murphy projects currently in the works at Netflix. His Ben Platt-led dark comedy The Politician dropped today; he recently revealed that he cast Ewan McGregor to play iconic fashion designer Halston in a yet-untitled series; and Ratched, a One Flew Over the Cuckoo’s Nest prequel starring Sarah Paulson as Nurse Ratched, has already received a two-season order. He’s also bringing us filmed versions of recent Broadway hits The Boys in the Band and The Prom — the latter of which boasts a cast that includes Meryl Streep, Nicole Kidman and Ariana Grande.
News tratta da "TvLine"
Ryan Murphy has amassed a roster of names befitting the title of his latest Netflix project, Hollywood. In addition to those cast members previously announced — Darren Criss (American Crime Story) as Raymond, David Corenswet (The Politician) as Jack, Jeremy Pope as Archie and Patti LuPone (Pose) as Avis — the following have also been confirmed as series regulars: Jim Parsons (The Big Bang Theory) as talent agent Henry Willson, Dylan McDermott (American Horror Story) as Ernie, Joe Mantello (The Normal Heart) as Dick, Holland Taylor (Two and a Half Men) as Ellen Kincaid, Samara Weaving (SMILF) as Claire, Maude Apatow (Euphoria) as Henrietta, Jake Picking (Chasing Life) as Rock Hudson and Laura Harrier (One Life to Live) as Camille.
Described by Murphy as “a love letter to the Golden Age of Tinseltown,” the period drama will cover “several narratives from 1940s Hollywood.” And Hollywood is just one of several Murphy projects currently in the works at Netflix. His Ben Platt-led dark comedy The Politician dropped today; he recently revealed that he cast Ewan McGregor to play iconic fashion designer Halston in a yet-untitled series; and Ratched, a One Flew Over the Cuckoo’s Nest prequel starring Sarah Paulson as Nurse Ratched, has already received a two-season order. He’s also bringing us filmed versions of recent Broadway hits The Boys in the Band and The Prom — the latter of which boasts a cast that includes Meryl Streep, Nicole Kidman and Ariana Grande.
sabato 28 settembre 2019
mercoledì 25 settembre 2019
NEWS - Dal 4 ottobre al via "1994" ma nessuno (Sky compresa) accenna a che fine abbia fatto Luca Pastore interpretato da Domenico Diele, condannato a 5 anni per omicidio stradale
Al via dal 4 ottobre in esclusiva su Sky “1994”, l’ultimo capitolo della trilogia Sky Original prodotta da Wildside, parte di Fremantle, che racconta gli anni che hanno cambiato il Paese a cavallo fra Prima e Seconda Repubblica. Gli otto episodi della serie sono ambientati in quello che è un anno cruciale della nostra storia recente, raccontato attraverso gli occhi e le storie di persone comuni, la cui vita si intreccia con quelle dei protagonisti del terremoto politico, civile e di costume che segnò la prima metà degli Anni ’90. Nella serie, diretta da Giuseppe Gagliardi e da Claudio Noce, ritroviamo il cast di protagonisti Stefano Accorsi, Guido Caprino, Miriam Leone, insieme ad Antonio Gerardi, Giovanni Ludeno e Paolo Pierobon. “1994” è in onda dal 4 ottobre ogni venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic e in simulcast su Sky Cinema Uno. Anche in 4k HDR per i clienti Sky Q. Disponibile anche su Sky On Demand, Sky Go e in streaming su NOW TV.
Nel 1994 l’Italia cambia per sempre: è l’anno della restaurazione. Lo sa bene Leonardo Notte (Stefano Accorsi): ha capito che conquistare il potere è difficile, ma mantenerlo è davvero una missione impossibile. Così come sembra impossibile per Pietro Bosco (Guido Caprino) riuscire a cambiare: anche ora che ha un ufficio al Viminale, non riesce ad abbandonare i suoi vecchi difetti, né riesce a dimenticare l’unica donna che ha davvero amato. Veronica Castello (Miriam Leone) deve infatti decidere chi sarà il suo compagno di vita, ma nel frattempo capisce che non vuole più essere solo la donna di uomini potenti e inizia così a giocare in prima persona la partita per il potere, diventando una parlamentare. Ritroveremo anche il PM di Mani Pulite Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi), che continua la sua battaglia, Silvio Berlusconi interpretato da Paolo Pierobon e Dario Scaglia (Giovanni Ludeno). Con loro anche Maurizio Lombardi, già visto in 1992 e 1993 nel ruolo di Paolo Pellegrini, uomo di Berlusconi e neo-onorevole, che vive in adorazione del Cavaliere. "1994" è creata da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo. L’idea del progetto è di Stefano Accorsi, che partecipa allo sviluppo creativo della serie. Beta Film è il distributore internazionale.
Al via dal 4 ottobre in esclusiva su Sky “1994”, l’ultimo capitolo della trilogia Sky Original prodotta da Wildside, parte di Fremantle, che racconta gli anni che hanno cambiato il Paese a cavallo fra Prima e Seconda Repubblica. Gli otto episodi della serie sono ambientati in quello che è un anno cruciale della nostra storia recente, raccontato attraverso gli occhi e le storie di persone comuni, la cui vita si intreccia con quelle dei protagonisti del terremoto politico, civile e di costume che segnò la prima metà degli Anni ’90. Nella serie, diretta da Giuseppe Gagliardi e da Claudio Noce, ritroviamo il cast di protagonisti Stefano Accorsi, Guido Caprino, Miriam Leone, insieme ad Antonio Gerardi, Giovanni Ludeno e Paolo Pierobon. “1994” è in onda dal 4 ottobre ogni venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic e in simulcast su Sky Cinema Uno. Anche in 4k HDR per i clienti Sky Q. Disponibile anche su Sky On Demand, Sky Go e in streaming su NOW TV.
Nel 1994 l’Italia cambia per sempre: è l’anno della restaurazione. Lo sa bene Leonardo Notte (Stefano Accorsi): ha capito che conquistare il potere è difficile, ma mantenerlo è davvero una missione impossibile. Così come sembra impossibile per Pietro Bosco (Guido Caprino) riuscire a cambiare: anche ora che ha un ufficio al Viminale, non riesce ad abbandonare i suoi vecchi difetti, né riesce a dimenticare l’unica donna che ha davvero amato. Veronica Castello (Miriam Leone) deve infatti decidere chi sarà il suo compagno di vita, ma nel frattempo capisce che non vuole più essere solo la donna di uomini potenti e inizia così a giocare in prima persona la partita per il potere, diventando una parlamentare. Ritroveremo anche il PM di Mani Pulite Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi), che continua la sua battaglia, Silvio Berlusconi interpretato da Paolo Pierobon e Dario Scaglia (Giovanni Ludeno). Con loro anche Maurizio Lombardi, già visto in 1992 e 1993 nel ruolo di Paolo Pellegrini, uomo di Berlusconi e neo-onorevole, che vive in adorazione del Cavaliere. "1994" è creata da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo. L’idea del progetto è di Stefano Accorsi, che partecipa allo sviluppo creativo della serie. Beta Film è il distributore internazionale.
martedì 24 settembre 2019
lunedì 23 settembre 2019
NEWS - Achtung, compagni! Disney+ è disponibile pre-ordinandolo da subito!
News tratta da Slashfilm
News tratta da Slashfilm
Christmas can come early for Disney fans who sign up for a Disney+ pre-order now. The forthcoming Disney streaming service is now available for pre-order, with a seven-day free trial beginning with the platform’s launch in November. Disney is offering customers in the U.S. the option to sign up early for a monthly subscription to Disney+. The pre-order is now live for the general public on Disneyplus.com with both monthly and annual subscriptions available for purchase at $6.99 and $69.99, respectively. Those who pre-order now will get a seven-day free trial that starts with the launch of Disney+ in November. However, those subscribers who want to purchase the $12.99 bundle — which includes Disney+, ESPN+, and an ad-supported Hulu subscription — should wait until the launch date on November 12, 2019, Disney said in a press release. All subscription packages will automatically renew, according to Disney, but subscribers have an option to cancel any time before the renewal date. The seven-day free trial will also be available to all new Disney+ subscribers. Disney has been heavily promoting its forthcoming streaming platform, with Disney+ subscription packages offered to select Disney membership holders, D23 attendees, and even for free. Lucky customers in the Netherlands also got a chance to peek an early beta version. Within its first year, Disney+ is set to debut 25 original series and 10 original films including highly anticipated titles like The Mandalorian, The World According to Jeff Goldblum, and the live-action Lady and the Tramp movie. The service will be packed with movies and shows from the Disney, Marvel, Lucasfilm, and 20h Century Fox archives as well. You can see all that and more once Disney+ launches on November 12, 2019
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