lunedì 18 settembre 2017

NEWS - Emmy Awards 2017, tutti i vincitori (e vinti)

Drama Series
“Better Call Saul” (AMC)
“The Crown” (Netflix)
“The Handmaid’s Tale” (Hulu)
“House of Cards” (Netflix)
“Stranger Things” (Netflix)
“This Is Us” (NBC)
“Westworld” (HBO)
Comedy Series
“Atlanta” (FX)
“Black-ish” (ABC)
“Master of None” (Netflix)
“Modern Family” (ABC)
“Silicon Valley” (HBO)
“Unbreakable Kimmy Schmidt” (Netflix)
“Veep” (HBO)
Drama Actress
Viola Davis (“How to Get Away with Murder”)
Claire Foy (“The Crown”)
Elisabeth Moss (“The Handmaid’s Tale”)
Keri Russell (“The Americans”)
Evan Rachel Wood (“Westworld”)
Robin Wright (“House of Cards”)
Drama Actor
Sterling K. Brown (“This Is Us”)
Anthony Hopkins (“Westworld”)
Bob Odenkirk (“Better Call Saul”)
Matthew Rhys (“The Americans”)
Liev Schreiber (“Ray Donovan”)
Kevin Spacey (“House of Cards”)
Milo Ventimiglia (“This Is Us”)
Comedy Actor
Anthony Anderson (“Black-ish”)
Aziz Ansari (“Master of None”)
Zach Galifianakis (“Baskets”)
Donald Glover (“Atlanta”)
William H. Macy (“Shameless”)
Jeffrey Tambor (“Transparent”)
Comedy Actress
Pamela Adlon (“Better Things”)
Tracee Ellis-Ross (“black-ish”)
Jane Fonda (“Grace and Frankie”)
Julia Louis-Dreyfus ("Veep")
Lily Tomlin (“Grace and Frankie”)
Allison Janney (“Mom”)
Ellie Kemper (“Unbreakable Kimmy Schmidt”)
Limited Series
“Big Little Lies” (HBO)
“Fargo” (FX)
“Feud: Bette and Joan” (FX)
“The Night Of” (HBO)
“Genius” (National Geographic)
Limited Series Actor
Riz Ahmed (“The Night Of”)
Benedict Cumberbatch (“Sherlock: The Lying Detective”)
Robert De Niro (“The Wizard of Lies”)
Ewan McGregor (“Fargo”)
Geoffrey Rush (“Genius”)
John Turturro (“The Night Of”)
Limited Series Actress
Carrie Coon (“The Leftovers”)
Felicity Huffman (“American Crime”)
Nicole Kidman (“Big Little Lies”)
Jessica Lange (“Feud”)
Susan Sarandon (“Feud”)
Reese Witherspoon (“Big Little Lies”)
Supporting Actor in a Drama Series
John Lithgow (“The Crown”)
Jonathan Banks (“Better Call Saul”)
Mandy Patinkin (“Homeland”)
Michael Kelly (“House of Cards”)
David Harbour (“Stranger Things”)
Ron Cephas Jones (“This Is Us”)
Jeffrey Wright (“Westworld”)
Supporting Actress in a Drama Series
Ann Dowde (“The Handmaid’s Tale”)
Samira Wiley (“The Handmaid’s Tale”)
Uzo Aduba (“Orange Is the New Black”)
Millie Bobby Brown (“Stranger Things”)
Chrissy Metz (“This Is Us”)
Thandie Newton (“Westworld”)
Supporting Actor in a Comedy Series
Alec Baldwin (“Saturday Night Live”)
Louie Anderson (“Baskets”)
Ty Burrell (“Modern Family”)
Tituss Burgess (“Unbreakable Kimmy Schmidt”)
Tony Hale (“Veep”)
Matt Walsh (“Veep”)
Supporting Actress in a Comedy Series
Kate McKinnon (“Saturday Night Live”)
Vanessa Beyer (“Saturday Night Live”)
Leslie Jones (“Saturday Night Live”)
Anna Chlumsky (“Veep”)
Judith Light (“Transparent”)
Katheryn Hahn (“Transparent”)

sabato 16 settembre 2017

GOSSIP - Inizia a fare freddo? E allora buon Natal..ia! La Dyer di "Tredici" su "Coveteur"...
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www.telefilmcult.tumblr.com

giovedì 14 settembre 2017

NEWS - "I fantasmi ritornano": il nuovo trailer di "Gomorra" 3° stagione!
Rilasciato il primo trailer della terza e attesissima stagione di Gomorra – La Serie. La clip è disponibile al link: https://we.tl/0d1ZsTcpozGenny, Ciro, Scianèl, Patrizia e gli altri torneranno dal 17 novembre, quando i nuovi episodi della produzione originale Sky farà il suo debutto su Sky Atlantic HD.
"I re cadono, i fantasmi ritornano, la guerra ricomincia": dal trailer ufficiale emerge un mosaico di alleanze inedito. Tutti dovranno fare i conti col vuoto di potere che si è venuto a creare al termine della seconda stagione della serie. Con la scomparsa del boss Pietro Savastano cambierà tutto: oltre ai superstiti, infatti, sulla scena della criminalità napoletana si affacceranno nuovi e temibili attori. Assisteremo a nuovi scontri, inattesi ritorni e pericolose allenze, in un equilibrio tutto da trovare fra vecchi e nuovi clan.
L'EDICOLA DI LOU - "This Is Us" conquista la cover di "Hollywood Reporter" e il suo ideatore spiega il legame tra l'ottimismo della serie e Trump
The cast of NBC’s This Is Us is on the cover of the latest issue of The Hollywood Reporter, out on newsstands now. Here’s what the show’s creator Dan Fogelman had to say:
On why This Is Us works for Trump’s America: “In a time when you cringe every time you open your internet browser or get a news alert on your phone, it’s refreshing for people to turn on a show where the message is inherently positive. The characters may be flawed, and sometimes deeply flawed, but they are inherently good.” 
On long-term plans for Kate’s weight loss journey: “Thus far, the plan we had for the character and what Chrissy’s been doing have been working in tandem, with a talk once a year of, like, ‘Hey, here’s what we’re thinking.’ So we have a general long-term plan that we’ve all talked about, and we will adjust the plan as needed. I mean, that’s life, right?” 
On his “doughier” original plans for Jack before casting Milo Ventimiglia – and that butt scene, which was meant to be funny: “I didn’t imagine that that was going to be a thing that would blow up the internet. I joke about it a lot, but really, my initial conception of that character was that different.”

mercoledì 13 settembre 2017

NEWS - Chi fa da sè fa per Sky. Per la nuova stagione aumentano le auto-produzioni (quella di Ammaniti in primis), a contorno di molti ritorni e tra le novità spicca "The Deuce" con James Franco
Le grandi produzioni originali Sky sono partite ieri sera su Sky Atlantic, con Tin Star, la serie drama con Tim Roth – ospite all’Upfront di Sky a Milano - che veste i panni di un detective inglese. Dal 17 novembre arriva l’attesissimo terzo capitolo di Gomorra – La Serie, un successo mondiale, venduto in 190 Paesi, che ha portato alla ribalta internazionale la qualità della produzione italiana e attori emergenti, e ha rivoluzionato la serialità televisiva. Nel corso della stagione debutteranno anche Babylon Berlin, ambientata a Berlino negli anni ‘20, Britannia, le nuove storie de I Delitti del Barlume con le novità Stefano FresiCorrado Guzzanti nel cast. In primavera sarà poi la volta di altre due grandi produzioni originali italiane: Il Miracolo, con il debutto alla regia di Niccolò Ammaniti, e Sui Generi, la nuova serie di Maccio Capatonda. Al via i nuovi progetti: Zero Zero Zero tratta dal libro di Roberto Saviano e Django, la prima serie western targata Sky. Arriva anche Deep State, la prima produzione originale europea del gruppo Fox.
In totale saranno ben 108, tra cui i migliori titoli HBO e Showtime in esclusiva, le serie tv in prima visione su Sky Atlantic, i canali Fox e gli altri canali partner di Sky. Dopo il clamoroso successo de Il Trono di Spade, arrivano tra le altre le nuove stagioni di Westworld, ShannaraThe AffairBillionsGrey’s AnatomyAmerican Crime Story: The assassination of Gianni Versace con Penelope CruzThe Walking Dead e Homeland. Debuttano quelli che promettono di essere i prossimi cult: da Marvel’s Inhumans su FoxThe Deuce con James Franco e Maggie Gyllenhaall su Sky Atlantic. Su National Geographic torna Genius, dedicato alla straordinaria vita di Pablo Picasso interpretato da Antonio Banderas, e arriva una storia di guerra con Long Road Home
Con oltre 100 serie sempre disponibiliSky Box Sets è la library più ricca delle storie più amate. Da questa stagione è inclusa nell’abbonamento di tutti i clienti. 
È una stagione di grandi contenuti e novità da vedere dove e quando si vuole con Sky On Demand e Sky Go, anche offline con Sky Go Plus. In attesa della vera rivoluzione: Sky Q, che segnerà un nuovo punto di svolta nel percorso di innovazione di Sky. Un’esperienza di visione che coinvolgerà i nostri abbonati in modo sorprendente, con un’interfaccia intuitiva che li accompagnerà su tutti gli schermi connessi, suggerendo anche i contenuti più affini ai loro gusti. Con Sky Q arriverà anche l’Ultra HD, il nuovo standard della qualità in tv.

martedì 12 settembre 2017

GOSSIP - Priyanka(zzata) nera! Meghan Markle di "Suits" conquista la cover di "Vanity Fair" e la protagonista di "Quantico" fa la Boldrini scagliandosi contro la scelta di averle dedicata la cover per essere la fidanzata del Principe Harry. E intanto la Markle si mette in posa...
Priyanka Chopra had something to say about Meghan Markle‘s Vanity Fair cover story, which was released earlier this month and featured so many questions about boyfriend Prince HarryIf you don’t know, Priyanka and Meghan have been friends for years, and Priyanka wanted to stick up for her pal as more than “just a plus one.” “I don’t [know] if I will get into trouble for this, but I have an opinion. I mean, she’s on the cover of Vanity Fair. It would have been nice to write about her not just her boyfriend. I’m just saying. I mean, she’s an actor, she’s an activist, she’s a philanthropist. I mean, she does so much more,” Priyanka told ET. “It’s just a little sexist. Look, I’m a feminist and I love boys, okay… The only thing I’m saying is that there needs to be a certain sense of equality where a woman is not just a plus one, you know. It’s nice to be your own identity too.” If you didn’t know, this isn’t the first time Priyanka has stood by Meghan‘s side!

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NEWS - Si ricomincia per il Roth della cuffia! Da oggi al via la nuova stagione seriale dei network italiani: Sky Atlantic cala l'asso "Tin Star" con l'interprete di "Lie to me" e il due "di poppe" Christina Hendricks di "Mad Men"
In esclusiva per l’Italia, da stasera 12 settembre alle 21.15 arriva su Sky Atlantic HD"Tin Star", la nuova produzione originale Sky prodotta da Kudos, i creatori di Broadchurch e Humans. La serie, un intenso e provocatorio crime drama in dieci episodi ambientato nelle Montagne Rocciose canadesi, è stata scritta da Rowan Joffé (28 settimane dopoBefore I go to sleep, Texas Rising) ed è interpretata dal vincitore del premio Bafta Tim Roth (La leggenda del pianista sull’oceanoThe hateful eight, Lie to me) e da Christina Hendricks (The Neon Demon), vincitrice del Critics Choice Television Award per il suo ruolo in Mad Men che le è valso anche sei nomination all’Emmy Primetime Award. Al centro del racconto, una storia di vendetta che ridefinisce il concetto di rispetto della legge. Dopo aver iniziato una nuova vita con la sua adorata moglie e i suoi figli nella pace e nella tranquillità di Little Big Bear, una remota e amena località sulle Montagne Rocciose, il capo della polizia Jim Worth (Tim Roth) sente di aver finalmente trovato quello che stava cercando, lontano dai fantasmi a cui aveva a lungo provato a sfuggire nella sua vita precedente di agente sotto copertura a Londra. Tuttavia, l’agognata serenità non durerà a lungo. L’apertura di una raffineria da parte della compagnia petrolifera guidata dalla misteriosa Miss Bradshaw (Christina Hendricks), infatti, rischia di travolgere sotto un’ondata di droga, prostituzione e criminalità organizzata l’apparentemente idilliaca comunità rurale di Little Big Bear e gli stessi affetti di Jim, perché è in questo contesto che si consumerà l’omicidio di un membro della sua famiglia. La sua ossessiva ricerca della verità dietro questo misterioso assassinio sarà il fil rouge di una storia sull’amore, la corruzione, il dolore e la natura dirompente del desiderio di vendetta. Mentre inquietanti dettagli del suo passato iniziano a venire a galla, Jim intraprenderà una battaglia personale contro i suoi demoni in grado di distruggere anche la vita delle persone che ama di più. Nel cast, accanto ai due protagonisti, anche Genevieve O'Reilly che interpreta Angela, la moglie di Jim, Christopher Heyerdahl (The Twilight Saga, Gotham, Hell on wheels) e Kevin Hanchard (Rogue, The Expanse, Blue Mountain State).

lunedì 11 settembre 2017

GOSSIP - Game of ThrONEs! Quei furbacchiONEs di Dolce&Gabbana hanno scelto la coppia-meraviglia di "GOT" Kit Harington+Emilia Clarke quali testimonial della loro nuova Eau de Toilette
Dolce & Gabbana taps ‘Game of Thrones’ stars Emilia Clarke and Kit Harington to star in the campaign for their Eau de Toilette, The One. Photographed by Luca and Alessandro Morelli, the actors join locals in Naples, Italy, at colorful party scenes. The classic scent belongs to the oriental floral family for women. The scent sings with notes of Madonna lily, peach, plum and vanilla.

venerdì 8 settembre 2017

SGUARDO FETISH - Marie+Claire+Sophie! La Turner di "GOT" conquista un'altra cover da collezione (nonostante un paio di calzature da vomito degne di "The Exorcist"!)

mercoledì 6 settembre 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
"The Bold Type", tra "Desperate Housewives" e "Sex and the City" nell'era social
"Problema: come sottoporre a stalking l'ex fidanzato che non sta su Facebook né su altri social media? Segue inchiesta, affidata a una giornalista di Scarlet appena promossa (ha appunto un ex fidanzato non reperibile online, gli articoli vengono meglio con un po' di vita vissuta). La testata è di fantasia, la direttrice no: fuori dalla tv si chiama Joanna Coles, ex direttrice di Cosmopolitan ora nel board di Snapchat. Figura anche tra i produttori della serie "The Bold Type" (sulla tv via cavo Freeform, dieci episodi dall'11 luglio scorso). L'ha scritta Sarah Watson — di "Parenthood", in Italia andò sulle reti Mediaset — con un occhio di riguardo verso la signora. E anche verso Snapchat, viene subito chiarito che non serve solo a mandare scatti smutandati. Inutile aspettarsi "Il Diavolo veste Prada". In "The Bold Type", il magazine è diretto con polso fermo e cortesia, le isterie non hanno cittadinanza, i capricci neppure, le ragazze di talento sono promosse prima di chiederlo, tutti i maschi sono neri. Le prime venti idee — snocciolate il primo giorno del nuovo incarico — sono respinte. Ma tutte le altre sono accettate senza fatica, e tutti gli articoli molto complimentati. "Come sottoporre a stalking l'ex fidanzato che non sta sui social media" vale appunto come una delle idee premiate (il magazine in precedenza si è dichiarato femminista ma discreto, qualsiasi cosa significhi: qui serve per rassicurare un'artista lesbica e mussulmana a non ritirare l'intervista rilasciata). "Alla sua età non stare su Facebook è sospetto", recita la diagnosi, fatta con lo stesso tono con cui le amiche usavano mettere in guardia dai corteggiatori non ragazzini "che mai si erano sposati". Facciamo come le donne facevano nei decenni passati, suggerisce un genietto alla riunione di redazione. Parte il pedinamento, in macchina con l'autista del giornale patinato. Per fare, si faceva benissimo anche senza i social media. Lo certifica l'ultimo film di Francesca Comencini "Amori che non sanno stare al mondo", visto qualche giorno fa al Locarno Festival senza che nessuno avesse da obiettare al personaggio di Lucia Mascino. Una pazza del tipo già satireggiato da Franca Valeri nello sketch "non mi telefona, non mi rivolge la parola, quindi è perdutamente innamorato di me" (anche nella variante: "E' sparito, non riesce a dimenticarmi"). All'inizio sembra un cinismo raro nel cinema italiano, ma non dura: la buona è lei, il personaggio di lui si sono dimenticati di scriverlo. "The Bold Type" sta per "ragazze toste" (nel gergo tipografico sono i caratteri in grassetto). La giornalista Jane, la responsabile dei social media Kit, la perfetta assistente Sutton. Elegantissime e allegre mentre nel board siedono antipatici signori che si scandalizzano alla parola "punami" (sta per "pussy", lo dicono le ragazze asiatiche, era già la parola prediletta da Sacha Baron Cohen con la tuta gialla del suo doppio Ali G.). Già si sprecano i paragoni con "Sex and The City". Si capisce che la serie va venduta al meglio, ma siamo lontanissimi. Siamo invece nel pieno della "peak tv". Il dramma della televisione che dai "Soprano" in poi ha trascinato critici e pubblico. Si moltiplicano le piattaforme che richiedono prodotti sempre nuovi. Sciaguratamente il talento non cresce in proporzione — anche il passaggio dal cinema alla tv ha esaurito la sua forza propulsiva. "The Bold Type" audacemente imita la voce fuori campo delle "Desperate Housewives", ma resta prigioniero delle sue carinerie". (Mariarosa Mancuso)

lunedì 4 settembre 2017

NEWS - Shonda La-Land! Ecco cosa porta in dote la Rhimes nello storico approdo a Netflix

Articolo tratto da "Il Foglio"
"Cosa porta in dote Shonda Rhimes a Netflix, traslocando dalla Abc con le sue armi e suoi bagagli? Leggi: lo smisurato talento e la casa di produzione ShondaLand, che ha come logo un cuore circondato da un ottovolante. L'ultima volta che abbiamo sentito un nome proprio attaccato a "land" - dopo Disneyland si intende, e la Abc appartiene proprio al gruppo Disney - era per identificare il territorio dove Graham Greene ambienta i suoi romanzi: consoli ubriaconi, venditori di aspirapolvere arruolati come agenti segreti, personaggi annegati nella colpa come i cetrioli nell'aceto. "Greeneland", appunto. A una donna nera di 35 anni - tanti ne aveva quando fondò la società di produzione - serve un bella dose di sfacciataggine per dichiarare: con le mie parole ho fabbricato un universo che non c'era, e di quell'universo sarò la regina incontrastata. Da ragazzina sognava di essere Toni Morrison, e quando finalmente da grande incontrò il premio Nobel, scopri che la scrittrice di "Amatissima" voleva parlare soltanto di "Grey's Anatomy". Come accadde nell'altro celebre incontro tra un premio Nobel e un lavoratore dello spettacolo: Groucho Marx andò a cena con T. S. Eliot dopo aver ripassato per bene "La terra desolata", e scopri che il poeta sapeva a memoria "anche le battute dei miei film che avevo dimenticato". Shonda Rhimes guadagnava dieci milioni di dollari all'anno: ben spesi, si calcola che abbia fatto guadagnare all'emittente due miliardi di dollari negli ultimi quindici anni. La cifra del nuovo accordo non è ancora resa nota, né da lei né da Ted Sarandos, Chief content officer che sta facendo per Netflix una campagna acquisti senza precedenti. Senza precedenti è anche il passaggio di una showrunner dalla televisione generalista - non una tv via cavo, che punta sugli abbonati e può osare in termini di contenuti - a una piattaforma che distribuisce contenuti in streaming. Alla Abc Shonda Rhimes aveva conquistato lo spazio che in gergo ormai si chiama Tgit. Sta per "Thank God It's Tuesday": al giovedì era programmata "Grey's Anatomy" (da 14 stagioni), seguita da "Scandal", prima serie con una protagonista nera - e verrebbe voglia di aggiungere ricca e di successo - dagli anni Settanta (sei stagioni, la settima a ottobre). Dal 2014 i giovedì a Shondaland si completano con "How To Get Away With Murder", condensato per l'hashtag in #HTGAWM. Un legal thriller, con studenti della facoltà di Legge allenati - non si trova altro termine: li interroga a bruciapelo, li fa gareggiare tra loro sullo stesso caso - da Annalise Keating (l'attrice è Viola Davis). Una brillante avvocatessa nera che si trova implicata in un delitto: nel campus a Philadelphia circola una sua foto con la scritta "killer". Serve per misurare la distanza da Perry Mason, che non poteva essere neppure sospettato. E dal cinema che arranca, a Natale vedremo "Delitto sull'Orient Express" diretto da Kenneth Branagh che dopo essersi dilettato con Shakespeare ripiega su Agata Christie. Se la annunciano come "la più importante showrunner donna e nera", lei fa cancellare "donna" e "nera" (in effetti, non se ne vedono tanti altri all'orizzonte). Le serie già avviate resteranno alla Abc, con Netflix il futuro è da inventare. C'è da immaginare - per esempio - come il binge watching (tutte le puntate di una serie rilasciate in un sol colpo) potrà conciliarsi con il seguito che Shonda Rhimes ha sui social. Vedere una serie ogni giovedì, tutti insieme, fa comunità e produce tweet. Vederlo da soli, nelle dosi che uno preferisce, non produce lo stesso effetto". (Mariarosa Mancuso)

domenica 3 settembre 2017

venerdì 1 settembre 2017

GOSSIP - E' Dart Fener? No, è Katherine Langford dall'oltretomba di "13" su "Harper's Bazaar"!
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mercoledì 30 agosto 2017

NEWS - Achtung, compagne! E se il dietrofront del reboot di "Xena" fosse dipeso dalla trama lesbo troppo centrale?

Articolo tratto da "Il Foglio"
"E' ufficiale: Xena, principessa guerriera non diventerà un reboot. Niente revival, prequel, sequel. "Non c'è ragione di far rivivere Xena se non per raccontare una relazione che negli anni Novanta poteva trasparire solo in modo implicito", aveva detto qualche mese fa l'autore Javier Grillo Marxuach (Lost, The 100), spiegando le "incompatibilità artistiche" che lo avevano spinto ad abbandonare il progetto e riferendosi alla relazione lesbica di Xena e la sua amica Olimpia. La Nbc Entertainement aveva provato a tenere unita la produzione, ma invano: mercoledì la presidente Jennifer Salke ha reso nota la defezione, senza escludere che in futuro le cose possano cambiare. Il soggetto pervenuto era, secondo Salke, "insufficiente". Espunto l'amore tra Xena e Olimpia, quindi, gli autori arrivati dopo Marxuach non hanno saputo dar sangue alle nuove avventure della principessa guerriera che, negli anni Novanta (precisamente, dal 1995 al 2001, 137 episodi replicati e idolatrati per oltre un decennio), ha appassionato il mondo, infervorato i classicisti, anticipato l'anti canone della principessa che salva anziché farsi salvare e non lo fa da crocerossina, ma da guerriera. Xena l'amazzone, l'arciera, l'amica/nemica degli dèi, la prima favola per bambine ribelli, quando le bambine ribelli non erano un target, né la clientela di un brand e (almeno in Italia) guardavano Xena su Italia 1 e Canale 5, dopo Candy Candy. Xena, the warriorprincess nacque come spin off della serie Hercules (biblico, no?) e, in pochissimo tempo, non solo la pensionò, ma ne fece antiquariato: è di citazioni di Xena che sono piene le sceneggiature dei telefilm coevi più di successo, è lei a sedere nell'Olimpo delle icone di quegli anni, fu lei a tramandare la mitologia greca (anche se con parecchie imprecisioni) ai millennial ed è lei che è arrivata fino a noi, intatta e indocile. Qualche mese fa, mentre il successo del film Wonder Woman, al cinema, entusiasmava per la sua intonazione perfetta di femminile a femminismo, in molti ricordavano che la prima, vera, insostituibile amazzone, eroina femminile, femminista, femmina era Xena e che i tempi per scongelarla fossero ormai maturi. La Wonder Woman che abbiamo visto al cinema portava i segni del femminismo rabbonito per farsi universale, #genderfree e pol. corr., assieme a quelli di una scrittura dei supereroi che, negli ultimi anni, degli stessi ha voluto sottolineare limiti, debolezze, umanità. Xena, invece, era implacabile. Non si sarebbe mai sognata di andare in battaglia urlando "Credo nell'amore", di mostrarsi vulnerabile, di rivelarsi accomodante, sorridente, addomesticabile. I fan che, negli ultimi due anni, hanno chiesto che l'attrice protagonista rimanesse Lucy Lawless, ambientalista e attivista per i diritti Igbt, avevano sete di questo e non di un Harmony omosessuale con sfondo fantasy mitologico. La Nbc non ha censurato l'esplicitazione del rapporto lesbico tra Xena e Olimpia, quanto l'idea, che era di Marxuach, di farne la trama e il senso del reboot e forzando Xena nei panni di un'amante. Nel telefilm originale, gli autori scelsero di velare i gusti sessuali di Xena non solo perché erano gli anni Novanta e non si riteneva ancora che l'emancipazione passasse per la rappresentazione (anzi, un briciolo di lucidità consentiva di intravvedere, in quel processo, il pericolo di omologazione), ma pure perché l'ambiguità arricchiva il personaggio e consentiva l'impermeabilità del suo destino alle questioni di cuore, avendo Xena un compito preciso: salvare il mondo. Furono i fan a decidere che Xena era lesbica, a pronunciare la parola definitiva di quella che, in linguaggio tecnico, si chiama "fan fiction" (la storia scritta/riscritta dai fan). A quei fan, Marxuach voleva offrire un pacchetto, una Xena incatenata a un target: gli è stato impedito. Quando si dice un lieto fine".

martedì 29 agosto 2017

GOSSIP - Tutti in coda al rientro dalle vacanze sulla via Emilia! La Clarke di "GOT" si fa immortalare da Terry Richardson per il "Vogue" cinese
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lunedì 28 agosto 2017

NEWS - Tutti contro Netflix! Oltre a Apple e Amazon, all'attacco anche Facebook, Google e Snapchat. Con un rischio: "troppe serie tv disorientano"...

Articolo tratto da "Il Fatto Quotidiano"
"Chiederselo con le parole del Wall Street Journal: Netflix potrà sopravvivere al nuovo mondo che ha creato? La risposta: dipende da come uscirà dalla guerra dello streaming che rischia di polverizzare il mercato e cambiarne i connotati. Apple, la società che fabbrica gli iPhone, ha annunciato di essere pronta a investire un miliardo di dollari per produrre contenuti televisivi da vendere sulla sua piattaforma di streaming: serie televisive "di alto livello", almeno una decina, con costi tra i 2 milioni di dollari (comedy) e i 5 milioni (drama) a puntata. L'azienda di Cupertino entra nel mercato dell'intrattenimento e sfida, seppur con un budget minore (ne12013, anno della sua fondazione, Netflix aveva investito almeno il doppio), i big dello streaming tv. Amazon inclusa.
L'annuncio arriva dopo una lunga serie di colpetti assestati all'azienda di Hastings e Sarandos per provare a toglierle l'egemonia: a inizio agosto, la Disney ha annunciato che dal 2019 si staccherà da Netflix. Una rottura che dovrebbe riguardare solo il mercato americano e che non dovrebbe modificare gli accordi extra Usa né la collaborazione con la Marvel Tv, divisione della Walt Disney Company specializzata nelle serie ispirate ai fumetti. L'accordo con la Disney risale al 2012. Ora, la società di Topolino vuole mettersi in proprio e distribuire da sola i contenuti dopo l'acquisizione dell'azienda specializzata in tecnologia di streaming, BAMTech. Per correre ai ripari, Netflix ha acquisito la casa di fumetti Millaworld. Sempre agosto, sempre annunci. Stavolta tocca a Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg, che conta su una platea di quasi due miliardi di utenti (leggi 'potenziali spettatori'), conferma le voci diffuse da qualche settimana: il lancio di Watch, una piattaforma per gli show che dovrebbe attrarre produttori di contenuti ed editori. Anche qui episodi, anche in questo caso la possibilità pergli utenti di personalizzare la propria scelta e i programmi cuciti sui loro gusti grazie ai big data. Non è chiaro se si tratterà di un servizio a pagamento, ma di sicuro risponde all'obiettivo del social network di diventare Internet', di trattenere gli utenti sulle proprie pagine. E poi, YouTubeTv, il servizio di Google con 40 canali in abbonamento (partito in c inque c ittà americane), gl i investimenti di Amazon, il debutto di Snapchat nella produzione di una serie tv e in pillole di informazione. Insomma, c'è un cambiamento: gli investimenti non sono più sulla tecnologia video - che pur, a parità di offerta, diventerà una discriminante - ma sulla produzione. "Le piattaforme di video in streaming erano destinate a mettere la scelta nelle mani dello spettatore - scrive Marc C Scott, docente di nuovi media per la Victoria University australiana -. Gli spettatori avrebbero potuto guardare il contenuto che volevano, quando volevano. Ma la crescente frammentazione del mercato on demand rischia di confonderli più di prima". A fine 2016, si annunciavano 500 sceneggiature per il 2017, il doppio rispetto al 2010. E si spendono oltre 26 miliardi per produrre i contenuti. L'analisi di Scott conferma le previsioni degli esperti: l'offerta diventerà eccessiva. Troppe serie tv, troppi servizi, spesa enorme.
Il concetto è questo: gli abbonamenti sono accessibili (in media tra i 10 e i 15 euro al mese) ma per accedere ai contenuti originali prodotti dalle diverse aziende bisognerà sottoscriverne più di uno. "Potremmo arrivare - si chiede Scott a un punto in cui i servizi di sottoscrizione in bundle o aggregati diventeranno una scelta più fattibile?". Intanto, Netflix prova a non perdere la partita. Si parla di un debito di 20 miliardi di dollari ma, ha spiegato l'azienda a La Stampa, si dividerebbe in debito effettivo e in obbligazionisui contenuti. "Il vero debito - spiegano a Gian Maria Tammaro - è di circa 4,8 miliardi di dollari. Le obbligazioni, a circa 15 miliardi". E servono per le licenze. "Più produciamo, più persone si abbonano", dicono. Solo che ora iniziano a farlo anche gli altri".

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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