giovedì 11 maggio 2017
GOSSIP - Gli Amici di Jennifer Aniston: "Se 'Friends' fosse in onda oggi sarebbe stato girato in un bar con tutti davanti agli iPhones!" (Apple ringrazia)
Jennifer Aniston joked about how if Friends were made today, the episodes would just be everyone looking at their smart phones in the coffee shop. “We were jokingly saying that if Friends was created today, you would have a coffee shop full of people that were just staring into iPhones. There would be no actual episodes or conversations, ”Jennifer said on Arianna Huffington‘s new Thrive Global Podcast. “If I think back before devices, I’m trying to think first, which came first, my bad sleeping habits or a device?” she continued. “I honestly think I used to sleep beautifully and I don’t think I attributed to the fact that these phones came into our lives that have actually started to disrupt our sleep.” “I love what she said about if Friends was created today you would have a coffee shop full of people that were just staring into iPhones because it’s so true,” Arianna said later. “I think the way she talks about her relationship with her devices, her not being on social media and the way her day is so much better when she doesn’t start it by rushing to her phone and instead meditates and takes a few minutes for herself.”
mercoledì 10 maggio 2017
GOSSIP - Libere fino a un certo punto. "Orange Is The New Black" rivela ad attrice 43enne che è ritenuta "troppo vecchia per il ruolo di moglie di un 57enne"
Orange Is The New Black actress Jamie Denbo is opening up about being told she was too old for a role. The 43-year-old actress revealed that she was recently told she was too old to portray the wife of an 57-year-old male actor. Jamie took to her Twitter to speak out on the unfair standards for women in Hollywood. “I was just informed that at the age of 43, I am TOO OLD to play the wife of a 57 year old,” she began. Jamie continued, “Oh, the characters also have an 18 year-old daughter. I am TOO OLD to be the mother of an 18 year-old. The real wife of the 57 year-old actor is EASILY AT LEAST 50. But this f**ker wants to be tv married to a 38 year-old -TOPS.”
Orange Is The New Black actress Jamie Denbo is opening up about being told she was too old for a role. The 43-year-old actress revealed that she was recently told she was too old to portray the wife of an 57-year-old male actor. Jamie took to her Twitter to speak out on the unfair standards for women in Hollywood. “I was just informed that at the age of 43, I am TOO OLD to play the wife of a 57 year old,” she began. Jamie continued, “Oh, the characters also have an 18 year-old daughter. I am TOO OLD to be the mother of an 18 year-old. The real wife of the 57 year-old actor is EASILY AT LEAST 50. But this f**ker wants to be tv married to a 38 year-old -TOPS.”
martedì 9 maggio 2017
NEWS - Clamoroso al CibalHeroes! Tutte le serie tv e i film Marvel avranno (prima o poi) un crossover!
News tratta da Slashfilm.com
News tratta da Slashfilm.com
Most people working behind the scenes of Marvel Studios have been doubtful at best regarding the chances of a crossover happening between the films and TV shows of the Marvel Cinematic Universe. Kevin Feige didn’t rule it out but said “it all depends on timing” while Jeph Loeb said coordinating schedules to make it work can be difficult when you consider how fast-paced a television show’s schedule is compared to a movie. On the other end of the spectrum, after making the jump from film to television, Clark Gregg lamented that “corporate stuff” was keeping a crossover from happening while his Agents of SHIELD co-star Chloe Bennett was a little more critical of Marvel Studios for essentially ignoring their ABC show. Now Kevin Feige sounds somewhat more amiable about a Marvel movie and TV crossover happening, though he makes it sound like it won’t be happening anytime soon. io9 spoke to Kevin Feige recently, and they said that he sounded much more optimistic about the chances of a crossover. Specifically, they asked about whether seeing a character appear in a Marvel TV shows rules out the possibility of having that character appear in a Marvel movie. Here’s what Feige said on the matter:
“Not necessarily. The future’s a long time. So, the truth is, I don’t really know, but there are a lot of TV shows being made, and hopefully we’ll continue to make a lot of movies. At some point, there’s going to be a crossover. Crossover, repetition, or something.”
It sounds like Feige is indicating that sometime down the road a crossover between film and television is inevitable. However, that last part where Feige says “repetition” also hints at the possibility of characters from the TV side of things getting a big screen reboot in the future. There’s a lot that can still happen before Marvel starts rebooting their more prominent characters, but since there are various iterations of all superheroes in the comic books, we’ll undoubtedly see different version of those characters brought to the big or small screen. If I were to predict what will happen as the Marvel Cinematic Universe goes on, I would guess that the cosmic side of the MCU will eventually lead to the revelation that there are parallel universes where alternate versions of superheroes like Iron Man, Thor, Captain America, Spider-Man and more exist. That’s pure speculation on my part, but that feels like the easiest way to reboot franchises while still keeping the mythology of the original MCU intact and connected to the movies and TV shows that will happen in the distant future.
lunedì 8 maggio 2017
NEWS/L'EDICOLA DI LOU - Laudato sii "Tredici"! "Avvenire" loda senza mezzi termini la serie di Netflix: "Insegna a riflettere, quel 'forse' che avrebbe potuto cambiare le cose, l'impatto valanga di gesti e parole, provoca un effetto scuotimento. Una serie efficace e diretta, senza retorica e moralismi, diffonde un'imprescindibile educazione al rispetto reciproco". Amen
AVVENIRE
"Tredici, in inglese 13 Reasons Why, serie tv lanciata lo scorso 31 marzo, dimostra ancora una volta l'audacia e il coraggio del network Netflix. Prodotta dalla cantante Selena Gomez, questa prima stagione, basata sul romanzo dello scrittore Jay Asher, nelle ultime settimane è stata al centro del dibattito per la complessità dei temi affrontati: suicidio, bullismo e violenza sessuale. Non è un caso che online sia anche comparsa una petizione per richiedere che ne venga resa obbligatoria la visione nelle scuole. Quella di Tredici e della sua protagonista Hannah Baker, interpretata da Katherine Langford, è una storia speciale. Insegna a riflettere sul modo in cui si ha a che fare con le persone, ma soprattutto mostra che quello della scuola può essere un ambiente difficile e che il cyberbullismo non si esaurisce nel suono di una campanella. Le responsabilità dei propri e degli altrui comportamenti in rete, trattata in questi ultimi annida esperti- tra gli altri- quali Jon Ronson e Giovanni Ziccardi, ma anche affrontata in seguito ad alcuni episodi di cronaca, contribuisce ulteriormente ad allargare la riflessione su ciò che rappresenta o può rappresentare la cosiddetta gogna mediatica. Tredici non racconta esclusivamente la quotidianità di una storia, ma il suo lato nascosto e le possibili conseguenze: «Se solo una cosa fosse andata diversamente, forse non sarebbe successo». II sunto di questa serie tv è per cui racchiuso in un avverbio che meglio di tante parole esprime il dubbio e l'incertezza tipica del periodo adolescenziale, quel "forse" che avrebbe potuto cambiare le cose. La trama alterna puntate narrativamente più intraprendenti a episodi che hanno perlopiù un effetto di scuotimento, ma il fil rouge di fondo è la reiterazione attraverso flashback: Hannah, ragazza del liceo, decide di togliersi la vita e lasciare alcune audiocassette numerate; su ogni lato di queste lei stessa ha registrato una delle tredici ragioni che l'hanno portata a compiere quel gesto. Ragioni, ma soprattutto persone, che non hanno capito fino in fondo cosa stava accadendo alla ragazza e avevano sottovalutato l'impatto valanga che gesti e parole possono scatenare: "A qualcuno di voi importava. Ma a nessuno è importato abbastanza». L'altro protagonista della storia è Clay, ragazzo impacciato e innamorato di Hannah, parte integrante di quell'ascolto così doloroso. Per lui si compie un vero e proprio percorso di maturazione che alla fine lo porta anche a riavvicinarsi a una vecchia conoscenza con cui non si rapportava da tempo, ritrovando nei rapporti umani quel briciolo di serenità perduta a cercare di comprendere le motivazioni della compagna. Clay alla fine capisce che per risolvere la maggior parte dei conflitti, interiori o esteriori che siano, tutto ha inizio dal dialogo: «Deve migliorare. II modo in cui ci trattiamo e ci aiutiamo a vicenda, deve migliorare in qualche modo». L'aspetto migliore di Tredici resta comunque la capacità di riuscire a cogliere le sfumature senza retorica o buonismo, moralismi o demagogia. È uno show efficace, diretto e misurato, in un complesso equilibrio tra il caratteristico intimismo dell'adolescenza e la necessità di rinunciarvi in favore di una pubblica richiesta d'aiuto, a volte raggiungibile anche a costo di accantonare la propria reputazione, reale o digitale che sia il rischio è la trappola dell'artificiosità di qualche scelta stilistica, ma ne giova la consapevolezza che l'efficacia del messaggio favorisce il diffondersi di un'imprescindibile educazione al rispetto reciproco". (Eugenio Giannetta)
AVVENIRE
"Tredici, in inglese 13 Reasons Why, serie tv lanciata lo scorso 31 marzo, dimostra ancora una volta l'audacia e il coraggio del network Netflix. Prodotta dalla cantante Selena Gomez, questa prima stagione, basata sul romanzo dello scrittore Jay Asher, nelle ultime settimane è stata al centro del dibattito per la complessità dei temi affrontati: suicidio, bullismo e violenza sessuale. Non è un caso che online sia anche comparsa una petizione per richiedere che ne venga resa obbligatoria la visione nelle scuole. Quella di Tredici e della sua protagonista Hannah Baker, interpretata da Katherine Langford, è una storia speciale. Insegna a riflettere sul modo in cui si ha a che fare con le persone, ma soprattutto mostra che quello della scuola può essere un ambiente difficile e che il cyberbullismo non si esaurisce nel suono di una campanella. Le responsabilità dei propri e degli altrui comportamenti in rete, trattata in questi ultimi annida esperti- tra gli altri- quali Jon Ronson e Giovanni Ziccardi, ma anche affrontata in seguito ad alcuni episodi di cronaca, contribuisce ulteriormente ad allargare la riflessione su ciò che rappresenta o può rappresentare la cosiddetta gogna mediatica. Tredici non racconta esclusivamente la quotidianità di una storia, ma il suo lato nascosto e le possibili conseguenze: «Se solo una cosa fosse andata diversamente, forse non sarebbe successo». II sunto di questa serie tv è per cui racchiuso in un avverbio che meglio di tante parole esprime il dubbio e l'incertezza tipica del periodo adolescenziale, quel "forse" che avrebbe potuto cambiare le cose. La trama alterna puntate narrativamente più intraprendenti a episodi che hanno perlopiù un effetto di scuotimento, ma il fil rouge di fondo è la reiterazione attraverso flashback: Hannah, ragazza del liceo, decide di togliersi la vita e lasciare alcune audiocassette numerate; su ogni lato di queste lei stessa ha registrato una delle tredici ragioni che l'hanno portata a compiere quel gesto. Ragioni, ma soprattutto persone, che non hanno capito fino in fondo cosa stava accadendo alla ragazza e avevano sottovalutato l'impatto valanga che gesti e parole possono scatenare: "A qualcuno di voi importava. Ma a nessuno è importato abbastanza». L'altro protagonista della storia è Clay, ragazzo impacciato e innamorato di Hannah, parte integrante di quell'ascolto così doloroso. Per lui si compie un vero e proprio percorso di maturazione che alla fine lo porta anche a riavvicinarsi a una vecchia conoscenza con cui non si rapportava da tempo, ritrovando nei rapporti umani quel briciolo di serenità perduta a cercare di comprendere le motivazioni della compagna. Clay alla fine capisce che per risolvere la maggior parte dei conflitti, interiori o esteriori che siano, tutto ha inizio dal dialogo: «Deve migliorare. II modo in cui ci trattiamo e ci aiutiamo a vicenda, deve migliorare in qualche modo». L'aspetto migliore di Tredici resta comunque la capacità di riuscire a cogliere le sfumature senza retorica o buonismo, moralismi o demagogia. È uno show efficace, diretto e misurato, in un complesso equilibrio tra il caratteristico intimismo dell'adolescenza e la necessità di rinunciarvi in favore di una pubblica richiesta d'aiuto, a volte raggiungibile anche a costo di accantonare la propria reputazione, reale o digitale che sia il rischio è la trappola dell'artificiosità di qualche scelta stilistica, ma ne giova la consapevolezza che l'efficacia del messaggio favorisce il diffondersi di un'imprescindibile educazione al rispetto reciproco". (Eugenio Giannetta)
News: Selena Gomez Announces '13 Reasons Why' Season 2 (Video) https://t.co/64lssojQxl via @JustJared
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 8 maggio 2017
domenica 7 maggio 2017
NEWS - "Orange Is The New Black aiuta a guardare oltre la propria sessualità!": il cast di "OITNB" lancia il sasso (anzi, il sesso) oltre lo stagno del piccolo schermo
The cast of Orange is the New Black are sharing why they love their show so much. The cast – which included Danielle Brooks, Laverne Cox, Uzo Aduba, Taryn Manning, Taylor Schilling and former cast member Samira Wiley – attended the screening and panel discussion of the upcoming season on Friday (May 5) at the Saban Media Center in Los Angeles. Taylor and Laverne both praised the show for dealing and echoing the real issues that is going on in today’s time. “There’s a ripple effect and in our case it allows for the audience to see people who may be outside of their sexuality, race, socioeconomic status, size, gender or many number of things and see how it relates to them,” Taylor said. “I think crossing those lines is a political act, but that’s not the genesis of it.” “It has us constantly thinking beyond ourselves because the stakes are so high,” Laverne said. Season 5 of OITNB is set to premiere on Netflix on June 9.
The cast of Orange is the New Black are sharing why they love their show so much. The cast – which included Danielle Brooks, Laverne Cox, Uzo Aduba, Taryn Manning, Taylor Schilling and former cast member Samira Wiley – attended the screening and panel discussion of the upcoming season on Friday (May 5) at the Saban Media Center in Los Angeles. Taylor and Laverne both praised the show for dealing and echoing the real issues that is going on in today’s time. “There’s a ripple effect and in our case it allows for the audience to see people who may be outside of their sexuality, race, socioeconomic status, size, gender or many number of things and see how it relates to them,” Taylor said. “I think crossing those lines is a political act, but that’s not the genesis of it.” “It has us constantly thinking beyond ourselves because the stakes are so high,” Laverne said. Season 5 of OITNB is set to premiere on Netflix on June 9.
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venerdì 5 maggio 2017
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FATTO QUOTIDIANO
"Tredici", otto cassette da spedire agli sceneggiatori per una serie che non convince
"'Tredici' è una serie tv americana che sta avendo un successo clamoroso in tutto il mondo. Hannah Baker è una diciassettenne che si suicida e prima di suicidarsi registra tredici cassette audio ognuna delle quali è dedicata a una persona che ha contribuito alla sua infelicità. Ora, non discuto le buone intenzioni di chi l’ha ideato ed è bene che finalmente ci sia una serie che affronti l’argomento, ma “Tredici” è pieno di buone ragioni per inviare qualche cassetta anche ai suoi sceneggiatori.
IL FATTO QUOTIDIANO
"Tredici", otto cassette da spedire agli sceneggiatori per una serie che non convince
"'Tredici' è una serie tv americana che sta avendo un successo clamoroso in tutto il mondo. Hannah Baker è una diciassettenne che si suicida e prima di suicidarsi registra tredici cassette audio ognuna delle quali è dedicata a una persona che ha contribuito alla sua infelicità. Ora, non discuto le buone intenzioni di chi l’ha ideato ed è bene che finalmente ci sia una serie che affronti l’argomento, ma “Tredici” è pieno di buone ragioni per inviare qualche cassetta anche ai suoi sceneggiatori.
Ecco le mie otto:
Hannah Baker: la protagonista di “tredici” ha un difetto imperdonabile. E’ carina, è buona, è garbata, è deliziosa ma ha un problema: non denuncia chi ha delle colpe, colpevolizza chi la tratta bene, sfancula chi la vuole aiutare e poi si lamenta perché chi viene sfanculato non la insegue per i corridoi o per le scale di casa non capendo che i suoi “sparisci per sempre dalla mia vita” vogliono in realtà dire “abbracciami e non lasciarmi mai più”. Ergo, finisce per accadere quello che non dovrebbe mai accadere in una serie in cui bisogna empatizzare con la vittima bullizzata che manda cassette pure a chi non ha fatto abbastanza: pensi che in una cassetta ci saresti finito pure tu, perché tu se una di dice “fanculo” pensi voglia dire “fanculo”, non “sposami in comune e facciamo due figli”.
La lista: una delle famose cassette di Hannah è sulla questione “lista”. Questa lista, appuntata su un foglietto, l’ha compilata il suo amico Alex e contiene una specie di classifica delle ragazze più belle della scuola e di appunti sulle loro parti anatomiche. Hannah è citata nel punto “culo più bello della scuola”. Ora, visto che Hannah non dirige “D” di Repubblica, non è Lella Costa, non è Meryl Streep al microfono alla notte degli oscar ma un’adolescente in cerca di conferme sulla sua avvenenza come tutte le adolescenti del mondo, io al fatto che faccia una questione da “mercificazione del corpo delle donne” per ‘sta benedetta lista faccio fatica a credere. Non oso pensare a cosa sarebbe successo se avesse letto il suo nome accanto alla dicitura “peggior culo della scuola”. Altro che suicidio. Qui era un’altra Columbine.
L’inutilità dei genitori: i genitori, in questa serie, sono utili quanto le creme antismagliature per la pancia dopo un parto plurigemellare. Sarà anche vero che in adolescenza con i genitori si parla poco, sarà anche vero che è difficile entrare nel mondo degli adolescenti, ma qui ci sono figli che entrano in casa con occhi tumefatti, mascelle fratturate e orecchie grondanti sangue e la domanda più invasiva che viene formulata è : “Hey Clay, tutto bene?”. Ci sono figli che chiedono “Senti mamma, se uno subisce una violenza ma non vuole denunciare quella violenza e quella violenza è avvenuta senza testimoni, si può fare una denuncia come persona informata sui fatti?” e la madre non risponde “Ora mi dici chi minchia è stato violentato”. No, dice: “Hey, se fosse successo qualcosa di grave me lo diresti vero?”. No, ti stava facendo un quiz per L’eredità. Infine, non si capisce bene dove siano i genitori si tutti ‘sti diciassettenni durante i festini in casa. A 17 anni mia madre non mi lasciava neppure andare sola in sgabuzzino, questi organizzano feste con ville hollywoodiane a disposizione, alcol in pinte da 6 litri e stupri seriali, e “i miei genitori sono a Ibiza per qualche giorno”. O Bryce è il figlio di Bob Sinclair o mi devono spiegare cosa ci facciano i suoi a Ibiza durante l’anno scolastico.
La cassetta di Clay. Clay non fuma, beve solo alle feste e mette il casco quando va in bicicletta. Praticamente ha uno stile di vita che gli permetterebbe di morire di vecchiaia a 107 anni, ma a Hannah Baker questo non sta bene e quindi gli dedica una cassetta. Clay a quel punto pensa di averle messo sotto il cane in retromarcia per sbaglio e quindi entra in un terribile tunnel di disperazione. Invece no. Lui è nella cassetta perchè Hannah gli conferma che è stato buono, gentile e premuroso, e che al massimo, a voler cercare il pelo nell’uovo, la sua colpa è stata l’essere uscito da una stanza dopo che per tre volte gli era stato chiesto di andarsene. (vedi sopra) Insomma, pensi “che stronza!” e ti senti pure in colpa.
Courtney. Hannah scopre di avere un paparazzo stalker che le si apposta alla finestra per fotografarla svestita e quindi, con l’amica Courtney, decide di tendergli una trappola. Le due quindi pensano bene di sbronzarsi e di mettersi a limonare in lingerie davanti alla finestra, e questo è il momento in cui la verosimiglianza della serie inizia a scricchiolare. Lo scatto fa ovviamente il giro della scuola, l’identità dei soggetti non è chiara e tuttavia Courtney decide di sputtanare la povera Hannah, perchè in realtà Courtney è lesbica e non vuole che si sappia non tanto perchè se ne vergogni ma perchè, dal momento che è stata adottata da una coppia gay, non vuole rafforzare le teorie delle Sentinelle in Piedi sul fatto che i figli di un gay diventeranno gay. In pratica Hannah Baker muore anche per colpa di Adinolfi.
La cassetta di Sheri. A voler vedere, Sheri è la più martoriata della serie, perchè a) A Sheri piace Clay, ma a lui piace Hannah e quindi, per rispetto nei confronti dell’amica, lascia perdere. b) Si offre di dare un passaggio ad Hannah, ubriaca e testimone di uno stupro, le cerca pure un caricabatterie e nel farlo abbatte un segnale di stop. Non contenta, Hannah la vorrebbe pure fare arrestare per guida in stato d’ebbrezza ma lei se la dà e quindi “benvenuta nella tua cassetta, Sheri-criminale-di-merda!”. c) E’ l’unica che alla fine si costituisce e d) Quando finalmente riesce ad appartarsi con Clay, lui le dà il due di picche sulla fiducia. Per cui capisci che gli sceneggiatori hanno sbagliato tutto e che quella con la vita di merda non era Hannah Baker, ma Sheri.
Bryce. Oltre a incarnare più stereotipi di quanti ne possa proferire una concorrente di Miss Italia nel suo discorso, il diciottenne ricco, violento, capitano della squadra di basket del liceo Bryce Walker è uno stupratore, perchè ovviamente, nel pieno spirito di banalità che permea tutta la serie, gli autori vogliono ricordarci che la ricchezza non compra la felicità e che il nuoto è lo sport più completo. Tuttavia nessuno lo denuncia, la vittima continua a frequentarlo nel gruppo di amici col proprio fidanzato che, invece di fracassargli la testa contro i sampietrini, continua a battergli il 5.
Il finale, meglio che in una favola di Esopo, riassume perfettamente il messaggio della serie. Cerca di essere empatico? Non fare del male a nessuno? Sii migliore delle persone che hai attorno? No, però fidanzati con la tizia nichilista, cartomante, coi piercing e che si lava a capodanni alterni, sennò magari poi si suicida pure lei e ti manda una cassetta". (Selvaggia Lucarelli)
News: #GameOfThrones, 4 Spinoffs Eyed. https://t.co/tf1CVxE0GW via @TVLine
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 5 maggio 2017
giovedì 4 maggio 2017
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
LA STAMPA
"American Gods" oltre i tabù del piccolo schermo
"Ci sono tanti tipi di divinità. Ci sono quelle vecchie e quelle nuove; ci sono quelle senza nome e quelle che si ripetono sempre uguali. Poi ci sono le divinità di oggi, le divinità del danaro, del progresso, della tecnologia. Non hanno bisogno di templi. Vivono della nostra vita, si nutrono delle nostre anime; ci sono, ma non li vediamo. E combattono una guerra secolare con i vecchi dei, indimenticabili eppure indeboliti, dalla faccia sempre identica, dal nome spesso didascalico, appesi a un filo di misticismo. Non ci sono vincitori, in un certo senso, nemmeno vinti. Gli American Gods, quelli che racconta Neil Gaiman nel suo omonimo romanzo, bellissimo e potentissimo, e quelli che sono protagonisti della serie Starz, disponibile qui in Italia su Prime Video di Amazon, sono gli ultimi conosciuti e si sfidano per la fede di ogni singolo credente. Potere, magia, giochi e premi. II libro di Gaiman è stato uno dei più importanti del genere fantasy degli ultimi anni: ambientato al giorno d'oggi e contemporaneamente rivolto al passato, scorrevole, piacevole, una cascata di parole, nomi e ricorrenze. Un cult della carta stampata. I vecchi dei che sono uomini, e quelli nuovi che si perdono nei meandri del capitalismo. Sullo sfondo c'è l'America delle autostrade, dei grattacieli, l'America buia e polverosa, dei luna park di periferia e delle case degli immigrati. Respiri e la senti: la puzza di minestra di cavolo mista a quella di incenso, il whiskey invecchiato e l'amaro del sangue. Gli dei sono sempre lì, sempre in bilico, vivono finché c'è chi crede in loro, e più sono numerosi i loro fedeli, più sono potenti. La serie tv ideata da Bryan Fuller e Michael Green racconta le stesse doppiezze e le stesse contraddizioni del libro di Gaiman. E mastodontica, colorata e sanguinolenta. C'è sesso e c'è dolore, e soprattutto c'è vendetta. Gli dei antichi e gli dei nuovi, gli dei americani e gli dei di tutto il mondo. Il protagonista è Shadow Moon (interpretato da Ricky Whittle). Insieme a lui, magnifico, Mr. Wednesday: misterioso ed etereo, umano e comunque invincibile, ammiccante e intoccabile. Gli dà faccia e voce un bravissimo Ian McShane. American Gods scardina alcuni dei più antichi tabù del piccolo schermo, talvolta esagerando e talvolta spingendosi troppo oltre, talvolta diventando confusa e confondibile, e talvolta facendosi fumosa, traballante e ripetitiva. Quando però la materia - e quindi il racconto, la storia e i personaggi - prendono compostezza e ordine, si apre uno spiraglio luminoso per lo spettatore: uno spiraglio in cui credere e da seguire, uno spiraglio bellissimo, ingarbugliato e vibrante". (Gianmaria Tammaro)
LA STAMPA
"American Gods" oltre i tabù del piccolo schermo
"Ci sono tanti tipi di divinità. Ci sono quelle vecchie e quelle nuove; ci sono quelle senza nome e quelle che si ripetono sempre uguali. Poi ci sono le divinità di oggi, le divinità del danaro, del progresso, della tecnologia. Non hanno bisogno di templi. Vivono della nostra vita, si nutrono delle nostre anime; ci sono, ma non li vediamo. E combattono una guerra secolare con i vecchi dei, indimenticabili eppure indeboliti, dalla faccia sempre identica, dal nome spesso didascalico, appesi a un filo di misticismo. Non ci sono vincitori, in un certo senso, nemmeno vinti. Gli American Gods, quelli che racconta Neil Gaiman nel suo omonimo romanzo, bellissimo e potentissimo, e quelli che sono protagonisti della serie Starz, disponibile qui in Italia su Prime Video di Amazon, sono gli ultimi conosciuti e si sfidano per la fede di ogni singolo credente. Potere, magia, giochi e premi. II libro di Gaiman è stato uno dei più importanti del genere fantasy degli ultimi anni: ambientato al giorno d'oggi e contemporaneamente rivolto al passato, scorrevole, piacevole, una cascata di parole, nomi e ricorrenze. Un cult della carta stampata. I vecchi dei che sono uomini, e quelli nuovi che si perdono nei meandri del capitalismo. Sullo sfondo c'è l'America delle autostrade, dei grattacieli, l'America buia e polverosa, dei luna park di periferia e delle case degli immigrati. Respiri e la senti: la puzza di minestra di cavolo mista a quella di incenso, il whiskey invecchiato e l'amaro del sangue. Gli dei sono sempre lì, sempre in bilico, vivono finché c'è chi crede in loro, e più sono numerosi i loro fedeli, più sono potenti. La serie tv ideata da Bryan Fuller e Michael Green racconta le stesse doppiezze e le stesse contraddizioni del libro di Gaiman. E mastodontica, colorata e sanguinolenta. C'è sesso e c'è dolore, e soprattutto c'è vendetta. Gli dei antichi e gli dei nuovi, gli dei americani e gli dei di tutto il mondo. Il protagonista è Shadow Moon (interpretato da Ricky Whittle). Insieme a lui, magnifico, Mr. Wednesday: misterioso ed etereo, umano e comunque invincibile, ammiccante e intoccabile. Gli dà faccia e voce un bravissimo Ian McShane. American Gods scardina alcuni dei più antichi tabù del piccolo schermo, talvolta esagerando e talvolta spingendosi troppo oltre, talvolta diventando confusa e confondibile, e talvolta facendosi fumosa, traballante e ripetitiva. Quando però la materia - e quindi il racconto, la storia e i personaggi - prendono compostezza e ordine, si apre uno spiraglio luminoso per lo spettatore: uno spiraglio in cui credere e da seguire, uno spiraglio bellissimo, ingarbugliato e vibrante". (Gianmaria Tammaro)
mercoledì 3 maggio 2017
NEWS - Con quei capelli un pò così...Josh McDermitt-Eugene di "TWD" si cancella dai social dopo aver ricevuto minacce di morte!
News tratta da "Uproxx"
No one should need to be reminded of this, but clearly some on social media have not yet received the message: Actors are not the same as the characters they play. Actors are real people. On television or on movies, they play a part. Do not confuse the actor with the character. The latest to suffer from the King Joffrey effect is Josh McDermitt, who plays Eugene, the mullet-haired wonder on The Walking Dead. By all accounts, McDermitt is a nice guy. I’ve heard him on podcasts. He’s smart and funny and personable. His character on The Walking Dead, however, is a self-confessed coward, a man who turned on his friends to spare his own life. Whether the rest of us would choose the same path as Eugene on The Walking Dead is irrelevant here, however, because Eugene is not a real person. Josh McDermitt is. Nevertheless, some folks on social media have seen fit to treat McDermitt as though he is Eugene, and they have begun to attack him for the misdeeds of his character. McDermitt received death threats because of something his character did on a fictional show set in a fictional world where zombies exist. The harassment got so intense for McDermitt that the actor eventually chose to quit all of social media. He pulled down his Twitter, Instagram, and Facebook pages, which contained scores of candid photos, messages and witticisms. Before he deleted his social media accounts, however, he did leave one message:
News tratta da "Uproxx"
No one should need to be reminded of this, but clearly some on social media have not yet received the message: Actors are not the same as the characters they play. Actors are real people. On television or on movies, they play a part. Do not confuse the actor with the character. The latest to suffer from the King Joffrey effect is Josh McDermitt, who plays Eugene, the mullet-haired wonder on The Walking Dead. By all accounts, McDermitt is a nice guy. I’ve heard him on podcasts. He’s smart and funny and personable. His character on The Walking Dead, however, is a self-confessed coward, a man who turned on his friends to spare his own life. Whether the rest of us would choose the same path as Eugene on The Walking Dead is irrelevant here, however, because Eugene is not a real person. Josh McDermitt is. Nevertheless, some folks on social media have seen fit to treat McDermitt as though he is Eugene, and they have begun to attack him for the misdeeds of his character. McDermitt received death threats because of something his character did on a fictional show set in a fictional world where zombies exist. The harassment got so intense for McDermitt that the actor eventually chose to quit all of social media. He pulled down his Twitter, Instagram, and Facebook pages, which contained scores of candid photos, messages and witticisms. Before he deleted his social media accounts, however, he did leave one message:
“Death threats, don’t send me death threats, because I will report all that s— to the cops. I’m just sick of it. You can hate Eugene, I don’t care. You can think whatever you want but when you start saying you hope I die, I don’t know if you’re talking about Josh or Eugene. I gotta report that s—, so, just don’t be an a—hole. And just stop complaining. Just stop complaining about everything on the Internet. Just go spend time with your family or friends or loved ones. Just get off the Internet. I love you, I do. I love you guys.”
McDermitt has spoken out against cyberbullying in the past. Last year, he took issue with fans for body-shaming Alanna Masterson after an episode last November. From Huffington Post:
McDermitt is not wrong. Nevertheless, since he quit social media, fans have not only come to his defense, but offered an outpouring of support on social medial.“People need to chill the F out with the crap that they’re putting on the internet. It’s very disturbing because we are people, everyone. And I’m not talking about actors. I’m talking about anyone on the internet. I mean, I just read something on CNN the other day where a teenage girl committed suicide who was cyber bullied. This is bullsh*t. This should never happen.”
GOSSIP - Priyanka Chopra(zzemolina) dalla cover di "Glamour": "Indiani, fatevi valere!" (come lei...)
Priyanka Chopra looks stunning as usual as she takes the cover of Glamour‘s June 2017 issue, on newsstands Tuesday (May 9). Here’s what the 34-year-old Quantico actress had to share with the mag:
On the pressure of being one of the few Indian actors well-known in the U.S: “After Quantico was picked up, I was like, ‘Oh crap, if I don’t do well, people will be like, ‘Oh my God, Indian actors can’t do lead parts.’ I felt that pressure.”
On what people don’t understand about being Indian American: “I don’t think a lot of people understand what Indians are. And that’s our fault, a little. We tend to forget our roots a bit. As kids [we think], If I’m too Indian, I’ll be put in a box, and people will think of me as different. They’ll think I’m weird, because I eat Indian food or my name is difficult to pronounce. That girl in school used to call me ‘curry.’ You’re scared of those things. We’re afraid of letting people see the glory of who we are.”
On the upswing of violence toward Indian Americans and the idea of the quiet ‘model minority’: “Staying in your lane — I heard that so much. I want to make my lane! And yes, it’s an extremely scary time. Maybe I, being on the platform that I am, can say this louder than the kid who has to get on the subway and go to school: You don’t need to be afraid of who you are. I don’t want any kid to feel the way I felt in school. I was afraid of my bully. It made me feel like I’m less—in my skin, in my identity, in my culture.”
For more from Priyanka, visit Glamour.com!
News: Writers Guild Strike Averted as WGA, AMPTP Reach Tentative Deal.https://t.co/d4QuN7X5lP via @TVLine
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 2 maggio 2017
lunedì 1 maggio 2017
NEWS - Telefilm sotto attacco! Sciopero degli sceneggiatori (domani) e hackers addestrati (già in azione) minacciano il sistema seriale: domani il primo "strike", mentre i pirati del web ricattano i network (Netflix, ABC e Fox in primis) rendendo disponibili stagioni intere inedite ("Orange Is The New Black" in testa)
News tratta da "Variety"
With contract negotiations going down to the wire, leaders of the Writers Guild of America have been laying the groundwork for a strike action on Tuesday. “Be ready to strike Tuesday May 2. If you’ve left anything great in your office on a studio lot, consider packing it up on Monday – just in case,” said a memo sent from one of the strike captains to the others. Picketing will take place at eight studios in three shifts a day, according to the memo. The missive recaps a meeting held by the captains on Saturday and quotes Chris Keyser — one of the three chairmen of the WGA negotiating committee. “We know this is anxiety producing,” Keyser said in the memo. “We’re asking everyone to live in the anxiety with us for the next few days.” The WGA held hundreds of pickets and rallies during the 2007-08 strike. Several thousand members and supporters attended a rally at Fox Plaza and a march on Hollywood Boulevard. Negotiators for the WGA and the Alliance of Motion Picture and Television Producers are resuming negotiations in a rare Sunday session with less than 48 hours before the midnight PT Monday contract expiration. The memo said that the deadline could be extended. “Negotiations could go for a few days after May 1 (hopefully this would mean a deal is in sight – but it might not),” it noted. The memo also said that the specific times and locations have not been set. “The goal is to be flexible geography-wise for members,” it added. The missive also urged recipients to invoice studios before Tuesday for any money owed. A spokesman for the WGA West clarified the memo was not an official communication with the members, adding, “The Writers Guild has not issued any memos to members or updates on the status of negotiations.” Here is the entire memo: Hi Everyone, I hope you’re all doing well. There was a strike captains meeting at the Guild this AM, and I am officially reporting back.
1.) From leadership: thank you as a Guild for your amazing solidarity. The results were 96.3% “yes” on an SAV. You gave our team the best negotiating tool possible. In a time where labor is threatened in the country, it was an inspiring act of unity.
2.) There is officially no news. There is a press black-out until this round of negotiations is over. Negotiations could go down to the wire, until the clock strikes midnight on Monday May 1.
3.) Negotiations could go for a few days after May 1 (hopefully this would mean a deal is in sight – but it might not)
4.) Be ready to strike Tuesday May 2. If you’ve left anything great in your office on a studio lot, consider packing it up on Monday – just in case.
5.) Again, be ready to strike if necessary.
6.) The Guild leadership (Chris Keyser) said, “We know this is anxiety producing. We’re asking everyone to live in the anxiety with us for the next few days.” That’s how a deal will get done.
7.) Member meetings & next steps will happen after we have a deal or May 2nd. There isn’t a schedule yet because the Guild is waiting for negotiations to wrap. (Showrunners, if you want to talk strike rules in the next few days, call Ann Farriday.)
8.) If necessary, pickets will be at 8 studios, 3 shifts per day. The goal is to be flexible geography-wise for members. Also, there are always shifts at headquarters manning phones for anyone with physical issues.
9.) INVOICE STUDIOS BEFORE TUESDAY MAY 2 FOR MONEY THEY OWE YOU!
10.) Tuesday means “pencils down” as well as “Avids off.” This year, strike rules will mean: no editing, no production, no shooting – no A-H duties.
11.) As we fight for our union, there is a May 1 Pro-Labor march planned in Los Angeles. It would be great if WGA members went and repped labor. T-shirts available now at WGA headquarters. Hopeful note? The AMPTP took a break to go back and talk to their respective CEOs (they didn’t break off negotiations – just went to go talk to corporate bosses and will be back at the table Monday). Maybe this is good. Maybe not. We’ll know more early Tuesday AM.
At the end of season four of Orange Is The New Black, fans were left on the edge of their seats wondering if Daya (Dascha Palanko) would actually fire the gun she pulled on a sadistic prison guard. The wait for new episodes has seemed painfully long, but there is the possibility that the next season could be available before it’s announced June 9th release date. Unfortunately, the details around this potential leak are too shady to celebrate. According to reports, a hacker who calls themselves The Dark Overlord claims to have acquired the fifth season of Orange Is The New Black in a security breach and will release them early unless Netflix pays them an “undisclosed amount of money.” The FBI is currently involved, and Netflix released a statement explaining the situation, saying:
1.) From leadership: thank you as a Guild for your amazing solidarity. The results were 96.3% “yes” on an SAV. You gave our team the best negotiating tool possible. In a time where labor is threatened in the country, it was an inspiring act of unity.
2.) There is officially no news. There is a press black-out until this round of negotiations is over. Negotiations could go down to the wire, until the clock strikes midnight on Monday May 1.
3.) Negotiations could go for a few days after May 1 (hopefully this would mean a deal is in sight – but it might not)
4.) Be ready to strike Tuesday May 2. If you’ve left anything great in your office on a studio lot, consider packing it up on Monday – just in case.
5.) Again, be ready to strike if necessary.
6.) The Guild leadership (Chris Keyser) said, “We know this is anxiety producing. We’re asking everyone to live in the anxiety with us for the next few days.” That’s how a deal will get done.
7.) Member meetings & next steps will happen after we have a deal or May 2nd. There isn’t a schedule yet because the Guild is waiting for negotiations to wrap. (Showrunners, if you want to talk strike rules in the next few days, call Ann Farriday.)
8.) If necessary, pickets will be at 8 studios, 3 shifts per day. The goal is to be flexible geography-wise for members. Also, there are always shifts at headquarters manning phones for anyone with physical issues.
9.) INVOICE STUDIOS BEFORE TUESDAY MAY 2 FOR MONEY THEY OWE YOU!
10.) Tuesday means “pencils down” as well as “Avids off.” This year, strike rules will mean: no editing, no production, no shooting – no A-H duties.
11.) As we fight for our union, there is a May 1 Pro-Labor march planned in Los Angeles. It would be great if WGA members went and repped labor. T-shirts available now at WGA headquarters. Hopeful note? The AMPTP took a break to go back and talk to their respective CEOs (they didn’t break off negotiations – just went to go talk to corporate bosses and will be back at the table Monday). Maybe this is good. Maybe not. We’ll know more early Tuesday AM.
IN SOLIDARITY!!!!
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News tratte da "Uproxx" e "Variety"At the end of season four of Orange Is The New Black, fans were left on the edge of their seats wondering if Daya (Dascha Palanko) would actually fire the gun she pulled on a sadistic prison guard. The wait for new episodes has seemed painfully long, but there is the possibility that the next season could be available before it’s announced June 9th release date. Unfortunately, the details around this potential leak are too shady to celebrate. According to reports, a hacker who calls themselves The Dark Overlord claims to have acquired the fifth season of Orange Is The New Black in a security breach and will release them early unless Netflix pays them an “undisclosed amount of money.” The FBI is currently involved, and Netflix released a statement explaining the situation, saying:
“We are aware of the situation. A production vendor used by several major TV studios had its security compromised and the appropriate law enforcement authorities are involved.”
Yes, we’re all a little resentful that Netflix has such sway over our minds and our time (who else has planned a weekend around the release of one of their shows?), but this seems like a really strange move by The Dark Overlord. Be it for money or bragging rights, the streaming behemoth (and their extensive resources) is probably not a foe that you’d want to take on. An anonymous hacker has carried through on a threat to release “Orange Is the New Black” season five episodes online — after Netflix allegedly failed to respond to the cybercriminal’s shakedown demands. Variety was unable to verify the authenticity of the “OITNB” episodes the hacker claimed to have shared on popular file-sharing site the Pirate Bay. The first 10 episodes of season 5 were apparently shared shortly before 6 a.m. ET Saturday, with the 10 files comprising a total of 11.46 gigabytes. The hacker, who uses the handle “thedarkoverlord,” published the premiere episode from the upcoming season of “Orange Is the New Black” on Friday to the Pirate Bay. Netflix has set June 9 for the release of season five of “Orange Is the New Black.” It’s possible that the streamer will move up the “OITNB” premiere date now that the bulk of the episodes have leaked. According to “thedarkoverlord,” the hacker or hackers also have obtained unreleased shows from ABC, Fox, National Geographic and IFC. The content appears to have been stolen in an attack on post-production studio Larson Studios in late 2016, according to piracy-news site TorrentFreak. “Thedarkoverlord” explained in an online post that they obtained only the first 10 of the 13 episodes of “OITNB” season 5 because the cyberattack was carried out before the final three installments were available.
NEWS - Clamoroso al Cibali! Canada e Nuova Zelanda vietano "Tredici" agli studenti minori di 18 anni! "Non se ne discuta a scuola"
Canada is upping New Zealand. While New Zealand isn’t allowing anyone under the age of 18 to watch 13 Reasons Why without a parent present, some schools in Canada are just outright banning the program. Via Variety and the CBC, some Edmonton, Alberta schools “sent an email to the parents of sixth gradersletting them know their students were prohibited from even mentioning the show on school grounds.” The letter reads: “The discussion that is unfolding at school is troubling. This series is rated Mature and the theme is the suicide of a high school student. This show includes graphic violence (rape) and gore, profanity, alcohol/drugs/smoking, and frightening/intense scenes. The purpose of this email is to provide you with this information. Please let your child know that discussion of ’13 Reasons Why’ is not permitted at school due to the disturbing subject matter.”
But that’s not all…the Hamilton Wentworth District School Board claims on their own site that the show was “guilty of the glamorization of suicidal behavior and [depicting] negative portrayals of helping professionals.” While we don’t think 6th graders should watch the show without a parent, junior high and high school students are exposed to the issues brought to light in the show every day.
13 Reasons Why isn’t glamorizing anything. It’s showing the issues how they are and how to get help.
Canada is upping New Zealand. While New Zealand isn’t allowing anyone under the age of 18 to watch 13 Reasons Why without a parent present, some schools in Canada are just outright banning the program. Via Variety and the CBC, some Edmonton, Alberta schools “sent an email to the parents of sixth gradersletting them know their students were prohibited from even mentioning the show on school grounds.” The letter reads: “The discussion that is unfolding at school is troubling. This series is rated Mature and the theme is the suicide of a high school student. This show includes graphic violence (rape) and gore, profanity, alcohol/drugs/smoking, and frightening/intense scenes. The purpose of this email is to provide you with this information. Please let your child know that discussion of ’13 Reasons Why’ is not permitted at school due to the disturbing subject matter.”
But that’s not all…the Hamilton Wentworth District School Board claims on their own site that the show was “guilty of the glamorization of suicidal behavior and [depicting] negative portrayals of helping professionals.” While we don’t think 6th graders should watch the show without a parent, junior high and high school students are exposed to the issues brought to light in the show every day.
13 Reasons Why isn’t glamorizing anything. It’s showing the issues how they are and how to get help.
domenica 30 aprile 2017
sabato 29 aprile 2017
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
Il post "Boris" è in Francia
"Guardate in Francia una serie sugli agenti degli attori molto più interessante di una sui medici o sugli avvocati famosi. I soldi sanano parecchie umiliazioni. Tocca all'agente essere svegliato di notte quando Virginie Efira (bionda attrice di commedie come "Un amore all'altezza", lei stangona e lui nanerottolo, si erano conosciuti sui social) viene paparazzata fuori da un locale con uno sconosciuto. Tre ore prima assieme all'attore suo marito aveva rilasciato un'intervista da coppia modello. Tocca all'agente essere licenziato quando i due dopo la lite sperano in un nuovo inizio sentimentale e lavorativo. Fabrice Luchini è uno strepitoso attore francese che viene dal teatro. Nulla di più lontano da un figlio d'arte: il padre di origine italiana vendeva frutta e verdura, lo mandò giovanissimo a lavorare come apprendista parrucchiere (da lì il nome d'arte, all'anagrafe era Robert). Sogna un ruolo da cattivo in un film di James Bond. Gli propongono un ruolo da professore in un film irlandese povero ma indipendente. La biografia è vera, davvero qualcuno decise che per sforbiciate e messa in piega Fabrice suonava più chic di Robert. La proposta di lavoro è inventata (ma di personaggi così Luchini ne ha recitati tantissimi). L'amore per James Bond, che pure non stonerebbe con la biografia, l'ha inventato Fanny Herrero, showrunner della serie francese "Dix pour cent". Fa dire la battuta al vero Fabrice Luchini, guest star assieme a Juliette Binoche, a Isabelle Adjani, a Julie Gayet che si faceva portare i croissant da Fançois Hollande. La seconda stagione va in onda dal 19 aprile su France 2. Emittente pubblica e orario da prime time, per intenderci. E per misurare la distanza tra noi e la Francia. La serie racconta gli attori e i loro agenti, con gli attori che accettano di farsi prendere in giro. Come se in "Boris" - che parti su Fox e poi andò in chiaro su Cielo - i registi cani, i produttori cialtroni, le attrici incapaci, gli sceneggiatori in difficoltà con la grammatica si fossero presentati con il loro nome e il loro curriculum per farsi sfottere. Gli agenti - pagati appunto con il dieci per cento dei contratti che i loro assistiti firmano - fanno un mestieraccio quando lavorano per le star e un mestiere ancora peggiore quando lavorano per attori. L'agenzia ASK non se la passa tanto bene dopo la morte del fondatore. Su questo termina la prima puntata della prima stagione, con Cécile de France (siccome le star accettano la presa in giro mirata, i produttori americani le negano una parte perché ha troppe rughe). All'inizio della seconda stagione i guai non sono ancora risolti, mentre abbiamo conosciuto i quattro professionisti dell'agenzia, le loro vite private, i loro segreti assai poco protetti. C'è un gay tutto mossette da repertorio, e una donna che va a letto con le donne. Dire lesbica fa pensare a un'altra macchietta, tutto il contrario di una ragazza bella e con il piglio del comando, elegante e sveltissima ad acchiappare il nuovo finanziatore: un ex compagno di scuola che ha appena venduto il suo sito di incontri per 200 milioni. Si chiama - nella fiction - Hicham Janowsky. Padre polacco, madre marocchina, barba e chignon da hipster, modi da neomiliardario. "Portami Fabrice Luchini come cliente", ordina (e fornisce un abito da sera per fare bella figura). Gli aneddoti della new economy si mischiano con la dote portata dal produttore della serie, Dominique Besnehard. Fu lui ad avere l'idea, nel 2006, quando lasciò l'agenzia Artmedia e le star sue clienti carico di pettegolezzi. Convinto che una serie sugli agenti fosse più interessante di una sui medici o sugli avvocati". (Mariarosa Mancuso)
IL FOGLIO
Il post "Boris" è in Francia
"Guardate in Francia una serie sugli agenti degli attori molto più interessante di una sui medici o sugli avvocati famosi. I soldi sanano parecchie umiliazioni. Tocca all'agente essere svegliato di notte quando Virginie Efira (bionda attrice di commedie come "Un amore all'altezza", lei stangona e lui nanerottolo, si erano conosciuti sui social) viene paparazzata fuori da un locale con uno sconosciuto. Tre ore prima assieme all'attore suo marito aveva rilasciato un'intervista da coppia modello. Tocca all'agente essere licenziato quando i due dopo la lite sperano in un nuovo inizio sentimentale e lavorativo. Fabrice Luchini è uno strepitoso attore francese che viene dal teatro. Nulla di più lontano da un figlio d'arte: il padre di origine italiana vendeva frutta e verdura, lo mandò giovanissimo a lavorare come apprendista parrucchiere (da lì il nome d'arte, all'anagrafe era Robert). Sogna un ruolo da cattivo in un film di James Bond. Gli propongono un ruolo da professore in un film irlandese povero ma indipendente. La biografia è vera, davvero qualcuno decise che per sforbiciate e messa in piega Fabrice suonava più chic di Robert. La proposta di lavoro è inventata (ma di personaggi così Luchini ne ha recitati tantissimi). L'amore per James Bond, che pure non stonerebbe con la biografia, l'ha inventato Fanny Herrero, showrunner della serie francese "Dix pour cent". Fa dire la battuta al vero Fabrice Luchini, guest star assieme a Juliette Binoche, a Isabelle Adjani, a Julie Gayet che si faceva portare i croissant da Fançois Hollande. La seconda stagione va in onda dal 19 aprile su France 2. Emittente pubblica e orario da prime time, per intenderci. E per misurare la distanza tra noi e la Francia. La serie racconta gli attori e i loro agenti, con gli attori che accettano di farsi prendere in giro. Come se in "Boris" - che parti su Fox e poi andò in chiaro su Cielo - i registi cani, i produttori cialtroni, le attrici incapaci, gli sceneggiatori in difficoltà con la grammatica si fossero presentati con il loro nome e il loro curriculum per farsi sfottere. Gli agenti - pagati appunto con il dieci per cento dei contratti che i loro assistiti firmano - fanno un mestieraccio quando lavorano per le star e un mestiere ancora peggiore quando lavorano per attori. L'agenzia ASK non se la passa tanto bene dopo la morte del fondatore. Su questo termina la prima puntata della prima stagione, con Cécile de France (siccome le star accettano la presa in giro mirata, i produttori americani le negano una parte perché ha troppe rughe). All'inizio della seconda stagione i guai non sono ancora risolti, mentre abbiamo conosciuto i quattro professionisti dell'agenzia, le loro vite private, i loro segreti assai poco protetti. C'è un gay tutto mossette da repertorio, e una donna che va a letto con le donne. Dire lesbica fa pensare a un'altra macchietta, tutto il contrario di una ragazza bella e con il piglio del comando, elegante e sveltissima ad acchiappare il nuovo finanziatore: un ex compagno di scuola che ha appena venduto il suo sito di incontri per 200 milioni. Si chiama - nella fiction - Hicham Janowsky. Padre polacco, madre marocchina, barba e chignon da hipster, modi da neomiliardario. "Portami Fabrice Luchini come cliente", ordina (e fornisce un abito da sera per fare bella figura). Gli aneddoti della new economy si mischiano con la dote portata dal produttore della serie, Dominique Besnehard. Fu lui ad avere l'idea, nel 2006, quando lasciò l'agenzia Artmedia e le star sue clienti carico di pettegolezzi. Convinto che una serie sugli agenti fosse più interessante di una sui medici o sugli avvocati". (Mariarosa Mancuso)
venerdì 28 aprile 2017
NEWS - Anche Tim(Vision) scende nell'arena delle serie tv usando il volano di Netflix (ma non solo)
Articolo tratto da "Corriere Economia"
La pazza gioia e Veloce come il cento, film di Rai Cinema premiati ai David, disponibili in prima visione su TIMvision: è una delle novità cui ha lavorato Daniela Biscarini, executive vice president e head of multimedia entertainment e consumer digital services di Tim. «Rai e Tim sono due realtà importanti, e si stanno rinnovando — spiega —. A noi interessava avere un prodotto bello e "fresco" per i nostri abbonati. L'accordo siglato a febbraio per l'anteprima di 20 film non esclude un loro successivo passaggio Rai in tempi più stretti rispetto al solito. È un accordo win/win». Tim vuole sempre più intrattenimento, come dimostra anche la sua presenza a Sanremo: «Volevamo una comunicazione moderna, è stato un successo». Tim dunque non è solo telefonia e web, ma anche contenuti altri, dalla musica ai videogiochi fino alla Tv. «Forniamo il servizio dati con un ventaglio di passioni tra cui scegliere — spiega Biscarini —. Consentiamo l'accesso alla piattaforma anche ad altri servizi, come Netflix. Aggiungiamo però qualcosa in più, di nostro. L'offerta Tim è un puzzle da comporre. Serve flessibilità: il mercato è liquido». A proposito di Netflix, come si posiziona TIMvision rispetto a tale colosso mondiale? «Cerchiamo un pubblico più generalista e familiare, differenziandoci però grazie a un target "moderno". Ora vogliamo produrre, stiamo valutando dei progetti. La serialità fldelizza il pubblico, e permette anche di proporsi su un mercato internazionale». Classe 1971, romana, Biscarini si laurea in Economia e commercio con una tesi sulle conseguenze ambientali dello sviluppo economico in Cina. Sceglie il marketing «perché amo vedere realizzate le cose. Cercai quattro aziende che mi piacevano ma vicino a casa — dice ridendo — e mi chiamò Johnson&Johnson». Contribuisce a lanciare marchi come Roc e Neutrogena, e nel 1999 arriva in Tim restandoci. Qualche rimpianto per non aver lavorato in altre realtà? "È un'azienda che ti dà grandi soddisfazioni: incidi sui consumi di milioni di persone — continua —. Abbiamo inventato la tariffa senza scatto alla risposta, i servizi di ricarica e Tim Young, cui sono molto legata. Allora erano vere innovazioni». Da servizio indifferenziato Tim punta a fornire sempre più contenuti «Conta non solo la qualità della rete ma anche la qualità del contenuto», spiega Biscarini. In questo mercato fluido, con nuovi player, come si configura il consumo televisivo? «La tv lineare tradizionale rimane una costante per i grandi eventi e format in diretta. Le tv tematiche vivono un momento di difficoltà, l'on-demand ha molte possibilità». Tecnologia e globalizzazione non sono fenomeni neutri: da un lato c'è rischio di essere invasi da contenuti e reti straniere, dall'altro l'alta profflazione offerta da servizi digitali può diventare una gabbia. «Sono gli stessi italiani — precisa — a difendere il contenuto nostrano, scegliendolo: pensiamo alla musica. Il nostro intento è perseguire questo posizionamento. Sul secondo rischio, abbiamo optato per un mix tra algoritmo e consiglio editoriale per bilanciare l'offerta». Se nelle aziende che operano nel settore dei media la componente femminile è più forte, in quelle tecnologiche. Biscarini è quasi una mosca bianca: «È anche una questione di studi, le donne preferiscono altro. E all'interno di certi contesti spesso si tirano indietro». Serve essere più efficaci: «Mi ha guidato la passione, ma mai slegata da un risultato», conclude Biscarini.
Articolo tratto da "Corriere Economia"
La pazza gioia e Veloce come il cento, film di Rai Cinema premiati ai David, disponibili in prima visione su TIMvision: è una delle novità cui ha lavorato Daniela Biscarini, executive vice president e head of multimedia entertainment e consumer digital services di Tim. «Rai e Tim sono due realtà importanti, e si stanno rinnovando — spiega —. A noi interessava avere un prodotto bello e "fresco" per i nostri abbonati. L'accordo siglato a febbraio per l'anteprima di 20 film non esclude un loro successivo passaggio Rai in tempi più stretti rispetto al solito. È un accordo win/win». Tim vuole sempre più intrattenimento, come dimostra anche la sua presenza a Sanremo: «Volevamo una comunicazione moderna, è stato un successo». Tim dunque non è solo telefonia e web, ma anche contenuti altri, dalla musica ai videogiochi fino alla Tv. «Forniamo il servizio dati con un ventaglio di passioni tra cui scegliere — spiega Biscarini —. Consentiamo l'accesso alla piattaforma anche ad altri servizi, come Netflix. Aggiungiamo però qualcosa in più, di nostro. L'offerta Tim è un puzzle da comporre. Serve flessibilità: il mercato è liquido». A proposito di Netflix, come si posiziona TIMvision rispetto a tale colosso mondiale? «Cerchiamo un pubblico più generalista e familiare, differenziandoci però grazie a un target "moderno". Ora vogliamo produrre, stiamo valutando dei progetti. La serialità fldelizza il pubblico, e permette anche di proporsi su un mercato internazionale». Classe 1971, romana, Biscarini si laurea in Economia e commercio con una tesi sulle conseguenze ambientali dello sviluppo economico in Cina. Sceglie il marketing «perché amo vedere realizzate le cose. Cercai quattro aziende che mi piacevano ma vicino a casa — dice ridendo — e mi chiamò Johnson&Johnson». Contribuisce a lanciare marchi come Roc e Neutrogena, e nel 1999 arriva in Tim restandoci. Qualche rimpianto per non aver lavorato in altre realtà? "È un'azienda che ti dà grandi soddisfazioni: incidi sui consumi di milioni di persone — continua —. Abbiamo inventato la tariffa senza scatto alla risposta, i servizi di ricarica e Tim Young, cui sono molto legata. Allora erano vere innovazioni». Da servizio indifferenziato Tim punta a fornire sempre più contenuti «Conta non solo la qualità della rete ma anche la qualità del contenuto», spiega Biscarini. In questo mercato fluido, con nuovi player, come si configura il consumo televisivo? «La tv lineare tradizionale rimane una costante per i grandi eventi e format in diretta. Le tv tematiche vivono un momento di difficoltà, l'on-demand ha molte possibilità». Tecnologia e globalizzazione non sono fenomeni neutri: da un lato c'è rischio di essere invasi da contenuti e reti straniere, dall'altro l'alta profflazione offerta da servizi digitali può diventare una gabbia. «Sono gli stessi italiani — precisa — a difendere il contenuto nostrano, scegliendolo: pensiamo alla musica. Il nostro intento è perseguire questo posizionamento. Sul secondo rischio, abbiamo optato per un mix tra algoritmo e consiglio editoriale per bilanciare l'offerta». Se nelle aziende che operano nel settore dei media la componente femminile è più forte, in quelle tecnologiche. Biscarini è quasi una mosca bianca: «È anche una questione di studi, le donne preferiscono altro. E all'interno di certi contesti spesso si tirano indietro». Serve essere più efficaci: «Mi ha guidato la passione, ma mai slegata da un risultato», conclude Biscarini.
giovedì 27 aprile 2017
GOSSIP - Tigre Viola! Look total black da Tina Turner in libera uscita per la Davis di "HTGAWM"
Viola Davis of "How To Get Away With Murder" is slaying the fashion game! The Oscar winning actress was seen walking through LAX Airport in a sheer top, looking amazing on Monday (April 24) in Los Angeles. Viola was joined by her husband Julius Tennon for her flight. If you missed it, Viola was recently named one of Time 100′s most influential people in the world for 2017! Viola graced the cover of the magazine as well.
Viola Davis of "How To Get Away With Murder" is slaying the fashion game! The Oscar winning actress was seen walking through LAX Airport in a sheer top, looking amazing on Monday (April 24) in Los Angeles. Viola was joined by her husband Julius Tennon for her flight. If you missed it, Viola was recently named one of Time 100′s most influential people in the world for 2017! Viola graced the cover of the magazine as well.
mercoledì 26 aprile 2017
NEWS - Achtung, compagni! Dopo quello storico del 2007-2008, un altro sciopero minaccia le serie tv
News tratta da "Vulture"
Another writers’ strike might be on the way. After a week of casting ballots, the Writers Guild of America voted in favor of strike authorization today. In an email to members, the Guild announced that 96.3 percent of voters had voted yes. The results of the vote don’t necessarily guarantee that there will be a writers’ strike, but it does give the guild the power to call one if necessary, a key bargaining chip in writers’ discussions with the Alliance of Motion Pictures and Television Producers. The WGA and AMPTP are scheduled to resume negotiations tomorrow over the writers’ master contract with producers, which expires on May 1. While the infamous 2007–2008 writers’ strike focused primarily on pay for online content, these negotiations have covered several key issues, including preserving health-care and pension coverage and adjusting pay to fit a market where networks order significantly fewer episodes per season of TV. Negotiations between the WGA and AMPTP began on March 13. We’ve been tracking updates on them here.
News tratta da "Vulture"
Another writers’ strike might be on the way. After a week of casting ballots, the Writers Guild of America voted in favor of strike authorization today. In an email to members, the Guild announced that 96.3 percent of voters had voted yes. The results of the vote don’t necessarily guarantee that there will be a writers’ strike, but it does give the guild the power to call one if necessary, a key bargaining chip in writers’ discussions with the Alliance of Motion Pictures and Television Producers. The WGA and AMPTP are scheduled to resume negotiations tomorrow over the writers’ master contract with producers, which expires on May 1. While the infamous 2007–2008 writers’ strike focused primarily on pay for online content, these negotiations have covered several key issues, including preserving health-care and pension coverage and adjusting pay to fit a market where networks order significantly fewer episodes per season of TV. Negotiations between the WGA and AMPTP began on March 13. We’ve been tracking updates on them here.martedì 25 aprile 2017
NEWS - Ultima ora! Tutti i Tg e i giornali a parlare di possibile overdose per la morte di Erin Moran-Sottiletta di "Happy Days" e in realtà è morta di cancro...RIP (Rest in Press)
News tratta da "People"
News tratta da "People"
Erin Moran, best known for her role as Joanie Cunningham on Happy Days died of stage 4 cancer. According to a statement released by the Harrison County Coroner’s office on Monday obtained by WDRB News, a subsequent autopsy revealed that Moran “likely succumbed to complications of stage 4 cancer”. “Standard toxicology tests were performed and the results are pending however no illegal narcotics were found at the residence,” adds the statement.
lunedì 24 aprile 2017
NEWS - Achtung, compagni! Vodafone Tv fa sul serial
Articolo tratto da "Corriere Economia"
L' arena dei servizi video (spettacoli, film, serie tv, documentari, sport) in streaming si fa sempre più affollata. Dopo Sky con Now Tv, Mediaset con Infinity, Netfflix, Chili e Amazon Video per gli abbonati ad Amazon Prime, sono scesi in campo anche gli operatori telefonici. La prima è stata TIM con TIMvision corredato di set-top box basato su Android TV seguita da Vodafone con la sua Vodafone TV, da o disponibile in tutta Italia con dieci nuove partnership: da Sony Pictures Television e BBC Worldwide fino a 20th Century Fox, che sia, che si aggiungono agli accordi già siglati con Sky, Netflix e Chili. Sul fronte dei gestori telefonici l'offerta dl Vodafone si pone in concorrenza con quella di TIM, anche se l'ingresso di Fastweb è atteso a breve e Wind 3 sta cercando accordi con produttori di contenuti. Vodafone TV è dedicata ai clienti in fibra di Vodafone - la cui copertura è arrivata in 970 città italiane e raggiunge 12,4 milioni di famiglie e imprese - ed è sottoscrivibile presso 800 punti vendita e sul sito al costo di 10 euro ogni 4 settimane. L'offerta comprende Now Tv Intrattenimento e un ampio catalogo on demand con film, serie tv e documentari. Oltre a questo si hanno a disposizione ogni mese 14 nuovi film di Chili, di cui quattro prime visioni, e per i nuovi clienti sono inclusi anche 3 mesi del pacchetto Serie Tv di Now Tv. Attraverso la piattaforma è possibile accedere anche ai canali tradizionali del digitale terrestre e, grazie agli accordi con De Agostini, Viacom International Media Networks e Discovery Italia, sono disponibili le funzionalità avanzate, come la pausa, la registrazione dei programmi e la possibilità di rivedere quelli già andati in onda. Il set-top box è dato in comodato d'uso con 29 euro di contributo iniziale. 'Il nostro obiettivo è offrire il massimo della scelta e della qualità presente nel panorama italiano dei contenuti, dal cinema allo sport fino alle serie tv. Ad oggi gli asset ricercabili sono circa 35mila e, per fare un esempio, per la parte di cinema on demand abbiamo circa i1 95% dei titoli in italiano. Per noi la semplicità è un fattore critico di successo, per ampliare l'accesso ai contenuti a quella fetta importante di italiani - circa il 70% secondo le ricerche più aggiornate - che ancora non hanno accesso ai contenuti premium per barriere tecnologiche o di prezzo', afferma Quang Ngo Dinh, responsabile marketing consumer di Vodafone Italia, 'il concetto è quello della TV come la vuoi tu', ovvero la possibilità di aggiungere contenuti a seconda dalle preferenze del momento - dal calcio al cinema - in forma modulare, attivandoli anche per un determinato periodo, senza vincoli e a un prezzo conveniente, con la possibilità di pagare direttamente attraverso il conto telefonico". L'interfaccia di Vodafone TV è divisa in quattro sezioni: My TV dove sono presenti le registrazioni fatte e quelle programmate, i film preferiti e i noleggiati, Guida TV con l'elenco dei canali lineari, On Demand per i contenuti on demand e App per accedere direttamente ai ticket di Now TV, Netflix e Chili. I contenuti si possono vedere anche in mobilità, grazie all'app per smartphone e tablet, e la visione è permessa su un massimo di quattro dispositivi (due in contemporanea): per esempio la tv e lo smartphone.
Articolo tratto da "Corriere Economia"
L' arena dei servizi video (spettacoli, film, serie tv, documentari, sport) in streaming si fa sempre più affollata. Dopo Sky con Now Tv, Mediaset con Infinity, Netfflix, Chili e Amazon Video per gli abbonati ad Amazon Prime, sono scesi in campo anche gli operatori telefonici. La prima è stata TIM con TIMvision corredato di set-top box basato su Android TV seguita da Vodafone con la sua Vodafone TV, da o disponibile in tutta Italia con dieci nuove partnership: da Sony Pictures Television e BBC Worldwide fino a 20th Century Fox, che sia, che si aggiungono agli accordi già siglati con Sky, Netflix e Chili. Sul fronte dei gestori telefonici l'offerta dl Vodafone si pone in concorrenza con quella di TIM, anche se l'ingresso di Fastweb è atteso a breve e Wind 3 sta cercando accordi con produttori di contenuti. Vodafone TV è dedicata ai clienti in fibra di Vodafone - la cui copertura è arrivata in 970 città italiane e raggiunge 12,4 milioni di famiglie e imprese - ed è sottoscrivibile presso 800 punti vendita e sul sito al costo di 10 euro ogni 4 settimane. L'offerta comprende Now Tv Intrattenimento e un ampio catalogo on demand con film, serie tv e documentari. Oltre a questo si hanno a disposizione ogni mese 14 nuovi film di Chili, di cui quattro prime visioni, e per i nuovi clienti sono inclusi anche 3 mesi del pacchetto Serie Tv di Now Tv. Attraverso la piattaforma è possibile accedere anche ai canali tradizionali del digitale terrestre e, grazie agli accordi con De Agostini, Viacom International Media Networks e Discovery Italia, sono disponibili le funzionalità avanzate, come la pausa, la registrazione dei programmi e la possibilità di rivedere quelli già andati in onda. Il set-top box è dato in comodato d'uso con 29 euro di contributo iniziale. 'Il nostro obiettivo è offrire il massimo della scelta e della qualità presente nel panorama italiano dei contenuti, dal cinema allo sport fino alle serie tv. Ad oggi gli asset ricercabili sono circa 35mila e, per fare un esempio, per la parte di cinema on demand abbiamo circa i1 95% dei titoli in italiano. Per noi la semplicità è un fattore critico di successo, per ampliare l'accesso ai contenuti a quella fetta importante di italiani - circa il 70% secondo le ricerche più aggiornate - che ancora non hanno accesso ai contenuti premium per barriere tecnologiche o di prezzo', afferma Quang Ngo Dinh, responsabile marketing consumer di Vodafone Italia, 'il concetto è quello della TV come la vuoi tu', ovvero la possibilità di aggiungere contenuti a seconda dalle preferenze del momento - dal calcio al cinema - in forma modulare, attivandoli anche per un determinato periodo, senza vincoli e a un prezzo conveniente, con la possibilità di pagare direttamente attraverso il conto telefonico". L'interfaccia di Vodafone TV è divisa in quattro sezioni: My TV dove sono presenti le registrazioni fatte e quelle programmate, i film preferiti e i noleggiati, Guida TV con l'elenco dei canali lineari, On Demand per i contenuti on demand e App per accedere direttamente ai ticket di Now TV, Netflix e Chili. I contenuti si possono vedere anche in mobilità, grazie all'app per smartphone e tablet, e la visione è permessa su un massimo di quattro dispositivi (due in contemporanea): per esempio la tv e lo smartphone.
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Such sad sad news. RIP Erin. I'll always choose to remember you on our show making scenes better, getting laughs and lighting up tv screens. https://t.co/8HmdL0JKlf
— Ron Howard (@RealRonHoward) 23 aprile 2017
OH Erin... now you will finally have the peace you wanted so badly here on earth ...Rest In It serenely now.. too soon
— Henry Winkler (@hwinkler4real) 23 aprile 2017
My sincere condolences. #ErinMoran #HappyDaysFamily pic.twitter.com/5b0AbioZEc
— Scott Baio (@ScottBaio) 23 aprile 2017
domenica 23 aprile 2017
NEWS - Mai più "Happy Days"! Se n'è andata Erin Moran-Joanie...
Erin Moran, who is best known for her role as Joanie Cunningham on Happy Days, has died, TMZ reports. She was 56-years-old. Erin rose to stardom playing Ron Howard‘s younger sister on the hit 1970s comedy before continuing the role alongside Scott Baio in the show Joanie Loves Chachi. After her hit shows ended, Erin struggled with drinking causing her to run out of money and end up at a trailer park before her husband Scott Fleishmann kicked her out. No word yet on how Erin passed away.
Erin Moran, who is best known for her role as Joanie Cunningham on Happy Days, has died, TMZ reports. She was 56-years-old. Erin rose to stardom playing Ron Howard‘s younger sister on the hit 1970s comedy before continuing the role alongside Scott Baio in the show Joanie Loves Chachi. After her hit shows ended, Erin struggled with drinking causing her to run out of money and end up at a trailer park before her husband Scott Fleishmann kicked her out. No word yet on how Erin passed away.
NEWS - Per Andrew Lincoln di "The Walking Dead" la prossima stagione sarà "una partita a scacchi"
You may still be recovering from the season 7 finale, but Walking Dead star Andrew Lincoln is already anticipating season 8. The 43-year-old actor recently opened up about why he’s so pumped for the next season. “I can’t wait. This is not hyperbole,” Andrew told EW. “This is not a cynical act to try and amp up enthusiasm for the hundredth episode in season 8, but I am genuinely more excited about this next episode and the following 15 than I’ve ever been in my life. I can’t wait to get back.” He added, “It’s been a lot of placing the chess pieces and positioning and introducing key players in this landscape. And I think now we get to start really playing the game. The game is afoot, as they say.” In case you missed the news, Fear the Walking Dead was just renewed for a fourth season!
You may still be recovering from the season 7 finale, but Walking Dead star Andrew Lincoln is already anticipating season 8. The 43-year-old actor recently opened up about why he’s so pumped for the next season. “I can’t wait. This is not hyperbole,” Andrew told EW. “This is not a cynical act to try and amp up enthusiasm for the hundredth episode in season 8, but I am genuinely more excited about this next episode and the following 15 than I’ve ever been in my life. I can’t wait to get back.” He added, “It’s been a lot of placing the chess pieces and positioning and introducing key players in this landscape. And I think now we get to start really playing the game. The game is afoot, as they say.” In case you missed the news, Fear the Walking Dead was just renewed for a fourth season!
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