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giovedì 4 maggio 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
LA STAMPA
"American Gods" oltre i tabù del piccolo schermo
"Ci sono tanti tipi di divinità. Ci sono quelle vecchie e quelle nuove; ci sono quelle senza nome e quelle che si ripetono sempre uguali. Poi ci sono le divinità di oggi, le divinità del danaro, del progresso, della tecnologia. Non hanno bisogno di templi. Vivono della nostra vita, si nutrono delle nostre anime; ci sono, ma non li vediamo. E combattono una guerra secolare con i vecchi dei, indimenticabili eppure indeboliti, dalla faccia sempre identica, dal nome spesso didascalico, appesi a un filo di misticismo. Non ci sono vincitori, in un certo senso, nemmeno vinti. Gli American Gods, quelli che racconta Neil Gaiman nel suo omonimo romanzo, bellissimo e potentissimo, e quelli che sono protagonisti della serie Starz, disponibile qui in Italia su Prime Video di Amazon, sono gli ultimi conosciuti e si sfidano per la fede di ogni singolo credente. Potere, magia, giochi e premi. II libro di Gaiman è stato uno dei più importanti del genere fantasy degli ultimi anni: ambientato al giorno d'oggi e contemporaneamente rivolto al passato, scorrevole, piacevole, una cascata di parole, nomi e ricorrenze. Un cult della carta stampata. I vecchi dei che sono uomini, e quelli nuovi che si perdono nei meandri del capitalismo. Sullo sfondo c'è l'America delle autostrade, dei grattacieli,  l'America buia e polverosa, dei luna park di periferia e delle case degli immigrati. Respiri e la senti: la puzza di minestra di cavolo mista a quella di incenso, il whiskey invecchiato e l'amaro del sangue. Gli dei sono sempre lì, sempre in bilico, vivono finché c'è chi crede in loro, e più sono numerosi i loro fedeli, più sono potenti. La serie tv ideata da Bryan Fuller e Michael Green racconta le stesse doppiezze e le stesse contraddizioni del libro di Gaiman. E mastodontica, colorata e sanguinolenta. C'è sesso e c'è dolore, e soprattutto c'è vendetta. Gli dei antichi e gli dei nuovi, gli dei americani e gli dei di tutto il mondo. Il protagonista è Shadow Moon (interpretato da Ricky Whittle). Insieme a lui, magnifico, Mr. Wednesday: misterioso ed etereo, umano e comunque invincibile, ammiccante e intoccabile. Gli dà faccia e voce un bravissimo Ian McShane. American Gods scardina alcuni dei più antichi tabù del piccolo schermo, talvolta esagerando e talvolta spingendosi troppo oltre, talvolta diventando confusa e confondibile, e talvolta facendosi fumosa, traballante e ripetitiva. Quando però la materia - e quindi il racconto, la storia e i personaggi - prendono compostezza e ordine, si apre uno spiraglio luminoso per lo spettatore: uno spiraglio in cui credere e da seguire, uno spiraglio bellissimo, ingarbugliato e vibrante". (Gianmaria Tammaro)

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