lunedì 12 febbraio 2007

NEWS - Medici al derby: stasera scontro epocale tra i medici di "ER" (su Raidue) e quelli di "Grey's Anatomy" (su FoxLife)
Era inevitabile. Dopo il boom del genere medico, dove succedere prima o poi che i dottori "in serie" incrociassero i bisturi. E così stasera va in onda un derby storico tra i medici di "ER" (su Raidue) e quelli di "Grey's Anatomy" (su FoxLife, con l'inedita terza stagione). A proposito di questi ultimi, ecco il comunicato di lancio di SKY.

Nuova stagione, vecchi amori? E’ questa la domanda che segna l’inizio della 3a stagione di "Grey's Anatomy", in onda su FoxLife (canale 111 di SKY) in prima visione assoluta in Italia, ogni lunedì alle 21:00a partire dal 12 febbraio. La 3a stagione di "Grey’s Anatomy" si apre infatti all’insegna di molteplici interrogativi: chi sceglierà Meredith (Ellen Pompeo) tra Derek (Patrick Dempsey) e Finn (Chris O’Donnel)? Riuscirà Izzie (Katherine Heigl) a superare il trauma della morte dell’amato e a varcare ancora una volta la soglia del Seattle Grace Hospital? Cosa ne sarà di Burke (Isaiah Washington) dopo l’incidente che lo ha coinvolto nell’ultima puntata? E George (T.R. Knight) riuscirà a trovare finalmente l’amore della sua vita in Callie (Sara Ramirez)? Il gruppo di specializzandi in chirurgia del Seattle Grace Hospital, continua così il periodo di tirocinio cercando di “sopravvivere” alla massiccia dose di stress e competizione tipiche dell’ambiente e allo stesso tempo di mantenere un po’ di spazio per la vita privata, in un mondo dove questo è praticamente impossibile. Questa nuova stagione non deluderà le aspettative dei tantissimi appassionati. I presupposti ci sono tutti: negli Stati Uniti la serie ha registrato al suo terzo debutto – sempre sul network ABC - più di 25 milioni di spettatori, imponendosi come il programma più visto da costa a costa e confermando la tendenza già registrata con le prime due stagioni (la seconda stagione, infatti aveva ottenuto una audience media di quasi 20 milioni di spettatori, con il 21% di share). L’episodio speciale Codice Nero, programmato negli USA al termine del Super Bowl (la finale del campionato di football americano) era stato seguito da quasi 40 milioni di spettatori, un record assoluto per un episodio di una serie televisiva che non fosse un finale di stagione. Ma "Grey's Anatomy" non è un “caso” solo per gli ascolti record. Come ha decretato la “Bibbia” del mondo televisivo americano, "Entertainment Weekly", nel numero speciale di fine anno dedicato ai primati del 2006, il cast della serie è al primo posto nell’elenco dei migliori ‘entertainers’: Meredith & Co. non sono dei semplici personaggi, ma un vero e proprio fenomeno culturale. Il linguaggio e i modi di dire usati al Seattle Grace Hospital sono entrati a far parte del lessico comune e le storie dei protagonisti sono tra gli argomenti di conversazione preferiti dagli americani. Attori, vip e persino i Clinton hanno pubblicamente dichiarato di essere grandi fan della serie. Ricchissimo il “palmarés” della serie (54 tra nomination e premi vinti): per quest’anno, si è già aggiudicata un Golden Globe come migliore serie e tre nomination (migliore attrice protagonista Ellen Pompeo, migliore attore protagonista Patrick Dempsey, migliore attrice non protagonista Katherine Heigl), che si aggiungono a 1 Golden Globe e 1 SAG ottenuti da Sandra Oh nel 2006, 11 nomination agli Emmy nel 2006 e 3 nel 2005, e 5 nomination ai SAG (rispettivamente 2 quest’anno e tre nel 2006). La serie viene trasmessa in 34 paesi in tutto il mondo. Il titolo richiama quello di un famoso manuale di anatomia, il Gray’s Anatomy of the Human Body, ma si riferisce anche a Meredith Grey (l'attrice Ellen Pompeo), la protagonista, e al nome dell’ospedale in cui è ambientata, il Grace Hospital. Nel piccolo mondo dell’ospedale, i giovani specializzandi lottano per diventare medici e i medici lottano per mantenere la loro umanità. "Grey’s Anatomy" mette a fuoco il dramma e l’intensità della carriera medica intrecciata all’esistenza dei giovani, con i suoi momenti lieti e quelli più difficili e dolorosi, mentre questi si preparano a scoprire che né la medicina né i rapporti umani possono essere definiti in bianco e nero: la vita vera è tutta un susseguirsi di zone grigie.

domenica 11 febbraio 2007

NEWS - Nuovi telefilm in arrivo: oltre alle serie "Supernatural" e al ritorno di "Lost", c'è anche la strepitosa Helen Mirren di "Prime Suspect"
(ANSA) - Molte novita' come 'Blade', 'Weeds' e 'Kidnapped', qualche outsider del calibro di Helen Mirren, alcuni ritorni attesi, vedi 'Lost', e un prossimo arrivederci ad House, sempre piu' lanciato: la mappa dei telefilm americani, che in questa fase vede crescere le quotazioni di "Grey's Anatomy", si arricchisce di ricette narrative ardite e sperimentali, rafforzando il filone supernaturale e investigativo. Le 'series' che dilagano sul piccolo schermo, premiate dagli ascolti, agevolate dalla crisi della televisione generalista e dal crollo dei reality, sono ormai una valanga e, forti dei riconoscimenti a pioggia, arrivano in Italia contando sul loro zoccolo duro. Fiore all'occhiello delle 'new entry' e' di certo 'PRIME SUSPECT', un'anteprima assoluta per il pubblico italiano, protagonista Helen Mirren: l'appuntamento e' con HALLMARK CHANNEL dal 13 febbraio alle 21. La serie, composta di sette stagioni (la prima risale al 1991), e' piuttosto dark, realista fino all'eccesso, torbida quanto basta con una detective alcolizzata, caotica ed egoista alle prese con il sessismo dei colleghi, Jane Tennison. Piuttosto originale e' invece 'WEEDS' che debutta oggi in prima serata su SKY SHOW. Il plot si basa su una casalinga Nancy Botwin (Mary Louise Parker) che per tirare avanti spaccia marijuana. Per gli amanti del soprannaturale invece arriva 'BLADE', l'ammazzavampiri, che porta sul piccolo schermo un classico cinematografico. Un po' di fantascienza e un tocco di fantastico, noir come il suo look, Blade 'atterra' su FOX il 26 febbraio in prima serata. Un ottimo filone, brillantemente sperimentato da 'Smallville' e da 'Medium', che passa anche per un'altra prima: 'SUPERNATURAL', da martedi' 13 febbraio su RAIDUE, subito dopo il ritorno di 'LOST' che dovra' dimostrare, sul fronte ascolti, di essere in buona salute al contrario di quanto accade in America dove e' in piena crisi e si pensa a mettere la parola fine alla saga dei sopravvissuti del volo 815 dell'Ocean Flight. Il mercoledi' e' la volta di un pezzo forte: Timothy Hutton, protagonista di 'Gente Comune' e figlio di Jim Hutton, il volto di Ellery Queen, e' nel cast di 'KIDNAPPED' alla sua prima stagione su AXN (Sky), che ha come punto di partenza il rapimento di un ragazzo dell'alta societa' newyorkese. Dal 14 febbraio, tra il paranormale e l'inquietante, in onda 'REVELATIONS' su FOX, miniserie che mette in scena il contrasto tra scienza e fede. Per FOXLIFE il top e' la terza season di 'GREY'S ANATOMY' da lunedi' 12 febbraio (la seconda stagione va in onda su Italia 1), mentre i fan possono iniziare preparasi al commiato su ITALIA 1 da 'DR. HOUSE' che termina il 16 marzo in attesa della quarta serie, spazzando via, per ora, il ciclico tam tam riguardo a un interesse di Canale 5 per il dottore macina-ascolti. E, anche se priva di un protagonista, resta la serata in corsia di Italia 1 con "Grey's Anatomy" che raddoppia.

venerdì 9 febbraio 2007

NEWS - Ultima ora: Mischa Barton e il fidanzato-scimpanzè Cisco Adler si sarebbero lasciati!
Dopo la rottura (epocale) tra i due divi di "The O.C.", Rachel Bilson e Adam Brody, anche Mischa Barton, l'ex interprete di Marissa nel teen-ex-cult si sarebbe separata. La bella attrice inglese avrebbe lasciato il fidanzato-scimpanzè Cisco Adler, membro della band Whitestarr. Anche se il portavoce della Barton non rilascia dichiarazioni, sembra che l'annuncio della separazione sia imminente e Mischa viene sempre più spesso avvistata in giro da sola. Ne sapremo di più prossimamente...

FLASHBACK - Bentornati a "Twin Peaks" - Quinta tappa nel mitico occhio di Lynch (del quale esce oggi nelle sale l'imperdibile "INLAND EMPIRE"). Tracce del poliziesco "Hill Street Blues", con la complicità di Mike Frost. A cura di Elena Palin

"Hill Street Blues" in "Twin Peaks"

Il 7 agosto 2001, sempre nel corso dell’intervista di "Wrapped in Plastic" già citata in precedenza, Mark Frost affermò, riguardo a "Twin Peaks", di aver “descritto una specie di film poliziesco che si svolgeva in qualche cittadina del nord est del Paese”. Otto anni prima, in un dossier speciale curato dalla rivista cinematografica "Génération Séries", il produttore definì con ancora maggior precisione l’idea che l’aveva guidato durante la realizzazione del serial: “Abbiamo cercato di rinnovare la soap opera serale nello stesso senso in cui 'Hill Street Blues' lo ha fatto con il genere poliziesco dieci anni fa “[1]
"Hill Street" rappresenta infatti il più importante punto di rottura all’interno del genere poliziesco e Mark Frost è uno dei suoi produttori e sceneggiatori[2]. Per la prima volta nella storia dei telefilm polizieschi americani il formato è quello del serial, con un cast talmente ampio da non consentire una differenziazione netta tra personaggi fissi e occasionali. Da qui la miriade di vicende parallele che si svolgono in più puntate e l’efficace segmentazione narrativa.
La stessa caratteristica possiamo ritrovarla all’interno di "Twin Peaks" dove il produttore mescola frequentemente accenti drammatici tipici del genere con tinte rosa e brillanti siparietti degni di una sit-com.
[3] Anche qui troviamo una stazione di polizia: lo Sheriff Department, dove officia lo sceriffo Harry S.Truman con i suoi vice Andy e Hawk e la telefonista Lucy, e dove arriverà il detective dell’FBI Dale Cooper. E anche qui possiamo ritrovare quella interpretazione corale che tanto aveva reso famosa Hill Street. Nella piccola cittadina, come nel commissariato di Los Angeles, non ci sono eroi solitari e atmosfere patinate, ma le vicende ruotano attorno alla routine di un gruppo di agenti, e le indagini sull’omicidio di Laura Palmer si intrecciano con i casi personali dei protagonisti, i loro problemi quotidiani e i non facili rapporti affettivi.[4]

Per esempio, il quinto episodio si apre con un siparietto divertente che vede coinvolto l’agente Cooper: egli non riesce a prendere sonno a causa del gran chiasso all’interno del Greath Northren Hotel e per questo si confida disperato con il registratore Diane; nella scena seguente, però, lo vediamo già all’interno di un’atmosfera dalle tinte rosa, mentre cerca di resistere al corteggiamento della bella Audrey troppo giovane per lui. Dopo due scene ritroviamo Cooper ora finalmente nel ruolo del detective: si sta infatti recando a casa di Leo Johnson per un sopralluogo. Ma lo spettatore rimane totalmente spiazzato quando il detective, dopo essere stato aggiornato sullo stato delle indagini, domanda a Truman: ”Hai per caso delle ciambelle?”. A questo punto la squadra continua le indagini, mentre lui addenta ciambelle e beve caffè nero, e quando affida il prezioso dolcetto ad Andy, per arrampicarsi sul lampadario, è quest’ultimo a mangiarlo avidamente, stando attento a non farsi scorgere dal superiore. Ciò non rappresenta tanto una svalutazione della figura del poliziotto, quanto un vero e proprio tentativo di umanizzazione, una lacerazione di quel velo di sacralità che spesso ricopriva la professione di tutore della legge. Il fatto che Cooper mangi ciambelle non significa che si disinteressi delle indagini o che non sia in grado di svolgere il suo lavoro.
Tornando a "Hill Street", il serial si differenzia per molti aspetti da ciò che è stato fatto in passato non soltanto perché racconta con toni realistici la vita di tutti i giorni all’interno di un distretto di polizia, ma, in particolare, perché dedica molto spazio alle vicende private dei vari agenti. Non si parla tanto di delitti e criminali quanto di poliziotti che possono avere debolezze o paure personali. Ma anche il serial di Lynch tratta queste sfaccettature: se vediamo Cooper resistere a fatica al corteggiamento di Audrey, anche gli altri personaggi vengono delineati nella loro vita privata. Già dal primo episodio lo spettatore viene a conoscenza di una relazione segreta tra Josie Packard, la bella vedova orientale a capo della segheria e lo sceriffo Truman, uomo semplice e dalla scarsa personalità. Il settimo episodio, invece, ci mostra l’agente Andy alle prese con la fidanzata Lucy: dopo essersi fatto perdonare, subisce lo shock della notizia di una sua futura paternità.
Ma in alcuni episodi il serial di Lynch arriva persino ad inscenare una vera e propria parodia del genere poliziesco. Ne è un esempio l’inseguimento e la cattura di Jacques Renault, nell’ultimo episodio della prima stagione, costellato da un esorbitante numero di metafore sulla pesca nei messaggi in codice tra gli agenti di polizia.[5] La scena si apre su un fermo immagine della città di notte con una macchina della polizia ferma. All’interno vi sono Truman e Andy che, in modo cameratesco, parlano di donne. All’improvviso si accende la radio e l’agente Hawk li informa dell’avvicinamento di Jacques: “La trota risale la corrente!” dice. Da qui il linguaggio metaforico dilaga all’interno del testo: “Ottimo lavoro! Adesso prepariamo l’arpione!” ribatte Truman. Hawk prosegue entusiasta: ”Probabilmente si perderà la pesca (riferendosi all’agente Cooper), ma sarà qui per quando lo griglieremo!” e Truman conclude: ”Ricevuto. Passeremo all’azione appena il pesce farà vedere le pinne!”.
L’umorismo grottesco e dissacrante e l’autoironia di "Hill Street Blues" vengono qui elevati all’ennesima potenza fino ad arrivare in alcuni momenti al loro culmine e quindi alla parodia stessa della messa in scena.
(Vedi anche Post precedenti: 11-19-26 gennaio, 3 febbraio - P.S.: da oggi nelle sale l'ultimo capolavoro di David Lynch, "INLAND EMPIRE", 3 ore spese bene con al centro una sit-com misteriosa...!)

[1] Intervista tratta dai contenuti speciali della raccolta “I segreti di Twin Peaks. Stagione 1”
[2] Il telefilm viene trasmesso dalla NBC a partire dal 15 gennaio 1981 in prima visione, mentre in Italia arriva l’8 aprile 1982 con il titolo “Hill Street giorno e notte”. Oltre a Mark Frost la realizzazione della serie vede impegnati Steven Bochco e Michael Kozoll. Per un maggior approfondimento si rimanda a Roberto Pastore, “Sulle strade della fiction. Le serie poliziesche americane nella storia della tv”, Lindau 2002
[3] Diego Del Pozzo, “Ai confini della realtà. Cinquant’anni di telefilm americani”, Lindau 2002
[4] Roberto Pastore, “Sulle strade della fiction. Le serie poliziesche americane nella storia della tv”, Lindau 2002
[5] P. L. Basso, O. Calabrese, F. Marsciani, O.Mattioli, “Le passioni nel serial televisivo”, VQPT

GOSSIP - E' tutto un "L Word"! Dopo Ellen DeGeneres e Portia De Rossi, voci di attrazione lesbo tra Kristanna Loken (new entry proprio a "The L Word") e Michelle Rodriguez ("Lost") E' tutto un "L Word" o è tutto marketing? Domanda non da poco, con un innegabile tocco pruriginoso, che scuote lo star-system telefilmico un pò per gossip, un pò per convenienza e un pò per sincero orgoglio omosessuale. Dopo la conclamata relazione-simbolo tra Ellen DeGeneres ("Ellen") e Portia De Rossi ("Ally McBeal", "Arrested Development"), al centro delle interviste di copertina dedicate alla prossima presentatrice degli Oscar sia sul manifesto omosex americano "The Advocate", sia sul quotato mensile "W", si vocifera ormai da un paio di mesi della presunta lesbo-liason tra la sventola bionda Kristanna Loken (sì, proprio lei, il TX micidiale di "Terminator 3") e Michelle Rodriguez (Ana Lucia Cortez in "Lost"). Sarà vero, sarà falso? Tra gli indizi sparsi qua e là per i Grissom del caso: la mai negata bisessualità della Loken (con tanto di foto di baci omosex a feste pubbliche in discoteca con la popstar Pink e la frase rilasciata a "The Advocate": "le mie relazione con donne sono state più intense di quelle avute con uomini"); la stessa Loken è entrata da poco nel cast del lesbo-cult "The L Word"; la Loken e la Rodriguez hanno recitato insieme nel film dimenticabile "Bloodrayne" (che sà da fà per lancià...!); la Rodriguez sembra un uomo.

giovedì 8 febbraio 2007

NEWS - E' morto il papà de "L'Ispettore Derrick"
(ANSA-AFP) - BERLINO, 7 FEB - Il 'padre' della popolare serie televisiva 'L'ispettore Derrick', lo sceneggiatore tedesco Herbert Reinecker, e' morto a fine gennaio, all'eta' di 92 anni. Lo ha annunciato oggi la vedova, confermando la notizia che verra' pubblicata domani dal quotidiano 'Sueddeutsche Zeitung'. Reinecker ha scritto la sceneggiatura dei 281 episodi della serie 'cult' tedesca girati tra l'ottobre 1974 e l'ottobre 1998 e che hanno fatto la fortuna del secondo canale della televisione pubblica Zdf. 'L'ispettore Derrick', criticato da taluni per la carenza di azione, ha avuto un successo enorme in Germania e nel mondo. E' stato distribuito in 102 Paesi, tra cui Italia, Francia e Cina. Nato nel 1914 a Hagen, Herbert Reinecker, un giornalista che aveva iniziato a lavorare durante il nazismo, e' autore anche di diverse altre serie televisive, che pero' non hanno mai superato i confini della Germania.
NEWS - Heyyy!! E' sempre più camici-mania, anche Fonzie diventa dottore. Sugli scaffali arrivano i libri di "Grey's Anatomy" e di Hugh Laurie
(ANSA) - Su tutti i canali e' sempre piu' 'camice bianco-mania': arriva un nuovo medico formato piccolo schermo interpretato da Henry Winkler, il mitico Fonzie di "Happy Days". 'Out of Practice - Medici senza speranza' e' una sitcom tutta da ridere che ha appena debuttato su Paramount Comedy, sul canale 115 di Sky. Sembra proprio che nessuno possa piu' fermare la carica massiccia dei 'medici catodici' che propone tutte le sfumature di una professione mai cosi' in auge nella fiction e purtroppo in caduta libera nelle cronache: si puo' essere acidi come Gregory House, suadenti come Meredith Grey, in crisi come "Huff", sfrenati come "Nip e Tuck" oppure lontani dal mitologico, vedi i medici italiani che esercitano sul filo del realismo. Come fa il nuovo gruppo di 'Medicina Generale', la serie in tredici puntate, in onda su Raiuno da domenica 25 febbraio, che va a ingrossare i gia' robusti palinsesti dove ogni telespettatore puo' trovare il suo reparto e il proprio medico di fiducia. 'Out of Practice' gioca la carta della comicita'e racconta le avventure una strampalata famiglia di medici, professori e luminari della medicina, in equilibrio precario tra vita privata e vita professionale. Al centro di tutto il professor Stewart Barnes, uno stimato gastroenterologo in preda alla piu' classica delle crisi di mezza eta': non sopporta piu' l'ex moglie, anche lei medico, e ha perso la testa per le curve clamorose della sua, peraltro poco brillante, assistente. Ma soprattutto: il professor Stewart Barnes e' Henry Winkler che, dopo molti anni nascosto nei ruoli di produttore e regista, ha finalmente accettato di tornare davanti alla macchina da presa. Una carta a sorpresa e una variazione sul tema, quella di 'Medici senza speranze', a dispetto di un possibile effetto saturazione da camice bianco: per ora resistono, vanno di moda e fanno ascolti e quindi si continua a sfornarne sempre di nuovi. Non solo, dalla televisione si vanno spostando in libreria dove e' fresco fresco di stampa il libro tratto da "Grey's Anatomy", edito da Sperling&Kupfer, che raccoglie tutto il 'gossip' riguardo ai tirocinanti del Grace Hospital di Seattle. Diversa la storia per House, un culto, anzi un classico che ha unito pubblico e critica. Il libro di Hugh Laurie, 'The Gun Seller', (una spy story che pero' nulla a che vedere con il medical drama ma che tirera' proprio grazie alla popolarita' del personaggio House), sta finalmente per uscire in Italia grazie a Marsilio che pensa gia' al secondo lavoro di Laurie, 'The Paper Soldier', entro quest'anno sugli scaffali americani.

mercoledì 7 febbraio 2007

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Michael Vartan, dopo "Alias" diventa serial-killer
Il rimpianto Michael Vartan di "Alias" è stato ingaggiato per interpretare un serial-killer nel film "Worst Nightmares". La pellicola, che si candida a diventare il "Seven" del 2000 e le cui riprese inizieranno quest'estate a Los Angeles, racconta di un folle omicida che sceglie le sue vittime in base alle loro paure. Nel cast anche Lance Henriksen, l'ex protagonista del telefilm cult "Millennium". Sempre a tinte forti sarà il secondo dei tre film del 2007 che vedono in prima fila Vartan: "Rogue" è la storia di un giornalista che indaga su un cannibale in Australia. Per la gioia delle fans, Vartan tornerà ad essere amabile nel film on the road "Jolene", con Denise Richards al suo fianco.
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "TU")
NEWS - Auditel satellitare top secret: "E' già disponibile ma c'è stato un ripensamento..."
Walter Pancini, Direttore Generale dell'Auditel, su "Italia Oggi" di oggi: "Già da ieri sono disponibili i dati sugli ascolti delle emittenti satellitari. Credo, però, che ci sia in questo momento una pausa di riflessione da parte degli operatori prima di rendere pubblici i dati". Ipse dixit. (Vedi anche Post del 5 febbraio 2007)
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Joss Whedon ("Buffy") rinuncia alla regia di "Wonder Woman"! Hollywood sempre più a...strisce: in cantiere "Flash", "Witchblade", "Wolverine", "Hulk 2"
(ANSA) - ROMA, 5 feb - Fra cambi di registi, nuovi film e stop a progetti di cui si parla da anni, Hollywood continua imperterrita a nutrire il filone delle pellicole dedicate ai supereroi e personaggi nati dai fumetti. Fra le ultime notizie, Hollywood Reporter annuncia che sara' Shawn Levy, fresco del successo di 'Una notte al museo', a dirigere 'Flash', il film dedicato al personaggio con il potere di muoversi a velocita' straordinaria creato da Gardner Fox e Harry Lampert nel 1940, pubblicato dalla DC Comics. Levy e' stato chiamato a sostituire David Goyer sceneggiatore di 'Batman Begins' e regista del thriller soprannaturale 'The Invisible', in uscita quest'anno), che ha abbandonato qualche giorno fa il progetto, dopo che i produttori avevano giudicato il suo script troppo cupo. E' arrivato un nuovo stop invece per il film sull'eroina dotata di lasso e aereo invisibile, "Wonder Woman". Joss Whedon, il regista che avrebbe dovuto dirigere la pellicola ha rinunciato. ''Io e i produttori avevamo in mente due film differenti e considerato il budget di questi tipo di pellicole, non avrebbe mai funzionato'' ha spiegato Whedon sul suo sito, aggiungendo che ''nonostante le indiscrezioni, non era stata ancora scelta l'attrice per la parte della protagonista''. Procede invece l'adattamento per il grande schermo del fumetto 'The Witchblade', nato nel 1995 e che ha gia' ispirato un telefilm e un cartone animato giapponese. Gli sceneggiatori Marty Mustov e Ethan Erwin hanno iniziato a lavorare allo script che raccontera' la storia di Sara Pezzini, una detective della polizia di New York che combatte il male con una spada dagli straordinari poteri appartenuta anche Giovanna D'Arco. ''Con 'Witchblade' stiamo andando nella direzione di un horror soprannaturale - hanno spiegato Mustow e Erwin -. Stiamo scrivendo gia' con l'idea di un sequel in mente. Il primo film introdurra' al mondo del ersonaggio, e all'origine dei suoi poteri''. Novita' anche sul film dedicato a "Wolverine", uno degli X Men firmati Marvel (portati sul grande schermo in tre film da Bryan Snger e Brett Ratner) diventato protagonista di una seguitissima serie di fumetti a se', che al cinema continuera' ad avere il volto di Hugh Jackman. L'attore scozzese Brian Cox, coprotagonista del film, di cui ancora non si conosce la data di inizio delle riprese, ha detto alla BBC che la storia del mutante dotato di istinti animali acutissimi e grandi artigli sara' un prequel ambientato 17 anni prima le vicende raccontate nelle pellicola sugli X Men. Louis Leterrier, il regista del nuovo film dedicato a "Hulk" (il primo e' stato diretto da Ang Lee), ha svelato che e' vicino a scegliere l'attore che interpretera' Bruce Banner, lo scienziato che dopo essere stato esposto ai raggi gamma, si trasforma, quand'e' in preda al dolore o alla rabbia, nell'omone verde. Ha svelato inoltre che le parti in cui il protagonista apparira' 'trasformato' verranno create in computer animation e che, nella storia, i nemici di Hulk saranno Thunderbolt Ross (il generale che gli da' la caccia) e Emil Blonsky, supercriminale che diventa il mostro chiamato 'Abominio'.

martedì 6 febbraio 2007

NEWS - Ultima ora, Spike Lee firma il telefilm "Mony" con Bobby Cannavale
(ANSA) - ROMA, 6 feb - Bobby Cannavale, volto noto della televisione americana, entra nel cast del pilot 'Mony', che sta per Major of New York, diretto da Spike Lee: lo annuncia 'Hollywood Reporter'. Sara' Cannavale il protagonista del drama prodotto per la Nbc e che narra le avventure di un 'public advocate' che inaspettatamente diventa sindaco ad interim di New York: commettera' errori, prendera' decisioni sbagliate ma alla fine conquistera' i cuori dei suoi cittadini. Gli ideatori sono Tom Fontana e Barry Levinson ('Homicide', 'Oz'). Cannavale era nel cast di 'Shall We Dance?' e ha recitato anche in 'Six Feet Under', in 'Ally McBeal', 'Sex and City' e ha conquistato anche un Emmy per la sua partecipazione a 'Will&Grace'.
NEWS - Niente scherzi (a parte): "Dr. House" sta di casa a Italia 1. Smentite le voci di un passaggio su Canale 5
(ANSA) - ROMA, 6 feb - Nessuno spostamento in vista per 'Dr. House'. Il medico acchiappascolti tv, ormai a 5 milioni di spettatori e il 18% su Italia 1 (ben sopra la media di rete), rimarra' nella rete diretta da Luca Tiraboschi fino a fine serie, ossia meta' marzo. E nonostante il suo successo, il telefilm con il ruvido medico protagonista non cambiera' rete, guadagnando la tv ammiraglia Mediaset, innanzitutto perche' su Canale 5 il profilo del pubblico e' ben diverso da quello di Italia 1 e poi perche' il ritorno in prima serata di una serie tv d'acquisto sarebbe abbastanza clamoroso in una rete, come Canale 5, da anni dedita all'autoproduzione in quella fascia. Certo che, anche se non c'e' alcuna conferma ufficiale, dalle parti della produzione di 'Scherzi a parte' tanta felicita' per il super successo di 'Dr House' non c'e': il programma con Claudio Amendola potrebbe forse fare ancora di piu' senza il concorrente interno, ma c'e' da dire che il venerdi' con la doppietta 'Scherzi'-'House', Mediaset e' praticamente imbattibile. Del resto spostare collocazione al medico interpretato da Hugh Laurie in un altro giorno della settimana (evitando di rosicchiare ascolti a programmi di Canale 5 e magari migliorare il totale reti Mediaset) non e' facile. La giornata piu' debole della rete diretta da Massimo Donelli e' ad oggi il lunedi', visto che la fiction 'Nati ieri' proprio non decolla, ma su Italia 1 (per fortuna Mediaset) ci sono 'Le Iene', ieri al 16%.
L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri
Rubrica a cura di Leo "Grant" Damerini apparsa su "Telefilm Magazine" di Febbraio

ANSA
Incantesimo politico

"La sinistra non pensi di incantare la gente con il buonismo da telefilm".
(Roberto Cota, Lega Nord, 04.12.2006)

SECOLO D'ITALIA
Bianco, rosso e verdastro

"Il rischio per la fiction italiana e' di diventare marginali".
(Agostino Saccà, Raifiction, 10.12.2006)

TV SORRISI E CANZONI
La giustizia ribaltona

"6+ a 'In Justice', nuovo telefilm di Foxcrime in cui si ribadisce con efficacia l'idea di una verità da riscoprire, di un verdetto da ribaltare, dell'innocenza di un condannato che può essere dimostrata per salvarlo".
(Mirella Poggialini, 11.12.2006)

CORRIERE DELLA SERA
I telefilm, derive dell'immaginario
"La serialità d'autore è un'opera aperta che si lascia facilmente attraversare dalle derive dell'immaginario. Come ci insegnano, appunto, i successi di 'Lost' e 'Dr.House', e prima di 'X-Files' e 'Buffy'".
(Aldo Grasso, 10.12.2006)

VANITY FAIR
I malati veri e quelli del Dr. House
"Sono arrabbiato perchè nelle scorse settimane i telespettatori dell''Infedele' mi hanno fatto un brutto scherzo. Io gli ho mandato in onda quella che continuo a considerare la migliore puntata dell'anno, dedicata alla società dei malati di cancro. E gli infingardi hanno voltato canale, tutti a guardare il 'Dr. House'...".
(Gad Lerner, 07.12.2006)

LA STAMPA
Buoni o cattivi, tra Welby e House
"Magari alla puntata di Lerner sul cancro c'erano troppe persone e mancava quella facile e in fin dei conti rassicurante formuletta alla quale siamo rassegnati; e quanti hanno intuito di che si trattava, avranno preferito distogliere lo sguardo, proprio come si sta distogliendo lo sguardo dal letto in cui Welby è 'solo' una persona che soffre. House interpreta alla perfezione il banale bipolarismo nel quale tutti noi, malati e sani, siamo costretti a riconoscerci, e che la televisione sublima in format: o buonismo o cattivismo".
(Stefania Miretti, 09.12.2006)

OGGI
"Vi spiego perchè House è diseducativo"
"Ho visto una sola puntata, ma mi è bastata per farmene un'idea. E' il ritratto opposto a quello dei medici buoni e simpatici cui ci ha abituati un filone narrativo a volte insopportabilmente caramelloso. Come si spiega il successo di questa serie televisiva anticonvenzionale che piace tanto al pubblico? La prima risposta non è nè di ordine medico nè di ordine morale: presentare un personaggio completamente 'alla rovescia' rispetto ai canoni tradizionali è un vecchio trucco che funziona quasi sempre, perchè uscendo dal comune attira l'attenzione. Ricordiamoci la 'ricetta' del secentesco Giambattista Marino: 'E' del poeta il fin la meraviglia/chi non sa far stupir vada alla striglia'. Un altro motivo dell'inimmaginabile successo di House può essere il fatto che il suo caratteraccio e i difetti ne fanno un personaggio al livello di tutti, e quindi in sostanza più 'umano', perchè diminuisce una distanza tra medico e paziente che non è solo culturale: se sotto il camice bianco i pazienti hanno il diritto di aspettarsi sempre un dottor Albert Schweitzer è inevitabile che sentano un pò lontano questo 'modello' di perfezione umana, pur ammirandolo. Ma una cosa è il successo di un personaggio tv, altra cosa è la realtà. Può darsi che a un pubblico che si è tanto divertito negli anni '70 per gli scherzi atroci che facevano i medici militari di 'Mash' (anche se non ai pazienti), House piaccia perchè è anche un esempio di humour, lo stesso che fece definire l'amore come la 'più grave delle malattie veneree'. ma un medico così piacerebbe davvero ai pazienti? Forse sì, ma all'interno di una precisa situazione: la fiducia del paziente in quel medico nonostante il caratteraccio, e la certezza che il malgarbo e le battute micidiali non sono rivolti contro di lui, non sono realmente aggressivi. Nell'House tv vedo invece un'immagine diseducativa, perchè manca uno dei principi base della medicina moderna. la centralità del malato e cioè che siano l'ospedale e i medici a ruotare attorno al paziente, non il contrario. Il malato, in mano a un sistema che non lo considera 'persona', diventa un ostaggio. Non si può muovere, non può reagire, può solo debolmente protestare. on è degno della natura del lavoro di medici e infermieri (e non è degno della natura di uomo) lasciarlo assetato se ha sete, sofferente se ha dolore, spaventato se ha paura. Il paziente ha diritto di essere al centro del lavoro di medici e infermieri, e ha altri diritti che solo da poco cominciano ad affermarsi. Il primo di questi diritti è quello di poter decidere, e questo concetto discende da una rivoluzione etica, che ha cambiato i rapporti tra medico e paziente, tra struttura sanitaria e paziente. Una volta il malato era l'oggetto di una decisione del medico, oggi è invece un soggetto a cui il medico deve fornire i dati utili a poter esercitare una scelta, dando il proprio consenso a soluzioni proposte dal medico, il quale non dimenticherà d'illustrare rischi e benefici. Ma tutto ciò nel serial tv (almeno in quello che ho visto) non appare e questo non è educativo".
(Umberto Veronesi, 13.12.2006)

IL VENERDI'
Spazio, ultimi oltre frontiera
"Noi italiani non abbiamo la cultura per fare 'Star trek' e, avendo a disposizione meno mezzi, dobbiamo sfruttare al massimo la nostra creatività".
(Lorenzo Mieli, 15.12.2006)

lunedì 5 febbraio 2007



NEWS - Alla faccia delle clausole anti-doccia: Eva Longoria scende nuda nell'"Arena"
Altro che clausola anti-doccia in "Desperate Housewives", come anticipato in anteprima da "Telefilm Cult" il 2 ottobre 2006! Eva Longoria ritorna sui suoi passi con tutta la sua sensualità desnuda in un servizio, con tanto di copertina, sul mensile inglese "Arena". Roba da "incatenarsi" al giornale, soprattutto leggendo l'intervista in cui Eva confessa il suo peccato originale: "Starò a 'Desperate Housewives' fino alla fine", contrariamente a quanto annunciato ai 4 venti di un probabile addio per intraprendere la carriera cinematografica. Infine una chicchetta non da poco: "Io mi sento come Bree Van De Kamp". Miss Bastian Contrari senza veli dixit.
NEWS - Auditel satellitare col giallo: rimandato di un mese il responso dei dati SKY...
Annunciato con grande enfasi, oggi sarebbe dovuto partire il nuovo Auditel che corregge il panel rilevato dai meter calibrati per misurare anche i canali satellitari. Invece siamo ancora in fase di rodaggio e i primi dati di ascolto anche delle singole reti del bouquet di Sky saranno pubblici solo tra un mese. Tanto tuonò che non piovve. Per ora. Il fatto strano è che l'annuncio del rimando di un mese è stato comunicato solo sabato, dopo una paginata di analisi accurata sulle tre Italie tv (Rai, Mediaset e SKY) sul "Corsera" e dopo la tragedia di Catania, con conseguente stop al Campionato di calcio per (almeno) due turni. E come si sa, il calcio è forse il primo polmone dei dati positivi del satellite...Sarà un caso? Certamente. E chi vivrà, vedrà (col decoder o senza).
BOLLETTINO - Pauley Perrette, una sexy-punk degna di "NCIS"
Nei panni della punk Abby Sciuto a "NCIS" è perfetta e non ha bisogno di gran trucco, visto che nella vita reale si veste e va in giro come lei (a parte i capelli: invece di corvini li sfoggia biondi platino alla Gwen Stefani). L'ex barista Pauley Perrette - che proprio dietro un bancone da pub ha mosso i primi passi nello spettacolo: nella quarta stagione di "Frasier" - si è diplomata a pieni voti in Criminologia, con tanto di studi approfonditi sulla "Black Dahlia" Elisabeth Short. Appassionata di poesia, ha accettato di recitare per sbarcare il lunario. Invidia al suo personaggio del telefilm il fatto di sapere tutto di computer, balistica, botanica: "vorrei essere come lei quando divento grande", confida la 36enne attrice sui generis originaria di New Orleans, al momento tra le più amate dalle comunità lesbiche americane. Da sempre seguace di musica metal, ex front-woman della band all girl Lo-Ball di Los Angeles, è comparsa nel video dei Metallica "The Unnamed Feeling", salvo poi debuttare da cantante solista con ben due CD da solista, "Distorted Lullabies" e "Precious", fondando infine la propria casa discografica (la GO Records). Con alle spalle un matrimonio fallito per abusi e violenze con il disc-jockey Francis Shivers, nel 2007 vedremo Perrette al cinema con l'horror "Satan hates you", un titolo che non promette nulla di buono anche se è certo che la nostra confidi in quello che la fa ben sperare da sempre e che enuncia dal suo Blog: "la Fede. Fede in Dio, in se stessi, nel tempo, nei cambiamenti, nell'infinito, nelle opportunità, nel destino, nella conoscenza, nell'eguaglianza e nella diversità". Sarà per questo che sul braccio sinistro si è fatta tatuare la scritta "RIP" e sul destro il simbolo dell'infinito?
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Febbraio)
PICCOLO GRANDE SCHERMO - "ChristmA(lia)s": Jennifer Garner diventa romantica sotto il prossimo Albero di Natale
(ANSA) - Jennifer Garner, l'ex volto di "Alias", sara' la protagonista del remake di 'Christmas in Connecticut', commedia romantica arrivata al cinema nel 1945, adattata poi nel 1992 al piccolo schermo dall'attuale governatore della California Arnold Schwarzenegger che ne aveva curato la regia e con Dyan Cannon nel ruolo principale. Secondo il quotidiano americano 'Variety' in questo nuovo film Jennifer Garner vestira' i panni di una donna non sposata, originaria di New York, che ha deciso di fondare la sua quotidianita' sull'inganno inventando un piano quasi perfetto. La donna, infatti, e riuscita a far credere al mondo di essere una famosa scrittrice di libri di cucina che, con il marito e una bambina piccola, vive in una fattoria del Connecticut. I suoi sogni, pero', saranno infranti per sempre quando si ritrovera' a organizzare un pranzo di Natale nella sua irreale fattoria.

sabato 3 febbraio 2007

NEWS - Un angelo ancora in volo: Farrah Fawcett ha sconfitto il tumore
Los Angeles, 3 feb. - (Adnkronos) - L'attrice americana Farrah Fawcett, biondissima ed atletica protagonista del serial tv 'cult' degli anni '70 "Charlie's Angels", ha compiuto ieri 60 anni ma soprattutto, secondo quanto riporta il settimanale 'People', ha sconfitto il cancro che le era stato diagnosticato lo scorso settembre. Fawcett ha risposto in maniera positiva ai trattamenti di chemioterapia e radioterapia e la sua prognosi e' "eccellente", secondo quanto hanno riferito fonti mediche alla rivista. Bellezza tipicamente americana, famosa per la sua tendenza alla trasgressione, l'attrice texana ha recitato anche sotto la direzione di registi come Robert Young e Robert Altman. Fawcett ha un figlio, avuto dalla sua relazione con l'attore Ryan O'Neal.
FLASHBACK - Bentornati a "Twin Peaks" - Quarto capitolo del viaggio nell'America dark di provincia di David Lynch. Cosa c'entrano gli Ewing di "Dallas" con i Palmer? Leggete e scopritelo...A cura di Elena Palin

"Dallas" in "Twin Peaks"

“Twin Peaks è la televisione americana di oggi, il dopo-Dallas. Perché, se la soap più famosa degli anni Ottanta ha stretto alleanza con il perfido J. R., ribaltando i tradizionali schieramenti televisivi, a Twin Peaks il male non ha né antagonisti né rughe, ma “rosse guance”, e mentre la cattiveria di Dallas è rassicurante quella di Twin Peaks è sconvolgente, perché al contrario smaschera la profonda corruzione del telespettatore.”[1]
Quando parla di "Dallas", Aldo Grasso si riferisce al primo serial che dopo l’exploit degli intrighi di "Peyton Place" riesce a conquistare il prime time americano. Il feulleiton creato da David Jacobs andò in onda per la prima volta il 2 aprile 1978 sulla CBS e, al di là di ogni previsione (doveva durare solo cinque settimane), si protrasse fino agli anni ’90. Nel gennaio del 1991 il ranch in cui erano ambientate le vicende venne venduto e trasformato in un luogo di culto per i turisti. Da qui la prima analogia con "Twin Peaks": se la cittadina di Dallas esiste realmente, al contrario della placida provincia lynchana, ciò non toglie che la regione boscosa del Nord-Ovest, a qualche miglio dalla frontiera canadese, sia diventata meta di pellegrinaggi per tutti i fan delle “vette gemelle”.
Ma non si tratta dell’unico punto in comune tra la saga texana di una famiglia ossessionata dai soldi, dal sesso e dal potere, che possiamo ritrovare all’interno del nostro serial.
Le vicende di "Dallas" ruotano attorno all’impero della Ewing Oil e, soprattutto, attorno alle malefatte del suo crudele erede J.R, definito senza mezzi termini “l’uomo che tutti amano odiare”. Una spietata devozione all’espansione del suo impero giustifica le sue principali debolezze: alcool, corruzione e belle donne.[2]
In queste sue caratteristiche ritroviamo subito la matrice di un personaggio spregiudicato e con sete di potere come Benjamin Horne, il proprietario del Greath Northern Hotel di Twin Peaks. Anche lui mira ad espandere il suo regno, al punto di intrattenere rapporti con delinquenti locali come Leo Johnson e i fratelli Renault e con Blacky, la maitress del One-Eyed-Jacks. Anche lui si serve delle sue relazioni sentimentali per ottenere ciò che vuole: ad esempio, nella prima puntata lo vediamo complottare con Catherine Martell alle spalle di Josie Packard per impossessarsi delle segherie di proprietà di quest’ultima.
La scena si apre su uno specchio nel quale è riflessa l’immagine di un uomo che si sta rivestendo e di una donna sdraiata in un letto. In sottofondo corre una musica angosciante, di morte, che nel corso degli episodi accompagnerà di frequente la presenza in scena di questi due personaggi.
La donna in questione è Catherine Martell che dal letto domanda infastidita: ”Perché devi sempre scappare via?”. L’uomo non risponde direttamente alla domanda, ma, con l’astuzia che lo caratterizza, sottolinea: ” Sono stato qui per più di un’ora”. Ma Catherine non è disposta a farsi prendere in giro: ”C’era un periodo in cui rimanevi qui tutto il pomeriggio!”. A questo punto l’uomo si gira e ci svela la sua identità: si tratta di Benjamin Horne, che, come suo solito, cerca di raggirare chi lo circonda. "Con il dolce trascorrere del tempo queste ore sembreranno lunghissime… come dei giorni!” dice. Il dialogo prosegue con un vivace botta e risposta tra i due, che potrebbe benissimo essere stato estrapolato da un feuilleton come Dallas.
C: ”Raccontala a qualcun altro. Non sono la principessa che aspetta il principe chiusa in casa”.
B: ” Scusami tanto. Non volevo offendere la tua sensibilità femminile.”
C: ”Oh no, è colpa mia. Ho confuso molto spesso quello che è il dovere con il piacere.”
B: ”Tesoro!” si avvicina al letto e, mentre sorseggia un bicchiere di champagne, allarga le braccia: ”E’ la stessa cosa anche per me”.
Lei, di rimando, acida: ”Non voglio sentirmi chiamare tesoro! Non sono un’adolescente”. Poi, messa da parte la gelosia, porta la discussione sul punto centrale del loro rapporto: “Qual è la prossima mossa?” domanda. E subito dopo: “Dobbiamo procedere!”.
B: ”Forse non dovremmo fare nulla. Qualche altra tragedia locale e Josie riuscirà a far colare a picco la segheria con le sue mani” dice, versandosi un altro bicchiere di vino.
Catherine ripete di non essere disposta ad aspettare tanto tempo e dunque Benjamin mostra tutta la sua indole “alla J.R”: ”Forse è arrivato il momento di accendere un piccolo fuoco” insinua. A questo punto tra i due inizia un dialogo, intriso di doppi sensi e sottointesi, in cui il rapporto sentimentale e la relazione lavorativa si fondono in un unicum:
C:”Stai parlando di dovere o di piacere?”
B: “Sto parlando della segheria Packard”
C: ”C’è… C’è tanto tanto legno dappertutto lì….”
B: ”Una scintilla vagante… Una sera…”
C: ”Una di quelle sere in cui Pete sarà andato fuori a bersi una birra…”
B: ”Ora mi ricordo…di quando rimanevo qui una giornata intera…”
La scena si conclude con un bacio appassionato tra i due, accompagnato sempre da una musica inquietante.

Ma il male che c’è a Twin Peaks non veste solo i panni di Benjamin Horne, la stessa Laura Palmer, come ho precedentemente dimostrato, non può assurgere al ruolo di “candida puella”. La reginetta del liceo, che è stata ripescata dal lago priva di vita, trova una degna antenata proprio in "Dallas": Kristen Shepard, la giovane cognata di J.R., nella settantasettesima puntata della quarta stagione viene trovata morta nella piscina di famiglia.
Aver nominato Kristen permette un altro collegamento tra "Twin Peaks" e la soap di Jacobs: la ragazza, anche lei per nulla innocente, verrà ricordata come una delle –aspiranti- assassine più famose della storia della soap. Infatti, l’ultimo episodio della seconda stagione si conclude con un attentato a J.R. e il, o meglio la, colpevole si rivelerà solo all’inizio della stagione successiva davanti a 85 milioni di americani. Anche la prima stagione del serial di Lynch si conclude con un colpo di pistola: a cadere a terra, in questo caso, è il detective Dale Cooper. E anche lui si rimetterà all’inizio della stagione successiva che, però, per una serie di motivi di cui parleremo più avanti, avrà meno fortuna di quella della saga texana.
(Vedi anche Post precedenti: 11, 19 e 26 gennaio 2007)

[1] Aldo Grasso, “Storia della televisione italiana”, Garzanti 2004[1]
[2] L. Damerini, F. Margaria, “Dizionario dei telefilm”, Garzanti 2004

venerdì 2 febbraio 2007

GOSSIP - Matthew Perry e Meg Ryan molto più che "Friends"...
Nuove coppiette hollywoodiane. L’ultima pare che sia formata da Meg Ryan e Matthew Perry, la 45enne protagonista di “Harry ti presento Sally” e il 37enne Chandler di “Friends”, che gode di un rinnovato successo grazie al serial “Studio 60 On The Sunset Strip” che, a dire il vero, ha goduto più dei favori della critica che del pubblico. Perry ha passato il sabato sera nella casa di Meg e i due sono stati anche avvistati durante una cenetta intima in un ristorante di Los Angeles. Hanno chiesto un tavolo appartato e Meg ha chiesto che le luci al loro tavolo venissero abbassate per allontanare occhi indiscreti…
(Notizia tratta da "Dagospia")
GOSSIP - Ultima ora: il Dottor Stranamore di "Grey's Anatomy" è diventato papà!
Il bel Patrick Dempsey, alias il Dottor Stranamore di "Grey's Anatomy", è diventato papà. La moglie Jillian ha dato alla luce l'attesa coppia di gemelli. Per la cronaca, li hanno chiamati Darby Galen e Sullivan Patrick, per la gioia dei rispettivi codici fiscali...
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giovedì 1 febbraio 2007

NEWS - Jennifer Aniston: "Ci ho messo una settimana per baciare Courteney Cox!"
Jennifer Aniston è emozionata come una bambina e come una bambina prende tutto come un gioco. E del resto fa bene. Il bacio tra lei e Courteney Cox in "Dirt" - lanciato da "Telefilm Cult" nel Post del 24 gennaio scorso e per il quale partirà da oggi un count-down fino al 27 marzo, giorno fissato per l'epocale episodio in questione in onda su FX - sta facendo impazzire tutta l'America. "People" è riuscito a intervistare la Aniston sul bacio lesbo più atteso del 2007. "Non mi ricordavo quanto ci si potesse divertire sul set: era dai tempi di 'Friends' che non mi succedeva - commenta Jennifer - anche se penso che il nostro pubblico non avrebbe gradito un bacio tra Rachel e Monica. Quello che accadrà in 'Dirt' è un bacio di addio. Io e Courteney abbiamo fatto una scommessa prima di interpretarlo. Mi sono chiesta quanti giorni ci avremmo messo prima di riuscirci. Alla fine ho vinto io: una settimana!".

mercoledì 31 gennaio 2007

NEWS - Joss Schwartz, dopo "The O.C." lancia "Gossip Girl"
Il nuovo network The CW ha commissionato al creatore e produttore esecutivo della serie "The O.C.", Josh Schwartz, l'episodio pilota di una nuova serie drama intitolata "Gossip Girl" basata sull'omonima collana di libri best seller edita dalla Alloy Entertainment. Il progetto vede anche la partecipazione di Stephanie Savage, già executive producer di "The O.C." e "The Mountain", Leslie Morgenstein e Bob Levy. "Gossip Girl" racconta le vicende di giovani privilegiati che frequentano una scuola privata di New York. Il primo romanzo della saga è uscito negli Stati Uniti nel 2002 e grazie al largo seguito, a maggio, è stato pubblicato il nono capitolo. Due anni e mezzo fa la Warner Bros. Pictures aveva tentato i progetto di un film basato sul romanzo, e aveva chiamato, per la sceneggiatura, la creatrice di "Una mamma per amica", Amy Sherman-Palladino, mentre per la parte principale era stata contattata Lindsay Lohan. Quando però i diritti del libro sono passati alla Alloy Entertainment, la compagnia ha preferito sviluppare un progetto per la televisione, dati anche i toni da soap opera della saga. Lo ha riferito Hollywood Reporter.

martedì 30 gennaio 2007

NEWS - Clamoroso: Gabriele Muccino firmerà nuova serie in America. Anche Spike Lee verso il piccolo schermo dei telefilm
E' sempre più boom dei telefilm. Nello specifico quelli americani, che attraggono addirittura cineasti italiani affermati come Gabriele Muccino, il quale dopo l'exploit su grande schermo de "La ricerca della felicità" firmerà una serie tv sulla tv a "stelle e strisce", più precisamente per il network CBS. "Viva Laughlin", questo il titolo del serial, vedrà impegnato il cineasta de "L'ultimo bacio" sia nelle vesti di regista che di produttore esecutivo, in quest'ultima veste al fianco di Hugh Jackman, l'interprete di Wolverine nella saga cinematografica degli "X-Men", nonchè protagonista del più recente "The Prestige". La storia, una commedia musicale tratta dalla serie inglese della BBC "Blackpool", racconta il sogno di un uomo che vuole aprire un resort nella Las Vegas degli spogliarelli. Jackman dovrebbe comparire in un cameo nella puntata-pilota. Le riprese cominceranno questa primavera in America. Muccino non è il solo cineasta affermato che sceglie i telefilm per esprimersi e sperimentare. Insieme al regista di "Ricordati di me", sono già in lista d'attesa per sbarcare sul piccolo schermo americano anche Spike Lee, in un progetto televisivo ancora segreto (probabilmente per la NBC), mentre il regista P.J. Hogan, già dietro la cinepresa dei film "Peter Pan" e "Il matrimonio del mio migliore amico", dirigerà la serie "Nurses" per il canale FOX.
NEWS - Jamie-Lynn DiScala, addio con lacrime a "I Soprano"
Mentre l'America si appresta a celebrare la stagione conclusiva de "I Soprano" questa primavera, Jamie-Lynn DiScala - l'interprete della ribelle Meadow nel serial - si dichiara dispiaciuta: "E' amaro, ma dopo 10 anni sul set nessuno di noi del cast è preparato all'addio. Siamo diventati una grande famiglia e ho molti amici del cuore tra i miei colleghi". Dopo la fine del telefilm che l'ha lanciata, l'attrice sbarcherà al cinema con un poker di film: l'horror "Dark Ride", la commedia "Homie Spumoni" con Whoopi Goldberg, il thriller "I remember" e l'agro-dolce "NY Serenade".
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "TU")
GOSSIP - Altro che "The L Word"! Ellen DeGeneres ("Ellen") e Portia De Rossi ("Ally McBeal") pazze una dell'altra
(Apcom) - "Mai stata così felice in amore". Ellen DeGeneres, l'attrice comica scelta per condurre la prossima cerimonia degli Oscar, si confessa alla rivista Usa "The Advocate" e racconta la love story che dura ormai da due anni con la collega Portia De Rossi. La 49enne DeGeneres - una delle esponenti più in vista della comunità lesbo americana ha avuto in passato numerose relazioni - tra le quali anche un lungo fidanzamento con l'attrice Anne Heche - ma dichiara di aver raggiunto un'intesa perfetta solamente con la De Rossi, nota al grande pubblico per aver interpretato una spietata avvocatessa nella serie televisiva "Ally McBeal". "Potrei dire di essere felice ma è riduttivo - ha detto al magazine "The Advocate" che gli ha dedicato la copertina - Con Portia c'è felicità, amore e complicità. Non voglio sminuire le mie storie passate ma penso di aver raggiunto l'intesa perfetta. Dall'inizio della nostra relazione siamo entrambe cambiate e cresciute. Ora ci sentiamo proprio complete". Tra le due attrici c'è solo un piccolo problema: l'altezza. "Quando lei porta i tacchi alti - scherza la DeGeneres - soffro dello complesso che aveva Tom Cruise con Nicole Kidman". A rendere la DeGeneres pienamente soddisfatta è anche un buon successo professionale."Sono molto nervosa e al contempo eccitata - ha aggiunto la futura presentatrice della notte degli Oscar - Voglio prepararmi per dare il meglio ma so già che una volta sul palco potrà succedere di tutto".

lunedì 29 gennaio 2007

NEWS - Ultima ora, Gay's Anatomy: il telefilm sui medici di Seattle stravince premi ma tiene ancora banco la polemica omofoba
(ANSA) - ROMA, 29 gen - 'Grey's Anatomy' trionfa agli Screen Actors Guild Awards ma sul red carpet tiene banco la polemica che ha investito uno dei protagonisti, Isaiah Washinghton, grande assente ieri alla premiazione e accusato di omofobia: l'attore afroamericano ha rivolto pesanti epiteti legati all'omosessualita' del collega T.R. Knight e la sua permanenza sul set della serie televisiva sembra addirittura in bilico. Washington prima si era scusato, poi aveva negato e, su pressioni fortissime dell'Abc che produce 'Grey's Anatomy', ha dovuto entrare in terapia per dare un segno tangibile del suo 'pentimento': "con l'aiuto della mia famiglia e dei miei amici, ho iniziato ad andare in terapia. Credo sia un passo necessario per capire i motivi del mio comportamento e per essere sicuro che non accada mai piu'. Apprezzo il fatto che mi e' stata data l'opportunita' di trasformare i miei errori in azioni positive, sul piano umano e professionale". Un set particolarmente litigioso sempre per colpa di Isaiah che gia' aveva pesantemente litigato con Patrick Dempsey, alias Derek Shepherd: ieri il cast, riunito per ricevere il riconoscimento assegnato dal sindacato degli attori, ha cercato di stemperare la polemica. Le tensioni tuttavia restano e soprattutto rimane il grave disappunto dell'Abc per i comportamenti di Isaiah Washingthon. Lui, nel telefilm, interpreta il dottor Preston Xavier Burke, mentre T.r.Knight, che proprio di recente ha fatto outing e ha confessato la propria omosessualita', e' George O'Malley, uno degli specializzandi.
NEWS - SAG fotocopia dei Golden Globes: "Dr. House", "Ugly Betty" e "Grey's Anatomy" sugli scudi
(ANSA) - ROMA, 29 gen - Perfettamente in linea con i Golden Globes, i tredicesimi 'Screen Actors Guild Awards' confermano sostanzialmente i verdetti gia' emessi il 16 gennaio: sul fronte televisivo, ancora una volta, vengono incoronati re del piccolo schermo Hugh Laurie per "Dr. House" e Chandra Wilson, la dottoressa Miranda Bailey di "Grey's Anatomy", nella categoria Drama, Alec Baldwin per '30 Rock' dove interpreta Jack Donaghy e America Ferrera, protagonista di "Ugly Betty", per le comedy series. Miglior insieme d'attori, un premio alla migliore serie televisiva, va a "Grey's Anatomy" (Drama) e a 'The Office' (Commedia). Insomma pochi i colpi a sorpresa della serata: Hugh Laurie, vincitore di due Golden Globe consecutivi, si aggiudica anche il Sag per "Dr. House", sempre al top del gradimento, della critica e ora anche il sindacato degli attori ne riconosce le qualita'. Cosi' come America Ferrera, vero astro nascente della televisione: brutto anatroccolo nella finzione, domina decisamente sul red carpet.
QUIZ - A quale attrice telefilmica appartiene il bikini cadente nella foto?
Alla faccia dei giorni della Merla, c'è chi in America si gode il caldo del sole tra un impegno tv e uno cinematografico. A chi appartiene ad esempio il bikini (un pò cadente per via delle onde) nella foto? A quale attrice telefilmica, la quale, con il popò che si ritrova, non sembra sedersi sul successo ed è più che mai sulla cresta...dell'onda?

QUIZ - L'attrice telefilmica col burqua era...
L'attrice telefilmica che nel Quiz del 8 gennaio scorso si era messa il burqua e si era pittata le unghie di nero era Michelle Trachtenberg, l'ex Dawn Summers di "Buffy". Complimenti agli indovinatori, Gel e Buffyfaith! Tra poco un nuovo entusiasmante Quiz per iniziare alla grandissima la settimana...
NEWS - Ugly, "Ugly Betty": la bruttina che conquista l'America (e Paola Cortellesi)
(ANSA) - Si chiama America Ferrera, ha qualche chilo di troppo, e' originaria dell'Honduras, e le basta l'aggiunta di un apparecchio per i denti, sopracciglia cespugliose, capelli in disordine e abiti eccessivamente colorati per diventare 'Ugly Betty', la protagonista della omonima serie tv che sta spopolando negli Stati Uniti. Nella serie, che conferma il grande momento dei latinos a Hollywood in tv oltre che nel cinema (proprio ieri il film sull'immigrazione 'Padre Nuestro' del messicano Christopher Zalla ha vinto il premio della giuria al Sundance) la ragazza interpreta
l'assistente del direttore di una rivista di moda, Daniel Meade, che soccomberebbe ai nemici senza l'aiuto di Betty, bruttina, sempre fuori luogo, ma dotata di intelligenza e generosita'. La serie ha conquistato un Golden Globe, sbaragliando il gigante 'Desperate Housewives'. E' capitato anche a Nicole Kidman, Charlize Theron, Penelope Cruz, Hilary Swank di doversi imbruttire per ottenere una parte e, magari, vincere anche un Oscar (ci sono riuscite la Kidman con 'The Hours' e Charlize Theron con 'Monster'). Ma sotto quelle maschere non era possibile non notare comunque la loro straordinaria bellezza. America Ferrera, invece, e' rimasta una ragazza normale, con i suoi chili di troppo. Un bell' esempio, in un momento in cui le pagine della cronaca registrano troppi casi di morte per anoressia. "Credo che le donne latine siano belle nelle loro curve. A me nessun regista ha detto che devo perdere 20 chili, magari non mi prendono per la parte, ma non vedo perche' io debba mettere a rischio la mia salute per fare un film" ha dichiarato l'assennata attrice, il cui ultimo film 'La Misma Luna' ha appena trionfato al Sundance. "Entrare nei suoi panni mi fa sentire davvero come lei - ha raccontato America Ferrera - Con Betty ho in comune l'ottimismo e la capacita' di perdonare i torti subiti". L'attrice e' stata parte attiva nella sua trasformazione in Betty, voleva infatti che il suo personaggio restasse reale: "Ci tenevo molto che fosse credibile, a volte mi sembrava che si esagerasse con i particolari kitch, cosi' cercavo di uscire, di guardare le persone per strada per capire se un dettaglio era di troppo". Salma Hayek, produttrice della serie con un piccolo ruolo ricorrente, ha cercato anche di affrontare argomenti di attualita' come l' immigrazione clandestina (tema di grande attualita' anche sul grande schermo per le sette candidature all' Oscar di Babel, che tratta lo stesso tema). L' attrice messicana e la sua casa di produzione hanno deciso di adattare una telenovela colombiana di successo, 'Yo soy Betty, la fea', per aiutare la popolazione latino-americana che vive negli Stati Uniti a integrarsi nella societa': "Io e Pepe Tamez lavoriamo insieme da anni, e abbiamo sempre cercato di creare qualcosa per la televisione - ha commentato l'attrice - ma volevamo anche portare l'esperienza latina nella televisione americana. 'Betty la fea' era perfetta perchè‚ non e' la classica soap, e' una commedia, e' ironica". "Questa e' una storia universale - ha aggiunto Silvio Horta, che ha adattato la serie per il pubblico americano - quindi spero che abbia successo in tutto il mondo: ogni Paese ha la sua Betty". Mentre in Italia si parla di una versione con attori italiani (si e' fatto il nome di Paola Cortellesi nei panni di Betty), Salma Hayek e il suo staff hanno dovuto scegliere se restare fedeli all' originale o seguire una propria strada: "All'inizio litigavo sempre con Silvio - ha detto Salma Hayek - vedevo che si stava allontanando da 'Betty la fea' e pensavo fosse un errore. Pero' mi sono dovuta ricredere: le sue idee funzionano". "Ci siamo sentiti un po' sotto pressione, adattare un programma cosi' famoso era una responsabilita' - ha continuato America Ferrera - ma ho anche pensato che il personaggio piace, le persone ci si rispecchiano e la formula ha funzionato gia' molte volte. Betty e' una minoranza in tutto: e' una donna, e' latino-americana e non ha il look giusto". Questa volta e' improbabile che il brutto anatroccolo diventi un cigno: Betty non cerca di adattarsi al nuovo mondo ma lo trasforma, quasi inconsapevolmente, dimostrando gentilezza e portando, nel bianco asettico della redazione, i suoi colori e il suo sorriso, coperto d' acciaio ma solare e spontaneo.
NEWS - Telefilm, la rivincita dei Nerds. Da Colombo a House, vincono quelli antisociali e geniali
(ANSA) - ROMA, 27 gen - Secchioni, un po' antipatici con tendenze antisociali, decisamente geniali: sono i nuovi eroi televisivi, quelli che spopolano, affascinano, e soprattutto fanno ascolti e tendenze e sono veri e propri 'nerd', ovvero intelligenti sopra la media ma decisamente poco simpatici o dichiaratamente asociali. Poco glamour, niente muscoli, lavorano di testa, risolvono casi convivendo con tic, fobie, ossessioni, senza paura di non piacere al prossimo o di sembrare, all' osservatore distratto, non propriamente svegli. Senza citare il reality dell' anno, 'La pupa e il secchione' (un nerd, appunto), il 'caso dei casi' nel mondo delle serie tv e' House ma il capostipite per eccellenza e' il tenente Colombo, un evergreen, ormai da oltre trenta anni sulla breccia. Peter Falk ha dato il suo volto a un vero nerd dal trench sgualcito, spettinato, un mozzicone di sigaro sempre tra le dita, uno 'sfigato' apparentemente svagato ma dalle straordinarie doti investigative. Un parente prossimo di House, che di Colombo tra l' altro ricalca vagamente il look stropicciato anche se le somiglianze si fermano qui: di Colombo, che va ancora regolarmente in onda su Retequattro la domenica, non si e' mai saputo con certezza neanche il nome di battesimo. Guida una Peugeot 403 del 1959, ha un basset hound che lui chiama semplicemente 'cane' e una moglie che non e' mai apparsa ma di cui si conosce solo la voce. Armato di un piccolo taccuino, acchiappa incalliti criminali con la sua tecnica 'low profile'. E sara' un caso ma un altro nerd che piace e' sempre un detective, una sorta di caso patologico: Adrian Monk, le cui avventure sono attualmente trasmesse da Hallmark Channel. Interpretato da Tony Shalhoub, arguto, intelligente, dotato di grande spirito di osservazione, Monk, dopo la traumatica morte della moglie Trudy, ha iniziato a manifestare fobie e ossessioni come suo fratello Ambrose (John Turturro), affetto da agorafobia. Per Monk la vita quotidiana e' fatta soprattutto di ostacoli da scansare, maniaco dell'ordine e della pulizia, evita ogni contatto umano, imbusta e cataloga i vestiti, va in tilt in presenza della piu' piccola asimmetria. Resta celebre un episodio dove tenta di entrare nuovamente in polizia (dopo esserne stato allontanato per i suoi disturbi mentali), ma non riesce a superare l'esame non per incapacita' ma perche' passa il tempo a temperare le matite al 'punto giusto' senza mai rimanerne soddisfatto. E nella pattuglia dei nuovi nerd entra di diritto anche 'Ugly Betty', la brutta Betty, interpretata da America Ferrera e fresca di Golden Globe, a riprova che gli antieroi sono i piu' amati dai telespettatori. Anche 'Numbers' (su Fox Crime) ha il suo nerd ed e' Charlie Eppes, matematico di fama mondiale. Fin dalla piu' tenera eta' cerca di conquistare la stima del fratello, ma l'occasione gli si presentera' quando riuscira' ad aiutare Don, affermato agente dell'FBI, a risolvere casi criminali, grazie all'uso di modelli matematici. E ancora tracce di nerd in 'JAG, Avvocati in Divisa', con il tenente Bud Roberts, o in 'Six Feet Under', che narra la storia di una famiglia americana, residente a Los Angeles, radicata nel ramo delle pompe funebri. Il nerd e' David Fischer, interpretato da Michael C. Hall, omosessuale che sotto l'apparenza grigia nasconde doti impensabili. Rappresentano un fenomeno moderno, scoperti e svelati nella loro grandezza, oggi sicuramente piu' di ieri: e, alla luce di un successo imprevisto, in tanti sono pronti a rivalutare due nerds ante litteram, Potsie e Ralph, gli imbranati di 'Happy Days', a dispetto del mitico Fonzie.

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