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giovedì 15 dicembre 2016

NEWS - Auditel come il governo Gentiloni, ci prendono in giro! Che fine ha fatto la rilevazione ascolti tv su tutti i device che doveva partire in autunno 2017? "Non prima del 2018"! Ormai il 55% degli italiani preferisce contenuti on demand (che Auditel non monitora)

Articolo tratto da "Il Sole 24 ore"
Auditel si prepara alla svolta "2.0", con la misurazione delle audience su tutti i device, non solo sulla tv tradizionale. Civorrà il 2018 e quindi si tratta di una faccenda né breve né indolore in una fase in cui i second screen sta prendendo piede. I broadcaster poi - Sky su tutti, ma non solo - mostrano più di qualche sofferenza per un vestito (quello degli ascolti lineari) che sta sempre più stretto. A quanto però risulta al Sole 24 Ore, in due consigli svolti a ottobre e novembre Auditel ha posto le basi per partire con l'operazione che porterà la società a un approdo ormai necessario. Che sia una scelta non più differibile lo dice l'esperienza e lo dicono i numeri. È evidente che la visione di prodotto tv attraverso smartphone e tablet è in crescita. Nei giorni scorsi sono stati diffusi i risultati dell'annuale analisi di Ericsson - TV e Media Report 2016 - che per l'Italia fa riferimento a un campione di oltre mille persone, tra 16 e i 69 anni, rappresentativo di 26 milioni di italiani. Gli intervistati hanno una connessione a banda larga e guardano contenuti televisivi almeno una volta a settimana. Si tratta dunque di una platea che rispecchia la parte tecnologicamente più evoluta di utenti tv. Al netto di ciò i risultati sono però incontrovertibili. Uno su tutti: il 55% di intervistati dichiara infatti di preferire l'on-demand rispetto alla tv lineare, un dato aumentato rispetto al 2005 (quando era i1 45%). La macchina Auditel per la misurazione delle audience attraverso tutti i device è così partita. Perché ciò accada i broadcaster dovranno prevedere già al segnale - che si tratti di tv o siti web o piattaforme on demand - un tag che sarà letto poi dai device nelle mani del campione. Volendo quindi semplificare al massimo gli aspetti tecnici, ad Auditel arriveranno informazioni specifiche e molto precise riguardo ai programmi visualizzati. Declinare queste informazioni in dati per età o genere sarà possibile con il nuovo campione che vedrà unire alle 5.700 famiglie del campione cambiato nell'ultimo anno (dopo lo scandalo dell'email che ha svelato il campione a ottobre 2015, portando anche a uno stop dell'attività di Auditel e impattando sul cambio di presidente) il "superpanel" con 1400 nuove famiglie. I risultati del superpanel non sono ancora pubblici e con ogni probabilità non lo saranno almeno per la prima parte del 2017. La mole di dati in arrivo dai broadcaster sarà utilizzata incrociandola con i responsi dal campione. Per sapere chi materialmente farà queste elaborazioni occorrerà però verificare l'esito di una gara fra i tre principali player di questo mercato: Nielsen, Comscore o Gfk. Potrebbe essere una sola la società incaricata, ma anche tutte e tre per singole parti. Nel frattempo è arrivato a defmizione un altro progetto che vede impegnata Auditel: la ricerca di base comune con Audiweb. L'intesa fra le due società sarebbe già stata sostanzialmente finalizzata.

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