venerdì 13 settembre 2019

NEWS - Apple Tv is coming! Guarda i trailer! Ecco il link delle serie tv più attese: https://tv.apple.com

martedì 10 settembre 2019

PICCOLO GRANDE SCHERMO - "Wonder Woman" (ri)diventa una serie! Netflix ingaggia a peso d'oro Patty Jenkins, regista dell'ultima versione cinematografica, per sviluppare il progetto 

News tratta da Slashfilm.com
Patty Jenkins is joining Netflix’s high-profile crowd of creators. The director of Wonder Woman and the upcoming Wonder Woman 1984 has signed a multi-year overall deal with Netflix to produce new TV series for the streaming service. It will be her latest foray into television after directing this year’s TNT limited series I Am The NightVariety broke the news that Jenkins has signed a multi-year overall TV deal with Netflix that is valued at around $10 million over three years. Under the Patty Jenkins Netflix deal, the director-writer-producer will produce new TV series for the streaming service. “We’re thrilled to welcome Patty Jenkins to Netflix,” said Channing Dungey, vice president of original series at Netflix. “Her trailblazing work has pushed boundaries and she confidently tells stories that leave an unforgettable mark. We look forward to fostering her many ideas and helping them come to life,”. “I’m so excited to embark on a great journey of making the new world of television with a company and group of people I admire as much as Ted, Cindy, Channing, Peter and the team at Netflix,” Jenkins added. “I look forward to digging in to some great work together soon.”
It’s unclear what kind of TV series Jenkins will be producing, and whether they will be original works or adaptations. But Jenkins signing on with the streaming giant is just another marker of her Hollywood success, which had already been cemented when she took the title of highest-paid female director in the industry. Netflix has been fast accumulating high-profile talent in incredibly expensive deals that often exceed seven figures. I’m a little surprised that Jenkins is limiting herself to producing TV for the service, but perhaps she is reserving feature filmmaking for the big screen. Though Jenkins is best known for her acclaimed feature directing and writing debut Monster, she has frequently worked in TV before, directing episodes of Arrested Development, Entourage, and The Killing, and most recently executive producing and directing I Am the Night, which reunited her with Wonder Woman star Chris Pine.

lunedì 2 settembre 2019

NEWS - Il primo trailer di "ZeroZeroZero"! 
Ennesima serie italiana tratta da un libro
Spietato come la lotta per la supremazia delle rotte della merce più distribuita al mondo, la cocaina. Sconvolgente, come i sistemi criminali e familiari diversi tra loro ma ugualmente assetati di potere. Ecco il teaser trailer di ZeroZeroZero, la serie originale Sky Studios diretta da Stefano Sollima e tratta dall’omonimo libro di Roberto Saviano, edito in Italia da Feltrinelli. Già dalle prime immagini rilasciate oggi, emerge in tutta la sua potenza il quadro raccontato da ZeroZeroZero, una produzione Cattleya - parte di ITV Studios - e Bartlebyfilm per Sky Studios, CANAL+ e Amazon Prime Video. Nel cast internazionale della serie, in otto episodi, ci sono Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida, Harold Torres, Tcheky Karyo e Francesco Colella. La serie sarà in anteprima mondiale come Evento Speciale fuori concorso alla 76ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il prossimo 5 settembre. ZeroZeroZero è creata da Stefano Sollima e dagli head writers Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, basata sul trattamento degli stessi Fasoli e Sollima con Stefano Bises e Roberto SavianoMax Hurwitz e Maddalena Ravagli completano il team di scrittura. Ad affiancare Stefano Sollima alla regia Pablo Trapero e Janus Metz. La serie è attesa al debutto nel 2020 su Sky in Italia, Regno Unito, Irlanda, Germania e Austria, su CANAL+ in Francia e nei paesi francofoni di Europa e Africa, su Amazon Prime Video negli USA, in Canada, America Latina e Spagna. Il distributore internazionale è STUDIOCANAL TV. ZeroZeroZero è una delle produzioni legate alla crescita di investimenti in produzioni originali di Sky, annunciati per il recente lancio di Sky Studios, la nuova casa di produzione e sviluppo pan-Europea.

lunedì 26 agosto 2019

NEWS - The Apple Show! La casa della Mela morsicata aumenta il budget per serie tv originali da 1 miliardo di dollari a 6 (sempre meno della metà di Netflix) e investe tutto su "The Morning Show" con Jennifer Aniston per il lancio entro 2 mesi di Tv+ (un episodio costato più di uno di "Game of Thrones"!)
Ammonta a oltre 6 miliardi di dollari l'investimento di Apple per la produzione di serie tv e film originali in vista del lancio del suo nuovo servizio di streaming video, TV+, con il quale la casa della Mela lancia la sfida a Netflix, Disney e HBO. Lo scrive il Financial Times ricordando come l'investimento sia esploso, passando da un miliardo di dollari previsto inizialmente alla somma attuale, frutto della scommessa su star di Hollywood come Jennifer Aniston, Reese Witherspoon e Steve Carell protagonisti di The Morning Show, che avrebbe - secondo fonti del FT - un costo per episodio più elevato rispetto persino all'impegnativo Trono di SpadeL'investimento di Apple - che punta a creare un catalogo di prodotti originali - resta comunque ben inferiore ai 15 miliardi di dollari che quest'anno saranno spesi da Netflix per i contenuti. Il nuovo servizio TV+ sarà operativo entro i prossimi due mesi, in tempo per contrastare il lancio di Disney Plus, che dovrebbe debuttare negli Stati Uniti il 12 novembre. Sia Apple e Disney hanno diffuso nuovi trailer per i loro servizi. Dalla casa di Cupertino ancora nessuna indicazione tuttavia su costi dell'abbonamento o altri dettagli chiave sul servizio, che rappresenta una scommessa per rendere il colosso fondato da Steve Jobs sempre meno dipendente dalle vendite dell'iPhone.

mercoledì 21 agosto 2019

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Un secondo film di "Downton Abbey"? "Porte aperte" (Michelle Dockery dixit)
Michelle Dockery is on the cover of InStyle magazine’s September 2019 subscribers issue cover. Here’s what the 37-year-old actress had to share with the mag…
On returning to her Downton accent: “I’d been so used to playing Americans [accents] that when we filmed Downton Abbey [the upcoming movie, out on September 20], I think [my character] Lady Mary started off being a little too posh.”
On returning to Downton: “Three years, but it felt like no time had passed at all. [I realized] I’d taken some things for granted. Like driving up to that house [the setting for Downton Abbey], it honestly took my breath away. But I think the three-year gap was perfect, because we’d all been off doing our own thing, and it was enough time to really, really miss it.”
On Downton doing more than one movie:“I mean, we’ll see. As Elizabeth McGovern, who plays my mother, just said, ‘All doors are left open.’”

giovedì 15 agosto 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
In "The Boys" i supereroi tra populismo e reputazione da difendere
"Fatemi dire una cosa. Sono felice di essere qui, davvero. Una tragedia ha colpito il nostro paese questa settimana. Non usiamo mezzi termini: l'America è sotto attacco. Qualcuno vorrebbe che io salissi su questo palco a dire banalità con un discorso di circostanza, istituzionale. Ma non voglio, non posso. Sapete perché? Perché credo che quello che Dio vuole da me è che io vada là fuori, trovi i luridi bastardi che hanno organizzato l'attacco in qualunque grotta si nascondano e li porti di fronte a una cosa chiamata giustizia divina! Questo è quello che penso! E' la cosa più americana che si possa fare, la cosa giusta che va fatta! E invece no, perché sembra che io debba chiedere il permesso al Congresso! Giusto? Io dico no! Io rispondo a una legge superiore!". Non è difficile immaginare il presidente americano pronunciare un discorso simile, o per restare più vicini, diciamo a casa nostra, pensare che possa essere stato qualcuno che brandisce il rosario al termine dei comizi come fosse, appunto, la testimonianza di una legge superiore alla quale risponde. A pronunciare quel le parole e invece il Patriota, personaggio principale di "The Boys", serie tv da poco su Prime Video. L'attacco di cui parla il biondo, fighissimo supereroe interpretato da Antony Starr è un dirottamento aereo da parte di alcuni estremisti islamici. Essendo supereroe volante e dotato di sguardo inceneritore, qualche ora prima aveva raggiunto l'aereo di linea insieme con la sua compagna, Queen Maeve (l'attrice Dominique McElligott), aveva fatto fuori gli estremisti e poi, tra un sorriso a trentadue denti e l'altro, ops!, aveva incenerito pure la plancia di comando con comandante. Mentre l'aereo precipita, Queen Maeve - presa da un raro momento di empatia-supplica: "Almeno salviamo la bambina!", e il Patriota replica: "Così che racconti al mondo come li abbiamo lasciati morire tutti? Non se ne parla!". "The Boys" è il populismo applicato ai supereroi, che non sono per niente buoni: sono influencer, e l'unica cosa di cui si preoccupano "è la loro reputazione". Tratta dall'omonimo fumetto scritto da Garth Ennis e disegnato da Darick Robertson nel 2006, oltre al plot tradizionale degli anti eroi che combattono i finti eroi in un modernissimo cortocircuito in cui non si salva nessuno - gli otto episodi della prima stagione della serie tv sono ambientati ai tempi di Facebook, di Instagram e Twitter, dei ricatti sessuali con video rubati, ai tempi dell'hate speech strumentalizzato, degli accordi di riservatezza quando i supereroi si mettono nei guai (come quando "l'uomo più veloce del mondo" investe una ragazza su un marciapiede e la disintegra, in una delle migliori sequenze slow motion/splatter del cinema). Un gruppo di ex mercenari della Cia ha capito il gioco dei supereroi evorrebbe demolire l'aura di intoccabilità che si sono costruiti, ma deve far fronte all'opinione pubblica contraria, che preferisce di gran lunga i vendicatori alle noiose regole della democrazia e dello stato di diritto. Il colosso che gestisce i "Sette", cioè l'élite dei supereroi, produce una montagna di soldi grazie ai diritti di film, merchandise, comparsate e bagni di folla. Un ufficio di "monitoraggio crimini" li indirizza verso i delitti più televisivi, costruisce l'immagine di ognuno e la narrazione del personaggio. In sostanza i supereroi sono eterodiretti, il loro mestiere è soltanto quello di apparire e sorridere durante le lunghe sessioni di selfie. Il giustizialismo è l'arma segreta del supereroe-leader, la macchina perfetta per aumentare l'indice di gradimento. Ricorda qualcosa?". (Giulia Pompili)

mercoledì 7 agosto 2019

NEWS - Il trailer della 3° stagione di "Westworld" con i new entry Aaron Paul e Vincent Cassel!
Nuovi e inquietanti scenari e nuovi, straordinari ingressi nel cast per la terza stagione di "Westworld", la serie firmata HBO che arriverà in esclusiva per l’Italia su Sky nel 2020. Creata da Jonathan Nolan e Lisa Joy e prodotta – fra gli altri – da J. J. Abrams, la nuova stagione si svela per la prima volta nell’affascinante, enigmatico e per certi versi spiazzante trailer ufficiale. I nuovi episodi vedranno nel cast due new entry di altissimo livello, Aaron Paul nei panni di Caleb, un operaio che avrà una grande influenza su Dolores (Evan Rachel Wood), e Vincent Cassel nei panni di un nuovo villain.

sabato 3 agosto 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
"La Casa di carta" delude: meno ritmo e buchi nella trama
"Rintracciati per l'uso sconsiderato di un telefono satellitare. Ma no! Ma chi ci crede? Sono entrati nella Zecca Reale a Madrid, infagottati nelle tute rosse stile Guantánamo, i volti coperti dalle maschere con i baffi all'insù di Salvador Dali. Hanno stampato mucchi di denaro ("noi non rubiamo, siamo Robin Hood 2.0"). Hanno preso ostaggi, e sedotto l'ispettrice di polizia che seguiva il loro caso. Sono usciti con due miliardi e mezzo di euro in banconote non segnate (valgono bene qualche perdita umana, rubricata alla voce "danni collaterali"). Se li godono in posti esotici sconosciuti all'Interpol. Tutto benissimo, se non per un telefono satellitare comprato — sapremo poi — dai libici traditori. E usato con il più sciocco dei pretesti. C'entrano Tokyo e Rio, se servono altri dettagli. Produzione spagnola per la tv generalista (lo showrunner chiama Alex Pina) "La casa di carta" è la serie non in lingua inglese più vista su Netflix. Ha avuto successo ovunque, radunando scontenti, resistenti, arrabbiati con il sistema. La maschera di Salvador Dall ha sostituito nelle manifestazioni di protesta quella di Guy Fakes — dal film "V come vendetta", tratto dai fumetti di Alan Moore. Era difficile resistere alla tentazione di ricominciare — anche se la storia aveva completato il suo arco narrativo. Il capitale deve rendere, dopo un successo grandioso quanto inaspettato. In questo caso, i personaggi con nomi di città (all'inizio erano otto, gente che non aveva niente da perdere) e un colpo impossibile. Si ricomincia dal telefono satellitare, e quel che segue non è molto meglio. Almeno a giudicare dalle prime puntate di questa terza parte, che ne prevede otto. Già disponibili dopo un lancio che a Milano, in Piazza Affari, ha prestato al giustiziere con la maschera del surrealista spagnolo il dito eretto di Maurizio Cattelan. E quale potrebbe essere l'escalation, dopo la Zecca Reale di Spagna? Facile: le riserve auree che garantiscono il valore delle banconote medesime. Le prime due parti — rimontate da Netflix per avere episodi di 50 minuti, e non quasi-film di 75 — erano a presa rapida sullo spettatore, ma viste di seguito verso la fine avevano qualche buco nella trama. Meno ritmo, troppe complicazioni a danno della credibilità. Sarebbe stato saggio godersi il successo, e pensare ad altro. Cosa si può aggiungere a una rapina miliardaria che riesce, a un crimine che paga, perfino alle storie d'amore nate durante la forzata convivenza (nessuno si ritrova ricco ma solo e infelice, nel suo rifugio, quindi incline alle imprudenze). E dunque rieccoli, gli scolaretti agli ordini del Professore che scrive sulla lavagna "Benvenuti", come la prima volta. Spiega che le riserve stanno nei sotterranei, e che il sistema di sicurezza al primo allarme allaga il caveau, servirà un sommozzatore. Per entrare, serve una manovra diversiva: dirigibili con la faccia di Salvador Dall che sganciano banconote sulla folla madrilena. L'effetto è assicurato, al resto provvede l'aikido, arte marziale che il professore illustra così: sfruttare la forza del nemico per fare quel che da solo non riesci a fare. Per esempio, sgombrare l'edificio dagli impiegati. La cronologia impazzisce, bisogna raccontare certi retroscena che ignoravamo. Si comincia 77 giorni prima dell'Ora Zero, si torna indietro a tre anni prima, si salta a meno 3 ore dell'attacco (grazie, scritte in sovrimpressione). Saper chiudere al momento giusto è un'arte poco praticata. Per incrudelire, hanno annunciato una "Casa di carta 4"". (Mariarosa Mancuso)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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